Viaggi nel Mondo
Cuba in fai da te
L’organizzazione di un viaggio fai da te a Cuba.
Avevamo voglia di andare a Cuba prima che cambiasse troppo.
Grazie ad un’ottima offerta Air France, quest’anno (2017) è stata la meta delle nostre vacanze estive.
Rigorosamente organizzata in fai da te.
Riassumo le tappe del nostro viaggio e come ci siamo spostati (i dettagli organizzativi li trovate nell’articolo che segue, i dettagli degli alloggi qui
-Volo Air France Bologna-Parigi-L’Havana
-L’Havana, 2 notti a Casa Buenos Aires (Havana vecchia), visita dell’Habana veja a piedi, e visita dei dintorni con hip on hip off bus (bus turistico)

-L’Havana-Cayo Guillermo, tratta Havana – Ciego De Avila con bus Viazul, tratta Ciego De Avila-Cayo Guillermo in taxi (trovato in loco), 5 notti a Iberostar Daiquiri, con visita a Cayo Coco e Playa Pilar, con bus turistico

-Cayo Guillermo-Trinidad, con taxi (trovato in loco tramite il portiere del resort) 2 notti a Hostal Las Margaritas, con visita alla Valle de Los Ingegnos, canopy sulla vallata
Canopy (zipline) nella Valle de Los Ingenios a Trinidad-Cuba
e trekking a El Cubano, fino alle cascate


-Trinidad-Vinales, con taxi (prenotato tramite la casa particular di Trinidad), 2 notti a Villa El Hebano, giro a cavallo,
visita dei dintorni con hip on hip off bus (bus turistico)


-Vinales-Cayo Levisa con taxi (prenotato a Vinales), 2 notti all’unico resort presente Hotel Cayo Levisa

-Cayo Levisa-L’Havana con taxi (prenotato dall’Italia tramite www.taxivinalescuba.com), 1 notte a Casa Diana (Vedado)
-volo Air France L’Havana-Parigi-Bologna
14 notti.
Vi racconto come ho fatto ad organizzare il viaggio

Cuba in fai da te
Questo viaggio, come tanti da un po’ di tempo a questa parte, è iniziato per me molto prima della sua effettiva partenza. Dopo la prenotazione del volo ho iniziato a fare tante le ricerche, perché è anche cosi’ che si sogna e si viaggia. Ho cominciato a vivere Cuba nei racconti sui blog e nelle recensioni delle persone, sbirciando –dalle foto– nelle case di decine di cubani, facendo domande sui forum, inviando decine di mail.. Sono arrivata alla partenza che mi sembrava di esserci già stata :).
In realtà cosi’ era, è stata la mia quarta visita nel paese. Prima ero stata Varadero con escursione a L’Havana, poi a Santiago con escursione a Cayo Largo, poi a Cayo Largo, una settimana intera sull’isola.. ma la coscienza con cui si affronta una vacanza o un viaggio è diversa a seconda del periodo in cui lo vivi e questa volta volevo cucire il viaggio su misura, in base alle nostre esigenze, creare il nostro tour.. e questo da anche la sensazione di viverselo di piu’..
Organizzare un viaggio a Cuba in fai da te è molto impegnativo, ma per me, come avrete capito, è stato anche estremamente divertente e appassionante..Sul web si trovano numerosi articoli che descrivono perfettamente le località piu’ famose, quindi qui il mio intento è di fornire alcune informazioni pratiche, scaturite dalla nostra esperienza, che, spero possano essere utili a chi voglia cimentarsi in questa avventura.

Tour dell’isola
Cuba si estende in lunghezza per 1250 chilometri, pertanto, volendo vedere le principali città, occorre avere molti giorni a disposizione. Prima di programmare un tour di Cuba, è opportuno fare un calcolo delle distanze per farsi un’idea dei chilometri da percorrere e dei costi indicativi, in base ai giorni disponibili. Noi avevamo 15 giorni, abbiamo percorso solo la metà a nord dell’isola, volendo anche trascorrere un po’ di giorni al mare nei cayos.
Il giro che abbiamo pianificato è stato diverso da quello che di consuetudine viene fatto: dopo la visita alla città dell’Havana, dove siamo atterrati, siamo andati qualche giorno a rilassarci al mare (a Cayo Guillermo) per accontentare subito nostra figlia Giada
Poi siamo risaliti a Trinidad e Vinales, per poi finire di nuovo con qualche giorno di relax al mare, a Cayo Levisa.
In questo modo abbiamo percorso all’inizio del nostro viaggio la tratta piu’ lunga (Havana-Cayo Guillermo) e abbiamo lasciato quella piu’ breve alla fine (Cayo Levisa – Havana). Se tornassi indietro rifarei esattamente lo stesso giro.
Le escursioni, giro a cavallo a Vinales e visita alla Valle de Los Ingenios, le abbiamo organizzate chiedendo ai proprietari delle case particular, che ci hanno trovato i taxi o le guide per andare. Per visitare zone dell’Havana, fuori da Havana Veja e le attrazioni di Vinales, abbiamo utilizzato il bus turistico (hip on hip off), che fa il tour, c’è la possibilità di scendere alle varie fermate e prendere i bus che continuano il giro o fanno ritorno,ad orari successivi.

Spostamenti
I costi dei trasferimenti rappresentano una voce importante del budget in un viaggio on the road a Cuba. Anche i tempi dei trasferimenti sono da considerare, perchè possono essere lunghi per cui è importante cercare di valutare con attenzione ogni tratta e i mezzi di trasporto da utilizzare.
Viazul
I Viazul, http://www.viazul.com/, sono autobus che collegano molte città di Cuba. Sono abbastanza comodi, ma piuttosto sporchi!! (basta saperlo). Sulla puntualità non c’è da farci affidamento perché, per esempio, nella tratta che abbiamo fatto noi, hanno inserito una sosta pranzo non prevista, ritardando di 1 ora l’arrivo a destinazione. Tutto sommato viaggiare con questi bus è piacevole, si puo’ riposare e si guarda il panorama. Facendo varie fermate, i tempi di percorrenza si allungano rispetto ai taxi, ed è stata soprattutto questa la ragione per cui abbiamo preferito viaggiare in taxi. I Viazul sono piu’ economici di un taxi, pero’ meglio fare bene i conti considerando il numero dei paganti, per valutare la reale convenienza, mettendo il conto anche che bisogna arrivare alla stazione di partenza, che, nel caso dell’Havana, non è in centro città, ma a circa 20 minuti di distanza, ed occorre prendere un taxi per raggiungerla (da Havana veja 10-15 cuc/euro). E’consigliabile prenotare on line il biglietto per evitare di non trovare posto, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza. Ci sono anche altri autobus che girano per Cuba, i Transtur, http://conectando.visitcuba.it/, sono piu’ cari ma fanno tappa in alcuni alberghi nelle città e anche in alcune località non coperte da Viazul (come Cayo Santa Maria), per cui potrebbero risultare piu’ comodi (soprattutto all’Havana), ma proprio perche fermano in diversi alberghi, pare che abbiamo tempi di percorrenza piu’ lunghi e non siano puntuali.
Noi il Viazul l’abbiamo preso 1 volta, nella tratta Havana-Ciego De Avila, per proseguire poi in taxi per Cayo Guillermo. Fare tutta la tratta Havana-Cayo Guillermo in taxi sarebbe stato molto costoso e il Viazul non raggiunge i Cayos: in questo modo invece abbiamo risparmiato dai 50 ai 100 cuc/euro.

Taxi
I taxi sono un buon mezzo di trasporto per girare Cuba, anche per le distanze piu’ lunghe..ma per quanto i prezzi non siano come quelli italiani, il costo incide parecchio sul budget totale del viaggio, se volete spostarvi con questo mezzo. All’incirca si puo’ calcolare un costo di 0,5 cuc/euro per ogni km percorso. Per avere idea di distanze e prezzi, dopo varie ricerche, ho trovato questo utile sito, comodissimo per fare i miei calcoli: http://taxivinalescuba.com/. Ho anche prenotato una tratta con loro, quella per cui non avevo la certezza di poter trovare il mezzo per tornare all’Havana, allo sbarco di Cayo Levisa con l’ultimo traghetto del pomeriggio. Posso dire che l’organizzazione è buona, il sito è fatto bene, rispondono velocemente, sono organizzati per il pagamento dell’anticipo richiesto per la prenotazione ( circa il 15%) attraverso un sistema simile a paypal, l’autista si è presentato all’appuntamento con un cartello con il nostro nome, ma.. in compagnia della moglie, quindi noi in 3 nei sedili dietro non eravamo molto comodi e soprattutto l’auto…era molto scarsa!! Ammortizzatori quasi assenti, quindi si sentivano tutti i sobbalzi, aria condizionata non regolabile, fortissima, tanto che per spegnerla il taxista si è dovuto fermare, aprire il cofano e disattivarla da li’, guida non proprio sicura..
Purtroppo pero’ ho constatato che le cattive condizioni delle macchine o la guida un po’ veloce e pericolosa dei conducenti è piuttosto frequente a Cuba; in altre 2 tratte ci sono capitate auto senza le maniglie per tirare giù i finestrini, o senza aria condizionata, o con gomme lisce, e comunque in uno stato che, se come nel nostro caso arrivi a destino e non succede nulla, va bene (a parte un testa e coda che l’auto ha fatto sulla strada a curve per arrivare a Vinales, una paura pazzesca), ma se dovesse esserci un inconveniente (una gomma che si buca, un’animale che attraversa la strada, ecc.), con le alte velocità a cui guidano. e le macchine che non hanno certo fatto la revisione, non so come potrebbe finire..Insomma secondo me qualche pericolo si corre.
Fortunatamente non è sempre così, abbiamo incontrato anche taxisti deliziosi e altri molto professionali e con macchine abbastanza nuove..
I miei consigli dunque sono:
-se possibile preferite o chiedete i taxi gialli, sono quelli con le macchine piu’ nuove e gli autisti piu’ professionali
-se non siete troppo ansiosi, prenotate i taxi in loco, salvo che non abbiate esigenze particolari, perchè si può risparmiare
-ricordatevi di chiedere un taxi con aria condizionata.
I taxi si trovano nelle piazze o vicino agli hotel o si possono anche fermare per strada, ma la soluzione migliore è chiedere alla casa particular che vi ospita. In qualche caso, per le lunghe tratte, io ho chiesto i costi sia alla casa di partenza, che a quella di arrivo, per farmi un’idea e poi decidere una volta sul posto.
Non abbiamo utilizzato i così detti taxi colettivos perchè con una bambina (a dire il vero, ragazzina),abbiamo preferito essere piu’ comodi: lei ha potuto sdraiarsi, leggere, avere il suo spazio, anche nei lunghi viaggi. Abbiamo scartato l’idea di noleggiare l’auto perché avevo letto di qualche difficoltà: se tutto va bene, puo’ essere una soluzione molto comoda e piu’ flessibile, ma se dovessero presentare difficoltà? chi chiamare per intervenire?? in quanto tempo arriverebbero? sono tutte domande da porsi e leggendo esperienze di chi ci si era trovato..no, non mi sono fidata di questo tipo di soluzione.. E poi, in effetti, ho constatato che la segnaletica è proprio carente e in alcuni tratti le strade sono in condizioni pessime, anche i taxisti viaggiavano a passo d’uomo per evitare le buche per non far danni alle auto. L’idea del driver, cioè un taxista che ti conduca per tutto il viaggio, puo’ essere valida se ci si ferma non piu’ di una giornata nelle varie località, sono a conoscenza di persone che si sono trovate benissimo con questa soluzione, ma non faceva per noi che ci siamo fermati spesso 2 giorni in un’unica località.

