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Montegrotto-Terme Euganee

 

Fin da quando Giada era piccola, ha amato le terme.

Abitando non lontano da Montegrotto, in Veneto, rinomata località  piena di hotel con piscine termali e centri benessere, ne abbiamo sperimentato qualcuno.

Dotati di piscine comunicanti dall’interno con l’esterno, è anche per noi un grande godimento stare nell’acqua calda quando all’esterno ci sono pochi gradi., magari intervallando un idromassaggio a una sauna o un bagno turco, oppure rilassandosi su un lettino con un libro a bordo piscina.

Quando si fa buio, solitamente le piscine vengono illuminate con luci colorate o fiaccole, offrendo una piacevole visione.

Ahimè devo dire pero’ che questi posti non sono a buon mercato, ma una volta ogni tanto, si puo’ fare!

 

ecco qui il racconto di come è andata!

 

Abbiamo cominciato a portare nostra figlia negli stabilimenti termali, dove ci sono piscine con acqua calda, quando aveva 4 anni ed ha apprezzato subito. Cosi’ spesso, durante l’inverno ci concediamo una giornata alle Terme sui colli Euganei, in provincia di Padova, che distano solo un’ora da casa nostra, per godere delle vaste zone benessere e delle bellissime piscine con acqua calda termale.

Giunta ai 10 e 11 anni, Giada ha chiesto come regalo di compleanno di passarci un intero weekend!! E noi, ben felici, un regalo anche per noi: relax per il corpo e per la mente e divertimento in famiglia!

Cosi’ dopo aver testato l’ingresso giornaliero, abbiamo deciso di trascorrere il nostro weekend all’hotel Terme Preistoriche,  non è in mezzo a palazzi e cemento, ma ha un bel parco con una collinetta dove tramonta il sole, e la piscina comunicante interno/esterno.

 

 

La parte interna della piscina, non è molto grande e ha gli sdrai piuttosto fitti, ma un bel tetto in legno, che sembra di essere in una baita, e un fantastico ed enorme camino, dove ci si puo’ scaldare quando si esce dall’acqua in inverno, compensano questo difetto. Nella piscina esterna, ci sono parecchie postazioni con idromassaggio e cascate d’acqua per la cervicale. Quando ci sono belle giornate si puo’ godere  degli ombrelloni e lettini della piscina esterna, per prendere anche il sole, se è freddo, anche con l’accappatoio. Per mangiare qualcosa è presente un bar all’interno o un ristorante protetto dal un bel gazebo sulla piscina.

 

 

Quando scende la notte, è il momento piu’ bello: vengono accese fiaccole attorno alla piscina illuminata all’esterno, ed è spettacolare, soprattutto se fuori fa freddo, stare in nell’acqua calda,  con  i vapori che salgono nel buio e con un tetto di stelle.

Per chi non riuscisse ad andare per una giornata intera, c’è anche la possibilità di fare un biglietto serale a prezzo ridotto, dalle 19  e le piscine sono aperte fino alle 24! Ovviamente l’afflusso di gente aumenta a quell’ora, soprattutto il fine settimana.

Per gli ospiti dell’hotel c’è un’area riservata, con una piscina costruita di recente, meno affollata, la sera illuminata da luci colorate. L’hotel ha uno stile un po’ retro’, come la maggior parte di quelli della zona, ma molte delle camere sono state ristrutturate e la colazione del mattino è fantastica,  salato e dolce in abbondanza e numerose varietà di frutta fresca e di bosco!!

Il mio suggerimento è, se possibile, di evitare il sabato sera e la domenica, magari andare venerdi e sabato o tra la settimana per trovare meno folla, perché appunto, le Piscine Preistoriche sono aperte anche agli esterni per gli ingressi giornalieri.

 

Contenta della scelta del suo regalo di compleanno, Giada ha deciso di replicare con la richiesta l’anno successivo.

Questa volta abbiamo deciso di andare in un altro altro bellissimo posto a Montegrotto Terme, l’hotel Esplanade Tergesteo, scoperto in quanto un paio di volte all’anno con le mie amiche, anche loro mamme, andiamo alle terme per concederci una giornata di chiacchiere e relax

https://www.unanimainviaggio.it/giornata-alle-terme-con-le-amiche/

Quando mia figlia ha visto le foto del nuovo posto, ha subito detto…” voglio andare là per il mio compleanno!!!”

e cosi’ è stato!

L’hotel è stato rinnovato di recente e ha uno stile moderno, curato e di design, molto gradevole. Già l’ingresso e la lobby sono eleganti e ricchi di particolari raffinati.  Noi abbiamo alloggiato nella suite Nabucco, una bella camera, anche se con uno stile un po’ piu’ vintage (forse all’epoca non ancora ristrutturata), pulita e molto spaziosa, e composta di 2 stanze divise da una tenda.

Agli ospiti dell’albergo viene fornito anche l’accappatoio incluso nel prezzo della stanza e una borsa portaoggetti da restituire al check out.

La piscina interna comunicante con quella esterna, è bellissima, e tutto intorno ci sono canne di bambu’ e lettini,  poltrone e divani dove rilassarsi.

 

 

Ha molte postazioni per l’idromassaggio e alla sera, viene illuminata con luci che cambiano colore dando un aspetto ogni volta diverso. Niente da dire, il posto è veramente incantevole.

Un grande finestrone consente di avere una bella vista sulla piscina esterna qualora il tempo non sia bellissimo (come è stata la prima giornata), e..in ogni modo che c’è di meglio  che stare nell’acqua calda quando fuori  fa freddo ?

Anche la piscina esterna ha diverse postazioni idromassaggio e docce cervicali, ed è inserita su un gradevole e curato giardino, dove, quando è piu’ caldo, si puo’ godere  del sole sui lettini (come ho fatto quando siamo venute a primavera con le mamme!!).

 

 

Dalla piscina si accede, per chi è maggiore di 14 anni, alla spa, dove c’è  la sauna finlandese, il bagno turco, un percorso di docce emozionali, il percorso Kneipp e una jacuzzi con acqua magnesio-potassio  e uno spazio  dove si puo’  consumare una tisana e delle belle mele rosse..Recentemente è stata costruita anche una zona riservata ai soli adulti,  rooftop, con piscina di acqua salata e spazio relax superbi.

La colazione è servita in una grande sala, il servizio l’abbiamo trovato ottimo cosi’ come pure il buffet ricco e vario!! Per il pranzo o per bere un caffè o una tisana, c’è un bellissimo bistro’ con anche spazio all’aperto e con vista sul giardino e sulla piscina.

 

 

Un grosso plus  di questo hotel termale è che, nonostante sia pieno, essendo fine settimana, nelle piscine e nella spa non si ha la sensazione di affollamento, mentre un punto a suo sfavore è che bisogna pagare un supplemento se si vuole restare nelle piscine oltre l’orario del check out (comunque lasciano tenere gli accappatoi e gli spogliatoi comuni sono piuttosto comodi). Lo stesso abbiamo sperimentato durante gli ingressi giornalieri con le amiche (negli ingressi giornalieri non sono ammessi i bambini) in quanto vengono regolategli ingressi dalla prenotazione.

 

Il motto di mia figlia, quando se la gode nelle calde acque termali: è “questa si’ che è vita!”

Come non concordare??

 

(2015-2016)

 

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Fuerteventura, Canarie

 

 

 

Fuerteventura, il vento, da mettere in conto e non andare se da fastidio: si può anche essere fortunati e non trovarlo, ma d’estate sarebbe un caldo africano senza.

Meno frequentata delle altre Canarie, a causa sua, puo’ essere anche molto forte, ma ci si puo’ riparare in costruzioni in sasso, a disposizione dei turisti, i corraliti. 

Fuerteventura, le spiagge infinite, il mare cristallino, le lagune e le onde, le dune e i panorami desertici, che riappacificano l’anima.

Fuerteventura, dicono che ci sia poco da fare, oltre il mare. Non sono d’accordo: le cose ci sono da vedere, le esperienze da vivere, la principale quella con se stessi. Perchè Fuerte ti porta dentro di te, nel silenzio, ti porta nell’immensità dei grandi spazi, nel governo della natura, nel suo potere, nella verginità del territorio, ma anche nell’edificazione, a volte selvaggia dell’uomo.

Fuerteventura vicina all’Italia, per trovare un po’ di sole e spensieratezza, nel lungo inverno, e vicina all’Africa, a cui talvolta assomiglia.

Fuerteventura è buon cibo, come sa essere il cibo spagnolo, le tapas, il pesce, da leccarsi i baffi, motivo dominante per andare.

Fuerteventura per noi è un porto sicuro. Riposo per la nostra mente e il nostro corpo. Balsamo per la nostra anima. Momento in cui il mondo si ferma, e ci concediamo il piacere. Una vita lenta. Gustata. Un posto del cuore, dove non ci stanchiamo di tornare.

 

 

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Lanzarote, l’energia e le viscere della terra

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Zanzibar, la prima volta in Africa

 


Ero già stata in Africa più volte, in Egitto e in Tunisia ma quando ho toccato la terra di Zanzibar.. ho sentito un’emozione fortissima, come se fosse stata la prima volta che ci mettevo piede, e quando l’ho lasciata soffrivo del famoso Mal d’Africa che non mi avrebbe mai piu’ abbandonato..

Zanzibar è l’isola dai mille colori del mare, dai paesaggi straordinari, creati dal fenomeno delle maree, è terra di pescatori e coltivatori di alghe, beach boys simpatici e volonterosi, che imparano perfettamente l’italiano, e perfino i proverbi, è l’isola che ti offre l’opportunità di entrare in contatto con il favoloso popolo dei Masai ..

 

Ecco la nostra esperienza nel dettaglio!

 

 

Zanzibar con bambini: la magia delle maree e degli incontri

Nostra figlia aveva 6 anni quando ci siamo sentiti pronti per tentare di realizzare un sogno che coltivavo da tempo: fare una vacanza nell’isola di Zanzibar, pubblicizzata nelle foto con mari e spiagge dai colori stupendi..

Ci siamo fatti fare un’offerta da un tour operator trovato per caso su internet, specializzato in Zanzibar e Kenya, https://www.easyafrica.it/ e grazie alla formula prenota prima, prenotando a marzo, abbiamo ricevuto un preventivo molto buono, con la bambina completamente gratuita, per 15 giorni, a metà luglio.

Luglio è la fine della stagione delle piogge a Zanzibar, per cui ci aspettavamo qualche giornata non proprio di sole, ma siamo stati lo stesso entusiasti della scelta, solo qualche mattinata ci siamo svegliati col cielo coperto, ma poi veniva il sole.

