Un adolescente in viaggio
Orlando: Universal Studios e Universal’s Islands of Adventure
Ci accorgiamo che stiamo arrivando ad Orlando perché vediamo sull’autostrada un tralicio fatto a forma di Topolino.
Il tempo è nuvoloso, col navigatore arriviamo in città, una città fatta di hotel, ristoranti, outlet e parchi giochi.
Il navigatore ci porta al nostro hotel, il ROSEN INN NEAR THE PARKS sull’Universal Boulevard, dove staremo per 2 notti, prenotato da Agoda e pagato pochissimo. Ho scelto questo hotel per varie ragioni: per rientrare nella media dei prezzi del nostro viaggio in Florida (https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/), visto che qui a Orlando è possibile, si trovano alloggi anche a poco prezzo, perché sembrava comodo, proprio sulla via degli Universal Studios e con navetta gratuita, per l’ ottimo punteggio delle recensioni. L’hotel è simile a un motel, ha una bella hall con personale gentilissimo e una bella piscina centrale. L’ arredamento delle camere è un po’ old stile pero’ sono tenute molto bene, per cui non risulta sgradevole. Ha il bollitore con il caffè in camera e un market fornitissimo. Posso confermare l’ottimo rapporto qualità prezzo. All’interno c’è un corner dove si possono acquistare i biglietti per i parchi e prenotare la navetta.
Dopo aver appurato che il costo dei biglietti è lo stesso di altri punti all’esterno e sul sito online, li acquistiamo e prenotiamo la prima navetta delle 7.30 per l’indomani, nonostante l’apertura del parco sia alle 9, come da consigli letti su vari siti e forum: giusta decisione in quanto occorre un po’ di tempo per raggiungere gli studios, altro tempo per camminare fino all’ingresso dalla fermata dell’autobus, e i cancelli aprono mezz’ora prima per iniziare i controlli. In questo modo, siamo riusciti a fare pochissima coda per le prime attrazioni.
Quello che interessava a nostra figlia era principalmente tutto cio’ che riguardava Harry Potter, ma è riuscita a fare anche alcuni altri rollercoaster e tutti insieme siamo riusciti a vedere 3 spettacoli. E’ rimasto fuori tanto, ma facendo 2 parchi in un giorno è normale.
Abbiamo fatto il biglietto giornaliero Park to Park, che consente nello stesso giorno, di andare agli Universal Studios e a Island of Adventure. Le attrazioni di Harry Potter sono infatti divise tra i 2 parchi, comunicanti tra loro tramite l’Hogwart Express.
https://www.universalorlando.com/web/en/us
Entrando nel parco, si riceve una carica adrenalinica pazzesca! Ti guardi attorno, da una parte vedi un lago con l’Hard Rock Cafè piu’ grande del mondo, dall’altro vedi in lontanza il castello di Hogwarts, e poi tutto intorno giostre e rollercoaster..
Entri nella magia, regredisci nell’infanzia, sprizzi eccitazione da tutti i pori..anche chi non è piu’ un bambino o un ragazzo, non puo’ non esserne affascinato.
Come consigliato nel forum di Tripadvisor e in alcuni blog (https://www.viaggi-usa.it/), siamo entrati subito ad Island of Adventure, andando verso Hogsmeade.
La ricostruzione è meravigliosa, sembra proprio di essere nel film e arrivare al castello di Hogwarts, è una grande emozione.
Entriamo per la prima attrazione, la nr. 13 , the Forbidden Journey, che permette di visitare il castello, passando per la stanza dei quadri parlanti, dall’ufficio di Silente, e davanti a Harry, Hermione e Ron che parlano su un balcone. Lasciamo il papà, che soffre di vertigini e non sale in carrozza, mentre noi….via!!
Partiamo in giro assieme ad Harry che cavalca la scopa, gioca sul campo di quiddich, e vola sopra e dentro il castello. Emozionante vederselo lì davanti, adrenaliniche le volate in picchiata sul campo e sul castello di Hogwarts. E al termine ti trovi davanti alla proiezione di tutti i personaggi che ti guardano e ti applaudono..è una grande emozione!
Terminata la corsa, visto che siamo li’ e non c’è coda, facciamo anche l’attrazione di fronte, Flight on Hippogriph, un rollercoaster non troppo veloce e con spirali non eccessivamente pendenti, ma neanche poco per me. e molto breve. Vorremmo fare la nuova attrazione Hagrid’s Magical Creatures Motorbike Adventure ma è temporaneamente chiusa, dicono che dovrebbe aprire piu’ tardi, quindi ci ripromettiamo di tenerla sotto controllo con la comoda app, che abbiamo scaricato, che segnala anche i tempi di attesa.
Andiamo a prendere l’Hogwarts Express per Diagon Alley, agli Universal Studios, anche qui non facciamo fila, e questo è veramente bellissimo: si parte con il treno vero e nelle vetrate dello scompartimento passano paesaggi e personaggi, proprio come se si stesse viaggiando e la cosa bella è che, facendo il percorso inverso, cambiano scene e paesaggi.
Si scende e si esce a King Cross, la stazione è identica a quella di Londra, poco distante c’è il Nottetempo, e a sinistra c’è un arco: non si vede cosa c’è oltre, ma entrando ti trovi a Diagon Alley e ti sembra di entrare nel film.
Molto piu’ grande e realistica di quella vista agli Studios di Londra, tutto è ricostruito perfettamente: c’è la bottega di Ollivander, il negozio dei Wisley, quello di Madame Malkin, il negozio concorrente di Ollivander, sempre vuoto, alcuni chioschi con la burrobirra e tanti altri negozi dove si possono acquistare gli abiti e tutta l’oggettistica, e anche Nocturn Alley.
Sul fondo, c’è la Banca di Gringotts, e sopra ad essa spicca, gigante, il drago che lancia fuoco a intervalli prestabiliti. Siamo in estasi, anch’io, come l’adolescente, che non sono neanche tanto fan, e mi guardo attorno esterefatta..
Per fare l’attrazione 11, Escape from Gringotts, bisogna entrare nella banca. Qui attendiamo circa 30 minuti. Con l’escamotage di prendere le corse dei singoli (in pratica si sale da soli, non con i compagni, usano il sistema per riempire tutti i posti) , si riesce a risparmiare tempo, tanto, quando si è in quel turbinio, non ci si accorge se qualcuno è insieme a noi!! (salvo mia figlia che sentiva le mie urla da dietro di me!).
Si scende nei sotterranei, si incontrano Harry Potter, Ron, Hermione, e anche Voldemort e Bellatrix, la banca si frantuma e tu sei in mezzo mentre tutto crolla !! Pauraaaa!!! Per me è stata una delle attrazioni piu belle.
Giada vede un bel cappello e ne ha bisogno se lo prova, le sta benissimo e lo compriamo (da notare che la sera precedente in un negozio in città aveva già comprato cappello invernale e maglietta di Griffondoro), entra nel negozio degli abiti e si prova quello rosa di Hermione al ballo, e poi vuole i calzini lunghi di Griffondoro, che si mette subito.
Usciamo da Diagon Alley, ci guardiamo intorno, passeggiamo, e a un certo punto sentiamo cantare “Freedom”..stavolta sono io a correre e fuori da un negozio, i Blues Brother e Aretha Franklin, ricordi della mia gioventù, fanno il loro spettacolo, …meraviglia, sono identici! Restiamo finchè non finiscono e si allontanano andandosene con la loro auto…Intanto ci guardiamo intorno, vediamo altri personaggi dei cartoni, è tutto troppo simpatico!!
L’adolescente vuole fare anche quei rollercoaster a ruota, che ti trovi a testa in giù..io manco morta, il padre, non ha fatto neanche gli altri, ma lei ora non ha problemi ad andare da sola. Va sul Rock it, facendo parecchia fila e noi l’aspettiamo giù, cercando sulla mappa dove andare a pranzo. Quando ritorna, con l’aria soddisfatta, andiamo a pranzo, abbiamo scelto Mel’s Drive, il locale di American Graffiti, tutto è uguale, persino le cassiere sono vestite come nel film. Mangiamo dei buoni hamburger, per 46 usd, dopo aver fatto coda anche qui, e intanto ci rinfreschiamo un po’ perchè fuori è diventato molto caldo.
Guardiamo cosa fare ancora agli Universal Studios, avevo sentito parlare molto bene di Revenge of the Mummy, la vendetta della Mummia, non sarebbe tanto il caso di fare un rollercoaster, visto che abbiamo appena mangiato, ma siamo fiduciose e andiamo. Anche qui facciamo le corse singole, e dobbiamo attendere un pò. In alternativa per non attendere, si possono acquistare i fast pass, ma sono piuttosto costosi e non valgono per le attrazioni di Harry Potter, quindi preferiamo, quando possibile, usare la corsa dei singoli. Non avevo prestato troppa attenzione a che tipo di attrazione fosse la Mummia, ma me ne sono accorta subito alla partenza. Si pensa di partire in avanti, invece, ad una velocità supersonica e al buio, partiamo all’indietro…potrei morire!!! Ci si trova dentro ad una tomba egizia, ed è uno spettacolo, veramente bellissimo. Ad un certo punto il soffitto prende anche fuoco, si sente il calore che arriva addosso, sembra tutto vero e quello che si vede quando c’è un po’ di luce è stupefacnte. Scendo con le gambe che mi tremano dalla paura, ma contenta perchè è un’attrazione bellissima.
Decidiamo a questo punto di fare qualcosa di piu’ tranquillo in modo che anche il papà sia coinvolto. Andiamo a vedere un paio di spettacoli, Animal Actors, dove ci sono alcuni simpatici animali addomesticati che fanno uno show, e Horror make up show, uno spettacolo sui trucchi degli horror, carino, se si riuscissimo a capire tutte le battute. Decidiamo poi di andare a vedere Shrek, uno spettacolo in 4d. Qui aspettiamo parecchio, 40 o 50 minuti, ma per fortuna siamo all’ombra. Lo spettacolo è molto carino, soprattutto quando si va in carrozza con Shrek o quando ciuchino ti starnutisce in faccia :).
A questo punto decidiamo di ritornare a Island of Adventure, per vedere lo spettacolo “Coro di Rane” a Hogsmeade, dimenticando che alle 19 c’è la parata agli Universal Studios, ma non saremmo riusciti coi tempi a rimanere, perchè ora la coda per prendere l’Hogwarts Express è lunghissima.
Arriviamo che prima c’è lo spettacolo di balletto condotto da Hermione, Trew Spirit Rally, e poi il coro delle rane, che è divertentissimo: 4 ragazzi cantano a cappella e fanno versi che sembrano proprio rane.
A fianco un banchetto che vende tutti i tipi di bacchette e porta bacchette. Nel frattempo, anche se sono già le 18, apre l’attrazione di Hagrid: in pochi minuti danno 200 minuti di attesa!! no no, non ce la possiamo fare! Giada allora decide di fare di nuovo The Forbidden Journey, la rifaccio volentieri anch’io, per ricavalcare la scopa con Harry!!!
Al termine ci avviamo verso l’uscita, il parco è grande, passiamo da altre attrazioni, Jurassic Park, King Kong, Spider Man e anche dalle attrazioni tutte colorate per i piu’ piccoli. Giada vuole ancora fare un enorme rollercoaster, Hulk, che fa giri pazzeschi, e va da sola mentre noi ci riposiamo un po’, godendoci l’atmosfera.. è già il tramonto.
Mentre aspetto, vedo che c’è una giostra, Storm Force Acceleration ….. è simile alle tazze che ci sono a Gardaland, fatte quando Giada era piccola, e che mi erano piaciute tantissimo. Quando scende, non c’è coda e chiedo se viene con me e andiamo a girare e rigirare, sbattendo qua e là!!
Fatto questo pero dobbiamo proprio andare verso l’uscita, mi dispiace, ma abbiamo deciso di prendere il bus delle 20.00, il parco chiude alle 22 ma gli ultimi bus, ci hanno detto, col traffico della sera, possono impiegare anche ore per tornare all’hotel. E comunque siamo stanchissimi.
Arrivati all’hotel, andiamo al market e decidiamo di comprare qualcosa da mangiare li’, troppo stanchi per uscire ancora, e poi il traffico ad Orlando alla sera è pazzesco. Prendiamo hot dog e tramezzini e la colazione per il giorno successivo. Ceniamo in camera, abbiamo bagagli da risistemare, il giorno dopo si deve partire presto per Cape Canaveral, vogliamo essere al Kennedy Space Center all’apertura.
Siamo sfiniti ma contenti, l’adolescente dice di aver trascorso una giornata indimenticabile e noi siamo stra felici per questo.
I momenti magici non devono mai mancare nella vita, e quando una ragazza o un ragazzo non piu’ bambino/a ti chiede ancora di vivere la magia, il dono piu’ grande è quello di donargliela e farlo sognare ancora e per sempre.
luglio 2019
foto di Patty
L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando nel dettaglio qui
https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2645080972377862
tutti gli articoli sulla Florida
https://www.unanimainviaggio.it/viaggi-nel-mondo/florida-usa/
Miami e Fort Lauderdale
Prima tappa: MIAMI





Sono a Miami!!







