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Libertà è partecipazione
Ci hanno ingannato, schifato, demotivato.
Ci hanno riempito di chiacchiere vuote, e sedotto con false promesse.
Ci hanno portato a diventare amorfi, disinteressati alla cosa pubblica, egoisti.
Ci hanno fatto scappare, smettere di credere in quello che con sangue e sudore ci eravamo conquistati.
Tutto questo non ci rende liberi.
Non ci rende delle persone migliori e non contribuisce a creare un mondo migliore da lasciare ai nostri figli.
Non dobbiamo dargliela vinta e rassegnarci.
Libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
Che ha di fronte solamente la natura
E cammina dentro un bosco
Con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
Fa l’amore come fosse un animale
Incosciente come un uomo
Compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
Di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un alberoNon è neanche avere un’opinione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
Che si innalza con la propria intelligenza
E che sfida la natura
Con la forza incontrastata della scienza
Con addosso l’entusiasmo
Di spaziare senza limiti nel cosmo
E convinto che la forza del pensiero
Sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche un gesto o un’invenzione
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber
01.04.18
(foto di Patrizia Pazzaglia- murales della scuola primaria Gabriella Degli Esposti di Calcara -Valsamoggia – BO)
L’effetto pelle e l’effetto alone
Tante volte quando incontriamo qualcuno ci diciamo:
“quella persona a pelle non mi piace”,
“quella mi è antipatica a pelle”.
Percepiamo i segnali corporei che la persona lancia, ancor prima di poterci fare un’idea con quello che ci racconta a parole.
E poiché la mente mente, mentre il corpo non mente, è importante ascoltare questi segnali, che passano da corpo a corpo, impercettibilmente, sotto la coscienza, piuttosto che fidarsi solo del linguaggio verbale. Per farci un’idea della persona e decidere se vogliamo averci a che fare o meno. E, se proprio dobbiamo, per prendere le misure.
A volte capita invece che ascoltiamo le parole, rimuovendo la sensazione di pelle. E se magari la persona è un buon venditore di se stesso, solo nel tempo possiamo realizzare, se quanto dice corrisponde a quel che è o è qualcosa di diverso. E’ solo una questione di tempo sì, ma accorgersene prima, ascoltando le proprie sensazioni, serve sicuramente a farci risparmiare tempo.
Ma puo’ essere importante anche mantenersi aperti, perché, talvolta, quello che percepiamo al primo impatto come poco piacevole in una persona, puo’ essere un meccanismo di difesa. E nel momento in cui si rilassa un po’ e abbassa le difese, possono uscire delle parti o delle qualità che potrebbero sorprenderci e che non avremmo immaginato subito. Come se, sotto ad una corazza evidente, si nascondesse un pancia tenera e fragile. E allora è bello andare oltre l’effetto pelle, quando la sensazione è stata di sgradevolezza di primo acchito, e lasciarsi impressionare da quello che viene dopo. Sorprendersi a cambiare l’idea che ci si era fatti inizialmente..Perchè, è anche vero, che l’apparenza puo’ ingannare, e che, a volte, certi segnali vogliono mascherare una vulnerabilità, o qualcosa che si vuole proteggere, e mostrare solo quando si ritiene sia il momento, o a chi si decide di farlo.
Oppure, quello che vediamo al primo impatto, puo’ risultarci sgradito perché rispecchia qualcosa di noi che non ci piace. Qualcosa che tentiamo di tenere nascosto. E che invece si palesa davanti e non lo accettiamo. Vorremmo ributtarlo nella nostra ombra, perché torni nascosto. Lo rifiutiamo in noi e quindi non ci piace negli altri. Qui è molto difficile riuscire ad accogliere e andare oltre. Occorre un grande lavoro di coscienza su di sè, e sulle proiezioni.
Talvolta puo’ accadere, invece, di avere la sensazione che una persona non ci convinca. Questo succede quando percepiamo dei messaggi non coerenti. Magari, a parole, la persona dice una cosa, ma il suo linguaggio corporeo ne esprime un’ altra. E questo i nostri sensi lo percepiscono e noi ci sentiamo confusi.
Ma c’è anche un altro effetto che ci puo’ ingannare. L’effetto alone.
