Viaggi nel Mondo
GENOVA: un giro per la città in una giornata d’autunno

🎶Ma quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi
Mentre guardiamo Genova
Ed ogni volta l’annusiamo
E circospetti ci muoviamo
Un po’ randagi ci sentiamo noi🎵
Il porto, i carruggi, le piazze, i rolli, le chiese..lo shopping in via XX settembre, il pranzo al mercato orientale, la casa di Colombo, il panorama dalla spianata Castelletto, la brulicante via del Campo.
E poi, gli amici genovesi, una stanza principesca.. i viaggi.. le scoperte.. le emozioni.. le sorprese
🎶Con quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi
Che abbiamo visto Genova🎵
In una giornata di autunno, abbiamo avuto l’occasione di visitare Genova, dove non eravamo mai stati.
Ecco il nostro giro.

Una giornata a Genova
Siamo arrivati alla Darsena, passeggiato per il Porto antico, passando davanti al bel Vascello Neptune, che non puo’ passare inosservato, all’Acquario, alla Città dei bambini e proseguendo fino ai Magazzini del cotone. Il tempo non era proprio sereno, ma questa passeggiata ci è piaciuta molto, e sono sicura che col bel tempo è un vero spettacolo.


Attraversando la strada verso la città, da piazza Cavour ci siamo inoltrati per i famosi carruggi, i vicoletti, abbiamo imboccato vico Mattoni Rossi, arrivando in via delle Grazie e passando per Piazza Cattaneo e da piazza Embriaci, percorrendo quelli che ci piacevano di piu’.


.. essendo il giorno di Halloween abbiamo trovato anche un bellissimo negozio pieno di zucche.

Siamo arrivati fino a Piazza Giacomo Matteotti, dove c’è il Palazzo Ducale e proseguendo, alla bella basilica di San Lorenzo, con la caratteristica facciata a strisce bianche e nere.

Poco oltre, siamo arrivati nella grande Piazza De Ferrari, con le sue bellissime fontana, contornata da palazzi storici.

Abbiamo proseguito per via XX settembre, fermandoci a pranzo al Mercato orientale o MOG, un bel posto dove, oltre al mercato, c’è una bella area con ristoranti ai lati e spazi per mangiare al centro, e si possono gustare molte specialità tipiche Genovesi. Bel posto e cibo ottimo.

Abbiamo poi passeggiato per via Cesarea, via Freschi, fino ad arrivare a piazza Dante, dove poco oltre si trova la casa di Cristoforo Colombo

Accanto, il bellissimo il chiostro Sant’Andrea. da cui percorrendo una breve scalinatasi arriva a Porta Soprana, che ho trovato stupenda.


Da via Dante, tornati verso Piazza De Ferrari, siamo passati davanti al Teatro Carlo Felice, dirigendoci da Via Roma, in Via Assarotti, dove avevamo prenotato una camera in un Bed and Breakfast, il Morali Lux.
Riscendendo da via Assarotti, da Piazza Corvetto, abbiamo imboccato i vicoletti fino ad arrivare a piazza delle Fontane Marose

Siamo arrivati fino a Piazza Portello, dove c’è l’ascensore per salire al Belvedere Castelletto e vedere il panorama stupendo di Genova al tramonto.
Ridiscesi dal Belvedere Castelletto, ci siamo diretti in Via Garibaldi, la via dei Rolli, prestigiose dimore di nobili famiglie un tempo ed ora adibiti soprattutto ad edifici pubblici, che oltre ad essere splendidi all’esterno, abbiamo potuto ammirare attraverso le loro porte aperte gli atri interni.

Ormai si era fatto buio e molti dei vicoletti che partivano dalla via Garibaldi erano illuminati con luminarie molto particolari.

Da via Cairoli, abbiamo preso via san Siro trovandoci davanti alla porta aperta della Basilica di San Siro.

Ovviamente l’obiettivo era quello di arrivare a via del Campo, resa famosa dalla canzone di Fabrizio De Andrè, colorata, brulicante e multietnica, dove, al numero 29 rosso si trova un piccolo museo della canzone dei cantautori genovesi, che purtroppo non abbiamo potuto visitare per la tarda ora.

Percorrendola fino al fondo, siamo arrivati di nuovo su Viale Gramsci, e andando verso la Darsena, dove avevamo lasciato l’auto nel parcheggio, abbiamo fatto una piccola deviazione in via Fontane per vedere piazza della Annunziata e, illuminata, e purtroppo solo dall’esterno, la chiesa omonima.
Il tempo è stato poco, la visita superficiale, non abbiamo potuto visitare l’interno di tanti monumenti e altri punti sicuramente interessanti, ma comunque siamo riusciti a vedere parecchie cose. Poco tempo, ma quanto è bastato per esserci fatti una bella idea di una città su cui avevo avuto pareri contrastanti, ma che io ho trovato proprio bella e particolare.
Genova, il nostro alloggio e il ristorante
Se volete alloggiare in un posto particolare a Genova, vi consiglio il bed & breakfast dove abbiamo pernottato.
Si trova nella zona residenziale di Via Assarotti, poco distante dal centro, dove si puo’ arrivare in auto, anche se ci sono un po’ di difficoltà per il parcheggio (ma c’è un garage a pagamento non distante).

Il b&b si chiama Morali Lux, è di fronte ad una bellissima chiesa, che si vede anche dalle ampie finestre, all’interno di un palazzo storico, ed ha uno stile principesco, che consente di immergersi in un’atmosfera di altri tempi, con stanze enormi (ovviamente gli arredi non sono originali ma l’effetto è assicurato). Il prezzo è ottimo per il pernottamento, e a parte puo’ essere acquistata la colazione, servita in una bella sala.


Li’ vicino, per cena siamo stati alla Locanda degli Artisti, bel locale raffinato a gestione famigliare, dove abbiamo mangiato benissimo ottimo cibo tipico.
https://locanda-degli-artisti.business.site/
Novembre 2019
Ma quanto è bella BOLOGNA!
Bologna la rossa, Bologna la grassa, Bologna la dotta, Bologna turrita, Bologna e i portici…
Per me Bologna è solo incantevole … perchè per me, Bologna, è casa.
Da quando vivo tra Bologna e Modena, ormai vado quasi piu’ di frequente a Modena che a Bologna, pur essendo Bologna la mia città natale, che amo alla follia.. e di cui non ho mai scritto ancora nulla!! Cosa che pero’ mi è venuta voglia di fare, pianificando un percorso, in occasione della visita di alcuni amici.
Adoro il centro di Bologna, girare sul “crescentone” di Piazza Maggiore, sentendomi contenuta dai palazzi che lo circondano, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai, Palazzo dei Banchi.
Guardare l’immensità di San Petronio, che ha al suo interno la meridiana più lunga del mondo.
Passeggiare per le caratteristiche vie con le botteghe antiche, via Clavature, via Pescherie Vecchie, via Drapperie, ora ancor piu smaglianti, per i tanti localini e bar, che attirano i nuovi turisti, portati dai voli low cost.
Fare uno spuntino al Mercato di Mezzo con le sue specialità, e poi, passando davanti al bel Palazzo della Mercanzia, arrivare alla favolosa Piazza Santo Stefano, con le sue 7 chiese, e anche a piazza Minghetti, che con i suoi palazzi chiari, sembra un angolo di Parigi a Bologna.
E poi provare il telefono senza fili sotto il voltone del Podestà, e ammirare la statua del Nettuno.. che visto da una certa prospettiva.. è sempre eretto :) !
E la casa di Lucio Dalla, in via D’Azeglio, lui che ha accompagnato la mia gioventù come un amico, con la sua sagoma alle parete, mentre suona il sax.
E le frecce medievali, che ci sono ancora sul soffitto, attaccate alle travi, sotto il portico di Corte Isolani.
E il lampione delle nascite, all’angolo di Palazzo Re Enzo, che si accende, ogni volta che negli ospedali della città nasce un bambino.
E le due Torri, il simbolo di Bologna, che svettano in fondo a via Rizzoli, dominando il centro, insieme alle tante altre, che si vedono attorno, che hanno avvalso a Bologna il nome de “La turrita!.
E la Sala Borsa, bellissima biblioteca e piazza coperta, con i suoi scavi sotto il pavimento di cristallo, testimonianze di antiche civiltà.
E la finestra di Via Piella, che si apre su un canale e ricorda un passato fatto di acque che attraversavano la città, poi coperte, e il lavatoio degli animali, tappa obbligata prima della vendita, poco distante e conosciuto.
Poi la piazzola, il mio mercato del cuore, il venerdi’ e il sabato, e il pincio della Montagnola; e la stazione lì vicino, e il triste ricordo in un muro deflagrato, della strage del 2 agosto.
E tutto intorno alla città, quel che rimane delle antiche mura e chilometri e chilometri di portici, che a Bologna non ti bagni se poi piove!
E il santuario di San Luca, che quando arrivo dall’autostrada, lo vedo in lontananza.. E per me significa che sono arrivata a casa.

Bologna e le 3 T, Torri, Tortellini e Tette… tutte da sperimentare :)
Bologna e il cibo buono: i tortellini, in brodo o alla panna, mai al ragù, che non esistono a Bologna; le tagliatelle, quelle sì, al ragù, quello bolognese, che deve bollire ore e ore…e le lasagne, caposaldo della tradizione. E poi le tigelle e le crescentine fritte, da mangiare con gli affettati, i formaggi e i salumi; e sua maestà, la mortadella, che nelle altre regione ha assunto il nome della città, la Bologna :). In pochi la conoscono, la cotoletta alla bolognese, ricca e impegnativa, carne impanata con sopra aggiunta di prosciutto crudo e formaggio; e il friggione, tanta cipolla bianca e pomodoro, lasciati a cuocere a lungo…


E poi che dire, del suono simpatico della parlata bolognese, che già Dante la elogio’ ai tempi suoi???

Perchè poi siamo buffi eh..
“Altro?: Tipica espressione del droghiere, quando ti prepara l’etto di mortadella che gli hai richiesto. “Altro?” sta a significare “Occorre qualcos’altro?”. Nel caso in cui non occorra nient’altro, basta rispondere “Altro”, oppure si prosegue con l’altro da ordinare
Mi dai il tiro? Questo modo di dire tutto bolognese significa “spingi il pulsante per aprire la porta”, che noi diciamo semplicemente con un’unica parola: “tiro”. Se trovate vicino alle porte delle case un pulsante con su scritto “TIRO”, adesso sapete cos’è
Il rusco. Il rusco per il bolognese è la spazzatura, l’immondizia. “Lo butto nel rusco” o “vado a portare giu’ il rusco”, sono le nostre classiche espressioni, cosi’ di uso comune che tanti bolognesi credono che il rusco sia una parola della lingua italiana
Il cinno. Dicasi cinno il ragazzino dai 5 ai 17 anni, più o meno. Per i tipi più scombinati viene usato anche il termine “cinnazzo”
L’umarell. Il termine “Umarell” indica, un signore di una certa età in pensione, che deve trovare il modo di impiegare il proprio tempo. L’umarell per eccellenza è quello che guarda, con le mani rigorosamente incrociate dietro la schiena, i cantieri, criticando tutto quello che viene fatto
Soccia. “Soccia” è un intercalare molto usato a Bologna.“Soccia che storia!” “Soccia che bello” “Socmel che du maron!!” (espressione tipica del bolognese quando si è stancato). Si dice “Soccia” come esclamazione di stupore anche se letteralmente sarebbe un incitamento alla fellatio, ma come intercalare non ha alcun riferimento all’atto sessuale .
E per chi volesse approfondire
http://www.bolognanelcuore.info/modules.php?name=Bolognese&file=index

E ora..andiamo in giro per Bologna!
Visitare il centro di Bologna: un percorso per vedere le cose principali e caratteristiche in poche ore o in una giornata

Per iniziare il tour di Bologna, propongo di parcheggiare al garage dell’autostazione, in modo da uscire a fianco al Pincio della Montagnola ed avere davanti la bellissima scalinata bianca (o per chi arriva dalla stazione, attraversando la strada con pochi passi ce la si ritrova di fronte).