Fort Lauderdale
Arriviamo a Fort Lauderdale di sera. Ci aspetta il nostro albergo vicinissimo all’aeroporto, a Dania beach, l’hotel Morrison carino, nuovo, ma con un arredamento e accostamento di colori che sembra un pò vintage.
Andiamo a cena, consultando Tripadvisor, in un ristorante li’ vicino, il Fish Grill, dove mangiamo molto bene, carne ottima, spendendo abbastanza. Il giorno dopo, in pochi minuti siamo all’aeroporto, dove lasciamo la nostra auto, per volare verso il paradiso.
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Ritorniamo a Fort Lauderdale dopo 7 giorni trascorsi ad Exuma.
Avevo prenotato un auto con Alamo nuovamente, per 1 giorno, perché tra transfer dall’aeroporto al centro, e successivo trasferimento, l’indomani, a Miami, mi costava meno (35 euro tutto incluso) che un transfer con un Uber o altro taxi, e avremmo avuto piu’ libertà nel visitare cio’ che ci interessava, rispetto all’utilizzo dei mezzi pubblici. Ho fatto il giorno prima il comodissimo check in on line, che permette di saltare il desk, andare direttamente al garage, scegliere l’auto per modello e colore della categoria selezionata, e passare al casello per completare contratto e pagamento.

Questa volta avevo scelto un hotel vicino al centro di Fort Lauderdale e dietro al Fort Lauderdale beach park playground, il Best Western Oceanside inn, moderno e carino sul Seabreeze Boulevard, e con una bella piscina, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo.



(anche se tornando indietro tenterei con l’adiacente B OCEAN resort, che è un hotel fatto a nave)

La spiaggia di Fort Lauderdale, ampia, piena di palme e aree pic nic, playground, attrezzi ginnici, è incantevole, con persone che si incontrano e fanno sport, proprio come era nella mia immaginazione.

E’ ormai il tramonto, e dopo una passeggiata ci dirigiamo con l’auto, sul viale principale del passeggio, Las Olas Boulevard. Non è particolarmente semplice raggiungerlo, anche se seguiamo le indicazioni sulle mappe di Google, ci perdiamo piu’ volte, passando alcuni dei tanti canali che costituiscono la città, che viene chiamata anche la Venezia della Florida. Ma i canali qui sono enormi, ci sono affacciate case eleganti con le barche piu’ grandi e lussuose che abbia mai visto!
Tra le case spiccano alti grattacieli e molti sono in costruzione, per certi aspetti Fort Lauderdale mi ricorda un po’ Dubai!
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Vorremmo fare il giro sui canali per vedere la città da quel punto di vista, con il Riverwalk Trolley, una barca gratuita (attenzione quella gratuita, non il Sun trolley a pagamento), che tocca i punti principali e funziona fino alle 22, ma non riusciamo a capire il punto esatto d’imbarco e gli orari: chiedendo a diversi passanti ognuno ci dice una cosa diversa e purtroppo non abbiamo connessione internet (scopriremo il giorno dopo che nonostante alle Bahamas non funzionasse il nostro operatore, ci si è scaricato tutto il credito dati).
Decidiamo allora, visto che si sta facendo buio, di andare in auto a Las Olas. Las Olas è un bel viale, molto illuminato la sera, pieno di negozi, ristoranti e gallerie d’arte.


Entriamo anche in una di queste ultime, dove vendono stampe della National Geographic e sono appesa fotografie splendide.


Passiamo davanti all’hotel Riverside, che è l’edificio piu’ antico della città, ed è proprio bello.
Intanto si è fatta ora di cena, qui ci sono tanti ristoranti italiani, tutti pieni a differenza degli altri, ma noi non vogliamo mangiare italiano quando siamo in vacanza, e quindi torniamo sul lungo mare, dove avevamo addocchiato il nostro amato Bubba Gump (dove avevamo pranzato anche a Miami) e decidiamo di andare a strafogarci di nuovo di gamberi.



L’indomani, dopo una succulenta colazione in hotel, mentre il resto della famiglia si prepara, vado a farmi una bella passeggiata nella tranquilla spiaggia di Fort Lauderdale, prima di ricongiungermi e di partire per Miami.




