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FRIULI VENEZIA GIULIA

SAURIS in FRIULI VENEZIA GIULIA: una montagna di fiori, legno, pace, e un lago verde cobalto

 

 

Sauris, in Friuli, nelle Alpi Carniche, scelta al buio e per caso, senza conoscere nulla della zona, per trascorrere il ferragosto in montagna, dove si ha l’impressione di meno folla perché la gente si disperde di più.

È qualche anno che facciamo questa scelta: il primo siamo stati in Val d’Aosta, quello successivo in Valgardena, lo scorso a Carezza in Alto Adice, e quest’anno a Sauris appunto, sconosciuto ai più a cui avevo chiesto, ma con recensioni entusiaste scritte da chi ci era stato. E dove, oltre ai monti, valore aggiunto per me, c’è un lago

 

 

Un posto, Sauris, non così facile da raggiungere e che per questa difficoltà in passato ha dovuto sviluppare un’economia di autosufficienza, e valorizzare le possibilità che offriva il territorio; ha mantenuto viva la lingua arcaica degli abitanti che si insediarono attorno al 1200, provenienti da Tirolo e Carinzia, e un dialetto germanico, chiamato saurano, che oggi insegnano anche a scuola.

Ha saputo mantenere inoltre l‘architettura tradizionale, fatta di edifici di pietra e legno chiamati stavoli, senza inquinare minimamente il paesaggio con altri stili

 

 

A Sauris non c’è un distributore di benzina vicino: il primo è a più di mezz’ora di strada, e d’inverno, quando c’e la possibilità di sciare in tranquillità, fare ciaspolate nelle neve, o sci di fondo e giri in motoslitta, arrivarci può non esser così facile.

 

Dove si trova Sauris e la strada per arrivare

Sauris si trova in Val Lumei, nella provincia di Udine, una zona montana delle Alpi Carniche, al confine delle Dolomiti del Cadore.

 

 

Per arrivare ci sono 2 alternative: una è prendere la direzione Cadore, svoltando prima di Auronzo, dove poi si devono percorrere, raggiunto il passo Pura, ben 8 tornanti: 8, numerati, in folle discesa, con paesaggi strepitosi, tra cui un tratto dove sul fondo, lontano lontano, si scorge il lago. L’altra è la direzione Udine-Tolmezzo, dove alcune gallerie si insinuano in mezzo a montagne che formano strette gole, con l’interno in pietra grezza che pare ci si addentri nelle viscere della terra, e con fondo stradale fatto di sanpietrini, che acuiscono il suono del motore al passaggio.. strada un pò inquietante ma molto affascinante!

 

 

Sauris: 2 borghi e un lago

Il borgo non è uno, ma due: Sauris di sopra e Sauris di sotto.

Divisi da alcuni tornanti, ma raggiungibili per sentieri che tagliano anche a piedi, i 2 borghi di Sauris di sopra e Sauris di sotto hanno ognuno  la loro chiesetta, Sant’Osvaldo, sopra, San Lorenzo, sotto, le loro produzioni caratteristiche, quella del birrificio Zahre, sopra, -Zahre come il nome del borgo in lingua originale-, e il prosciuttificio Wolf, sotto, che produce un particolare prosciutto col sapore di affumicato diverso però dallo speck.

I borghi hanno mantenuto la loro autenticità, non ci sono eccessi o forzature, le persone sono cordiali, i prezzi accessibili, e tutto è valorizzato

 

 

L’amore per le tradizioni è palpabile, e viene voglia di approfondire la conoscenza: ad esempio visitando il centro etnografico che parla della storia e della geografia del luogo, a Sauris di sopra, oppure cercando materiale e informazioni, anche sui sentieri da percorrere, presso l’ufficio informazioni di Sauris di sotto.

Sauris ha indubbiamente un paesaggio diverso da quelli di montagna del Trentino dell’Alto Adige o del Veneto. Ha una energia, una personalità a sé, fuori dal comune, e trasmette un grande senso di pace.

