Italia
Campi di girasoli: la bellezza in VALSAMOGGIA (BO)
Forse i girasoli sono di tale bellezza perchè inseguono sempre il sole?
Forse anche noi, se seguissimo sempre la luce, anzichè farci catturare dalle tenebre, potremmo emanare tanto splendore?

I girasoli hanno la grande abilità di percepire da dove viene la luce, e seguono il sole per crescere. Si girano verso di lui, per essere scaldati e in questo modo attirano gli insetti, che permettono nuova vita, attraverso l’impollinazione.

Anche noi uomini, come loro, abbiamo bisogno della luce per crescere. Tuttavia anche l’ombra ci è necessaria, per riposarci, per riprenderci, per comprendere le lezioni della vita, e diventare maturi. Come ai girasoli, che si muovono anche di notte, per tornare alla loro posizione iniziale, in modo da essere pronti, l’indomani, per stare di nuovo di fronte al sole.

Non siamo quindi così diversi, noi e i girasoli. Come loro, dobbiamo attraversare l’oscurità per ritrovarci davanti alla luce, e ritornare a splendere. Come loro, non ci possiamo fermare, dobbiamo seguire il corso della vita. Come loro, ci muoviamo velocemente finchè siamo piccoli e dobbiamo crescere. E una volta maturi, rallentiamo, fino a fermarci, e a piegarci.
A quel punto il fiore del girasole, giunto a maturazione, puo’ lasciare i suoi frutti, i semi, dopo aver attraversato i giorni di sole e l’oscurità della notte, e, attraverso questo ritmo, essere cresciuto.
L’auspicio, è, pure per noi, di poter lasciare i nostri frutti, su questa terra, segno che, sì, anche noi, siamo riusciti a giungere a maturazione.

Nella zona dove abito, la Valsamoggia, in Emilia Romagna, secondo il principio della rotazione delle colture, quest’anno dev’essere la volta dei girasoli. Ovunque mi giri vedo la meraviglia, un mare di fiori, un paesaggio degno di un dipinto, un’esplosione di vitalità. Nel campo, sulla strada di casa, li ho visti crescere, aprirsi, fino a diventare alti, tanto piu’ alti di me (che non ci vuole molto!).

E fieri, li ho visti mostrare il loro splendore, una comunità perfetta, tanti, tutti insieme, nessuno uguale ad un altro.

Ogni volta che vedo un campo di girasoli, mi dimentico della notte.
Di tutto quello che porta, nel bene e nel male.
Sento lo stupore, il caldo, mi tornano alla mente le stagioni che si susseguono, sento il fascino della vita, mi entusiasmo.
E mi ricordo di quanto possa essere perfetta la natura.
Di quanto la luce possa fare risplendere la bellezza.
Di quanto ogni singolo elemento possa generare una bellezza ancora piu’ grande, se insieme ad altri simili.
E mi rendo conto che sono contagiata. Contagiata da tanta bellezza.
E comprendo che è vero, che la bellezza è contagiosa. E che trasmette una prepotente voglia di vivere.






(questo post è scritto per condividere tutta questa bellezza)
giugno 2020 #valsamoggia
foto di Patty
Al mare in ROMAGNA, dopo la quarantena

La #romagna che adoro!!
Abbiamo temuto che non si potesse andare al mare abbiamo temuto di avere le paratie in spiaggia, di non poter respirare quest’aria carica di iodio, di non potere sentire il vento tra i capelli, di non poter fare il bagno, di non riuscire a mantenere le distanze..
E invece tutto è possibile, e come avevo immaginato, ancora più apprezzato..

Perché quando senti una mancanza, poi assapori ancor di più tutto ciò che ti è mancato, che hai avuto paura di perdere. O che hai dovuto perdere.
Per me è così ogni inverno, ogni anno. Ogni volta è come se andassi in quarantena, un letargo obbligato nell’attesa di nuovo del sole, delle giornate calde, di pochi vestiti addosso, di possibilità di stare fuori, nella natura, di respirare aria nuova o anche solo aria diversa dalla mia solita. Più fuori ma più in contatto con il “dentro”.

Così tanti giorni chiusi in casa, e con divieti, questa volta ad immaginare il peggio, che essere davanti al mare, di nuovo, mi è sembrato un miraggio.
E il mare come sempre acquieta l’anima, forse perché ti presenta davanti l’infinito, con le infinite possibilità che la mente neanche può immaginare.

E lì, seduta sulla battigia davanti al mare di #puntamarina #marinadiravenna, neanche tanto lontana da casa, ma davanti a un mare, fuori dai miei confini, con le giuste distanze, improvvisamente non vedo passare delle persone, dei corpi che camminano, ma delle anime, dei cuori, con la loro storia, con le loro sofferenze, con le loro gioie, le loro paure, la loro voglia di vivere, di sentire.

Che bello tornare a vivere dopo il lungo inverno!
Ecco, io so perché ho bisogno di questi momenti: per tenerli dentro e riattingere ad essi, quando non posso essere qui, davanti al mare.

informazioni su questi posti👇
L’altra ROMAGNA: relax al mare a PUNTA MARINA e MARINA DI RAVENNA
La Pietra di Bismantova: il mondo da un’alta prospettiva (RE)

La nostra prima gita dopo il lockdown, in seguito al covid-19, è stata alla Pietra di Bismantova, che si trova ad un’oretta e mezza di distanza da dove abitiamo, in Emilia Romagna.
La Pietra di Bismantova è un particolare ma spettacolare massiccio roccioso, nell’Appennino Reggiano.

La sua particolarità consiste nell’essere uno scoglio spigoloso, unico, che si eleva in un paesaggio di dolci colline, dalla cui cima si puo’ godere di una vista a 360 gradi, che lascia letteralmente senza fiato.
Considerata anche Montagna sacra, viene citata da Dante in un canto del Purgatorio: “Vassi in San Leo, discendesi in Noli / montasi su Bismantova in cacume / con esso i piè, ma qui convien ch’om voli” .
La roccia di cui è costituita la pietra è calcarenite e la sua formazione risale al Miocene, 15 milioni di anni or son. Si trova ad una altitudine di 1047 metri, per una lunghezza di 1 km, una larghezza di 240 mt ed è alta 300 mt. Ecco come si presenta dall’alto

Alla cima ci si arriva attraverso un sentiero che fa il periplo della roccia, lungo un po’ più di cinque km, con alcuni tratti abbastanza faticosi, soprattutto in discesa.
La vegetazione che si incontra nel percorso è meravigliosa: arbusti, erbe, alberi di vari tipi, tra cui alcuni bellissimi dal lungo fusto, e fiori dai colori sgargianti.

In questo periodo, in particolare, si puo’ vedere la fioritura del maggiociondolo (Laburnum anagyroides), un fiore pendente giallo, magnifico.

Salire sulla Pietra di Bismantova
A parte il colpo d’occhio quando si vede la Pietra di Bismantova in lontananza, e la maestosità quando si arriva sotto, la cosa che ho trovato più emozionante è stata stare sulla sua cima.

Giunti al parcheggio, si trovano alcuni pannelli informativi per i turisti.

Da qui, una scalinata porta al sentiero escursionistico tracciato, che conduce fino al pianoro, con un trekking di circa mezz’ora. Prima di imboccarlo si incontra anche un rifugio con vista sulla vallata.


Poco oltre il rifugio, si trova un eremo benedettino del XIV secolo, nato da una preesistente cappella, che dal 2015 è pero’ chiuso, in seguito ad eventi franosi occorsi. Qui si è proprio sotto la grande roccia e si cominciano a intravedere le meravigliose piante che la popolano.


Proseguendo, si incontrano delle pareti strapiombanti, che consentono di fare attività di arrampicata: pare che questa location sia una delle palestre di roccia per arrampicare in libertà più importanti del nord Italia.

Il sentiero continua addentrandosi in un bosco fitto di alberi

e talvolta costeggiando spoglie pareti rocciose.


Qualche zona priva di vegetazione, sul lato della valle, ci anticipa lo splendore del panorama che vedremo dall’alto.

Andando verso la cima, la vegetazione si infittisce e il percorso diventa anche un po’ impervio, non tanto durante la salita, ma soprattutto in discesa. Fortunatamente ci sono corde alle pareti dove, volendo, ci si può aggrappare per evitare di scivolare.

Dopo tanti giorni senza potersi muovere da casa, immergermi in questa natura, poter passeggiare a lungo, con la mia famiglia in mezzo a tanta bellezza, mi rende proprio felice.


