Viaggi di testa e viaggi nel mondo

Un adolescente in viaggio

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

 

 

Mia figlia adolescente scrive, in un tema, come ha vissuto un viaggio a sorpresa a Londra con la visita agli Harry Potter Studios.

Un desiderio che si avvera e le riflessioni sui valori che vengono trasmessi dall’autrice della saga, J.K. Rowling.

 

Tutto iniziò il 23.11.2017, il giorno del mio compleanno.

Per i miei 13 anni avevo chiesto ai miei genitori un viaggio a Londra.

Come al solito mi sono alzata prima di andare a scuola, e come tutti gli anni, sul tavolo da pranzo c’era una sorpresa. Ma quest’anno non c’era niente di piu’ di una busta e aprendola, la sorpresa è stata grande: dentro c’era un biglietto aereo per Londra, e già la mia gioia era immensa,  pero’  ho notato che c’era un altro biglietto accanto. All’inizio non avevo capito cos’era, forse per l’intontimento dell’essersi appena svegliati, o per la sorpresa, forse perché in fondo avevo già intuito cos’era ma non ci volevo credere. Ma è stato tutto chiaro e limpido quando ho visto la scritta: “WB Studios Harry Potter”. Li’ il mio cuore ha cominciato a battere a mille. Ero pazza di gioia.

 

 

Infatti io avevo desiderato andare a Londra, non soltanto perché questa città mi aveva sempre attratto e sin da piccola avrei voluto andarci, ma anche perché li’ ci sono gli WB Studios a tema Harry Potter. Essendo un’amante del capolavoro letterario scritto dalla Rowling e dei film, era il mio sogno visitare gli Studios, contenenti tanti oggetti di scena originali, gli indumenti indossati dagli attori, e moltissimi set.

Alla vista dei biglietti sono rimasta sconvolta, anche perché sapevo che questi erano difficilissimi da trovare.

E così dopo pochi giorni, io e i miei genitori abbiamo preso l’aereo per andare a Londra. Ci saremmo stati fino al giorno successivo. Il viaggio era infatti abbastanza corto, ma ero comunque felicissima. Nel tempo che non siamo stati agli Studios, abbiamo visitato la città, che come immaginavo è bellissima. Abbiamo visto il Big Ben (il famoso orologio), che era proprio davanti al nostro hotel, il Tamigi (il fiume piu’ lungo di Londra), il cambio della guardia a cavallo (rituale che celebra il cambio fra le guardie che sorvegliano il palazzo reale), Buckingham Palace (dove alloggia la regina), il Tower Bridge e siamo saliti anche sullo Sky Garden (che è un grattacielo con la caratteristica di avere un grande giardino botanico sul piano piu’ alto). Ho detto subito ai miei genitori che avrei voluto tornarci per vederla meglio, perché mi è piaciuta tantissimo.

 

 

Ma il momento piu’ da me atteso sarebbe arrivato alle 14 del 28.11. Infatti a quell’ora, a Victoria Station (la stazione piu’ grande di Londra),  è arrivato un pullman pronto per portarci agli Studios, con un piacevole viaggio di un’ora e 30 minuti, accompagnati dalla proiezione di un film di Harry Potter.

 

 

Arrivati alla meta, un’enorme entrata ci aspettava con una grande scritta che recitava “The making of Harry Potter. WB Studios”.

Presto avrei scoperto che gli Studios erano piu’ che enormi, ma prima ci siamo fermati allo shop all’ingresso, per scambiare i miei soldi (il regalo da nonni e zii per il compleanno) con tantissimi e bellissimi gadget che desideravo, come una bacchetta magica, calzini, maglie, collane e l’immancabile sciarpa della  casata (Griffondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero) che nel mio caso spicca dei colori di Griffondoro, rosso e oro. In quel negozietto avrei voluto comprare di tutto, ma i soldi dati dai miei zii erano ovviamente limitati e gli oggetti del negozio erano un po’ costosi.

 

 

E poi sono entrata in un mondo magico. E’ stato come essere proiettati dentro uno dei film. Oggetti di scena magnifici, curati dettaglio per dettaglio, i vestiti originale esposti, un sacco di set usati per il film. C’erano anche i meccanismi usati per le scene, come ad esempio le scope volanti e i manichini degli animali fantastici che appaiono nei film, e le statue di cera che servivano come controfigura per i personaggi piu’ strani, sembravano che si potessero animare da un momento all’altro.

Era come trovarsi ad Hogwarts. Era tutto fantastico. Questi Studios sono enormi, infatti contengono persino il treno originale usato per le scene al binario 9 e ¾ e l’enorme “modellino” di Hogwarts, usato per le scene in esterna. Per me era il posto piu’ bello del mondo. E anche se avevamo un tempo limitato perché sarebbe tornato l’autobus a prenderci dopo 3 ore e mezzo, io ci sarei voluta restare ore e ore, giorni e giorni. A guardare e riguardare tutto per cogliere ogni minimo particolare e perdermi in tutta quella bellezza.

 

 

Dopo questo viaggio in moltissimi, fra amici e professori, mi hanno chiesto

“Ma perche ti piace Harry Potter e per te cosa significa?”.

E dopo aver riflettuto la mia risposta è che Harry Potter mi piace, oltre perché si possiede una bacchetta per far le magie ed è tutto magico (il che sarebbe troppo figo), perché  J.K. Rowling ha voluto trasmettere l’importanza di tanti valori che, spesso, trascuriamo, come l’amicizia, il coraggio e l’amore. E che anche se siamo definiti un po’ diversi, non bisogna nascondersi o rifugiarsi nei sogni per poi dimenticarsi di vivere.

 

Perché, come dice Silente,

 

   “ La felicità si puo’ trovare anche negli attimi piu’ bui, se solo ci si ricorda di accendere la luce”.

 

 

 

                                              

                                            

 

Testo di Giada – compito di III media, testo a tema libero

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando

https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2645080972377862

 

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Londra con adolescente in 2 giorni, Harry Potter Studios inclusi!

 

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Londra con adolescente in 2 giorni, Harry Potter Studios inclusi!

 

 

Due giorni a Londra, inclusa la visita agli Harry Potter Studios: come organizzare il tour, vedendo le cose fondamentali, acchiappando un ottima offerta volo!

Da molti anni non tornavo a Londra e a volte si trovano offerte cosi’ allettanti per la città che non si riesce a resistere!

Grazie a una di queste, con Ryanair abbiamo prenotato a meno di 50 euro in 3, nel mese di agosto per novembre, come regalo per il compleanno di Giada, nostra figlia pre adolescente, che già da un po’ chiedeva di visitarla.

Quindi, una pazzia andare a Londra per 2 giorni, cercando di vedere il piu’ possibile ed inoltre aggiungere gli Harry Potter Studios? Noo! Si puo’ fare.

Vi racconto come.

Londra non è una città semplice, pur essendo molto ben organizzata, si deve studiare molto per visitarla  bene, dall’organizzazione dei trasporti, alla prenotazione/programmazione delle attrazioni o monumenti da vedere, studiando la conformazione della città..figuriamoci poi se, avendo solo 2 giorni, si vuole cercare di vedere il piu’ del possibile. Occorre ottimizzare spostamenti e visite. Se aggiungiamo poi che, durante il periodo di tempo che è trascorso tra la prenotazione e la partenza, a nostra figlia è nata la passione per Harry Potter..andare a Londra senza portarla agli Harry Potter WB Studios avrebbe rovinato la sorpresa, quindi non era possibile!! Per cui, all’ultimo momento, scombinando tutta la mia pianificazione del tour della città, e con tutti i rischi che un ritardo del volo ci avrebbe potuto far correre (con conseguente perdita dei soldi di un costoso biglietto d’ingresso agli Studios non rimborsabile) abbiamo inserito anche questa sorpresa!!

Di seguito l’elenco di tutto quello che siamo riusciti a vedere in 2 giorni.

 

Vedere Londra in due giorni

 

giorno 1:

-Westminster e Big Ben (da fuori)

-cambio della guardia a cavallo

-Trafalgar square

-Picadilly circus e Leicester square

-Buckingam Palace e Regent park

-Victoria station

-Harry Potter studios

-King Cross e Saint Pancraz

 

giorno 2:

-Covent Garden

-da London Bridge a Tower Bridge (con Tower Bridge Exibition)

-Torre di Londra

-Ledenhall market

-Sky garden

 

Informazioni utili

Trasferimento aeroporto di Stansted- centro città Londra

Dopo aver acquistato il volo, ho comprato subito  il biglietto del treno per raggiungere la città dall’aeroporto: partendo con Ryanair, e arrivando a Stansted, il modo piu’ veloce  è utilizzare lo Stansted Express, un treno che in circa 45 minuti, con frequenze di 15 minuti arriva a Liverpool station, da dove si puo’ prendere la metropolitana per il centro città. Come alternativa ci sono i bus, soggetti pero’ al traffico su strada e quindi potenzialmente con tempi più lunghi. I biglietti dello Stansted Express si trovano spesso in offerta se si acquistano con un certo anticipo, per esempio noi li abbiamo pagati a metà prezzo acquistandoli ad agosto per novembre. L’altro grosso vantaggio di utilizzare questo treno, è che con l’acquisto dei biglietti, come con altri delle National Rail Service, c’è la possibilità di usufruire del  2×1 per l’acquisto dei biglietti di molte attrazioni: ciò significa che in 2 si paga solo 1 biglietto. Per usufruire di questa offerta, occorre sempre portarsi il biglietto cartaceo del treno e stampare il voucher per le attrazioni desiderate. Il mio suggerimento è quello di scegliere prima da casa quelle che interessano e stampare tutti i voucher, per poi decidere quali utilizzare una volta a destinazione, in base ai tempi. Le attrazioni non sono solo ingressi a musei, monumenti o altro, ma anche tour guidati e ristoranti particolari e sono tantissime. Per esempio noi abbiamo utilizzato il voucher per avere lo sconto sull’ingresso al Tower Bridge.

 

 

Londra: lo Stansted Express e i biglietti delle attrazioni 2×1

 

Un consiglio per il volo di ritorno: è opportuno partire dal centro città almeno 3 ore e mezzo prima: i controlli in aeroporto potrebbero prevedere tempi lunghi.

 

Alloggio a Londra

Tra consigli di amici che erano stati di recente e lo studio sulla mappa delle attrazioni, ho cercato di  capire dove fosse logisticamente meglio alloggiare con cosi’ poco tempo e dove mi piacesse di piu’. Mi occorreva  una zona comoda per ridurre i trasferimenti, un posto vicino a una stazione della metropolitana e contestualmente in una zona che avremmo voluto visitare. Avrei voluto anche un posto dove, arrivando con la metropolitana, mio marito e mia figlia potessero esclamare “wow!! e capire subito di essere a Londra. Dopo varie ricerche, ho scelto nela zona di Westminster, il Premier Inn County Hall, edificio sul fiume, appena attraversato il Westminster Bridge e a fianco al London Eye, e dove, all’uscita della metropolitana, abbiamo avuto subito la visione del Big Ben e Westminster Houses of Parliament.

https://www.premierinn.com/gb/en/hotels/england/greater-london/london/london-county-hall.html?cid=GLBC_LONCOU

Gli hotels della catena Premier Inn, sono una soluzione ottimale per Londra, la maggior parte sono ubicati in pieno centro e vicino ai principali monumenti o punti turistici, e hanno ottime recensioni. Un po’ costosi in alcune date, come le nostre, in considerazione del fatto che si era già in periodo natalizio, ma sicuramente non si  corre  il rischio, non così poco frequente a Londra, di trovarsi in una sconfortante bettola, anche se solo per una notte (era pur sempre un regalo per il compleanno di nostra figlia!). Altro grandissimo vantaggio che offrono gli hotel della catena è cancellazione gratuita fino alle 13 del giorno di arrivo.

