Italia
Piazzetta Betlemme e i suoi dipinti, a SAN GIOVANNI in PERSICETO (BO)

È una piccola piazzetta, anche un po’ imbucata, Piazzetta Betlemme a San Giovanni in Persiceto, nella pianura bolognese, cittadina famosa anche per il suo carnevale, distante solo una quindicina di chilometri da casa mia che abito tra Bologna e Modena
Ne avevo sentito parlare da un po’ e avevo ammirato delle foto molto belle ma non l’avevo mai vista: ieri mi trovavo proprio lì e sono andata a cercarla.

San Giovanni in Persiceto
San Giovanni in Persiceto è un paese con un centro storico medievale gradevole, ad impianto concentrico, con le strade che riversano su Piazza del Popolo, dominata dalla chiesa Collegiata di San Giovanni Battista (dove sono presentii anche dipinti di Guercino, Albani, Gandolfi e Guardassoni)

Alcune vie hanno i portici, che sembra di essere a Bologna; negozi belli e particolari, un grande mercato il mercoledi’ sulla piazza e per le vie del centro, ed è soprattutto conosciuta per il suo storico carnevale, tra i più importanti d’Italia, che la riempie di gente ed allegria.
Qualche opera in centro qua e là, cattura gli sguardi, in primis la statua del gatto RE Gino, in memoria di un gattone bianco e rosso che per anni ha girovagato per le vie, entrando nei negozi, nella sala comunale, in teatro, conosciuto da tutti e diventato un simbolo e la mascotte del paese.
Lungo il portico del palazzo del comune si trovano simpatiche panchine dipinte.

La cittadina è rinomata anche per il suo Osservatorio astronomico comunale realizzato dal Gruppo Astrofili Persicetani, con un telescopio per l’osservazione planetaria e per la fotografia e altra strumentazione per lo studio del cosmo, e molto attivo nel campo della didattica e della divulgazione. E’ collegato al Museo del cielo e della terra, un planetario con uno schermo a cupola semisferica sul soffitto, che contiene 50 posti per l’osservazione virtuale del cielo e una telecamera collegata con il telescopio dell’osservatorio astronomico, che permette di osservare realmente le stelle e le galassie, il sole e la luna: quasi ogni scuola del circondario ci ha portato i propri studenti almeno una volta!
Nelle notti attorno al 10 agosto si svolgono nel giardino del Planetario le Persiceteidi, un’ occasione per osservare le stelle cadenti ad occhio nudo in compagnia, iniziativa del gruppo astrofili Persicetani.
Piazzetta Betlemme
Piazzetta Betlemme non la trovi per caso. Devi proprio guardare dov’è e arrivarci. Rimane nascosta, poco dietro alla piazza principale, fuori dalle stradine più caratteristiche.

Te la ritrovi davanti, piccola ma molto armonica e vivace, ed ha la particolarità di avere tutti, ma proprio tutti gli edifici della piazza dipinti, non solo qualche muro, a differenza di altre cittadine, come per esempio Dozza Imolese, dove i murales sono distribuiti in una parte di alcuni stabili in tutto il paese.


Stupende e colorate scene di vita rurale che creano un’atmosfera bucolica: gli animali da cortile, le piante rampicanti, ortaggi e fiori che decorano finestre e porte, panni stesi, perfino scarpe ed abitini appesi.





Un’intera piazza, salvata dal degrado, che è diventa un’opera d’arte.

Ogni facciata è ricca di colore e particolari. Nella piazza risiedono anche alcuni negozi, mimetizzati dai dipinti; in particolare una trattoria dove dicono si mangi molto bene, ottima cucina locale che mi propongo di andare a testare, e che, durante le serate estive, con i tavoli fuori lungo la piazza e le tovaglie a quadri, contribuisce a creare un atmosfera molto particolare e pittoresca!

I dipinti sono stati progettati e realizzati da Gino Pellegrini, negli anni 90, che fu importante scenografo cinematografico e pittore, con una tecnica chiamata trompe-l’œil, per cui il dipinto risulta realistico e tridimensionale e perfettamente integrato con gli elementi presenti. Per questo la piazza è stata anche denominata “Piazzetta degli inganni”: si guardi ad esempio questo particolare, le scale, il lavatoio su cui si poggia l’oca e la finestra sembrano veri!

Arrivando sulla piazza sembra di entrare in un altro mondo, alcuni l’hanno paragonata a una sorta di paesaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie: quello che posso dire io è che, con il naso all’insù e gli occhi sgranati, stupore e meraviglie mi hanno fatto compagnia per tutto il tempo che, con entusiasmo, ho girato e rigirato dentro al perimetro della piazza!

Come arrivare a San Giovanni in Persiceto
in auto: da Bologna: per la Via Emilia, fino a Borgo Panigale, svoltare per la Strada Provinciale Persicetana 568 in direzione di San Giovanni in Persiceto; dall’autostrada, da Bologna: dall’A1 uscita Borgo Panigale, prendere la Persicetana SP 568 (Persicetana) in direzione di San Giovanni in Persiceto.
in autobus: dall’Autostazione di Bologna c’è il bus 576 per San Giovanni in Persiceto (orari e tariffe visita il sito Tper)
Come arrivare a Piazzetta Betlemme
da Piazza del Popolo, il centro di San Giovanni Persiceto, percorrere Corso Italia verso Porta Garibaldi e prima della Porta, girare a destra verso Via Sant’ Apollinare e poco dopo sulla destra si arriva in Piazzetta Betlemme.
novembre 2021
non distante
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LAMPEDUSA: informazioni e suggerimenti per organizzare il viaggio

Ecco come abbiamo organizzato il nostro viaggio a Lampedusa, spunti che possono essere utili per chi volesse andare!
Lampedusa è un’isola molto piccola, 4 km di larghezza e 12 di lunghezza, fa parte dell’arcipelago delle isole Pelagie e sorge in mezzo al Mediterraneo o Mare Nostrum, come chiamato dagli antichi romani.E’ più vicina all’Africa che all’Italia, da cui dista 100 km, mentre la separano 200 km dalla Sicilia. La Porta d’Europa, il monumento in memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare, lasciando le coste africane, fuggendo dalla guerra o alla ricerca di un futuro migliore, per chi arriva dall’Africa è la prima cosa visibile della terra d’Europa.

