Trekking e camminate
RIVA del GARDA e dintorni: il parco grotta cascata del VARONE e la ciclabile del Garda

Un altro desiderio a lungo cullato, quello di percorrere la ciclopista del Garda e sempre rimandato. Poi, d’inverno, la previsione di due giornate di sole là, mentre qui in Pianura Padana imperversa la nebbia, e 2 giorni liberi, ci fanno cogliere l’occasione
Cerco alloggio nei dintorni del lago di Garda, ho già visitato più volte la bella Sirmione, Desenzano, Lazise, una volta sono stata a Torbole, nella parte trentina dell’alto Garda, con i monti che si buttano nel lago, e mi è rimasta impressa: è in quella zona che voglio tornare.

Riva del garda
Riesco a trovare posto all’ultimo momento all’Hotel Bellariva, a Riva del Garda, ed è stata davvero una fortuna perché Riva si è rivelata la meta giusta: una cittadina sul lago, nella parte trentina, davvero splendida.

L’hotel poi è molto bello, completamente ristrutturato e fronte lago, a qualche passo dalla zona pedonale, che si può raggiungere anche con una passeggiata sul lungolago.
E poi ci sono anche le palme, che chi mi conosce sa, quanto le amo!

Prendiamo una camera deluxe, moderna, molto spaziosa e con vista diretta sul lago, anche se al primo piano. Le camere ai piani alti hanno un panorama migliore ma noi non ci lamentiamo: è comunque bellissima!

All’ultimo piano c’è un grande terrazzo con vista strepitosa: immagino d’estate, con il bar aperto, i lettini per godere del sole, e le 2 vasche idromassaggio, cosa dev’essere rilassarsi in questo spazio!

La colazione si tiene in un locale a vetrate al piano terra vista lago, che la sera diventa ristorante (con una bella selezione di piatti che però non siano riusciti a provare).

A Riva, in questo periodo di fine dicembre, diventa buio molto presto, perché il sole cala dietro ai monti, ma al mattino si rispecchia sul lago, ed è una meraviglia, e conciglia le passeggiate rigeneranti.

Talvolta in lontananza, nel cono che si forma tra le montagne sul lago, appare la nebbia, rendendo ancora più affascinante il paesaggio.

La nebbia crea davvero strani effetti sul lago

Il centro storico di Riva del Garda ha scorci molto carini

In questo periodo, con le luminarie di Natale l’atmosfera c’è una bella atmosfera. Per i più piccoli c‘è anche il villaggio di Babbo Natale

In piazza del Brolio troviamo casette di legno che vendono street food tipico trentino. Ci prendiamo anche noi un ottimo hamburger con la carne salata

Le piazze principali comunicanti, Piazza III Novembre e Piazza Catena, che guardano il lago dominate dall’alta Torre Apponale con l’orologio del 1200, sono contornate edifici storici

Di sera sono ancora più affascinanti grazie ai proiettori che illuminano e colorano gli edifici con disegni natalizi
L’atmosfera è calda e vivace

Stare a Riva del Garda è stata proprio una scelta azzeccata, oltre che un ottimo punto per visitare le prossime due attrazioni di cui vi parlo.

Il parcogrotta cascata del Varone
Non avevo mai sentito parlare di questo posto, che da subito, guardando le foto, mi ha davvero incuriosito e attratto, anche per la vicinanza a Riva, soltanto 3 chilometri, nel comune di Tenno (TN).
La segnaletica conduce facilmente all’attrazione. Ci sono due percorsi una volta entrati nel parco: uno va alla cascata inferiore, l’altro è un costituito da scale che conducono alla grotta superiore, delimitate da piante meravigliose, orchidee, piante grasse, cavoli colorati, viole, ecc: un orto botanico davvero bello

Poco oltre l’ingresso si trova anche un piccolo giardino giapponese.
La cascata del Varone è dentro una gola scavata dalla potenza dell’acqua, che fa un salto in una voragine ad imbuto di quasi 100 metri: nel tempo, nella montagna si sono formati canyon e grotte, che l’uomo è sapientemente riuscito a valorizzare con giochi di luce, creando visioni di grande effetto, che illuminano ogni piega della roccia, visibili attraverso percorsi con scale, passerelle e poggioli
Iniziamo la visita andando subito alla grotta superiore.
Giunti all’ingresso un rumore fragoroso anticipa la visione: l’acqua scende potentissima, mentre una fessura dall’alto fa passare la luce naturale. Miriadi di schizzi arrivano e bagnano senza che ce ne si accorga, nonostante la ringhiera che delimita. Lo spettacolo è talmente bello che mi fermo a lungo ad osservare e ad ascoltare la potenza dell’acqua.

Proseguendo sulla passerella e si esce da questa grotta e guardando in basso si può vedere il passaggio della parte bassa e il punto dove arriva l’acqua.
Sul fondo si vedono i monti innevati del Trentino.

Dopo essermi saziata di questo spettacolo, scendiamo per la stessa strada, e arriviamo alla grotta inferiore. Qui c’è un percorso un po’ più lungo da fare, entrando proprio nelle viscere della montagna.

