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EMILIA ROMAGNA

Bellezze naturali della ROMAGNA: la Grotta Urlante e la Cascata della Sega a PREMILCUORE (FC)

 

 

La Grotta Urlante e la Cascata della Sega a Premilcuore, nel Parco delle Foreste Casentinesi, ai confini tra Romagna e Toscana sono delle meraviglie naturali.

In una domenica di quasi metà ottobre, con clima ancora estivo, partiamo in moto in direzione Premilcuore.

Da tempo avevo in nota questa destinazione per una gita fuori porta, nell’Appennino tosco romagnolo, ma durante l’estate, dovendo percorrere un tratto di autostrada che porta verso il mare per arrivarci, l’ho sempre messa da parte, per evitare il traffico e il grande afflusso di gente durante il fine settimana. Il prolungarsi della bella stagione, e la voglia di stare in mezzo alla natura in una bella giornata di autunno, stavolta ci fa decidere di partire

 

 

Premilcuore: come arrivare

Prendiamo l‘autostrada A14, usciamo a Forlì, e andiamo in direzione Predappio, arrivando fino alla cittadina. Dopo ulterioti 35 km di una bella strada in collina, arriviamo a Premilcuore, alle porte del parco nazionale delle foreste Casentinesi, che si riconosce subito dai tanti alberi ad alto fusto che fiancheggiano la strada e circondano la cittadina. Un paesaggio davvero incantevole.

A un paio di chilometri, seguendo le indicazioni verso l’agriturismo Ridolla, arriviamo davanti allo stesso, e troviamo le indicazioni per i sentieri verso la Grotta Urlante e la Cascata della Sega.

Parcheggiamo la moto, e imbocchiamo a piedi il sentiero indicato che conduce alle sponde del fiume Rabbi.

 

La Cascata della Sega

Dopo un centinaio di metri troviamo già il bivio dei sentieri che portano alla Cascata o alla Grotta, segnalato da un cartello

 

 

Imbocchiamo quello più breve di sinistra, verso la Cascata della Sega, camminando su grossi massi separati da grandi parti cave, che in periodi di minor siccità immaginiamo si riempiano di acqua, formando pozze naturali.  Dopo pochi passi, arriviamo davanti a una bella cascata, dove l’acqua scende in 2 punti distinti, ed è verdissima e trasparente

 

 

La mente ritorna subito alla vacanza in Corsica del 2020, ai paesaggi del fiume Solenzara e delle cascate della Purcaraccia, che questo luogo mi ricordano per conformazione e colori

 

 

In verità questi colori li ho visti anche in Italia, in Valle D’Aosta, alle cascate di Lilliac , a Cogne oppure alla cascata del Bucamante, nell’Appennino modenese.

Imbocchiamo una scala in pietra con una ringhiera, che porta in basso, proprio sul fiume, da dove abbiamo un’altra bellissima vista delle cascate. Alcune persone stanno godendo del sole, distese sui massi, proprio sopra la cascata

 

 

Deliziati da questa bella visione, torniamo indietro per prendere l’altro sentiero, quello che conduce alla Grotta Urlante.

 

Il ponte Nuovo

Il sentiero si addentra nel bosco, è molto semplice da percorrere e ben delineato, ed è  molto bello

 

 

Dopo circa 800 metri, sulla destra, non segnalata, c’è la deviazione che porta in basso, sulla riva del fiume, ma noi inavvertitamente la passiamo, arrivando al Ponte Nuovo: un ponte in pietra, costruito attorno al 1600, a schiena d’asino, chiamato anche Ponte Romano, che mi ricorda quello di Castel del Rio, anche se è un po’ più piccolo e che attraversa il fiume Rabbi, e sovrasta la Grotta Urlante

 

 

Lo attraversiamo per vederlo da tutte le angolazioni, anche da sotto

 

 

A fianco si trova un bellissimo edificio, anch’esso in pietra, che pare un tempo fosse adibito alla lavorazione della lana e dei tessuti

 

 

La Grotta Urlante.. poco :)

Dal punto più alto del ponte guardiamo verso la cascata nella grotta, ma non riusciamo a  renderci conto di come sia fatta, il fiume ha davvero poca acqua. E tra l’altro..la grotta non è neanche tanto urlante come si può immaginare.. evidentemente l’afflusso di acqua, in questo periodo di piogge scarse, è limitato, per cui il rumore, dato dall’acqua che si inalvea, formando la cascata, e amplificato  mentre si riversa nella grotta dalle rocce che la circondano, è, diciamo, quello consueto che si può sentire in una cascata (o forse il mio recente viaggio a Plitviche, con le sue cascate, vizia il mio giudizio?)

Torniamo verso il sentiero che porta giù al fiume, e lo costeggiano per un po’: ha un colore verde bellissimo

 

 

Arriviamo ad un punto dove ci appaiono 2 grandi pozze..delle piscine naturali con acqua di colore verde più scuro dato dalla profondità ma trasparente sulla riva dove è più bassa

 

 

Tutt’intorno ci sono lastroni di rocce bianca levigata dal tempo, alcune cave, con percorsi che avvicinano alle pozze, e alla grotta sul fondo, dove si vede scendere la cascata d’acqua, facendo un bel salto: è quella che vedevamo dal ponte che infatti, si intravede guardando in alto!

 

 

L’acqua è gelida ma alcuni temerari si tuffano e fanno il bagno: noi ci accontentiamo di girare sul lastrone di roccia, avvicinandoci più possibile alla grotta, per ammirarla da tutte le angolazioni

 

 

Per ammirare l’acqua che scende, e le pozze che forma, la vegetazione che risalta sul bianco e sul verde, e i riflessi 

 

 

Ci troviamo un posticino per fare il nostro pick nick, col suono dell’acqua e immersi nella bellezza

 

 

Premilcuore

Dopo essere stati per un po’ a godere della vista, a fotografare, a leggere e a rilassarci, risaliamo il sentiero e riprendiamo la nostra moto, davanti all’agriturismo Ridolla, un pò rammaricati di non esserci fermati lì a pranzo, perché è un posto davvero delizioso. Ma avevano proprio voglia di immergerci subito nella natura, e assaporarla il più possibile, godendo degli ultimi momenti di sole e di caldo della stagione.

Ci fermiamo a Premilcuore: il borgo ha origini medievali, e sorge sul fiume Rabbi, e in mezzo al verde, dove spiccano soprattutto gli edifici in pietra e alcune stradine strette e ripidissime. Proprio oggi si tiene la sagra dei marroni, cosi ci troviamo a mangiare le caldarroste in canottiera, davvero una cosa insolita!!

Torniamo verso l’autostrada con le belle luci del tramonto, ma con un pò di ansia: dobbiamo fare rifornimento e il borgo ha un’unica stazione servizio dove la benzina è terminata e la stazione successiva si trova a Predappio, a 35 chilometri: rischiamo di rimanere senza carburante! Giusto al limite ce la facciamo ad arrivare, meno male! mantenendo così solo buoni ricordi di questa giornata piena di bellezza!

 

 

ottobre 2023

 

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Il Labirinto della Masone (PR): perdersi tra le canne di bambù

 

 

A volte è bello girare senza mappa, senza riferimenti, andare davvero dove mi porta il cuore, l’intuito, qualcosa che mi piace o mi attira.

Sapendo che mi smarrirò, ma senza che mi importi perdere tempo.

Perdermi, vagare, ripassare dove sono già stata. Lasciarmi disorientare, senza preoccuparmi. Ripercorrere le stesse strade, senza per ciò innervosirmi, ma esserne divertita.

Sapendo che prima o poi, la strada giusta per l’uscita la troverò.

 

 

Una bella metafora da vivere, un allenamento all’ottimismo, e, magari, un modo per imparare qualcosa, al Labirinto della Masone, in località Fontanellato di Parma

 

 

Il Labirinto della Masone è il labirinto più grande del mondo e la sua particolarità è di essere composto interamente di piante di bambù.

 

 

 

Cosi ci si trova ad inoltrarsi per un percorso insolito, stretto, e a volte poco luminoso, prevalemente composto di alti fusti di diverse specie di bambù, che a volte si piegano formando come una capanna sopra di te.

