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Repubblica Domenicana, escursione a Saona

 

L’isola di Saona, a un’oretta di barca da Bayahibe, offre spiagge meravigliose orlate di palme e un mare incantevole.

Lungo il tragitto c’è un tratto di mare chiamato “le piscine naturali” dove si puo’ camminare per metri e metri in un acqua bassa verdissima e dove si trovano le stelle marine.

Noi siamo stati a Playa Tao, un beach club fantastico (http://www.playatao.com/home-ita)

Il posto è costruito con un progetto superecologico, in un contesto rilassante e nel rispetto dell’ambiente, dove godere della bellezza della spiaggia e del mare su un’amaca o su un lettino di legno con baldacchino con un  ottima cucina.

Partiamo dal porto di Bayahibe, assieme al nostro capitano Pasqual, siamo solo noi e questo è bellissimo e ci dirigiamo verso Saona. Navighiamo vicino alla costa, passiamo davanti a tutti i resort di Dominicus e costeggiamo il parco National dell’Este, di cui fa parte anche l’isola di Saona. Passiamo in una zona di mangrovie, vediamo la costa orlata da migliaia di palme che arrivano alla riva, bellissime, fino alla zona delle piscine naturali, con colori strabilianti.

 

 

Non ci fermiamo ora a fare il bagno, faremo tappa al ritorno. Arriviamo all’isola di Saona dopo circa un’ora di navigazione. Prima di arrivare a destinazione, a Playa Tao costeggiamo l’isola e vediamo alcuni aree con strutture e spiagge piene affollatissime di sdraio, tutte attaccate… ecco dove non vorrei proprio andare!

Invece noi arriviamo in un paradiso.

 

 

Tantissime palme, bar e cucina sulla spiaggia, tavoli sulla sabbia, musica discreta in sottofondo..mi ricorda molto le Maldive..

 

 

Iniziamo con un cokctail, poi ci rilassiamo, mia figlia con un libro su un’amaca, mio marito su un lettino..e io con gli occhi a cuore a guardarmi intorno.. Piano piano arrivano altri ospiti, noi siamo stati i primi e intanto vengono apparecchiati  i tavoli sulla spiaggia.

 

 

Per pranzo, gustiamo ottima ceviche di marlin e aragosta, e carne per Giada, non possiamo volere di meglio, a tavola, con i piedi sulla sabbia, sotto le palme, vista mare. Finiamo con l’assaggio del tipico liquore Mamajuana

Intanto il tempo volge al brutto, viene un tipico temporale caraibico, ma a noi che ci importa!!! ci ripariamo al bar finchè non smette di piovere, e quando dobbiamo riprendere la barca finalmente ritorna il sole.

Tornando ci fermiamo alle piscine naturali: un tratto di acqua bassa verde-azzurro in mezzo al mare, dove ci sono anche tante stelle marine, e a quell’ora non c’è neppure tanta gente, quindi possiamo fare un bellissimo bagno.

Risaliamo sulla barca e ripartiamo  in direzione Bayahibe…Saona, le piscine naturali, Playa Tao, che meraviglia!

 

 

 

(luglio 2016)

ecco il link al beach club dove siamo stati a Saona:

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

 

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Repubblica Domenicana, escursione nell’entroterra

 

 

 

Durante la nostra vacanza in Repubblica Domenicana (spesso chiamata Santo Domingo) abbiamo fatto un escursione bellissima nell’entroterra. Le piantagioni di canna da zucchero, Higuey e il Rio Chavon.

L’escursione si chiama Safari Adventure, e si svolge nell’entroterra della regione di Altagracia, e consente di avere una visione dei paesaggi e della cultura domenicana.

Per l’escursione ci siamo affidati all’agenzia Bayatour, di un simpatico italiano di Pescara, Stefano, che da sposato una domenicana e vive appunto a Bayahibe e che cerca di promuovere un turismo responsabile ed ecosostenibile, utilizzando risorse e soggetti locali come guide,  privilegiando natura e popolazione e che valorizzino l’aspetto informativo e culturale.

La partenza è al mattino con  Francisco, un ragazzo domenicano molto simpatico, preparato e disponibile, che ci ha dato tantissime informazioni sui luoghi visitati. Il mezzo è una bellissima camionetta stile safari.

 

 

 

Dopo un breve tratto di strada, arriviamo nella zona delle piantagioni di canna da zucchero, dove grandi proprietari terrieri possiedono 10000 ettari di terra, che vengono lavorati dagli haitiani (coabitanti dell’isola hispaniola) in cambio di alloggio, istruzione e sanità e un misero stipendio. Vediamo alcuni villaggi e ci rendiamo conto delle misere condizioni in cui vivono…

 

 

 

Arriviamo ad un punto di pesatura e carico della canna, la bilancia è proprio particolare! Possiamo assaggiare anche un pezzo di canna da zucchero che ci tagliano ..e ovviamente è molto dolce e  buona!!

 

 

L’escursione prosegue con la visita ad una fabbrica artigianale di sigari, dove vediamo la lavorazione del tabacco, la costruzione manuale i sigari, che vengono aromatizzati con tutti i gusti, e i locali dove li mantengono.

 

 

Qui dove ci fermiamo vediamo anche i galli da combattimento, allevati per le scommesse.

Prossima tappa Higuey, la capitale della regione dove è ubicata anche  Bayahibe. Higuey è  una tipica cittadina domenicana, col suo mercato colorato con odori forti, che si snoda tra le vie interne.

 

 

Visitiamo anche un piccolo orto botanico, dove abbiamo possiamo vedere  piante caratteristiche della regione nel loro habitat naturale, come la pianta del caffè, quella del tabacco, il  cacao, il banano, il mango ecc., prima di percorrere paesaggi meravigliosi in mezzo alle colline e arrivare  al rancho di Stefano per il pranzo. Qui conosciamo la moglie e i suoi due figli, che ha cucinato per noi piatti tipici domenicani.

Nel pomeriggio ripartiamo per il fantastico Rio Chavon.

Che era fantastico io lo sapevo già, perchè  l’avevo visto durante una vacanza precedente a Punta Cana, in un’escursione che comprendeva anche da Altos de Chavon, un paese particolare arroccato sul fiume Chavon appunto, costruito in stile medievale. Nel suo anfiteatro in stile greco, sono venuti a suonare artisti come Sting, Gloria Estefan, Shakira, Julio Iglesias, Duran Duran.…

Per costruire il paese sono state utilizzate le pietre di scarto di una montagna scavata durante la costruzione di una strada.  Per il suo suggestivo paesaggio, il Rio Chavon è stato set cinematografico di film come Apocalypse Now, Rambo 2 e Anaconda. Il posto per me è meraviglioso!

Nell’escursione precedente avevamo navigato con una barca che ricordano quelle a ruota che si vedono nel fiume Missisippi . Questa volta invece saliamo su una grande zattera e rivedo quel paesaggio straordinario.

Il letto del fiume all’interno di uno spettacolare canyon, e le rive sono ricoperte da una selva tropicale ricchissima e verde intenso..