Le luci sulle pareti cambiano, e gli effetti sono uno più bello dell’altro

Mentre l’acqua scende e continua il suo percorso, fino ad arrivare al punto in cui giunge a terra, si può vedere bene il meraviglioso lavoro che ha fatto nel tempo, con le luci colorate che illuminano ogni increspatura sulla roccia ..

Sono estasiata, io uno spettacolo così non lo avevo mai visto!

Entrare nelle viscere della montagna mi ha ricordato quando sono stata alla Cueva de Los Verdes di Lanzarote.. e questa bella illuminazione, la mia recente visita al Palombaro lungo di Matera..
Con la giacca bagnata fradicia e il pelo del cappuccio che sembra un tutt’uno coi miei capelli, me ne vado via soddisfatta da questa visione, che consiglio di non perdere, anzi.. secondo me vale la pena anche venire apposta alla cascata del Varone, per la sua bellezza e per la sensazione della potenza della natura che evoca.

Di seguito il link al sito, la visita, se non si resta cosi tanto come me a guardare e riguardare, può durare dura circa un’ora.
https://www.cascata-varone.com/it/

La ciclopedonale del Garda
Graziati da una meravigliosa giornata invernale di sole, da Riva ci spostiamo nella vicina Limone, distante una decina di chilometri e già in provincia di Brescia.
La statale costeggia il lago e offre già bellissimi panorami. Vediamo anche dove inizia la ciclopedonale, ma i parcheggi per lasciare l’auto sono davvero pochi, per cui conviene andare fino a Limone e prendere il sentiero costiero.
Il centro storico di Limone resta in basso, sulla riva del lago, ed è pedonale. Lasciamo quindi l’auto nel parcheggio che si trova all’ingresso del paese, poco oltre lo spiazzo dove c’è dell’ufficio informazioni. Da qui, attraverso una scala e lungo stradine in discesa arriviamo sulla promenade, dove si ha un bel panorama di Limone, che è arroccata tra montagna e lago

Il passeggio è ampio e panoramico ma purtroppo in questo momento è quasi tutto chiuso.

Per prendere il Sentiero del Sole che porta alla ciclopista del Garda, si attraversa l’interno del paese, che ha piazzette, stradine e angoli davvero pittoreschi, e tanti negozi dove vendono prodotti provenienti dai limoni e gadget che li ricordano.
Si passa per il piccolissimo porto vecchio, si costeggiano delle mura, fino a imboccare il sentiero in via Reamol

Qui, attraverso uliveti e limonaie, con tratti a volte delimitati da pini e cipressi e altre volte da vegetazione mediterranea più bassa, si possono ammirare panorami incantevoli

In basso, spiagge, ville, la costa rocciosa, e il lago con un acqua di un colore che sembra il mare. Di fronte le montagne trentine e il monte Baldo

Dopo circa 3 chilometri, accanto alla statale, si trova il cartello dell’inizio della ciclopista:

Il progetto della ciclabile prevede che questa colleghi Limone a Riva del Garda, ma per il momento sono stati costruiti solo 2,5 chilometri. Ma anche solo questo breve percorso sulla passerella, che è quasi tutta sospesa sul lago, regala delle viste davvero mozzafiato

.. e io finalmente sono in uno dei luoghi che da tanto desideravo vedere, con i miei occhi stupiti ed entusiasti.

Fortunatamente non c’è troppa gente e devo dire che la ciclopista mi pare più indicata per essere fatta a piedi che in bicicletta, il percorso è breve e i pedoni darebbero piuttosto fastidio ai ciclisti e viceversa

Inoltre la parte del Sentiero del Sole di Limone è in certi punti sconnessa, talvolta si stringe e il saliscendi non si presta molto a una passeggiata in bicicletta (al limite andrebbe meglio una bici elettrica), oltre al fatto che per le strade del centro storico di Limone la bici va condotta a mano
Anche questa destinazione non ha deluso le mie aspettative: passeggiare sospesi tra il lago e i monti è stata davvero una sensazione di bellezza infinita!!
Ma quanti bei posti abbiamo nella nostra Italia!

dicembre 2021
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BOLZANO d’estate.. e BOLZANO d’inverno

BOLZANO D’ESTATE
Bolzano gioiello incastonato tra i monti, ma fa più caldo che a Bologna d’estate.
Bolzano case colorate ma con eleganza e discrezione.

Angoli di passato che spuntano e si mescolano tra i colori delle strade


La frutta sui banchi, spezie, fiori e cibarie, lungo Piazza delle Erbe, che piazza non sembra.

