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Dormire in una casa galleggiante a RIMINI

 

 

Non siamo andati tanto lontano da casa nostra (tra Bologna e Modena) per sperimentare questo alloggio singolare, a Rimini, nella riviera romagnola!

Scoperta per caso navigando su internet, capisco subito che voglio vivere l’esperienza di dormire in una floating house, ovvero in una casa galleggiante sull’acqua.Attendo che ci sia una ricorrenza speciale come il compleanno del marito, ma il meteo non promette bene sull’Adriatico quindi la scelta ricade per questa volta su Borghetto sul Mincio.

Con l’arrivo della bella stagione decidiamo allora di festeggiare un “non compleanno” ed andare anche senza una ricorrenza speciale: in fondo dopo il lungo inverno trascorso chiusi in casa, tra divano e serie, pensiamo che ci meritiamo di onorare la vita e la bellezza, e di trattarci bene

(frase trovata in una piazzetta di Rimini)

 

Entriamo nella darsena di Marina di Rimini, il cui porto turistico è rinomato per essere uno dei più belli e all’avanguardia del Mediterraneo. Si trova in una zona con edifici moderni e dalle forme strane, con un ponte e una lunga passerella pedonale che consente di vedere il panorama del porto e del mare dall’alto. La zona è molto vivace, è presente anche un ristorante, e un bar, che è aperto  sul lato della spiaggia e al tramonto brulica di gente che fa l’aperitivo

 

 

Le 12 case galleggianti del House Boat Marina Resort si raggiungono percorrendo fino all’estremità la strada interna al porto. L’auto si può portare e parcheggiare davanti alla casa assegnata. Se ci si porta le biciclette ci si può spostare molto agevolmente, ed è una cosa molto gradevole.

 

 

La bianca house boat, con finestre tonde tipo oblò e una grande vetrata davanti, è bellissima

 

 

Una passerella conduce all’ingresso, e sul retro e sul davanti ci sono spazi attrezzati con tavoli e sedie, in modo da poter godere del tramonto, da un lato, e dell‘alba, dall’altro

.

 

L’ingresso guarda il porto e le barche ivi ormeggiate.

 

Una scala esterna porta sul tetto, dove c’è un solarium con 2 lettini prendisole: uno spazio spettacolare e panoramico che ho adorato

 

Di fronte c’è il molo, da dove escono le imbarcazioni

 

 

L’interno della casa galleggiante assomiglia a quello di una barca; gli spazi sono organizzati alla perfezione, curati e arredati con gusto ed eleganza

 

 

La cucina è attrezzata, non manca assolutamente niente. Sono a disposizione cialde per il caffè, the, zucchero e una bottiglia d’acqua per gli ospiti.

Nel bagno la doccia ha anche la cromoterapia.

La camera da letto matrimoniale ha 2 grandi oblò

 

 

2 letti singoli a castello sono invece nella seconda camera.

 

 

Un bel divano consente di ammirare il panorama del mare anche dall’interno, attraverso la vetrata.

Quando arriva il tramonto la vista è spettacolare.

 

 

E cenare mentre scende la notte, al chiarore della luna, crea un’atmosfera molto romantica

 

Il mare calmo del mattino presto, e le luci dell’alba regalano meravigliosi riflessi sull’acqua

 

La colazione con questa vista fa iniziare la giornata decisamente nel migliore dei modi, sicuramente un panorama inconsueto

 

 

Per gli amanti del mare, essere proprio sul mare, dentro al mare, percepire talvolta il dondolio delle onde, svegliarsi e avere sempre davanti lo spettacolo del mare, non ha prezzo

 

Ci siamo goduti il sole, il vento, il silenzio, i colori di ogni momento, l’ozio, la lettura. La bellezza di dormire dentro al mare.

Un’esperienza stupenda. Da ripetere.

 

 

Abbiamo prenotato direttamente dal sito https://www.marinadirimini.com/resort/Rapporto qualità prezzo ottimo:gentilezza, disponibilità ed ottima organizzazione contraddistinguono il servizio.

 

 

E durante il soggiorno in questo posto splendido, ce ne siamo andati in giro per Rimini

https://www.unanimainviaggio.it/rimini-colori-arte-e-storia-a-san-giuliano/

 

Marzo 2023

 

 

 

Visite: 3661

RIMINI: colori arte e storia al Borgo San Giuliano

 

 

Borgo San Giuliano a Rimini è il posto che non ti aspetti: anticamente borgo di pescatori e marinai, ora è un quartiere riqualificato di grande fascino e vivacità, che fa il suo dovere, ricordando origini e tradizioni,e che omaggia il grande regista Federico Fellini, nato nella città e che dal borgo ha tratto ispirazione per le sue opere.

…e i miei ricordi galoppano… le case dai colori sfavillanti mi riportano a Burano, o ancor più lontano, a Trinidad di Cuba; i murales a Dozza Imolese, e ancor più lontano a Wynwood Walls a Miami; e anche qui vicino a casa, a San Giovanni in Persiceto  (Bo), dove abbiamo una piazzetta splendidamente affrescata..

Ma lo stupore è sempre unico di fronte alla bellezza, alla creatività e al genio dell’essere umano.

 

 

Io non avevo mai sentito parlare di questo posto, se non che, avendo in programma di andare a Rimini, ho trovato un articolo ricco di informazione sul blog di Mimì  https://www.spuntidiviaggio.it/borgo-san-giuliano-a-rimini-cosa-vedere-fra-street-art-e-ricordi-felliniani/

Ci dirigiamo quindi subito all’antico ponte di Tiberio, risalente al 14 D.c., che collega il centro storico al borgo: la sua vista, con gli eleganti pini marittimi, mi riporta alla mente le vie del centro della capitale romana.

 

 

Proprio alla destra del Viale Tiberio, che inizia dopo il ponte, partono le vie pedonali del Borgo San Giuliano: via Marecchia, Via Ortaggi, via Forzieri, via San Giuliano, le viuzze che si intersecano, e le piccole piazze.

 

 

Qui, su stradine talvolta lastricate e vicoletti, si affacciano case basse e colorate, molto curate, con fiori ai davanzali e piante rampicanti, sulle quali spesso si trovano delle piastrelle in ceramica con dei nomi: sono i nomi dei pescatori e dei marinai che un tempo hanno abitato quelle case, con l’immagine della  vela delle loro barche.

 

 

Viste da cartolina, arricchite anche dai murales, che sorprendono all’improvviso, su una facciata, accanto a una finestra, o a una porta

 

 

Immagini che raccontano scene di vita quotidiana e di mestieri della gente di mare che vi abitava, espressioni creative, o messaggi di artisti che hanno lasciato la loro impronta..  ma soprattutto tante immagini che ricordano il regista che tanta ispirazione ha preso dalla vita e dagli abitanti del borgo, Federico Fellini, in omaggio ai suoi film e ai suoi personaggi

 

 

E così si gironzola con curiosità, lasciandosi sorprendere da quello che si trova girando l’angolo, o alzando gli occhi: da via Marecchia, dove ci sono tanti dipinti, Ginger e Fred,

 

 

Paolo Villaggio e Benigni nella Voce della luna,

 

 

a Piazzetta Gabena dove ci aspetta Giulietta Masina

 

 

e Marcello Mastroianni con Anita Ekberg

 

 

Appena oltre si trova un grande omaggio a tutti i personaggi e al maestro Fellini, dell’artista albanese Agis Sulaj

 

 

e nel giardinetto a fianco lo sceicco bianco Alberto Sordi appare sotto le frasche

 

 

In piazzetta Pirinela troviamo I Fiaccherai

 

 

di fronte, il Scureza di Amarcord in moto

 

 

e a fianco una carrozza con il carrozziere a riposo.

 

 

Altre facciate sorprendono, con il Casanova, il manifesto de la Dolce vita,

 

 

la prosperosa tabaccaia di Amarcord su una cartolina

 

 

la Gradisca col suo vestito rosso, seduta sul suo divano,

 

 

l’affascinante Mastroianni in auto con Anita

 

 

E poi il pescatore con le reti

 

 

un capodoglio enorme su una intera parete

 

 

… e tanti altri.

La riqualificazione del borgo avviene nel 1979, quando l‘amministrazione comunale decide di abbattere gli edifici del quartiere ormai in decadenza, per costruire un nuovo quartiere residenziale: in quel momento i cittadini si mobilitano creando un evento, la festa del Borgo, Fest de Borg in dialetto riminese, per salvaguardare il patrimonio storico e le tradizioni, e, in seguito, ristrutturando case e botteghe, dipingendo facciate e persiane con colori pastello o vivaci e impreziosendole con particolari e dettagli. I murales iniziano ad arricchire gli edifici poco dopo, e dopo la morte di Fellini, dando vita ad una vera e propria esposizione permanente di arte di strada. La festa del borgo viene riproposta da allora ogni 2 anni, a settembre.

Anche se il tempo ha attenuato i colori o deteriorato alcune opere, ne vengono aggiunte sempre di nuove, con colori brillanti, o testimoni di temi di attualità.

I dipinti che più mi hanno colpito sono quelli dell’artista Agis Sulaj, che puntano dritto al cuore: oltre al murales di Fellini, in Piazzetta Gabena, attorniato dai volti dei suoi personaggi con le loro espressioni caratteristiche, e il maestro che se li guarda, propone il tema dei migranti con il murales dell’ uomo con la valigia col fondo rotto, che va chissà dove..

 

 

e un altro che rappresenta una valigia, di grande impatto, a forma di casa, con la scritta “hotel Emigrante” su una parete bianca..

 

 

Tonino Guerra ha contribuito con il muro dei soprannomi, una parete dove sono appese una serie di piastrelle con i soprannomi usati dalle persone che vivano nel borgo, in via Ortaggi

 

 

Lo spettacolo dei murales continua poi scendendo sull’argine del fiume, sulle banchine: anche qui si trovano tra gli altri, dipinti dedicati a Fellini

 

 

come pure nell’invaso del fiume, sotto al ponte di Tiberio, sul giardino Marecchia, dove si trova il gallo e il pavone che si baciano, dal film Amarcord.

