Viaggi di testa e viaggi nel mondo

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Miami e Fort Lauderdale

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Prima tappa: MIAMI

 
Dopo mesi di pianificazione, il 26 giugno arriviamo a Miami con un volo American Airlines partito da Bologna, uno dei primi con destinazione Philadelphia, nuova rotta dalla mia città.
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Con un po’ di angoscia per il breve scalo di 2 ore e 10 e l’immigration da fare, nonostante non dobbiamo recuperare le valigie, perchè siamo partiti con un solo bagaglio a mano e uno zainetto in spalla a testa, tutto va per il meglio. Sono già le 21 quando atterriamo, durante lo scalo ho prenotato un hotel (disdicendo quello riservato in precedenza che aveva cancellazione gratuita fino alle 18 del giorno stesso) perchè mi sembrava più bello, e dobbiamo andare a prendere l’auto, prenotata mesi prima con Alamo. E’ tutto perfetto, ho già fatto anche il check in on line per la macchina, quindi saltiamo il banco, arriviamo al garage, e un addetto ci dice dove troviamo le macchine della fascia prenotata, che possiamo scegliere quella che vogliamo e andare al casello a ritirare il contratto e fornire la carta di credito. Cominciamo a guardare le auto, e già è bellissimo poter scegliere quella che vogliamo. Troviamo una Nissan Elantra grigia che ci piace molto, modello mai visto in Italia, prendiamo le chiavi dal cruscotto..e si parte per la nostra avventura!!!
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Arriviamo all’hotel Even velocissimamente, è molto vicino ed è una sorpresa: è bellissimo!!! Moderno, camere di design, sveglia che emette luci colorate, e perfino attrezzi ginnici in camera, con scritte che ben ti predispongono: all’ingresso “The first Hello of many”  un gran bel benvenuto in USA! 
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Il mattino seguente lasciamo l’hotel, anche se sarebbe piu’ comodo partire subito per la costa del golfo del Messico, voglio assaporare e far assaporare subito ai miei compagni di viaggio, qualcosa di Miami: andiamo verso Downtown.
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Arriviamo sul Biscayne Boulevard, e nella zona del porto e cominciamo a vedere i grattacieli: io sono stra emozionata..

Sono a Miami!!

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In mezzo ai grattacieli spicca la Freedom Tower, di fronte all’American Airlines Arena, costruita nel 1925, che riprende lo stile della torre della cattedrale di Siviglia, La Giralda,  usata negli anni ’60/’70 come sede per i rifugiati cubani e che ora ospita un museo di arte contemporanea. 
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Ci dirigiamo subito verso Bayside e cerchiamo un parcheggio, non è cosi’ facile capire come si parcheggia con i parchimetri, così alla fine mettiamo l’auto nel parcheggio proprio di fianco al Bayside market.
Prima di entrare al Bayside Market, vediamo un ristorante, è il Bubba Gamp, ispirato al famoso film Forrest Gump: che meraviglia!!! ecco dove verremo per pranzo, Forrest mi scatena sempre una grande emozione👏!!
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Bayside per me ha un atmosfera stupenda. Giriamo tra bancarelle e i locali, c’è anche uno splendido Hard Rock cafè con una chitarra sul tetto, che ovviamente l’adolescente vuole visitare, e ci fermiamo in un locale li’ sulla baia, che ci sembra carino: il Segafredo cafè😁, dove gustiamo un’ottima colazione.
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Continuiamo a gironzolare, poi usciamo da Bayside e andiamo a cercare il metromover, che avevo visto avere una fermata lì vicino. Il metromover è una monorotaia gratuita, un piccolo treno che corre rialzato tra i grattacieli di Miami, un ottima prospettiva per vedere questa parte della città.
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Prendiamo la linea Brickell, che va verso il Financial District, come avevo letto su Ero Lucy – Florida travel blog di Tiziana, un’italiana trasferita a Miami che ha scritto tante cose utili per visitare Miami, e cominciamo a svettare in mezzo ad edifici immensi e splendenti..una meraviglia! 
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Scendiamo alla fermata Financial District per una passeggiata, arrivando fino al mare.
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La zona per me è splendida, elegante e vivace, vorrei stare per ore lì..
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Ma la mia missione è compiuta, sono riuscita ad essere ben impressionata da Miami, e dobbiamo iniziare il nostro viaggio on the road... tanto a Miami torneremo alla fine del viaggio, per visitare tutto il resto e magari riassaggiare anche queste zone che mi sono piaciute tanto.
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Facciamo ritorno a Bayside, ci aspetta la sosta da Bubba Gamp, un pranzo superbo di gamberi cucinati in 4 modi diversi, normali, in tempura, al cocco e con il bacon. Porzioni enormi, per fortuna ne ordiniamo solo due, e personale gentilissimo, in mezzo a quadri e gadget che ricordano uno dei film piu’ belli mai visti, come se tutto fosse esistito veramente, e come se Forrest fosse un saggio amico conosciuto tempo prima..”Stupid is as stupid does”..Lo adoro!!
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Da Miami ci dirigiamo verso la costa del golfo del Messico passando per le Everglades poi andiamo ad Orlando, e da Orlando andiamo a Cape Canaveral a visitare il Kennedy space center e poi partiamo per Fort Lauderdale per imbarcarci per Exuma.
Ora faccio un salto per raccontarvi di Fort Lauderdale, cittadina a poca distanza da Miami.
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Fort Lauderdale

Arriviamo a Fort Lauderdale di sera. Ci aspetta il nostro albergo vicinissimo all’aeroporto, a Dania beach, l’hotel Morrison carino, nuovo, ma con un arredamento e accostamento di colori che sembra un pò vintage.

Andiamo a cena, consultando Tripadvisor, in un ristorante li’ vicino, il Fish Grill, dove mangiamo molto bene, carne ottima, spendendo abbastanza. Il giorno dopo, in pochi minuti siamo all’aeroporto, dove lasciamo la nostra auto, per volare verso il paradiso.

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Ritorniamo a Fort Lauderdale dopo 7 giorni trascorsi ad Exuma.

Avevo prenotato un auto con Alamo nuovamente, per 1 giorno, perché tra transfer dall’aeroporto al centro, e successivo trasferimento, l’indomani, a Miami, mi costava meno (35 euro tutto incluso) che un transfer con un Uber o altro taxi, e avremmo avuto piu’ libertà nel visitare cio’ che ci interessava, rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici. Ho fatto il giorno prima il comodissimo check in on line, che permette di saltare il desk, andare direttamente al garage, scegliere l’auto per modello e colore della categoria selezionata, e passare al casello per completare contratto e pagamento.

 

 

Questa volta avevo scelto un hotel vicino al centro di Fort Lauderdale e dietro al Fort Lauderdale beach park playground, il Best Western Oceanside inn, moderno e carino sul Seabreeze Boulevard, e con una bella piscina, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo.

 

(anche se tornando indietro tenterei con l’adiacente B OCEAN resort, che è un hotel fatto a nave)

 

La spiaggia di Fort Lauderdale, ampia, piena di palme e aree pic nic, playground, attrezzi ginnici, è incantevole, con persone che si incontrano e fanno sport, proprio come era nella mia immaginazione.

 

 

E’ ormai il tramonto, e dopo una passeggiata ci dirigiamo con l’auto, sul viale principale del passeggio, Las Olas Boulevard. Non è particolarmente semplice raggiungerlo, anche se seguiamo le indicazioni sulle mappe di Google, ci perdiamo piu’ volte, passando alcuni dei tanti canali che costituiscono la città, che viene chiamata anche la Venezia della Florida. Ma i canali qui sono enormi, ci sono affacciate case eleganti con le barche piu’ grandi e lussuose che abbia mai visto!

Tra le case spiccano alti grattacieli e molti sono in costruzione, per certi aspetti Fort Lauderdale mi ricorda un po’ Dubai!

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Vorremmo fare il giro sui canali per vedere la città da quel punto di vista, con il Riverwalk Trolley, una barca gratuita (attenzione quella gratuita, non il Sun trolley a pagamento), che tocca i punti principali e funziona fino alle 22, ma non riusciamo a capire il punto esatto d’imbarco e gli orari: chiedendo a diversi passanti ognuno ci dice una cosa diversa e purtroppo non abbiamo connessione internet (scopriremo il giorno dopo che nonostante alle Bahamas non funzionasse il nostro operatore, ci si è scaricato tutto il credito dati).

Decidiamo allora, visto che si sta facendo buio, di andare in auto a Las Olas. Las Olas è un bel viale, molto illuminato la sera, pieno di negozi, ristoranti e gallerie d’arte.

 

 

Entriamo anche in una di queste ultime, dove vendono stampe della National Geographic e sono appesa fotografie splendide.

 

 

Passiamo davanti all’hotel Riverside, che è l’edificio piu’ antico della città, ed è proprio bello.

Intanto si è fatta ora di cena, qui ci sono tanti ristoranti italiani, tutti pieni a differenza degli altri, ma noi non vogliamo mangiare italiano quando siamo in vacanza, e quindi torniamo sul lungo mare, dove avevamo addocchiato il nostro amato Bubba Gump (dove avevamo pranzato anche a Miami) e  decidiamo di andare a strafogarci di nuovo di gamberi.

 

 

L’indomani, dopo una succulenta colazione in hotel, mentre il resto della famiglia si prepara, vado a farmi una bella passeggiata nella tranquilla spiaggia di Fort Lauderdale, prima di ricongiungermi e di partire per Miami.

 

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Miami è molto vicina a Fort Lauderdale, una quarantina di minuti di auto a Sud.
Inutile dire che avevo fatto un programma includendo troppa roba rispetto a quella che riusciremo a vedere. Avevo programmato di lasciare l’auto nel pomeriggio a Downtown per poi visitare le cose rimanenti con i mezzi, e poi spostarci a Miami Beach, dove c’era il nostro hotel, per risparmiare gli alti costi del parcheggio, visto che l’auto a Miami Beach non serve e che per il trasferimento all’aeroporto si puo’ prendere il bus nr. 150.
Provenendo da Fort Lauderdale, ci dirigiamo subito verso Wynwood, a nord di Miami , un ex area industriale, neanche tanto bella di primo impatto, ma piena di murales e graffiti, che sono un tripudio di colori, ingegno e creatività e ci sono anche alcune riproduzioni, dentro Wynwood walls, al 2520 II av., dei piu’ grandi street artists del mondo.
Al quartiere Wynwood ho dedicato un articolo specifico, nella sezione “Cose fighe in giro per il mondo”
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Dopo la visita a Wynwood, durata un paio di ore, ci spostiamo all’adiacente Design District, alla 39th – 41st street, 2 av., strade riservate alle firme prestigiose, con una bella piazzetta e un’archittettura moderna e di design.
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Non essendo distanti da Miami Beach, portiamo i bagagli al nostro albergo, per poi non averli a seguito quando dovremo ritornare in hotel in bus, e torniamo di nuovo verso Miami. Ho ancora in nota da fare Key Biscaine, Coral Glabes, Coconut Grove e Little Havana: decisamente tanta roba, le distanze non sono enormi, ma comunque ci vuole tempo per percorrerle, e quindi devo rivedere tutto. Scelgo quindi di fare per un giro veloce a Coral Glabes e a Little Havana, prima di riconsegnare l’auto, alle 16, a Downtown.
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Coral Glabes è un quartiere residenziale con una vegetazione strepitosa. File di banjan costituiscono  la cosiddetta Banyan Line, costeggiano e ombreggiano la Coral way, creando anche in certi punti l’effetto tunnel. Nelle vie laterali ci sono alberi dai tronchi enormi e pieni di rami e radici aeree, davanti a ville bellissime, alcune dicono di importanza storica, con giardini curatissimi, senza cancelli o muri di cinta. C’è anche un grande campo da golf, con canali e laghetti. Passiamo davanti al Biltmore Hotel, con la sua torre ispirata alla Giralda, il campanile della Cattedrale di Siviglia, alla De Soto Fountain, con il suo alto obelisco, nella piazza omonima; percorriamo Alhambra circle, che gira attorno al quartiere, costeggiamo il campo da golf, facciamo tratti della Sevilla Avenue, della Granada Avenue e del Grand Boulevard. Vediamo anche alcune porte monumentali e statue decorative in stile andaluso e italiano, a cui si ispira tutto il quartiere. Peccato non aver potuto fermarsi alla famosa Venetian Pool, una piscina ispirata alla laguna di Venezia e ricavata nella roccia.
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Niente da dire, ci sarebbe voluto più tempo per godere della bellezza di questo zona prestigiosa residenziale, con l’atmosfera mediterranea, e cosi’ diversa dal resto di Miami. Pare che l’ideatore del progetto del quartiere, George Merrick, volesse proprio dare al visitatore questa impressione, e indubbiamente c’è riuscito! E comunque io l’ho detto subito: Miami mi ha colpito per le sue mille sfacettature!