Il borgo di sopra è ad un altezza che supera i 1400 metri

 

 

 

Ha una chiesetta spostata dal centro del paese, quasi a picco sul monte

 

 

Non si ha la sensazione di essere in alta montagna, e i paesaggi sono più dolci, nonostante si trovino pochi prati in piano, a parte quello enorme di fronte al paese

 

 

Il borgo di sotto ha più la struttura del paese, con abitazioni e vicoletti che si snodano per il suo centro, curatissimo e pieno di fiori

 

 

Proprio in centro, in alto rispetto al paese, si trova la chiesa

 

 

Ci sono vari sentieri che partono dai 2 borghi, e permettono di fare delle belle passeggiate, in mezzo al bosco o su sentieri ghiaiosi

 

 

Consentono di salire e di vedere dall’alto bellissimi paesaggi

 

 

Qua e là compaiono isolati gli stavoli, che in mezzo a prati verdi, ricordano l’immaginario dei paesaggi di montagna, e generano un senso di quiete

 

 

Gli edifici dei 2 paesi sono quasi tutti antichi stavoli originali, ovvero case in legno e pietra, che avevano sotto la stalla per il bestiame, sopra il fieno, lasciato ad asciugare nei terrazzi recintati, e al piano sopra ancora l’abitazione

 

 

Molti sono stati sapientemente restaurati con grande cura, altri sono rimasti tali e quali a un tempo, come fossero monumenti storici da ammirare

 

 

Anche il resto dell’architettura riprende gli edifici in legno e pietra: insomma a Sauris niente stona.

Ogni casa sotto alle finestre o accanto, ha la sua riserva di legna, tronchi piccoli ordinati e tagliati tutti uguali, che coi fiori sui balconi, e le molteplici e fantasiose sculture in legno contribuiscono a dare un grande senso estetico armonioso

 

 

Il lago di Sauris

Percorrendo alcuni tornanti, sul fondo, dopo Sauris di sotto, in località La Maina si trova il lago: è un lago artificiale, delimitato da una diga, progettata dallo stesso ingegnere di quella del Vajont, Carlo Semenza

 

 

Il lago non è molto fruibile, si può girare in parte a piedi e in parte inoltrandosi nel bosco; solo in pochi punti si può scendere sulla sponda. Passeggiando per il bosco che lo circonda si possono vedere alcuni tratti che formano cascatelle e orridi

 

 

Il suo colore, arrivando dalla strada, tra gli alberi, e quando si riesce ad intravedere è verde o blu cobalto, o smeraldo, quei colori che ti fanno dire: ohhhh😍.

Noi siamo riusciti ad arrivare in un tratto lambito da un pò di prato, e a sdraiarci e rilassarci ammirando la bellezza del contesto, e da lontano coloro che, con la zipline, sicuramente godevano di un paesaggio privilegiato del lago dal cielo🤩

 

 

Avrei voluto farci un giro, su quel lago così tranquillo anche nella settimana di ferragosto, magari col pedalò, ma il tempo è stato poco: seppur piccolo questo borgo, merita di restarci più delle nostre 3 giornate, perché qui si può rallentare, stare ore a guardare il panorama, lasciare liberi i pensieri, camminare, fermarsi in un rifugio a bere uno sciroppo di menta fatto in casa o un liquore, assaggiare ognuna delle specialità culinarie offerte, che non sono tante e diverse, -il frico, i gnocchi di pane, le tagliatelle ai funghi, il gulash, le costine, lo stinco, o il tagliere di salumi e formaggi – ma tutte saporite e appetitose.

 

 

Il nostro alloggio a Sauris, l’Albergo Neider

La scelta dell’alloggio a Sauris, prenotato con grande anticipo su Booking, è caduta sul Neider hotel, che aveva eccellenti recensioni e un ottimo rapporto qualità prezzo per il periodo.

L’hotel si trova a Sauris di sopra in un bellissimo contesto

 

 

E’ stato ristrutturato di recente nelle parti comuni, molto belle, tutte in legno e ha anche un ottimo ristorante specializzato in carne argentina, vista la provenienza del gestore. La colazione è ottima, con prodotti del territorio.

Le stanze non sono ristrutturate, ma sono anch’esse tutte in legno, comode

 

 

Ed io ho adorato soprattutto la vista dalle mie 3 finestre!!

 

Le Cose che ho amato di Sauris

 

-la vista dalla stanza del mio albergo

 

 

-i tanti balconi con i fiori colorati

 

 

-il fascino degli stavoli in legno 

 

 

-il grande prato e la cima del monte Bivera che domina Sauris di sopra (e noi con le consuete sdraiette a goderci il luogo) e gli altri prati verdi

 

 

-i cavalli liberi nel prato

 

 

-i colori del paese quando il sole lo raggiunge la mattina presto

 

 

-la passeggiata in mezzo al bosco per arrivare al monte Ruke e quella verso rifugio Eimblatribn

 

 

-le sfumature verdi e blu del lago

 

 

-i sentieri nel bosco e i panorami sublimi

 

 

-i tanti tornanti, impauriscono a percorrerli ma offrono panorami spettacolari

 

 

-le gallerie scavate nelle montagne lasciate rustiche 

 

 

-il cibo,il prosciutto di Sauris a colazione, i frutti di bosco e il loro sugo sul gelato e sui dolci, mangiare o bere con splendide viste

 

 

-gli alberi fitti sulle montagne

 

 

-le passeggiate che permettono di vedere i paesi da lontano

 

 

-le chiesette che dominano i 2 paesi

 

 

-girare per le stradine dei 2 borghi e vedere gli angoli deliziosi che appaiono davanti

 

 

-il legname accatastato ed ordinato contro le pareti delle case

 

 

-trascorrere lì il ferragosto!!