Alla fine del borgo, il Ponte dei Mille attraversa il fiume e porta dall’altra sponde, dividendo la via Sinistra del porto dalla via Destra del porto, che costeggiano il molo: guardando la banchina sotto sul fiume, si scorge un meraviglioso treno Freccia Rossa dipinto

 

 

il suo muso obliquo è stato disegnato in corrispondenza alla scala per scendere

 

 

Qui talento e creatività, a mio avviso, hanno contribuito a creare un’opera geniale

 

 

Sulla via San Giuliano si trova la chiesa di San Giuliano martire, e all’interno del borgo ci sono alberghi diffusi e b&b, osterie, gelaterie, bar, dove gustare le specialità romagnole, come anche sul bel viale Tiberio, con vista sul fiume e sul parco XXV aprile

 

 

Molto animato e frequentato con la sua Piazza sull’acqua, una piattaforma in legno dove si svolgono anche spettacoli ed eventi musicali e culturali, il parco è luogo di relax all’invaso del fiume.

Entrare nel borgo San Giuliano è come fare un tuffo in un’altra epoca e in un’altra dimensione, leggere un racconto, entrare in un film e osservare i protagonisti e ascoltare le storie che raccontano. L’arte, come sempre, parla il linguaggio universale e arriva dritta al cuore senza scomodare la testa.

Colpita e affondata.

 

 

Un giro per il centro storico di Rimini

Rimini è bellissima!

A Rimini io ero stata in villeggiatura da ragazzina e qualche altra volta sul bel lungomare.

Sapevo che, a differenza di altre località di mare della Romagna, sull’Adriatico, era una città che non si spopola d’inverno e avevo sentito dire che avesse un’interessante centro storico, ma non mi aspettavo che fosse così bella, interessante, piacevole da girare, con le impronte evidenti delle varie epoche storiche, e con un’atmosfera particolare, data dal ricordo del regista Federico Fellini, nato nella città nel 1920, che aleggia ovunque.

Quello che mi ha colpito subito di Rimini sono gli ampi spazi pedonali, che le conferiscono un senso di ariosità, e permettono di vedere ed apprezzare i monumenti al meglio, e che si contrappongono ai vicoletti caratteristici e alle incantevoli piazzette

 

 

Dal caratteristico e multicolore borgo San Giuliano, attraversando il ponte Tiberio, si entra nel centro storico dal corso d’Augusto, una lunga via piena di negozi, che porta in Piazza tre martiri, fulcro della vita cittadina in epoca romana e ancora oggi

 

 

Ampia, con una pavimentazione in lastricato chiaro e attorniata da portici, vede la torre dell’orologio al centro e la statua di Giulio Cesare a un lato. Il corso termina all’arco di Augusto, l’antico arco romano dedicato ad Ottaviano Augusto, da cui parte la via Flaminia, che congiunge Rimini a Roma.

Piazza Malatesta si apre  da una piazzetta chiamata Piazza dei sogni: si riconosce perché davanti ha una scultura rappresentante un grosso rinoceronte: qui ha sede il Fellini museum, uno dei 3 luoghi espositivi in omaggio al regista (insieme al castello e al cinema Fulgor). Purtroppo, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitarne neanche uno, ma l’aria che si respira ovunque in città mi ha incuriosito, per cui credo che prossimamente sarà meta di apposita visita.

La piazza guarda il retro del Palazzo comunale medievale, Palazzo dell’Arrengo, che affaccia su Piazza Cavour, un altro enorme spazio, delimitato su un lato dal magnificiente teatro Amintore Galli, color mattone, e dal corso d’Augusto. Il palazzo comunale è immenso, con un ampio loggiato, porticati e i caratteristici merli medievali. Al centro della piazza si trova la statua di papa Paolo V.

 

 

Di fronte si trova un arco ogivale che porta all’interno della vecchia pescheria, un luogo davvero affascinante e caratteristico, contornato da colonne, e con lunghi banchi di marmo, che riporta davvero indietro nel tempo

 

 

Piazza Cavour è il proseguo di Piazza Malatesta ed è immensa: sul fondo domina il castello Sismondo, dal nome del signore Malatesta, che lo fece costruire attorno alla meta del 1400; un tempo era circondato da un fossato: ora ha di fronte un coreografico specchio d’acqua bassa, che sicuramente rende singolare la vista

 

 

Al cortile del castello si accede gratuitamente attraverso la Torre maggiore: entrando, un’installazione sospesa che rappresenta lo sceicco bianco, del celebre film di Fellini, introduce alla parte di museo del regista, che ospita alcuni set dei suoi film.

 

 

Ultimo monumento che siamo riusciti a vedere nel nostro giro a Rimini è il  Tempio Malatestiano, cattedrale della città, in piazza Teatini: una chiesa rinascimentale bellissima e particolare, voluta da Sismondo Malatesta (ma rimasto all’epoca incompiuto, senza la cupola prevista), progettato da Leon Battista Alberti.  Molto bello anche interamente, vi sono conservate anche importanti, opere come il Crocifisso di Giotto e il ritratto di Sismondo di Piero della Francesca

 

 

Il nostro giro per il centro storico di Rimini finisce qua, ma non ce ne andiamo senza passare dal famoso e bellissimo Grand Hotel, e senza fare una passeggiata in bicicletta, sul bel lungomare pedonale: essendo primavera gli stabilimenti sono ancora chiusi, ma si può di andare sulla spiaggia, dove ci sono le dune a protezione, e in riva al mare

 

 

Anche questa zona è stata riqualificata rispetto a quando ero venuta in villeggiatura da ragazzina, rimodernata la zona del passeggio e la maggior parte degli hotel e dei locali che guardano il mare, conferendo un’immagine di cura ed eleganza al contesto.

Le aree che costeggiano il canale, al limite della città,  Sono molto piacevoli: la darsena, da una parte moderna e all’avanguardia, dove abbiamo alloggiato in una casa galleggiante, e la passeggiata da piazzale Boscovich che continua sul molo, che abbiamo percorso in bicicletta perché, come dicevo, a Rimini gli spazi sono enormi!!

Che dire… da emiliana ho rivalutato Rimini, che posso raggiungere in poco più di un’ora di auto o di treno..

Me ne vado a casa sazia, soddisfatta, con il proposito di ritonare, e una gran voglia di andarmi a vedere un film di Fellini!

 

 

 

Tips:

Pranzi e cene

ristorante di pesce Ricci di mare: location stupenda sulla spiaggia, qualità e servizi eccellente, quantità super abbondanti e prezzo giusto, confermo che ha meritato la partecipazione a 4 ristoranti di Alessandro Borghese!

 

 

Brace 11 25, un locale con qualche tavolo esterno dove mangiare sublimi arrosticini di carne e spiedini di pesce cotti al momento sulla brace.

Alloggio: floting house alla Marina di Rimini resort.. spettacolare, ne parlo qui

 

Dormire in una casa galleggiante

 

 

 

marzo 2023

 

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Incantevole BORGHETTO SUL MINCIO (VR): una notte in ex mulino, in compagnia del fiume

 

 

Da un po’ lo puntavo, Borghetto sul Mincio, e un impegno di lavoro insieme al compleanno del marito mi hanno dato l’occasione di organizzare la visita. Il borgo è infatti vicino ad un ristorante che lui aveva adocchiato per mangiare la paella. Strano no??? In Veneto, vicino al lago di Garda, un posto dove fanno una paella che dicono essere eccezionale: Ismaele a Lazise, che non posso non consigliare perchè ha soddisfatto in pieno le aspettative!

 

 

..e allora io, con la nostalgia della nostra Fuerteventura, dopo diversi anni in cui manchiamo dal trascorrere qualche giorno d’inverno, e della sua paella, ho colto la palla al balzo. In una giornata di bel tempo di fine Febbraio, con la voglia di far qualcosa per festeggiare e insieme di visitare un posto singolare, siamo partiti per Borghetto sul Mincio.

Borghetto è una frazione di Valeggio, in provincia di Verona, non distante dalla bella Peschiera del Garda, anch’essa bagnata, anzi circondata, dal fiume Mincio.

 

 

La particolarità di Borghetto sul Mincio è di avere un centro che è come una piccola isola in mezzo al fiume: qui, nel cuore del villaggio, antichi mulini ad acqua del 1400 e locali per il rimessaggio dei prodotti lavorati, si trovano tra le due sponde, che sono unite da due ponti. La sensazione è di trovarsi proprio in mezzo al fiume.

 

 

Nel tempo, caduti in disuso, mulini e locali sono stati trasformati in relais, suites, b&b, ristoranti, e negozi, mantenendo gran parte delle loro caratteristiche di un tempo, offrendo un’esperienza unica e magica.

Un ponte pedonale collega, sul retro, i mulini del borgo alla sponda opposta, mentre, di fronte, attraversa tutto il fiume il vecchio e lungo ponte visconteo  della fine del 1300

 

 

Questo ponte fa da diga, e soltanto una piccola parte in legno permette il passaggio del fiume, che spezza e rafforza la potenza dell’acqua, mentre perpendicolarmente si formano delle cascatelle.

 

 

L’acqua si infila nelle volte del borghetto e scorre con prepotenza sotto ai vecchi mulini, che arrivano a circa la metà della larghezza del fiume: alcune enormi pale, che offrono scorci meravigliosi tra un edificio e l’altro, fanno facilmente immaginare come ben potesse venire fatto il lavoro di molitura di cereali e frumento. con l’energia dell’acqua.

 

 

Il ponte visconteo, lungo 650 metri, un tempo è stato fortificazione che si collegava al castello della vicinissima Valeggio: oggi si possono ammirare i resti di alcune torri, dei merli, e la parte di ponte in legno ricostruito. e si può percorrere in auto per attraversare il fiume, ed andare dall’altra parte del villaggio.

 

 

Proprio da questo ponte si hanno le miglior viste dei mulini di Borghetto.