Dalla Granada Avenue di Coral Glabes imbocchiamo la Calle Ocho, l’8 Avenue: tra la 13th e la 17th av. si trova il quartiere di Little Havana, dove risiedono molti cubani, immigrati dopo la rivoluzione, ma anche tanti ispanici provenienti dal centro e sud America. Passiamo con l’auto e percepiamo subito l’atmosfera che ben conosciamo, musica, colori, e galli..tanti galli, finti eh, che sono il simbolo del quartiere.
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Kennedy Space Center a Cape Canaveral (Nasa)
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In Florida a Cape Canaveral ha sede il KENNEDY SPACE CENTER, dove la Nasa, l’agenzia indipendente del governo federale responsabile dei programmi aeronautici e spaziali, ha progettato, costruito e lanciato i razzi nello spazio, e ha consentito all’uomo di andare sulla Luna. Il progetto del VISITOR COMPLEX permette ai turisti di vistare l’area e vedere tutte le strumentazioni, oltre che a mantenere in funzione il tutto col ricavato dei biglietti venduti.
Partiamo da Orlando la mattina presto, vogliamo arrivare a Cape Canaveral all’apertura, alle 9. Non troviamo traffico, quindi riusciamo ad esserci anche un po’ prima e già in lontananza vediamo razzi che svettano nel cielo.
Entriamo nel parcheggio (costo di 10 usd) e ci dirigiamo alle casse per fare i biglietti, appena aprono.
All’apertura mettono l’inno americano ed è stato emozionante vedere gli americani rivolgersi verso la bandiera con la mano sul cuore ad ascoltarlo.
Quest’anno cade anche il 50esimo anno dall’allunaggio e noi siamo lì. Sarà un caso?
All’ingresso vediamo subito il globo con la scritta Nasa. Siamo pronti per apprendere tutta la storia degli uomini nello spazio.
Appena oltre l’entrata, ci troviamo nel Rocket Garden, il giardino dove sono esposti i razzi delle missioni spaziali. Tutto è molto ed affascinante. Ed è una grande emozionante vedere cosa l’uomo sia riuscito a fare, dove sia riuscito ad arrivare.
Ci dirigiamo subito verso la zona del bus tour che porta alle rampe di lancio e alla zona Apollo, aree interdette ai visitatori a piedi, fuori dai gates. Mentre il papà, appassionato dell’argomento, spiega all’adolescente cosa sta vedendo.
Il bus parte ogni 15 minuti, bisogna mettersi in coda e attendere che si riempia, che parta, e che arrivi l’altro. Pertanto, andando subito, c’è meno coda da fare e meno da aspettare; da considerare che l’ultimo tratto di coda è tutto sotto il sole!
L’ambiente dove sono le rampe di lancio è pianeggiante e ovviamente deserto. La zona è paludosa, di frequente si possono vedere uccelli ed alligatori nelle acque.
Col bus si passa accanto ai mezzi che trasportano i razzi pronti per i lanci.
E anche vicino agli edifici di progettazione, agli hangar giganti. dove vengono costruiti gli aeromobili spaziali, e dove il personale è al lavoro.
Durante questo tour, non si puo’ scendere dal bus. Il conducente e degli audiovisivi forniscono tutte le spiegazioni sull’area visitata. Al termine, il bus si dirige al padiglione Apollo / Saturno V.
Entriamo nella sala di controllo originale della missione Apollo, quella che spesso si vede nei film, è impressionante, e ci accomodiamo nelle sedie per i visitatori, mentre viene proiettato un documentario che racconta la storia delle missioni, dall’accelerazione voluta dal presidente Kennedy, in seguito al successo della missione russa del primo uomo nello spazio, ai primi passi sulla luna di Neil Armstrong, con l’Apollo 11, insieme a Buzz Aldrin il 20 luglio 1969, alle successive missioni degli Apollo. Una storia coinvolgente ed emozionante, la storia di una sfida che l’uomo si è posto e che ha vinto.
Al termine del documentario, accediamo alla sala dove sono esposti gli oggetti di lavoro, le tute spaziali degli astronauti, i caschi, le strumentazioni, una capsula spaziale.
Si passa poi in nell’area dove sono esposti gli aeromobili, enormi, e tutti i loghi di ogni missione.
E’ esposto anche uno dei mezzi che è stato utilizzato sul suolo lunare.
E si puo’ leggere, oltre alla storia delle apparecchiature, anche quella della penna progettata appositamente per scrivere nello spazio.
Visitamo anche una parte dedicata agli insuccessi dell’Apollo e agli astronauti che hanno dato la vita per le spedizioni.
E’ormai ora di pranzo e decidiamo di fermarci nel Moon Rock cafè, dove troviamo una buona scelta di cibo, a prezzi inferiori rispetto a quello che mi sarei aspettata. Ci sediamo in giardino per scaldarci dalla gelida aria condizionata che c’è all’interno.
Ritornati alla base con il bus, ci aspetta il padiglione dello shuttle Atlantis. Anche qui la storia dello shuttle viene raccontata in una sala, da un audiovisivo, gli obiettivi, i successi e gli insuccessi e al termine, lo schermo si apre davanti ad un vetro, al di là del quale, c’è proprio lui, l’Atlantis, aperto, in modo tale da permettere di osservare il suo interno. Stupefacente.
Vediamo la cabina di comando e possiamo anche entrarci dentro.
Vediamo tutta la parte dedicata agli astronauti e prima di concludere il nostro giro, non ci vogliamo perdere l’esperienza del simulatore di lancio: ci accomodiamo a sedere e allacciamo le cinture di sicurezza, i sedili iniziano a vibrare e tra capovolgimenti, suoni, rombi, abbiamo proprio la sensazioni di una partenza…verso l’infinito e oltre.
Attorno alle 17 lasciamo il Kennedy Space Center, ci aspettano oltre un paio d’ore di strada per arrivare a Fort Lauderdale, per poi prendere un volo, l’indomani, per Exuma, Bahamas.
Abbiamo passato una giornata veramente emozionante, siamo appagati della nostra visita, ha stimolato curiosità, e abbiamo avuto modo di toccare con mano una parte importante della storia dell’uomo, delle sue ambizioni, delle sue conquiste.
” Il cielo ci chiama“…e l’uomo risponde.
https://kennedyspacecenter.com/
luglio 2019
foto di Patty
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Everglades e costa del golfo del Messico
Everglades e Naples
Lasciamo Miami,per dirigerci verso Naples, e come consigliato dal blog Ero Lucy, prendiamo la Tamiami Trail, us-41, un po’ piu’ lunga rispetto alla us-75, ma che consente di farsi meglio un’idea del territorio delle Everglades national park. La zona è pianeggiante e dominata dal sawgrass, una pianta che prolifera in acqua, formando isole nei canali e negli acquitrini, pieni di mangrovie, e dove vivono diverse specie di animali.
Queste zone sono visitabili con particolari mezzi chiamati airbot, che vediamo lungo la via, parcheggiati nei canali, e molti dei tour sono organizzati dai nativi indiani Miccosukee, che vivono in questa zona e gestiscono varie attività.
Non abbiamo tempo di addentrarci nelle zone interne del parco, ma a circa metà strada ci troviamo nella Big Cypress National Preserve e ci fermiamo all’Oasis visitor center, senza sapere cosa ci aspetti di vedere. Prendiamo una passerella che passa su un canale, e nell’acqua verdognola-marrone, individuiamo tartarughe e pesci. Andiamo un po’ avanti, ed eccolo! un bel alligatore, assolutamente immobile, ci mostra la sua schiena ondulata.
Che emozione! la passerella fa una curva, vediamo delle persone che osservano, e anche lì un grosso alligatore è fermo, appoggiato alla terra e un altro passa e scompare. Siamo contenti, senza grosse aspettative, abbiamo visto questi particolari animali. Sul prato notiamo anche un bellissimo insetto colorato, e tanti uccelli simili ad aironi si aggiravano sul sawgrass.
Riprendiamo il nostro viaggio e arriviamo a Naples. Ci dirigiamo subito a vedere il mare, per capire dov’è il famoso molo, il Pier, e andiamo verso quella direzione. La spiaggia è bianca, il mare non è cristallino, forse perchè la giornata è ventosa, e il Pier è lunghissimo ed affollato. Tante persone infatti a quest’ora, nel tardo pomeriggio, arrivano per vedere il tramonto o per pescare. L’atmosfera è incantevole, all’estremità del molo, nel mare, si vedono diverse specie di uccelli, tra cui grossi pellicani. E come avevo letto, arrivano anche i delfini, li vediamo chiaramente passare li’ vicino: che meraviglia!!
Nel frattempo cerco un alloggio per la notte: non sapendo dove saremmo arrivati, non ho prenotato niente. Leggo il mio elenco di hotel selezionati nella zona, e guardo su Orbitz se il Lemon Tree, che mi è stato consigliato, ha ancora camere libere, e sì, ne ha una per noi, e ad un ottimo prezzo! quindi prenoto e puntiamo il navigatore verso l’indirizzo. L’hotel è semplice ma molto carino, all’interno di un bel giardino, le camere sono tutte attorno, colorate, e ha una bella piscina, di cui non possiamo pero’ usufruire perchè dicono che stia arrivando il temporale. Ci sistemiamo in camera, una camera grande ben arredata, in stile caraibico, dove si potrebbe anche cucinare, e usciamo subito per fare un giro nella cittadina ed andare a cena. La cittadina è ordinatissima, ville e giardini curati ed una elegante strada nel centro, con i negozi. Niente di particolare, ma forse ci siamo persi la zona del porto, che magari è piu’ caratteristica.. E’ già tardi per la cena, troviamo una taqueria, Felipe’s, e andiamo a mangiare dei tacos, prima di tornare al nostro hotel a dormire. L’indomani ci aspetta una colazione a bordo piscina, non c’è nessuno a presenziare, ma è gradevole la location, e dopo, siamo pronti per partire per la prossima destinazione.
Fort Myers, Bonita Spring, Sanibel
Ci dirigiamo verso Fort Myers, passando per Bonita Spring beach, che troviamo bellissima, tante casette sui canali da una parte, ognuna con il suo molo privato e una piccola barca, e dall’altra parte della strada, un mare finalmente cristallino (l’unico che ho visto in zona). Arriviamo ad Estero Island, dove si trova Fort Myers Beach.
Il centro pedonale è coloratissimo e carinissimo e passeggiando in pochi minuti si arriva al Pier, meno affascinante di quello di Naples, e anche il mare è verde e meno bello, e la spiaggia piu’ corta.
La nostra prossima tappa è Sanibel, mi attira tantissimo per la sua rinomata spiaggia fatta di conchiglie. In questa zona passiamo tanti lunghissimi ponti che collegano le isole alla terraferma, che rendono il paesaggio molto particolare.
Alla fine di uno di questi, arriviamo a Sanibel, prendiamo la strada che la attraversa a metà, percorrendola tutta, con ai lati una bellissima vegetazione, fino ad arrivare a Bowman’s beach. Qui parcheggiamo, assieme a tante persone che, attrezzatissime, portano in spiaggia tutto l’occorrente per il pic-nic, frigo, sedie, ecc ecc. Per arrivare alla spiaggia c’è una bella camminata da fare in mezzo alla foresta e si passa anche un bel fiume. E’ una giornata molto calda. L’adolescente si lamenta per il caldo appena scesa dall’auto: per fortuna abbiamo portato un ombrello da pioggia perchè si ripari dal sole (conosco i miei polli!). La spiaggia pero’ è un po’ una delusione, non ci sono neanche tutte le conchiglie che immaginavo, il mare ha un po’ di alghe, ci rimango un po’ male… Decidiamo di fare un bagno rigenerante nelle acque calde, io e mio marito, e poi di andarcene via perchè l’adolescente ormai è girata storta, e in effetti fa veramente caldo..
Devo assolutamente trovare un buon posto per pranzare, per compensare alla delusione. Individuo su Tripadvisor un ristorante e puntiamo il navigatore..e… posto azzeccato! Doc Forst, Intanto entriamo al fresco dell’aria condizionata, poi il posto è molto carino, il personale gentilissimo, si presenta col nome (buona abitudine che hanno in parecchi posti qui) e ci spiega i piatti e mangiamo benissimo!!
Sarasota
Meno male, l’umore si raddrizza, siamo pronti a ripartire in direzione Sarasota. Durante il tragitto siamo colpiti da un forte temporale, pioggia torrenziale che in alcuni tratti non fa vedere proprio niente!
Con calma arriviamo finalmente a Sarasota, ma poichè non ho la connessione per tutta la tratta, non sono riuscita a prenotare ancora l’hotel o capire dove possiamo alloggiare. Le mie alternative al mare sfumano perchè sono un po’ costose e con la pioggia non ne vale la pena, e dopo aver girato e rigirato per il centro (che non esiste) o meglio per le vie di Sarasota, riesco a riconnettermi e vedo che poco distante, nella cittadine di Lakewood Ranch c’è un Even hotel, della stessa catena di quello di Miami!
Votiamo tutti per andare là, e sistemato questo, belli stremati, entriamo dentro ad un ipermercato Publix e ci prendiamo una enorme porzione di pollo per 8 dollari, che ci mangeremo in hotel (non tutta perchè non ce l’abbiamo fatta). Arriviamo in hotel, e anche questo è un sogno, come l’altro, ci piace da impazzire. Qui c’è in omaggio anche una borraccia arancione, che ovviamente viene molto apprezzata dall’adolescente. E non abbiamo visto la parte migliore, la piscina in riva al lago con anche vasca idromassaggio, di cui usufruiremo la mattina dopo, col sole, per un bagno rigenerante, dopo colazione. Il posto è indubbiamente bellissimo e rilassante..Come ritrovare il buonumore dopo un momento di sconforto..


L’indomani cerchiamo di vedere Sarasota col sole. Sì, è una bella cittadina tipica americana come si vedono nei film, case basse con giardino, tutte ordinate, ma niente di trascendentale. Ma io sono alla ricerca di una cosa particolare qui a Sarasota: la famosa statua dell’Unconditional Surrender. Puntiamo il navigatore e arriviamo davanti alla marina e ce la troviamo davanti: che bella!
Siesta Key, Longboat Key, Bradenton beach, Anna Maria Island
Ripartiamo, destinazione Siesta Key, nominata piu’ volte la spiaggia piu’ bella degli Usa. Arriviamo presto e riusciamo a trovare subito posto nel parcheggio gratuito davanti alla spiaggia. La spiaggia è super organizzata ed attrezzata, con docce, negozi, servizi, anche se, se si vuole l’ombra e gli sdrai, ci si deve organizzarsi per conto proprio. Sono davanti finalmente alle classiche torrette dei guardia spiagge che si vedono nei film americani. La spiaggia è enorme, bianchissima, effettivamente molto bella, e anche il mare, pur non essendo cristallino ha un bel colore verde azzurro.
Ci facciamo un bagno e stiamo per un po’ a rilassarci, poi nelle ore piu’ calde, si riparte. Di nuovo passiamo su tanti ponti per attraversare queste keys, che devono essere simili a quelle piu’ famose del sud. Longboat Key è una zona soltanto residenziale, ci sono belle case e resort, e il mare sia a destra che a sinistra, perchè sono proprio piccole strisce di terra. Bradenton Beach è piu’ animata, ha belle case colorate, ma il massimo lo raggiunge Anna Maria Island, incantevole, case piccole coloratissime e dune prima del mare. Qui mi sarebbe proprio piaciuto fermarmi di più.
Vediamo un locale sulla spiaggia e ci fermiamo con l’intenzione di pranzare, ma giunti all’interno, ci accorgiamo che non fa per noi, musica altissima e poi solo da bere. Poco piu’ avanti di fronte c’è un altro locale, la Wicked cantina, parcheggiamo e mangiamo degli ottimi hamburger, accompagnati dal te freddo al lampone piu dolce che abbiamo mai assaggiato..stomachevole :).
Dopo praanzo riprendiamo l’auto e partiamo…ci aspetta Orlando, non senza passare il Sunshine Skyway Bridge un ponte della Baia di Tampa, lungo 6,67 km, che collega St. Petersburg con Terra Ceia.
E ora, finalmente, per l’adolescente, che ha risparmiato per diverso tempo, è il momento per raggiungere il suo obiettivo!!!
Gli Universal Studios a Orlando!!! Harry Potter arriviamoooooooo!
giugno 2019
foto di Patty
tutti gli articoli sulla Florida
Florida, the sunshine state: organizzare il viaggio
Il nostro itinerario in Florida
è stato il seguente:
–MIAMI
-NAPLES passando per le EVERGLADES
-SARASOTA passando da Bonita Spring, Fort Myers, Sanibel
-ORLANDO passando da Siesta Key, Longboatkey, Bradenton, Anna Maria Island, Sunshine Skyway Bridge
-CAPE CANAVERAL
-FORT LAUDERDALE
-MIAMI – MIAMI BEACH
Informazioni utili per l’organizzazione del viaggio
–VOLO: Abbiamo trovato un offerta acquistata da British Airways, andata con uno dei primi voli da Bologna di American Airlines per Philadelphia+volo Miami, ritorno con British Airways, tariffa economy senza bagaglio registrato.
AA aerei e hostess attempati, senza schermi personali, BA boing 747-400, bello e con schermi intrattenimento; cibo abbastanza pessimo per entrambe le compagnie, ritorno Londra-Bologna, neanche un bicchier d’acqua, tutto a pagamento (ok per quel prezzo non mi aspettavo molto, ma pensavo che non si riducessero come Ryanair). Scali molto brevi 2h10 a Philadelphia, con pratiche di immigrazione da fare, 1h45 a Londra (l’aereo per Bologna aveva ritardo, ce l’avremmo fatta comunque ma di corsa), se siete ansiosi come me, evitate (il problema era che tutti i voli con scali piu’ lunghi per Miami, arrivavano molto tardi, dopo le 22). Per il prezzo comunque OTTIMO.