Prima di arrivare alla sommità, dove si estende un pianoro erboso di 12 ettari, cominciamo a vedere qualche bel prato.

E finalmente arriviamo: lo spettacolo è davvero mozzafiato, quello che cercavo, dopo mesi chiusa in casa, un senso di grande apertura!

Tutta la vallata è davanti a noi, con uno strapiombo pazzesco, e se mi avvicino troppo..sto male!! Mi vengono in mente le parole di Giovanotti ”
La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare

Ma tutto è di una bellezza unica! E io .. sento una gioia immensa dentro, davanti a questa visione: finalmente sono anche fuori di me ;)!!!! E sono viva!

Sul fondo, lontanissimo, si vede il parcheggio, con le macchine piccole piccole, come se fossero formiche.

Cerchiamo un punto all’ombra dove fare un pic nic, lontano da altra gente: c’è ancora il distanziamento sociale, e qui non è difficile trovarlo, visti gli ampi spazi. Il panorama che abbiamo davanti mentre ci mangiamo i nostri panini è questo

Poi, ognuno dei componenti della famiglia fa quello che ama fare di solito: mio marito fa la pennichella, mia figlia disegna, e io vado a prendere il sole con vista!

Dopo qualche ora di pace e relax decidiamo di tornare verso la base. Ho i polmoni pieni di aria diversa, gli occhi pieni di tanta bellezza..e… il telefono pieno di foto :).




Volevo qualcosa che mi desse l’idea di respirare, di spaziare e, direi, che l’ho proprio trovata!
Io credo che il distanziamento sia spesso un’esperienza utile: ora stiamo vivendo quello sociale, dagli altri esseri umani, per colpa del coronavirus, ma distanziarsi, anche dal proprio ambiente quotidiano, trovo che sia sempre una pratica importante, per sentire se stessi e vedere la propria vita da un’altra prospettiva!
Quindi, dopo il periodo di quarantena, direi che questa giornata è stata pienamente meritata …
Anche se, io sono dell’idea, che ci meritiamo sempre la bellezza!!
Come raggiungere la Pietra di Bismantova
La Pietra di Bismantova si trova in località Castelnovo ne’ Monti, provincia di Reggio Emilia, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Si puo’ raggiungere o uscendo dal casello di Reggio Emilia e seguendo le indicazioni per Castelnovo ne’ Monti, direzione Passo del Cerreto, ma la strada non è particolarmente interessante, oppure, come alternativa per chi viene da sud, dal casello di Modena Nord, verso Formigine, Sassuolo, Scandiano, che è un percorso molto più bello, che costeggia gran parte del fiume Secchia.

All’arrivo, proprio sotto la roccia, si trova un parcheggio a pagamento, che facilmente puo’ essere pieno, pertanto l’auto deve essere lasciata lungo la strada e la Pietra raggiunta con una passeggiata. Noi abbiamo avuto una grande fortuna: nonostante le tante auto già lungo la strada, arrivati fino al parcheggio una macchina stava lasciando un posto libero!
24 maggio 2020
DOZZA, il borgo medievale del muro dipinto e della rocca sforzesca, sulle colline imolesi (BO)
tutti gli articoli sulla regione
GENOVA: un giro per la città in una giornata d’autunno

🎶Ma quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi
Mentre guardiamo Genova
Ed ogni volta l’annusiamo
E circospetti ci muoviamo
Un po’ randagi ci sentiamo noi🎵
Il porto, i carruggi, le piazze, i rolli, le chiese..lo shopping in via XX settembre, il pranzo al mercato orientale, la casa di Colombo, il panorama dalla spianata Castelletto, la brulicante via del Campo.
E poi, gli amici genovesi, una stanza principesca.. i viaggi.. le scoperte.. le emozioni.. le sorprese
🎶Con quella faccia un po’ così
Quell’espressione un po’ così
Che abbiamo noi
Che abbiamo visto Genova🎵
In una giornata di autunno, abbiamo avuto l’occasione di visitare Genova, dove non eravamo mai stati.
Ecco il nostro giro.

Una giornata a Genova
Siamo arrivati alla Darsena, passeggiato per il Porto antico, passando davanti al bel Vascello Neptune, che non puo’ passare inosservato, all’Acquario, alla Città dei bambini e proseguendo fino ai Magazzini del cotone. Il tempo non era proprio sereno, ma questa passeggiata ci è piaciuta molto, e sono sicura che col bel tempo è un vero spettacolo.


Attraversando la strada verso la città, da piazza Cavour ci siamo inoltrati per i famosi carruggi, i vicoletti, abbiamo imboccato vico Mattoni Rossi, arrivando in via delle Grazie e passando per Piazza Cattaneo e da piazza Embriaci, percorrendo quelli che ci piacevano di piu’.


.. essendo il giorno di Halloween abbiamo trovato anche un bellissimo negozio pieno di zucche.

Siamo arrivati fino a Piazza Giacomo Matteotti, dove c’è il Palazzo Ducale e proseguendo, alla bella basilica di San Lorenzo, con la caratteristica facciata a strisce bianche e nere.

Poco oltre, siamo arrivati nella grande Piazza De Ferrari, con le sue bellissime fontana, contornata da palazzi storici.

Abbiamo proseguito per via XX settembre, fermandoci a pranzo al Mercato orientale o MOG, un bel posto dove, oltre al mercato, c’è una bella area con ristoranti ai lati e spazi per mangiare al centro, e si possono gustare molte specialità tipiche Genovesi. Bel posto e cibo ottimo.

Abbiamo poi passeggiato per via Cesarea, via Freschi, fino ad arrivare a piazza Dante, dove poco oltre si trova la casa di Cristoforo Colombo

Accanto, il bellissimo il chiostro Sant’Andrea. da cui percorrendo una breve scalinatasi arriva a Porta Soprana, che ho trovato stupenda.


Da via Dante, tornati verso Piazza De Ferrari, siamo passati davanti al Teatro Carlo Felice, dirigendoci da Via Roma, in Via Assarotti, dove avevamo prenotato una camera in un Bed and Breakfast, il Morali Lux.
Riscendendo da via Assarotti, da Piazza Corvetto, abbiamo imboccato i vicoletti fino ad arrivare a piazza delle Fontane Marose

Siamo arrivati fino a Piazza Portello, dove c’è l’ascensore per salire al Belvedere Castelletto e vedere il panorama stupendo di Genova al tramonto.
Ridiscesi dal Belvedere Castelletto, ci siamo diretti in Via Garibaldi, la via dei Rolli, prestigiose dimore di nobili famiglie un tempo ed ora adibiti soprattutto ad edifici pubblici, che oltre ad essere splendidi all’esterno, abbiamo potuto ammirare attraverso le loro porte aperte gli atri interni.

Ormai si era fatto buio e molti dei vicoletti che partivano dalla via Garibaldi erano illuminati con luminarie molto particolari.

Da via Cairoli, abbiamo preso via san Siro trovandoci davanti alla porta aperta della Basilica di San Siro.

Ovviamente l’obiettivo era quello di arrivare a via del Campo, resa famosa dalla canzone di Fabrizio De Andrè, colorata, brulicante e multietnica, dove, al numero 29 rosso si trova un piccolo museo della canzone dei cantautori genovesi, che purtroppo non abbiamo potuto visitare per la tarda ora.

Percorrendola fino al fondo, siamo arrivati di nuovo su Viale Gramsci, e andando verso la Darsena, dove avevamo lasciato l’auto nel parcheggio, abbiamo fatto una piccola deviazione in via Fontane per vedere piazza della Annunziata e, illuminata, e purtroppo solo dall’esterno, la chiesa omonima.
Il tempo è stato poco, la visita superficiale, non abbiamo potuto visitare l’interno di tanti monumenti e altri punti sicuramente interessanti, ma comunque siamo riusciti a vedere parecchie cose. Poco tempo, ma quanto è bastato per esserci fatti una bella idea di una città su cui avevo avuto pareri contrastanti, ma che io ho trovato proprio bella e particolare.
Genova, il nostro alloggio e il ristorante
Se volete alloggiare in un posto particolare a Genova, vi consiglio il bed & breakfast dove abbiamo pernottato.
Si trova nella zona residenziale di Via Assarotti, poco distante dal centro, dove si puo’ arrivare in auto, anche se ci sono un po’ di difficoltà per il parcheggio (ma c’è un garage a pagamento non distante).