 

 

Il cuore del borgo, con la sua atmosfera medievale, si visita in pochi minuti; la strada pedonale di accesso al paese da Valeggio si dirama in una viuzza, con gli ex mulini da una parte e gli ex magazzini dall’altra, termina sul fondo in mezzo al fiume

 

 

Dall’altro lato, una porta merlata, è ciò che è rimasto di un castello fortilizio scaligero, risalente al 1331, un tempo dotato di fossato, ponte levatoio e 5 torri, e dismesso nel XVI secolo, quando nella cittadina sono stati costruiti i mulini, per sfruttare la potenza dell’acqua.

 

 

Eccco un po’ di storia

 

Dalla porta, la strada conduce al ponte e si unisce all’altra sponda,

 

 

dove si sviluppa il resto del paese e si trovano abitazioni, ristoranti, e altre strutture turistiche, e una bella passeggiata lungo fiume.

 

Le due viuzze dei mulini sono da percorrere ad ogni ora, per godere a pieno dell’incanto del luogo: guardando gli edifici che si specchiano sull’acqua,

 

 

ascoltando il fragore dell’acqua

 

 

ammirando le pale dei mulini ancora mossi dalla sua forza idraulica

 

 

e restando stupiti dagli angoli romantici, dove i tanti che vogliono suggellare una promessa d’amore agganciano il proprio lucchetto, fino a riempire le ringhiere.

Passando su quel fiume, che bagna sempre il borgo, anche nella stagione secca, e mai straripante, grazie ai canali di devianza delle acque. Un senso di grande armonia, tra natura e storia.

 

 

Borghetto di sera

Quando viene l’imbrunire, e poi la notte, e il borgo resta deserto, ancor di più se ne può apprezzare la particolarità e la bellezza: i lumi si accendono, e si rispecchiano sulle acque, il silenzio accentua il suono del fiume che scorre impetuoso, e che si fa sentire ad ogni angolo e in ogni alloggio.

 

 

E si realizza l’unicità del luogo, che alimenta la sensazione di non essere sulla terra ferma, ma in un territorio di mezzo, in cui talvolta è un piacere stare, fuori dal consueto, da se, dal mondo, e dove si può fantasticare (o realizzare) di essere trasportati dalla corrente.

 

 

Alloggiare a Borghetto: Vacanze nei mulini

Per quanto detto sopra è molto bello restare a dormire a Borghetto. Ad aumentare il fascino per me è stato alloggiare in una delle dimore di charme, costruite negli antichi mulini e sentire costantemente lo scorrere del fiume, la poesia della sua forza, della sua energia, della sua irrequietezza. Che, invece di accentuare la mia, quasi con effetto catartico, la portava fuori e le dava voce, dissipandola. Come se una volta fuori, l’irrequietezza, si potesse guardare e anche amare, o quanto meno, se ne potesse apprezzare il lato positivo.

 

 

Non avrei più voluto smettere di ascoltare quella voce impetuosa e urlante, e di guardare quell’acqua corrente e rigenerante, dal balconcino del mio alloggio, che doveva essere stato rimessaggio per le materie lavorate dai mulini.

 

Borghetto, vacanze nei mulini sono una serie di mono e bilocali con cucina, negli antichi mulini del borgo, risalenti al 400. Dislocati in vari edifici, sono suites molto pittoresche alcune soppalcate, alcune in posizioni stupende, come La cascata, con terrazza proprio dentro al fiume

 

 

o La pala, con vista diretta sul ponte visconteo,

 

 

o la nostra, Il balconcino, con vista sulla parte retro del paese

 

 

Alcune con camino, terrazzini romantici, travi in legno, maioliche, e ognuna arredate con cura ai dettagli e ai colori, in armonia con il luogo.

 

 

La nostra camera era davvero una meraviglia

 

 

con  cucina, due stanze nel soppalco

 

 

con particolari molto originali

 

 

 

e il balconcino con vista da incanto

 

 

Valeggio sul Mincio

Da Borghetto, attraverso una ripida scala in mezzo al bosco, si può arrivare al castello sforzesco di Valeggio

 

 

Quando si giunge alla cime si ha una gran bella visione

 

 

domina il paese e offre bei panorami dall’alto

 

 

Qui un po’ di storia

 

 

Discendendo dalla parte opposta si può visitare il centro cittadino: la piazza principale  col municipio dal colore giallo acceso e gli scuri verde brillante

 

 

la bella chiesa di stampo romanico, le case colorate, i locali che mescolano particolari vintage a modernità.. e i tanti negozi che vendono i famosi tortellini di Valeggio.

 

I tortellini di Valeggio

 

 

I tortellini di Valeggio io non li conoscevo proprio: per me sono stati una bella sorpresa. Chiamati anche Nodo d’amore, quelli tradizionali di carne, preparati in brodo o asciutti, li abbiamo assaggiati al ristorante La Cantina di Borghetto, per cena, così diversi da quelli  nostri e più conosciuti di Bologna, ma a cui assolutamente tengono testa.

 

Ma ancor di più mi sono piaciuti i tortelli, con i diversi ripieni tra cui scegliere: belli da vedere, colorati, con la sfoglia sottile, sapori intensi fantasiosi, messi in mostra nei pastifici tanto da far venire la voglia di comprarne da portare a casa.. cosa che abbiamo fatto!!

 

 

In bicicletta per la Valle del Mincio

È possibile raggiungere Borghetto anche tramite la pista ciclabile del Mincio, che collega Mantova a Peschiera e altre località del Lago di Garda: in paese sono presenti anche servizi di noleggio biciclette.

Il Parco Sigurtà

E proprio a Valeggio si trova il Parco Sigurtà, un giardino botanico naturalistico, famoso e apprezzato per ammirare le fioriture: quando siamo andati era ancora chiuso, l’apertura è prevista per i primi di marzo, ma sarà sicuro meta di una prossima visita, che mi propongo da abbinare al giro in bicicletta!

 

In conclusione..

Borghetto è una perla unica, mi è piaciuta moltissimo. Il protagonista ovviamente è il fiume, che ho amato:  fermarsi sul balcone ad ammirarlo ed ascoltarlo, festeggiare con la sua vista e le luci del borgo, aprire la finestra la mattina e ritrovarsi con la sensazione e dell’energia che tutto scorre .. non ha prezzo

 

 

Voglio in ultimo evidenziare la gentilezza e la cordialità che contraddistingue la persone di questi luoghi, ristoratori, host, negozianti: persone gioviali e gentili, che a volte mi stupisco di trovare ancora.

Adoro queste toccate e fuga, un salto dal mio tempo e dal mio spazio che mi nutre e mi fa ritrovare stupore, emozioni, e bellezza. Una sana boccata d’aria fresca, per poco e non lontano da casa, entusiasmante e rigenerante.

 

 

Borghetto sul Mincio

febbraio 2023

 

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LAGO di GARDA

Italia

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Sei sempre in giro!

 

 

Sei sempre in giro!

 

Ebbene sì, sono sempre in giro.

In posti mai visti, in posti già visti, in posti sognati.E, talvolta, mai quanto vorrei.Col mio bisogno di respirare, di vedere e di sentire la bellezza.

 

Ebbene sì, sono sempre in giro.

A far la spesa, a prender e portare la figlia, a fare cose utili e cose inutili, a vedere gente.Io sono sempre in giro anche sul divano. Dentro a un libro, o dentro a un film, o quando scrivo. Nella storia di un altro o nella mia storia.

 

Ebbene sì, sono sempre in giro. 

Con la mia testa, coi miei pensieri, con le mie ansie e le mie preoccupazioni. Con i miei sogni e desideri. Coi momenti bui e quelli neri. Col mio bisogno di mettermi in moto. Che poi quel che si vede e si condivide è lo straordinario, ciò che entusiasma, non la tristezza o i travagli quotidiani.

 

 

 

Ebbene si, sono sempre in giro.

Ma tu, lo sai a cosa rinuncio? Sei disposto a fare scelte diverse? A privarti di qualcosa, se volessi anche tu andar più in giro?

 

Ti hanno insegnato il sacrificio?? che non meriti?? che “..magari un giorno…”?? che non è necessario??Anche a me. E a questo io mi ribello.Assumendomi sensi di colpa e di tradimento.Ma non rinuncio all’idea che cercare il piacere significhi onorar la vita.

 

 

Ebbene sì, sono sempre in giro.

Con i miei viaggi nel mondo, o nella mia testa.Che c’è di male?La vita è una sola, te ne sei accorto?   

Sempre in giro e sono grata!                                                                         

Meglio un uovo oggi ..chè… del domani non c’è certezza!

 

Fuggo quando, e se, posso, con la coscienza sempre vigile.Sono scelte.Sono viva, faccio scelte.Un morto non va in giro; non pensa, non legge, non guarda, non sente, non respira: resta fermo.E io non ho voglia di morire, per ora, che sono ancora viva!

 

“Quando arriverà la morte

voglio che mi trovi vivo”

 

 

 

marzo 2023

 

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LAGO DI GARDA: MALCESINE e PESCHIERA sulla sponda veronese

 

 

Malcesine

Avevo sentito parlare molto bene di Malcesine, un borgo con castello sul Lago di Garda, e da tempo avevo desiderio di andare.

Cosi. dopo essere stata più volte nella mia adorata Sirmione, nel lato bresciano del lago, lo scorso anno a Riva del Garda e Limone sul lato trentino, e un paio di volte già sul lato veronese a Peschiera, quest’anno in occasione del Capodanno, abbiamo deciso, proprio all’ultimo momento, di andare a Malcesine, che si trova anch’esso sulla sponda veronese, nel lato ovest.

 

 

Malcesine ci ha fatto innamorare davvero: in primo luogo per il suo borgo antico medievale caratteristico, con strade di ciottoli, e il suo castello proprio sul lago. Poi per la possibilità, in pochi minuti, di salire ad oltre 2000 metri sul monte Baldo, e trovare tutt’altro paesaggio: qui in caso di neve si può anche sciare, e d’estate praticare trekking, biking e parapendio.

 

Il centro storico e il castello di Malcesine

Il centro storico di Malcesine si sviluppa su un promontorio e il paese è un labirinto di deliziosi vicoletti, alcuni strettissimi

 

 

con voltoni

 

 

case colorate, piazzette, in un saliscendi che offre scorci incantevoli, dal castello al lago

 

 

Il castello scaligero, si erge su uno sperone roccioso nel punto più alto, e con la sua torre si vede anche dalla strada Gardesana

 

 

E’ stupendo ammirare il suo fare da protagonista del paese, salendo con la funivia verso al monte Baldo. Un panorama stupendo.

