GUBBIO, in Umbria: come mai non ci sono stata prima?? (e un salto a SPELLO)

L’Umbria si rivela sempre una regione bellissima, con un’atmosfera mistica e sacra, che mi sorprende e mi fa sentire bene.
Siamo andati ad Assisi per il mio evento del cuore (ne parlo qui), ed è sempre un piacevole ritorno

E’ il giorno del ritorno, e il cielo è grigio, quindi decidiamo di spostarci.
Arriviamo a Gubbio perché a Spello, dove ci siamo fermati ed entusiasmati per il paese dei fiori (racconto sotto), piove. E guardando il cielo, come spesso ci capita, scegliamo la direzione.
A Gubbio ci accogliere il sereno, il temporale è passato.
E chi si immaginava trovare una cittadina così😍 ? ?

Ne avevo sentito parlare di Gubbio per la storia di san Francesco e del lupo da lui ammansuito, e non conoscevo altro, ma già all’arrivo la vista della città che spicca in alto, col colore dell’oro dei campi in estate, mi sorprende

Parcheggiamo a fianco all’area del teatro romano, che visiteremo prima di lasciare la città

Imbocchiamo via Cavour, e la cittadina si presenta al suo ingresso silenziosa e tranquilla; bastano pochi passi perché attiri la mia attenzione un grande porticato: è la loggia dei Tiratori, sede nel 1300 di un ospedale

Si arriva passando da una ariosa piazza ai piedi della città, Piazza dei Quaranta, dove spicca la torre di quello che scopriremo poi essere il Palazzo dei Consoli, sede del Museo archeologico e della Pinacoteca, che si intravede anche salendo dai vicoletti

Le stradine sono quasi deserte, un susseguirsi di case di pietra curate, angoli suggestivi, monumenti bianchi candidi


Si possono immaginare i viandanti di un tempo percorrerli, ed è come se medioevo ci piombasse addosso, qui a Gubbio.
Mi colpisce la chiesa di San Giovanni, che ha davanti una piazza con degli ulivi posati sul cemento

E più in alto, si gira attorno a Palazzo dei Consoli, dove, continuando a salire, finalmente ci si arriva di fronte

Ci troviamo davanti Piazza Grande, e io resto senza fiato

E’ bellissima, davvero enorme, con un immenso balcone sulla vallata

Gubbio ha 2 comodi ascensori gratuiti che portano nelle parti alte del borgo, uno in Piazza Grande e uno dalla Cattedrale, il Duomo dei Santi Mariano e Giacomo, che domina la città, la vallata e le colline

La chiesa principale qui non affaccia su una piazza spaziosa, ma ha un ingresso a ridosso del Palazzo ducale

Il panorama è superbo, attorniato dal silenzio, dagli ulivi e dalla lavanda: una grande bellezza, con i colori dell’estate

Si puo ancora salire, per arrivare in alto, alla cima del monte Igino, tramite sentieri o con una vecchia funivia, ma noi proseguiamo solo un po’, giusto per vedere le antiche mura

Ci sono altri angoli deliziosi dove ammirare il panorama dall’alto, i tetti rossi, i monumenti, e sul fondo la vallata e le colline, che riempiono gli occhi di meraviglia

Ritorniamo in basso con l’ascensore e assaggiamo la famosa crescia eugubina, buonissima.
Scopriamo che qui sono state girate alcune scene della serie ” A un passo dal cielo” con Trrence Hill: alcuni locali hanno esposte delle fotografie.

Scendiamo per la via dei Consoli, tra belle botteghe di ceramica, di sculture, di oggettistica, non cinesate di souvenir, ma opere di bravi artigiani, e negozi che vendono salumi e salami. Qui i coglioni sono quelli di mulo, e non sono davvero una parte del mulo, ma salami di maiale che hanno la forma degli attributi, e per questo ne hanno preso il nome (spinta dalla curiosità ho chiesto in un negozio!!)

E’ bella Gubbio, non è bersagliata dall’overtourism, ha un’atmosfera mistica, regna un gran silenzio nei vicoli, e nelle piazze del centro si ritrovano ancora i ragazzi e i bambini giocano a pallone, e i cittadini che chiacchierano tra di loro sulle panchine

Un giro a Spello
Tra Assisi e Gubbio si trova Spello, un altro bellissimo borgo dell’Umbria.
Ci siamo fermati, il tempo di fare un breve giro per i vicoli, perchè ci ha colto un temporale, pioggia scrosciante per parecchi minuti, che ci ha costretti a ripararci all’interno di una chiesa

Questo non ci ha comunque impedito di apprezzarne la bellezza: la porta d’ingresso alla cittadina del I secolo a.C, Porta Consolare, uno dei varchi della cinta muraria romana che la circonda, ci conduce in una via che annuncia quello che troveremo