 

 

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UDINE, unica e particolare

 

Udine è una città particolare.

Non sembra una città: con le sue piazze e molte delle sue strade pedonali di ciottoli, i tanti palazzi storici quattro e cinquecenteschi, le sue chiese singolari, la roggia che scorre per la città, che ti trovi all’improvviso sulla strada e che crea angoli molto pittoreschi, la fa sembrare più un “paesone”, un luogo fermo in un tempo passato. E questa particolarità la rende unica e interessante.

Mi ha ricordato per certi versi Mantova, e la mia Bologna, per i molti portici presenti, e per le acque che scorrono sotto la città, che appaiono all’improvviso, e che qui si chiamano rogge, piccoli corsi d’acqua non fiume, che catturano l’attenzione col rumore della loro acqua corrente, e danno luogo a viste davvero pittoresche.

Assume, talvolta, per i vicoletti e gli angoli, le caratteristiche del borgo, pur presentando accostamenti di edifici e zone di epoche più recenti proprio bruttini.

È bello visitarla così come ho fatto io, senza fretta, leggendo i cartelli dei monumenti, e apprezzandone l’atmosfera

 

Le principali attrattive di Udine

Piazza della Libertà

La Piazza della Libertà è la piazza più antica: centrale, sorge ai piedi del castello.

Si affacciano su di essa 2 logge: la loggia del Lionello, sede comunale, quattrocentesca in stile veneziano, davvero bellissima. La sera che siamo arrivati ad Udine, nella loggia ballavano il tango, davvero una bella atmosfera

 

 

Di fronte, su un terrapieno con piccoli sassi, che conferisce alla piazza un che di campagnolo, c’è la loggia di San Giovanni, che ha al centro la torre dell’orologio con un bellissimo sole dorato su sfondo blu, che risalta sul bianco del resto, e sulla cima i mori che battono le ore: proprio carino vederli in azione a battere i rintocchi

 

 

Sulla piazza spiccano le statue di due giganti che guardano la loggia opposta, due alte colonne, e, a lato, la Fontana della Libertà, che guarda via Vittorio Veneto, una delle strade principali del centro.

 

Via Mercatovecchio

A fianco di piazza della Liberta si trova via Mercatovecchio, che è davvero una bella strada pedonale, elegante per il passeggio, con bellissimi edifici storici colorati, case, in passato di mercanti, che avevano con le loro botteghe lungo i porticati

 

 

Piazza Matteotti

Piazza Matteotti è un salotto, davvero grande, con case basse, porticati e locali con tavolini, una fontana del 500 al centro, e la chiesa di san Giacomo apostolo, del 1300, molto particolare. A fianco alla chiesa si trova una cisterna risalente al 1500. Mi è piaciuta davvero molto.

 

 

Largo Antonini e Piazzetta Antonini

In pieno centro, molto grazioso è anche Largo Antonini, con due bei palazzi omonimi sede dell’università, e accanto un ad un angolino delizioso dal sapore campestre, piazzetta Antonini, e i resti di una antica porta in sasso

 

Edificio del mercato del pesce

L’edificio del mercato del pesce, in stile liberty, ha catturato la mia attenzione passeggiando per il centro, per le sue vetrate e il suo stile.

Quello che era la sede del mercato del pesce cittadino oggi ospita esposizioni e mostre

 

 

La cattedrale

 

La cattedrale di Santa Maria Annunziata, del 1236 ha una facciata stupenda romanico gotica, con un campanile a lato a forma ottagonale del 400. Si trova in Piazza Duomo, che ho trovato un po’ sottotono rispetto al resto, in quanto contornata da edifici commerciali anni 50/60, davvero in disarmonia col resto

 

 

Il castello di Udine

La strada per il castello, che sorge sul colle, è a fianco della Loggia di San Giovanni, e si imbocca attraverso un arco del Palladio. Salendo dalla breve via sotto al loggione del Lippomano, appare questo edificio bianco, e subito la mente è andata al castello di Bratislava

 

 

Il castello medievale originario fu distrutto da un terremoto, e ricostruito nel 1500.

Ma quello che si vede salendo non è che il retro: poco più avanti, la strada porta a un bel piazzale panoramico dove sorge la facciata con un grande scalone. Oggi è sede di musei, biblioteca e fototeca.