–AUTO: noleggio con ALAMO 1) 1 settimana, ritiro Miami, consegna a Fort Lauderdale, per una NISSAN ELANTRA compatta, inclusa road safe, prenotato con anticipo (con convenzione CNA-se qualcuno l’avesse c’è un buono sconto), abbiamo fatto anche il check in online, saltando il banco e andando direttamente al garage, dove si sceglie auto della categoria prenotata e colore e si passa al casello a completare contratto e pagamento. 2) 1 giorno, ritiro a Fort Lauderdale, consegna a Miami, stesso modello auto, colore diverso , check in online. OTTIMO

Abbiamo scaricato le mappe google offline da poter utilizzare anche in assenza di connessione ed è stato importante perché non sempre con Tim (avevamo preso l’offerta dell’unico operatore che garantiva un po’ di giga a disposizione, 10) era presente la connessione in certi percorsi (es. da Naples a Sarasota, o nelle Everglades). Avevamo anche considerato la scheda americana della Most che aveva circa lo stesso prezzo con giga illimitati ma contattando il fornitore, i nostri telefoni non sono risultati compatibili (quindi se pensate di prendere quella consiglio mandare un messaggio al fornitore per chiedere).
Per i pedaggi, abbiamo utilizzato il sistema di Alamo che con trasponder consente di passare ai pedaggi, con addebito sulla carta di credito di una quota giornaliera se vengono utilizzate strade a pedaggio, con un massimo addebitabile di una ventina di Euro e le tariffe per i pedaggi. Esiste anche la possibilità di acquistare il SUNPASS, al costo di circa 5 dollari, da applicare sul vetro che consente di avere anche tariffe ridotte, ma noi, arrivando in tarda serata e stanchi, non ce la siamo sentiti di andare a cercare un rivenditore (CVS, Walgreens, Walmart, ecc)
–ASSICURAZIONI:
-annullamento voli (gli alloggi prenotati erano con cancellazione gratuita) ALLIANZ TRAVEL CANCEL che include malattie pregresse (per genitori anziani), una per Florida 5e una per Bahamas distinte (perché alla partenza scade, quindi facendone una unica non veniva coperto il volo per Exuma)
-sanitaria VIAGGI SICURI (con sconto 20% essendo già cliente- polizza argento)
–auto excess per Exuma WORLDWIDE INSURE
Miami
HOTEL EVEN vicino all’aeroporto, prenotato da Philadelphia dopo che ho capito che riuscivamo a prendere la coincidenza, da ORBITZ con orbucks maturati per altri pernottamenti prenotati e sconto 10% . In origine avevo prenotato l’hotel EXTENDED STAY 25TH, in quanto la catena consente cancellazione fino alle 18 del giorno stesso di arrivo (ottimo da tenere in considerazione). L’EVEN è una catena con pochi hotel ma che abbiamo trovato bellissimi!! Camere di design, attenzione al wellness, hanno perfino strumenti per il fitness nella camera, lampade che cambiano colore e frasi motivazionali. Segnalo comunque ottimamente posizionati a Bayside l’hotel Yve, che ha buon prezzo, e Holiday inn, che avevo tenuto in considerazione, ma non scelti alla fine per la previsione della stanchezza all’arrivo a Miami.



Dopo la notte nei pressi dell’aeroporto, volevo dare e avere una prima visione di Miami, quindi siamo andati a visitare Bayside (Downtown), colazione al Segafredo caffè davanti alla baia, ottima, e preso il metrorail gratuito per Brickell (loop 3 Financial district), bellissimo, dove abbiamo passeggiato, e tornati a Bayside ci siamo fermati a pranzo al Bubba Gamp, fantastico!! Abbiamo mangiato gamberi cucinati in 4 modi diversi, tutti ottimi e locale bellissimo, per me un’emozione!!

*impressioni: Miami l’ho adorata e questa zona in particolare!! ATTN: non è cosi’ facile muoversi in auto inizialmente nonostante il navigatore.


Naples passando per la Tamiani Trail US Highway 41, come consigliato nel Blog Ero Lucy, breve tappa all’Oasis visitor center (nei pressi del Mikkosukee) dove da un pontile abbiamo visto gli alligatori, e anche tartarughe, pesci e ibis.
HOTEL LEMON TREE, prenotato il giorno stesso da ORBITZ, con orbucks maturati per altri pernottamenti e sconto 10% che si riceve, con colazione bordo piscina, camera queen ben arredata, carino e colorato in un bel giardino.



Visita alla cittadina, e al Pier, nel tardo pomeriggio, dove abbiamo visto delfini, pellicani ed altri uccelli e dove c’era una bellissima atmosfera, tra persone che pescavano e altre venute per il tramonto. Cena da Felipe’s, fast food tacqueria messicano (niente di speciale).
*impressioni: Naples città e spiagge le ho trovate carine, ma niente di che, case belle e ordinate, una strada per il passeggio, il mare era un po’ mosso, mentre ho adorato il pier e l’atmosfera che si respira.

Sarasota passando per Fortmyersbeach Bonitaspring Sanibel
HOTEL EVEN a Lakewood Ranch, scartati altri individuati vicino al mare, visto che essendoci pioggia non valeva la pena. Siamo tornati alla nostra scoperta, prenotato con ORBITZ con colazione, ancora piu’ bello dell’altro per la location, presente una piscina sul lago e vasca idromassaggio dove abbiamo fatto un fantastico bagno alle 8 del mattino.


*impressioni: Fort Myers beach è una piccola cittadina colorata molto carina ad Estero Island; la spiaggia non è niente di che e il mare verde e poco limpido con qualche alga, c’è un pier ma quello di Naples è meglio; carinissima Bonita spring (adorata dall’adolescente) con le sue casette con molo e barca e una bella spiaggia bianca, qui con mare trasparente molto bello, il meglio che ho visto su questa costa; Sanibel per me è stata un po’ una delusione, bello percorrere la strada interna dell’isola, bello il tratto per arrivare alla spiaggia (Bowman’s beach, con parcheggio a pagamento) e le dune, ma di conchiglie ne ho viste tante quante a Marina di Ravenna, nel senso, niente di eccezionale; il mare era mosso e con un po’ di alghe ed era molto caldo, potete vedere in una foto l’adolescente sotto l’ombrello che non vedeva l’ora di andarsene. La cosa bella della giornata è stato l’ottimo pranzo a Sanibel da Doc Ford’s, 1 hamburger, gamberi cucinati in modo locale e pollo con copertura di pistacchi, servizio ottimo. A Sarasota siamo arrivati con una pioggia battente, senza connessione internet e con hotel da cercare, non mi ha fatto grande impressione; con il sole del giorno dopo mi è apparsa piu’ carina, bei quartieri con le tipiche case americane, carina la marina, di fronte alla quale c’è la statua del Unconditional surrender, che mi è piaciuta un sacco!!.
Pollo fritto acquistato da Publix , in quantità industriale, ci abbiamo mangiato in 3 e parte l’abbiamo buttato, buonissimo.

Siestakey, Longboatkey, Bradenton, Anna Maria island, Orlando
*impressioni: tutta la zona di queste keys mi è piaciuta, le varie località sono molto diverse tra loro. Siesta key bella e grande spiaggia bianca, ben attrezzata, il mare forse per il temporale del giorno precedente, niente di che. Longboatkey ha una bella zona dove ci sono esclusivamente stupende residenze, a Bradenton cominciano le casette colorate, ma la zona piu’ particolare e che mi è piaciuta di piu’ è Annamaria Island, casette colorate fronte mare e dune: qui mi sarei voluta fermare di più.
Pranzo alla Wicked Cantina a Bradenton beach con ottimi hamburger.

Arrivo a Orlando, contatto subito con il traffico della sera, dopo sosta in albergo e acquisto del biglietto Park to Park Universal studios e Island of adventure (€ 512 per i 3 biglietti) ci fiondiamo negli outlet che hanno prezzi super convenientissimi (segnalo Adidas e Victoria Secret)! Peccato avere poco tempo e poco posto nelle valige.
HOTEL ROSEN INN NEAR THE PARKS – 2 notti – 6327 International Dr, Orlando (specifico perché ce né piu’ di uno con nomi simili), prenotato da Agoda , 2 notti, in totale, simile a un motel, discreto, ottimo rapporto qualità prezzo, arredamento un po’ old stile ma ben tenuto e ordinato, piscina carina al centro, di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo, bella hall e market fornitissimo, personale gentilissimo, navetta gratuita per il parco. Cena in camera perché stremati dal giro per gli acquisti e traffico, con tramezzini e frutta e colazione del giorno dopo, acquistati da Publix.


Universal Studios Florida Universal island of Adventure Orlando
Abbiamo prenotato la prima navetta alle 7.30 nonostante l’apertura del parco sia alle 9: occorre un po’ di tempo per arrivare agli studios, altro tempo per arrivare all’ingresso, da dove ferma l’autobus, e i cancelli aprono una mezz’ora prima per i controlli. Arrivando presto e mettendoci in fila, siamo riusciti a fare pochissima coda per le prime attrazioni. Quello che interessava a mia figlia era principalmente Harry Potter, ma è riuscita a fare anche altre attrazioni e noi a vedere 3 spettacoli.
pranzo da Mels Drive di American graffiti. Siamo usciti stremati alle 20, senza riuscire neanche a vedere la parata, tornati con la navetta. Cena acquistata nel market dell’hotel+colazione, bibite ecc .
*impressioni: ovviamente adorato da mia figlia, ma anch’io mi sono divertita. Mio marito meno, soffre di vertigini per cui non ha fatto giostre.

Kennedy space center ovvero la Nasa a Cape Canaveral
Costo ingresso € 155, biglietti acquistati in loco prima dell’apertura, nessuna fila + parcheggio € 9 . Abbiamo preso subito il bus per il giro alle rampe di lancio e al padiglione dell’Apollo. E’ importante andare subito perché il bus parte ogni 15 minuti e la coda diventa lunga subito e l’ultimo tratto è sotto il sole. Abbiamo pranzato lì, al Moon Rock cafè mangiando bene a prezzi sorprendentemente più bassi di quanto mi aspettassi. Abbiamo visitato anche tutta l’area dello shuttle e provato l’esperienza del lancio, oltre a vedere tutta l’area esterna.
*impressioni: bellissimo! La cosa che è piaciuta di più a mio marito. Molto emozionante.

Fort Lauderdale
Pernottamento vicino all’aeroporto per volo giorno successivo per Exuma
HOTEL MORRISON, con colazione, prenotato dal sito, belle camere moderne e anche se nuovo, la hall sembra un po’ vintage. Cena da Fish grill, 2 blocchi a piedi, 2 ottime bistecche di angus e 12 alette di pollo con contorni.
Al ritorno da Exuma alloggiato al BEST WESTERN PLUS OCEANSIDE INN sul Seabreeze Boulvard, quasi sulla spiaggia, prenotato da Booking con sconto € 15, (incluso parcheggio) con ottima colazione, camere belle, albergo gradevole (a fianco c’è un altro bellissimo albergo fatto a nave B Ocean, costa poco di piu’).

Abbiamo noleggiato un’auto per un giorno, in quanto il costo era inferiore che prendere un Uber per spostarsi dall’aeroporto e, il giorno successivo, per andare a Miami, € 35 (senza roadsafe).
Volevo fare il tour con il water trolley sui canali, gratuito, ma non siamo riusciti a capire dove fosse la fermata nel punto indicato dalla mappa, neanche chiedendo ai passanti (ognuno diceva una cosa diversa e in quel momento internet non funzionava, andando alle Bahamas aveva consumato tutto e abbiamo dovuto fare una ricarica, pur non avendo usato là la sim perchè non prendeva niente), quindi essendo già sera tardi, siamo andati a fare una passeggiata sul viale principale, Las Olas, a un quarto d’ora di auto, pieno di negozi , ristoranti e gallerie d’arte. Ne abbiamo visitata una della National Geographic con foto stupende. Cena sul viale del mare, di nuovo dal nostro amato Bubba Gamp.
*Impressioni: Fort Lauderdale ci è piaciuta molto, per certi aspetti mi ha ricordato un po’ Dubai, tanti grattacieli in costruzione!! Bello il lungomare con la grande spiaggia e le palme, elegante il viale di Las Olas e belli i canali, con imbarcazioni enormi e lussuose.

