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EMILIA ROMAGNA

25 Aprile Festa della Liberazione a Monte Sole, MARZABOTTO (BO)

 

 

Pur essendo nata a Bologna, e vivendo nella provincia, non ero mai stata a Monte Sole.

Oltre ad essere un bel parco naturalistico, in mezzo agli splendidi colli bolognesi, Monte Sole è tristemente noto per l’eccidio di Marzabotto (e dintorni) del 1944, ad opera dei nazisti: 7 giorni di barbarie, con l’uccisione di 770 civili. Un massacro per contrastare il movimento partigiano locale che si era costituito, la Stella Rossa, e disincentivare con il terrore ogni forma di resistenza

 

 

Al Parco storico di Monte Sole, è stato istituito un Memoriale, un vero e proprio luogo di testimonianza, -e per non dimenticare,- ed è un luogo simbolo di commemorazione, ogni anno, del 25 aprile

 

 

Oggi c’era molta gente a Monte Sole.

Come noi, a fare fila per prendere una navetta, o a percorrere oltre 5 km di salita.

Ad ascoltare parole su cui riflettere, a riconoscere valori comuni, a confermare da che parte stare

 

 

Ad assistere a coinvolgenti spettacoli-testimonianza, come quello di Andrea Pennacchi (piu conosciuto come il Poiana), o di Aldo Cazzullo e Moni Ovadia.

A farsi toccare da quei luoghi, dai volti, in mostra, nelle foto dei partigiani, a leggere la storia.

A voler sapere, voler condividere, voler educare (molte famiglie anche con bambini piccoli presenti).

Tante persone su quei bei prati, davanti a delle splendide colline, stesi su una coperta, o che ballavano al ritmo dei tamburi, oppure che seguivano gruppi che suonavano o cantavano

 

 

In mezzo a tanta morte che è stata, un senso di celebrazione della vita.

 

Un popolo di persone diverse, nel senso, non tutti uguali, come si vedono spesso di questi tempi, e in un tripudio di colore. Presenti e accomunate in questa ricorrenza importante: il giorno della liberazione.

A commemorare libertà e vita.

 

 

Un popolo di persone che esiste, e che resiste, mi viene da dire.

In un luogo che, insieme alla tristezza che emana, immerge in una bellezza più grande e più forte di tutto il resto, tra un Bella Ciao e un altro.

 

 

25 aprile 2024

 

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Riflessi e ponti di COMACCHIO e giro in motonave sul Delta del Po (FE)

 

 

In una calda ed assolata giornata di aprile, propongo una gita a Comacchio, in provincia di Ferrara, per visitare la cittadina con lagune e canali, considerata una piccola Venezia, sull’onda del giro fatto qualche settimana prima al Parco del Delta del Po, percorrendo l’argine degli Angeli

 

 

In verità più che una piccola Venezia, Comacchio a me è sembrata piu simile a Burano, con tanti ponti, un pò meno colorata, e soprattutto con quei bellissimi riflessi sull’acqua..

Me la aspettavo più piccola, come dimensioni: col suo dedalo di canali, si estende in un’area piuttosto vasta, e ha alcune piazze anche molto ampie.

Comacchio è il punto dove il fiume Po incontra le acque dell’Adriatico, formando le famose valli, dando vita al paesaggio lagunare della Biosfera del Delta, patrimonio Unesco. Qui siamo ancora in Emilia, in provincia di Ferrara, al confine con Ravenna, ma il parco del Delta arriva anche in territorio veneto.

Il borgo marinaro ha origini etrusche come la più famosa Spina, diventò florido nel Medioevo grazie alla pesca, alle coltivazioni nelle valli, e alla produzione del sale, per il quale si contendeva il primato di qualità con Cervia, e fu spesso ambito grazie alla sua posizione di snodo per i trasporti via acqua e i suoi commerci, e in rivalità con la vicina città marinara di Venezia. L’attuale aspetto di Comacchio si deve allo stato pontificio. risale alla metà del 1500, quando venne fatta una ristrutturazione urbanistica, grazie alla quale possiamo oggi ammirare gli splendidi ponti ed edifici.

 

Arrivo a Comacchio e giro per la città

 

 

Siamo arrivati in Piazza Dante dove c’è il parcheggio Duomo. e altre possibilità di sosta per l’auto, molto vicini al centro, che è in gran parte pedonale. Imboccando via Alessandro Zapata, con pochi passi siamo giunti al duomo, la Cattedrale di San Cassiano, in Piazza XX Settembre, una chiesa davvero maestosa e affiancata da una torre campanaria, su una strada acciotolata, che prosegue fino a piazzetta Ugo Bassi

 

 

Qui un interessante edificio ha catturato la nostra attenzione per il suo bel porticato, che ospita un bar: abbiamo scoperto che è la Loggia del grano, un antico granaio del 1621

 

 

..  abbiamo scoperto, perché stavamo andando davvero a zonzo, facendoci portare da quello che ci piaceva!!  Ci siamo fermati a prendere un caffè in questo affascinante luogo storico, che ha a fianco la Torre dell’Orologio: è da questo punto che partono i canali della cittadina, e abbiamo visto i primi ponti bassi in mattone con arcate sotto cui riflettono le case sull’acqua, scalinate per attraversare i canali, e angoli molto suggestivi

 

 

Siamo andati alla nostra destra costeggiando il canale, il lato opposto è pieno di localini deliziosi, alcuni sono barche-ristoranti, molto romantiche, arrivando al Ponte degli Sbrirri, un ponte che fa da incrocio con vista in 4 direzioni

 

 

Salendo dalla scalinata si vede il famoso Trepponti da una parte

 

 

e il bel palazzo del Museo del Delta, nell’edificio settecentesco dell’Ospedale degli Infermi, in un’altra

 

 

È il punto che più mi è piaciuto, secondo me anche più bello dell’originale Trepponti, che comunque si vede da un lato: davvero molto pittoresco!

 

 

Abbiamo proseguito avanti per via Agatopisto, costeggiando il Palazzo Bellini, dove, nel canale, è ormeggiato un battello storico, e attraversato poi giunti al Ponte di San Pietro

 

 

Dall’altra sponda, poco oltre si trova. il  Ponte Tre Sisti

 

 

qui abbiamo imboccato via Bonafede, una strada davvero tranquilla, fino ad arrivare al retro del palazzo del Museo, e ritornando, da vicolo dell’Ospedale, al Ponte degli Sbirri, questa volta dirigendoci verso Ponte Trepponti, lungo il canale chiamato delle Pescherie

 

 

Ponte Trepponti si trova nella congiunzione di ben 5 canali, è una costruzione con 5 grandi scalinate sui canali, 2 torri di guardia in cima ad esso, e 6 pilastrini, che lo rendono davvero originale ed unico: salendo sul ponte ci si trova in uno ampio spiazzo con una vista spettacolare

 

 

Il ponte risale al 1638. ed era all’epoca una porta fortificata  per chi proveniva in città lungo il canale navigabile.

Da Trepponti abbiamo preso. sulla destra. via Muratori, una strada ricca di ristoranti ai bordi del canale, dove mangiare le specialità del luogo, l’anguilla, le vongole, i tortelli di zucca, ecc..

 

 

Ci siamo fermati in un delizioso posticino sul canale, visto che ormai era ora di pranzo e, la giornata caldissima, seppur fosse aprile, invitava a pranzare all’aperto

 

 

Dopo pranzo, abbiamo proseguito facendo un giro ad anello e costeggiando i canali, per tornare a sbucare in via Cavour, davanti alla Torre dell’Orologio

 

 

In questa parte del giro, i riflessi delle case sull’acqua sembravano un quadro fatto di acquerelli, una meraviglia

 

 

Da Comacchio ci siamo spostati verso Porto Garibaldi, a 6 chilometri di distanza, nella zona dei famosi lidi ferraresi, tra cui Spina, luogo di importanti ritrovamento etruschi.