Per mesi ho sognato, leggendo recensioni del resort scelto, criticato da molti, e i racconti di viaggiatori, entusiasti dell’esperienza nel paese, attendendo con ansia la partenza.

Finalmente è arrivato il giorno fatidico. L’agenzia è riuscita anche a farci partire da Bologna, la nostra città. All’aeroporto di arrivo a Zanzibar, la situazione non è stata cosi’ disastrosa per noi come avevo letto, le pratiche sono state sbrigate velocemente e fuori ci aspettava il nostro transfer.

Appena siamo usciti dall’aeroporto, ho sentito una grande e inaspettata emozione assalirmi..ero arrivata in Africa!! E si è subito visto dalla strada che ci ha condotto al resort..mucche sui lati delle vie, i matatu, tipici autobus locali, strapieni di africani, una vegetazione pazzesca.. Ero commossa e non capivo ancora bene il perchè.

All’arrivo al nostro resort, il Palumbo reef ad Uroa, sulla costa est, ci siamo  subito resi conto che ci piaceva molto: era una struttura con costruzioni tipiche con i tetti di paglia, ristorante rialzato vista piscina, e sul fondo si vedevano i colori dalle tonalità dal verde al blu’ del mare..incantevole.

 

 

In aggiunta, abbiamo ricevuto una splendida accoglienza, ci è stato fatto un upgrade della camera, ci hanno assegnano una suite in prima fila vista mare, con terrazzo tutto di legno, camera con due stanze, una per noi e una con il letto singolo per nostra figlia: non potevamo capitare meglio.

 

 

Giada è stata contenta del suo letto con la zanzariera, della piscina con la vista sul mare, delle amache sulla spiaggia, e le hanno detto che se la notte si lasciavano delle banane sul terrazzo, arrivavano le scimmie a mangiarsele (e cosi’ è stato!).

 

 

I guardiani del resort erano guerrieri Masai, bellissimi, indossavano sempre i loro abiti tradizionali.

Nei giorni successivi abbiamo avuto l’opportunità di conoscerli, e ci hanno raccontato di come vivono nella loro terra, in Tanzania, e dei motivi per cui si spostano a Zanzibar.. c’era chi, appunto, faceva il guardiano, chi aveva un “negozio” sulla spiaggia, chi faceva i balli tipici Masai agli spettacoli serali dei resort. Quelli che avevano il negozio, invitavano educatamente a visitarlo, in un modo che non era possibile rifiutare, e se si entrava in  uno, si dovevano poi visitare tutti, per non fare un torto, anche se non si comprava nulla..

I loro prodotti artigianali erano meravigliosi, bracciali, collane, oggetti in cuoio, poi vendevano anche le spezie…nostra figlia avrebbe voluto comprare tutto, anche affascinata da questo mondo, cosi’ diverso dal nostro..Ne ho parlato qui:

 

Incontro con i Masai a Zanzibar

 

Con il passare dei giorni, dopo che ci hanno conosciuto, quando ci vedevano sulla spiaggia, ci chiamavano per nome, per chiacchierare un pò, senza secondi fini: esercitavano un’ attrazione particolare, per cui veniva la voglia di condividere del tempo con loro e conoscere i loro usi e costumi o, semplicemente, camminarci accanto.

Un giorno hanno invitato mio marito a fare una partita a pallone con loro sulla spiaggia, con una palla costruita con le alghe, lui, unico bianco in mezzo a loro, e per l’occasione avevano tolto i loro abiti tradizionali.

Oltre alla bellezza dei colori del mare, la cosa stupenda di Zanzibar, e di Uroa in particolare, sono i sand banks, che si formano in alcuni punti col fenomeno delle maree, particolarmente evidente sulla nostra spiaggia.

Ma anche tutto il resto affascina in questo posto..Le donne africane che raccolgono le alghe in pesanti sacchi trascinati a riva con fatica, coltivate dalla popolazione in quel tratto di mare, il villaggio di pescatori attiguo al resort, dove i bambini giocano a pallone o vanno in bicicletta sulla spiaggia, le caprette allevate vicino alle case sulla spiaggia, la vita quotidiana degli abitanti..

 

 

I bambini, sulla spiaggia, vengono incontro ai turisti e chiedono matite, caramelle, soldi, che sarebbe sempre meglio non dare, perchè non si educhino a queste abitudini.. Un giorno una bambina, con un abitino rosa, si è aggregata a noi per una passeggiata sulla spiaggia, durante la bassa marea, ha preso per mano Giada, hanno camminato insieme, si sono fatte compagnia, e senza parlarsi hanno trovato un linguaggio comune nel gioco, come i bambini sanno fare.

 

 

Un altro giorno, assieme ad un masai, siamo andati a visitare il villaggio, con discrezione, camminando tra le case. Siamo arrivati alla scuola, dove il maestro ci ha accolto, mentre stava facendo lezione e abbiamo lasciato a lui indumenti che erano stati di Giada, affinchè li distribuisse a chi ne avesse bisogno.

I  pescatori sono a disposizione per portare i turisti a fare un giro in mare, con le loro barche artigianali fatte di legno, fermandosi per farti fare il bagno e vedere le stelle marine. Non potrò mai dimenticare il nostro capitano, che, mentre ci riportava a riva, ci ha chiesto se avevamo pantaloncini per lui..Purtroppo no, non ne avevamo, però qualche maglietta da regalare l’avevamo portata e, chiedendo, abbiamo scoperto che lui aveva anche dei bambini.. Siamo tornati in resort a prendere quello che ancora ci era rimasto e glielo abbiamo regalato. E’ andato dagli amici a mostrare quello che gli avevamo dato, e dopo un po’, mentre stavamo facendo altro, sentiamo chiamarci: era tornato, e indossando la maglietta che gli avevamo regalato, con un sorriso enorme, voleva che gli facessimo una foto ricordo..per noi!

 

Poi ci sono i beach boys. Ero preparata anche a loro, sapevo che all’inizio ti assalgono, cercano di venderti qualcosa, ti chiamano, appena esci dal villaggio ti si appiccicano addosso.. ma a parte i primi giorni in cui arrivi, poi risultano simpatici, qualcuno è un po’ furbo, ma si possono conoscere delle persone simpatiche, che si guadagnano da vivere come possono, che parlano bene l’ italiano e conoscono anche proverbi e modi di dire, o le nostre canzoni famose e che si presentano con nomi che fanno veramente ridere: Leonardo da Vinci, Zambrotta, Pino la Lavatrice, Antonio Banderas, Bruno Vespa, Bossi… Dopo qualche giorno, non sei più “nuovo” e quindi ti lasciano vivere, e puoi guardare il loro assalto ai nuovi ospiti arrivati.

Gli incontri sulla spiaggia con gli abitanti del luogo e i masai, invitavano alla socialità anche con gli altri ospiti del villaggio, e in breve tempo, la scala che dal resort portava alla spiaggia, era diventata l’accesso ad un mondo diverso, ed era come scendere in una piazza, per incontrare persone, parlare, contrattare, condividere esperienze.

 

 

Con i beach boys abbiamo fatto alcune escursioni, ma neanche poi tante, perchè amavano stare lì, nel contesto del nostro villaggio, in compagnia delle persone conosciute e degli africani. Comunque, quelle che generalmente vengono proposte sono:

-il safari blù

-la visita a Stone Town

– Jozani dove ci sono le scimmie rosse

-il nord, Nugwi e Kendwa

-l’escursione per vedere i delfini a Kizimkazi

-eventualmente a richiesta escursioni alle spiagge di Paje e Jambiani

Noi abbiamo fatto il safari blù e siamo stati 2 volte al Nord.

 

 

Per il safari blù, avevo cercato su Tripadvisor recensioni e a colpo sicuro, all’arrivo, avevo chiesto di un beach boys di cui parlavano per la sua simpatia ed affidabilità. L’escursione è stata molto bella, ma devo dire che tornassi indietro mi affiderei a qualcuno che vende escursioni ufficiali: ci siamo infatti imbarcati non da un molo, ma da un punto in mezzo alle mangrovie, la barca era piena di persone, sembravano dei migranti, senza giubbotto di salvataggio (per fortuna noi ne avevamo una per Giada..)..fortunatamente al ritorno avevamo una barca diversa. Dopo qualche decina di minuti di navigazione, siamo arrivati alla famosa isola che non c’è, una lingua di sabbia che appare e scompare in base alla marea..E’ bellissimo trovarsi su una spiaggia, completamente in mezzo al mare, fare il bagno, e dopo un po’ vedere che sparisce..Nel frattempo i beach boys avevano preparato un gazebo per ripararci dal sole e delle bevande per rinfrescarci. Dopo questa tappa, mentre l’acqua cominciava ad arrivare e la spiaggia diventava sempre piu’ corta, siamo ripartiti e ci siamo fermati in un punto nel mare per fare snorkeling. Abbiamo proseguito poi per l’isola di Kwale, dove ci siamo fermati per il pranzo preparato dai beach boys, e siamo andati a vedere un grande baobab caduto, dove Giada ha potuto anche arrampicarcisi sopra. Siamo ritornati col vento in poppa, navigare è una meraviglia in mezzo a quello splendido mare.

 

 

Al nord siamo voluti andare per vedere le spiagge che non risentono del fenomeno delle maree. Prima siamo passati dal paese di Nungwi e ci hanno portato anche a vedere l’ospedale delle tartarughe. Poi siamo andati a Kendwa, ed era ormai il tramonto.. meraviglioso, perchè in quella zona è proprio sul mare, l’atmosfera è bellissima e il bagno si puo’ fare sempre.

 

 

Ma se devo essere sincera, la peculiarità di Zanzibar sono proprio le maree e i magnifici paesaggi che creano: essere al nord è come essere in qualsiasi altro punto di mare meraviglioso nel mondo, essere in zona maree è sentire di stare proprio a Zanzibar.

