Viaggi di testa e viaggi nel mondo

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Il giorno dell’esame di terza media

 

 

Lo ricordo come se fosse ieri, quel giorno.

Sono uscita di casa, i miei jeans scoloriti, la mia maglia a righe bianca e rossa, la borsa con i libri, la faccia pulita, e una mela.

Proprio come quella canzone che era appena uscita, di Vasco Rossi

 

“..E con la faccia pulita, cammini per strada, mangiando una mela, coi libri di scuola…”

 

Volevo assomigliare a quella Alba Chiara, che mi sembrava descritta cosi’ bene..

Quel giorno mi accingevo ad andare a fare l’esame di terza media.

Ricordo l’aria fresca del mattino, il percorso, da sola verso la scuola, un misto di agitazione ed emozione, ancora strane per la mia età.

Non era la prima prova, perché a quel tempo gli esami c’erano anche in seconda e in quinta elementare. Ma cosi’ piccoli, non si aveva ancora piena coscienza di cosa fosse un esame, per cui si aveva meno paura.

Cosi,’ quel giorno, andavo, senza sapere dove sarei arrivata.

Non si mai dove si va, a quell’età e il bello è che non te lo chiedi nemmeno. Vai, con entusiasmo, con un po’ di timore, e vera, o falsa, spavalderia.

Andavo, sapendo, come devi sapere tu, di avere qualcuno a casa che mi aspettava. Di avere un porto sicuro, dove tornare, qualcuno che mi avrebbe accolto, qualsiasi fosse stato il risultato che avrei portato.

E cosi’ sei andata anche tu, oggi.

Sei uscita, con i tuoi comprensibili timori e le tue insicurezze, con le tue convinzioni e le tue speranze.  Che, credo,  siano le stesse che erano mie. Con la tua maglia e i tuoi pantaloni rigorosamente neri, e i tuoi libri di scuola. Il tuo solito sorriso del mattino. E la tua faccia pulita, come era la mia.

Non sei andata sola,  ti abbiamo accompagnato, col piacere di accompagnarti, a scuola e nella vita. Ti abbiamo lasciato a fare il tuo dovere, ad affrontare il tuo primo esame, quello di terza media. Quello per cui, come prima volta, ti sei organizzata da sola, prendendoti le tue prime responsabilità, i piaceri o le delusioni di quello che sarà il risultato.

Dopo questa prova, sarai cresciuta.

Comincerai ad andare da sola nel mondo, proseguendo il tuo percorso verso l’autonomia. Verso il tuo domani, quello a cui stai cominciando a dare una direzione, quello che imparerai a costruirti.  E questo esame sarà solo il primo di una lunga serie.

 

“..e quando guardi con quegli occhi grandi, forse un po’ troppo sinceri..si vede quello che pensi, quello che sogni ..” (Alba Chiara)

 

 

 

Che i tuoi pensieri siano sempre positivi, come lo sono ora, e che ci siano sempre sogni nel tuo cuore.

 

 

 

 

13 giugno 2018

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

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Assicurazioni di viaggio, queste sconosciute!

 

 

Ogni anno, quando pianifico le vacanze, mi trovo nella situazione di dover cercare un’assicurazione con una polizza che copra anche l’annullamento dovuto a malattie preesistenti, avendo genitori e altri parenti che, data l’età, hanno qualche malanno.

Perché, se qualcuno non lo sapesse, gli eventi prevedibili e quindi le malattie di cui si è sofferto (o per cui si sono manifestati sintomi), dette preesistenti o pregresse, e quelle croniche, non hanno copertura dalla quasi totalità delle compagnie di assicurazioni!

Secondo quest’ultime, quindi, praticamente dovremmo stare tutti a casa!

Mi ritrovo pertanto a spulciare nel dettaglio le condizioni dei fascicoli informativi delle polizze, e ogni volta scopro qualcosa di nuovo, che mi fa propendere a pensare sempre di piu’, a quanto  le assicurazioni se ne approfittino di chi, per pigrizia o per difficoltà di comprensione, non va a leggere tutte le condizioni generali di servizio e le piccole clausole nascoste, tra le decine di paragrafi e punti.

Voglio quindi contribuire a diffondere quello che ho scoperto, in modo che ci sia una maggiore consapevolezza in chi, come me, cerca di assicurarsi, per placare, almeno un po’, le ansie di una imminente catastrofe che potrebbe accadere.

Avevo già scritto un precedente articolo su assicurazioni e malattie preesistenti

 

Assicurazioni di viaggio e malattie preesistenti

 

Assicurazione su viaggi acquistati in agenzia

A chi organizza il viaggio in agenzia, solitamente viene proposta una polizza dall’agenzia stessa (che puo’ essere anche quella presente sul catalogo del tour operator): anche in questo caso, consiglio sempre di leggere tutte le clausole, le coperture e le esclusioni, prima di decidere se stipulare proprio quell’assicurazione, o se è il caso di sceglierne un’altra. A volte alle agenzie sono riservate polizze diverse e molto piu’ complete, rispetto a quelle che è possibile acquistare in autonomia, come privati. Esistono infatti vere e proprie “All risk” a tutti gli effetti, ma sempre acquistabili in abbinamento ad un pacchetto, come ad esempio le Globy di Allianz, tra cui Globy giallo, che copre oltre alle malattie preesistenti, anche la revoca delle ferie, impegni di lavoro, patologie della gravidanza, malattia del cane o del gatto, guasti in casa, e qualsiasi motivo oggettivamente documentabile che colpisca l’assicurato;  oppure Tripy 360 di Axa, che copre piu’ o meno gli stessi eventi, ed è personalizzabile e copre anche fino a 90 anni.