 

 

Arriviamo in un punto dove la zattera accosta e su un ramo di un albero è appesa una liana: chi vuole puo’ tuffarsi dalla liana nel fiume!!

 

 

Mia figlia si prepara entusiasta, io sono combattuta, ho una gran paura… il resto lo racconto qui

 

Tuffo da una liana nel Rio Chavon-Repubblica Domenicana

 

Il Rio Chavon, ancora una volta, mi ha suscitato delle bellissime emozioni!

Si torna sulla zattera carichi di adrenalina a ballare il merengue, e volendo a bere rhum, prima di raggiungere la nostra camionetta e fare ritorno.

Meravigliosa escursione e meravigliosa Repubblica Domenicana!

 

 

(luglio 2016)

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Koh Tao e Koh Phangan, le isole del golfo della Thailandia

 

Durante la nostra estate, le isole della Thailandia piu’ indicate da visitare, dal punto di vista metereologico, sono quelle del golfo del Siam (o golfo della Thailandia, con il nome attuale), in quanto il rischio delle piogge monsoniche è più remoto. L’isola più conosciuta e turistica è Koh Samui, le altre 2 sono Koh Tao e Koh Phangan.

 

 

Noi abbiamo scelto di visitare queste due, dopo una prima notte a Bangkok, perché si dice che siano un po’ meno sfruttate turisticamente rispetto a Koh Samui e abbiamo trovato splendide spiagge tranquille, e un modo di vivere molto “easy”. In entrambe le isole c’erano tanti giovani con zaino in spalla: se si hanno poche pretese e ci si adatta, si puo’ fare una vacanza di divertimento in posti stupendi, all’insegna dell’economia.

Sia a Koh Tao che a Koh Phangan, nostra figlia Giada ha incontrato tanti amici pelosi, cani che, sulle spiagge degli alloggi dove eravamo,  gironzolavano tranquillamente, si avvicinavano ai turisti e facevano amicizia, giocavano tra di loro, correvano e facevano il bagno in mare divertendosi: lei ha dato il nome ad ognuno di quelli che ha incontrato ed è stato un diversivo vederli ogni giorno, giocare e divertirsi con loro.

 

 

Una cosa invece di cui ho potuto godere io, sono stati i famosi ottimi massaggi Thailandesi, a prezzi strabilianti: 300 bath per 1 ora di massaggio, ovvero con poco più di 8 euro, per avere mani esperte che ti rilassano, ti curano, ti coccolano, ti tirano. E alla fine ti offrono anche un the insieme al loro sorriso.

 

Koh Tao 

 

 

Koh Tao è conosciuta e molto frequentata da chi ama fare diving. E’ infatti considerata un paradiso per i subacquei, uno dei luoghi dove vengono sfornati più brevetti nel mondo. Non possiamo dare un’opinione sui fondali. in quanto non abbiamo fatto immersioni e non siamo riusciti a fare neanche snorkelling, poichè il mare è stato sempre piuttosto mosso, nelle giornate in cui eravamo sull’isola.

E’ un’isola di 21 km e la spiaggia principale, per grandezza e centro della vita notturna, è Sairee, dove abbiamo deciso di alloggiare in una piccola strutture chiamata Palm Leaf.

 

 

Sairee non ha probabilmente il migliore mare dell’isola, ma noi eravamo nel punto spiaggia più bello, all’estremo nord, lontano dal caos dei locali, a mio parere, molto rilassante. Il nostro bungalow era vista mare, con una piccola reception con fiori meravigliosi e una magnifica piattaforma sotto le palme, dove fare colazione.

 

 

A piedi si raggiungeva comodamente il vivace paesino con una bella passeggiata, fulcro anche della vita notturna, pieno di bar e ristoranti sulla spiaggia, con musica e spettacoli pirotecnici o intrattenimenti vari: al tramonto cominciava ad animarsi ed era piacevole fermarsi a sorseggiare un aperetivo, in quei posti pieni di cuscinoni davanti al mare.

Non abbiamo purtroppo visto le spiagge che dicono essere le più belle di Koh Tao, come Ao Leuk, Jansom bay, Mango bay, ecc , visitabili magari con un tour giornaliero in barca, in quanto Giada e il papà volevano anche rilassarsi, e i lettini del nostro alloggio sotto le palme erano un’attrazione irresistibile, con la vista dei colori stupendi del mare con la bassa marea. Inoltre spesso il tempo sembrava incerto o cambiava rapidamente e questo ci scoraggiava dal muoverci perché i colori del mare ovviamente non rendono, se la giornata non è limpida e serena. A questo si aggiunga che proprio per questo meteo variabile, il mare era molto spesso mosso e non invitava quindi ai trasferimenti in barca:  avevamo a disposizione soltanto 5 giorni per isola mentre occorrerebbe avere giorni a sufficienza per rilassarsi e a anche per girare.

 La bassa marea non consentiva di fare il bagno davanti al nostro alloggio. Per questo facevamo volentieri una lunga passeggiata sulla spiaggia, fino ad arrivare dalla parte opposta, davanti a un bar-ristorante, IN TOUCH (che ha anche camere ed era la nostra seconda scelta), dove abbiamo gustato anche ottimo cibo.

 

 

Escursioni da Koh Tao

Le escursioni che abbiamo fatto da Koh Tao, trovando tramite la struttura dove alloggiavamo taxi o barca sono state:

-Sharks Bay, una bella baia con l’acqua verdissima, raggiungibile in mezz’ora di strada con pick up, per la gioia e il divertimento di Giada, visto che stavamo sulla parte esterna;

 

 

-l’isola di Koh Nang Yuan, a 20 minuti di taxiboat dalla spiaggia di Sairee, il posto più bello di tutta la vacanza!!!

 

 

L’isola è molto particolare, è formata da 3 isole unite da lingue di sabbia che formano degli istmo, con un mare cristallino, dai colori stupendi, e grossi massi granitici che costeggiano il mare. Appena entrati in mare, c’è un sito favoloso per lo snorkelling, chiamato “giardino giapponese”, pieno di pesci e stupendi coralli.

 

 

Essendo un parco naturale ed isola privata, è presente un unico resort, un ristorante e alle 17 tutti  gli escursionisti devono lasciarla. Nei momenti centrali della giornata, quando arrivano le barche, i turisti sono tanti, per questo il mio consiglio è di fare un’escursione privata, arrivare all’apertura e andarsene alla chiusura:l e ultime ore, quando l’isola si svuota, sono impagabili. E comunque, a mio avviso la bellezza del posto fa dimenticare la folla e nostra figlia, fan delle Maldive, ha amato moltissimo questo posto, e questa la dice lunga sulla sua bellezza!

 

Koh Phangan

 

 

Koh Phangan è diventata famosa negli anni 80 come meta del turismo hippy e ancora oggi nell’isola si respira questa atmosfera. E’ conosciuta  per i suoi full moon party, la festa della luna piena, che raccoglie ogni mese centinaia di ragazzi che vanno a  festeggiare sulla spiaggia di Haad Rin. Le altre spiagge non sono toccate dall’evento, per cui restano tranquille mete anche con la famiglia.