 

 

Siamo tornati ancora al nord un altro pomeriggio, con un taxi, sempre tramite l’organizzazione di un beach boys, il fantastico Leonardo da Vinci, che stava studiando da guida turistica, ed è una persona posata e tranquilla, per godere del bel mare, ma restando dell’idea che dove eravamo noi, Uroa, era veramente un paradiso in tutti i sensi.. Certo, da una parte del resort c’erano tantissime alghe, ma dall’altra il mare era meraviglioso con le sue lingue di sabbia, avevamo vicino un villaggio zanzibarino, per cui potevamo essere in contatto con la popolazione, e in quel tratto era presente soltanto un altro piccolo lodge e un tranquillissimo resort..Oltre a questo, c’era una specie di palafitta sulla spiaggia dove una sera siamo andati, con altri ospiti del resort e i masai, camminando per la spiaggia, sotto un cielo stellato meraviglioso.. Era una posto dove facevano musica, si ballava e si beveva tutti insieme, uno spettacolo unico ed indimenticabile. Un’altra sera, anzichè cenare nel resort, abbiamo organizzato con altri ospiti, una cena a base di aragoste procurate e cucinate dai beach boys, in una casa attigua disabitata sulla spiaggia, altra esperienza veramente esilarante.

Alla fine della vacanza abbiamo comprato un sacco di cose da portarci a casa, spezie, collane, ciabatte, quadri colorati e tanti splendidi oggetti, nei vari negozi dei nostri amici masai.

Che dire… Zanzibar è un posto meraviglioso, abbiamo fatto incontri bellissimi, ed è impossibile non tornare con il Mal d’Africa e il desiderio di tornare di nuovo in contatto con questa terra magica..

 

 

 

(luglio 2011)

 

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LIGURIA-Golfo dei Poeti

 

 

Meno conosciuto delle 5 Terre, il Golfo dei Poeti, o Golfo di La Spezia, in Liguria offre paesini da visitare e paesaggi da vedere talmente belli e poetici, che non si fa fatica a capire perchè gli sia stato attribuito questo nome.

Portovenere, Lerici, Tellaro e la piu’ grande La Spezia, sono da visitare, girandoli a piedi, raggiungendoli in auto o con le barche con cui sono collegati, e godendo di tutta la poesia e la bellezza che riescono a sprigionare.

Noi siamo andati, approfittando di un impegno di lavoro a La Spezia, la settimana prima di ferragosto, dedicando 2 giorni a questa zona, che immaginavamo meno affollata nel periodo delle più conosciute 5 terre.

Abbiamo alloggiato a La Spezia, trovando, con difficoltà per la poca disponibilità data dal periodo, un affittacamere, “I remi del prione”,  che si è rivelato delizioso e perfetto: in un bel palazzo d’epoca e ubicato sulla strada pedonale del centro di La spezia,  4 camere, ognuna di un colore diverso arredate con gusto, colazione inclusa in un bar attiguo, ottimo prezzo, ed estrema gentilezza del proprietario.

 

La nostra camera è stata quella di colore viola, con 2 stanze, disimpegno e bagno, pareti e oggettistica in tinta, e terrazzo.

 

 

Lungo la sua piacevole via pedonale, a La Spezia si vedono bei palazzi liberty, e proprio da qui, si puo’ salire al castello, attraverso un comodo ascensore gratuito, da dove c’è una bella vista del porto.

 

Il bel lungomare di palme, la passeggiata Morin, è collegato attraverso un bel ponte moderno ad una penisola artificiale, ricco di bar e ristoranti, dove sorge il nuovo porto Mirabello, di fianco all’arsenale militare. Qui una bella piscina fronte mare che invoglia a fermarsi per un bagno.

 

Dalla parte opposta, si trova una bella ruota panoramica, dove io e mia figlia siamo salite per vedere la città dall’alto.

 

 

Proprio vicino alla ruota panoramica ci sono gli imbarchi per visitare le 5 Terre, e anche Portovenere e Lerici (dove si puo’ andare anche in auto, ma la grossa difficoltà in alta stagione è il parcheggio).

Noi abbiamo deciso di raggiungere  Portovenere in traghetto, località riconosciuta dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, che avevo già visitato anni fa e che mi era piaciuta moltissimo e dove quindi volevo proprio tornare.

Giungere dal mare al borgo marinaro di Portovenere è ancora più bello che arrivarci in auto: si vede il contorno della chiesa romanica di San Pietro sullo sperone di roccia, e piano piano, durante l’arrivo al porto, si scorgono le case tutte attaccate, allineate, di colori diversi, con dietro il castello.

 

Dal porto abbiamo passeggiato per le stradine del centro storico, all’interno delle mura, lasciandoci ammaliare dal fascino medievale che ancora conserva la città, e poi abbiamo preso la salita che porta verso la chiesa di San Pietro del 1200, si dice costruita sulle ceneri del tempio di Venere, all’estremità. Da questo punto si gode di panorami mozzafiato sul mare, in alcuni punti le mura hanno finestre o passaggi che mostrano viste di una bellezza sconcertante.

 

In particolare, una ingresso con cancello conduce in un posto magico: la Baia di Byron che pare fosse una delle località preferite di lord Byron. con una grotta dove si dice che il poeta cercasse ispirazione per le sue opere. il posto è indubbiamente pieno di poesia.

 

 

Scendendo le scale dell’ingresso sulla roccia si arriva in uno dei punti piu’ spettacolari. Rocce enormi sul mare, dove i piu’ coraggiosi si avventurano, si arrampicano e si tuffano nel mare..…Mentre noi, piu’ tranquilli, stanno a godersi  il sole sulle rocce che fanno da spiaggia e guardare questa spettacolo della natura, assieme ai gabbiani. Un panorama che ti ricarica di energia..

L’ora piu’ bella per percorrere la salita fino alla chiesa a  Portovenere  è comunque il tramonto, quando la luce del sole crea un’ atmosfera davvero magica e indimenticabile.

 

Per chi avesse piu’ tempo a disposizione, a 5 minuti da Portovenere tramite un servizio di traghetti o barche, o fermandosi col traghetto prima di arrivare a destinazione, c’è una piccola isola chiamata Palmaria, dove si possono fare trekking e  dove ci sono anche alcune spiagge: dal traghetto mi ha fatto una bella impressione! Da La Spezia invece c’è anche la possibilità di  un tour comprendente altre 2 piccole isole nei dintorni: Tino e Tinetto.

Di ritorno da Portovenere ci siamo poi diretti sull’estremo opposto del Golfo dei Poeti, a Lerici. La cittadina ha una grande zona pedonale, quindi l’auto deve essere lasciata in uno dei parcheggi che la precedono che sono dotati di servizio navetta per andare verso il centro. In alternativa la zona pedonale si raggiunge con una bella passeggiata sul lungomare. Noi abbiamo scelto questa seconda possibilità anche se essendo agosto abbiamo patito parecchio caldo, ma fortunatamente, lungo la via ci sono dei pini marittimi dove riprendersi per un po’, sotto ai quali sembra che abbiano acceso l’aria condizionata!!!

 

 

La zona del lungomare è popolata da stabilimenti balneari e la spiaggia è cortissima e affollatissima.. devo dire che non è proprio il mio genere!

Andando verso il porto la cittadina si presenta ordinata e curata.  Sulla cima domina il Castello di San Giorgio, salendo verso il castello di San Giorgio, che ora ospita il museo di geopaleontologia, si gode di panorami stupendi: da una parte, il porto di Lerici,

 

 

dall’altra, alcune spiagge dorate rocciose e selvagge che guardano su un mare dalle tonalità verde azzurre bellissime.

 

Dal castello, siamo scesi per i vicoletti ombreggiati all’interno della città vecchia, che riportano alla parte bassa del paese e in Piazza Garibaldi, la piazza principale con la bella torre del campanile dell’oratorio di San Rocco, e i tanti bar e ristoranti che circondano la piazza.

 

 

Da Lerici, ci siamo spostati a Tellaro, la così denominata “sesta terra”, un caratteristico borghetto, distante una decina di chilometri, molto particolare, che pare sospeso sul mare. Il centro, interamente zona pedonale è costituito da strade strettissime e piene di scalini, che portano in un minuscolo tratto di spiaggia di roccia e sassi, da dove bambini e adulti possono accedere al mare senza aver bisogno di tuffarsi, con le onde che si infrangono sulle rocce laterali, che a me spaventavano un po’ al pensiero di fare il bagno..

 

 

A fianco alla spiaggia, risalendo, si trova la chiesa di San Giorgio, che sembra costruita sugli scogli, ed è contornata da una passeggiata sul mare e sulle rocce che offre panorami incantevoli.

 

In conclusione, il Golfo dei Poeti ha ammaliato noi, come deve aver fatto con poeti, scrittori, viaggiatori che hanno frequentato la zona: abbiamo compreso così il motivo di questo nome singolare, la poesia che ti pervade ovunque volgi lo sguardo!

 

 

(agosto 2016)

 

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Maldive low cost

 

 

Se devo pensare ad un immagine del paradiso penso alle Maldive.

Sono andata la prima volta oltre 25 anni fa e sono rimasta folgorata, dalla tonalità del mare, dalla spiaggia bianca, dalle palme, dal mondo sottomarino..e non ho potuto fare a meno di tornarci, anche con mia figlia, ed è diventato il suo luogo di mare preferito.

C’e chi si domanda se non ci si annoia alle Maldive: per quel che mi riguarda la risposta è no, non posso annoiarmi di fronte a tale bellezza; c’è chi dice che non c’è nulla, ecco a me quel nulla mi pacifica l’anima oltre a riempirmi gli occhi.

Le mie strutture preferite sono quelle semplici, il vero lusso alle Maldive è il mare, e poichè sono conosciute per essere una meta tutt’altro che economica, vi do qualche consiglio per risparmiare organizzando un viaggio fai da te.

 

Maldive economiche

Negli ultimi anni sono riuscita ad andare per 3 anni in vacanza alle Maldive in resort, con la mia famiglia senza spendere un capitale.

Come ho fatto ad andare alle Maldive, in resort, in economia?