In altri casi,  anche in agenzia possono venire proposte polizze con basse coperture o incomplete, pertanto è sempre opportuno fare attenzione.

(verificare sempre le informazioni sopra descritte, che potrebbero essere variata, al momento sul prospetto informativo)

 

 

Assicurazioni acquistate in autonomia

Invece, per chi si organizza in fai da te, la scelta è molto piu’ limitata. Mentre anche solo fino a qualche anno fa, si trovava qualche assicurazione che copriva le malattie preesistenti, anche nel caso di necessità di cancellazione, allo stato attuale quasi nessuno copre sinistri dovuti a questo tipo di eventi: erano solite coprire Travel Cancel di Allianz e Worldnomads (ma che ha il fascicolo informativo tutto in inglese, già le cose sono complicate nella nostra lingua, figuriamoci in una lingua straniera!), con un premio piuttosto elevato, calcolato in percentuale rispetto al costo del viaggio, e con l’applicazione di franchigie molto alte, fino anche al 35%..che non è poco! Travel cancel non specifica esclusione di malattie croniche o presistenti, sempre meglio informarsi prima di acquistare.  E’ bene controllare sempre cosa riguarda la copertura: tempo fa riguardava prenotazioni di voli da compagnie aeree e di navigazione, di strutture ricettive, ma non era valida se si prenota da un’agenzia di viaggi o tour operator italiano (soltanto se ha sede nel paese di destinazione!). Elemento che, tra le altre cose, puo’ facilmente sfuggire, come stava accadendo a me, se non avessi telefonato e fossi stata, per caso, avvisata da un operatore del call center.

Io ne ho trovata una soltanto al momento, che ha un costo molto elevato (Globy Rosso).

Verificare sempre, rispetto a quanto sopra, eventuali aggiornamenti o la presenza di nuove compagnie con diverse coperture.

 

 

Cosa si intende per malattia preesistente

Ma cosa si intende per malattie preesistenti??

Anche questa è una delle cose che, approfondendo, mi ha lasciato un po’ interdetta. Le assicurazioni non intendono solo le condizioni patologiche, ma anche sintomi e malattie di cui si possa aver sofferto nei precedenti 12 (alcune), o, addirittura, 24 mesi (come Columbus e Coverwise) dalla stipula dell’assicurazione. Cio’ significa che, per esempio, se un bambino ha avuto un episodio di otite o di tonsillite e questa si ripresenta in viaggio, difficilmente si avrà la copertura e quindi ci si ritroverebbe a pagare per visite o eventuali ricoveri; idem per esempio se uno soffrisse di mal di testa e avesse un episodio tale da dover richiedere una visita; o se capitasse di soffrire di una colica renale in viaggio, e si fossero già presentati episodi in precedenza.. Non parliamo poi di chi soffre di ipertensione..Alcune compagnie addirittura, considerano non soggette a copertura, situazioni per cui sono stati presi farmaci, fatti esami o accertamenti specifici o anche solo in presenza di prescrizioni mediche di check up..

Vediamo cosi’ che il concetto di malattie preesistenti si allarga di molto e le probabilità di trovarsi scoperti e a dover sborsare denaro  8nonostante la sottoscrizione di una polizza) aumentano. Quindi, quando si va in certi paesi, come per esempio gli USA, dove le spese per l’assistenza medico-sanitaria sono esorbitanti, si potrebbe correre il rischio di spendere un patrimonio.

Si intende anche che, se un parente a casa dovesse essere ricoverato e ci fosse la necessità di interrompere il viaggio, o, nella peggiore delle ipotesi, corna facendo, si verificasse il decesso, non è detto che, se la malattia era conclamata o manifesta, si possa ottenere rimborso delle spese.

Anche lo stato di gravidanza viene assimilato spesso alla patologia preesistente! Infatti l’annullamento per problemi durante la gravidanza, nella maggior parte dei casi che ho considerato, è consentito solo se la gravidanza stessa è intervenuta dopo la stipula del contratto.  Per alcune compagnie, l’annullamento è possibile, se richiesto  entro pochi giorni dalla scoperta (indipendentemente dal sapere se ci saranno patologie o meno!- es. Viaggi Sicuri). Anche le coperture in viaggio sono limitate: da un certo periodo in poi, per esempio dopo il 6° mese o la ventiquattresima/ventiseiesima settimana, la copertura non è piu’ valida.

 

Altre cause di riduzione o esclusione della copertura assicurativa

Qualora si sia stipulata un’assicurazione che preveda anche l’annullamento e si verificasse un infortunio imprevisto, qualche tempo prima della partenza, il mio buonsenso, e voglia di andare in vacanza, mi direbbe di attendere fino all’ultimo, per vedere se potessi evitare di annullare. In questo caso, al contrario, potrei rischiare molto: parecchie assicurazioni prevedono che il sinistro sia denunciato entro un certo numero di ore (tipicamente 24) e non oltre un certo numero di giorni  (spesso 3!!), pena l’invalidità della copertura! Se va fatta bene invece, si puo’ essere coperti, ma con le penali rimborsabili al momento in cui il sinistro è avvenuto!

Altre compagnie ancora, rimborsano, in caso di richiesta di annullamento, soltanto in presenza di un ricovero (per cause imprevedibili all’atto della stipula), per un certo numero di giorni.

E attenzione, che spesso non sono coperte cose che neanche si possono immaginare, come: attività definite sport estremi, (che siano per noi estremi o meno non importa, di solito comunque c’è l’elenco), scioperi, guerre, atti terroristici o tumulti sul luogo di destinazione (ne ho trovato alcune che coprono l’annullamento per atti terroristici avvenuti, Nobis/filodiretto tra le altre), catastrofi naturali, utilizzo di mezzi a 2 ruote (!!), fallimento della compagnia aerea o di chi presta i servizi, atti di temerarietà (!!) e molto altro..Ergo per cui, leggersi la polizza nella parte delle esclusioni!!