Ovvero quando vediamo, in una persona, una qualità che ci piace e questa offusca tutto il resto, facendoci valutare in modo errato. La qualità viene estesa a tutta la persona, portando a non vedere e considerare altri lati, magari oscuri. A me, per esempio, questo accade spesso, inducendomi a vedere solo le parti buone e a non far caso ad altri segnali, e portandomi a sbagliare la valutazione. Mentre, invece, riesco a valutare molto bene una persona da quello che scrive, anche se non la conosco, perchè non deviata o sedotta da certi aspetti, verbali o corporei, che intervengono evidentemente nel contatto diretto.
Ma tutto questo cosa ci dovrebbe insegnare?
Di ascoltare le proprie sensazioni, ma darsi anche un po’ di tempo prima di arrivare a delle conclusioni.
E ricordare sempre quel proverbio indiano che dice:
“Prima di giudicare una persona ricordati di camminare per tre lune nei suoi mocassini”
(foto Pixabay e Patrizia Pazzaglia)
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MOLVENO (TN), il suo lago, i suoi monti, i suoi colori
Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.


Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.
In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.
Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.
La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.
Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.
Dal paese, una telecabina (ora funivia) permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.
Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.
In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.


E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.
Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

E quando viene il tramonto, il paesaggio del lago è ancora più affascinante. Senza poi parlare degli innumerevoli locali dove prendersi un aperetivo o godersi una cena con le specialità trentine.

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le sue mille sfumature di verde.

http://www.molveno.it/homepage
(foto di Patrizia Pazzaglia)
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Londra a 360 gradi dallo Sky Garden
La meraviglia di vedere tutta Londra dal 36° piano dello Sky garden, un grattacielo di specchi dalla forma strana e, per di piu’, gratis.
Questo è lo Sky garden: “sky” perchè si ha la sensazione veramente di essere in cielo, “garden” perchè al suo 36° piano si è all’interno di un bellissimo giardino, un vero e proprio parco pubblico, con giganteschi alberi di varie specie e piante, reso florido da tutte le vetrate dell’edificio.
Alto circa 160 metri, è situato poco oltre la Torre di Londra, nel quartiere della City, è un grattacielo commerciale, anche chiamato “The Walkie Talkie” .
All’ingresso i controlli sono molto serrati, come quando si è in aeroporto vengono controllate borse e zaini: un velocissimo ascensore conduce al 36° piano, dove si trova un bar e alcuni tavoli per chi volesse fermarsi a colazione o bere un caffè. La temperatura è quasi come all’esterno quindi purtroppo d’inverno è freddino.
Dalle aperture sulle vetrate si puo’ accedere al terrazzo esterno. Dal piano dove ti lascia l’ascensore si puo’ salire ulteriormente, con un scalinata al 37° piano, dove è presente anche un ristorante, e girare tutto attorno.
Visto che la salita è su prenotazione, non c’è mai troppa gente per cui si puo’ godere della meravigliosa vista di Londra dall’alto, potendo restare fino ad un ora al massimo, che è un tempo sufficiente.
Le date e gli orari per le prenotazioni escono ogni 15 giorni di lunedi, e finiscono abbastanza in fretta, pertanto conviene tener d’occhio il lunedì, per assicurarsi il giorno e l’orario preferito.
Dicono che l’ora piu’ bella sia il tramonto. Noi, per esigenze di tempo, siamo andati nel primo pomeriggio di una giornata non proprio serena. Il panorama è comunque spettacolare.
Se non si riuscisse a trovare posto con l’ingresso gratuito, è possibile prenotare, on line, uno dei bar o dei ristoranti presenti e godere comunque del paesaggio.
Pare che lo Sky garden si contenda il primato di miglior visione spettacolare di Londra con il grattacielo Shard (zona Southfork) a forma di scheggia, il piu’ alto in Europa, 310 metri, che si trova in linea d’aria proprio di fronte allo Sky garden. Lo Shard è un’opera di Renzo Piano, e si puo’ salire fino al 72 piano, ma a un costo di circa 30 sterline per adulto.
Lo Sky garden, comunque, vale proprio la pena, per godere la bellezza di Londra anche da un’altra prospettiva.
https://skygarden.london/sky-garden
(foto Pixabay e Patrizia Pazzaglia)
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Gli effetti di una madre invadente nella vita di un figlio
Una madre invadente è una madre ingombrante, che non lascia spazio.
Spazio per crescere.
Spazio per esprimersi.
Spazio per la costruzione di un’identità.
E’ una madre che ti insinua il dubbio, che ti rende insicuro e bisognoso.
Che fa leva sul senso di colpa, per acchiapparti.