Prima di arrivare alla Montagnola, si possono vedere i resti del castello di Porta Galliera, risalente al 1300, che contrastano col bianco della scalinata. Di fronte, piazza XX settembre, con un bel parchetto, e Porta Galliera, con il suo ponte levatoio, sul fossato ormai secco del torrente d’Aposa, e due fontane con fauni in bronzo, in stile liberty.

La strada su cui ci si trova è via Indipendenza, dove iniziano i portici, che, dopo il primo tratto, all’incrocio con via Irnerio, diventa la via del passeggio e dello shopping e pedonale. All’altezza del numero 44, sulla destra, si incontra l’Arena del Sole, il teatro piu’ importante della città, e quasi di fronte si trova piazza VIII agosto, dove il venerdì e il sabato si svolge il tradizionale grande mercato cittadino, chiamato La Piazzola.
La strada perpendicolare successiva che si incontra si chiama via Augusto Righi; imboccandola sulla sinistra, si trova dopo poco, sulla destra un’apertura sul Guazzatoio: uno scivolo che porta ad uno dei canali non sotterrati, che attorno al 1200 era destinato al lavaggio degli animali prima di essere portati in piazza VIII agosto per la vendita.

Il centro di Bologna è attraversato dal torrente Aposa e da un sistema di canali, che a partire dal 1500 iniziarono ad essere ricoperti, per motivi di salute pubblica e per conquistare spazi edificabili. Pochi metri avanti dal Guazzatoio, si trova sulla sinistra via Piella, dove si puo’ vedere una finestrella sul muro, che si puo’ aprire, mostrando uno spettacolo meraviglioso della Bologna che fu, nel periodo medievale e rinascimentale: le case colorate sul canale delle Moline, l’unico a non essere stato coperto, lascia senza fiato.

alla finestrella ho dedicato un post
Ritornando sulla via Indipendenza, e ripercorrendola fin verso la fine, sulla sinistra si trova il Duomo di Bologna (che non è, come da molti creduto, la chiesa di San Petronio) la chiesa di San Pietro. Di fronte, sopra all’attuale negozio H&M, c’è una bella terrazza liberty, di quella che una volta era una sala da ballo.
Pochi passi ancora e si arriva in pieno centro: abbiamo davanti la Piazza del Nettuno, con la fontana della famosa statua omonima, che noi chiamiamo anche “il Gigante”, che ci da le spalle. Spostandosi sul lato destro, si puo’ cercare il punto in cui, per uno strano gioco del Giambologna, lo scultore che la costrui’, con il dito della mano sinistra, che spunta dal basso ventre della statua, mostra …l’erezione del Nettuno! Pare che al Giambologna fosse stato proibito dalla chiesa, di realizzare il Nettuno con i genitali piu’ grandi ma che lo scultore non avesse desistito studiando questa escamotage!

Sulla destra della fontana, troviamo il lungo Palazzo d’Accursio e l’ingresso alla Sala Borsa, una bellissima piazza coperta, dove si trovano scavi archeologici, resti di edifici pubblici e religiosi, visibili grazie ad una passerella aperta al pubblico e al pavimento di cristallo.
Di fronte, c’è palazzo Re Enzo, al cui angolo si puo’ vedere il lampione delle nascite, un lampione collegato alle sale parto degli ospedali della città, che si accende ad ogni nascita. Si puo’ entrare nel cortiletto del palazzo, salire le scale, e in occasione dei molteplici eventi che si tengono, vedere anche le belle sale. Uscendo, ci si puo’ infilare nel voltone del Podestà e provare il telegrafo senza fili: mettendosi in 2, agli angoli opposti del voltone e sussurando appena qualcosa a bassa voce, ci si puo’ sentire alla perfezione.

Dal voltone si puo’ uscire sulla splendida Piazza Maggiore, dove troviamo il crescentone, il pavimento rialzato della piazza, sulla quale dà l’immensa basilica di San Petronio, che doveva essere piu’ grande di San Pietro, ma che per evitare questo dovette essere lasciata incompiuta.

Andando al suo interno, l’impressione della sua imponenza è confermata, e si puo’ vedere anche la meridiana piu’ lunga del mondo.

Sugli altri lati della piazza, 4 bellissimi palazzi: Palazzo D’Accursio (o Comunale) con la sua Torre dell’orologio, Palazzo dei Banchi, Palazzo del Podestà (di fronte a San Petronio), Palazzo dei Notai (a fianco a San Petronio).


Sulla destra di San Petronio si trova via D’Azeglio, strada elegante dove, all’altezza di Piazza dei Celestini c’è la casa di Lucio Dalla: si riconosce dalla sagoma del cantante che suona il sax, disegnata sulla parete gialla.

Da Piazza Maggiore, andando verso Palazzo dei Banchi, si puo’ imboccare via Clavature, dove si trova anche la chiesa di Santa Maria della vita, con il famoso Compianto del Cristo morto di Nicolo’ Dall’Arca, e tanti bei localini, da cena, pranzo o aperetivo.

Andando verso destra, passando per le strette tipiche stradine, si arriva a Piazza Minghetti, dove domina la facciata bianca del palazzo delle Poste, su un giardinetto, che ricorda il fascino di una piazzetta parigina.
Tornando da via Castiglione, chi avesse tempo, ci si puo’ fermare al Museo della storia di Bologna, che è veramente bello e interessante e dove spesso si possono fare anche esperienze in 3d sulla Bologna medievale, con volo anche dalle torri, che è veramente uno spettacolo pazzesco e adrenalinico (ma non adatto per chi soffre di vertigini, io pensavo di morire!!).

Riprendendo poi via Clavature dall’estremo opposto, si puo’ poi imboccare via Drapperie e poi via Pescherie vecchie, per vedere le stradine incantevoli medievali, con le antiche botteghe ancora utilizzate per il mercato, (al mattino).
Proseguiamo nella direzione opposta a Piazza Maggiore, per arrivare a Piazza della Mercanzia, con il suo bellissimo omonimo palazzo.

Andando verso via Santo Stefano, si giunge nella piazza che ospita il meraviglioso complesso delle 7 chiese, e indubbiamente da non perdere una visita all’interno.

Da Piazza Santo Stefano si puo’ tagliare per Corte Isolani, con i suoi eleganti ristoranti e negozi, per arrivare, nella parte opposta, sotto il portico delle tre frecce, piantate nel soffitto a travi.

Si puo’ proseguire in Strada Maggiore, e arrivare, con una passeggiata lungo i portici, sotto alle due Torri, Garisenda e Asinelli.

Volendo si puo’ salire sulla torre piu’ alta, la torre degli Asinelli, 97 metri d’altezza ed una gradinata interna di 498 gradini, se si è pronti a fare i tanti scalini: dalla cima il panorama con i tetti rossi della città è unico.

Dalla piazza delle 2 torri, Piazza di Porta Ravegnana, si puo’ iniziare il ritorno verso il parcheggio, per Via Zamboni, per avere un assaggio della zona Universitaria, fino a via Augusto Righi, per poi salire, da Piazza VIII agosto, sulla Montagnola, e vedere il bel giardino circolare che domina la città, fino ad arrivare nuovamente alla scalinata del Pincio e al parcheggio dell’autostazione.

Bologna è uno spettacolo!!
Altre cose da non perdere a Bologna: Via del Pratello e il ghetto ebraico
Via del Pratello

Via del Pratello, appena fuori dal centro di Bologna, via che lo collega ai viali, l’ho sempre frequentata, fin da ragazza. Era la via dei giovani, quella dei locali, genuini e senza grandi pretese.
E così è rimasta tutt’ora, con la sua immagine Bohemien, arricchita da murales che occupano, muri, serrande, porte, che conferiscono fascino e bellezza a questa via pedonale e coi caratteristici portici di Bologna


dove non si trovano negozi fighi, banche, o tutto cio’ che può essere etichettato come troppo borghese, ma solo locali, osterie, trattorie, bar, dove vivere la città con libertà e naturalezza, luogo di incontro di giovani, studenti e non solo.. per chi apprezza

Locali riqualificati e con la loro personalità

o spiritosi

o dove in estate si può cenare all’aperto e trovare movimento fino a tarda notte.
Un tempo via malfamata, sede ancora oggi del carcere minorile, è stata zona di centri culturali e sociali, oggi luogo dove si può respirare la vera essenza di Bologna. Insomma da bolognese, per me un giro al Pratello è sempre un gran piacere!

Il ghetto ebraico

Il ghetto ebraico a Bologna si trova nell’area tra le centralissime via Oberdan e via Zamboni, e nelle viuzze limitrofe, via dei Giudei, via dell’Inferno, via del Carro, ecc., delimitata all’epoca da cancelli presidiati.
Qui nel 1555 furono confinati a risiedere gli ebrei fino a quando, dopo qualche anno vennero espulsi.
La zona molto caratteristica, medievale, fatta di stradine strette, travi, case colorate e negozi artigianali si contraddistingue anche per il silenzio, che contrasta con la vivacità delle strade vicine del centro.

Non distante, in Piazzetta San Nicolo’ il , che vale la visita
https://www.museoebraicobo.it/museo/percorso-ebraico-a-Bologna/il-ghetto
Bologna: un giro a Fico

FICO, che sta per Fabbrica Italiana Contadini, è un grande parco dedicato al settore agroalimentare e gastronomico, il più grande del mondo, si dice.
E’ stato inaugurato nel 2017, in una struttura veramente spettacolare, su una superficie di 10 ettari.
Venire a Bologna appositamente per vedere FICO non credo valga la pena. Ma venendo a Bologna per una gita, puo’ valere la pena fare una puntata a FICO, anche solo per vedere la bella struttura o farsi un giro al coperto, per un caffè o un gelato. I primi tempi l’entrata era gratuita, ora il biglietto costa 10 euro.
In realtà FICO non ha molto a che vedere con la fabbrica “contadina” di cui è composto il nome, se ci si immagina di trovare solo piccole realtà, non è cosi’: molti dei negozi presenti sono grandi aziende, Venchi, Carpigiani, Granarolo, Lavazza, Balocco, ecc. di cui troviamo prodotti in tutti i supermercati in Italia, alcuni altri realtà piu’ locali e specializzate, e sono presenti anche negozi fuori tema, come librerie, negozi di cosmesi, di biciclette e perfino un parrucchiere!
All’esterno, una parte della struttura è dedicata alla fattoria agroalimentare, dove sono presenti gli animali da poter ammirare, per tutti i bambini che, al giorno d’oggi, magari non hanno mai visto gli allevamenti nelle campagne o nelle stalle.