 

 

Biglietti per i mezzi pubblici a Londra: Oyster Card e Travel Card

Una volta acquistato il biglietto del transfer dall’aeroporto, è la volta di studiare il tipo di abbonamento da scegliere per i mezzi pubblici. Anche per soli 2 giorni non è conveniente acquistare singoli biglietti, risultano piu’ economici gli abbonamenti chiamati Oyster Card o Travel card. Per capire quale era il piu’ adatto per noi, mi sono affidata a questo comodo schema: https://www.visitbritainshop.com/italia/london-transport-which-ticket-to-buy/#qualsiasi orario

Noi alla fine abbiamo optato per la Oyster Card pay as you go, comprata allo sportello della stazione di Liverpool street, dove siamo arrivati con lo Stansted Express, prima di prendere la metropolitana; la tessera costa 5 sterline (che vengono rimborsate recandosi allo sportello e restituendo la tessera prima  della partenza) e si puo’ caricare per l’importo che si presume di spendere.  C’’è un limite giornaliero di spesa per cui, dopo 3 corse non si paga più  (per bambini e ragazzi le tariffe sono inferiori). Qualora si terminasse il credito, si puo’ ricaricare la tessera agli sportelli automatici presenti in ogni stazione. La tessera funziona semplicemente appoggiandola dove c’è l’apposita figura, prima delle porte di accesso alla metropolitana. Se si è in possesso di una carta di credito contacless, si puo’ anche fare a meno della tessera, caricando quella.

 

 

Informazioni su monumenti e attrazioni a Londra

Dall’ultima settimana di novembre Londra ha già gli addobbi natalizi, quindi la città è spettacolare. All’interno di Hyde park viene allestito Winter wonderland, con i mercatini di Natale, ruota panoramica e tantissime attrazioni per bambini. Noi con poco tempo abbiamo visto tutto soltanto passando con il bus . Qui il link http://hydeparkwinterwonderland.com/

Alcune zone delle Houses of Parliament di Westminster e il Big Ben sono in restauro  fino al 2021, per cui ci sono parecchie impalcature, il Big Ben, per esempio non si vede quasi, purtroppo.

Il cambio della guardia a cavallo, a cui abbiamo assistito al posto di quello a Buckingham Palace che avviene a giorni alterni e che è sempre molto affollato, viene fatto a Whitehall, subito dopo Downing street 10, nella Parliament street  che va da Westminster a Trafalgar. E’ molto suggestivo e ha luogo ogni giorno alle 11. Merita indubbiamente.

 

 

Trafalgar square ha sempre il suo fascino, con la National Gallery sul fondo e i  classici bus double decker, tipici di Londra che passano di fronte alla piazza.

Picadilly circus in questo momento (novembre 2017) è in restauro e secondo il mio parere ha perso molto del suo fascino rispetto al passato. l’adiacente Leicester square, invece è molto carina, soprattutto con gli addobbi natalizi.

A Buckingham Palace siamo arrivati dal vialone pedonale,  partendo dal Wellington Arch, per la Constitution Hill, fiancheggiando St. James park. Qui abbiamo visto i famosi scoiattoli che giravano per il parco e siamo riusciti anche ad avvicinarli. Abbiamo poi proseguito fino a Victoria station, dove dovevamo prendere il pullman che ci avrebbe portato agli Harry Potter studios, di cui parlo in seguito.

Tutto questo percorso l’abbiamo fatto in una mattinata.

 

 

Al ritorno dagli Studios, oltre le 20,  passati per King Cross, per vedere il famoso binario 9 e 3/4 che è stato un po’ una delusione, perché intanto non è sul binario, ma è un muro a fianco al negozio omonimo che vende articoli di Harry Potter, e poi a una certa ora di sera, il carrello e valigia viene rimosso (mentre durante il giorno c’è la possibilità di fare foto a pagamento). Quando siamo arrivati noi, c’era soltanto il muro e la scritta “Hogwarts”. Vale comunque la pena visitare il negozio, che ha articoli differenti rispetto a quelli dello shop agli studios, dove abbiamo comprato la famosa sciarpa di Griffondoro bordeaux e gialla. King Cross e Saint Pancras anche alla sera, soprattutto con le luminarie  sono molto affascinanti.

Covent Garden in periodo natalizio è veramente essere splendida e assolutamente da non perdere. Una colazione, un te, un giro tra i banchetti e per le esibizioni degli artisti di strada che si fermano nella piazzetta sottostante vale assolutamente la pena. Le vetrine adobbate a Natale sono meravigliose, come anche il grande albero della piazza, e nei banchetti si trovano cose molto particolari. Per gli amanti di Harry Potter si possono acquistare felpe e tee shirt belle e di buona qualità, a prezzi molto piu’ bassi di quelle dei negozi specifici.

 

 

London Bridge al Tower Bridge, meritano una passeggiata costeggiando il fiume. La zona di Southwark, riqualificata e con tanti elementi di modernità, mi è piaciuta moltissimo. Al  Tower Bridge siamo saliti per la visita alle torri acquistando, con il 2×1,  il biglietto per il Tower Brigde Exibition. Quello che a me interessava di più era il passaggio che collega le 2 torri, con fondo di vetro. Vedere passare sotto di me, sopra al fiume, a 30 metri piu’ sotto i veicoli sulla strada è stata inizialmente un’esperienza  da paura!

Poi, superato il primo momento di vertigine in cui ho appoggiato i piedi sul vetro, è stato super emozionante!!! Con il biglietto si puo’ visitare anche la stanza delle macchine, dove è possibile vedere i bellissimi vecchi motori e ingranaggi che permettevano, in passato, al ponte di alzarsi.

 

Passeggiando sulla passerella di vetro del Tower Bridge

 

Consiglio: esiste un calendario con le date in cui il ponte si apre, il massimo della spettacolarità sarebbe pertanto  trovarsi sul percorso a vetri nel momento in cui i due lati della strada si alzano e passa l’imbarcazione.

La  passeggiata lungo la Torre di Londra è veramente piacevole. Da una parte c’è il fiume e dall’altra il castello, che sicuramente meriterebbe, tempo permettendo, una visita al suo interno.

Non lontano dalla Torre di Londra , ci siamo trovati, per caso, nelle stradine del Lendhall market, che diventa un posto magico con gli addobbi natalizi. Abbiamo deciso di fermarci lì per pranzo, avendo la prenotazione per le 15 per lo Sky Garden, l’alto edificio che al 35 piano ha un giardino panoramico con terrazzo a vetrate, con vista a 360 gradi su Londra. Lo Sky garden è gratuito pero’ i biglietti vanno prenotati. Al lunedì escono le disponibilità per le 2 settimane successive, per cui è consigliabile tenere sotto controllo i lunedi per poter trovare la disponibilità del giorno della settimana e dell’orario preferito. Gli ingressi sono a 15 minuti di distanza l’uno dall’altro e il massimo tempo di permanenza è di 1 ora. In caso non si riuscisse a trovare disponibilità, si puo’ decidere di andare e consumare in uno dei bar o ristoranti che sono presenti prenotando gratuitamente on line. Sul sito si trovano anche i menu’.

Nel locale a vetri, con giardino costruito sulle scale, pieno di enormi alberi e piante,  è presente anche un bar e un terrazzo esterno. E’  piuttosto freddo restando anche al chiuso, ma la vista su tutta Londra è spettacolare. Attenzione ai controlli per l’accesso perché sono come quelli in aeroporto.

 

Londra a 360 gradi dallo Sky Garden

 

Harry Potter Studios a Londra

Per visitare gli Harry Potter WB Studios è consigliabile prenotare sul sito https://www.wbstudiotour.co.uk/ con notevole anticipo se si vuole trovare posto, scegliendo il giorno e l’orario preferito e spendendo la cifra giusta. Il trasporto, in questo caso, deve avvenire in autonomia ma è molto semplice: dalla fermata della stazione della  metropolitana di Euston si prende il treno della National Rail che arriva a Watford Junction. Il treno parte ogni 15 minuti e il viaggio da London Euston a Watford Junction dura 20 minuti e costa 9,5£ circa, andata e ritorno A Watford Junction, sulla destra, all’uscita della stazione c’è un pullman con immagini di Harry Potter, che porta direttamente agli Studios. Il biglietto del pullman costa 2£ andata e ritorno.

Se invece,  non si trova piu’ posto sul sito WB, si puo’cercare on line qualche agenzia che venda pacchetti che comprendano il biglietto d’ingresso comprensivo del trasporto (è l’unica alternativa alla prenotazione sul sito WB), e che costano quasi in doppio ma non sono poi male, in quanto il vantaggio è che si sale su un pullman brandizzato, vicino a Victoria (o in alternativa, a Baker street) e si scende comodamente dopo poco piu’ di un’ora di viaggio, agli Studios. Sul bus vengono proiettati i film di Harry Potter. Si hanno a disposizione circa 3 ore e 15, 3 ore e 30, per la visita, tempo sufficiente anche per andare  al negozio e fare acquisti e fermarsi a gustare la famosa burro birra, una bibita dolce gasata con sopra una specie di panna montata al caramello !! Attenzione: i biglietti non sono assolutamente rimborsabili.

Le agenzie on line che propongono il tour sono diverse, la mia scelta è ricaduta direttamente dal fornitore che lo propone anche alle altre, che si chiama Golden Tour, da questo sito https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter-con-transfer.  Siamo rimasti molto soddisfatti sia dagli Studios, che dal servizio ricevuto, nonostante la maggiorazione di costo.

 

Tutti i dettagli della visita agli Sudios

 

Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

 

Londra è sicuramente una città che merita sicuramente piu’ dei giorni che le abbiamo dedicato, ma nonostante cio’ con cosi’ poco tempo siamo riusciti ad apprezzarla a pieno!

La buona combinazione degli orari dei voli, partenza al mattino presto e ritorno alla sera tardi, ci hanno fatto godere del tempo a disposizione e fortunatamente tutto è filato liscio, ma occorre tenere ben presente il rischio che si corre per eventuali ritardi che potrebbero compromettere la vacanza!

E poi niente è più importante dell’entusiasmo di una tredicenne che dice di aver ricevuto il piu’ bel regalo di compleanno di sempre!

Qui il racconto del vissuto direttamente da mia figlia

 

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

e qui anche l’esperienza di Harry Potter anche  a Orlando

https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2645080972377862

 

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Londra

 

novembre 2017

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Salita sull’Etna, in Sicilia

 

 

Per arrivare sull’Etna, partiamo in auto da Nicolosi, dove abbiamo pernottato.

 

 

 

Percorrendo una meravigliosa strada, che attraversa paesaggi formati da pietra lavica, arriviamo a 1923 metri, dove si trova la funivia dell’Etna. Da li’, con una telecabina, si arriva fino a 2500 metri, al rifugio La Sapienza. Siamo pronti per salire sul vulcano piu’ grande d’Europa.

 

 

Durante la risalita, vediamo la terra della montagna assumere colori diversi, dal marrone, al rosso, al nero e c’è un silenzio da meditazione. Il paesaggio cambia, c’è anche qualche tratto con vegetazione, sopravvissuta evidentemente alle colate laviche.

 

 

Dal rifugio La Sapienza, partono pullman fuori strada che riescono a risalire la montagna di lava, lungo un percorso predefinito.