Il b&b si chiama Morali Lux, è di fronte ad una bellissima chiesa, che si vede anche dalle ampie finestre, all’interno di un palazzo storico, ed ha uno stile principesco, che consente di immergersi in un’atmosfera di altri tempi, con stanze enormi (ovviamente gli arredi non sono originali ma l’effetto è assicurato). Il prezzo è ottimo per il pernottamento, e a parte puo’ essere acquistata la colazione, servita in una bella sala.


Li’ vicino, per cena siamo stati alla Locanda degli Artisti, bel locale raffinato a gestione famigliare, dove abbiamo mangiato benissimo ottimo cibo tipico.
https://locanda-degli-artisti.business.site/
Novembre 2019
Ma quanto è bella BOLOGNA!
Bologna la rossa, Bologna la grassa, Bologna la dotta, Bologna turrita, Bologna e i portici…
Per me Bologna è solo incantevole … perchè per me, Bologna, è casa.
Da quando vivo tra Bologna e Modena, ormai vado quasi piu’ di frequente a Modena che a Bologna, pur essendo Bologna la mia città natale, che amo alla follia.. e di cui non ho mai scritto ancora nulla!! Cosa che pero’ mi è venuta voglia di fare, pianificando un percorso, in occasione della visita di alcuni amici.
Adoro il centro di Bologna, girare sul “crescentone” di Piazza Maggiore, sentendomi contenuta dai palazzi che lo circondano, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà, Palazzo Re Enzo, Palazzo dei Notai, Palazzo dei Banchi.
Guardare l’immensità di San Petronio, che ha al suo interno la meridiana più lunga del mondo.
Passeggiare per le caratteristiche vie con le botteghe antiche, via Clavature, via Pescherie Vecchie, via Drapperie, ora ancor piu smaglianti, per i tanti localini e bar, che attirano i nuovi turisti, portati dai voli low cost.
Fare uno spuntino al Mercato di Mezzo con le sue specialità, e poi, passando davanti al bel Palazzo della Mercanzia, arrivare alla favolosa Piazza Santo Stefano, con le sue 7 chiese, e anche a piazza Minghetti, che con i suoi palazzi chiari, sembra un angolo di Parigi a Bologna.
E poi provare il telefono senza fili sotto il voltone del Podestà, e ammirare la statua del Nettuno.. che visto da una certa prospettiva.. è sempre eretto :) !
E la casa di Lucio Dalla, in via D’Azeglio, lui che ha accompagnato la mia gioventù come un amico, con la sua sagoma alle parete, mentre suona il sax.
E le frecce medievali, che ci sono ancora sul soffitto, attaccate alle travi, sotto il portico di Corte Isolani.
E il lampione delle nascite, all’angolo di Palazzo Re Enzo, che si accende, ogni volta che negli ospedali della città nasce un bambino.
E le due Torri, il simbolo di Bologna, che svettano in fondo a via Rizzoli, dominando il centro, insieme alle tante altre, che si vedono attorno, che hanno avvalso a Bologna il nome de “La turrita!.
E la Sala Borsa, bellissima biblioteca e piazza coperta, con i suoi scavi sotto il pavimento di cristallo, testimonianze di antiche civiltà.
E la finestra di Via Piella, che si apre su un canale e ricorda un passato fatto di acque che attraversavano la città, poi coperte, e il lavatoio degli animali, tappa obbligata prima della vendita, poco distante e conosciuto.
Poi la piazzola, il mio mercato del cuore, il venerdi’ e il sabato, e il pincio della Montagnola; e la stazione lì vicino, e il triste ricordo in un muro deflagrato, della strage del 2 agosto.
E tutto intorno alla città, quel che rimane delle antiche mura e chilometri e chilometri di portici, che a Bologna non ti bagni se poi piove!
E il santuario di San Luca, che quando arrivo dall’autostrada, lo vedo in lontananza.. E per me significa che sono arrivata a casa.

Bologna e le 3 T, Torri, Tortellini e Tette… tutte da sperimentare :)
Bologna e il cibo buono: i tortellini, in brodo o alla panna, mai al ragù, che non esistono a Bologna; le tagliatelle, quelle sì, al ragù, quello bolognese, che deve bollire ore e ore…e le lasagne, caposaldo della tradizione. E poi le tigelle e le crescentine fritte, da mangiare con gli affettati, i formaggi e i salumi; e sua maestà, la mortadella, che nelle altre regione ha assunto il nome della città, la Bologna :). In pochi la conoscono, la cotoletta alla bolognese, ricca e impegnativa, carne impanata con sopra aggiunta di prosciutto crudo e formaggio; e il friggione, tanta cipolla bianca e pomodoro, lasciati a cuocere a lungo…


E poi che dire, del suono simpatico della parlata bolognese, che già Dante la elogio’ ai tempi suoi???

Perchè poi siamo buffi eh..
“Altro?: Tipica espressione del droghiere, quando ti prepara l’etto di mortadella che gli hai richiesto. “Altro?” sta a significare “Occorre qualcos’altro?”. Nel caso in cui non occorra nient’altro, basta rispondere “Altro”, oppure si prosegue con l’altro da ordinare
Mi dai il tiro? Questo modo di dire tutto bolognese significa “spingi il pulsante per aprire la porta”, che noi diciamo semplicemente con un’unica parola: “tiro”. Se trovate vicino alle porte delle case un pulsante con su scritto “TIRO”, adesso sapete cos’è
Il rusco. Il rusco per il bolognese è la spazzatura, l’immondizia. “Lo butto nel rusco” o “vado a portare giu’ il rusco”, sono le nostre classiche espressioni, cosi’ di uso comune che tanti bolognesi credono che il rusco sia una parola della lingua italiana
Il cinno. Dicasi cinno il ragazzino dai 5 ai 17 anni, più o meno. Per i tipi più scombinati viene usato anche il termine “cinnazzo”
L’umarell. Il termine “Umarell” indica, un signore di una certa età in pensione, che deve trovare il modo di impiegare il proprio tempo. L’umarell per eccellenza è quello che guarda, con le mani rigorosamente incrociate dietro la schiena, i cantieri, criticando tutto quello che viene fatto
Soccia. “Soccia” è un intercalare molto usato a Bologna.“Soccia che storia!” “Soccia che bello” “Socmel che du maron!!” (espressione tipica del bolognese quando si è stancato). Si dice “Soccia” come esclamazione di stupore anche se letteralmente sarebbe un incitamento alla fellatio, ma come intercalare non ha alcun riferimento all’atto sessuale .
E per chi volesse approfondire
http://www.bolognanelcuore.info/modules.php?name=Bolognese&file=index

E ora..andiamo in giro per Bologna!
Visitare il centro di Bologna: un percorso per vedere le cose principali e caratteristiche in poche ore o in una giornata

Per iniziare il tour di Bologna, propongo di parcheggiare al garage dell’autostazione, in modo da uscire a fianco al Pincio della Montagnola ed avere davanti la bellissima scalinata bianca (o per chi arriva dalla stazione, attraversando la strada con pochi passi ce la si ritrova di fronte).

Prima di arrivare alla Montagnola, si possono vedere i resti del castello di Porta Galliera, risalente al 1300, che contrastano col bianco della scalinata. Di fronte, piazza XX settembre, con un bel parchetto, e Porta Galliera, con il suo ponte levatoio, sul fossato ormai secco del torrente d’Aposa, e due fontane con fauni in bronzo, in stile liberty.

La strada su cui ci si trova è via Indipendenza, dove iniziano i portici, che, dopo il primo tratto, all’incrocio con via Irnerio, diventa la via del passeggio e dello shopping e pedonale. All’altezza del numero 44, sulla destra, si incontra l’Arena del Sole, il teatro piu’ importante della città, e quasi di fronte si trova piazza VIII agosto, dove il venerdì e il sabato si svolge il tradizionale grande mercato cittadino, chiamato La Piazzola.
La strada perpendicolare successiva che si incontra si chiama via Augusto Righi; imboccandola sulla sinistra, si trova dopo poco, sulla destra un’apertura sul Guazzatoio: uno scivolo che porta ad uno dei canali non sotterrati, che attorno al 1200 era destinato al lavaggio degli animali prima di essere portati in piazza VIII agosto per la vendita.