Bolzano e il suo duomo prezioso, il tetto piastrellato, verde, bianco e oro, che spicca

e il suo bel campanile

e gli affreschi della scuola di Giotto

Un incanto di sera


Bolzano e il Nettuno, fratello minore del nostro a Bologna, che sembra in incognito sulla via

Bolzano e le strade più belle, via Goethe e via Streiter, le mie preferite

Bolzano e i negozi dello shopping, dentro a palazzi eleganti, sotto ai suoi portici.
Bolzano e il Lungotalvera

un grande parco di prati ombreggiati e fioriti

su un fiume impetuoso

Bolzano, le piste ciclabili e le sue biciclette, tante, ma tante, come a Ferrara, che bisogna fare attenzione a non venire investiti

.
Bolzano e le sue piccole piazze, Piazza del Grano, Piazza delle Erbe, Piazza del Municipio

e poi quella grande, con la statua di Walther, che puoi immaginarla a Natale coi suoi mercatini

Bolzano e Otzi, l’uomo trovato tra i ghiacci, presente ogni dove, anche in un gusto di gelato

Bolzano e il centro storico piccolo e raccolto che lo giri in poche ore.
E poi c’è Soprabolzano, un panorama da incanto dalla sua funivia

Verde boscaglia, vallate dorate

E quando arrivi, se prendi il trenino del Renon,

ti porta tra monti, boschi e valli, e ti senti un po’ Harry Potter su quel treno rosso

Tra paesini da fiaba e balconi fioriti nell’altopiano

se scendi a Collalbo con una bella passeggiata arrivi alle Piramidi di terra, meraviglia della natura


Puoi godere di un pranzo su un terrazzo con vista

e le Dolomiti sullo sfondo

E se fai una sosta a Costalovara, ti godi silenzio e relax, davanti a un bel lago con attorno il bosco

Bolzano è una casa accogliente con vista di tetti e sui monti

È l’Hugo, i canederli, lo strudel e un bicchiere di Gerwurztraminer



Bolzano è un viaggio di lavoro, Bolzano è famiglia.. la prima notte fuori, per noi, dopo il lockdown del lungo inverno e di primavera.. Bolzano, per me, è finalmente addormentarsi in un altro letto, svegliarsi in un altro posto, con un altro panorama. Una boccata di aria nuova e fresca :)

informazioni ai link
https://www.bolzano.net/it/duomo.html
https://www.bolzano.net/it/oetzi.html
https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/funivia.html
https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/treno-del-renon.html
biglietto giornaliero funivia e trenino 15 euro (giugno 2021)
riferimento alloggio: Coopers apartaments, Via dei Bottai
gli appartamenti sul sito sono contraddistinti da un numero che corrisponde al piano, quindi alle rampe di scale da fare non essendoci ascensore, ma in palazzo d’epoca bellissimo di fronte a Piazza del Municipio, raffinati e di design in zona pedonale (convenzione con parcheggio non distante)
riferimento ristorante: Vogele, Via Goethe
spazio anche all’esterno sotto ai portici, vista Piazza delle Erbe, gentilezza estrema, consigliata prenotazione

BOLZANO D’INVERNO: GIRO PER I MERCATINI DI NATALE

E dopo aver visto Bolzano d’estate ci torno d’inverno, probabilmente nel periodo più bello, con la magica atmosfera dei mercatini di Natale, che di solito iniziano l’ultimo weekend di novembre e durano fino al 6 gennaio.
Per chi arriva col treno, come ho fatto questa volta, la stazione è comodissima: dopo pochi metri, percorrendo il viale omonimo, si arriva in Piazza Walther, fulcro dei mercatini.
Ma poco prima, proprio nei giardini di fronte alla stazione, una stella cometa luminosa accoglie e da il benvenuto, al primo primo spazio con addobbi e bancarelle: si trovano principalmente prodotti di artigianato, tra alberi rivestiti di palle di natale rosse, renne (non vere naturalmente!) ed angoli deliziosi

Una zona ancora più piena di magia scintillante quando la sera si accendono le luminarie..

e il viale della stazione con i grandi palloni illuminati sugli alberi è davvero bellissimo!

Poi si può cominciare a girare senza meta, godendo dell’atmosfera e ammirando tutto quello che si incontra: il mercatino di Natale di Bolzano è il più grande l’Italia e viene fatto da oltre vent’anni nella provincia alto altesina. Di seguito indico quello che, secondo me, è da non perdere in una giornata!

Mercatini di Natale di Bolzano: cosa non perdersi
Ovviamente le bancarelle con decorazioni natalizie, cibo tipico, prodotti artigianali e le attrazioni per grandi e piccoli, principlmente in Piazza Walther, nei giardini della stazione, ma anche lungo tante vie del centro

Il grande albero di Natale e la capanna della natività con lo sfondo del duomo

Magnifico con le luci della sera

Una colazione, o un te al pomeriggio, al bar ristorante Walther’s

un locale davvero bello, dove fanno uno strudel strepitoso

Un pranzo da Vogele Winerhaus, in via Goethe, dove ero stata d’estate, cenando sotto i portici con vista sul Mercato delle Erbe. Il locale, che non avevo visto all’interno, è davvero magnifico: elegante, su diversi piani, in un palazzo con arredi d’epoca mischiati a particolari moderni

eccellente organizzazione e servizio, e la riconferma della bontà dei prodotti della cucina tradizionale

Bersi un vin brulé nei banchetti in piazza Walther, quando comincia a fare freddo la sera

