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Cuba

Le nostre case particular e alloggi a Cuba

 

 

Le nostre case particular a Cuba le ho cercate con cura e le consiglierei ad occhi chiusi. Eccole qui la descrizione, qualche foto, la mia recensione su Tripadvisor e il loro sito web:

 

Havana

Casa Buenos Aires zona Havana vecchia, casa internamente ristrutturata, molto elegante, camera basica ma pulita, con bellissimo patio e terrazzo sul tetto per colazione. Si trova in una strada un po’ dissestata e con vista palazzo sventrato,  ma vicina al Parque Central, dove ci si puo’ collegare a internet, non lontana dal Malecon e sulla strada per Piazza della cattedrale-Bodeguita del Medio. Prenotata via mail sul sito della casa, costo per tripla 45 usd + 5 a testa per generosa colazione.

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g147271-d7704785-r515103596-Casa_Buenos_Aires-Havana_Ciudad_de_la_Habana_Province_Cuba.html#CHECK_RATES_CONT

 

 

      

https://casabuenosairesencuba.jimdo.com/

 

Casa Diana Vilaseca zona Vedado, Casa coloniale “aristocratica” bellissima e particolare, camera discreta con bellissimo bagno, aria condizionata un po’ rumorosa, terrazzo. La sig.a Diana è la figlia di un collaboratore di Che Guevara e Fidel e il marito racconta la storia. Zona residenziale tranquilla comoda per prendere bus e taxi per spostarsi per la città. Prenotato via mail sul sito della casa, 35 usd per tripla + 4 a testa per colazione.

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g147271-d1816542-r515097874-Casa_Diana-Havana_Ciudad_de_la_Habana_Province_Cuba.html#CHECK_RATES_CONT

 

http://www.casadianahabana.com/index_archivos/englishhomepagecasadianahabana.htm

Della nostra bellissima esperienza su Casa Diana puoi leggere anche qui http://www.unanimainviaggio.it/alloggiare-a-casa-diana-vilaseca-allhavana-figlia-del-professore-che-dava-lezioni-di-matematica-a-che-guevara/

Trinidad

Hostal Las Margheritas, casa e stanza bellissima, colorata spazi stupendi, terrazzino privato per colazione e cena, terrazza sul tetto e piscinetta, appena fuori dal centro pedonale, in via molto “cubana”. Si puo’ cenare nel terrazzino privato delle camere, servizio curato e cibo ottimo. Prenotato via mail sul sito della casa, 30 usd per tripla+ 5 a testa per colazione. Si puo’ organizzare attraverso loro l’escursione alla Valle de Los Ingenios

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g285731-d1566147-r515107849-Hostal_Las_Margaritas-Trinidad_Sancti_Spiritus_Province_Cuba.html#CHECK_RATES_CONT

 

     

http://www.hostallasmargaritastrinidad.com/es/

Vinales

Villa El Habano stanza indipendente, molto bella, terrazze sul tetto con vista sulla valle, capanno per colazione e cena. Un po’ fuori dal centro, che si raggiunge in 10 minuti a piedi, in mezzo alla bellissima campagna e lontano dal traffico. Colazione e cena super abbondanti e ottime. Prenotato via mail sul sito della casa, 30 usd per tripla+ 5 a testa per colazione. Organizzano escursioni a cavallo e in macchina.

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g616288-d2342223-r515172385-Villa_El_Habano-Vinales_Pinar_del_Rio_Province_Cuba.html#CHECK_RATES_CONT

 

        

Welcome to Villa El Habano in Vinales

Resort nei Cayo

Cayo Guillermo 

Iberostar Daiquiri all inclusive, bel resort ottimamente tenuto, in splendido giardino tropicale, camere grandi, buoni i servizi, spiaggia enorme, punto mare migliore davanti al Sercotel li’ vicino (con cattive recensioni). Cibo buono, bar dentro alla piscina con cocktail a volontà, schiuma party una volta alla settimana, biliardo, biliardino, freccette, paella in spiaggia, animazione (se si vuol partecipare). Prenotato online sul sito del resort. Come arrivare da L’Havana: Viazul fino a Ciego de Avila (prenotato online) poi taxi (trovato all’arrivo). 150 usd per tripla

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g666625-d256420-r518656132-Iberostar_Daiquiri-Cayo_Guillermo_Jardines_del_Rey_Archipelago_Ciego_de_Avila_Pro.html#CHECK_RATES_CONT

 

 

https://www.iberostar.com/it/hotel/cayo-guillermo/iberostar-daiquiri

 

Cayo Levisa

Cayo Levisa hotel, unico resort dell’isola, che si raggiunge con barca da Palma Rubia, bella struttura con bungalows quasi tutti vista mare, magnifico ristorante sulla spiaggia con suonatori cubani, il cibo no è molto vario ma quello cucinato al momento è molto buono. Non c’è altro intrattenimento. Spiaggia superba. Ci sono molti sand flies, anche Autan tropical non funziona, meglio acquistare prodotto in negozio resort. Prenotato via mail sul sito del resort 165 pensione completa escluse bevande (no teli)

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g616287-d273666-r526291165-Hotel_Cayo_Levisa-Pinar_del_Rio_Province_Cuba.html#CHECK_RATES_CONT

 

    

www.cubanacan.cu/en/hotelview/cayo-levisa

 

Tutti gli articoli su Cuba qui

Cuba

 

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La meraviglia di Cayo Largo

 

 

Immagina un mare dalle tonalità che virano dal verde al turchese. Stelle marine arancioni che giacciono sulla riva. Lingue di sabbia su cui passeggiare. Una sabbia che sembra borotalco. Una spiaggia con centinaia di palme. Due spiagge raggiungibili con un trenino stile Gardaland.

Sei a Cayo Largo, un’isola a 177 km. a sud dell’Havana, a Cuba.

 

 

La prima volta l’ho vista in escursione durante un soggiorno di mare a Santiago. Per raggiungerla abbiamo dovuto prendere un aereo anteguerra, alla vista ben poco affidabile, una specie di bus volante con le toppe, sedili sbilenchi, freddo allucinante, lento..un paio d’ore da incubo.

Ma all’arrivo..uno spettacolo. Un giro in catamarano, dove ho mangiato la miglior aragosta della mia vita, cucinata al momento, un po’ di snorkeling, Cayo Iguana e l’approdo a Playa Sirena.

 

 

Ho deciso di tornarci poi con la famiglia. Un last minute, dopo le feste natalizie, volo diretto, alloggio al Resort Playa Blanca.

 

 

A quei tempi avrebbe avuto bisogno di una rinfrescata, ma era comunque molto gradevole, palazzine con camere molto grandi, belle piscine e aree gioco per i bambini, buffet appena sufficiente, ma un ristorante a picco sul mare con pesce fresco per il pranzo che era una favola. Alla sera c’era l’animazione, ma non abbiamo mai assistito, soltanto l’appuntamento fisso era al concertino del gruppo cubano che suonava sempre dopo cena e prima degli spettacoli, i Santa Fe, una meraviglia.

 

 

La spiaggia del resort non era molto larga, forse una delle piu’ strette di tutti i resort, che si trovano tutti su quel lato dell’isola, e il mare era sempre piuttosto mosso perchè dalla parte dell’oceano, ma i colori meravigliosi invitavano a stare comunque li’, vicino alle rocce a guardarlo.

 

 

Con una bella passeggiata si arriva anche alle spiagge degli altri hotel, godendo di paesaggi bellissimi. E’ qui che per la prima volta ho visto un colibri’, con il suo battito di ali velocissimo.

 

 

Le spiagge piu’ belle si raggiungevano con il trenino o con un taxi.

 

 

Playa Sirena e Playa Paraiso. 15 minuti di strada asfaltata, che poi proseguiva entrando in una parte incontaminata. Non ci sono strutture o resort là, solo un paio di bar e ristoranti, perfettamente inseriti nel paesaggio. La prima che si incontra è Playa Sirena.

 

 

Spiaggia enorme, ombrelloni di paglia sotto cui posarsi (gratuitamente), lingue di sabbia su cui passeggiare. Proseguendo  lungo la spiaggia o scendendo alla fermata successiva del trenino, si arriva a Playa Paraiso, dove le tonalità spaziano dal verde, all’azzurro al bianco del mare e dove si trovano decine di stelle marine arancioni. La spiaggia, oltre alla riva, è una distesa di palme dal fusto piccolo, mai viste cosi’ tante.