Molto spesso compagnie aeree o agenzie on line intermediarie propongono in abbinamento al prodotto venduto, delle assicurazioni, a prezzi apparentemente concorrenziali: ecco che in questo caso è importante andare a vedere i massimali, che di solito sono molto ridotti (con conseguenti rischi), e le coperture (potrebbero non essere inclusi infortuni, responsabilità civile, interruzione viaggio).

Non è detto inoltre che, a fronte di un alto costo del premio, massimali e coperture siano piu’ alti: esistono infatti assicurazione on line molto piu’ economiche di altre molto blasonate, con massimali alti e coperture complete (come Columbus e Viaggi Sicuri).

Un’altra cosa di cui bisogna tenere conto, come in tutte le polizze assicurative, sono le franchigie, che possono ridurre drasticamente la cifra indennizzabile in caso di sinistro. Molte compagnie mettono come optional a pagamento, la possibilità dell’annullamento della franchigia, ma anche qui attenzione: ho trovato un caso in cui, era previsto l’abbattimento di tutte le franchigie, tranne dell’unica in percentuale, sull’annullamento, che avrebbe abbattuto notevolmente l’indennizzo.

Infine, avete mai sentito parlare dell’aggravamento del rischio? E’ una clausola che hanno tutte le polizze, che prevede che l’assicurato debba comunicare per iscritto ogni aggravamento del rischio (per esempio una malattia intervenuta dopo la stipula e prima del viaggio), e che la compagnia possa decidere se accettarlo o meno. La mancanza di questa comunicazione puo’ comportare la perdita totale o parziale del diritto alle prestazioni, nonché la cessazione delle garanzie previste in polizza. Lo sapevate?

 

 

Alcune buone notizie

Cercando su google “codice sconto” o “coupon” e il nome delle assicurazioni, si possono trovare dei codici che permettono di avere delle percentuali di sconto, inserendoli nel campo apposito, prima del pagamento, durante l’acquisto. Anche alcuni blog hanno convenzioni per ottenere lo sconto; inoltre alcune assicurazioni hanno fatto convenzioni sconto con alcuni partner, che si ottengono se si è impossesso delle loro carte fedeltà, come per esempio la carta Conad, Payback, Mediaworld, alcune carte di credito ecc.

Per concludere, queste le mie considerazioni:

Un’ assicurazione di viaggio va sempre fatta, se non altro per scongiurare l’evento!

(oltre che per i tanti altri casi in cui veramente puo’ salvaguardare). 

 

 

 

 

 

 

 

giugno 2018 (informazioni raccolte a giugno 2018)

(foto Pixabay)

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Repubblica Domenicana: un tuffo dove l’acqua è piu’ blù

 

 

Distese di palme davanti ai miei occhi. Sabbia bianca e soffice sotto i miei piedi.  Mare caldo di un azzurro mai visto. Profumo di caribe. Musica allegra da ballare al ritmo del merengue. Rum come vitamina per caricarsi.

Questa è la prima immagine della mia Repubblica Domenicana…

Stacco dalla routine e immersione nella natura, nutrimento per l’anima..

Passeggiare sulla lunga spiaggia di Bayahibe, deserta al mattino, in compagnia del suono delle onde del mare. Sorseggiare un cocktail all’ombra di una palma a Punta Cana. Godersi i colori del tramonto, mentre il mio mondo fatto di pensieri, parole, corse e click,  si ferma. E sono proprio li’. A vivere l’attimo.

Momenti di relax.

Ma non solo.

Partire verso il paradiso di Saona. Fare il bagno con le stelle marine alle piscine naturali. Fare snorkeling a Catalina. Navigare a bordo di una zattera sul Rio Chavon. Ammirare la natura selvaggia circostante e fermarsi per buttarsi nel fiume da una liana.

Ma non solo.

Immergersi nei paesaggi delle piantagioni di canna da zucchero. Assaporare il gusto della canna. Sentire una stretta al cuore alla vista dei bambini haitiani e delle loro povere dimore.

Ma non solo.

Arrivare fino alla penisola di Samanà, per godere dello spettacolo del rituale delle balene, che si incontrano per riprodursi. Rimanere senza fiato davanti alle cascate del Limon. Approdare sulle spiagge piu’ belle , bianche e incontaminate. E lungo in viaggio, restare stupefatti dalle distese di palme, dai villaggi di pescatori, dai colori , che ammaliano la vista, tra il verde e il blu’.

Ma non solo.

Gironzolare per le strade di Bayahibe. Le case colorate, i bambini che giocano, i ristorantini sul mare, le bancarelle, il merengue di sottofondo. Per il mercato di Higuey. Per il paese di Altos de Chavon. E apprezzare quello che l’uomo ha saputo fare.

E rendersi conto che la Repubblica Domenicana, non è Santo Domingo, come spesso viene erroneamente chiamata. E’ molto di piu’. E’ una terra vivace e generosa, che ti attira con la sua bellezza e ti tiene con la sua leggerezza.

E’ un tuffo dove l’acqua è piu’ blù.

 

 

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Fragilità

 

 

 

A volte ci si alza con un vuoto alla stomaco, che non è fame.

I pensieri girano e rigirano per la testa.

C’è un’incomprensibile inquietudine e non si trova pace da nessuna parte.

Una sorta di paura ci attanaglia.

Anche il respiro diventa corto.

 

 

Siamo di fronte alla nostra fragilità.

Qualunque sia la causa.

