Italia
Meraviglie della natura: la Grotta Gigante a TRIESTE

A una ventina di minuti da Trieste, sull’altopiano del Carso, si trova la Grotta Gigante, la più grande d’Europa ad una sola stanza: la sua particolarità infatti è di essere non una galleria da percorrere ma una grande caverna in cui scendere nelle viscere del sottosuolo.
La grotta ha un altezza che arriva a 100 metri, e per giungere al punto più basso occorre scendere 500 gradini, corredati di ringhiere, e farne altrettanti per risalire.

Una guida preparata conduce nel sottosuolo e spiega, lungo il percorso di 850 metri, per circa un’ora, la storia della grotta, dalla sua formazione alla scoperta, fornendo alcuni elementi di geologia, mentre con attenzione si scende fino al punto più in basso, la Grande Sala, e poi si risale, con negli occhi la meraviglia. Un’immersione nel centro della terra!

La grotta è davvero immensa, dicono che potrebbe starci all’interno la basilica di San Pietro!
E’ impressionante vedere il lavorio che l’acqua ha fatto nei millenni sulla roccia calcarea, che si è quindi modellata creando sculture naturali che partono dal basso, le stalagmiti o dall’alto, le stalattiti, bellissime, tra cui una alta 12 metri vere opere d’arte naturali, multicolori: in base al tipo di minerale e alle luci artificali inserite per mostrare questo splendore, cambia la colorazione per la microvegetazione che nasce.

E’ inoltre sorprendente pensare come l’uomo abbia potuto lavorare, e in che condizioni, per costruire un sentiero, un sistema di illuminazione, una lunga galleria, al fine di permettere non solo agli speleologi ma a tutti coloro che desiderassero, di entrare nelle viscere del sottosuolo e godere di tale bellezza.

Milioni di anni fa scorrevano fiumi al suo interno che ne hanno scavato la roccia e creato gallerie, dove sono state trovate testimonianze della presenza degli uomini primitivi. Gli inizi della sua esplorazione risalgono al 1840, l’apertura al pubblico fu dal 1904. La temperatura all’interno della grotta è in ogni stagione di 11 gradi. Mentre si scende si può sentire qualche goccia che arriva sulla testa, proprio una di quelle che andranno a cambiare la forma delle formazioni di questo giardino di roccia

Al suo interno sono presenti una stazione di ricerca geofisica e attrezzature scientifiche all’avanguardia, come sismografi e come i due tubi di acciaio che dalla sommità arrivano a terra: sono pendoli geodetici che permettono di misurare i movimenti anche impercettibili della crosta terrestre.
L’ultima parte del percorso di risalita avviene attraverso una galleria appositamente costruita.

All’ingresso del Centro visitatori è presente un Museo Speleologico dove si possono vari reperti, scheletri, minerali, e anche attrezzi e un centro didattico..
Le visite guidate sono a orari prestabiliiti, durano circa 1 ora e vanno prenotate sul sito http://www.grottagigante.it/
La grotta è raggiungibile facilmente in auto, ma anche con i mezzi pubblici da Trieste.
Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.
novembre 2022
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Elegante TRIESTE
Arriviamo a Trieste da Gorizia per la strada costiera, che è meravigliosa.

Il sole sta tramontando sul mare quando giungiamo sul lungomare Barcola, e abbassando il finestrino entra un profumo, per me inebriante, di salsedine..

La vista del Faro della Vittoria dà il benvenuto in città. Nell’ultima sorprendentemente calda giornata di ottobre, il cielo si tinge di rosa e il mare riflette il cielo

la luce del tramonto comincia ad illuminare gli eleganti palazzi della capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

Una delle cose belle della città è che percorrendola in auto si può già avere un assaggio di tutte le sue bellezze, piazze, vie e palazzi: le aree pedonali sono ben alternate a quelle in cui si può circolare. Quindi facendo un giro per cercare il parcheggio vedo già gli highlights e comprendo subito che mi piace!!
Trieste è diversa da tutte le altre città italiane sul mare che ho visto: diversa da Venezia, o Cagliari, o Genova che hanno spiccate caratteristiche marinare mentre lei è imperiale, signorile e composta, per le forti influenze asburgiche; nello stesso tempo è differente dalle altre città mitteleuropee o imperiali, proprio perché è sul mare.

In certe parti mi ha ricordato Parigi, in altre le città austriache, alcuni palazzi ricordano quelli di Venezia, alcuni monumenti Roma.. ma nell’insieme è una città unica.
PARCHEGGIO ED ALLOGGIO
Troviamo posto al Molo 4 parking, praticamente sul mare, poco distante dal nostro alloggio, prenotato su booking.com, che si trova in una vivace strada del centro, via San Nicolò

Lo raggiungiamo passando dal Canal Grande, che si trova nel Borgo Teresiano, dove è già tempo di aperitivi, ancora all’aperto, e mi ricorda un po’ la zona dei navigli di Milano

La nostra stanza, al San Nicolo Suites, è più un appartamento che una camera, si trova al terzo piano di un palazzo d’epoca, ed è davvero incantevole


E’ perfettamente ristrutturata, con parti in pietra a vista sui muri, e arredata in un verde elegante

Dalle finestre si vedono i palazzi colorati dai toni tenui e il fianco delle colonne di Piazza della Borsa

dalla parte opposta in lontananza si vede anche il mare

La posizione è davvero perfettta, in pieno centro, tra il Canal Grande e Piazza Unità d’Italia. Forse solo la strada non è molto tranquilla la sera, essendo piena di locali, al centro della movida. Ma per tanta bellezza, vale la pena un po’ di frastuono la notte.
Trieste: cosa vedere in una giornata

TRIESTE DI SERA
Proprio alla sera, a mio avviso, Trieste da il meglio di sé: la sua piazza principale, singolare perché di fronte al mare, Piazza Unita d’Italia, su cui affacciano meravigliosi e candidi palazzi magnificamenti illuminati, è uno splendore, e la meraviglia è accentuata dalle sue luci che riflettono sull’acqua, guardandola dal Molo Audace.

La temperatura così gradevole e la festa di Halloween, rende strade e piazze brulicanti di gente e bambini mascherati.
Ci fermiamo a godere della sua bellezza in prima fila su un divanetto rosso dello storico Caffè degli Specchi

poi andiamo ad ammirarla da lontano dal Molo Audace

prima di addentrarci nella animata città vecchia lungo la via Cavana

e raggiungere il ristorante Joia, che avevo prenotato, sul lungomare Riva Tommaso Gulli, un locale davvero carino, dove domina il colore verde acceso, un arredamento moderno e raffinato, e cibo con ottimi sapori e combinazione di ingredienti particolari.

TRIESTE E I CAFFE’
I caffè a Trieste fanno parte della tradizione e sono stati luoghi della cultura. Frequentati spesso da uomini d’affari e da famosi intellettuali, per discutere di letteratura, politica o semplicemente per incontrarsi, sono dei veri e propri salotti che conservano tutto il fascino di altre epoche. Per questo, inserire nella visita a Trieste qualche caffè storico fa parte dell’esperienza.
Alla sera, come già scritto sopra, andiamo al Caffè degli Specchi che si trova in un bellissimo palazzo storico, Palazzo Stratti, proprio in piazza Unità d’Italia: bellissimo all’interno, sedere all’esterno, gustando un aperitivo, un caffè, un cocktail o un dolce, ammirando la meraviglia della piazza, dei palazzi che si affacciano, il viavai delle persone che passeggiano, col mare di fronte, non ha prezzo.

Al mattino seguente voglio andare a fare colazione in un altro storico caffè dei primi del 900, il Caffè San Marco, un pò più fuori dal centro storico, frequentato in passato da intellettuali quali Svevo, Saba, Joyce. Stendhal, e oggi con una sala adibita a libreria, con anche tavolini dove si può consumare. La sua fama non tradisce le mie aspettative: entrando nel caffè ci si immerge davvero in un atmosfera di altri tempi, luci basse, mobili antichi, stucchi, specchi, foto, dipinti, divanetti e arredamenti scuri, e una musica anni 30 che evoca ancor di più l’epoca liberty.

L’ultimo caffè visitato, (per mancanza di tempo: se ne avessi avuto di più li avrei visitati tutti, i caffè!) è stato il caffè Tommaseo, il più antico di Trieste, risalente al 1825, un locale davvero elegante che fa anche da ristorante, e dove si può scegliere tra una varietà di oltre 100 tipi di caffè. Io prendo un sublime caffè viennese, composto da caffè, cioccolata calda e panna montata, una vera bomba.