 

 

Dall’hotel si raggiunge in pochi minuti di bus la Marina di Cayo Largo.

 

 

Si puo’ visitare un ricovero per tartarughe, dove vengono allevate o curate, per poi essere a tempo debito liberate.

 

 

Alla Marina, c’è l’ospedale e una scuola che si puo’ visitare, negozi e un bel parco giochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

E dalla Marina si parte per le escursioni. Noi ne abbiamo fatta una che comprendeva la visita a Cayo Iguana, un’isola abitata solo da enormi iguane, spesso mimetizzate col terreno che si possono anche vedere a distanza ravvicinata.

 

 

Una sosta per lo snorkeling, e una sosta alla spiaggia delle conchiglie, una sabbia bianca in un mare azzurro senza limiti!

 

 

L’unica cosa che non è stata troppo favorevole è stata la temperatura a gennaio. La settimana piu’ fredda di quell’anno, ci dicevano i cubani. La sera scendeva anche fino a 14 gradi, al giorno a volte si aggirava anche attorno ai 20. Sulla barca durante l’escursione, felpa e kway antivento, ci hanno tenuti caldi, buttarsi in acqua e fare snorkeling è stata dura.

 

 

Ma il sole è sempre stato presente, e nonostante la temperatura, abbiamo apprezzato le mille bellezze di quest’isola.

Cayo Largo è un posto per chi ama la vita di mare. Meraviglioso.

Volendo si puo’ fare l’escursione all’Havana, che merita pero’ un viaggio a parte.

Ma questo è un altro viaggio.

 

 

 

tutti gli articoli su Cuba li trovate qui http://www.unanimainviaggio.it/cuba/

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Cuba

 

 

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Cuba in fai da te

 

 

L’organizzazione di un viaggio fai da te a Cuba.

Avevamo voglia di andare a Cuba prima che cambiasse troppo.

Grazie ad un’ottima offerta Air France, quest’anno (2017) è stata la meta delle nostre vacanze estive.

Rigorosamente organizzata in fai da te.

Riassumo le tappe del nostro viaggio e come ci siamo spostati (i dettagli organizzativi li trovate nell’articolo che segue, i dettagli degli alloggi qui

 

Le nostre case particular e alloggi a Cuba

 

-Volo Air France Bologna-Parigi-L’Havana

-L’Havana, 2 notti a Casa Buenos Aires (Havana vecchia), visita dell’Habana veja a piedi, e visita dei dintorni con hip on hip off bus (bus turistico)

 

 

-L’Havana-Cayo Guillermo, tratta Havana – Ciego De Avila con bus Viazul, tratta Ciego De Avila-Cayo Guillermo in taxi (trovato in loco), 5 notti a Iberostar Daiquiri, con visita a Cayo Coco e Playa Pilar, con bus turistico

 

 

-Cayo Guillermo-Trinidad, con taxi (trovato in loco tramite il portiere del resort) 2 notti a Hostal Las Margaritas, con visita alla Valle de Los Ingegnos, canopy sulla vallata

 

Canopy (zipline) nella Valle de Los Ingenios a Trinidad-Cuba

 

e trekking a El Cubano, fino alle cascate

 

 

-Trinidad-Vinales, con taxi (prenotato tramite la casa particular di Trinidad), 2 notti a Villa El Hebano, giro a cavallo,

 

A cavallo nella valle di Vinales a Cuba

 

visita dei dintorni con hip on hip off bus (bus turistico)

 

Murales de la preistoria Vinales Cuba

 

-Vinales-Cayo Levisa con taxi (prenotato a Vinales), 2 notti all’unico resort presente Hotel Cayo Levisa

 

 

-Cayo Levisa-L’Havana con taxi (prenotato dall’Italia tramite www.taxivinalescuba.com), 1 notte a Casa Diana (Vedado)

 

Alloggiare all’Havana nella casa del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara

 

 

-volo Air France L’Havana-Parigi-Bologna

14 notti.

 

Vi racconto come ho fatto ad organizzare il viaggio

 

 

Cuba in fai da te

Questo viaggio, come tanti da un po’ di tempo a questa parte, è iniziato per me molto prima della sua effettiva partenza. Dopo la prenotazione del volo ho iniziato a fare tante le ricerche, perché è anche cosi’ che si sogna e si viaggia. Ho cominciato a vivere Cuba nei racconti sui blog e nelle recensioni delle persone, sbirciando –dalle foto– nelle case di decine di cubani, facendo domande sui forum, inviando decine di mail.. Sono arrivata alla partenza che mi sembrava di esserci già stata :).

In realtà cosi’ era, è stata la mia quarta visita nel paese. Prima ero stata Varadero con escursione a L’Havana, poi a Santiago con escursione a Cayo Largo, poi a Cayo Largo, una settimana intera sull’isola.. ma la coscienza con cui si affronta una vacanza o un viaggio è diversa a seconda del periodo in cui lo vivi e questa volta volevo cucire il viaggio su misura, in base alle nostre esigenze, creare il nostro tour.. e questo da anche la sensazione di viverselo di piu’..

Organizzare un viaggio a Cuba in fai da te è molto impegnativo, ma per me, come avrete capito, è stato anche estremamente divertente e appassionante..Sul web si trovano numerosi articoli che descrivono perfettamente le località piu’ famose, quindi qui il mio intento è di fornire alcune informazioni pratiche, scaturite dalla nostra esperienza, che, spero possano essere utili a chi voglia cimentarsi in questa avventura.

 

 

Tour dell’isola

Cuba si estende in lunghezza per  1250 chilometri, pertanto, volendo vedere le principali città, occorre avere molti giorni a disposizione. Prima di programmare un tour di Cuba, è opportuno fare un calcolo delle distanze per  farsi un’idea dei chilometri da percorrere e dei costi indicativi, in base ai giorni disponibili.  Noi avevamo 15 giorni, abbiamo percorso solo la metà a nord dell’isola, volendo anche trascorrere un po’ di giorni al mare nei cayos.

Il giro che abbiamo pianificato è stato diverso da quello che di consuetudine viene fatto: dopo la visita alla città dell’Havana, dove siamo atterrati, siamo andati qualche giorno a rilassarci al mare (a Cayo Guillermo) per accontentare subito nostra figlia Giada

 

Un’adolescente in viaggio

 

Poi siamo risaliti a Trinidad e Vinales, per  poi finire di nuovo con qualche giorno di relax al mare, a Cayo Levisa.

In questo modo abbiamo percorso all’inizio del nostro viaggio la tratta piu’ lunga (Havana-Cayo Guillermo) e abbiamo lasciato quella piu’ breve alla fine (Cayo Levisa – Havana). Se tornassi indietro rifarei esattamente lo stesso giro.

Le escursioni, giro a cavallo a Vinales e visita alla Valle de Los Ingenios, le abbiamo organizzate chiedendo ai proprietari delle case particular, che ci hanno trovato i taxi o le guide per andare. Per visitare zone dell’Havana, fuori da Havana Veja e le attrazioni di Vinales, abbiamo utilizzato il bus turistico (hip on hip off), che fa il tour, c’è la possibilità di scendere alle varie fermate e prendere i bus che continuano il giro o fanno ritorno,ad orari successivi.

 

 

Spostamenti

I costi dei trasferimenti rappresentano una voce importante del budget in un viaggio on the road a Cuba. Anche i tempi dei trasferimenti sono da considerare, perchè possono essere lunghi per cui è importante cercare di valutare con attenzione ogni tratta e i mezzi di trasporto da utilizzare.