Stradine e vicoletti per arrivarci sono molto pittoreschi

 

 

Il castello risale al I secolo a.c., o d.c., secondo versioni contrastanti,  ma fu residenza scaligera dal 1300. Gli interni sono visitabili e ospitano il museo di storia naturale.

https://www.visitmalcesine.com/it/il-castello-scaligero-nel-cuore-del-borgo-di-malcesine

L”ultimo giorno dell’anno era chiuso, ma ha comunque un fascino incredibile anche dall’esterno, col suo profilo slanciato verso il cielo e il suo affaccio sul lago.

 

 

gli alberi di arance con i frutti, cresciuti attorno

 

 

la vista dai diversi punti sul lago, e le stradine che portano fin sulle rive del lago

 

 

Con l’illuminazione della sera e i lampioni sui vicoli l’atmosfera è davvero romantica!

 

 

Malcesine, per la sua bellezza, è stato meta di visite e riferimento per artisti illustri, quali Kafka, Goethe e Klimt.

 

 

La funivia e lo skyway per il Monte Baldo

 

 

Il monte Baldo, rilievo appartenente alle Prealpi venete, si raggiunge velocemente attraverso la funivia che si trova appena fuori dal paese di Malcesine, e che merita davvero un viaggio.

 

 

La prima parte arriva alla stazione di San Michele ed è una meraviglia salire e vedere pian pian tutta la zona nella sua interezza, e il paese e il lago diventare sempre più piccoli, come avevo già apprezzato a Molveno

 

 

Dalla prima stazione, dopo essersi goduti il panorama, si può prendere poi lo Skywalk che percorre il secondo tratto, che è proprio come lo Skyway del Monte Bianco, un po’ più piccolo ma con la cabina rotante di 360 gradi, che porta fino a 2000 metri.

Arrivare sulla cima per noi è stato come atterrare in un altro modo!!

 

 

Dall’atmosfera romantica e soleggiata del lago, sembrava di essere approdati nella tundra! Neve (ma non sufficiente perché gli impianti fossero aperti), vento freddo e nebbia con visibilità bassissima.. ma tutto spettacolare!

 

 

All’arrivo stavano festeggiando l’ultimo giorno dell’anno con musica su uno spiazzo con sdraio, che mi hanno fatto subito sentire la voglia di tornare col bel tempo e la neve, per sdraiarmi al sole. Dentro alla struttura dello Skyway c’è un bar ristorante, dove ci siamo gustati un bombardano per scaldarci, prima della discesa!

 

Il lago di Garda

 

 

Il lago di Garda per me è sempre stupendo: in questa zona le montagne gli fanno da contorno e coi riflessi del sole si colorano, creando quadri  meravigliosi.

Le sue acque qui sono sorprendentemente trasparenti.

Il piccolo porto vecchio dona, dal suo moletto belle verdute su Limone, di fronte e Riva del Garda in lontananza, oltre le montagne. Si trova in una bella piazzetta con due statue interessanti di metallo, a cui si arriva dalle strette stradine provenienti dall’alto del borgo.

 

 

Malcesine a Capodanno

In piazza Statuto, la piazza più grande del paese, nel periodo delle feste di Natale c’è un piccolo ma grazioso mercatino natalizio, con bancarelle di manufatti e di cibo, e la pista di pattinaggio. A Capodanno abbiamo avuto la fortuna che ci fossero i festeggiamenti con musica dal vivo, in un’atmosfera molto calda e divertente.

Allo scoccare della mezzanotte dal castello sono stati sparati dei meravigliosi fuochi d’artificio, che abbiamo visto dal porto vecchio, stappando lì sul lago la nostra bottiglia di spumante! Davvero un fine d’anno piacevole!

 

 

Un presepe con statue a grandezza reale, l’albero di Natale e le belle luminarie per il paese, rendono l’atmosfera davvero piacevole.

 

Alloggio e ristoranti 

 

 

Nel periodo invernale non tutti gli alberghi e i ristoranti sono aperti a Malcesine.

Noi abbiamo alloggiato all‘hotel Dolomiti, nel centro del paese, nella zona pedonale, ma non lontano dalla strada Gardesana, e con parcheggio vicino

 

 

L’hotel è molto gradevole nella hall e nella zona colazione

 

 

Le camere sono ben ristrutturate e moderne (anche se nella nostra il bagno stonava un po’ perché non rammodernato, ma era comunque messo molto bene)

 

 

Il personale è gentilissimo e l’hotel offre una ricca colazione, con ottime torte e biscotti fatti in casa e crêpes preparate al momento. Abbiamo prenotato direttamente dal sito per le tariffe e condizioni più convenienti.

Per i pasti mi sento di suggerisce i posti dove siamo stati:

Ristorante pizzeria Nikolas, con una stupenda terrazza direttamente sul lago, piatti gustosi, con ottimo rapporto qualità prezzo

 

 

Ristorante da Pedro, ambiente moderno con soffitti a volta antichi, ottima pizza e personale gentilissimo…. ma ovunque abbiamo trovato persone molto gentili

 

 

La strada per arrivare a Malcesine costeggia il lago ed è molto panoramica, ancora più bella quella fatta al ritorno proseguendo per Riva: davvero sono posti meravigliosi!

 

 

Peschiera del Garda

Una delle  prime cittadine che si incontrano arrivando da Bologna sulla sponda veneta del Basso Garda è Peschiera, in provincia di Verona.

 

 

Comodissima, in quanto molto vicina al casello autostradale dell’A4, circa 2 chilometri, e con la stazione ferroviaria non distante dal centro, Peschiera  è un borgo fortificato davvero suggestivo, collocato tra il lago e il  fiume Mincio, e le cui mura difensive le hanno valso l’inserimento tra i patrimoni Unesco.

All’arrivo si scorgono subito i bastioni della fortezza a forma pentagonale, uno per ogni punta, che di sera danno davvero l’idea di una stella, e al cui interno è racchiuso il centro storico cittadino.

 

 

L’ingresso in città avviene da via Venezia e attraverso Porta Verona, poi percorrendo i giardini di viale Cordigero, si giunge al Canale di Mezzo, tra il lago e il fiume.

Dal lato del fiume troviamo il piccolo porticciolo, dove sono ormeggiate le imbarcazioni dei pescatori, che termina sul Ponte dei Voltoni

 

 

Mentre dalla parte del lago si ha una bellissima vista di uno dei bastioni, con le fioriere che ho visto sempre fiorite e curate che fanno da sfondo

 

 

Da qui si può proseguire per una lunga passeggiata sul lungolago Mazzini, dove si trovano diverse spiaggette di sassi

 

 

Al tramonto le acque del lago assumono stupende tonalità!

 

 

L’accesso alla cittadina può avvenire anche dalla parte occidentale (opposta a Porta Verona), attraverso Porta Brescia, tramite un passaggio pedonale.

 

 

La porta si può raggiungere in breve anche una volta dentro al paese, da piazzale Bettelani, che si trova all’inizio del lungolago, dove ci si può imbarcare per i tour del lago per raggiungere le altre cittadine. Un incantevole ponte anche qui collega il fiume Mincio al Garda, e offre una bellissima vista sui bastioni di quel lato, con la possibilità di salire sul camminamento di ronda e passeggiare tra due bastioni

 

 

Tornando verso il paese, mentre si ammirano le viuzze e i vicoletti, merita arrivare fino a Piazza Ferdinando di Savoia, detta anche Piazza d’Armi, e percorrere poi la via che costeggia il canale, piena di ristoranti e piacevoli localini, con le barche viste in precedenza dal ponte sul canale stesso

 

 

Noi abbiamo visitato la cittadina anche durante le feste natalizie, quando Piazza d’Armi viene allestita con bancarelle e pista di pattinaggio, e dove, dal ponte sul canale, si può scorgere il presepe costruito sotto le acque del lago.

Fuori dalla cittadella, proseguendo sul lungolago Porto Esterno, si possono raggiungere delle belle spiagge, che offrono una vista incantevole su tutto il lago

 

 

Ovviamente non possono mancare le soste per the, caffè, aperitivi o merenda, in uno dei bei localini del centro, o una cena sul lungolago, o tra i vicoletti del paese..

 

 

Insomma, Peschiera è davvero un altro bel posto da visitare.. e dove tornare, per noi, vista la vicinanza!

 

 

ottobre e dicembre 2022

 

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LAGO di GARDA

Visite: 3731

Spiagge incantevoli della SARDEGNA del sud: la Tueredda, Su Giudeu e Porto Pino

 

 

Quattro giorni in Sardegna, breve vacanza di mare prima della fine dell’estate.

Quattro stupende spiagge visitate nella punta sud ovest della Sardegna, zona Cagliari, Chia, Porto Pino.

Eravamo già stati nell’area sud della Sardegna, in primavera, qualche anno fa, a nord di Cagliari, visitando Villasimius, porto Giunco, Campolongu,(ne ho parlato qui )

 

SARDEGNA: CAGLIARI e dintorni, sorpresa inaspettata a primavera

 

Questa volta volevo vedere la parte a sud, in particolare, quelle zone in cui sono presenti le dune, paesaggi caratterisitici che amo particolarmente.

 

Il Poetto, la spiaggia di Cagliari

 

 

L’arrivo è stato con un volo su Cagliari e dopo un giro nel centro città, che trovo sempre bello, con il bus dall’autostazione in piazza Matteotti, che si raggiunge attraversando la via Roma, ho preso uno dei bus con la P, che portano al Poetto, la spiaggia di Cagliari, a circa 6 km di distanza.

Il bus per il Poetto fa varie fermate, la spiaggia  è lunga 9 chilometri, dove si alternano stabilimenti e chioschi/ristoranti a spiaggia libera.

Nella prima parte i ristoranti sono all’inizio della spiaggia, che è molto ampia, vicino alla strada, e gli stabilimenti con gli ombrelloni sono più avanti. Dal capolinea dei bus in poi la spiaggia si accorcia, e  si trovano invece stabilimenti dotati anche di ristorante e più vicini al mare.