 

Giro in motonave

Una cosa carina da fare nel Parco del Delta del Po è visitarlo navigando il fiume.

In partenza dalla vicina Porto Garibaldi si trovano delle crociere giornaliere con pranzo a bordo e delle minicrociere di un paio d’ore, durante la bella stagione, e anche la sera, d’estate.

Ci siamo diretti quindi verso la località balneare, con destinazione il punto di partenza della motonave Dalì, sul canale, che avevo in precedenza contattato, per l’escursione del pomeriggio, in partenza alle 15.15

 

 

È stato molto complicato trovare da parcheggiare a Porto Garibaldi, le temperature erano decisamente estive ed avevano attratto molta gente per una gita domenicale.

Il giro in motonave è stato molto piacevole, ci si addentra nel Delta del Po risalendo il canale navigabile Magnavacca, per arrivare a valle Fattibello

 

 

Si naviga lungo un bacino d’acqua salmastra ed isolotti, vedendo i vecchi trabocchi di pesca

 

 

Si può osservare la fauna che abita il territorio, gabbiani, beccacce di mare, volpoche, cormorani, germani reali, aironi, fenicotteri, per citare i più conosciuti uccelli, e paesaggi unici nel suo genere. I gabbiani in questo periodo stavano nidificando sugli isolotti di terra, e colonie di fenicotteri rosa si vedevano in lontananza (ma questa volta avevo il binocolo), mentre tantissime beccacce di mare, bianche e nere, col becco rosso, si spostavano sulla laguna

 

 

Abbiamo visto anche Comacchio, in lontananza, dal mare

 

 

La bellezza di questo giro sta anche nella navigazione lenta, che fa assaporare l’aria, il sole, l’acqua, la bellezza, il silenzio..

 

 

Al ritorno dalla minicrociera, della durata di 2 ore, non potevamo poi mancare di fare una passeggiata fino al mare e di fare in giro sulla grande spiaggia di Porto Garibaldi, non ancora attrezzata ma già in preparazione.

 

Di seguito elenco cosa ho imparato in questa bella giornata trascorsa alle Valli di Comacchio.

 

Che navigare lenti sul Delta del Po è bellissimo

 

Che Comacchio non me la aspettavo così grande e con così tanti ponti

 

Che a Porto Garibaldi trovare un parcheggio nelle belle giornate è un’impresa

 

Che le beccacce di mare sono bellissime

 

Che il vento e l’acqua sono sempre balsamo per l’anima

 

Che aprile quando fa caldo è un anticipo dell’estate

 

..e che questa zona mi piace, e voglio andare a vedere anche l’altra parte del Delta del Po, quella che si trova in Veneto!

 

A presto!

 

aprile 2024

 

 

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Panchine giganti in Emilia Romagna: a Prignano (MO) e a Castellarano (RE)

 

 

La ricerca e la contemplazione della bellezza fa bene all’anima, purifica, rimette in contatto con le parti autentiche di sè. Ed è utile per combattere contro i messaggi tossici che ci arrivano dalla vita di tutti i giorni, o da un passato che ci ha forgiato e ferito, che a volte può imprigionare ed opprimere.

E’ per questo che, quando non è possibile fare diversamente, cerco di andare a trovare la bellezza nei dintorni.

Per fare un breve giro domenicale in moto, a quasi fine marzo, veniamo a scoprire che tra Modena e Reggio Emilia sono installate alcune Big Bench, le famose panchine giganti, che fanno sentire un nano anche chi, a differenza mia, non lo è😄

 

 

La mia prima panchina gigante l’avevo vista poco tempo prima, a gennaio, a Cisano, sul lago di Garda, ed era stato davvero entusiasmante🤩.

Il Progetto Big Bench Community Project è un’iniziativa nata ad opera dell’artista Chris Bangle in Piemonte, senza scopo di lucro, ed è volta a valorizzare e sostenere il territorio. Per questo le panchine vengono installate in luoghi paesaggisticamente degni di nota.

Decidiamo dunque di partire, per andare a vedere dove sono state installate.

Il marito pianifica un giro ad anello, quindi partiamo dalla strada più bella, quella che, dopo Vignola, in provincia di Modena, prosegue verso Serramazzoni.

 

La big bench nr. 108 di Prignano sulla Secchia (MO)

La strada per andare a Prignano, così si chiama la località della prima panchina che vogliamo vedere, è bellissima, con una limpida giornata di sole: dopo aver passato la zona dei ciliegi in fiore, caratteristici della zona, sale per curve sulle dolci colline, e offre un panorama stupendo sulle verdi vallate, mentre, in lontananza, la cima innevata del monte Abetone, e delle altre montagne dell’Appennino, ci accompagnano per tutto il percorso

Poi si stringe, passa per luoghi a dir poco remoti, che ci fan credere di aver sbagliato strada: ma il navigatore pare sicuro, quindi, anche se titubanti, decidiamo di seguirlo.

Prignano sulla Secchia è a 37 km da Modena. Ma siamo ben lontani dal paese, che è nella valle del fiume Secchia, e, come molte località montane, si estende per parecchi chilometri, tra campagna e boschi.
Arriviamo in via del Monte, sulla collina, in un posto dove ci sono belle ville, edifici rurali, e stalle.. ma nessuna segnalazione della panchina.

Il mio pensiero è: hanno installato una big bench in c..o ai monti!😳 :)

Dal basso, però, individuiamo in alto, proprio sulla cima, la sagoma della big bench

 

 

Lasciamo la moto al lembo della strada, e prendiamo la via che sale, fino a 700 metri, sul monte Predazzo

 

 

Anziché seguire il sentiero, tagliamo per il bellissimo prato: abbiamo attorno solo il verde dell’erba e il blu del cielo

Ma che fatica! La pendenza è davvero notevole!

 

 

Con il fiato corto, arriviamo alla vetta: una gigante panchina azzurra ci appare, con un panorama mozzafiato, a 360 gradi🤩

 

 

Sarà pure in c..lo ai monti, ma è davvero uno spettacolo sorprendente!

 

 

Li’, dalla big bench di Prignano, da una parte si vede la vallata dove scorre il fiume Secchia, e la Pianura Padana modenese, e dall’altra l’Appennino, coi suoi monti

 

 

La panchina è stata installata nel 2020, sicuramente arrivarci è un’impresa, non è di strada, ma bisogna proprio decidere di andare lì, ma ne vale davvero la pena!

Leggiamo che, per chi ama il trekking, si può fare un giro ad anello, lungo 5 km, che parte dal centro del paese, e include, al km 3, l’arrivo alla panchina

 

 

La big bench nr. 106 di Castellarano (RE)

A una mezz’ora di strada dalla panchina gigante di Prignano, scendendo dai monti, tra strade curve e strette, arriviamo sulla fondovalle.  Qui, già in provincia di Reggio Emilia, ma poco distante da Sassuolo, giungiamo, nel percorso ad anello per tornare a casa, a Castellarano.
In verità ci sarebbe stata una ulteriore sosta che si poteva fare per vedere un’altra panchina, la nr. 107 di Baisio, ma ormai è pomeriggio inoltrato, e non riusciamo a farle entrambe.