 

 

 

Ci fermiamo dentro al rifugio per vestirci, perchè là comincia ad essere freddo e soprattutto c’è un gran vento. Per chi non avesse scarpe ed abiti adatti (alcune persone, essendo estate sono arrivate in ciabatte), affittano scarponi, scarpe da trekking, bastoni da trekking, giacche antivento,  e per l’inverno, ciaspole e slittini. . Noi comunque siamo saliti con normali scarpe da running e avevamo portato kway antivento.

 

 

 

I pullman ti portano fino ai crateri sommitali. Per salire occorrono circa 20 minuti.

 

 

Quando arrivi, lo scenario è veramente spettacolare e suggestivo. Sei a ridosso dei coni sommitali e da li’ godi di una vista, che spazia dal mare sino all’interno della Sicilia.

 

 

Con i piedi calpesti la terra lavica, puoi passeggiare sul crinale, guardarti intorno e vedere i crateri, da dove, quando ci sono le eruzioni, esce la lava.

 

 

 

Il terreno è nero, con chiazze rosse dovute al ferro, manganese e zolfo, eruttati e solidificati. Se provi a prendere in mano un po’ di quella terra nera, noti che è leggerissima.

Dal pullman, vieni assegnato ad  una guida da seguire, che spiega quel che vedi, ti indica i coni eruttivi, ti racconta la storia delle eruzioni, ti mostra i punti fumanti nel terreno.

 

 

Lassu’ il vento è ancora piu’ forte, come si puo’ vedere da questo video.

 

 

Il vento non ci ha permesso di restare su quanto sarebbe meritato.  La sensazione è proprio di essere a tu per tu con la forza della natura, che ancora una volta, ha saputo stupirmi.

 

 

 

Scesi di nuovo alla stazione di partenza della funivia dell’Etna, è da non perdere l’Etna Experience,  un filmato in 7d, che dura solo pochi minuti, ma che fa vivere tutto quello che riguarda un vulcano prima e durante l’eruzione. Una simulazione con movimenti, vibrazioni, rumori, vento, acqua, sensazioni tattili, una delle quali mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla poltrona.

Da fare assolutamente dopo la salita, per evitare di restare traumatizzati dalla paura del crollo della funivia che viene simulato. Un’esperienza davvero terrificante!

 

https://www.funiviaetna.com/funivia-delletna/

settembre 2017

 

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Sicilia

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Fuerteventura perchè

 

 

 

Quello che mi piace di Fuerteventura è l’aria che si respira.

Non il vento, che per coloro che ne sono infastiditi è meta sconsigliata, perchè c’è di frequente. Mentre a me sembra che porti via anche i pensieri. 

La sensazione di grande apertura, paesaggi sconfinati, come se non ci fossero ostacoli. Niente di superfluo, linearità e curve dolci, territori incontaminati e spazi selvaggi, spiagge immense e scogliere a picco sul mare.

Lagune calme e mari impetuosi, nel giro di pochi chilometri o anche metri.

Spiagge bianche, spiagge nere, rocce vulcaniche.

Paesaggi africani, paesini bianchi, porti vivaci, panorami mozzafiato, dall’alto dei mirador.

In alcune parti, costruzioni selvagge e paesaggi deturpati, che stonano con la gran parte desertica dell’isola. Ma sono poche zone concentrate.

Pale eoliche, vento che solleva la sabbia, che pizzica sulla pelle, quando è forte. Possibilità di ripararsi nei “corraliti“, strutture circolari di pietra vulcanica a disposizione, dove ti senti protetto.

Patate canarie, Mojo e Ron miel, offerti ad ogni pasto, tapas, paella, pescado top. Una delizia per il palato. Magari di fronte al mare.

 

Fuerteventura è un po’ il nostro porto sicuro. Per questo ci torniamo sempre con piacere.

E quando passa un po’ di tempo che non andiamo, ci manca.

E piu’ ne parlo, piu’ vorrei essere là. A cullarmi nel dolce far niente. Fermare tutto per un attimo.

Un po’ di tepore quando in Italia fa freddo, a poche ore di volo. Vita tranquilla e silenzio.

Che, insieme al paesaggio, mi riempiono l’anima.

 

 

 

 

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Passeggiando sulla passerella di vetro del Tower Bridge

 

 

 

Essere a Londra e lasciarsi scappare l’occasione di vedere il Tamigi e il  traffico della strada del suo ponte piu’ famoso, guardandolo da un vetro trasparente sotto i propri piedi?? No!!

La Tower Bridge Exhibition ha già di per sè una grande attrattiva.

Consiste nel visitare le due torri del ponte, salendo nei vari piani, e passando poi attraverso una passerella che conduce da una torre all’altra.

Ma dal 2014 è stata inserita una parte in vetro nella passerella (glass walkway).

Pianificando il mio viaggio a Londra, allo scoprire la notizia, ho subito pensato che avrei voluto provare questa ebbrezza.

La passerella è a oltre 40 metri di altezza. La parte in vetro comprende sei grandi pannelli antiscivolo e con l’acquisto dei biglietti dell’attrazione si aiuta anche una buona causa, perchè  il ricavato va alle associazioni no profit della città.

 

 

Il momento migliore per fare questa esperienza sarebbe durante il momento in cui il ponte si apre per far transitare le imbarcazioni. Esiste un calendario di questo evento, e volendo, la visita potrebbe essere pianificata anche in funzione di questo. Vedere aprirsi il ponte sotto i propri piedi dev’essere uno spettacolo ancora più eccitante.

Ho visto la parte trasparente e all’inizio ho esitato a mettere il piede sul vetro.
Un senso di vertigine e di paura del vuoto mi ha invaso. Vedevo sotto scorrere le acque torbide del fiume, le imbarcazioni che lo navigavano, le auto e i tipici bus rossi double decker passare, e sono rimasta tentennante a guardare per un po’..
Ma sapevo che volevo vincere la paura, e allora, trattenendo il fiato..ho messo un piede e poi l’altro e mi sono fermata. Là, come sospesa in aria, mentre sotto tutto scorreva e io dall’alto guardavo lo spettacolo sotto di me.

 

   

 

Una vista unica.

Ho continuato a camminare, guardare da tutte le prospettive.

Ho alzato gli occhi e mi sono vista li’, dallo specchio posto sul soffitto.

Come se camminassi sul vuoto, potevo vedere nel dettaglio tutto ciò che avveniva sotto i miei piedi, e presa dall’eccitazione, non ho avuto piu’ timore ne paura. Ho cominciato ad andare avanti e indietro e guardare giù ..

 

 

“la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare”

 

..Ehh, bisogna fidarsi degli autori di queste opere immense? il dubbio viene sempre.. Mia figlia ci ha chiesto: “Ma ci sosterrà?”. Certo che ci sostiene, perchè l’uomo sa essere grande e consentirci di provare queste emozioni forti.

 

 

Oltre al panorama sotto i piedi, dai vetri laterali, si può vedere anche tutta la struttura del ponte e, ovviamente, lo skyline di Londra a 360 gradi.

 

 

Lungo le pareti non a vetri, oltre alle informazioni, ci sono le immagini di tutti i ponti piu’ famosi e straordinari costruiti dall’uomo nel mondo.

Dopo essere andata avanti e indietro sul pavimento trasparente, sono uscita e ho ripetuto l’esperienza sulla passerella a vetri dall’altro lato, perchè i camminamenti sono due!!

 

 

E vai, di nuovo, avanti e indietro, tra lo stupore dei visitatori e le foto fatte nei modi piu’ disparati!

 

 

L’ultima parte della visita si svolge all’esterno, nella vecchia sala macchine, dove sono in mostra i macchinari usati un tempo per alzare il ponte, che sono delle vere e proprie opere d’arte.

 

 

In conclusione, sono rimasta entusiasta dell’esperienza della Tower Bridge Exhibition, che si merita sicuramente l’appellativo che ha di Wow Project, e della possibilità di provare la sensazione di camminare nel vuoto, definita, anche da marito e figlia, una delle esperienze più belle del viaggio !

 

 

http://www.towerbridge.org.uk/it/

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

gli altri articoli su Londra qui http:http://www.unanimainviaggio.it/londra/

Londra

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Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

 

 

 

Soddisfare il desiderio di un figlio che ti chiede la magia è una delle cose piu’ belle che puo’ capitare a un genitore.

Perché capita anche ai piu’ piccoli di aver bisogno di trovare un rifugio, nuove speranze e valori in cui credere, e la fiducia che possano aprirsi mille possibilità. Che vanno al di là degli abbracci o delle parole consolatorie di chi ti vuole bene, quando che la realtà, anche nel tuo piccolo, non è quella che vorresti.

E allora, fantasia e magia possono correre in aiuto.

Nostra figlia negli ultimi mesi ha sviluppato una vera e propria passione per il maghetto Harry Potter e il suo mondo, ha divorato piu’ volte i libri della Rowling, ha visto e rivisto tutti i film, e il giorno del suo compleanno, ha ricevuto quello che da tanto desiderava: una lettera da Howgarts, con insieme un biglietto aereo per Londra e un biglietto di ingresso ai Warner Bros Studios, per vedere The making of Harry Potter. Partenza dopo 2 giorni.

 

   

 

La reazione è stata dapprima di incredulità. Poi, nelle ore successive, di grande eccitazione, per l’esaudirsi del desiderio piu’ grande di questo momento: vedere materializzarsi quello che, con la fantasia aveva immaginato nelle sue letture e visto nei suoi film preferiti.

 

 

Verso la magia …e oltre

E allora, il 28 novembre 2017 alle 13.45 ci presentiamo al luogo dell’appuntamento, vicino a Victoria Station.

Il comodo pullman a due piani di Harry Potter ci attende. In un’ora e mezzo, in compagnia di uno dei film della saga,  arriviamo direttamente agli Studios.

 

 

Arrivare davanti agli Studios di Harry Potter e varcare la soglia, credo che sia per un fan la stessa emozione dell’arrivo ad Hogwarts per i maghetti.

Un enorme albero di Natale illuminato si erge all’ingresso, essendo le festività non lontane, e in alto sono esposte le foto dei volti di tutti i protagonisti dei films.

 

 

Decidiamo di prendere l’audioguida (al costo di 5 sterline) per Giada, che contiene informazioni e curiosità relative alla realizzazione dei films. Purtroppo non avevo letto che c’è anche la possibilità di avere per i bambini un  passaporto, da  timbrare al passaggio tra alcuni  set, con apposite macchinette.

Prima di iniziare il nostro percorso, decidiamo di entrare nello store, per goderci poi tranquillamente la visita, facendo gli acquisti degli articoli che avevamo individuato in precedenza da casa, per perdere meno tempo possibile una volta agli studios.

La  ricostruzione dello stanzino di Harry nel sottoscala anticipa l’ingresso in una sala, dove viene dato il benvenuto con la proiezione di un breve filmato.

 

 

Al termine del film  la porta si spalanca davanti alla Sala Grande..e si viene catapultati dentro al film e alla magia.


 

Sul fondo, alcuni albero di Natale innevati illuminati, è Hogwarts in the snow, appositamente creato per la stagione.

 

 

Il percorso continua nelle sale successive, dove sono in mostra costumi originali indossati dagli attori durante le riprese, le scenografie, i quadri, gli oggetti usati nei films.

 

 

Le scenografie piu’ impressionanti, a mio avviso, sono la foresta proibita, dove ci si addentra tra la nebbia, con gli immensi alberi, i ragni giganti che scendono e gli effetti climatici sonori; il treno Howgarts express, dove si puo’ salire e vedere negli scompartimenti vestiti e valigie dei protagonisti; ovviamente la porta del binario 9 3/4; la stupenda ricostruzione della Diagon Alley che sembra veramente reale, con tutti i negozi.