Di fronte alla spiaggia ci sono ampi spazi adibiti a parcheggio.

Noi abbiamo scelto il Tagoo beach club, per fermarci a pranzo: davvero uno stabilimento molto bello, e con un ristorante che prepara cibo molto buono e con ottimo servizio.

La giornata era ventosa, quindi il mare non si è mostrato nel suo massimo splendore, ma i colori, la trasparenza e il contesto mi fanno dire che il Poetto è una bella spiaggia cittadina.

Suggerimenti

A Cagliari abbiamo alloggiato nel quartiere Marina (la volta scorsa nel quartiere Villanova), all’Arcobaleno Rooms: palazzo caratteristico in posizione comodissima, in via Sardegna, tra le stradine del centro vicinissime al porto, a via Roma e a largo Carlo Felice

 

 

Le camere sono state ristrutturate ma conservano il fascino delle origini: questa stanza mi ha ricordata quella dove abbiamo alloggiato a L’Havana!

 

 

Le spiagge visitate a Chia: Tueredda e Su Giudeu

Con così pochi giorni a disposizione ho dovuto fare una selezione delle spiagge della zona, cercando di capire quali venivano definite come le più belle. Tueredda spiccava tra queste.

 

La spiaggia TUEREDDA

 

 

La spiaggia Tueredda vanta la particolarità di avere una punta carattestica, circa nel suo centro. Il mare, soprattutto in certe ore della giornata ha un colore azzurro meraviglioso da una parte e sfumature variegate in turchese dall’altra. La sua bellezza però viene esaltata vedendola dall’alto: in certe foto, probabilmente scattate con il drone, il paesaggio è da favola, percorrendola a piedi si vede un bellissimo mare ma non fa lo stesso effetto.

Accesso alla spiaggia

Quest’anno la spiaggia di Tueredda aveva il contingentamento gli accessi, ovvero potevano entrate soltanto poco più di un migliaio di persone, tra spiaggia libera e prenotazioni agli stabilimenti balneari.

Per la spiaggia libera l’ingresso era in ordine di arrivo e sul sito https://tuerredda.spacli.it/ si poteva tenere sotto controllo il numero di posti ancora disponibili.

 

Stabilimenti

Gli stabilimenti presenti sulla spiaggia sono 2: il Poseidon, che si incontra dopo il tratto di spiaggia libera, nella prima parte della spiaggia, che da anche sulla punta, e il Tropico mediterraneo, che segue, mentre l’ultima parte di spiaggia è di nuovo libera.

Il punto più affollato è la spiaggia libera all’ingresso: qui, con il passare delle ore, si riempie davvero di ombrelloni, e si riduce quindi lo spazio per persona. Mentre la parte sul fondo, delimitata da una collina rocciosa, con un mare basso e più digradante e con sfumature stupende, ha un pò d’ombra ed è meno affollata. A mio avviso, da preferire per chi non sceglie lo stabilimento.

 

 

Il primo stabilimento, che guarda sul tratto di mare migliore, è molto bello, con ombrelloni di paglia più grandi dell’altro, ma questo da la sensazione di essere più affollato; ha un bel ristorante, dove abbiamo mangiato bene agli stessi prezzi che si trovano ormai in gran parte ristoranti.

 

 

Il secondo stabilimento, il Tropico mediterraneo, ha prezzi inferiori per il noleggio di ombrelloni e lettini, e non fa servizio ristorante.

Da nessuno dei 2 stabilimenti ho ricevuto risposta ai vari tentativi di prenotazione telefonica. Per cui, lasciata la spiaggia del Poetto, e diretti verso Chia, ci siamo fermati un paio d’ore nel tardo pomeriggio a Tueredda e abbiamo così prenotato di persona un ombrellone con 2 lettini per l’indomani, al Tropico mediterraneo (ombrellone in terza fila, 40 euro a fine agosto😱).

 

 

In definitiva la spiaggia ha un mare davvero molto bello, ed è particolare con la sua punta, ma per me è risultata poco rilassante,  tra prenotazioni, parcheggio e affollamento. E dico che per fortuna l’ingresso è a numero chiuso!!

Suggerimenti

Il momento in cui il mare ha i colori più belli a Tueredda è dalle 14 e il punto migliore con acqua di un azzurro intenso tipo Maldive, è davanti al Poseidon, il primo stabilimento che si incontra.

I primi parcheggi che si incontrano sono i più costosi, 9 euro, ma andando pochi metri avanti si trova a 5 euro al giorno, o 3 al pomeriggio. Sono solo pochi passi in più da fare per cui può valere lo sforzo.

 

Chia: alloggio e ristorante

A Chia ci siamo fermati una notte per arrivare presto, la mattina dopo, alla spiaggia Tueredda. In agosto avevo sentito dire che oltre alle difficoltà per l’ingresso, poteva essere un problema trovare parcheggio per la spiaggia, e che pertanto sarebbe stato meglio arrivare presto. All’ultima settimana d’agosto, e con una prenotazione last minute, non c’erano molte possibilità a prezzi non troppo alti e per solo 1 giorno di soggiorno.

La nostra scelta è caduta sul b&b I colori di Chia, prenotato su booking,com, uno dei pochi disponibili.

 

 

La posizione del b&b è comoda: non è lontana dalla strada principale, ed è vicino a ristoranti raggiungibili anche a piedi. La stanza Lavanda che ci hanno assegnato era arredata con gusto, in stile provenzale e aveva un terrazzo grande panoramico molto bello. La colazione era ricca e la signora Irma è stata molto gentile e professionale. Da segnalare l’assenza di tv, che per noi non è stato un problema, e la mancanza di un bollitore in camera e acqua o qualche bibita nel frigorifero (a pagamento), che suggerirei di mettere come spunto di miglioramento.

 

 

Il ristorante scelto per la cena è stato Buiccu, raggiunto a piedi, dove abbiamo mangiato ottima fregola e maialetto.

Il giorno successivo, dopo averlo trascorso alla Tueredda, ci siamo diretti a Porto Pino.

Ma prima di raccontare di Porto Pino, racconto della spiaggia di Su Giudeu, a pochissimi chilometri da Tueredda, che noi abbiamo visitato l’ultimo giorno, tornando da Porto Pino, avendo il volo di ritorno in tarda serata.

 

La spiaggia SU GIUDEU

 

 

La spiaggia di Su Giudeu mi è piaciuta davvero tanto, per la sua ampiezza, per le dune che ci sono sul retro, per i massi da cui è delimitata, per il bellissimo mare, con una temperatura molto piacevole a fine agosto.

 

 

Dall’estremità a sinistra, salendo sulla roccia si può avere la vista di tutta la spiaggia, da una parte, e della spiaggia attigua di Campana Dune dall’altra.

 

 

Nei momenti di bassa marea si riesce a raggiungere a piedi l’isolotto di Su Giudeu, che si trova di fronte, da cui la spiaggia prende il nome.

 

 

Suggerimenti

Le ore con i colori migliori a Su Giudeu sono dalle 12 in poi.

La sabbia in questa zona è dorata.

Il tratto che più ci è piaciuto è quello all’estremità sulla destra, dove ci sono massi che mi hanno ricordato le Seychelles, e tanto spazio dietro allo stabilimento con le dune.

 

 

I parcheggi sono tanti, e in più punti della lunga spiaggia; pertanto, se si vuole raggiungere l’area che ho indicato che più mi è piaciuta, occorre seguire le indicazioni per il parcheggio di Cala Cipolla, pena una lunga passeggiata per arrivarci.

Gli stabilimenti sono sparsi lungo la spiaggia a debita distanza, i prezzi di ombrellone e lettini variano, e in tutti non c’è il servizio ristorante ma vengono serviti solo panini e insalate confezionati provenienti dallo stesso fornitore (la nostra insalata di riso Venere, con pomodorini, Philadelfia, polpa di granchio, avocado, e olive nere, era molto gustosa)

 

PORTO PINO

 

 

Porto Pino l’avevo adocchiata da un po’ di tempo, attratta dalle sue alte dune di sabbia bianca, che non hanno deluso le mie aspettative.

 

 

La zona è quella di Teulada e del paesino di Sant’Anna Arresi-

Una strada panoramica costiera meravigliosa, la SP 71 collega Chia a Porto Pino.

 

Le spiagge di PORTO PINO

 

 

Le spiagge di Porto Pino sono 3: alla prima e alla seconda spiaggia si accede dal centro del paese. Sono presenti tratti con stabilimenti balneari e altri con spiaggia libera. Purtroppo la prima spiaggia quest’anno aveva tanta poseidonia in un tratto, ma appena oltre, il mare aveva una trasparenza incredibile, dovuta probabilmente al peso della sabbia, che alzandosi va subito a depositarsi sul fondo.

Percorrendo tutte le due spiagge si arriva a Is Arenas Biancas, la spiaggia delle dune: è una camminata piuttosto lunga!

 

 

Per fare meno strada a piedi, avendo un auto, si può accedere alla spiaggia da una strada prima di arrivare a Sant’Anna Arresi, dove si trova un parcheggio, dal quale si prende poi un tratto da fare a piedi. In alternativa, in direzione Porto Pino, appena passato il ponte sullo stagno, si trova una strada sterrata che lo costeggia, ed arriva ad un grande parcheggio, da dove, con una breve passeggiata di 10 minuti si arriva agli ultimi stabilimenti e poi alla spiaggia libera, e da lì si raggiungono le dune. Sia la strada in auto, da fare lentamente per godere del paesaggio, che la passeggiata a piedi per la spiaggia, in territorio lagunare, sono naturalisticamente molto belle, specie all’ora del tramonto. Questo territorio è habitat naturale di fenicotteri, gabbiani ed altri uccelli

 

 

Noi abbiamo preso la strada da Porto Pino. molto vicina al nostro alloggio, e ci siamo fermati al primo stabilimento trovato, U recantu. Qui  lettini e ombrellone costano meno che in zona Chia, 25 euro in terza fila (a fine agosto), e anche molto meno che da noi in Romagna!