IL BORGO TERESIANO, IL CANALE, LE STATUE IN BRONZO, PIAZZA BORSA E I VIALI PEDONALI
Per arrivare al Caffè San Marco passiamo dal Ponte Rosso sul Canal grande e non possiamo fare a meno di scattare una foto con la statua dello scrittore James Joyce, vissuto a lungo a Trieste

In città si trovano parecchie di queste statue in bronzo, da Svevo in via Cavana, che abbiamo visto alla sera, a D’Annunzio in piazza Borsa, all inventore dell’elica nautica sul lungomare..statue simili le avevo viste per la prima volta a Bratislava
Altre due statue in bronzo molto belle si trovano appena oltre il Molo Audace, di fronte a Piazza Unità, sulla scalinata della Riva Caduti per l’italianità di Trieste: un bersagliere che sale le scale con la bandiera in mano, e le “Ragazze di Trieste“, sedute sul muro mentre cuciono

Fossero state rappresentate ai nostri tempi, invece di ago e filo avrebbero avuto in mano il cellullare!

Da Riva Tre Novembre, la strada che costeggia il mare, e prendendo le perpendicolari del Canal Grande, dove si possono ammirare i bellissimi palazzi che riflettono sull’acqua, ci si addentra nel Borgo Teresiano, quartiere fatto costruire dagli imperatori nel settecento; si giunge al Ponte Rosso e alla piazza omonima, che al momento della nostra visita è occupata da bancarelle, fino al punto in cui il canale termina interrato, a Piazza Sant’Antonio Nuovo con l’omonima chiesa con colonnato, che si può ammirare in lontananza sul fondo, quando si imbocca il Canal Grande.

Lungo la strada che fiancheggia il canale si incontra la Chiesa serbo ortodossa di San Spiridione, con le sue cupole rotonde azzurrate

Da qui, prendendo la via omonima si arriva in Piazza Borsa, col suo edificio imponente neoclassico con colonnato greco, sede ora della camera di commercio, e davanti la fontana del Nettuno e la statua di D’Annunzio seduto su una panchina. Siamo a pochi passi dal bellissimo palazzo Tergesteo e da Piazza Unità d’Italia

Proseguendo invece da piazza Sant’Antonio ci si addentra in vie piene di caffè, e ancora chiese ed edifici storici, fino ad arrivare sui bei viali triestini.
I viali triestini sono molto eleganti con i loro palazzi liberty, neoclassici o eclettici, ma capita talvolta di vedere che accanto ad essi siano stati costruiti orribili palazzi risalenti al dopoguerra, in disarmonia con il loro stile e la loro bellezza.
Nel nostro cammino sono attratta da una via pedonale alberata, piena di locali ai lati, che mi è piaciuta molto e di cui non avevo letto niente, viale Venti Settembre

Mi ha ricordato in piccolo la Rambla di Barcellona

Proprio in una parallela ci fermiamo per pranzo in una trattoria con le tovaglie a quadri bianche e rossi, frequentata per lo più dai triestini, dove si mangia pesce, l’Osteria de Scarpon.

PIAZZA UNITÀ D’ITALIA, IL MOLO AUDACE E LE RIVE
Dopo averla ammirata con le luci della sera, al mattino dopo colazione ripassiamo a vedere Piazza Unità d’Italia, davvero un elegante salotto, sui cui 3 lati affacciano scenografici palazzi: il municipio, con al centro la torre dell’orologio, fa da protagonista, ma non meno belli sono il palazzo del Governo, sede della Prefettura, con la sua bella balconata, il palazzo Stratti, che ospita il Caffè degli Specchi, il Gran hotel Duca D’Aosta, il Palazzo della Regione del Lloyd triestino e Palazzo Pitteri. Davanti al municipio si erge la bella fontana dei 4 continenti (il quinto all’epoca in cui è stata costruita non era ancora conosciuto).

Il quarto lato si affaccia sul mare del golfo di Trieste. Di piazza Unità d’Italia ne parlano come il salotto della città ed è proprio questo che si sente camminando lungo la piazza, con la sensazione di tornare indietro ai tempi imperiali, godendo nell’insieme di una visione davvero spettacolare.

Di fronte alla piazza, come già descritto sopra, si allunga per 246 metri il molo Audace, una vera e propria passerella sul mare, dove passeggiare con l’acqua sui 2 lati, respirare la brezza marina e vedere la meraviglia della piazza per intero dal mare.

I viali che costeggiano il mare a Trieste si chiamano Rive, e sono bellissimi punti di vista dei palazzi che li popolano, passeggiando davanti al golfo, di giorno e con l’illuminazione della sera.
LA PARTE SULLA COLLINA: LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO IL FORO ROMANO, IL CASTELLO
Su una collina che domina Trieste, il colle San Giusto, luogo in cui si è sviluppato nell’antichità il centro storico della città, si trovano la cattedrale e il castello, dove ci dirigiamo nella seconda parte della mattinata. Avevo letto che esiste un ascensore che risparmia la salita, sito al parcheggio San Giusto, così in un battibaleno raggiungiamo la nostra destinazione.

Il contesto è molto bello, la statua che guarda sulla città mi ricorda quella sulla collina Gellert di Budapest.

La cattedrale, unione di 2 chiese romaniche, col campanile, ha sulla facciata un bel rosone gotico, e al suo interno dei bei mosaici. Accanto si trovano i resti dell’antico foro romano, alcune parti di colonne e capitelli e a fianco il castello, fatto costruire dagli imperatori austriaci, con bastioni e mura, risalente alla fine del 1400.

Scendiamo a piedi dalla collina, passando per l‘arco di Riccardo, porta romana del I sec. a.c., che appoggia a una recente casa gialla

e passiamo per il teatro romano, molto ben conservato, ma che ha a fianco un edificio degli anni 50/60 proprio brutto

La città vecia, ovvero la città vecchia, che rimane sotto la collina, costituita da vicoli e botteghe, l’abbiamo percorsa la sera, e purtroppo non abbiamo il tempo di rivederla con la luce del giorno.
continuando la giornata..
L’incredibile giornata di sole e del pomeriggio prima e della mattinata, lascia il posto a un tempo nuvoloso e grigio. Decidiamo quindi si rimandare a una prossima visita il castello di Miramare e di dirigerci verso un posto dove non importa se ci sia o meno il sole: la Grotta Gigante.
Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.
Rimandiamo anche ad una prossima volta per mancanza di tempo la visita alla Risiera del Sabba, testimonianza dell’unico campo di concentramento in Italia, che ci sarebbe interessata molto.
Trieste, che ho trovato una città stupenda, merita sicuramente più tempo di quello che abbiamo potuto dedicargli, e un ritorno, per assaporare di nuovo la sua bellezza e vedere ciò che abbiamo dovuto tralasciare, magari ampliando il giro in altre località del Friuli Venezia Giulia, che sono certa che abbia tanto da offrire.

novembre 2022
Edit settembre 2023
Il Castello di Miramare

Ho avuto modo di vedere il castello di Miramare di Trieste in una visita successiva: bellissimo, vale davvero la pena.
Il suo parco, con lo sciabordio del mare in sottofondo, il verde dei suoi grandi alberi che profumano l’aria, e i meravigliosi tratti con giardini fioriti, infondono una pace pazzesca

E da ogni angolo si hanno viste favolose, col bianco del castello che risalta sul verde e sul blu del resto, le panchine rosse sparse nei punti panoramici, e i pergolati sopra i sentieri da percorrere..e il piccolo castelletto, delizioso a inizio percorso
E ti credo che Massimiliano d’Asburgo si è voluto costruire la sua dimora lì!!🥰

Come arrivare
Io ci sono arrivata con la barca Delfino verde che parte dal molo dei bersaglieri di Trieste e arriva in mezz’ora al porticciolo di Grignano. Non è molto frequente e al ritorno l’ho anche presa in direzione sbagliata🙄, ma è un gradevole giro in barca da cui si vede la costa. Dallo sbarco parte un sentiero che, attraverso il parco, conduce pian piano al castello, regalando scorci meravigliosi

In alternativa da Trieste il bus n 6 e il 36 portano a una ventina di minuti dall’ingresso principale, e sono piuttosto frequenti.

Un’altra meraviglia di Trieste:
SAURIS in FRIULI VENEZIA GIULIA: una montagna di fiori, legno, pace, e un lago verde cobalto
articoli sulla nostra Bella Italia
Una sosta a GORIZIA

Gorizia, città friulana sul confine tra Italia e Slovenia, mi accoglie con una fisarmonica su Corso Italia, che mi catapulta subito nell‘atmosfera mitteleuropea della città

Mi colpiscono subito i suoi curati palazzi ottocenteschi, bassi, al massimo a 3 o 4 piani, dai colori pastello.

Corso Italia prosegue col nome di Corso Giuseppe Verdi. Lungo la via si incontrano i bei giardini pubblici e il mercato coperto cittadino, che meritano entrambi una sosta

L‘anima mitteleuropea si respira tutta nella sua piazza principale, Piazza della Vittoria, dalla forma insolita: non ho mai visto una piazza a forma triangolare!