Anche a Castellarano cominciamo a salire dal paese: non siamo così in campagna come a Prignano, ma la salita ci porta comunque piuttosto in alto, sul Monte Malee, che guarda anch’esso la valle del Secchia

 

 

Lasciamo la moto per prendere a piedi un ripido sterrato, mentre altre moto da cross scendono “a manetta”, e arriviamo, in una decina di minuti, alla cima del monte, dove ci aspetta una panchina color rosso granato, con vista pazzesca a 360 gradi

 

 

Il panorama è su tutto il corso del fiume, fino alla città di Modena, sui calanchi caratteristici della zona, e sulle alture adiacenti

 

 

E’ ormai l’ora del tramonto, e il sole sta scendendo, illuminando la panchina e il paesaggio. È un momento bellissimo, in cui la luce cambia velocemente

 

 

A differenza della big bench di Cisano, queste 2  sono molto curate e ben mantenute, e vengono addobbate per i diversi eventi: noi le abbiamo viste con il vestito pasquale, ma alcune foto sul web le mostrano con i cuori per San Valentino

 

 

Ripensando a queste 2 panchine, di Prignano e di Castellarano, ai punti fantastici dove sono ubicate, mi viene da ringraziare chi ha pensato di richiedere queste installazioni, e anche chi ha creduto nel progetto: la curiosità che smuovono per sé stesse, conduce a luoghi di straordinaria bellezza, che altrimenti resterebbero sconosciuti, e che danno la sensazione, a pensarci bene, di essere in “capo” al mondo, nonostante i percorsi quasi impervi per arrivarci!

 

 

marzo 2024

 

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L’ARGINE DEGLI ANGELI (RA-FE), la ciclopedonale sospesa sul Delta del Po

 

 

 

L’Argine degli Angeli è un percorso ciclopedonale che si trova nel Parco del Delta de Po, che corre sull’acqua per oltre 5 km, nella parte sud delle Valli di Comacchio.

Il percorso è stato inaugurato nel 2022, e visto dall’alto è davvero pazzesco: sembra sospeso sulla laguna, e in certi punti, percorrendolo, non se ne vede la fine.

La prima volta che ho visto un video di questo posto, ho pensato: lì ci voglio andare!

 

 

Quindi, in una domenica di primavera, partiamo, caricando le nostre biciclette, verso questa luogo unico, distante da casa nostra, in provincia di Bologna, poco più di un’ora. Le biciclette si possono anche noleggiare al Museo Natura di Sant’Alberto, poco prima del traghetto.

 

 

Dove si trova la ciclopedonale Argine degli Angeli e come raggiungerla

L’Argine degli Angeli si trova in territorio tra le province di Ravenna e Ferrara, nella parte meridionale delle Valli di Comacchio.

Si può imboccare:

da Sant’Alberto di Ravenna, seguendo le indicazioni del traghetto sul fiume Reno,  imbarcandosi sullo stesso, che, in pochi secondi, porta dalla sponda opposta. Da lì, parte una ciclabile, che, dopo 9 km, arriva al cancello di accesso dell’Argine degli Angeli.

da Lido di Spina, nell’area dei lidi ferraresi, arrivando in viale degli Etruschi, dove si imbocca la ciclabile, che, dopo qualche centinaia di metri, attraversa la via Romea tramite un sottopasso, e dopo 7 km, arriva al cancello di accesso.

In entrambi gli ingressi suindicati ci sono aree adibite a parcheggio. Non c’è invece possibilità di parcheggiare nei pressi dei 2 cancelli.

Noi siamo partiti da Sant’Alberto di Ravenna, prendendo il traghetto a fune 

 

 

All’arrivo sull’altra sponda, dopo poche pedalate, si può imboccare la strada sterrata che costeggia da una parte il fiume Reno, con un argine fatto di prato e canne palustri,  popolato da tantissime nutrie enormi, e dall’altro le Valli di Comacchio, gli specchi d’acqua lagunare, dove, in certi punti, si possono vedere colonie di fenicotteri rosa, aironi, gabbiani, ed altre specie di uccelli, essendo anche la  zona di passaggio per le migrazioni dall’Africa verso l’Europa

 

 

Arrivati in un punto che si chiama Volta Scirocco, si trova il cancello di accesso all’Argine degli Angeli, ed inzia la passerella sospesa: soltanto dopo parecchi metri ci si rende conto che la terraferma non si vede più né da un lato né dall’altro, a malapena si passa con due bici sulla stretta striscia di terra, e solo in pochi punti ci sono degli slarghi dove ci si riesce a fermare

 

 

La sensazione è di pedalare (o camminare) in mezzo al mare.

Il sentiero, non asfaltato, è largo un paio di metri e lungo circa 5.4 chilometri, e dopo poco che si è imboccato si vede solo mare, a destra e a sinistra, e si sente solo il rumore delle onde sui flangiflutti, costituiti da tronchi, che arginano la strada, e i versi degli uccelli che popolano il territorio

 

 

Gli ultimi metri della ciclopedonale, dopo aver percorso un quindicina di chilometri circa, sono davvero faticosi, per chi non è molto allenato, o non ha una bici con pedalata assistita: noi, affamati, visto che era ormai ora di pranzo, non vedevamo l’ora di arrivare da qualche parte per mangiare qualcosa.

Ma appena usciti dal cancello, che segna il termine (o l’inizio dall’altra parte) della ciclopedonale, ci si rende conto di non essere ancora arrivati alla meta, o comunque dove si può trovare un ristoro (c’è un edificio dopo il ponte che segnala il Parco del Delta ma era tutto chiuso)

 

 

Oltre il cancello, è stato costruito un ponte in corten,che attraversa la laguna: siamo alla stazione di pesca Bellocchio

 

 

Con poche pedalate si arriva al sottopasso della Romea, ma per trovare una zona abitata e con qualche locale, occorre raggiungere la cittadina balneare di Lido di Spina, pedalando ancora per altri 6 km!

Il punto però è molto bello e merita una sosta

 

 

Arrivati finalmente alla meta, nei dei lidi ferraresi, esausti, abbiamo fortunatamente trovato uno stabilimento balneare sul mare aperto,- che non era cosi scontato-, e abbiamo mangiato del buon pesce

 

 

Ci siamo riposati, e ripreso le energie, e siamo andati sulla spiaggia a vedere il mare.. prima di ripartire per fare di nuovo i nostri 21 km, per tornare alla base!

 

 

I colori del tramonto ci hanno accompagnato per gran parte del percorso di ritorno, con i riflessi della luce che cambiavano sull’acqua, strada facendo

 

 

Abbiamo ammirato meravigliosi panorami, mentre gruppi di fenicotteri si radunavano, forse per affrontare la notte assieme

 

 

Informazioni utili:

La ciclopedonale è aperta dal 20 marzo al 20 settembre dalle 7.30 alle 20,00 e dal 21 settembre al 19 marzo dalle 8.00 alle 17.00.
Anche il traghetto a fune di Sant’Alberto,che porta sulla sponda opposta, dove imboccare la ciclopedonale, ha orari specifici, da controllare sul suo sito.

Il tempo di percorrenza in bicicletta, che abbiamo impiegato, facendo la ciclopedonale con calma, fermandici ad ammirare il paesaggio e a fotografare, è stato di circa 1 ora, mentre a piedi occorre circa un’ora e 30 (nella bella stagione ovviamente tutta sotto il sole).

Occorre considerare che lungo la via non si trova nessun punto di ristoro, per cui è opportuno portarsi acqua, e, se si vuole, qualcosa da mangiare: partendo da Sant’Alberto si trovano locali soltanto dopo più di 20 km, a Lido di Spina, e viceversa.