Fare un giro lungo tutto il corso di piazza delle Erbe tra i suoi banchetti

e svoltare lungo la Streiter Strasse, per arrivare fino a via dei Bottai e Piazza del Municipio, ammirando i bei palazzi e negozi addobbati a Natale

Girare col naso all’insù cercando le finestre dove qualcuno suona, come il meraviglioso Babbo Natale all’incrocio tra Piazza delle Erbe e via Museo

o in Kornplatz

Ammirare le enormi statue Thun sulla piazza principale, e la casetta dove vendono i prodotti, in via della Mostra

Fare un giro per i negozi di Via dei Portici e percorrere via Argentieri

Deliziarsi delle decorazioni dell’hotel Stadt Hotel Città, davvero stupende

Comprare canederli, bretzel e strudel da portarsi a casa!

Non abbiamo potuto farlo per mancanza di tempo, ma di sicuro sarebbe stato stratosferico godersi un drink dentro ad una bolla al Meta Sky bar con vista sulla piazza e sul duomo (non so a che prezzo ma a vederlo sembra spettacolare!)
Il tempo è sempre poco quando queste visite si fanno in giornata, le ore scorrono troppo veloci e spensierate, mentre si gode della bellezza e del fascino di questa città, che, riconfermo, mi piace davvero tanto!

giugno 2021
edit dicembre 2022
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I vulcani dell’APPENNINO EMILIANO: le SALSE di NIRANO (Mo)

Le Salse di Nirano, nel modenese, non lontano dalla più popolare Maranello, è un luogo davvero particolare, a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Così come non avevo mai sentito parlare del fenomeno che da origine alle caratteristiche piccole montagne a cono che si vedono, i così detti “vulcani di fango”, e che si formano, con la fuori uscita e l’accumulo di fango freddo.

Il sottosuolo qui è ricco di idrocarburi liquidi (petrolio) e gassosi (metano ) e anche di acqua salata, testimonianza di un tempo, circa un milione di anni fa, in cui il mare ricopriva la pianura Padana e anche queste colline. Proprio dall’alto contenuto di sale nelle acque fangose deriva il nome di Salse.
La strada per arrivare, soprattutto in primavera o estate, in mezzo a campagna e colli, è molto bella, i campi verde brillante, o gialli arsi dal sole, si riempiono di balle di fieno, che io adoro!!

Le Salse sono inserite all’interno di una riserva naturale regionale: all’arrivo, si puo’ lasciare l’auto o il mezzo, nel parcheggio e proseguire per alcuni sentieri contrassegnati, che si inoltrano in un bel bosco, con anche camminamenti e ponti, che attraversano le zone più umide e che conducono alle Salse, oppure si può proseguire per la strada. La passeggiata nel bosco è quella che abbiamo scelto, è semplice e molto piacevole.

Il parco è anche l’habitat ideale di animali, uccelli, insetti, ranocchi, rettili. Alcune postazioni sono state create per l’osservazione della flora e della fauna del territorio, e alcuni pannelli esplicativi nei punti strategici forniscono interessanti informazioni. Tutto intorno, le belle e verdi colline.

Prima di arrivare a vedere le salse alla fine del sentiero si trova la Casa Rossa, adibita a museo.

Poi finalmente giunge alla vista la prima salsa dalla strada.

Io sono colta davvero dallo stupore!

Si prosegue poi per un bel sentiero per l’osservazione delle altre.

Indubbiamente un paesaggio insolito e affascinante


Pare che l’attività eruttiva dei vulcani di fango sia piu’ o meno evidente a seconda dei giorni e delle ore, e che ci siano anche lunghi periodi di quiescenza: noi siamo stati fortunati, abbiamo assistito al fenomeno di alcune bolle che fuoriuscivano dal cono, e soprattutto abbiamo potuto sentirne il suono, una specie di “blop” che ne indicava l’uscita.

Le salse di Nirano sono state utilizzate in passato per l’estrazione di oli con proprietà balsamiche o purganti, e a fini dermatologi e cosmetici, anche per la produzione di maschere e fanghi per le vicine Terme di Salvarola.
Insomma anche questa volta i dintorni della zona dove vivo sono riusciti a sorprendermi!

giugno 2021
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https://www.unanimainviaggio.it/in-giro-per-lappennino-modenese-la-cascata-del-bucamante/
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Una gita fuori porta, alle Cascate del Bucamante, sulle colline modenesi, unisce il piacere del trekking e dello stare in mezzo alla natura, a panorami ormai estivi di meravigliosi campi e calanchi,caratteristici della zona.

Abbiamo “spianato”, così come si dice a Bologna di una cosa nuova, i nostri nuovi caschi, e siamo partiti alla volta delle colline modenesi.
Siamo saliti per tornanti. fino ad arrivare ad alture dove si vedono panorami pazzeschi, colline ancora verdi a giugno, già colme di balle di fieno dorate, e campi di grano, ancora in attesa della maturazione.