Al centro della piazza si trova la fontana del Nettuno, che qualcuno dice assomigli a quella di Bologna: e io da bolognese dico, manco per idea! Sulla piazza affacciano bei palazzi colorati, e la chiesa barocca di Sant’Ignazio, che si trova dall’altra parte della strada, non la sovrasta ma è imponente e caratteristica con i suoi due campanili a cipolla, tipici delle chiese del centro Europa.

Da qui, accendo google maps per arrivare a Piazza della Transalpina, dove si trova il confine tra Italia e Slovenia, a circa 2 km fuori dal centro.
Piazza della Transalpina è la cosa che più mi ha emozionato a Gorizia, e ne parlo qui
Fino al 2004 la piazza era divisa da una rete e un muretto che segnava il confine tra Italia ed Est Europa, e la città, nella parte italiana e slovena.
La stazione slovena che si affaccia sulla piazza è davvero bella

All’interno è tutto chiuso, ma le biglietterie mi ricordano lo stile della metropolitana di Budapest

Lungo la va del ritorno, la cosa che mi colpisce è che il cartello che definisce l’ingresso in Slovenia è pulito e ordinato

mentre quello dalla parte opposta, venendo dalla Slovenia in Italia è appoggiato a terra, contro un albero, sporco, quasi precario.. non è un gran bel biglietto da visita, vorrà dire qualcosa?!?

Ritornando verso Piazza della Vittoria, sulla strada si incontra Il Palazzo Attems Petzenstein, risalente alla prima metà del Settecento, in sile barocco e rococò, sede di musei e pinacoteca

Dalla base del triangolo di Piazza della Vittoria, parte la strada più antica di Gorizia, via Rastello, che termina in un angolo con abitazioni molto caratteristiche, e la strada in salita che conduce verso il castello, via Crocevia, con all’angolo la statua in bronzo di un filosofo goriziano, Carlo Michelstaedter.

Il duomo lo incontro per caso, entrando da un arco che indica il Palazzo della Questura. Una bella piazzetta si apre con case con muri dai bei colori, di fronte a un edificio bianco con una meridiana, che scopro, andando avanti, essere una parete della cattedrale neoclassica dei santi Ilario e Tiziano. La trovo davvero strana, per essere un duomo cittadino. La piazza, tranne che per un bar molto discreto, è per lo più deserta.

Pochi passi oltre si trova Piazza Sant’Antonio, una piazza non piazza: in realtà è l’area adiacente ad un chiostro (di un convento francescano del XIII secolo) aperto con 3 bei porticati sui lati e il quarto con vista sul castello, e di fronte al Grand hotel, di un giallo acceso che spicca. Peccato che il lunedì tutti i locali sotto i portici, che appaiono molto caratteristici, siano chiusi. Ma fare un giorno diverso qualcuno no?

Per mancanza di tempo non riesco ad andare a Borgo Castello, quartiere un tempo abitatato dai nobili e dai loro servitori, dove si trova appunto il Castello, su un’altura, da cui si dice si veda anche un bel panorama. Mi devo accontentare di vederlo guardando in alto da Piazza della Vittoria, apprezzare le belle case all’inizio della salita di via Crocevia, e vedere il verde del borgo da Piazza Sant’Antonio: mi consola sapere che attualmente è chiuso, quindi non potrei comunque visitarlo.
Ritornando verso il centro, percorrendo via Mazzini, arrivo in Piazza del Municipio, un incrocio di strade dominato da un basso palazzo molto mitteleuropeo con un orologio al centro.

Da qui si rientra nella zona pedonale di via Garibaldi e arrivo nel punto in cui è iniziato il mio tour, in Corso Italia, dove subito ero stata colpita dal dehor del cafè del Teatro Giuseppe Verdi, storico bar risalente al 1781, che conserva arredi originali e atmosfera di un tempo, e che si trova appunto a fianco del Teatro Giuseppe Verdi.

Gorizia sarà capitale della cultura nel 2025, è una graziosa città a cui sono stata contenta di aver dedicato qualche ora andando verso Trieste.
Una città che mi ha portato riflessioni, come questa
ottobre 2022
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Linee di confine

Ho una strana attrazione per i confini. Forse perché ho lavorato tanto sui miei, fragili, a volte troppo indefiniti, che mi hanno indotto, talvolta, ad immedesimarmi in modo camaleontico con altro da me.
I confini hanno il loro senso perché identificano e ci identificano. E una volta riconosciuti e fortificati, il bello è poterli varcare, ovvero superare ciò che ci confina appunto, per conoscere altro, il diverso.
Trovandomi a Gorizia, città di confine, non ho potuto fare a meno di seguire il desiderio di arrivare a Piazzale della Transalpina, dove, con un passo, dall’Italia si passa in Slovenia.
Avevo letto che al centro del Piazzale c’è un punto che divide le due nazioni e la città stessa, che da un lato si chiama Gorizia, dall’altro Nova Gorica.

E’ una linea che un tempo era un grosso muro di difficile valico, vecchio confine tra Italia e Jugoslavia, abbattuto nel 2004, quando la Slovenia entrò a far parte dell’Europa di Schengen, e che ha lasciato il posto a uno strano monumento: un cerchio sulla piazza che definisce il passaggio tra i due paesi.

Qui, si può passare da uno stato all’altro, ci si può cimentare nell’essere da una parte o dall’altra, come fanno i tanti che si fermano e fanno questo gioco, scattandosi foto. Ma si può anche sperimentare, non solo fisicamente ma anche metaforicamente, il confine, e fare qualche riflessione, attivando la consapevolezza: qua ci sono io, là ci sei tu, qui sono nella mia terra e lì sono in terra straniera. Si può superare il confine, e vedere cosa accade dentro di noi.

Cammino con curiosità su una strada poco affollata, dal centro di Gorizia, e mi avvicino a quel confine.

Ascolto quello che sento.
Penso che, in fondo, la città è la stessa, vista da una diversa angolazione, con diverse peculiarità, lingua, cultura, storia. E che anche gli abitanti, gli uomini, sono gli stessi: tutti esseri umani, simili, anche se con diverse peculiarità, lingua, storia e cultura.
Mi dirigo verso il punto indicato dove deve esserci il Piazzale. Arrivo nei pressi, e mi accorgo che cammino per un pò proprio sulla linea di confine.

Mi sento un po’ spaesata: non capisco bene dove mi trovo. Perdo la strada, e mi accorgo di averlo varcato il confine: per un pò non so più se incedo da una parte o dall’altra, nella mia terra o in terra straniera.
Sono confusa, mentre constato che cambiano le insegne, la lingua diventa da italiano a sloveno..
Poi, vedo apparire un edificio elegante, che ricorda le archittetture dell’impero austro ungarico, bellissimo,

Davanti c’è una grande piazza: è Piazzale della Transalpina, e l’edificio è la stazione ferroviaria Jesenice-Trieste, in Slovenia.

E poi ci arrivo, in quel punto ben definito nel mezzo del piazzale, dove basta un piccolo passo per restare, o per andare in territorio diverso.

Sperimento consapevolmente: lascio la mia terra e sono in terra straniera..sono sempre io, ma sento che qualcosa cambia in me.
Posso passare da una parte all’altra restando me stessa, mantenendo salda la mia identità, con la curiosità verso posti e spazi nuovi, che mi appartiene; cambiare punto di vista; andare verso qualcosa a me ignoto, diverso, aumentando le possibilità di conoscenza di quel che sento, di quel che vedo.
E penso che a volte abbiamo paura di varcarli, i confini.
Che a volte è semplice, basta un passo, mentre a volte ci perdiamo.
O li difendiamo per paura di far entrare, per paura del diverso, dell’invasione.
Penso che a volte i confini sono solo nella nostra testa, altre volte sono muri di protezione, da abbattere, da trasformare in linee di definizione.
E il frutto del lungo lavoro fatto su me stessa, mi dice che solo quando li abbiamo ben chiari e delineati, i nostri confini, possiamo sentirci sicuri e possiamo sapere dove andare. E possiamo trascenderli, restando noi stessi, senza perderci, senza la paura e il rischio di diventare qualcos’altro, qualcun’altro. Come l’acqua che resta tale dentro a una bottiglia, ma diventa fango se versata nella terra.
E subito mi è chiaro il concetto:
che i confini, solo quando li hai definiti, sai dove sei e sai chi sei.
E non hai bisogno di difenderti

ottobre 2022
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altre terre di confine
Impressioni di LUCCA, in Toscana

Non ero mai stata a Lucca ma la puntavo da un po’, così questo ferragosto (2022), abbiamo deciso di trascorrerlo nella città.
Lucca fuori dalle mura ti riporta anzitempo a un tempo passato

Lucca e la sua cinta muraria su cui passeggiare

che nasconde grandi gioielli, da osservare di sbieco, godendo della vista dal suo rilassante viale alberato

Lucca e l‘anfiteatro romano, ora splendida piazza ellittica, sorpresa all’entrata da un piccolo arco per la sua vastità e la vivacità dei colorati palazzi, dei bar e ristoranti

Impressionante girare attorno nella sua parte convessa, che fa ancor di più immaginare l’arena di un tempo

Lucca la città dalle 100 chiese: giri l’angolo e ne scorgi una maestosa, come il duomo imponente e bicolore

come San Michele, che domina la grande piazza


o semplicemente bella, come San Frediano, coi suoi mosaici sulla facciata

o bicromica, come San Giusto, e la facciata bianca e nera

Lucca i suoi palazzi e le sue torri, che ti fanno girare col naso all’insù

Lucca e i negozi che conservano le insegne delle antiche botteghe, e le danno un fascino molto retro‘

Lucca e le sue forme, tonde, quadrate, rettangolari, ampie, e le righe, i colori. Lucca è stupore.