Come arrivare a Lampedusa

Il nostro alloggio: il Bed and Breakfast Paola e Melo a Cala Pisana



E poi ci si innamora..
Ci si innamora di un posto, non perché sia perfetto o il più bello del mondo, ma perché ti fa stare bene. Perché è, e ti da, tutto quello che cercavi; perchè è quello che ti risuona dentro, che ti fa percepire bellezza, verità, e pace.
E’ quello dove crei i tuoi ricordi felici: quelli a cui attingi quando ne hai bisogno, o nei momenti bui, o di attesa.
Unanimainviaggio – Lampedusa, Cala Pisana
Il bb Paola e Melo è un’oasi a Cala Pisana, e forse in tutta Lampedusa.
Informale, colorato, semplice, in stile etnico. I proprietari ti accolgono all’arrivo all’aeroporto, e ti portano quando arriva il momento di ripartire. Disponibili per tutto, ti mettono a disposizione ombrelloni per la spiaggia, maschere e pinne, borse frigo, teli mare, acqua da tenere nel frigorifero.. a noi hanno messo a disposizione anche n bollitore dietro nostra richiesta!.. e ti prestano perfino i libri della loro ricca libreria!










Cibo


Noleggio Auto


Escursione giornaliera in barca







Isola dei Conigli

Spiagge di Lampedusa

Se ti interessano altre informazioni, puoi scrivermi e comunque qui trovi tutti gli articoli su Lampedusa ====> https://www.unanimainviaggio.it/lampedusa/
*quando si ha diritto a risarcimento per volo in ritardo o cancellato: Poichè è capitato spesso di sentire che un volo sia stato ritardato o cancellato e non tutti lo sanno, riporto qui i casi in cui si ha diritto a un RISARCIMENTO:
- quando un volo viene cancellato, prima di 14 giorni dalla partenza, la compagnia aerea ( se possiede la licenza rilasciata in un Paese dell’Unione Europea e tranne circostanze eccezionali non prevedibili) può offrire sempre un rimborso del biglietto o un volo alternativo
- quando una cancellazione avviene meno di 14 giorni dalla partenza, si può avere il risarcimento oltre al rimborso del biglietto
- in caso di ritardo: di due o più ore per tutte le tratte aeree fino a 1500 km; di tre o più ore per tutte le tratte aeree europee ed extra europee comprese tra 1500 e 3500 km; di quattro o più ore per le tratte oltre i 3.500 km al di fuori dell’Unione europea come da schema sotto riportato
Il passeggero ha diritto a un risarcimento per il volo cancellato o ritardato, tra i 250 e i 600 euro, in base al Regolamento (CE) 261/2004
- Tratte fino a 1500 km : €250 di risarcimento
- Tratte tra i 1500 – 3500 km: €400 di risarcimento
- Tratte superiori ai 3500 km: €600 di risarcimento

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L’isola dei Conigli, la relativa spiaggia e tutto il contesto della zona è davvero uno dei più bei paesaggi di mare mai visti.



Come arrivare alla Spiaggia dei Conigli


















La spiaggia e l’ isola dei Conigli
Una volta arrivati alla spiaggia, sull’asciugamano si sta molto poco, quindi la mattinata in cui eravamo tutti ammassati poco ci ha importato: è troppo bello godere di quel mare spettacolare.




Dalla spiaggia dei Conigli si può raggiungere a piedi l’isola dei Conigli, che è un piccolo isolotto di roccia di 4 ettari, collegata da un istmo sabbioso, visibile in caso di bassa mare ma sempre con acqua poco profonda



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Le spiagge di LAMPEDUSA e il resto non perdere
A Lampedusa ci sono spiagge di sabbia e spiagge di scogli, e spiagge dove sono presenti sabbia e scogli.
Io che amo le grandi spiagge di sabbia, sull’isola ho molto apprezzato anche quelle di scogli, piuttosto che le piccole spiagge di sabbia molto affollate, talvolta ben ventilate, che offrono una bella vista mare e sono ben attrezzate con ombrelloni e lettini sulla scogliera.. anzi, devo dire che me le sono godute tantissimo!!
La spiaggia dell’isola dei conigli
Questa spiaggia è talmente bella che gli ho dedicato un articolo a parte
La Guitgia
La spiaggia della Guitgia è bellissima, appare interamente salendo sulla strada, dopo la curva del porto. Ha attorno roccia, ma il tratto di sabbia centrale è spettacolare: peccato che essendo attrezzata, sia nel lato sabbioso che nel lato roccioso, ed essendo cosi fruibile, nel centro cittadino, e comoda anche per i bambini, risulti terribilmente affollata nei mesi di punta. Tanto che noi, oltre a vederla dalla strada, ci abbiamo fatto solo una passeggiata al tramonto.

Cala Croce, Portu ‘Ntoni e Cala Madonna
La spiaggia di Cala Croce e la spiaggetta attigua di Portu’Ntony sono anch’esse stupende, sebbene molto affollate nella parte di sabbia attrezzata, nei mesi centrali estivi. Ma sulla parte appena sotto al bar Tunez, sugli scogli, noi siamo stati divinamente, godendo di un venticello delizioso, che non c’era sulla scogliera di fronte, e che ci ha tenuto fresco al mattino, sotto l’ombrellone, regalandoci la possibilità di godere di un panorama dall’alto strepitoso. Mentre al pomeriggio dopo le 17, con l’intenzione di aspettare il tramonto, siamo letteralmente fuggiti via quando i due bar-ristorante hanno iniziato a mettere una musica per noi orrenda con Dj set, facendo a gara a chi la teneva più alta! Davvero terribile per noi, pur comprendendo che a qualcuno possa piacere!

Accanto a Portu’ntoni si trova anche Cala Madonna, baia lunga e stretta con spiaggetta piccola, ma con mare molto bello.
Cala Pisana
Va beh, Cala Pisana è nel mio cuore perché è la spiaggia che era davanti al b&b Cala Pisana da Paola e Melo, dove alloggiavamo. La cala è lunga e stretta, con una piccola spiaggetta di sabbia all’estremità, che e io mi sono goduta a tutte le ore: al mattino alle 7, quando mi alzavo e facevo la mia passeggiata lungo gli scogli, fino anche a Cala Creta, o mi mettevo a leggere, o a fare un bagno prima di colazione

talvolta dopo pranzo sotto l’ombrellone, sul terrazzo del b&b,

o a sera tardi, dopo il tramonto, quando restava deserta e la luna arrivava. La parte di mare più bella è quella laterale che costeggia la strada, pavimentata e attrezzata con ombrelloni e scalette per buttarsi in un mare da sogno, con sfumature accese dell’azzurro e del verde e tanti pesci che si vedono anche dall’alto

Cala Creta
Cala Creta è completamente rocciosa, e su uno spiazzo è possibile affittare lettini ed ombrelloni. È rinomata per i bei fondali: io l’ho vista solo dall’alto e dal mare

Cala Mar Morto
Cala mar Morto, come è chiamata Cala Calandra, è una spiaggia di roccia spettacolare. Rocce sui bordi, che hanno attrezzato, e dove si sta divinamente perché soffia sempre un bel vento; rocce nel mare pieno di pesci, a cui si accede con un pò di difficoltà (raccomandate le scarpette da scoglio); e rocce alte attorno, anche per fare i tuffi. Ha anche una bellissima grotta in cui si puo’ entrare a nuoto. Indubbiamente esercita un fascino particolare, ed io, da non amante delle spiagge rocciose, ne sono rimasta ammaliata.