Case particular
La casa particular è l’alloggio che fa piu’ entrare nello spirito di Cuba ed essere a contatto con la vita e la popolazione cubana. Ce ne sono ormai a migliaia, da quando sono diventate legali. Si possono prenotare da internet, contattandole direttamente via mail, oppure tramite dei siti intermediari, o anche con airbnb. Per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Consultate le recensioni su Tripadvisor o su www.bbinvinales, guardate le foto, visitate il sito della casa (la maggior parte ormai ne ha uno), prima di prendere una decisione.
Fatevi una lista delle vostre priorità per scegliere; per esempio le mie priorità all’Havana erano il bagno in camera, la camera con finestra (molte case coloniali hanno la finestra su un patio chiuso), l’aria condizionata, l’arredamento e lo stile non troppo retro’, la posizione centrale rispetto al centro storico, per non dover ricorrere ai mezzi per spostarmi . Inoltre mi interessava che non avessero recensioni negative (o almeno ho letto i motivi). Alcune case particular sono già classificate come b&b e in queste la famiglia è un po’ meno presente e la struttura puo’ essere di piu’ recente ristrutturazione. Noi per la prima casa all’Havana, abbiamo optato per questo tipo di soluzione, per fare avere a nostra figlia adolescente un buon primo impatto della città, che in alcune zone si presenta molto decadente. Ci siamo trovati molto bene con questa soluzione.

Una volta fatte tutte le valutazioni e trovato qualche opzione, inviate una mail. Molte case, evidentemente già occupate, non rispondono alle mail, ma altre rispondono anche velocemente o nel giro di un paio di giorni. Poiché in pochi a Cuba sanno l’inglese, è probabile che riceverete una risposta in spagnolo, ma sicuramente vi capirete. Di solito, dopo che la casa vi ha dato informazioni e disponibilità, chiede una mail di riconferma della prenotazione. Le case, e anche molti portali, (es. www.bbinvinales.com, www.casahavanaparticular.com, www.casaincuba.com) non chiedono anticipi, ma solo di avvisare prima possibile in caso di disdetta, mentre altri portali come Airbnb chiedono anticipi o il pagamento completo. Non è possibile prenotare alcuna struttura tramite booking.com per Cuba (al momento in cui sto scrivendo l’articolo). Poi una volta prenotato, se avete bisogno di informazioni o altri servizi, potete riscrivere, le persone sono molto disponibili e vi invieranno sicuramente una risposta.
Sappiate che ovunque prenoterete, vivrete un’esperienza unica e particolare, che vi arricchirà e vi resterà nel cuore, al di là delle caratteristiche della casa stessa.
In questo articolo trovate le case particular che ho scelto io, preventivamente selezionate e incantevoli, tutte consigliate
L’Havana: perchè alloggiare in Havana Veja
Per quel che riguarda l’Havana, studiate con anticipo la cartina per capire dove volete stare. Il mio suggerimento è di alloggiare, almeno all’arrivo, in Havana Veja. I vantaggi di alloggiare all’Havana Veja sono:
-essere in una delle zone piu’ belle della città
-la comodità di visitare la città a piedi
-avere un appoggio vicino, per una sosta di riposo, anche solo per rinfrescarsi e riprendersi dalla grande calura, se viaggiate, come noi, d’estate, o correre velocemente al riparo nel caso di un acquazzone.
L’Havana Veja ha strade che sono piccoli gioielli e strade dissestate, rotte e piene di buche, cosi’ come palazzi di una bellezza travolgente ed altri sventrati, quasi pericolanti. L’ideale sarebbe trovare una casa in una strada ristrutturata, ma non è facile se non si è pratici, guardando solo la cartina: le piu’ famose, ben tenute e ristrutturate, sono Calle Obispo, Calle Mercaderes o Calle Oficios, vicine alle 4 piazze principali Plaza Veja, Plaza de Armas, Plaza S. Francisco e Plaza della Catedral, bellissime, colorate, ordinate.

Noi per esempio, eravamo in un punto molto comodo per visitare il centro, ma anche vicino al Parque Central, dove ci si poteva collegare ad Internet e da dove partono gli autobus turistici, e non lontano dal Malecon. Casa ristrutturata all’interno, ma di fronte e di fianco avevamo palazzi sventrati e la strada era dissestata in piu’ punti. Questo non ha tolto il piacere di stare all’Havana Veja, anzi l’esperienza è stata ancora piu’ autentica perché si respira l’atmosfera della vita di tutti i giorni degli “habaneri”. Non fatevi ingannare dal quartiere chiamato Havana centro, perché contrariamente a quello che si puo’ immaginare dal nome, non è nel centro storico e si estende per diversi chilometri, per cui potrebbe essere necessario prendere un taxi per spostarsi. La zona del Vedado, dove abbiamo alloggiato l’ultima notte dopo il tour di Cuba, è piu’ una zona commerciale e residenziale, ma merita un soggiorno, magari, come abbiamo fatto noi, dopo aver fatto base i primi giorni ad Havana Veja.
Cambio denaro e internet
All’arrivo a tarda ora del nostro volo, gli uffici di cambio al primo piano dell’aeroporto (partenze), che mi avevano consigliato perché meno affollati, erano chiusi, era aperto soltanto l’ufficio agli arrivi all’uscita…ma c’era una fila allucinante. Il cambio applicato è lo stesso ovunque, Cadeca o Banca, solo nei grandi alberghi è meno conveniente. Il vantaggio di cambiare all’aeroporto è di non fare la coda sotto il sole nella Cadeca di Havana Veja, in Calle Obispo. I taxisti dell’aeroporto comunque, su richiesta, accettano anche gli euro, per cui il cambio puo’ essere rimandato a dopo aver raggiunto il centro città; oppure, come nel nostro caso, il taxista ha proposto di portarci a cambiare in un albergo in Parque Central (cambio 1,1 anziché 1,06), e noi abbiamo preferito fare in questo modo per non stare in fila, vista la stanchezza del viaggio, ed avere già qualcosa in tasca per il giorno successivo. Se non volete fare la fila alla Cadeca in centro ad Habana veja, avete 2 possibilità:
1-andare in una banca, e ce ne sono tante in centro, pagando una piccola commissione
2 – vivamente consigliato -recarvi appena fuori Havana Veja alla feria Almacenes San Jose-avenida del porto angolo Calle Cuba– un mercato artigianale al coperto comodissimo, che abbiamo scoperto per caso, dove è presente sia la Cadeca per il cambio, che l’ETECSA per l’acquisto delle schede per il wifi, dove abbiamo trovato anche poca coda e ed è al coperto per cui non si sta sotto il sole.. Per le schede wifi, in alternativa, se non riuscite ad andare alla feria e non volete fare fila, chiedete a chi è in coda all’ETECSA dove si possono acquistare e vi indicheranno qualcuno nei dintorni che le vende al mercato nero, al doppio ma senza sprechi di tempo (anziché 1.5 cuc/euro, 3.. si puo’ fare..).
Per collegarsi ad internet occorre avere la scheda telefonica e trovare un punto (alcune piazze o vie o nei grandi alberghi) dove ci sia il wifi, anzi il “uifi”, come lo chiamano i cubani: ve ne accorgerete facilmente vedendo un gran numero di persone con in mano il telefonino. A questo link comunque trovate le aree coperte da wifi: http://www.etecsa.cu/internet_conectividad/areas_wifi/. Sulle schede ci sono 2 codici che vanno inseriti nelle finestre che appaiono sul telefono e, magari dopo molti tentativi, a seconda che sia una scheda da 1 ora o da 5 ore, molto lentamente, si puo’ navigare, chiamare ecc. per il tempo indicato. Terminata la navigazione, è importante sempre togliere il wifi, cosi’ si puo’ utilizzare il tempo residuo della scheda. Per telefonare in Italia con internet si puo’ scaricare IMO: noi l’abbiamo usato, siamo riusciti a chiamare e a sentire bene.
In alcuni hotel, come l’Hotel Nacional, occorre acquistare le schede presso di loro ad un costo di circa 4 euro per poter navigare (ma li’ vicino c’è anche la Rampa che ha un punto dove c’è il wifi) ; in caso di necessità di un pc per effettuare particolari operazioni (per esempio io ho avuto necessità di prenotare il resort di Cayo Guillermo dal loro sito), gli hotel hanno le loro postazioni internet, che funzionano con le schede a tempo acquistate presso di loro.

Clima in estate
Il nostro viaggio era programmato per le vacanze estive. In estate a Cuba il clima è caldo e umido. Quando siamo andati noi, a fine giungo, di frequente, nel pomeriggio (a parte a Cayo Guillermo), si scatenava un acquazzone, di breve durata, ma spesso impetuoso, per cui era necessario proteggersi da qualche parte: non c’è kway od ombrello che tenga! (ma puo’ essere utile un ombrello o un poncho quando la pioggia cade meno intensamente) . All’Havana ci sono molti portici e tanti localini dove trovare riparo, per cui magari si puo’ approfittare del temporale per bere qualcosa o tornare alla casa per riposare un attimo e riprendere la visita quando il cielo è di nuovo sereno.
Nelle altre città fa caldo ma si resiste bene mentre l’Havana d’estate è proprio caldissima. Un caldo umido che non permette la visita della città senza soste. E’ stato importante per questo avere una casa vicina al centro, che per lo più si visita a piedi, per tornare e fare una sosta al fresco dell’aria condizionata, prima di riprendere il tour della città oppure per correre al riparo durante un temporale. A maggior ragione è comoda se si hanno bambini. Anche la sera è molto caldo, ma ovviamente, non essendoci il sole, si riesce a girare meglio. Pertanto, vanno considerati tempi di visita più lunghi rispetto a quelli che si potrebbero immaginare.