Miami
Da Fort Lauderdale siamo andati a visitare il quartiere dei murales, al Wynwood wall, 2520 2nd av., dove sono concentrati gallerie d’arte e magnifici murales, oltre ad essere presenti per tutto il quartiere, un’ora e mezza. Visita all’adiacente Design District, 39-41st 2nd av., bella zona moderna con una piazzetta e dove sono presenti negozi delle maggiori firme, 30 minuti. Partenza per il quartiere di Coral Glabes , giro in auto per le varie strade, ritorno verso Miami Downton, dove dovevamo lasciare l’auto, passando per Calle Ocho, ovvero Little Havana, 13-17th 8th av., e poi ripercorrendo di nuovo la splendida Brickell. Passeggiata per Bayfront park, adiacente ad Alamo, di nuovo Bayside market, davanti al quale avevamo il bus nr . 120 che aveva la fermata proprio davanti al nostro hotel.
*impressioni: Miami si è riconfermata per me meravigliosa! L’adolescente che fa il liceo artistico, ha apprezzato particolarmente Wynwood, che anche noi abbiamo trovato meravigliosa e l’Hard Rock Cafè, dove ha trovato una maglietta esclusiva con Freddie Mercury. Bellissima la zona di Coral Glabes, viali con vegetazione stupefacente e case stupende.

Miami beach
HOTEL NATIONAL, bellissima e comodissima zona (la fermata dell’autobus per l’aeroporto 150 è proprio fuori dall’hotel), sulla Collins, stile art deco (fantastiche le coperte leopardate in camera, come anche le piastrelle dei bagni della hall!!), con 2 piscine di cui una lunga 62 metri in un giardino florido, con accesso diretto alla spiaggia (inclusi ombrelloni, lettini e teli, incluse le resort fee da pagare in hotel e 2 bottigliette di acqua, con possibilità di restare dopo il check out), prenotato con Orbitz, con qualche orbrucks e sconto 10%.. Questo hotel ce lo siamo goduti tantissimo, abbiamo fatto anche il bagno a mezzanotte con la piscina illuminata e ci siamo rilassati il giorno prima della partenza.