Gli odori. in moto. si sentono chiaramente, e si sono avvicendati durante il tragitto: il profumo dei tigli, o di altri fiori odorosi, quello di fieno o di erba tagliata, talvolta anche quello di letame, in una giornata calda da fare i sughi (espressione sempre tipica della zona), dentro alle nostre giacche antivento, sbagliate per la temperatura.
Arrivare alla nostra meta è stata un impresa: abbiamo sbagliato più volte la strada, senza un navigatore da moto, e con le scarsissime o assenti indicazioni, ma in compenso abbiamo visto paesaggi entusiasmanti, in mezzo ai calanchi e al giallo delle ginestre, su e giù per i tornanti.

La Cascata del Bucamante, si trova in un borgo chiamato Granarolo, non è segnalata lungo la strada in direzione Serramazzoni, che è quella che abbiamo fatto noi e che risale le belle colline, e neanche le mappe di google indicano il punto preciso dove, giunti al paese di Ricco‘, si deve svoltare in direzione Pazzano. E scesi a valle, l’indicazione, sulla sinistra, non è visibile, se non venendo dalla direzione opposta, ovvero da Maranello andando in direzione Pavullo (e qui la svolta è sulla destra). Giunti al borgo, un cartello indica la strada da imboccare per la cascata, accompagnato da un divieto di accesso, ma si può proseguire fino al parcheggio.

Dall’area di sosta inizia il sentiero per raggiungere la cascata: una prima parte è in salita, in certi punti piuttosto ripida, tra gli alberi, con una strada in parte di cemento, poi prosegue nel bosco.

Ci sono due diversi sentieri per la cascata, cosa che io non avevo capito leggendo le indicazioni al parcheggio: noi abbiamo preso il secondo. che ha un bel cartello che lo indica, non so dire se sia stata la scelta la migliore, non avendo visto l’altro. La camminata nel bosco diventa in discesa, ma ciò significa che al ritorno è in salita. Il bosco ha alberi di tante tipologie, che incantano.

Dopo circa una ventina di minuti in totale si comincia a sentire il rumore della cascata: il rio Bucamante, affluente del torrente Tiepido forma la cascata, che in questo tratto fa un salto di svariati metri

Poi l’acqua prosegue tra sassi ed alberi nella boscaglia.

Quando ho visto la cascata, mi sembrava un po’ di essere tornata a questa estate in Corsica!

E’ una veduta veramente spettacolare!

Con un pò di attenzione, camminando sui sassi, si può arrivare fin sotto la cascata.

Il percorso è stato faticoso: ci siamo accaldati prima, durante il viaggio in moto, con quelle giacche che non servivano, poi ci ha stancato il percorso per giungere fino a lì.. Ci meritavamo un pò riposo al fresco!!

Mi è venuta proprio voglia di togliermi le scarpe e mettere i piedi a bagno nell’acqua, che immaginavo fosse gelida, come era in realtà.

Abbiamo goduto del refrigerio, dell‘ombra e della temperatura fresca che c’è qui, e perfetta nonostante la giornata calda, e poi abbiamo ripreso il sentiero. Di nuovo salita e discesa, per ritornare dal nostro bolide d’epoca.

Al ritorno abbiamo fatto una strada diversa, la fondovalle provinciale verso Maranello, che costeggia il torrente Tiepido, fiancheggiando da vicino i calanchi, che ho sempre visto in lontananza: queste formazioni geomorfologiche, caratteristiche dell Appennino tosco-emiliano (e pare della Basilicata), sono montagne brulle prive di vegetazione, con scanalature prodotte dall’erosione di agenti atmosferici e dell’acqua nel tempo, su terreni ricchi di argilla. Visti da vicino fanno una certa impressione!
Abbiamo concluso la nostra gita fuori porta fermandoci in un gradevole chioschetto trovato sulla strada, poco prima del paese di Spilamberto, ordinando gnocco fritto e salsiccia alla griglia, accompagnato da pignoletto dei colli bolognesi

Quale migliore conclusione per due anime in viaggio in moto, trapiantate vicino al territorio modenese?

Ma qualcuno conosce altri posti cosi’, nei dintorni, da raggiungere magari in moto??
giugno 2021
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Un pomeriggio di primavera alla cascata di Moraduccio, luogo paradisiaco, dove il verde e la natura travolgono i pensieri e ti riempiono di stupore.
Moraduccio, piccolissima frazione di Castel del Rio, al confine tra Emilia Romagna e Toscana, in mezzo ad un tratto di vegetazione pazzesca e incontaminata, offre la visione di una cascata d’acqua spettacolare, dall’alto di un canyon di 32 metri che si butta sul fiume Santerno: la cascata del Rio dei Briganti.









So bene che in estate il posto è molto affollato, perchè tanta bellezza fa gola, e la possibilità di fare un rinfrescante bagno in questo tratto di fiume è una grande attrattiva.

Ed è per questo che ci sono voluta ritornare, dopo parecchi anni, in questa stagione.. e che felicità!



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In una bella domenica di agosto, con la voglia di montagna che mi è venuta vedendo gli amici in vacanza sui monti, e per sfuggire alla calura estiva, abbiamo fatto un giro al Monte Cimone, prendendo come base il Lago della Ninfa.