A fianco al castello si trova anche la chiesa di Santa Maria in castello, di origine romanica che ha subito più ricostruzioni. Sul campanile si erge un angelo dorato girevole, che indica i venti.

Su un lato del piazzale del castello si trova la Casa della contadinanza, del XVI secolo, sede di un organismo atto, un tempo, a tutelare gli interessi dei contadini friulani

 

 

Le rogge di Udine

Le rogge aggiungono ad Udine un fascino bucolico ed idilliaco. Ti accorgi che stai per arrivare nei pressi di una di queste dal rumore forte di acqua corrente. Poi, vedi un paesaggio completamente diverso dal resto della città: le case si affacciano sull’acqua, ristoranti sorgono a fianco, ponticelli di legno le attraversano, a volte per consentire l’accesso a un’attività o ad un altra strada

 

 

Gli angoli più belli di questi corsi d’acqua interrati, e portati in superficie, sono in via Molin nascosto, lungo via Zanon, dalla parte del viale, dove alcuni ponticelli portano alla zona centrale della città, ed entrando in borgo Mercatovecchio da via Paolo Sarpi, dove c’è un tratto molto caratteristico

 

 

 

Piazza primo maggio e santuario della Madonna delle Grazie

 

Questa piazza non ha nulla di particolarmente attraente, si trova accanto a una delle 4 porte di ingresso della città rimaste: la porta Manin, risalente al 1200. È un crocevia di strade e zone e di parcheggio, da cui parte anche un sentiero per salire al castello, e si trova di fronte a due parchi attigui, il parco ellittico Primo Maggio, che ha qualche baracchina per ristoro, e il giardino alberato Loris Fortuna

 

 

Spicca a fianco al primo che si incontra il Santuario della Madonna delle Grazie, con una caratteristica facciata composta da 4 enormi colonne, che la fanno assomigliare ad in tempio, e ha a fianco il convento. È qui che rispunta la roggia: siamo infatti in Lungoraggio della roggia

 

 

Il nostro alloggio ad Udine

Il nostro alloggio in pieno centro è stato Palazzo Duomo suites, in via Vittorio Veneto, una strada che parte dalla piazza principale, piazza della Libertà, e vicinissima alla Cattedrale, di cui si vede il retro.

Stanze con nomi di città estere, con arredamento e particolari stupendi che le richiamano: la nostra era Malindi, ampia, profumata, con la parete dietro al letto con carta da parati rappresentanti immagini di giraffe, e tanti soprammobili africani, un armadio enorme, bagno con vetrate a vista, davvero un incanto!

 

 

Cena e pranzo a Udine

Per cena siamo stati in un locale davvero caratteristico: l’Osteria della ghiacciaia. Posizionata proprio sulla roggia, in un angolo molto suggestivo e pieno di verde, ha i tavoli esterni su un patio con pergolato sul canale, adornato con fiori e sedie colorate. Gli interni conservano gli elementi rustici di un locale del passato. Cibo tipico friulano buonissimo: abbiamo mangiato crostini con prosciutto San Daniele, baccalà mantecato, e pastret, poi cjarson, dei ravioli agrodolci ripieni di ricotta affumicata, uvetta, cannella e frico, una frittata morbida ripiena di formaggio con polenta morbida, e crema fatta in casa con fragole. Atmosfera bucolica e retrò incantevole!

 

 

Per pranzo, ho assaggiato dei crostini e del prosciutto San Daniele, tipico della zona, all‘Osteria del Fagiano, poco fuori dal centro, che ha un gradevole spazio esterno

 

 

Conclusioni

Di Udine si sente parlare raramente: invece è stata davvero una sorpresa, una piacevole sosta prima di raggiungere, una volta ancora, la bella Trieste!

 

 

Elegante TRIESTE

 

Settembre 2023

 

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Elegante TRIESTE

Arriviamo a Trieste da Gorizia per la strada costiera, che è meravigliosa.

 

 

Il sole sta tramontando sul mare quando giungiamo sul lungomare Barcola, e abbassando il finestrino entra un profumo, per me inebriante, di salsedine..

 

 

La vista del Faro della Vittoria dà il benvenuto in città. Nell’ultima sorprendentemente calda giornata di ottobre, il cielo si tinge di rosa e il mare riflette il cielo

 

 

la luce del tramonto comincia ad illuminare gli eleganti palazzi della capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

 

 

Una delle cose belle della città è che percorrendola in auto si può già avere un assaggio di tutte le sue bellezze, piazze, vie e palazzi: le aree pedonali sono ben alternate a quelle in cui si può circolare. Quindi facendo un giro per cercare il parcheggio vedo già gli highlights e comprendo subito che mi piace!!