 

 

Con una passeggiata di una ventina di minuti, si arriva alle dune..

 

 

Il paesaggio è incontaminato e protetto (infatti non si può transitare oltre un certo limite), è area militare e accessibile solo nella stagione estiva.

 

 

E’ davvero bellissim: montagne di sabbia bianca, alte fino a 30 metri, che si sviluppano per un chilometro circa

 

 

Di fronte c’è un mare cristallino e con sfumature azzurro intenso, date dalla sabbia bianca o grigia.

 

 

Io che amo le dune di Fuerteventura, le ho adorate

 

 

La cittadina di Porto Pino non ha un centro vero e proprio, ma pochi negozi, un mercatino serale, e un bel lungo canale, dove sono ormeggiate le barche, purtroppo poco illuminato la sera. Una bella ciclabile scorre tra Porto Pino, lo stagno e Sant’Anna Arresi: in quest’ultima cittadina si puo’ ammirare un nuraghe risalente al 1500 a.c. e uno splendido panorama sugli stagni e sul mare!

 

 

L’alloggio a Porto Pino

A Porto Pino, o meglio nella zona che arriva fino a Sant’Anna Arresi e anche a Teulada, l’offerta di allorggi era più ampia anche all’ultimo minuto rispetto a Chia.

Una buona promozione sul sito dell’hotel Cala dei Pini, che si trova proprio poco prima di  Porto Pino, molto vicino all’ingresso per la spiaggia e proprio sullo stagno, ci ha fatto scegliere questa struttura.

 

 

L’hotel è stato di recente ristrutturato, le camere sono nuove e arredate in stile sardo, ovvero con mobilia in legno verde, hanno un balcone, un bagno un po’ piccolo (il lavandino davvero mignon)

 

 

E’ circondato da un bel giardino che sparge il profumo dei pini tutto attorno; ha una grande piscina, e serve una colazione ricca, con tante torte casalinghe. Ha anche un  ristorante davvero ottimo, arredato gradevolmente, anche se purtroppo non all’aperto, e con un’illuminazione che potrebbe essere migliorata.

Insomma per la cifra pagata e per l’ubicazione si è rivelata un’ottima scelta.

Per arrivare all’hotel si percorre una scenografica strada che attraversa lo stagno.

 

Suggerimenti

Abbiamo gustato un’ottima cena di pesce a Porto Pino al ristorante La Barchetta, proprio sulla strada che porta al centro del paese, vicinissimo all’hotel Cala dei Pini!

 

Alcune informazioni generali

In tutte le spiagge della zona gli stabilimenti non sono in cemento, probabilmente per rispetto all’ecosostenibilità, e per questo i bagni sono solo chimici.

Per spostarsi e arrivare alle spiagge occorre assolutamente un mezzo, auto o moto.

Davanti alle spiagge ci sono parcheggi a pagamento con tariffa giornaliera dai 5 ai 9 euro (2022). Nella stagione di punta è meglio arrivare presto a quello della Tuaredda, pena non trovare posto.

 

La mia classifica di queste 3 spiagge??

Beh, come amante delle dune e come particolarità, al primo posto per me c’è Is Arenas Biancas e i suoi grandi spazi. Al secondo posto metto Su Giudeu, per il contesto, i grandi massi, le dune dorate dietro, e la trasparenza del mare. Metto come terza la più blasonata Tueredda, con un mare maldiviano al pomeriggio e nonostante la sua punta, ma meno particolare e più affollata delle altre

La Sardegna si conferma una bellissima meta per le vacanze, brevi o lunghe che siano!

Per alcuni aspetti questa zona mi ha ricordato la Corsica, dove ho lasciato il cuore!

 

 

agosto 2022

 

 

Visite: 6097

Meraviglie della natura: la Grotta Gigante a TRIESTE

 

 

A una ventina di minuti da Trieste, sull’altopiano del Carso, si trova la Grotta Gigante, la più grande d’Europa ad una sola stanza: la sua particolarità infatti è di essere non una galleria da percorrere ma una grande caverna in cui scendere nelle viscere del sottosuolo.

La grotta ha un altezza che arriva a 100  metri, e per giungere al punto più basso occorre scendere 500 gradini, corredati di ringhiere, e farne altrettanti per risalire.

 

 

Una guida preparata conduce nel sottosuolo e spiega, lungo il percorso di 850 metri, per circa un’ora, la storia della grotta, dalla sua formazione alla scoperta, fornendo alcuni elementi di geologia, mentre con attenzione si scende fino al punto più in basso, la Grande Sala, e poi si risale, con negli occhi la meraviglia. Un’immersione nel centro della terra!

 

 

La grotta è davvero immensa, dicono che potrebbe starci all’interno la basilica di San Pietro!
E’ impressionante vedere il lavorio che l’acqua ha fatto nei millenni sulla roccia calcarea, che si è quindi modellata creando sculture naturali che partono dal basso, le stalagmiti o dall’alto, le stalattiti, bellissime, tra cui una alta 12 metri vere opere d’arte naturali, multicolori:  in base al tipo di minerale e alle luci artificali inserite per mostrare questo splendore, cambia la colorazione per la microvegetazione che nasce.

 

 

E’ inoltre sorprendente pensare come l’uomo abbia potuto lavorare, e in che condizioni, per costruire un sentiero, un sistema di illuminazione, una lunga galleria, al fine di permettere non solo agli speleologi ma a tutti coloro che desiderassero, di entrare nelle viscere del sottosuolo e godere di tale bellezza.

 

 

Milioni di anni fa scorrevano fiumi al suo interno che ne hanno scavato la roccia e creato gallerie, dove sono state trovate testimonianze della presenza degli uomini primitivi. Gli inizi della sua esplorazione risalgono al 1840, l’apertura al pubblico fu dal 1904. La temperatura all’interno della grotta è in ogni stagione di 11 gradi. Mentre si scende si può sentire qualche goccia che arriva sulla testa, proprio una di quelle che andranno a cambiare la forma delle formazioni di questo giardino di roccia

 

 

Al suo interno sono presenti una stazione di ricerca geofisica e attrezzature scientifiche all’avanguardia, come sismografi e come i due tubi di acciaio che dalla sommità arrivano a terra: sono pendoli geodetici che permettono di misurare i movimenti anche impercettibili della crosta terrestre.

L’ultima parte del percorso di risalita avviene attraverso una galleria appositamente costruita.

 

 

All’ingresso del Centro visitatori è presente un Museo Speleologico dove si possono vari reperti, scheletri, minerali, e anche attrezzi e un centro didattico..

Le visite guidate sono a orari prestabiliiti, durano circa 1 ora e vanno prenotate sul sito http://www.grottagigante.it/

La grotta è raggiungibile facilmente in auto, ma anche con i mezzi pubblici da Trieste.

Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.

Elegante TRIESTE

novembre 2022

 

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Elegante TRIESTE

Arriviamo a Trieste da Gorizia per la strada costiera, che è meravigliosa.

 

 

Il sole sta tramontando sul mare quando giungiamo sul lungomare Barcola, e abbassando il finestrino entra un profumo, per me inebriante, di salsedine..

 

 

La vista del Faro della Vittoria dà il benvenuto in città. Nell’ultima sorprendentemente calda giornata di ottobre, il cielo si tinge di rosa e il mare riflette il cielo

 

 

la luce del tramonto comincia ad illuminare gli eleganti palazzi della capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

 

 

Una delle cose belle della città è che percorrendola in auto si può già avere un assaggio di tutte le sue bellezze, piazze, vie e palazzi: le aree pedonali sono ben alternate a quelle in cui si può circolare. Quindi facendo un giro per cercare il parcheggio vedo già gli highlights e comprendo subito che mi piace!!

Trieste è diversa da tutte le altre città italiane sul mare che ho visto: diversa da Venezia, o Cagliari, o Genova che hanno spiccate caratteristiche marinare mentre lei è imperiale, signorile e composta, per le forti influenze asburgiche; nello stesso tempo è differente dalle altre città mitteleuropee o imperiali, proprio perché è sul mare.

 

 

In certe parti mi ha ricordato Parigi, in altre le città austriache, alcuni palazzi ricordano quelli di Venezia, alcuni monumenti Roma.. ma nell’insieme è una città unica.

 

PARCHEGGIO ED ALLOGGIO

Troviamo posto al Molo 4 parking, praticamente sul mare, poco distante dal nostro alloggio, prenotato su booking.com, che si trova in una vivace strada del centro, via San Nicolò

 

 

Lo raggiungiamo passando dal Canal Grande, che si trova nel Borgo Teresiano, dove è già tempo di aperitivi, ancora all’aperto, e mi ricorda un po’ la zona dei navigli di Milano

 

 

La nostra stanza, al San Nicolo Suites, è più un appartamento che una camera, si trova al terzo piano di un palazzo d’epoca, ed è davvero incantevole

 

 

E’ perfettamente ristrutturata, con parti in pietra a vista sui muri, e arredata in un verde elegante

 

 

Dalle finestre si vedono i palazzi colorati dai toni tenui e il fianco delle colonne di Piazza della Borsa

 

 

dalla parte opposta in lontananza si vede anche il mare

 

 

La posizione è davvero perfettta, in pieno centro, tra il Canal Grande e Piazza Unità d’Italia. Forse solo la strada non è molto tranquilla la sera, essendo piena di locali, al centro della movida. Ma per tanta bellezza, vale la pena un po’ di frastuono la notte.

 

Trieste: cosa vedere in una giornata

 

 

TRIESTE DI SERA

Proprio alla sera, a mio avviso, Trieste da il meglio di sé: la sua piazza principale, singolare perché di fronte al mare, Piazza Unita d’Italia, su cui affacciano meravigliosi e candidi palazzi magnificamenti illuminati, è uno splendore, e la meraviglia è accentuata dalle sue luci che riflettono sull’acqua, guardandola dal Molo Audace.

 

 

La temperatura così gradevole e la festa di Halloween, rende strade e piazze brulicanti di gente e bambini mascherati.