Valigie
Facendo un viaggio itinerante, la cosa migliore sarebbe portare con sé il minimo indispensabile. A parte tutti i medicinali necessari da viaggio (qui ancora piu’ importanti perché le farmacie sono molto sguarnite), le creme solari, i prodotti per l’igiene (che io ho portato per timore che non ci fossero nelle case ma ho sempre trovato) che occupano parecchio spazio, vestiti e scarpe possono proprio essere ridotti al minimo.
Noi siamo riusciti a partire con 2 zaini- trolley da 44 litri e un borsone-zaino piu’ piccolo. Avevo immaginato che fosse scomodo trascinare i trolley per strade sconnesse, di ciotoli o dissestate, e per questo la scelta era ricaduta su zaini-trolley; in realtà le valigie le abbiamo sempre usate comodamente come trolley.
Oltre alle scarpe da tennis indossate durante il viaggio, abbiamo portato solo le ciabatte (io ho portato anche un paio di sandali, usati una volta per non dire che li avevo presi per niente), shorts, qualche abitino o canotta leggeri, pantaloni lunghi indossati solo durante il viaggio e a cavallo, magliette e intimo che qualche volta ho lavato. In alcune case forniscono anche il servizio di lavaggio indumenti per pochi cuc . Per noi è stato un servizio particolarmente comodo a Vinales, quando, dopo la mattinata a cavallo, ci siamo trovati infangati fino alle orecchie e quindi abbiamo chiesto alla casa di lavarci non solo gli abiti ma anche le scarpe (che sono tornate splendenti).
Una cosa che si è rivelata utilissima per il viaggio itinerante, che non avevo mai utilizzato, sono stati gli organizer. Ho suddiviso gli abiti di ogni componente della famiglia in un organizer, idem per costumi e biancheria.
Risultato: le valigie non sono mai state disfatte, tiravo fuori gli organizer e li appoggiavo negli armadi (dove c’erano!), all’interno dei quali gli abiti, con mio stupore, si stropicciano meno che messi in valigia. oltre a essere trovati e tirati fuori piu’ facilmente (e ho avuto anche la sensazione che ci stesse piu’ roba!!). Insomma, mai piu’ senza organiser!

Infine, le cose DA NON PERDERE
Per le zone da noi visitate, vi elenco quelle che, secondo me, sono le cose da fare assolutamente:
-HAVANA: visita a piedi dell’Havana Veja, tour con il bus turistico hip on hip off per le altre zone e visita all’hotel Nacional con passeggiata sulla Rampa ; visita a Fusterlandia
-CAYO GUILLERMO: spiagge di Cayo Guillermo, Cayo Coco e Playa Pilar (anche con bus turistico)
-TRINIDAD salita sul campanile della piazza a Trinidad, visita a Manaca Iznaga e canopy sulla Valle de los Ingenios; se interessa trekking a El Cubano con arrivo alla cascata e bagno nel fiume
-VINALES: mattinata a cavallo a Vinales, Murales della Preistoria e Cueva dell’Indio (con bus turistico hip on hip off)
– CAYO LEVISA: passeggiata fino oltre il resort per vedere le stelle marine
-provare il Guarapo (bevanda ottenuta dalla spremitura della canna da zucchero) e la Canchanchera (cocktail a base di canna da zucchero)

In conclusione…che dire…FANTASTICA CUBA!!

(luglio 2017)
trovi tutti gli articoli su Cuba qui
Un’adolescente in viaggio

…a Cuba!
Quando i figli sono piccoli, te li scarrozzi un po’ dove vuoi per il mondo, ma quando arrivano
alla soglia dell’adolescenza, le cose cambiano. Cominciano ad avere gusti più definiti e
pretendono di essere presi in considerazione nelle decisioni, vogliono contrapporsi e
assumono atteggiamenti di sfida, hanno bisogno di essere più partecipi nell’organizzazione
e sono più opportune riflessioni sui vissuti di viaggio.
Sono mamma di Giada, quasi tredicenne, ho alle spalle formazioni nel campo delle psicoterapie corporee e sistemiche, e voglio raccontarvi come ho affrontato un viaggio itinerante a Cuba con la mia figlia pre adolescente, cosa ho fatto per farle apprezzare il viaggio!
La grande sfida è: come fare a vivere serenamente (noi e loro) il prima, durante, e dopo la vacanza, in questo periodo particolare della loro vita?
Il resort all inclusive, dove i ragazzi hanno la possibilità di fare nuove amicizie, partecipare ad attività organizzate dagli animatori, magari con la presenza di un teen club, potrebbe essere una soluzione per offrire loro possibilità di divertimento. Questa può essere una soluzione semplice, se piace questo stile di vacanza. Noi, lo scorso anno, siamo andati in uno di questi villaggi, abbiamo sfruttato tutte le comodità del resort (anche se ci siamo tenuti alla larga dall’animazione che non ci è gradita) e nostra figlia, all’epoca dodicenne, non era comunque interessata alle varie attività per ragazzi (forse era ancora in un’età di passaggio), ma si è comunque divertita moltissimo in piscina, agli schiuma party, al campo da bocce, nell’idromassaggio, tutte attività che noi abbiamo condiviso con lei. E poi godendo dei cocktails, della frullateria, della creperia, oltre che apprezzando la spiaggia, il mare e le escursioni che le abbiamo proposto. E devo dire che siamo stati benissimo, veramente una bella vacanza!

In alternativa, si potrebbe andare in vacanza con qualcuno che abbia figli coetanei: non è il nostro caso, a parte il fatto che non amiamo andare in viaggio in compagnia, non conosciamo nessuno con cui abbiamo una sintonia tale da condividere una vacanza. Ma sicuramente è un’ottima soluzione.
Se invece si sceglie un viaggio itinerante, i così detti “on the road” (otr), le cose si complicano: la possibilità di conoscere coetanei, per i ragazzi, è molto bassa, o limitata nel tempo, e non sempre negli alloggi che si scelgono possono esserci attività specifiche pero loro.
Diventa quindi necessario stimolare l’interesse verso il luogo della vacanza, prevedendo anche tappe che soddisfino la loro curiosità e piacere.
In seguito all’esperienza del viaggio a Cuba di quest’anno, sperimentando, ho individuato alcuni accorgimenti, che credo possano essere utili come spunto per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero vivere serenamente una vacanza in famiglia con figli adolescenti (almeno fin tanto che vengono ancora in viaggio con noi :).
Eccoli qui sotto riportati:
1) creare motivazione
2) preparare e coinvolgere
3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente
4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti
5) trascorrere tempo con il padre
Nel dettaglio, ecco cosa ho fatto:
1) creare motivazione (con l’immaginazione)
Giada è una ragazzina di quasi 13 anni. Ha viaggiato abbastanza, è stata in Mar Rosso, Parigi, Canarie, Baleari, Mauritius, Zanzibar, Kenya, Maldive, Thailandia e Repubblica Domenicana. Dopo queste esperienze ha già individuato cosa le piace, e quest’anno avrebbe voluto tornare per la terza volta alle sue adorate Maldive e fare una vacanza stanziale.
Quando noi genitori scegliamo una meta per le vacanze, guardiamo le offerte di volo per le località che ci piacerebbe visitare. Quest’anno abbiamo trovato una buona offerta per Cuba, con la prerogativa di una vacanza itinerante on the road, per visitare qualche zona del paese. Le Maldive quindi sono state rimandate ad altra data…
Alla comunicazione della notizia, questa non è stata ovviamente colta con entusiasmo perché la meta era diversa da quella che avrebbe desiderato, e anche il tipo di vacanza. E’ da mettere in conto quindi, che l’entusiasmo con cui noi prenotiamo e ci pregustiamo la vacanza, non corrisponda a quello dei figli adolescenti.
Ma mia figlia, pero’, non aveva ancora capito che la mamma cerca di organizzare il viaggio cercando di mettersi nei suoi panni, ovvero con “empatia”, pensando a cosa le piace, programmando la vacanza in modo che possa anche lei entusiasmarsi e godersela oltre quello che può immaginare, e cercando di considerare come ci si puo’ divertire insieme in famiglia.
La cosa è importante quindi, è cercare di rendere la vacanza attraente ai nostri ragazzi, facendo un elenco di tutte le cose che sappiamo gli possano piacere: nel nostro caso, le ho detto che avremmo alternato alle visite alle città dei giorni di mare stanziali, che il mare sarebbe stato bello quasi quanto quello delle Maldive e avremmo soggiornato anche in resort all inclusive dove poteva prendere tutti i cocktail che voleva, godere della piscina e della varietà del buffet, che avremmo visto cittadine tutte colorate, che avremmo fatto passeggiate a cavallo.
Un’altra cosa che so che a lei piace, è viaggiare con un aereo grande e pieno di intrattenimenti: le ho quindi raccontato che in aereo avrebbe trovato gli schermi personali con film, giochi, ecc. e che avrebbe potuto cosi’ gustarsi anche il lungo viaggio. E cosi’ è stato! anzi ha cominciato a divertirsi già durante l’attesa del volo in coincidenza all’aeroporto di Parigi, dove ha trovato una punto con la playstation con cui giocare e sono convinta che se l’aereo avesse fatto ritardo non le sarebbe dispiaciuto!

2) preparare e coinvolgere
Per coinvolgere Giada durante la preparazione del viaggio, le ho mostrato alcune immagini dei luoghi che saremmo andati e le foto degli alloggi che avevo prenotato, e l’ho fatta partecipare anche nella scelta tra alcune opzioni. Ho scelto alloggi che potessero rispecchiare il suo gusto, ad esempio all’Havana sono stata attenta che la casa non fosse troppo decadente o retro’, in modo che avesse subito un buon impatto con una città che in certe zone sapevo essere piuttosto fatiscente o in degrado, e così ho fatto anche per le altre case particular. Inoltre ho inserito nel nostro viaggio qualche giorno in resort, nei cayos al mare, dove tra l’altro era l’unica possibilità.
Per coinvolgerla ulteriormente, poco prima di partire ho cercato qualche film che fosse ambientato a Cuba da vedere insieme: abbiamo visto “Lista d’attesa” e “I diari della motocicletta” (che l’hanno incuriosita molto sulla vita di Che Guevara), e cosi’ ho potuto parlarle anche un po’ del paese. Abbiamo anche letto insieme qualche informazione storica sulla guida, e con questi accorgimenti direi che siamo riusciti a suscitare la sua curiosità.
Quindi è importante coinvolgere i ragazzi nell’organizzazione quando possibile, e fornire loro informazioni per destare un interesse sul paese che si visiterà e la sua cultura.