E’ una madre manipolativa. Una madre che non sa amare incondizionatamente, ma solo alle sue condizioni.
Una madre invadente non ti crea sani confini, perché lei stessa non è in grado di rispettarli, i confini.
I figli di una madre invadente potrebbero subire i seguenti effetti (che ho semplificato a mio modo, affinchè siano molto chiari):
Effetto colabrodo: la persona è piena di buchi (virtuali), che lasciano passare troppo. Parole, opinioni, provocazioni, giudizi, che, in assenza di un filtro sufficiente, passano senza discriminazione. Manca il contenimento, la persona è troppo permeabile, quindi tutto la tocca. Facilmente la si puo’ ferire. Puo’ essere in preda a forti dubbi, che la immobilizzano o la tormentano. Pensa di sbagliare o di essere sbagliata.
Effetto dipendenza, cocco/a di mamma: la persona non è in grado di essere autonoma, di prendere decisioni, di fare scelte. Resta attaccata a cose e persone, come alla sottana della mamma. Poiché è stata controllata, tende a cercare essa stessa di avere il controllo sugli altri e su di sé.
Effetto camaleonte: la persona non ha potuto costruirsi una identità definita, e tende a trasformarsi in base alle circostanze, come un camaleonte che assume il colore dello spazio su cui si posa; si mescola agli altri, facendo fatica a discriminare tra sè e altro da sè. Non essendo riuscita a crearsi sani confini, in seguito all’invasione dei suoi spazi, non ha potuto imparare a proteggersi. Si identifica eccessivamente in qualcuno o qualcosa, e tende a vivere la vita degli altri.
Effetto “ripeto quel che ho subito”: la persona diventa invadente, o, al contrario, per non invadere tende a farsi piccola o ad annullare i suoi bisogni. Non sa intervenire al momento giusto, e quindi, dall’esterno, si ha la percezione che sia fuori luogo o fuori tempo. In particolare, in mancanza di un lavoro su di sé alle spalle, ripropone l’invadenza sui figli, essendo la modalità vissuta piu’ forte di lei; tende ad avere eccessivo controllo, e non li aiuta a costruirsi una buona autostima.
Effetto senso di colpa: poiché la madre ha avuto ed ha cosi’ tanto spazio, qualsiasi contrasto puo’ dar luogo al senso di colpa, ed essere destabilizzante, immobilizzante o vissuto con conflittualità. Una scelta non approvata puo’ essere vissuta come un tradimento, che genera, appunto, il sentirsi in colpa.
Una madre ingombrante te la porti dentro, e lascia poco spazio per te.
E così come madre, puoi restare dentro ai tuoi figli.
L’ingombro dipende anche da te, madre o padre che stai leggendo.
(foto pixabay)
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Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi
La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro
Catania

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.
Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.
Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.
E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.
Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.
Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.
Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.
Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!
La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!
Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.
Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.
L’Etna
Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.
Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/
Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.
Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.
San Vito Lo Capo
Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato su airbnb un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.
ecco il link dell’appartamento: appartamento San Vito Lo capo
Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.
Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.
Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!
Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi, la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.
Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!
I dintorni di San Vito
A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.
Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.
Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.
Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.
Segesta

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.
Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.
Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.
Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.
Palermo
In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.
Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.
Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi, facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.
Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia.
Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale! l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!
Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.
La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/
Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.
In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..
La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!
Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.
E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.
Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.
E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.
Pertanto, è una meta super consigliata!
settembre 2017
(foto di Patrizia Pazzaglia)
tutti gli articoli sulla Sicilia qui
I nostri resort low cost alle Maldive
Sono stata 5 volte alle Maldive, sempre in resort non lussuosi, di fascia bassa, convinta che alle Maldive il vero lusso sia il mare, e quel che offre, e la spiaggia.
Per contenere i costi, sempre nell’atollo di Male, non distanti dall’aeroporto e raggiungibili con barca veloce.
Reef e mare non hanno nulla da invidiare ai resort piu’ lontani.
Certo ci si priva del costoso ma sicuramente meraviglioso viaggio in idrovolante, da dove sorvolando gli atolli si gode di uno spettacolo unico. Se si viaggia comunque di giorno, anche all’atterraggio del volo intercontinentale si puo’ vedere uno spettacolo niente male.