Per appassionati ciclistisi è possibile anche continuare il percorso oltre Lido di Spina, fino a Lido degli Estensi, Porto Garibaldi,  arrivando a Comacchio, e facendo poi un giro ad anello, per ritornare al punto di partenza: in questo caso i chilometri sono una sessantina, ma garantisco che bisogna essere ben allenati, o avere una bici adatta, perché già il giro che abbiamo fatto ha distrutto noi, poco allenati.

Noi siamo andati in primavera e non abbiamo quindi sofferto caldo, ne abbiamo trovato zanzare: non saprei dire la situazione in altre stagioni. Solo in un certo tratto del percorso ci si trova, per qualche metro, letteralmente invasi da sciami di moscerini giganteschi, che arrivano in faccia: meglio avere degli occhiali per proteggersi, e tenere la bocca chiusa, o fasciarsi con una bandana

 

 

Una cosa utile, che non ho pensato di portare, e non ho trovato consigliato in nessun sito, ma che avrei voluto avere, è un binocolo, per vedere bene gli uccelli.

L’Argine degli Angeli è un posto davvero singolare, che non ha tradito le mie aspettative e merita sicuramente la fatica fatta!!

 

 

marzo 2024

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Le meraviglie della VALSAMOGGIA (BO)

 

 

La Valle del Samoggia è un territorio bellissimo e interessante dal punto di vista paesaggistico, e storico artistico, che si trova ad ovest di Bologna, al confine con il modenese.

Comprende la parte della pianura attraversata dal torrente Samoggia, che è caratterizzata da una bella campagna coltivata con campi e frutteti, e dolci colline, che arrivano anche a 800 metri di altitudine, dove in alcuni punti è presente quella particolare morfologia denominata  “calanchi“. Inoltre qui si trovano borghi e castelli con l‘atmosfera ancora intatta e il fascino di un tempo.

Il tutto in una superficie di ben 182 chilometri quadrati

 

 

In ogni stagione la campagna e le colline risplendono, con periodi in cui offrono paesaggi davvero sublimi, siano essi per i colori dell’autunno, per le fioriture primaverili, per i gelicidi o la neve invernale, o durante l’estate quando le sfumature diventano dorate, con i balini, e i variopinti campi di girasoli, di papaveri e anche di lavanda.

 

 

L”ottima cucina tradizionale bolognese e “montanara”, e i vini Doc dei colli bolognesi, aumentano l’attrattiva del territorio. Vogliamo poi parlare delle ciliegie?

Il territorio ben si presta a rilassanti passeggiate nel verde, a camminate nella boscaglia, a giri in bicicletta sulle ciclabili e per i sentieri, e a giri in moto per le strade di collina (il mio preferito in Via Rio Marzatore, una strada bellissima!), oltre allo svolgimento di feste tradizionali, come la festa medievale dell’Abbazia di Monteveglio e la Tartufesta di Savigno.

 

Cinque località in un comune

Nel 2014 dall’unione di 5 municipalità è nato il comune di Valsamoggia, così come i cittadini hanno votato che si chiamasse, che comprende le cittadine di Bazzano, Castello di SerravalleCrespellanoMonteveglio e Savigno.

La Valsamoggia è il luogo dove io abito da qualche anno. Adoro le sue colline, la sua campagna, e anche i deliziosi piccoli borghi, che regalano angoli molto pittoreschi e di grande bellezza.

 

 

Bazzano è il paese dove mi sono sposata, nella sua splendida Rocca, che spicca dominando il paese, se si arriva da Bologna

 

 

 

https://valsamoggia.net/bazzano-2/

 

Monteveglio e Castello di Serravalle hanno borghi sulla cima delle colline: sono rimasti lontani dal turismo, ma non hanno nulla da invidiare ai più bei borghi medievali italiani

 

 

Monteveglio

 

 

Castello di Serravalle

 

Savigno, già comunità montana, ha nel suo vasto territorio prati e boschi incantevoli, e dolci monti, e vanta il primato di città del tartufo

 

 

Savigno

Crespellano e la sua frazione di Calcara, seppur non abbiano centri di particolare interesse, son situate tra una bella campagna e le principali arterie che portano a Bologna e a Modena

 

 

Qui si trovano parecchie belle ville signorili importanti, in primis Villa Stagni, risalente al 1474, in cima ad un colle, da cui si gode un panorama strepitoso

 

 

E il bel parco del Taglio, a Calcara, selvaggio, che costeggia il fiume

 

Crespellano

 

In questi anni, da quando ci abito, ho potuto apprezzare tutte le bellezze del territorio, e assaporare le specialità gastronomiche di questa zona, e garantisco che non finiscono mai le nuove scoperte e lo stupore.. Per questo ho deciso, oltre che di raccontare di gite e di luoghi incantevoli, di raccogliere in questo post soprattutto alcune delle immagini più belle che ho potuto ritrarre in ogni stagione, dai campi di girasoli, al foliage, alle fioriture, ad alcuni  animali che popolano questi posti, per condividere la meraviglia di quella che per me è casa mia.

 

 

Le 4 stagioni in Valsamoggia

La stagione che preferisco in Valsamoggia è l’estate, ma io amo l’estate in generale, con i colori forti e accessi della campagna, dopo lo splendore di quelli delicati della rinascita, in primavera

Primavera

 

 

 

Estate

 

 

Autunno

 

 

 

Inverno

 

 

Animali in Valsamoggia

Daini, volpi, lupi, istrici, tanti tipi di uccelli.. io sono riuscita a ritrarre solo questi

 

 

Tramonti

I tramonti in campagna sono bellissimi

 

 

Un luogo, la Valsamoggia, sicuramente da venire ad esplorare, per chi non lo conosce, e da goderselo, per chi ci abita.

 

sempre in Valsamoggia

Come dentro un dipinto: la lavanda in VALSAMOGGIA (BO)

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non distante

Borghi e castelli del MODENESE e altre bellezze: Spilamberto, Castelvetro, Levizzano, Spezzano, Guiglia, Vignola, Savignano, Nonantola, Maranello, Zocca

 

Ma quanto è bella BOLOGNA!

Appassionatamente in giro per il centro di MODENA

 

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Appassionatamente in giro per il centro di MODENA

 

 

Modena, prima o poi te la faccio una dichiarazione d’amore.. dedicandoti un articolo, per far conoscere il tuo splendore!

Ed è venuto il tempo.

Solo da alcuni anni frequento Modena, pur abitando nel bolognese, nell’ultimo paesino prima che inizi la provincia di Modena. Ho cominciato ad andare dopo che mia figlia ha scelto di frequentare l’Istituto d’arte Venturi, qualche anno fa, che ha sede appunto in città, in uno storico edificio

 

 

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Le prime volte sono andata per rendermi conto di dove fosse la scuola, poi per vedere cosa ci fosse nei dintorni, cosa offrisse questa città.. ed è stato amore, se non a prima vista, subito dopo!

Modena ha un centro storico raccolto, che si raggiunge in pochi minuti dalla stazione dei treni, dall’autostazione dei bus, o in auto, parcheggiando sui viali che la circondano. Non è troppo grande, è accogliente, mantiene aspetti molto tradizionali; in una parola, è a misura d’uomo. I modenesi sono generalmente gioviali, gentili, collaborativi, semplici e diretti: lo si vede anche solo entrando nei negozi.