Il centro di Bologna è attraversato dal torrente Aposa e da un sistema di canali, che a partire dal 1500 iniziarono ad essere ricoperti, per motivi di salute pubblica e per conquistare spazi edificabili. Pochi metri avanti dal Guazzatoio, si trova sulla sinistra via Piella, dove si puo’ vedere una finestrella sul muro, che si puo’ aprire, mostrando uno spettacolo meraviglioso della Bologna che fu, nel periodo medievale e rinascimentale: le case colorate sul canale delle Moline, l’unico a non essere stato coperto, lascia senza fiato.

alla finestrella ho dedicato un post
Ritornando sulla via Indipendenza, e ripercorrendola fin verso la fine, sulla sinistra si trova il Duomo di Bologna (che non è, come da molti creduto, la chiesa di San Petronio) la chiesa di San Pietro. Di fronte, sopra all’attuale negozio H&M, c’è una bella terrazza liberty, di quella che una volta era una sala da ballo.
Pochi passi ancora e si arriva in pieno centro: abbiamo davanti la Piazza del Nettuno, con la fontana della famosa statua omonima, che noi chiamiamo anche “il Gigante”, che ci da le spalle. Spostandosi sul lato destro, si puo’ cercare il punto in cui, per uno strano gioco del Giambologna, lo scultore che la costrui’, con il dito della mano sinistra, che spunta dal basso ventre della statua, mostra …l’erezione del Nettuno! Pare che al Giambologna fosse stato proibito dalla chiesa, di realizzare il Nettuno con i genitali piu’ grandi ma che lo scultore non avesse desistito studiando questa escamotage!

Sulla destra della fontana, troviamo il lungo Palazzo d’Accursio e l’ingresso alla Sala Borsa, una bellissima piazza coperta, dove si trovano scavi archeologici, resti di edifici pubblici e religiosi, visibili grazie ad una passerella aperta al pubblico e al pavimento di cristallo.
Di fronte, c’è palazzo Re Enzo, al cui angolo si puo’ vedere il lampione delle nascite, un lampione collegato alle sale parto degli ospedali della città, che si accende ad ogni nascita. Si puo’ entrare nel cortiletto del palazzo, salire le scale, e in occasione dei molteplici eventi che si tengono, vedere anche le belle sale. Uscendo, ci si puo’ infilare nel voltone del Podestà e provare il telegrafo senza fili: mettendosi in 2, agli angoli opposti del voltone e sussurando appena qualcosa a bassa voce, ci si puo’ sentire alla perfezione.

Dal voltone si puo’ uscire sulla splendida Piazza Maggiore, dove troviamo il crescentone, il pavimento rialzato della piazza, sulla quale dà l’immensa basilica di San Petronio, che doveva essere piu’ grande di San Pietro, ma che per evitare questo dovette essere lasciata incompiuta.

Andando al suo interno, l’impressione della sua imponenza è confermata, e si puo’ vedere anche la meridiana piu’ lunga del mondo.

Sugli altri lati della piazza, 4 bellissimi palazzi: Palazzo D’Accursio (o Comunale) con la sua Torre dell’orologio, Palazzo dei Banchi, Palazzo del Podestà (di fronte a San Petronio), Palazzo dei Notai (a fianco a San Petronio).


Sulla destra di San Petronio si trova via D’Azeglio, strada elegante dove, all’altezza di Piazza dei Celestini c’è la casa di Lucio Dalla: si riconosce dalla sagoma del cantante che suona il sax, disegnata sulla parete gialla.

Da Piazza Maggiore, andando verso Palazzo dei Banchi, si puo’ imboccare via Clavature, dove si trova anche la chiesa di Santa Maria della vita, con il famoso Compianto del Cristo morto di Nicolo’ Dall’Arca, e tanti bei localini, da cena, pranzo o aperetivo.

Andando verso destra, passando per le strette tipiche stradine, si arriva a Piazza Minghetti, dove domina la facciata bianca del palazzo delle Poste, su un giardinetto, che ricorda il fascino di una piazzetta parigina.
Tornando da via Castiglione, chi avesse tempo, ci si puo’ fermare al Museo della storia di Bologna, che è veramente bello e interessante e dove spesso si possono fare anche esperienze in 3d sulla Bologna medievale, con volo anche dalle torri, che è veramente uno spettacolo pazzesco e adrenalinico (ma non adatto per chi soffre di vertigini, io pensavo di morire!!).

Riprendendo poi via Clavature dall’estremo opposto, si puo’ poi imboccare via Drapperie e poi via Pescherie vecchie, per vedere le stradine incantevoli medievali, con le antiche botteghe ancora utilizzate per il mercato, (al mattino).
Proseguiamo nella direzione opposta a Piazza Maggiore, per arrivare a Piazza della Mercanzia, con il suo bellissimo omonimo palazzo.

Andando verso via Santo Stefano, si giunge nella piazza che ospita il meraviglioso complesso delle 7 chiese, e indubbiamente da non perdere una visita all’interno.

Da Piazza Santo Stefano si puo’ tagliare per Corte Isolani, con i suoi eleganti ristoranti e negozi, per arrivare, nella parte opposta, sotto il portico delle tre frecce, piantate nel soffitto a travi.

Si puo’ proseguire in Strada Maggiore, e arrivare, con una passeggiata lungo i portici, sotto alle due Torri, Garisenda e Asinelli.

Volendo si puo’ salire sulla torre piu’ alta, la torre degli Asinelli, 97 metri d’altezza ed una gradinata interna di 498 gradini, se si è pronti a fare i tanti scalini: dalla cima il panorama con i tetti rossi della città è unico.

Dalla piazza delle 2 torri, Piazza di Porta Ravegnana, si puo’ iniziare il ritorno verso il parcheggio, per Via Zamboni, per avere un assaggio della zona Universitaria, fino a via Augusto Righi, per poi salire, da Piazza VIII agosto, sulla Montagnola, e vedere il bel giardino circolare che domina la città, fino ad arrivare nuovamente alla scalinata del Pincio e al parcheggio dell’autostazione.

Bologna è uno spettacolo!!
Altre cose da non perdere a Bologna: Via del Pratello e il ghetto ebraico
Via del Pratello

Via del Pratello, appena fuori dal centro di Bologna, via che lo collega ai viali, l’ho sempre frequentata, fin da ragazza. Era la via dei giovani, quella dei locali, genuini e senza grandi pretese.
E così è rimasta tutt’ora, con la sua immagine Bohemien, arricchita da murales che occupano, muri, serrande, porte, che conferiscono fascino e bellezza a questa via pedonale e coi caratteristici portici di Bologna


dove non si trovano negozi fighi, banche, o tutto cio’ che può essere etichettato come troppo borghese, ma solo locali, osterie, trattorie, bar, dove vivere la città con libertà e naturalezza, luogo di incontro di giovani, studenti e non solo.. per chi apprezza

Locali riqualificati e con la loro personalità

o spiritosi

o dove in estate si può cenare all’aperto e trovare movimento fino a tarda notte.
Un tempo via malfamata, sede ancora oggi del carcere minorile, è stata zona di centri culturali e sociali, oggi luogo dove si può respirare la vera essenza di Bologna. Insomma da bolognese, per me un giro al Pratello è sempre un gran piacere!

Il ghetto ebraico

Il ghetto ebraico a Bologna si trova nell’area tra le centralissime via Oberdan e via Zamboni, e nelle viuzze limitrofe, via dei Giudei, via dell’Inferno, via del Carro, ecc., delimitata all’epoca da cancelli presidiati.
Qui nel 1555 furono confinati a risiedere gli ebrei fino a quando, dopo qualche anno vennero espulsi.
La zona molto caratteristica, medievale, fatta di stradine strette, travi, case colorate e negozi artigianali si contraddistingue anche per il silenzio, che contrasta con la vivacità delle strade vicine del centro.

Non distante, in Piazzetta San Nicolo’ il , che vale la visita
https://www.museoebraicobo.it/museo/percorso-ebraico-a-Bologna/il-ghetto
Bologna: un giro a Fico

FICO, che sta per Fabbrica Italiana Contadini, è un grande parco dedicato al settore agroalimentare e gastronomico, il più grande del mondo, si dice.
E’ stato inaugurato nel 2017, in una struttura veramente spettacolare, su una superficie di 10 ettari.
Venire a Bologna appositamente per vedere FICO non credo valga la pena. Ma venendo a Bologna per una gita, puo’ valere la pena fare una puntata a FICO, anche solo per vedere la bella struttura o farsi un giro al coperto, per un caffè o un gelato. I primi tempi l’entrata era gratuita, ora il biglietto costa 10 euro.
In realtà FICO non ha molto a che vedere con la fabbrica “contadina” di cui è composto il nome, se ci si immagina di trovare solo piccole realtà, non è cosi’: molti dei negozi presenti sono grandi aziende, Venchi, Carpigiani, Granarolo, Lavazza, Balocco, ecc. di cui troviamo prodotti in tutti i supermercati in Italia, alcuni altri realtà piu’ locali e specializzate, e sono presenti anche negozi fuori tema, come librerie, negozi di cosmesi, di biciclette e perfino un parrucchiere!
All’esterno, una parte della struttura è dedicata alla fattoria agroalimentare, dove sono presenti gli animali da poter ammirare, per tutti i bambini che, al giorno d’oggi, magari non hanno mai visto gli allevamenti nelle campagne o nelle stalle.