Dopo aver visto un atterraggio in mezzo al mare, davanti all’isola di Biyadhoo, di un idrovolante, in seguito a maltempo, non sono neanche piu’ certa che costituisca per me una grande attrattiva, l’idrovolante. I viaggiatori sono rimasti parecchie ore a dondolare in mare aperto, finchè dal resort, una barca è andata a prelevarli, visto che il tempo non dava prospettive di miglioramento. La speranza era che non avessero l’aereo di ritorno, perchè se cosi’ fosse, l’avranno sicuramente perso.
Guesthouse o resort low cost
Ultimamente sono state aperte numerose guesthouse alle Maldive, e prima o poi vorrei fare anche quella meravigliosa esperienza, che permette di essere a contatto con gli abitanti e di toccare da vicino una realtà piu’ autentica.
Fino ad ora, la scelta è ricaduta sui resort low cost, rispetto alle guesthouse, per alcuni motivi che elenco:
-la stagione in cui siamo andati (la nostra estate), che potrebbe portare anche pioggia, per di avere spazi piu’ ampi (lounge, bar, ecc.), dove passare il tempo nell’attesa del ritorno del sole, rispetto ad una camera di una guesthouse
-il buffet dei resort, avendo una bambina che non mangia di tutto, rispetto ai pasti fissi, che lasciano poca possibilità di scelta e varietà
-la possibilità di fare snorkelling in qualsiasi momento, senza dover fare escursioni ogni giorni visto che noi siamo piuttosto pigri (questo elemento puo’ essere visto anche a favore, nel senso che il poter fare molte escursioni -spesso incluse nel prezzo- è sicuramente allettante e se si sceglie una guesthouse che abbia il reef, oltre che la spiaggia privata, credo si possa trascorrere una bellissima vacanza)
-la probabilità di trovare un’isola con parecchi rifiuti
Comunque prima o poi voglio fare l’esperienza anche in guest house, ed essendomi già informata, ho stilato una lista di caratteristiche che un’isola con guesthouse o la guesthouse stessa deve avere perchè per me sia interessante.
Caratteristiche da considerare nella scelta di una guesthouse alle Maldive (mie personali preferenze)
-il reef facilmente raggiungibile attorno all’isola, per poter fare snorkelling quando si desidera, non dovendo quindi forzatamente andare in escursione
-la presenza di una bikini beach, vicina o comunque raggiungibile a piedi in poco tempo
-un’isola con non troppe guesthouse, per non trovare troppo affollamento sulla spiaggia, e non troppo costruita
–prezzi non superiori a un resort (di livello economico)
–arredamento gradevole e spazi a disposizione oltre la camera (per eventuale maltempo)
–ottime recensioni
-un’isola sia tenuta bene, senza troppi rifiuti in giro
-possibilmente con una certa varietà di cibo o la possibilità di trovare altri ristoranti oltre la guesthouse
Non siamo grandi bevitori di alcolici per cui non ci tocca questo divieto.
I nostri resort low cost
I resort dove siamo stati hanno costi che possono equivalersi (se acquistati dai tour operator tedeschi) a quelli delle guesthouse.
Riporto qui qualche informazione e foto.
Biyadhoo: amata o odiata, Biyadhoo è un’isola all’insegna della semplicità, come strutture, e sicuramente non rispecchia l’immaginario di molti delle Maldive, per la mancanza di lusso.
Ma è un’isola molto particolare, la sua vegetazione selvaggia la rende unica. La parte interna, lasciata a se stessa, assomiglia ad una giungla, gli alberi immensi con tronchi giganteschi o le liane che scendono dai rami, fanno da padroni e costituiscono la maggior fonte di ombra, arrivando a volte fino al mare, e sono un divertimento per i bambini.
L’unico bar presente diventa un punto di ritrovo e per conoscere gli altri ospiti e socializzare. Assieme al diving, gestito egregiamente da italiani, è il motivo aggregante dell’isola.
Il ristorante, tanto criticato perchè in ambiente chiuso, assomiglia piu’ ad un’osteria di Bologna, buio e con tutte le finiture in legno, ma dai finestroni sembra di essere in mezzo alla giungla, e la qualità del cibo (in particolare pane, pizza e focacce e i dolci) e la gentilezza e disponibilità del personale compensano l’estetica. I cuochi erano sicuramente baby friendly! Quando ci vedevano arrivare ci chiedevano cosa desiderasse mangiare la nostra bambina quel giorno, perché di solito richiedevamo carne senza sughi e spezie o qualcosa che le potesse piacere.