Indico qui alcuni consigli, facendo pero’ una premessa: non bisogna pretendere di andare in un resort lussuoso, in un quattro stelle, quelli che spesso si vedono sui depliant o si immaginano per le foto viste, ma pensare che il vero lusso alle Maldive è il mare meraviglioso che queste isole offrono e cio’ che si vede sott’acqua.  Si possono spendere delle cifre affrontabili in strutture semplici, niente camere o bungalow molto caratteristici, o overwater, poca animazione, servizi essenziali (ma tutti quelli necessari), niente lingua e cucina italiana:

–guardare i voli con notevole anticipo: per l’estate per esempio, è consigliabile iniziare a cercare agli inizi di gennaio o anche prima di fine anno per spuntare buoni prezzi. Noi siamo di Bologna, e preferiamo partire da Bologna, siamo andati una volta con Turkish Airlines, con ottimi tempi di transfert ad Instabul, una volta con Aeroflot e una volta con Emirates. Con Aeroflot essendoci una coincidenza lunga a Mosca, abbiamo trascorso una notte, al ritorno, al Capsule hotel all’interno dell’aeroporto, spendendo comunque meno, compreso il costo dell’hotel, che scegliendo altre compagnie; ho comunque visto, nel tempo, prezzi buoni anche con voli Airitaly (che hanno il vantaggio di essere diretti), Austrian Air, Quatar e Oman air, per chi parte da Milano o Roma. Cercando con Google Flights si puo’ anche selezionare il calendario, per vedere il prezzo nei diversi giorni. Per altri consigli in merito ho scritto qualcosa qui:

 

https://www.unanimainviaggio.it/viaggiare-risparmiando-come-organizzare-un-viaggio-fai-da-te/

Viaggiare risparmiando: come organizzare un viaggio fai da te

 

-è importante avere flessibilità nelle date di partenza e di ritorno, per partire e tornare nei  giorni in cui i voli costano meno..e prenotare appena si vede il prezzo del volo conveniente! Dopo qualche ora il prezzo potrebbe essersi alzato, di solito vengono messi a disposizione solo un certo numero di posti in offerta!

-riguardo all’alloggio, i prezzi piu’ bassi si trovano cercando un resort da raggiungere con barca veloce e non con idrovolante; quindi, deve essere vicino alla capitale Male: questo non toglie che il mare e  la vita sott’acqua siano comunque meravigliosi (alcune delle isole consigliate per lo snorkeling sono proprio vicino a Male)

-cercare resort che abbiano offerte, tipo bambini con prezzo ridotto, prezzi piu’ bassi restando piu’ notti e così via: per esempio noi a Biyadhoo siamo stati 14 giorni pagandone 10; o a Fihalohi ci hanno offerto la pensione completa al costo della mezza pensione; oppure a Embudu maggiore era il numero di notti di soggiorno e minore era il costo per singola notte

-vedere le offerte per il solo soggiorno sui siti di tour operator tedeschi come ITS Billa Reisen, Meier Weltreisen, Dertur, Jahn Reisen, o Guna Travel (che vendono anche gli stessi resort che si trovano sui cataloghi dei principali tour operator italiani)

Per questi ultimi occorre sapere un po’ di tedesco, per potere fare un preventivo dal sito e capire anche cosa offrono i resort, (alcune offerte prevedono solo colazione o mezza pensione, o non hanno il trasferimento). Se non si riesce a fare un preventivo dal loro sito, si puo’ o contattare direttamente il resort (ma non è detto che vi facciano il prezzo piu’ economico) oppure contattare le agenzie, via telefono o via mail, che vendono gli operatori tedeschi, (come per esempio Mundus) chiedendo un’offerta (il prezzo è solitamente lo stesso che si trova sui siti tedeschi). Se poi si ha difficoltà a prenotare il volo, queste agenzie possono fornire anche il pacchetto completo, a volte dietro pagamento di una piccola commissione, ma il prezzo sarà sempre inferiore rispetto all’ acquisto dai tour operator italiani per gli stessi resort.

Difficilmente il prezzo offerto contattando i resort è inferiore a quello dei tour operator tedeschi. Anche se io per Fihalohi ho prenotato direttamente dal loro sito, in quanto, rispetto a Booking dove avevo guardato, mi hanno offerto la pensione completa anzichè la mezza pensione, e non hanno richiesto alcun anticipo ma il pagamento direttamente in resort all’arrivo. Per cui.. tentar non nuoce. A volte si trovano offerte anche su Agoda e Booking.com, ma attenzione che siano previsti tutti i costi, come il transfer e le tasse, che possono incidere non poco sul prezzo totale.

 

In questo articolo potete trovare alcune informazioni sui resort economici dove siamo stati alle Maldive e sulle motivazione per cui abbiamo scelto finora resort economici anzichè guesthouse

 

I nostri resort low cost alle Maldive

 

 

Alcune informazioni utili per organizzare una vacanza alle Maldive

 

Periodo in cui andare alle Maldive

Il periodo migliore per andare alle Maldive è da Febbraio ad Aprile. Tuttavia con i cambiamenti climatici degli ultimi periodi, giornate di pioggia si possono trovare in qualsiasi periodo, come il bel tempo si puo’ trovare anche nel periodo dei monsoni. E’ sempre questione di fortuna. Certo, nel periodo considerato migliore, i prezzi di voli e resort lievitano notevolmente, per cui in quei giorni non c’è speranza di fare una vacanza alle Maldive low cost.

Se decidete di andare durante la nostra estate, non consiglio di andare meno di 10 giorni, perché puo’ accadere che ci siano interi giorni di pioggia o di cielo coperto. Questo puo’ accadere anche fino a dicembre.

Quando siamo andati a Biyadhoo, siamo stati 15 giorni e alcuni ospiti, che sono rimasti solo 1 settimana, sono ripartiti con la voglia di sole e dei colori della Maldive..ma garantisco che appena il sole ritorna, si dimenticano i giorni in cui è stato brutto tempo, ovviamente se si hanno abbastanza giorni per vederlo, il sole..E’ sempre questione di fortuna, chi era stato nei 15 giorni precedenti aveva trovato sempre bel tempo

 

Prendere pioggia alle Maldive non fa piacere a nessuno pero‘…

 

Maldive d’estate: il paradiso non puo’ attendere

 

Trasferimenti

I trasferimenti sono organizzati direttamente dal resort e solitamente sono inclusi nel preventivo. Ovviamente i trasferimenti in idrovolante sono parecchio costosi e incidono sul costo totale. E se da una parte è possibile vedere un panorama strepitoso degli atolli dall’alto, dall’altro in caso di brutto tempo…possono essere cavoli amari!! Quando ero a Biyadhoo ho visto un idrovolante atterrare sull’acqua per il meteo sfavorevole, e restare a dondolare in mare per parecchio tempo, nella speranza di poter ripartire, probabilmente per andare all’aeroporto, fintanto che dall’isola sono andati a prendere i turisti con la barca..non credo che siano riusciti a prendere il volo!

 

Escursioni

Nel resort organizzano escursioni a pagamento, spesso al raggiungimento di un numero minino di partecipanti, e solitamente sono: la pesca al tramonto o notturna, il giro nella capitale Male, l’escursione all’isola dei pescatori o l’island hopping, l’ escursione per vedere i delfini, il pick nick nell’isola deserta. Nelle isole economiche solitamente non sono eccessivamente costose, ma i prezzi sono spesso piu’ alti per i resort di livello superiore.

 

Questa la nostra bellissima esperienza della pesca al bolentino alle Maldive

 

Pesca al tramonto e notturna alle Maldive

 

Gli extra

Cosi’ come le escursioni, gli extra non sono molto costosi nelle isole economiche. Solitamente non è neanche conveniente prenotare l’all inclusive, ma solo la pensione completa (salvo che non si sia dei grandi bevitori), e comunque nel caso, si puo’ fare l’upgrade all’arrivo.

 

Il diving

Per gli amanti del diving, le Maldive sono un paradiso. Non in tutte le isole al diving c’è anche personale italiano, per cui, se interessasse questo aspetto, è bene informarsi prima. A Biyadhoo sono presenti piu’ istruttori italiani e il diving e mio marito si è trovato molto bene e ha fatto bellissime immersioni. A Fihalohi e a Embudu non c’era invece personale italiano e i diving erano tedeschi.

 

Cosa mettere in valigia per un viaggio alle Maldive

 

Secondo la mia esperienza, ecco la lista delle cose che non possono mancare:

 

Maldive: cosa non puo’ mancare in valigia

Ma alle Maldive ci si annoia??? E’ una vacanza adatta a voi? Leggete questo articolo e decidete

 

Maldive perchè: 10 motivi per andare o tornare alle Maldive

 

Uno dei motivi per cui a noi piace tornare è sicuramente lo snorkeling alle Maldive

 

Snorkeling alle Maldive

 

IN CONCLUSIONE, anche mia figlia, che non voleva andare alle Maldive, quando era bambina, perché nel resort non c’era la piscina, ora vorrebbe tornarci tutti gli anni, e adesso che è adolescente, pure!!

 

Maldive con un’adolescente

 

 

(agosto 2013, agosto 2014, luglio 2018)

 

 

 

tutti gli articoli sulle Maldive

Maldive

 

 

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Ibiza e Formentera a primavera

 

 

Ibiza, l’isola piu’ conosciuta delle Baleari, non è solo meta per giovani in cerca di divertimento ma anche un’ottima destinazione per famiglie, che possono godere di un mare cristallino e di belle spiagge, soprattutto al mattino, nel momento in cui il popolo della notte sta ancora riposando.

Io ci sono ritornata in primavera con la mia famiglia, dopo esserci stata molti anni fa, e devo dire che fuori stagione è godibilissima. Quando andai la prima volta, non per vivere la movida ibizenca, ma per una tranquilla vacanza di agosto con le amiche, ero stata colpita da questa isola perchè la immaginavo soprattutto per una clientela giovane, in cerca di discoteche e divertimento, invece ho trovato un posto molto bello, con una capitale che nel 1999 è stata nominata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco, e con i dintorni pieni di deliziose spiagge e calette, anche poco affollate al mattino, quando i “discotecari” ancora stanno dormendo.

La vicinanza dell’aeroporto alla capitale, la bellezza della cittadella, la possibilità di una gita in giornata nella bellissima Formentera, e le frequenti offerte delle compagnie low cost, come Ryanair e Vueling, la rende degna anche di un viaggetto di pochi giorni, per staccare la spina dalla routine quotidiana.

Quest’anno abbiamo trovato un offerta con Ryanair a 90 euro in tre, pochi giorni, dal 17 al 20 aprile, per non far perdere troppa scuola alla nostra Giada, che fa la prima media, perchè sarebbe molto duro recuperare, perdendo troppe lezioni. Una giornata in più ci sarebbe stata benissimo, per godere di molte bellezze dell’isola e del bel tempo, ma comunque ci accontentiamo!

Il volo da Bologna ha una durata di un’ora e mezza, e aveva orari perfetti di andata e ritorno,  attorno al mezzogiorno. L’aeroporto dista meno di 10 chilometri e si raggiunge comodamente con l’autobus di linea per pochi euro (€ 3,50 a persona).