Dalla Granada Avenue di Coral Glabes imbocchiamo la Calle Ocho, l’8 Avenue: tra la 13th e la 17th av. si trova il quartiere di Little Havana, dove risiedono molti cubani, immigrati dopo la rivoluzione, ma anche tanti ispanici provenienti dal centro e sud America. Passiamo con l’auto e percepiamo subito l’atmosfera che ben conosciamo, musica, colori, e galli..tanti galli, finti eh, che sono il simbolo del quartiere.

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Arriviamo in zona Brickell, che abbiamo visto all’arrivo a Miami, in mezzo ai grattacieli, che mi piace sempre moltissimo, per andare a riconsegnare l’auto di fronte al Bayfront Park, a Chopin Plaza, sede dell’hotel Intercontinental e di Alamo.
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Due minuti e la cosa è fatta, veramente promosso a pieni voti questo autonoleggio!
Siamo stanchi e fa molto caldo, non abbiamo voglia di andare a visitare altro, e siamo sulla stupenda Bayside.
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Quindi decidiamo di raggiungere il nostro hotel, passando di nuovo per il Bayside market, dove ci fermiamo anche all’Hard Rock Cafè per regalare una T-shirt in edizione limitata di Freddie Mercury a nostra figlia, che l’aveva addocchiata 14 giorni fa, quando siamo passati di qui. Una maglietta in ricordo dell’Hard Rock Cafè di Miami, come quella presa a Dubai.
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All’uscita del Bayside Market c’è la fermata del bus 120 che va verso SOBE, come viene chiamata South Beach, la parte sud di Miami Beach. I biglietti si fanno sul bus e occorre avere denaro contato, perchè l’autista non puo’ dare il resto. Scopriamo che la fermata è proprio davanti al nostro albergo, sulla Collins Avenue, il National Hotel, dove passeremo due meravigliose e rilassanti giornate.
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il resto del racconto di Miami beach lo trovate qui
giugno 2019
foto di Patty
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Kennedy Space Center a Cape Canaveral (Nasa)

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In Florida a Cape Canaveral ha sede il KENNEDY SPACE CENTER, dove la Nasa, l’agenzia indipendente del governo federale responsabile dei programmi aeronautici e spaziali, ha progettato, costruito e lanciato i razzi nello spazio, e ha consentito all’uomo di andare sulla Luna. Il progetto del VISITOR COMPLEX permette ai turisti di vistare l’area e vedere tutte le strumentazioni, oltre che a mantenere in funzione il tutto col ricavato dei biglietti venduti.

Partiamo da Orlando la mattina presto, vogliamo arrivare a Cape Canaveral all’apertura, alle 9. Non troviamo traffico, quindi riusciamo ad esserci anche un po’ prima e già in lontananza vediamo razzi che svettano nel cielo.

Entriamo nel parcheggio (costo di 10 usd) e ci dirigiamo alle casse per fare i biglietti, appena aprono.

All’apertura mettono l’inno americano ed è stato emozionante vedere gli americani rivolgersi verso la bandiera con la mano sul cuore ad ascoltarlo.

 

 

Quest’anno cade anche il 50esimo anno dall’allunaggio e noi siamo lì. Sarà un caso?

All’ingresso vediamo subito il globo con la scritta Nasa. Siamo pronti per apprendere tutta la storia degli uomini nello spazio.

 

 

Appena oltre l’entrata, ci troviamo nel  Rocket Garden, il giardino dove sono esposti i razzi delle missioni spaziali. Tutto è molto ed affascinante. Ed è una grande emozionante vedere cosa l’uomo sia riuscito a fare, dove sia riuscito ad arrivare.

 

 

Ci dirigiamo subito verso la zona del bus tour che porta alle rampe di lancio e alla zona Apollo, aree interdette ai visitatori a piedi, fuori dai gates. Mentre il papà, appassionato dell’argomento, spiega all’adolescente cosa sta vedendo.

 

  

 

Il bus parte ogni 15 minuti, bisogna mettersi in coda e attendere che si riempia, che parta, e che arrivi l’altro. Pertanto, andando subito, c’è meno coda da fare e meno da aspettare; da considerare che l’ultimo tratto di coda è tutto sotto il sole!

L’ambiente dove sono le rampe di lancio è pianeggiante e ovviamente deserto. La zona è paludosa, di frequente si possono vedere uccelli ed alligatori nelle acque.

 

 

Col bus si passa accanto ai mezzi che trasportano i razzi pronti per i lanci.

 

 

E anche vicino agli edifici di progettazione, agli hangar giganti. dove vengono costruiti gli aeromobili spaziali, e dove il personale è al lavoro.

 

       

 

Durante questo tour, non si puo’ scendere dal bus. Il conducente e degli audiovisivi forniscono tutte le spiegazioni sull’area visitata. Al termine, il bus si dirige al padiglione Apollo / Saturno V.

 

             

 

Entriamo nella sala di controllo originale della missione Apollo, quella che spesso si vede nei film, è impressionante, e ci accomodiamo nelle sedie per i visitatori, mentre viene proiettato un documentario che racconta la storia delle missioni, dall’accelerazione voluta dal presidente Kennedy, in seguito al successo della missione russa del primo uomo nello spazio, ai primi passi sulla luna di Neil Armstrong,  con l’Apollo 11, insieme a Buzz Aldrin il 20 luglio 1969, alle successive missioni degli Apollo. Una storia coinvolgente ed emozionante, la storia di una sfida che l’uomo si è posto e che ha vinto.

 

 

 

Al termine del documentario, accediamo alla sala dove sono esposti gli oggetti di lavoro, le tute spaziali degli astronauti, i caschi,  le strumentazioni, una capsula spaziale.

 

           

 

Si passa poi in nell’area dove sono esposti gli aeromobili, enormi, e tutti i loghi di ogni missione.

 

                     

 

E’ esposto anche uno dei mezzi che è stato utilizzato sul suolo lunare.

 

 

E si puo’ leggere, oltre alla storia delle apparecchiature, anche quella della penna progettata appositamente per scrivere nello spazio.

 

                         

 

Visitamo anche una parte dedicata agli insuccessi dell’Apollo e agli astronauti che hanno dato la vita per le spedizioni.

E’ormai ora di pranzo e decidiamo di fermarci nel Moon Rock cafè, dove troviamo una buona scelta di cibo, a prezzi inferiori rispetto a quello che mi sarei aspettata. Ci sediamo in giardino per scaldarci dalla gelida aria condizionata che c’è all’interno.

Ritornati alla base con il bus, ci aspetta il padiglione dello shuttle Atlantis. Anche qui la storia dello shuttle viene raccontata in una sala, da un audiovisivo, gli obiettivi, i successi e gli insuccessi e al termine, lo schermo si apre davanti ad un vetro, al di là del quale, c’è proprio lui, l’Atlantis, aperto, in modo tale da permettere di osservare il suo interno. Stupefacente.

 

 

Vediamo la cabina di comando e possiamo anche entrarci dentro.

 

                   

 

Vediamo tutta la parte dedicata agli astronauti e prima di concludere il nostro giro, non ci vogliamo perdere l’esperienza del simulatore di lancio: ci accomodiamo a sedere e allacciamo le cinture di sicurezza, i sedili iniziano a vibrare e tra capovolgimenti, suoni, rombi, abbiamo proprio la sensazioni di una partenza…verso l’infinito e oltre.

 

 

Attorno alle 17 lasciamo il Kennedy Space Center, ci aspettano oltre un paio d’ore di strada per arrivare a Fort Lauderdale, per poi prendere un volo, l’indomani, per Exuma, Bahamas.

Abbiamo passato una giornata veramente emozionante, siamo appagati della nostra visita, ha stimolato curiosità,  e abbiamo avuto modo di toccare con mano una parte importante della storia dell’uomo, delle sue ambizioni, delle sue conquiste.

” Il cielo ci chiama“…e l’uomo risponde.

 

 

https://kennedyspacecenter.com/

 

 

 

 

 

luglio 2019

 

foto di Patty

 

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https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/

 

 

 

 

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Everglades e costa del golfo del Messico

 

 

 

Everglades e Naples

Lasciamo Miami,per dirigerci verso Naples, e come consigliato dal blog Ero Lucy, prendiamo la Tamiami Trail, us-41, un po’ piu’ lunga rispetto alla us-75, ma che consente di farsi meglio  un’idea del territorio delle Everglades national park. La zona è pianeggiante e dominata dal sawgrass, una pianta che prolifera in acqua, formando isole nei canali e negli acquitrini, pieni di mangrovie, e dove vivono diverse specie di animali.

 

 

Queste zone sono visitabili con particolari mezzi chiamati airbot, che vediamo lungo la via, parcheggiati nei canali, e molti dei tour sono organizzati dai nativi indiani Miccosukee, che vivono in questa zona e gestiscono varie attività.

 

 

Non abbiamo tempo di addentrarci nelle zone interne del parco, ma a circa metà strada ci troviamo nella Big Cypress National Preserve e ci fermiamo all’Oasis visitor center, senza sapere cosa ci aspetti di vedere. Prendiamo una passerella che passa su un canale, e nell’acqua verdognola-marrone, individuiamo tartarughe e pesci. Andiamo un po’ avanti, ed eccolo! un bel alligatore, assolutamente immobile, ci mostra la sua schiena ondulata.

 

 

Che emozione! la passerella fa una curva, vediamo delle persone che osservano, e anche lì un grosso alligatore è fermo, appoggiato alla terra e un altro passa e scompare. Siamo contenti, senza grosse aspettative, abbiamo visto questi particolari animali. Sul prato notiamo anche un bellissimo insetto colorato, e tanti uccelli simili ad aironi si aggiravano sul sawgrass.