 

    

 

Per i piu’ grandi (mio marito ad esempio), interessantissima la sezione con i disegni esecutivi serviti per la realizzazione delle sceneggiature, i modelli e i progetti delle parti di automazione.

 

 

Nell’ultima sala si trova la magnifica ricostruzione del castello di Hogwarts con la neve, e alcuni visori mostrano come è stato utilizzato nelle varie scene, dove sono stati inseriti digitalmente i personaggi, facendolo sembrare vero durante il film.

Con la  musica di sottofondo, la magia di questa sala diventa molto coinvolgente e ha mosso in me una grande emozione.

 

 

Lungo il percorso, ci sono alcune esperienze da vivere, come vedere e toccare la neve e il fuoco di scena, cavalcare una scopa volante e alzarla con la voce, e si possono fare foto con ambientazione in scene ricostruite.

 

 

Segue una parte all’esterno, dove si trova, tra l’altro, il ponte verso Hogwarts da attraversare, la Ford Angelina su cui si puo’ salire, la casa dei Dursley da visitare, il Nottetempo, e poi un’area pic nic, dove si puo’ consumare anche cibo proprio ed assaggiare la Burrobirra, che ha il sapore di una bibita frizzante dolce, con sopra una specie di panna montata al caramello.

 

   

 

L’ultima sala prima dell’uscita, oltre la quale non è possibile ritornare indietro, è il negozio delle bacchette magiche.

 

 

Alle 19.15 il nostro pullman ci aspetta per lasciare questo mondo magico. Che non puo’ risultare indifferente neanche a chi, come me, si è appena e soltanto avvicinato ad esso.

E salutarlo lascia un po’ di malinconia dentro, come quando si deve partire da un luogo che si è amato e dove si è stati bene.

 

 

Il mondo di Harry Potter: un po’ di analisi

Il mondo di Harry Potter contiene valori importanti come il coraggio, la forza, l’altruismo, la lealtà, il perdono, il desiderio di conoscenza e soprattutto l’amicizia, la solidarietà, l’aiuto reciproco, il senso di appartenenza.

Quelli veri, che durano nel tempo e che è cosi’ raro, oggigiorno trovare tra i ragazzi (e anche tra gli adulti), ma che tutti quanti, in fondo all’anima, possediamo, come bagaglio comune dalla nascita.

Sono convinta che bambini e ragazzi che si avvicinano a questa saga si appassionino proprio perché si stanno rendendo conto dell’importanza di tali valori ed anelino a farli propri. La storia funge da consolidamento e motore di fiducia, in un epoca in cui sembra sempre piu’ difficile trovarli.

Lo spazio della magia è uno spazio importante per un bambino o un ragazzo.

E’ uno spazio dove lui “puo’”, che si contrappone alla sensazione di impotenza, che spesso si trova a provare, piccolo in un mondo di grandi.

Uno spazio dove puo’ trovare il coraggio, sperimentare, perché ha il potere – quello buono – dalla sua parte, che gli dà forza, che gli crea autostima, con l’aiuto della solidarietà dei propri simili. Che offre la possibilità di cambiare le cose che non piacciono o che non ritiene giuste, per il principio innato di sana giustizia che hanno i bambini.

 

 

Il personaggio di Harry Potter è intriso di empatia ed è dotato di accoglienza e tramite la sua identificazione, possono venire assorbiti valori quali la tolleranza, il rispetto per chi è diverso e la volontà di combattere contro i  pregiudizi e le ingiustizie.

Come nel mondo reale, nella saga i personaggi positivi hanno subito sofferenze, sono vulnerabili, sono soggetti a momenti di sconforto, ma dotati di qualità personali che li arricchiscono e che vengono valorizzate e che consentono loro di superare gli ostacoli. Viene rafforzato il principio che non tutto è solo quello che appare. Che c’è un senso in quel che accade e una giustizia, che prima o poi si manifesta.

 

 

Il mondo dell’ombra, che appartiene a ciascuno di noi, si materializza all’esterno con il cattivo della situazione, nell’eterna battaglia tra il bene e il male. E’ la lotta che viviamo dentro di noi, il  conflitto che ci tormenta fino a quando una  parte ha la meglio sull’altra. Vederlo rappresentato al di fuori, permette di conoscerlo, di sentirsi meno alienati da esso e trovare la forza per combattere.

Insomma piuttosto che prendere come modello l’ultimo youtuber di moda, o il personaggio con fama e successo, o il bulletto della situazione, molto meglio lasciare identificare i nostri figli con il maghetto, che vuole e costruisce per sé un mondo e una vita migliore e densa di significato e di avventura.

 

 

Per concludere, non ci si aspetti  dagli Harry Potter studios qualcosa simile ad un parco giochi: sono incentrati sulla scoperta della magia che sta dietro alla realizzazione dei films, i backstage, piuttosto che sugli attori o sulla storia.

 

 

Il tutto esercita un enorme fascino, soprattutto per la possibilità di vedere dal vivo oggetti  e ambienti conosciuti e visti nel film..E’ come entrare e appropriarsi un po’ di quella realtà e di quella magia.

 

Harry Potter WB Studios: informazioni pratiche per organizzare la visita

I biglietti si possono acquistare solo on line e non sono rimborsabili.

Si trovano sul sito Warner Bros Studios

https://www.wbstudiotour.co.uk/

ma occorre prenotare parecchio tempo prima. In caso risultino esauriti si possono trovare su varie agenzie online (anche Expedia per esempio), sotto forma di pacchetti che comprendono anche il trasporto fino  agli studios, con un pullman brandizzato di Harry Potter. La maggior parte di queste agenzie li acquista sul sito della Golden Tour

https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter

quindi tanto vale acquistarli direttamente da loro. Si dovrà stampare e portare con sè il biglietto da mostrare alla partenza.

Per rendere un’idea, il costo di un biglietto dal sito WB è di 39 sterline per adulto e 31 per bambino dai 5 ai 15 anni (gratis fino a 4 anni). a cui aggiungere il costo del trasporto del treno da Londra- metro Euston – fino a Watford Junction, piu’ la navetta degli studios (i biglietti si fanno a bordo). Mentre sul sito Golden tour, incluso il trasporto, il costo, variabile, si aggira sulle 70-80 sterline per adulto e 60-70 per bambino.

Il tempo per il viaggio da Londra è lo stesso con entrambe le soluzioni, circa 1 ora 30.

Il tempo per restare all’interno è di circa 3 ore e mezzo se si va col pullman, che è sufficiente per vedere comodamente tutto, è a proprio piacimento se si va autonomamente.

Per l’acquisto di ogni biglietto va selezionato oltre al giorno, anche l’ora preferita di ingresso.

Acquisti

Gli articoli venduti nello store degli studios sono di buona qualità (che puo’ essere testata a differenza di un’eventuale acquisto su internet). Il costo è inferiore a quello del negozio 9 ¾ che si trova a di King Cross

https://www.harrypotterplatform934.com/ 

dove non sono presenti gli stessi articoli (anche quelli dello stesso genere sono diversi). Si trovano comunque articoli e gadget della saga anche in negozi tipo Primark, Hamleys, e in alcuni negozi dell’aeroporto di Stansted. Segnalo inoltre, che si possono trovare felpe e tee shirt anche in alcune bancarelle, per esempio noi ne abbiamo acquistata una molto bella ad ottimo prezzo a Camden Town (15 sterline).

A proposito del binario 9 3/4 che si trova a King Cross, sicuramente è da visitare se ci si trova a Londra e non si va agli studios, ma francamente per me è stata una delusione in quanto non è sui binari,  è una parte di muro a fianco al negozio, dove durante il giorno, facendo lunghe code, si puo’ richiedere di fare una foto a pagamento, mentre la sera, a una certa ora, viene tolto il carrello e la valigia.

 

 

Per finire, la lettera di Hogwarts si puo’ trovare on line per la stampa, per esempio su questo sito https://hogwartswords.jimdo.com/la-tua-lettera-da-hogwarts/

 

Buona magia a tutti!

(foto by Patrizia Pazzaglia)

 

Volete leggere l’esperienza vissuta scritta direttamente dalla tredicenne? eccola

 

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

tutti gli articoli su Londra qui

Londra

 

L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando

https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2645080972377862

 

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L’albero della pace di via D’Amelio a Palermo

 

 

Ci sono eventi nella storia del tuo paese che non devono essere dimenticati.

Ci sono uomini che devono essere ricordati come modello, per l’integrità, il coraggio, la forza, la generosità. In un’epoca dove ben altri valori vengono perseguiti, o dove c’è un vuoto di valori.

Durante un viaggio in Sicilia con la mia famiglia, che ci ha portato anche a Palermo, ho sentito forte il desiderio, quasi il dovere, di passare a visitare i luoghi della memoria di due uomini di grande valore.

 

I giudici Falcone e Borsellino.

 

Colpiti a tradimento, assieme ai loro cari, e a coloro che vivevano ormai ogni minuto con loro e dovevano proteggerli, mentre stavano agendo in funzione di cio’ in cui credevano: i loro valori.

I valori.

Cio’ che dovrebbe guidare la nostra vita e in funzione dei quali prendiamo le decisioni di ogni giorno.

Cio’ per cui, per noi, dovrebbe valere la pena vivere. Per qualcuno anche morire.

Non si deve dimenticare, e i nostri figli devono sapere. La memoria deve essere mantenuta.

Oltre alla storia del nostro paese, e quello che è accaduto, devono sapere di che cosa sono capaci gli uomini, nel bene e nel male.

Devono sapere che esistono uomini senza scrupoli e senza coscienza, ma che esistono anche uomini cosi’. Che hanno dato la vita per la lotta contro le ingiustizie.

Via D’Amelio è una via strana. Non è stato facile arrivare nel punto dove scoppio’ l’autobomba il 19 luglio del 1992.

In mezzo ad auto parcheggiate, davanti ai palazzi, c’è un ulivo, chiamato l’Albero della Pace e una lapide con i nomi. Una foto di Paolo Borsellino che sorride. Sull’albero, e sulla base, biglietti con messaggi, cappellini, indumenti, oggetti di ogni genere, lasciati da chi va in visita. Come omaggio, come gesto di stima, come impegno..chissà..

Difficile dire cosa si prova davanti a questo albero. Sono emozioni che ti attraversano e ti squarciano.

Tristezza, rabbia, vuoto.

Ma anche tanta ammirazione. Senso di forza. Volontà.

Desiderio di poter essere inondati da quei valori, di poter attingere a tanta rettitudine e dedizione. Ammirazione di fronte alla capacità di non scendere a compromessi e portare avanti la propria battaglia, nonostante tutto e tutti. La giustizia, a qualsiasi prezzo e prima di tutto.

Desiderio che nostra figlia “senta” quello che trasmette quell’albero e tutti gli oggetti, e comprenda quello che rappresenta.

In silenzio, anch’io sento il bisogno di lasciare qualcosa. Come gesto di omaggio. Ma anche per me stessa. Come impegno. Come per dire: ci sono, sono con voi.

 

Lasciamo via D’amelio.

Lungo l’autostrada Trapani-Palermo, il monumento nel luogo dove è avvenuta la strage in cui morirono Falcone, la moglie e la sua scorta, si scorge senza preavviso. Poco prima del cartello autostradale che riporta l’indicazione di  “Capaci” e svetta sullo sfondo delle montagne, riportando solo la data del 23 maggio 1992 e il nome delle vittime.

 

 

Lasciamo la città, con la speranza che, dopo aver spiegato a nostra figlia, poco piu’ che adolescente, cosa succedeva in quegli anni e chi erano queste persone, dopo averle fatto leggere il libro “Perchè mi chiamo Giovanni “, di Luigi Garlando, che spiega le cose nella sua lingua, dopo la sensazione provata davanti all’Albero della pace, nell’epoca dei gruppi di whatsapp e degli youtuber presi come modelli, qualcosa resti. Se non altro, la curiosità nei confronti di questi eroi o la capacità di farsi delle domande di fronte alle ingiustizie che, quotidianamente, si incontrano.