 

 

Il clima che abbiamo trovato ad Aprile è come nel nostro sud Italia, abbastanza mite durante il giorno con temperatura primaverili, che quando esce il sole consentono anche di stare in costume (Giada ha fatto un bagno nella piscina dell’albergo il primo giorno ma l’acqua era gelida!), e fresco la sera. Nonostante cio’, Aprile è ancora un mese un po’ rischioso, perchè potrebbe piovere. Noi siamo stati fortunati, ma ho potuto constatare che, anche nelle giornate in cui al mattino il cielo sembra completamente, coperto, nell’arco della giornata poi si apre. Prima della partenza, avevo cercato comunque qualche alternativa, per il caso di giornate di pioggia e avevo trovato hotel con possibilità di Spa giornaliera, non a buon mercato, ma aperti (per esempio l’INSOTEL  Fenicia Prestige aSant’Eularia del Rio).

La stagione del turismo nell’isola non è ancora cominciata ad Aprile per cui tanti bar, ristoranti, negozi e strutture alberghiere sono chiusi. Per cui, non ci si deve aspettare la classica movida, e il vantaggio è che si puo’ vedere l’isola senza la ressa degli altri periodi e godersela con tranquillità (fino a fine maggio) .

 

ibiza

 

Dove alloggiare ad Ibiza in primavera

Considerando il periodo, in cui molte attività sono ancora chiuse e le cittadine deserte, e il poco tempo a disposizione, ho deciso di cercare un appartamento in centro nella capitale Ibiza. I prezzi in centro sono generalmente molto alti, ma in aprile sono ancora accettabili  (già da meta maggio si alzano incredibilmente).

Inizialmente mi ero orientata nella ricerca per stare proprio nel centro storico, dove, tramite Homeway e Airbnb, avevo visto appartamenti molto carini, ex case di pescatori ristrutturate egregiamente, ma avendo scoperto poi che quella zona non era considerata troppo sicura, spesso meta di traffici o frequentazioni loschi, ho poi optato per un hotel fuori dal centro storico, ma con possibilità di raggiungerlo a piedi, e sul mare, nella località di Ses Figuretas, scegliendo un appartamento ad un ottimo prezzo, € 60 a notte in 3 (per quel periodo) e con discrete recensioni, prenotando direttamente dal loro sito: il Lux mar Apartamentos della catena Playa Sol.

 

 

L’hotel è inserito in un complesso con altri 2, ha una piccola piscina e si può usufruire anche di una piscina più grande del complesso. L’appartamento, era composto da 2 locali spaziosi con angolo cottura, l’arredamento era un po’ datato ma il plus era il terrazzino con la vista mare, richiesta in fase di prenotazione e la comodità dell’ubicazione, in quanto, attraverso un sentiero, o dalla via principale (percorso un po’ più lungo), si arriva comodamente in centro ad Ibiza con una passeggiata di un quarto d’ora (o volendo, con un taxi per  € 7, testato una sera che eravamo molto stanchi per tornare a piedi). L’ hotel ha un bel lungomare attiguo, pieno di ristorantini e bar, dove si gode proprio della sensazione di essere in una località marittima.

 

 

Alla scoperta dell’isola di Ibiza

La capitale

Ibiza è anche il nome della capitale dell’isola stessa, chiamata anche Eivissa, dai catalani. La città vecchia, o Dalt Vila, sorge arroccata su un altura che domina il resto della città, ed è contenuta all’interno delle mura cittadine, considerate le meglio conservate del Mediterraneo.

La cittadella, da visitare a piedi, è un museo all’aperto, mostra le testimonianze di varie culture con cui l’isola è entrata in contatto, dai fenici, ai cartaginesi, ai greci, ai musulmani, ai romani, ai pirati turchi.

 

ibiza

 

Il bianco è il colore dominante sui vicoli stretti, che spuntano su piazzette o su scorci meravigliosi, dove si puo’ godere della vista del mare, e sulla cima si erge la Cattedrale, nel punto più alto dell’acropoli, dove si gode un bellissimo panorama del porto.

 

ibiza

 

Il  fascino di questo luogo è legato anche alla storia: qui, gli ibizenchi che abitavano nelle campagne, si venivano a rifugiare per essere in sicurezza, quando venivano avvisati dell’arrivo dei pirati dal mare.

 

ibiza

 

Noi, cartina alla mano, abbiamo iniziato il nostro giro, arrivando a piedi dal nostro hotel, entrando da una delle due porte delle mura, la Portal Nou (raggiungibile da Plaza del Parque), che ha una salita, che conduce anche al Museo d’Arte Contemporanea, e offre, pian piano, salendo, una vista della città dall’alto.

 

ibiza

 

Abbiamo fatto il percorso esterno dei 7 baluardi e dopo ci siamo addentrati all’interno, girovagando e perdendoci per le per le viuzze caratteristiche, fino ad arrivare alla cima, alla cattedrale.

 

 

Siamo poi usciti da quella che sarebbe la porta d’ingresso principale, il Portal de Ses Taules, percorrendo il caratteristico ponte levatoio.

 

ibiza

 

Usciti dalla città vecchia, abbiamo passeggiato per la zona del vecchio porto dei pescatori, anch’essa molto affascinante, con le sue caratteristiche stradine strette, ora deserte, mentre durante l’estate sono invase da folle di egocentriche persone che sfilano, vestite in modo a volte inusuale e trasgressivo (questo lo ricordo bene), e piene di negozi aperti che espongono le loro merci. Abbiamo proseguito poi verso la Marina, il porto nuovo, con il suo lungo e ampio viale, per finire poi a mangiare delle ottime tapas in uno dei pochi locali aperti.

 

 

In giro per l’isola

Per girare l’isola, abbiamo affittato un auto, il giorno dopo la visita della capitale, in un autonoleggio vicino al nostro hotel.  Potrebbe tornare comodo noleggiare l’auto anche all’aeroporto, ma alloggiando in centro città, c’è il grosso problema dei parcheggi a pagamento e con il rischio di rimozione se non si rispettano gli orari. Spesso il parcheggio si deve pagare anche alla notte (non distante dal nostro hotel c’era possibilità di parcheggio custodito al costo di 1 € all’ora, compresa la notte). Viste queste condizioni, prima della partenza avevo cercato se fossero presenti autonoleggi nei dintorni del nostro albergo, controllando le condizioni, perchè quando si è di fretta in un posto e con un contratto di noleggio in un’altra lingua, a volte incosapevolmente ci si puo’ trovare ad accettare condizioni sfavorevoli, tipo un’alta franchigia, una politica di carburante non pieno/pieno, che è sempre la piu’ conveniente, un’assicurazione che non abbia tutto incluso.

Con la nostra auto, ci siamo diretti verso la seconda città più grande dell’isola, Sant’Eularia des Riu, graziosa ed ordinata, con un bel lungomare per passeggiare, e soprattutto con una bella chiesa bianca che domina la città dalla collina.

 

 

Abbiamo proseguito poi addentrandoci verso il centro dell’isola, per arrivare fino a Santa Gertudris,  un tipico paesino, veramente grazioso, col suo bel centro pedonale ricco di localini, e ci siamo fermati a pranzo in un rinomato locale, il Bar Costa, di cui si sente parlare molto sul web, per pranzare con dei gustosi bocadillos, panini, fatti con pane casareccio, spalmati di pomodoro e riempiti con jambon serrano, il tipico prosciutto, formaggio di capra e altri salumi tipici.

 

 

Con pochi giorni a disposizione, ho poi dovuto fare una scelta tra visitare il nord dell’isola, verso Portinax, Port s. Miguel e le grotte Cova di Can Marca, per ritornare poi al sud e visitare i resti fenici di Sa Caleta e l’insediamento romano punico di Cala d’Ort, o dirigersi verso le spiagge e le calette più belle di Ibiza: poichè amiamo il mare, la scelta è ricaduta sulla questa seconda possibilità, considerando che già avevo visto alcune di queste spiagge, che sono di una bellezza da mozzare il fiato  (avendo 1 giorno in più si potrebbe completare l’itinerario e vedere tutta l’isola).

La prima tappa è stata la spiaggia di Ses Salinas, che si trova all’interno di un parco naturale, e probabilmente, causa anche il tempo un po’ velato, un poco mi ha deluso. Poi ci siamo spostati verso la costa ovest, dove sono rimasta incantata dalla bellezza di Cala Vadella, che mi sentirei di consigliare anche per una vacanza, una caletta tra le rocce, con paesino dietro e colori stupendi, tra mare e vegetazione.

 

cala valdella ibiza

 

Le spiagge limitrofe le avevo già visitate nel corso della vacanza precedente, certo sono cambiate tanto, ci sono molte costruzioni in piu’, soprattutto a Cala Tarida; mentre Cala Conta, che era la mia preferita, è rimasta la stessa, con le sue rocce rosa, in mezzo al nulla, che con la luce del tramonto sono uno spettacolo.

 

cala comte ibiza

 

Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di arrivare a Cala Bassa, che mi ricordo essere stupenda, e abbiamo preso la strada verso il ritorno, facendo una tappa a Port S. Antony, la seconda località turistica per importanza sull’isola, dove avevo soggiornato la prima volta, che pero’ mi ha deluso parecchio: quasi irriconoscibile, un porto diventato enorme, una vera città con palazzi a piu’ piani sul mare, la piazza insignificante con tutte queste costruzioni.. L’unica cosa rimasta tale e meravigliosa, ma questo grazie alla natura, è il tramonto sul mare.

 

Gita in giornata a Formentera 

Il ricordo del meraviglioso mare di Formentera, mi ha indotto a non tralasciare, anche in questa occasione, la visita all’isola, distante dal porto di Ibiza  30-40 minuti di traghetto.

Sempre controllando prima di partire, avevo scelto di affidarci alla compagnia Mediterranea Pitiusa, in quanto, in abbinamento al biglietto, offriva un servizio di bus che, ad orari prestabiliti, conduceva alla spiaggia di Illetas, al paesino di Es Pujols e, con un piccolo extra, faceva il giro dell’isola (come  alternativa al bus per girare l’isola ci sono le biciclette, ma memore dell’esperienza passata, non l’ho neanche presa in considerazione: è una fatica tremenda!!!).

 

 

All’arrivo alla spiaggia di Illetas..la visione che ricordavo, un mare caraibico!! Mia figlia, era contentissima di vedere un mare così, che, ha detto, le ricordava le Maldive!! La cosa meravigliosa era che sulla spiaggia bianchissima.. c’eravamo solo noi!! e qualche kite surf in lontananza. Fortunatamente era una giornata di sole, ma con un vento tremendo, quindi non abbiamo potuto metterci in costume ma ci siamo rilassati sdraiati sulla spiaggia davanti a quel panorama.