Riprendiamo il nostro viaggio e arriviamo a Naples. Ci dirigiamo subito a vedere il mare, per capire dov’è il famoso molo, il Pier, e andiamo verso quella direzione. La spiaggia è bianca, il mare non è cristallino, forse perchè la giornata è ventosa, e il Pier è lunghissimo ed affollato. Tante persone infatti a quest’ora, nel tardo pomeriggio, arrivano per vedere il tramonto o per pescare. L’atmosfera è incantevole, all’estremità del molo, nel mare, si vedono diverse specie di uccelli, tra cui grossi pellicani. E come avevo letto, arrivano anche i delfini, li vediamo chiaramente passare li’ vicino: che meraviglia!!

 

 

Nel frattempo cerco un alloggio per la notte: non sapendo dove saremmo arrivati, non ho prenotato niente. Leggo il mio elenco di hotel selezionati nella zona, e guardo su Orbitz se il Lemon Tree, che mi è stato consigliato, ha ancora camere libere, e sì, ne ha una per noi, e ad un ottimo prezzo! quindi prenoto e puntiamo il navigatore verso l’indirizzo. L’hotel è semplice ma molto carino, all’interno di un bel giardino, le camere sono tutte attorno, colorate, e ha una bella piscina, di cui non possiamo pero’ usufruire perchè dicono che stia arrivando il temporale. Ci sistemiamo in camera, una camera grande ben arredata, in stile caraibico, dove si potrebbe anche cucinare, e usciamo subito per fare un giro nella cittadina ed andare a cena. La cittadina è ordinatissima, ville e giardini curati ed una elegante strada nel centro, con i negozi. Niente di particolare, ma forse ci siamo persi la zona del porto, che magari è piu’ caratteristica.. E’ già tardi per la cena, troviamo una taqueria, Felipe’s, e andiamo a mangiare dei tacos, prima di tornare al nostro hotel a dormire. L’indomani ci aspetta una colazione a bordo piscina, non c’è nessuno a presenziare, ma è gradevole la location, e  dopo, siamo pronti per partire per la prossima destinazione.

 

Fort Myers, Bonita Spring, Sanibel

Ci dirigiamo verso Fort Myers, passando per Bonita Spring beach, che troviamo bellissima, tante casette sui canali da una parte, ognuna con il suo molo privato e una piccola barca, e dall’altra parte della strada, un mare finalmente cristallino (l’unico che ho visto in zona). Arriviamo ad Estero Island, dove si trova Fort Myers Beach.

 

 

Il centro pedonale è coloratissimo e carinissimo e passeggiando in pochi minuti si arriva al Pier, meno affascinante di quello di Naples, e anche il mare è verde e meno bello, e la spiaggia piu’ corta.

La nostra prossima tappa è Sanibel, mi attira tantissimo per la sua rinomata spiaggia fatta di conchiglie. In questa zona passiamo tanti lunghissimi ponti che collegano le isole alla terraferma, che rendono il paesaggio molto particolare.

 

 

Alla fine di uno di questi, arriviamo a Sanibel, prendiamo la strada che la attraversa a metà, percorrendola tutta, con ai lati una bellissima vegetazione, fino ad arrivare a Bowman’s beach. Qui parcheggiamo, assieme a tante persone che, attrezzatissime, portano in spiaggia tutto l’occorrente per il pic-nic, frigo, sedie, ecc ecc. Per arrivare alla spiaggia c’è una bella camminata da fare in mezzo alla foresta e si passa anche un bel fiume. E’ una giornata molto calda. L’adolescente si lamenta per il caldo appena scesa dall’auto: per fortuna abbiamo portato un ombrello da pioggia perchè si ripari dal sole (conosco i miei polli!). La spiaggia pero’ è un po’ una delusione, non ci sono neanche tutte le conchiglie che immaginavo, il mare ha un po’ di alghe, ci rimango un po’ male… Decidiamo di fare un bagno rigenerante nelle acque calde, io e mio marito, e poi di andarcene via perchè l’adolescente ormai è girata storta, e in effetti fa veramente caldo..

 

             

 

Devo assolutamente trovare un buon posto per pranzare, per compensare alla delusione. Individuo su Tripadvisor un ristorante e puntiamo il navigatore..e… posto azzeccato! Doc Forst, Intanto entriamo al fresco dell’aria condizionata, poi il posto è molto carino, il personale gentilissimo, si presenta col nome (buona abitudine che hanno in parecchi posti qui) e ci spiega i piatti e mangiamo benissimo!!

 

Sarasota

Meno male, l’umore si raddrizza, siamo pronti a ripartire in direzione Sarasota. Durante il tragitto siamo colpiti da un forte temporale, pioggia torrenziale che in alcuni tratti non fa vedere proprio niente!

 

 

Con calma arriviamo finalmente a Sarasota, ma poichè non ho la connessione per tutta la tratta, non sono riuscita a prenotare ancora l’hotel o capire dove possiamo alloggiare. Le mie alternative al mare sfumano perchè sono un po’ costose e con la pioggia non ne vale la pena, e dopo aver girato e rigirato per il centro (che non esiste) o meglio per le vie di Sarasota, riesco a riconnettermi e vedo che poco distante, nella cittadine di Lakewood Ranch c’è un Even hotel, della stessa catena di quello di Miami!

Votiamo tutti per andare là, e sistemato questo, belli stremati, entriamo dentro ad un ipermercato Publix  e ci prendiamo una enorme porzione di pollo per 8 dollari, che ci mangeremo in hotel (non tutta perchè non ce l’abbiamo fatta). Arriviamo in hotel, e anche questo è un sogno, come l’altro, ci piace da impazzire. Qui c’è in omaggio anche una borraccia arancione, che ovviamente viene molto apprezzata dall’adolescente. E non abbiamo visto la parte migliore, la piscina in riva al lago con anche vasca idromassaggio, di cui usufruiremo la mattina dopo, col sole, per un bagno rigenerante, dopo colazione. Il posto è indubbiamente bellissimo e rilassante..Come ritrovare il buonumore dopo un momento di sconforto..

 

 

L’indomani cerchiamo di vedere Sarasota col sole. Sì, è una bella cittadina tipica americana come si vedono nei film, case basse con giardino, tutte ordinate, ma niente di trascendentale. Ma io sono alla ricerca di una cosa particolare qui a Sarasota: la famosa statua dell’Unconditional Surrender. Puntiamo il navigatore e arriviamo davanti alla marina e ce la troviamo davanti: che bella!

 

Siesta Key, Longboat Key, Bradenton beach, Anna Maria Island

Ripartiamo, destinazione Siesta Key, nominata piu’ volte la spiaggia piu’ bella degli Usa. Arriviamo presto e riusciamo a trovare subito posto nel parcheggio gratuito davanti alla spiaggia. La spiaggia è super organizzata ed attrezzata, con docce, negozi, servizi, anche se, se si vuole l’ombra e gli sdrai, ci si deve organizzarsi per conto proprio. Sono davanti finalmente alle classiche torrette dei guardia spiagge che si vedono nei film americani. La spiaggia è enorme, bianchissima, effettivamente molto bella, e anche il mare, pur non essendo cristallino ha un bel colore verde azzurro.

 

           siesta key florida

 

Ci facciamo un bagno e stiamo per un po’ a rilassarci, poi nelle ore piu’ calde, si riparte. Di nuovo passiamo su tanti ponti per attraversare queste keys, che devono essere simili a quelle piu’ famose del sud. Longboat Key è una zona soltanto residenziale, ci sono belle case e resort, e  il mare sia a destra che a sinistra, perchè sono proprio piccole strisce di terra. Bradenton Beach è piu’ animata, ha belle case colorate, ma il massimo lo raggiunge Anna Maria Island, incantevole, case piccole coloratissime e dune prima del mare. Qui mi sarebbe proprio piaciuto fermarmi di più.

 

 

Vediamo un locale sulla spiaggia e ci fermiamo con l’intenzione di pranzare, ma giunti all’interno, ci accorgiamo che non fa per noi, musica altissima e poi solo da bere. Poco piu’ avanti di fronte c’è un altro locale, la Wicked cantina, parcheggiamo e mangiamo degli ottimi hamburger, accompagnati dal te freddo al lampone piu dolce che abbiamo mai assaggiato..stomachevole :).

Dopo praanzo riprendiamo l’auto e partiamo…ci aspetta Orlando, non senza passare il Sunshine Skyway Bridge  un ponte della Baia di Tampa, lungo 6,67 km, che collega St. Petersburg con Terra Ceia.

 

 

 

 

E ora, finalmente, per l’adolescente, che ha risparmiato per diverso tempo, è il momento per raggiungere il suo obiettivo!!!

Gli Universal Studios a Orlando!!! Harry Potter arriviamoooooooo!

 

 

giugno 2019

 

foto di Patty

 

tutti gli articoli sulla Florida

 

Florida, USA

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Florida, the sunshine state: organizzare il viaggio

 

 

Il nostro itinerario in Florida

è stato il seguente:

 

–MIAMI

-NAPLES passando per le EVERGLADES

-SARASOTA passando da Bonita Spring, Fort Myers, Sanibel

-ORLANDO passando da Siesta Key, Longboatkey, Bradenton, Anna Maria Island, Sunshine Skyway Bridge

-CAPE CANAVERAL

-FORT LAUDERDALE

-MIAMI – MIAMI BEACH

 

Informazioni utili per l’organizzazione del viaggio

 

–VOLO: Abbiamo trovato un offerta acquistata da British Airways, andata con uno dei primi voli da Bologna di American Airlines per Philadelphia+volo Miami, ritorno con British Airways, tariffa economy senza bagaglio registrato.

AA aerei e hostess attempati, senza schermi personali, BA boing 747-400, bello e con schermi intrattenimento; cibo abbastanza pessimo per entrambe le compagnie, ritorno Londra-Bologna, neanche un bicchier d’acqua, tutto a pagamento (ok per quel prezzo non mi aspettavo molto, ma pensavo che non si riducessero come Ryanair). Scali molto brevi 2h10 a Philadelphia, con pratiche di immigrazione da fare, 1h45 a Londra (l’aereo per Bologna aveva ritardo, ce l’avremmo fatta comunque ma di corsa), se siete ansiosi come me, evitate (il problema era che tutti i voli con scali piu’ lunghi per Miami, arrivavano molto tardi, dopo le 22). Per il prezzo comunque OTTIMO.

 

 

–AUTO: noleggio con ALAMO 1) 1 settimana, ritiro Miami, consegna a Fort Lauderdale,  per una NISSAN ELANTRA compatta, inclusa road safe, prenotato con anticipo (con convenzione CNA-se qualcuno l’avesse c’è un buono sconto), abbiamo fatto anche il check in online, saltando il banco e andando direttamente al garage, dove si sceglie auto della categoria prenotata e colore e si passa al casello a completare contratto e pagamento. 2) 1 giorno, ritiro a Fort Lauderdale, consegna a Miami, stesso modello auto, colore diverso , check in online. OTTIMO

 

 

Abbiamo scaricato le mappe google offline da poter utilizzare anche in assenza di connessione ed è stato importante perché non sempre con Tim (avevamo preso l’offerta dell’unico operatore che garantiva un po’ di giga a disposizione, 10) era presente la connessione in certi percorsi (es. da Naples a Sarasota, o nelle Everglades). Avevamo anche considerato la scheda americana della Most che aveva circa lo stesso prezzo con giga illimitati ma contattando il fornitore, i nostri telefoni non sono risultati compatibili (quindi se pensate di prendere quella consiglio mandare un messaggio al fornitore per chiedere).