Cala Francese, Sciatu Persu, Cala Maluk, Cala Spugne
Queste calette si trovano nella parte sud orientale dell’isola, a fianco all’aeroporto e vicino alla Porta d’ Europa, sulla via per il Centro di Recupero Tartarughe.
Con Cala Francese, al mattino, non è stato amore a prima vista, quindi l’abbiamo abbandonata subito per Sciatu Persu, piccola ma graziosa, sebbene particolarmente frequentata da famiglie con bambini, per il facile accesso ad un bel mare

Di ritorno ci siamo fermati a Cala Sponge o Spunge, che è sotto un costone: è molto stretta, ma cosi se si affitta l’ombrellone si sta al massimo in seconda fila davanti a un tratto di mare molto bello. Cala Maluk l’abbiamo vista anch’essa passando: gli ombrelloni si inerpicano sulla roccia e si vedono dalla strada, e sembra molto simpatica.
Queste spiagge sono belle, e sicuramente da vedere, ma devo dire che ho preferito le spiagge della costa sud.

Cala Palme
Cala Palme non è una vera propria spiaggia balneare, non è frequentata di giorno, forse perché vicina al porto vecchio. Ma l’ho trovata bellissima, nonostante i tanti natanti di fronte, per il fascino che esercitano su di me le palme, soprattutto all’ora del tramonto, dove ci di può fermare al suo bar per drink.

Ci sono anche altre spiagge che non abbiamo visitato: Cala Pulcino, un po’ complicata da raggiungere, rimane oltre la spiaggia dei Conigli, Cala Uccello, Cala Galera, Cala Greca.. Sarà per una prossima volta! (che ci sarà di sicuro:)
Informazioni sulle spiagge anche a questo link
https://visit.lampedusa.today/beach-tour-lampedusa-spiagge-da-non-perdere/?fbclid=IwAR0hmsG7qNcvK3lOmHcU-nYT8Lyl60GNrpGLd5obqsQGzw8B2ALCu9pugrU
Il resto da non perdere a Lampedusa
La strada panoramica e gli aperitivi al tramonto
Le rocce a picco sul mare e il sole che scende in acqua e illumina le falesie su di esso, offrono paesaggi spettacolari che si prestano per essere goduti al tramonto.

Via Capo Ponente, percorre la parte sud dell’isola fino a Capo Ponente, e poi la strada panoramica prosegue verso il nord dell’isola che è per lo più deserta e meravigliosa

Però.. c’è un però.. i localini, anche improvvisati con truck, sedie e tavolini, diventati oramai un’istituzione, dove bere qualcosa e socializzare davanti a cotanta bellezza, si affollano per l’attesa, e sono diventati dei punti di ritrovo

..i più vicini Tunez e Club Cala Croce, e quelli più a nord Sprizzando, Oscia, 35 parallello, ecc..

ll “però” è sulla scelta della selezione musicale, che a noi non è piaciuta, abbiamo avuto l’impressione che questi posti perdano davvero la loro natura, il romanticismo e il fascino del momento. Tra questi, comunque, quello che più mi è piaciuto come collocazione è stato il 35 parallelo

Il Centro di recupero Tartarughe

La Porta d’Europa

Il Belvedere di punta Albero Sole

Dammuso Casa Teresa

La scala colorata







e ancora, il faro di Punta Grecale con la panchina gigante, e la chiesa della Madonna di Porto Salvo.
E poi ancora merita fare il tour dell’isola in barca, affittare una Mehari, provare tutti i cibi tipici..
Dimenticato qualcosa??
Si!! ribadire quanto è bella Lampedusa!
tutti gli articoli su Lampedusa
Regale TORINO

Non ero mai stata a Torino e lo stesso la mia famiglia, e con l’uscita dei voucher della regione Piemonte per rilanciare il turismo, dove a fronte di una notte pagata altre 2 erano omaggio, decidiamo di non farci scappare l’occasione (promozione ancora valida https://www.visitpiemonte.com/…/la-nostra-ospitalita-e…)

Torino, l’alloggio
Per la nostra visita scegliamo di alloggiare al Best Western Hotel Piemontese, in zona Porta Nuova, quartiere San Salvario.

La posizione è buona, per arrivare alla stazione e all’inizio della centrale via Roma, occorrono 10 minuti a piedi, ma Torino è grande quindi per andare in centro e tornare, e non arrivare a sera stanchissimi, consiglio di prendere qualche mezzo pubblico, se si decide per questo hotel (alla stazione Porta Nuova ci sono i distributori di biglietti, che si acquistano anche con l’App GTT).

Il quartiere è pieno di locali e l’hotel è all’interno di un palazzo d’epoca molto bello,

Gli spazi comuni sono moderni e gradevoli

La nostra camera tripla affaccia sul cortile di una caratteristica casa di ringhiera, con una vista molto carina

Le camere comfort sono veramente belle, con soffitto di mattoni, un bel bagno spazioso e zanzariera sul letto.
Cosa visitare a Torino in 3 giorni

Tre giorni a Torino non sono sufficienti se si vuole visitare tutto quello che la città offre e con calma. Noi abbiamo visto tante cose ma scarpinando molto, e a volte un po’ troppo frettolosamente, e senza il tempo di tornare nei luoghi che ci sono piaciuti, e viverci tranquillamente la città.
I musei di Torino
Museo del cinema

Il museo del cinema si trova all’interno dell’edificio della Mole Antonelliana, ed è veramente particolare e curioso, per cui vale la pena visitarlo.

Si puo’ percorrere la storia della nascita del cinema, vedere tante belle ambientazioni, permettersi un giro sul red carpet,

Sdraiarsi su poltrone rosse in relax e vedere spezzoni di film, percorrere le gallerie con foto bellissime dei divi del cinema..

Davvero un museo simpatico e divertente!
Attenzione: il biglietto combinato della salita alla Mole + Museo del cinema è più conveniente ma le disponibilità per salire alla Mole sono meno, -non so se solo in questo periodo-, per cui è opportuno prenotare se si vuole salire anche con l’ascensore!

Museo Egizio

Il museo egizio di Torino è il secondo museo per importanza dopo quello del Cairo. Avendo poco tempo e avendo già visto quello del Cairo l’intenzione iniziale era di saltarlo, ma poichè un’amica me lo ha fortemente consigliato, con la visita guidata (da prenotare), così abbiamo fatto, ed è stata veramente un’esperienza molto interessante.

Oltre ad esserci un’ambientazione molto bella e reperti davvero interessanti, la guida ci ha parlato delle scoperte dell‘egittologo Ernesto Schiapparelli, scopritore della tomba di Nefertari, nella Valle delle Regine in Egitto, a cui si devono tanti reperti presenti nel museo (quando ancora si potevano portare via dal luogo dove erano trovati) e ci ha raccontato, a differenza di quanto solitamente si studia o si vede, della vita e della morte di persone diverse dai faraoni. In particolare, mostrandoci i ritrovamenti, ci ha parlato della tomba dell’architetto Kha e degli oggetti di uso quotidiano trovati nelle tombe intatte sua e della moglie.