Quella che a tanti abbiamo nascosto. Quella che abbiamo gelosamente custodito.

Quella che ci spaventa perché ci lascia scoperti.  In balia del tutto, come se tutto potesse farci del male.

Come se qualcosa di grande dovesse piombarci addosso.

E’ come se i muri che abbiamo innalzato si sgretolassero, e anche la nostra immagine, e ci trovassimo proprio davanti a noi stessi.

Alla nostra verità.

Disarmati. Nudi.

Come un bambino appena nato. Col rischio di essere colpiti, feriti.

Troppo esposti.

 

 

Vorremmo fuggire, e qualcuno ci riesce. Distrarci, uscire, fare, come antidoto a questo incontro. Metterci il nostro cappottino protettivo, la nostra corazza, ed andare.

Ma se  restiamo, e la guardiamo, e la sentiamo, quella fragilità, e riusciamo a farci accompagnare da lei nell’incontro col mondo e con l’altro, possiamo diventare piu’ umani. Possiamo avvicinarci senza barriere e comunicare col cuore, al cuore degli altri. E magari riuscire ad avere rapporti più veri.

O se solo possiamo accettare la verità che ci mostra, che ci piaccia o no, e accettare di vedere, possiamo sperare di riappacificarci con noi stessi, o magari conviverci.

E magari anche perdonarci.

 

 

 

 

maggio 2018

foto di Patrizia Pazzaglia

Sarebbe bello essere come un albero

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Fermate il mondo, voglio scendere

 

 

 

Troppo veloce, tutto troppo veloce.

A volte mi capita di avere la sensazione di non riuscire a seguire.

Che cosa? Il mondo che va avanti, quello che succede, le persone, le mie cose, il mio mondo.

Oltre a non riuscire a seguire, ho la sensazione di non riuscire a metabolizzare. Non ricordo. E questo non è solo dovuto agli anni che avanzano.

Faccio sempre piu’ fatica a ritrovare quei momenti in cui, disconnessa da tutto quel che si muove attorno, mi connetto con me stessa. Osservo il nulla, penso, vago con la mente, da una cosa e l’altra,  trovo risposte. E soprattutto, trovo domande.

Tutto veloce, tutto troppo veloce.

Troppo movimento di cervello, poco connesso col corpo. E in mezzo, la pancia, le budella, che comunque restano attive, ricevono, e non sempre digeriscono. Col risultato che restano tante cose li’, sullo stomaco.

Come mangiare ingordamente, e non avere tempo di assimilare. E cosi, manca il nutrimento. Tutto si deposita e ci si ritrova con una montagna di grasso inutile. Pieni. Strabordanti. Oppure, tutto entra, ed esce alla velocità della luce. E non resta niente che faccia la differenza.

Sentire di non avere piu’ tempo. Raccontarsi di non avere del tempo. Impegnati a inseguire o a seguire, con il timore di perdersi qualcosa. E poi, dopo, la sensazione che la vita sfugga.

Paura di perdere qualcosa di importante. Tanti momenti. Quei momenti in cui si ripercorre. In cui arriva la nostalgia di qualcosa di vissuto, in cui si attiva la memoria. In cui i contenuti si sedimentano. Quei momenti in cui ci si prende il tempo, per sentire fino in fondo. Fino al fondo. Non il sentire di un attimo, che passa veloce, e via.

Paura, quando ci si ferma, di non sapere se ci si ritrova.. Che anche riuscire a fermarsi è una fortuna. E andare a cercarsi in luoghi che non sono quelli dove ci si è persi. In luoghi dove non si abita più. Per cui, ritrovarsi risulta impossibile.

E’ il logorio della vita moderna.

E forse, ogni tanto, dovremmo essere noi a fermare quel mondo, che va avanti anche senza di noi. Lasciarlo alle spalle, per un attimo, o per di piu’.  Scendere dalla giostra. Scendere ed entrare dentro, a cercarci.  A vedere se ci siamo ancora. O cosa siamo diventati. E se c’è ancora tempo rimasto. E se c’è ancora spazio.

 

 

 

 

 

giugno 2018

 

foto di Patrizia Pazzaglia

 

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Dove sta la verità?

 

Quante volte ci siamo chiesti o abbiamo chiesto: ma è vero?

Il concetto di verità viene spesso confuso con il concetto di realtà.

Realtà è qualcosa che c’è, che si manifesta.

Verità è qualcosa di vero.

 

Ma vero per chi? Quello che è vero per me, è vero anche per te?

 

Non è detto.

Quando chiediamo “Dimmi la verità” stiamo domandando di descrivere quella che è l’immagine della realtà che la persona si è fatta, con quello che ha vissuto ed elaborato. Ma non possiamo dire che questo corrisponda alla realtà.

La realtà è qualcosa di assoluto, la verità è relativa.

Relativa all’esperienza della persona, alle sue credenze.

 

“Di ogni verità anche il contrario è vero”(H. Hesse)

 

 

Da ragazza questa frase mi aveva molto colpita. Per me sta a significare che una cosa è vera o meno a seconda del punto da cui si osserva o si vive, e in funzione di chi la osserva. Una cosa puo’ essere vera per me, mentre per un altro puo’ essere vero il contrario. Io stessa posso pensare tutto e il contrario di tutto, perché, come diceva un altro aforisma, che mi aveva colpito, sempre in gioventù,

 

“io mi contraddico, sono vasto,  contengo moltitudini (W. Whitman)”

 

e tutte possono contenere una parte di verità, per me.

 

 

Mentre la realtà è incontrovertibile.

 

E’ l’esperienza della realtà, che va a definire quello che per ognuno di noi è vero.