Bambini e ragazzi possono partecipare anche a percorsi tematici educativi e giostre multimediali, a pagamento, per illustrare il rapporto tra l’uomo e i diversi elementi naturali, laboratori creativi, corsi guidati dai Maestri Artigiani e visite guidate, con educatori, alle filiere agroalimentari, che vengono proposti anche alle scuole, .
Sono presenti, inoltre, spazi per l’intrattenimento, come un campo di sabbia, un minigolf, playground, e anche biciclette gratuite per girare il parco (che non è cosi’ grande da renderle necessarie, ma puo’ essere un diversivo per i bambini piu’ grandi).

Alcune fabbriche invece propongono workshop sulla lavorazione delle materie prime o la creazione dei prodotti tipici, corsi di cucina specifici, sulla sfoglia, sulla frittura, per esempio, ma occorre informarsi sul calendario dei corsi e degli eventi qui https://www.eatalyworld.it/it/eventi-bologna.
Ovviamente ci sono tanti ristoranti: tematici, regionali, locali- osterie e pizzerie tipici presenti a Bologna e che hanno aperto anche a Fico-, senza glutine, birrerie, gelaterie e chioschetti dove si puo’ acquistare street food. I prezzi sono abbastanza alti ovunque, quindi preparatevi, ma del resto per stare in una struttura simile, i costi devono essere notevoli.
Non mancano le possibilità di shopping, nel grande market, nelle botteghe gastronomiche dei vari produttori o nei negozi dei fornitori di prodotti per la casa o per la cucina (Guzzini, Alessi, Whirpool, Tvs, ecc.)
Insomma, difficile uscire senza comprare o consumare nulla. Ma se nei weekend si puo’ trovare un po’ di gente, durante la settimana l’afflusso è abbastanza scarso e anche le iniziative. Insomma le proposte sono tante ma occorre informarsi preventivamente, volendo partecipare o vedere qualcosa di particolare.
In ultimo, per arrivare a Fico, che resta in una zona un po’ decentrata, sono stati istituiti appositi bus dal centro o dalla stazione e dall’aeroporto, i FICOBUS di TPER . In alternativa è presente un bel parcheggio davanti alla struttura, ma ricordate di annotare dove lasciate l’auto!!
E allora, buon giro a Fico!
https://www.eatalyworld.it/it/

EDIT LUGLIO 2022
PIAZZA LUCIO DALLA

Il 9 luglio 2022 è stata inaugurata una nuova Piazza a Bologna: Piazza Lucio Dalla, nel quartiere Bolognina, in via Fioravanti 37c, intitolata al cantautore a 10 anni dalla scomparsa.

Nell’ambito di un progetto, di riqualificazione di questa zona, proprio dietro alla stazione ferroviaria, che un tempo ospitava il mercato ortofrutticolo, già molti cambiamenti sono da tempo stati effettuati, con la costruzione di moderni palazzi a vetri, sede di uffici comunali e di aziende, uno Student hotel di lusso di nuova generazione, il Tsh, che accoglie studenti, turisti e creativi, edifici colorati e strambi, parcheggi, aree verdi, ristoranti di avanguardia e fontane.

La nuova Piazza Lucio Dalla, sorge a fianco di questi, è nata come Tettoia Nervi e recentemente restaurata ospiterà quest’anno un festival chiamato ‘DiMondi’: per i forestieri la parola ha a che fare con i mondi, ma in dialetto bolognese significa “molto!” : l’intento è che sia sede di tanti eventi, spettacoli, attività, sport, e luogo di aggregazione e di scambio di culture.

I quasi 6000 metri di piazza coperta, per me sono molto gradevoli alla vista, e insieme ai suoi palazzi a vetri danno vita ad una Bologna interessante, più moderna, con un aspetto cosmopolita, a 2 passi dal centro

Oltre ad un bar, un chiosco dove si possono assaggiare le famose crescentine, e proposte di piatti freddi e piadine, uno skate park, tavoli rustici in legno con sgabelli ricavati da tronchi di alberi, uno spazio per palco e sedie, alcuni alberi per ravvivare il cemento, Piazza Lucio Dalla è un posto dove gira l’aria, e quindi ci si può riparare dal caldo nelle torride giornate estive bolognesi.

Caldo, invece, che si fa sentire tutto, e difficilmente sopportabile, spostandosi a fianco, per il riflesso del sole sulle vetrate dei nuovi palazzi.

Fortunatamente i palazzi sono alti e fanno anche un po’ di ombra!

Alla zona si può accedere dalla Stazione ferroviaria passando dal sottopasso sul retro che sbuca in via Carracci, o se si arriva in auto, posteggiando in uno dei tanti parcheggi attorno.
inaugurazione piazza Lucio Dalla con Gianni Morandi
Link interessanti:
Ottobre 2019
foto di Patty
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Bologna, 2 agosto 1980

Io c’ero quel 2 agosto 1980.
Avevo 15 anni, l’età che ha ora mia figlia e abitavo in provincia di Bologna.
E forse, per la prima volta, con coscienza e incredulità, vedevo quanto poteva essere cruda e improvvisa la morte, quanto straziante potesse essere il dolore, quanto potesse essere difficile dare un senso a simili gesti dell’uomo. Quanto il destino poteva attenderti al varco, quando era scoccata la tua ora.
Chissà perché quando qualcosa succede dalle tue parti, ti tocca di più. Forse perché e piu’ vicino e pensi che in fondo potresti esserci stata anche tu, in mezzo al disastro.
Si sentivano sirene ovunque quella mattina. Una mia amica mi disse che il fratello, in servizio militare, era dovuto andare alla stazione a prestare soccorso, perché era esplosa una bomba. Poi ho sentito la notizia al telegiornale, visto le immagini della distruzione di una parte della stazione della mia città, il caos piu’ totale, tra i frammenti di calcinacci ovunque, e soprattutto, saputo di tanti feriti e morti, che stavano cercando di recuperare sotto la macerie.
Persone che il destino aveva portato li’, in quel preciso momento, dove avevano trovato la morte. Li’, per caso, o di passaggio, o arrivate a destinazione, o in attesa di partire, o di una coincidenza.

Persone che stavano andando in vacanza, perché era il primo sabato di agosto, o che stavano tornando a casa, dai propri cari. Famiglie. Bambini. Anche ragazzi, come me, con i miei 15 anni di allora e di mia figlia oggi. Italiani e anche tanti stranieri.
Bologna è uno snodo importante per il trasporto ferroviario, e chi ha colpito, ha proprio intenzionalmente voluto provocare il massimo numero di vittime. Accertati, 85 morti e 200 feriti. La strage con piu’ alto numero di vittime nella storia del nostro Paese dal dopoguerra.

Un boato tremendo e uno scoppio, che fece arrivare frammenti fino al treno in sosta al primo binario. Il crollo dei muri delle sale d’attesa di prima e seconda classe nell’ala ovest, dove ora rimane lo squarcio.
Un autobus della linea 37 fu reclutato come carro funebre, per i corpi martoriati dalle macerie o i loro resti.
Decine di persone a prestare soccorso, a scavare sotto il caldo, tra i detriti.
Un evento del genere ti sconvolge sempre, tanto piu’ se avviene nella tua città. Ti sembra veramente troppo vicino.
Si stava attraversando un periodo bruttissimo in quegli anni, di contestazione, sfociata nella lotta armata e nel terrorismo. Insensato ai nostri occhi, come lo sono sempre cose come queste, che provocano vittime innocenti.
E ancora oggi ci si chiede: ma perché? E chi ha architettato tutto?
Sono stati condannati gli esecutori della strage, tra cui un minore, cosa tristissima, ma non i mandanti. Sono state seguite varie piste, operati depistaggi, ma ancora le domande restano e anno dopo anno si ripropongono. Senza risposte.
L’orologio sopra alla stazione, fermo alle 10.25, la triste ora dello scoppio, ricorda a tutti quelli che passano quel terribile giorno e induce a domande a chi passa e non sa.