 

In giro per il centro di Modena: cosa vedere

La Via Emilia

La via Emilia, che unisce l’Emilia Romagna, da est ad ovest, da Piacenza a Bologna, attraversa letteralmente il centro di Modena, dividendo in due la città

 

 

Passa accanto al monumento simbolo di Modena, la Torre della Ghirlandina e alla contigua Piazza Grande, nel centro storico della città. Con i suoi portici e i suoi bei negozi, dalla via Emilia dipartono viuzze e vicoletti deliziosi, pieni di edifici e di locali, e le vecchie botteghe, spesso rimaste intatte dai tempi passati, che rendono le passeggiate interessanti e affascinanti

 

 

Nel periodo natalizio, poi, con le luminarie e gli addobbi, Modena è deliziosa

 

 

Solitamente io giungo in treno, e dalla stazione, che è anch’essa un edificio molto bello, per arrivare in centro passo dalla strada della Ex manifattura, una zona pedonale che ha un che di europeo 

 

 

Piazza Roma

Da qui, sul fondo, girando sulla sinistra accanto alla scuola che frequentava mia figlia, in Via Belle Arti, si arriva nella bella ed enorme piazza Roma. Contornata da bei palazzi rosso mattone o gialli,  infonde un senso di ampiezza ed apertura, e ospita alcuni giochi d’acqua al suo centro

 

 

Piazza Roma è sovrastata dall’imponente e barocco Palazzo Ducale, dove un tempo si ergeva un castello, sede della corte estense; attorno al 1600 venne sostituito l’odierno edificio, ora sede di una prestigiosa Accademia militare, che ha conservato la caratteristica regalità del suo passato E’ abbastanza frequente passeggiando per Modena, vedere i cadetti, con le loro belle ed eleganti uniformi che girano per la città

 

 

https://laguidadimodena.it/guida/palazzi-storici-modena/palazzo-ducale

 

Via del Taglio e Piazza della Pomposa

Dal centro di Piazza Roma, di fronte al palazzo dell’Accademia, si puo’ prendere via Farini, una tradizionale strada con portici ai lati, che incrocia la Via Emilia; oppure si può svoltare a destra per la bella via del Taglio, classica strada pedonale da passeggio, con negozi e locali, che termina in un angolo molto pittoresco, rimasto intatto dal secolo XVIII, Piazza della Pomposa. La piazza ha una forma davvero strana: è triangolare

 

 

E’ dominata dalla chiesa di Santa Maria della Pomposa, nome derivante dall’abbazia di Pomposa, località vicino a Comacchio, da cui dipendeva, e risale al medioevo, ma è stata ricostruita attorno al 1700. La piazza è circondata da palazzi storici colorati, ed è molto vivace la sera, tra osterie, ristoranti, locali, e persone che passeggiano.

 

Piazza Grande, la Ghirlandina e il Duomo

 

Piazza Grande ha come protagonista il bellissimo duomo romanico, la cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano, e la torre della Ghirlandina: io ogni volta non resisto dal fotografare questi monumenti, che dal 1997, fanno parte del patrimonio Unesco

 

L’ingresso principale del Duomo non si trova su Piazza Grande come si potrebbe pensare: quello che si vede, a fianco alla Ghirlandina è il retro della chiesa, e sulla piazza c’è l’ingresso laterale

 

 

La facciata si trova dietro, su Piazza Duomo, più piccola ma deliziosa

 

 

dove si nota il contrasto tra il bianco dell’edificio che spicca, e il color mattone delle costruzioni storiche circostanti, i portici, gli archi, tra cui quello che attraversa Corso Duomo

 

 

La Torre Ghirlandina, che sta di fianco, ha un accesso che, salendo 200 gradini porta a un punto panoramico a 360° sulla città

 

 

Il pavimento di Piazza Grande è in ciottoli di fiume; sulla piazza si affaccia il Palazzo Comunale con la torre dell’orologio, molto interessante da visitare per le sale affrescate, e luogo dove è tenuta anche la famosa Secchia rapita, oggetto di un poema eroicomico di Tassoni, nel quale la secchia era oggetto di contesa, nell’ambito di una guerra tra modenesi e bolognesi.

 

Sotto al palazzo, si trova un bel porticato, con bar e caffè e l‘ufficio del turismo.

 

Un arco conduce in Piazzetta delle Ova e sulla via Emilia, nel punto in cui di fronte c’è Piazza Mazzini, una bella e grande piazza rettangolare, dove è ubicata la sinagoga, edificio molto interessante

 

 

Il mercato Albinelli

 

Ogni volta che vado in centro a Modena non riesco a fare a meno di una sosta al “Mercato Storico Albinelli”, un mercato alimentare storico dal particolare fascino liberty, dove si possono trovare prodotti tradizionali, anche DOP e IGP, e piccoli locali e spazi per un pasto o una degustazione.

A proposito di cibo sottolineo che a Modena si mangia davvero bene; in particolare alcune delle deliziose specialità modenesi sono i tortellini (nati non a Bologna ma in un paesino della provincia modenese, Castelfranco Emilia), il cotechino, lo zampone, le tigelle, il gnocco fritto, il dolce Bensone, senza dimenticare il famoso aceto balsamico e il vino Lambrusco

 

 

Posti particolari a Modena

Segnalo un paio di posti che meritano una visita quando si è a Modena: il primo, nella campagna, è la Casa Museo di Pavarotti, una villa stupenda dove spesso vengono organizzati eventi e dove ci sono in mostra ricordi, dediche, costumi, premi del grande Maestro

 

L’altro posto è una chiesa sconsacrata dove vengono organizzate mostre, eventi culturali o artistici, e che non si sa mai cosa si trova, ma è una location stupenda, se si capita nelle occasioni in cui è aperta: la chiesa barocca di San Carlo, nell’omonima via

https://www.visitmodena.it/it/scopri-modena/arte-e-cultura/chiese-ed-edifici-religiosi/modena/chiesa-di-san-carlo

 

 

Adoro Modena perchè la sento genuina, per i suoi angoli singolari e le sue botteghe antiche, che riportano indietro nel tempo, e per il modo di fare delle persone, spontaneo e cordiale ..

Per questo, un giro per Modena, che non richiede neanche tanto tempo, anche solo una mezza giornata, lo consiglio vivamente.. e poi ci sono tanti bei borghi con castelli da vedere nei dintorni, e i musei Ferrari, che sono ben due, a Modena e a Maranello, per i patiti dei motori!

 

Borghi e castelli del MODENESE e altre bellezze: Spilamberto, Castelvetro, Levizzano, Spezzano, Guiglia, Vignola, Savignano, Nonantola, Maranello, Zocca

 

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CESENATICO (FC) d’inverno e il presepe galleggiante della Marineria

 

 

Cesenatico, nella vivace Romagna, mi evoca le estati della mia tenera infanzia trascorse al mare con i nonni.. i giochi con la sabbia, i giri in moscone, o con la motonave Aquila d’oro, le passeggiate serali tra giostrine e spettacoli con i delfini, e al Porto Canale.

Ero affascinata dal suo caratteristico e unico grattacielo, che ancora oggi la contraddistingue tra le località balneari romagnole, che a vederlo oggi, dal mare, in una giornata d’inverno, mi ha fatto ripensare a Miami beach, e che, se avessero continuato con quel tipo di edilizia, a costruirne altri, questa spiaggia avrebbe potuto assomigliarle 😁..

Sono tornata poche altre volte, talora a trovare la nonna che ha continuato ad andare per tutta la sua vita nella sua amata Cesenatico, e che a nessun costo avrebbe rinunciato ai suoi giorni di mare, e qualche altra volta, negli ultimi anni, ma solo d’inverno, per andare a mangiare del buon pesce, in uno dei tanti locali del Porto Canale.

 

 

Il Porto Canale di Cesenatico

Ultimamente avevo sentito molto parlare, all’approssimarsi delle festività natalizie, del presepe galleggiante del Museo della Marineria, unico in Italia nel suo genere, e della sua bellezza. costruito nel 1986 e situato nel Porto Canale.