 

 

Una galleria vegetale, sotto cui è bello camminare e ossigenarsi, vedendo in fondo una via d’uscita, ma non la fine della strada

 

 

E il mio pensiero va ai panda, quei bellissimi animali, e a quanto potrebbero essere felici lì, loro che si nutrono quasi esclusivamente di queste canne

 

 

Le canne di bambù sono verdi, gialle, strette, larghe, alcune piegate in modo strano

 

 

e osservarle è una bellezza

 

 

La strada da trovare è quella verso il centro (come nella vita si cerca la strada  per arrivare al centro di se stessi), dove in una piazza quadrata di duemila metri quadri, si trova una piramide

 

 

 

Al suo interno c’è una piccola cappella, che da proprio la sensazione di essere giunti al centro, al cuore di questo luogo, come ad un tesoro

 

 

Il labirinto nasce dal sogno di un uomo, Franco Maria Ricci, da sempre affascinato dai labirinti, e dalla bellezza, che ha sempre cercato durante tutta la sua vita.

 

La bellezza è inevitabile

 

 

Questo il suo motto. Che mi ha colpito, presupponendo il fatto che non sia possibile non incontrarla, poichè il mondo ne è cosparso, di bellezza: spetta a noi la scelta, se farcene contagiare oppure no.

 

Francesco Maria Ricci

 

 

Finiti gli studi come geologo, Francesco Maria Ricci lavora nel settore dell’estrazione del petrolio, ma scopre poco dopo che non è quello che avrebbe voluto fare. Diventa allora grafico ed editore, dando anche lustro a un carattere di scrittura nuovo, il Bodoni, che usa poi in tutte le sue pregiate pubblicazioni. Diviene grande viaggiatore, e da vita a FMR, una rivista d’arte che diventa la più diffusa nel mondo. Mette insieme una pregiata collezione d’arte, 500 opere del periodo dal 500 al 900, che si può apprezzare nel Museo del Labirinto, con pezzi davvero belli e interessanti, sculture, busti dipinti, disegni, ecc,

 

 

Il suo obiettivo è di cercare il bello anche nelle opere minori, quelle non conosciute, scartate, che con quest’occhio vanno guardate. Alcune sono davvero bellissime

 

 

Tra queste non mancano opere importanti, come un autoritratto di Ligabue, e 2 quadri stupendi raffiguranti teste di tigri, dello stesso pittore.

 

 

Le sue pubblicazioni sono raccolte in una bella biblioteca, e i libri dell’editore sono consultabili: salta all’occhio l’esortazione, contraria a quelle della maggior parte dei musei, a consultarli

 

 

Imperdibile l’interessante documentario sulla vita di Franco Maria Ricci, per conoscerlo ed apprezzarlo, riprodotto in una sala occupata dalla sua bella biblioteca personale

 

 

Deciso a realizzare il suo sogno di costruire un labirinto in terra natale, in mezzo ai campi della sua infanzia, con l’intento di farne anche un luogo di cultura e di esposizione della sua collezione d’arte, scopre che il bambù trova un terreno favorevole in quella terra bagnata dal Po, e che è una pianta molto adatta per il suo scopo, visto che cresce velocemente e non perde le foglie. Fa arrivare quindi dalla Cina 50000 piante, che ora sono diventate 300000, disposte in circa 7 ettari di terreno (alcune hanno raggiunto anche i 15 metri di altezza). E’ così che nel 2015 realizza il suo sogno, inaugurando il Labirinto della Masone.

 

 

Il labirinto ha la forma di una stella a 8 punte, come una cittadella medievale; come un borgo medievale protetto dalle mura, questo è protetto dalla vegetazione, e ha una piazza nel suo centro: diventa un vero e proprio “un borgo della cultura

 

 

Ho trovato il Labirinto della Masone un luogo incantevole da visitare. Sia per la bellezza da vedere, che per le sensazioni da sperimentare, tra cui la possibilità di entrare nell’ignoto, ma in sicurezza, in un luogo misterioso, ma senza timore alcuno

 

 

Dove ci si può lasciare andare, perchè forse ha proprio ragione colui che ha scritto sulla porta della toilette delle signore:

 

 

Prima di entrare nel museo, o al labirinto -anche qua si presenta subito una scelta su dove andare per primo- è esposta una meravigliosa Jaguar nera, che fu di Franco Maria Ricci, che ha catturato subito l’attenzione del marito

 

 

All’ingresso, c’è una torretta, dove si può salire e vedere il panorama dall’alto, ma per la vista della stella non è ancora un’altezza sufficiente

 

 

Il labirinto prende il nome dalla via dove si trova, nella campagna parmense; al suo interno ha anche un bel ristorante e un bistrot, con prodotti del territorio, e a prezzi accettabili. Sono presenti inoltre 2 suite per chi volesse fermarsi in un luogo insolito a dormire.

Home Labirinto

 

Quando si ha la possibilità di camminare nel sogno di un uomo, si può comprendere quanto grande sia la potenza dei sogni, e dove questi possano portare. Anche a lasciare impronte, piccole o grandi che siano, che sopravvivono oltre la morte.

Che danno un senso alla vita, ed arricchisono quella degli altri.

 

Non esiste un sogno perpetuo.
Ogni sogno cede il posto a un sogno nuovo, e non bisogna trattenere alcuno.

Hermann Hesse – Demian

 

 

maggio 2023

 

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Dormire in una casa galleggiante

 

 

Non siamo andati tanto lontano da casa nostra (tra Bologna e Modena) per sperimentare questo alloggio singolare, a Rimini, nella riviera romagnola!

Scoperta per caso navigando su internet, capisco subito che voglio vivere l’esperienza di dormire in una floating house, ovvero in una casa galleggiante sull’acqua.Attendo che ci sia una ricorrenza speciale come il compleanno del marito, ma il meteo non promette bene sull’Adriatico quindi la scelta ricade per questa volta su Borghetto sul Mincio.

Con l’arrivo della bella stagione decidiamo allora di festeggiare un “non compleanno” ed andare anche senza una ricorrenza speciale: in fondo dopo il lungo inverno trascorso chiusi in casa, tra divano e serie, pensiamo che ci meritiamo di onorare la vita e la bellezza, e di trattarci bene

(frase trovata in una piazzetta di Rimini)

 

Entriamo nella darsena di Marina di Rimini, il cui porto turistico è rinomato per essere uno dei più belli e all’avanguardia del Mediterraneo. Si trova in una zona con edifici moderni e dalle forme strane, con un ponte e una lunga passerella pedonale che consente di vedere il panorama del porto e del mare dall’alto. La zona è molto vivace, è presente anche un ristorante, e un bar, che è aperto  sul lato della spiaggia e al tramonto brulica di gente che fa l’aperitivo

 

 

Le 12 case galleggianti del House Boat Marina Resort si raggiungono percorrendo fino all’estremità la strada interna al porto. L’auto si può portare e parcheggiare davanti alla casa assegnata. Se ci si porta le biciclette ci si può spostare molto agevolmente, ed è una cosa molto gradevole.

 

 

La bianca house boat, con finestre tonde tipo oblò e una grande vetrata davanti, è bellissima

 

 

Una passerella conduce all’ingresso, e sul retro e sul davanti ci sono spazi attrezzati con tavoli e sedie, in modo da poter godere del tramonto, da un lato, e dell‘alba, dall’altro

.

 

L’ingresso guarda il porto e le barche ivi ormeggiate.

 

Una scala esterna porta sul tetto, dove c’è un solarium con 2 lettini prendisole: uno spazio spettacolare e panoramico che ho adorato

 

Di fronte c’è il molo, da dove escono le imbarcazioni

 

 

L’interno della casa galleggiante assomiglia a quello di una barca; gli spazi sono organizzati alla perfezione, curati e arredati con gusto ed eleganza

 

 

La cucina è attrezzata, non manca assolutamente niente. Sono a disposizione cialde per il caffè, the, zucchero e una bottiglia d’acqua per gli ospiti.

Nel bagno la doccia ha anche la cromoterapia.

La camera da letto matrimoniale ha 2 grandi oblò

 

 

2 letti singoli a castello sono invece nella seconda camera.

 

 

Un bel divano consente di ammirare il panorama del mare anche dall’interno, attraverso la vetrata.

Quando arriva il tramonto la vista è spettacolare.