Piu’ grande di Koh Tao, da cui dista 45 km da Koh Tao, ci ha stupito subito nel trasferimento dal porto al nostro alloggio, per la bellezza della sua natura, le verdissime palme da cocco, e il suo aspetto rilassante.

Qui abbiamo scelto una piccola struttura sulla bella e grande baia di Haad Yao, i Seaboard bungalows, gestita da italiani e con cuoca italiana, per la felicità di nostra figlia Giada, che ha avuto talvolta difficoltà a trovare cibo che le piacesse, mentre qui ha trovato sempre cibo di suo gradimento.

 

 

Il posto è molto informale, si puo’ godere di tutti gli spazi, i salottini vista mare, le amache appese, i tappeti con cuscini che mettono sulla spiaggia per un drink al tramonto, e siccome siamo veramente in pochi nella struttura, ci è sembrato di essere a casa nostra. Il mare, quando c’è il sole, è veramente cristallino soprattutto se ci si posta di pochi passi all’estremità della spiaggia, vicino alla roccia. Al mattino ha bellissimi colori, mentre al pomeriggio quando arriva la marea è più mosso.

 

 

Anche a Koh Phangan, per le stesse ragioni che a Koh Tao, non ci siamo spostati molto, a maggior ragione perché la spiaggia dove eravamo, dicono che sia una delle più belle dell’isola.

Escursione a Bottle Beach

Abbiamo fatto un’escursione a  Bottle beach, in quanto è definita la spiaggia più bella, raggiungibile agevolmente soltanto via mare: ha un’acqua verdissima, almeno noi l’abbiamo vista cosi’, col cielo leggermente velato (ma ho visto foto che la mostravano di un celeste maldiviano), ed ha un paio di resort e ristorantini sulla spiaggia particolari, tra cui uno dove ci fermiamo a mangiare ottimo cibo Thai..

 

 

Per arrivare all’imbarco per Bottle beach, abbiamo percorso un po’ di entroterra e ci siamo goduti il paesaggio, che è proprio bello. Anche qui mi rammarico di non averla potuta girare di piu’..Bisognerebbe proprio restare piu’ giorni!!! Mentre invece, durante il viaggio di ritorno in barca, ci  ha colto un terribile temporale, per cui, tra la pioggia e le onde che ci mandavano tutta l’acqua addosso, siamo arrivati completamente bagnati (e poveretti quelli con cellulari e macchine fotografiche non al sicuro!), tra le risa del barcaiolo, che probabilmente era abituato a queste scene.

 

ALLOGGI

La nostra scelta è stata di alloggi di prezzo medio, dando priorità al fatto di essere in strutture sulla spiaggia e un minimo caratteristiche: a Koh Tao stavamo in un bungalow tutto in legno con tetto di paglia, la struttura si chiama Palm Leaf e a Koh Phangan, in un posto dove abbiamo dimenticato anche di avere le ciabatte e camminato sempre a piedi nudi, tranne quando dovevamo andare sulla strada, Seaboard Bungalows (vedere foto su).

 

COME ARRIVARE

Il viaggio per arrivare alle isole è piuttosto lungo e non cosi’ easy invece!! I mezzi sono ben organizzati ma il tempo che impiegano è comunque molto, anche optando per un volo interno i tempi di attesa e di trasferimento sono notevoli.

Per arrivare in una delle 2 isole con l’aereo, si puo’ prendere un volo dall’aeroporto secondario di Bangkok, Don Muang, fino a Koh Samui, oppure arrivare vicino alla costa (come abbiamo fatto noi per il ritorno) e da li’ occorre prendere un traghetto.

In alternativa, ci sono dei combo (ovvero combinazioni di piu’ mezzi) offerti dalle compagnie low cost, e noi  abbiamo sperimentato entrambe le soluzioni:

-all’andata, bus della società Lomprayah, fino al porto di Chumpon e catamarano per Koh Tao.

 

 

-al ritorno da Koh Phangan, combo traghetto per Donsak, prosecuzione in bus fino all’aeroporto di Surat Thani (ma ci sono partenze anche da Nakhon Si Thammarat) e volo Air Asia per Bangkok (il tutto organizzato da Air Asia).

 

 

Dire cosa è meglio è difficile.. Nel secondo caso, aggiungendo i taxi di partenza e arrivo, abbiamo preso quasi tutti i mezzi di trasporto disponibili!! E’ un modo per variare un po’ e con i bambini potrebbe non essere male, ma è comunque un viaggio lungo. Nel primo caso, avendo la possibilità di viaggiare di notte, che abbiamo preferito, diciamo che marito e figlia, non se ne sono neanche accorti!

Un’alternativa sarebbe volare da Bangkok a Koh Samui e poi prendere il traghetto, ma i voli di solito sono piuttosto costosi.

Prezzi

Come citato per gli alloggi, in queste isole si puo’ decidere quanto spendere in base al proprio budget. Anche per il cibo, si trovano ristoranti per tutti i gusti, noi abbiamo privilegiato quelli lungo le spiagge, spesso avevamo addirittura quasi i piedi a bagno. Talvolta vengono messi in mostra i cibi crudi, pesce o carne e si può scegliere quello che si preferisce che venga cotto e servito, a prezzi molto buoni. Insomma c’è da approffittare per farsi delle scorpacciate di pesce, per chi piace.

 

 

Discorso a parte invece sono i trasporti, veramente molto cari, e che, bisogna tenere presente, incidono molto sul budget. A Koh Tao ci si puo’ muovere in taxi boat, da una spiaggia all’altra o in taxi tipo pick up, ma in entrambi i casi non c’è molto margine di trattativa in quanto evidentemente è stato fatto cartello per i prezzi da richiedere. Molto utilizzato anche il motorino, soprattutto dai giovani, per chi viaggia in famiglia, sia per le strade parecchio dissestate, che per il modo di guidare degli abitanti, oltre che perchè non ho mai visto un casco, io non lo consiglio. A Koh Phangan, che è molto piu’ grande rispetto a Koh Tao, i prezzi dei taxi sono ancora piu’ alti.

 

Conclusioni

Siamo rimasti 5 giorni a Koh Tao e 5 giorni a Koh Phangan. A chi mi chiede come suddividere il soggiorno, rispondo che lo suddividerei di nuovo esattamente il soggiorno a metà come ho fatto: entrambe le isole, benchè diverse, meritano a mio avviso gli stessi giorni. Farei fatica a consigliare uno o l’altra. Koh Phangan, essendo piu’ grande è piu’ adatta a un soggiorno stanziale. A Koh Tao si possono fare piu’ attività legate al mare, snorkelling o diving.

Queste isole, oltre che essere molto belle, si possono contraddistinguere con la parola “easy” come dicevo all’inizio dell’articolo. Ovvero, una volta arrivato, ti puoi rilassare, mollare tutte le sovrastrutture e ti fanno venire la voglia di vivere in modo molto molto semplice, senza tanti problemi e ..ti fanno sentire anche più giovane! Mia figlia si è subito adattata al loro spirito ..e già me la immagino ritornare con gli amici, tra qualche anno…

 

 

luglio 2015

 

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Thailandia e isole del golfo

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Vecchietudine


Io la chiamo “vecchietudine”.