Per pranzo abbiamo ripreso il pullman e siamo andati ad  Es Pujols  dove abbiamo trovato un piccolo ristorantino sul mare e abbiamo mangiato pesce fresco; anche qui, pochissime persone in giro e visto il gran vento, abbiamo deciso poi di prendere un taxi e ritornare ad Illetas, per sdraiarci ancora davanti a quel bel mare.

 

 

Quando dovevamo tornare, con l’ultimo pullman per il porto, abbiamo atteso invano alla fermata che passasse. Fortunatamente avevamo il numero del taxi, e quindi siamo riusciti a tornare al porto per la partenza del traghetto. Ma siamo andati a chiedere spiegazioni all’ufficio del turismo e abbiamo scoperto che l’autista non era passato perchè non aveva lasciato più nessuno lì, non considerando che qualcuno poteva arrivarci anche in diverso modo, e per il disguido, ci hanno rimborsato il costo del taxi, che a differenza di Ibiza, qui ha prezzi molto alti!

 

Conclusioni

Ibiza, come tutte le Baleari, che ho visitato, è un’isola molto bella, belle spiagge, bel mare, e belle cittadine,  merita sicuramente una vacanza o anche solo un piccolo break come il nostro!! Formentera resta il mare piu’ bello mai visto in Europa.

Credo che anche questo sia stato solo un arrivederci!

 

 

aprile 2016

foto by patty

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Kenya, emozioni in Africa

 

 

 L’Africa è una terra che puo’ risvegliare sensazioni antiche e profonde.

Forse perchè è stata la culla del genere umano, riporta a qualcosa di ancestrale, che si riconosce, ma che è difficile da decodificare.

Qualcosa che sappiamo appartenere a tutti e che ci riporta tutti a uno stesso piano, nel cerchio della vita.

Rispetto delle regole della natura, senza forzature. Emozioni, desideri ed esigenze primitive, pure, semplici, inviolate, non mediate dalle sovrastrutture costruite per far da barriera e difendersi. Che permettono di sentire col cuore e di comunicare dal cuore, anche in assenza di parole.

Questo è quello che ho provato toccando il suolo africano, camminando su quella terra rossa, entrando in contatto con le persone, vedendo i paesaggi e gli animali nel loro habitat. E quando si prova questa sensazione, non si puo’ dimenticare.

Il mal d’Africa è una struggente nostalgia di questa terra, della bellezza di un mondo incontaminato, ma anche la nostalgia di quella parte piu’ vera ed essenziale di noi stessi che viene risvegliata. Come un ritorno a casa.

In questo articolo racconto il nostro viaggio in Kenya.

So che l’Africa mi sta chiamando, e io, prima o poi, le risponderò.

 

 

Viaggio in Kenya con bambina di 7 anni

Al ritorno dalla nostra vacanza a Zanzibar, (https://www.unanimainviaggio.it/zanzibar/), con il mal d’Africa addosso, e i ricordi indelebili della vacanza, ho iniziato subito a cercare il viaggio per l’anno successivo.

Mi sarebbe piaciuto fare un safari, affinchè mia figlia potesse vedere dal vivo gli animali della savana.

Navigando sul web, ho trovato su Tripadvisor alcune recensioni di un posto dal nome strano, Mimi na wewe… in Africa, e tutte le volte che leggevo i racconti di chi ci era stato, sentivo un’emozione dentro. Ho mostrato il posto e le recensioni a mio marito, e lui ha detto senza esitazione: “E’ li’ che dobbiamo andare‘”

 

 

L’alloggio in Kenya: il Mimi na wewe..in Africa

Ho scritto allora all’indirizzo e-mail indicato sul sito della struttura, e mi ha risposto Gloria, raccontandomi che erano una famiglia di Verona, che si era trasferita vicino a Watamu, in un villaggio africano chiamato Timboni, e che avevano costruito una piccola struttura con 6 cottage, ristorante, piscina, in un rigoglioso giardino. Offrivano un servizio flessibile, dal solo pernottamento e colazione, alla pensione completa. Il nome, Mimi na wewe..in Africa significava “Io e te ..in Africa”.

Ricevuto il loro preventivo, e trovato un volo con la Ethiopian Airlines, abbiamo prenotato.. Si ritornava in Africa!!! Il mio umore era alle stelle!

A metà luglio siamo partiti, atterrando all’aeroporto di Mombasa. E’ venuto a prenderci Carim, l’autista di fiducia del Mimi Na Wewe.

Carim ha dovuto attenderci per parecchio, fuori dall’aeroporto, in quanto, a causa del breve scalo ad Addis Abeba, una delle nostre valigie non era riuscita ad arrivare e l’abbiamo recuperata solo dopo 2 giorni (dovendo andare noi a prenderla: fortunatamente dal Mimi Na Wewe, tramite un loro collaboratore, sono riusciti a farcela avere, senza dover perdere noi una giornata per tornare all’aeroporto di Mombasa, e senza spese). Per un caso fortuito, le cose essenziali erano nelle valigie arrivate, ma da allora faccio molta attenzione a come preparo i bagagli, dividendo le cose, e attrezzando con quello che io chiamo il “kit di soccorso” il bagaglio a mano.  Ne ho parlato in questo articolo:

 

Bagagli smarriti

 

All’arrivo, dopo un paio di ore di strada, in auto nel buio della notte, ad attenderci c’erano Gianni e Gloria, che ci hanno accolto e ci hanno consegnato le chiavi del nostro cottage. Non avevamo ancora visto, per il buio, dove eravamo capitati e non sapevamo ancora che splendida esperienza ci avrebbe aspettato.

 

 

Con la luce del giorno, abbiamo capito di essere in un posto che era assolutamente nelle nostre corde, e che rispecchiava quello che avevamo letto nelle recensioni di chi ci aveva preceduto: la bellezza che era attorno a noi lasciava senza fiato.

La struttura non è per tutti, è molto spartana, non è assolutamente adatta a chi cerca qualcosa di simile ad un resort: noi ce ne siamo innamorati e l’abbiamo apprezzata per l’atmosfera famigliare, per le dimensioni, per l’incantevole giardino in cui è inserita, pieno piante grasse, fiori, alberi da frutto, per la sua bella piscina, per le strutture comuni in stile africano e tutte con il tetto di paglia, per il contesto in cui è inserito, lungo la strada per entrare nel villaggio africano di Timboni.

 

 

I cottage sono essenziali e spartani, con anche la possibilità dell’uso della cucina, presente all’esterno, sulla veranda di ogni camera, utilizzabile su richiesta.

 

 

Le camere sono molto semplici ma perfettamente in armonia con il posto, arredate con pochi elementi di costruzione locale, bagno molto minimale.

 

camera mimi na wewe in africa kenya

 

Abbiamo scelto di mangiare quasi sempre nella struttura, insieme ai proprietari, deliziandoci dei racconti delle loro esperienze in Kenya. Il cuoco cucinava divinamente pesce fresco, carne, pasta ben cotta, specialità locali, la frutta fresca era sempre presente e il cibo veniva servito in un bellissimo gazebo con tetto di paglia, di fronte alla piscina. Nessun buffet enorme ma cibo in abbondanza, con assoluta attenzione a nessuno spreco, scelta che, a maggior ragione in questo posto, era pienamente da noi condivisa.

Nostra figlia poteva muoversi liberamente nel giardino e stare in piscina, come se fosse a casa sua, in tutta sicurezza, rincorrendo il cane, i gatti, i ricci e tutti gli animali presenti.

 

 

La prima settimana eravamo gli unici ospiti della struttura. La stagione turistica era appena iniziata e quella delle piogge, che va da aprile a giugno, appena finita:  molti locali a Watamu erano ancora chiusi e il cielo, a volte, era nuvoloso, qualche temporale arrivava per finire dopo poco. Con queste condizioni, ci siamo goduti il posto in tutta tranquillità, a stretto contatto con questa splendida famiglia e il personale africano che lavora li’.

 

 

Uscendo dalla struttura si è ai confini di un villaggio africano, e si puo’ vedere la vita che conducono gli abitanti: le case di fango nel bush, le donne che preparano la polenta fuori dalle case, i bambini che camminano o giocano in strada.. Dalla parte opposta, corre la strada che porta a Watamu, con negozi dove vengono vendute merci non per i turisti, ma per la vita di tutti i giorni degli africani. Piu’ di una volta ci siamo trovati ad essere gli unici bianchi che passeggiavano lungo la strada, ma ci sentivamo tranquilli... anzi, erano i piccolissimi bambini africani ad avere paura di noi quando ci vedevano, perchè, come una volta si usava impaurire, dalle nostre parti, con la storia dell’uomo nero, lì loro hanno paura dell’uomo bianco!

 

 

A dieci minuti di tuc tuc dalla struttura, si arriva al mare, a Watamu. Qui è molto evidente il fenomeno delle maree, e certe zone, nella nostra estate, sono piene di alghe: per godere delle condizioni migliore del mare il periodo piu’ adatto non è sicuramente l’estate (ma vale comunque la pena).

 

 

Watamu è formata da tante baie, e la spiaggia più bella nei momenti di bassa marea è quella dell‘isola dell’amore. 

 

 

Un po’ piu’ distante dal centro della città, ma raggiungibile con il tuc tuc, si trova la spiaggia di Garoda, che non è soggetta al fenomeno delle alghe, ed è sempre meravigliosa.

 

 

Alloggiare al Mimi na wewe, per noi è stata un’esperienza emozionante ed educativa. Abbiamo avuto modo di toccare, tramite loro, un po’ della vera Africa e di vedere i suoi magnifici paesaggi, e con molta piu’ flessibilità rispetto a quanto proposto dai pacchetti turistici. Tra gli altri, infatti, uno dei vantaggi è stato di poter scegliere di fare il safari a metà vacanza, anzichè all’inizio, come spesso è previsto nei viaggi organizzati, cosa che io consiglio vivamente: si parte non stanchi del viaggio, quando ci si è già ambientati, e portando il solo il necessario per il safari (per non  sporcare tutto di terra rossa!)

Inoltre, essere presso una famiglia italiana, ci ha fatto sentire piu’ sicuri, perchè qualsiasi problema avesse potuto insorgere, sapevamo di poter contare su persone che erano in grado di assisterci e consigliarci, e per la bambina (oltre che per noi) è stato come essere a casa di amici.