 

 

E cenare mentre scende la notte, al chiarore della luna, crea un’atmosfera molto romantica

 

Il mare calmo del mattino presto, e le luci dell’alba regalano meravigliosi riflessi sull’acqua

 

La colazione con questa vista fa iniziare la giornata decisamente nel migliore dei modi, sicuramente un panorama inconsueto

 

 

Per gli amanti del mare, essere proprio sul mare, dentro al mare, percepire talvolta il dondolio delle onde, svegliarsi e avere sempre davanti lo spettacolo del mare, non ha prezzo

 

Ci siamo goduti il sole, il vento, il silenzio, i colori di ogni momento, l’ozio, la lettura. La bellezza di dormire dentro al mare.

Un’esperienza stupenda. Da ripetere.

 

 

Abbiamo prenotato direttamente dal sito https://www.marinadirimini.com/resort/Rapporto qualità prezzo ottimo:gentilezza, disponibilità ed ottima organizzazione contraddistinguono il servizio.

 

 

E durante il soggiorno in questo posto splendido, ce ne siamo andati in giro per Rimini

Rimini colori arte e storia a San Giuliano

 

Marzo 2023

 

 

 

Visite: 1118

RIMINI: colori arte e storia al Borgo San Giuliano

 

 

Borgo San Giuliano a Rimini è il posto che non ti aspetti: anticamente borgo di pescatori e marinai, ora è un quartiere riqualificato di grande fascino e vivacità, che fa il suo dovere, ricordando origini e tradizioni,e che omaggia il grande regista Federico Fellini, nato nella città e che dal borgo ha tratto ispirazione per le sue opere.

…e i miei ricordi galoppano… le case dai colori sfavillanti mi riportano a Burano, o ancor più lontano, a Trinidad di Cuba; i murales a Dozza Imolese, e ancor più lontano a Wynwood Walls a Miami; e anche qui vicino a casa, a San Giovanni in Persiceto  (Bo), dove abbiamo una piazzetta splendidamente affrescata..

Ma lo stupore è sempre unico di fronte alla bellezza, alla creatività e al genio dell’essere umano.

 

 

Io non avevo mai sentito parlare di questo posto, se non che, avendo in programma di andare a Rimini, ho trovato un articolo ricco di informazione sul blog di Mimì  https://www.spuntidiviaggio.it/borgo-san-giuliano-a-rimini-cosa-vedere-fra-street-art-e-ricordi-felliniani/

Ci dirigiamo quindi subito all’antico ponte di Tiberio, risalente al 14 D.c., che collega il centro storico al borgo: la sua vista, con gli eleganti pini marittimi, mi riporta alla mente le vie del centro della capitale romana.

 

 

Proprio alla destra del Viale Tiberio, che inizia dopo il ponte, partono le vie pedonali del Borgo San Giuliano: via Marecchia, Via Ortaggi, via Forzieri, via San Giuliano, le viuzze che si intersecano, e le piccole piazze.

 

 

Qui, su stradine talvolta lastricate e vicoletti, si affacciano case basse e colorate, molto curate, con fiori ai davanzali e piante rampicanti, sulle quali spesso si trovano delle piastrelle in ceramica con dei nomi: sono i nomi dei pescatori e dei marinai che un tempo hanno abitato quelle case, con l’immagine della  vela delle loro barche.

 

 

Viste da cartolina, arricchite anche dai murales, che sorprendono all’improvviso, su una facciata, accanto a una finestra, o a una porta

 

 

Immagini che raccontano scene di vita quotidiana e di mestieri della gente di mare che vi abitava, espressioni creative, o messaggi di artisti che hanno lasciato la loro impronta..  ma soprattutto tante immagini che ricordano il regista che tanta ispirazione ha preso dalla vita e dagli abitanti del borgo, Federico Fellini, in omaggio ai suoi film e ai suoi personaggi

 

 

E così si gironzola con curiosità, lasciandosi sorprendere da quello che si trova girando l’angolo, o alzando gli occhi: da via Marecchia, dove ci sono tanti dipinti, Ginger e Fred,

 

 

Paolo Villaggio e Benigni nella Voce della luna,

 

 

a Piazzetta Gabena dove ci aspetta Giulietta Masina

 

 

e Marcello Mastroianni con Anita Ekberg

 

 

Appena oltre si trova un grande omaggio a tutti i personaggi e al maestro Fellini, dell’artista albanese Agis Sulaj

 

 

e nel giardinetto a fianco lo sceicco bianco Alberto Sordi appare sotto le frasche

 

 

In piazzetta Pirinela troviamo I Fiaccherai

 

 

di fronte, il Scureza di Amarcord in moto

 

 

e a fianco una carrozza con il carrozziere a riposo.

 

 

Altre facciate sorprendono, con il Casanova, il manifesto de la Dolce vita,

 

 

la prosperosa tabaccaia di Amarcord su una cartolina

 

 

la Gradisca col suo vestito rosso, seduta sul suo divano,

 

 

l’affascinante Mastroianni in auto con Anita

 

 

E poi il pescatore con le reti

 

 

un capodoglio enorme su una intera parete

 

 

… e tanti altri.

La riqualificazione del borgo avviene nel 1979, quando l‘amministrazione comunale decide di abbattere gli edifici del quartiere ormai in decadenza, per costruire un nuovo quartiere residenziale: in quel momento i cittadini si mobilitano creando un evento, la festa del Borgo, Fest de Borg in dialetto riminese, per salvaguardare il patrimonio storico e le tradizioni, e, in seguito, ristrutturando case e botteghe, dipingendo facciate e persiane con colori pastello o vivaci e impreziosendole con particolari e dettagli. I murales iniziano ad arricchire gli edifici poco dopo, e dopo la morte di Fellini, dando vita ad una vera e propria esposizione permanente di arte di strada. La festa del borgo viene riproposta da allora ogni 2 anni, a settembre.

Anche se il tempo ha attenuato i colori o deteriorato alcune opere, ne vengono aggiunte sempre di nuove, con colori brillanti, o testimoni di temi di attualità.

I dipinti che più mi hanno colpito sono quelli dell’artista Agis Sulaj, che puntano dritto al cuore: oltre al murales di Fellini, in Piazzetta Gabena, attorniato dai volti dei suoi personaggi con le loro espressioni caratteristiche, e il maestro che se li guarda, propone il tema dei migranti con il murales dell’ uomo con la valigia col fondo rotto, che va chissà dove..

 

 

e un altro che rappresenta una valigia, di grande impatto, a forma di casa, con la scritta “hotel Emigrante” su una parete bianca..

 

 

Tonino Guerra ha contribuito con il muro dei soprannomi, una parete dove sono appese una serie di piastrelle con i soprannomi usati dalle persone che vivano nel borgo, in via Ortaggi

 

 

Lo spettacolo dei murales continua poi scendendo sull’argine del fiume, sulle banchine: anche qui si trovano tra gli altri, dipinti dedicati a Fellini

 

 

come pure nell’invaso del fiume, sotto al ponte di Tiberio, sul giardino Marecchia, dove si trova il gallo e il pavone che si baciano, dal film Amarcord.

Alla fine del borgo, il Ponte dei Mille attraversa il fiume e porta dall’altra sponde, dividendo la via Sinistra del porto dalla via Destra del porto, che costeggiano il molo: guardando la banchina sotto sul fiume, si scorge un meraviglioso treno Freccia Rossa dipinto

 

 

il suo muso obliquo è stato disegnato in corrispondenza alla scala per scendere

 

 

Qui talento e creatività, a mio avviso, hanno contribuito a creare un’opera geniale

 

 

Sulla via San Giuliano si trova la chiesa di San Giuliano martire, e all’interno del borgo ci sono alberghi diffusi e b&b, osterie, gelaterie, bar, dove gustare le specialità romagnole, come anche sul bel viale Tiberio, con vista sul fiume e sul parco XXV aprile

 

 

Molto animato e frequentato con la sua Piazza sull’acqua, una piattaforma in legno dove si svolgono anche spettacoli ed eventi musicali e culturali, il parco è luogo di relax all’invaso del fiume.

Entrare nel borgo San Giuliano è come fare un tuffo in un’altra epoca e in un’altra dimensione, leggere un racconto, entrare in un film e osservare i protagonisti e ascoltare le storie che raccontano. L’arte, come sempre, parla il linguaggio universale e arriva dritta al cuore senza scomodare la testa.

Colpita e affondata.

 

 

Un giro per il centro storico di Rimini

Rimini è bellissima!

A Rimini io ero stata in villeggiatura da ragazzina e qualche altra volta sul bel lungomare.