Un sentimento misto tra il sentire gli anni che passano e l’abitudine.

Imputo a lei la colpa del mio voler tornare in posti dove sono stata, e sono stata bene, o addirittura, ci ho lasciato il cuore.

Forse è un bisogno di sicurezza, camminare su sentieri già percorsi?

Forse mi rilassa sapere dove andrò, cosa farò, senza incognite, apprezzando la serenità dell’abitudine?

Sarà l’uno e l’altro, ma quando lascio un pezzetto di cuore da qualche parte, ho il desiderio di tornare.

E’ cosi bello tornare, e se c’è il cuore, è come tornare in una casa che hai abitato e dove sei stato felice.

Spesso la mia “vecchietudine” si contrappone alla voglia di scoprire e vedere qualcosa di nuovo, una boccata di aria fresca.. Ma la voglia di tornare in quei luoghi non mi passa e continuo a cercare e guardare, come se mi mancasse qualcosa.. Quel pezzetto di cuore?

Che sia nostalgia?

Forse è un’errore imputarla agli anni che avanzano, anche mia figlia è cosi’.

Forse invece sono io come i bambini, che amano ripetere le cose belle, perchè è rassicurante.

Forse è la mia patologia del ” non è mai abbastanza”, che mi porta a desiderare questo, mai sazia delle cose belle viste e vissute.

E’ che se potessi, farei l’uno e l’altro. Un viaggio in un posto amato e conosciuto e un viaggio in un paese nuovo.

Ma non posso, e allora mi abbandono a quel che trovo. A quel che mi trova.

Sperando, un giorno, di andare a recuperare, tutti quei pezzetti di cuore.

 

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Viaggio di nozze nella Polinesia francese

 

 

Il nostro viaggio di nozze nella Polinesia Francese ha toccato Tahiti, Moorea, Bora Bora, Rangiroa e Tikehau. Isole splendide, lagune spettacolari, mare blu intenso, verde strabiliante.

Le isole della Polinesia francese sono raggruppate in 5 arcipelaghi. Tahiti, Moorea e Bora Bora fanno parte dell’arcipelago delle Isole della società. Rangiroa e Tikehau fanno parte dell’arcipelago delle Tuamotu.

Il collegamento tra le isole avviene con piccoli aerei, sembrano autobus volanti, e il panorama che si gode dall’alto è impagabile.

 

 

All’arrivo ad ogni aeroporto ti aspetta musica tradizionale e una collana di conchiglie da mettere al collo.

Non ci si deve aspettare di trovare spiagge immense in Polinesia, sono isole soprattutto con lagune spettacolari.

 

 

 

Moorea è un isola verdeggiante con le bellissime baie di Cook e Opunhohu e offre la meravigliosa esperienza del rays feeding, il dar da mangiare alle razze.

Noi eravamo alloggiati in una piccola struttura chiamata Farè Vaimoana, con pochi bungalows e un ristorante sul mare con vista tramonto eccezionale. Peccato che, essendo la prima isola visitata, in seguito al fuso orario, al giorno ci addormentavamo ovunque.

 

 

Bora Bora e l’isola con le lagune piu’ belle. Noi siamo state solo sull’isola principale, ma è costituita da innumerevoli “motu” isole semi deserte. Qui abbiamo alloggiato all’hotel Matira, una stupenda ma non lussuosa struttura con bungalows interamente in legno, in un giardino meraviglioso e su una bellissima spiaggia e abbiamo mangiato divinamente nei ristorantini limitrofi.

 

 

 

Rangiroa ci ha regalato un giro bellissimo per l’isola in bicicletta e dei tramonti fantastici. Abbiamo alloggiato al Kia Ora resort.  Abbiamo fatto l’escursione nel posto piu’ bello mai visto: la Laguna blù. Una laguna piena di isolotti deserti. Su una di queste ci siamo fermati ed è stato organizzato un barbecue, dopo che i polinesiani avevano pescato il pesce per il pranzo..e i resti, dati in cibo agli squaletti che nuotavano a riva.

 

 

Tikehau l’abbiamo scelta perchè rinomata per le immersioni. Abbiamo alloggiato in un isola con un unico resort, il Tikehau Pearl Beach resort, 12 bungalows sulla spiaggia e qualche overwater. Noi eravamo in uno di quelli sulla spiaggia, con veranda di fronte al mare e amaca, tutto di legno internamente e con bagno aperto vista cielo.

 

La sabbia in alcuni tratti è di un rosa intenso. Con le canoe a disposizione, era possibile fare il giro degli isolotti limitrofi. L’unico ristorante presente sull’isolotto offriva una cucina deliziosa.

 

 

A Tahiti siamo rimasti solo una notte nella capitale Papeete. E’ una cittadina carina, il mercato delle città è da non perdere. Abbiamo alloggiato al Beachcomber, ero curiosa di vedere la piscina a sfioro sul mare che si vedeva in tutte le pubblicità sui giornali.

 

 

Per gli amanti delle isole tropicali, questi luoghi sono sicuramente il paradiso. Un tripudio di bellezza da togliere il fiato. Era il mio sogno, fare il viaggio di nozze in Polinesia, e con quel che ho visto, devo dire che avevo ragione.

 

 

E’ bello quando i sogni diventano realtà, senza deluderti, anzi lasciandoti un’infinito entusiasmo.

Un breve video, un assaggio della nostra Polinesia. Ia Orana! (il saluto polinesiano)

 

 

 

se vuoi leggere l’esperienza nel dettaglio

 

Un sogno chiamato Polinesia

 

(marzo 2004)

 

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VERONA e le sue terme: Aquardens

 

 

Per il nostro consueto giro alle terme in famiglia, abbiamo deciso, anziché andare nei soliti hotel termali dei Colli Euganei, di provare Aquardens, le terme di Verona, in Valpolicella.

Aquardens si definisce un parco termale, non è possibile soggiornarvi, ma nei dintorni si possono trovare dei bed & breakfast che hanno convenzioni e che offrono il biglietto ridotto con il soggiorno.

Il parco è molto grande e capiente ed essendo recente, è anche moderno e gradevole, con strutture mastodontiche in sasso e grotte che sembrano naturali.

 

 

 

 

Avevamo fatto i biglietti online, che consiglio in quanto la fila per entrare scorre piu’ velocemente rispetto a quella per il pagamento dell’ingresso.

All’entrata si viene dotati di un braccialetto elettronico che consente di aprire e chiudere gli armadietti e di caricare ogni spesa, da pagare poi alla restituzione dello stesso all’uscita . Con un sovrapprezzo, si puo’accedere all’area della spa e a volendo, si possono prenotare massaggi.

L’area degli spogliatoi è molto grande:  devo dire che non ho mai visto tanti armadietti in un posto termale, (e questo è sicuramente un punto a suo favore), dislocati in piu’ zone, tanto che ho fatto fatica ad orientarmi, nonostante fossero contraddistinti da diversi colori in base alle zone.