Per i pedaggi, abbiamo utilizzato il sistema di Alamo che con trasponder consente di passare ai pedaggi, con addebito sulla carta di credito di una quota giornaliera se vengono utilizzate strade a pedaggio, con un massimo addebitabile di una ventina di Euro e le tariffe per i pedaggi. Esiste anche la possibilità di acquistare il SUNPASS, al costo di circa 5 dollari, da applicare sul vetro che consente di avere anche tariffe ridotte, ma noi, arrivando in tarda serata e stanchi, non ce la siamo sentiti di andare a cercare un rivenditore (CVS, Walgreens, Walmart, ecc)

–ASSICURAZIONI:

-annullamento voli (gli alloggi prenotati erano con cancellazione gratuita) ALLIANZ TRAVEL CANCEL che include malattie pregresse (per genitori anziani), una per Florida 5e una per Bahamas distinte (perché alla partenza scade, quindi facendone una unica non veniva coperto il volo per Exuma)

-sanitaria VIAGGI SICURI (con sconto 20% essendo già cliente- polizza argento)

–auto excess per Exuma WORLDWIDE INSURE

 

 

Miami

HOTEL EVEN vicino all’aeroporto, prenotato da Philadelphia dopo che ho capito che riuscivamo a prendere la coincidenza, da ORBITZ con orbucks maturati per altri pernottamenti prenotati e sconto 10% . In origine avevo prenotato l’hotel EXTENDED STAY 25TH, in quanto la catena consente cancellazione fino alle 18 del giorno stesso di arrivo (ottimo da tenere in considerazione). L’EVEN è una catena con pochi hotel ma che abbiamo trovato bellissimi!! Camere di design, attenzione al wellness, hanno perfino strumenti per il fitness nella camera, lampade che cambiano colore e frasi motivazionali.  Segnalo comunque ottimamente posizionati a Bayside l’hotel Yve, che ha buon prezzo, e Holiday inn, che avevo tenuto in considerazione, ma non scelti alla fine per la previsione della stanchezza all’arrivo a Miami.

 

 

Dopo la notte nei pressi dell’aeroporto, volevo dare e avere una prima visione di Miami, quindi siamo andati a visitare Bayside (Downtown), colazione al Segafredo caffè davanti alla baia, ottima, e preso il metrorail gratuito per Brickell (loop 3 Financial district), bellissimo, dove abbiamo passeggiato, e tornati a Bayside ci siamo fermati a pranzo al Bubba Gamp, fantastico!! Abbiamo mangiato gamberi cucinati in 4 modi diversi, tutti ottimi e locale bellissimo, per me un’emozione!!

 

 

*impressioni: Miami l’ho adorata e questa zona in particolare!! ATTN: non è cosi’ facile muoversi in auto inizialmente nonostante il navigatore.

 

 

Naples passando per la Tamiani Trail US Highway 41, come consigliato nel  Blog Ero Lucy, breve tappa all’Oasis visitor center (nei pressi del Mikkosukee) dove da un pontile abbiamo visto gli alligatori, e anche tartarughe, pesci e ibis.

HOTEL LEMON TREE, prenotato il giorno stesso da ORBITZ, con orbucks maturati per altri pernottamenti e sconto 10% che si riceve, con colazione bordo piscina, camera queen ben arredata, carino e colorato in un bel giardino.

 

 

Visita alla cittadina, e al Pier, nel tardo pomeriggio, dove abbiamo visto delfini, pellicani ed altri uccelli e dove c’era una bellissima atmosfera, tra persone che pescavano e altre venute per il tramonto. Cena da Felipe’s, fast food tacqueria messicano (niente di speciale).

*impressioni: Naples città e spiagge le ho trovate carine, ma niente di che, case belle e ordinate, una strada per il passeggio, il mare era un po’ mosso, mentre ho adorato il pier e l’atmosfera che si respira.

 

fort meyers beach

 

Sarasota passando per Fortmyersbeach Bonitaspring Sanibel

HOTEL EVEN a Lakewood Ranch, scartati altri individuati vicino al mare, visto che essendoci pioggia non valeva la pena. Siamo tornati alla nostra scoperta, prenotato con ORBITZ  con colazione, ancora piu’ bello dell’altro per la location, presente una piscina sul lago e vasca idromassaggio dove abbiamo fatto un fantastico bagno alle 8 del mattino.

 

 

*impressioni: Fort Myers beach è una piccola cittadina colorata molto carina ad Estero Island; la spiaggia non è niente di che e il mare verde e poco limpido con qualche alga, c’è un pier ma quello di Naples è meglio; carinissima Bonita spring (adorata dall’adolescente) con le sue casette con molo e barca e una bella spiaggia bianca, qui con mare trasparente molto bello, il meglio che ho visto su questa costa; Sanibel per me è stata un po’ una delusione, bello percorrere la strada interna dell’isola, bello il tratto per arrivare alla spiaggia (Bowman’s beach, con parcheggio a pagamento) e le dune, ma di conchiglie ne ho viste tante quante a Marina di Ravenna, nel senso, niente di eccezionale; il mare era mosso e con un po’ di alghe ed era molto caldo, potete vedere in una foto l’adolescente sotto l’ombrello che non vedeva l’ora di andarsene. La cosa bella della giornata è stato l’ottimo pranzo a Sanibel da Doc Ford’s, 1 hamburger, gamberi cucinati in modo locale e pollo con copertura di pistacchi, servizio ottimo. A Sarasota siamo arrivati con una pioggia battente, senza connessione internet e con hotel da cercare, non mi ha fatto grande impressione; con il sole del giorno dopo mi è apparsa piu’ carina, bei quartieri con le tipiche case americane, carina la marina, di fronte alla quale c’è la statua del Unconditional surrender, che mi è piaciuta un sacco!!.

Pollo fritto acquistato da Publix , in quantità industriale, ci abbiamo mangiato in 3 e parte l’abbiamo buttato, buonissimo.

 

 

Siestakey, Longboatkey, Bradenton, Anna Maria island, Orlando

*impressioni: tutta la zona di queste keys mi è piaciuta, le varie località sono molto diverse tra loro. Siesta key bella e grande spiaggia bianca, ben attrezzata, il mare forse per il temporale del giorno precedente, niente di che. Longboatkey ha una bella zona dove ci sono esclusivamente stupende residenze, a Bradenton cominciano le casette colorate, ma la zona piu’ particolare e che mi è piaciuta di piu’ è Annamaria Island, casette colorate fronte mare e dune: qui mi sarei voluta fermare di più.

Pranzo alla Wicked Cantina a Bradenton beach con ottimi hamburger.

 

 

Arrivo a Orlando, contatto subito con il traffico della sera, dopo sosta in albergo e acquisto del biglietto Park to Park Universal studios e Island of adventure (€ 512 per i 3 biglietti) ci fiondiamo negli outlet che hanno prezzi super convenientissimi (segnalo Adidas e Victoria Secret)! Peccato avere poco tempo e poco posto nelle valige.

HOTEL ROSEN INN NEAR THE PARKS – 2 notti – 6327 International Dr, Orlando (specifico perché ce né piu’ di uno con nomi simili), prenotato da Agoda , 2 notti, in totale, simile a un motel, discreto, ottimo rapporto qualità prezzo, arredamento un po’ old stile ma ben tenuto e ordinato, piscina carina al centro, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo, bella hall e market fornitissimo, personale gentilissimo, navetta gratuita per il parco. Cena in camera perché stremati dal giro per gli acquisti e traffico, con tramezzini e frutta e colazione del giorno dopo, acquistati da Publix.

 

rosen inn near the parksrosen inn near the parks orlando camera

 

Universal Studios Florida Universal island of Adventure Orlando

Abbiamo prenotato la prima navetta alle 7.30 nonostante l’apertura del parco sia alle 9: occorre un po’ di tempo per arrivare agli studios, altro tempo per arrivare all’ingresso, da dove ferma l’autobus, e i cancelli aprono una mezz’ora prima per i controlli. Arrivando presto e mettendoci in fila, siamo riusciti a fare pochissima coda per le prime attrazioni. Quello che interessava a mia figlia era principalmente Harry Potter, ma è riuscita a fare anche altre attrazioni e noi a vedere 3 spettacoli.

pranzo da Mels Drive di American graffiti. Siamo usciti stremati alle 20, senza riuscire neanche a vedere la parata, tornati con la navetta. Cena acquistata nel market dell’hotel+colazione, bibite ecc .

*impressioni: ovviamente adorato da mia figlia, ma anch’io mi sono divertita. Mio marito meno, soffre di vertigini per cui non ha fatto giostre.

 

 

Kennedy space center ovvero la Nasa a Cape Canaveral

Costo ingresso € 155, biglietti acquistati in loco prima dell’apertura, nessuna fila + parcheggio € 9 . Abbiamo preso subito il bus per il giro alle rampe di lancio e al padiglione dell’Apollo. E’ importante andare subito perché il bus parte ogni 15 minuti e la coda diventa lunga subito e l’ultimo tratto è sotto il sole. Abbiamo pranzato lì, al Moon Rock cafè mangiando bene a prezzi sorprendentemente più bassi di quanto mi aspettassi. Abbiamo visitato anche tutta l’area dello shuttle e provato l’esperienza del lancio, oltre a vedere tutta l’area esterna.

*impressioni: bellissimo! La cosa che è piaciuta di più a mio marito. Molto emozionante.

 

 

Fort Lauderdale

Pernottamento vicino all’aeroporto per volo giorno successivo per Exuma

HOTEL MORRISON, con colazione, prenotato dal sito, belle camere moderne e anche se nuovo, la hall sembra un po’ vintage. Cena da Fish grill, 2 blocchi a piedi, 2 ottime bistecche di angus e 12 alette di pollo con contorni.

Al ritorno da Exuma alloggiato al BEST WESTERN PLUS OCEANSIDE INN sul Seabreeze Boulvard, quasi sulla spiaggia, prenotato da Booking con sconto € 15,  (incluso parcheggio) con ottima colazione, camere belle, albergo gradevole (a fianco c’è un altro bellissimo albergo fatto a nave B Ocean, costa poco di piu’).

 

 

Abbiamo noleggiato un’auto per un giorno, in quanto il costo era inferiore che prendere un Uber per spostarsi dall’aeroporto e, il giorno successivo, per andare a Miami, € 35 (senza roadsafe).

Volevo fare il tour con il water trolley sui canali, gratuito, ma non siamo riusciti a capire dove fosse la fermata nel punto indicato dalla mappa, neanche chiedendo ai passanti (ognuno diceva una cosa diversa e in quel momento internet non funzionava, andando alle Bahamas aveva consumato tutto e abbiamo dovuto fare una ricarica, pur non avendo usato là la sim perchè non prendeva niente), quindi essendo già sera tardi, siamo andati a fare una passeggiata sul viale principale, Las Olas, a un quarto d’ora di auto, pieno di negozi , ristoranti e gallerie d’arte. Ne abbiamo visitata una della National Geographic con foto stupende. Cena sul viale del mare, di nuovo dal nostro amato Bubba Gamp.