Si possono ammirare anche una serie di sarcofagi interessanti, e delle bellissime sfingi, con un gioco di specchi molto affascinante

Molto interessante venire a conoscenza che, con l’avvento della tecnologia, c’è la possibilità di sottoporre le mummie a Tac per analizzare i resti umani, senza così dover togliere le bende e rovinarli, come è stato fatto per quelle ritrovate di Kha e della moglie .

Museo dell’automobile

Neanche al museo dell’automobile avevo molto interesse ad andare, mentre mio marito lo aveva in programma, ma sentendo pareri entusiasti ho deciso di andare anch’io: ed in effetti è un gran bel museo!

Si può vedere la storia delle automobili, dalle prime create

a quelle che ricordo della mia infanzia e adolescenza


a quelle viste nei film americani

e a quelle di ultima generazione.

Ci sono anche interessanti informazioni per gli appassionati

e simpatiche creazioni con l’utilizzo di parti di auto

Le altre attrazioni
Mole Antonelliana
La Mole Antonelliana si trova in una via del centro neanche tanto grande, e non in una piazza come avevo immaginato.

Essendo il simbolo di Torino ovviamente desta stupore e curiosità

La salita con l’ascensore, nonostante l’attesa del proprio turno (e se si prenotano i biglietti online si ha l’ingresso preferenziale, senza code, diminuendo l’attesa), è la cosa che più mi è piaciuta perchè si entra proprio dentro alla cupola, e si vede dall’alto la parte centrale del museo del cinema. La vista della città, una volta giunti sulla cima, è bella, ma come dicono alcuni, manca la Mole!!

Palazzo Reale
Il Palazzo Reale appare nella sua magnificenza, bianco candido, sulla spaziosa Piazza Reale

Vicino, c’è il bellissimo Palazzo Madama

La visita del Palazzo Reale, dimora storica della famiglia sabauda e Patrimonio dell’UNESCO, merita per la ricchezza dei saloni barocchi, per l’armeria reale e per l’esposizione di alcuni mezzi di trasporto usati all’epoca.

Dal Palazzo si accede alla Cappella della Sacra Sindone, patrimonio Unesco, dove un tempo era conservata la Sindone appunto, che fu poi trasferita nel Duomo, in seguito ad un incendio avvenuto nella cappella. Da qui, si può vedere l’interno del Duomo di San Giovanni dall’alto, collegato ma senza accesso.

Non ultimi, la bellezza della vista da una delle finestre del Palazzo

e i giardini reali

Il parco del Valentino e il lungo Po
Il Parco del Valentino, che costeggia la riva del fiume Po, perpendicolare al centro città, è davvero un giardino magnifico. Ospita il Castello del Valentino, anch’esso bianco e stupefacente

e un borgo medievale perfettamente ricostruito

oltre che il Giardino roccioso, uno spazio con ruscelli, cascate, piante e aiuole con fiori di numerose varietà,

e abitato da tanti scoiattoli che saltellano con le loro codone e si godono tanta bellezza.

Da segnalare anche le numerose installazioni presenti, create con materiale riciclato da Rodolfo Marasciuolo, il così denominato giardiniere-artista. Tra le più famose, che ci siamo divertiti a cercare, i lampioni innamorati


il pescatore

il ranocchio


Il Duomo e la Chiesa della Grande Madre di Dio
Il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista, nell’omonima piazza, non mi ha particolarmente colpito, forse perchè ad agosto la piazza era deserta o forse perchè mi è sembrato strano che la chiesa più importante della città si trovasse in un punto quasi secondario, dietro al palazzo Reale. Ha a fianco un campanile romanico, su cui dicono che salendo si ha una gran bella vista della città, ma l’abbiamo trovato deserto, e al suo interno è conservata la Sacra Sindone, non visibile.

La chiesa della Grande Madre di Dio appare imponente di fronte a Piazza Vittorio, attraversato il Ponte Vittorio Emanuele: è molto singolare, con le sue colonne frontali che fanno ricordare il Pantheon di Roma

Dalle scale che portano alla chiesa si ha una magnifica vista di Piazza Vittorio

Villa della Regina
La Villa della Regina si trova oltre la chiesa della Gran Madre di Dio, sulla collina di Torino. Arrivarci a piedi è davvero una gran scarpinata e una gran fatica col caldo di agosto! La villa seicentesca ha dietro dei grandi giardini e a fianco una vigna, è visitabile con prenotazione ma per mancanza di tempo non siamo riusciti ad ammirare i suoi interni.

La vista della città dalla collina è indubbiamente spettacolare, anche se, forse, un po’ lontana!

Più vicino e senza dubbio meno faticoso è salire sul Monte dei Capuccini, a 300 metri dalla riva del Po, sempre dal lato della Chiesa della Grande Madre di Dio.
Non posso esimermi dall’inserire questo scatto che ho colto, in discesa dalla collina della Villa del Regina, del nostro gruppo Vacanze Piemonte, che ho chiamato: “chi erano mai questi Beatles??” :)

Porta Palatina
Porta Palatina, si raggiunge superando il Duomo di Torino, risale all’età romana, al I secolo d.c., ed è l’antica porta di accesso alla città, inserita nell’area del parco archelogico che comprende anche il teatro romano. Passando sotto i suoi archi si ha ancora oggi la sensazione di uscire (o entrare) nella città.

Da Porta Palatina si arriva a Porta Palazzo, dove è ubicata la grande Piazza della Repubblica, con l’edificio del mercato e il grande mercato all’aperto

Principali piazze e palazzi di Torino
Piazza San Carlo
Le piazze a Torino sono le cose che più mi sono piaciute. In particolare Piazza San Carlo, immensa e bianca, il salotto di Torino

apprezzabile a tutte le ore del giorno

e della notte

La via al centro città vero e proprio che porta in Piazza San Carlo è piazza CLN, delineata da due edifici, che creano l’effetto di una porta d’ingresso che interrompe la lunga Via Roma. Alla base ci sono due belle fontane con statue che rappresentano il Po e la Dora Riparia, mentre sul retro, affacciate sulla piazza, ci sono 2 chiesette gemelle.

Piazza Vittorio
Altra piazza per me stupenda è Piazza Vittorio Veneto, chiamata dai torinesi solo piazza Vittorio, una delle piazze più grandi d’Europa, con i suoi edifici bianchi e attorniata da portici, che guarda la chiesa della Grande Madre e il lungo Po, e da cui si vede la punta della Mole.