Trieste è diversa da tutte le altre città italiane sul mare che ho visto: diversa da Venezia, o Cagliari, o Genova che hanno spiccate caratteristiche marinare mentre lei è imperiale, signorile e composta, per le forti influenze asburgiche; nello stesso tempo è differente dalle altre città mitteleuropee o imperiali, proprio perché è sul mare.

 

 

In certe parti mi ha ricordato Parigi, in altre le città austriache, alcuni palazzi ricordano quelli di Venezia, alcuni monumenti Roma.. ma nell’insieme è una città unica.

 

PARCHEGGIO ED ALLOGGIO

Troviamo posto al Molo 4 parking, praticamente sul mare, poco distante dal nostro alloggio, prenotato su booking.com, che si trova in una vivace strada del centro, via San Nicolò

 

 

Lo raggiungiamo passando dal Canal Grande, che si trova nel Borgo Teresiano, dove è già tempo di aperitivi, ancora all’aperto, e mi ricorda un po’ la zona dei navigli di Milano

 

 

La nostra stanza, al San Nicolo Suites, è più un appartamento che una camera, si trova al terzo piano di un palazzo d’epoca, ed è davvero incantevole

 

 

E’ perfettamente ristrutturata, con parti in pietra a vista sui muri, e arredata in un verde elegante

 

 

Dalle finestre si vedono i palazzi colorati dai toni tenui e il fianco delle colonne di Piazza della Borsa

 

 

dalla parte opposta in lontananza si vede anche il mare

 

 

La posizione è davvero perfettta, in pieno centro, tra il Canal Grande e Piazza Unità d’Italia. Forse solo la strada non è molto tranquilla la sera, essendo piena di locali, al centro della movida. Ma per tanta bellezza, vale la pena un po’ di frastuono la notte.

 

Trieste: cosa vedere in una giornata

 

 

TRIESTE DI SERA

Proprio alla sera, a mio avviso, Trieste da il meglio di sé: la sua piazza principale, singolare perché di fronte al mare, Piazza Unita d’Italia, su cui affacciano meravigliosi e candidi palazzi magnificamenti illuminati, è uno splendore, e la meraviglia è accentuata dalle sue luci che riflettono sull’acqua, guardandola dal Molo Audace.

 

 

La temperatura così gradevole e la festa di Halloween, rende strade e piazze brulicanti di gente e bambini mascherati.

Ci fermiamo a godere della sua bellezza in prima fila su un divanetto rosso dello storico Caffè degli Specchi

 

 

poi andiamo ad ammirarla da lontano dal Molo Audace

 

 

prima di addentrarci nella animata città vecchia lungo la via Cavana

 

 

e raggiungere il ristorante Joia, che avevo prenotato, sul lungomare Riva Tommaso Gulli, un locale davvero carino, dove domina il colore verde acceso, un arredamento moderno e raffinato, e cibo con ottimi sapori e combinazione di ingredienti particolari.

 

 

TRIESTE E I CAFFE’

I caffè a Trieste fanno parte della tradizione e sono stati luoghi della cultura. Frequentati spesso da uomini d’affari e da famosi intellettuali,  per  discutere di letteratura, politica o semplicemente per incontrarsi, sono dei veri e propri salotti che conservano tutto il fascino di altre epoche. Per questo, inserire nella visita a Trieste qualche caffè storico fa parte dell’esperienza.

Alla sera, come già scritto sopra, andiamo al Caffè degli Specchi che si trova in un bellissimo palazzo storico, Palazzo Stratti, proprio in piazza Unità d’Italia: bellissimo all’interno, sedere all’esterno, gustando un aperitivo, un caffè, un cocktail o un dolce, ammirando la meraviglia della piazza, dei palazzi che si affacciano, il viavai delle persone che passeggiano, col mare di fronte, non ha prezzo.

 

 

Al mattino seguente voglio andare a fare colazione in un altro storico caffè dei primi del 900, il Caffè San Marco, un pò più fuori dal centro storico, frequentato in passato da intellettuali quali Svevo, Saba, Joyce. Stendhal, e oggi con una sala adibita a libreria, con anche tavolini dove si può  consumare. La sua fama non tradisce le mie aspettative: entrando nel caffè ci si immerge davvero in un atmosfera di altri tempi, luci basse, mobili antichi, stucchi,  specchi, foto, dipinti, divanetti e arredamenti scuri, e una musica anni 30 che evoca ancor di più l’epoca liberty.