Il parco comprende 11  piscine (alcune riservate solo agli adulti per la composizione dell’acqua o come spazi di silenzio), alcune dentro a grotte che, con l’effetto della cromoterapia, creano una bella atmosfera attraverso i giochi di colore; la piscina piu’ grande è comunicante con l’esterno e dotata di diversi getti per l’ idromassaggio; all’esterno  inoltre (ma si accede dall’interno, anche se il tratto per arrivarci è dentro ad una grotta ed uscendo dall’acqua  è freddino per cui non risulta piacevole transitarci), è presente un river che ti trasporta dolcemente con la corrente lungo il suo percorso  e un paio di piscine aperte soltanto d’estate.

 

 

Il posto è sicuramente baby friendly, ed è molto frequentato quindi dalle famiglie. Esiste uno spazio riservato ai piu’ piccoli, dotato di piscina esterna con acqua bassa e scivoli e con servizio di miniclub, aperto anche nel periodo invernale, nei weekend e per le feste natalizie.

Rispetto a quanto si potrebbe pensare, non ho avuto l’impressione di essere un parco acquatico piuttosto che in un parco termale: nel river, per esempio, non ci sono i classici anelli di gomma che si trovano in molti parchi. Soltanto, viste le dimensioni e il quantitativo di gente che puo’ ospitare, è un posto discretamente rumoroso: il vocio e gli schiamazzi causano un rimbombo notevole nelle grotte e nei vetri, per cui non ci si deve aspettare pace e silenzio.

E’ presente anche un percorso Kneipp e una sala  dove si svolgono sessioni di musicoterapia, e lì si può proprio godere di tranquillità,  trovando finalmente anche silenzio: essendoci andati durante le feste natalizie, ci aspettavamo che ci fosse molto caos, come è stato,  ma in questa sala abbiamo trovato uno spazio tranquillo e quindi abbiamo avuto modo di rilassarci, dormire, leggere e di godere del suono di strumenti particolari che mi hanno affascinato molto!

 

 

L’altro spazio che ho adorato è stato la sauna, riservata ovviamente solo agli adulti, dove a intervalli pianificati, viene praticato il rituale dell’Aufguss, che io non conoscevo ma che mi ha subito catturato: all’interno di questa grande sauna con  vetrata e vista sul giardino, al ritmo di musica, 2 addetti a questa disciplina, dopo aver rotto delle palle di ghiaccio sulle pietre roventi del braciere della sauna, muovono in una specie di danza, un asciugamano, gettando sui presenti ventate di vapore caldo, intriso di un misto di essenze, sempre diverse, scelte da loro e precedentemente versate sul ghiaccio..Veramente un’esperienza multisensoriale molto gradevole e ..quasi mistica. Sono rimasta colpita dalla passione e dalla ritualità che gli addetti mettono in questa attività: mi è piaciuto e mi ha anche emozionato molto, tant’è che ho voluto ripetere l’esperienza per ben 3 volte!

Per mangiare un boccone o fare una merenda sono presenti un ristorante e un bel self service, che è quello che abbiamo sperimentato e posso dire che è di buona qualità (avendo l’accortezza di andare a mangiare appena apre per trovare meno gente) e un paio di bar, di cui uno dentro alla piscina interna.

 

 

Per consentire a tutti di potersi rilassare su un lettino una volta usciti dall’acqua, viene richiesto di togliere gli asciugamani dagli stessi e deporli in appositi appendiabiti o cubi contenitori: devo dire che se all’inizio sembra una cosa fastidiosa, poi ho constatato che è inevitabile  vista la mole di gente presente, altrimenti solo pochi riuscirebbero a godere dei lettini e in effetti non sarebbe propriamente corretto tenerli occupati quando si sta per ore in acqua, impedendo ad altre persone di usufruirne. Se qualcuno non rispetta la regola e lascia l’asciugamano, un addetto subito va a toglierlo, deponendolo negli spazi adibiti.

Sempre alla ricerca di spazi piu’ tranquilli, abbiamo trovato anche un’altra una zona riparata e meno caotica, ricavata sopra alle piscine e raggiungibile con una scala, per stenderci un po’ dopo aver goduto delle piscine.

 

 

Il consiglio è, se possibile, di andare in una giornata infrasettimanale quando l’afflusso di gente è minore. Sicuramente anche in estate, con le sue belle piscine esterne, il giardino e il solarium, il parco deve essere molto godibile.

Per concludere: una giornata alle terme passa sempre troppo velocemente, e anche queste ci sono proprio piaciute, belli gli spazi, belli i dettagli e buona l’organizzazione…

Ma essendo cosi’ vicini a una straordinaria città come Verona, potevamo non passare a vederla nella sua veste natalizia?? Ovviamente no!! e si è rivelata spettacolare!

(Gennaio 2017)

https://www.aquardens.it/it

 

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L’albero della pace di via D’Amelio a Palermo

 

 

Ci sono eventi nella storia del tuo paese che non devono essere dimenticati.

Ci sono uomini che devono essere ricordati come modello, per l’integrità, il coraggio, la forza, la generosità. In un’epoca dove ben altri valori vengono perseguiti, o dove c’è un vuoto di valori.

Durante un viaggio in Sicilia con la mia famiglia, che ci ha portato anche a Palermo, ho sentito forte il desiderio, quasi il dovere, di passare a visitare i luoghi della memoria di due uomini di grande valore.

 

I giudici Falcone e Borsellino.

 

Colpiti a tradimento, assieme ai loro cari, e a coloro che vivevano ormai ogni minuto con loro e dovevano proteggerli, mentre stavano agendo in funzione di cio’ in cui credevano: i loro valori.

I valori.

Cio’ che dovrebbe guidare la nostra vita e in funzione dei quali prendiamo le decisioni di ogni giorno.

Cio’ per cui, per noi, dovrebbe valere la pena vivere. Per qualcuno anche morire.

Non si deve dimenticare, e i nostri figli devono sapere. La memoria deve essere mantenuta.

Oltre alla storia del nostro paese, e quello che è accaduto, devono sapere di che cosa sono capaci gli uomini, nel bene e nel male.

Devono sapere che esistono uomini senza scrupoli e senza coscienza, ma che esistono anche uomini cosi’. Che hanno dato la vita per la lotta contro le ingiustizie.

Via D’Amelio è una via strana. Non è stato facile arrivare nel punto dove scoppio’ l’autobomba il 19 luglio del 1992.

In mezzo ad auto parcheggiate, davanti ai palazzi, c’è un ulivo, chiamato l’Albero della Pace e una lapide con i nomi. Una foto di Paolo Borsellino che sorride. Sull’albero, e sulla base, biglietti con messaggi, cappellini, indumenti, oggetti di ogni genere, lasciati da chi va in visita. Come omaggio, come gesto di stima, come impegno..chissà..

Difficile dire cosa si prova davanti a questo albero. Sono emozioni che ti attraversano e ti squarciano.

Tristezza, rabbia, vuoto.

Ma anche tanta ammirazione. Senso di forza. Volontà.

Desiderio di poter essere inondati da quei valori, di poter attingere a tanta rettitudine e dedizione. Ammirazione di fronte alla capacità di non scendere a compromessi e portare avanti la propria battaglia, nonostante tutto e tutti. La giustizia, a qualsiasi prezzo e prima di tutto.