E noi di Bologna, proprio perchè piu’ vicino, ogni anno riviviamo, ricordiamo, ripensiamo, ci domandiamo. Perché non si puo’ e non si deve non sapere, non si puo’ e non si deve dimenticare. Anche i più giovani, come mia figlia, devono conoscere la storia, affinchè si crei in loro, che non c’erano, una memoria, affinchè si crei una coscienza, un senso critico, che vada a contrastare simili atti.
E affinchè, anche loro, imparino a pretendere che sia fatta giustizia, per qualsiasi brutalità o atto di mancanza di rispetto per la vita.

2 agosto 2019
consiglio la visione del film di Luciano Ligabue “Da 0 a 10” https://www.youtube.com/watch?v=nGSJbdLL2MU
intervista a Luciano Ligabue https://www.youtube.com/watch?v=XLfzbfi6Xh4
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/foto/strage-stazione-due-agosto-1.90076
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CAGLIARI e dintorni, SARDEGNA: sorpresa inaspettata a primavera
Cagliari: sorpresa inaspettata
Cagliari e il Castello con le sue viuzze strette e i panorami mozzafiato sulla città fino al mare. Cagliari e le sue case eleganti e colorate nel quartiere Villanova. Cagliari, l’anfiteatro e la movida di Stampace, e le belle strade, fino al porto. Cagliari e il pullulante quartiere Marina, ricco di angoli caratteristici, negozietti e ristoranti.
Passeggiare per Cagliari facendosi portare dall’istinto: questo quello che ci avevano consigliato i simpatici host Airbnb della stanza che avevamo affittato, nel cuore del quartiere Villanova, Casa Blu, in Piazza San Domenico, proprio in una di quelle bellissime case colorate caratteristiche.
(https://www.airbnb.it/rooms/30504124?source_impression_id=p3_1560695420_TcRbwGlnv9ne8UhN)
Ed è quello che abbiamo fatto. Passeggiare con il naso all’insu’, girando dove vedevamo qualcosa che attirasse la nostra attenzione.
In effetti il centro di Cagliari è raccolto e visitare la città è molto semplice, con cartina alla mano.
La stanza della Casa Blu, con entrata indipendente, è molto carina e caratteristica, con terrazzino sui tetti della città e travi a vista sul soffitto. Andrea e Sofia si dimostrano subito molto disponibili, come sappiamo essere il popolo sardo, e si prodigano a darci tanti consigli e informazioni. Hanno preparato anche una lista di ristoranti dove cenare, per i loro ospiti, e una piccola colazione. Due ragazzi giovani intraprendenti, che hanno vissuto anche a Bologna, la nostra città, e che hanno sistemato con grande cura e ricercatezza gli alloggi che propongono.
Arriviamo la sera, e la città si dimostra da subito incantevole. Strade pulite, ordinate, vivaci. Il quartiere del Castello illuminato ha qualcosa di magico e la Cattedrale splende, ben illuminata in piazza Palazzo.
Andiamo a cena al quartiere Stampace, non è facile trovare posto senza aver prenotato, ma dopo poca attesa riusciamo ad avere un tavolo proprio in uno dei locali consigliati, non molto grande ma molto caratteristico e con ottimo servizio e persone gentili, il ristorante Ammentos, dove mangiamo specialità sarde: culurgiones, ovvero gnocchi di patate ripieni di formaggi col sugo, superbi, una specie di lasagna di pane carasau e il classico maialino arrosto o porceddu, con dolcetti sardi di pasta di mandorle, offerti dai gestori, per terminare.
Tornando verso il nostro alloggio, proprio vicino a noi, ci salta all’occhio un’insegna: cat cafè! Un cat cafè, anche qui, come a Bratislava (https://www.unanimainviaggio.it/scovare-un-catcafe-a-bratislava/), e ci proponiamo l’indomani di farci visita.
Con la luce del giorno risaliamo al Castello. In questo periodo tutti gli ascensori che conducono in alto, e anche molti degli accessi tramite le scale, sono in manutenzione (possibile che debbano fare tutto in contemporanea??).
Dobbiamo camminare un po’, quindi, per arrivare alla strada che conduce, da Piazza della Costituzione, davanti al bellissimo Bastione Saint Remy, passando per i giardini sotto le mura lungo il bel viale alberato Regina Elena.
Dalla via Università si giunge sulla enorme terrazza Umberto I sulla città , da dove si puo’ godere di un panorama strepitoso della città, fino al mare, da tutti i suoi punti.
Torniamo a Piazza Palazzo dove si trovano il palazzo Reale, il palazzo Episcopale e la Cattedrale ed entriamo a visitare la bella cattedrale barocca con la sua cripta.
Proseguiamo poi verso piazza Indipendenza, seguita da Piazza Arsenale, per uscire dalle mura del Castello e dirigerci verso l’Anfiteatro romano, che osserviamo da lontano.
Cominciamo poi a scendere da via Anfiteatro e via Ospedale, ammirando al termine della via la Chiesa di San Michele.
Il corso Vittorio Emanuele è una bellissima e larga strada che porta nella deliziosa piazza Yenne, incrocio dei 3 quartieri, Marina, Castello e Stampace. Ci dirigiamo verso il porto, uscendo dalla zona pedonale per Largo Carlo Felice, fermandoci per un caffè in un bellissimo e antico bar, il Caffè Svizzero.
Diamo un’occhiata al molo, poi, da via Roma ci addentriamo nel quartiere Marina: è stupendo!! Vicoli e vicoletti che si incrociano, creando angoli caratteristici..
Da non perdere sulla via Dettori, la Chiesa di San Sepolcro e quella di San’tAntonio Abate, e la scalinata che le fiancheggia che porta, attraverso un porticato che ospita un bar da una parte, e un’altra bella scalinata con murales a fianco, in una via dello shopping, Via Manno.
In questa via si trova anche un negozio particolare che vende caramelle gelatinose e non, di tutti i tipi, che avevamo trovato anche a Budapest (e che non possiamo evitare di visitare e ..comprare).
Ripassando per Piazza della Costituzione, ritorniamo nel quartiere Villanova, e passiamo da Piazza San Giacomo con l’omonima chiesa, girando per selle stupende stradine, arriviamo al nostro cat cafè!!
Nel cat cafè vivono 5 gattoni stupendi che appena arriva il cibo, vengono a curiosare (ma ovviamente è proibito dare loro da mangiare) e talvolta sono eccessivamente intraprendenti, cercando di accappararsi il tuo cibo.
Il locale è piccolo ma carino, anche se i gattoni, adottati o presi dalla strada, ci sembra che in qualche momento abbiano una gran voglia di uscire, e forse sono decisamente impazienti di ricevere il proprio pasto alla chiusura del locale.
https://catcafedichry.webnode.it/
Al ritorno, poi, scopro che a Cagliari ci sono ben 2 cat cafè, mannaggia averlo saputo prima!
https://www.facebook.com/micibocatcafecagliari/
Poco distante dal centro si trova la spiaggia di Cagliari, il Poetto. Non ha molta attrattiva in questi giorni, in quanto una mareggiata ha portate tante alghe e, tra l’altro, ha fatto anche numerosi danni sulla spiaggia, ma avevo visto foto stupende del mare.
Decidiamo quindi di dirigerci verso le saline e il Parco Molentargius, dove dicono che risiedano ormai in pianta stabile, i fenicotteri rosa, che nidificano appunto in quell’area. Per visitare il parco, parcheggiamo e noleggiamo delle bici in un chiosco che troviamo all’ingresso. (http://www.parcomolentargius.it/index.php)
La passeggiata è stupenda, tra prati di fiori viola, alberi di mimosa e canneti che lambiscono gli stagni.
Tra i canneti, qualche buco dove infilarsi, per vedere loro, i bellissimi fenicotteri. Che talvolta decidono di alzarsi in volo e allora sono uno spettacolo, ad ali aperte, mostrando i loro colori nero rosso e rosa.
A fianco allo stagno, le saline, anche quello habitat naturale dei fenicotteri.
La nostra visita molto breve, di solo una sera e una giornata, si conclude qui.
Cagliari ci ha sorpreso per la sua bellezza.
Consiglio sicuramente a chi va in Sardegna in vacanza in zona, di fermarsi a visitare questa splendida città, o di andarci apposta, anche solo per un paio di giorni, con una toccata e fuga come la nostra, e garantisco che non resterete delusi.
Villasimius e le sue spiagge
Abbiamo altre 2 giornate e ci piacerebbe vedere il bellissimo mare della Sardegna.
Ci dirigiamo verso Villasimius, a 40 chilometri da Cagliari, un’oretta percorrendo una magnifica strada litoranea, con paesaggi meravigliosi.
Ricca di bella spiagge, vicine tra di loro, alcune raggiungibili con tratti di strada non asfaltata o a piedi, abbiamo avuto la sfortuna di visitarla dopo una brutta mareggiata, che non ci ha fatto godere dei colori stupendi del mare della zona. Nonostante ciò, abbiamo trovato un angolo, vicino alla spiaggia di Campulongu di mare calmo e cristallino, tra bellissimi massi che rendono il paesaggio unico.
Le spiagge che abbiamo visitato sono state:
Punta Molentis, con un tratto da fare a piedi per raggiungerla, molto bello, e una parte di costa sassosa;
Campulongu, dai colori meravigliosi al tramonto;
Cala del Giunco, enorme e con un lembo di terra che divide la spiaggia da uno stagno con i fenicotteri;
Spiaggia del castello, con il rudere del castello e ai suoi piedi stupendi enormi sassi, e attorno una scogliera selvaggia e stupenda, che vista al tramonto ha un incredibile fascino.
Tra Campulongu e la spiaggia del Riso, questo splendore
Una delusione la spiaggia del Riso, che non esiste piu’, ne la sabbia con le caratteristiche del nome, ne la bellezza della spiaggia in quanto hanno costruito sul retro una marina.
Il paesaggio con la fioritura, dai colori intensi della primavera, è meraviglioso.
A Villasimius abbiamo alloggiato in un hotel sicuramente consigliabile perchè bellissimo, situato in un giardino curatissimo pieno di piante e fiori, l’Hotel delle Anfore prenotando direttamente sul loro sito. Il nome è dato dalle anfore che si trovano al centro di una stupenda piscina nel bel giardino fiorito. Pappagallini e uccellini insieme ai suoni delle campanelle delle pecore allietano tanta bellezza. L’hotel ha anche un porticato bellissimo dove si puo’ pranzare o cenare nelle sere d’estate e fa anche da ristorante per gli esterni. Colazione con prodotti buonissimi, abbiamo mangiato anche una fregola alle vongole ottima, seppie arrosto e buona carne.
(https://www.hotelleanfore.com/bookingvillasimius/)
Il paesino di Villasimius, è carino, ed è molto piacevole passeggiarci.
Siamo andati a cena al ristorante Ayaya, invogliati dalle tante belle recensioni positive su tripadvisor, dove, con la simpatica Stefania, ci siamo subito sentite in sintonia e riconosciute come amanti dell’Africa, da uno stesso braccialetto masai che abbiamo al polso. Abbiamo potuto assaporare la cucina della tradizione sarda della nonna Ayaya, culargiones di nuovo, e maialino arrosto, serviti con buon vino rosso, tutto ottimo.
Purtroppo il nostro soggiorno in Sardegna a primavera è stato breve, ma la bellezza dell’isola, il cibo grandioso e la gentilezza del popolo sardo ci hanno lasciato una voglia forte di tornare quanto prima.
Aprile 2019
Una giornata a spasso per RAVENNA
Ravenna è una bellissima città in Romagna, unica per quello che offre, ovvero monumenti esclusivi risalenti alle epoche degli imperi romano, goto e bizantino, e per la ricchezza e bellezza dei mosaici in essi contenuti. Molti di questi monumenti sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Non essendo lontana da dove vivo, in Emilia, a un’oretta di strada, vicina a dove spesso, durante l’estate vado a trascorre una giornata al mare, in quella che io definisco l’altra Romagna (ne ho parlato qui: https://www.unanimainviaggio.it/relax-al-mare-in-romagna-punta-marina-e-marina-di-ravenna/ ), siamo andati, per visitare i principali monumenti, in una bella domenica d’inverno.
A Ravenna ci si puo’ arrivare comodamente col treno o in auto, parcheggiando vicino alla stazione, dove è presente un’ampia area di sosta. Il centro storico è raggiungibile comodamente, imboccando le strade a traffico limitato, con una bella passeggiata.
Dalla stazione la nostra prima tappa è stata la vicina Chiesa di San Giovanni Evangelista, risalente al V secolo d.c. La sua particolarità è di avere esposti al suo interno, alcuni frammenti del pavimento originario in mosaico.
Proseguendo il nostro giro, abbiamo fatto una sosta per un caffè nel particolare e gradevole Caffè letterario, un bar dove si puo’ consumare, leggendo uno dei libri che sono sugli scaffali delle librerie che si trovano al suo interno.
Continuando sulla via Mariani, ci siamo diretti verso la tomba di Dante Alighieri, dove il poeta si è rifugiato dopo essere stato mandato in esilio, dove ha terminato la Divina Commedia e dove è morto.
Il sepolcro si trova a fianco alla bella piazza San francesco che ospita l’omonima basilica, anch’essa risalente al V secolo.
Oltre ad essere bellissima internamente, la Basilica di San Francesco ha la particolarità di avere una finestra da cui si puo’ scorgere la cripta, con il pavimento sommerso nell’acqua, in quanto situato a 3,6 mt rispetto a quello attuale e sotto il livello del mare. Durante la nostra visita era ancora presente una natività galleggiante, ad opera dell’artista Felice Nittolo.
Dopo la visita alla Basilica, abbiamo passeggiato lungo la via Mazzini, tranquilla, almeno la domenica, e con belle case colorate.
Siamo tornati poi verso il centro, passando per l’animata piazza del Popolo, per andare a visitare il Battistero degli Ariani. Di forma ottagonale, è interrato per 2,3 metri e la sua cupola è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli.
Essendo arrivata l’ora di pranzo, abbiamo cercato un locale nei dintorni, e abbiamo trovato la trattoria La Gardela, che mi era stata consigliata per le sue specialità romagnole. Qui abbiamo gustato degli ottimi cappelletti al ragu’, diversi dai nostri tortellini bolognesi, in quanto il ripieno non è di carne ma di formaggio. La bella giornata e la temperatura mite ci hanno consentito di pranzare all’aperto, nonostante fosse ancora inverno.
Dopo pranzo, ci siamo diretti verso la Basilica di San Vitale. A pochi metri dall’ingresso si possono fare i biglietti per “Ravenna mosaici”, che consentono di entrare in 5 monumenti importanti della città, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro: la Basilica di San Vitale, con il Mausoleo di Galla Placidia, la basilica di Sant’Apollinare nuovo, il Battistero Neoniamo e il Duomo con il Museo arcivescovile e la Cappella di Sant’Andrea.( http://www.ravennamosaici.it/orari-e-prezzi/)
La Basilica di san Vitale, risalente al VI secolo e voluta dall’imperatore Giustiniano, è a forma ottagonale ed è un vero capolavoro, unico nel suo genere, dell’arte bizantina. Al suo interno, perfettamente conservati, sono presenti meravigliosi mosaici alle pareti, sulla cupola e sul pavimento, tra cui quelli famosi dell‘imperatore bizantino Giustiniano e della moglie Teodora.
Uscendo dalla parte opposta all’entrata, si puo’ accedere, attraversando un giardino, al Mausoleo di Galla Placidia, un piccolo edificio molto semplice a croce latina, che contiene al suo interno i mosaici piu’ antichi di Ravenna, che ricoprono pareti, archi, e cupola.
Poco distante, con una passeggiata, abbiamo raggiunto Piazza Duomo, dove la cosa piu’ interessante da vedere è il Battistero Neoniamo, uno dei monumenti piu’ antichi di Ravenna, risalente agli inizi del V secolo. Anch’esso di forma ottagonale ha una vasca al centro e uno stupendo mosaico sulla cupola, raffigurante la scena del battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista, al centro, con gli apostoli attorno.
Nel biglietto, sarebbero stati inclusi anche gli adiacenti Museo Arcivescovile e Cappella di Sant’Andrea, ma non avevamo sufficiente tempo, prima della chiusura, pertanto li abbiamo saltati.
Una lunga passeggiata, ma in direzione della via del ritorno, ci ha portato all’ultimo monumento visitato, la grande e luminosa Chiesa di Santa Apollinare nuovo (VI secolo d.c.).Ffatta costruire dal goto re Teodorico, ha a lato un particolare campanile cilindrico e all’interno una ricchezza unica di mosaici, tra cui, alle pareti, quelli rappresentanti una lunga processione di santi e sante.
La nostra giornata a Ravenna è giunta al termine, siamo riusciti a vedere molti dei principali monumenti della città e abbiamo impressa nella mente la bellezza dei colori di quelle singole tessere di mosaico, che vanno a formare preziosi disegni, perfettamente resistenti al trascorrere degli anni.
Ma non eravamo pronti per tornare a casa, ci aspettava infatti ancora un’ottima cena di pesce a Marina di Ravenna, alla trattoria La Cubana, proprio sul porto. Tanto per concludere il bellezza, e non senza portarsi a casa una decina di piadine, fatte preparare all’istante in uno dei pochi chioschi aperti anche d’inverno, perchè qui, sono una gran prelibatezza!
marzo 2019
vicino puoi trovare anche il mare e abbinarlo:
L’altra ROMAGNA: relax al mare a PUNTA MARINA e MARINA DI RAVENNA
L’ARGINE DEGLI ANGELI (RA-FE), la ciclopedonale sospesa sul Delta del Po
(foto by Patty)
SIRMIONE: meraviglia tra lago, archelogia e terme
Un suggestivo borghetto medievale dominato dal suo castello, un sito archeologico meraviglioso, acque termali che producono benessere.. e tutto questo sul lago. E’ la penisola di Sirmione, incantevole località sulla sponda meridionale del lago di Garda, che lascia senza fiato da tanta bellezza.