Piazza Carignano
Piazza Carignano deve la sua bellezza al palazzo omonimo, singolare rispetto agli altri perchè color mattone; sul lato, il bar della Farmacia è l’ideale per un aperitivo all’aperto (o un pranzo nel ristorante stellato) e dando una sbirciatina all’interno, si vedono gli arredi originali dell’antica farmacia dell’800 che ivi risiedeva.

Palazzo Madama
E’ uno stupendo Palazzo in Piazza Castello, poco prima di Piazza Reale. patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, e sede del museo civico.

Sul retro, troviamo il Castello

Palazzo fetta di polenta
Il vero nome è Palazzo Scarabozzi, è un palazzo curioso che si trova nel trafficato e anche poco attraente Corso S. Maurizio, chiamato cosi’ perchè lungo e stretto e di colore giallo.

Largo IV Marzo
Questa piazzetta mi è piaciuta particolarmente perchè piena di localini caratteristici dove mangiare, le cosi’ dette “piole”, piccole osterie con cibo locale a buon prezzo, e mi ha ricordato molto le piazzette parigine.. Qui ci siamo fermati a pranzo alla Piola da Cianci.

Gallerie e portici di Torino
A Torino, come a Bologna se piove non ti bagni: la città ha ben 18 km di portici, bianchi anzichè rossi, a differenza di quelli della mia città.

I portici in Piazza San Carlo ospitano il famoso Cafè Torino, risalente ai primi del 900, amato dai sovrani e frequentato da ospiti illustri, che ha sul pavimento davanti alla porta d’ingresso l’immagine di un toro rampante che dicono porti fortuna, come quello di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, pestandogli gli attributi.
Molto belli anche i portici della lunga via Po, che sfocia in via Vittorio Veneto

Ma i miei preferiti sono stati senza dubbio quelli che svoltano a destra alla fine di Via Roma, verso piazza Castello: quando la via fa angolo ci si trova a destra la bellissima ed elegante galleria Subalpina, dove ci sono l’antico Cinema Romano e il caffè Baratti, i più antichi della città.

Altra bella galleria è la Galleria San Federico, che fu per molto tempo sede del quotidiano La Stampa, al cui interno si trova il cinema Lux, un altro dei cinema più antichi. Si può accedere anche da via Roma.

Torino di notte
Torino di notte è davvero uno splendore, ogni piazza ed edificio sono illuminati, ha un fascino particolare, che riporta davvero indietro in un tempo in cui magnificenza e regalità facevano da sovrane.



E non si puo’ lasciare Torino senza aver assaggiato il famoso “Bicerin“. Noi abbiamo provato la versione estiva, che è un vero e proprio dessert, preparato con caffè, cioccolato caldo e crema di latte (o panna montata), da gustare, come ci hanno suggerito, partendo col cucchiaino dal basso e venendo verso l’alto: una vera libidine!!

Qualche informazione organizzativa: la maggior parte delle attrazioni sono su prenotazione, ma si riesce ad entrare (facendo code e spesso con attese sotto il sole) anche senza. Volendo salire sulla Mole bisogna considerare che difficilmente si trova posto non prenotando. Io ho tenuto sotto controllo i posti disponibili sui siti, e prenotato un po’ all’ultimo momento, dovendo prendere però i pochi orari rimasti.
Regole Covid: Richiesto green pass e documento d’identità in tutti i musei. Purtroppo poi la gente, dopo l’ingresso, non fa attenzione a non creare assembramenti.
Pranzi e cene: Poormanger, tutto a base di patate, Porto di Savona in Piazza Vittorio, Piola da Cianci, Proseccheria di via Bertholet, Bistrot San Salvario e Sora Gina vicini all’hotel, La Piè -piadineria sotto la Mole, buonissima la piadina e anche il bicerin estivo, gelato di Biraghi -gusto unico fiordilatte, sotto i portici di piazza San Carlo.
In conclusione: Torino ci è piaciuta molto e sicuramente avrebbero meritato una visita anche a Superga e Venaria, che restano fuori dal centro… ma sarà per una prossima visita!

agosto 2020
Accogliente Lampedusa
Lampedusa, per me.

Lampedusa ti apre le braccia per mostrarti la sua parte migliore evidente, la bellezza e il blù prepotente e cristallino del suo mare, la sabbia morbida che lo accoglie, le rocce calde che brillano al sole, la terra brulla che si accende col calore, il suo cibo ricco, non solo nutrimento ma appagamento nella forma più completa del senso del gusto.
Accogliente per chi arriva dal continente o dalle isole, per apprezzare le meraviglie che vengono rivelate con fierezza ed orgoglio.
Lampedusa è punto d’incontro tra Africa ed Europa, passaggio di orario in pochi passi sulla spiaggia più bella dell’isola, una porta che segna il punto più lontano del nostro continente e, insieme, le tragedie del mare.

Lampedusa è un utero per le tartarughe che tornano nel luogo natio per deporre le uova, è protezione per loro e cura.
Lampedusa è trovare le tracce delle zampe di un cane, che è passato sul sedile della tua Mehari, durante la notte.
Lampedusa e l’attesa di un tramonto percorrendo le sue strade deserte, o davanti a una roccia a picco sul mare.

E mentre tu guardi l’immensa bellezza, con gli occhi che brillano e i sensi che si accendono e battono le mani, succede altro.
Lampedusa non è solo quello che appare. Lampedusa è quello che si vede e quello che non si vede.

A Lampedusa, in vacanza, se vuoi, puoi tenere gli occhi chiusi e non ti accorgi di niente. Ma se la coscienza ti chiama puoi vedere e ascoltare.
Lampedusa è chiederti, guardando l’orizzonte, se qualcosa sta accadendo in quel mare, a nostra insaputa; è sentire salire un senso di impotenza; è stima per chi ha il coraggio di un leone, di lasciare tutto, di affrontare quel mare, talvolta impetuoso e crudele, o assassino, e di scegliere di rischiare anche la morte, per il sogno di nuova vita, che possa essere definita tale.

Lampedusa è l’umanità delle persone che accolgono, che credono ancora nella dignità della vita.
Lampedusa è un traghetto che va e viene a Cala Pisana; è la nave quarantena, piena di storie tremende di esseri umani; è la barca della guardia costiera piena di persone appena sbarcate, e salve, a bordo; è le parole forti e toccanti di chi lavora alla frontiera, di chi sente il bisogno di condividere, dolore, morte, rinascita, verità.

Lampedusa ha 2 facce ma la stessa accoglienza.
Lampedusa ti accoglie e ti avvolge con la sua bellezza, ti stravolge con la sua storia, i suoi racconti. Lampedusa ti tocca e ti resta dentro.
Lampedusa per me è un cancello sul mare. E’ il b&b di Cala Pisana: un bagno al mattino, quando ancora la spiaggia è deserta. Camminare sulle rocce che scendono a picco, fino a Cala Creta e sentire il calore del sole che sale. Ammaliarmi con i profumi intensi del mare, delle piante, dei frutti dell’orto, deliziarmi di tutti i colori che vedo intorno. E’ andare in giro per spiagge e restare incantata.