*Impressioni: Fort Lauderdale ci è piaciuta molto, per certi aspetti mi ha ricordato un po’ Dubai, tanti grattacieli in costruzione!! Bello il lungomare con la grande spiaggia e le palme, elegante il viale di Las Olas e belli i canali, con imbarcazioni enormi e lussuose.

 

 

Miami

Da Fort Lauderdale siamo andati a visitare il quartiere dei murales, al Wynwood wall, 2520 2nd av., dove sono concentrati gallerie d’arte e magnifici murales, oltre ad essere presenti per tutto il quartiere, un’ora e mezza. Visita all’adiacente Design District, 39-41st 2nd av., bella zona moderna con una piazzetta e dove sono presenti negozi delle maggiori firme, 30 minuti. Partenza per il quartiere di Coral Glabes , giro in auto per le varie strade, ritorno verso Miami Downton, dove dovevamo lasciare l’auto, passando per Calle Ocho, ovvero Little Havana, 13-17th 8th av., e poi ripercorrendo di nuovo la splendida Brickell. Passeggiata per Bayfront park, adiacente ad Alamo, di nuovo Bayside market, davanti al quale avevamo il bus nr . 120 che aveva la fermata proprio davanti al nostro hotel.

*impressioni: Miami si è riconfermata per me meravigliosa! L’adolescente che fa il liceo artistico, ha apprezzato particolarmente Wynwood, che anche noi abbiamo trovato meravigliosa e l’Hard Rock Cafè, dove ha trovato una maglietta esclusiva con Freddie Mercury. Bellissima la zona di Coral Glabes, viali con vegetazione stupefacente e case stupende.

 

 

Miami beach

HOTEL NATIONAL, bellissima e comodissima zona (la fermata dell’autobus per l’aeroporto 150 è proprio fuori dall’hotel), sulla Collins, stile art deco (fantastiche le coperte leopardate in camera, come anche le piastrelle dei bagni della hall!!), con 2 piscine di cui una lunga 62 metri in un giardino florido, con accesso diretto alla spiaggia (inclusi ombrelloni, lettini e teli, incluse le resort fee da pagare in hotel e 2 bottigliette di acqua, con possibilità di restare dopo il check out), prenotato con Orbitz, con qualche orbrucks e sconto 10%.. Questo hotel ce lo siamo goduti tantissimo, abbiamo fatto anche il bagno a mezzanotte con la piscina illuminata e ci siamo rilassati il giorno prima della partenza.

 

 

Passeggiata per l’affollata Ocean drive, per la vivace e latina Espaniola Way, passando anche per Washington av., cena ottima da 11 Diner, con hamburger e pollo, locale consigliato qui nel gruppo, colazione da Rosetta bakery di fronte all’hotel , ottima, € 28, pranzo dar Sbaro con pizza (che ricordavo dal mio primo viaggio a New York 30 anni fa ma è peggiorata). Il giorno dopo al mattino mi sono fatta una bellissima passeggiata sulla spiaggia, tornando poi da Ocean Drive, e sulla Lincoln, nella parte pedonale con tutti i negozi.

Siamo partiti alle 19 dall’hotel, per prendere il volo alle 23.15, con cena in aeroporto, dove non c’è molta scelta al gate, in chiosco cubano piuttosto caro e cena niente di che.

*impressioni: a parte il mare, mosso e con le alghe, per tutto il resto, Miami beach mi è piaciuta moltissimo. Bella la spiaggia, belli i vialetti, belle le vie.

Siamo partiti con 3 bagagli a mano e 3 zainetti tipo Eastpack, le compagnie avevano dimensioni diverse dei bagagli ma i nostri stavano al pelo e comunque non sono stati controllati nelle dimensioni.

 

Conclusioni: viaggio bellissimo, un po’ faticoso, anche come organizzazione. In generale Miami con le sue tante facce io l’ho adorata, mi è piaciuta Fort Lauderdale, la costa del golfo non mi ha rubato il cuore, anche se in ogni tappa ho trovato qualcosa di bellissimo o entusiasmante: credo andrebbe fatta con piu’ calma per apprezzarla di più, oppure potrebbe essere sostituita con le spring, piu’ caratteristiche, credo. Orlando per la figlia adolescente uno sballo, per il papà meno visto che non ha fatto nessuna attrazione (solo quella di Shrek), ma ha apprezzato molto il Kennedy Space Center e anch’io l’ho trovato emozionante, comunque entrambe esperienze imperdibili.

 

Per le foto rimando agli articoli specifici-

 

 

 

 

 

 

luglio 2019

 

tutti gli articoli e foto della Florida qui

https://www.unanimainviaggio.it/florida-usa/

Florida, USA

 

 

foto di Patty

 

 

tutti gli articoli sulla Florida

 

Florida, USA

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Exuma: verso il paradiso e.. oltre!

 

Un maialino che nuota in un’acqua cristallina color turchese mai vista: questa la prima immagine che ha fatto nascere il mio desiderio di visitare l’isola di Exuma alle Bahamas.

Da un pò di anni tenevo d’occhio la destinazione che era diventata uno dei miei viaggi da sogno, e quest’anno sono riuscita a realizzarlo.

 

             

 

Così dopo un tour in Florida siamo approdati ad Exuma

Florida, USA

 

I voli sono molto costosi e spesso lunghi, e non ci sono tante compagnie che volano su George Town. Lo scorso anno avevo trovato un volo con Air Canada ma era solo settimanale, e con una settimana, facendo scalo a Toronto o Montreal, il tempo è troppo poco, con due settimane, avevo timore che l’adolescente si annoiasse, nonostante sia amante, come noi, dei mari tropicali. Ma mi sbagliavo.
Quest’anno, la combinazione Florida + Exuma, con una buona offerta per il volo intercontinentale, mi ha fatto decidere di andare, e con qualche accorgimento, confermo che sì, è possibile andare senza spendere un capitale!!

 

 

 

Exuma, Bahamas

Exuma è un arcipelago formato da 365 isolotti che si trova a Sud di Gran Bahama, l’isola piu grande delle Bahamas, e della piu’ conosciuta Nassau ed è composta da Great Exuma, Little Exuma, unita alla prima tramite un ponte, ed Exuma cays, che comprende tutte le altre.

E’ un’isola ancora selvaggia, nel senso che non è, per il momento, stata presa d’assalto dal turismo di massa: l’edificazione è ancora discreta e non ci sono grandi strutture turistiche invasive (il Sandals, il Lumina point, il Grand Isle Resort and Spa, il complesso Hideaways alcuni dei pochi), ma tante bellissime ville e casette colorate sul mare, o disseminate nell’entroterra, ma non distanti dal mare. Tante parti dell’isola sono coperte da vegetazione ma deserte, e anche i paesi sono piccoli agglomerati di case.

 

 

Le spiagge non sono attrezzate, un po’ d’ombra si trova solo in alcune, tipo Jolly Hall e Cocoplum, e per raggiungerle spesso occorre fare un pezzo di strada sterrata, ma sono tutte mozzafiato.

 

Organizzare una vacanza ad Exuma

 

 

Come arrivare

Sull’isola volano le seguenti compagnie aeree:

–Silver airways da Fort Lauderdale (con coincidenze anche da altre città come Orlando).

–Bahamas air e United da Miami,

–Air Canada con scalo a Toronto o Montreal.

Noi siamo partiti da Bologna con American Airlines (volo acquistato tramite British Airways) per Miami, in Florida, dove ci siamo fermati qualche giorno (https://www.unanimainviaggio.it/florida-usa/ ) e abbiamo volato con Silver Airways da Fort Lauderdale, comprando il volo da Orbitz. Inizialmente dovevamo volare da Orlando su Fort Lauderdale e poi a Exuma, ma qualche settimana prima della partenza la compagnia aerea ci ha cambiato l’orario del volo da Orlando, spostandoci al giorno successivo il volo da Fort Lauderdale. Soluzione che non ci andava bene, perché avremmo perso 1 giorno, per cui, contattando Orbitz, siamo riusciti a mantenere il volo nella data prestabilita da Fort Lauderdale, raggiungendola in auto da Orlando. Di Silver Airways sul web si leggono recensioni terribili, ritardi, cancellazioni, quasi all’ordine del giorno, pertanto se siete ansiosi come me, non andate con questa compagnia. Dopo questo primo inconveniente, il volo di andata è partito in orario, quello di ritorno ha avuto un ritardo di 1 ora, ma lasciando a terra 3 passeggeri (per overbooking: se avessimo potuto, e se la compagnia fosse stata piu’ affidabile, saremmo rimasti lì noi un giorno in piu’ completamente spesati), visto che prima hanno cercato volontari . Gli aerei sono dei piccoli.. a 34 posti. Ma quando si vola sopra le Bahamas, dal finestrino si vede il paradiso.

 

 

 

L’aeroporto e la capitale

L’aeroporto si trova si trova vicino a Moss Town, a pochi chilometri a nord-ovest di George Town, che è la capitale.

La capitale non si puo’ chiamare città, è una cittadina, sul porto di Elizabeth Harbour, con qualche casa colorata, la chiesa, un mercato coperto, la casa comunale, il porto, il supermercato,- Exuma Market– , la banca, ed è segnalato anche un piccolo ospedale, Exuma Community Mini-Hospital.

 

mercato

 

municipio

 

 

chiesa

Alloggi

Per gli alloggi si puo’ consultare Airbnb o Homeaway, Booking non ha molta scelta per la destinazione, o i siti delle strutture, dopo averle individuate su blog o forum dove se ne parla. Noi abbiamo scelto da Airbnb un appartamento di un superhost, Percy’s Perch,  non sul mare ma a 2 minuti da una bella spiaggetta e a 10 minuti a piedi dalla spiaggia Jolly Hall, in un piacevole complesso.

 

   

giardino della casa

 

la strada per la spiaggia

 

verso la spiaggia

 

la mia spiaggia del mattino a 2 minuti dall’appartamento

 

Al primo piano, aveva una bella sala con tv (che non riceveva nulla) tanti dvd a disposizione, cucina affacciata alla sala, con tutte le dotazioni necessarie, e a disposizione boccioni di acqua fresca, una camera matrimoniale, un bagno, aria condizionata e ventole a soffitto, pareti azzurre, ed era arredata piacevolmente. In caso di una terza persona, era a disposizione un materasso gonfiabile, che noi mettevamo la sera sul divano per nostra figlia. All’esterno, c’era un bel giardino con laghetto e amache, e un’area, purtroppo inutilizzabile e disordinata, con una piccola piscina e solarium. Vicinissimo avevamo un supermercato, Smitty’s, ben fornito. Per noi è stata un’ottima soluzione e lo consiglierei anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo. Segnalo che molti alloggi su Airbnb applicano sconti per soggiorni da 7 giorni in su.

 

 

La zona migliore dove alloggiare

La zona migliore per alloggiare, anche se secondo me non la piu’ bella dal punto di vista naturalistico, è proprio quella dove eravamo noi, la zona centrale, (che consigliavano anche sul forum di Tripadvisor), che oltre ad avere vicino bellissime e ben accessibili spiagge (Hoopers bay e Jolly Hall), è vicina all’aeroporto e a George Town, permette di muoversi da nord a sud senza dover fare troppi chilometri. Alcune località dell’isola sono piuttosto scomode anche da raggiungere, per esempio la bella spiaggia di Tropic of Cancer, a Little Exuma, al sud, che ospita belle ville, ha una strada piuttosto dissestata, mentre l’estremo nord, nel paese molto caratteristico e bahamiamo di Rolleville, non ha molto nei dintorni, a parte la bellissima Cocoplum. Le zone che ho trovato piu’ belle, come vegetazione e paesaggi, sono quelle nei pressi di Stevenson, e dopo il ponte per Little Exuma.
Posso consigliare in questa zona, un altro delizioso appartamento sul mare, all’interno del complesso Hideway at Palm bay, di proprietà di una famiglia italo-americana conosciuta ad Exuma, che potete trovare su Homeaway qui .