Bambini e ragazzi possono partecipare anche a percorsi tematici educativi e giostre multimediali, a pagamento, per illustrare il rapporto tra l’uomo e i diversi elementi naturali, laboratori creativi, corsi guidati dai Maestri Artigiani e visite guidate, con educatori, alle filiere agroalimentari, che vengono proposti anche alle scuole, .
Sono presenti, inoltre, spazi per l’intrattenimento, come un campo di sabbia, un minigolf, playground, e anche biciclette gratuite per girare il parco (che non è cosi’ grande da renderle necessarie, ma puo’ essere un diversivo per i bambini piu’ grandi).

Alcune fabbriche invece propongono workshop sulla lavorazione delle materie prime o la creazione dei prodotti tipici, corsi di cucina specifici, sulla sfoglia, sulla frittura, per esempio, ma occorre informarsi sul calendario dei corsi e degli eventi qui https://www.eatalyworld.it/it/eventi-bologna.
Ovviamente ci sono tanti ristoranti: tematici, regionali, locali- osterie e pizzerie tipici presenti a Bologna e che hanno aperto anche a Fico-, senza glutine, birrerie, gelaterie e chioschetti dove si puo’ acquistare street food. I prezzi sono abbastanza alti ovunque, quindi preparatevi, ma del resto per stare in una struttura simile, i costi devono essere notevoli.
Non mancano le possibilità di shopping, nel grande market, nelle botteghe gastronomiche dei vari produttori o nei negozi dei fornitori di prodotti per la casa o per la cucina (Guzzini, Alessi, Whirpool, Tvs, ecc.)
Insomma, difficile uscire senza comprare o consumare nulla. Ma se nei weekend si puo’ trovare un po’ di gente, durante la settimana l’afflusso è abbastanza scarso e anche le iniziative. Insomma le proposte sono tante ma occorre informarsi preventivamente, volendo partecipare o vedere qualcosa di particolare.
In ultimo, per arrivare a Fico, che resta in una zona un po’ decentrata, sono stati istituiti appositi bus dal centro o dalla stazione e dall’aeroporto, i FICOBUS di TPER . In alternativa è presente un bel parcheggio davanti alla struttura, ma ricordate di annotare dove lasciate l’auto!!
E allora, buon giro a Fico!
https://www.eatalyworld.it/it/

EDIT LUGLIO 2022
PIAZZA LUCIO DALLA

Il 9 luglio 2022 è stata inaugurata una nuova Piazza a Bologna: Piazza Lucio Dalla, nel quartiere Bolognina, in via Fioravanti 37c, intitolata al cantautore a 10 anni dalla scomparsa.

Nell’ambito di un progetto, di riqualificazione di questa zona, proprio dietro alla stazione ferroviaria, che un tempo ospitava il mercato ortofrutticolo, già molti cambiamenti sono da tempo stati effettuati, con la costruzione di moderni palazzi a vetri, sede di uffici comunali e di aziende, uno Student hotel di lusso di nuova generazione, il Tsh, che accoglie studenti, turisti e creativi, edifici colorati e strambi, parcheggi, aree verdi, ristoranti di avanguardia e fontane.

La nuova Piazza Lucio Dalla, sorge a fianco di questi, è nata come Tettoia Nervi e recentemente restaurata ospiterà quest’anno un festival chiamato ‘DiMondi’: per i forestieri la parola ha a che fare con i mondi, ma in dialetto bolognese significa “molto!” : l’intento è che sia sede di tanti eventi, spettacoli, attività, sport, e luogo di aggregazione e di scambio di culture.

I quasi 6000 metri di piazza coperta, per me sono molto gradevoli alla vista, e insieme ai suoi palazzi a vetri danno vita ad una Bologna interessante, più moderna, con un aspetto cosmopolita, a 2 passi dal centro

Oltre ad un bar, un chiosco dove si possono assaggiare le famose crescentine, e proposte di piatti freddi e piadine, uno skate park, tavoli rustici in legno con sgabelli ricavati da tronchi di alberi, uno spazio per palco e sedie, alcuni alberi per ravvivare il cemento, Piazza Lucio Dalla è un posto dove gira l’aria, e quindi ci si può riparare dal caldo nelle torride giornate estive bolognesi.

Caldo, invece, che si fa sentire tutto, e difficilmente sopportabile, spostandosi a fianco, per il riflesso del sole sulle vetrate dei nuovi palazzi.

Fortunatamente i palazzi sono alti e fanno anche un po’ di ombra!

Alla zona si può accedere dalla Stazione ferroviaria passando dal sottopasso sul retro che sbuca in via Carracci, o se si arriva in auto, posteggiando in uno dei tanti parcheggi attorno.
inaugurazione piazza Lucio Dalla con Gianni Morandi
Link interessanti:
Ottobre 2019
foto di Patty
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Viaggiare con ragazzi adolescenti
E’ possibile viaggiare, aggiungo, felicemente, o quantomeno in pace, con figli adolescenti, ovvero, dagli 11 ai .. 17 anni, o fintanto che si riesce a portarli con sé??
Per la mia seppur breve esperienza, credo che 3 cose siano fondamentalmente importanti:
educazione al viaggio,
alcuni accorgimenti,
e anche c..o, ovvero fortuna!
L’adolescenza è un periodo difficile per tutti, sia per chi lo vive, che sta affrontando una trasformazione e deve mettere alla prova se stesso e il mondo (e i genitori soprattutto) sia per chi ..la subisce, ovvero la famiglia! Che vede tramutare il piccolo dolce cucciolo di casa in un qualcosa che spesso non riconosce, che si rivolta come un serpente, che si comporta come un indemoniato, che vuol fare cose per noi senza senso e turpi, e che non ci aspettiamo.
Abituare fin da piccoli i bambini a viaggiare, sicuramente è d’aiuto, perché, nonostante venga spezzata la loro vita routinaria, in favore di qualcosa di sconosciuto, e vengano staccati dai loro riferimenti per un po’ di tempo, possono imparare che l’incognito puo’ anche essere piacevole, divertente e interessante. Si puo’ cosi’ alimentare la curiosità, che è sempre una sensazione vitale.
E’ questo che intendo con “educare” al viaggio: sviluppare lo spirito di adattamento e la curiosità per il nuovo.

E’ ovvio che sopraggiunta la fatidica età, per istinto di ribellione, possano essere scocciati di lasciare casa, amici, luoghi frequentati, o semplicemente vorrebbero restare perché si divertono di piu’ con le loro abitudini e nel loro conosciuto. Possono manifestare più di un bambino piccolo, che lo si puo’ distrarre meglio, il loro dissenso, e fare ostruzionismo a partenze o movimenti. Con musi, mutismi e rispostacce, che, almeno a me, a volte mi fan scattare ferocemente i nervi: sembra che ci vogliano far pagare caro il fatto di strapparli alle loro “cose”.

Ecco che qui l’educazione al viaggio serve anche a noi, nel senso che, visto che siamo messi alla prova nella nostra capacità di mettere confini, non dobbiamo mollare ai loro capricci di adolescenti, come non dovevamo mollare quando erano bambini. Cercare di ascoltare, mediare e dialogare, pur mantenendo la fermezza, sarebbe sempre la cosa migliore. Cosa che io lascio fare al padre, che è piu’ bravo di me :).

Eppure diventa importante farli ricredere, questi ragazzi, dimostrare loro che li conosciamo e sappiamo anche quali sono le cose che piacciono a loro, per conquistare ancora un po’ di fiducia. Devono sentirsi compresi anche per quello che non dicono.
E qui entrano in ballo gli accorgimenti che possono aiutare. Posso parlare di quelli che per me si sono dimostrati efficaci durante viaggi e vacanze.

Intanto la scelta della meta, che deve essere possibilmente attraente anche per l’adolescente. Una meta desiderata oppure qualcosa che immaginiamo possa sorprendere, stupire, (che noi possiamo supporre che piacerà, anche se lui/lei non dimostra interesse o snobba, perché non conoscendo non puo’ immaginare) e destare curiosità.
Come?
-parlando della meta e delle attività entusiasmanti che lo aspettano, facendo mettere in moto la sua immaginazione.
Incontreremo comunque sguardi di sufficienza, diffidenza, risposte disinteressate o arroganti, ma intanto abbiamo gettato un semino.

-scegliendo accuratamente i posti dove fermarsi e gli alloggi, che dovrebbero essere almeno un pò intriganti o particolari.

-coinvolgendo nella preparazione del viaggio, mostrando foto delle località che si visiteranno, parlando di luoghi, di episodi accaduti, vedendo film inerenti la meta, cercando qualche aggancio con qualcosa che conoscono o a cui sono interessati. In questo modo è possibile che si carichino un minimo, e che affrontino meglio tutto il resto.

-prevedendo, nel corso del viaggio, tappe con attività che si immagina possano piacere o essere interessanti o divertenti per l’adolescente:
l’uso di mezzi di trasporto particolari, barca, tuc tuc, auto d’epoca, hip on hip off bus, cavallo, calesse, bicicletta, risciò, seggiovia, funivia o simili;

attività adrenaliniche: percorsi avventura, zip line, battute di pesca, parchi giochi tematici o acquatici, salite su grattacieli;

visite a mostre o musei interattivi, mercatini, negozi o quartieri particolari, luoghi con animali, bagni in fiumi o laghi.

–avvisando in anticipo, quando si sa che può esserci qualcosa di non gradito, ho visto che è un’altra cosa importante. In questo modo, eventuali rimostranze, vengono fuori subito e al momento di affrontare la cosa sgradita, sono preparati e magari si lamentano meno, e si possono organizzare per tenersi impegnati o cercare di affrontare la cosa in maniera diversa.

–stimolandoli a cercare intrattenimenti da portare come passatempo (e-reader, libri, musica, giochi, carte, parole crociate, qualcosa che abbia a che fare con le loro passioni, ecc. -es per i lunghi viaggi in auto, che odia, mia figlia si organizza ascoltando musica o leggendo e-book). Durante un viaggio, infatti, può accadere che ci siano tempi morti o momenti noiosi per loro, o anche semplicemente momenti di relax: è importante che siano preparati ad affrontarli al meglio.

Ultima cosa, ma non meno importante:
-cogliere l’opportunità di trascorrere del tempo col padre, che è una figura di fondamentale rilevanza, soprattutto in questa fase.

Di riferimento, di autorità, di confronto, che mette i confini, che trasmette insegnamenti e valori, che media e che puo’ placare i conflitti con la figura materna. Tempo di qualità, che puo’ essere disponibile in vacanza, da utilizzare per fare delle cose insieme, e, per il genitore, per conoscere il nuovo essere che sta diventando il figlio. Non tralasciando, anche se non sono più bambini, ma adolescenti, il gioco.

Detto questo, bisogna comunque mettere in conto che ci saranno sempre momenti in cui l’adolescente si lamenta, dice che si annoia, si ammutolisce; momenti in cui non va bene niente, che non gli va di fare quello quello che abbiamo programmato, momenti in cui esplode la rabbia, da ambo le parti. E’ tipico di questa fase, succede in viaggio, come a casa.
Fortunatamente, proprio perché si è in vacanza, può passare prima, basta trovare un motivo di entusiasmo, come vedere un qualcosa di bello, fare qualcosa di interessante, distrarsi dal conflitto.
E ricordare che loro sono gli adolescenti, e noi gli adulti.

agosto 2019
Miami Beach, Florida

Col bus 120 arriviamo da Miami Downtown a Miami South Beach, passando per il lungo ponte, che collega la terraferma alla striscia di terra che si trova di fronte a Miami. Il bus percorre gran parte di Miami beach e quindi diventa anche un giro panoramico, e ha una fermata proprio davanti al National Hotel che ho prenotato, sulla elegante Collins Avenue, a pochi passi dalla famosa Ocean Drive, il lungomare di palme davanti all’Oceano, ricco di locali, boutique, alberghi ed edifici in stile art deco’.