E’ avere davanti lo spettacolo più bello di sempre, il mare. E’ ascoltare i racconti dei testimoni, di tragedie e salvatagg. E’ leggere un libro che parla di lei e di loro, dei naufragi, degli abissi, di fronte a quel mare, e provare qualcosa di indefinibile. E’ visitare un cimitero con tombe senza nome e croci fatte col legno di barche naufragate, e sentire risuonare dentro le parole di Emily Dickinson scritte all’ingresso: “Per uno sconosciuto gli sconosciuti non piangono”.
E’ toccare il coraggio di chi cerca una vita migliore, da una parte, e l’umanità delle persone che si prestano, lavorano e accolgono dall’altra. L’inferno che, con coraggio da ambo le parti, viene attraversato. E vedere la grande capacità, insita in tanti, di non arrendersi.
Lampedusa è un pensiero: che tutti gli esseri umani desiderano essere accolti.
Lampedusa è un pezzetto d’Italia, in tutto per tutto, in mare d’Africa.
Chi rifiuta
chi accoglie
chi non si arrende.
Chi resta umano.

luglio 2021
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( su questo blog Lampedusa si trova in una voce dedicata sotto Italia e anche sotto Sicilia)
altro su la mia Lampedusa
LAMPEDUSA: informazioni e suggerimenti per organizzare il viaggio
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BOLZANO d’estate.. e BOLZANO d’inverno

BOLZANO D’ESTATE
Bolzano gioiello incastonato tra i monti, ma fa più caldo che a Bologna d’estate.
Bolzano case colorate ma con eleganza e discrezione.

Angoli di passato che spuntano e si mescolano tra i colori delle strade


La frutta sui banchi, spezie, fiori e cibarie, lungo Piazza delle Erbe, che piazza non sembra.

Bolzano e il suo duomo prezioso, il tetto piastrellato, verde, bianco e oro, che spicca

e il suo bel campanile

e gli affreschi della scuola di Giotto

Un incanto di sera


Bolzano e il Nettuno, fratello minore del nostro a Bologna, che sembra in incognito sulla via

Bolzano e le strade più belle, via Goethe e via Streiter, le mie preferite

Bolzano e i negozi dello shopping, dentro a palazzi eleganti, sotto ai suoi portici.
Bolzano e il Lungotalvera

un grande parco di prati ombreggiati e fioriti

su un fiume impetuoso

Bolzano, le piste ciclabili e le sue biciclette, tante, ma tante, come a Ferrara, che bisogna fare attenzione a non venire investiti

.
Bolzano e le sue piccole piazze, Piazza del Grano, Piazza delle Erbe, Piazza del Municipio

e poi quella grande, con la statua di Walther, che puoi immaginarla a Natale coi suoi mercatini

Bolzano e Otzi, l’uomo trovato tra i ghiacci, presente ogni dove, anche in un gusto di gelato

Bolzano e il centro storico piccolo e raccolto che lo giri in poche ore.
E poi c’è Soprabolzano, un panorama da incanto dalla sua funivia

Verde boscaglia, vallate dorate

E quando arrivi, se prendi il trenino del Renon,

ti porta tra monti, boschi e valli, e ti senti un po’ Harry Potter su quel treno rosso

Tra paesini da fiaba e balconi fioriti nell’altopiano

se scendi a Collalbo con una bella passeggiata arrivi alle Piramidi di terra, meraviglia della natura


Puoi godere di un pranzo su un terrazzo con vista

e le Dolomiti sullo sfondo

E se fai una sosta a Costalovara, ti godi silenzio e relax, davanti a un bel lago con attorno il bosco

Bolzano è una casa accogliente con vista di tetti e sui monti

È l’Hugo, i canederli, lo strudel e un bicchiere di Gerwurztraminer



Bolzano è un viaggio di lavoro, Bolzano è famiglia.. la prima notte fuori, per noi, dopo il lockdown del lungo inverno e di primavera.. Bolzano, per me, è finalmente addormentarsi in un altro letto, svegliarsi in un altro posto, con un altro panorama. Una boccata di aria nuova e fresca :)

informazioni ai link
https://www.bolzano.net/it/duomo.html
https://www.bolzano.net/it/oetzi.html
https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/funivia.html
https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/treno-del-renon.html
biglietto giornaliero funivia e trenino 15 euro (giugno 2021)
riferimento alloggio: Coopers apartaments, Via dei Bottai
gli appartamenti sul sito sono contraddistinti da un numero che corrisponde al piano, quindi alle rampe di scale da fare non essendoci ascensore, ma in palazzo d’epoca bellissimo di fronte a Piazza del Municipio, raffinati e di design in zona pedonale (convenzione con parcheggio non distante)
riferimento ristorante: Vogele, Via Goethe
spazio anche all’esterno sotto ai portici, vista Piazza delle Erbe, gentilezza estrema, consigliata prenotazione

BOLZANO D’INVERNO: GIRO PER I MERCATINI DI NATALE

E dopo aver visto Bolzano d’estate ci torno d’inverno, probabilmente nel periodo più bello, con la magica atmosfera dei mercatini di Natale, che di solito iniziano l’ultimo weekend di novembre e durano fino al 6 gennaio.
Per chi arriva col treno, come ho fatto questa volta, la stazione è comodissima: dopo pochi metri, percorrendo il viale omonimo, si arriva in Piazza Walther, fulcro dei mercatini.
Ma poco prima, proprio nei giardini di fronte alla stazione, una stella cometa luminosa accoglie e da il benvenuto, al primo primo spazio con addobbi e bancarelle: si trovano principalmente prodotti di artigianato, tra alberi rivestiti di palle di natale rosse, renne (non vere naturalmente!) ed angoli deliziosi

Una zona ancora più piena di magia scintillante quando la sera si accendono le luminarie..

e il viale della stazione con i grandi palloni illuminati sugli alberi è davvero bellissimo!

Poi si può cominciare a girare senza meta, godendo dell’atmosfera e ammirando tutto quello che si incontra: il mercatino di Natale di Bolzano è il più grande l’Italia e viene fatto da oltre vent’anni nella provincia alto altesina. Di seguito indico quello che, secondo me, è da non perdere in una giornata!