Viazul

I Viazul, http://www.viazul.com/, sono autobus che collegano molte città di Cuba. Sono abbastanza comodi, ma piuttosto sporchi!! (basta saperlo). Sulla puntualità non c’è da farci affidamento perché, per esempio, nella tratta che abbiamo fatto noi, hanno inserito una sosta pranzo non prevista, ritardando di 1 ora l’arrivo a destinazione. Tutto sommato viaggiare con questi bus è piacevole, si puo’ riposare e si guarda il panorama. Facendo varie fermate, i tempi di percorrenza si allungano rispetto ai taxi, ed è stata soprattutto questa la ragione per cui abbiamo preferito viaggiare in taxi. I Viazul sono piu’ economici di un taxi, pero’ meglio fare bene i conti considerando il numero dei paganti, per valutare la reale convenienza, mettendo il conto anche che bisogna arrivare alla stazione di partenza, che, nel caso dell’Havana, non è in centro città, ma a circa 20 minuti di distanza, ed occorre prendere un taxi per raggiungerla (da Havana veja 10-15 cuc/euro).  E’consigliabile prenotare on line il biglietto per evitare di non trovare posto, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza.  Ci sono anche altri autobus che girano per Cuba, i Transtur, http://conectando.visitcuba.it/,  sono piu’ cari ma fanno tappa in alcuni alberghi nelle città e anche in alcune località non coperte da Viazul (come Cayo Santa Maria), per cui potrebbero risultare piu’ comodi (soprattutto all’Havana), ma proprio perche fermano in diversi alberghi, pare che abbiamo tempi di percorrenza piu’ lunghi e non siano puntuali.

Noi il Viazul l’abbiamo preso 1 volta, nella tratta Havana-Ciego De Avila, per proseguire poi in taxi per Cayo Guillermo. Fare tutta la tratta Havana-Cayo Guillermo in taxi sarebbe stato molto costoso e il Viazul non raggiunge i Cayos: in questo modo invece abbiamo risparmiato dai 50 ai 100 cuc/euro.

 

 

Taxi

I taxi sono un buon mezzo di trasporto per girare Cuba, anche per le distanze piu’ lunghe..ma per quanto i prezzi non siano come quelli italiani, il costo incide parecchio sul budget totale del viaggio, se volete spostarvi con questo mezzo. All’incirca si puo’ calcolare un costo di 0,5 cuc/euro per ogni km percorso. Per avere idea di distanze e prezzi, dopo varie ricerche, ho trovato questo utile sito, comodissimo per fare i miei calcoli: http://taxivinalescuba.com/. Ho anche prenotato una tratta con loro, quella per cui non  avevo la certezza di poter trovare il mezzo per tornare all’Havana, allo sbarco di Cayo Levisa con l’ultimo traghetto del pomeriggio. Posso dire che l’organizzazione è buona, il sito è fatto bene, rispondono velocemente, sono organizzati per il pagamento dell’anticipo richiesto per la prenotazione ( circa il 15%) attraverso un sistema simile a paypal, l’autista si è presentato all’appuntamento con un cartello con il nostro nome, ma.. in compagnia della moglie, quindi noi in 3 nei sedili dietro non eravamo molto comodi e soprattutto l’auto…era molto scarsa!! Ammortizzatori quasi assenti, quindi si sentivano tutti i sobbalzi, aria condizionata non regolabile, fortissima, tanto che per spegnerla il taxista si è dovuto fermare, aprire il cofano e disattivarla da li’, guida non proprio sicura..

Purtroppo pero’ ho constatato che le cattive condizioni delle macchine o la guida un po’ veloce e pericolosa dei conducenti è piuttosto frequente a Cuba; in altre 2 tratte ci sono capitate auto senza le maniglie per tirare giù i finestrini, o senza aria condizionata, o con gomme lisce, e comunque in uno stato che, se come nel nostro caso arrivi a destino e non succede nulla, va bene (a parte un testa e coda che l’auto ha fatto sulla strada a curve per arrivare a Vinales, una paura pazzesca), ma se dovesse esserci un inconveniente (una gomma che si buca, un’animale che attraversa la strada, ecc.), con le alte velocità a cui guidano. e le macchine che non hanno certo fatto la revisione, non so come potrebbe finire..Insomma secondo me qualche pericolo si corre.

Fortunatamente non è sempre così, abbiamo incontrato anche taxisti deliziosi e altri molto professionali e con macchine abbastanza nuove..

I miei consigli dunque sono:

-se possibile preferite o chiedete i taxi gialli, sono quelli con le macchine piu’ nuove e gli autisti piu’ professionali

-se non siete troppo ansiosi, prenotate i taxi in loco, salvo che non abbiate esigenze particolari, perchè si può risparmiare

-ricordatevi di chiedere un taxi con aria condizionata.

I taxi si trovano nelle piazze o vicino agli hotel o si possono anche fermare per strada, ma la soluzione migliore è chiedere alla casa particular che vi ospita. In qualche caso, per le lunghe tratte, io ho chiesto i costi sia alla casa di partenza, che a quella di arrivo, per farmi un’idea e poi decidere una volta sul posto.

Non abbiamo utilizzato i così detti taxi colettivos perchè con una bambina (a dire il vero, ragazzina),abbiamo preferito essere piu’ comodi: lei ha potuto sdraiarsi, leggere, avere il suo spazio, anche nei lunghi viaggi. Abbiamo scartato l’idea di noleggiare l’auto perché avevo letto di qualche difficoltà: se tutto va bene, puo’ essere una soluzione molto comoda e piu’ flessibile, ma se dovessero presentare  difficoltà? chi chiamare per intervenire?? in quanto tempo arriverebbero? sono tutte domande da porsi e leggendo esperienze di chi ci si era trovato..no, non mi sono fidata di questo tipo di soluzione.. E poi, in effetti, ho constatato che la segnaletica è proprio carente e in alcuni tratti le strade sono in condizioni pessime, anche i taxisti viaggiavano a passo d’uomo per evitare le buche per non far danni alle auto. L’idea del driver, cioè un taxista che ti conduca per tutto il viaggio, puo’ essere valida se ci si ferma non piu’ di una giornata nelle varie località,  sono a conoscenza di persone che si sono trovate benissimo con questa soluzione, ma non faceva per noi che ci siamo fermati spesso 2 giorni in un’unica località.

 

 

Case particular

La casa particular è l’alloggio che fa piu’ entrare nello spirito di Cuba ed essere a contatto con la vita e la popolazione cubana. Ce ne sono ormai a migliaia, da quando sono diventate legali. Si possono prenotare da internet, contattandole direttamente via mail, oppure tramite dei siti intermediari, o anche con airbnb. Per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Consultate le recensioni su Tripadvisor o su www.bbinvinales, guardate le foto, visitate il sito della casa (la maggior parte ormai ne ha uno), prima di prendere una decisione.

Fatevi una lista delle vostre priorità per scegliere; per esempio le mie priorità all’Havana erano il bagno in camera, la camera con finestra (molte case coloniali hanno la finestra su un patio chiuso), l’aria condizionata, l’arredamento e lo stile non troppo retro’, la posizione centrale rispetto al centro storico, per non dover  ricorrere ai mezzi per spostarmi . Inoltre mi interessava che non avessero recensioni negative (o almeno ho letto i motivi). Alcune case particular sono già classificate come b&b e in queste la famiglia è un po’ meno presente e la struttura puo’ essere di piu’ recente ristrutturazione. Noi per la prima casa all’Havana, abbiamo optato per questo tipo di soluzione, per fare avere a nostra figlia adolescente un buon primo impatto della città, che in alcune zone si presenta molto decadente. Ci siamo trovati molto bene con questa soluzione.

 

 

Una volta fatte tutte le valutazioni e trovato qualche opzione, inviate una mail. Molte case, evidentemente già occupate, non rispondono alle mail, ma altre rispondono anche velocemente o nel giro di un paio di giorni. Poiché in pochi a Cuba sanno l’inglese, è probabile che riceverete una risposta in spagnolo, ma sicuramente vi capirete. Di solito, dopo che la casa vi ha dato informazioni e disponibilità, chiede una mail di riconferma della prenotazione. Le case, e anche molti portali, (es. www.bbinvinales.com, www.casahavanaparticular.com, www.casaincuba.com) non chiedono anticipi, ma solo di avvisare prima possibile in caso di disdetta, mentre altri portali come Airbnb chiedono anticipi o il pagamento completo. Non è possibile prenotare alcuna struttura tramite booking.com per Cuba (al momento in cui sto scrivendo l’articolo). Poi una volta prenotato, se avete bisogno di informazioni o altri servizi, potete riscrivere, le persone sono molto disponibili e vi invieranno sicuramente una risposta.