E a me, resta un grande senso di gratitudine.

 

(settembre 2017)

 
 
 
 
 
 
 
Tutti gli articoli sulla Sicilia qui 
 
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Cuba in fai da te

 

 

L’organizzazione di un viaggio fai da te a Cuba.

Avevamo voglia di andare a Cuba prima che cambiasse troppo.

Grazie ad un’ottima offerta Air France, quest’anno (2017) è stata la meta delle nostre vacanze estive.

Rigorosamente organizzata in fai da te.

Riassumo le tappe del nostro viaggio e come ci siamo spostati (i dettagli organizzativi li trovate nell’articolo che segue, i dettagli degli alloggi qui

 

Le nostre case particular e alloggi a Cuba

 

-Volo Air France Bologna-Parigi-L’Havana

-L’Havana, 2 notti a Casa Buenos Aires (Havana vecchia), visita dell’Habana veja a piedi, e visita dei dintorni con hip on hip off bus (bus turistico)

 

 

-L’Havana-Cayo Guillermo, tratta Havana – Ciego De Avila con bus Viazul, tratta Ciego De Avila-Cayo Guillermo in taxi (trovato in loco), 5 notti a Iberostar Daiquiri, con visita a Cayo Coco e Playa Pilar, con bus turistico

 

 

-Cayo Guillermo-Trinidad, con taxi (trovato in loco tramite il portiere del resort) 2 notti a Hostal Las Margaritas, con visita alla Valle de Los Ingegnos, canopy sulla vallata

 

Canopy (zipline) nella Valle de Los Ingenios a Trinidad-Cuba

 

e trekking a El Cubano, fino alle cascate

 

 

-Trinidad-Vinales, con taxi (prenotato tramite la casa particular di Trinidad), 2 notti a Villa El Hebano, giro a cavallo,

 

A cavallo nella valle di Vinales a Cuba

 

visita dei dintorni con hip on hip off bus (bus turistico)

 

Murales de la preistoria Vinales Cuba

 

-Vinales-Cayo Levisa con taxi (prenotato a Vinales), 2 notti all’unico resort presente Hotel Cayo Levisa

 

 

-Cayo Levisa-L’Havana con taxi (prenotato dall’Italia tramite www.taxivinalescuba.com), 1 notte a Casa Diana (Vedado)

 

Cuba

 

 

-volo Air France L’Havana-Parigi-Bologna

14 notti.

 

Vi racconto come ho fatto ad organizzare il viaggio

 

 

Cuba in fai da te

Questo viaggio, come tanti da un po’ di tempo a questa parte, è iniziato per me molto prima della sua effettiva partenza. Dopo la prenotazione del volo ho iniziato a fare tante le ricerche, perché è anche cosi’ che si sogna e si viaggia. Ho cominciato a vivere Cuba nei racconti sui blog e nelle recensioni delle persone, sbirciando –dalle foto– nelle case di decine di cubani, facendo domande sui forum, inviando decine di mail.. Sono arrivata alla partenza che mi sembrava di esserci già stata :).

In realtà cosi’ era, è stata la mia quarta visita nel paese. Prima ero stata Varadero con escursione a L’Havana, poi a Santiago con escursione a Cayo Largo, poi a Cayo Largo, una settimana intera sull’isola.. ma la coscienza con cui si affronta una vacanza o un viaggio è diversa a seconda del periodo in cui lo vivi e questa volta volevo cucire il viaggio su misura, in base alle nostre esigenze, creare il nostro tour.. e questo da anche la sensazione di viverselo di piu’..

Organizzare un viaggio a Cuba in fai da te è molto impegnativo, ma per me, come avrete capito, è stato anche estremamente divertente e appassionante..Sul web si trovano numerosi articoli che descrivono perfettamente le località piu’ famose, quindi qui il mio intento è di fornire alcune informazioni pratiche, scaturite dalla nostra esperienza, che, spero possano essere utili a chi voglia cimentarsi in questa avventura.

 

 

Tour dell’isola

Cuba si estende in lunghezza per  1250 chilometri, pertanto, volendo vedere le principali città, occorre avere molti giorni a disposizione. Prima di programmare un tour di Cuba, è opportuno fare un calcolo delle distanze per  farsi un’idea dei chilometri da percorrere e dei costi indicativi, in base ai giorni disponibili.  Noi avevamo 15 giorni, abbiamo percorso solo la metà a nord dell’isola, volendo anche trascorrere un po’ di giorni al mare nei cayos.

Il giro che abbiamo pianificato è stato diverso da quello che di consuetudine viene fatto: dopo la visita alla città dell’Havana, dove siamo atterrati, siamo andati qualche giorno a rilassarci al mare (a Cayo Guillermo) per accontentare subito nostra figlia Giada

 

Un’adolescente in viaggio

 

Poi siamo risaliti a Trinidad e Vinales, per  poi finire di nuovo con qualche giorno di relax al mare, a Cayo Levisa.

In questo modo abbiamo percorso all’inizio del nostro viaggio la tratta piu’ lunga (Havana-Cayo Guillermo) e abbiamo lasciato quella piu’ breve alla fine (Cayo Levisa – Havana). Se tornassi indietro rifarei esattamente lo stesso giro.

Le escursioni, giro a cavallo a Vinales e visita alla Valle de Los Ingenios, le abbiamo organizzate chiedendo ai proprietari delle case particular, che ci hanno trovato i taxi o le guide per andare. Per visitare zone dell’Havana, fuori da Havana Veja e le attrazioni di Vinales, abbiamo utilizzato il bus turistico (hip on hip off), che fa il tour, c’è la possibilità di scendere alle varie fermate e prendere i bus che continuano il giro o fanno ritorno,ad orari successivi.

 

 

Spostamenti

I costi dei trasferimenti rappresentano una voce importante del budget in un viaggio on the road a Cuba. Anche i tempi dei trasferimenti sono da considerare, perchè possono essere lunghi per cui è importante cercare di valutare con attenzione ogni tratta e i mezzi di trasporto da utilizzare.

Viazul

I Viazul, http://www.viazul.com/, sono autobus che collegano molte città di Cuba. Sono abbastanza comodi, ma piuttosto sporchi!! (basta saperlo). Sulla puntualità non c’è da farci affidamento perché, per esempio, nella tratta che abbiamo fatto noi, hanno inserito una sosta pranzo non prevista, ritardando di 1 ora l’arrivo a destinazione. Tutto sommato viaggiare con questi bus è piacevole, si puo’ riposare e si guarda il panorama. Facendo varie fermate, i tempi di percorrenza si allungano rispetto ai taxi, ed è stata soprattutto questa la ragione per cui abbiamo preferito viaggiare in taxi. I Viazul sono piu’ economici di un taxi, pero’ meglio fare bene i conti considerando il numero dei paganti, per valutare la reale convenienza, mettendo il conto anche che bisogna arrivare alla stazione di partenza, che, nel caso dell’Havana, non è in centro città, ma a circa 20 minuti di distanza, ed occorre prendere un taxi per raggiungerla (da Havana veja 10-15 cuc/euro).  E’consigliabile prenotare on line il biglietto per evitare di non trovare posto, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza.  Ci sono anche altri autobus che girano per Cuba, i Transtur, http://conectando.visitcuba.it/,  sono piu’ cari ma fanno tappa in alcuni alberghi nelle città e anche in alcune località non coperte da Viazul (come Cayo Santa Maria), per cui potrebbero risultare piu’ comodi (soprattutto all’Havana), ma proprio perche fermano in diversi alberghi, pare che abbiamo tempi di percorrenza piu’ lunghi e non siano puntuali.

Noi il Viazul l’abbiamo preso 1 volta, nella tratta Havana-Ciego De Avila, per proseguire poi in taxi per Cayo Guillermo. Fare tutta la tratta Havana-Cayo Guillermo in taxi sarebbe stato molto costoso e il Viazul non raggiunge i Cayos: in questo modo invece abbiamo risparmiato dai 50 ai 100 cuc/euro.

 

 

Taxi

I taxi sono un buon mezzo di trasporto per girare Cuba, anche per le distanze piu’ lunghe..ma per quanto i prezzi non siano come quelli italiani, il costo incide parecchio sul budget totale del viaggio, se volete spostarvi con questo mezzo. All’incirca si puo’ calcolare un costo di 0,5 cuc/euro per ogni km percorso. Per avere idea di distanze e prezzi, dopo varie ricerche, ho trovato questo utile sito, comodissimo per fare i miei calcoli: http://taxivinalescuba.com/. Ho anche prenotato una tratta con loro, quella per cui non  avevo la certezza di poter trovare il mezzo per tornare all’Havana, allo sbarco di Cayo Levisa con l’ultimo traghetto del pomeriggio. Posso dire che l’organizzazione è buona, il sito è fatto bene, rispondono velocemente, sono organizzati per il pagamento dell’anticipo richiesto per la prenotazione ( circa il 15%) attraverso un sistema simile a paypal, l’autista si è presentato all’appuntamento con un cartello con il nostro nome, ma.. in compagnia della moglie, quindi noi in 3 nei sedili dietro non eravamo molto comodi e soprattutto l’auto…era molto scarsa!! Ammortizzatori quasi assenti, quindi si sentivano tutti i sobbalzi, aria condizionata non regolabile, fortissima, tanto che per spegnerla il taxista si è dovuto fermare, aprire il cofano e disattivarla da li’, guida non proprio sicura..

Purtroppo pero’ ho constatato che le cattive condizioni delle macchine o la guida un po’ veloce e pericolosa dei conducenti è piuttosto frequente a Cuba; in altre 2 tratte ci sono capitate auto senza le maniglie per tirare giù i finestrini, o senza aria condizionata, o con gomme lisce, e comunque in uno stato che, se come nel nostro caso arrivi a destino e non succede nulla, va bene (a parte un testa e coda che l’auto ha fatto sulla strada a curve per arrivare a Vinales, una paura pazzesca), ma se dovesse esserci un inconveniente (una gomma che si buca, un’animale che attraversa la strada, ecc.), con le alte velocità a cui guidano. e le macchine che non hanno certo fatto la revisione, non so come potrebbe finire..Insomma secondo me qualche pericolo si corre.

Fortunatamente non è sempre così, abbiamo incontrato anche taxisti deliziosi e altri molto professionali e con macchine abbastanza nuove..

I miei consigli dunque sono:

-se possibile preferite o chiedete i taxi gialli, sono quelli con le macchine piu’ nuove e gli autisti piu’ professionali

-se non siete troppo ansiosi, prenotate i taxi in loco, salvo che non abbiate esigenze particolari, perchè si può risparmiare

-ricordatevi di chiedere un taxi con aria condizionata.

I taxi si trovano nelle piazze o vicino agli hotel o si possono anche fermare per strada, ma la soluzione migliore è chiedere alla casa particular che vi ospita. In qualche caso, per le lunghe tratte, io ho chiesto i costi sia alla casa di partenza, che a quella di arrivo, per farmi un’idea e poi decidere una volta sul posto.