Un Porto Canale addirittura progettato da Leonardo da Vinci, con le vecchie case di pescatori ristrutturate e rintinteggiate color pastello e le barche che riflettono sull’acqua, sempre animato come in passato, e pieno ora di locali e bei negozi.

 

 

Sono voluta tornare a Cesenatico incuriosita da questo presepe, a pochi giorni dal Natale, in una giornata di caldo anomalo per essere inverno, oltre 20 gradi

 

 

Ovviamente in un giro al mare, per noi non può mancare un pranzo o una cena di pesce: ci siamo fermati proprio in una piazzetta sul Porto Canale, con la fortuna di poter anche mangiare all’esterno, per la mite temperatura.

 

 

Abbiamo passeggiato lungo la banchina del canale per arrivare alla spiaggia e fare un giro in riva al mare, dove, d’inverno, una duna artificiale di sabbia viene creata come protezione dalle mareggiate

 

 

Al calare del sole, lo skyline di Cesenatico dalla spiaggia, col grattacielo ancora protagonista, e i colori hanno offerto una vista di grande fascino

 

 

Dalla parte opposta del canale, le luci del tramonto sul mare, nella una tersa giornata invernale, illuminavano i trabocchi sul canale

 

 

Le sagome delle barche ormeggiate nel porto, poco oltre, si specchiavano sull’acqua con colori mozzafiato

 

 

Il mare d’inverno ha sempre e comunque il suo fascino!

 

Il Porto Canale di Cesenatico è il centro storico della cittadina. E’ lungo un chilometro e si può attraversare in 2 punti attraverso dei ponti, nella parte verso la città, mentre verso il mare, un tradizionale traghetto, che ricordo presente anche quando ero bambina, porta dall’altra parte della sponda per 50 centesimi … emozione di 20 secondi che non ci siamo voluti far mancare😂

 

 

In verità vale la pena per la vista intera dal canale, da entrambe le parti, verso la città e verso il mare 

 

 

Sulle banchine affacciano le vecchie case dei pescatori, rinnovate con gusto, e i numerosi ristoranti, bar e negozi.

Sulla riva destra si trova il Museo della Marineria, di cui una parte è anche in esterno: alcune imbarcazioni storiche, trabaccoli e altre di cui non ricordo il nome, sono in mostra sul canale, e nel periodo di bel tempo ogni giorno vengono ammainate le loro vele colorate.

 

Il presepe galleggiante della Marineria

 

 

Ed è proprio qui, che durante il periodo natalizio, sulle barche in mostra nel canale viene allestito il presepe galleggiante: dalle 7 statue, a grandezza naturale originarie, ogni anno ne sono state aggiunte altre, con abiti a drappeggi costruiti in tessuto e cera, che paiono veri, e personaggi e scene della vita marinara del borgo, come i musicisti, il teatro dei burattini, la piadinara, ecc.

 

 

Con l’arrivo del buio e l‘accensione delle luci lo spettacolo che appare lascia stupefatti: andando oltre il primo ponte che si incontra sul canale, passando la piazza Carlo Pisacane, dove si trova il grande albero di Natale decorato, inizia il presepe: luci che decorano le imbarcazioni, e il perimetro delle vele, riflettono sull’acqua creando effetti stupefacenti

 

 

La chiesa di San Giacomo si specchia tra le imbarcazioni, e una barca dopo l’altra ospita diversi personaggi, fino al ponte successivo e all’ultima barca, dove si trova la sacra famiglia e le persone arrivate per l’evento.. uno spettacolo unico, da godersi avanzando piano piano, stupendosi ad ogni passo, mentre musiche natalizie accompagnano la passeggiata, esaltando ancor di più il fascino del luogo

 

 

L’atmosfera natalizia si respira anche addestrandosi in alcune stradine della riva sinistra, dove si trovano mercatini di Natale, con bancarelle che vendono prodotti artigianali e originali, e casette decorate davvero deliziose

 

 

Nella acciottolata Piazza delle Conserve, ubicata proprio dietro a un suggestivo edificio dell’800, che era ed è tuttora una peschieria, prontamente illuminata, un’altra natività a grandezza umana dentro una ghiacciaia si vede attraverso la porta di un edificio. Le ghiacciaie, dette anche conserve, da cui il nome della piazza, erano grandi pozzi in cui tenere il ghiaccio per conservare il pesce o altri alimentari, ed una molto grande a cielo aperto si trova anche sulla piazza.

 

 

Altri personaggi del presepe presenziano sulla piazza, come i re magi, mentre sulla parallela riva sinistra, le luminarie accese su piazza Ciceruacchio arricchiscono il fascino delle mille luci riflesse sull’acqua, delle case e dei locali di fronte addobbati, e delle barche ormeggiate

 

 

Nella nostra gita fuori porta a Cesenatico, abbiamo potuto godere di spettacoli veramente suggestivi, tra i doni della natura, e la mano e la creatività dell’uomo: una giornata carica di bellezza, in un luogo incantevole che davvero merita una visita, a maggior ragione nel periodo natalizio (il presepe galleggiante solitamente viene allestito prima dell’8 dicembre e si protrae anche oltre la Befana. Per info https://visitcesenatico.it/hmvc_eventi/il-presepe-della-marineria/)

 

 

dicembre 2023

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EMILIA e ROMAGNA

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Bellezze naturali della ROMAGNA: la Grotta Urlante e la Cascata della Sega a PREMILCUORE (FC)

 

 

La Grotta Urlante e la Cascata della Sega a Premilcuore, nel Parco delle Foreste Casentinesi, ai confini tra Romagna e Toscana sono delle meraviglie naturali.

In una domenica di quasi metà ottobre, con clima ancora estivo, partiamo in moto in direzione Premilcuore.

Da tempo avevo in nota questa destinazione per una gita fuori porta, nell’Appennino tosco romagnolo, ma durante l’estate, dovendo percorrere un tratto di autostrada che porta verso il mare per arrivarci, l’ho sempre messa da parte, per evitare il traffico e il grande afflusso di gente durante il fine settimana. Il prolungarsi della bella stagione, e la voglia di stare in mezzo alla natura in una bella giornata di autunno, stavolta ci fa decidere di partire

 

 

Premilcuore: come arrivare

Prendiamo l‘autostrada A14, usciamo a Forlì, e andiamo in direzione Predappio, arrivando fino alla cittadina. Dopo ulterioti 35 km di una bella strada in collina, arriviamo a Premilcuore, alle porte del parco nazionale delle foreste Casentinesi, che si riconosce subito dai tanti alberi ad alto fusto che fiancheggiano la strada e circondano la cittadina. Un paesaggio davvero incantevole.

A un paio di chilometri, seguendo le indicazioni verso l’agriturismo Ridolla, arriviamo davanti allo stesso, e troviamo le indicazioni per i sentieri verso la Grotta Urlante e la Cascata della Sega.

Parcheggiamo la moto, e imbocchiamo a piedi il sentiero indicato che conduce alle sponde del fiume Rabbi.

 

La Cascata della Sega

Dopo un centinaio di metri troviamo già il bivio dei sentieri che portano alla Cascata o alla Grotta, segnalato da un cartello

 

 

Imbocchiamo quello più breve di sinistra, verso la Cascata della Sega, camminando su grossi massi separati da grandi parti cave, che in periodi di minor siccità immaginiamo si riempiano di acqua, formando pozze naturali.  Dopo pochi passi, arriviamo davanti a una bella cascata, dove l’acqua scende in 2 punti distinti, ed è verdissima e trasparente

 

 

La mente ritorna subito alla vacanza in Corsica del 2020, ai paesaggi del fiume Solenzara e delle cascate della Purcaraccia, che questo luogo mi ricordano per conformazione e colori

 

 

In verità questi colori li ho visti anche in Italia, in Valle D’Aosta, alle cascate di Lilliac , a Cogne oppure alla cascata del Bucamante, nell’Appennino modenese.