Sappiate che ovunque prenoterete, vivrete un’esperienza unica e particolare, che vi arricchirà e vi resterà nel cuore, al di là delle caratteristiche della casa stessa.

 In questo articolo trovate le case particular che ho scelto io, preventivamente selezionate e incantevoli, tutte consigliate

 

Le nostre case particular e alloggi a Cuba

 

L’Havana: perchè alloggiare in Havana Veja

Per quel che riguarda l’Havana, studiate con anticipo la cartina per capire dove volete stare. Il mio suggerimento è di alloggiare, almeno all’arrivo, in Havana Veja. I vantaggi di alloggiare all’Havana Veja sono:

-essere in una delle zone piu’ belle della città

-la comodità di visitare la città a piedi

-avere un appoggio vicino, per una sosta di riposo, anche solo per rinfrescarsi e riprendersi dalla grande calura, se viaggiate, come noi, d’estate, o correre velocemente al riparo nel caso di un acquazzone.

L’Havana Veja ha strade che sono piccoli gioielli e strade dissestate, rotte e piene di buche, cosi’ come palazzi di una bellezza travolgente ed altri sventrati, quasi pericolanti. L’ideale sarebbe trovare una casa in una strada ristrutturata, ma non è facile se non si è pratici, guardando solo la cartina: le piu’ famose, ben tenute e ristrutturate, sono Calle Obispo, Calle Mercaderes o Calle Oficios, vicine alle 4 piazze principali Plaza Veja, Plaza de Armas, Plaza S. Francisco e Plaza della Catedral, bellissime, colorate, ordinate.

 

 

Noi per esempio, eravamo in un punto molto comodo per visitare il centro, ma anche vicino al Parque Central, dove ci si poteva collegare ad Internet e da dove partono gli autobus turistici, e non lontano dal Malecon. Casa ristrutturata all’interno, ma di fronte e di fianco avevamo palazzi sventrati e la strada era dissestata in piu’ punti. Questo non ha tolto il piacere di stare all’Havana Veja, anzi l’esperienza è stata ancora piu’ autentica perché si respira l’atmosfera della vita di tutti i giorni degli “habaneri”.  Non fatevi ingannare dal quartiere chiamato Havana centro, perché contrariamente a quello che si puo’ immaginare dal nome, non è nel centro storico e si estende per diversi chilometri, per cui potrebbe essere necessario prendere un taxi per spostarsi. La zona del Vedado, dove abbiamo alloggiato l’ultima notte dopo il tour di Cuba, è piu’ una zona commerciale e residenziale, ma  merita un soggiorno,  magari, come abbiamo fatto noi,  dopo aver fatto base i primi giorni ad Havana Veja.

 

 

Cambio denaro e internet

All’arrivo a tarda ora del nostro volo, gli uffici di cambio al primo piano dell’aeroporto (partenze), che mi avevano consigliato perché meno affollati, erano chiusi, era aperto soltanto l’ufficio agli arrivi all’uscita…ma c’era una fila allucinante. Il cambio applicato è lo stesso ovunque, Cadeca o Banca, solo nei grandi alberghi è meno conveniente. Il vantaggio di cambiare all’aeroporto è di non fare la coda sotto il sole nella Cadeca di Havana Veja, in Calle Obispo. I taxisti dell’aeroporto comunque, su richiesta, accettano anche gli euro, per cui il cambio puo’ essere rimandato a dopo aver raggiunto il centro città; oppure, come nel nostro caso, il taxista  ha proposto di portarci a cambiare in un albergo in Parque Central  (cambio 1,1 anziché 1,06), e noi abbiamo preferito fare in questo modo per non stare in fila, vista la stanchezza del viaggio, ed avere già qualcosa in tasca per il giorno successivo. Se non volete fare la fila alla Cadeca in centro ad Habana veja, avete 2 possibilità:

1-andare in una banca, e ce ne sono tante in centro, pagando una piccola commissione

2 – vivamente consigliato -recarvi appena fuori Havana Veja alla feria Almacenes San Jose-avenida del porto angolo Calle Cuba– un mercato artigianale al coperto comodissimo, che abbiamo scoperto per caso, dove è presente sia la Cadeca per il cambio, che l’ETECSA per l’acquisto delle schede per il wifi, dove abbiamo trovato anche poca coda e ed è al coperto per cui non si sta sotto il sole.. Per le schede wifi, in alternativa, se non riuscite ad andare alla feria e non volete fare fila, chiedete a chi è in coda all’ETECSA dove si possono acquistare e vi indicheranno qualcuno nei dintorni che le vende al mercato nero, al doppio ma senza sprechi di tempo (anziché 1.5 cuc/euro, 3.. si puo’ fare..).

Per collegarsi ad internet occorre avere la scheda telefonica e trovare un punto (alcune piazze o vie o nei grandi alberghi) dove ci sia il wifi, anzi il “uifi”, come lo chiamano i cubani: ve ne accorgerete facilmente vedendo un gran numero di persone con in mano il telefonino. A questo link comunque trovate le aree coperte da wifi: http://www.etecsa.cu/internet_conectividad/areas_wifi/. Sulle schede ci sono 2 codici che vanno inseriti nelle finestre che appaiono sul telefono e, magari dopo molti tentativi, a seconda che sia una scheda da 1 ora o da 5 ore, molto lentamente, si puo’ navigare, chiamare ecc. per il tempo indicato. Terminata la navigazione, è importante sempre togliere il wifi, cosi’ si puo’ utilizzare il tempo residuo della scheda. Per telefonare in Italia con internet si puo’ scaricare IMO: noi l’abbiamo usato, siamo riusciti a chiamare e a sentire bene.

In alcuni hotel, come l’Hotel Nacional, occorre acquistare le schede presso di loro ad un costo di circa 4 euro per poter navigare (ma li’ vicino c’è anche la Rampa che ha un punto dove c’è il wifi) ; in caso di necessità di un pc per effettuare particolari operazioni (per esempio io ho avuto necessità di prenotare il resort di Cayo Guillermo dal loro sito), gli hotel  hanno le loro postazioni internet, che funzionano con le schede a tempo acquistate presso di loro.

 

 

Clima in estate

Il nostro viaggio era programmato per le vacanze estive. In estate a Cuba il clima è caldo e umido. Quando siamo andati noi, a fine giungo, di frequente, nel  pomeriggio (a parte a Cayo Guillermo), si scatenava un acquazzone, di breve durata, ma spesso impetuoso, per cui era necessario proteggersi da qualche parte: non c’è kway od ombrello che tenga! (ma puo’ essere utile un ombrello o un poncho quando la pioggia cade meno intensamente) . All’Havana ci sono  molti portici e tanti localini dove trovare riparo, per cui magari si puo’ approfittare del temporale per bere qualcosa o tornare alla casa per riposare un attimo e riprendere la visita quando il cielo è di nuovo sereno.

Nelle altre città fa caldo ma si resiste bene mentre l’Havana d’estate è proprio caldissima. Un caldo umido che non permette la visita della città senza soste. E’ stato importante per questo avere una casa vicina al centro,  che per lo più si visita a piedi, per tornare e fare una sosta al fresco dell’aria condizionata, prima di riprendere il tour della città oppure per correre al riparo durante un temporale. A maggior ragione è comoda se si hanno bambini.  Anche la sera è molto caldo, ma ovviamente, non essendoci il sole, si riesce a girare meglio. Pertanto, vanno considerati tempi di visita più lunghi rispetto a quelli che si potrebbero immaginare.

 

 

Valigie

Facendo un viaggio itinerante, la cosa migliore sarebbe portare con sé il minimo indispensabile. A parte tutti i medicinali necessari da viaggio (qui ancora piu’ importanti perché le farmacie sono molto sguarnite), le creme solari, i prodotti per l’igiene (che io ho portato per timore che non ci fossero nelle case ma ho sempre trovato) che occupano parecchio spazio, vestiti e scarpe possono proprio essere ridotti al minimo.

Noi siamo riusciti a partire con 2 zaini- trolley da 44 litri e un borsone-zaino piu’ piccolo. Avevo immaginato che fosse scomodo trascinare i trolley per strade sconnesse, di ciotoli o dissestate, e per questo la scelta era ricaduta su zaini-trolley; in realtà le valigie le abbiamo sempre usate comodamente come trolley.