Lucca che ti stimola a prendere una bicicletta o un risciò e fare il giro delle mura o della città pedalando

Lucca città d’arte, città di Puccini

delle statue di carta per piazze e vie, del Lucca comics, che ogni anno prende vita per le strade

Lucca piena di angoli deliziosi e viste inaspettate.

Una giornata intensa per le sue vie.. Lucca è un arrivederci sicuro.

Agosto 2022
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Un due tre.. per le vie di ROMA

Sono stata più volte nella nostra capitale, le ultime nel 2015, ad un udienza di Papa Francesco, e più recentemente in occasione di una trasferta di lavoro, quando ho fatto anche un giro, con l’intento di godere della città, ripassando a vedere le cose principali, o altre per me nuove
Quest’ultima visita è avvenuta ad inizio ottobre, ed è stata per me un sorprendente e gradito tuffo di nuovo nell’estate, che avevo già salutato, rassegnata, nei miei lidi della Pianura Padana.

Questo articolo non vuole parlare della storia di Roma, o descrivere come o cosa vedere nella città, non ne ho le competenze, né la conoscenza approfondita. Ma vuole essere una raccolta di immagini catturate in questo giro, che ne mostrano la bellezza, alcune scontate, altre meno.. ma del resto, la bellezza non è mai “scontata”, anzi! ha un valore inestimabile e il potere di risvegliare l’anima e i sensi.

(Sul fondo il suggerimento di un tour di 2 giorni, con alloggio e ristoranti consigliati)

Quanto sei bella Roma..

..quando c’è il sole..

Il Tevere e il cupolone

Fori Imperiali

Piazza Quattro Fontane

il Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli

Il Mosè

Caravaggio a San Luigi dei Francesi

Palazzo Doria Pamphili, via del Corso

Interno

Galleria ALberto Sordi, via del Corso

soffitto galleria

Piazza Navona





Fontana di Trevi

Piazza di Spagna

Trinità dei Monti

Pantheon

uno dei miei monumenti preferiti

sua maesta, Er Colosseo


Grazie Roma, che ci fai ridere e sentire ancora…

Piazza Venezia

Altare della Patria

salita all’Altare della Patria

terrazza panoramica Altare della Patria

Fori Romani



Piazza del Popolo

via dello Scalone

il Colle

Palazzi del Potere


Castel Sant’Angelo

Piazza San Pietro

via della Conciliazione

Roma non fa la stupida stasera

.. un friccichio de luna tutta per noi..

Piazza del Popolo

.. e sò più vivo, e sò più bono..

Roma capoccia..

..pe’ mondo en..fame!

I nostri alloggi a Roma
Andando spesso a Roma per lavoro, abbiamo sperimentato diversi alloggi, scegliendo la zona di Vaticano Prati, molto comoda per San Pietro, ma anche per il centro, raggiungile a piedi (Piazza Navona e Piazza del Popolo in una ventina di minuti) o con le metro Ottaviano o Lepanto.
I prezzi sono lievitati, come ovunque, come anche i turisti, e qui l’offerta è davvero elevata: ultimamente difficile trovare un palazzo storico dove non ci sia almeno una guesthouse, delle suites, un Airbnb.
Inoltre in altre zone si trovano talvolta hotel o b&b non troppo belli e vetusti, a prezzi comunque davvero alti, mentre a Prati molti alloggi sono di nuova ristrutturazione.

via Condotti in un momento di overtourism
Di seguito gli alloggi degni di nota e consigliabili:
Sweet Vatican o St. Peter Guesthouse
Sono camere all’interno di appartamenti riconvertiti in alloggi della stessa proprietà: definirli guesthouse è riduttivo perché sono stati ristrutturati in modo elegante e con gusto, dagli spazi comuni alle stanze, e con estrema attenzione al cliente, che ha a disposizione tutto il necessario nella saletta con cucina in comune, per prepararsi la colazione (nespresso, montalatte, bollitore, spremiagrumi con arance nel frigorifero, acqua, biscotti) e anche microonde e tostapane).
Le camere non hanno tutte le stesse dimensioni: la nostra era una famigliare, che aveva più le caratteristiche di una suite, con divisorio tra i letti, per la privacy, addirittura 2 televisori, uno per ogni letto (mai visto!), bagno nascosto da specchio con doppio lavandino e doccia cromatica.
Location perfetta in Via Ottaviano, pedonale e da poco ristrutturata, a pochi passi dalla metro omonima, e host e personale davvero gentile.
Quintus Luxury suite
Stessa concezione, camere belle, di design e spaziose, macchina nespresso in corridoio comune, location ottima su via Cola Di Rienzo, una delle strade più belle per lo shopping. Ottimo servizio.
Tinker Bell guesthouse https://www.tinkerbellroma.com/

La guesthouse è davvero gradevole, stanze recenti, ampie e arredate con gusto.

Bagni con doccia e cromoterapia

A disposizione degli ospiti c’è una bella sala comune con una cucina attrezzata, tavoli, microonde, tostapane, caffettiera, bollitore, the e caffè a disposizione, comoda per chi vuole consumare i pasti (non è prevista colazione).

Un pò più decentrata rispetto alle altre ma comunque comoda. Host estremamente disponibile.
Tutti alloggi sono vicini ai musei vaticani, e sono comodi anche per chi arriva in treno: da Termini, prendendo la metro rossa direz. Battistini, fermata Ottaviano. Per chi arriva in auto, nei dintorni ci sono parcheggi sulle strisce bianche o blu (non si paga il sabato e la domenica) o si trovano garage a pagamento vicini in zona, come il parking Prati.

Rhome Hosting
Alloggio con sole 3 o 4 camere, sempre al quartiere Prati, proprio sotto le mura del Vaticano, e a fianco a Piazza Risorgimento.

La nostra camera deluxe era più ampia di quelle che solitamente si trovano, con gradevoli pareti azzurre pastello e un delizioso angolino con tavolino dalla finestra, con vista su alcune torri del Vaticano

Non ha l’uso cucina ma in camera è presente macchina Nespresso, ben fornita di capsule e frigorifero.
Nonostante la camera fosse su una strada molto trafficata, l’insonorizzazione è risultata perfetta.
Host molto gentile e disponibile, risponde prontamente su WhatsApp e fornisce molte utili informazioni.
Tutti prenotabili direttamente, a prezzo inferiore di Booking.
Quintus Luxury Suites
Sempre nel quartiere Prati, nella via dello shopping Cola di Rienzo, circa a metà, si può agevolmente raggiungere a piedi sia il Vaticano che Piazza del Popolo.
Camere ampie, moderne, molto belle e luminose. All’ingresso c’è la possibilità di farsi un caffè con la macchina Nespresso. Ci siamo trovati molto bene.
Prenotabile direttamente.


St. Peter Guesthouse
Alloggio strategico sempre nel quartiere Prati, in via Ottaviano, completamente ristrutturata, che è diventata una via dello shopping, vicinissimo alla metro Ottaviano e a viale Giulio Cesare che porta sul Lungotevere, e vicino al Vaticano.

Le parti comuni sono bellissime, moderne e super attrezzate per cucinare o prepararsi la colazione

La nostra camera era una tripla con 2 spazi divisi da un separè, con addirittura 2 televisori, tanti specchi e un bagno bellissimo. Le altre camere sono più piccole. Fortemente consigliato!

Residenza Torre Colonna
Un’esperienza sicuramente da vivere a Roma, quella di alloggiare in una camera di una torre del XIII secolo, dietro al Foro di Traiano!