Sapevo che, a differenza di altre località di mare della Romagna, sull’Adriatico, era una città che non si spopola d’inverno e avevo sentito dire che avesse un’interessante centro storico, ma non mi aspettavo che fosse così bella, interessante, piacevole da girare, con le impronte evidenti delle varie epoche storiche, e con un’atmosfera particolare, data dal ricordo del regista Federico Fellini, nato nella città nel 1920, che aleggia ovunque.

Quello che mi ha colpito subito di Rimini sono gli ampi spazi pedonali, che le conferiscono un senso di ariosità, e permettono di vedere ed apprezzare i monumenti al meglio, e che si contrappongono ai vicoletti caratteristici e alle incantevoli piazzette

 

 

Dal caratteristico e multicolore borgo San Giuliano, attraversando il ponte Tiberio, si entra nel centro storico dal corso d’Augusto, una lunga via piena di negozi, che porta in Piazza tre martiri, fulcro della vita cittadina in epoca romana e ancora oggi

 

 

Ampia, con una pavimentazione in lastricato chiaro e attorniata da portici, vede la torre dell’orologio al centro e la statua di Giulio Cesare a un lato. Il corso termina all’arco di Augusto, l’antico arco romano dedicato ad Ottaviano Augusto, da cui parte la via Flaminia, che congiunge Rimini a Roma.

Piazza Malatesta si apre  da una piazzetta chiamata Piazza dei sogni: si riconosce perché davanti ha una scultura rappresentante un grosso rinoceronte: qui ha sede il Fellini museum, uno dei 3 luoghi espositivi in omaggio al regista (insieme al castello e al cinema Fulgor). Purtroppo, per mancanza di tempo, non siamo riusciti a visitarne neanche uno, ma l’aria che si respira ovunque in città mi ha incuriosito, per cui credo che prossimamente sarà meta di apposita visita.

La piazza guarda il retro del Palazzo comunale medievale, Palazzo dell’Arrengo, che affaccia su Piazza Cavour, un altro enorme spazio, delimitato su un lato dal magnificiente teatro Amintore Galli, color mattone, e dal corso d’Augusto. Il palazzo comunale è immenso, con un ampio loggiato, porticati e i caratteristici merli medievali. Al centro della piazza si trova la statua di papa Paolo V.

 

 

Di fronte si trova un arco ogivale che porta all’interno della vecchia pescheria, un luogo davvero affascinante e caratteristico, contornato da colonne, e con lunghi banchi di marmo, che riporta davvero indietro nel tempo

 

 

Piazza Cavour è il proseguo di Piazza Malatesta ed è immensa: sul fondo domina il castello Sismondo, dal nome del signore Malatesta, che lo fece costruire attorno alla meta del 1400; un tempo era circondato da un fossato: ora ha di fronte un coreografico specchio d’acqua bassa, che sicuramente rende singolare la vista

 

 

Al cortile del castello si accede gratuitamente attraverso la Torre maggiore: entrando, un’installazione sospesa che rappresenta lo sceicco bianco, del celebre film di Fellini, introduce alla parte di museo del regista, che ospita alcuni set dei suoi film.

 

 

Ultimo monumento che siamo riusciti a vedere nel nostro giro a Rimini è il  Tempio Malatestiano, cattedrale della città, in piazza Teatini: una chiesa rinascimentale bellissima e particolare, voluta da Sismondo Malatesta (ma rimasto all’epoca incompiuto, senza la cupola prevista), progettato da Leon Battista Alberti.  Molto bello anche interamente, vi sono conservate anche importanti, opere come il Crocifisso di Giotto e il ritratto di Sismondo di Piero della Francesca

 

 

Il nostro giro per il centro storico di Rimini finisce qua, ma non ce ne andiamo senza passare dal famoso e bellissimo Grand Hotel, e senza fare una passeggiata in bicicletta, sul bel lungomare pedonale: essendo primavera gli stabilimenti sono ancora chiusi, ma si può di andare sulla spiaggia, dove ci sono le dune a protezione, e in riva al mare

 

 

Anche questa zona è stata riqualificata rispetto a quando ero venuta in villeggiatura da ragazzina, rimodernata la zona del passeggio e la maggior parte degli hotel e dei locali che guardano il mare, conferendo un’immagine di cura ed eleganza al contesto.

Le aree che costeggiano il canale, al limite della città,  Sono molto piacevoli: la darsena, da una parte moderna e all’avanguardia, dove abbiamo alloggiato in una casa galleggiante, e la passeggiata da piazzale Boscovich che continua sul molo, che abbiamo percorso in bicicletta perché, come dicevo, a Rimini gli spazi sono enormi!!

Che dire… da emiliana ho rivalutato Rimini, che posso raggiungere in poco più di un’ora di auto o di treno..

Me ne vado a casa sazia, soddisfatta, con il proposito di ritonare, e una gran voglia di andarmi a vedere un film di Fellini!

 

 

 

Tips:

Pranzi e cene

ristorante di pesce Ricci di mare: location stupenda sulla spiaggia, qualità e servizi eccellente, quantità super abbondanti e prezzo giusto, confermo che ha meritato la partecipazione a 4 ristoranti di Alessandro Borghese!

 

 

Brace 11 25, un locale con qualche tavolo esterno dove mangiare sublimi arrosticini di carne e spiedini di pesce cotti al momento sulla brace.

Alloggio: floting house alla Marina di Rimini resort.. spettacolare, ne parlo qui

 

Dormire in una casa galleggiante

 

 

 

marzo 2023

 

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Borghi e castelli del MODENESE e altre bellezze: Spilamberto, Castelvetro, Levizzano, Spezzano, Guiglia, Vignola, Savignano, Nonantola, Maranello, Zocca

 

 

La zona sud del modenese, appena dopo la provincia di Bologna, è una zona ricca di bellissimi borghi, cittadine e castelli, oltre ad avere una stupenda campagna, colli splendenti e cibo da urlo!!

 

 

Abitando proprio al confine tra Bologna e Modena, mi capita spesso di andare in giro per la Strada dei vini e dei sapori, in collina e in pianura, sia in una provincia che nell’altra, dove si trovano affascinanti borghi e cittadine.

In questo articolo vi parlo delle zone a sud del modenese, tra la pianura e l’Appennino, in particolare delle Terre di Castelli, località  dove si trovano belle rocche, torrioni, castelli fortificati, borghi medievali affascinanti, o degni di nota, come Vignola, Savignano sul Panaro, Guiglia, Spilamberto,  Castelvetro, Levizzano, Castelnuovo Rangone, Nonantola, Maranello e Zocca.

 

Spilamberto

 

 

Spilamberto è un borgo sulla strada che porta alla più conosciuta Vignola, nel cuore delle Terre di Castelli.

Ha un piccolo e delizioso centro storico, dominato dal Torrione Rangoni, 30 metri di altezza, che costituisce il passaggio di ingresso al paese. In passato era la torre più alta di una struttura fortificata, e alcuni edifici del periodo sono ancora visibili accanto alla torre e costituivano le mure circondanti la cittadina. La torre, in passato, ha ospitato le prigioni, mentre attualmente è sede del Museo archeologico e dell’Ordine del Nocino Modenese. Nella cittadina si trova anche il museo dell’aceto balsamico, prodotto tipico della zona.

Dalla parte opposta della torre si trova Rocca Rangoni e il suo bel parco, che ospita sovente manifestazioni, mostre ed eventi culturali.

 

 

Le viuzze di Spilamberto sono molto caratteristiche, alcune hanno la pavimentazione di ciottoli e i tipici portici emiliani.

Spilamberto non è una cittadina particolarmente vivace, tuttavia durante la festa di San Giovanni, il 24 giugno,  l’ho vista davvero trasformarsi: il centro si anima, e si riempie di gente, tutti i locali si predispongono offrendo all’aperto prodotti tipici, ci sono manifestazioni, rievocazioni, musica e tanta allegria

https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/spilamberto

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Castelvetro

 

 

Castelvetro è uno dei miei borghi preferiti della zona. Arrivando si vede il cuore e centro storico del borgo,  arroccato sulla collina.

Si deve lasciare l’auto al parcheggio per entrare nel piccolo borgo, che ha strade pedonali di ciotoli, che conducono alla piazza principale, Piazza della Dama, come è chiamata Piazza Roma, per la particolare scacchiera presente sul pavimento.

 

 

La Piazza è un balcone sulla vallata sottostante, delimitata dai classici merli che si vedono sui castelli, dove spicca la Torre dell’Orologio.