Il comprensorio del monte Cimone, nel Parco del Frignano, chiamato anche Parco regionale dell’Alto Appennino Modenese, offre la possibilità di praticare sport invernali per gli amanti della neve (quando c’è, ovviamente), durante l’inverno, e di fare belle passeggiate a piedi per i boschi e fino ai crinali delle montagne, in estate, oltre ad offrire la possibilità di percorsi da fare con la mountain bike, andare a cercare funghi durante la stagione, per gli appassionati, e divertirsi nel bel parco divertimenti, l’Adventure Park, che d’inverno diventa snowpark, per i bambini e i ragazzi. Le cittadine limitrofe, Sestola, Fanano, Riolunato, Montecreto, Fiumalbo, sono frequentate località di villeggiatura.
Essendo non lontano da casa nostra, poco piu’ di un’ora di strada, il Cimone è la meta che possiamo raggiungere velocemente quando vogliamo fare un’escursione in giornata sulla neve, o, più di frequente, quando abbiamo voglia di montagna per sfuggire al caldo umido della pianura padana, d’estate.
Ricordo l’anno che ero incinta di mia figlia, quando, per trovare sollievo da un torrido caldo partimmo per cercare un po’ di sollievo al fresco. E arrivati al Cimone, trovammo sì il fresco, ma con un tempo da lupi, freddo e grandine, 9 gradi di temperatura!!
All’epoca non c’erano ancora tutte le attrattive che ci sono adesso, non era ancora stato costruito l’Adventure Park, https://www.adventureparkcimone.it/ e la zona era veramente un gioiellino: certo oggi, tutta l’area è ormai coperta da strutture e servizi, ristoranti, bar, chioschetti, tavolini fin sotto gli alberi, che attirano i turisti, per loro fortuna, ma che un po’ hanno fatto perdere il fascino e la tranquillità del luogo.

Siamo poi tornati un’altra volta, sempre ad altro agosto, con la nostra piccolina di 4 anni, che si è divertita tantissimo sui tappeti elastici e venendo giu’ col padre sulla monorotaia, il funbob, mentre la mamma davanti a velocità supersonica, imprecava giurando che mai più sarebbe salita su una attrazione del genere!!

All’epoca avevamo pranzato, nella baita vicina al lago della Ninfa, mangiando dell’ottima carne ai ferri.
Ebbene siamo tornati, questo agosto, con la voglia di verde, del senso di tranquillità e di visione verso l’infinito, che la montagna sa infondere.. voglia che è stata ampiamente appagata, arrivando di mattino presto, prendendo la seggiovia e proseguendo con una bella passeggiata arrivando vicino alla cima del monte.

Io adoro vedere dall’alto i boschi, i monti, il panorama, l’infinito.. e salire in alto..

L’unica nota stonata è stata la musica, lungo il tragitto: si puo’ mettere la radio, tra pubblicità e musica commerciale, in un luogo di pace, dove si dovrebbe ascoltare il silenzio della natura e ammirare il paesaggio??

All’arrivo con la seggiovia, abbiamo preso il sentiero verso il Cimone, un tratto sassoso con bellissimi alti pini, abeti e faggi ai lati, le montagne davanti, di un verde che brillava, col sole del mattino..un po’ ripido verso il punto in cui la strada finisce, ma ne vale la pena.


Siamo arrivati a Pian Cavallaro, a 1880 mt di altitudine, punto di arrivo anche della funivia, che vedevamo passare, proveniente da Passo del Lupo.
Ci siamo fermati ad ammirare il mondo da lassù, e abbiamo fatto un pic nic vicino allo strapiombo, con una meravigliosa temperatura attorno ai 20 gradi (che è costata agli imprevidenti che non si sono messi la crema protettiva una bella scottatura!).

Se cercavamo la pace, lì l’abbiamo trovata: in quel punto, in cui i più si fermano poco, proseguono per arrivare ancora piu’ sù, sulla vetta del Cimone, a oltre 2100 mt di altitudine, che noi ci siamo accontentati di vedere. Abbiamo pranzato in quel luogo, tutto per noi, davanti a un paesaggio mozzafiato!

Pace che non c’era sicuramente nella spianata quando siamo riscesi con la seggiovia: tra il ristorante, la coda alla partenza della monorotaia, persone poco educate che parlavano ad alta voce, e quella maledetta musica. Peccato, perchè il luogo era incantevole, al mattino alle 10.