Un posto con un’atmosfera unica, camera bellissima (noi avevamo una suite in seguito ad un upgrade concesso), soffitti e pavimenti antichi, tendoni rossi


Caffè e tutto quello contenuto nel minibar in omaggio, ciabattine, cioccolatini, attenzione all’ecosostenibilità, addirittura ascensore per le 6 camere, una per ogni piano, librerie quadri e oggetti di pregio sulle scale e un rooftop con una vista superba sia di giorno che di sera.


La metro più vicina è Colosseo, a un passo da via del Corso, Piazza Venezia e Fori Imperiali e a una passeggiata dal Colosseo. Parcheggio più vicino San Pietro in Vincoli.
Prenotabile sul sito o su Booking.
Mangiare
Colazione
Bar pasticceria Giselda sul viale Giulio Cesare, vicino alla metro Ottaviano: ottime paste pizze e focacce
Bar pasticceria Parenti, via Ottaviano, ottimo maritozzi
Cena e Pranzo
Lungotevere

Si tratta di un ristorante in un barcone ormeggiato sulle rive del Tevere.
Caratteristico, tavoli a lume di candela, servizio preciso e attento, noi abbiamo mangiato benissimo: un flan di zucchine, stracciatella e pomodorini confit, delizioso, cavatelli all’amatriciana, bigoli vongole e bottarga e un divino pesce spada accompagnato da saporite verdure cotte e crude.

Prezzi in linea con gli altri ristoranti. Abbiamo cenato all’interno perché ormai all’esterno non era più possibile ma deve essere ancor più suggestivo. Dal nostro tavolo vedevano scorrere il Tevere le barche che facevano le crociere notturne.

Roma reggeme er moccolo stasera..
Lungotevere Arnaldo da Brescia, vicinissimo a piazza del Popolo, dal nostro alloggio si arriva con una passeggiata di una mezz’oretta da viale delle Milizie o viale Giulio Cesare, fino al fiume.

Zona Prati
Trattoria Memmo, piazza Cavour, ottima cucina romana.
Ai Balestrari, piazza dell’Unità, supplì divini, ottima cucina romana.
La Fraschetta romanesca, via Tacito, ottima cucina romana.
zona Piazza Navona e Campo de Fiori
Animae in via Santa Maria dell’anima 14: qualche lacuna nel servizio, ma gentilezza e cibo ben preparato e saporito, saltimbocca e pollo alla romana davvero buoni, ci è piaciuto molto.
Ai Balestrari, come quello a Prati, stradina tranquilla a Campo De Fiori.
Hosteria Romana, ottima cucina romana tradizionale e osteria caratteristica
zona Fori imperiali
Ristorante Imperiale, largo Corrado Ricci 37: buon servizio, abbiamo mangiato supplì vari e carbonara molto buoni, prezzi nella norma.
zona Pantheon/via del Corso
Al Barroccio, parmigiana di melanzane buonissima, carciofi alla giudia e cucina romana.
Antica Osteria di Pietra, via Pietra,m cucina romana
zona Trastevere
Tonnarello San Calisto, cucina romana.
Suggerimento per un giro di 2 giorni a Roma
Primo giorno
Vaticano
via della Conciliazione
Castel Sant’Angelo
Piazza Navona
Campo De Fiori
San Luigi dei Francesi (3 dipinti del Caravaggio-gratuto)
Palazzo Madama
Palazzo Chigi e Montecitorio
Fontana di Trevi
Quirinale
Piazza di Spagna
Metro per Ottaviano
Sera
Lungo Tevere Arnaldo da Brescia
Piazza del Popolo
Metro Ottaviano per Tinkerbell
Secondo giorno
Metro per Piazza del Popolo
Via del Corso
Galleria Alberto Sordi
Piazza Venezia (visita altare della Patria)
San Pietro in Vincoli (Mose’ di Michelangelo – gratuito)
Fori imperiali
Colosseo
Via del Corso
Via Condotti
Piazza di Spagna
Metro per Ottaviano

settembre 2022 e ulteriori aggiornamenti
EDIT: se vi trovate a passare dal Pantheon verso via del Corso, fate una sosta a Piazza di Pietra, dove ci sono i resti di un meraviglioso colonnato, il tempio di Adriano ora sede della Camera di Commercio

Già vedere da fuori il monumento è bellissimo, ma di recente la Camera di Commercio consente la visita gratuita degli interni, dove poter ammirare alcuni reperti storici

Ma soprattutto si può assistere ad una interessantissima proiezioni in 3d per pochi euro, che racconta non solo la storia del tempio ma anche la storia dell’impero romano in quel periodo, con ricostruzioni davvero belle!


Inoltre molto interessante la zona del ghetto ebraico, a cui ho dedicato articolo a parte👇
Per non dimenticare: le pietre d’inciampo nel ghetto ebraico di ROMA
Roma … sempre una meraviglia!
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La bianca SCALA DEI TURCHI, perla della Sicilia

Il bianco candido della Scala dei Turchi, che spicca nell’azzurro del mare, e in un territorio dove prevale il dorato del tufo, ci ha lasciato senza fiato.
Per arrivare alla Scala dei Turchi occorre giungere in località Realmonte, a neanche una mezz’ora da Agrigento.
Abbiamo parcheggiato l’auto dal Belvedere, che è un po’ lontano per la discesa, ma offre una vista che merita, dall’altro lato della scala e sulle Secche, prima di Capo Rossello.

Da qui si può ammirare anche la bellissima vegetazione della zona, ancor più bella in seguito alla stagione primaverile.
In alternativa si può parcheggiare sulla strada o nei parcheggi a pagamento più vicini.

Con dieci minuti di camminata da lì si raggiunge l’ingresso segnalato per la baia, passando dal ristorante Lido della Scala dei Turchi, dove ci siamo fermati a pranzare con una vista meravigliosa.


E abbiamo mangiato divinamente!

Scendendo poi una scala si arriva alla spiaggia: qui il mare è bellissimo, in un punto sono presenti lastroni di pietra chiara stupendi che consentono di vedere la Scala dei Turchi da lontano.
Avvicinandosi si può ammirare la sua bellezza, i gradoni ondulati sono di marna e irregolari, di un bianco candido. Il suo nome deriva dal fatto che la parete così fatta consentiva ai pirati saraceni, denominati Turchi dalla popolazione locali, un facile approdo.

Purtroppo al momento vige il divieto di salire sulla Scala dei Turchi, oltre che per la salvaguardia di questo maestosa opera della natura, anche per pericolo crolli, e per i recenti episodi di vandalismo avvenuti (delle persone hanno rovesciato vernice rossa, che è stata prontamente rimossa).

Nonostante sia presente una rete e un presidio di persone per evitare l’accesso, ovviamente i soliti furbetti dopo che i guardiani se ne sono andati, salgono comunque per fare delle foto, mettendo a repentaglio una così grande bellezza: a tutti penso piacerebbe andare sui gradoni, perchè dal basso non si riesce a cogliere al meglio la sua bellezza, ma se vengono messe regole dovrebbero essere valide per tutti!

Quando viene il tramonto i colori creano un paesaggio strepitoso

La Scala dei Turchi è stata candidata a diventare Patrimonio Unesco, e ci sono tutti i presupposti vista la sua bellezza ed unicità!
Nonostante non siamo riusciti ad ammirarla da tutte le sue prospettive, come si può vedere in certe foto stupende, scattate dal mare di fronte o da sopra i suoi gradoni, vale assolutamente la pena venire a vedere questo meraviglioso capolavoro della natura!
maggio 2022
tutti gli articoli sulla zona
Agrigento, la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi: fascino greco e meraviglie siciliane
La VALLE DEI TEMPLI di Agrigento: fascino, storia e bellezza
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Scoprendo AGRIGENTO

Con la città arroccata sul colle dei Girgenti, Agrigento, non è stato amore a prima vista. La sua edilizia anni 50 e 6,0 fatta di palazzoni chiari tutti uguali, non risulta particolarmente interessante dall’esterno.
Un saliscendi di strade, già arrivando in auto, spesso strettissime, un dedalo in cui è facile perdersi.. ma quando si giunge ad imboccare la pedonale via Atenea, che taglia la città, ed è la via principale del centro storico, ecco che la percezione cambia, e i palazzoni restano solo come contorno esterno, si entra nell’atmosfera medievale e barocca, e si vede una città ricca e interessante, con una magnifica vista sui templi che restano di fronte.

È strana, Agrigento, anomala, diversa da altre quali Noto, Modica, Ragusa, pur somigliando nei colori dorati della pietra di tufo, e per certi aspetti nello stile. Non ha come queste ampie piazze, qui sono davvero piccole, e la maggior parte dei luoghi di interesse si sviluppa attorno alla via Atenea (la maggior parte, non tutti, il duomo, il monastero e altre chiese importanti non sono ubicate qui), che si collega alla via Empedocle, una strada che termina con un balcone panoramico sulla vallata, dove si trova la sagoma di Domenico Modugno che ammira il blu del cielo e del mare a braccia aperte …e nella mente si immagina che stia cantando “Volare oh oh”.