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente
Con l’obiettivo di esaudire quanto prima il desiderio di Giada della vacanza in bel posto di mare, nella pianificazione del tragitto di viaggio, ho scelto un percorso inverso a quello consueto. Così, dopo la prima tappa con visita alla città dell’Havana, ho inserito il soggiorno in un resort su un Cayo (Cayo Guillermo).. Qui ha potuto godere delle tante sfumature di blu del mare, e di tutte le comodità dell’all inclusive, delle lunghe giornate ad oziare in spiaggia, dove alternava la lettura sul lettino sotto una palma ai bagni in mare, un cocktail a uno schiuma party in piscina, e ha potuto usufruire della scelta delle mille possibilità che offriva il buffet in fatto di cibo.
Nelle tappe successive, ho programmato sempre qualcosa che avesse per lei grande attrattiva: una passeggiata a cavallo nella valle di Vi
nales.

e un volo con la canopy (o zipline), appesi ad un cavo d’acciaio sulla meravigliosa Valle de Los Ingenios a Trinidad e sospesi nel vuoto

E alla fine della vacanza ho inserito di nuovo un’altra sosta al mare.
Per la visita nelle città o i trasferimenti alle varie spiagge, abbiamo utilizzato
, quando disponibile, l’autobus turistico hip on hip off, sedendoci al piano all’aperto e anche questa è stata una scelta vincente.
L’ho portata in giro per mercatini, a vedere attrazioni o musei particolari, ad esempio all’Havana abbiamo visitato una zona chiamata Fusterlandia, dal nome di Fuster, l’artista che ha tappezzato di mosaici e piastrelle tutte colorate tutto il quartiere, la sua e le case degli abitanti, dando vita ad una meravigliosa opera d’arte a cielo aperto.
In sintesi è importante cercare luoghi e attività che si immagina possano piacere all’adolescente. Spesso viene in aiuto anche solo prendere mezzi di trasporto diversi dai soliti, come fare un giro col calesse, con un riscio’, una macchina d’epoca, prendere un tuc tuc, o anche girare in bicicletta puo’ essere motivo per creare entusiasmo.
Smuovere il desiderio con la promessa di qualcosa che puo’ piacere, serve a far imparare a rimandare il piacere, cosa sana ed educativa, ormai caduta un pò in disuso, nell’epoca che viviamo del “tutto e subito”.

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti
Quando i bambini sono piccoli sono le mamme che pensano a tutti gli intrattenimenti per loro: album da colorare, carte, cartine, adesivi, pupazzi.. per fare passare loro il tempo, in aereo, durante i trasferimenti, sulla spiaggia, nei momenti liberi o vuoti.
Quando diventano grandi, ancora i ragazzi non hanno la concezione di organizzare il loro tempo, quindi occorre farli riflettere su cosa piacerebbe loro fare per intrattenersi.
Da poco tempo non portiamo piu’ paletta secchiello e gonfiabili per la spiaggia e abbiamo la fortuna che a nostra figlia piace leggere, cosa che aveva interrotto con l’inizio della scuola media, ma che proprio in occasione delle vacanze ha ripreso. Per la cresima, ha ricevuto in regalo un e-reader, modello Kobo H2O, resistente all’acqua e alla sabbia, molto comodo durante i viaggi, perché fa risparmiare il peso dei libri in valigia. Prima di partire, oltre all’acquisto di alcuni e-book, abbiamo anche attivato la possibilità di caricare dalla biblioteca on line della nostra città, alcuni libri che le interessavano, che restano consultabili per 14 giorni. Durante i viaggi lunghi in auto e sulla spiaggia, quello è stato il suo passatempo principale.

L’alternativa all’e-reader potrebbe essere il tablet, ma noi, per non avere troppo peso, abbiamo dovuto fare una scelta e abbiamo privilegiato il primo, oppure si possono portare altri dispositivi con giochi elettronici (chiarendo a priori, a mio parere, i tempi di utilizzo per evitarne l’uso eccessivo).
L’ho anche incentivata a cercare film che avesse piacere di vedere, che abbiamo poi scaricato sul telefonino, e anche questi, insieme all’ascolto di musica e alla lettura di qualche, immancabile in vacanza, giornalino di Topolino, sono stati un’alternativa alla lettura, Un po’ meno usate, le parole crociate cartacee, il sudoku sull’e-reader, o intrattenimenti del genere, ma qualche volta, tanto per cambiare ha fatto anche quelli.
Alla partenza poi, in aeroporto abbiamo trovato un libro/ attività divertentissimo per ragazzi, dal titolo “Distruggi questo diario” (e ce ne sono altri della stessa autrice Kari Smith, come “Questo non è un libro”, “Come diventare esploratore del mondo” ecc.), con proposte veramente spiritose e creative, che si possono attuare durante il viaggio, e a Giada è piaciuto moltissimo.

Nei resort si trovano poi spesso altri intrattenimenti come il biliardo, le freccette, gli scacchi, per cui una partita ci scappa sempre.
Rispetto alle difficoltà che pensavo potessi incontrare, spaventata soprattutto per i lunghi viaggi in auto (a casa non regge piu’ di 2 ore senza iniziare a lamentarsi), le cose sono andate molto bene!!!
5) trascorrere tempo con il padre
Durante un viaggio, c’è la possibilità di trascorrere piu’ tempo tutti insieme in famiglia, ma soprattutto c’è la possibilità di passarne di piu’ con il papà, che magari, durante l’anno, puo’ essere impegnato al lavoro fino a tarda sera.
Già quando i bambini sono piccoli è molto importante il tempo del gioco col papà, ma questa età, l’adolescenza, la presenza del padre durante la vacanza, puo’ essere un’ottima occasione per stimolare dialoghi, confrontarsi, parlare di avvenimenti, proporre insegnamenti o spunti di riflessione, sottolineare certi principi, ribadire l’importanza di certe regole e valori, anche partendo dalla realtà o dalle persone o situazioni che si incontrano ..senza trascurare il gioco e il divertimento insieme ovviamente.

Infatti, mentre con la mamma, in questa fase, è piu’ frequente che si sviluppino battibecchi o conflitti, il padre rappresenta ancor di piu’ l’argine e il riferimento normativo per il ragazzo; il padre è colui che dovrebbe traghettare il figlio verso l’autonomia, che lo dovrebbe condurre dall’infanzia al mondo adulto. Pertanto è importantissimo che assuma il principale ruolo educativo.
Se quindi durante l’anno, magari anche involontariamente, fosse accaduto che questi avesse trascurato il suo ruolo, la vacanza è l’occasione giusta perché se ne riappropri e faccia godere il figlio della sua importante presenza, approfittando anche dell’opportunità di conoscere meglio il nuovo essere che il figlio sta diventando.
Ovviamente è di estrema importanza trascorrere tempo di qualità anche tutti assieme, condividere esperienze fuori della quotidianità e divertirsi, per rafforzare ancora di più i rapporti. E’ un periodo in cui i ragazzi devono imparare anche a prendere le misure, con la sicurezza che i genitori sono sempre presenti per loro e sono saldi, per permettere loro di sperimentarsi.