 

 

L’ultimo caffè visitato, (per mancanza di tempo: se ne avessi avuto di più li avrei visitati tutti, i caffè!) è stato il caffè Tommaseo, il più antico di Trieste, risalente al 1825, un locale davvero elegante che fa anche da ristorante, e dove si può scegliere tra una varietà di oltre 100 tipi di caffè. Io prendo un sublime caffè viennese, composto da caffè, cioccolata calda e panna montata, una vera bomba.

 

 

IL BORGO TERESIANO, IL CANALE, LE STATUE IN BRONZO, PIAZZA BORSA E I VIALI PEDONALI

Per arrivare al Caffè San Marco passiamo dal Ponte Rosso sul Canal grande e non possiamo fare a meno di scattare una foto con la statua dello scrittore James Joyce, vissuto a lungo a Trieste

 

 

In città si trovano parecchie di queste statue in bronzo, da Svevo in via Cavana, che abbiamo visto alla sera, a D’Annunzio in piazza Borsa, all inventore dell’elica nautica sul lungomare..statue simili le avevo viste per la prima volta a Bratislava

Altre due statue in bronzo molto belle si trovano appena oltre il Molo Audace, di fronte a Piazza Unità, sulla scalinata della Riva Caduti per l’italianità di Trieste: un bersagliere che sale le scale con la bandiera in mano, e le “Ragazze di Trieste“, sedute sul muro mentre cuciono

 

 

Fossero state rappresentate ai nostri tempi, invece di ago e filo avrebbero avuto in mano il cellullare!

 

 

Da Riva Tre Novembre, la strada che costeggia il mare, e prendendo le perpendicolari del Canal Grande, dove si possono ammirare i bellissimi palazzi che riflettono sull’acqua, ci si addentra nel Borgo Teresiano, quartiere fatto costruire dagli imperatori nel settecento; si giunge al Ponte Rosso e alla piazza omonima, che al momento della nostra visita è occupata da bancarelle, fino al punto in cui il canale termina interrato, a Piazza Sant’Antonio Nuovo con l’omonima chiesa con colonnato, che si può ammirare in lontananza sul fondo, quando si imbocca il Canal Grande.

 

 

Lungo la strada che fiancheggia il canale si incontra la Chiesa serbo ortodossa di San Spiridione, con le sue cupole rotonde azzurrate

 

 

Da qui, prendendo la via omonima si arriva in Piazza Borsa, col suo edificio imponente neoclassico con colonnato greco, sede ora della camera di commercio, e davanti la fontana del Nettuno e la statua di D’Annunzio seduto su una panchina. Siamo a pochi passi dal bellissimo palazzo Tergesteo e da Piazza Unità d’Italia

 

 

Proseguendo invece da piazza Sant’Antonio ci si addentra in vie piene di caffè, e ancora chiese ed edifici storici, fino ad arrivare sui bei viali triestini.

I viali triestini sono molto eleganti con i loro palazzi liberty, neoclassici o eclettici,  ma  capita talvolta di vedere che accanto ad essi siano stati costruiti orribili palazzi risalenti al dopoguerra, in disarmonia con il loro stile e la loro bellezza.

Nel nostro cammino sono attratta da una via pedonale alberata, piena di locali ai lati, che mi è piaciuta molto e di cui non avevo letto niente, viale Venti Settembre

 

 

Mi ha ricordato in piccolo la Rambla di Barcellona

 

 

Proprio in una parallela ci fermiamo per pranzo in una trattoria con le tovaglie a quadri bianche e rossi, frequentata per lo più dai triestini, dove si mangia pesce, l’Osteria de Scarpon.

 

 

PIAZZA UNITÀ D’ITALIA, IL MOLO AUDACE E LE RIVE

Dopo averla ammirata con le luci della sera, al mattino dopo colazione ripassiamo a vedere Piazza Unità d’Italia, davvero un elegante salotto, sui cui 3 lati affacciano scenografici palazzi: il municipio, con al centro la torre dell’orologio, fa da protagonista, ma non meno belli sono il palazzo del Governo, sede della Prefettura, con la sua bella balconata, il palazzo Stratti, che ospita il Caffè degli Specchi, il Gran hotel Duca D’Aosta, il Palazzo della Regione del Lloyd triestino e Palazzo Pitteri. Davanti al municipio si erge la bella fontana dei 4 continenti (il quinto all’epoca in cui è stata costruita non era ancora conosciuto).

 

 

Il quarto lato si affaccia sul mare del golfo di Trieste. Di piazza Unità d’Italia ne parlano come il salotto della città ed è proprio questo che si sente camminando lungo la piazza, con la sensazione di tornare indietro ai tempi imperiali, godendo nell’insieme di una visione davvero spettacolare.