Passeggiata per l’affollata Ocean drive, per la vivace e latina Espaniola Way, passando anche per Washington av., cena ottima da 11 Diner, con hamburger e pollo, locale consigliato qui nel gruppo, colazione da Rosetta bakery di fronte all’hotel , ottima, € 28, pranzo dar Sbaro con pizza (che ricordavo dal mio primo viaggio a New York 30 anni fa ma è peggiorata). Il giorno dopo al mattino mi sono fatta una bellissima passeggiata sulla spiaggia, tornando poi da Ocean Drive, e sulla Lincoln, nella parte pedonale con tutti i negozi.
Siamo partiti alle 19 dall’hotel, per prendere il volo alle 23.15, con cena in aeroporto, dove non c’è molta scelta al gate, in chiosco cubano piuttosto caro e cena niente di che.
*impressioni: a parte il mare, mosso e con le alghe, per tutto il resto, Miami beach mi è piaciuta moltissimo. Bella la spiaggia, belli i vialetti, belle le vie.
Siamo partiti con 3 bagagli a mano e 3 zainetti tipo Eastpack, le compagnie avevano dimensioni diverse dei bagagli ma i nostri stavano al pelo e comunque non sono stati controllati nelle dimensioni.
Conclusioni: viaggio bellissimo, un po’ faticoso, anche come organizzazione. In generale Miami con le sue tante facce io l’ho adorata, mi è piaciuta Fort Lauderdale, la costa del golfo non mi ha rubato il cuore, anche se in ogni tappa ho trovato qualcosa di bellissimo o entusiasmante: credo andrebbe fatta con piu’ calma per apprezzarla di più, oppure potrebbe essere sostituita con le spring, piu’ caratteristiche, credo. Orlando per la figlia adolescente uno sballo, per il papà meno visto che non ha fatto nessuna attrazione (solo quella di Shrek), ma ha apprezzato molto il Kennedy Space Center e anch’io l’ho trovato emozionante, comunque entrambe esperienze imperdibili.
Per le foto rimando agli articoli specifici-
luglio 2019
tutti gli articoli e foto della Florida qui
https://www.unanimainviaggio.it/florida-usa/
foto di Patty
tutti gli articoli sulla Florida
Exuma: verso il paradiso e.. oltre!
Un maialino che nuota in un’acqua cristallina color turchese mai vista: questa la prima immagine che ha fatto nascere il mio desiderio di visitare l’isola di Exuma alle Bahamas.
Da un pò di anni tenevo d’occhio la destinazione che era diventata uno dei miei viaggi da sogno, e quest’anno sono riuscita a realizzarlo.
Così dopo un tour in Florida siamo approdati ad Exuma
I voli sono molto costosi e spesso lunghi, e non ci sono tante compagnie che volano su George Town. Lo scorso anno avevo trovato un volo con Air Canada ma era solo settimanale, e con una settimana, facendo scalo a Toronto o Montreal, il tempo è troppo poco, con due settimane, avevo timore che l’adolescente si annoiasse, nonostante sia amante, come noi, dei mari tropicali. Ma mi sbagliavo.
Quest’anno, la combinazione Florida + Exuma, con una buona offerta per il volo intercontinentale, mi ha fatto decidere di andare, e con qualche accorgimento, confermo che sì, è possibile andare senza spendere un capitale!!
Exuma, Bahamas
Exuma è un arcipelago formato da 365 isolotti che si trova a Sud di Gran Bahama, l’isola piu grande delle Bahamas, e della piu’ conosciuta Nassau ed è composta da Great Exuma, Little Exuma, unita alla prima tramite un ponte, ed Exuma cays, che comprende tutte le altre.
E’ un’isola ancora selvaggia, nel senso che non è, per il momento, stata presa d’assalto dal turismo di massa: l’edificazione è ancora discreta e non ci sono grandi strutture turistiche invasive (il Sandals, il Lumina point, il Grand Isle Resort and Spa, il complesso Hideaways alcuni dei pochi), ma tante bellissime ville e casette colorate sul mare, o disseminate nell’entroterra, ma non distanti dal mare. Tante parti dell’isola sono coperte da vegetazione ma deserte, e anche i paesi sono piccoli agglomerati di case.
Le spiagge non sono attrezzate, un po’ d’ombra si trova solo in alcune, tipo Jolly Hall e Cocoplum, e per raggiungerle spesso occorre fare un pezzo di strada sterrata, ma sono tutte mozzafiato.
Organizzare una vacanza ad Exuma
Come arrivare
Sull’isola volano le seguenti compagnie aeree:
–Silver airways da Fort Lauderdale (con coincidenze anche da altre città come Orlando).
–Bahamas air e United da Miami,
–Air Canada con scalo a Toronto o Montreal.
Noi siamo partiti da Bologna con American Airlines (volo acquistato tramite British Airways) per Miami, in Florida, dove ci siamo fermati qualche giorno (https://www.unanimainviaggio.it/florida-usa/ ) e abbiamo volato con Silver Airways da Fort Lauderdale, comprando il volo da Orbitz. Inizialmente dovevamo volare da Orlando su Fort Lauderdale e poi a Exuma, ma qualche settimana prima della partenza la compagnia aerea ci ha cambiato l’orario del volo da Orlando, spostandoci al giorno successivo il volo da Fort Lauderdale. Soluzione che non ci andava bene, perché avremmo perso 1 giorno, per cui, contattando Orbitz, siamo riusciti a mantenere il volo nella data prestabilita da Fort Lauderdale, raggiungendola in auto da Orlando. Di Silver Airways sul web si leggono recensioni terribili, ritardi, cancellazioni, quasi all’ordine del giorno, pertanto se siete ansiosi come me, non andate con questa compagnia. Dopo questo primo inconveniente, il volo di andata è partito in orario, quello di ritorno ha avuto un ritardo di 1 ora, ma lasciando a terra 3 passeggeri (per overbooking: se avessimo potuto, e se la compagnia fosse stata piu’ affidabile, saremmo rimasti lì noi un giorno in piu’ completamente spesati), visto che prima hanno cercato volontari . Gli aerei sono dei piccoli.. a 34 posti. Ma quando si vola sopra le Bahamas, dal finestrino si vede il paradiso.
L’aeroporto e la capitale
L’aeroporto si trova si trova vicino a Moss Town, a pochi chilometri a nord-ovest di George Town, che è la capitale.
La capitale non si puo’ chiamare città, è una cittadina, sul porto di Elizabeth Harbour, con qualche casa colorata, la chiesa, un mercato coperto, la casa comunale, il porto, il supermercato,- Exuma Market– , la banca, ed è segnalato anche un piccolo ospedale, Exuma Community Mini-Hospital.
Alloggi
Per gli alloggi si puo’ consultare Airbnb o Homeaway, Booking non ha molta scelta per la destinazione, o i siti delle strutture, dopo averle individuate su blog o forum dove se ne parla. Noi abbiamo scelto da Airbnb un appartamento di un superhost, Percy’s Perch, non sul mare ma a 2 minuti da una bella spiaggetta e a 10 minuti a piedi dalla spiaggia Jolly Hall, in un piacevole complesso.
Al primo piano, aveva una bella sala con tv (che non riceveva nulla) tanti dvd a disposizione, cucina affacciata alla sala, con tutte le dotazioni necessarie, e a disposizione boccioni di acqua fresca, una camera matrimoniale, un bagno, aria condizionata e ventole a soffitto, pareti azzurre, ed era arredata piacevolmente. In caso di una terza persona, era a disposizione un materasso gonfiabile, che noi mettevamo la sera sul divano per nostra figlia. All’esterno, c’era un bel giardino con laghetto e amache, e un’area, purtroppo inutilizzabile e disordinata, con una piccola piscina e solarium. Vicinissimo avevamo un supermercato, Smitty’s, ben fornito. Per noi è stata un’ottima soluzione e lo consiglierei anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo. Segnalo che molti alloggi su Airbnb applicano sconti per soggiorni da 7 giorni in su.
La zona migliore dove alloggiare
La zona migliore per alloggiare, anche se secondo me non la piu’ bella dal punto di vista naturalistico, è proprio quella dove eravamo noi, la zona centrale, (che consigliavano anche sul forum di Tripadvisor), che oltre ad avere vicino bellissime e ben accessibili spiagge (Hoopers bay e Jolly Hall), è vicina all’aeroporto e a George Town, permette di muoversi da nord a sud senza dover fare troppi chilometri. Alcune località dell’isola sono piuttosto scomode anche da raggiungere, per esempio la bella spiaggia di Tropic of Cancer, a Little Exuma, al sud, che ospita belle ville, ha una strada piuttosto dissestata, mentre l’estremo nord, nel paese molto caratteristico e bahamiamo di Rolleville, non ha molto nei dintorni, a parte la bellissima Cocoplum. Le zone che ho trovato piu’ belle, come vegetazione e paesaggi, sono quelle nei pressi di Stevenson, e dopo il ponte per Little Exuma.
Posso consigliare in questa zona, un altro delizioso appartamento sul mare, all’interno del complesso Hideway at Palm bay, di proprietà di una famiglia italo-americana conosciuta ad Exuma, che potete trovare su Homeaway qui .
Noleggio auto
Sull’isola è indispensabile noleggiare un auto, non ci sono mezzi pubblici, e serve per visitare le sue meravigliose spiagge. Sono presenti solo compagnie di autonoleggio locali e dopo aver chiesto alcuni preventivi, ci siamo affidati alla Sure to shore della gentilissima Janish, trovata per caso sul web con recensioni su Tripadvisor forum americano.
(se non risponde contattatemi per il numero whatsapp)
L’isola ha una strada principale che la attraversa da nord a sud, la Queen’s Hihgway, molto dissestata, e per raggiungere alcune spiagge le strade non sono asfaltate. La stessa Queen’s Highway si presenta piena di buche, difficili spesso da evitare. La guida è a sinistra.
Spiagge
Nel post seguente trovate le spiagge che abbiamo visto e la classifica delle piu’ belle, secondo il mio parere
Non sempre le indicazioni per l’accesso alle spiagge sono visibili (a volte i cartelli sono ribaltati o nascosti o non sono presenti): consiglio comunque sempre di scaricarsi le mappe di google ed utilizzarle off line, per trovarli meglio (almeno quelli indicati per l’auto).
Le spiagge cambiano moltissimo aspetto a seconda delle maree, è conveniente consultare un sito tipo questo, per programmare la visita nel periodo di massimo splendore, ovvero con la bassa marea. https://it.tideschart.com/Bahamas/Exuma/
Segnalazione!! dal tramonto escono i maledetti sand flies, che ti divorano senza che tu te ne accorga. Occorre veramente proteggersi bene o con repellente (e vendono in loco un tipo di OFF che pare funzioni) o con un olio (che vengono sempre nei market) specifico che dovrebbe renderli innoqui (noi avevamo l’olio Jonhson ma non sembrava funzionare).
Escursioni
A parte girare per le varie spiagge da nord a sud, le escursioni piu’ consigliate sono:
Exuma cays, che comprende:
-il passaggio dalle isole con le ville delle celebrità
-Leaf Cay iguanas, l’isola delle iguane
-Thunderball grotto, la grotta dove hanno girato il primo 007,
-Compass Cay, dove si puo’ nuotare con gli squali nutrice
-Major Cay, dove ci sono i maialini
-Stanyel cay, un’isola esclusiva
-Musha Cay sandbar, un bellissimo sand bank in mare aperto
Noi abbiamo fatto questa escursione arrivando all’estremo nord a Barreterre con la nostra auto (ma possono passare anche a prendere, con un supplemento, o meglio, c’è uno sconto se si arriva in autonomia), partendo alle 8 del mattino e ritornando alle 15.45, con bevande offerte per l’intera escursione, pranzo a 28 usd (facoltativo), extra di 10 usd se si vuole vedere e nuotare con gli squali nutrice. Per questa escursione, noi abbiamo scelto Robert’s Adventure (http://www.robertsislandadventures.com/) e ci siamo trovati bene, salvo che non siamo riusciti ad entrare a Thunderball grotto per la marea alta, ma abbiamo soltanto fatto un po’ di snorkelling attorno. Abbiamo prenotato l’escursione prima di partire e avuto la conferma la sera precedente. Costo 180 usd per adulto.
Stocking island, che si puo’raggiungere con un water taxi da Elisabeth Harbour, a Georgetown, al prezzo di 18-20 usd a/r, dove si puo’ visitare la spiaggia ed è presente il ristorante Chat & Chilly, con la marina. e le razze che arrivano ad accarrezzarti, che per me è stata una cosa molto emozionante, già vissuta in Polinesia ( https://www.unanimainviaggio.it/category/viaggi-nel-mondo/viaggi-per-destinazione/polinesia/)
Sull’isola di Stocking si puo’ visitare anche Hamburger beach, se ci si accorda con il water taxi e Starfish beach. Oppure dal ristorante Please and Plenty hanno corse per la sola Hamburger beach.
In alternativa si puo’ noleggiare una barca per tutto il giorno (anche se privi di esperienza) da Minnis watersports a George Towns, prenotando per tempo, perché altrimenti si rischia di non trovare disponibilità, e girare in autonomia le spiagge di Stocking Island: dicono che meriti veramente!
Noi abbiamo avuto un passaggio in barca da una simpatica famiglia italo americana, che ho conosciuto su Tripadvisor e poi incontrato sull’isola.
Sandy cay, dove hanno girato il film Pirati dei Caraibi, escursione molto cara, ma che dicono essere meravigliosa a bellissime lingue di sabbia.
Ovviamente tutte queste escursioni possono anche essere organizzate privatamente.
Cibo e spesa
L’isola è piuttosto cara, sia i ristoranti, che il cibo che si acquista al supermercato. Ma abbiamo trovato gli stessi prezzi in Florida, solo che qui non ci sono fast food (che comunque sono costosi anche in Florida! ho visto solo qualche baracchina che vendeva conch), e non è più cara di certe località blasonate in Italia. Siamo usciti a pranzo 3 volte, in ristoranti sulla spiaggia e abbiamo speso dai 55 ai 100 usd in 3 (100 usd mangiando anche aragosta), per un piatto unico abbondante e bevande. Poiché comunque la cucina non ha grandi specialità, e la maggior parte dei cibi vengono fritti, abbiamo scelto di mangiare prevalentemente in casa, cucinando cibi veloci.
Exuma market a George Town e Smitty’s, tra Jolly Hall e Hoopers bay sono ben forniti, si trova anche la pasta Barilla e la Nutella. Nel resto dei paesini i market sono veramente piccoli, per cui la scelta è limitata (mi pare pero’ di aver visto un Seven Eleven vicino a Steveson). In linea di massima i costi che ho trovato sono stati i seguenti: un pacco da mezzo chilo di pasta Barilla usd 3.50, 1 lt di latte o di succo usd 3.50, pane in cassetta usd 5, una scatoletta di tonno da 1,60 a 1,90 , 1 pacchettino di biscotti dai 2 ai 5 usd, Nutella usd 8, acqua da 2 litri usd 2.
Per quel che riguarda i soldi, ad Exuma, per quel che ho visto, difficilmente accettano le carte di credito, si puo’ pagare in dollari, ma si riceve il resto in dollari bahamiani.
Com’è Exuma?
Come ho scritto nel titolo, un paradiso.
Io tante tonalità di azzurro e verde del mare, concentrate in una stessa isola non le avevo mai viste! Non è una vacanza con tutte le comodità, da lettino e drink fronte mare, è più un “on the road per spiagge”, un viaggio itinerante per i suoi 90 km di lunghezza, alla ricerca della bellezza. Non c’è la possibilità di un comodo snorkelling, ma ci sono eccitanti esperienze da fare ogni giorno, le tartarughe, le iguane, i maialini, le razze, le maree che cambiamo colori e paesaggi.
Un posto dove ancora c’è la possibilità di ritrovarsi in spiagge completamente da soli!
In conclusione:
Exuma è stata veramente il paradiso che mi aspettavo!!
E l’adolescente??? Ha già chiesto di tornarci!!!
Se vuoi vedere foto e seguire il diario giornaliero, con tutti i dettagli e le emozioni guarda sulla mia pagina facebook
https://www.facebook.com/unanimainviaggio/
il diario giornaliero lo trovi anche qui
tutti gli articoli su Exuma li trovi qui
Informazioni sull’isola si possono trovare qui:
https://www.bahamas.com/it/islands/le-exuma
o sul forum di tripadvisor, dove gentili esperti molto preparati sono in grado di rispondere alle tante domande. Io ho trovato molte risposte anche nel forum americano
https://www.tripadvisor.it/ShowForum-g147429-i786-Great_Exuma_Out_Islands_Bahamas.html
https://www.tripadvisor.com/ShowForum-g147429-i786-Great_Exuma_Out_Islands_Bahamas.html
luglio 2019
CAGLIARI e dintorni, SARDEGNA: sorpresa inaspettata a primavera
Cagliari: sorpresa inaspettata
Cagliari e il Castello con le sue viuzze strette e i panorami mozzafiato sulla città fino al mare. Cagliari e le sue case eleganti e colorate nel quartiere Villanova. Cagliari, l’anfiteatro e la movida di Stampace, e le belle strade, fino al porto. Cagliari e il pullulante quartiere Marina, ricco di angoli caratteristici, negozietti e ristoranti.
Passeggiare per Cagliari facendosi portare dall’istinto: questo quello che ci avevano consigliato i simpatici host Airbnb della stanza che avevamo affittato, nel cuore del quartiere Villanova, Casa Blu, in Piazza San Domenico, proprio in una di quelle bellissime case colorate caratteristiche.
(https://www.airbnb.it/rooms/30504124?source_impression_id=p3_1560695420_TcRbwGlnv9ne8UhN)
Ed è quello che abbiamo fatto. Passeggiare con il naso all’insu’, girando dove vedevamo qualcosa che attirasse la nostra attenzione.
In effetti il centro di Cagliari è raccolto e visitare la città è molto semplice, con cartina alla mano.