CONCLUSIONI
La nostra prima esperienza con la figlia adolescente è andata bene!! Ci sono stati e credo che ci saranno sempre comunque, durante la vacanza, i momenti in cui i ragazzi adolescenti si lamentano, dicono che si annoiano, che vogliono fare altro, che tengono il muso; i momenti che non va loro bene niente, che ci si urla dietro, che per partito preso non vogliono fare quello che vogliamo fare noi, ecc., ecc., ecc..Tutto ciò va messo in conto, d’altronde è il loro “mestiere”, vista l’età..ma si è in vacanza e, bisogna pensare (come sarebbe opportuno fare sempre),che poi passa, anzi qui anche molto prima, perchè basta respirare, guardare un bel paesaggio, rilassarsi nel modo che piu’ ci piace, …. e non dimenticare che anche noi siamo stati adolescenti e come ci sentivamo..
Negli anni futuri, non posso immaginare come potranno andare le cose, se si complicheranno, se riuscirò all’occorrenza a tirar fuori qualcosa di efficace dal cappello.. So che fino a quando mia figlia vorrà continuare a voler viaggiare con noi, noi saremo contenti.. Leggerò le esperienze di chi ci è già passato, per consolarmi o avere qualche idea, ma mi riprometto comunque che ci metterò tutto il mio impegno..
Perchè viaggiare insieme, in famiglia è un enorme ricchezza,una grandissima opportunità di crescita e conoscenza, oltre che un enorme piacere.
Per il momento voglio ricordare sempre quella che è stata la considerazione di mia figlia alla fine del nostro viaggio:
“Questa vacanza ha superato le mie aspettative!”.
E questo già mi rende felice..e ..alla prossima vacanza figlia mia!
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A cavallo nella valle di Vinales a Cuba
Una delle più belle esperienze che si possono fare a Cuba è andare a cavallo per le valli di Vinales.
Al mattino alle 8.30, Husto, il ranchero con cui avevamo preso accordi tramite la casa particular dove alloggiamo, ci viene a prendere e attraverso la campagna circostante, ci porta dove sono parcheggiati i nostri bellissimi cavalli, Guarapo, Lucero, e Poco Loco.
Ci insegna come si danno i comandi, destra, sinistra, dritto, fermo, lui in spagnolo e noi in un italiano “spagnoleggiante”, ma riusciamo comunque a capirci molto bene.
Io ho cavalcato qualche volta, mio marito mai, Giada ha preso qualche lezione quando era piu’ piccola, ma nessun problema, ci dice Husto. Mi mette capo branco, e si parte per la campagna. Ci addentriamo per i campi e incontriamo dei piccoli agglomerati, e della capanne. Tutto intorno, i famosi “mogotes”, le formazioni calcaree con cima piatta, della valle di Vinales.
La nostra prima tappa è in una fabbrica di tabacco, o meglio nella casa di un tabachero, che ci racconta tutto il ciclo del tabacco, dalla semina alla produzione dei sigari, con assaggio finale. Giuseppe decide anche di comprare proprio qui un po’ di sigari. D’altra parte, si dice che siano i migliori del mondo. Poco importa se sia vero o no, il racconto è cosi’ piacevole, e anche la persona, che preferiamo favorire questo amico piuttosto che andare ad acquistare in un negozio.
Il nostro viaggio prosegue, Husto ci porta su terreni un po’ piu’ impervi e dissestati e io ho difficoltà a governare il cavallo. Non ho ben capito come si danno i comandi e ho il solito problema di far fatica a identificare subito la destra dalla sinistra..e poi, sono molto agitata. E’ bellissimo stare sull’animale ma non mi sento molto sicura, nonostante il mio cavallo, Guarapo, e gli altri, siano estremamente ubbidienti quando Husto li chiama, o da loro i comandi con la voce. Husto pensa bene di retrocedermi alla fine della coda, e di tenere con la corda il mio cavallo, mandando avanti Giuseppe.
Guardando la meraviglia della vallata, con le spiegazioni di Husto riguardo al diverso tipo di coltivazioni del terreno, arriviamo alla prossima tappa, una piantagione di caffè, dove è prevista una sosta.
Anche qui una deliziosa e simpatica persona, ci spiega tutto il ciclo del caffè e poi ci invita al bar, dove si puo’ degustare il caffè o bevande tipiche. Noi preferiamo evitare il caffè cubano, e proviamo ad assaggiare la canchanchara, un cocktail fatto con il succo ricavato dallo zucchero di canna e rhum, che si rivela buonissimo, e un guarapo, ovvero il succo ottenuto dalla spremitura della canna da zucchero, che avevamo già assaggiato in precedenza.
Continuiamo il nostro giro, che si fa sempre piu’ avventuroso, guadiamo anche delle enormi pozzanghere creatasi con il temporale della sera precedente, dove i cavalli affondano fino a metà gamba, e noi ci schizziamo ovunque di fango…ma è bellissimo!!! Ci sembra di essere un po’ i cow boy a cavallo che si vedono nei film! Dopo 4 ore il nostro giro finisce, siamo molto soddisfatti, dell’esperienza, vorremmo avere un giorno in piu’, per tornare a cavallo anche domani!!
Siamo riusciti a parlare un po’ con Husto durante le varie tappe, e nonostante i cubani siano molto riservati riguardo la loro situazione politico-sociale, si è dimostrato una bellissima persona, padre di famiglia, appassionato del suo lavoro e innamorato della sua terra (e ci crediamo, con tutta quella bellezza! ). Ma come in tutti i cubani, si percepisce il suo desiderio di conoscere anche altro dal suo paese, cosa che non è facile per loro, e lui coltiva il sogno di poter fare un viaggio di lavoro negli Usa. Giunti ai saluti, chiediamo a Husto di fare una foto ricordo, lui si mette di fianco a Giuseppe, ma prima di scattare, chiede di fermarsi.. si toglie il suo cappello da ranchero e lo scambia con quello di Giuseppe… un gesto commovente, che la dice di gran lunga sull’anima di Husto. Una persona che ricorderemo per sempre.
Al ritorno verso la nostra casa particular, un dono ci aspetta sulla strada: troviamo un ferro di cavallo, che ci portiamo a casa come ricordo della nostra esperienza a Vinales.
(luglio 2017)
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Alloggiare all’Havana nella casa del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara
Un paese dove il 97% della popolazione va a votare e dove discendenti da schiavi, colonizzatori ed indigeni riescono a essere uniti per gli ideali comuni della Patria.
Dove il ricordo di un uomo di valore sopravvive al tempo.
Dove la musica fa sentire il sangue scorrere al cuore.
Un paese dove non ci sono cartelloni pubblicitari.
Dove in certe zone il principale mezzo di trasporto è ancora il cavallo e di lavoro il carro dei buoi.
Dove l’apertura all’iniziativa del privato si chiama “particular”.
Dove ti può capitare di trovarti nella casa di chi c’era all’epoca della rivoluzione e ti racconta come è andata la storia.
Alloggiare a casa Diana Vilaseca all’Havana, figlia del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara.
E’ l’ultima notte che trascorriamo a Cuba. Alloggiamo in una casa particular al Vedado, un quartiere residenziale dell’Havana, Casa Diana.
Ci aspetta una delle esperienze piu’ emozionanti del nostro viaggio.
Al nostro arrivo ci accoglie l’ottantaduenne Tony che parla un ottimo italiano, assieme alla moglie Diana.
La casa coloniale è bellissima. Elegante e affascinante, con il classico pavimento a riquadri bianco e nero, la scala in legno che porta alle camere, ritratti appesi ai muri degli antenati e degli abitanti, mobilia e oggetti raffinati.
Il patio con le tipiche sedie a dondolo, che dà sul bel giardino dove ci si puo’ fermare a chiacchierare, è fresco e accogliente.
La colazione, preparata da Diana, viene servita da Tony nella sala da pranzo con il servizio della festa.
Tony e Diana sono ospiti discreti e gentili.
Abbiamo scelto di alloggiare qui, l’ultimo giorno della nostra permanenza a Cuba, per provare un quartiere diverso dall’Havana Veja, sperimentato all’inizio del viaggio.
Ma anche per un altro motivo.
Avevo trovato alcune notizie, navigando su internet, su questa casa. Diana la moglie di Tony, è la figlia del professor Vilaseca.
Il professor Salvador Vilaseca, oltre ad altre importanti cariche, è stato rettore dell’Università dell’Havana, negli anni Settanta, ambasciatore cubano a Roma, e dopo la rivoluzione, è stato importante collaboratore di Fidel. Aveva già combattuto contro la dittatura di Machado e quando conobbe Fidel e Che Guevara, nel periodo dell’esilio in Messico, iniziò a collaborare con loro per la rivoluzione. Quando, dopo la rivoluzione, il Che venne nominato da Fidel Castro, Presidente del Banco Nacional, quest’ultimo convoco’ Vilaseca per chiedergli di diventare il suo vice.
La storia narra che
Castro domandò se fra i presenti c’era un economista. Che Guevara, distratto in un’altra conversazione, capì invece “comunista”: alzò la mano e si ritrovò nominato, suo malgrado, Governatore della Banca Cubana. Poiché era un medico, chiese aiuto a un amico, il professore di matematica Salvador Vilaseca, proponendogli di diventare Direttore Generale. Questi si schermì, dicendo che non sapeva niente di banche, ma Guevara gli ricordò candidamente: “Neppure io”.
Pertanto, il Che chiese a Vilaseca di dargli lezioni di matematica e cosi’ iniziarono ad incontrarsi periodicamente, per tutti i 5 anni seguenti, finchè il Che imparò algebra, geometria ed analisi.
Il prof. Vilaseca ha scritto innumerevoli libri e documenti storici, purtroppo non pubblicati, ma conservati presso il Museo della scienza e presso l’Istituto di storia di Cuba.
Quando il prof. Vilaseca, ci ha raccontato Tony, chiese a Che Guevara il motivo per cui voleva lezioni di matematica, la risposta del Che fu:
“Perchè la matematica apre la mente”.
Sentire la storia di Cuba dalla voce di chi ha vissuto quel periodo e cosi’ vicino agli eroi nazionali, è stata un’esperienza impagabile ed emozionante.
Resterà per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore. Ci ha permesso di entrare ancora di piu’ nell’anima di questo splendido paese e di questa gente.
Grazie Diana e grazie Tony. Hasta la victoria, siempre.
sito web di Casa Diana:
http://www.casadianahabana.com/index_archivos/englishhomepagecasadianahabana.htm
su Salvador Vilaseca:
https://www.ecured.cu/Salvador_Vilaseca
(luglio 2017)
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Quando inizia un viaggio
Il viaggio inizia quando si decide la meta.
Leggi, immagini , sogni, inghiotti voracemente tutte le informazioni.
Ed è bella la smania di quando si approssima la partenza.
E poi, quando è il momento, sei lì.
Nel luogo che hai tanto sognato. Lo guardi con i tuoi occhi, finalmente.
Vedi e vivi dal vivo quello che hai visto e rivisto, sulle foto e con la tua immaginazione.
Vedi i colori reali, senti gli odori e i suoni.
Dapprima è stupore, confronto. Poi vivendo, lo respiri e diventa incanto.
La bellezza ti entra dentro, l’odore ti riempie i polmoni e allarga il respiro, i suoni ti cullano. E come il respiro, ti riporta alla vita.
Sei vivo e ti senti vivo e capisci la ragione della tua brama, del tuo attendere, immaginare, sognare.
Della tua foga di vedere e vivere il mondo e di non averne mai abbastanza.
Senti il mondo dentro.
E quando lasci quell’incanto, lasci una parte di te, e fa male. E ti porti via qualcosa che hai ritrovato, come sempre. Una nuova energia vitale.
Ed è già nostalgia.
Il mondo riflette la vita e ti riporta la vita.
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Fare un viaggio non è solo viaggiare
Fare un viaggio non è solo viaggiare.
Un viaggio è il re-incontro con la bellezza, il nuovo, fuori e dentro di te.
Un viaggio è qualcosa che ti apre il cuore e ti amplia gli orizzonti.
Un viaggio è quando fai qualcosa che ti appassiona e ti emoziona.
E’ quando ti immagini e sogni qualcosa che desideri e lo attendi.
E’ quando senti profondamente qualcosa e sei in quello che fai.
E’ quando spazi con la mente e col cuore, fuori di te.
E ti senti pieno di energia. Ti senti vivo. E libero.
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Bangkok
Bangkok è una città con templi grandiosi e anche grandi centri commerciali, attraversata da un fiume navigabile, sulle cui sponde è incantevole alloggiare, e piena di mercati e bancarelle di street food.
Noi l’abbiamo visitata in estate per fare poi mare nelle isole del Golfo della Thailandia.
Di seguito la nostra esperienza.
La Thailandia non era in programma, ma un’ottima offerta della compagnia Oman Air (meno di 400 euro a testa) uscita a gennaio, ci ha fatto scegliere di andare in questo paese che ancora non avevamo visto, per le vacanze estive.
Organizzare questa vacanza in fai da te non è facilissimo, ovviamente abbiamo deciso di visitare Bangkok e poi spostarci in 2 isole del golfo del Siam, Koh Tao e Koh Phangan, che hanno un tempo migliore rispetto alle isole della costa delle Andamane (più soggette ai monsoni). Queste isole sono spesso mete di turisti con zaino in spalla, i cosiddetti backpackers, ma ultimamente sono frequentate anche da molte famiglie.
Per il viaggio ho dovuto prenotare 4 alberghi, i trasferimenti per le isole, comprare un’assicurazione, pianificare eventuali escursioni, e studiare la città di Bangkok per visitarla, che appare tutt’altro che facile! Per l’organizzazione ho cercato informazioni soprattutto sul forum di Tripadvisor sulla Thailandia, dove si trovano esperti viaggiatori che possono fornire tante e attendibili informazioni!
Le tappe del nostro viaggio in Thailandia:
- Malpensa-Muscat-Bangkok, arrivo in serata, 1 notte e 1 giorno a Bangkok
- Partenza da Bangkok alla sera in pullman + catamarano per Koh Tao, 5 notti sull’isola
- Partenza al mattino in traghetto per Koh Phangan, 5 notti sull’isola
- Ritorno a Bangkok con traghetto + volo, 2 notti
Il volo
Oman Air si è dimostrata una buona compagnia
I posti si possono scegliere già alla prenotazione e il giorno precedente la partenza abbiamo ricevuto un invito per il check in on line, che consente di risparmiare tempo e di non fare lunghe code, in quanto, essendoci un counter dedicato in aeroporto. Al ritorno, non potendo stampare le carte di imbarco, siamo arrivati con 3 ore di anticipo e non abbiamo fatto coda.
I voli sono stati puntuali, l’ intrattenimento si è rivelato ottimo, con film e cartoni anche in italiano e tanti giochi su schermi personali touch screen; nulla da dire sul servizio a bordo, nessun gadget fornito se non nel volo Bangkok-Muscat, una sacca carina per la bambina con mascherina per la notte e colori. Solo il cibo è stato pessimo, molto piccante, mia figlia ha mangiato molto poco.
Promuovo comunque la compagnia a pieni voti per l’ottimo prezzo del volo, a fronte di solo un punto a suo sfavore.
BANGKOK CON BAMBINI
Alloggiare a Bangkok
A Bangkok siamo stati in due hotel diversi in quanto siamo rimasti una notte e una giornata all’arrivo e due notti dopo essere stati nelle isole.
Poichè volevo che mia figlia e mio marito avessero un primo impatto davvero sorprendente con questa città molto particolare, ho prenotato camera in un hotel lussoso, il Chatrium Riverside hotel, un grattacielo sul fiume, trovando un ottimo prezzo sul loro sito, circa 100 euro in tre! L’hotel è veramente bellissimo, ho dedicato un articolo a parte a questa esperienza
L’entusiamo di mia figlia era alle stelle vedendo il grattacielo e la vista dalla nostra bella camera al 31 piano, 60 mq con soggiorno e angolo cottura, con una vetrata panoramica sullo skyline della città, e una favolosa piscina sul fiume con vista città, al IV piano, che se l’è goduta a pieno!
Siamo arrivati a sera tardi, vivendo anche un’avventura da ridere con il taxista che ci ha portato dall’aeroporto che potete leggere qui
Abbiamo cenato nel bel ristorante alla carta dell’albergo che da sul fiume, spendendo una cifra giusta con un panorama meraviglioso della città di notte.
L’hotel non è proprio centrale ma ha una barca privata per gli ospiti che parte ogni 15 minuti e porta all’imbarcadero del Chao Phraia Express, dove arrivano le barche pubbliche, che consentono di raggiungere comodamente il centro della città antica e la zona dei templi.
Quando mi chiedono consigli sulla zona migliore dove alloggiare a Bangkok, non ho dubbi: suggerisco sempre un hotel sul fiume!