Ognuno si crea la sua verità sulla base della sua esperienza della realtà ed in conseguenza ai suoi vissuti.

 

La verità insomma è soggettiva, è mutevole, cambia. Ognuno ha la sua verità, il suo punto di vista. E’ il risultato delle conclusioni intime e profonde a cui una persona è arrivata, vivendo.

 

Quindi, dove sta la verità?

 

Da nessuna parte. Dentro ognuno di noi. La verità non è una cosa reale: si puo’ solo riconoscere, riggettare, celare,  condividere. La propria, di verità.

 

E’ vero?

 

 

 

 

giugno 2018

 

foto di Patrizia Pazzaglia

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Un paradiso chiamato Mauritius

 

 

L’isola di Mauritius è una meta che ha molto da offrire a chi vuole coniugare una vacanza su spiagge bianche tropicali ad escursioni interessanti dal punto di vista naturalistico e culturale.

Io addirittura ci sono stata 2 volte, da fidanzata, e in seguito con la famiglia, quando mia figlia aveva 5 anni. Con la bambina è stato il nostro prima viaggio intercontinentale in fai da te (https://www.unanimainviaggio.it/viaggiare-risparmiando-come-organizzare-un-viaggio-fai-da-te/), e l’abbiamo scelta come meta proprio perché, essendoci già stati, ci aveva dato un senso di tranquillità, e per la facilità dal punto di vista organizzativo.

Dell’isola ho un ricordo particolare dei meravigliosi tramonti, i bellissimi paesaggi, e i buonissimi noodles!

 

 

Mauritius in estate

Entrambe le volte in cui siamo andati a Mauritius era estate, ad agosto e a fine giugno. C’è chi dice che non sia il periodo migliore, ma per noi è stato un periodo ottimale, in quanto non faceva quel caldo umido che fa durante il nostro inverno, durante il giorno. Alla sera invece faceva abbastanza freddo, un maglioncino di lana ci stava tutto. Qui la carta vincente è stata trovare alloggi con la mezza pensione, per non dover andare troppo in giro.

Entrambe le volte che siamo andati è piovuto molto poco, e i temporali sono stati di breve durata. Il mare non era caldissimo, ma la bambina ha sempre fatto il bagno, in quella bella acqua azzurra cristallina.

 

 

La spiaggia di Flic e Flac

La prima volta siamo andati ad agosto avevamo scelto un bellissimo hotel, La Pirogue, sulla stupenda e lunga spiaggia di Flic e Flac, nella costa est, consigliata per la probabilità di trovare un tempo migliore, meno piovoso, rispetto alla costa ovest, durante la nostra estate.

Bellissimi bungalow con tetto di paglia in un giardino curato e pieno di uccellini, che davano sulla spiaggia, con mare digradante, e vista in lontananza del promontorio di Le Morne, il posto piu’ bello dell’isola, a mio parere. L’hotel organizzava anche matrimoni, nei suoi bellissimi spazi. Il cibo era molto buono e raffinato. A disposizione degli ospiti c’erano anche pedalo’ gratuiti, ed era bellissimo prenderli per andare al largo, e ammirare i fondali e la costa, dal mare. Se dovessi trovare un difetto, direi che non mi sono piaciute le moto d’acqua, che sfrecciavano talvolta davanti all’hotel.

A Flic e Flac, paese carino, con tutti i servizi e ben servito anche dai mezzi pubblici,  si arriva dopo aver attraversato infiniti campi di barbabietole da zucchero, panorama caratteristico di questa zona dell’isola

 

 

E proprio li’ vicino, si trova il bellissimo Casela Park, un parco naturale inserito in una natura rigogliosa, dove vivono animali in habitat ricostruiti, e all’interno del quale si può anche fare un minisafari e vedere, oltre a panorami meravigliosi, centinaia di animali, come zebre, scimmie, facoceri, antilopi, in libertà. Il Casela Park ci ha entusiasmato moltissimo, ci siamo andati la seconda volta con nostra figlia, in quanto la prima non era ancora stato costruito, e ne ho parlato qui nel dettaglio

 

Casela Park a Mauritius

 

Se dovessi consigliare una zona dove alloggiare a Mauritius, sicuramente suggerirei Flic e Flac, che mi è piaciuta di piu’ rispetto al nord, e che è piu’ vicina alla maggior parte delle attrazioni, e al posto piu’ bello dell’isola: le Morne

 

Le Morne

Le Morne si trova nella parte nord occidentale dell’isola. E’ un promontorio che si alza improvvisamente in verticale, come a formare una T rovesciata,  proprio davanti a un tratto di mare con una spiaggia e una laguna meravigliosa.

 

 

Dall’aereo si ha una vista del promontorio impagabile. Sicuramente da non mancare la visita, sarebbe bellissimo anche alloggiare in zona, ma nella parte piu’ bella  sorgono dei costosissimi resort.

 

 

Il nord di Mauritius

La seconda volta che siamo andati era fine giugno e inizio luglio e abbiamo alloggiato nella parte nord est, molto piu’ caratteristica e mauritiana, ma con mare e spiagge meno belli rispetto a Flic e Flac, e a quelli della parte ovest (non consigliati pero’ nella nostra estate, ma mi hanno detto essere meravigliosi).

In questa zona si trova Grande Baie,che è una grande baia molto turistica e trafficata, gradevole per una passeggiata, una visita ai mercati locali, ma non per passarci una vacanza.

 

 

La spiaggia pubblica piu’ bella della zona secondo me è quella di Trou aux Biches, piena di palme, con alle spalle il paese, ben servito dai mezzi pubblici e sulla quale si affacciano anche dei bei resort o splendidi appartamenti da affittare.