La stanza della Casa Blu, con entrata indipendente, è molto carina e caratteristica, con terrazzino sui tetti della città e travi a vista sul soffitto. Andrea e Sofia si dimostrano subito molto disponibili, come sappiamo essere il popolo sardo, e si prodigano a darci tanti consigli e informazioni. Hanno preparato anche una lista di ristoranti dove cenare, per i loro ospiti, e una piccola colazione. Due ragazzi giovani intraprendenti, che hanno vissuto anche a Bologna, la nostra città, e che hanno sistemato con grande cura e ricercatezza gli alloggi che propongono.
Arriviamo la sera, e la città si dimostra da subito incantevole. Strade pulite, ordinate, vivaci. Il quartiere del Castello illuminato ha qualcosa di magico e la Cattedrale splende, ben illuminata in piazza Palazzo.
Andiamo a cena al quartiere Stampace, non è facile trovare posto senza aver prenotato, ma dopo poca attesa riusciamo ad avere un tavolo proprio in uno dei locali consigliati, non molto grande ma molto caratteristico e con ottimo servizio e persone gentili, il ristorante Ammentos, dove mangiamo specialità sarde: culurgiones, ovvero gnocchi di patate ripieni di formaggi col sugo, superbi, una specie di lasagna di pane carasau e il classico maialino arrosto o porceddu, con dolcetti sardi di pasta di mandorle, offerti dai gestori, per terminare.
Tornando verso il nostro alloggio, proprio vicino a noi, ci salta all’occhio un’insegna: cat cafè! Un cat cafè, anche qui, come a Bratislava (https://www.unanimainviaggio.it/scovare-un-catcafe-a-bratislava/), e ci proponiamo l’indomani di farci visita.
Con la luce del giorno risaliamo al Castello. In questo periodo tutti gli ascensori che conducono in alto, e anche molti degli accessi tramite le scale, sono in manutenzione (possibile che debbano fare tutto in contemporanea??).
Dobbiamo camminare un po’, quindi, per arrivare alla strada che conduce, da Piazza della Costituzione, davanti al bellissimo Bastione Saint Remy, passando per i giardini sotto le mura lungo il bel viale alberato Regina Elena.
Dalla via Università si giunge sulla enorme terrazza Umberto I sulla città , da dove si puo’ godere di un panorama strepitoso della città, fino al mare, da tutti i suoi punti.
Torniamo a Piazza Palazzo dove si trovano il palazzo Reale, il palazzo Episcopale e la Cattedrale ed entriamo a visitare la bella cattedrale barocca con la sua cripta.
Proseguiamo poi verso piazza Indipendenza, seguita da Piazza Arsenale, per uscire dalle mura del Castello e dirigerci verso l’Anfiteatro romano, che osserviamo da lontano.
Cominciamo poi a scendere da via Anfiteatro e via Ospedale, ammirando al termine della via la Chiesa di San Michele.
Il corso Vittorio Emanuele è una bellissima e larga strada che porta nella deliziosa piazza Yenne, incrocio dei 3 quartieri, Marina, Castello e Stampace. Ci dirigiamo verso il porto, uscendo dalla zona pedonale per Largo Carlo Felice, fermandoci per un caffè in un bellissimo e antico bar, il Caffè Svizzero.
Diamo un’occhiata al molo, poi, da via Roma ci addentriamo nel quartiere Marina: è stupendo!! Vicoli e vicoletti che si incrociano, creando angoli caratteristici..
Da non perdere sulla via Dettori, la Chiesa di San Sepolcro e quella di San’tAntonio Abate, e la scalinata che le fiancheggia che porta, attraverso un porticato che ospita un bar da una parte, e un’altra bella scalinata con murales a fianco, in una via dello shopping, Via Manno.
In questa via si trova anche un negozio particolare che vende caramelle gelatinose e non, di tutti i tipi, che avevamo trovato anche a Budapest (e che non possiamo evitare di visitare e ..comprare).
Ripassando per Piazza della Costituzione, ritorniamo nel quartiere Villanova, e passiamo da Piazza San Giacomo con l’omonima chiesa, girando per selle stupende stradine, arriviamo al nostro cat cafè!!
Nel cat cafè vivono 5 gattoni stupendi che appena arriva il cibo, vengono a curiosare (ma ovviamente è proibito dare loro da mangiare) e talvolta sono eccessivamente intraprendenti, cercando di accappararsi il tuo cibo.
Il locale è piccolo ma carino, anche se i gattoni, adottati o presi dalla strada, ci sembra che in qualche momento abbiano una gran voglia di uscire, e forse sono decisamente impazienti di ricevere il proprio pasto alla chiusura del locale.
https://catcafedichry.webnode.it/
Al ritorno, poi, scopro che a Cagliari ci sono ben 2 cat cafè, mannaggia averlo saputo prima!
https://www.facebook.com/micibocatcafecagliari/
Poco distante dal centro si trova la spiaggia di Cagliari, il Poetto. Non ha molta attrattiva in questi giorni, in quanto una mareggiata ha portate tante alghe e, tra l’altro, ha fatto anche numerosi danni sulla spiaggia, ma avevo visto foto stupende del mare.
Decidiamo quindi di dirigerci verso le saline e il Parco Molentargius, dove dicono che risiedano ormai in pianta stabile, i fenicotteri rosa, che nidificano appunto in quell’area. Per visitare il parco, parcheggiamo e noleggiamo delle bici in un chiosco che troviamo all’ingresso. (http://www.parcomolentargius.it/index.php)
La passeggiata è stupenda, tra prati di fiori viola, alberi di mimosa e canneti che lambiscono gli stagni.
Tra i canneti, qualche buco dove infilarsi, per vedere loro, i bellissimi fenicotteri. Che talvolta decidono di alzarsi in volo e allora sono uno spettacolo, ad ali aperte, mostrando i loro colori nero rosso e rosa.
A fianco allo stagno, le saline, anche quello habitat naturale dei fenicotteri.
La nostra visita molto breve, di solo una sera e una giornata, si conclude qui.
Cagliari ci ha sorpreso per la sua bellezza.
Consiglio sicuramente a chi va in Sardegna in vacanza in zona, di fermarsi a visitare questa splendida città, o di andarci apposta, anche solo per un paio di giorni, con una toccata e fuga come la nostra, e garantisco che non resterete delusi.
Villasimius e le sue spiagge
Abbiamo altre 2 giornate e ci piacerebbe vedere il bellissimo mare della Sardegna.
Ci dirigiamo verso Villasimius, a 40 chilometri da Cagliari, un’oretta percorrendo una magnifica strada litoranea, con paesaggi meravigliosi.
Ricca di bella spiagge, vicine tra di loro, alcune raggiungibili con tratti di strada non asfaltata o a piedi, abbiamo avuto la sfortuna di visitarla dopo una brutta mareggiata, che non ci ha fatto godere dei colori stupendi del mare della zona. Nonostante ciò, abbiamo trovato un angolo, vicino alla spiaggia di Campulongu di mare calmo e cristallino, tra bellissimi massi che rendono il paesaggio unico.
Le spiagge che abbiamo visitato sono state:
Punta Molentis, con un tratto da fare a piedi per raggiungerla, molto bello, e una parte di costa sassosa;
Campulongu, dai colori meravigliosi al tramonto;
Cala del Giunco, enorme e con un lembo di terra che divide la spiaggia da uno stagno con i fenicotteri;
Spiaggia del castello, con il rudere del castello e ai suoi piedi stupendi enormi sassi, e attorno una scogliera selvaggia e stupenda, che vista al tramonto ha un incredibile fascino.
Tra Campulongu e la spiaggia del Riso, questo splendore
Una delusione la spiaggia del Riso, che non esiste piu’, ne la sabbia con le caratteristiche del nome, ne la bellezza della spiaggia in quanto hanno costruito sul retro una marina.
Il paesaggio con la fioritura, dai colori intensi della primavera, è meraviglioso.
A Villasimius abbiamo alloggiato in un hotel sicuramente consigliabile perchè bellissimo, situato in un giardino curatissimo pieno di piante e fiori, l’Hotel delle Anfore prenotando direttamente sul loro sito. Il nome è dato dalle anfore che si trovano al centro di una stupenda piscina nel bel giardino fiorito. Pappagallini e uccellini insieme ai suoni delle campanelle delle pecore allietano tanta bellezza. L’hotel ha anche un porticato bellissimo dove si puo’ pranzare o cenare nelle sere d’estate e fa anche da ristorante per gli esterni. Colazione con prodotti buonissimi, abbiamo mangiato anche una fregola alle vongole ottima, seppie arrosto e buona carne.
(https://www.hotelleanfore.com/bookingvillasimius/)
Il paesino di Villasimius, è carino, ed è molto piacevole passeggiarci.
Siamo andati a cena al ristorante Ayaya, invogliati dalle tante belle recensioni positive su tripadvisor, dove, con la simpatica Stefania, ci siamo subito sentite in sintonia e riconosciute come amanti dell’Africa, da uno stesso braccialetto masai che abbiamo al polso. Abbiamo potuto assaporare la cucina della tradizione sarda della nonna Ayaya, culargiones di nuovo, e maialino arrosto, serviti con buon vino rosso, tutto ottimo.
Purtroppo il nostro soggiorno in Sardegna a primavera è stato breve, ma la bellezza dell’isola, il cibo grandioso e la gentilezza del popolo sardo ci hanno lasciato una voglia forte di tornare quanto prima.
Aprile 2019
Una giornata a spasso per RAVENNA
Ravenna è una bellissima città in Romagna, unica per quello che offre, ovvero monumenti esclusivi risalenti alle epoche degli imperi romano, goto e bizantino, e per la ricchezza e bellezza dei mosaici in essi contenuti. Molti di questi monumenti sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Non essendo lontana da dove vivo, in Emilia, a un’oretta di strada, vicina a dove spesso, durante l’estate vado a trascorre una giornata al mare, in quella che io definisco l’altra Romagna (ne ho parlato qui: https://www.unanimainviaggio.it/relax-al-mare-in-romagna-punta-marina-e-marina-di-ravenna/ ), siamo andati, per visitare i principali monumenti, in una bella domenica d’inverno.
A Ravenna ci si puo’ arrivare comodamente col treno o in auto, parcheggiando vicino alla stazione, dove è presente un’ampia area di sosta. Il centro storico è raggiungibile comodamente, imboccando le strade a traffico limitato, con una bella passeggiata.
Dalla stazione la nostra prima tappa è stata la vicina Chiesa di San Giovanni Evangelista, risalente al V secolo d.c. La sua particolarità è di avere esposti al suo interno, alcuni frammenti del pavimento originario in mosaico.
Proseguendo il nostro giro, abbiamo fatto una sosta per un caffè nel particolare e gradevole Caffè letterario, un bar dove si puo’ consumare, leggendo uno dei libri che sono sugli scaffali delle librerie che si trovano al suo interno.
Continuando sulla via Mariani, ci siamo diretti verso la tomba di Dante Alighieri, dove il poeta si è rifugiato dopo essere stato mandato in esilio, dove ha terminato la Divina Commedia e dove è morto.
Il sepolcro si trova a fianco alla bella piazza San francesco che ospita l’omonima basilica, anch’essa risalente al V secolo.
Oltre ad essere bellissima internamente, la Basilica di San Francesco ha la particolarità di avere una finestra da cui si puo’ scorgere la cripta, con il pavimento sommerso nell’acqua, in quanto situato a 3,6 mt rispetto a quello attuale e sotto il livello del mare. Durante la nostra visita era ancora presente una natività galleggiante, ad opera dell’artista Felice Nittolo.
Dopo la visita alla Basilica, abbiamo passeggiato lungo la via Mazzini, tranquilla, almeno la domenica, e con belle case colorate.
Siamo tornati poi verso il centro, passando per l’animata piazza del Popolo, per andare a visitare il Battistero degli Ariani. Di forma ottagonale, è interrato per 2,3 metri e la sua cupola è rivestita di mosaici raffiguranti il corteo dei dodici apostoli.
Essendo arrivata l’ora di pranzo, abbiamo cercato un locale nei dintorni, e abbiamo trovato la trattoria La Gardela, che mi era stata consigliata per le sue specialità romagnole. Qui abbiamo gustato degli ottimi cappelletti al ragu’, diversi dai nostri tortellini bolognesi, in quanto il ripieno non è di carne ma di formaggio. La bella giornata e la temperatura mite ci hanno consentito di pranzare all’aperto, nonostante fosse ancora inverno.
Dopo pranzo, ci siamo diretti verso la Basilica di San Vitale. A pochi metri dall’ingresso si possono fare i biglietti per “Ravenna mosaici”, che consentono di entrare in 5 monumenti importanti della città, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro: la Basilica di San Vitale, con il Mausoleo di Galla Placidia, la basilica di Sant’Apollinare nuovo, il Battistero Neoniamo e il Duomo con il Museo arcivescovile e la Cappella di Sant’Andrea.( http://www.ravennamosaici.it/orari-e-prezzi/)
La Basilica di san Vitale, risalente al VI secolo e voluta dall’imperatore Giustiniano, è a forma ottagonale ed è un vero capolavoro, unico nel suo genere, dell’arte bizantina. Al suo interno, perfettamente conservati, sono presenti meravigliosi mosaici alle pareti, sulla cupola e sul pavimento, tra cui quelli famosi dell‘imperatore bizantino Giustiniano e della moglie Teodora.
Uscendo dalla parte opposta all’entrata, si puo’ accedere, attraversando un giardino, al Mausoleo di Galla Placidia, un piccolo edificio molto semplice a croce latina, che contiene al suo interno i mosaici piu’ antichi di Ravenna, che ricoprono pareti, archi, e cupola.
Poco distante, con una passeggiata, abbiamo raggiunto Piazza Duomo, dove la cosa piu’ interessante da vedere è il Battistero Neoniamo, uno dei monumenti piu’ antichi di Ravenna, risalente agli inizi del V secolo. Anch’esso di forma ottagonale ha una vasca al centro e uno stupendo mosaico sulla cupola, raffigurante la scena del battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista, al centro, con gli apostoli attorno.
Nel biglietto, sarebbero stati inclusi anche gli adiacenti Museo Arcivescovile e Cappella di Sant’Andrea, ma non avevamo sufficiente tempo, prima della chiusura, pertanto li abbiamo saltati.
Una lunga passeggiata, ma in direzione della via del ritorno, ci ha portato all’ultimo monumento visitato, la grande e luminosa Chiesa di Santa Apollinare nuovo (VI secolo d.c.).Ffatta costruire dal goto re Teodorico, ha a lato un particolare campanile cilindrico e all’interno una ricchezza unica di mosaici, tra cui, alle pareti, quelli rappresentanti una lunga processione di santi e sante.
La nostra giornata a Ravenna è giunta al termine, siamo riusciti a vedere molti dei principali monumenti della città e abbiamo impressa nella mente la bellezza dei colori di quelle singole tessere di mosaico, che vanno a formare preziosi disegni, perfettamente resistenti al trascorrere degli anni.
Ma non eravamo pronti per tornare a casa, ci aspettava infatti ancora un’ottima cena di pesce a Marina di Ravenna, alla trattoria La Cubana, proprio sul porto. Tanto per concludere il bellezza, e non senza portarsi a casa una decina di piadine, fatte preparare all’istante in uno dei pochi chioschi aperti anche d’inverno, perchè qui, sono una gran prelibatezza!
marzo 2019
vicino puoi trovare anche il mare e abbinarlo:
L’altra ROMAGNA: relax al mare a PUNTA MARINA e MARINA DI RAVENNA
L’ARGINE DEGLI ANGELI (RA-FE), la ciclopedonale sospesa sul Delta del Po
(foto by Patty)
Barcellona, due giorni in inverno
Barcellona. Toccata e fuga, 2 giorni in inverno, come regalo di compleanno per nostra figlia Giada (e per noi!❤️).
Barcellona e il suo splendore, Barcellona e le sue chiese, Barcellona e le sue ramblas, Barcellona e le stradine del Barrio Gotico.
Barcellona sul mare, Barcellona e il panorama dal Parc Guell. Barcellona e il genio e i colori di Gaudì, Barcellona e gli uomini che riescono a proseguire le sue opere.
Barcellona e la paella, i churritos e le tapas, Barcellona e la sangria, Barcellona e il suo mercato.
Barcellona e i suoi quartieri eleganti, Barcellona e il Born, il Raval. E il gatto grasso di Botero.
Barcellona, “donna estremamente presuntuosa” (cit. L’ombra del vento)
Due giorni a Barcellona, troppo pochi, ma abbastanza per respirarla.
Come casa un hotel liberty, tra le cui mura e luci ci si sente quasi come in un libro di Zafon.
E ricordare quanto ha ragione, quando dice che
“La gente mette il becco dappertutto. L’uomo non discende dalla scimmia bensì dalla gallina.”..🐔 (Zafon, L’ombra del vento)
Cosa siamo riusciti a visitare
Con 2 giorni pieni siamo riusciti a visitare:
giorno 1
Passeig de Gracia e Placa Catalunya
la Rambla
il barrio gotico
pranzo a Barceloneta
il Born
il Parc Guell (solo la parte esterna perchè non abbiamo trovato disponibilità di biglietti)
giorno 2
Casa Batllo’
Raval e gatto di Botero
Mercato Bouqueria
la Sagrada Familia
Barceloneta
Il giro non è proprio ottimale, ma arrivando di domenica, giornata di chiusura del mercato Bouqueria, abbiamo voluto programmare il tour in in funzione di questo, visto che non volevamo perdercelo, e anche considerando il meteo (abbiamo visitato casa Batllo’ al mattino di una giornata di pioggia). Siamo andati dal 25 al 27 novembre.
Casa Batllo‘ è bellissima, sono riusciti a creare interesse anche per la ristrutturazione, quindi abbiamo trovato gli operai al lavoro durante la visita.
I biglietti comprendono un’audioguida che oltre a fornire tante informazioni, ha anche effetti speciali.
Durante l’inverno, il periodo natalizio, quando casa Batllo è decorata con le luminarie natalizie, o in particolari periodi (consultare il sito) vengono proposte visite originali e stupefacenti, come la visita in notturno della casa, o un Escape room in esterno per le opere di Gaudí.. e chissà che altro riserveranno!