 

 

Noleggio auto

Sull’isola è indispensabile noleggiare un auto, non ci sono mezzi pubblici, e serve per visitare le sue meravigliose spiagge. Sono presenti solo compagnie di autonoleggio locali e dopo aver chiesto alcuni preventivi, ci siamo affidati alla Sure to shore della gentilissima Janish, trovata per caso sul web con recensioni su Tripadvisor forum americano.

suretoshore@batelnet.bs 

(se non risponde contattatemi per il numero whatsapp)

 

 

L’isola ha una strada principale che la attraversa da nord a sud, la Queen’s Hihgway, molto dissestata, e per raggiungere alcune spiagge le strade non sono asfaltate. La stessa Queen’s Highway si presenta piena di buche, difficili spesso da evitare. La guida è a sinistra.

 

 

Spiagge

Nel post seguente trovate le spiagge che abbiamo visto e la classifica delle piu’ belle, secondo il mio parere

 

Le 10 spiagge piu’ belle di Exuma, Bahamas

 

Non sempre le indicazioni per l’accesso alle spiagge sono visibili (a volte i cartelli sono ribaltati o nascosti o non sono presenti): consiglio comunque sempre di scaricarsi le mappe di google ed utilizzarle off line, per trovarli meglio (almeno quelli indicati per l’auto).

Le spiagge cambiano moltissimo aspetto a seconda delle maree, è conveniente consultare un sito tipo questo, per programmare la visita nel periodo di massimo splendore, ovvero con la bassa marea. https://it.tideschart.com/Bahamas/Exuma/

Segnalazione!! dal tramonto escono i maledetti sand flies, che ti divorano senza che tu te ne accorga. Occorre veramente proteggersi bene o con repellente (e vendono in loco un tipo di OFF che pare funzioni) o con un olio (che vengono sempre nei market) specifico che dovrebbe renderli innoqui (noi avevamo l’olio Jonhson ma non sembrava funzionare).

 

 

Escursioni

A parte girare per le varie spiagge da nord a sud, le escursioni piu’ consigliate sono:

Exuma cays, che comprende:

-il passaggio dalle isole con le ville delle celebrità

-Leaf Cay iguanas,  l’isola delle iguane

-Thunderball grotto, la grotta dove hanno girato il primo 007,

-Compass Cay, dove si puo’ nuotare con gli squali nutrice

-Major Cay, dove ci sono i maialini

-Stanyel cay,  un’isola esclusiva

-Musha Cay sandbar, un bellissimo sand bank in mare aperto

 

Noi abbiamo fatto questa escursione arrivando all’estremo nord a Barreterre con la nostra auto (ma possono passare anche a prendere, con un supplemento, o meglio, c’è uno sconto se si arriva in autonomia), partendo alle 8 del mattino e ritornando alle 15.45, con bevande offerte per l’intera escursione, pranzo a 28 usd (facoltativo), extra di 10 usd se si vuole vedere e nuotare con gli squali nutrice. Per questa escursione, noi abbiamo scelto Robert’s Adventure (http://www.robertsislandadventures.com/) e ci siamo trovati bene, salvo che non siamo riusciti ad entrare a Thunderball grotto per la marea alta, ma abbiamo soltanto fatto un po’ di snorkelling attorno. Abbiamo prenotato l’escursione prima di partire e avuto la conferma la sera precedente. Costo 180 usd per adulto.

 

sw

 

Stocking island, che si puo’raggiungere con un water taxi da Elisabeth Harbour, a Georgetown, al prezzo di 18-20 usd a/r, dove si puo’ visitare la spiaggia ed è presente il ristorante Chat & Chilly, con la marina. e le razze che arrivano ad accarrezzarti, che per me è stata una cosa molto emozionante, già vissuta in Polinesia ( https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/)

Sull’isola di Stocking si puo’ visitare anche Hamburger beach, se ci si accorda con il water taxi e Starfish beach. Oppure dal ristorante Please and Plenty hanno corse per la sola Hamburger beach.

In alternativa si puo’ noleggiare una barca per tutto il giorno (anche se privi di esperienza) da Minnis watersports a George Towns, prenotando per tempo, perché altrimenti si rischia di non trovare disponibilità, e girare in autonomia le spiagge di Stocking Island: dicono che meriti veramente!

Noi abbiamo avuto un passaggio in barca da una simpatica famiglia italo americana, che ho conosciuto su Tripadvisor e poi incontrato sull’isola.

 

 

Sandy cay, dove hanno girato il film Pirati dei Caraibi, escursione molto cara, ma che dicono essere meravigliosa a bellissime lingue di sabbia.

Ovviamente tutte queste escursioni possono anche essere organizzate privatamente.

 

Cibo e spesa

L’isola è piuttosto cara, sia i ristoranti, che il cibo che si acquista al supermercato. Ma abbiamo trovato gli stessi prezzi in Florida, solo che qui non ci sono fast food (che comunque sono costosi anche in Florida! ho visto solo qualche baracchina che vendeva conch), e non è più cara di certe località blasonate in Italia. Siamo usciti a pranzo 3 volte, in ristoranti sulla spiaggia e abbiamo speso dai 55 ai 100 usd in 3 (100 usd mangiando anche aragosta), per un piatto unico abbondante e bevande. Poiché comunque la cucina non ha grandi specialità, e la maggior parte dei cibi vengono fritti, abbiamo scelto di mangiare prevalentemente in casa, cucinando cibi veloci.

Exuma market a George Town e Smitty’s, tra Jolly Hall e Hoopers bay sono ben forniti, si trova anche la pasta Barilla e la Nutella. Nel resto dei paesini i market sono veramente piccoli, per cui la scelta è limitata (mi pare pero’ di aver visto un Seven Eleven vicino a Steveson). In linea di massima i costi che ho trovato sono stati i seguenti: un pacco da mezzo chilo di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd, Nutella usd 8, acqua da 2 litri usd 2.

 

 

 

Per quel che riguarda i soldi, ad Exuma, per quel che ho visto, difficilmente accettano le carte di credito, si puo’ pagare in dollari, ma si riceve il resto in dollari bahamiani.

 

Com’è Exuma?

Come ho scritto nel titolo, un paradiso.

Io tante tonalità di azzurro e verde del mare, concentrate in una stessa isola non le avevo mai viste! Non è una vacanza con tutte le comodità, da lettino e drink fronte mare, è più un “on the road per spiagge”, un viaggio itinerante per i suoi 90 km di lunghezza, alla ricerca della bellezza. Non c’è la possibilità di un comodo snorkelling, ma ci sono eccitanti esperienze da fare ogni giorno, le tartarughe, le iguane, i maialini, le razze, le maree che cambiamo colori e paesaggi.

Un posto dove ancora c’è la possibilità di ritrovarsi in spiagge completamente da soli!

In conclusione:

Exuma è stata veramente il paradiso che mi aspettavo!!

E l’adolescente??? Ha già chiesto di tornarci!!!

 

exuma bahamas

 

Se vuoi vedere foto e seguire il diario giornaliero, con tutti i dettagli e le emozioni guarda sulla mia pagina facebook

https://www.facebook.com/unanimainviaggio/

 

il diario giornaliero lo trovi anche qui

Exuma: diario dal paradiso

 

Le 10 spiagge piu’ belle di Exuma, Bahamas

 

tutti gli articoli su Exuma li trovi qui

Bahamas – Exuma

 

 

Informazioni sull’isola si possono trovare qui:

https://www.bahamas.com/it/islands/le-exuma

o sul forum di tripadvisor, dove gentili esperti molto preparati sono in grado di rispondere alle tante domande. Io ho trovato molte risposte anche nel forum americano

https://www.tripadvisor.it/ShowForum-g147429-i786-Great_Exuma_Out_Islands_Bahamas.html

https://www.tripadvisor.com/ShowForum-g147429-i786-Great_Exuma_Out_Islands_Bahamas.html

 

 

luglio 2019

 

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La libertà di sbagliare

 

 

Ho spesso avuto paura di sbagliare. Tanta incertezza, tanta insicurezza.

Talvolta sono rimasta paralizzata, incapace di decidere, per timore di prendere la decisione sbagliata. E anche quando l’ho presa, la decisione, mi sono quasi sempre ritrovata a ripensare, tornare sui miei passi, essere assalita dei dubbi. Per poi magari confermare che la prima fosse la scelta giusta!

Certo, sbagliare non piace a nessuno, far le cose bene subito, prendere le giuste decisioni, adottare il giusto comportamento in tempo reale, sarebbe auspicabile. Ma siamo umani, no?

A volte addirittura ho pensato che la cosa migliore che mi potesse aiutare a decidere fosse abbandonarsi alla sorte e tirare una monetina: se il risultato mi avesse deluso, allora avrei saputo che quella non era la decisione giusta!

Credo che la paura vera sia sempre stata che, una volta presa una decisione, questa potesse essere irrevocabile. Che mi vincolasse per sempre (o per l’evento) e potessi rimanere incastrata in qualcosa che, magari, in seguito, mi accorgevo che non volevo.

Ancora oggi sono un’eterna dubbiosa. Rifletto, decido, rivedo, faccio colonne di vantaggi e svantaggi, analizzo, calcolo, dimenticando che la giusta decisione è spesso quella che senti, difficilmente quella che prendi con la ragione, esaminando ogni dettaglio.

Ma mi accorgo che il mio approccio ora è diverso. E’ come se avessi capito che mi è consentito sbagliare. Tornare sui miei passi. Cambiare la mia decisione. A volte ha un costo, ma spesso una decisione non ti lega per sempre. Spesso c’è possibilità di rimediare, un’alternativa. Non è questione di vita o di morte, come la sensazione che avevo in passato. E non perdo di dignità se cambio idea. A volte è proprio sbagliando che ci si accorge di ciò che si vuole (ovviamente quando parlo di sbagliare intendo restando nell’ambito della legalità).

E’ per questo anche che amo non aver padroni, persone che mi vincolino, voglio sentirmi di libera di sbagliare.  E capire. E imparare. Di cambiare idea, qualora, perdendo il contatto con me stessa, sbagliassi. O se, distratta dai rumori del mondo e della testa. E poi, nel caso, di riparare

Piu’ che altro, voglio sentirmi libera di agire con disinvoltura, cosa che non riesco a fare se sento il parere giudicante di qualcuno o il sentimento di conseguenze infauste che si possano abbattere. Non è facile, se per una vita si è dovuto convivere con tali sensazioni. E una su tutte: la paura di essere sbagliati.

Puo’ capitare che qualcuno non tolleri i tuoi errori, non perdoni i tuoi sbagli. E’ un rischio che si corre, ma ci si può impedire di sbagliare? Vivendo, non credo.

E allora, credo sia importante comprendere che ci si può sentire liberi di agire, sapendo che può capitare di sbagliare. E che ci si può anche perdonare o chiedere perdono per questo.