Le camere sono in palazzine a 2 piani, sicuramente non belle, ma pulite e funzionali, a pochi passi dalla spiaggia, da cui non si scorgono.
Sono abbastanza ampie, sempre stile pensione in riviera, ma alle Maldive, non bisogna dimenticarlo. Sicuramente meglio il blocco verso ovest dalla 66 alla 73 (quelle di lato piu’ grandi 66 piano terra, 70 I piano) perché davanti la vegetazione è meno folta e si vede meglio il mare. Quelle dalla parte est, non hanno praticamente spiaggia. Consiglio pertanto prima di partire, di inviare una mail per richiedere le stanze dalla parte della spiaggia.
Il reef è il vero valore aggiunto di Biyadhoo. Meraviglioso. Accessibile da tre quarti dell’isola, è vicino e raggiungibile con poche pinnate.
Animazione inesistente, solo uno spettacolino maldiviano una volta alla settimana, qualche gioco a disposizione, come gli scacchi e le freccette.
Noi a Biyadhoo siamo stati benissimo, per cui per me è superconsigliata. Mia figlia, che all’epoca aveva 8 anni e non voleva andare alle Maldive perchè non c’era la piscina, se ne è innamorata, e l’anno dopo ci è voluta tornare.
Qui la mia recensione su tripadvisor per la vacanza del 2013
Fihalhohi: rappresenta un buon compromesso tra struttura carina e reef notevole.
Una grande spiaggia con palme piegate in tutte le maniere, che piu’ ricordano i poster delle Maldive, si trova nel lato piu’ vicino al reef, che si raggiunge proprio velocemente.
Le camere sono in strutture a uno o due piani, con tetto di paglia, molto gradevoli alla vista e negli arredi e confortevoli. Solo una parte di queste non ha spiaggia davanti (consiglio pertanto prima di partire, di inviare una mail per richiedere le stanze dalla parte della spiaggia).
L’isola dispone anche di alcuni bungalow overwater in legno, semplici e non troppo invasivi. Da questo lato, raggiungere il reef è piu’ un problema per la lontananza.
Da evidenziare che i lettini in spiaggia, sono abbinati alle camere, con numero sul retro, pertanto, qualora si voglia cambiare posto, occorre tirarseli dietro (cosa non sempre agevole) o, occupandone altri, si rischia di vedere arrivare qualcuno a reclamarli.
Il ristorante è gradevole, sotto il suo enorme tetto in legno, anche se abbiamo trovato migliore qualità a Biyadhoo. Da evidenziare che praticano la politica del table sharing, per cui, se si è solo in 2, ci si puo’ trovare in tavolo con qualcun’altro e non so quante possibilità ci siano di evitarlo: come scappatoia forse ci si puo’ accordare sull’orario dei pasti con i compagni attribuiti.
Sono presenti altri spazi di ristoro molto carini, con tv, bigliardino, ping pong e in qualche serata fanno spettacoli di musica.
Ci sono 2 bar molto gradevoli, uno da cui godere tramonti meravigliosi e uno vicino al ristorante, rialzato sul mare.
Il diving è gestito da tedeschi.
Qui abbiamo fatto una meravigliosa escursione di pesca al tramonto, con successiva cena, al resort, con il pescato.
Particolarità che puo’ non piacere: al centro dell’isola c’è un’antenna che svetta nel cielo, ma si vede soltanto all’arrivo e alla partenza.
Anche qui, siamo stati benissimo, quindi mi sento di consigliare anche questa isola.
Embudu: la mia prima volta nel lontano 1987, un’esperienza incantevole, in un’isola basica, con una bellissima lingua di sabbia
In quest’isola non c’era neanche l’acqua dolce, ma solo quella desalinizzata, pertanto per lavarsi doveva essere usato il sapone utilizzato sulle barche, adatto all’acqua marina, oppure, in alternativa, si poteva fare la doccia al primo acquazzone.. Unico difetto di allora, il menu’, spiccatamente per tedeschi, non al buffet.. un po’ come essere alla pensione Maria, senza possibilità di scelta.
Ci sono tornata nell’estate 2018, e l’isola ancora merita, soprattutto per l’ottimo rapporto qualità prezzo, soprattutto se prenotata con i tour operator tedeschi!
I bungalow sono stati ristrutturati, sono essenziali, ma funzionali e tenuti ottimamente, con bagno molto ampio, tutti vicinissimi al mare in quanto l’isola è piccolissima!