Mercatini di Natale di Bolzano: cosa non perdersi
Ovviamente le bancarelle con decorazioni natalizie, cibo tipico, prodotti artigianali e le attrazioni per grandi e piccoli, principlmente in Piazza Walther, nei giardini della stazione, ma anche lungo tante vie del centro

Il grande albero di Natale e la capanna della natività con lo sfondo del duomo

Magnifico con le luci della sera

Una colazione, o un te al pomeriggio, al bar ristorante Walther’s

un locale davvero bello, dove fanno uno strudel strepitoso

Un pranzo da Vogele Winerhaus, in via Goethe, dove ero stata d’estate, cenando sotto i portici con vista sul Mercato delle Erbe. Il locale, che non avevo visto all’interno, è davvero magnifico: elegante, su diversi piani, in un palazzo con arredi d’epoca mischiati a particolari moderni

eccellente organizzazione e servizio, e la riconferma della bontà dei prodotti della cucina tradizionale

Bersi un vin brulé nei banchetti in piazza Walther, quando comincia a fare freddo la sera

Fare un giro lungo tutto il corso di piazza delle Erbe tra i suoi banchetti

e svoltare lungo la Streiter Strasse, per arrivare fino a via dei Bottai e Piazza del Municipio, ammirando i bei palazzi e negozi addobbati a Natale

Girare col naso all’insù cercando le finestre dove qualcuno suona, come il meraviglioso Babbo Natale all’incrocio tra Piazza delle Erbe e via Museo

o in Kornplatz

Ammirare le enormi statue Thun sulla piazza principale, e la casetta dove vendono i prodotti, in via della Mostra

Fare un giro per i negozi di Via dei Portici e percorrere via Argentieri

Deliziarsi delle decorazioni dell’hotel Stadt Hotel Città, davvero stupende

Comprare canederli, bretzel e strudel da portarsi a casa!

Non abbiamo potuto farlo per mancanza di tempo, ma di sicuro sarebbe stato stratosferico godersi un drink dentro ad una bolla al Meta Sky bar con vista sulla piazza e sul duomo (non so a che prezzo ma a vederlo sembra spettacolare!)
Il tempo è sempre poco quando queste visite si fanno in giornata, le ore scorrono troppo veloci e spensierate, mentre si gode della bellezza e del fascino di questa città, che, riconfermo, mi piace davvero tanto!

giugno 2021
edit dicembre 2022
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I vulcani dell’APPENNINO EMILIANO: le SALSE di NIRANO (Mo)

Le Salse di Nirano, nel modenese, non lontano dalla più popolare Maranello, è un luogo davvero particolare, a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Così come non avevo mai sentito parlare del fenomeno che da origine alle caratteristiche piccole montagne a cono che si vedono, i così detti “vulcani di fango”, e che si formano, con la fuori uscita e l’accumulo di fango freddo.

Il sottosuolo qui è ricco di idrocarburi liquidi (petrolio) e gassosi (metano ) e anche di acqua salata, testimonianza di un tempo, circa un milione di anni fa, in cui il mare ricopriva la pianura Padana e anche queste colline. Proprio dall’alto contenuto di sale nelle acque fangose deriva il nome di Salse.
La strada per arrivare, soprattutto in primavera o estate, in mezzo a campagna e colli, è molto bella, i campi verde brillante, o gialli arsi dal sole, si riempiono di balle di fieno, che io adoro!!

Le Salse sono inserite all’interno di una riserva naturale regionale: all’arrivo, si puo’ lasciare l’auto o il mezzo, nel parcheggio e proseguire per alcuni sentieri contrassegnati, che si inoltrano in un bel bosco, con anche camminamenti e ponti, che attraversano le zone più umide e che conducono alle Salse, oppure si può proseguire per la strada. La passeggiata nel bosco è quella che abbiamo scelto, è semplice e molto piacevole.

Il parco è anche l’habitat ideale di animali, uccelli, insetti, ranocchi, rettili. Alcune postazioni sono state create per l’osservazione della flora e della fauna del territorio, e alcuni pannelli esplicativi nei punti strategici forniscono interessanti informazioni. Tutto intorno, le belle e verdi colline.

Prima di arrivare a vedere le salse alla fine del sentiero si trova la Casa Rossa, adibita a museo.

Poi finalmente giunge alla vista la prima salsa dalla strada.

Io sono colta davvero dallo stupore!

Si prosegue poi per un bel sentiero per l’osservazione delle altre.

Indubbiamente un paesaggio insolito e affascinante


Pare che l’attività eruttiva dei vulcani di fango sia piu’ o meno evidente a seconda dei giorni e delle ore, e che ci siano anche lunghi periodi di quiescenza: noi siamo stati fortunati, abbiamo assistito al fenomeno di alcune bolle che fuoriuscivano dal cono, e soprattutto abbiamo potuto sentirne il suono, una specie di “blop” che ne indicava l’uscita.

Le salse di Nirano sono state utilizzate in passato per l’estrazione di oli con proprietà balsamiche o purganti, e a fini dermatologi e cosmetici, anche per la produzione di maschere e fanghi per le vicine Terme di Salvarola.
Insomma anche questa volta i dintorni della zona dove vivo sono riusciti a sorprendermi!

giugno 2021
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In giro per l’APPENNINO MODENESE: le CASCATE del BUCAMENTE (MO)

Una gita fuori porta, alle Cascate del Bucamante, sulle colline modenesi, unisce il piacere del trekking e dello stare in mezzo alla natura, a panorami ormai estivi di meravigliosi campi e calanchi,caratteristici della zona.

Abbiamo “spianato”, così come si dice a Bologna di una cosa nuova, i nostri nuovi caschi, e siamo partiti alla volta delle colline modenesi.
Siamo saliti per tornanti. fino ad arrivare ad alture dove si vedono panorami pazzeschi, colline ancora verdi a giugno, già colme di balle di fieno dorate, e campi di grano, ancora in attesa della maturazione.

Gli odori. in moto. si sentono chiaramente, e si sono avvicendati durante il tragitto: il profumo dei tigli, o di altri fiori odorosi, quello di fieno o di erba tagliata, talvolta anche quello di letame, in una giornata calda da fare i sughi (espressione sempre tipica della zona), dentro alle nostre giacche antivento, sbagliate per la temperatura.
Arrivare alla nostra meta è stata un impresa: abbiamo sbagliato più volte la strada, senza un navigatore da moto, e con le scarsissime o assenti indicazioni, ma in compenso abbiamo visto paesaggi entusiasmanti, in mezzo ai calanchi e al giallo delle ginestre, su e giù per i tornanti.

La Cascata del Bucamante, si trova in un borgo chiamato Granarolo, non è segnalata lungo la strada in direzione Serramazzoni, che è quella che abbiamo fatto noi e che risale le belle colline, e neanche le mappe di google indicano il punto preciso dove, giunti al paese di Ricco‘, si deve svoltare in direzione Pazzano. E scesi a valle, l’indicazione, sulla sinistra, non è visibile, se non venendo dalla direzione opposta, ovvero da Maranello andando in direzione Pavullo (e qui la svolta è sulla destra). Giunti al borgo, un cartello indica la strada da imboccare per la cascata, accompagnato da un divieto di accesso, ma si può proseguire fino al parcheggio.

Dall’area di sosta inizia il sentiero per raggiungere la cascata: una prima parte è in salita, in certi punti piuttosto ripida, tra gli alberi, con una strada in parte di cemento, poi prosegue nel bosco.