Il National Hotel, uno dei primi hotel di South Beach, costruito nel 1939, svetta alto nel cielo e ci si presenta davanti in tutta la sua maestosità ed eleganza


Perfettamente ristrutturato e mantenuto, alloggiare in questo hotel è stato come stare in un museo dell’art deco’, con un’atmosfera unica, dovuta a tutti i particolari ricercati, che ti rimandano indietro nel tempo, con un’eccellente servizio. E’ stata una vera sorpresa e ha superato di gran lunga le mie aspettative.


La scelta è ricaduta su questo hotel, dopo che avevo inizialmente prenotato un altro albergo sulla Ocean Drive, ma che ho scoperto in seguito essere stato oggetto di una puntata della trasmissione Hotel da incubo!! Il Penguin hotel, ristrutturato di recente e con buone recensioni, è veramente in ottima posizione vista mare, ma per non non rischiare di avere qualche lamentela, ho provveduto a cancellare all’ultimo momento la prenotazione, anche per non lasciare Miami con una brutta ultima impressione. E comunque la differenza di prezzo non era poi cosi’ pazzesca (con una bella offerta Orbitz), per quanto invece la differenza di stile! Consiglierei il National hotel mille volte!!

Il National Hotel l’ho scelto principalmente per la sua stretta ma lunga piscina, 62 metri, (in verità ce ne sono due di piscine) inserita in un meraviglioso giardino con piante tropicali.

Oltre a bellissime aree relax, ha ingresso diretto sulla spiaggia, dove si puo’ usufruire anche delle loro tende per l’ombra.


Entriamo nell’hotel e siamo invasi da un profumo buono e intenso. Tutt’ intorno, nella hall, quadri in bianco e nero di attori e personaggi famosi che sono stati ospitati, e un biliardo. Mobili scuri, lucidi, un pianoforte, ed oggetti eleganti come soprammobili. Il bagno ha le pareti disegnate come il mantello di un tigre.


Sulla porta dell’ascensore è disegnato un abito che si divide in due all’apertura. Vicino all’ascensore un vecchio apparecchio telefonico a rotelle.

In camera, ci attendono sul letto bellissime coperte maculate. Molto kitch, ok, ma nell’insieme stanno benissimo. Sembra di essere in un film anni 40. Mi aspetto quasi nella hall di vedere il pianista e che qualcuno gli dica “Play it again Sam!” ah ah ah :) ( cit. film Casablanca)

Andiamo subito a tuffarci in piscina, a fare un bagno, uno dei tanti che ci aspettano in queste 2 giornate.
Per cena andiamo all’11th street Diner, sulla undicesima strada appunto, molto particolare perchè è un enorme food truck color metallo, tipico americano, che ricorda al suo interno i ristoranti che si vedono nei film anni 50, con le poltrone rosse, stile American Graffiti, con cibo ottimo, hamburger veramente eccezionali. Per arrivarci percorriamo un lungo tratto della Collins Avenue e poi prendiamo la 11st steet, in direzione Washington Avenue.
Dopo cena andiamo verso la vivacissima e latina Espaniola Way, e capisco come mai si chiama cosi’, con i suoi tipici edifici mediterranei e ristoranti italiani: di nuovo un posto molto diverso da tutti gli altri, qui a Miami!!

Non possiamo mancare la passeggiata sulla Ocean Drive, la via del passeggio nell’Art Déco Historic Districts, per ammirare oltre ai famosi edifici anni 30, con facciate bianche e color pastello, anche le persone che la popolano e le auto che circolano!!! Passiamo di fronte alla famosa Villa Casaurina, in passato casa di Versace, ora un boutique hotel, ma l’edificio che piu’ mi è piaciuto è il Betsy hotel, in uno stile che ti riporta proprio indietro in quegli anni.

Torniamo verso il National Hotel, la lunga piscina è illuminata con luci colorate che si alternano, ed è una meraviglia. Io e Giada decidiamo di fare un bagno notturno, anche se sono già le 23, la piscina è aperta e vuota, non possiamo perderci una simile occasione! Ci infiliamo il costume e ci buttiamo in acqua sotto il cielo stellato e le palme attorno, con le luci colorate che illuminano i nostri visi, sorridenti e contenti per tanta bellezza. Nuotiamo e ci fermiamo a guardare, chiacchieriamo, complici, e ci godiamo momento per momento quel lungo bagno… non vorremmo piu’ uscire da quell’acqua tiepida, e non vorremmo che finisse mai, questa serata.

La mattina dopo, mi alzo di buon ora per passeggiare sulla spiaggia di Miami Beach, mentre la famiglia dorme ancora. Vedo le persone correre o passeggiare sui vialetti con le palme che portano al mare, proprio come nel mio immaginario.

Sulla spiaggia di Miami, enorme e vuota, spiccano le cabine con i colori colori vivaci delle cabine dei Lifeguards, ancora disabitate e illuminate dalle prime luci del giorno.



Il mare purtroppo non è bellissimo, ci sono un po’ di alghe e i temporali degli ultimi giorni l’hanno reso un po’ mosso. Non è facile a Miami trovare il bel mare cristallino che si vede in certe foto.

Guardo gli hotel che si affacciano su questa spiaggia, quelli piu’ moderni e quelli d’epoca e il mare infinito, ed è veramente uno spettacolo che non mi aspettavo.
Ritorno indietro dalla mia passeggiata sulla spiaggia per il Lummus park e costeggio Ocean drive con il sole del mattino. Vado a svegliare la famiglia e andiamo a far colazione di fronte al nostro hotel, senza saperlo siamo di fronte a Rosetta Bakery, una famosa pasticceria italiana, ottime brioche, cappuccino, succo a piu’ di 30 dollari! Ma del resto, qui questi sono i prezzi.


Mentre marito e figlia tornano in hotel a prepararsi, io vado ancora in giro, vado a vedere la Lincoln Road, che diventa piacevolmente pedonale ed è piena di negozi..pieni di saldi..peccato proprio aver poco tempo!!
Ma la nostra bella piscina ci aspetta ancora, dopo il check in possiamo restare fino alla partenza e oggi vogliamo prenderci una giornata di relax, riposarci e godercela tutta, sulla spiaggia fa troppo caldo e quella è un’oasi troppa bella..


Per le 19 prendiamo l’autobus 150 per l’aeroporto, che ferma proprio davanti al nostro hotel. Nell’attesa mi guardo ancora intorno e passeggio un pò, l’atmosfera di South Beach mi incanta proprio..

In poco meno di mezz’ora siamo all’aeroporto, come sempre ho un peso al cuore.. non solo perchè le nostre vacanze sono terminate, ma perchè anche di Miami ho adorato tutte le sue mille sfaccettature.
E so già che ci vorrei tornare.

Intanto, anche quest’anno (perchè sono solita a queste “coincidenze), il caso ha voluto che uscisse una canzone, che descrive tante delle mie sensazioni vissute a Miami..
Luglio 2019
tutti gli articoli sulla Florida
Lode al mio mare

Ti affido i miei ultimi frammenti di buonumore prima del lungo inverno, i momenti di pace, che tra poco svaniranno nel freddo e nel buio, nella stagione dell’attesa di tempi migliori e di giorni di sole e di luce.
Non importa che tu non sia quello che vorrei, chiaro, limpido, azzurro, caldo. Che tu non possa farmi sognare e far toccare la bellezza con gli occhi.
Anche se non sei come io ti vorrei, ti vengo a cercare, bisognosa di te per rinascere ancora un po’, per respirare un attimo di più. Perchè tu plachi, per un attimo, le mie angosce, e la mia fame di sensazioni vitali, inebrianti, e anche l’oblio, cio’ che pesa e da cui è difficile sfuggire..
Tu che sei movimento perpetuo che contrasta la stasi. L’andare e il ritornare.
L’importante è che io possa udire il tuo canto, sentire il tuo profumo, cullarmi nelle tue onde. Che tu possa far volare via i miei pensieri cupi, per un po’, farmi sognare di stagioni che ritornano e di occasioni non ancora perdute, di speranze non ancora sepolte, di sogni non ancora nati o coccolati nel loro nido accogliente.
L’importante è che tu ci sia, che tu sia un posto dove poter tornare, dove l’anima possa posarsi e trovare riposo per un pò. Dove gli occhi possano guardare l’infinito, e i confini possano essere annullati, per colmare distanze, per fantasticare di incontri.
Per fortuna che esisti tu, con la tua voce, il tuo ritmo incessante, rassicurante, che mi ricorda che tutto svanisce e che tutto torna.
Per fortuna che esisti tu, mare, oceano, infinito, amico, fidato e fedele.

Ma guarda intorno a te
Che doni ti hanno fatto
Ti hanno inventato il mare…meraviglioso

settembre 2019
foto di Patty
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Wynwood walls a Miami
A pochi minuti dal centro di Miami, si trova il Wynwood walls, esattamente al 2520 NW 2nd Ave, Miami, FL 33127-4306, dove sono esposte opere meravigliose di street art, murales, graffiti, e altre opere particolari, all’interno di quello che è diventato il piu’ grande street art museum del mondo, che fa parte del Wynwood art district, nell’omonimo quartiere.



Il quartiere, che è stato riqualificato alla fine degli anni 2000, era un’area industriale in decadenza e non raccomandabile, abitato principalmente da portoricani. Ora è un magnifico museo a cielo aperto e gratuito. Perfino i parchimetri sono decorati.



Arrivando nel quartiere, tutt’intorno, sui muri, vi possono scorgere murales, anche enormi, che ti catturano: vale la pena passeggiare e lasciarsi entusiasmare da tanta bellezza.

Il Wynwood walls è uno spazio dove ci sono, oltre a graffiti e murales, gallerie d’arte con riproduzioni bellissime di famosi artisti che le hanno dipinte in diverse parti del mondo, e altre opere di estrema originalità.



Appena arrivati eravamo estasiati da tutti quei colori!

Io sono rimasta incantata dalla creatività che avevo davanti agli occhi!



Ovviamente le foto qui si sono sprecate :)



Nelle gallerie la creatività dà il suo massimo





Alcune riproduzioni sono state un colpo al cuore, come quella di Gandhi e Madre Teresa, o di Nelson Mandela.


Alcune sono un colpo allo stomaco.


Alcune sono divertenti

Mi sono piaciute in particolar modo quelle di Eduard Kobra, artista brasiliano,che dipinge con colori sgargianti e grafiche geometriche e caleidoscopiche, dando l’illusione del 3d, ispirandosi anche a personaggi della politica, della cultura, della musica e aggiungendo la sua interpretazione personale.


I suoi murales si trovano in parecchie città del mondo, anche a Roma ha disegnato il volto di Malala Yousafzai, studentessa pakistana, all’esterno del MAAM, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Roma di via Prenestina (al 913), e perfino sulle Alpi Apuane, dove ha disegnato un David di Michelangelo in mezzo al bianco di una cava di marmo.
Le sue opere trasmettono veramente potenti emozioni, alcune mi hanno fatto venire i brividi. Qui il suo profilo instagramm https://www.instagram.com/kobrastreetart/?hl=it


Cosa c’è di piu’ bello per una ragazza che fa l‘Istituto d’arte che vedere un museo del genere?



Lascio parlare alcune immagini, difficile poter esprimere a parole ciò che le opere trasmettono.
La foto sotto rappresenta come mi sentivo al termine della visita.