Desiderio che nostra figlia “senta” quello che trasmette quell’albero e tutti gli oggetti, e comprenda quello che rappresenta.

In silenzio, anch’io sento il bisogno di lasciare qualcosa. Come gesto di omaggio. Ma anche per me stessa. Come impegno. Come per dire: ci sono, sono con voi.

 

Lasciamo via D’amelio.

Lungo l’autostrada Trapani-Palermo, il monumento nel luogo dove è avvenuta la strage in cui morirono Falcone, la moglie e la sua scorta, si scorge senza preavviso. Poco prima del cartello autostradale che riporta l’indicazione di  “Capaci” e svetta sullo sfondo delle montagne, riportando solo la data del 23 maggio 1992 e il nome delle vittime.

 

 

Lasciamo la città, con la speranza che, dopo aver spiegato a nostra figlia, poco piu’ che adolescente, cosa succedeva in quegli anni e chi erano queste persone, dopo averle fatto leggere il libro “Perchè mi chiamo Giovanni “, di Luigi Garlando, che spiega le cose nella sua lingua, dopo la sensazione provata davanti all’Albero della pace, nell’epoca dei gruppi di whatsapp e degli youtuber presi come modelli, qualcosa resti. Se non altro, la curiosità nei confronti di questi eroi o la capacità di farsi delle domande di fronte alle ingiustizie che, quotidianamente, si incontrano.

E a me, resta un grande senso di gratitudine.

 

(settembre 2017)

 
 
 
 
 
 
 
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La percezione del tempo in viaggio

 

E’ strano come il vissuto del tempo sia diverso.

Quando si è in viaggio sembra che il tempo sia dilatato.

Le giornale sembrano piu’ lunghe, si riescono a vedere e fare tantissime cose. O, forse, la sensazione è quella per l’intensità con cui si vive.

Da un giorno all’altro sembra che siano passate settimane o mesi.

La cosa piu’ bella è quando si realizza che si è riusciti a mettere una bella distanza dalla vita di tutti i giorni, dalle abitudini, dai pensieri, dal proprio ambiente.

Poi, al ritorno, l’incantesimo si spezza.

Una volta messi i piedi sul proprio suolo, sembra di non essere mai partiti.

Ma dentro c’è la grande ricchezza dell’esperienza vissuta.

Questa è solo la percezione ingannevole del tempo.

E’ bello poi ripercorrere tutte le tappe vissute, vedere le foto per ricordare, scorrere luoghi e volti, sentire la musica del posto.

Sentire la nostalgia.

Perché vuol di dire che si è vissuto.

E si è stati felici.

 

[foto pixabay]

 

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Paesi visitati

 

Questo l’elenco dei paesi che ho visitato, prima di sposarmi e successivamente con la famiglia 

 

Paesi e città visitati prima dei figli:

Francia (Bretagna, Provenza, Aquitania, Camargue, Costa Azzurra), Parigi (5 volte), Londra (2 volte), Belgio, (2 volte), Germania, Svizzera, Olanda (2 volte), Barcellona, Praga,  Malta, Salisburgo e Carinzia, Danimarca, Svezia, Tunisia, New York, Toronto, Niagara, Miami, Gran Cayman, Maldive (2 volte), Sri Lanka, Messico, Guatemala, Cuba (4 volte), India, Minorca, Ibiza, Formentera, Fuerteventura, Grecia (2 volte), Marsa Alam, Repubblica Domenicana (Punta Cana), Mauritius, Polinesia Francese

 

paesi visitati con figli

 

 

Paesi e città visitati con la famiglia:

Maiorca, Mar Rosso (Makady bay, Sharm, Marsa Alam), El Alamain, Cairo, Valencia, Parigi, Lanzarote, Fuerteventura (piu’ volte), Maiorca, Mauritius, Cayo Largo (Cuba), Kenya, Zanzibar, Maldive (3 volte), Thailandia, Repubblica Domenicana, Londra, Cuba (2 volte), Dubai, Budapest, Bratislava, Barcellona, Siviglia, Florida (Usa), Bahamas, Corsica, Seychelles, Giordania, Lisbona, Grecia (Atene, Peloponneso, Cicladi, Creta), Croazia, Cina, Abu Dhabi, Cracovia.

 

 

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L’Africa in diretta

 

 

Questo è un piccolo diario che ho scritto in occasione del nostro viaggio in Kenya.. tutte le emozioni, le sensazioni vissute a caldo, che hanno contribuito a provocaremi un inguaribile Mal d’Africa.

Pronti per esserne contagiati?

 

16.07.2012 davanti alle palme in uno stupendo giardino del posto dove alloggiamo, il Mimi Na Wewe..in Africa  

Il Mimi Na Wewe .. in Africa, che significa Io e te ..in Africa, è una struttura di 6 cottage,  gestita da una famiglia italiana, Gianni, Gloria e il figlio Luca. Ho scelto questo posto perchè ogni volta che leggevo le recensioni di altri ospiti su Tripadvisor, mi emozionavo fino alle lacrime.. Da questo ho capito che era il posto per noi!!!

 

 

Siamo gli unici ospiti nella struttura, con la famiglia Cavallini, il loro cane Ciro, il gatto Paca Moja, altri simpatici animaletti e gli africani che ci lavorano!!

Una delle nostre valigie non è giunta al nostro arrivo a Mombasa,  ma finalmente oggi, dopo 2 giorni, siamo riusciti a recuperarla: era arrivata il giorno successivo, ma la compagnia aerea ci ha comunicato che non ce l’avrebbero consegnata (quando torno faccio una lettera di reclamo all’Ethiopian Airlines, che sul regolamento prevede la riconsegna). Il figlio di Gianni e Gloria ha prontamente cercato di rintracciare qualcuno che andasse in aeroporto a prendere altri turisti, per recuperarcela..quando è arrivata mi sono resa conto di quanta roba inutile ho portato!!! Pensare che in questi 2 gg abbiamo usato l’indispensabile, cio’ che avevamo addosso o che ho portato, come sempre per sicurezza per il caso, nel bagaglio a mano..l’organizzazione con il kit di emergenza nel bagaglio a mano stavolta è servita. Giada ha usato come pigiama una maglia ripescata tra le cose portate da lasciare qui in Kenya a chi ne avesse bisogno, e io, ho pensato, che mal che fosse andata, avrei trovato di sicuro anch’io qualcosa da mettermi, tra quelle cose!

Il Mimi Na Wewe non è una struttura per tutti. La stanza è molto spartana, ma ti fa vivere in pieno l’atmosfera africana; per fare un esempio, prima dovevo asciugare i capelli e non c’era una spina davanti allo specchio; poi mi è venuto da pensare che qui hanno i cellulari ma non la luce x ricaricarli e quindi devono andare in un negozio apposito per la ricarica; che hanno le case fatte di mattoni e fango o solo di fango, che quando piove possono anche distruggersi; che mangiano di tutto, ci hanno detto, anche i topi..e allora penso che sono fortunata, e che i capelli verranno come verranno, tanto con l’umidità si arruffano subito lo stesso..