Non abbiamo utilizzato i così detti taxi colettivos perchè con una bambina (a dire il vero, ragazzina),abbiamo preferito essere piu’ comodi: lei ha potuto sdraiarsi, leggere, avere il suo spazio, anche nei lunghi viaggi. Abbiamo scartato l’idea di noleggiare l’auto perché avevo letto di qualche difficoltà: se tutto va bene, puo’ essere una soluzione molto comoda e piu’ flessibile, ma se dovessero presentare  difficoltà? chi chiamare per intervenire?? in quanto tempo arriverebbero? sono tutte domande da porsi e leggendo esperienze di chi ci si era trovato..no, non mi sono fidata di questo tipo di soluzione.. E poi, in effetti, ho constatato che la segnaletica è proprio carente e in alcuni tratti le strade sono in condizioni pessime, anche i taxisti viaggiavano a passo d’uomo per evitare le buche per non far danni alle auto. L’idea del driver, cioè un taxista che ti conduca per tutto il viaggio, puo’ essere valida se ci si ferma non piu’ di una giornata nelle varie località,  sono a conoscenza di persone che si sono trovate benissimo con questa soluzione, ma non faceva per noi che ci siamo fermati spesso 2 giorni in un’unica località.

 

 

Case particular

La casa particular è l’alloggio che fa piu’ entrare nello spirito di Cuba ed essere a contatto con la vita e la popolazione cubana. Ce ne sono ormai a migliaia, da quando sono diventate legali. Si possono prenotare da internet, contattandole direttamente via mail, oppure tramite dei siti intermediari, o anche con airbnb. Per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Consultate le recensioni su Tripadvisor o su www.bbinvinales, guardate le foto, visitate il sito della casa (la maggior parte ormai ne ha uno), prima di prendere una decisione.

Fatevi una lista delle vostre priorità per scegliere; per esempio le mie priorità all’Havana erano il bagno in camera, la camera con finestra (molte case coloniali hanno la finestra su un patio chiuso), l’aria condizionata, l’arredamento e lo stile non troppo retro’, la posizione centrale rispetto al centro storico, per non dover  ricorrere ai mezzi per spostarmi . Inoltre mi interessava che non avessero recensioni negative (o almeno ho letto i motivi). Alcune case particular sono già classificate come b&b e in queste la famiglia è un po’ meno presente e la struttura puo’ essere di piu’ recente ristrutturazione. Noi per la prima casa all’Havana, abbiamo optato per questo tipo di soluzione, per fare avere a nostra figlia adolescente un buon primo impatto della città, che in alcune zone si presenta molto decadente. Ci siamo trovati molto bene con questa soluzione.

 

 

Una volta fatte tutte le valutazioni e trovato qualche opzione, inviate una mail. Molte case, evidentemente già occupate, non rispondono alle mail, ma altre rispondono anche velocemente o nel giro di un paio di giorni. Poiché in pochi a Cuba sanno l’inglese, è probabile che riceverete una risposta in spagnolo, ma sicuramente vi capirete. Di solito, dopo che la casa vi ha dato informazioni e disponibilità, chiede una mail di riconferma della prenotazione. Le case, e anche molti portali, (es. www.bbinvinales.com, www.casahavanaparticular.com, www.casaincuba.com) non chiedono anticipi, ma solo di avvisare prima possibile in caso di disdetta, mentre altri portali come Airbnb chiedono anticipi o il pagamento completo. Non è possibile prenotare alcuna struttura tramite booking.com per Cuba (al momento in cui sto scrivendo l’articolo). Poi una volta prenotato, se avete bisogno di informazioni o altri servizi, potete riscrivere, le persone sono molto disponibili e vi invieranno sicuramente una risposta.

Sappiate che ovunque prenoterete, vivrete un’esperienza unica e particolare, che vi arricchirà e vi resterà nel cuore, al di là delle caratteristiche della casa stessa.

 In questo articolo trovate le case particular che ho scelto io, preventivamente selezionate e incantevoli, tutte consigliate

 

Le nostre case particular e alloggi a Cuba

 

L’Havana: perchè alloggiare in Havana Veja

Per quel che riguarda l’Havana, studiate con anticipo la cartina per capire dove volete stare. Il mio suggerimento è di alloggiare, almeno all’arrivo, in Havana Veja. I vantaggi di alloggiare all’Havana Veja sono:

-essere in una delle zone piu’ belle della città

-la comodità di visitare la città a piedi

-avere un appoggio vicino, per una sosta di riposo, anche solo per rinfrescarsi e riprendersi dalla grande calura, se viaggiate, come noi, d’estate, o correre velocemente al riparo nel caso di un acquazzone.

L’Havana Veja ha strade che sono piccoli gioielli e strade dissestate, rotte e piene di buche, cosi’ come palazzi di una bellezza travolgente ed altri sventrati, quasi pericolanti. L’ideale sarebbe trovare una casa in una strada ristrutturata, ma non è facile se non si è pratici, guardando solo la cartina: le piu’ famose, ben tenute e ristrutturate, sono Calle Obispo, Calle Mercaderes o Calle Oficios, vicine alle 4 piazze principali Plaza Veja, Plaza de Armas, Plaza S. Francisco e Plaza della Catedral, bellissime, colorate, ordinate.

 

 

Noi per esempio, eravamo in un punto molto comodo per visitare il centro, ma anche vicino al Parque Central, dove ci si poteva collegare ad Internet e da dove partono gli autobus turistici, e non lontano dal Malecon. Casa ristrutturata all’interno, ma di fronte e di fianco avevamo palazzi sventrati e la strada era dissestata in piu’ punti. Questo non ha tolto il piacere di stare all’Havana Veja, anzi l’esperienza è stata ancora piu’ autentica perché si respira l’atmosfera della vita di tutti i giorni degli “habaneri”.  Non fatevi ingannare dal quartiere chiamato Havana centro, perché contrariamente a quello che si puo’ immaginare dal nome, non è nel centro storico e si estende per diversi chilometri, per cui potrebbe essere necessario prendere un taxi per spostarsi. La zona del Vedado, dove abbiamo alloggiato l’ultima notte dopo il tour di Cuba, è piu’ una zona commerciale e residenziale, ma  merita un soggiorno,  magari, come abbiamo fatto noi,  dopo aver fatto base i primi giorni ad Havana Veja.

 

 

Cambio denaro e internet

All’arrivo a tarda ora del nostro volo, gli uffici di cambio al primo piano dell’aeroporto (partenze), che mi avevano consigliato perché meno affollati, erano chiusi, era aperto soltanto l’ufficio agli arrivi all’uscita…ma c’era una fila allucinante. Il cambio applicato è lo stesso ovunque, Cadeca o Banca, solo nei grandi alberghi è meno conveniente. Il vantaggio di cambiare all’aeroporto è di non fare la coda sotto il sole nella Cadeca di Havana Veja, in Calle Obispo. I taxisti dell’aeroporto comunque, su richiesta, accettano anche gli euro, per cui il cambio puo’ essere rimandato a dopo aver raggiunto il centro città; oppure, come nel nostro caso, il taxista  ha proposto di portarci a cambiare in un albergo in Parque Central  (cambio 1,1 anziché 1,06), e noi abbiamo preferito fare in questo modo per non stare in fila, vista la stanchezza del viaggio, ed avere già qualcosa in tasca per il giorno successivo. Se non volete fare la fila alla Cadeca in centro ad Habana veja, avete 2 possibilità:

1-andare in una banca, e ce ne sono tante in centro, pagando una piccola commissione

2 – vivamente consigliato -recarvi appena fuori Havana Veja alla feria Almacenes San Jose-avenida del porto angolo Calle Cuba– un mercato artigianale al coperto comodissimo, che abbiamo scoperto per caso, dove è presente sia la Cadeca per il cambio, che l’ETECSA per l’acquisto delle schede per il wifi, dove abbiamo trovato anche poca coda e ed è al coperto per cui non si sta sotto il sole.. Per le schede wifi, in alternativa, se non riuscite ad andare alla feria e non volete fare fila, chiedete a chi è in coda all’ETECSA dove si possono acquistare e vi indicheranno qualcuno nei dintorni che le vende al mercato nero, al doppio ma senza sprechi di tempo (anziché 1.5 cuc/euro, 3.. si puo’ fare..).

Per collegarsi ad internet occorre avere la scheda telefonica e trovare un punto (alcune piazze o vie o nei grandi alberghi) dove ci sia il wifi, anzi il “uifi”, come lo chiamano i cubani: ve ne accorgerete facilmente vedendo un gran numero di persone con in mano il telefonino. A questo link comunque trovate le aree coperte da wifi: http://www.etecsa.cu/internet_conectividad/areas_wifi/. Sulle schede ci sono 2 codici che vanno inseriti nelle finestre che appaiono sul telefono e, magari dopo molti tentativi, a seconda che sia una scheda da 1 ora o da 5 ore, molto lentamente, si puo’ navigare, chiamare ecc. per il tempo indicato. Terminata la navigazione, è importante sempre togliere il wifi, cosi’ si puo’ utilizzare il tempo residuo della scheda. Per telefonare in Italia con internet si puo’ scaricare IMO: noi l’abbiamo usato, siamo riusciti a chiamare e a sentire bene.

In alcuni hotel, come l’Hotel Nacional, occorre acquistare le schede presso di loro ad un costo di circa 4 euro per poter navigare (ma li’ vicino c’è anche la Rampa che ha un punto dove c’è il wifi) ; in caso di necessità di un pc per effettuare particolari operazioni (per esempio io ho avuto necessità di prenotare il resort di Cayo Guillermo dal loro sito), gli hotel  hanno le loro postazioni internet, che funzionano con le schede a tempo acquistate presso di loro.

 

 

Clima in estate

Il nostro viaggio era programmato per le vacanze estive. In estate a Cuba il clima è caldo e umido. Quando siamo andati noi, a fine giungo, di frequente, nel  pomeriggio (a parte a Cayo Guillermo), si scatenava un acquazzone, di breve durata, ma spesso impetuoso, per cui era necessario proteggersi da qualche parte: non c’è kway od ombrello che tenga! (ma puo’ essere utile un ombrello o un poncho quando la pioggia cade meno intensamente) . All’Havana ci sono  molti portici e tanti localini dove trovare riparo, per cui magari si puo’ approfittare del temporale per bere qualcosa o tornare alla casa per riposare un attimo e riprendere la visita quando il cielo è di nuovo sereno.

Nelle altre città fa caldo ma si resiste bene mentre l’Havana d’estate è proprio caldissima. Un caldo umido che non permette la visita della città senza soste. E’ stato importante per questo avere una casa vicina al centro,  che per lo più si visita a piedi, per tornare e fare una sosta al fresco dell’aria condizionata, prima di riprendere il tour della città oppure per correre al riparo durante un temporale. A maggior ragione è comoda se si hanno bambini.  Anche la sera è molto caldo, ma ovviamente, non essendoci il sole, si riesce a girare meglio. Pertanto, vanno considerati tempi di visita più lunghi rispetto a quelli che si potrebbero immaginare.

 

 

Valigie

Facendo un viaggio itinerante, la cosa migliore sarebbe portare con sé il minimo indispensabile. A parte tutti i medicinali necessari da viaggio (qui ancora piu’ importanti perché le farmacie sono molto sguarnite), le creme solari, i prodotti per l’igiene (che io ho portato per timore che non ci fossero nelle case ma ho sempre trovato) che occupano parecchio spazio, vestiti e scarpe possono proprio essere ridotti al minimo.

Noi siamo riusciti a partire con 2 zaini- trolley da 44 litri e un borsone-zaino piu’ piccolo. Avevo immaginato che fosse scomodo trascinare i trolley per strade sconnesse, di ciotoli o dissestate, e per questo la scelta era ricaduta su zaini-trolley; in realtà le valigie le abbiamo sempre usate comodamente come trolley.