È una città di origine araba, in cui è bello perdersi nelle viuzze e vicoletti, che si intrecciano; in cui guardare col naso all’insù i terrazzini barocchi o i cornicioni dei portoni, o il mare nelle fessure tra gli edifici.

In cui si trovano anche palazzi sventrati, cosi sgaruppati che mi sono chiesta talvolta se non fossi stata catapultata all‘Havana!


Il centro di Agrigento
La città si chiamava in origine e Girgenti, come il nome della collina che la ospita.
L’ingresso alla via Atenea, la strada principale, è da Porta di Ponte, antico punto di accesso medievale al centro città, dove una volta era presente anche un ponte levatoio, mentre ora restano solo i lati della porta ricostruiti senza l’arco.
La strada è piena di locali carini, si incontrano edifici interessanti, ed è intersecata da vicoli con scalinate, splendidamente valorizzate con colori, scritte, disegni.

Come quella della stupenda Via Neve, la via dell’arte

che ha anche murales su porte e muri

o quella a fianco in cui i gradini diventano un pianoforte

Sulla via Atenea spiccano la Chiesa di San Lorenzo detta del Purgatorio, in una minuscola piazzetta,

il neoclassico palazzo della Camera di Commercio, detto anche dell’Orologio, in piazza Gallo,

la Chiesa di San Giuseppe, del 1700, che di sera è un incanto,

che ha di fronte la piazza con lo strano teatro neoclassico, con basse colonne, dedicato a Pirandello,

e alcune interessanti installazioni, come l‘albero della fortuna

Proseguendo, alla fine di via Atenea, c’è piazza Pirandello, col busto dello scrittore e il bellissimo municipio, un palazzo barocco, che la sera illuminato risalta ancor di più.

La strada inizia a scendere e fa una curva e ci si trova sul belvedere Modugno, con la sagoma del cantante, di fronte a un panorama sulla valle molto suggestivo.

Nell’estremità più alta della città, davvero in alto, si trova la bellissima cattedrale di San Gerlando, un mix di stili tra il normanno il gotico e l’arabo e il chiaromontano, davvero particolare, dai colori dorati, e raggiungibile da una grande e candida scalinata.

La posizione è bellissima, abbiamo avuto la fortuna di andare quando era deserta, anche se purtroppo fuori dagli orari di visita. Dal piazzale il contesto è suggestivo in quanto il duomo domina su tutta la zona, anche se la parte a valle edificata, no, non è bella per niente.

Girando attorno alla cattedrale ci si rende conto che è enorme. Imboccando la strada laterale si può scendere verso il centro, ammirando la struttura della città. Si può passare dalla Chiesa di Santa Maria dei Greci, che purtroppo abbiamo trovato chiusa.
Dicono davvero che meriti anche il monastero di Santo Spirito che non abbiamo visto.
La città mostra la sua dedizione ai suoi scrittori, in primis Pirandello, il cui busto si trova nella Piazza a lui dedicata, e le frasi dei suoi libri su molti muri e sulle vetrate lungo le strade,

o Andrea Camilleri, il celebre scrittore di Montalbano a cui è stata data la cittadinanza onoraria, e la cui statua in bronzo si trova nella Piazzetta degli Scrittori.

E gli agrigentini?
Che posso dire, abbiamo trovato solo persone gentilissime, cordiali e squisite!

e anche con un grande senso dell’ironia, come si puo’ vedere


dalla serie Breaking bad
La spiaggia di Agrigento
La spiaggia di riferimento della citta è il lido di San Leone, a pochi chilometri dal centro. Ha un bel lungomare di palme, ma la spiaggia non mi è piaciuta molto, molto meglio spostarsi piu’ avanti in località Le dune, o andare verso i lidi attigui alla Scala dei Turchi.
Informazioni utili
Parcheggi:
Noi abbiamo lasciato l ‘auto nel parcheggio della stazione ,che ha prezzi contenuti e da lì, con qualche passo un po’ in salita, si arriva alla Porta Ponte punto di accesso a via Atenea, al centro citta. Abbiamo cercato anche qualcosa di più vicino tramite il pratico parkopedia, ma il dedalo di strade della città, molto strette, e la mancata conoscenza mi fa dire che questo sia davvero il posto più comodo per chi arriva. Per andare a visitare la cattedrale, che si trova nel punto più alto, per fare meno salita abbiamo provato, col navigatore, ad avvicinarci, imboccando le stradine proposte, strette ed in salita, trovando poi parcheggio vicino alla chiesa di San Giorgio, in via Oblati, non tanto distante. Davanti alla piazza dove si affaccia il Duom è presente comunque un parcheggio per chi azzarda arrivare!
😋Pranzi e cene:
Sulla cucina siciliana non ho parole da spendere, è semplicemente deliziosa e non nascondo che noi veniamo in questa regione anche per questo!
Ad Agrigento città abbiamo mangiato:
-U’ strittu di Sant’Anna, in via Atenea, di fronte al palazzo dell’orologio, ottimo pesce e grande cortesia
-Il Re dei Girgenti, che si trova sulla strada prima di arrivare in città, un posto davvero strepitoso, arredamento tipico siciliano bellissimo all’interno e una favolosa veranda con vista sui templi, cucina raffinata e squisita

-L’ambasciata di Sicilia, sulla Via Atenea e inizio di Via Giambertoni, che ha un terrazzo con vista fantastica e piatti di pesce strepitosi

Alloggio:
Dell’alloggio al Doric Boutique hotel ne parlo nell’articolo sulla Valle dei Templi
La VALLE DEI TEMPLI di Agrigento: fascino, storia e bellezza
Agrigento, la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi: fascino greco e meraviglie siciliane
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La VALLE DEI TEMPLI di Agrigento: fascino, storia e bellezza
La Valle dei Templi di Agrigento è di una bellezza straordinaria. Percorrendo le strade attorno ad essi, aleggia un’energia che riporta ad antichi splendori, i templi dominano il paesaggio e si possono ammirare da ogni angolatura, con la luce del giorno e l’illuminazione della notte. Fino ad arrivare nel parco archeologico, e poterli vedere da vicino, perdendosi tra la campagna, dove si trovano, e il mare che si scorge all’orrizzonte.
Nel parco archeologico, che si trova su un altopiano con la visita guidata si possono visitare 5 templi ,e vedere anche delle necropoli cristiane, un museo archeologico, e un giardino, santuari, fortificazioni, resti di un teatro. I templi risalgono a 2500 anni fa, ovvero al 500 a.c. e facevano parte della città greca di Akragas.
Patrimonio mondiale dell’Unesco, la Valle, che è l’are archeologica più grande nel mondo, di 1300 ettari circa, è stata zona dominata dai Greci, dai Cartaginesi, dai Romani, dagli Arabi e dai Normanni, per la sua posizione strategica vicina a Porto Empedocle, apertura sul Mediterraneo, e qui, pertanto, si trovano testimonianze di tutte le diverse culture che hanno lasciato la loro traccia.

La zona, nonostante sia chiamata “valle”, è su un terreno collinare, a 230 metri dal mare, e percorrendo la strada, sia di giorno che di notte, si vedono comparire questi templi meravigliosi, che ad ogni visione sono sempre un tuffo al cuore.

Visita guidata alla Valle dei Templi
Abbiamo scelto di fare una visita guidata al parco archelogico, per evitare di vagare tra i monumenti, senza comprendere molto della loro storia.
Avevo contattato, prima della partenza, qualche guida, cercando nominativi e recensioni su Tripadvisor, ma per la bassa stagione, ho avuto un pò di difficoltà a trovarne una che facessa una visita di gruppo. Sono possibili anche visite individuali, e di più facile organizzazione, ma più costose per sole 2 persone. Tuttavia, all’ingresso di Porta V, dove c’è il parcheggio, un’ottimo servizio di informazioni, di navette, che accorciano il percorso che sarebbe da fare a piedi, e di guide presenti sul posto, permette di formare un gruppo, anche al momento, con i turisti che arrivano. Noi abbiamo incontrato proprio in quel punto la nostra guida, precedentemente contattata, che in poco tempo è riuscita a trovare 9 persone che volessero partecipare alla visita.

Scelta assolutamente indovinata, perchè abbiamo potuto avere tantissime informazioni sui templi, la storia e il contesto, avere nozioni di arte, sul territorio e sulla vegetazione presente. Sicuramente una visita in autonomia non è altrettanto arricchente, interessante, ed entusiasmante.
Abbiamo quindi lasciato l’auto al parcheggio di Porta V, dove abbiamo deciso col gruppo, su proposta di Valentina, la nostra guida, di salire con la navetta (al costo di 3 euro) all’ingresso del Tempio di Giunone, per iniziare, scendendo a piedi, la visita a tutti i templi.
I templi
Il tempio di Giunone, si trova nel punto più alto della collina, ed è quello che vedevo, in lontananza sulla collina, dal nostro hotel.