 

 

Bella anche la piazzetta dove affaccia la Chiesa Parrocchiale dei Santi Senesio e Teopompo e la torre delle Prigioni. Ma tutto il centro storico è contornato da palazzi interessanti ed edifici storici in mattone!

 

 

Zona di produzione di vini e aceto balsamico, a Castelvetro si trovano anche interessanti ristoranti con specialità tipiche emiliane.

Posso segnalarne uno che ho provato, la Pizzeria il Castello, proprio in piazza Roma, dove si mangiano ottime pizze gourmet, d’estate in una meravigliosa terrazza sulla vallata, oppure dove fare un aperitivo, nei tavoli proprio davanti alla scacchiera.

https://www.facebook.com/profile/100063466545182/search/?q=castelvetro

 

Levizzano Rangone

 

 

Vicinissimo a Castelvetro, sulle splendide colline disseminate di vigneti di lambrusco grasparossa, si trova Levizzano Rangone, con il suo castello in posizione dominante.

Il castello ha una cinta muraria, e si puo’ accedere al cortile, attraverso un arco, dove si trova la “Torre Matildica”. Di fronte al castello c’è un meraviglioso prato, con doppia fila di cipressi che io adoro, che sale verso la chiesa del paese.

 

 

Anche qui posso segnalare un posto dove abbiamo mangiato divinamente proprio di fronte al castello: il Divin Leone, un ristorante – enoteca piccolo ma molto caratteristico, con cucina tipica del luogo.

https://castelliemiliaromagna.it/it/s/castelvetro_di_modena/6094-castello_di_levizzano/

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Spezzano

 

 

Il castello di Spezzano è di origine medievale, è diventato poi palazzo rinascimentale e in seguito residenza di campagna.

Resta nascosto da molta vegetazione, un po’ in collina, ma quando lo si ha davanti è davvero affascinante. E’ sede di un museo della ceramica, industria fiorente in zona e dell’acetaia comunale. Peccato averlo trovato chiuso!

https://www.visitmodena.it/it/scopri-modena/arte-e-cultura/palazzi-storici-e-castelli/castello-di-spezzano

 

Vignola

 

 

Vignola è ben conosciuta per le sue famose e buonissime ciliegie, ma la sua rocca, grande e imponente, è meritevole di una visita.

E’ la prima cosa che si vede, prima di attraversare il ponte sul fiume Panaro, arrivando dalla strada provinciale di Bologna, che diventa via Claudia. L’accesso è dalla elegante zona pedonale del centro storico, passando sotto la Torre dell’orologio.

 

 

La vista si apre su una bella piazza raccolta, e un porticato che conduce all’ingresso

 

 

La Rocca risale a prima dell’anno 1000 ed è disposta su cinque piani, compresi i sotterranei, attualmente adibiti a sede per convegni e concerti; ci sono sale e cappelle affrescate sugli altri piani e camminamenti di ronda all’ultimo piano, che collegano le 3 torri

Davvero vale la pena visitare Vignola, paese che ospita un grande mercato cittadino il giovedi’, ha bei negozi, e tra marzo ed aprile di ogni anno, si tiene la famosa festa dei ciliegi in fiore con parate di carri fioriti, stand enogastronomici, mercatini, mostre, intrattenimenti, anche all’interno del castello. Mentre nella circostante valle del Panaro si può osservare con meraviglia la spettacolare fioritura di questi alberi, che doneranno poi i golosi frutti!

https://www.terredicastelli.eu/luoghi-di-interesse/rocca-di-vignola/

 

Guiglia

 

 

Guiglia è una piccola cittadina, un borgo molto particolare, a 490 metri di altitudine, che non sembra neanche di essere di queste parti.

L’ingresso al borgo avviene attraverso una porta storica, e percorrendo pochi metri, si giunge ad una bellissima terrazza, chiamata anche “il balcone dell’Emilia”, anch’essa con una scacchiera sulla pavimentazione, con vista sulle colline e sulla pianura sottostante.

 

 

Proseguendo lungo la strada principale si arriva al Castello di Guiglia, costruito tra il IX e X secolo, e considerato uno dei punti strategici migliori per controllare la valle del fiume Panaro. Nel castello c’è la Torre del Pubblico che domina l’ingresso, e una bella pineta che lo circonda. E’ sede spesso di eventi nel cortile o al suo interno, concerti e proiezioni: noi siamo stati a bellissime feste di Halloween, nella sua cornice interna affascinante addobbata per l’occasione!

 

 

https://www.facebook.com/profile/100063466545182/search/?q=guiglia

Poco distante da Guiglia si trova un punto di straordinaria bellezza naturalistica:

 

I Sassi di Rocca Malatina 

 

 

I Sassi di Rocca Malatina si trovano nel comune di Guiglia, a 15 km da Vignola. Sono delle guglie di roccia arenaria, risalenti al periodo del Miocene, che svettano tra il verde delle colline dell’Appennino Modenese, regalando una vista sorprendente.

Se si ha la fortuna di andare con una bella giornata di sole, c’è da restare incantati!

 

 

Si trovano all’interno di un Parco Regionale, in un territorio boscoso, che vanta oltre 100 km di  sentieri che vi si addentrano, con itinerari segnalati

 

 

e con una flora molto variegata e colorata

 

 

C’è la possibilità con una breve passeggiata di arrivare fin sotto i monoliti

 

 

e, ad esclusione dell’inverno, è possibile percorrere il sentiero di Salita sul Sasso della Croce, per godere del panorama dall’alto di una delle guglie: noi purtroppo non siamo riusciti ad andare l’ultima volta, ma che mi riprometto di salire la prossima.

 

 

La salita è a pagamento (3 euro), con biglietti da acquistare presso il Centro Visite del Parco http://www.parchiemiliacentrale.it/parco.sassi.roccamalatina/centri-visita-dettaglio.php?id=57) che si trova nel piccolo Borgo dei Sassi, dove ci sono alcune case antiche e un oratorio.

 

 

All’arrivo ai Sassi di Rocca Malatina si trova il bar ristorante locanda il Faro, molto scenografico per la sua vista sulle rocce,  dove abbiamo mangiato con un ottimo rapporto qualità prezzo.

 

 

Proseguendo invece il sentiero, oltre il Centro Visite, si trova il ristorante Altoforno impasti agresti, che non è solo un ristorante ma anche un luogo dove vengono preparati prodotti da forno per la vendita esterna, che ha alcuni tavolini proprio su per il bosco che ha di fronte, in una cornice davvero incantevole.

 

 

Zocca

Salendo ancora a 759 metri di altitudine, tra le vallate del Panaro, del Reno e del Samoggia, si arriva a Zocca, meta di soggiorni estivi per chi cerca il fresco, ma soprattutto cittadina divenuta popolare per la casa natale di Vasco Rossi

 

 

Se cercate su Google, la casa di Vasco, dove ancora abita la madre, appare come punto di interesse culturale, ed è diventata meta di pellegrinaggio per i fan, e tutta la strada opera d’arte per i tanti disegni e murales! Inutile dire che essere lì è una grande emozione!!

 

 

Maranello

 

 

Tornando in pianura, non si puo’ non citare Maranello, la patria della Ferrari, dove puo’ essere visitato il museo ad essa dedicato

 

 

https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/maranello

 

 

Savignano sul Panaro

 

 

Non visibile dalla strada, a 100 metri di altezza, in mezzo alle colline popolate da vigne, alberi da frutto, campi coltivati e calanchi, prima di arrivare a Vignola, da Bologna, si incontra Savignano sul Panaro, dove si trova un antico borgo medievale meraviglioso, che riporta indietro ad un’altra epoca, un altro dei miei preferiti!

 

 

La via di accesso, con una bella pendenza, è pavimentata con ciotoli di fiume, e arriva fino alla cima dove si trova la Chiesa Parrocchiale di S. Maria dell’Assunta, col suo altissimo campanile.

 

 

Da lassù, si gode un panorama impagabile sulla campagna, nel silenzio, soprattutto al tramonto.

 

 

Il borgo, antico feudo, è fortificato e sulla cinta muraria le case sono state ben ristrutturate conservando tutta la loro autenticità e bellezza. Per questo Savignano sul Panaro fa parte dei borghi autentici d’Italia. Attraversato da 2 voltoni, con torri difensive che un tempo avevano il ponte levatoio, il borgo risale al 1026.