Gratitude.
luglio 2019
gli altri articoli sulla Florida
articoli sul genere qui
Intervista di Rolling Pandas a Un’anima in viaggio
Oggi Alice di Rolling Pandas, portale Italiano di viaggi online, mi ha contattato per farmi qualche domanda sul mio blog.
Mi ha chiesto come è nato il blog Un’anima in viaggio, quale sia per me il significato del viaggio, come organizzo generalmente i miei viaggi e quali sono stati i miei preferiti.
Mi ha domandato anche, visto che ho una figlia adolescente, quali accorgimenti adotto nell’organizzazione dei viaggi e come conciliamo le nostre esigenze.
L’intervista completa si può leggere nel Blog dei Panda, insieme a quelle di altri viaggiatori, o direttamente a questo link!
Grazie Alice, riflettere e fare un punto della situazione è sempre utile!!
Racconti in valigia: il viaggio è una metafora della vita e la vita stessa è un viaggio

19 agosto 2019
altre informazioni su di me
Bologna, 2 agosto 1980

Io c’ero quel 2 agosto 1980.
Avevo 15 anni, l’età che ha ora mia figlia e abitavo in provincia di Bologna.
E forse, per la prima volta, con coscienza e incredulità, vedevo quanto poteva essere cruda e improvvisa la morte, quanto straziante potesse essere il dolore, quanto potesse essere difficile dare un senso a simili gesti dell’uomo. Quanto il destino poteva attenderti al varco, quando era scoccata la tua ora.
Chissà perché quando qualcosa succede dalle tue parti, ti tocca di più. Forse perché e piu’ vicino e pensi che in fondo potresti esserci stata anche tu, in mezzo al disastro.
Si sentivano sirene ovunque quella mattina. Una mia amica mi disse che il fratello, in servizio militare, era dovuto andare alla stazione a prestare soccorso, perché era esplosa una bomba. Poi ho sentito la notizia al telegiornale, visto le immagini della distruzione di una parte della stazione della mia città, il caos piu’ totale, tra i frammenti di calcinacci ovunque, e soprattutto, saputo di tanti feriti e morti, che stavano cercando di recuperare sotto la macerie.
Persone che il destino aveva portato li’, in quel preciso momento, dove avevano trovato la morte. Li’, per caso, o di passaggio, o arrivate a destinazione, o in attesa di partire, o di una coincidenza.

Persone che stavano andando in vacanza, perché era il primo sabato di agosto, o che stavano tornando a casa, dai propri cari. Famiglie. Bambini. Anche ragazzi, come me, con i miei 15 anni di allora e di mia figlia oggi. Italiani e anche tanti stranieri.
Bologna è uno snodo importante per il trasporto ferroviario, e chi ha colpito, ha proprio intenzionalmente voluto provocare il massimo numero di vittime. Accertati, 85 morti e 200 feriti. La strage con piu’ alto numero di vittime nella storia del nostro Paese dal dopoguerra.

Un boato tremendo e uno scoppio, che fece arrivare frammenti fino al treno in sosta al primo binario. Il crollo dei muri delle sale d’attesa di prima e seconda classe nell’ala ovest, dove ora rimane lo squarcio.
Un autobus della linea 37 fu reclutato come carro funebre, per i corpi martoriati dalle macerie o i loro resti.
Decine di persone a prestare soccorso, a scavare sotto il caldo, tra i detriti.
Un evento del genere ti sconvolge sempre, tanto piu’ se avviene nella tua città. Ti sembra veramente troppo vicino.
Si stava attraversando un periodo bruttissimo in quegli anni, di contestazione, sfociata nella lotta armata e nel terrorismo. Insensato ai nostri occhi, come lo sono sempre cose come queste, che provocano vittime innocenti.
E ancora oggi ci si chiede: ma perché? E chi ha architettato tutto?
Sono stati condannati gli esecutori della strage, tra cui un minore, cosa tristissima, ma non i mandanti. Sono state seguite varie piste, operati depistaggi, ma ancora le domande restano e anno dopo anno si ripropongono. Senza risposte.
L’orologio sopra alla stazione, fermo alle 10.25, la triste ora dello scoppio, ricorda a tutti quelli che passano quel terribile giorno e induce a domande a chi passa e non sa.

E noi di Bologna, proprio perchè piu’ vicino, ogni anno riviviamo, ricordiamo, ripensiamo, ci domandiamo. Perché non si puo’ e non si deve non sapere, non si puo’ e non si deve dimenticare. Anche i più giovani, come mia figlia, devono conoscere la storia, affinchè si crei in loro, che non c’erano, una memoria, affinchè si crei una coscienza, un senso critico, che vada a contrastare simili atti.
E affinchè, anche loro, imparino a pretendere che sia fatta giustizia, per qualsiasi brutalità o atto di mancanza di rispetto per la vita.

2 agosto 2019
consiglio la visione del film di Luciano Ligabue “Da 0 a 10” https://www.youtube.com/watch?v=nGSJbdLL2MU
intervista a Luciano Ligabue https://www.youtube.com/watch?v=XLfzbfi6Xh4
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/foto/strage-stazione-due-agosto-1.90076
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Exuma: vedere i maialini nuotare a Pig beach (swimming pigs)

Una delle cose che contraddistingue Exuma sono i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano in un meraviglioso mare a Big Major Cay, altrimenti chiamata Pig Island!
Da quando ho visto una foto che li ritraeva, ho avuto il desiderio di andare in quest’isola, soprattutto perchè questi maialini nuotavano in un mare da favola!
Quindi, per nostro terzo giorno ad Exuma, facciamo l’escursione a Exuma Cays, che comprende anche la visita a Pig Beach, a Big Major Cay ,l’isola degli swimming pigs.
Avevo prenotato l’escursione qualche settimana prima contattando Robert’s Adventure (costi e dettagli qui ) via mail. che mi ha mandato la conferma la sera precedente, e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza (la partenza è dall‘estremo nord dell’isola, si puo’ raggiungere in autonomia, avendo uno sconto sulla quota, o farsi venire a prendere).
L’escursione è molto costosa, 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (10 usd a persona).
Partiamo da casa nostra con parecchio anticipo, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco a Barraterre. Sul piccolo molo stanno preparando le barche per il tour, c’è anche un banchetto di souvenir, che stanno allestendo, e un post office (con bagno pubblico accanto), nel minuscolo paesino di case colorate.
Saliamo sulla nostra barca, siamo solo in 9, e si parte!! Ovviamente fremiamo di entusiasmo, non vediamo l’ora di fare il bagno con i famosi maialini nuotatori!!

Dopo essere passati dalle isole delle celebrità, esserci fermati a Leaf cay, l’isola delle iguane, aver visto Thunderball grotto, la grotta di 007 (dettagli e foto dell’escursione qui al giorno 3), finalmente ci avviciniamo ad una spiaggetta con poche barche..e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho fin da subito associato ad Exuma, e uno dei motivi che ha acceso il mio desiderio di venire in questa isola straordinaria e che l’ha resa attraente anche a mia figlia: i maialini nuotatori!!

Il capitano fa un verso e alcuni di loro iniziano a nuotare verso di noi. Sanno che ricevono qualcosa da mangiare e arrivano con le loro facce simpatiche!



Li accompagnano degli enormi gabbiani con cui si contendono il cibo.

Scendiamo dalla barca, ci dicono di alzare le mani se si avvicinano troppo e abbiamo paura (per mostrare che non abbiamo cibo). di non baciarli (!!!) o toccarli troppo. Alcuni sono tutt’altro che maialini!!


Prima con un po’ di timore, poi prendendo confidenza ci avviciniamo a questi musi bellissimi. Si vede che stanno bene, penso che stare in un posto cosi’ anzichè in una porcilaia non sia proprio male!

Sono tanti, piccoli, grandi, hanno un tetto dove proteggersi, acqua, si vede che qualcuno li cura.
I maialini non sono nativi dell’isola. Alcuni dicono che siano stati lasciati da marinai, non si sa per quale motivo, che dovevano tornare a prenderli, in quanto costituivano le loro provviste, ma che non sono mai più andati, altri dicono che abbiano nuotato fino a lì, dopo il naufragio della barca su cui venivano trasportati.. Insomma, comunque sono diventati una grande attrattiva per i turisti, perchè sono bellissimi e tenerissimi e io credo che in questo paradiso stiano meglio che in una porcilaia, hanno il loro posto all’ombra, acqua, cibo e vengono coccolati da chiunque sbarchi sull’isola..anzi..voglio essere uno di quei maialiniiiii!!


Alcuni sono diventati amici dei marinari che li hanno quasi addomesticati e infatti uno in particolare, ci dicono che possiamo toccarlo, ma io ho un pò timore, figuriamoci mia figlia! Però il capitano mi dice che è molto “friendly”, si è sdraiato proprio vicino a me.. allora mi avvicino e lo accarezzo pianissimo..


Ha il pelo ispido, è un maialone più che un maialino, ma è comunque adorabile!!
I piccoli sono fantastici, quelli con i pois neri tenerissimi e i miei preferiti!!


Ci facciamo le foto di rito e a malincuore lasciamo queste deliziose creature..nel loro paradiso


Ho realizzato il mio sogno di fare il bagno con i maialini!!!
Una gioia immensa!

attenzione: viene venduta anche un’altra escursione ad Exuma Point dai proprietari del ristorante Exuma Point Bar Grill, aperto solo il sabato e la domenica (ad ora luglio 2019), in un’isola molto vicina, dove loro tengono i loro maiali. Ecco non è la stessa escursione a Big Major Cay, dagli swimming pigs, che è molto piu’ lontana, per chi si chiedesse la differenza di prezzo.
tutti gli articoli su Exuma qui
Exuma: diario dal paradiso
Exuma l’ho amata, sin dal primo giorno. Ho voluto segnarmi tutto, luoghi, nomi, sensazioni, emozioni, per non dimenticare nulla. Un’isola con spiagge meravigliose e mare da urlo. E la possibilità di vedere anche i famosi maialini che nuotano, gli swimming pigs!
In questo articolo ve la racconto, giorno per giorno.
Giorno 1: arrivo in paradiso – George Town, Bahamas Sound, Hoopers bay
Siamo volati ad Exuma dopo un tour in Florida
Il tanto temuto volo della Silver Airways (prenotato da Orbitz) parte in orario dall’aeroporto di Fort Lauderdale , evento pare eccezionale, da quel dicono sui forum. Il nostro è un piccolo aereo ad elica, fuxia, 34 posti, sembra quello della Barbie.

Facciamo un buon volo, e soprattutto vedo dall’alto panorami meravigliosi delle isole sotto di noi.


Arriviamo al piccolo aeroporto di George Town, la mia emozione è alle stelle, quanto l’ho desiderato!

Ho realizzato un sogno, sono ad Exuma! Le pratiche di ingresso si sbrigano velocemente, poi dobbiamo cercare la nostra auto Nissan noleggiata, parcheggiata negli spazi attigui all’aeroporto, secondo le indicazioni avute da Janish della Sure for Shore, trovata per caso sul web, per poi andare da lei, a sud di George town, a sbrigare le pratiche burocratiche e a pagare.
Abbiamo scaricato le mappe off line di Exuma da Google e la troviamo subito. La guida è a sinistra, per cui bisogna prenderci la mano e la strada è pienissima di buche. Incontriamo la gentilissima Janish, che ci fa un sacco di raccomandazione per l’auto, non portate tanta sabbia nell’auto, pena addebito di 100 usd, attenzione ai graffi se si passa vicino agli alberi, attenzione alle buche .. :) per fortuna che ho fatto anche una assicurazione kasko con Worlwideinsure!