Vistare Bangkok
Il giorno successivo ci spostiamo con la barca dell’hotel, e arriviamo al pier: all’inizio non è cosi’ semplice capire quale barca prendere ma muoversi con questo mezzo è indubbiamente molto bello perchè si vede la città dalla prospettiva del fiume.
Scendiamo dalla barca alla fermata del Gran Palace, e siamo subito dentro a un tipico mercato thailandese dove si trova di tutto, dal cibo cucinato al momento, bibite fresche e succhi, ai vestiti, souvenir, e soprattutto troviamo un caldo e un umidità pazzeschi! Prendiamo delle frittelle dolci ad un banchetto e un succo di melograno squisiti per colazione e andiamo a cominciare il nostro tour!
Ci dirigiamo verso il complesso monumentale del Gran Palace, ed entriamo a visitarlo: è bellissimo e maestoso, + anche molto grande ed è un caldo esagerato e ringraziamo che sia nuvoloso!! C’è tantissima gente, quindi girare nel palazzo diventa anche difficoltoso.
Al termine della visita ci dirigiamo nell’adiacente Wat Pho, dove c’è il famoso Buddha sdraiato in oro, lungo 45 metri, alto 15, una delle cose piu’ belle che ho visto a Bangkok. Oltre a questo nel tempio ci sono altre 1000 statue di Buddha, nei vari chiostri pagode.

Marito e figlia sono stremati dopo questa visita, scalpitano per andare nella piscina dell’albergo a fare un bagno cercando refrigerio da questo caldo pazzesco. Io vorrei anche andare a fare un giro in barca lungo i canali e arrivare fino al mercato galleggiante di Tailing Chan, che c’è solo nel fine settimana e che non potremo quindi vedere nell’altra giornata in cui saremo a Bangkok, ma capisco che non è proprio possibile. Ci fermiamo a pranzare sul fiume, poi ce ne ritorniamo a goderci la fantastica piscina, prima della partenza alle 21 per il viaggio pullman + catamarano che ci porterà a Koh Tao.
Al ritorno dalle isole, ho prenotato un hotel nel quartiere di Banglampoo, nella vecchia Bangkok, proprio vicino alla famosa Khao San Road, la via dei backpackers, dove si trovano alloggi anche molto economici.
Fortunatamente, grazie alle informazioni reperite in rete, non ho prenotato in quella via, perché c’è una confusione pazzesca, tra gente, bancarelle, street food (tra cui banchetti dove cucinano gli scarafaggi) e bar con musica altissimi. Siamo in una strada adiacente, la Rambuttri road, molto carina, all’hotel Rambuttri Village, molto economico (77 euro x 2 notti), l’equivalente di una economica pensione nella nostra riviera adriatica ma in posizione buona e non rumorosa, molto vivace la sera, ma i miei compagni di viaggio lo ricordano come l’hotel piu’ brutto dove li ho portati!! Eccerto, dopo essere stati al Chatrium!!!
La mattina successiva cercando un posto per far colazione, un gentile thailandese ci vede smarriti e si ferma per offrirci aiuto, e ci consiglia un giro turistico in barca nei canali di Bangkok..Poichè avevamo saltato quello verso il mercato galleggiante all’arrivo, decidiamo che l’idea ci piace! Il thailandese ci chiama un tuc tuc, contratta lui il prezzo e fornisce le indicazioni al guidatore per farci portare al molo, dove possiamo noleggiare una long tail. Ci ha anche detto il prezzo che potevamo contrattare e probabilmente lui avrà un ritorno da questo tour e il prezzo è più alto rispetto a quanto dovrebbe essere, ma decidiamo di andare comunque! Il tour in barca è molto interessante, per cui lo consiglio, si assapora la vita sul fiume, i vedono le case degli abitanti e ne vale sicuramente la pena.

A fine giro, fermiamo un altro tuc tuc, contrattiamo il prezzo e ci facciamo portare alla Jim Thompson House, consigliata da tutte le guide, ovvero la casa tipica thailandese in tek costruita da un architetto americano che innamoratosi del paese, riportò in auge il commercio della seta in Thailandia, diventata poi un museo, La casa è inserita in un rigoglioso giardino tropicale, c’è una visita guidata in inglese e dei pannelli che spiegano il ciclo del baco da seta: a Giada piace molto e alla fine siamo tutti entusiasti di questa visita.
Poco distante dalla casa c’è Siam sqare dove si trovano grandi magazzini di Bangkok. Siam square in realtà non è una piazza come farebbe credere il nome ma un crocevia di strade trafficatissime e sopraelevate con attorno tutti questi enormi magazzini, detti malls, Trascorriamo qui parecchie ore a guardare, curiosare, comprare..meno di quello che vorrei, perchè lo spazio in valigia è limitato!!!
Ormai è il tramonto: a Bangkok decisamente, d’estate, tra il caldo, il traffico e la vastità delle cose da vedere, si riesce a visitare molto meno di quanto preventivato. Infatti avrei ancora in programma di vedere un tempio, la Montagna dorata poco distante, ma mi rendo conto che non è proprio il caso di proporlo…Ma mi viene un’idea: poichè è l’ora di punta e anche tornare al nostro albergo si impiegherebbe moltissimo, propongo di andare a cena sul grattacielo più alto di Bangkok, il Bayoke sky, che è li’ vicino. La proposta ha successo ma quando arriviamo siamo frenati dal costo della cena, che è molto superiore rispetto a quello scritto sul loro sito..Pero’ si puo’ comunque salire all’ultimo piano del grattacielo e vedere il panorama della città dalla piattaforma ruotante!! E allora andiamo! La vista è veramente entusiasmante, si vede l’enorme Bangkok a 360 gradi, ed è incluso anche un drink… un bel modo per trascorre l’ultima sera! Torniamo in Rambuttri, dove ceniamo in un locale della via, godendo dell’atmosfera prima di rientrare nel, per loro, orrendo hotel.
CONCLUSIONI:
Bangkok ci è piaciuta molto e sicuramente varrebbe la pena restare più dei 2 giorni che abbiamo fatto noi e godere di tutto ciò che ha da offrire per i bambini, come il Sea Life Bangkok Ocean World (un grande acquario che si trova dentro al grande centro commerciale Siam Paragon a Siam square), la ruota panoramica di Asiatique con il suo mercatino, Ancient Siam che è una specie di Thailandia in miniatura, e per vedere tutto quello che a noi è rimasto indietro. La città consente di fare un’esperienza particolare, a chi non è mai stato in una città asiatica, ed è una bella immersione nella cultura thailandese. In estate pero’ bisogna tenere conto del caldo e del fatto che probabilmente non si riescono a vedere tutte le cose programmate: sicuramente con bambini soprattutto, è opportuno prevedere di intervallare una rinfrescata in piscina ai tour, o una sosta in un locale con aria condizionata..
A nostra figlia comunque è piaciuta tantissimo: si è divertita a muoversi con tanti mezzi di trasporto diversi, dalla barca, al tuc tuc, ai taxi rosa o verdi, e ovviamente le sono piaciuti malls e mercatini!
La città va prima studiata bene, sia topograficamente che per i mezzi di trasporto.
In ultimo, il mio consiglio di scegliere almeno per 1 o 2 notti, un hotel di lusso, per vivere questa esperienza senza spendere un capitale!
(luglio 2015)
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Un po’ di storia..la mia!
Parliamo di viaggi nel mondo..
Quando ero piccola non ho mai viaggiato. I miei genitori non andavamo mai da nessuna parte, neanche in vacanza, caso mai al fiume..
Ma il primo anno delle superiori, dei fantastici professori hanno organizzato, per la nostra classe, un bellissimo viaggio con un torpedone con destinazione Parigi. Un’esperienza fantastica!
Abbiamo fatto le nostre ricerche al Museo dell’Uomo di Parigi, e studiato dentro al Centro Pompidou, con l’entusiamo dei 15 anni.. Ricordo in particolare la bellezza della Santa Cappella, i colori delle sue vetrate, i pittori di Montmatre, e la torre Eiffel vista dal Trocadero!
In seguito al successo dell’iniziativa, l’anno successivo siamo partiti per un altro viaggio attraverso l’Europa centrale, toccando le principali città, con destinazione finale Londra.
Abbiamo alloggiato negli ostelli, mangiato per strada panini con salumi e formaggio stivati nel pullman, girato per musei e imparato l’arte dentro a palazzi e cattedrali.
Ricordo in particolare la maestosità della cattedrale di Colonia, la bellezza di quella di Aquisgrana, la città gioiello di Bruges, ma anche tutti i paesaggi lungo il fiume Reno, in Germania, le bianche scogliere di Dover, e le pietre di Stonehenge…
Inutile dire che è stato qualcosa di indimenticabile, e credo che tutto sia iniziato da li’!
La passione per i viaggi e per il mondo, intendo. Come si fa a non innamorarsi del mondo, quando si vivono esperienze così?
Come si fa a non considerare il viaggio come qualcosa che ti fa riscoprire la vita, la bellezza, l’appartenenza alla Terra, e quindi non sentire il suo potente richiamo, un ritorno alla propria anima, uno straordinario medicinale, un ricostituente, quando devi affrontare tutte le altre sfide della vita quotidiana?
Poi, casualmente, al termine dei miei studi, ho trovato un lavoro presso un primario corriere aereo.
All’epoca veniva utilizzato il sistema del “flying courier” ovvero del corriere che portava i documenti dei clienti a destinazione come bagaglio appresso, in cambio del biglietto aereo, e quindi ho potuto fare anche qualche viaggetto in questo modo, dietro mia richiesta.