Hanno costruito pochi overwater, abbastanza bruttini a vedersi e in posizione non proprio favorevole, vicino al diving e ai generatori, ma dai vari pontili su cui si puo’ passare si vedono già tantissimi e coloratissimi pesci, tra cui molti squaletti.
Esiste poi una palazzina con camere economy, per chi volesse risparmiare ancora di piu’ (la posizione non è molto felice).
Purtroppo hanno dovuto costruire molti muretti per evitare che il mare mangi molta parte della spiaggia, e non è possibile girare su tutto il perimetro in quanto in alcune zone la vegetazione arriva fino al mare.
Hanno anche dovuto mettere dei sassi per proteggere una lingua di sabbia, creando una specie di istmo, che comunque è diventato un punto, a mio avviso, carino e ricco di fascino.
Le spiagge più belle sono quelle limitrofe alla lingua di sabbia.
Al contrario di altre isole dove sono stata, Embudu risente molto del fenomeno delle maree, quindi il paesaggio puo’ cambiare durante il giorno.
All’interno, non ci sono stradine o vialetti solo sabbia, io non ho neanche messo le ciabatte in 12 giorni che sono rimasta. Appese agli alberi, tantissime amache e dondoli per rilassarsi.
Il ristorante è aperto, molto grande e un po’ buio e la parte del buffet non è particolarmente addobbata, per cui fa un po’ effetto mensa. Alla sera spesso fanno la griglia fuori dal ristorante. Pero’ sono molto efficienti e attenti. Appena finisce qualcosa dal buffet vanno subito a rifornire. Il cibo è spesso piuttosto piccante e speziato, il curry è immancabile, insomma soprattutto di gusto asiatico. Per cui a volte è capitato che nostra figlia non trovasse qualcosa di semplice e che sia dovuta ripiegare di frequente a pasta o riso. Pero’ pane, dolci e frutta c’erano sempre in abbondanza (anche verdure per chi gradisce), ed erano anche molto buoni.
Ci sono 2 bar, uno con anche sedie sulla sabbia e uno sul mare, sono entrambi molto gradevoli. Qualche sera alla settimana suona un gruppo o fanno la serata disco, o proiettano le diapositive del diving, insomma l’intrattenimento è proprio molto soft.
Ma la vera sorpresa dell’isola è stato il reef, vicino e facilmente accessibile. Mai visti, sia nelle altre isole delle Maldive che in Mar Rosso tanti pesci e tante varietà! Un giorno siamo stati mezz’ora ad osservare una tartaruga che mangiava i coralli poi risaliva a respirare, voltandoci stavano passando 2 aquile di mare, piu’ in là uno squalo pinna bianca, anemoni con pesci pagliaccio, polipi, e branchi, tantissimi branchi di pesci di tutte le specie! Purtroppo i coralli hanno perso gran parte del loro colore, ma lo snorkeling ad Embudu è qualcosa di pazzesco.
Embudu sicuramente la consigliamo, siamo stati a luglio, eravamo gli unici italiani e siamo stati veramente benissimo!
Qui le recensioni piu’ attuali dell’isola, che sono ancora positive
https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g4324375-d478404-Reviews-Embudu_Village-Embudu.html
Thulhagiri: in conclusione da un tour nella splendida Sri Lanka (un abbinamento meraviglioso), sono giunta a Thulhagiri, a una ventina di minuti di barca da Male, nel 1988, ma l’isola ha ancora ottime recensioni.
Piccola ma deliziosa, ha dei bungalow con tetto di paglia sulla spiaggia molto carini e un ristorante sulla sabbia delizioso. Ricordo una bellissima laguna, un reef ricco di pesci, e anche un interno molto ordinato e gradevole.
qui le recensioni dell’isola
Inutile dirlo, le Maldive per noi restano uno dei posti piu’ belli del mondo..
tutti gli altri articoli sulle Maldive qui
(giugno 2018)
foto Patrizia Pazzaglia
e per chi volesse trovare informazioni su alloggi alle Maldive, un sito molto utile è:
https://nonsolomaldiveforum.forumcommunity.net/
e la relativa pagina facebook
https://www.facebook.com/groups/nonsolomaldive/?fref=nf
Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente
Mia figlia adolescente scrive, in un tema, come ha vissuto un viaggio a sorpresa a Londra con la visita agli Harry Potter Studios.
Un desiderio che si avvera e le riflessioni sui valori che vengono trasmessi dall’autrice della saga, J.K. Rowling.