Torniamo verso George Town al supermercato della capitale, l’Exuma market per fare un po’ di spesa . Exuma è un’isola piuttosto cara (ma alla fine non più della Florida), pertanto decidiamo che mangeremo fuori il meno possibile: cucineremo in casa qualcosa di veloce. Anche i prodotti al supermercato sono piuttosto cari: un pacco di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd,acqua da 2 litri a usd 2; c’è anche la nutella a usd 8.

Proseguiamo verso nord di George Town, in direzione dell’appartamento che abbiamo affittato tramite Airbnb a Bahamas Sound 18, nel residence Crescent Sound (Percy’s perch). Non è sul mare, e questo ci ha permesso di pagare un prezzo imbattibile, 70 euro al giorno, ma è a pochi metri dalla strada principale e a 2 minuti di camminata da una bella spiaggetta, che per me si è rivelato perfetto, per fare le mie passeggiate mattutine.



Il complesso in cui si trova l’appartamento è carino, ha anche un bel giardino, e uno spazio con piscina, che pero’ al momento è in disordine e inutilizzabile.


L’appartamento è al primo piano, spazioso, con una camera da letto e un soggiorno ed è molto gradevole all’interno, con le pareti azzurre, arredato con gusto e molto funzionale , dotato di tutto quello che puo’ essere necessario: microonde, lavatrice, lavasciuga, ,tv (non si vede nulla) con assortimento di dvd, tanti libri in inglese, teli mare, e ci sono perfino borse per la spiaggia, lasciate da altri ospiti. Per nostra figlia c’è un materasso gonfiabile che posizionavamo sul divano per la notte.





Non comodissimo, ma per una settimana si puo’ fare. Unici inconvenienti, la pulizia un po’ superficiale (escluso biancheria e lenzuoli, che sono lindi) e la parte del giardino adiacente, con amache, laghetto e spazio piscina e solarium, purtroppo in disordine e lasciato andare. A noi non importa, perchè tanto scopriremo che stare fuori la sera, con i sand flies, sarebbe impossibile.
Sistemiamo le nostre cose e la spese e non vedo l’ora di uscire. Andiamo subito a vedere la spiaggetta che sarà meta delle mie camminate al mattino mentre gli altri dormono, e poi ci dirigiamo alla ricerca della vicina Hoopers bay.

Non è facile trovare l’accesso, i cartelli che contrassegnano gli ingressi per le spiagge non sono spesso ben visibili. Arrivati sulla spiaggia facciamo un bagno, è quasi il tramonto e vorrei cercare le famose tartarughe che dicono arrivino all’alba e al tramonto (in realtà ci sono sempre). Arrivo ai 3 pontili citati sui forum, e mentre cammino distratta in acqua, eccola! Una tartaruga bellissima, col carapace arancione e verde si avvicina verso di me, curiosa, quasi fino a sfiorarmi. Salgo sul pontile e di lì a poco ne vedo altre 3, che girano tranquillamente e che periodicamente mettono fuori la testina per respirare. Sono eccitatissima! Vado a chiamare figlia e marito per far godere dello spettacolo, il primo giorno ad Exuma si conclude nel migliore dei modi!!


Giorno 2 ad Exuma – Jolly Hall beach, Haulover, Salt Ponds, Tropic of Cancer beach
Oggi decidiamo di andare nella vicina spiaggia di Jolly Hall beach, a pochi minuti di auto e a 10 minuti a piedi dal nostro appartamento. Il sentiero porta ad una tratto ombreggiato, su una baia con acqua calma stupenda.
Ce ne innamoriamo subito, soprattutto anche per la possibilità di godere dell’ombra, cosa rara ad Exuma.

Vado in esplorazione fino al lato estremo verso sud, ed arrivo in un punto ancora piu’ bello, con un po’ di roccia e la strada, e dall’altra parte di nuovo il mare. C’è una spiaggetta con le palme che è di una bellezza sconvolgente.



Torno nel punto dove ho lasciato Giada e Giuseppe a fare il bagno e vedo che parlano con una coppia italiana: sono di Mirandola, poco distante da casa nostra, in viaggio di nozze. Conversiamo un po’ tutti insieme in mare e poi ci salutiamo (li rincontreremo dopo 2 giorni su un’altra spiaggia, per dire che l’isola in fondo è piccola!!)

Siccome è venuta l’ora di pranzo, torniamo a casa e preparo velocemente una bella omlette con tacchino e formaggio per Giada e una frittata con cipolle per noi.
Nel pomeriggio ci dirigiamo verso sud, destinazione Haulover bay. Arrivando a Rolletown, dall’alto vediamo uno spettacolo indescrivibile e ci affrettiamo ad andare a parcheggiare a fianco al ristorante Haulover grill, e a cercare la strada per arrivare alla spiaggia.


Lungo il sentiero incontriamo anche delle tombe, non credo che siano quelle di Rolletown di cui avevo sentito parlare, di una famiglia di coloni e risalenti al settecento, perchè non abbiamo visto alcun pannello o segnalazione, ma sicuramente è un cimitero con delle fosse senza lapidi.

La bassa marea crea un paesaggio unico ad Haulover bay, lingue di sabbia intervallate dal mare, con colori pazzeschi, mi ricorda il posto piu’ bello che abbia mai visto, la laguna blu a Rangiroa in Polinesia
(https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/).


Camminiamo per metri e metri in queste acque meravigliose, facendo il bagno nei punti piu’ profondi. Questa è la spiaggia che ho preferito ad Exuma.
Al bar noleggiano anche i kayak per esplorare la zona, piu oltre c’è Men of war cay.

Dopo aver fatto il pieno di tanta bellezza, riprendiamo l’auto e andiamo verso Tropic o Cancer passando quindi il ponte che unisce Great Exuma con Little Exuma, e fermandoci a Salt ponds, un punto panoramico su una collinetta che guarda da una parte sulle saline, dall’altra il mare, dove c’è una colonna romana del settecento, usata come riferimento per le barche che venivano appunto ad approvvigionarsi di sale.


Il panorama dall’alto è stupendo, tante piccole baie dai colori brillanti.

Continuiamo cercando Tropic of Cancer beach, che ha questo nome perchè proprio qui passa il tropico del cancro. anche qui fatichiamo a trovare l’accesso e quindi andiamo oltre, ma va bene, cosi’ arriviamo proprio alla punta sud di Exuma. Passiamo davanti anche al ristorante di Santanna’s, famoso perché qui si fermava la troupe di Pirati dei Caraibi a fare uno spuntino durante le riprese del film. Con il santo navigatore, troviamo l’ingresso della spiaggia. La strada è sterrata e sconnessa, bisogna andare molto piano con l’auto.


La spiaggia si rivela stupenda, ma effettivamente è piuttosto da tutto. Si affacciano sul mare bellissime ville, la sabbia è morbidissima, ed è uscito anche l’arcobaleno!


Facciamo un bellissimo bagno nelle acque caldissime e aspettiamo il tramonto, che è spettacolare, tranne che, siamo cibo per i terribili sand flies, senza accorgercene, e lo scopriremo l’indomani, quando sembra che abbiamo contratto una malattia contagiosa!

Giorno 3 ad Exuma – escursione a Exuma cays
Oggi è prevista la tanto desiderata escursione a Exuma cays, per andare a vedere i famosi swimming pigs, i maialini che nuotano nel meraviglioso mare delle Bahamas, che mi avevano fatto innamorare della destinazione.
Avevo prenotato l’escursione prima di partire contattando via mail Robert’s Adventure, che mi ha mandato una mail di conferma la sera precedente e le coordinate per raggiungere il luogo di partenza. Sì perchè, per risparmiare un po’ su questa costosissima escursione, abbiamo deciso di non farci venire a prendere (con uno sconto, pagando in contanti, di 20 usd a testa). L’escursione ci costa 180 usd a persona, escluso il pranzo (che è possibile anche portarsi da casa) e la possibilità di nuotare con gli squali nutrice (che costa 10 usd in piu’ a persona).
Partiamo da casa nostra di buon’ora, occorrono circa 40 minuti per raggiungere il punto d’imbarco che è all’estremo nord dell’isola, a Barraterre. Arriviamo con l’entusiasmo a 1000, anche l’adolescente non vede l’ora di vedere i famosi maialini, , una ventina di minuti prima, a un moletto con sole 2 barche che stanno preparando, un banchetto di souvenir che stanno allestendo, una casetta blu con scritto “post office” (e bagno pubblico accanto), e sulla collinetta adiacente, il piccolo paesino (ovvero 4 case in croce), di Barraterre.

Arrivano i ragazzi che ci accompagneranno nel tour, siamo solo 9 persone, noi gli unici italiani: è perfetto!! Alle 8 si parte per gli Exuma cays, la parte di Exuma che è formata da tante piccole ed esclusive isole. Subito alla partenza ci appaiono degli isolotti lambiti da un mare con ogni sfumatura di blù e per alcuni vengono a raccontarci a chi appartengono le isole: quella è di David Copperfield, quella è di John Fry’s imprenditore americano, ecc.ecc., insomma stiamo costeggiando le isole delle celebrità.
Navigando ancora, arriviamo alla prima tappa, Leaf Cay iguanas, l’isola delle iguane, un’isola dove vivono solo iguane molto socievoli. Avevo già visto qualcosa di simile a Cayo Iguana, in escursione da Cayo Largo (https://www.unanimainviaggio.it/la-meraviglia-cayo-largo/)
Siamo solo noi sull’isola e quando arriviamo tantissime iguane curiose si lasciano avvicinare, probabilmente abituate ai turisti.


Ripartiamo e la seconda tappa è la Thunderball grotto, location delle riprese del primo film di 007, che per il momento vediamo solo di passaggio, in quanto c’è l’alta marea e non si riesce ad entrare a nuoto, come previsto.

Continuiamo a navigare, e mentre il vento ci scompiglia i capelli (quanto adoro questa sensazione!!!), ci offrono bevande e cocktail. Navighiamo per parecchio tempo, quasi un’ora e mezza ancora, la destinazione è molto distante, e intanto sfumature di azzurro, blù e verde del mare si susseguono, riempiendo gli occhi di meraviglia.

Finalmente arriviamo ad una spiaggetta, ci sono poche barche che attendono e cominciamo a vederli, loro, la cui immagine ho associato alle Bahamas, i maialini che nuotano, gli swimming pigs!!
Sono bellissimi, tenerissimi!! Siamo arrivati a Big major cay.
Ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo”
https://www.unanimainviaggio.it/exuma-escursione-allisola-dei-maialini/
Proseguiamo il nostro tour, i colori del mare sono sempre piu’ strabilianti. Arriviamo in un posto pieno di Yatch, è l’isola privata di Compass cay, l’ingresso qui costa 10 usd a testa e ci sono gli squali nutrice: si possono vedere e nuotare con loro. Decidiamo di saltare la visita, ne abbiamo visti tanti di squali alle Maldive e Giada non ci tiene a nuotare con loro (noi ci abbiamo nuotato piu’ volte in Polinesia), quindi aspettiamo sulla barca a goderci il sole e il mare.