 

 

Ogni anno, a settembre, si svolge una rievocazione storica chiamata la “Lotta per la spada dei Contrari”, una festa in costume con dame, cavalieri, soldati, giullari, in un’ambientazione medievale davvero realistica, arricchita da spettacoli, mercati, locande, e, naturalmente, dalla sfida tra le 6 contrade del paese per la spada dei Contrari.

 

 

Savignano ha orgini antichissime, sono stati ritrovati reperti risalenti alla preistoria e al periodo etrusco.  Merita menzione il Museo della Venere e dell’Elefante, che si trova nella parte bassa del paese, una mostra permanente di importanti ritrovamenti archelologici, tra cui lo scheletro di un elefante risalente a due milioni di anni fa, rinvenuto nel greto del fiume, e la copia di una scultura del paleolitico ritrovata nel territorio, la Venere di Savignano, insieme ad altri reperti del periodo neolitico.

 

https://www.terredicastelli.eu/luoghi-di-interesse/borgo-medievale-savignano-sul-panaro/

Savignano Sul Panaro

Nonantola

 

 

Nonantola, è una cittadina molto interessante sulla via Romea Nonantolana, che collega la pianura Padana con l’Appennino tosco emiliano, resa molto famosa dall’ abbazia benedettina romanica del XI secolo.

 

 

L‘abbazia è stata riaperta di recente dopo il restauro post terremoto. I suoi interni sono davvero belli, si può vedere una delle più grandi cripte dell’epoca romanica, e visitare un ricco museo dove sono esposte importanti opere

 

 

Inutile dire che la basilica da sola vale il giro, anche se la cittadina ha angoli deliziosi. In estate ospita la festa della musica, un evento che la trasforma in vivace e gioiosa, e che appaga il senso del gusto con i suoi ristoranti, dove vengono cucinati piatti tipici, tra cui “La piazzetta del gusto”, dove si possono gustare i nostri passatelli, in brodo, asciutti e in tutte le salse.

https://www.facebook.com/profile/100063466545182/search/?q=nonantola

Villa Sorra

Non distante da Nonantola e dalla Via Emilia, merita di essere nominata Villa Sorra, una bellissima tenuta, dove è ubicata questa importante villa storica modenese degli inizi del settecento, circondata da un grande parco.

La villa si trova nei pressi di Castelfranco Emilia ma la proprietà è condivisa tra i comuni di Castelfranco Emilia, Modena, Nonantola e San Cesario sul Panaro.

La cosa che più mi ha colpito all’arrivo è il viale di olmi giganteschi che portano verso la villa, e il parco in cui ci si può rilassare, e dove si tengono spesso interessanti eventi,  manifestazioni, iniziative culturali sportive e turistiche

http://www.villasorra.it/

 

Nei dintorni di Modena:

 

Bellezze naturali del modenese

Le salse di Nirano

Ho dedicato un articolo a parte a questa riserva naturale

I vulcani dell’Appennino emiliano: le Salse di Nirano (Mo)

 

Cascate del Bucamante

Una bellissima gita sull’Appennino modenese a vedere queste cascate in mezzo al bosco

In giro per l’Appennino modenese: la cascata del Bucamante

Laghi e monti

In giro per l’Appennino Tosco Emiliano in estate: il monte Cimone e il lago della Ninfa (MO)

 

 

Vi ho incuriosito?

tornate tra qualche tempo per leggere dei castelli limitrofi della provincia di Bologna e della città di Modena!!

 

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Due anime in viaggio in moto.. alle grotte di Labante (Bo)

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Piazzetta Betlemme e i suoi dipinti, a SAN GIOVANNI in PERSICETO (BO)

 

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto bo

 

È una piccola piazzetta, anche un po’ imbucata, Piazzetta Betlemme a San Giovanni in Persiceto, nella pianura bolognese, cittadina famosa anche per il suo carnevale, distante solo una quindicina di chilometri da casa mia che abito tra Bologna e Modena

Ne avevo sentito parlare da un po’ e avevo ammirato delle foto molto belle ma non l’avevo mai vista: ieri mi trovavo proprio lì e sono andata a cercarla.

 

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto bo

 

San Giovanni in Persiceto

San Giovanni in Persiceto è un paese con un centro storico medievale gradevole, ad impianto concentrico, con le strade che riversano su Piazza del Popolo, dominata dalla chiesa Collegiata di San Giovanni Battista (dove sono presentii anche dipinti di Guercino, Albani, Gandolfi e Guardassoni)

 

 

Alcune vie hanno i portici, che sembra di essere a Bologna; negozi belli e particolari, un grande mercato il mercoledi’ sulla piazza e per le vie del centro, ed è soprattutto conosciuta per il suo storico carnevale, tra i più importanti d’Italia, che la riempie di gente ed allegria.

Qualche opera in centro qua e là, cattura gli sguardi, in primis la statua del gatto RE Gino, in memoria di un gattone bianco e rosso che per anni ha girovagato per le vie, entrando nei negozi, nella sala comunale, in teatro, conosciuto da tutti e diventato un simbolo e la mascotte del paese.

Lungo il portico del palazzo del comune si trovano simpatiche panchine dipinte.

 

 

La cittadina è rinomata anche per il suo Osservatorio astronomico  comunale realizzato dal Gruppo Astrofili Persicetani, con un telescopio per l’osservazione planetaria e per la fotografia e altra strumentazione per lo studio del cosmo, e molto attivo nel campo della didattica e della divulgazione. E’ collegato al Museo del cielo e della terra, un planetario con uno schermo a cupola semisferica sul soffitto, che contiene 50 posti per l’osservazione virtuale del cielo e una telecamera collegata con il telescopio dell’osservatorio astronomico, che permette di osservare realmente le stelle e le galassie, il sole e la luna: quasi ogni scuola del circondario ci ha portato i propri studenti almeno una volta!

Nelle notti attorno al 10 agosto si svolgono nel giardino del Planetario le Persiceteidi, un’ occasione per osservare le stelle cadenti ad occhio nudo in compagnia, iniziativa del gruppo astrofili Persicetani.

 

Piazzetta Betlemme

Piazzetta Betlemme non la trovi per caso. Devi proprio guardare dov’è e arrivarci. Rimane nascosta, poco dietro alla piazza principale, fuori dalle stradine più caratteristiche.

 

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto BO

 

Te la ritrovi davanti, piccola ma molto armonica e vivace, ed ha la particolarità di avere tutti, ma proprio tutti gli edifici della piazza dipinti, non solo qualche muro, a differenza di altre cittadine, come per esempio Dozza Imolese, dove i murales sono distribuiti in una parte di alcuni stabili in tutto il paese.

 

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto BO

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto BO

 

Stupende e colorate scene di vita rurale che creano un’atmosfera bucolica: gli animali da cortile, le piante rampicanti, ortaggi e fiori che decorano finestre e porte, panni stesi, perfino scarpe ed abitini appesi. 

 

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Un’intera piazza, salvata dal degrado, che è diventa un’opera d’arte. 

 

 

Ogni facciata è ricca di colore e particolari. Nella piazza risiedono anche alcuni negozi, mimetizzati dai dipinti; in particolare una trattoria dove dicono si mangi molto bene, ottima cucina locale che mi propongo di andare a testare, e che, durante le serate estive, con i tavoli fuori lungo la piazza e le tovaglie a quadri, contribuisce a creare un atmosfera molto particolare e pittoresca!

 

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto BO

 

I dipinti sono stati progettati e realizzati da Gino Pellegrini, negli anni 90, che fu importante scenografo cinematografico e pittore, con una tecnica chiamata trompe-l’œil, per cui il dipinto risulta realistico e tridimensionale e perfettamente integrato con gli elementi presenti. Per questo la piazza è stata anche denominata “Piazzetta degli inganni”: si guardi ad esempio questo particolare, le scale, il lavatoio su cui si poggia l’oca e la finestra sembrano veri!

 

piazzetta betlemme san giovanni in persiceto BO

 

Arrivando sulla piazza sembra di entrare in un altro mondo, alcuni l’hanno paragonata a una sorta di paesaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie: quello che posso dire io è che, con il naso all’insù e gli occhi sgranati, stupore e meraviglie mi hanno fatto compagnia per tutto il tempo che, con entusiasmo, ho girato e rigirato dentro al perimetro della piazza!