Imbocchiamo una scala in pietra con una ringhiera, che porta in basso, proprio sul fiume, da dove abbiamo un’altra bellissima vista delle cascate. Alcune persone stanno godendo del sole, distese sui massi, proprio sopra la cascata

 

 

Deliziati da questa bella visione, torniamo indietro per prendere l’altro sentiero, quello che conduce alla Grotta Urlante.

 

Il ponte Nuovo

Il sentiero si addentra nel bosco, è molto semplice da percorrere e ben delineato, ed è  molto bello

 

 

Dopo circa 800 metri, sulla destra, non segnalata, c’è la deviazione che porta in basso, sulla riva del fiume, ma noi inavvertitamente la passiamo, arrivando al Ponte Nuovo: un ponte in pietra, costruito attorno al 1600, a schiena d’asino, chiamato anche Ponte Romano, che mi ricorda quello di Castel del Rio, anche se è un po’ più piccolo e che attraversa il fiume Rabbi, e sovrasta la Grotta Urlante

 

 

Lo attraversiamo per vederlo da tutte le angolazioni, anche da sotto

 

 

A fianco si trova un bellissimo edificio, anch’esso in pietra, che pare un tempo fosse adibito alla lavorazione della lana e dei tessuti

 

 

La Grotta Urlante.. poco :)

Dal punto più alto del ponte guardiamo verso la cascata nella grotta, ma non riusciamo a  renderci conto di come sia fatta, il fiume ha davvero poca acqua. E tra l’altro..la grotta non è neanche tanto urlante come si può immaginare.. evidentemente l’afflusso di acqua, in questo periodo di piogge scarse, è limitato, per cui il rumore, dato dall’acqua che si inalvea, formando la cascata, e amplificato  mentre si riversa nella grotta dalle rocce che la circondano, è, diciamo, quello consueto che si può sentire in una cascata (o forse il mio recente viaggio a Plitviche, con le sue cascate, vizia il mio giudizio?)

Torniamo verso il sentiero che porta giù al fiume, e lo costeggiano per un po’: ha un colore verde bellissimo

 

 

Arriviamo ad un punto dove ci appaiono 2 grandi pozze..delle piscine naturali con acqua di colore verde più scuro dato dalla profondità ma trasparente sulla riva dove è più bassa

 

 

Tutt’intorno ci sono lastroni di rocce bianca levigata dal tempo, alcune cave, con percorsi che avvicinano alle pozze, e alla grotta sul fondo, dove si vede scendere la cascata d’acqua, facendo un bel salto: è quella che vedevamo dal ponte che infatti, si intravede guardando in alto!

 

 

L’acqua è gelida ma alcuni temerari si tuffano e fanno il bagno: noi ci accontentiamo di girare sul lastrone di roccia, avvicinandoci più possibile alla grotta, per ammirarla da tutte le angolazioni

 

 

Per ammirare l’acqua che scende, e le pozze che forma, la vegetazione che risalta sul bianco e sul verde, e i riflessi 

 

 

Ci troviamo un posticino per fare il nostro pick nick, col suono dell’acqua e immersi nella bellezza

 

 

Premilcuore

Dopo essere stati per un po’ a godere della vista, a fotografare, a leggere e a rilassarci, risaliamo il sentiero e riprendiamo la nostra moto, davanti all’agriturismo Ridolla, un pò rammaricati di non esserci fermati lì a pranzo, perché è un posto davvero delizioso. Ma avevano proprio voglia di immergerci subito nella natura, e assaporarla il più possibile, godendo degli ultimi momenti di sole e di caldo della stagione.

Ci fermiamo a Premilcuore: il borgo ha origini medievali, e sorge sul fiume Rabbi, e in mezzo al verde, dove spiccano soprattutto gli edifici in pietra e alcune stradine strette e ripidissime. Proprio oggi si tiene la sagra dei marroni, cosi ci troviamo a mangiare le caldarroste in canottiera, davvero una cosa insolita!!

Torniamo verso l’autostrada con le belle luci del tramonto, ma con un pò di ansia: dobbiamo fare rifornimento e il borgo ha un’unica stazione servizio dove la benzina è terminata e la stazione successiva si trova a Predappio, a 35 chilometri: rischiamo di rimanere senza carburante! Giusto al limite ce la facciamo ad arrivare, meno male! mantenendo così solo buoni ricordi di questa giornata piena di bellezza!

 

 

ottobre 2023

 

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Il Labirinto della Masone (PR): perdersi tra le canne di bambù

 

 

A volte è bello girare senza mappa, senza riferimenti, andare davvero dove mi porta il cuore, l’intuito, qualcosa che mi piace o mi attira.

Sapendo che mi smarrirò, ma senza che mi importi perdere tempo.

Perdermi, vagare, ripassare dove sono già stata. Lasciarmi disorientare, senza preoccuparmi. Ripercorrere le stesse strade, senza per ciò innervosirmi, ma esserne divertita.

Sapendo che prima o poi, la strada giusta per l’uscita la troverò.

 

 

Una bella metafora da vivere, un allenamento all’ottimismo, e, magari, un modo per imparare qualcosa, al Labirinto della Masone, in località Fontanellato di Parma

 

 

Il Labirinto della Masone è il labirinto più grande del mondo e la sua particolarità è di essere composto interamente di piante di bambù.

 

 

 

Cosi ci si trova ad inoltrarsi per un percorso insolito, stretto, e a volte poco luminoso, prevalemente composto di alti fusti di diverse specie di bambù, che a volte si piegano formando come una capanna sopra di te.

 

 

Una galleria vegetale, sotto cui è bello camminare e ossigenarsi, vedendo in fondo una via d’uscita, ma non la fine della strada

 

 

E il mio pensiero va ai panda, quei bellissimi animali, e a quanto potrebbero essere felici lì, loro che si nutrono quasi esclusivamente di queste canne

 

 

Le canne di bambù sono verdi, gialle, strette, larghe, alcune piegate in modo strano

 

 

e osservarle è una bellezza

 

 

La strada da trovare è quella verso il centro (come nella vita si cerca la strada  per arrivare al centro di se stessi), dove in una piazza quadrata di duemila metri quadri, si trova una piramide

 

 

 

Al suo interno c’è una piccola cappella, che da proprio la sensazione di essere giunti al centro, al cuore di questo luogo, come ad un tesoro

 

 

Il labirinto nasce dal sogno di un uomo, Franco Maria Ricci, da sempre affascinato dai labirinti, e dalla bellezza, che ha sempre cercato durante tutta la sua vita.

 

La bellezza è inevitabile

 

 

Questo il suo motto. Che mi ha colpito, presupponendo il fatto che non sia possibile non incontrarla, poichè il mondo ne è cosparso, di bellezza: spetta a noi la scelta, se farcene contagiare oppure no.

 

Francesco Maria Ricci

 

 

Finiti gli studi come geologo, Francesco Maria Ricci lavora nel settore dell’estrazione del petrolio, ma scopre poco dopo che non è quello che avrebbe voluto fare. Diventa allora grafico ed editore, dando anche lustro a un carattere di scrittura nuovo, il Bodoni, che usa poi in tutte le sue pregiate pubblicazioni. Diviene grande viaggiatore, e da vita a FMR, una rivista d’arte che diventa la più diffusa nel mondo. Mette insieme una pregiata collezione d’arte, 500 opere del periodo dal 500 al 900, che si può apprezzare nel Museo del Labirinto, con pezzi davvero belli e interessanti, sculture, busti dipinti, disegni, ecc,

 

 

Il suo obiettivo è di cercare il bello anche nelle opere minori, quelle non conosciute, scartate, che con quest’occhio vanno guardate. Alcune sono davvero bellissime

 

 

Tra queste non mancano opere importanti, come un autoritratto di Ligabue, e 2 quadri stupendi raffiguranti teste di tigri, dello stesso pittore.