E’ stato così che a 21 anni sono approdata a New York, da sola, in un’epoca dove non esistevano i cellulari o Tripadvisor, o portali per prenotare gli alloggi, e non avevo una carta di credito: sono arrivata senza sapere dove sarei andata a dormire, cercando una camera dall’aeroporto JFK, e girando poi da sola per la città, dove sono rimasta qualche giorno, perchè poi così tranquilla non mi sentivo, in quella megalopoli: del resto avevo solo 21 anni ed era il 1986!! (la foto di New York risale al 1986, nello skyline si vedono ancora le torri gemelle).
Sono quindi partita per Buffalo, per arrivare alle cascate del Niagara, dove mi sono goduta la natura in tutta tranquillità!
Dopo una settimana, sono stata raggiunta dal fidanzato di allora, e siamo volati ai Caraibi, scegliendo a caso un’isola, una volta giunti all’aeroporto di Miami! .
Lo sbarco a Gran Cayman ha fatto nascere la mia passione per i mari tropicali!!!
Il primo “viaggione” in fai da te è stato poi, qualche anno dopo, in Guatemala e Messico, con zaino in spalla e Lonely Planet in mano, girando con i mezzi locali, dove ho rischiato di restare, con amici, ostaggio dei campesinos del Chiapas.. Un viaggio all’avventura comunque meraviglioso, anche per le destinazioni stupende.
Il mio sogno l’ho coronato con il viaggio di nozze, raggiungendo la Polinesia Francese.
Con Giada, nata 2 anni dopo il mio matrimonio, abbiamo preso il primo volo quando aveva 1 anno e mezzo per andare a Maiorca, e gli anni successivi siamo stati in Mar Rosso, Cayo Largo, Parigi, Mauritius, Fuerteventura e Lanzarote, Zanzibar, Valencia, Kenya, Maldive, Thailandia, Ibiza e Formentera, Repubblica Domenicana, Cuba, Londra, Barcellona, Budapest, Bratislava, Florida, Exuma e Seychelles (rimando al blog per la ricerca degli articoli sulla maggior parte di queste destinazioni).
Come famiglia, ci piacciono sia i viaggi brevi ma intensi, lontano o vicino, che i viaggi itineranti, ma anche quelli riposanti, dove stai sotto una palma, davanti a un bel mare, e ozi per tutto il giorno, (perché fondamentalmente siamo dei pigri), come alle Maldive, meta preferita da nostra figlia, quando era piccola….
Poi la figlia è cresciuta, e noi abbiamo ripreso a fare viaggi di coppia..
Sono una divoratrice di informazioni su viaggi e strutture, curiosa seriale di esperienze di viaggio, lettrice accanita di forum e recensioni in siti come Tripadvisor, Turisti per caso e molti altri. E nonostante la memoria mi faccia sempre piu’ brutti scherzi, su tutto cio’ che riguarda i viaggi ho un’ottima memoria (o mi aiuto con scritti e foto).
Mi piace organizzare le nostre vacanze in fai da te, e il marito non mi sprona (pero’ quando è in vacanza è contento!), quindi, da eterna indecisa, perdo tempo a girare per il mondo sul web e a sognare.. ma alla fine, che gran soddisfazione!
L’importante è trovare l’entusiasmo che da l’essere sempre essere in giro! Anche se, con i limiti che la vita impone (genitori anziani, lavoro, condizioni economiche, salute) o le scelte (animali, responsabilità dei figli) non sempre si può partire, e talvolta bisogna accontentarsi anche di poco, ringraziare e vivere quel poco con intensità.
Che sia poi per un viaggio nel mondo, una nuova esperienza, o per un viaggio mentale, che porta a riflettere, a conoscersi, o a volare coi pensieri .. poco importa: l’essenziale è mettere in moto l’energia e sentire di stare vivendo!
foto Patrizia Pazzaglia
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Assicurazioni di viaggio e malattie preesistenti
Quando si prenota un viaggio, è sempre molto importante tutelarsi con un’assicurazione che copra eventuali imprevisti, quali annullamento, malattia o infortunio durante il viaggio, responsabilità civile, rientro anticipato o posticipato, ecc.
Relativamente all’assicurazione sanitaria e annullamento, non tutti sanno che la maggior parte delle polizze di assicurazione di viaggio non coprono le patologie preesistenti (o pregresse) e croniche.
Cio’ significa che possono essere escluse dalla copertura assicurativa le richieste di risarcimento derivanti da manifestazioni che siano state oggetto anche solo di consultazione o esame medico e/o di cure o trattamenti, oppure malattie o infortuni che si siano manifestate o siano accaduti prima dell’emissione della polizza. E, di conseguenza, in caso di sinistro, le richieste di indennizzo non vengono rimborsate.
Infatti, troviamo spesso, nel fascicolo informativo che descrive le condizioni di contratto, nell’elenco delle esclusioni, la frase:
“non copre eventi legati direttamente o indirettamente a malattie e patologie preesistenti o croniche”
oppure
“Esclusioni:…..
– malattie croniche;
– malattie/infortuni in atto al momento della partenza per il viaggio”
Cosa si intende per malattia preesistente o pregressa?
Di seguito un chiaro esempio di cosa si intende per patologia preesistente, con anche un limite temporale indicato:
“Per condizione medica pre-esistente si intende qualsiasi condizione medica passata o presente, che nei 2 anni precedenti alla sottoscrizione della polizza e/o al viaggio, abbia determinato sintomi, o per la quale ci si sia sottoposti o abbia richiesto un qualsiasi tipo di trattamento o medicamento prescritto dal medico, consultazione medica, esami o controlli/check-up.”
C’è anche chi indica condizioni ancora piu’ restrittive:
“…sintomi non diagnosticati che in futuro richiedano attenzione o esami (ovvero sintomi per i quali l’Assicurato stia aspettando di fare esami/analisi oppure ne stia aspettando i risultati, e per i quali ancora non sia stata stabilita la causa scatenante)”
Tutto cio’ significa che:
-in caso di necessità di annullamento del viaggio per malattia di uno dei viaggiatori o dei famigliari, con qualche correlazione a malattie preesistenti o croniche (anche se non manifeste, ma oggetto di esami precedenti, a volte fino ai 2 anni precedenti) non si ha diritto a rimborso
-in caso di necessità di assistenza durante il viaggio, non sono coperte le spese per cure di malattie preesistenti o croniche
-in caso di necessità di rientro sanitario per malattia intervenuta a un viaggiatore, o a un famigliare a casa, frutto di aggravamento di una malattia preesistente o cronica non si ha diritto ad alcun rimborso
-anche malattie presumibilmente non gravi, ma che possono derivare da condizioni precedenti, potrebbero venire considerate preesistenti (un otite avuta poche settimane prima che si ripresenta, un dolore a un arto soggetto a precedente frattura, ecc), cosi’ come malattie non conclamate, ma che hanno richiesto in modo preventivo l’assunzione di medicinali (es. compresse per controllo ipertensione), o esami risultati alterati, ma senza necessità di intervento alcuno.
I casi di copertura quindi si riducono molto, soprattutto per la tenera età (dove una recidiva puo’ essere molto frequente, pensiamo per esempio alla tonsillite o all’otite) o per l’età avanzata di viaggiatori o genitori.