D’altro canto “errare” non ha come unico significato “sbagliare”, ma anche “andare qua e là senza direzione o meta certa“, cosa di cui, talvolta, c’è bisogno, per vivere un po’ con  leggerezza.

E  allora, benvenuta anima errante!

 

 

 

 

giugno 2019

 

foto pixabay

 

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Integrità

 

 

Integrità vuol dire restare interi.

Restare interi e non scindersi.

Perché essere scissi significa che alcune parti vanno in direzioni opposte, facendo nascere un conflitto, dentro o fuori di sè. Significa quindi essere spaccati e non piu’ interi. E dover rincorrersi da una parte all’altra.

Quando si pensa e si sente in un modo ma si agisce in un altro, difficilmente si riesce a sentirsi in pace. Da noi e dagli altri, viene percepita una forzatura. Se non evidente, anche solo a livello inconscio o sottile.

A volte il comportamento non è cosciente, si avverte che non si sta bene e non si comprende che la ragione puo’ essere l’aver voluto adeguarsi troppo a qualcosa che non è consono al proprio sistema di valori.

Oppure puo’ essere una scelta, un compromesso, un adattamento. Ma ha un costo. E’ importante saperlo e capire se si vuole o si è in grado di sostenerlo.

Chi invece decide di farlo come strategia, magari per comodità o opportunismo, non deve stupirsi se ottiene poi reazioni o feedback inaspettati: qualcuno, con bisogni complementari, o non troppo attento, ci può cascare, ma non tutti.

Scissione non è verità. Manca un pezzo. Manca una parte, quella che va altrove, nella diversa direzione.

Non essere scissi significa allineamento di pensieri, emozioni ed azioni. Il corpo esprime e sente quello che le parole dicono. C’è coerenza e si percepisce trasparenza.

Quando manca questo allineamento, si può avvertire un senso di disagio, di mancanza, o anche di paura. Senso di non potersi fidare. Anche chi vive tale spaccatura puo’ avere questa sensazione, perchè proietta fuori, negli altri, quello che sente e agisce: non sono coerente e quindi non mi fido di te.

La difficoltà di essere onesti con se stessi o con gli altri e l’ipocrisia sono i sintomi di questa frattura interna. Lo sono anche la seduzione e la manipolazione. Lo è l’incapacità di vedersi addosso tutto questo. Tutti indici di fragilità e disagi interiori. Che ognuno protegge come può.

 

Integrità significa invece restare fedeli a se stessi.

Ma quanto costa restare interi?

A volte costa impopolarità, antipatia, perché non ci si sottomette a nessun padrone, perché si è difficilmente manipolabili.  Ma è sicuramente più salutare.

Spesso si appare poco accomodanti o disponibili. Ma in fondo, proprio per questo, si è più affidabili e degni di rispetto. Si è quello che una volta si definiva essere tutto d’ un pezzo.

Restare interi puo’ costare una dura presa di posizione o un doloroso ritiro: per non separarsi da sè, ci si deve separare dagli altri. Non farlo significherebbe negare una parte di sè, ed è importante valutare se ne valga la pena. Finchè si riesce a raggiungere un accettabile compromesso con se stessi, e vivere serenamente, si puo’ tollerare bene.

Quando invece il peso dell’adattamento comporta che troppo spesso i conti non tornino dentro di sé, che aumenti il conflitto interno per non volerlo vivere fuori, che si percepisca la perdita di credibilità dovuta al mancato allineamento dei vari livelli di corpo, parole, emozioni, o comporta addirittura la somatizzazione sotto forma di sintomi fisici, allora sì, farsi qualche domanda diventa proprio opportuno. Per il proprio bene.

 

consigli di lettura: Malattia e Destino di Thorwald Dethlefsen, Rüdiger Dahlke; Malattia linguaggio dell’anima di Rüdiger Dahlke; Malattia linguaggio dell’anima nel bambino di Rüdiger Dahlke, Vera Kaesemann

 

giugno 2019

 

foto by Patty

 

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CAGLIARI e dintorni, SARDEGNA: sorpresa inaspettata a primavera

 

 

 

Cagliari: sorpresa inaspettata

Cagliari e il Castello con le sue viuzze strette e i panorami  mozzafiato sulla città fino al mare. Cagliari e le sue case eleganti e colorate nel quartiere Villanova. Cagliari, l’anfiteatro e la movida di Stampace, e le belle strade, fino al porto. Cagliari e il pullulante quartiere Marina, ricco di angoli caratteristici, negozietti e ristoranti.

 

 

 

Passeggiare per Cagliari facendosi portare dall’istinto: questo quello che ci avevano consigliato i simpatici host Airbnb della stanza che avevamo affittato, nel cuore del quartiere Villanova, Casa Blu, in Piazza San Domenico, proprio in una di quelle bellissime case colorate caratteristiche.

(https://www.airbnb.it/rooms/30504124?source_impression_id=p3_1560695420_TcRbwGlnv9ne8UhN)

 

 

 

Ed è quello che abbiamo fatto. Passeggiare con il naso all’insu’, girando dove vedevamo qualcosa che attirasse la nostra attenzione.

In effetti il centro di Cagliari è raccolto e visitare la città è molto semplice, con cartina alla mano.

La stanza della Casa Blu, con entrata indipendente, è molto carina e caratteristica, con terrazzino sui tetti della città e travi a vista sul soffitto.  Andrea e Sofia si dimostrano subito molto disponibili, come sappiamo essere il popolo sardo, e si prodigano a darci tanti consigli e informazioni. Hanno preparato anche una lista di ristoranti dove cenare, per i loro ospiti, e una piccola colazione. Due ragazzi giovani intraprendenti, che hanno vissuto anche a Bologna, la nostra città, e che hanno sistemato con grande cura e ricercatezza gli alloggi che propongono.

 

                     

 

Arriviamo la sera, e la città si dimostra da subito incantevole. Strade pulite, ordinate, vivaci. Il quartiere del Castello illuminato ha qualcosa di magico e la Cattedrale splende, ben illuminata in piazza Palazzo.

 

               

 

Andiamo a cena al quartiere Stampace, non è facile trovare posto senza aver prenotato, ma dopo poca attesa riusciamo ad avere un tavolo proprio in uno dei locali consigliati, non molto grande ma molto caratteristico e con ottimo servizio e persone gentili, il ristorante Ammentos, dove mangiamo specialità sarde: culurgiones, ovvero gnocchi di patate ripieni di formaggi col sugo, superbi, una specie di lasagna di pane carasau e il classico maialino arrosto o porceddu, con dolcetti sardi di pasta di mandorle, offerti dai gestori, per terminare.

(https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187881-d1749264-Reviews-Ristorante_Ammentos-Cagliari_Province_of_Cagliari_Sardinia.html) .

Tornando verso il nostro alloggio, proprio vicino a noi, ci salta all’occhio un’insegna: cat cafè! Un cat cafè, anche qui, come a Bratislava (https://www.unanimainviaggio.it/scovare-un-catcafe-a-bratislava/), e ci proponiamo l’indomani di farci visita.

Con la luce del giorno risaliamo al Castello. In questo periodo tutti gli ascensori che conducono in alto, e anche molti degli accessi tramite le scale, sono in manutenzione (possibile che debbano  fare tutto in contemporanea??).

 

 

Dobbiamo camminare un po’, quindi, per arrivare alla strada che conduce, da Piazza della Costituzione, davanti al bellissimo Bastione Saint Remy, passando per i giardini sotto le mura lungo il bel viale alberato Regina Elena.

 

 

Dalla via Università si giunge sulla enorme terrazza Umberto I sulla città , da dove si puo’ godere di un panorama strepitoso della città, fino al mare, da tutti i suoi punti.

 

 

Torniamo a Piazza Palazzo dove si trovano il palazzo Reale, il palazzo Episcopale e la Cattedrale ed entriamo a visitare la bella cattedrale barocca con la sua cripta.

 

 

Proseguiamo poi verso piazza Indipendenza, seguita da Piazza Arsenale, per uscire dalle mura del Castello e dirigerci verso l’Anfiteatro romano, che osserviamo da lontano.

 

 

Cominciamo poi a scendere da via Anfiteatro e via Ospedale, ammirando al termine della via la Chiesa di San Michele.

Il corso Vittorio Emanuele è una bellissima e larga strada che porta nella deliziosa piazza Yenne, incrocio dei 3 quartieri, Marina, Castello e Stampace. Ci dirigiamo verso il porto, uscendo dalla zona pedonale per Largo Carlo Felice, fermandoci per un caffè in un bellissimo  e antico bar, il Caffè Svizzero.

Diamo un’occhiata al molo, poi, da via Roma ci addentriamo nel quartiere Marina: è stupendo!! Vicoli e vicoletti  che si incrociano, creando angoli caratteristici..

 

 

Da non perdere sulla via Dettori, la Chiesa di San Sepolcro e quella di San’tAntonio Abate, e la scalinata che le fiancheggia che porta, attraverso un porticato che ospita un bar da una parte, e un’altra bella scalinata con murales a fianco, in una via dello shopping, Via Manno.

 

 

In questa via si trova anche un negozio particolare che vende caramelle gelatinose e non, di tutti i tipi, che avevamo trovato anche a Budapest (e che non possiamo evitare di visitare e ..comprare).

Ripassando per Piazza della Costituzione, ritorniamo nel quartiere Villanova, e passiamo da Piazza San Giacomo con l’omonima chiesa, girando per selle stupende stradine, arriviamo al nostro cat cafè!!

 

 

Nel cat cafè vivono 5 gattoni stupendi che appena arriva il cibo, vengono a curiosare (ma ovviamente è proibito dare loro da mangiare) e talvolta sono eccessivamente intraprendenti, cercando di accappararsi il tuo cibo.

Il locale è piccolo ma carino, anche se i gattoni, adottati o presi dalla strada, ci sembra che in qualche momento abbiano una gran voglia di uscire, e forse sono decisamente impazienti di ricevere il proprio pasto alla chiusura del locale.

https://catcafedichry.webnode.it/

Al ritorno, poi, scopro che a Cagliari ci sono ben 2 cat cafè, mannaggia averlo saputo prima!

https://www.facebook.com/micibocatcafecagliari/

 

 

Poco distante dal centro si trova la spiaggia di Cagliari, il Poetto. Non ha molta attrattiva in questi giorni, in quanto una mareggiata ha portate tante alghe e, tra l’altro, ha fatto anche numerosi danni sulla spiaggia, ma avevo visto foto stupende del mare.

Decidiamo quindi di dirigerci verso le saline e il Parco Molentargius, dove dicono che risiedano ormai in pianta stabile, i fenicotteri rosa, che nidificano appunto in quell’area. Per visitare il parco, parcheggiamo e noleggiamo delle bici in un chiosco che troviamo all’ingresso. (http://www.parcomolentargius.it/index.php)

 

 

 

La passeggiata è stupenda, tra prati di fiori viola, alberi di mimosa e canneti che lambiscono gli stagni.

 

 

Tra i canneti, qualche buco dove infilarsi, per vedere loro, i bellissimi fenicotteri. Che talvolta decidono di alzarsi in volo e allora sono uno spettacolo, ad ali aperte, mostrando i loro colori nero rosso e rosa.

 

 

A fianco allo stagno, le saline, anche quello habitat naturale dei fenicotteri.