 

 

 

Piazzetta Betlemme

 

Come arrivare a San Giovanni in Persiceto

in auto: da Bologna: per la Via Emilia, fino a Borgo Panigale, svoltare per la Strada Provinciale Persicetana 568 in direzione di San Giovanni in Persiceto; dall’autostrada, da Bologna: dall’A1 uscita Borgo Panigale, prendere la Persicetana SP 568 (Persicetana) in direzione di San Giovanni in Persiceto.

in autobus: dall’Autostazione di Bologna c’è il bus 576 per San Giovanni in Persiceto (orari e tariffe visita il sito Tper)

in treno: dalla Stazione Centrale di Bologna la Linea Bologna-Verona ha la fermata a San Giovanni in Persiceto

Come arrivare a Piazzetta Betlemme

da Piazza del Popolo, il centro di San Giovanni Persiceto, percorrere Corso Italia verso Porta Garibaldi e prima della Porta, girare a destra verso Via Sant’ Apollinare e poco dopo sulla destra si arriva in Piazzetta Betlemme.

 

novembre 2021

 

non distante

 

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I vulcani dell’APPENNINO EMILIANO: le SALSE di NIRANO (Mo)

 

 

Le Salse di Nirano, nel modenese, non lontano dalla più popolare Maranello, è un luogo davvero particolare, a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Così come non avevo mai sentito parlare del fenomeno  che da origine alle caratteristiche piccole montagne a cono che si vedono, i così detti  “vulcani di fango”, e che si formano, con la fuori uscita e l’accumulo di fango freddo.

 

 

Il sottosuolo qui è ricco di idrocarburi liquidi (petrolio) e gassosi (metano ) e anche di acqua salata, testimonianza di un tempo, circa un milione di anni fa, in cui il mare ricopriva la pianura Padana e anche queste colline. Proprio dall’alto contenuto di sale nelle acque fangose deriva il nome di Salse.

La strada per arrivare, soprattutto in primavera o estate, in mezzo a campagna e colli, è molto bella, i campi verde brillante, o gialli arsi dal sole, si riempiono di balle di fieno, che io adoro!!

 

 

Le Salse sono inserite all’interno di una riserva naturale regionale: all’arrivo, si puo’ lasciare l’auto o il mezzo, nel parcheggio e proseguire per alcuni sentieri contrassegnati, che si inoltrano in un bel bosco, con anche camminamenti e ponti, che attraversano le zone più umide e che conducono alle Salse, oppure si può proseguire per la strada. La passeggiata nel bosco è quella che abbiamo scelto, è semplice e molto piacevole.

 

 

Il parco è anche l’habitat ideale di animali, uccelli, insetti, ranocchi, rettili. Alcune postazioni sono state create per l’osservazione della flora e della fauna del territorio, e alcuni pannelli esplicativi nei punti strategici forniscono interessanti informazioni. Tutto intorno, le belle e verdi colline.

 

 

Prima di arrivare a vedere le salse alla fine del sentiero si trova la Casa Rossa, adibita a museo.

 

 

Poi finalmente giunge alla vista la prima salsa dalla strada.

 

 

Io sono colta davvero dallo stupore!

 

 

Si prosegue poi per un bel sentiero per l’osservazione delle altre.

 

 

Indubbiamente un paesaggio insolito e affascinante

 

 

 

 

Pare che l’attività eruttiva dei vulcani di fango sia piu’ o meno evidente a seconda dei giorni e delle ore, e che ci siano anche lunghi periodi di quiescenza: noi siamo stati fortunati, abbiamo assistito al fenomeno di alcune bolle che fuoriuscivano dal cono, e soprattutto abbiamo potuto sentirne il suono, una specie di “blop” che ne indicava l’uscita.

 

 

Le salse di Nirano sono state utilizzate in passato per l’estrazione di oli con proprietà balsamiche o purganti, e a fini dermatologi e cosmetici, anche per la produzione di maschere e fanghi per le vicine Terme di Salvarola.

Insomma anche questa volta i dintorni della zona dove vivo sono riusciti a sorprendermi!

 

 

giugno 2021

 

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EMILIA e ROMAGNA

 

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In giro per l’APPENNINO MODENESE: le CASCATE del BUCAMENTE (MO)

 

 

Una gita fuori porta, alle Cascate del Bucamante, sulle colline modenesi, unisce il piacere del trekking e dello stare in mezzo alla natura, a panorami ormai estivi di meravigliosi campi e calanchi,caratteristici della zona.

 

 

Abbiamo “spianato”, così come si dice a Bologna di una cosa nuova, i nostri nuovi caschi, e siamo partiti alla volta delle colline modenesi.

Siamo saliti per tornanti. fino ad arrivare ad alture dove si vedono panorami pazzeschi, colline ancora verdi a giugno, già colme di balle di fieno dorate, e campi di grano, ancora in attesa della maturazione.

 

 

Gli odori. in moto. si sentono chiaramente, e si sono avvicendati durante il tragitto: il profumo dei tigli, o di altri fiori odorosi, quello di fieno o di erba tagliata, talvolta anche quello di letame, in una giornata calda da fare i sughi (espressione sempre tipica della zona), dentro alle nostre giacche antivento, sbagliate per la temperatura.

Arrivare alla nostra meta è stata un impresa: abbiamo sbagliato più volte la strada, senza un navigatore da moto, e con le scarsissime o assenti indicazioni, ma in compenso abbiamo visto paesaggi entusiasmanti, in mezzo ai calanchi e al giallo delle ginestre, su e giù per i tornanti.

 

 

La Cascata del Bucamante,  si trova in un borgo chiamato Granarolo, non è segnalata lungo la strada in direzione Serramazzoni, che è quella che abbiamo fatto noi e che risale le belle colline, e neanche le mappe di google indicano il punto preciso dove, giunti al paese di Ricco‘, si deve svoltare in direzione Pazzano. E scesi a valle, l’indicazione, sulla sinistra, non è visibile, se non venendo dalla direzione opposta, ovvero da Maranello andando in direzione Pavullo (e qui la svolta è sulla destra). Giunti al borgo, un cartello indica la strada da imboccare per la cascata, accompagnato da un divieto di accesso, ma si può proseguire fino al parcheggio.

 

 

Dall’area di sosta inizia il sentiero per raggiungere la cascata: una prima parte è in salita, in certi punti piuttosto ripida, tra gli alberi, con una strada in parte di cemento, poi prosegue nel bosco.

 

 

Ci sono due diversi sentieri per la cascata, cosa che io non avevo capito leggendo le indicazioni al parcheggio:  noi abbiamo preso il secondo. che ha un bel cartello che lo indica, non so dire se sia stata la scelta la migliore, non avendo visto l’altro. La camminata nel bosco diventa in discesa, ma ciò significa che al ritorno è in salita.  Il bosco ha alberi di tante tipologie, che incantano.

 

 

Dopo circa una ventina di minuti in totale si comincia a sentire il rumore della cascata: il rio Bucamante, affluente del torrente Tiepido forma la cascata, che in questo tratto fa un salto di svariati metri

 

 

Poi l’acqua prosegue tra sassi ed alberi nella boscaglia.

 

 

Quando ho visto la cascata, mi sembrava un po’ di essere tornata a questa estate in Corsica!

 

 

E’ una veduta veramente spettacolare!

 

 

Con un pò di attenzione, camminando sui sassi, si può arrivare fin sotto la cascata.

 

 

Il percorso è stato faticoso: ci siamo accaldati prima, durante il viaggio in moto, con quelle giacche che non servivano, poi ci ha stancato il percorso per giungere fino a lì.. Ci meritavamo un pò riposo al fresco!!

 

 

Mi è venuta proprio voglia di togliermi le scarpe e mettere i piedi a bagno nell’acqua, che immaginavo fosse gelida, come era in realtà.

 

 

Abbiamo goduto del refrigerio, dell‘ombra e della temperatura fresca che c’è qui, e perfetta nonostante la giornata calda, e poi abbiamo ripreso il sentiero. Di nuovo salita e discesa, per ritornare dal nostro bolide d’epoca.

 

 

Al ritorno abbiamo fatto una strada diversa, la fondovalle provinciale verso Maranello, che costeggia il torrente Tiepido, fiancheggiando da vicino i calanchi, che ho sempre visto in lontananza: queste formazioni geomorfologiche, caratteristiche dell Appennino tosco-emiliano (e pare della Basilicata), sono montagne brulle prive di vegetazione, con scanalature prodotte dall’erosione di agenti atmosferici e dell’acqua nel tempo, su terreni ricchi di argilla. Visti da vicino fanno una certa impressione!