Oltre alle scarpe da tennis indossate durante il viaggio, abbiamo portato solo le ciabatte (io ho portato anche un paio di sandali, usati una volta per non dire che li avevo presi per niente), shorts, qualche abitino o canotta leggeri, pantaloni lunghi indossati solo durante il viaggio e a cavallo, magliette e intimo che qualche volta ho lavato. In alcune case forniscono anche il servizio di lavaggio indumenti  per pochi cuc . Per noi è stato un servizio particolarmente comodo a Vinales, quando, dopo la mattinata a cavallo, ci siamo trovati infangati fino alle orecchie e quindi abbiamo chiesto alla casa di lavarci non solo gli abiti ma anche le scarpe (che sono tornate splendenti).

Una cosa che si è rivelata utilissima per il viaggio itinerante, che non avevo mai utilizzato, sono stati gli organizer. Ho suddiviso gli abiti di ogni componente della famiglia in un organizer, idem per costumi e biancheria.

Risultato: le valigie non sono mai state disfatte, tiravo fuori gli organizer e li appoggiavo negli armadi (dove c’erano!), all’interno dei quali gli abiti, con mio stupore, si stropicciano meno che messi in valigia. oltre a essere trovati e tirati fuori piu’ facilmente (e ho avuto anche la sensazione che ci stesse piu’ roba!!). Insomma, mai piu’ senza organiser!

 

 

Infine, le cose DA NON PERDERE

Per le zone da noi visitate, vi elenco quelle che, secondo me, sono le cose da fare assolutamente:

-HAVANA: visita a piedi dell’Havana Veja, tour con il bus turistico hip on hip off per le altre zone e visita all’hotel Nacional con passeggiata sulla Rampa ; visita a Fusterlandia

-CAYO GUILLERMO: spiagge di Cayo Guillermo, Cayo Coco e Playa Pilar (anche con bus turistico)

-TRINIDAD salita sul campanile della piazza a Trinidad, visita a Manaca Iznaga e canopy sulla Valle de los Ingenios; se interessa trekking a El Cubano con arrivo alla cascata e bagno nel fiume

-VINALES: mattinata a cavallo a Vinales, Murales della Preistoria e Cueva dell’Indio (con bus turistico hip on hip off)

– CAYO LEVISA: passeggiata fino oltre il resort per vedere le stelle marine

-provare il  Guarapo (bevanda ottenuta dalla spremitura della canna da zucchero) e la Canchanchera (cocktail a base di canna da zucchero)

 

 

In conclusione…che dire…FANTASTICA CUBA!!

 

 

 

(luglio 2017)

 

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Un’adolescente in viaggio

 

 

…a Cuba!

Quando i figli sono piccoli, te li scarrozzi un po’ dove vuoi per il mondo, ma quando arrivano

alla soglia dell’adolescenza, le cose cambiano. Cominciano ad avere gusti più definiti e

pretendono di essere presi in considerazione nelle decisioni, vogliono contrapporsi e

assumono atteggiamenti di sfida, hanno bisogno di essere più partecipi nell’organizzazione

e sono più opportune riflessioni sui vissuti di viaggio.

Sono mamma di Giada, quasi tredicenne, ho alle spalle formazioni  nel campo delle psicoterapie corporee e sistemiche, e voglio raccontarvi come ho affrontato un viaggio itinerante a Cuba con la mia figlia pre adolescente, cosa ho fatto per farle apprezzare il viaggio!

La grande sfida è: come fare a vivere serenamente (noi e loro) il prima, durante, e dopo la vacanza,  in questo periodo particolare della loro vita?

Il resort all inclusive, dove i ragazzi hanno la possibilità di fare nuove amicizie, partecipare ad attività organizzate dagli animatori, magari con la presenza di un teen club, potrebbe essere una soluzione per offrire loro possibilità di divertimento. Questa può essere una soluzione semplice, se piace questo stile di vacanza. Noi, lo scorso anno, siamo andati in uno di questi villaggi,  abbiamo sfruttato tutte le comodità del resort (anche se ci siamo tenuti alla larga dall’animazione che non ci è gradita) e nostra figlia, all’epoca dodicenne, non era comunque interessata alle varie attività per ragazzi (forse era ancora in un’età di passaggio), ma si è comunque divertita moltissimo in piscina, agli schiuma party, al campo da bocce, nell’idromassaggio, tutte attività che noi abbiamo condiviso con lei. E poi godendo dei cocktails, della frullateria, della creperia, oltre che apprezzando la spiaggia, il mare e le escursioni che le abbiamo proposto. E devo dire che siamo stati benissimo, veramente una bella vacanza!

 

 

In alternativa, si potrebbe andare in vacanza con qualcuno che abbia figli coetanei: non è il nostro caso, a parte il fatto che non amiamo andare in viaggio in compagnia, non conosciamo nessuno con cui abbiamo una sintonia tale da condividere una vacanza. Ma sicuramente è un’ottima soluzione.

Se invece si sceglie un viaggio itinerante, i così detti “on the road” (otr), le cose si complicano: la possibilità di conoscere coetanei, per i ragazzi, è molto bassa, o limitata nel tempo, e non sempre negli alloggi che si scelgono possono esserci attività specifiche pero loro.

Diventa quindi necessario stimolare l’interesse verso il luogo della vacanza, prevedendo anche tappe che soddisfino la loro curiosità e piacere.

In seguito all’esperienza del viaggio a Cuba di quest’anno, sperimentando,  ho individuato alcuni accorgimenti, che credo possano essere utili come spunto per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero vivere serenamente una vacanza in famiglia con figli adolescenti (almeno fin tanto che vengono ancora in viaggio con noi :).

Eccoli qui sotto riportati:

 

 1) creare motivazione

2) preparare e coinvolgere

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti

5) trascorrere tempo con il padre

 

Nel dettaglio, ecco cosa ho fatto:

 

1) creare motivazione (con l’immaginazione)

Giada è una ragazzina di quasi 13 anni. Ha viaggiato abbastanza, è stata in Mar Rosso, Parigi, Canarie, Baleari, Mauritius, Zanzibar, Kenya, Maldive, Thailandia e Repubblica Domenicana. Dopo queste esperienze ha già individuato cosa le piace, e quest’anno avrebbe voluto tornare per la terza volta alle sue adorate Maldive e fare una vacanza stanziale.

Quando noi genitori scegliamo una meta per le vacanze, guardiamo le offerte di volo per le località che ci piacerebbe visitare. Quest’anno abbiamo trovato una buona offerta per Cuba, con la prerogativa di una vacanza itinerante on the road, per visitare qualche zona del paese. Le Maldive quindi sono state rimandate ad altra data…

Alla comunicazione della notizia, questa non è stata ovviamente colta con entusiasmo perché la meta era diversa da quella che avrebbe desiderato, e anche il tipo di vacanza. E’ da mettere in conto quindi, che l’entusiasmo con cui noi prenotiamo e ci pregustiamo la vacanza, non corrisponda a quello dei figli adolescenti.

 

Ma mia figlia, pero’,  non aveva ancora capito che la mamma cerca di organizzare il viaggio cercando di mettersi nei suoi panni, ovvero con “empatia”, pensando a cosa le piace, programmando la vacanza in modo che possa anche lei entusiasmarsi e godersela oltre quello che può immaginare, e cercando di considerare come ci si puo’ divertire insieme in famiglia.

La cosa è importante quindi, è cercare di rendere la vacanza attraente ai nostri ragazzi, facendo un elenco di tutte le cose che sappiamo gli possano piacere: nel nostro caso, le ho detto che avremmo alternato alle visite alle città dei giorni di mare stanziali, che il mare sarebbe stato bello quasi quanto quello delle Maldive e avremmo soggiornato anche in resort all inclusive dove poteva prendere tutti i cocktail che voleva, godere della piscina e della varietà del buffet, che avremmo visto cittadine tutte colorate, che avremmo fatto passeggiate a cavallo.