Ovviamente, al pomeriggio, anche scendendo verso il Lago della Ninfa, i dintorni del lago e l’Adventure Park era molto affollato, non ci aspettavamo che fosse diversamente.. Però uno sdraietto all’ombra, sotto la pineta, l’abbiamo trovato, giusto per rilassarci ancora un po’.
Il consiglio è quindi di arrivare presto al mattino, cosi’ si riesce a trovare parcheggio vicino al lago, senza dover fare troppa strada e prendere subito la seggiovia, godendo per un po’ della pace e della bellezza del luogo.
Il Lago della Ninfa si trova a 1500 mt di altitudine, ed è circondato da boschi di conifere meravigliose: ci si puo’ rilassare sulle sue rive, fare una passeggiata attorno al lago, e anche praticare la pesca. Da qui partono sentieri per diversi trekking nei dintorni.
Devo dire solo che sono rimasta un po’ delusa dal lago, che ho trovato un po’ trascurato, acqua scura e con molte alghe sulla riva..insomma un po’ diverso da come l’avevo visto nel 2008

Ma comunque..posti splendidi!!
Chi si accontenta, gode, .. famiglia, natura, sole, bellezza.. dici poco??

agosto 2020
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La Corsica non è solo mare, e noi, durante la nostra vacanza nella Corsica del Sud, abbiamo fatto un’escursione sui monti e lungo i fiumi, ammirando spettacolari panorami di montagna, simili alle Dolomiti, percorso sentieri, e visto cascate con acqua verde cangiante.
Partiamo da Portovecchio prendendo la strada T10, fino a Sari-Solenzara, dove si trova il bivio che porta verso il Col di Bavella, nella regione dell’Alta Rocca.
L’alta Rocca è una zona montuosa che arriva fino a 2100 metri di altitudine, che collega la costa orientale a quella occidentale, nel Parco regionale della Corsica. La regione è nota per le sue piscine naturali, cascate, montagne e foreste.
La strada comincia a salire ed è bellissima, orlata ai bordi conifere: abeti, pini, larici, lecci, ecc. In lontananza si vedono già le cime aguzze delle montagne.

La nostra prima tappa è all’altezza del bar ristorante URUSMARINU, dove c’è un parcheggio e, attraverso l’ingresso nel giardino del ristorante, c’è l’accesso al fiume Solenzara. E’ ancora presto, non sono neanche le 10 del mattino e ci sono pochissime persone.
Scendo subito sul fiume attraversando una passerella per esplorare il posto.

Lo spettacolo che ci si presenta davanti è magnifico


Nel fiume, verdissimo, che contrasta con i sassi bianchi, una famiglia sta facendo il bagno.

Passeggiamo un po’, sui sassi, alcune spiaggette con la sabbia inviterebbero a rimanere e godere di questa bellezza, e penso alla fortuna di chi ha deciso di fermarsi nel campeggio proprio sopra il fiume a godere dello spettacolo, alzandosi la mattina. E penso che voglio tornarci e dormire proprio li’!

Ci fermiamo per un caffè al bar ristorante, anche far colazione o pranzare con questa vista, non ha prezzo..

Ripartiamo in direzione cascate di Purcaraccia, costeggiando il fiume Solenzara e salendo. Dalla strada, qualche scorcio mostra persone che fanno il bagno, in uno scenario mozzafiato.
La strada passa attraverso una vegetazione bellissima pini altissimi e fitti. Arriviamo ad un parcheggio sulla strada, in un punto contrassegnato come Col di Larone e decidiamo che, poichè il nostro mezzo è piuttosto grande, e c’è posto, meglio fermarsi qui e proseguire a piedi.

Il paesaggio che abbiamo davanti, svoltata la curva, è questo.

Qualche altra curva e troviamo una famiglia di mucche sul ciglio della strada che dormono comodamente! (al ritorno una si era proprio messa in centro alla strada)


Mi rendo conto, con il navigatore, che abbiamo superato il punto d’ingresso del sentiero, che non è segnalato, quindi torniamo indietro, ma è stata comunque una bella passeggiata. Mi accorgo dove dobbiamo andare perchè vedo una persona inoltrarsi nel bosco, c’è anche qui un piccolo parcheggio, e un’auto è proprio davanti al buco dell’ingresso, che non potevamo di certo vedere!

La prima parte è un bel sentiero in mezzo al bosco, con un profumo inebriante di pini, poi in certi punti si apre, e tutto intorno ci sono queste bellissime montagne aguzze ..su una delle quali, ci rendiamo conto, ci stiamo arrampicando!!!


Proseguendo, la cosa si fa difficile..Avevo letto che questo percorso era fattibile, ma qualcuno diceva anche che era abbastanza pericoloso e dissestato..e in effetti!! In certi tratti a fianco c’è lo strapiombo, bisogna chinarsi e tenersi con le mani alle rocce o ai tronchi degli alberi per farsi forza e spostarsi, e fare attenzione a mettere i piedi in un punto saldo! Sicuramente l’esperienza non è indicata a chi soffre di vertigini..tensione e anche fatica tremenda!!

Il pezzo peggiore è stato questo, passare su sassi scivolosi, ma ci siamo fatti forza del fatto che altre persone con bambini fossero davanti a noi, e piano piano l’avessero passato: qui abbiamo comunque avuto seri dubbi sul proseguire!