Il Park Guell era in parte ristrutturazione, avrebbe meritato visitarlo dentro, nella parte a pagamento e fuori, passeggiando tutto attorno ma poichè non ho tenuto d’occhio il numero dei biglietti disponibili ed essendo domenica pomeriggio, all’arrivo sul posto, non c’era piu’ disponibilità per nessun orario, quindi abbiamo visitato solo la parte esterna ed ammirato solo da fuori la parte più bella 😭 (ma la zona della piazza con le panchine e i mosaici era tutta in ristrutturazione).
Per arrivare, occorre considerare la presenza di una ripida salita.
La Sagrada Familia è sempre un incanto, io l’avevo vista quando ancora all’interno era un cantiere, e spero di tornare dopo il 2026 per vederla compiuta. Gaudì ha veramente dato il meglio di sè, ideando quest’opera d’arte.


Abbiamo avuto la fortuna di vederla con una giornata strepitosa, forse all’ora migliore (entrando alle 15), quando il sole faceva risaltare all’interno tutti i colori delle vetrate.
Non abbiamo preso l’audioguida, e siamo stati circa 1 ora e mezza, visitando velocemente anche il museo sotto la chiesa, che è molto interessante, soprattutto per la parte che illustra le varie fasi della costruzione dell’edificio.

Bellissima l’essenziale Santa Maria del Mar, nel bel quartiere del Born, mentre la piazza della Cattedrale aveva delle impalcature per la predisposizione dei mercatini natalizi che rovinavano un po’ il contesto. Sicuramente la settimana successiva con i mercatini, l’atmosfera sarà stata migliore. Camminare e perdersi lungo le stradine del Barrio Gotico, è un’incanto.
Siamo andati anche nel quartiere Raval, appositamente per vedere il famoso gatto ciccione di Botero, che è bellissimo!!
La Rambla l’ho trovata poco vivace rispetto a come la ricordavo, poche le bancarelle di Natale, nonostante ci fossero già ovunque le luminarie, e in generale, non so se per il periodo o in seguito ai tragici fatti dello scorso anno. Ma passeggiare lungo questo viale, è bellissimo!
Bellissimo il mercato Bouqueria, ma piuttosto caro per pranzare, se ci si vuol sedere in uno dei pochi localini che lo permettono, ma ci sono comunque tanti banchetti di cibo da asporto, fritture di pesce bellissime e frullati di frutta strepitosi. Attenzione che è chiuso la domenica.
Molto bello ed elegante il Passeig de Gracia e la parte nuova del porto a Barceloneta.
Comunque ovunque ci si giri, Barcelona riesce a sorprenderti!
Informazioni utili
Volo
Volo Ryanair acquistato con un’offerta a fine settembre, per fine novembre, a 25 euro a testa a/r + posti; siamo partiti da Bologna con uno zainetto ognuno, tipo Eastpack: stando solo 2 giorni, mutande, spazzolini, schiuma da barba, guida e stop. Con Ryanair si trovano spesso buone offerte per Barcellona.
Trasferimento dall’aeroporto e abbonamento mezzi pubblici
Per arrivare in centro dall’aeroporto (e ritorno), abbiamo preso il treno della Renfe (seguire le indicazioni dei treni e alla fine del terminal 2 prendere il ponte sopraelevato coperto, che porta alla stazione. E’ il mezzo piu’ economico per raggiungere la città perchè il transfer è compreso nei comodi abbonamenti T10, che permettono di viaggiare su tutti i mezzi in città per 75 minuti, alla metà del costo del singolo biglietto (10,20 euro per 10 viaggi-ci sono le macchine automatiche alla stazione). Il treno passa ogni mezz’ora e fa un paio di fermate in città, la nostra, proprio davanti a casa Batlo’, su Passeig de Gracia.
http://www.renfe.com/EN/viajeros/cercanias/barcelona/
In alternativa si puo’ prendere l’Aerobus, che si trova proprio all’uscita dall’aeroporto, è piu’ frequente ma costa 5,90 euro (contro poco piu’ di un euro del treno Renfe) e il tempo di arrivo in città dipende dal traffico. In città ferma nei seguenti punti: Plaça Espanya, Gran Via (intersezione con carrer Urgell), in direzione centro città, Carrer Sepulveda (intersezione con carrer Urgell), Plaça Universitat (questa fermata non esiste in direzione aeroporto), Plaça Catalunya
http://www.aerobusbcn.com/en/?gclid=EAIaIQobChMIj83cuoCl3wIVwcmyCh1WcQJ1EAAYASAAEgLXy_D_BwE
Oppure si puo’ anche arrivare in metro: la linea L9 della metropolitana unisce l’aeroporto con la zona nord della città e in circa 30 minuti si giunge in città, poi per arrivare in centro occorre cambiare linea per cui bisogna verificare la convenienza in base all’alloggio.
Biglietti
Per quanto riguarda i biglietti per le opere di Gaudì, Casa Batllo’ e Sagrada Familia, volendo organizzarmi in base al meteo, ho tenuto sotto controllo i biglietti sui rispettivi siti internet, dove compaiono anche le disponibilità. Quindi li ho acquistati in loco il giorno prima della visita prevista on line, per casa Batlò su questo sito:
Per la Sagrada Familia on line esiste un biglietto piu’ economico che non vendono alle casse in loco e che ci ha consentito di non fare per niente coda all’ingresso.
Per il Parc Guell, dove non abbiamo trovato disponibiltà, consiglio ugualmente di tenere sotto controllo la disponibilità di giorni e orari sul sito ufficiale.
Tutti i biglietti non necessitano di stampa ma si possono mostrare dallo smartphone).
Mangiare
Abbiamo mangiato ottima paella con sangria, alle 7 Portas, bellissimo locale a Barceloneta.
Tapas alla Cerveceria Catalana, in una laterale della Rambla Catalunya e spuntino alla Bouqueria. Sangria e birra al tramonto davanti al mare a Barceloneta, al Merendero del mar. Non si puo’ non assaggiare i famosi churros, noi li abbiamo presi in una panetteria e la buonissima crema catalana!!
Tutto ottimo, ma attenzione: a Barcellona i ristoranti costicchiano!
Alloggio
Un capitolo a parte lo dedico al nostro hotel perchè merita proprio: Hotel Praktica Rambla, poco oltre placa Catalunya, sulla rambla omonima: https://www.hotelpraktikrambla.com/

Bellissimo!! In un meraviglioso palazzo liberty, luci basse, corridoi, scale e portoni, tutti d’epoca, ti fanno calare proprio nell’atmosfera catalana e talvolta ho avuto la sensazione di essere dentro uno dei famosi libri di Zafon...
Le camere sono di design, con alcuni tocchi particolari, come l’armadio a riquadri di specchi e il lavandino in camera, su piastrelle verde scuro.
Non è inclusa la colazione ma c’è un angolo dove ci si puo’ fare te o caffè a qualsiasi ora della giornata, e berlo nella sala della biblioteca.
Oppure nel bel giardinetto interno, se il tempo lo permette, mentre al mattino vengono offerti croissant o muffin!


Barcellona merita ben piu’ 2 giornate, anche se ..sempre meglio che niente. Tanto sappiamo che prima o poi torneremo per vedere il resto!
dicembre 2018
(foto di Patty)
Pesca al tramonto e notturna alle Maldive
L’escursione della pesca al tramonto e notturna alle Maldive è proprio una bella eperienza, che è piaciuta molto anche a nostra figlia, sia la prima volta, a 8 anni, che da adolescente, a 13 anni.
La prima volta siamo partiti prima del tramonto dall’isola (Fihalohi http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/ ) con un bellissimo dhoni, l’imbarcazione tradizionale maldiviana. Il tempo era sereno, pertanto navigare con la luce e i colori del tramonto è stato splendido.
La seconda volta invece, per la pesca notturna, siamo andati con una barca non tradizionale (da Embudu http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/). Siamo partiti proprio al tramonto e abbiamo visto il cielo farsi scuro, pescando poi anche nel silenzio della notte, sotto il cielo stellato.
Anche in questo caso, è stato incantevole: essere soli in mezzo al mare, al buio, in assenza di rumori, è una sensazione bellissima, che da un grandissimo senso di pace e libertà.
Le escursioni di pesca alle Maldive si fanno col bolentino, ovvero con una lenza arrotolata a un pezzo di legno, a cui è stato applicato un amo, con un piccolo peso.
I marinai che accompagnano all’escursione portano del pesce per fare le esche, che spezzettano e attaccano all’amo. Il capitano cerca un punto dove fermare la barca e i marinai danno istruzioni su come fare.
E’ molto semplice, basta lanciare la lenza e srotolarla un bel po’..e poi attendere cercando di percepire quando il pesce mangia l’esca per dare un bel tirotto e tirare su lenza.
Bisogna armarsi di pazienza e attendere. Ma in questo è anche il bello della pesca, si impara l’attesa, mentre si assapora e si gode del paesaggio e del silenzio.
A volte si sentono dei movimenti, allora si prova a tirare la lenza, per poi verificare magari che l’esca è stata già mangiata.. e allora i marinari arrivano ad attaccare una nuova esca e si ricomincia di nuovo.
Quando la lenza invece tira molto forte, allora aumenta l’eccitazione e i marinai accorrono ad aiutare …finchè non si vede che cosa ha abboccato..se un corallo, una scarpa, o qualcosa di altro..o proprio un bel pesce.
Puo’ accadere che durante tutto il tempo, i poveri inesperti pescatori, non riescano a prendere niente.. ma a noi non è capitato, abbiamo sempre preso delle belle prede. Giada, l’ultima volta, ha preso un bel barracuda, ed io un bel pesciolino colorato, mentre il papà.. un corallo!!
I marinai vengono a staccare i pesci e li mettono in un cesto comune che verrà poi scaricato e consegnato alle cucine. E si rientra all’isola.
I pesci verranno cucinati e offerti ai partecipanti per cena.
La prima volta sono riusciti a fare una bella grigliata per tutti, mentre la seconda il nostro bel barracuda e il pesciolino ci sono stati serviti la sera dopo al nostro tavolo, ed è stata una grande soddisfazione mangiare proprio quello che avevamo pescato.
Ma soprattutto abbiamo vissuto un‘esperienza assolutamente divertente ed indimenticabile. Pesca alle Maldive, top!!
ottobre 2018
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foto by Patty
















































































































































































































