“Mai in tutta la vita ci fu dato godere una così splendida visione di primavera come quella di stamattina al levar del sol… Lo sguardo spazia sul grande clivo della città antica, tutto giardini e vigneti… verso l’estremità meridionale di questo altipiano verdeggiante e fiorito si vede elevarsi il Tempio della Concordia, mentre a oriente stanno i pochi ruderi del Tempio di Giunone”
– Wolfgang Goethe
Lascia subito a bocca aperta per la bellezza: 6 colonne nel lato corto, 23 nel lato lungo, e un panorama pazzesco sul mare.
Proseguendo, si ha la vista sulla città di Agrigento in mezzo ad una meravigliosa vegetazione, tra fiori di acanto, da cui proviene la forma dei capitelli delle colonne corinzie

splendidi aloe fioriti, ginestre, tantissimi ulivi, agavi enormi, rosmarino, alberi di pistacchio, mandorli e tante altre specie, fino ad arrivare al bellissimo tempio della Concordia.
Questo tempio, anch’esso formato da 6 colonne per 13 nel lato lungo, è uno dei meglio conservati dell’antichità greca, e venne utilizzato anche come chiesa cristiana in epoca romana.
Su un lato si trova la statua in bronzo di Icaro Caduto, con gambe e ali spezzate: la mitologia narra che Icaro, con le ali di cera, si avvicinò troppo al sole che gliele bruciò e per questo precipitò in mare. L’opera fu donata dell’artista polacco Igor Mitoraj, dopo una esposizione delle sue creazioni, avvenuta nel sito qualche anno fa.
Il Tempio successivo che si incontra è quello di Ercole, il più antico, ma purtroppo meno integro rispetto agli altri: le colonne ancora erette sono state ricostruite.

Segue il tempio di Giove, che fu uno dei più grandi di tutta l’antichità greca, di cui restano però solo poche rovine: molti dei materiali con cui sono stati costruiti i templi sono venuti utilizzati, nel tempo, per la costruzione di altri edifici. Tra le rovine si trovano alcuni Talamoni, statue di figure umane composte da blocchi, di altezza fino a 8 metri.

L’ultimo tempio del percorso è quello di Pulluce e Castore o dei Dioscuri, di cui spiccano i resti di 4 colonne ancora erette in seguito a restauro, mentre altre rovine si trovano a terra.

Da questo punto si ha una bellissima vista sulla città di Agrigento.

Prima di arrivare al tempio, ed avviarsi poi verso il parcheggio di Porta V, c’è una deviazione che porta ai giardini della Kolimbertha, non inclusi nella visita, e che abbiamo tralasciato.
La visita guidata dura circa due ore, dopo di che si può restare e volendo andare a rivedere cio’ che si vuole rimirare con calma. Se avessi avuto più tempo senza dubbio sarei fermata ancora ore, o forse sarei anche tornata a fare anche la visita al tramonto, da quanto questo luogo mi ha affascinato.

💁♀️Guida visita di gruppo Valle dei Templi:
Valentina 349 4016976 ig Valentina_toursicily, € 15 – ingresso € 10, navetta per fare andata € 3. Possibilità di visite private circa € 100.
L’alloggio nella Valle dei Templi
Soggiornando nella Valle dei Templi si viene investiti dall’atmosfera di epoche passate, contornati dalla bellezza che all’improvviso si scorge svoltando una curva o lo sguardo, alla comparsa di uno dei templi.
Ho avuto anche la fortuna di trovare un bellissimo alloggio, dopo averne spulciati parecchi, il Doric Boutique hotel, con una vista sorprendente sul tempio di Giunone, sulle colline e sul mare, e di subire così il fascino avvolgente e l’energia di questi luoghi intrisi di storia e di bellezza.

Svegliarsi con un tale panorama, la mattina, mi ha riempito di gratitudine

e la stessa emozione ho sentito al tramonto

e al momento di andare a dormire, quando volgevo lo sguardo al tempio illuminato🙏.

L’hotel è in un meraviglioso giardino pieno di piante e fiori, molto curato

pieno di particolari ricercati

Ha una stupenda piscina a sfioro, una palestra, un ristorante per la colazione e/o la cena con vista, e servizi davvero eccellenti

Le camere sono stupende, moderne e di design

la nostra un aveva balcone con vista

La cura ai dettagli e al cliente è davvero eccellente (per esempio nella dotazione del bagno è presente burro cacao e specchietto, clessidra per il te al tavolo della colazione, possibilità di rimanere all’hotel dopo aver lasciato la camera e di fare il check in anticipato on line, ha sistema automatico di apertura del portone d’ingresso e per il messaggio per le pulizie), e il è personale gentilissimo.

Se si vuole esagerare ci sono anche le camere con piscina privata, sempre vista mare e tempio.

Un posto davvero top che non posso fare a meno di consigliare!

Nei 2 giorni che siamo rimasti cadeva anche il mio compleanno 🥳 e credo sia stata la prima volta che l’ho festeggiato in viaggio.

A sorpresa, mentre facevamo colazione davanti al panorama spettacolare, il personale dell’hotel è arrivato alle mie spalle cantandomi “tanti auguri a te”, portando un’ottimo dolce con candelina, preparato coi pistacchi delle piante coltivate nel loro pistachieto🎂. L’avevo visto fare tante volte ad altri, mentre ero in vacanza, ma mai era capitato a me, e devo dire che è stato davvero bellissimo ed emozionante.

Il soggiorno attorno alla Valle dei Templi mi ha fatto apprezzare ancor di più questa breve vacanza di un paio di giorni!
🏚Hotel: Doric Boutique Hotel – Valle dei Templi, prenotando sul loro sito il prezzo è inferiore rispetto a Booking, ed è inclusa la colazione.

Alcune informazioni sulla strada per arrivare
Da Catania si prende l’autostrada A19, che non è a pagamento ed è molto scorrevole. Attraversa un paesaggio di stupende dolci colline, molto verdi in primavera, e poco edificate.
🚗Noleggio auto:
Abbiamo scelto l’agenzia già conosciuta ed usata in precedenza, Locauto, noleggio all’aeroporto di Catania, prenotato direttamente dal loro sito con uno sconto trovato su internet; interessante possibilità di fare anche lo smart check in, evitando così la fila all’aeroporto- Per l’assicurazione eliminazione franchige e protezione danni gomme, cristalli, sottoscocca, abbiamo usato Worldwide Ensure.
Per pranzi e cene rimando all’articolo su Agrigento
maggio 2022
gli altri articoli sulla Valle dei Templi
Agrigento, la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi: fascino greco e meraviglie siciliane
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Dormire a VENEZIA, il carnevale e BURANO
Festeggiare un evento importante a Venezia
Trascorrere una notte d’incanto in questa città unica
Dormire in una residenza storica, dimora della famiglia di Marco Polo
Trovarsi in una stanza in stile veneziano, tappezzeria e drappi rosso e oro, lampadari di cristallo
Aprire la finestra al mattino con vista su un canale, i gondolieri che preparano le loro gondole per la giornata
Pranzare in uno storico ristorante del 1500 frequentato da Casanova
Perdersi per le calle, i campi, e i ponti, che attraversano i canali, che donano meravigliosi scorci
Cercare la libreria Acqua Alta, sul canale, stipata di cartoline, gadget, e libri, dentro a gondole, a vasche, a tini e canoe, che talvolta fan da arredo o da scala. E anche dimora per gatti audaci
Camminare per la bella piazza San Marco gremita di gente mascherata per il carnevale, che gira e fiera si mostra e si mette in posa
Cercare le opere d’arte nella basilica dei Frari, del Tiziano e contemplare e le altre meraviglie
Ammirare la magnificenza e l’imponenza del ponte del Rialto
e il Canal Grande dalla terrazza del Fondaco dei Tedeschi
la scala Contarini del Bovolo imbucata tra le calle, e tutti i palazzi eleganti, blasonati o meno, che appaiono lungo il cammino
ognuno che concorre alla magia e al fascino della città.
Venezia, inutile ribadirlo, è città unica e impareggiabile, che non può far altro che infondere meraviglia ad ogni visita.