 

 

Di fronte alla piazza,  come già descritto sopra, si allunga per 246 metri il molo Audace, una vera e propria passerella sul mare, dove passeggiare con l’acqua sui 2 lati, respirare la brezza marina e vedere la meraviglia della piazza per intero dal mare.

 

 

I viali che costeggiano il mare a Trieste si chiamano Rive, e sono bellissimi punti di vista dei palazzi che li popolano, passeggiando davanti al golfo, di giorno e con l’illuminazione della sera.

 

LA PARTE SULLA COLLINA: LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO IL FORO ROMANO, IL CASTELLO

Su una collina che domina Trieste, il colle San Giusto, luogo in cui si è sviluppato nell’antichità il centro storico della città, si trovano la cattedrale e il castello, dove ci dirigiamo nella seconda parte della  mattinata. Avevo letto che esiste un ascensore che risparmia la salita, sito al parcheggio San Giusto, così in un  battibaleno raggiungiamo la nostra destinazione.

 

 

Il contesto è molto bello, la statua che guarda sulla città mi ricorda quella sulla collina Gellert di Budapest.

 

 

La cattedrale, unione di 2 chiese romaniche, col campanile, ha sulla facciata un bel rosone gotico, e al suo interno dei bei mosaici. Accanto si trovano i resti dell’antico foro romano, alcune parti di colonne e capitelli e a fianco il castello, fatto costruire dagli imperatori austriaci, con bastioni e mura, risalente alla fine del 1400.

 

 

Scendiamo a piedi dalla collina, passando per l‘arco di Riccardo, porta romana del I sec. a.c., che appoggia a una recente casa gialla

 

 

e passiamo per il teatro romano, molto ben conservato, ma che ha a fianco un edificio degli anni 50/60 proprio brutto

 

 

La città vecia, ovvero la città vecchia, che rimane sotto la collina, costituita da vicoli e botteghe, l’abbiamo percorsa la sera, e purtroppo non abbiamo il tempo di rivederla con la luce del giorno.

 

continuando la giornata..

L’incredibile giornata di sole e del pomeriggio prima e della mattinata, lascia il posto a un tempo nuvoloso e grigio. Decidiamo quindi si rimandare a una prossima visita il castello di Miramare e di dirigerci verso un posto dove non importa se ci sia o meno il sole: la Grotta Gigante.

Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.

Rimandiamo anche ad una prossima volta per mancanza di tempo la visita alla Risiera del Sabba, testimonianza dell’unico campo di concentramento in Italia, che ci sarebbe interessata molto.

Trieste, che ho trovato una città stupenda, merita sicuramente più tempo di quello che abbiamo potuto dedicargli, e un ritorno, per assaporare di nuovo la sua bellezza e vedere ciò che abbiamo dovuto tralasciare, magari ampliando il giro in altre località del Friuli Venezia Giulia, che sono certa che abbia tanto da offrire.

 

 

novembre 2022

 

Edit settembre 2023

Il Castello di Miramare

 

 

Ho avuto modo di vedere il castello di Miramare di Trieste in una visita successiva: bellissimo, vale davvero la pena.

Il suo parco, con lo sciabordio del mare in sottofondo, il verde dei suoi grandi alberi che profumano l’aria, e i meravigliosi tratti con giardini fioriti, infondono una pace pazzesca

 

 

E da ogni angolo si hanno viste favolose, col bianco del castello che risalta sul verde e sul blu del resto, le panchine rosse sparse nei punti panoramici, e i pergolati sopra i sentieri da percorrere..e il piccolo castelletto, delizioso a inizio percorso

E ti credo che Massimiliano d’Asburgo si è voluto costruire la sua dimora lì!!🥰

 

 

Come arrivare

Io ci sono arrivata con la barca Delfino verde che parte dal molo dei bersaglieri di Trieste e arriva in mezz’ora al porticciolo di Grignano. Non è molto frequente e al ritorno l’ho anche presa in direzione sbagliata🙄, ma è un gradevole giro in barca da cui si vede la costa. Dallo sbarco parte un sentiero che, attraverso il parco, conduce pian piano al castello, regalando scorci meravigliosi

 

 

 

In alternativa da Trieste il bus n 6 e il 36 portano a una ventina di minuti dall’ingresso principale, e sono piuttosto frequenti.

 

 

 

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Una sosta a GORIZIA

 

 

Gorizia, città friulana sul confine tra Italia e Slovenia, mi accoglie con una fisarmonica su Corso Italia, che mi catapulta subito nell‘atmosfera mitteleuropea della città

 

 

Mi colpiscono subito i suoi curati palazzi ottocenteschi, bassi, al massimo a 3 o 4 piani, dai colori pastello.