 

 

La nostra visita molto breve, di solo una sera e una giornata, si conclude qui.

Cagliari ci ha sorpreso per la sua bellezza.

Consiglio sicuramente a chi va in Sardegna in vacanza in zona, di fermarsi a visitare questa splendida città, o di andarci apposta, anche solo per un paio di giorni, con una toccata e fuga come la nostra, e garantisco che non resterete delusi.

 

Villasimius e le sue spiagge

 

Abbiamo altre 2 giornate e ci piacerebbe vedere il bellissimo mare della Sardegna.

Ci dirigiamo verso Villasimius, a 40 chilometri da Cagliari, un’oretta percorrendo una magnifica strada litoranea, con paesaggi meravigliosi.

Ricca di bella spiagge, vicine tra di loro, alcune raggiungibili con tratti di strada non asfaltata o a piedi, abbiamo avuto la sfortuna di visitarla dopo una brutta mareggiata, che non ci ha fatto godere dei colori stupendi del mare della zona. Nonostante ciò, abbiamo trovato un angolo, vicino alla spiaggia di Campulongu di mare calmo e cristallino, tra bellissimi massi che rendono il paesaggio unico.

 

 

Le spiagge che abbiamo visitato sono state:

Punta Molentis, con un tratto da fare a piedi per raggiungerla, molto bello, e una parte di costa sassosa;

 

 

Campulongu, dai colori meravigliosi al tramonto;

Cala del Giunco, enorme e con un lembo di terra che divide la spiaggia da uno stagno con i fenicotteri;

Spiaggia del castello, con il rudere del castello e ai suoi piedi stupendi enormi sassi, e attorno una scogliera selvaggia e stupenda, che vista al tramonto ha un incredibile fascino.

 

 

Tra Campulongu e la spiaggia del Riso, questo splendore

 

 

Una delusione la spiaggia del Riso, che non esiste piu’, ne la sabbia con le caratteristiche del nome, ne  la bellezza della spiaggia in quanto hanno costruito sul retro una marina.

Il paesaggio con la fioritura, dai colori intensi della primavera, è meraviglioso.

 

 

A Villasimius abbiamo alloggiato in un hotel sicuramente consigliabile perchè bellissimo, situato in un giardino curatissimo pieno di piante e fiori, l’Hotel delle Anfore  prenotando direttamente sul loro sito. Il nome è dato dalle anfore che si trovano al centro di una stupenda piscina nel bel giardino fiorito. Pappagallini e uccellini insieme ai suoni delle campanelle delle pecore allietano tanta bellezza. L’hotel ha anche un porticato bellissimo dove si puo’ pranzare o cenare nelle sere d’estate e fa anche da ristorante per gli esterni. Colazione con prodotti buonissimi, abbiamo mangiato anche una fregola alle vongole ottima, seppie arrosto e buona carne.

(https://www.hotelleanfore.com/bookingvillasimius/)

 

 

Il paesino di Villasimius, è carino,  ed è molto piacevole passeggiarci.

Siamo andati a cena al ristorante Ayaya, invogliati dalle tante belle recensioni positive su tripadvisor, dove, con la simpatica Stefania, ci siamo subito sentite in sintonia e riconosciute come amanti dell’Africa, da uno stesso braccialetto masai che abbiamo al polso. Abbiamo potuto assaporare la cucina della tradizione sarda della nonna Ayaya, culargiones di nuovo, e maialino arrosto, serviti con buon vino rosso, tutto ottimo.

(https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194949-d11317139-Reviews-Ayaya-Villasimius_Province_of_Cagliari_Sardinia.html)

 

 

 

Purtroppo il nostro soggiorno in Sardegna a primavera è stato breve, ma la bellezza dell’isola, il cibo grandioso e la gentilezza del popolo sardo ci hanno lasciato una voglia forte di tornare quanto prima.

 

 

 

 

Aprile 2019

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La vita nella testa

 

 

Oggi la vita è nella testa.

Abbiamo centinaia di amici su facebook, tanti gruppi su whatsapp, viviamo la vita degli altri o mettiamo la nostra su instagram. Una vita molto “social” ma di un sociale che resta spesso solo nella testa.

Il corpo c’è sempre meno, nelle nostre relazioni.

Guardarsi negli occhi, quando si condivide qualcosa per fare entrare la sensazione che l’altro ci trasmette.

Il contatto fisico, quando si vuole consolare qualcuno o dare conforto, un abbraccio, una pacca sulla spalla.

Il tono della voce, quando si esprime un concetto o si risponde ad una richiesta, anche quando si fa una critica o dell’ironia. O si vuole essere di supporto.

La presenza, con tutti i sensi, quando si ascolta quello che l’altro ci vuole dire.

Le parole da sole, seppure ricercate, mirate, a volte non bastano. I puntini di sospensione sul telefono, mentre l’altro sta scrivendo, non possono dare la sensazione di sentirsi ascoltati; le emoticon sono talmente inflazionate che talvolta il pensiero è, che se avessimo davanti la persona, avremmo piu’ pudore nel manifestare le nostre emozioni. La tendenza è troppo spesso quella di commentare anziché lasciare entrare ed ascoltare.

A volte si è accecati o sedotti, da certi atteggiamenti, anche quando si è davanti ad una persona. Figuriamoci dalle sole parole su un social! Sebbene queste contengano un’energia che, personalmente, mi fanno comprendere bene le intenzioni, anche senza avere di fronte l’altro.

Basta poco per fraintendersi con le parole, basta poco a creare una errata aspettativa, trasmettere un giudizio che puo’ ferire, apparire per quello che non si è. Succede quando si ha davanti qualcuno in carne e ossa, figuriamoci se non lo vediamo.

E quanti si nascondono dietro alle parole! Magari riescono ad esprimersi meglio scrivendo, e anche questo è un bellissimo mezzo per comunicare e riflettere. E lo dice una che usa la scrittura! Ma non puo’ esserci solo quello. Non puo’ perdersi il contatto fisico, o le relazioni possono risultare alterate, non veritiere. Alle parole devono seguire i confronti viso a viso per consolidare un rapporto, per conoscersi meglio, per condividere cose ed emozioni insieme, con la presenza.

 

 

E’ proprio il concetto di “insieme“che viene a mancare, nel mondo virtuale.

Per essere insieme devono essere attivati, percepiti e ascoltati tutti i nostri sensi davanti all’altro. Dobbiamo poter entrare in contatto col corpo, con la mente e con le emozioni. Come gli insegnamenti, che si sedimentano solo se scendono nel corpo e vengono incarnati, lo stesso dicasi dei rapporti: deve esserci una carnalità, altrimenti resta tutto in superficie e in preda all’effimero. Si crede di conoscere, ma puo’ non essere così. Si puo’ credere di avere un rapporto e puo’ non essere vero.

Siamo in un’epoca in cui ci facciamo dei gran viaggi con la testa, ci riempiano la mente di cose, persone, contatti, parole, stimoli. Che in assenza di un riscontro fisico rischiano di lasciare ancora piu’ vuoto dentro di noi, nel nostro corpo, nel nostro cuore e nel nostro spirito. Di dare un appagamento momentaneo, ma mai sufficiente.

E’ come se camminassimo con la testa sulle nuvole, verso il cielo, senza mai far caso alla terra, alle sue viscere e radici. Dimenticando anche di guardare il panorama, lungo il percorso, perchè il lavorio nella testa è predominante e fagocitante.

Un’epoca in cui sono eccessivamente fruibili le possibilità di contatto mentale. Che, certo, trasmettono tante possibilità di scambio, stimolo e arricchimento ma ci fanno sentire  meno il bisogno del contatto fisico.Senza demonizzarle, queste possibilità. sarebbe importante utilizzarle con parsimonia e coscienza. Sapendo anche fare le giuste valutazioni e dare il giusto peso.

Perchè “contatto”, lo dice la parola stessa, coinvolge il senso del tatto, e quindi il nostro corpo, e non puo’ non prescindere da quello.

 

 

 

 

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La mia vita in bianco e nero

 

 

 

Conoscete il detto

 

buttare il bambino con l’acqua sporca?

 

ovvero  buttar via tutto, di qualcosa che presenta aspetti negativi, anche ciò che ci sarebbe di positivo?

 

Oppure

 

vedere solo il bianco e il nero?

 

che hanno confini ben definiti e si possono identificare bene?

 

Le sfumature che stanno in mezzo, le cose confuse, spesso mi lasciano incertezza, non mi fanno capire bene e quindi mi destabilizzano.

Eppure adoro i colori e riesco a vedere e comprendere le sfumature dell’anima.

Ma spesso mi capita di fare scelte in bianco e nero (black and white thinking) e di scegliere di buttare il bambino con l’acqua sporca (throw out the baby with the bath water…).

Non che di cio’ mi faccia vanto, anzi, è sintomo di scarsa flessibilità.

E’ una difesa, la mia. Significa privarsi anche delle parti belle e della varietà delle diverse tonalità. Ma, talvolta, se si comprende che si rischia di trovarsi invischiati in spiacevoli o difficilmente gestibili conseguenze, credo sia sano anche sapersi difendere.

Cio’ significa che, frequentemente, quando non vedo trasparenza o vedo troppa incoerenza, taglio.

Non subito, mi prendo tempo, rifletto, cerco di giustificare e giustificarmi, ma quando sento di essere arrivata al capolinea, metto un punto e vado a capo.

Succede quando sento una stonatura tra come una persona si mostra e quello che dice, o quello che agisce in certi frangenti, e come in altre circostanze si comporta, pur nella sua incoscienza.  Oggigiorno, con la valorizzazione estrema dell’apparenza, dei social, della forma, della superficialità, è sempre piu’ frequente ed evidente, questo scollamento.

Comprendo che talvolta quello che muove una persona è l’ego. Il bisogno di riconoscimento da parte degli altri, il voler sentirsi amato.

Bisogni che appartengono alla maggior parte di noi esseri umani.

Posso arrivare anche a riconoscere le contraddizioni dell’altro e a giustificare certi comportamenti, se riesco a vedere che la manifestazione esteriore è frutto di una mancanza. Posso comprendere la ferita che ci puo’ essere dietro e intravedere il suo cammino.

Se l’ego è cosi’ spesso da non far trasparire l’anima, la fragilità, e ha trasformato in arroganza la ferita, sacrificando l’umiltà..allora no, credo sia inutile, che sia energia sprecata.

 

 

Se invece riesco a percepire l’anima sotto l’ego, che è la corazza, se questa non è completamente sopraffatta, allora posso essere disponibile ad accogliere.

Allora posso essere compassionevole, anche di fronte ad un agire che non condivido, o che reputo ingiusto, che mi fa arrabbiare o che mi ferisce, o che sento contraddittorio. Mettendo i dovuti paletti e con una certa diffidenza, a mia protezione.

Perché non posso dimenticare che le sfumature, le cose non chiare e definite, ne bianche ne nere, mi destabilizzano.

Se c’è apertura, e l’altro vede in me un’anima in viaggio come lui, se è pronto a mettersi in discussione, a far dialogare la mia anima con la sua, allora io posso andare a riprendere il bambino con la sua innocenza, lasciando andare l’acqua sporca giù nei tombini.

E magari anche cercare di vedere con lui tutti i magnifici colori dell’arcobaleno.

 

 

 

 

 

maggio 2019

 

foto di patty

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.