 

 

Escursioni ed esperienze

Davide, Il collaboratore di fiducia africano al Mimi na wewe, persona splendida, ci ha accompagnato a scoprire le bellezze limitrofe, dal mare di Watamu, al villaggio di Timboni col buio della notte, a far visita al pastore del villaggio nella sua casa, a casa della cuoca e della sua famiglia, non senza esserci fermati prima a fare un po’ di spesa per loro.

 

 

Con l’autista di fiducia, abbiamo potuto fare escursioni, come quella bellissima a Marafa, detta anche “Cucina del diavolo”, Hell’s kitchen, un canyon che al tramonto assume colori meravigliosi.

 

 

Un posto talmente bello che gli ho dedicato un articolo a parte

La cucina del Diavolo a Marafa-Kenya

 

Per arrivare a Marafa occorre percorrere una lunga strada, a tratti deserta, a tratti con villaggi, dove talvolta si incontravano persone che portavano sulla testa pesanti taniche gialle di acqua, nel loro lungo e faticoso viaggio per l’approvvigionamento, e dove alcuni paesaggi mi hanno proprio ricordato il film “La mia Africa“.

 

 

Carim ci ha portato anche all”incantevole Sardegna due, una delle spiagge piu’ belle della zona che ci tenevo a vedere, con enormi lingue di sabbia, piuttosto lontana da Watamu, e con una strada per arrivare piuttosto dissestata. Peccato che quel giorno il tempo non fosse proprio sereno.

 

 

Con il tuc tuc, invece, siamo andati a visitare le rovine di Gede (Gedi Ruins) un sito archeologico abbastanza vicino, testimonianza di un insediamento arabo, tra i piu’ antichi della zona, in direzione Malindi, diventato un museo nazionale, immerso in una foresta, con bellissime e immense piante, tra cui baobab, sequoie, anacardi e tamarindi.

 

 

Passeggiare tra le rovine, in quel contesto, che pareva di essere nella giungla, aveva un fascino incredibile, considerando che eravamo solo noi con la guida, ed è stato anche un bel divertimento per nostra figlia. Infatti, oltre alle liane degli alberi su cui arrampicarsi e dondolarsi,  nel sito è presente un laboratorio per l’allevamento e riproduzione di farfalle, che lasciate libere, volavano ovunque.

 

 

Il momento piu’ entusiasmante, pero’,  per Giada è stato all’ingresso, dove vivono simpatiche scimmiette, che salgono sulle spalle dei turisti.

 

 

Con Gianni e Gloria abbiamo avuto l’opportunità di andare a visitare delle scuole, una elementare 

 

 

e una materna, in un edificio fatto di fango, e quelle sono state le esperienze piu’ toccanti.

 

 

I bambini che hanno cantato e ballato per noi, nostra figlia, prima impaurita, che poi ha giocato con loro, la visita alle classi dove facevano lezione, il momento della merenda e del gioco…momenti emozionanti e indimenticabili.

i’m happy today  (clicca per vedere il video dei bambini che cantano)

 

 

 

Altra esperienza unica, è stato partecipare alla messa della domenica. Siamo andati nel bush in due diverse chiese: durante la celebrazione, un’esplosione di emozioni, loro e nostre, preghiere, canti, urla catartiche, pianti, tamburi..e una grande accoglienza per noi: mi ha toccato molto vedere la loro gioia e il loro orgoglio per la nostra presenza li’ con loro.

 

 

messa africana pastore Tsopa (clicca per vedere il video dei canti della messa)

Queste esperienze le ho raccontate nel dettaglio in questo articolo

 

Incontro con i Masai a Zanzibar

 

Camminando per raggiungere questi posti, abbiamo potuto vedere come vivono gli africani nel bush, le loro case, il loro lavoro, la loro vita sociale.

 

 

Abbiamo anche visitato Mida Creek, nel parco marino di Watamu, una laguna delimitata da una fitta parete di mangrovie, dove, nell’attesa di smaltire una fila, che si era creata per attraversare un ponte tibetano, per raggiungere il mare, la guida, amico di Gianni e Gloria, ha invitato il nostro gruppo (eravamo 3 famiglie) a casa sua, non distante da quel luogo.

 

 

Abbiamo cosi’ visto il suo villaggio, composto da qualche capanna, e incontrato le donne della sua famiglia.. Felice Caccamo, come si fa chiamare la guida, è andato a prendere per noi, direttamente da una palma, un cocco per ognuno di noi e ci ha offerto da bere il suo latte.

Non potro’ mai dimenticare quei momenti, le donne curiose nei nostri confronti, i sorrisi nel rivedere le loro facce nella macchina fotografica dopo aver scattato una foto, i kanga, i loro vestiti, stesi davanti alle capanne, e i loro saluti alla nostra partenza..

 

 

Per nostra figlia di 7 anni, non è stato facile vedere e capire un mondo cosi’ diverso dal nostro. Ha impiegato un po’ di tempo per metabolizzare l’esperienza, ma credo comunque che tante cose le siano rimaste dentro anche a lei, insieme al ricordo di quelle divertenti che ha vissuto, come spostarsi con i tuc tuc, vedere le scimmiette a Gede, camminare per il canyon di Marafa.. E poi…il safari nella savana, con tutti gli animali.

 

 

Il safari

Il safari lo abbiamo pianificato direttamente in loco, affidandoci alle persone di fiducia del Mimi na wewe.

I paesaggi della savana e gli animali visti dal vivo e da vicino, dal tettuccio apribile del furgoncino, sono stati quanto di piu’ bello ed emozionante ci possa essere..

Dormire poi nella savana in un bel lodge, di fronte ad una pozza d’acqua dove gli animali venivano ad abbeverarsi è stato meraviglioso. Un momento pazzesco l’abbiamo vissuto vedendo arrivare una mandria di bufali, centinaia e centinaia, venuti a bere nella pozza, tantissimi e selvaggi,  che poi hanno proseguito per la loro strada.

mandria di bufali allo Tsavo  (clicca per vedere il video)

Un vero spettacolo..per bambini e per grandi, come essere dentro ad un film.

 

 

Qui il racconto dettagliato del nostro safari in Kenya

Safari in Kenya

 

Profilassi si o no? i nostri dubbi

I dubbi sorti prima della partenza relativamente al fare o meno la profilassi antimalarica, dopo mille pensieri e considerazioni, ce li hanno dissipati alcuni italiani che vivono in Africa, che la sconsigliano, per gli effetti collaterali. Inoltre c’è la possibilità di acquistare in farmacia, prima della partenza dall’Africa, per pochi euro, il test con inclusi i farmaci da assumere in caso si risultasse positivi (raro comunque nel periodo in cui siamo andati). Ovviamente è molto importante dotarsi di repellenti molto potenti da utilizzare (tipo Antibrumm o Autan tropicale), spray da dare sugli abiti prima della partenza (tipo Insect ecran o Biokill), l’uso di abiti chiari per coprire il corpo dal tramonto, e di zanzariere in camera, dove comunque uno spray antizanzare veniva spruzzato ogni sera.. e la profilassi naturale a base di ledum palustre (funzioni o no..male non fa).

Tutte le considerazioni e accorgimenti utili li ho riportati qui

 

Incontro con i Masai a Zanzibar

 

Conclusioni

..che altro dire..ci sarebbero tanti momenti ancora da raccontare, tante emozioni che è difficile poter trasmettere..L’Africa con la sua natura rigogliosa e selvaggia, e il contatto con condizioni di vita cosi’ diverse dalle nostre, con una popolazione priva di sovrastrutture ed essenziale, lascia al ritorno quella nostalgia che si chiama Mal d’Africa, che fa fatica ad andarsene, e lascia una voglia pazzesca di tornarci.. Ed io spero proprio di tornarci, prima o poi.

 

 

 

jambo (clicca qui per il video dei bambini che cantano “jambo”)

 

(luglio 2012)

 

se ti interessa il diario giornaliero leggi qui

Incontro con i Masai a Zanzibar

 

trovi tutti gli articoli sul Kenya qui

 

Kenya

 

e trovi la mia recensione del Mimi Na Wewe in Africa su Tripadvisor qui

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g661279-d1749490-r136579521-Mimi_na_Wewe_in_Africa-Watamu_Coast_Province.html#

 

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Repubblica Domenicana, Bayahibe

 

La Repubblica Domenicana, spesso chiamata erroneamente Santo Domingo dal nome della capitale, è conosciuta come una meta molto turistica ed inflazionata.

E’ vero, ma è anche piena di bellezze, a partire dal colore del mare, alle spiagge grandi e bianche, alle ricchezza del suo interno, alla sua musica e si puo’ organizzare una bellissima vacanza nel mare dei Caraibi anche in fai da te, senza spendere un capitale!

Vi racconto come fare e quali escursioni vi possono portare ad entrare in contatto con le sue bellezze.

Vacanza a Bayahibe, Repubblica Domenicana

Una bella offerta di Meridiana (ora Air Italy) ci fa decidere la meta delle nostre vacanze estive: la Repubblica Domenicana. Ero già stata nel paese, anni fa, quando non avevo ancora famiglia, in vacanza a Punta Cana, sull’Oceano Atlantico, e mi era piaciuto molto; questa volta la destinazione è Bayahibe, sul mare dei Caraibi, e sarà l’occasione anche di ritrovare un parente, che da qualche anno si è trasferito proprio.

 

 

Il volo

All’epoca del nostro viaggio, i voli per la Repubblica Domenicana hanno avuto forti ribassi e noi ne abbiamo approfittato; oltre a Meridiana si trovano comunque buone offerte con Airfrance (anche da Bologna) e Iberia. Meridiana (Air Italy) ha il vantaggio di volare da Milano direttamente su La Romana, che è a mezz’ora di taxi da Bayahibe (circa 30 usd contattando un taxista di fiducia); il volo dura circa 9 ore ed è diretto quindi molto comodo All’epoca i servizi a bordo erano molto scarsi e avendo letto alcune recensioni  siamo partiti preparati, portando con noi intrattenimenti per nostra figlia undicenne (video, libri ecc.),  accettando i disagi per un prezzo del volo veramente basso (380 € a testa a/r) .

 

Il paese di Bayahibe

Bayahibe è un piccolo paesino di pescatori, colorato e vivace, pieno di tipici ristorantini e piccoli alberghi e non ha grandi spiagge, punto di partenza per le escursioni alle isole di Catalina (che ho visitato nella precedente vacanza) e Saona. Quindi è molto trafficato nei momenti della partenza e dell’arrivo di pullman e barche, ma si respira l’atmosfera domenicana e si puo’ avere un assaggio di come vivono i domenicani. Noi l’abbiamo visitato spostandoci dal resort dove alloggiavamo, con l’autobus locale, la guagua.