 

 

Il giardino e il contesto sono bellissimi, bella la piscina, il ristorante col  tetto di paglia, all’aperto, dove mangiamo molto bene: al giorno pasta ben cucinata, alla carbonar o alle verdure;  verdure come secondo (molto buone) e frutta; alla sera, carne o pesce, verdura e frutta; l’altro ieri sera c’era un filetto buonissimo, ieri sera pollo fritto e patate; 5 euro x il pranzo 8 x la cena e possiamo decidere giorno x giorno se mangiare qui o altrove..E’ un posto sicuro, chiuso, per cui Giada scorazza come se fosse a casa sua, giocando con il mastino napoletano che hanno, Ciro, il gatto, 4 tartarughe e 3 ricci..

 

 

Facciamo gran chiacchiere con i proprietari, che ci fanno anche da guida privata ed è tutto incluso. Oggi ci hanno chiesto se sappiamo giocare a burraco, magari ci scappa pure una partitina.

Ieri siamo andati a messa africana, un’esperienza bellissima, le chiese sono fatte con tetto di alluminio tutte aperte, la gente va con il vestito della festa; dopo il sermone del pastore, che anche se non capivamo niente, toccava il cuore, era veramente sentito, e le loro preghiere ad alta voce, si sono messi a cantare, tipo gospel, poi a suonare tamburo e strumenti e poi a ballare..anche i bambini ballavano, una grande emozione!!  E poi ci guardavano, contenti e orgogliosi che fossimo li!

 

 

 

messa africana pastore Tsopa 

(clicca qui per vedere il video)

Abbiamo passeggiato nel bush, il loro bosco, terra rossa e alta vegetazione, dove vivono alcuni, con i loro animali, capre mucche, tutti  ci salutavano, “jambo, jambo“, vedendoci passare, case di fango, bagni in comune.. L’Africa

 

 

Il villaggio, Timboni, è tranquillo, non turistico, stai in pace, molto diverso da Watamu,  a 10 minuti di tuc tuc ..qui la stagione è ancora indietro, a Watamu, che raggiungiamo con 1 euro in tuc tuc, i resort sono ancora chiusi, non ci sono turisti in spiaggia, solo beach boys; siamo già stati in alcune spiagge e questa settimana hanno molte alghe, il mare non è gran che, ma dipende dalla  marea che dovrebbe cambiare da mercoledi’e traformare il mare in cristallino; non abbiamo ancora preso ben confidenza con Watamu, ma siamo contenti comunque di aver scelto di stare qui, a Timboni.
Oggi abbiamo fatto una passeggiata sulla spiaggia di 5 km, il sole andava e veniva quindi c’era una temperatura perfetta..poi ritorno, pranzo, Giada ha nuotato nella piscina e ci siamo veramente rilassati..la sera non è freddo, si sta bene; ora stiamo aspettando di sapere quando potremo fare il safari di 1 notte e 2 g; per il resto vivremo alla giornata..

Ora sotto un cielo stellato, davanti a una lampada a petrolio,  seduta in una comoda poltrona di legno africano..stile la mia Africa, vi saluto.

 

 

Fine della prima puntata…

18.07.12

Oggi giornata grigia, si era prenotato una gita a Sardegna 2, una delle spiagge piu’ belle dei dintorni ma piuttosto distante, con il taxista di fiducia. Siamo andati fiduciosi che si aprisse al bel tempo, una strada infame, ma nulla..non si è aperto nulla, spiaggia bellissima con la bassa marea, una lingua di sabbia enorme.. chissà che bei colori  col sole..ma pazienza, come dicono qua, hakuna matata, non importa, ci siamo fatti una bella passeggiata, ed è stato bello comunque. Siamo tornati proprio quando iniziava a piovere..tanto qualcosa si doveva fare; nel pomeriggio siamo andati nel bush con Davide,  un ragazzo che lavora qua, che ci ha accompagnato, dove, sparsi, vivono i locali in case di fango o misto fango e cemento, in mezzo alla vegetazione.

 

 

Ci siamo fermati a fare la spesa, qualche kilo di di farina di polenta, zucchero, fiammiferi, detersivo, fagioli, da portare a casa del pastore (prete) alla cui messa abbiamo partecipato domenica, che ha 6 figli e 14 orfani che vivono con lui, da sfamare..anche qui grandi  emozioni, una grande accoglienza; ci ha mostrato la stanza unica dove dormono 16 bambini, ci ha parlato dei suoi progetti di creare una scuola nella chiesa, per aiutare la comunità, c’era la moglie con un sorriso bellissimo, e con uno dei bambini di 2 anni che stava  attaccato a lei perchè …ha paura dei bianchi! Eh qui, al contrario di noi che da piccoli avevamo paura dell’uomo nero, i bambini hanno paura dell’uomo bianco!

 

 

 

Ieri invece siamo andati al mattino a Watamu, a piedi,da qui, circa 1 km, passando sempre all’interno del  villaggio. Ci siamo fermati in un bel tratto di mare senza alghe e al pomeriggio abbiamo fatto una gita a Marafa, detta anche la “Cucina del diavolo“:  km e km di strada di terra rossa, a tratti dei villaggi di poche case,  gente con capre o mucche sulla strada o che va a prendere l’acqua facendosi tantissima strada a piedi..finchè siamo arrivati in un canyon meraviglioso da vedere al tramonto, con colori fantastici, dove si passeggia anche all’interno; un paesaggio magnifico, alla fine, sono saltati fuori una decina di bambini, soli, che si sono messi in fila in ordine di altezza dietro di noi, accompagnandoci fino alla fine del nostro tour..

 

 

A cena ci hanno preparato polipi prenotati al mattino e consegnati dai pescatori e poi ci è scappata la partita a burraco: abbiamo preso la paga.!
Niente da dire, queste persone sono proprio carine, ti curano, ti propongono cose da fare anche in giornate come queste, ti raccontano delle difficoltà che hanno avuto e che hanno vivendo qui e con la loro attività, insomma, ti senti proprio tranquillo ..speriamo il tempo migliori per domani..
jambooo

20.07.12

Qui il tempo continua a cambiare con grande velocità, ieri mattina era nuvoloso e abbiamo approfittato per andare a vedere le rovine di Gede, resti di una città araba del 1300 in mezzo a una giungla di baobab, sequoie, anacardi, ecc, ecc. con tanto di scimmiette che ti venivano addosso se gli davi le banane..

 

 

Al pomeriggio è uscito il sole, siamo andati in spiaggia a Ocean Breeze, che con l’alta marea era bruttissima, tant’è che ci siamo fatti venire a prendere col tuc tuc, per spostarci altrove..tornati stamattina, Davide,  messo a disposizione per noi per guidarci ad esplorare Watamu, lo spettacolo era quello della prima foto…chi ha detto che il mare a Watamu non è un gran che?