Un’altra cosa che so che a lei piace, è viaggiare con un aereo grande e pieno di intrattenimenti: le ho quindi raccontato che in aereo avrebbe trovato gli schermi personali con film, giochi, ecc. e che avrebbe potuto cosi’ gustarsi anche il lungo viaggio. E cosi’ è stato! anzi  ha cominciato a divertirsi già durante l’attesa del volo in coincidenza all’aeroporto di Parigi, dove ha trovato una punto con la playstation con cui giocare e sono convinta che se l’aereo avesse fatto ritardo non le sarebbe dispiaciuto!

 

2) preparare e coinvolgere

Per coinvolgere Giada durante la preparazione del viaggio, le ho mostrato alcune immagini dei luoghi che saremmo andati e le foto degli alloggi che avevo prenotato, e l’ho fatta partecipare anche nella scelta tra alcune opzioni. Ho scelto alloggi  che potessero rispecchiare il suo gusto, ad esempio all’Havana sono stata attenta che la casa non fosse  troppo decadente o retro’, in modo che avesse subito un buon impatto  con una città che in certe zone sapevo essere piuttosto fatiscente o in degrado, e così ho fatto anche per le altre case particular. Inoltre ho inserito nel nostro viaggio qualche giorno in resort, nei cayos al mare, dove tra l’altro era l’unica possibilità.

Per coinvolgerla ulteriormente, poco prima di partire ho cercato qualche film che fosse ambientato a Cuba da vedere insieme: abbiamo visto “Lista d’attesa” e “I diari della motocicletta” (che l’hanno incuriosita molto sulla vita di Che Guevara), e cosi’ ho potuto parlarle anche un po’ del paese. Abbiamo anche letto insieme qualche informazione storica sulla guida, e con questi accorgimenti direi che siamo riusciti a suscitare la sua curiosità.

 

Quindi è importante coinvolgere i ragazzi nell’organizzazione quando possibile, e fornire loro informazioni per destare un interesse sul paese che si visiterà e la sua cultura.

 

 

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente

Con l’obiettivo di esaudire quanto prima il desiderio di Giada della vacanza in bel posto di mare, nella pianificazione del tragitto di viaggio, ho scelto un percorso inverso a quello consueto. Così, dopo la prima tappa con visita alla città dell’Havana, ho inserito il soggiorno in un resort su un Cayo (Cayo Guillermo).. Qui ha potuto godere delle tante sfumature di blu del mare, e di tutte le comodità dell’all inclusive, delle lunghe giornate ad oziare in spiaggia, dove alternava la lettura sul lettino sotto una palma ai bagni in mare, un cocktail a uno schiuma party in piscina, e ha potuto usufruire della scelta delle mille possibilità che offriva il buffet in fatto di cibo.

Nelle tappe successive, ho programmato sempre qualcosa che avesse per lei grande attrattiva: una passeggiata a cavallo nella valle di Vi

nales.

 

 

e un volo con la canopy (o zipline), appesi ad un cavo d’acciaio sulla meravigliosa Valle de Los Ingenios a Trinidad e sospesi nel vuoto

 

 

E alla fine della vacanza ho inserito di nuovo un’altra sosta al mare.

Per la visita nelle città o i trasferimenti alle varie spiagge, abbiamo utilizzato

, quando disponibile, l’autobus turistico hip on hip off, sedendoci al piano all’aperto e anche questa è stata una scelta vincente.

L’ho portata in giro per mercatini, a vedere attrazioni o musei particolari, ad esempio all’Havana abbiamo visitato una zona chiamata Fusterlandia, dal nome di Fuster, l’artista che ha tappezzato di mosaici e piastrelle tutte colorate tutto il quartiere, la sua e le case degli abitanti, dando vita ad una meravigliosa opera d’arte a cielo aperto.

In sintesi è importante cercare luoghi e attività  che si immagina possano piacere all’adolescente. Spesso viene in aiuto anche solo prendere mezzi di trasporto diversi dai soliti, come fare un giro col calesse, con un riscio’, una macchina d’epoca, prendere un tuc tuc, o anche girare in bicicletta puo’ essere motivo per creare entusiasmo.

Smuovere il desiderio con la promessa di qualcosa che puo’ piacere, serve a far imparare a rimandare il piacere, cosa sana ed educativa,  ormai caduta un pò in disuso, nell’epoca che viviamo del “tutto e subito”.

 

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti

Quando i bambini sono piccoli sono le mamme che pensano a tutti gli intrattenimenti per loro: album da colorare, carte, cartine, adesivi, pupazzi.. per fare passare loro il tempo, in aereo, durante i  trasferimenti, sulla spiaggia, nei momenti liberi o vuoti.

Quando diventano grandi, ancora i ragazzi non hanno la concezione di organizzare il loro tempo, quindi occorre farli riflettere su cosa piacerebbe loro fare per intrattenersi.

Da poco tempo non portiamo piu’ paletta secchiello e gonfiabili per la spiaggia e abbiamo la fortuna che a nostra figlia piace leggere, cosa che aveva interrotto con l’inizio della scuola media, ma che proprio in occasione delle vacanze ha ripreso. Per la cresima, ha ricevuto in regalo un e-reader, modello Kobo H2O, resistente all’acqua e alla sabbia, molto comodo durante i viaggi, perché fa risparmiare il peso dei libri in valigia. Prima di partire, oltre all’acquisto di alcuni e-book, abbiamo anche attivato la possibilità di caricare dalla biblioteca on line della nostra città, alcuni libri che le interessavano, che restano consultabili per 14 giorni. Durante i  viaggi lunghi in auto e sulla spiaggia, quello è stato il suo passatempo principale.

 

 

L’alternativa all’e-reader potrebbe essere il tablet, ma noi, per non avere troppo peso, abbiamo dovuto fare una scelta e abbiamo privilegiato il primo, oppure si possono portare altri dispositivi con giochi elettronici  (chiarendo a priori, a mio parere, i tempi di utilizzo per evitarne l’uso eccessivo).

L’ho anche incentivata a cercare film che avesse piacere di vedere, che abbiamo poi scaricato sul telefonino, e anche questi, insieme all’ascolto di musica e alla lettura di qualche, immancabile in vacanza, giornalino di Topolino, sono stati un’alternativa alla lettura,  Un po’ meno usate, le parole crociate cartacee, il sudoku sull’e-reader, o intrattenimenti del genere, ma qualche volta, tanto per cambiare ha fatto anche quelli.

Alla partenza poi, in aeroporto abbiamo trovato un libro/ attività divertentissimo per ragazzi, dal titolo  “Distruggi questo diario” (e ce ne sono altri della stessa autrice Kari Smith, come  “Questo non è un libro”, “Come diventare esploratore del mondo” ecc.), con proposte veramente spiritose e creative, che si possono attuare durante il viaggio, e a Giada è piaciuto moltissimo.

 

 

Nei resort si trovano poi spesso altri intrattenimenti come il biliardo, le freccette, gli scacchi, per cui una partita ci scappa sempre.

Rispetto alle difficoltà che pensavo potessi incontrare, spaventata soprattutto per i lunghi viaggi in auto (a casa non regge piu’ di 2 ore  senza iniziare a lamentarsi),  le cose sono andate molto bene!!!

 

5) trascorrere tempo con il padre

Durante un viaggio, c’è la possibilità di trascorrere piu’ tempo tutti insieme in famiglia, ma soprattutto c’è la possibilità di passarne di piu’ con il papà, che magari, durante l’anno, puo’ essere impegnato al lavoro fino a tarda sera.

Già quando i bambini sono piccoli è molto importante il tempo del gioco col papà, ma questa età, l’adolescenza, la presenza del padre durante la vacanza, puo’ essere un’ottima occasione per stimolare dialoghi, confrontarsi, parlare di avvenimenti, proporre insegnamenti o spunti di riflessione,  sottolineare certi principi, ribadire l’importanza di certe regole e valori, anche partendo dalla realtà o dalle persone o situazioni che si incontrano ..senza trascurare il gioco e il divertimento insieme ovviamente.

 

 

Infatti, mentre con la mamma,  in questa fase, è piu’ frequente che si sviluppino battibecchi o conflitti, il padre rappresenta ancor di piu’ l’argine e il riferimento normativo per il ragazzo; il padre è colui che dovrebbe traghettare il figlio verso l’autonomia, che lo dovrebbe condurre dall’infanzia al mondo adulto. Pertanto è importantissimo che assuma il principale ruolo educativo.