Un posto carinissimo per cena che abbiamo sperimentato, (portati dal cugino), è  il Barcobar, che ha anche i tavoli sulla spiaggia, di proprietà di 2 coppie miste italiano-domenicane, ottimo sia per il pesce che per la carne.

Ubicato a pochi chilometri da Bayahibe si trova il paese turistico, Dominicus Americanus, dove vivono molti italiani che si sono trasferiti ed hanno aperto attività di ristorazione, escursioni e altro e dove sono presenti le spiagge piu’ belle, tra cui la spiaggia pubblica.

 

 

Il nostro alloggio: il Catalonia Gran Dominicus

A Dominicus è presente una zona residenziale, i 4 principali resort, negozi e ristoranti e, secondo me, non è niente di speciale. Qui si trovano anche soluzioni di alloggio in appartamenti e residence carini, anche con piscina, a prezzi buoni (piu’ o meno 60 usd al giorno), che consentono, per chi vuole andare in fai da te e prepararsi da mangiare in casa, di fare una vacanza a prezzi contenuti. Inizialmente la nostra attenzione era stata verso questo tipo di sistemazione. Ma uscire a mangiare a Dominicus non è cosi’ a buon mercato: bisognerebbe andare nei comedor o ristorantini a Bayahibe paese, cosa semplice di giorno con la guagua, l’autobus locale, che pero’ non circola la sera, e  quindi l’unica soluzione resta il taxi o l’affitto di un auto (che è pero’ piuttosto costosa -circa usd 30 al giorno).

Insomma facendo i conti e tutte queste considerazioni, e curiosando sul web, ho trovato un’ottima offerta sul sito di uno dei 4 resort sulla spiaggia (venduto anche da un importante tour operator italiano, con il quale, con la cifra spesa per il volo e il soggiorno, avrei fatto solo una settimana anziché due!) e abbiamo valutato che, a livello di costi, poteva essere piu’ conveniente questa soluzione, che prevedeva la formula all inclusive (anche perché con il caldo umido che c’è, a luglio si beve molto!!)… Quindi, consapevoli che sarebbe stata cosi’ piu’ una vacanza che un viaggio e che avremmo vissuto meno i luoghi e la gente, ma con la convinzione che a nostra figlia sarebbe di certo piaciuto (e in fondo ci piaceva l’idea di farle questo regalo), abbiamo prenotato al resort Catalonia Gran Dominicus!!!

 

 

Il resort aveva l’ottima opzione di pagamento direttamente all’hotel e la cancellazione fino a pochi giorni prima; all’arrivo abbiamo avuto la piacevole sorpresa di un upgrade gratuito della camera, da standard a comfort (molto gradito perché sulle camere standard c’erano pessime recensioni) e abbiamo ottenuto anche un cambio della camera che ci avevano assegnato, a richiesta, in quanto, essendo vicina al generatore, era molto rumorosa, con l’assegnazione di una in una posizione anche molto piu’ comoda.

 

 

Per chi avesse voluto trattarsi veramente bene, era possibile, con un supplemento di 25 usd a notte  a persona, la formula priviledge, che comprendeva camere piu’ moderne, una zona riservata in spiaggia e soprattutto, un ristorante sul mare con vista splendida..Ma a noi, andava benissimo anche cosi’, il posto era bellissimo.

Il villaggio è inserito in un vero e proprio giardino tropicale, tanto che hanno anche il “vivero”, che ho visitato, ossia il vivaio, dove un dolcissimo giardiniere prepara e cura piantine e alberi di ogni tipo, per poter riassortire la vegetazione in ogni angolo  del villaggio.

 

 

Le camere sono in piccoli edifici a 2 piani dai colori caraibici; il bar principale sulla piscina  ha un aspetto molto gradevole con un grande tetto in makuti e ci sono due chioschi sulla spiaggia, uno che prepara ottimi frullati durante il giorno, l’altro prepara crepes e cocktail.

Quando si parla di all inclusive in questi posti, si comprende proprio tutto, da lettini e asciugamani, a cibo, cocktail e caffè per tutto il giorno, e perfino 30 minuti di noleggio kayak ogni giorno (per la gioia di mia figlia).

 

 

Il ristorante al buffet, vista piscina, ha vasta scelta di cibi buoni, con anche cucina espressa per la pasta, la carne e il pesce e offre anche serate a tema;  sono presenti altri 3 a ristoranti alla carta, molto belli e con ottimo servizio e cibo: la steak house, il ristorante caraibico, il ristorante italiano. C’è inoltre una pizzeria-ristorante a self service vicino alla spiaggia, molto carino..Mia figlia cosi’ aveva solo l’imbarazzo della scelta: quest’anno nessuno stress con la scelta del ristorante o per il pensiero “chissà cosa puo’ esserci da mangiare che piaccia a Giada”!

 

 

Il  posto è sicuramente family friendly, al ristorante c’è un area buffet per i piccoli ad altezza bambino e sono presenti seggioloni, c’è il miniclub e il teen club, oltre al campo di bocce, freccette, biliardino, ping pong, campo da beach tennis e beach volley, e settimanalmente organizzano di partita di calcio sulla spiaggia, giornata con i gonfiabili nella piscina e schiuma party.

La piscina poi è uno spettacolo, digradante e con l’acqua calda. In un angolino c’è anche la iacuzzi, con vista sulla spiaggia e sul mare, una vera meraviglia!!!

E’ presente inoltre il medico h24.

 

 

Nelle parti comuni c’è sempre un sottofondo di musica caraibica, il caratteristico merengue della Repubblica Domenicana, salsa e bachata (con possibilità di seguire le lezioni di ballo con l’animazione).

Noi non abbiamo partecipato alle attività dell’animazione, anzi ci siamo tenuti ben distanti e anche Giada non ha frequentato le attività dell’animazione: preferivamo viverci e godere di tutte le altre bellezze..

 

La spiaggia e il mare

Il mare a Bayahibe non è proprio cristallino a riva ma ha dei colori stupendi, dall’azzurro al verde, spesso non è molto digradante, ma ci sono alcuni tratti in cui è basso e molto trasparente. L’acqua è calda quindi è molto piacevole fare il bagno.

Chi sceglie di stare in un appartamento, puo’ andare alla spiaggia pubblica, che è molto bella, dove affittano anche ombrelloni o lettini, c’è un bar-ristorante e dei negozi di domenicani.

Durante il fine settimana pero’ risulta molto affollata perché frequentata dai locali, che sono sempre molto allegri e chiassosi. La distanza della spiaggia dagli alloggi (300-400 metri) secondo me è un po’ impegnativa nella nostra estate, soprattutto con bambini, per il caldo umido.

Spostandosi invece con una passeggiata dalla parte opposta, verso il Parco dell’Este, ci sono tratti di spiaggia deserta, con ingresso al mare roccioso, tranne poche parti dove il mare è bellissimo.

Il tratto di spiaggia davanti al villaggio dove eravamo noi è il piu’ grande e meno caotico rispetto a quelli dei resort adiacenti; oltre alla parte di spiaggia sul mare, c’è un’altra bella spiaggia grande un po’ rialzata rispetto all’altra, con bellissima vista, e all’ombra di palme e ombrelloni.

 

 

Basta fare pochi passi ed arrivare di fronte all’adiacente resort Iberostar (che ha un bellissimo bar a forma di faro sulla spiaggia) per trovare un punto dove l’acqua è bassa e cristallina, ottima per i bambini. A mia figlia è piaciuto tantissimo questo mare, primo perchè è caldo, poi perché spesso c’è un po’ di onda e quindi ci divertivamo a fare i bagni con le onde.

La sera stavamo in spiaggia finchè non faceva buio, ad ammirare gli stupendi colori del tramonto..

 

 

Al mattino, mentre il resto della famiglia ancora dormiva, io mi alzavo e facevo lunghe passeggiate sulla spiaggia ancora deserta, per godermi il paesaggio, la quiete, gli odori, il rumore del mare, per riempirmi di quella bellezza ed imprimerla nella memoria.

 

I dintorni di Bayahibe

Da Bayahibe siamo andati anche a visitare La Romana, a una ventina di chilometri, caratteristica città sudamericana, abbastanza grande, dove le vie sono un dedalo, per cui è difficile raccapezzarsi, ma eravamo guidati dal cugino Vittorio. Con Vittorio siamo stati anche in un altro delizioso paesino, ad una cinquantina di chilometri, arroccato sul mare, Boca de Yuma.

Qui il fiume Yuma sfocia nel mare, in uno scenario verde e selvaggio e all’orizzonte si incontrano l’oceano e il mare dei Caraibi. Siamo arrivati al tramonto e abbiamo cenato divinamente a base di pesce in un suggestivo ristorante sulla scogliera, l’ Alponero, di proprietà, ancora una volta, di un italiano.

 

 

Abbiamo fatto 2 meravigliose escursioni all’isola di Saona e il safari adventure, nell’entroterra di Bayahibe, che potete leggere qui

Repubblica Domenicana, escursione a Saona

Repubblica Domenicana, escursione nell’entroterra

Tuffo da una liana nel Rio Chavon-Repubblica Domenicana

 

CONCLUSIONI

La vita in resort puo’ essere ripetitiva, ogni giorno ci mettevamo piu’ o meno nello stesso posto al ristorante, girava lo stesso cd di musica, stesse cose da mangiare al buffet.

Per la musica,  i colori, l’atmosfera caraibica,  questa vacanza l’abbiamo vissuta in modo molto spensierato. La vita in resort è quasi uguale tutti i giorni, non c’è molto da aspettarsi, stessa musica, stesso cibo, stessa spiaggia.. Certo si puo’ rendere un po’ di varia con le escursioni, ma a noi è piaciuto anche cosi’ ci siamo rilassati molto, con una vita routinaria ma in un posto meraviglioso..

Quando in certi momenti passeggiavo da sola e assaporavo tutte le bellezze, pensavo al fatto che  tante cose  mi sarebbero mancate moltissimo al ritorno..le passeggiate al mattino con la spiaggia deserta, i tramonti alla sera, le tonalità celesti e blu del mare, le palme meravigliose che guardano il cielo, il verde del fiume Rio Chavon,  la musica dei caraibi, le persone che ho conosciuto, gli odori e i sapori, .. E infatti poi è stato cosi’!

 

 

 

Nostra figlia Giada dice che gli è piaciuto tutto in questa vacanza..un bel successo, e..come darle torto???

 

 

(luglio 2016)

 

 

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Repubblica Domenicana

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.