Oltre alle scarpe da tennis indossate durante il viaggio, abbiamo portato solo le ciabatte (io ho portato anche un paio di sandali, usati una volta per non dire che li avevo presi per niente), shorts, qualche abitino o canotta leggeri, pantaloni lunghi indossati solo durante il viaggio e a cavallo, magliette e intimo che qualche volta ho lavato. In alcune case forniscono anche il servizio di lavaggio indumenti  per pochi cuc . Per noi è stato un servizio particolarmente comodo a Vinales, quando, dopo la mattinata a cavallo, ci siamo trovati infangati fino alle orecchie e quindi abbiamo chiesto alla casa di lavarci non solo gli abiti ma anche le scarpe (che sono tornate splendenti).

Una cosa che si è rivelata utilissima per il viaggio itinerante, che non avevo mai utilizzato, sono stati gli organizer. Ho suddiviso gli abiti di ogni componente della famiglia in un organizer, idem per costumi e biancheria.

Risultato: le valigie non sono mai state disfatte, tiravo fuori gli organizer e li appoggiavo negli armadi (dove c’erano!), all’interno dei quali gli abiti, con mio stupore, si stropicciano meno che messi in valigia. oltre a essere trovati e tirati fuori piu’ facilmente (e ho avuto anche la sensazione che ci stesse piu’ roba!!). Insomma, mai piu’ senza organiser!

 

 

Infine, le cose DA NON PERDERE

Per le zone da noi visitate, vi elenco quelle che, secondo me, sono le cose da fare assolutamente:

-HAVANA: visita a piedi dell’Havana Veja, tour con il bus turistico hip on hip off per le altre zone e visita all’hotel Nacional con passeggiata sulla Rampa ; visita a Fusterlandia

-CAYO GUILLERMO: spiagge di Cayo Guillermo, Cayo Coco e Playa Pilar (anche con bus turistico)

-TRINIDAD salita sul campanile della piazza a Trinidad, visita a Manaca Iznaga e canopy sulla Valle de los Ingenios; se interessa trekking a El Cubano con arrivo alla cascata e bagno nel fiume

-VINALES: mattinata a cavallo a Vinales, Murales della Preistoria e Cueva dell’Indio (con bus turistico hip on hip off)

– CAYO LEVISA: passeggiata fino oltre il resort per vedere le stelle marine

-provare il  Guarapo (bevanda ottenuta dalla spremitura della canna da zucchero) e la Canchanchera (cocktail a base di canna da zucchero)

 

 

In conclusione…che dire…FANTASTICA CUBA!!

 

 

 

(luglio 2017)

 

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Un’adolescente in viaggio

 

 

…a Cuba!

Quando i figli sono piccoli, te li scarrozzi un po’ dove vuoi per il mondo, ma quando arrivano

alla soglia dell’adolescenza, le cose cambiano. Cominciano ad avere gusti più definiti e

pretendono di essere presi in considerazione nelle decisioni, vogliono contrapporsi e

assumono atteggiamenti di sfida, hanno bisogno di essere più partecipi nell’organizzazione

e sono più opportune riflessioni sui vissuti di viaggio.

Sono mamma di Giada, quasi tredicenne, ho alle spalle formazioni  nel campo delle psicoterapie corporee e sistemiche, e voglio raccontarvi come ho affrontato un viaggio itinerante a Cuba con la mia figlia pre adolescente, cosa ho fatto per farle apprezzare il viaggio!

La grande sfida è: come fare a vivere serenamente (noi e loro) il prima, durante, e dopo la vacanza,  in questo periodo particolare della loro vita?

Il resort all inclusive, dove i ragazzi hanno la possibilità di fare nuove amicizie, partecipare ad attività organizzate dagli animatori, magari con la presenza di un teen club, potrebbe essere una soluzione per offrire loro possibilità di divertimento. Questa può essere una soluzione semplice, se piace questo stile di vacanza. Noi, lo scorso anno, siamo andati in uno di questi villaggi,  abbiamo sfruttato tutte le comodità del resort (anche se ci siamo tenuti alla larga dall’animazione che non ci è gradita) e nostra figlia, all’epoca dodicenne, non era comunque interessata alle varie attività per ragazzi (forse era ancora in un’età di passaggio), ma si è comunque divertita moltissimo in piscina, agli schiuma party, al campo da bocce, nell’idromassaggio, tutte attività che noi abbiamo condiviso con lei. E poi godendo dei cocktails, della frullateria, della creperia, oltre che apprezzando la spiaggia, il mare e le escursioni che le abbiamo proposto. E devo dire che siamo stati benissimo, veramente una bella vacanza!

 

 

In alternativa, si potrebbe andare in vacanza con qualcuno che abbia figli coetanei: non è il nostro caso, a parte il fatto che non amiamo andare in viaggio in compagnia, non conosciamo nessuno con cui abbiamo una sintonia tale da condividere una vacanza. Ma sicuramente è un’ottima soluzione.

Se invece si sceglie un viaggio itinerante, i così detti “on the road” (otr), le cose si complicano: la possibilità di conoscere coetanei, per i ragazzi, è molto bassa, o limitata nel tempo, e non sempre negli alloggi che si scelgono possono esserci attività specifiche pero loro.

Diventa quindi necessario stimolare l’interesse verso il luogo della vacanza, prevedendo anche tappe che soddisfino la loro curiosità e piacere.

In seguito all’esperienza del viaggio a Cuba di quest’anno, sperimentando,  ho individuato alcuni accorgimenti, che credo possano essere utili come spunto per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero vivere serenamente una vacanza in famiglia con figli adolescenti (almeno fin tanto che vengono ancora in viaggio con noi :).

Eccoli qui sotto riportati:

 

 1) creare motivazione

2) preparare e coinvolgere

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti

5) trascorrere tempo con il padre

 

Nel dettaglio, ecco cosa ho fatto:

 

1) creare motivazione (con l’immaginazione)

Giada è una ragazzina di quasi 13 anni. Ha viaggiato abbastanza, è stata in Mar Rosso, Parigi, Canarie, Baleari, Mauritius, Zanzibar, Kenya, Maldive, Thailandia e Repubblica Domenicana. Dopo queste esperienze ha già individuato cosa le piace, e quest’anno avrebbe voluto tornare per la terza volta alle sue adorate Maldive e fare una vacanza stanziale.

Quando noi genitori scegliamo una meta per le vacanze, guardiamo le offerte di volo per le località che ci piacerebbe visitare. Quest’anno abbiamo trovato una buona offerta per Cuba, con la prerogativa di una vacanza itinerante on the road, per visitare qualche zona del paese. Le Maldive quindi sono state rimandate ad altra data…

Alla comunicazione della notizia, questa non è stata ovviamente colta con entusiasmo perché la meta era diversa da quella che avrebbe desiderato, e anche il tipo di vacanza. E’ da mettere in conto quindi, che l’entusiasmo con cui noi prenotiamo e ci pregustiamo la vacanza, non corrisponda a quello dei figli adolescenti.

 

Ma mia figlia, pero’,  non aveva ancora capito che la mamma cerca di organizzare il viaggio cercando di mettersi nei suoi panni, ovvero con “empatia”, pensando a cosa le piace, programmando la vacanza in modo che possa anche lei entusiasmarsi e godersela oltre quello che può immaginare, e cercando di considerare come ci si puo’ divertire insieme in famiglia.

La cosa è importante quindi, è cercare di rendere la vacanza attraente ai nostri ragazzi, facendo un elenco di tutte le cose che sappiamo gli possano piacere: nel nostro caso, le ho detto che avremmo alternato alle visite alle città dei giorni di mare stanziali, che il mare sarebbe stato bello quasi quanto quello delle Maldive e avremmo soggiornato anche in resort all inclusive dove poteva prendere tutti i cocktail che voleva, godere della piscina e della varietà del buffet, che avremmo visto cittadine tutte colorate, che avremmo fatto passeggiate a cavallo.

Un’altra cosa che so che a lei piace, è viaggiare con un aereo grande e pieno di intrattenimenti: le ho quindi raccontato che in aereo avrebbe trovato gli schermi personali con film, giochi, ecc. e che avrebbe potuto cosi’ gustarsi anche il lungo viaggio. E cosi’ è stato! anzi  ha cominciato a divertirsi già durante l’attesa del volo in coincidenza all’aeroporto di Parigi, dove ha trovato una punto con la playstation con cui giocare e sono convinta che se l’aereo avesse fatto ritardo non le sarebbe dispiaciuto!

 

2) preparare e coinvolgere

Per coinvolgere Giada durante la preparazione del viaggio, le ho mostrato alcune immagini dei luoghi che saremmo andati e le foto degli alloggi che avevo prenotato, e l’ho fatta partecipare anche nella scelta tra alcune opzioni. Ho scelto alloggi  che potessero rispecchiare il suo gusto, ad esempio all’Havana sono stata attenta che la casa non fosse  troppo decadente o retro’, in modo che avesse subito un buon impatto  con una città che in certe zone sapevo essere piuttosto fatiscente o in degrado, e così ho fatto anche per le altre case particular. Inoltre ho inserito nel nostro viaggio qualche giorno in resort, nei cayos al mare, dove tra l’altro era l’unica possibilità.

Per coinvolgerla ulteriormente, poco prima di partire ho cercato qualche film che fosse ambientato a Cuba da vedere insieme: abbiamo visto “Lista d’attesa” e “I diari della motocicletta” (che l’hanno incuriosita molto sulla vita di Che Guevara), e cosi’ ho potuto parlarle anche un po’ del paese. Abbiamo anche letto insieme qualche informazione storica sulla guida, e con questi accorgimenti direi che siamo riusciti a suscitare la sua curiosità.

 

Quindi è importante coinvolgere i ragazzi nell’organizzazione quando possibile, e fornire loro informazioni per destare un interesse sul paese che si visiterà e la sua cultura.

 

 

3) prevedere di soddisfare alcuni desideri conosciuti inserendo attività interessanti per l’adolescente

Con l’obiettivo di esaudire quanto prima il desiderio di Giada della vacanza in bel posto di mare, nella pianificazione del tragitto di viaggio, ho scelto un percorso inverso a quello consueto. Così, dopo la prima tappa con visita alla città dell’Havana, ho inserito il soggiorno in un resort su un Cayo (Cayo Guillermo).. Qui ha potuto godere delle tante sfumature di blu del mare, e di tutte le comodità dell’all inclusive, delle lunghe giornate ad oziare in spiaggia, dove alternava la lettura sul lettino sotto una palma ai bagni in mare, un cocktail a uno schiuma party in piscina, e ha potuto usufruire della scelta delle mille possibilità che offriva il buffet in fatto di cibo.

Nelle tappe successive, ho programmato sempre qualcosa che avesse per lei grande attrattiva: una passeggiata a cavallo nella valle di Vi

nales.

 

 

e un volo con la canopy (o zipline), appesi ad un cavo d’acciaio sulla meravigliosa Valle de Los Ingenios a Trinidad e sospesi nel vuoto

 

 

E alla fine della vacanza ho inserito di nuovo un’altra sosta al mare.

Per la visita nelle città o i trasferimenti alle varie spiagge, abbiamo utilizzato

, quando disponibile, l’autobus turistico hip on hip off, sedendoci al piano all’aperto e anche questa è stata una scelta vincente.

L’ho portata in giro per mercatini, a vedere attrazioni o musei particolari, ad esempio all’Havana abbiamo visitato una zona chiamata Fusterlandia, dal nome di Fuster, l’artista che ha tappezzato di mosaici e piastrelle tutte colorate tutto il quartiere, la sua e le case degli abitanti, dando vita ad una meravigliosa opera d’arte a cielo aperto.