Ma lo spettacolo continua :)

Andando oltre, anche in altri punti abbiamo dubitato di farcela, e di nuovo ci hanno incoraggiato le altre persone che vedevamo passare. Si, perchè nonostante il sentiero impervio, il percorso è abbastanza frequentato, e spesso ci si deve fermare per passare uno alla volta. Ci vuole oltre un’ora di cammino, e meno male che il cielo era un po’ coperto, che almeno non abbiamo patito caldo, per cominciare a sentire il rumore dell’acqua , delle cascate e cominciare a scendere. Verso la fine ero anche sconfortata per il lungo e difficoltoso tragitto, ma alla vista delle prime pozze, l’entusiasmo mi ha fatto dimenticare gli sforzi.

Il fiume, tra grandi massi bianchi, forma pozze e cascate incantevoli.

Salendo ancora, arriviamo alla bella cascata della Purcaraccia.

e poco piu’ su, la meraviglia: enormi massi e un’acqua verde smeraldo :)

Un angolo di splendore ineguagliabile dove potersi fermare, anche per un bagno tonificante, non per noi che siamo dei freddolosi, ma i piedi a bagno, dopo un lungo cammino si rigenerano, nell’acqua ghiacciata.

Intanto le nubi hanno ingrigito il cielo, sentiamo anche qualche goccia, scioccamente non abbiamo portato cibo con noi oggi, e siamo affamati, e col pensiero della lunga camminata che ci aspetta per il ritorno.
Non andiamo oltre quindi, soddisfatti di tanta bellezza.

Dopo la meritata sosta, riprendiamo la via del ritorno, che ci pare meno impervia, forse perchè la conosciamo già.
Siamo stati oltre 3 ore e mezza in giro, sono le 14.30 quando raggiungiamo di nuovo la nostra auto. Vorrei tanto fermarmi anche poco oltre, dove c’è il Canyon de la Vacca, altro punto segnalato con canyon, pozze e cascate dove tuffarsi, ma è piuttosto tardi e siamo stanchi e la fame si fa sentire. Proseguiamo quindi verso Bavella, dove c’è un piccolo paesino con qualche casa costruita in modo molto particolare e un paio di ristoranti, a andiamo ancora piu’ in alto, proprio sulla cima, fino ad arrivare ad avere di fronte le guglie che stagliano verso il cielo, le Aiguilles de Bavella appunto, con un tempo un po’ da lupi!!

Ma che spettacolo! Alberi dalle strane forme, erba e fiori giallo brillante che contrastano, di nuovo lo stupore negli occhi !!

Ci fermiamo al ristorante che c’è proprio qui, vicino alla collinetta con la statua della madonna, una vista da paura dal terrazzo, nonostante la pioggia. Mentre mangiamo crepes e specialità corse a base di carne, buonissime, arrivano le nubi a ricoprire le cime dei monti.

Anche qui ci sarebbe stata la possibilità di fare un bel trekking per i monti, ne sarebbe valsa la pena, ha anche smesso di piovere, ma siamo stanchi. Iniziamo quindi a scendere, continuando il giro ad anello per l’interno, andando verso Zonza, un delizioso paesino di montagna, per la strada D268.
Poco oltre c’è un altro punto che merita una tappa, le cascate di Piscia Gallo (Piscia du Ghjaddu), con il loro salto di 60 metri, dopo il bivio sulla D368. Ci fermiamo nel parcheggio, gradevoli locali invitano a farsi un drink. Il trekking per arrivare alle cascate scopriamo che dura un’ora, non ce la sentiamo di farlo, nostra figlia sta dormendo in macchina, ma ci incamminiamo per vedere un po’ la zona. E’ un ottimo punto in piano per vedere le montagne circostanti!

Entriamo un po’ nella foresta di pini faggi e larici e vediamo alcune pozze che fa il fiume. Anche solo qui il paesaggio è magnifico.

Soddisfatti comunque della sosta, riprendiamo la strada, passando per la foresta di Ospedale, che dicono di essere una delle piu’ belle della Corsica. Montagne piene zeppe di pini, e in alcuni tratti, maiali o cinghiali liberi per il bosco, e un bel bacino artificiale con l’acqua verdissima.
Strada stupenda!

Siamo a mezz’ora da Porto Vecchio, Ospedale (U Spidali) è a 900 metri sul livello del mare e deve il nome all’ospedale della zona che un tempo era lì. Dopo una curva si arriva a un punto panoramico bellissimo sul golfo!


Ormai mancano una ventina di chilometri per arrivare a casa, è stata una giornata intensa, ma bellissima, straconsigliata: se tornassi indietro, sicuramente farei una tappa in queste zone, dormendo anche una notte, esplorandole tutte con calma, perchè ne vale proprio la pena!
Anche questo aspetto della Corsica mi ha folgorato!

luglio 2020
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MOLVENO (TN), il suo lago, i suoi monti, i suoi colori
Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.


Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.
In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.
Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.
La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.
Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.
Dal paese, una telecabina (ora funivia) permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.
Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.
In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.


E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.
Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

E quando viene il tramonto, il paesaggio del lago è ancora più affascinante. Senza poi parlare degli innumerevoli locali dove prendersi un aperetivo o godersi una cena con le specialità trentine.

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le sue mille sfumature di verde.

http://www.molveno.it/homepage
(foto di Patrizia Pazzaglia)
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