Se quindi durante l’anno, magari anche involontariamente, fosse accaduto che questi avesse trascurato il suo ruolo, la vacanza è l’occasione giusta perché se ne riappropri e faccia godere il figlio della sua importante presenza, approfittando anche dell’opportunità di conoscere meglio il nuovo essere che il figlio sta diventando.

Ovviamente è di estrema importanza trascorrere tempo di qualità anche tutti assieme, condividere esperienze fuori della quotidianità e divertirsi, per rafforzare ancora di più i rapporti. E’ un periodo in cui i ragazzi devono imparare anche a prendere le misure, con la sicurezza che i genitori sono sempre presenti per loro e sono saldi, per permettere loro di sperimentarsi.

 

 

CONCLUSIONI

La nostra prima esperienza con la figlia adolescente è andata bene!! Ci sono stati e credo che ci saranno sempre comunque, durante la vacanza, i momenti in cui i ragazzi adolescenti  si lamentano, dicono che si annoiano, che vogliono fare altro, che tengono il muso; i momenti che non va loro bene niente, che ci si urla dietro, che per partito preso non vogliono fare quello che vogliamo fare noi, ecc., ecc., ecc..Tutto ciò va  messo in conto, d’altronde è il loro “mestiere”, vista l’età..ma si è in vacanza e, bisogna pensare (come sarebbe opportuno fare sempre),che poi passa, anzi qui anche molto prima, perchè  basta respirare, guardare un bel paesaggio, rilassarsi nel modo che piu’ ci piace, …. e non dimenticare che anche noi siamo stati adolescenti e come ci sentivamo..

Negli anni futuri, non posso immaginare come potranno andare le cose, se si complicheranno, se riuscirò all’occorrenza a tirar fuori qualcosa di efficace dal cappello.. So che fino a quando mia figlia vorrà continuare a voler viaggiare con noi, noi saremo contenti.. Leggerò le esperienze di chi ci è già passato, per consolarmi o avere qualche idea, ma mi riprometto comunque che ci metterò tutto il mio impegno..

Perchè viaggiare insieme, in famiglia è un enorme ricchezza,una grandissima opportunità di crescita e conoscenza, oltre che un enorme piacere.

Per il momento voglio ricordare sempre quella che è stata la considerazione di mia figlia alla fine del nostro viaggio:

“Questa vacanza ha superato le mie aspettative!”.

E questo già mi rende felice..e ..alla prossima vacanza figlia mia!

 

 

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A cavallo nella valle di Vinales a Cuba

 

Una delle più belle esperienze che si possono fare a Cuba è andare a cavallo per le valli di Vinales.

Al mattino alle 8.30, Husto, il ranchero con cui avevamo preso accordi tramite la casa particular dove alloggiamo, ci viene a prendere e attraverso la campagna circostante, ci porta dove sono parcheggiati i nostri bellissimi cavalli, Guarapo, Lucero, e Poco Loco.

 

 

Ci insegna come si danno i comandi, destra, sinistra, dritto, fermo, lui in spagnolo e noi in un italiano “spagnoleggiante”, ma riusciamo comunque a capirci molto bene.

 

 

 

Io ho cavalcato qualche volta, mio marito mai, Giada ha preso qualche lezione quando era piu’ piccola, ma nessun problema, ci dice Husto. Mi mette capo branco, e si parte per la campagna. Ci addentriamo per i campi e incontriamo dei piccoli agglomerati, e della capanne. Tutto intorno, i famosi “mogotes”, le formazioni calcaree con cima piatta, della valle di Vinales.

 

 

La nostra prima tappa è in una fabbrica di tabacco, o meglio nella casa di un tabachero, che ci racconta tutto il ciclo del tabacco, dalla semina alla produzione dei sigari, con assaggio finale. Giuseppe decide anche di comprare proprio qui un po’ di sigari. D’altra parte, si dice che siano i migliori del mondo. Poco importa se sia vero o no, il racconto è cosi’ piacevole, e anche la persona, che preferiamo favorire questo amico piuttosto che andare ad acquistare in un negozio.

 

 

Il nostro viaggio prosegue, Husto ci porta su terreni un po’ piu’ impervi e dissestati e io ho difficoltà a governare il cavallo. Non ho ben capito come si danno i comandi e ho il solito problema di far fatica a identificare subito la destra dalla sinistra..e poi, sono molto agitata. E’ bellissimo stare sull’animale ma non mi sento molto sicura, nonostante il mio cavallo, Guarapo, e gli altri, siano estremamente ubbidienti quando Husto li chiama, o da loro i comandi con la voce. Husto pensa bene di retrocedermi alla fine della coda, e di tenere con la corda il mio cavallo, mandando avanti Giuseppe.

 

 

Guardando la meraviglia della vallata, con le spiegazioni di Husto riguardo al diverso tipo di coltivazioni del terreno, arriviamo alla prossima tappa, una piantagione di caffè, dove è prevista una sosta.

 

 

Anche qui una deliziosa e simpatica persona, ci spiega tutto il ciclo del caffè e poi ci invita al bar, dove si puo’ degustare il caffè o bevande tipiche. Noi preferiamo evitare il caffè cubano, e proviamo ad assaggiare la canchanchara, un cocktail fatto con il succo ricavato dallo zucchero di canna e rhum, che si rivela buonissimo, e un guarapo, ovvero il succo ottenuto dalla spremitura della canna da zucchero, che avevamo già assaggiato in precedenza.

 

 

 

Continuiamo il nostro giro, che si fa sempre piu’ avventuroso, guadiamo anche delle enormi pozzanghere creatasi con il temporale della sera precedente, dove i cavalli affondano fino a metà gamba, e noi ci schizziamo ovunque di fango…ma è bellissimo!!! Ci sembra di essere un po’ i cow boy a cavallo che si vedono nei film! Dopo 4 ore il nostro giro finisce, siamo molto soddisfatti, dell’esperienza, vorremmo avere un giorno in piu’, per tornare a cavallo anche domani!!

 

 

Siamo riusciti a parlare un po’ con Husto durante le varie tappe, e nonostante i cubani siano molto riservati riguardo la loro situazione politico-sociale, si è dimostrato una bellissima persona, padre di famiglia, appassionato del suo lavoro e innamorato della sua terra (e ci crediamo, con tutta quella bellezza! ). Ma come in tutti i cubani, si percepisce il suo desiderio di conoscere anche altro dal suo paese, cosa che non è facile per loro, e lui coltiva il sogno di poter fare un viaggio di lavoro negli Usa. Giunti ai saluti, chiediamo a Husto di fare una foto ricordo, lui si mette di fianco a Giuseppe, ma prima di scattare, chiede di fermarsi.. si toglie il suo cappello da ranchero e lo scambia con quello di Giuseppe… un gesto commovente, che la dice di gran lunga sull’anima di Husto. Una persona che ricorderemo per sempre.

 

 

Al ritorno verso la nostra casa particular, un dono ci aspetta sulla strada: troviamo un ferro di cavallo, che ci portiamo a casa come ricordo della nostra esperienza a Vinales.

 

(luglio 2017)

 

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Alloggiare all’Havana nella casa del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara

 

Un paese dove il 97% della popolazione va a votare e dove discendenti da schiavi, colonizzatori ed indigeni riescono a essere uniti per gli ideali comuni della Patria.

Dove il ricordo di un uomo di valore sopravvive al tempo.

Dove la musica fa sentire il sangue scorrere al cuore.

Un paese dove non ci sono cartelloni pubblicitari.

Dove in certe zone il principale mezzo di trasporto è ancora il cavallo e di lavoro il carro dei buoi.

Dove l’apertura all’iniziativa del privato si chiama “particular”.

Dove ti può capitare di trovarti nella casa di chi c’era all’epoca della rivoluzione e ti racconta come è andata la storia.

 

 

Alloggiare a casa Diana Vilaseca all’Havana, figlia del professore che dava lezioni di matematica a Che Guevara.

E’ l’ultima notte che trascorriamo a Cuba. Alloggiamo in una casa particular al Vedado, un quartiere residenziale dell’Havana, Casa Diana.