 

 

Le sue pubblicazioni sono raccolte in una bella biblioteca, e i libri dell’editore sono consultabili: salta all’occhio l’esortazione, contraria a quelle della maggior parte dei musei, a consultarli

 

 

Imperdibile l’interessante documentario sulla vita di Franco Maria Ricci, per conoscerlo ed apprezzarlo, riprodotto in una sala occupata dalla sua bella biblioteca personale

 

 

Deciso a realizzare il suo sogno di costruire un labirinto in terra natale, in mezzo ai campi della sua infanzia, con l’intento di farne anche un luogo di cultura e di esposizione della sua collezione d’arte, scopre che il bambù trova un terreno favorevole in quella terra bagnata dal Po, e che è una pianta molto adatta per il suo scopo, visto che cresce velocemente e non perde le foglie. Fa arrivare quindi dalla Cina 50000 piante, che ora sono diventate 300000, disposte in circa 7 ettari di terreno (alcune hanno raggiunto anche i 15 metri di altezza). E’ così che nel 2015 realizza il suo sogno, inaugurando il Labirinto della Masone.

 

 

Il labirinto ha la forma di una stella a 8 punte, come una cittadella medievale; come un borgo medievale protetto dalle mura, questo è protetto dalla vegetazione, e ha una piazza nel suo centro: diventa un vero e proprio “un borgo della cultura

 

 

Ho trovato il Labirinto della Masone un luogo incantevole da visitare. Sia per la bellezza da vedere, che per le sensazioni da sperimentare, tra cui la possibilità di entrare nell’ignoto, ma in sicurezza, in un luogo misterioso, ma senza timore alcuno

 

 

Dove ci si può lasciare andare, perchè forse ha proprio ragione colui che ha scritto sulla porta della toilette delle signore:

 

 

Prima di entrare nel museo, o al labirinto -anche qua si presenta subito una scelta su dove andare per primo- è esposta una meravigliosa Jaguar nera, che fu di Franco Maria Ricci, che ha catturato subito l’attenzione del marito

 

 

All’ingresso, c’è una torretta, dove si può salire e vedere il panorama dall’alto, ma per la vista della stella non è ancora un’altezza sufficiente

 

 

Il labirinto prende il nome dalla via dove si trova, nella campagna parmense; al suo interno ha anche un bel ristorante e un bistrot, con prodotti del territorio, e a prezzi accettabili. Sono presenti inoltre 2 suite per chi volesse fermarsi in un luogo insolito a dormire.

Home Labirinto

 

Quando si ha la possibilità di camminare nel sogno di un uomo, si può comprendere quanto grande sia la potenza dei sogni, e dove questi possano portare. Anche a lasciare impronte, piccole o grandi che siano, che sopravvivono oltre la morte.

Che danno un senso alla vita, ed arricchisono quella degli altri.

 

Non esiste un sogno perpetuo.
Ogni sogno cede il posto a un sogno nuovo, e non bisogna trattenere alcuno.

Hermann Hesse – Demian

 

 

maggio 2023

 

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Opere

 

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Dormire in una casa galleggiante

 

 

Non siamo andati tanto lontano da casa nostra (tra Bologna e Modena) per sperimentare questo alloggio singolare, a Rimini, nella riviera romagnola!

Scoperta per caso navigando su internet, capisco subito che voglio vivere l’esperienza di dormire in una floating house, ovvero in una casa galleggiante sull’acqua.Attendo che ci sia una ricorrenza speciale come il compleanno del marito, ma il meteo non promette bene sull’Adriatico quindi la scelta ricade per questa volta su Borghetto sul Mincio.

Con l’arrivo della bella stagione decidiamo allora di festeggiare un “non compleanno” ed andare anche senza una ricorrenza speciale: in fondo dopo il lungo inverno trascorso chiusi in casa, tra divano e serie, pensiamo che ci meritiamo di onorare la vita e la bellezza, e di trattarci bene

(frase trovata in una piazzetta di Rimini)

 

Entriamo nella darsena di Marina di Rimini, il cui porto turistico è rinomato per essere uno dei più belli e all’avanguardia del Mediterraneo. Si trova in una zona con edifici moderni e dalle forme strane, con un ponte e una lunga passerella pedonale che consente di vedere il panorama del porto e del mare dall’alto. La zona è molto vivace, è presente anche un ristorante, e un bar, che è aperto  sul lato della spiaggia e al tramonto brulica di gente che fa l’aperitivo

 

 

Le 12 case galleggianti del House Boat Marina Resort si raggiungono percorrendo fino all’estremità la strada interna al porto. L’auto si può portare e parcheggiare davanti alla casa assegnata. Se ci si porta le biciclette ci si può spostare molto agevolmente, ed è una cosa molto gradevole.

 

 

La bianca house boat, con finestre tonde tipo oblò e una grande vetrata davanti, è bellissima

 

 

Una passerella conduce all’ingresso, e sul retro e sul davanti ci sono spazi attrezzati con tavoli e sedie, in modo da poter godere del tramonto, da un lato, e dell‘alba, dall’altro

.

 

L’ingresso guarda il porto e le barche ivi ormeggiate.

 

Una scala esterna porta sul tetto, dove c’è un solarium con 2 lettini prendisole: uno spazio spettacolare e panoramico che ho adorato

 

Di fronte c’è il molo, da dove escono le imbarcazioni

 

 

L’interno della casa galleggiante assomiglia a quello di una barca; gli spazi sono organizzati alla perfezione, curati e arredati con gusto ed eleganza

 

 

La cucina è attrezzata, non manca assolutamente niente. Sono a disposizione cialde per il caffè, the, zucchero e una bottiglia d’acqua per gli ospiti.

Nel bagno la doccia ha anche la cromoterapia.

La camera da letto matrimoniale ha 2 grandi oblò

 

 

2 letti singoli a castello sono invece nella seconda camera.

 

 

Un bel divano consente di ammirare il panorama del mare anche dall’interno, attraverso la vetrata.

Quando arriva il tramonto la vista è spettacolare.

 

 

E cenare mentre scende la notte, al chiarore della luna, crea un’atmosfera molto romantica

 

Il mare calmo del mattino presto, e le luci dell’alba regalano meravigliosi riflessi sull’acqua

 

La colazione con questa vista fa iniziare la giornata decisamente nel migliore dei modi, sicuramente un panorama inconsueto

 

 

Per gli amanti del mare, essere proprio sul mare, dentro al mare, percepire talvolta il dondolio delle onde, svegliarsi e avere sempre davanti lo spettacolo del mare, non ha prezzo

 

Ci siamo goduti il sole, il vento, il silenzio, i colori di ogni momento, l’ozio, la lettura. La bellezza di dormire dentro al mare.

Un’esperienza stupenda. Da ripetere.

 

 

Abbiamo prenotato direttamente dal sito https://www.marinadirimini.com/resort/Rapporto qualità prezzo ottimo:gentilezza, disponibilità ed ottima organizzazione contraddistinguono il servizio.

 

 

E durante il soggiorno in questo posto splendido, ce ne siamo andati in giro per Rimini

https://www.unanimainviaggio.it/rimini-colori-arte-e-storia-a-san-giuliano/

 

Marzo 2023

 

 

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.