Ci fermiamo a godere della sua bellezza in prima fila su un divanetto rosso dello storico Caffè degli Specchi

 

 

poi andiamo ad ammirarla da lontano dal Molo Audace

 

 

prima di addentrarci nella animata città vecchia lungo la via Cavana

 

 

e raggiungere il ristorante Joia, che avevo prenotato, sul lungomare Riva Tommaso Gulli, un locale davvero carino, dove domina il colore verde acceso, un arredamento moderno e raffinato, e cibo con ottimi sapori e combinazione di ingredienti particolari.

 

 

TRIESTE E I CAFFE’

I caffè a Trieste fanno parte della tradizione e sono stati luoghi della cultura. Frequentati spesso da uomini d’affari e da famosi intellettuali,  per  discutere di letteratura, politica o semplicemente per incontrarsi, sono dei veri e propri salotti che conservano tutto il fascino di altre epoche. Per questo, inserire nella visita a Trieste qualche caffè storico fa parte dell’esperienza.

Alla sera, come già scritto sopra, andiamo al Caffè degli Specchi che si trova in un bellissimo palazzo storico, Palazzo Stratti, proprio in piazza Unità d’Italia: bellissimo all’interno, sedere all’esterno, gustando un aperitivo, un caffè, un cocktail o un dolce, ammirando la meraviglia della piazza, dei palazzi che si affacciano, il viavai delle persone che passeggiano, col mare di fronte, non ha prezzo.

 

 

Al mattino seguente voglio andare a fare colazione in un altro storico caffè dei primi del 900, il Caffè San Marco, un pò più fuori dal centro storico, frequentato in passato da intellettuali quali Svevo, Saba, Joyce. Stendhal, e oggi con una sala adibita a libreria, con anche tavolini dove si può  consumare. La sua fama non tradisce le mie aspettative: entrando nel caffè ci si immerge davvero in un atmosfera di altri tempi, luci basse, mobili antichi, stucchi,  specchi, foto, dipinti, divanetti e arredamenti scuri, e una musica anni 30 che evoca ancor di più l’epoca liberty.

 

 

L’ultimo caffè visitato, (per mancanza di tempo: se ne avessi avuto di più li avrei visitati tutti, i caffè!) è stato il caffè Tommaseo, il più antico di Trieste, risalente al 1825, un locale davvero elegante che fa anche da ristorante, e dove si può scegliere tra una varietà di oltre 100 tipi di caffè. Io prendo un sublime caffè viennese, composto da caffè, cioccolata calda e panna montata, una vera bomba.

 

 

IL BORGO TERESIANO, IL CANALE, LE STATUE IN BRONZO, PIAZZA BORSA E I VIALI PEDONALI

Per arrivare al Caffè San Marco passiamo dal Ponte Rosso sul Canal grande e non possiamo fare a meno di scattare una foto con la statua dello scrittore James Joyce, vissuto a lungo a Trieste

 

 

In città si trovano parecchie di queste statue in bronzo, da Svevo in via Cavana, che abbiamo visto alla sera, a D’Annunzio in piazza Borsa, all inventore dell’elica nautica sul lungomare..statue simili le avevo viste per la prima volta a Bratislava

Altre due statue in bronzo molto belle si trovano appena oltre il Molo Audace, di fronte a Piazza Unità, sulla scalinata della Riva Caduti per l’italianità di Trieste: un bersagliere che sale le scale con la bandiera in mano, e le “Ragazze di Trieste“, sedute sul muro mentre cuciono

 

 

Fossero state rappresentate ai nostri tempi, invece di ago e filo avrebbero avuto in mano il cellullare!

 

 

Da Riva Tre Novembre, la strada che costeggia il mare, e prendendo le perpendicolari del Canal Grande, dove si possono ammirare i bellissimi palazzi che riflettono sull’acqua, ci si addentra nel Borgo Teresiano, quartiere fatto costruire dagli imperatori nel settecento; si giunge al Ponte Rosso e alla piazza omonima, che al momento della nostra visita è occupata da bancarelle, fino al punto in cui il canale termina interrato, a Piazza Sant’Antonio Nuovo con l’omonima chiesa con colonnato, che si può ammirare in lontananza sul fondo, quando si imbocca il Canal Grande.

 

 

Lungo la strada che fiancheggia il canale si incontra la Chiesa serbo ortodossa di San Spiridione, con le sue cupole rotonde azzurrate

 

 

Da qui, prendendo la via omonima si arriva in Piazza Borsa, col suo edificio imponente neoclassico con colonnato greco, sede ora della camera di commercio, e davanti la fontana del Nettuno e la statua di D’Annunzio seduto su una panchina. Siamo a pochi passi dal bellissimo palazzo Tergesteo e da Piazza Unità d’Italia

 

 

Proseguendo invece da piazza Sant’Antonio ci si addentra in vie piene di caffè, e ancora chiese ed edifici storici, fino ad arrivare sui bei viali triestini.

I viali triestini sono molto eleganti con i loro palazzi liberty, neoclassici o eclettici,  ma  capita talvolta di vedere che accanto ad essi siano stati costruiti orribili palazzi risalenti al dopoguerra, in disarmonia con il loro stile e la loro bellezza.

Nel nostro cammino sono attratta da una via pedonale alberata, piena di locali ai lati, che mi è piaciuta molto e di cui non avevo letto niente, viale Venti Settembre

 

 

Mi ha ricordato in piccolo la Rambla di Barcellona

 

 

Proprio in una parallela ci fermiamo per pranzo in una trattoria con le tovaglie a quadri bianche e rossi, frequentata per lo più dai triestini, dove si mangia pesce, l’Osteria de Scarpon.

 

 

PIAZZA UNITÀ D’ITALIA, IL MOLO AUDACE E LE RIVE

Dopo averla ammirata con le luci della sera, al mattino dopo colazione ripassiamo a vedere Piazza Unità d’Italia, davvero un elegante salotto, sui cui 3 lati affacciano scenografici palazzi: il municipio, con al centro la torre dell’orologio, fa da protagonista, ma non meno belli sono il palazzo del Governo, sede della Prefettura, con la sua bella balconata, il palazzo Stratti, che ospita il Caffè degli Specchi, il Gran hotel Duca D’Aosta, il Palazzo della Regione del Lloyd triestino e Palazzo Pitteri. Davanti al municipio si erge la bella fontana dei 4 continenti (il quinto all’epoca in cui è stata costruita non era ancora conosciuto).

 

 

Il quarto lato si affaccia sul mare del golfo di Trieste. Di piazza Unità d’Italia ne parlano come il salotto della città ed è proprio questo che si sente camminando lungo la piazza, con la sensazione di tornare indietro ai tempi imperiali, godendo nell’insieme di una visione davvero spettacolare.

 

 

Di fronte alla piazza,  come già descritto sopra, si allunga per 246 metri il molo Audace, una vera e propria passerella sul mare, dove passeggiare con l’acqua sui 2 lati, respirare la brezza marina e vedere la meraviglia della piazza per intero dal mare.

 

 

I viali che costeggiano il mare a Trieste si chiamano Rive, e sono bellissimi punti di vista dei palazzi che li popolano, passeggiando davanti al golfo, di giorno e con l’illuminazione della sera.

 

LA PARTE SULLA COLLINA: LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO IL FORO ROMANO, IL CASTELLO

Su una collina che domina Trieste, il colle San Giusto, luogo in cui si è sviluppato nell’antichità il centro storico della città, si trovano la cattedrale e il castello, dove ci dirigiamo nella seconda parte della  mattinata. Avevo letto che esiste un ascensore che risparmia la salita, sito al parcheggio San Giusto, così in un  battibaleno raggiungiamo la nostra destinazione.

 

 

Il contesto è molto bello, la statua che guarda sulla città mi ricorda quella sulla collina Gellert di Budapest.

 

 

La cattedrale, unione di 2 chiese romaniche, col campanile, ha sulla facciata un bel rosone gotico, e al suo interno dei bei mosaici. Accanto si trovano i resti dell’antico foro romano, alcune parti di colonne e capitelli e a fianco il castello, fatto costruire dagli imperatori austriaci, con bastioni e mura, risalente alla fine del 1400.

 

 

Scendiamo a piedi dalla collina, passando per l‘arco di Riccardo, porta romana del I sec. a.c., che appoggia a una recente casa gialla

 

 

e passiamo per il teatro romano, molto ben conservato, ma che ha a fianco un edificio degli anni 50/60 proprio brutto

 

 

La città vecia, ovvero la città vecchia, che rimane sotto la collina, costituita da vicoli e botteghe, l’abbiamo percorsa la sera, e purtroppo non abbiamo il tempo di rivederla con la luce del giorno.

 

continuando la giornata..

L’incredibile giornata di sole e del pomeriggio prima e della mattinata, lascia il posto a un tempo nuvoloso e grigio. Decidiamo quindi si rimandare a una prossima visita il castello di Miramare e di dirigerci verso un posto dove non importa se ci sia o meno il sole: la Grotta Gigante.

Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.

Rimandiamo anche ad una prossima volta per mancanza di tempo la visita alla Risiera del Sabba, testimonianza dell’unico campo di concentramento in Italia, che ci sarebbe interessata molto.

Trieste, che ho trovato una città stupenda, merita sicuramente più tempo di quello che abbiamo potuto dedicargli, e un ritorno, per assaporare di nuovo la sua bellezza e vedere ciò che abbiamo dovuto tralasciare, magari ampliando il giro in altre località del Friuli Venezia Giulia, che sono certa che abbia tanto da offrire.

 

 

novembre 2022

 

Edit settembre 2023

Il Castello di Miramare

 

 

Ho avuto modo di vedere il castello di Miramare di Trieste in una visita successiva: bellissimo, vale davvero la pena.