In sintesi è importante cercare luoghi e attività  che si immagina possano piacere all’adolescente. Spesso viene in aiuto anche solo prendere mezzi di trasporto diversi dai soliti, come fare un giro col calesse, con un riscio’, una macchina d’epoca, prendere un tuc tuc, o anche girare in bicicletta puo’ essere motivo per creare entusiasmo.

Smuovere il desiderio con la promessa di qualcosa che puo’ piacere, serve a far imparare a rimandare il piacere, cosa sana ed educativa,  ormai caduta un pò in disuso, nell’epoca che viviamo del “tutto e subito”.

 

4) stimolarli a portare intrattenimenti di suo interesse, utili come passatempo e per i tempi morti

Quando i bambini sono piccoli sono le mamme che pensano a tutti gli intrattenimenti per loro: album da colorare, carte, cartine, adesivi, pupazzi.. per fare passare loro il tempo, in aereo, durante i  trasferimenti, sulla spiaggia, nei momenti liberi o vuoti.

Quando diventano grandi, ancora i ragazzi non hanno la concezione di organizzare il loro tempo, quindi occorre farli riflettere su cosa piacerebbe loro fare per intrattenersi.

Da poco tempo non portiamo piu’ paletta secchiello e gonfiabili per la spiaggia e abbiamo la fortuna che a nostra figlia piace leggere, cosa che aveva interrotto con l’inizio della scuola media, ma che proprio in occasione delle vacanze ha ripreso. Per la cresima, ha ricevuto in regalo un e-reader, modello Kobo H2O, resistente all’acqua e alla sabbia, molto comodo durante i viaggi, perché fa risparmiare il peso dei libri in valigia. Prima di partire, oltre all’acquisto di alcuni e-book, abbiamo anche attivato la possibilità di caricare dalla biblioteca on line della nostra città, alcuni libri che le interessavano, che restano consultabili per 14 giorni. Durante i  viaggi lunghi in auto e sulla spiaggia, quello è stato il suo passatempo principale.

 

 

L’alternativa all’e-reader potrebbe essere il tablet, ma noi, per non avere troppo peso, abbiamo dovuto fare una scelta e abbiamo privilegiato il primo, oppure si possono portare altri dispositivi con giochi elettronici  (chiarendo a priori, a mio parere, i tempi di utilizzo per evitarne l’uso eccessivo).

L’ho anche incentivata a cercare film che avesse piacere di vedere, che abbiamo poi scaricato sul telefonino, e anche questi, insieme all’ascolto di musica e alla lettura di qualche, immancabile in vacanza, giornalino di Topolino, sono stati un’alternativa alla lettura,  Un po’ meno usate, le parole crociate cartacee, il sudoku sull’e-reader, o intrattenimenti del genere, ma qualche volta, tanto per cambiare ha fatto anche quelli.

Alla partenza poi, in aeroporto abbiamo trovato un libro/ attività divertentissimo per ragazzi, dal titolo  “Distruggi questo diario” (e ce ne sono altri della stessa autrice Kari Smith, come  “Questo non è un libro”, “Come diventare esploratore del mondo” ecc.), con proposte veramente spiritose e creative, che si possono attuare durante il viaggio, e a Giada è piaciuto moltissimo.

 

 

Nei resort si trovano poi spesso altri intrattenimenti come il biliardo, le freccette, gli scacchi, per cui una partita ci scappa sempre.

Rispetto alle difficoltà che pensavo potessi incontrare, spaventata soprattutto per i lunghi viaggi in auto (a casa non regge piu’ di 2 ore  senza iniziare a lamentarsi),  le cose sono andate molto bene!!!

 

5) trascorrere tempo con il padre

Durante un viaggio, c’è la possibilità di trascorrere piu’ tempo tutti insieme in famiglia, ma soprattutto c’è la possibilità di passarne di piu’ con il papà, che magari, durante l’anno, puo’ essere impegnato al lavoro fino a tarda sera.

Già quando i bambini sono piccoli è molto importante il tempo del gioco col papà, ma questa età, l’adolescenza, la presenza del padre durante la vacanza, puo’ essere un’ottima occasione per stimolare dialoghi, confrontarsi, parlare di avvenimenti, proporre insegnamenti o spunti di riflessione,  sottolineare certi principi, ribadire l’importanza di certe regole e valori, anche partendo dalla realtà o dalle persone o situazioni che si incontrano ..senza trascurare il gioco e il divertimento insieme ovviamente.

 

 

Infatti, mentre con la mamma,  in questa fase, è piu’ frequente che si sviluppino battibecchi o conflitti, il padre rappresenta ancor di piu’ l’argine e il riferimento normativo per il ragazzo; il padre è colui che dovrebbe traghettare il figlio verso l’autonomia, che lo dovrebbe condurre dall’infanzia al mondo adulto. Pertanto è importantissimo che assuma il principale ruolo educativo.

Se quindi durante l’anno, magari anche involontariamente, fosse accaduto che questi avesse trascurato il suo ruolo, la vacanza è l’occasione giusta perché se ne riappropri e faccia godere il figlio della sua importante presenza, approfittando anche dell’opportunità di conoscere meglio il nuovo essere che il figlio sta diventando.

Ovviamente è di estrema importanza trascorrere tempo di qualità anche tutti assieme, condividere esperienze fuori della quotidianità e divertirsi, per rafforzare ancora di più i rapporti. E’ un periodo in cui i ragazzi devono imparare anche a prendere le misure, con la sicurezza che i genitori sono sempre presenti per loro e sono saldi, per permettere loro di sperimentarsi.

 

 

CONCLUSIONI

La nostra prima esperienza con la figlia adolescente è andata bene!! Ci sono stati e credo che ci saranno sempre comunque, durante la vacanza, i momenti in cui i ragazzi adolescenti  si lamentano, dicono che si annoiano, che vogliono fare altro, che tengono il muso; i momenti che non va loro bene niente, che ci si urla dietro, che per partito preso non vogliono fare quello che vogliamo fare noi, ecc., ecc., ecc..Tutto ciò va  messo in conto, d’altronde è il loro “mestiere”, vista l’età..ma si è in vacanza e, bisogna pensare (come sarebbe opportuno fare sempre),che poi passa, anzi qui anche molto prima, perchè  basta respirare, guardare un bel paesaggio, rilassarsi nel modo che piu’ ci piace, …. e non dimenticare che anche noi siamo stati adolescenti e come ci sentivamo..

Negli anni futuri, non posso immaginare come potranno andare le cose, se si complicheranno, se riuscirò all’occorrenza a tirar fuori qualcosa di efficace dal cappello.. So che fino a quando mia figlia vorrà continuare a voler viaggiare con noi, noi saremo contenti.. Leggerò le esperienze di chi ci è già passato, per consolarmi o avere qualche idea, ma mi riprometto comunque che ci metterò tutto il mio impegno..

Perchè viaggiare insieme, in famiglia è un enorme ricchezza,una grandissima opportunità di crescita e conoscenza, oltre che un enorme piacere.

Per il momento voglio ricordare sempre quella che è stata la considerazione di mia figlia alla fine del nostro viaggio:

“Questa vacanza ha superato le mie aspettative!”.

E questo già mi rende felice..e ..alla prossima vacanza figlia mia!

 

 

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A cavallo nella valle di Vinales a Cuba

 

Una delle più belle esperienze che si possono fare a Cuba è andare a cavallo per le valli di Vinales.

Al mattino alle 8.30, Husto, il ranchero con cui avevamo preso accordi tramite la casa particular dove alloggiamo, ci viene a prendere e attraverso la campagna circostante, ci porta dove sono parcheggiati i nostri bellissimi cavalli, Guarapo, Lucero, e Poco Loco.

 

 

Ci insegna come si danno i comandi, destra, sinistra, dritto, fermo, lui in spagnolo e noi in un italiano “spagnoleggiante”, ma riusciamo comunque a capirci molto bene.

 

 

 

Io ho cavalcato qualche volta, mio marito mai, Giada ha preso qualche lezione quando era piu’ piccola, ma nessun problema, ci dice Husto. Mi mette capo branco, e si parte per la campagna. Ci addentriamo per i campi e incontriamo dei piccoli agglomerati, e della capanne. Tutto intorno, i famosi “mogotes”, le formazioni calcaree con cima piatta, della valle di Vinales.

 

 

La nostra prima tappa è in una fabbrica di tabacco, o meglio nella casa di un tabachero, che ci racconta tutto il ciclo del tabacco, dalla semina alla produzione dei sigari, con assaggio finale. Giuseppe decide anche di comprare proprio qui un po’ di sigari. D’altra parte, si dice che siano i migliori del mondo. Poco importa se sia vero o no, il racconto è cosi’ piacevole, e anche la persona, che preferiamo favorire questo amico piuttosto che andare ad acquistare in un negozio.

 

 

Il nostro viaggio prosegue, Husto ci porta su terreni un po’ piu’ impervi e dissestati e io ho difficoltà a governare il cavallo. Non ho ben capito come si danno i comandi e ho il solito problema di far fatica a identificare subito la destra dalla sinistra..e poi, sono molto agitata. E’ bellissimo stare sull’animale ma non mi sento molto sicura, nonostante il mio cavallo, Guarapo, e gli altri, siano estremamente ubbidienti quando Husto li chiama, o da loro i comandi con la voce. Husto pensa bene di retrocedermi alla fine della coda, e di tenere con la corda il mio cavallo, mandando avanti Giuseppe.

 

 

Guardando la meraviglia della vallata, con le spiegazioni di Husto riguardo al diverso tipo di coltivazioni del terreno, arriviamo alla prossima tappa, una piantagione di caffè, dove è prevista una sosta.

 

 

Anche qui una deliziosa e simpatica persona, ci spiega tutto il ciclo del caffè e poi ci invita al bar, dove si puo’ degustare il caffè o bevande tipiche. Noi preferiamo evitare il caffè cubano, e proviamo ad assaggiare la canchanchara, un cocktail fatto con il succo ricavato dallo zucchero di canna e rhum, che si rivela buonissimo, e un guarapo, ovvero il succo ottenuto dalla spremitura della canna da zucchero, che avevamo già assaggiato in precedenza.

 

 

 

Continuiamo il nostro giro, che si fa sempre piu’ avventuroso, guadiamo anche delle enormi pozzanghere creatasi con il temporale della sera precedente, dove i cavalli affondano fino a metà gamba, e noi ci schizziamo ovunque di fango…ma è bellissimo!!! Ci sembra di essere un po’ i cow boy a cavallo che si vedono nei film! Dopo 4 ore il nostro giro finisce, siamo molto soddisfatti, dell’esperienza, vorremmo avere un giorno in piu’, per tornare a cavallo anche domani!!

 

 

Siamo riusciti a parlare un po’ con Husto durante le varie tappe, e nonostante i cubani siano molto riservati riguardo la loro situazione politico-sociale, si è dimostrato una bellissima persona, padre di famiglia, appassionato del suo lavoro e innamorato della sua terra (e ci crediamo, con tutta quella bellezza! ). Ma come in tutti i cubani, si percepisce il suo desiderio di conoscere anche altro dal suo paese, cosa che non è facile per loro, e lui coltiva il sogno di poter fare un viaggio di lavoro negli Usa. Giunti ai saluti, chiediamo a Husto di fare una foto ricordo, lui si mette di fianco a Giuseppe, ma prima di scattare, chiede di fermarsi.. si toglie il suo cappello da ranchero e lo scambia con quello di Giuseppe… un gesto commovente, che la dice di gran lunga sull’anima di Husto. Una persona che ricorderemo per sempre.

 

 

Al ritorno verso la nostra casa particular, un dono ci aspetta sulla strada: troviamo un ferro di cavallo, che ci portiamo a casa come ricordo della nostra esperienza a Vinales.

 

(luglio 2017)

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.