Abbiamo concluso la nostra gita fuori porta fermandoci in un gradevole chioschetto trovato sulla strada, poco prima del paese di Spilamberto, ordinando gnocco fritto e salsiccia alla griglia, accompagnato da pignoletto dei colli bolognesi

 

 

Quale migliore conclusione per due anime in viaggio in moto, trapiantate vicino al territorio modenese?

 

 

 

Ma qualcuno conosce altri posti cosi’, nei dintorni, da raggiungere magari in moto??

 

giugno 2021

 

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Due anime in viaggio in moto.. alle GROTTE di LABANTE (BO)

 

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EMILIA e ROMAGNA

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Due anime in viaggio in moto.. alle GROTTE di LABANTE (BO)

 

 

 

In una giornata di primavera, con la voglia di andare in giro, inforchiamo la moto e ci dirigiamo verso una meta da me conosciuta fin da bambina, essendo zona della mia infanzia, ma che non avevo mai visitato: le Grotte di Labante.

L‘appassionato motociclista tira fuori la sua Bmv, ormai moto d’epoca avendo superato i trent’anni, senza dimostrarlo, tirata a lucido e si parte in direzione Casteld’Aiano, sull’Appennino bolognese.

 

 

La giornata tende al nuvoloso, ma questo non ci ferma, le previsioni non prevedono pioggia e la voglia di sentire l’aria addosso e vedere sfreggiare il panorama dalla moto è tanta.

La strada per arrivare è in mezzo al verde, tornanti, salite, discese, senza traffico, con una vegetazione rigogliosa che cambia velocemente.

 

 

Le grotte di Labante rimangono in una località che si chiama san Cristoforo, nella Valle dell’Aneva.

Come riferimento si può prendere la chiesa settecentesca di San Cristoforo: da lì si vede dalla strada il parco che le ospita, rimane più basso del livello stradale ma si può notare comunque, facendo attenzione, la bellissima formazione a sperone di roccia, da cui una piccola cascata d’acqua precipita per molti metri fino ad arrivare a terra.

Alimentata da un’antica sorgente, utilizzata ancor oggi per l’acquedotto dei comuni limitrofi,  ricca di calcare e anidride carbonica, l’acqua che in parte si incanala qui, e sgorga da una piccola fessura, per la differenza di temperatura ha dato origine nel tempo ad incrostazioni e alla formazione del travertino, che si presenta pieno di muschi: l’impatto appena si arriva è mozzafiato!

 

 

Da una parte, la sorgente da vita a un piccolo laghetto con acqua verde azzurro splendida, posto sotto a una caverna, accessibile per un pò internamente tramite una scaletta in legno.

 

 

A fianco, poco oltre, è presente un’altra grotta, chiamata Grotta dei tedeschi, chiusa da un cancello ma che si può ammirare illuminata premendo un pulsante, dove durante il periodo natalizio viene fatto un presepe, che sicuramente dev’essere molto suggestivo!

 

 

Sul retro della formazione rocciosa sono ben visibili le cavità naturali che consentono l’accesso alle grotte, contornati dai tipici bellissimi fiori di roccia.

 

 

Agevolati da alcuni bastoni che consentono di tenersi, mentre si sale sui gradini di roccia scivolosi, si può entrare all’interno

 

 

dove ci sono cunicoli, pertugi e finestre, alcune delle quali consentono una vista del territorio fuori stupefacente

 

 

mentre le pareti interne evidenziano l’azione naturale esercitata dall’acqua, che nel tempo le ha modellate creando forme strane.

 

 

Grotte come queste, cosi dette primarie, di origine carsica, sono rare, tanto che pare che siano tra le più grandi del mondo, sicuramente d’Italia, nel loro genere.

 

 

In passato sono state utilizzate come cave, fin dal V secolo a.C. , per ricavare materiale per la costruzione di edifici nelle vicine località etrusche. All’interno di alcune grotte sono state ritrovati anche reperti che fanno pensare che fossero utilizzate anche come luoghi di culto.

 

 

Per gli amanti del trekking dalle grotte partono diversi sentieri per i boschi.

Non c’è tanto altro altro da raccontare sulle Grotte di Labante, soltando andare, guardare, e lasciarsi stupire e pervadere da una bellezza inaspettata e poco conosciuta, … tra l’altro è a pochi chilometri da casa nostra!

 

 

Quindi, entusiasti, dopo avere girato e rigirato attorno a questo splendore, rimontiamo in sella alla moto, e proseguiamo per le strade di questa parte di Appennino emiliano, scendendo tra alberi secolari e boschi, risalendo e vedendo dall’alto lo spettacolo di tutta la zona: il paese di Vergato, le vallate dei dintorni, i monti tutti intorno, mentre le pareti e le alture che costeggiamo sono piene di ginestre gialle e di fiori rosa e viola, che spiccano nel verde. La natura è sempre spettacolare!

 

 

 

Come arrivare alle Grotte di Labante
Dall’autostrada uscita Sasso Marconi, si prosegue per la Porrettana in direzione Marzabotto e poi Vergato. Da qui si segue la SP68 in direzione Castel D’Aiano. Poco prima di arrivare alla frazione di San Cristoforo, a sinistra appare il dosso roccioso con la sua cascata.

https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/labante

 

maggio 2021

 

 

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CEREGLIO e baci (BO)

 

 

Sull’Appennino bolognese c’è un borghetto, una frazione della cittadina di Vergato, che si chiama Cereglio, dove ogni anno, il primo sabato e domenica di agosto, si tiene la festa del borgo di Suzzano.

 

 

E’ una manifestazione molto sentita dai paesani, dove molti volontari, insieme alla proloco, prestano il loro lavoro, con coinvolgimento e passione, e tutti gli abitanti partecipano, anche soltanto mettendo un po’ di fiori ai balconi.

 

 

Ci sono aree gastronomiche, dove si trovano cibi tipici montanari, crescentine, tigelle, crema fritta, pasta e fagioli, friggione e carne alla griglia, – e un tempo anche mio zio contribuiva alla preparazione, – che sono luoghi di ritrovo di amici e conoscenti, o di visitatori, in cui godere della buona gastronomia casareccia, “alla buona”, mangiando in tavoloni lunghi di legno, o in una bella aia allestita per l’occasione.
Ci sono mercatini dell’artigianato e dei prodotti montanari, musica, balli della tradizione, rievocazioni storiche, antichi mestieri, mostre, attività per i piccoli.. e vicoletti agghindati a tema.. il tutto in una cornice deliziosa, tra il verde dei monti, in una zona boscosa sul crinale.

 

Il borghetto rurale è piccolissimo ma delizioso, e conserva antichi edifici dell’epoca medievale, molte case sono in sasso, ed affacciano su stretti vicoletti o piccole piazze.

 

 

 

Un bellissimo antico lavatoio si trova all’ingresso del borgo

 

 

Cereglio è anche la località da dove proviene la famosa acqua Cereglia, qui prelevata dalla fonte omonima, imbottigliata e spedita in Italia e nel mondo.

 

E’ anche il luogo dove è nata mia mamma, dove risiedevano zii e cugini, e dove mi piace tornare per la festa del borgo, per godermi la sua splendida e genuina atmosfera.

 

 

Ogni anno il tema proposto per agghindare il vicoletto principale è diverso, ma il mio preferito è stato quello a tema “baci“.

 

 

Le pareti di questo stretto vicoletto contenevano bellissime foto e decorazioni di baci

 

 

Baci ovunque, che donavano al borghetto una cornice molto romantica!

 

 

E poi c’è un angolino che non ti aspetti, che è il mio preferito, curiosa vado a vedere come è stato addobbato perchè è sempre molto bello: questa volta contiene l’immagine del famoso bacio di Klimt!

 

 

E allora… arrivederci alla prossima festa del borgo di Suzzano a Cereglio!

 

Informazioni utili

Cereglio si trova ad un altitudine di oltre 600 mt, fa parte del comune di Vergato da cui dista circa 16 chilometri, in provincia di Bologna.

Come arrivare: proveniendo da Bologna, CEREGLIO si raggiunge dalla Strada Statale 64 “Porrettana” fino a Vergato, girando poi a destra sulla Strada Provinciale 25 e seguendo le indicazioni.

 

agosto 2019

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

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Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

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