Ci sono due diversi sentieri per la cascata, cosa che io non avevo capito leggendo le indicazioni al parcheggio: noi abbiamo preso il secondo. che ha un bel cartello che lo indica, non so dire se sia stata la scelta la migliore, non avendo visto l’altro. La camminata nel bosco diventa in discesa, ma ciò significa che al ritorno è in salita. Il bosco ha alberi di tante tipologie, che incantano.

Dopo circa una ventina di minuti in totale si comincia a sentire il rumore della cascata: il rio Bucamante, affluente del torrente Tiepido forma la cascata, che in questo tratto fa un salto di svariati metri

Poi l’acqua prosegue tra sassi ed alberi nella boscaglia.

Quando ho visto la cascata, mi sembrava un po’ di essere tornata a questa estate in Corsica!

E’ una veduta veramente spettacolare!

Con un pò di attenzione, camminando sui sassi, si può arrivare fin sotto la cascata.

Il percorso è stato faticoso: ci siamo accaldati prima, durante il viaggio in moto, con quelle giacche che non servivano, poi ci ha stancato il percorso per giungere fino a lì.. Ci meritavamo un pò riposo al fresco!!

Mi è venuta proprio voglia di togliermi le scarpe e mettere i piedi a bagno nell’acqua, che immaginavo fosse gelida, come era in realtà.

Abbiamo goduto del refrigerio, dell‘ombra e della temperatura fresca che c’è qui, e perfetta nonostante la giornata calda, e poi abbiamo ripreso il sentiero. Di nuovo salita e discesa, per ritornare dal nostro bolide d’epoca.

Al ritorno abbiamo fatto una strada diversa, la fondovalle provinciale verso Maranello, che costeggia il torrente Tiepido, fiancheggiando da vicino i calanchi, che ho sempre visto in lontananza: queste formazioni geomorfologiche, caratteristiche dell Appennino tosco-emiliano (e pare della Basilicata), sono montagne brulle prive di vegetazione, con scanalature prodotte dall’erosione di agenti atmosferici e dell’acqua nel tempo, su terreni ricchi di argilla. Visti da vicino fanno una certa impressione!
Abbiamo concluso la nostra gita fuori porta fermandoci in un gradevole chioschetto trovato sulla strada, poco prima del paese di Spilamberto, ordinando gnocco fritto e salsiccia alla griglia, accompagnato da pignoletto dei colli bolognesi

Quale migliore conclusione per due anime in viaggio in moto, trapiantate vicino al territorio modenese?

Ma qualcuno conosce altri posti cosi’, nei dintorni, da raggiungere magari in moto??
giugno 2021
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In una giornata di primavera, con la voglia di andare in giro, inforchiamo la moto e ci dirigiamo verso una meta da me conosciuta fin da bambina, essendo zona della mia infanzia, ma che non avevo mai visitato: le Grotte di Labante.
L‘appassionato motociclista tira fuori la sua Bmv, ormai moto d’epoca avendo superato i trent’anni, senza dimostrarlo, tirata a lucido e si parte in direzione Casteld’Aiano, sull’Appennino bolognese.

La giornata tende al nuvoloso, ma questo non ci ferma, le previsioni non prevedono pioggia e la voglia di sentire l’aria addosso e vedere sfreggiare il panorama dalla moto è tanta.
La strada per arrivare è in mezzo al verde, tornanti, salite, discese, senza traffico, con una vegetazione rigogliosa che cambia velocemente.

Le grotte di Labante rimangono in una località che si chiama san Cristoforo, nella Valle dell’Aneva.
Come riferimento si può prendere la chiesa settecentesca di San Cristoforo: da lì si vede dalla strada il parco che le ospita, rimane più basso del livello stradale ma si può notare comunque, facendo attenzione, la bellissima formazione a sperone di roccia, da cui una piccola cascata d’acqua precipita per molti metri fino ad arrivare a terra.
Alimentata da un’antica sorgente, utilizzata ancor oggi per l’acquedotto dei comuni limitrofi, ricca di calcare e anidride carbonica, l’acqua che in parte si incanala qui, e sgorga da una piccola fessura, per la differenza di temperatura ha dato origine nel tempo ad incrostazioni e alla formazione del travertino, che si presenta pieno di muschi: l’impatto appena si arriva è mozzafiato!
Da una parte, la sorgente da vita a un piccolo laghetto con acqua verde azzurro splendida, posto sotto a una caverna, accessibile per un pò internamente tramite una scaletta in legno.


A fianco, poco oltre, è presente un’altra grotta, chiamata Grotta dei tedeschi, chiusa da un cancello ma che si può ammirare illuminata premendo un pulsante, dove durante il periodo natalizio viene fatto un presepe, che sicuramente dev’essere molto suggestivo!

Sul retro della formazione rocciosa sono ben visibili le cavità naturali che consentono l’accesso alle grotte, contornati dai tipici bellissimi fiori di roccia.

Agevolati da alcuni bastoni che consentono di tenersi, mentre si sale sui gradini di roccia scivolosi, si può entrare all’interno

dove ci sono cunicoli, pertugi e finestre, alcune delle quali consentono una vista del territorio fuori stupefacente


mentre le pareti interne evidenziano l’azione naturale esercitata dall’acqua, che nel tempo le ha modellate creando forme strane.

Grotte come queste, cosi dette primarie, di origine carsica, sono rare, tanto che pare che siano tra le più grandi del mondo, sicuramente d’Italia, nel loro genere.

In passato sono state utilizzate come cave, fin dal V secolo a.C. , per ricavare materiale per la costruzione di edifici nelle vicine località etrusche. All’interno di alcune grotte sono state ritrovati anche reperti che fanno pensare che fossero utilizzate anche come luoghi di culto.

Per gli amanti del trekking dalle grotte partono diversi sentieri per i boschi.
Non c’è tanto altro altro da raccontare sulle Grotte di Labante, soltando andare, guardare, e lasciarsi stupire e pervadere da una bellezza inaspettata e poco conosciuta, … tra l’altro è a pochi chilometri da casa nostra!

Quindi, entusiasti, dopo avere girato e rigirato attorno a questo splendore, rimontiamo in sella alla moto, e proseguiamo per le strade di questa parte di Appennino emiliano, scendendo tra alberi secolari e boschi, risalendo e vedendo dall’alto lo spettacolo di tutta la zona: il paese di Vergato, le vallate dei dintorni, i monti tutti intorno, mentre le pareti e le alture che costeggiamo sono piene di ginestre gialle e di fiori rosa e viola, che spiccano nel verde. La natura è sempre spettacolare!

Come arrivare alle Grotte di Labante
Dall’autostrada uscita Sasso Marconi, si prosegue per la Porrettana in direzione Marzabotto e poi Vergato. Da qui si segue la SP68 in direzione Castel D’Aiano. Poco prima di arrivare alla frazione di San Cristoforo, a sinistra appare il dosso roccioso con la sua cascata.
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maggio 2021
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