Un evento particolare, un compleanno importante da festeggiare.. Non potendo fare un lungo viaggio, quale migliore idea che trascorrere una notte a Venezia, in un edificio storico appartenuto alla famiglia di Marco Polo, e nel periodo del carnevale?
Siamo rimasti due giorni e questo è stato il nostro giro a Venezia
Primo giorno:
da parcheggio Marghera a piazzale Roma (in autobus)
Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari
Ponte del Rialto
Pranzo alla storica trattoria Poste Vecie, Rialto Mercato
Hotel Ca Amadi (zona Rialto)
Libreria Acqua Alta (a Calle Lunga Santa Maria Formosa, nel Sestiere Castello)
Piazza San Marco, Palazzo Ducale, Ponte dei Sospiri
Terrazza Fondaco dei Tedeschi e visita al bellissimo centro commerciale (zona Rialto)
Osteria Fanal del Codega (Sestiere San Polo)

Secondo giorno:
Ponte del Rialto
Scala Contarini del Bovolo
Fondamenta nove e imbarco per Burano
Piazza San Marco
Vaporetto Canal Grande – Piazzale Roma e bus per parcheggio Marghera

Venezia, il parcheggio
Abbiamo scelto gli economici parcheggi di Marghera, in particolare il Terminal Service, 5 euro al giorno, contro i 22 del parcheggio Tronchetto (che richiede poi di prendere il People mover per arrivare in città) o gli oltre 30 euro a Piazzale Roma. Da qui passano diversi autobus (biglietto 1.5 euro) con destinazione piazzale Roma.
Venezia l’alloggio

Alloggiare a Venezia in un edificio storico che è stato di proprietà della famiglia di Marco Polo.. non ha prezzo!







Cercavo un posto caratteristico, visto che stavamo festeggiando un compleanno importante, e ho trovato, spulciando su Booking.com, l’hotel Ca Amadi, residenza storica appartenuta alla famiglia di Marco Polo prima, al conte Amadi poi, di grande fascino. Si raggiunge dal Ponte del Rialto, passando il centro commerciale Fondaco dei Tedeschi, e prendendo alcuni vicoli laterali.

Chi crede che un posto del genere e in posizione così invidiabile abbia un costo inaffrontabile si sbaglia: con qualche scontistica di Booking (genius o sconti ricevuti) si arriva ad un prezzo davvero invitante per il posto!
Mangiare a Venezia
Credo sia pensiero comune anche per i ristoranti, che i prezzi siano altissimi a Venezia.
Quello che ho riscontrato è che gli ultimi rincari dopo il Covid in molte zone dell’Italia, hanno allineato i prezzi, pertanto, certo non si spende poco, ma adesso come adesso, non più di quello che si spende per mangiare in altre città o località turistiche (ad esempio non più di quelli di Lampedusa!)
Per pranzo ho cercato un posto che si distinguesse: l’antica trattoria Poste Vecie, prenotato tramite The fork che riservava un bello sconto. Un ristorante storico, accessibile tramite un ponticello su un canale

che in passato è stato sede di un ufficio postale, di cui vedono reperti nelle sue sale, e con una saletta affrescata dal Cherubini, e con un bel caminetto antico.

Un posto caratteristico, elegante, e romantico, frequentato in passato anche dal Casanova, che si trova vicino al mercato del pesce, dove il cibo conserva tutto il suo sapore genuino e dove, al termine del pranzo, ci hanno offerto le caratteristiche frittelle veneziane, con tanto di candelina per il compleanno. Abbiamo mangiato il baccalà mantecato, tipico piatto veneziano, di una bontà mai sperimentata prima, un rombo alla griglia altrettanto buono, e ancora da evidenziare degli ottimi spaghetti al nero di seppia.
Per cena ho scelto invece l‘osteria Fanal del Codega, un piccolo ristorante con tavolini anche a bordo del canale per le serate calde (ma purtroppo non era il nostro caso), e interni piacevoli, soffitto a travi, cibo preparato tutto al momento e accompagnamento musicale col pianoforte. Qui abbiamo assaggiato ancora pesce, spaghetti allo scoglio, grigliata mista e seppie alla veneziana con polenta.
Il Carnevale a Venezia

Capitare a Venezia per il carnevale è una meraviglia e una disdetta allo stesso tempo. Una meraviglia per l’atmosfera, e per le maschere che si vedono in giro per la città, davvero incantevoli. Una disdetta se si capita di sabato o di domenica, quando dalla folla non riesci neanche a camminare, a prendere un vaporetto, un bus, a bere un caffè, a girare per le calle, a vedere il Ponte dei Sospiri.
Quest’anno si teneva di nuovo il carnevale dopo 2 anni di divieto per il covid-19. Assembramenti nel weekend come se non ci fosse mai stato.
Abbiamo avuto la fortuna di essere arrivati di venerdì e aver goduto dello spettacolo con una quantità di gente accettabile. Ma ripassando il sabato, davvero la quantità di gente era allucinante.
Le maschere pero’ erano davvero belle!


Alcune informazioni e denominazioni utili sulla città di Venezia
Prima di parlare di quello che abbiamo visto in particolare, al di là delle bellezze consuete di Venezia (San Marco, il Ponte dei Sospiri, quello del Rialto, ecc..) lascio alcune informazioni che io ho trovato utile studiando la visita alla città.

A Venezia le piazze si chiamano “campi”, le vie “calle”, i sottopassi “sottoportego”, i quartieri “sestieri”. La città è divisa in 6 sestieri: Cannaregio, Santa Croce, San Polo, Dorsoduro, Castello e San Marco. Inoltre i bacari sono i tipici bar dove si gustano i cicchetti, gli assaggini, come le tapas per la Spagna.

Cannaregio è la parte a nord, quella del ghetto e dei bacari più conosciuti e di Fondamente nove, dove ci si imbarca per le isole; Santa Croce è la zona che parte da Piazzale Roma, col ponte di Calatrava e che arriva fino al Canal Grande; San Polo è il sestiere del Ponte del Rialto e della Basilica dei Frari; Dorsoduro è la zona universitaria e delle Zatter , il lungomare più famoso; Castello è il sestiere oltre il Palazzo Ducale, dove c’è la biennale, l’altra promenade, Riva degli schiavoni e l’arsenale; San Marco è quello della omonima piazza e Basilica, Palazzo ducale, ponte dei Sospiri, Fenice.

Le attrazioni
Rimanendo così poco tempo a Venezia, solo una notte e due giorni, abbiamo fatto una selezione delle attrazioni da vedere e abbiamo scelto:
- La libreria Acqua Alta, in Calle Lunga Santa Maria Formosa, tra San Marco e Rialto, tappa obbligata per chi come noi, ama i libri e i gatti:

a dispetto di un entrata normale, la libreria ha un uscita anche sul canale

e all’interno si trovano davvero stipati tantissimi libri, nuovi, vintage ed usati, su Venezia, sull’arte, sui gatti, vecchi fumetti, cartoline, gadgets, dentro barche, vasche e contenitori in modo che siano protetti dalla eventuale acqua alta.

Alcuni vecchi libri sono stati usati anche come arredamento alle pareti o per fare una scala.. insomma davvero un posto molto affascinante!

- La vista dalla Terrazza del centro commerciale Fondaco dei Tedeschi, che si trova sopra al ponte del Rialto, con ingresso gratuito e prenotazione on line: è una gran bella vista sul Canal Grande, davanti e dietro al Rialto (che si vede parzialmente); tuttavia è piuttosto piccola quindi non ci si aspetti chissà cosa.. Molto bello e meritevole di una visita anche il centro commerciale, una location storica stupenda, soprattutto il piano all’ingresso

- la visita alla Basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, sulla strada da Piazzale Roma al Rialto nel sestiere di San Polo, in stile tardo gotico

- all’interno sono contenute importanti opere d’arte, tra cui 2 dipinti di Tiziano, l’Assunta e la Madonna di Cà Pesaro, uno di Bellini, uno di Donatello, e la tomba di Canova, ed è davvero come visitare un museo

- la scala Contarini del Bovolo, edificio tardo gotico, ubicato nel sestiere di San Marco: non siamo saliti sulla scala a spirale di 80 gradini fino a 26 metri d’altezza, che sicuramente avrebbe meritato, ma il monumento è davvero bello e singolare da vedere

E poi, ovviamente, spostandosi per raggiungere i vari punti di interesse, si può apprezzare quella che è Venezia: si rimira la città dall’acqua sui vaporetti, ci si perde per le calle, si ammirano meravigliosi scorci sbucando dai canali o salendo sui grandi o piccoli ponti, si passa dai sottoporteghi, si arriva nei campi e nei campielli, e col naso all’insù si può contemplare della bellezza dei palazzi storici

Inutile poi dire quanto è bella Venezia al calar della sera

o la notte, illuminata, e nel momento in cui anche i turisti sono meno numerosi

Burano
Il sabato avevamo programmato di prendere un vaporetto ed andare nella colorata Burano, per sfuggire al caos dei turisti per il carnevale.
Ne parlo qui:
Insomma un giro a Venezia dà sempre grande soddisfazione!
febbraio 2022