Ma non è tutto...
La copertura non è prevista se si viaggia contro il parere di un medico, e questo puo’ essere anche abbastanza ovvio. Ma spesso nelle condizioni ho trovato anche indicato che è l’esclusione comprende il caso in cui si viaggi lo stesso contro il parere di un medico, se questi fosse stato preventivamente consultato!!!
Inoltre…
In caso di variazioni dello stato di salute, intervenute dopo l’acquisto della polizza e prima della partenza, l’assicurato ha l’obbligo di comunicarle immediatamente all’assicurazione, che deve decidere se accettare o meno il rischio assicurativo. Questa condizioni è presente in tutte le polizze. Ma qualcuno l’ha mai fatto??? Addirittura, per alcune compagnie non è necessaria neppure alcuna comunicazione, in quanto già specificato nelle condizioni contrattuali, che non c’è copertura per una malattia accaduta in quell’intervallo di tempo, ovviamente in caso di sinistro in viaggio.. A volte viene veramente da chiedersi a cosa serva un’assicurazione!
Gravidanza
La maggior parte delle compagnie assicurative non prevede rimborso per le richieste di indennizzo derivanti da stato di gravidanza o situazioni patologiche ad essa conseguenti, oltre la ventiseiesima settimana di gestazione, e dal puerperio (le tempistiche indicate possono variare da compagnia a compagnia).
Attività sportive non coperte
Attenzione anche alle attività sportive che potrebbero esser considerate a rischio e non coperte: se puo’ essere scontato che non siano coperte attività come le scalate, andare in deltaplano o parapendio, sciare fuori pista, ecc., alcuni sport che non ci aspetteremmo sono invece inclusi: per esempio, andare a cavallo, fare rafting o canyoning, go kart, tuffi da oltre 5 metri, kite surf, andare su moto oltre i 125cc, quad, ecc. ecc.
Conclusioni
Quando si acquista un’assicurazione è indispensabile andare a leggere attentamente le condizioni generali di contratto nel fascicolo informativo, e soprattutto quelle che sono le ESCLUSIONI. Nella maggior parte dei casi si puo’ star tranquilli soltanto per la copertura in caso incidenti dovuti a cause fortuite improvvise, accadute prima o durante il viaggio.
Per qualsiasi dubbio è bene sempre contattare la compagnia e chiedere, magari via mail, piuttosto che sapere a posteriori di non essere coperti in qualche circostanza.
Quali assicurazioni coprono le malattie preesistenti?
Al momento della revisione di questo articolo, ho trovato poche compagnie che coprono le patologie pregresse, per chi si organizza in fai da te (per le agenzie ci sono invece piu’ ampie possibilità) :
–Allianz Travel Cancel copre solo l’annullamento, e pare copra tutte le malattie, quindi anche le preesistenti (dal prospetto, ma meglio informarsi bene al call center o via mail) ma con franchigie, non annullabili, piuttosto alte, fino al 35% (soprattutto se soggetti del sinistro non sono i viaggiatori ma i famigliari). In caso di necessità di assicurazione sanitaria in viaggio occorre fare altra polizza.
–Allianz Globy Rosso è solo assicurazione sanitaria, non comprende l’annullamento, quindi copre i sinistri, anche per le patologie preesistenti, anche dei famigliari a casa, ma soltanto quando si è in viaggio. La buona notizia è che, è possibile assicurare anche il solo viaggiatore che soffre di patologie. Comprende anche terrorismo, epidemie o pandemie, disastri naturali.
In entrambi i casi, rimando a leggere attentamente le condizioni del fascicolo informativo (per Travel Cancel ci sono delle limitazioni di copertura anche in base al fornitore di voli ed alloggi). Ovviamente queste assicurazioni hanno un premio piuttosto alto.
Se ne deduce quindi che, per avere garanzia di copertura totale per malattie preesistenti, annullamento e sanitaria, occorrerebbe fare due costose polizze assicurative.
Altre assicurazioni, come la Tripy di Axa che prevede coperture a 360 gradi, all risks che permette di personalizzare con garanzie opzionali, al momento della scrittura di questo articolo potevano essere acquistate solo in agenzia viaggi o tramite agenti di compagnie anche non specifiche, che possono fare un preventivo personalizzato. (“La polizza Annullamento è disponibile in due versioni: Annullamento All Risk: permette di annullare il viaggio per qualsiasi motivo oggettivamente documentabile. Nessun limite di età, malattie preesistenti incluse ed estensione della copertura per atti terroristici. Annullamento Light: la nuova formula che permette di annullare il viaggio oltre che per le classiche motivazioni indicate in polizza anche a seguito di revoca ferie. Nessun limite di età, malattie preesistenti escluse. Entrambe le formule stipulabili anche per viaggi in penale al 100%”)
Per quel che mi riguarda, poichè ho genitori anziani, e ovviamente con patologie, spesso mi è capitato di acquistare la polizza Travel Cancel, per assicurare il volo aereo soltanto (scegliendo magari alloggi rimborsabili fino a pochi giorni dall’arrivo), e un’assicurazione on line low cost, per tutelarmi da eventuali infortuni in viaggio. Fortunatamente fino ad ora non ho avuto la necessità di sperimentarle.
E SE L’ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO NON COPRE???
In caso di necessità di annullamento per motivi non coperti dalla compagnia assicurativa, o qualora non sia stata acquistata un’assicurazione, nell impossibilità di partire per motivi di forza maggiore, c’è comunque la possibilità di ottenere il rimborso del costo del volo, in tutto o in parte:
1 – le compagnie aeree devono sempre rimborsare le spese aeroportuali (che spesso sono una cifra considerevole del prezzo), ovviamente in seguito a comunicazione dell’annullamento
2 – in alcuni casi si ha diritto, secondo l’art. 945 del Codice della navigazione, il passeggero che non si è potuto imbarcare sul volo prenotato per motivi di salute (gravi e dimostrabili, che rendano impossibile il trasporto aereo),ad ottenere il rimborso dalla compagnia aerea, anche se non previsto dal tipo di biglietto acquistato, e se non è stata sottoscritta un’ assicurazione (ed il rimborso non è limitato alle sole spese aeroportuali, ma all’intero biglietto):
Del rimborso si avrà diritto anche in caso di lutti riferiti a parenti di primo grado.
”se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto è risolto e il vettore restituisce il prezzo di passaggio già pagato. “
Ovviamente occorre presentare la documentazione che attesta l’impedimento
“l’’impedimento per causa di forza maggiore deve essere dimostrato dal passeggero caso per caso”.
Chiamando i vari call center delle compagnie aeree, gli operatori presumibilmente sosterranno che qualsiasi rimborso non è contemplato, a meno che non sia previsto dal tipo di biglietto o da un’assicurazione aggiuntiva.
Ma la Carta dei Diritti dei Passeggeri sancisce che le norme comunitarie non possono essere limitate dalle condizioni contrattuali stabilite dalla compagnia aerea. Cio’ significa che una compagnia aerea puo’ scrivere su un contratto di acquisto che il passeggero non ha diritto al rimborso del biglietto in caso di rinuncia al volo, ma questo non sancisce la validità della condizione, se la Comunità Europea ha già legiferato in favore.
Veniamo ora a vedere in quali casi vale questa possibilità:
-per voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto UE
-per voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto non UE, con destinazione un aeroporto UE, se la compagnia aerea è comunitaria
Non vale per i voli in partenza da un paese extra UE con destinazione UE, se la compagnia non è UE o se si hanno avuto altri risarcimenti o voli alternativi.
Anche nel caso di pacchetti turistici acquistati in agenzia, la causa di forza maggiore che non permette di usufruire di un viaggio, è considerata giusta causa di recesso, con conseguente diritto al rimborso. La Corte di Cassazione con la sentenza 16315 del 24 luglio 2007, ha stabilito cio’, secondo il principio per cui la “finalità turistica” costituisce parte integrante del contratto tra viaggiatore e agenzia.
Inutile dire che, nel malaugurato caso, potrebbe essere necessario l’intervento di un legale esperto!
In ogni modo…non resta che incrociare le dita!
p.s. verificare sempre che le condizioni non siano cambiate dopo la scrittura e aggiornamento del presente articolo
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ultima revisione gennaio 2020
foto pixabay
Tuffo da una liana nel Rio Chavon-Repubblica Domenicana
Bayahibe, Repubblica Domenicana.
Decidiamo di fare un’escursione che comprenda anche la risalita del fiume Rio Chavon.
La zona del Rio Chavon è diventata famosa per essere stata il set di film come Apocalipse now, Anaconda e diversi altri, per il paesaggio lussureggiante che offre.
Il fiume, infatti, scorre serpeggiando in uno spettacolare canyon, con una vegetazione selvaggia sulle sue rive. Una vera e propria giungla e foresta pluviale.
Su un tratto alto della scogliera sorge un bellissimo paese medievale ricostruito, Altos de Chavon, che domina il fiume stesso.
Molte sono le escursioni che portano i turisti a navigarlo, a bordo di imbarcazioni che assomigliano a quelle che utilizzate sul fiume Mississipi, oppure di enormi zatteroni, che lentamente lo risalgono fino al ponte, distante una ventina di minuti da Bayahibe.
Avevo già navigato sul Rio Chavon nel corso di una precedente vacanza a Punta Cana, a conclusione di un’escursione all’isola di Catalina.
La sua straordinaria bellezza mi aveva colpito, la natura selvaggia era rimasta impressa nei miei occhi e per questo ho voluto tornare a vedere tanta bellezza.
Questa volta pero’ sapevo che il giro si sarebbe concluso con un’esperienza particolare: il tuffo dalla liana di un albero nel fiume.
L’atmosfera sulla zatterona era molto gioiosa e spensierata, rhum e balli a ritmo di merengue, rendevano unica la mini crociera.
Svoltando un ansa del fiume, la zatterona si avvicina alla riva, dove un grande albero sporge e da un ramo una corda arriva sull’acqua. Chi ha il coraggio puo’ salire sulla riva, che in quel punto è parecchio alta e, afferrando la corda, puo’ prendere la rincorsa e lasciarsi andare nelle acque marroni del fiume..
Io notoriamente ho paura dell’acqua, e non ho neanche molto coraggio.
Ma non ci voglio pensare perché, se non la faccio qui, questa esperienza, quando mai mi ricapita??
Voglio vivere, voglio vincere questa paura, voglio cogliere questa occasione!
Mi infilo allora il mio salvagente gonfiabile, che mi rassicura un po’, e mi metto in fila, in attesa del mio turno, dietro a mia figlia, undicenne, mentre quelli che mi precedono, i temerari, si buttano quando arriva il loro turno. So che non devo pensare, mentre si avvicina il momento, sento l’adrenalina salire.
E quando tocca a me, prendo la liana prendo la rincorsa e…via! mi butto!
Mi sento affondare velocemente nelle acque del fiume, sono secondi interminabili ma vissuti con piena coscienza. Il tonfo e il salvagente mi rispingono a galla e mi guardo attorno mentre sono immersa nel fiume
Ce l’ho fatta!!
Ho vinto anche questa paura.
Non è stato solo un tuffo nel fiume, è stata una prova di coraggio per me.
Una dimostrazione che, se non sto troppo a pensare, ce la posso fare, qui e in altre occasioni della mia vita.
Risalgo emozionata piu’ che mai e ringrazio il Rio Chavon e questa straordinaria esperienza, entusiasta di aver vissuto, ancora una volta.
(luglio 2016)
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