 

 

Corso Italia prosegue col nome di Corso Giuseppe Verdi. Lungo la via si incontrano i bei giardini pubblici e il mercato coperto cittadino, che meritano entrambi una sosta

 

 

L‘anima mitteleuropea si respira tutta nella sua piazza principale, Piazza della Vittoria, dalla forma insolita: non ho mai visto una piazza a forma triangolare!

 

 

Al centro della piazza si trova la fontana del Nettuno, che qualcuno dice assomigli a quella di Bologna: e io da bolognese dico, manco per idea! Sulla piazza affacciano bei palazzi colorati, e la chiesa barocca di Sant’Ignazio, che si trova dall’altra parte della strada, non la sovrasta ma è imponente e caratteristica con i suoi due campanili a cipolla, tipici delle chiese del centro Europa.

 

 

Da qui, accendo google maps per arrivare a Piazza della Transalpina, dove si trova il confine tra Italia e Slovenia, a circa 2 km fuori dal centro.

Piazza della Transalpina è la cosa che più mi ha emozionato a Gorizia, e ne parlo qui

Linee di confine

 

Fino al 2004 la piazza era divisa da una rete e un muretto che segnava il confine tra Italia ed Est Europa, e la città, nella parte italiana e slovena.

La stazione slovena che si affaccia sulla piazza è davvero bella

 

 

All’interno è tutto chiuso, ma le biglietterie mi ricordano lo stile della metropolitana di Budapest

 

 

Lungo la va del ritorno, la cosa che mi colpisce è che il cartello che definisce l’ingresso in Slovenia è pulito e ordinato

 

 

mentre quello dalla parte opposta, venendo dalla Slovenia in Italia è appoggiato a terra, contro un albero, sporco, quasi precario.. non è un gran bel biglietto da visita, vorrà dire qualcosa?!?

 

 

Ritornando verso Piazza della Vittoria, sulla strada si incontra Il Palazzo Attems Petzenstein, risalente alla prima metà del Settecento, in sile barocco e rococò, sede di musei e pinacoteca

 

 

Dalla base del triangolo di Piazza della Vittoria, parte la strada più antica di Gorizia, via Rastello, che termina in un angolo con abitazioni molto caratteristiche, e la strada in salita che conduce verso il castello, via Crocevia, con all’angolo la statua in bronzo di un filosofo goriziano, Carlo Michelstaedter.

 

 

Il duomo lo incontro per caso, entrando da un arco che indica il Palazzo della Questura. Una bella piazzetta si apre con case con muri dai bei colori, di fronte a un edificio bianco con una meridiana, che scopro, andando avanti, essere una parete della cattedrale neoclassica dei santi Ilario e Tiziano. La trovo davvero strana, per essere un duomo cittadino. La piazza, tranne che per un bar molto discreto, è per lo più deserta.

 

 

Pochi passi oltre si trova Piazza Sant’Antonio, una piazza non piazza: in realtà è l’area adiacente ad un chiostro (di un convento francescano del XIII secolo) aperto con 3 bei porticati sui lati e il quarto con vista sul castello, e di fronte al Grand hotel, di un giallo acceso che spicca. Peccato che il lunedì tutti i locali sotto i portici, che appaiono molto caratteristici, siano chiusi. Ma fare un giorno diverso qualcuno no?

 

 

Per mancanza di tempo non riesco ad andare a Borgo Castello, quartiere un tempo abitatato dai nobili e dai loro servitori, dove si trova appunto il Castello, su un’altura, da cui si dice si veda anche un bel panorama. Mi devo accontentare di vederlo guardando in alto da Piazza della Vittoria, apprezzare le belle case all’inizio della salita di via Crocevia,  e vedere il verde del borgo da Piazza Sant’Antonio: mi consola sapere che attualmente è chiuso, quindi non potrei comunque visitarlo.

Ritornando verso il centro, percorrendo via Mazzini, arrivo in Piazza del Municipio, un incrocio di strade dominato da un basso palazzo molto mitteleuropeo con un orologio al centro.

 

 

Da qui si rientra nella zona pedonale di via Garibaldi e arrivo nel punto in cui è iniziato il mio tour, in Corso Italia, dove subito ero stata colpita dal dehor del cafè del Teatro Giuseppe Verdi, storico bar risalente al 1781, che conserva arredi originali e atmosfera di un tempo, e che si trova appunto a fianco del Teatro Giuseppe Verdi.

 

 

Gorizia sarà capitale della cultura nel 2025, è una graziosa città a cui sono stata contenta di aver dedicato qualche ora andando verso Trieste.

Una città che mi ha portato riflessioni, come questa

Linee di confine

 

ottobre 2022

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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