 

 

La spiaggia di Moint Choisy è piu’ selvaggia e meno tropicale, ma ha alle spalle una bella pineta

 

 

Mentre mi è piaciuta meno quella di Pereybere, molto piccola e attaccata alla strada.

 

 

A parte queste spiagge, ce ne sono di molto belle riservate ai resort.

All’estremità nord si trova anche il paesino di Curepipe, con la sua famosa chiesa col tetto rosso: una chicca che merita sicuramente una visita.

 

chiesa di curepipe a mauritius chiesa di curepipe a mauritius

 

Talvolta, passeggiando per strada, si incontrano bellissimi templi indu‘.

 

tempio indu a mauritius

 

Purtroppo non abbiamo fatto l’escursione all’isola chiamata Ilot Gabriel, che dicono essere fantastica.

E’ molto importante, se si decide di alloggiare in questa zona, leggere bene le recensioni relativamente al mare e alla spiaggia, perché non in tutti i punti sono belli come quelli che si immaginano. Noi abbiamo alloggiato in due strutture, una davanti al mare a Point aux Piments, consapevoli che il mare non sarebbe stato molto bello e fruibile, ma la spiaggia e la vista del mare a cena e a colazione ripagava assolutamente questo inconveniente, e durante il giorno ci spostavamo poi nella spiagge con punto mare migliore.

 

mauritius point aux piment

 

L’altra struttura era nella zona di fronte al Coin de Mire, il resort era molto carino, ma si trovava sulla strada e pur essendoci una bella spiaggia di fronte, il mare non era granchè. Entrambe le aree erano pero’ ben servite dai mezzi pubblici, che abbiamo utilizzato per girare tutte le spiagge e le attrazioni limitrofe, Trou aux Biches, e Mont Chosy distavano un quarto d’ora circa di bus, e anche se non erano messi proprio benissimo ed erano vecchiotti, li abbiamo trovati puntuali e capillari.

 

La zona è popolata di ristorantini con ottime specialità mauriziane, e sulle spiagge spesso sono presenti furgoni che preparano street food. Abbiamo mangiato i migliori noodles in questa zona, a prezzi veramente convenienti.

 

 

Se dovessi consigliare dove alloggiare qui, comunque, suggerirei sicuramente il paese di Trou aux Biches, che ha la spiaggia e il mare migliore.

 

 

Per le escursioni più lunghe, abbiamo noleggiato l’auto, per le giornate necessarie, ma attenzione alla guida a sinistra e alla scarsa segnaletica, che ci ha portato a volte dentro a paesini o quartieri, con grosse difficoltà poi ad uscirne fuori,. Inoltre, se si deve passare dalla capitale, bisogna mettere in conto il grande e caotico traffico.

 

 

Le escursioni

Riepilogo insieme le escursioni che abbiamo fatto nelle due volte che siamo stati

 

Taumarine, a vedere i delfini

Con la barca si parte alla ricerca dei delfini:, qualcuno lo abbiamo visto ma non cosi’ vicino per cui l’escursione non è cosi’ spettacolare.

Molto piu’ piacevole il giro in barca, che porta anche a vedere Cristal Rock, una roccia che sorge in un mare stupendo, con vista del promontorio di Le Morne

 

le morne mauritrius cristal rock e le morne mauritius

 

Gran Bassin

Il gran Gran Bassin è un meraviglioso luogo di culto indù, conosciuto anche con il nome di Gangla Talao. E’ un vasto bacino di acqua, sorto nel cratere spento di un vulcano, contornato da piccoli templi, pieni di offerte, fiori e altro, depositate dai devoti. Non è raro vedere persone che arrivano in pellegrinaggio, e si immergono nelle acque considerate sacre del lago. Il luogo è molto affascinante, sicuramente è da non perdere!

 

Chamarel, le terre dai 7 colori e le cascate

Chamarel è il nome di una regione che ospita una zona dove, un fenomeno geologico di origine vulcanica, ha creato un’area caratteristica per il suolo che sembra formato da onde con la terra di 7 diversi colori.

 

chamarel le terre dai 7 colori mauritius

 

La strada per raggiungere Chamarel è meravigliosa,  attraversa una lussureggiante foresta tropicale. Nei dintorni si trova anche una bella cascata.

 

chamarel mauritius cascata

 

L’isola dei cervi

Sebbene sia un posto molto turistico, e probabilmente lo è diventato ancor di piu’ negli ultimi anni, l’Ile auf Cerfs è una meravigliosa isola disabitata, con una enorme lingua di sabbia nel mare dalle tonalità  verdi e azzurre, difficile da dimenticare. L’isola si trova sulla costa nord orientale, nei pressi di Trou D’Eau Douce, da dove ci si imbarca (le escursioni partono da ogni zona dell’isola), e a mio avviso è imperdibile durante un soggiorno a Mauritius.

 

 

 

Altre escursioni, che noi non abbiamo fatto sono l’orto botanico di Pamplemousses e il Vanilla Natural Park. Un giro nella capitale Port Saint Louis puo’ valere la pena, per vedere il mercato,salire alla fortificazione di Fort Adelaide, conosciuta con il nome de La Citadelle, non entusiasmante, ma che offre un bellissimo panorama sulla citta, e la zona dei centri commerciali denominata Caudan waterfront, piena di negozi e ristoranti, proprio di fronte al mare. Ma attenzione, il traffico a Port Saint Luois è veramente infernale!

In conclusione, Mauritius è un paradiso che vale sicuramente la pena di essere visto, parola di chi ci è andato e ci è anche ritornato!

 

 

 

foto by Patty e Pixabay

 

 

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Figli, conflitti e aspettative

 

 

“La vita del figlio ha diritto di essere difforme, differente dalle nostre aspettative”

(cit. Recalcati M.).