Tutto iniziò il 23.11.2017, il giorno del mio compleanno.
Per i miei 13 anni avevo chiesto ai miei genitori un viaggio a Londra.
Come al solito mi sono alzata prima di andare a scuola, e come tutti gli anni, sul tavolo da pranzo c’era una sorpresa. Ma quest’anno non c’era niente di piu’ di una busta e aprendola, la sorpresa è stata grande: dentro c’era un biglietto aereo per Londra, e già la mia gioia era immensa, pero’ ho notato che c’era un altro biglietto accanto. All’inizio non avevo capito cos’era, forse per l’intontimento dell’essersi appena svegliati, o per la sorpresa, forse perché in fondo avevo già intuito cos’era ma non ci volevo credere. Ma è stato tutto chiaro e limpido quando ho visto la scritta: “WB Studios Harry Potter”. Li’ il mio cuore ha cominciato a battere a mille. Ero pazza di gioia.
Infatti io avevo desiderato andare a Londra, non soltanto perché questa città mi aveva sempre attratto e sin da piccola avrei voluto andarci, ma anche perché li’ ci sono gli WB Studios a tema Harry Potter. Essendo un’amante del capolavoro letterario scritto dalla Rowling e dei film, era il mio sogno visitare gli Studios, contenenti tanti oggetti di scena originali, gli indumenti indossati dagli attori, e moltissimi set.
Alla vista dei biglietti sono rimasta sconvolta, anche perché sapevo che questi erano difficilissimi da trovare.
E così dopo pochi giorni, io e i miei genitori abbiamo preso l’aereo per andare a Londra. Ci saremmo stati fino al giorno successivo. Il viaggio era infatti abbastanza corto, ma ero comunque felicissima. Nel tempo che non siamo stati agli Studios, abbiamo visitato la città, che come immaginavo è bellissima. Abbiamo visto il Big Ben (il famoso orologio), che era proprio davanti al nostro hotel, il Tamigi (il fiume piu’ lungo di Londra), il cambio della guardia a cavallo (rituale che celebra il cambio fra le guardie che sorvegliano il palazzo reale), Buckingham Palace (dove alloggia la regina), il Tower Bridge e siamo saliti anche sullo Sky Garden (che è un grattacielo con la caratteristica di avere un grande giardino botanico sul piano piu’ alto). Ho detto subito ai miei genitori che avrei voluto tornarci per vederla meglio, perché mi è piaciuta tantissimo.
Ma il momento piu’ da me atteso sarebbe arrivato alle 14 del 28.11. Infatti a quell’ora, a Victoria Station (la stazione piu’ grande di Londra), è arrivato un pullman pronto per portarci agli Studios, con un piacevole viaggio di un’ora e 30 minuti, accompagnati dalla proiezione di un film di Harry Potter.
Arrivati alla meta, un’enorme entrata ci aspettava con una grande scritta che recitava “The making of Harry Potter. WB Studios”.
Presto avrei scoperto che gli Studios erano piu’ che enormi, ma prima ci siamo fermati allo shop all’ingresso, per scambiare i miei soldi (il regalo da nonni e zii per il compleanno) con tantissimi e bellissimi gadget che desideravo, come una bacchetta magica, calzini, maglie, collane e l’immancabile sciarpa della casata (Griffondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero) che nel mio caso spicca dei colori di Griffondoro, rosso e oro. In quel negozietto avrei voluto comprare di tutto, ma i soldi dati dai miei zii erano ovviamente limitati e gli oggetti del negozio erano un po’ costosi.
E poi sono entrata in un mondo magico. E’ stato come essere proiettati dentro uno dei film. Oggetti di scena magnifici, curati dettaglio per dettaglio, i vestiti originale esposti, un sacco di set usati per il film. C’erano anche i meccanismi usati per le scene, come ad esempio le scope volanti e i manichini degli animali fantastici che appaiono nei film, e le statue di cera che servivano come controfigura per i personaggi piu’ strani, sembravano che si potessero animare da un momento all’altro.
Era come trovarsi ad Hogwarts. Era tutto fantastico. Questi Studios sono enormi, infatti contengono persino il treno originale usato per le scene al binario 9 e ¾ e l’enorme “modellino” di Hogwarts, usato per le scene in esterna. Per me era il posto piu’ bello del mondo. E anche se avevamo un tempo limitato perché sarebbe tornato l’autobus a prenderci dopo 3 ore e mezzo, io ci sarei voluta restare ore e ore, giorni e giorni. A guardare e riguardare tutto per cogliere ogni minimo particolare e perdermi in tutta quella bellezza.