All’arrivo a Sirmione, bisogna lasciare l’auto in parcheggio, perchè è consentito l’ingresso soltanto a chi risiede negli alberghi interni. Ho avuto la fortuna di alloggiare all’hotel Sirmione che domina, arrivando, la darsena, con i suoi colori e ti fa desiderare di alloggiare proprio là, sul lago. Di fronte, il castello.
Oltrepassando il ponte sul lago, si entra nel borgo pedonale e si puo’ vedere da vicino il Castello Scaligero del tredicesimo secolo, una delle più imponenti fortezze medievali d’Europa. Con le alte mura merlate, circondato dall’acqua su tutti i suoi lati, è subito evidente lo scopo difensivo che ha avuto in passato e di controllo sul porto, che guarda di fronte. Attraverso il ponte levatoio si puo’ accedere per visitarlo e godere di tutta l’atmosfera di un tempo.


Poi ci si immerge nelle stradine del paese: piazze, palazzi storici, case colorate, archi, negozietti deliziosi e gelati enormi dai colori attraenti per i bambini, e alle due estremità, il lago.

Da una parte il panorama degli altri paesini sul lago, dall’altro una serie di spiaggette e camminamenti.
E la strada prosegue fino alla punta estrema, dove, sul promontorio, si trova un‘area archeologica favolosa, le grotte di Catullo.

Le grotte di Catullo, raggiungibili anche con un comodo trenino, in realtà sono i resti di una villa risalente al II secolo d.c, con vari ambienti termali, in un’area di circa 2 ettari, che si affaccia sul lago. Inseriti in un contesto di prati ed ulivi, creano uno spettacolo che lascia senza parole.

Ho avuto occasione di visitarle anche durante la fioritura, a primavera, quando, in lontananza si vedevano ancora le cime innevate dei monti e prati ed alberi erano fioriti… Panorami veramente mozzafiato.
Lungo la strada prima di entrare alle grotte di Catullo, c’è un altro posto bellissimo: una spiaggia con acqua verde e grandi massi bianchi, un posto divino, dove ci si sente in pace con il mondo, se non c’è troppa folla. E’ la famosa Jamaica Beach.

Da questa spiaggia, si puo’ anche camminare sulla riva, facendo molta attenzione perchè ci sono sassi scivolosi in alcuni tratti, per arrivare alla spiaggia del paese: praticamente si costeggiano, sulla parte bassa, le grotte di Catullo, e passando varie spiaggette, si arriva di nuovo in paese.
Anche qui le acque del lago sono incantevoli, gustarsi il pranzo nei ristoranti sulla sua riva è impagabile.

A Sirmione si trova anche un bellissimo stabilimento termale, l’Acquaria Thermal Spa , con le sue piscine termali e a sfioro, affacciate proprio sul lago, idromassaggi, lettini dove prendere il sole, sauna, e bellissimi ed eleganti spazi relax interni che aumentano la sensazione di benessere.


Il tutto ubicato in un bel parco, da cui si gode della vista di indimenticabili tramonti.

Le terme Acquaria io le ho sperimentate piu’ volte, o come Spa day (sono solo uno stabilimento termale, senza hotel), facendo andata e ritorno da Bologna in giornata, o anche in abbinamento a un soggiorno in hotel (l’hotel Terme Sirmione, che aveva già al suo interno la piscina termale e la Spa ). Sono veramente un balsamo per anima e corpo.

Passeggiare tra le rovine delle grotte di Catullo, fermarsi sulla spiaggia del Lago di Garda, camminare per il paese con tutta la sua atmosfera medievale, cenare in un localino sul lago, godere di panorami incantevoli e delle terme..

Sirmione è proprio un posto magico, dove non mi stanco mai di tornare. Ha veramente tutti i requisiti per fare passare anche solo 1 o 2 giornate di stacco dalla routine, o per far godere di un po’ di tempo serenamente, in famiglia o in compagnia.
Quindi..ci rivedremo presto!
ottobre 2018
foto by Patty
post di Sirmione
https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2117138141838817
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di Sirmione ne parlo anche qui
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MILANO vicino all’Europa
Milano negli ultimi anni ha cambiato aspetto.
L’ho conosciuta, molti anni fa, attraverso persone residenti nella città, che mi hanno fatto subito apprezzare le bellezze di una città a volte snobbata rispetto alle altre, ma con monumenti e bellezze di prim’ordine. Il duomo, la galleria Vittorio Emanuele, il castello sforzesco, i Navigli, le colonne di San Lorenzo, per dirne qualcuna.
L’ho frequentata in passato per lavoro, quando ci ho vissuto per un breve periodo, tornandoci periodicamente, con grande piacere. E’ vero, c’è il traffico, il grigiume, la nebbia.. ma l’ho sempre trovata una città estremamente affascinante.
Oggi, oltre alle bellezze tradizionali, possiamo godere anche di una Milano moderna, fatta di grattacieli al pari delle grandi città dell’Europa e del mondo.
Piccole zone circoscritte, quindi non troppo invasive per la città, nate in seguito a progetti di riqualificazione di aree ormai in decadenza e talvolta malfamate, che cosi hanno riacquistato valore economico ed architettonico.
Nuove zone per la Milano da bere, che accoglie le centinaia di lavoratori che popolano i suoi grattacieli, ed anche le persone che vengono per passeggiare, fare shopping ed incontrarsi. Ed i turisti, che vengono ad ammirare la Milano moderna.
Sono la piazza Gae Aulenti (zona Porta Nuova Isola), sovrastata dal grattacielo dell’Unicredit, che ha davanti uno spiazzo con un sistema di fontane, dove d’estate i bambini si divertono a giocare con l’acqua, e l’adiacente Bosco Verticale, un edificio composto da due torri alte 110 e 80 metri, dalle cui terrazze sporgono alberi di diverse specie e piante, secondo un progetto di riforestazione urbana molto originale. O la piazza Tre Torri. nel distretto denominato Citylife, dove svetta la Torre Allianz, 50 piani, l’edificio più alto di Milano e d’Italia, con accanto il grattacielo storto, la Torre Hadid, soprannominato appunto “lo Storto”.
Nuove linee della metropolitana sono state create, belle, colorate, come la linea lillà, senza conducente, che se vai al primo posto, pare che sia tu a guidare il treno.
Non voglio spendere troppe parole, lascio spazio alle immagini che ho voluto cogliere, in preda all’entusiasmo del nuovo che avanza e che stupisce, di una Milano sempre piu’ vicina all’Europa, anzi al mondo, con in testa una canzone di Lucio Dalla, che a distanza di anni, resta sempre attuale.

“Milano vicino all’Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro
un ole’ da torero
Milano che quando piange
piange davvero
Milano Carabinieri Polizia
che guardano sereni
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
che quando passa piange
e ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio
zucchero e catrame
Milano ogni volta
che mi tocca di venire
mi prendi allo stomaco
mi fai morire
Milano senza fortuna
mi porti con te
sotto terra o sulla luna
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano piovuta dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano lontana dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero”
Writer(s): Lucio Dalla
giugno 2018
(foto by Patty)
































































