 

Arriva un momento, di solito nell’adolescenza, in cui i nostri figli entrano in conflitto con noi. Hanno proprio bisogno, di entrare in conflitto, per liberarsi delle aspettative che abbiamo su di loro e per sperimentare  se stessi.

 

“Il vero dono della genitorialità è amare il figlio per la sua differenza”.

 

 

Differenza, appunto, da quello che noi vorremmo che fossero. Per questo il piu’ grande dono d’amore che possiamo fare è accettarli, amarli per quello che sono.

 

“Amarlo perché diverge dalle aspettative”.

 

 

Amarli nonostante la differenze. Amarli nonostante le aspettative disattese. Amarli anche senza comprendere fino in fondo. Perché anche se li abbiamo generati noi, anche se pensiamo di conoscerli, sono persone distinte da noi e la loro vita, il loro essere, è un mistero.

Amarli e fidarsi anche di quello che non dicono.

Amarli e non volerli diversi. Dando fiducia al loro percorso.

Perché, a un certo punto, il figlio deve tradire il padre e la madre, per trovare la sua via. Non restare loro fedele, altrimenti non puo’ essere libero.

Deve lasciarci, andarsene (come il figliol prodigo), liberarsi dei genitori. E noi genitori dobbiamo rinunciare alla loro proprietà e lasciare libero il loro desiderio.

Il senso dell’educare è proprio quello di renderli autonomi, fornire loro le competenze affinchè possano cavarsela da soli, nella vita, e cercare la loro strada.

Per questo dobbiamo essere in grado di sopportare e sostenere il conflitto.

Le regole sono importanti perchè dicono loro fin dove possono arrivare, e soprattutto servono per far imparare a loro stessi a crearsi dei confini. In attesa del momento in cui non ci saremo piu’ noi a metterli, i confini. Per preservarli dal fatto che, altrimenti, qualche autorità li metterà per loro.

Dopo aver messo confini e stabilito regole, arriva il tempo, solitamente nel periodo dell’adolescenza, in cui necessitano di fare l’esperienza della ribellione, per conoscere la vita e il mondo delle conseguenze.

In quel momento è importante saper accogliere il conflitto, lo sconfinamento, la trasgressione. Attraverso i quali, i figli definiscono anche l’affermazione di sé. Sperimentano se stessi in qualcosa di diverso. Cercano e testano strade inesplorate, per trovare la loro. Sperimentano la prima assunzione di responsabilità e fronteggiano le conseguenze dirette delle loro azioni.

La ribellione è condizione necessaria che induce a intraprendere il proprio viaggio.

Viaggio alla scoperta di sé, con tutto cio’ che comporta anche il distacco, l’errare, la sconfitta, l’illusione, la delusione, ecc. E’ condizione necessaria per trovare se stessi e far decollare la propria vita.

E se potranno andarsene, e ne avranno la forza, potranno anche decidere di fare ritorno. Con il loro bagaglio di esperienze e per loro scelta.

E allora sarà importante poter trovare la porta aperta. Ritrovare quel genitore che, in ogni momento di bisogno, con il suo amore è sempre presente.

 

“Eccomi”

 

Ci sono.

 

Come dice lo psicoterapeuta Massimo Recalcati,

“devono diventare eretici per essere eredi”.  

 

Eredi della nostra impronta, che ci consente di lasciare una parte di noi nel mondo. Che non è solo un’insieme di geni, ma qualcosa di cio’ che noi abbiamo compreso, nella nostra esistenza, e siamo riusciti a trasmettere.

 

Non credo che sia facile per nessuno, ma rifletterci è sempre importante.

 

(cit. Massimo Recalcati-dalla trasmissione Lessico Famigliare- Rai 3 2018 e conferenza a “I martedi di San Domenico – Bologna apr. 2017)

 

https://www.facebook.com/rai3tv/videos/1643757709007335/

 

 

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Adolescenti: quando ti dicono “ma gli altri lo possono fare”

 

 

 

Sfido chiunque, genitore di un ragazzo adolescente, a non essersi mai sentito dire dal figlio, di fronte a un divieto:

“ma tutti gli altri lo possono fare” oppure

“ma tutti gli altri ce l’hanno”.

 

Non è facile restare saldi sui propri principi e contrapporsi di fronte a queste parole.

Riuscire ad andare oltre la soddisfazione, per noi, dell’appagamento di una loro richiesta.

E’ normale che loro vogliano conformarsi, sentirsi uguali agli altri.

Che desiderino avere e fare le stesse cose. Per il senso di appartenenza ad un gruppo, per la ricerca di un’identità, per avere riconoscimento, per essere visti, considerati, apprezzati, dai propri pari.

Ma siamo noi genitori che dobbiamo vincere la nostra paura che si sentano inferiori agli altri, disadattati, e che vengano esclusi.

Affrontando le nostre paure ed ansie, che entrano in campo, i nostri vissuti, di adolescenti o di adulti. Le nostre fragilità, di allora o di adesso.

Non conformarci alle leggi della massa, che sarebbe anche la cosa piu’ facile, perchè lo fanno tutti. Omologanti, depersonalizzanti, basate sul narcisismo e sulla competizione. Sull’apparenza. Sull’avere, più che sul sentire. Sull’usa e getta, sull’iperstimolazione, sulla velocità. Quelle che vorrebbero fagocitarli.

Non saranno persone migliori perchè uguali agli altri o perchè fanno le stesse cose.

E’ piu’ importante insegnare loro ad ascoltarsi, a capire e sentire cosa vogliono.

Ci fa sentire meglio rispondere con dei “sì” alle loro richieste. Quando invece spesso sono i “no” ad essere educativi, ad aiutarli a crescere, a far vedere loro il limite.