Ritorniamo a questo punto a alla grotta di 007, ma la marea è ancora alta, non è sicuro entrare nella grotta, dobbiamo accontentarci di fare un discreto snorkelling attorno alla grotta. Questo è l’unico rammarico dell’escursione, non essere potuti entrare, se lo avessimo saputo, avremmo spostato il giorno dell’escursione per non rinunciarvi, perchè dicono che sia veramente splendido andare all’interno.
Tappa successiva, Stanley cay, un’isola esclusiva, in un punto meraviglioso, dove c’è un resort, un ristorante, una marina piena di barche enormi, una ha anche un piccolo aereo sopra..e ci sono tanti americani che festeggiano il 4 luglio. La sosta è solo per fare carburante, quindi abbiamo 15 minuti per esplorare.


Ripartiamo e ci fermiamo poco distante in un altro cay, Black point, dove c’è un ristorante sul mare, per il pranzo facoltativo. Noi ci eravamo portati qualcosa di casa da mangiare (degli ottimi rotoli di una specie di piada con fette di tacchino arrosto e formaggio), e ci mettiamo all’ombra su una panchina con una vista da urlo sul mare blu.
Dopo un’oretta circa si riparte. Ci dicono di spalmarci bene di crema protettiva perchè saranno le ore in cui piu’ facilmente ci si puo’ scottare. Ma sono anche le ore dove i colori risaltano di piu‘..Mai viste tante sfumature cosi’ belle, di azzurro, verde, che si alternano, ti riempiono gli occhi e il cuore di una bellezza senza fine.

Arriviamo in un punto in mezzo al mare, dove ci fermiamo, c’è un tratto di bassa marea e scendiamo per godere della meraviglia. Siamo al Musha Cay sandbar.


Per arrivare alla parte dove l’acqua è piu’ bassa c’è un vero e proprio scalino e poi..metri e metri di acqua bassa, col contrasto del colore cielo e del mare, al di là del gradino.



E’ come camminare in paradiso, veramente uno dei posti piu’ belli mai visti. Nel mare possiamo fare il bagno nella parte con acqua piu’ alta, passeggiare nella parte del sand bar, bere un drink, farci foto. Fintanto che, appagati torniamo in barca, ci aspetta un’altra ora circa di mare per rientrare.

Sulla via del ritorno, navigando per queste acque turchesi,
mi sale un’emozione e comprendo che il senso della vita
è anche vedere e toccare la bellezza che si trova in giro per il mondo e portarsela dentro.
Torniamo da questa escursione, con una tavolozza di nuove tonalità di blù, che non sono piu’ nel nostro immaginario, ma che abbiamo visto con i nostri occhi.
E con un nuovo colore unico, che mi porterò sempre nel cuore: l’azzurro Bahamas.
Poichè non è tardi e siamo al nord, decidiamo di fermarci a vedere Cocoplum. C’è la bassa marea che si sta alzando e qualche nuvola, non è nel suo massimo splendore ma è comunque fantastica.. e ci ripromettiamo di tornare nei prossimi giorni consultando il calendario delle maree. Intanto però non possiamo esimerci di farci le foto sulle famose altalene.. ma sono proprio alte, un’impresa salirci!



Giorno 4 ad Exuma – Rolleville, Exuma Point, Cocoplum
Oggi decidiamo di tornare al nord, a Cocoplum. Siamo passati ieri ma c’era qualche nuvola, per cui vorremmo fare il tentativo di vederla col sole. Abbiamo consultato il calendario delle maree e visto che oggi sarebbe l’unico giorno prima della nostra partenza in cui riusciremmo a vedere la spiaggia con la bassa marea in orari favorevoli.
Occorre una mezz’ora per arrivare al nord. Prima di imboccare l’accesso alla spiaggia, vogliamo andare a vedere Exuma point a Rolleville, il punto piu’ estremo.
Rolleville è una cittadina molto carina, la piu’ bahamiana che ci sia, con case colorate e chiese ovunque ci voltiamo, con un saliscendi di strade caratteristico.
Qui si vedono i bambini giocare, gli anziani conversare all’ombra degli alberi, la gente lavorare nei propri giardini o farsi a piedi chilometri con la spesa in mano, mamme che curano i loro bambini. E nonostante le belle casette colorate e ordinate, si percepiscono condizioni di vita semplici e forse più difficili.

Oltrepassando il cartello Exuma point, alla nostra sinistra si apre uno spettacolo magnifico.

Non troviamo un vero e proprio accesso, le persone che vediamo passeggiare su una lingua di sabbia sono presumibilmente arrivate con una imbarcazione, ma è comunque una visione meravigliosa. Ci rimettiamo in auto, e dall’altro lato della punta, vediamo dall’alto il mare mosso e quindi non ci fermiamo e andiamo verso Cocoplum, che pero’ è nello stesso versante, quindi probabilmente esposta allo stesso vento.

Infatti troviamo mare mosso anche li’ anche se i colori sono fantastici e poiché non c’è nessuno in spiaggia, molta ombra e anche dei lettini disponibili, ci fermiamo e ci rilassiamo fino ad ora di pranzo. A mezzogiorno ci dirigiamo a qualche chilometro piu’ distante, verso un ristorante che avevamo visto ieri sulla spiaggia, lo Shoreline.



Ho letto che fanno il conch, un mollusco che cucinano spesso qui ad Exuma e voglio proprio assaggiarlo. Ci accomodiamo in un tavolino proprio sulla spiaggia, per il momento, non c’è nessun’altro e questo posto è molto bello, ha amache all’ombra, lettini e anche giochi per i bambini, riservati ai clienti. Ordiniamo il conch io e mio marito, e mia figlia un hamburger di angus e papatine. Il conch qui lo preparano tipo polpetta molto fritto e molto piccante. Sono stata contenta di averlo assaggiato, ma non mi ha fatto impazzire. Con birra e acqua spendiamo 47 usd.


Finito il pranzo, approfittiamo delle amache per rilassarci e leggere un po’ e arriva anche un simpatico cagnone a farci compagnia. A metà pomeriggio lasciamo questo posto e torniamo a Cocoplum.
Cocoplum adesso la bassa marea dovrebbe essere al suo massimo. Infatti ci si apre davanti uno spettacolo divino: una spiaggia grande che assomiglia alle Maldive, la bassa marea, che in questo mi ricorda i paesaggi di Zanzibar..
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Il meglio delle spiagge tropicali mai viste. Delizia per gli occhi e i sensi.

Con questo paesaggio col sole voglio rifare le foto nelle famose altalene. Di nuovo un casino salire!!



E sono cosi’ inebriata che faccio anche quelle col salto!

Il mare è caldo e ci facciamo un bagno rigenerante. E mentre marito e figlia tornare a leggere all’ombra, io percorro metri e metri nella bassa marea e guardo questo scenario da favola, e questa spiaggia che è davvero una delle piu’ belle mai viste.


Giorno 5 ad Exuma – Stocking Island
Oggi si parte per una nuova avventura.
Ieri sera siamo stati ospiti, per il dopo cena, da una famiglia italo americana che vive in New Jersey, che di recente ha acquistato un appartamento nel residence Hideway (per affittarlo appartamento Hideaway), a 2 minuti da dove abbiamo il nostro appartamento. Con Roseann avevo scambiato alcune informazioni su Tripadvisor forum exuma americano. Abbiamo scoperto che saremmo state a Exuma nello stello periodo e ci siamo scambiate i numeri, ripromettendoci di vederci per un caffè. Quindi poi ci siamo sentite e accordate per trovarci. La famiglia è simpaticissima, ci sono anche il nonno e la nonna ultraottantenni, che hanno uno spirito invidiabile, e sono super entusiasti del posto. Vivono negli Usa da oltre 40 anni, ma parlano ancora italiano tra di loro e con noi, nel loro dialetto di orgine, e cosi’ anche Roseann. Solo Mike, il marito, non parla italiano, ma lo capisce. Da loro ci sono anche Leonardo e Lisa, i cugini che abitano a Mantova, grandi viaggiatori e amanti dei paradisi tropicali, che sono qui in vacanza. Passiamo una serata piacevolissima e per il giorno successivo ci offrono un passaggio a Stocking Island, una piccola isoletta di fronte a George Town, (raggiungibile anche con il water taxi in una quindicina di minuti) dove entrambi avevamo intenzione di andare, con la barca che hanno preso in affitto.

Al mattino quindi, nonostante il vento e i nuvoloni, partiamo per la nostra meta, la spiaggia del Chat & Chilly, il ristorante dell’isola. Viene anche la nonna in barca ed è entusiasta! Arriviamo che è uscito un sole stupendo e dei colori meravigliosi, tanto per cambiare. Ci sono alberi sotto cui godere dell’ombra, tavolini ed amache e neanche tanta gente!


Stocking island è conosciuta anche perchè ci vedono tante razze che girano vicine a riva.


Abbiamo volutamente evitato la domenica, anche se fanno il pig roast, il maialino arrosto, per evitare troppa folla.
Andiamo curiosi all’angolo dove puliscono il conch, il tipico mollusco della cucina bahamiama, che qui preparano crudo con le verdure.

Proprio in quel punto, arrivano sempre delle magnifiche razze, per vedere se hai del cibo per loro.



Sono dolcissime, si avvicinano alle gambe, alzando la loro estremità, come per accarezzarti e io le adoro. Avevo vissuto una simile esperienza, indimenticabile, quando siamo andati in viaggio di nozze in Polinesia, a Moorea.



Intanto il tempo volge al brutto e comincia a piovere forte, dalle nuvole sembra tutto coperto, invece dopo poco, ritorna il sole. Facciamo un bagno e decidiamo di andare a cercare una spiaggia dall’altro lato rispetto a dove siamo, che mi era stata consigliata, ma un po’ per il cammino impervio sulla roccia, un po’ per l’alta marea, arriviamo fino ad un bellissimo punto dove si dovrebbe guadare il mare, e poi ci fermiamo. Ci siamo presi una grande accaldata e io anche insulti da mia figlia, che fatica a camminare sulle rocce ed è senza ciabatte.

Torniamo alla base ed è ora di pranzo. Ordiniamo il pesce del giorno alla griglia, un hamburger e formaggio con 3 bevande (47usd). C’è sempre parecchio da attendere con i tempi bahamiani, ma il cibo è veramente ottimo. Finito il pranzo, il nostro capitano Mike ci propone di andare alla spiaggia delle stelle marine. Ripartiamo quindi, la nonna ha l’entusiasmo di una bambina per qualsiasi cosa. Che meraviglia!
A Star beach pero’ non c’è l’ombra delle stelle marina, chissà, forse le recenti condizioni atmosferiche le hanno fatte allontanare. In compenso il posto è splendido e ci facciamo un bel bagno, chiacchierando in mezzo al mare. Si riparte verso Hoopers bay per andare a vedere le tartarughe. Hoopers bay dal mare è immensa e bellissima, illuminata col sole del pomeriggio.

In direzione dei 3 pontili, Mike agita un tubo per richiamare le tartarughe, e dopo poco ne arriva una, coi suoi colori stupendi, che gira attorno alla barca. Mentre stiamo per ripartire ne vediamo un’altra, sul fondo che, piano piano, risale. Il mondo è veramente popolato di esseri meravigliosi!