 

 

Dipende dalla marea, e stamane vi garantisco che era spettacolare; certo a riva di alghe ce ne sono tante, non maleodoranti ma che rovinano il paesaggio con la bassa marea, anche se trovi comunque spiagge senza alghe. Dicono che a dicembre e gennaio sia uno spettacolo, la spiaggia tutta pulita senza alghe…  Il momento migliore per fare il bagno se ci si vuole immergere completamente è quando sta arrivando l’alta marea, pero’ trovi posti anche dove la bassa marea non è cosi’ bassa..in questa stagione noi non facciamo particolarmente voglia di fare gran bagni, non siamo andati alla spiaggia dorata, non credo che andremo, abbiamo scelto altre cose da fare e preferisco andare ad alcune spiagge bianche belle, anche se già viste perché cambiano aspetto con la marea diversa.. 

24.07.12

Siamo partiti ieri per il safari allo Tsavo est alle 6, bellissimo, abbiamo visto molti animali, molti elefanti e giraffe, zebre, dick dick, babbuini, struzzi, facoceri , 2 leoni e 1 leonessa, molte antilopi giraffa e  antilopi d’acqua e una mandria di bufali che è venuta ad abbeverarsi nella pozza che c’era davanti al nostro lodge, in savana..una grande emozione, sembrava di essere in un film di cow boys..il paesaggio della savana è splendido, soprattutto al tramonto e di prima mattina, sono stata tutto il tempo in piedi con la testa fuori dal pulmino, una sensazione bellissima..
La strada comunque è tanta, circa 700 km da fare in 2 gg, non asfaltata, lunghe distanze per entrare ed uscire dal parco e per arrivarci.. sono contenta di aver scelto quello di una notte e non quello di 2, perchè credo proprio che sia eccessivamente pesante…
Domani mattina andiamo a visitare un paio di scuole, una delle quali è dove insegna la moglie della persona che ci porta in giro col tuc tuc..porteremo cibo e un po’ dei vestiti di Giada, per chi ne ha bisogno.

Adesso dormo perchè ci siamo alzati alle 5.30, ma abbiamo visto anche l’alba nella savana..

 

 

25.07.12

…direte: ma non ha altro da fare quella in Africa, che scrivere? In realtà mi rilassa e mi piace molto scrivere la sera, su una sedia, in mezzo al giardino e ripercorrere la giornata vissuta,e anche condividere queste esperienze…oggi mi sono svegliata col mal di stomaco, indigestione di mango direi, perchè qui sono buonissimi…per fortuna sono riuscita a vomitare prima di pranzo, non sono ancora a posto, infatti ho anche un po’ di febbre stasera, ma forse sono state tutte le emozioni della giornata (o il vento dal tettuccio nello Tsavo..).
Partiamo da stasera, dal massaggio superbo sotto un mango, con il rumore del vento e degli uccelli..finito il massaggio, il solito rito della sera che mi piace tantissimo, Incisi, l‘ascari, ovvero il guardiano di notte, passa appena si fa buio ad illuminare il giardino, riempendolo di lanterne a petrolio, che ha pulito e sistemato con cura dalla notte precedente..

 

 

Pomeriggio, poche ore al mare col tuc tuc, in una spiaggia dove non ci sono alghe, Garoda, enorme e bianca, mentre l’alta marea pian piano arrivava..

Stamane i proprietari del Mimi Na Wewe, con un’altra coppia con ragazzino, arrivati 2 gg fa, ci hanno portato in una scuola in mezzo al bush, che cercano di sostenere. Ci siamo fermati prima di arrivare a far la spesa (un’esperienza anche vedere il negozio), perchè spesso non hanno da mangiare.. vedere le classi dove fanno lezione, tavoli e sedie a pezzi, le latrine, 3 lamiere aperte, la cucina dove preparano il pranzo, ti stringe il cuore..ci ha condotto in tutte le classi la direttrice, Mrs Joice, che quando entra tutti gli scolari salutano in coro e rispondono in coro alle sue domande; siamo arrivati quasi ad ora di ricreazione, i bambini sono usciti e hanno cantato canzoncine e ballato, mi hanno strappato le budelle, quando hanno cantato a sguarciagola “I’m happy today, so much happy..the time to be happy is now and the place to be happy is here..” 
Dopo tutti in fila a lavarsi le mani in un bidone d’acqua, e a prendere la merenda, il porridge, una brodaglia fatta con farina acqua e zucchero..

Poi hanno hanno giocato un po’, alcuni mi si sono avvicinati e volevano una foto per rivedersi, ma non riuscivo a riprenderli perchè mi stavano attaccati, e quando si vedevano, ridevano e ridevano….Giada all’inizio era guardinga, poi verso la fine ha cominciato a correre con loro in una sorta di strega avvelenata..quando siamo andati via, Mrs Joice, la mamy, ci ha abbracciato tutti in un abbraccio da grande madre qual’è, noi e lei tutti commossi..

La seconda visita è stata ad una scuola materna fatta di fango, unica classe con 36 bambini e la maestra è la moglie del nostro autista di fiducia di tuc tuc; anche qui hanno cantato canzoncine e ballato, e li’ abbiamo approfittato per lasciare i vestitini piu’ piccoli che avevo portato..

Non si riesce a descrivere, se non si vive questa esperienza, le foto non rendono, forse alcuni video che abbiamo fatto, ma vi garantisco che è stata una cosa molto toccante..

 

I’m happy today

(clicca qui per vedere il video)

26.07.12

Oggi era l’ultimo giorno, Gianni e Gloria ci hanno proposto una gita a Mida Creek, un parco naturale dove il mare entra nella terra in mezzo alle mangrovie, e si attraversa un lungo ponte tipo tibetano,per arrivare al mare..Al nostro arrivo, dopo aver fatto i biglietti, abbiamo visto che sul ponte c’era una scolaresca, quindi parecchia confusione. La nostra guida, che si fa chiamare Felice Caccamo, ci ha chiesto se volevamo andare a casa sua, li’ vicino. Abbiamo fatto qualche metro e siamo arrivati in un borghetto con poche capanne di fango, tra le palme, dove c’erano donne e bambini, i Kanga stesi, le donne e i bambini che ci guardavano silenziosi. E’ salito su una palma e ci ha offerto succo e cocco fresco; ho chiesto ad un’anziana con abiti coloratissimi se potevo farle una foto, si è messa in posa e dopo le ho fatto vedere la sua immagine..stupita e felice mi ha preso per mano e mi ha portato dalle altre donne, era entusiasta voleva mostrare la foto a loro, sembrava una bambina..e dopo si intuiva che tutte desideravano fare una foto, per rivedersi..li’ non possiedono specchi e per loro è un’occasione unica..

 

 

Lasciare questo posto domani, sarà molto dura.

Il mio mal d’Africa, iniziato lo scorso anno a Zanzibar, è peggiorato, ma i ricordi di quello che ho vissuto rimarranno sempre dentro di me. Vorrei che tutte le volte che mi lamentero’, che non saro’ contenta, che mi mancherà  qualcosa mi tornassero alla mente questi luoghi, queste persone, queste sensazioni, per ricordare quali sono le cose importanti..

jambo

(clicca qui per vedere il video)

 

il sito del Mimi na wewe..in Africa

 

(Luglio 2012)

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.