Molliamo troppo presto, quando invece dovremmo spendere piu’ tempo a mediare.

Possono diventare persone più profonde, piu’ riflessive e con maggior senso critico, se non gli è tutto concesso. Se li si fa riflettere su qualche “no”.

E’ normale trovare la loro opposizione quando si sentono dire che ogni famiglia ha le sue regole. Che assumano atteggiamenti di sfida, ribellione, arroganza.

Vorrebbero fare come vogliono, per un’esigenza di autoaffermazione, ma hanno anche bisogno di sentire fin dove possono spingersi. Che per loro rappresenta, anche se non lo sanno consapevolmente, una sicurezza.

 

Il problema è che rimanere fermi costa.

Costa piu’ che mollare.

Costa in conflitti, costa in sfinimento, costa in stress. E’ faticoso insomma.

Ma a lungo andare, paga.

Paga perchè aiuta a far nascere dentro di loro il senso del limite, che sarà utile quando non potremo piu’ essere noi a metterlo.

Aiuta ad acquisire il senso delle regole, che si trasformerà poi in capacità di rispetto.

Aiuta a costruire la possibilità di scegliere in autonomia e non perchè lo fa il branco.

Aiuta a far capire che si puo’ vivere anche senza quello che fa trend, facendo e sperimentando cose diverse dagli altri, anche la noia.

Aiuta a far imparare a trovare altre risorse in sè, e a rispettare ed apprezzare la diversità.

Aiuta ad imparare a gestire le frustrazioni.

Aiuta a far capire che cercare sempre l’approvazione degli altri e omologarsi, significa non imparare ad essere individui, con una personalità ed autonomi.

Aiuta ad acquisire il senso della conquista.

E forse, prima o poi, a capire che, in fondo, si è belli semplicemente per quello che si è.

 

Foto by Patrizia Pazzaglia

 

(maggio 2018)

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Le affinità selettive

 

 

Non c’è niente da fare: per me, per sentirsi bene, si devono trovare delle persone a noi affini.

Ma non affini nel modo di pensare. Che le diversità possono arricchire, il confronto tra idee puo’ essere produttivo, l’accettazione del diverso motivo di crescita.

Affini negli interessi o nelle passioni, che ci fanno sentire di avere cose in comune e quindi meno soli.

Affini nei valori, nel modo di concepire la vita. Per le cose che si ritengono importanti.

E, cosa piu’ importante, affini nella sensibilità.

 

 

Perchè se manca questa affinità, c’è il rischio, prima o poi, di restare delusi o feriti. Pur avendo tante cose in comune. C’è il rischio di arrivare a sentirsi soli, anche se si è con qualcuno. Ci puo’ essere lo scontro fra modalità, ed è il piu’ sensibile ad essere toccato. Prima o poi, possono nascere incomprensioni, fuori, e fratture, dentro.

Non è una cosa che si capisce subito.

Spesso, all’inizio, ci puo’ essere l’esaltazione dell’incontro con l’altro. E questo in ogni relazione. Ci puo’ essere il desiderio forte di comunione con gli altri o con l’altro. La voglia di appartenere. Emergono le cose in comune, quelle che creano vicinanza. Ognuno tende a mostrare il meglio di sè. Ognuno tende a vedere il meglio dell’altro. C’è il gusto di condividere cose insieme. Molti bisogni trovano soddisfazione.

 


E’ nel tempo che si cominciano a vedere le cose piu’ sottili e forse piu’ reali. E che la sensibilità ne risente. Quando si è già stati accettati e ci si permette di fare uscire qualcosa di piu’.

Emergono quelle divergenze che separano e fanno male. Magari attacchi mascherati o inconsci, ma che colpiscono. Si dà qualche cosa di piu’ di sè e si vede qualche cosa di piu’ dell’altro. Che non brilla piu’ come quando tutto è cominciato.

E quindi si puo’ rimanere frastornati, perchè non era quello che pensavamo o che avevamo visto. Assetati di relazioni appaganti e coinvolgenti all’inizio, cominciamo a farci un quadro completo solo dopo. E magari sono proprio le cose che piu’ ci piacevano all’inizio, a darci fastidio.

Magari sono i nostri conflitti interni che vengono risvegliati dalla relazione.

 

 

 

Si puo’ cercare di non allontanarsi, perchè in fondo ci piace stare con quella persona o con quel gruppo di persone. Oppure, perchè comunque ci si vuole bene.

Ma non è facile stare con questa sensazione. Non è facile stare, in mancanza di una sensibilità affine. Non è facile dover rendersi conto di quel che sta accadendo e accettarlo.

Sentire che non si sta più bene come prima e che occorre fare una scelta.

A volte si resta per necessità o perchè non si hanno alternative.

Stare e negare, far finta di niente, ma non stare piu’ bene.

Stare e subire, mandare giu’ bocconi amari, con la tristezza del malessere.

Stare perchè fa piu’ male andarsene, ma sentire ogni volta una frattura, che allontana ancor di piu’.

Stare e cercare di proteggersi in qualche modo.

O scegliere di andare e lasciare alle spalle.

Mentre aumenta il bagaglio dei nostri rimanerci male.

 

 

Sarebbe bello riuscire a capire fin da subito chi ha sensibilità affine e fare una selezione preventiva. Poterlo fare, o averne la forza. Oppure, essere cosi’ bravi da lasciarsi scivolare le cose addosso e andare oltre..

Ma a volte le cose succedono, travolgono o coinvolgono, e allora si vivono..

E’ importante anche vivere, e nel vivere ci sono misure da prendere. E lezioni da imparare.

 

 

 

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.