E mentre guardiamo questa bellezza, la nonna Rossella chiede al genero capitano di mettere una canzone di Frank Sinatra, e sulle note di “My way” e le parole cantate a gran voce dalla nonna, torniamo verso casa di Roseann, con vento a sfavore, galoppando le onde, con il senso di vita che ti da la barca, la schiuma del mare dietro di essa, il vento che ti arriva prepotente in faccia, e le cose che hai visto che rimpiccioliscono all’orizzonte.. e nuovi ricordi da portare nel cuore.
Giorno 6 ad Exuma – Emerald bay, Paradise beach, Cocoplum, Jolly hall beach
Quando sono al mare al mattino, mi piace alzarmi di buon’ora, lasciando il resto della famiglia a dormire ed andare a passeggiare da sola sulla spiaggia.
Il nostro appartamento è stata una scelta azzeccata, per questo mio intento, in 2 minuti arrivo a una spiaggia, Bahamas Sound 18, non tanto grande, che trovo sempre deserta, dove posso camminare, scrivere, pensare, col rumore delle onde.



Oggi allungo un po’ la strada ed arrivo in 10 minuti a Jolly hall, la seconda spiaggia che abbiamo visto all’arrivo ad Exuma, bellissima. Lungo la strada molti stanno iniziando la giornata con la loro attività e al passaggio mi salutano, cosa che fanno sempre i bahamiami, col loro carattere friendly.


Anche a Jolly hall non c’è nessuno, fintanto che arriva un bahamiamo in uniforme e mi saluta. Ci presentiamo, cominciamo a chiacchierare, mi fa vedere il suo cappello e il suo distintivo: è un poliziotto che sta tornando a casa dopo il turno di notte al lavoro e si è fermato qui alla spiaggia, ad ammirarne la bellezza. I bahamiani devono essere consci della terra meravigliosa in cui vivono, non è la prima persona che si ferma con l’ auto per andare a guardare il mare.
Torno a casa a preparare la colazione e a svegliare la truppa. Oggi vogliamo tornare al nord, a vedere altre spiagge.

La prima dove ci fermiamo è Emerald bay, quella dove ci sono i 2 grandi resort dell’isola, il Sandals e il Marina Bay.

La baia è enorme, il mare di un celeste intenso, anche se leggermente mosso, e vicino ai resort la spiaggia è attrezzata. Se devo dire la verità, non è la spiaggia piu’ bella che ho visto. Incontro una coppia di americani che alloggiano al Sandals, che mi chiedono informazioni e a cui consiglio di affittare un auto per vedere le altre belle spiagge dell’isola.

Decidiamo di proseguire, qui non c’è un briciolo di ombra, e arriviamo a Paradise Bay, dove c’è Flamingo beach, nel paese di Stevenson. La spiaggia ha anche qualche palma. È stupenda, anche se non c’è un filo d’ombra neanche qua.

La zona è vivace e carina, un agglomerato di case colorate ordinato, una piccola grocery, un famoso ristorante per il conch, sulla spiaggia che spicca per i suoi colori, il Big D’Spot.

Decidiamo quindi ti tornare a Cocoplum dove siamo sicuri che li’ l’ombra la troviamo. Non solo troviamo l’ombra ma anche dei bei lettini dove sdraiarci comodamente, che sono a disposizione di tutti.

Oggi c’è vento e il mare non è cristallino ma i colori sono sempre stupefacenti. Passiamo diverse ore a leggere e ammirare il mare, ho preparato anche qualcosa per pranzo, e cosa c’è di meglio che mangiare davanti a questo panorama??

Dopo mangiato approfittiamo di un attimo di nuvole, che durano poco in verità, per tornare verso la nostra zona. Vedo un punto panoramico, un cartello indica Mont Thomson, 2 alte palme svettano nel blu e ci fermiamo ad ammirarle.

In lontananza vediamo anche 3 rocce, le famose Three sisters.

La strada in questa area è molto bella, lambita da bella vegetazione ai lati.
Ci dirigiamo verso Jolly Hall beach, che a mia figlia è piaciuta tanto.

Al contrario di tutte le altre spiagge, oggi qui troviamo mare calmissimo, probabilmente la baia resta molto riparata e ci facciamo un bel bagno nelle acque calde e trasparenti.

Oggi è domenica e ci sono anche i bahamiani nelle spiagge, ma non siamo piu’ di una decina di persone.


E’ davvero una spiaggia mozzafiato.
Restiamo fintanto che si cominciamo a vedere i sand flies, non senza esserci spalmati di olio Johnson e di spray repellente, che non sappiamo se funzionano.. Per cui nel dubbio, dopo poco, ritorniamo verso la nostra dimora con le pareti celesti:). Grati per un altro giorno in paradiso.
Giorno 7 ad Exuma – George Town, Tropic of Cancer beach, Hoopers bay
Stamane vogliamo tornare a Tropic of Cancer beach, al sud, a Little Exuma, che abbiamo visto solo in un tardo pomeriggio al tramonto.
Lungo la strada decidiamo di fermarci nella capitale George Town, e farci un giro in città.
La capitale è un agglomerato di case colorate sparse, con la marina, il market piu’ grande dell’isola, la banca di fronte, la stazione di polizia, il municipio, tutto rosa, la chiesa, un parco pubblico con playground per bambini, un mercato coperto.
Ovunque spiccano le bandiere bahamiane azzurro nero e giallo. Entriamo nel mercato e compriamo qualche souvenir.



Riprendiamo il nostro cammino verso Pelican bay, dove c’è la spiaggia di Tropico del Cancro. Passiamo il ponte che collega Great Exuma a Little Exuma e arriviamo nel punto dove si imbocca la strada, senza segnalazione, ma che viene indicato dal navigatore.

Percorriamo un paio di chilometri di sterrato, la strada non è sicuramente comoda per chi alloggia qui. Arriviamo alla scaletta col porticato, che porta al mare.

Quel che appare davanti oggi è una distesa di mare celeste brillante e inebriante. La spiaggia, tutta sotto il sole, non c’è neanche un punto d’ombra. Cerchiamo di arrangiarci, puntando alcuni bastoni trovati a terra, e mettendo sopra il nostro ombrello e un telo per creare una specie di gazebo.


Una soluzione molto artigianale ma che ci dona un po’ d’ombra. Che in realtà, poi, non sfruttiamo neanche, perchè trascorriamo tutto il tempo a bagno. Il mare qui è da sballo.


E chi ci toglie più da questo mare??


Lasciamo a malincuore questo posto spettacolare, una visione che mi portero’ per sempre nel cuore (foto inizio articolo).

E’ quasi ora di pranzo e oggi abbiamo in programma di andare qui vicino a mangiare, al famoso ristorante Santanna’s, dove Johnny Deep, Orlando Bloom e tutta la troupe del film Pirati dei Caraibi, si fermavamo a pranzo durante le riprese del film.

Il locale è in un punto favoloso, ha tendoni colorati che riparano dal sole, e che gli danno un aspetto vivace, e una bellissima terrazza sul mare.

Ordiniamo il pranzo, un’aragosta, il pesce del giorno, un groupier, ovvero una cernia e del pollo fritto, cucinati divinamente. Intanto al largo si vede la sagoma di qualche squaletto e tanti gabbiani ci volano sulla testa in attesa dei resti del cibo.
Guardo all’orizzonte, quel mare e immagino che arrivi una nave, con i pirati pronti per approdare e venire a pranzo. Ma è solo immaginazione, in realtà non arriva nessuno, ma al ritorno voglio di sicuro rivedere il film, ricordando questi posti.

Torniamo verso Great Exuma e decidiamo di fermarci a Hoopers bay, la prima spiaggia che abbiamo visto appena arrivati nell’isola.


Inutile dire che è meravigliosa, qui ogni spiaggia, a qualsiasi ora diversa, lascia a bocca aperta. E ognuna invita a fare un bel bagno.

Ci avviciniamo ai pontili dove solitamente arrivano le tartarughe. D’un tratto mi giro e ne ho una a fianco, che quasi si spaventa. Si avvicina, mi guarda con la sua testina in alto, possiamo ammirarla in tutta la sua bellezza e poi si allontana. Come non provare gratitudine per tutta questa bellezza??

Andiamo ad asciugarci sotto una palma, a fianco del famoso Sandy Palm, struttura frequentata da molti italiani, sulla spiaggia di un hotel dismesso, dove possiamo metterci a leggere in tranquillità, come ci piace, fino alle prime luci del tramonto, che ci fanno scappare, per il timore di essere aggrediti dai tremendi sand flies.

A casa, dopo cena, ci aspetta la preparazione delle valigie, oggi era l’ultima giornata qui, e domani dobbiamo lasciare, nostro malgrado, il paradiso.
Ultimo giorno ad Exuma – la partenza
Tra poche ore dovremo lasciare questo paradiso.
Mi alzo e vado a salutare la mia spiaggetta a Bahamas Sound 18, che ha accolto in questi giorni i miei pensieri e mi ha regalato la bellezza dei suoi colori al mattino.



Mi resta ancora un po’ di tempo, mentre la famiglia dorme ancora per raggiungere, in una decina di minuti, con una camminata lungo la strada, anche la fantastica Jolly Hall beach. C’è la bassa marea stamane e il mare è calmo, sembra una tavola.

La ripercorro tutta fino all’estremità sud, dove so esserci l’angolo di indicibile bellezza che ho trovato il primo giorno: alcune rocce orlano una spiaggia, su cui svettano alte palme, che raramente ho visto sull’isola, e dietro di questa, una strada e di nuovo il mare.

Anche questo è uno dei posti più belli visti in questa vacanza. Ovviamente ci sono solo io in spiaggia.


Mi appresto a tornare e non riesco a fare a meno di buttarmi nel mare per un ultimo bagno, chi se ne importa se avro’ roba bagnata in valigia, voglio godere ancora di quest’acqua meravigliosa sulla mia pelle.
Sento l’odore del mare e dell’aria e lo imprimo nella mia mente.

Risalgo e torno verso casa, dove mi aspettano per colazione.

Chiudiamo le valigie e ringraziamo questa casa deliziosa che ci ha accolto questa settimana, facendoci una foto, proprio sotto a quadri che contengono delle parole molto preziose: Love, Hope, Faith, ovvero Amore, Speranza e Fede, che speriamo ci guidino sempre.

Andiamo a malincuore verso l’aeroporto e lasciamo l’auto dove ci ha comunicato Janish. Non siamo pronti a partire, ma dobbiamo, e mia figlia sta già chiedendo di tornare il prossimo anno.
Facciamo velocemente il check in, e poi attendiamo nel piccolissimo, caldo e affollato aeroporto, incrociando sempre le dita che Silver Airways non faccia ritardo. Ci sono solo un paio di negozietti da visitare, dobbiamo cercare di far passare il tempo fino all’imbarco. Molto lentamente le persone diminuiscono con la partenza dei voli e arriva anche l’orario del nostro imbarco..ma niente. All’improvviso una comunicazione del personale aeroportuale chiede se qualcuno si offre volontario per partire l’indomani, ovviamente tutto spesato..accidenti, tra 2 giorni abbiamo il volo intercontinentale, non possiamo restare, altrimenti l’avremmo fatto sicuramente. Il fatto è comunque che evidentemente la compagnia ha fatto overbooking quindi 3 persone devono restare a terra. Nessuno si offre, quindi è la compagnia a decidere chi saranno i 3 “sfortunati”. Intanto iniziano le operazioni di imbarco, saliamo sul solito aereo rosa che sembra quello della Barbie e ci apprestiamo a vedere di nuovo il paradiso sotto di noi.. questa volta per salutarlo.



Ciao Exuma, il mare piu’ bello che i miei occhi hanno visto nel mondo.

….Ma il nostro viaggio non è ancora finito! Continua qui
https://www.unanimainviaggio.it/miami-fort-lauderdale-e-miami-beach/