Il suo parco, con lo sciabordio del mare in sottofondo, il verde dei suoi grandi alberi che profumano l’aria, e i meravigliosi tratti con giardini fioriti, infondono una pace pazzesca

 

 

E da ogni angolo si hanno viste favolose, col bianco del castello che risalta sul verde e sul blu del resto, le panchine rosse sparse nei punti panoramici, e i pergolati sopra i sentieri da percorrere..e il piccolo castelletto, delizioso a inizio percorso

E ti credo che Massimiliano d’Asburgo si è voluto costruire la sua dimora lì!!🥰

 

 

Come arrivare

Io ci sono arrivata con la barca Delfino verde che parte dal molo dei bersaglieri di Trieste e arriva in mezz’ora al porticciolo di Grignano. Non è molto frequente e al ritorno l’ho anche presa in direzione sbagliata🙄, ma è un gradevole giro in barca da cui si vede la costa. Dallo sbarco parte un sentiero che, attraverso il parco, conduce pian piano al castello, regalando scorci meravigliosi

 

 

 

In alternativa da Trieste il bus n 6 e il 36 portano a una ventina di minuti dall’ingresso principale, e sono piuttosto frequenti.

 

 

 

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Una sosta a GORIZIA

 

 

Gorizia, città friulana sul confine tra Italia e Slovenia, mi accoglie con una fisarmonica su Corso Italia, che mi catapulta subito nell‘atmosfera mitteleuropea della città

 

 

Mi colpiscono subito i suoi curati palazzi ottocenteschi, bassi, al massimo a 3 o 4 piani, dai colori pastello.

 

 

Corso Italia prosegue col nome di Corso Giuseppe Verdi. Lungo la via si incontrano i bei giardini pubblici e il mercato coperto cittadino, che meritano entrambi una sosta

 

 

L‘anima mitteleuropea si respira tutta nella sua piazza principale, Piazza della Vittoria, dalla forma insolita: non ho mai visto una piazza a forma triangolare!

 

 

Al centro della piazza si trova la fontana del Nettuno, che qualcuno dice assomigli a quella di Bologna: e io da bolognese dico, manco per idea! Sulla piazza affacciano bei palazzi colorati, e la chiesa barocca di Sant’Ignazio, che si trova dall’altra parte della strada, non la sovrasta ma è imponente e caratteristica con i suoi due campanili a cipolla, tipici delle chiese del centro Europa.

 

 

Da qui, accendo google maps per arrivare a Piazza della Transalpina, dove si trova il confine tra Italia e Slovenia, a circa 2 km fuori dal centro.

Piazza della Transalpina è la cosa che più mi ha emozionato a Gorizia, e ne parlo qui

Linee di confine

 

Fino al 2004 la piazza era divisa da una rete e un muretto che segnava il confine tra Italia ed Est Europa, e la città, nella parte italiana e slovena.

La stazione slovena che si affaccia sulla piazza è davvero bella

 

 

All’interno è tutto chiuso, ma le biglietterie mi ricordano lo stile della metropolitana di Budapest

 

 

Lungo la va del ritorno, la cosa che mi colpisce è che il cartello che definisce l’ingresso in Slovenia è pulito e ordinato

 

 

mentre quello dalla parte opposta, venendo dalla Slovenia in Italia è appoggiato a terra, contro un albero, sporco, quasi precario.. non è un gran bel biglietto da visita, vorrà dire qualcosa?!?

 

 

Ritornando verso Piazza della Vittoria, sulla strada si incontra Il Palazzo Attems Petzenstein, risalente alla prima metà del Settecento, in sile barocco e rococò, sede di musei e pinacoteca

 

 

Dalla base del triangolo di Piazza della Vittoria, parte la strada più antica di Gorizia, via Rastello, che termina in un angolo con abitazioni molto caratteristiche, e la strada in salita che conduce verso il castello, via Crocevia, con all’angolo la statua in bronzo di un filosofo goriziano, Carlo Michelstaedter.

 

 

Il duomo lo incontro per caso, entrando da un arco che indica il Palazzo della Questura. Una bella piazzetta si apre con case con muri dai bei colori, di fronte a un edificio bianco con una meridiana, che scopro, andando avanti, essere una parete della cattedrale neoclassica dei santi Ilario e Tiziano. La trovo davvero strana, per essere un duomo cittadino. La piazza, tranne che per un bar molto discreto, è per lo più deserta.

 

 

Pochi passi oltre si trova Piazza Sant’Antonio, una piazza non piazza: in realtà è l’area adiacente ad un chiostro (di un convento francescano del XIII secolo) aperto con 3 bei porticati sui lati e il quarto con vista sul castello, e di fronte al Grand hotel, di un giallo acceso che spicca. Peccato che il lunedì tutti i locali sotto i portici, che appaiono molto caratteristici, siano chiusi. Ma fare un giorno diverso qualcuno no?

 

 

Per mancanza di tempo non riesco ad andare a Borgo Castello, quartiere un tempo abitatato dai nobili e dai loro servitori, dove si trova appunto il Castello, su un’altura, da cui si dice si veda anche un bel panorama. Mi devo accontentare di vederlo guardando in alto da Piazza della Vittoria, apprezzare le belle case all’inizio della salita di via Crocevia,  e vedere il verde del borgo da Piazza Sant’Antonio: mi consola sapere che attualmente è chiuso, quindi non potrei comunque visitarlo.

Ritornando verso il centro, percorrendo via Mazzini, arrivo in Piazza del Municipio, un incrocio di strade dominato da un basso palazzo molto mitteleuropeo con un orologio al centro.

 

 

Da qui si rientra nella zona pedonale di via Garibaldi e arrivo nel punto in cui è iniziato il mio tour, in Corso Italia, dove subito ero stata colpita dal dehor del cafè del Teatro Giuseppe Verdi, storico bar risalente al 1781, che conserva arredi originali e atmosfera di un tempo, e che si trova appunto a fianco del Teatro Giuseppe Verdi.

 

 

Gorizia sarà capitale della cultura nel 2025, è una graziosa città a cui sono stata contenta di aver dedicato qualche ora andando verso Trieste.

Una città che mi ha portato riflessioni, come questa

Linee di confine

 

ottobre 2022

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Linee di confine

 

 

Ho una strana attrazione per i confini. Forse  perché ho lavorato tanto sui miei, fragili, a volte troppo indefiniti, che mi hanno indotto, talvolta, ad immedesimarmi in modo camaleontico con altro da me.

I confini hanno il loro senso perché identificano e ci identificano. E una volta riconosciuti e fortificati, il bello è poterli varcare, ovvero superare ciò che ci confina appunto, per conoscere altro, il diverso.

Trovandomi a Gorizia, città di confine, non ho potuto fare a meno di seguire il desiderio di arrivare a Piazzale della Transalpina, dove, con un passo, dall’Italia si passa in Slovenia.

Avevo letto che al centro del Piazzale c’è un punto che divide le due nazioni e la città stessa, che da un lato si chiama Gorizia, dall’altro Nova Gorica.

 

 

E’ una linea che un tempo era un grosso muro di difficile valico, vecchio confine tra Italia e Jugoslavia, abbattuto nel 2004, quando la Slovenia entrò a far parte dell’Europa di Schengen, e che ha lasciato il posto a uno strano monumento: un cerchio sulla piazza che definisce il passaggio tra i due paesi.

 

 

Qui, si può passare da uno stato all’altro, ci si può cimentare nell’essere da una parte o dall’altra, come fanno i tanti che si fermano e fanno questo gioco, scattandosi foto. Ma si può anche sperimentare, non solo fisicamente ma anche metaforicamente, il confine, e fare qualche riflessione, attivando la consapevolezza: qua ci sono io, là ci sei tu, qui sono nella mia terra e lì sono in terra straniera. Si può superare il confine, e vedere cosa accade dentro di noi.

 

 

Cammino con curiosità su una strada poco affollata, dal centro di Gorizia, e mi avvicino a quel confine.

 

 

Ascolto quello che sento.

Penso che, in fondo, la città è la stessa, vista da una diversa angolazione, con diverse peculiarità, lingua, cultura, storia. E che anche gli abitanti, gli uomini, sono gli stessi: tutti esseri umani, simili, anche se con diverse peculiarità, lingua, storia e cultura.

Mi dirigo verso il punto indicato dove deve esserci il Piazzale. Arrivo nei pressi, e mi accorgo che cammino per un pò proprio sulla linea di confine.

 

 

Mi sento un po’ spaesata: non capisco bene dove mi trovo. Perdo la strada, e mi accorgo di averlo varcato il confine: per un pò non so più se incedo da una parte o dall’altra, nella mia terra o in terra straniera.

Sono confusa, mentre constato che cambiano le insegne, la lingua diventa da italiano a sloveno..

Poi, vedo apparire un edificio elegante, che ricorda le archittetture dell’impero austro ungarico, bellissimo,

 

 

Davanti c’è una grande piazza: è Piazzale della Transalpina, e l’edificio è la stazione ferroviaria Jesenice-Trieste, in Slovenia.

 

 

E poi ci arrivo, in quel punto ben definito nel mezzo del piazzale, dove basta un piccolo passo per restare, o per andare in territorio diverso.

 

 

Sperimento consapevolmente: lascio la mia terra e sono in terra straniera..sono sempre io, ma sento che qualcosa cambia in me.

Posso passare da una parte all’altra restando me stessa, mantenendo salda la mia identità, con la curiosità verso posti e spazi nuovi, che mi appartiene; cambiare punto di vista; andare verso qualcosa a me ignoto, diverso, aumentando le possibilità di conoscenza di quel che sento, di quel che vedo.

E penso che a volte abbiamo paura di varcarli, i confini.

Che a volte è semplice, basta un passo, mentre a volte ci perdiamo. 

O li difendiamo per paura di far entrare, per paura del diverso, dell’invasione.

Penso che a volte i confini sono solo nella nostra testa, altre volte sono muri di protezione, da abbattere, da trasformare in linee di definizione.

E il frutto del lungo lavoro fatto su me stessa, mi dice che solo quando li abbiamo ben chiari e delineati, i nostri confini, possiamo sentirci sicuri e possiamo sapere dove andare. E possiamo trascenderli, restando noi stessi, senza perderci, senza la paura e il rischio di diventare qualcos’altro, qualcun’altro. Come l’acqua che resta tale dentro a una bottiglia, ma diventa fango se versata nella terra.

 

E subito mi è chiaro il concetto:

che i confini, solo quando li hai definiti, sai dove sei e sai chi sei.

E non hai bisogno di difenderti

 

 

ottobre 2022

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.