Ci aspetta una delle esperienze piu’ emozionanti del nostro viaggio.

Al nostro arrivo ci accoglie l’ottantaduenne Tony che parla un ottimo italiano, assieme alla moglie Diana.

La casa coloniale è bellissima. Elegante e affascinante, con il classico pavimento a riquadri bianco e nero, la scala in legno che porta alle camere, ritratti appesi ai muri degli antenati e degli abitanti, mobilia e oggetti raffinati.

 

 

Il patio con le tipiche sedie a dondolo, che dà sul bel giardino dove ci si puo’ fermare a chiacchierare, è fresco e accogliente.

 

 

La colazione, preparata da Diana, viene servita da Tony nella sala da pranzo con il servizio della festa.

 

 

Tony e Diana sono ospiti discreti e gentili.

Abbiamo scelto di alloggiare qui, l’ultimo giorno della nostra permanenza a Cuba, per provare un quartiere diverso dall’Havana Veja, sperimentato all’inizio del viaggio.

Ma anche per un altro motivo.

Avevo trovato alcune notizie, navigando su internet, su questa casa. Diana la moglie di Tony, è la figlia del professor Vilaseca.

Il professor Salvador Vilaseca, oltre ad altre importanti cariche,  è stato rettore dell’Università dell’Havana, negli anni Settanta, ambasciatore cubano a Roma, e dopo la rivoluzione, è stato importante collaboratore di Fidel.  Aveva già combattuto contro la dittatura di Machado e quando conobbe Fidel e Che Guevara, nel periodo dell’esilio in Messico, iniziò a collaborare con loro per la rivoluzione. Quando, dopo la rivoluzione, il Che venne nominato da Fidel Castro, Presidente del Banco Nacional, quest’ultimo convoco’ Vilaseca per chiedergli di diventare il suo vice.

La storia narra che

 

Castro domandò se fra i presenti c’era un economista. Che Guevara, distratto in un’altra conversazione, capì invece “comunista”: alzò la mano e si ritrovò nominato, suo malgrado, Governatore della Banca Cubana. Poiché era un medico, chiese aiuto a un amico, il professore di matematica Salvador Vilaseca, proponendogli di diventare Direttore Generale. Questi si schermì, dicendo che non sapeva niente di banche, ma Guevara gli ricordò candidamente: “Neppure io”.

 

Pertanto, il Che chiese a Vilaseca di dargli lezioni di matematica e cosi’ iniziarono ad incontrarsi periodicamente, per tutti i 5 anni seguenti, finchè il  Che imparò algebra, geometria ed analisi.

Il prof. Vilaseca ha scritto innumerevoli libri e documenti storici, purtroppo non pubblicati, ma conservati presso il Museo della scienza e presso l’Istituto di storia di Cuba.

Quando il prof. Vilaseca,  ci ha raccontato Tony, chiese a Che Guevara il motivo per cui voleva lezioni di matematica, la risposta del Che fu:

 

“Perchè la matematica apre la mente”.

 

 

Sentire la storia di Cuba dalla voce di chi ha vissuto quel periodo e cosi’ vicino agli eroi nazionali,  è stata un’esperienza impagabile ed emozionante.

Resterà per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore. Ci ha permesso di entrare ancora di piu’ nell’anima di questo splendido paese e di questa gente.

Grazie Diana e grazie Tony.  Hasta la victoria, siempre.

 

 

 

sito web di Casa Diana:

http://www.casadianahabana.com/index_archivos/englishhomepagecasadianahabana.htm

 

su Salvador Vilaseca:

https://www.ecured.cu/Salvador_Vilaseca

 

 

(luglio 2017)

 

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Fusterlandia a L’Havana

 

 

“La alegria de vivir”,  cita questa opera dell’artista cubano Josè Fuster, ed in effetti è quello che si prova entrando a Fusterlandia.

Arriviamo col taxi davanti all’entrata della casa-studio di Fuster, che ormai è diventata un museo a cielo aperto, ad entrata gratuita.

 

 

Rimaniamo subito stupefatti e abbagliati dall’arcobaleno di colori e forme e dalla bellezza di cio’ che vediamo. Costruzioni e opere decorate con pezzi di mosaico in ceramica colorati o pitturati dall’artista stesso, frasi significative, ma anche muri, case, cancelli, fontane cartelli stradali e perfino la fermata dell’autobus, resi delle opere d’arte essi stessi.

 

 

Fuster, infatti, dopo il suo arrivo, circa 30 anni fa nella cittadina di Jaimanitas, propose ai suoi vicini di poter estendere la sua arte nel villaggio. E tutt’oggi l’artista continua a lavorare nel suo studio, dove non è infrequente trovarlo all’opera, e ad abbellire la cittadina, trasmettendo proprio il senso dell’allegria e della bellezza che trascende e arriva al cuore.

 

 

L’arte di Josè Fuster è ispirata a Gaudi e a Picasso, infatti il luogo ricorda un po’ il Park Guell di Barcellona, mentre in molte opere si trovano i classici occhi e le forme dipinti da Picasso.

 

 

 

Fusterlandia si trova nella zona nord ovest dell’Havana sulla Quinta Avenida (Av 5), oltre il quartiere Playa, tra il Club Havana e la Marina Hemingway.

Un posto imperdibile per chi ama sentire dentro la vita che pullula.

“L’alegria de vivir”.

 

 

(luglio 2017)

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Canopy (zipline) nella Valle de Los Ingenios a Trinidad-Cuba

 

 

Quando Yahima, proprietaria della nostra casa particular di Trinidad, ci ha detto che poco distante c’era un canopy, nella Valle de Los Ingenios descrivendolo come un’esperienza esilarante per nostra figlia dodicenne, non avevo capito bene di che cosa si trattasse.

Intanto mia figlia aveva intuito e mi ha spiegato che il canopy, detta zipline tra i giovani in Italia, è la fune da cui ci si lancia da un punto per raggiungerne un altro, restando sospesi nel vuoto. Siamo titubanti, ma Giada no, è contentissima di poter fare questa esperienza elettrizzante!

 

 

Tra spavento e attrazione, al termine dell’escursione alla  Manaca Iznaga, l’hacienda dove in passato veniva coltivata e lavorata la canna da zucchero, ci dirigiamo poco distante, e arriviamo in un bellissimo tratto della Valle de los Ingenios.

 

 

Il prezzo, 10 cuc per l’esperienza è sicuramente molto attraente e.. mio marito non ci pensa proprio a fare il canopy, io sono terribilmente spaventata da un volo nel vuoto, ma penso a quando mai mi potrà capitare piu’ di poter vedere un’immensa vallata sorvolandola con una fune.

 

 

Quindi decido che devo vincere la paura di essere sospesa nel vuoto e devo andare. Sul canopy si puo’ salire da soli e fare il tragitto oppure assieme all’istruttore; o ancora, in due con l’istruttore. Decidiamo che io e Giada andremo insieme con l’istruttore, anche se lei, piu’ temeraria, avrebbe voluto andare completamente da sola.

Ci imbragano, mettiamo i caschetti, saliamo la scala che ci porta al punto di partenza. Ci appoggiamo alla fune, ci fanno vedere la posizione che dobbiamo tenere si aggrega l’istruttore…e si parte.. verso l’infinito e oltre!!!!

 

 

Vedere la vallata sotto di noi è uno spettacolo unico, la paura passa in un attimo e lascia il posto all’eccitazione per l’esperienza…è quasi come volare!!

 

 

Facciamo il primo tratto, scendiamo facciamo un altro tratto, riscendiamo nello stupore, a piedi ci addentriamo in una zona boscosa, raggiungiamo l’altra parte, sempre lanciandoci con la fune, questa volta da sole,  scendiamo e camminiamo in salita per 5 minuti..

 

 

Da li’, molto piu’ in alto si riparte per fare il tratto piu’ lungo, adrenalina a mille, meraviglia delle meraviglia, fino ad arrivare al nostro traguardo…

 

 

L’esperienza è stata qualcosa di indescrivibile, Giada è entusiasta, io pure.

E ancora una volta sono contenta che sia prevalsa, sulla paura, la voglia di sperimentare e di vivere la bellezza del mondo.

 

 

 

(luglio 2017)

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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