Dopo questo viaggio in moltissimi, fra amici e professori, mi hanno chiesto
“Ma perche ti piace Harry Potter e per te cosa significa?”.
E dopo aver riflettuto la mia risposta è che Harry Potter mi piace, oltre perché si possiede una bacchetta per far le magie ed è tutto magico (il che sarebbe troppo figo), perché J.K. Rowling ha voluto trasmettere l’importanza di tanti valori che, spesso, trascuriamo, come l’amicizia, il coraggio e l’amore. E che anche se siamo definiti un po’ diversi, non bisogna nascondersi o rifugiarsi nei sogni per poi dimenticarsi di vivere.
Perché, come dice Silente,
“ La felicità si puo’ trovare anche negli attimi piu’ bui, se solo ci si ricorda di accendere la luce”.
Testo di Giada – compito di III media, testo a tema libero
(foto di Patrizia Pazzaglia)
L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando
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Verso la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra
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Due giorni a Londra, inclusa la visita agli Harry Potter Studios: come organizzare il tour, vedendo le cose fondamentali, acchiappando un ottima offerta volo!
Da molti anni non tornavo a Londra e a volte si trovano offerte cosi’ allettanti per la città che non si riesce a resistere!
Grazie a una di queste, con Ryanair abbiamo prenotato a meno di 50 euro in 3, nel mese di agosto per novembre, come regalo per il compleanno di Giada, nostra figlia pre adolescente, che già da un po’ chiedeva di visitarla.
Quindi, una pazzia andare a Londra per 2 giorni, cercando di vedere il piu’ possibile ed inoltre aggiungere gli Harry Potter Studios? Noo! Si puo’ fare.
Vi racconto come.
Londra non è una città semplice, pur essendo molto ben organizzata, si deve studiare molto per visitarla bene, dall’organizzazione dei trasporti, alla prenotazione/programmazione delle attrazioni o monumenti da vedere, studiando la conformazione della città..figuriamoci poi se, avendo solo 2 giorni, si vuole cercare di vedere il piu’ del possibile. Occorre ottimizzare spostamenti e visite. Se aggiungiamo poi che, durante il periodo di tempo che è trascorso tra la prenotazione e la partenza, a nostra figlia è nata la passione per Harry Potter..andare a Londra senza portarla agli Harry Potter WB Studios avrebbe rovinato la sorpresa, quindi non era possibile!! Per cui, all’ultimo momento, scombinando tutta la mia pianificazione del tour della città, e con tutti i rischi che un ritardo del volo ci avrebbe potuto far correre (con conseguente perdita dei soldi di un costoso biglietto d’ingresso agli Studios non rimborsabile) abbiamo inserito anche questa sorpresa!!
Di seguito l’elenco di tutto quello che siamo riusciti a vedere in 2 giorni.
Vedere Londra in due giorni
giorno 1:
-Westminster e Big Ben (da fuori)
-cambio della guardia a cavallo
-Trafalgar square
-Picadilly circus e Leicester square
-Buckingam Palace e Regent park
-Victoria station
-Harry Potter studios
-King Cross e Saint Pancraz
giorno 2:
-Covent Garden
-da London Bridge a Tower Bridge (con Tower Bridge Exibition)
-Torre di Londra
-Ledenhall market
-Sky garden
Informazioni utili
Trasferimento aeroporto di Stansted- centro città Londra
Dopo aver acquistato il volo, ho comprato subito il biglietto del treno per raggiungere la città dall’aeroporto: partendo con Ryanair, e arrivando a Stansted, il modo piu’ veloce è utilizzare lo Stansted Express, un treno che in circa 45 minuti, con frequenze di 15 minuti arriva a Liverpool station, da dove si puo’ prendere la metropolitana per il centro città. Come alternativa ci sono i bus, soggetti pero’ al traffico su strada e quindi potenzialmente con tempi più lunghi. I biglietti dello Stansted Express si trovano spesso in offerta se si acquistano con un certo anticipo, per esempio noi li abbiamo pagati a metà prezzo acquistandoli ad agosto per novembre. L’altro grosso vantaggio di utilizzare questo treno, è che con l’acquisto dei biglietti, come con altri delle National Rail Service, c’è la possibilità di usufruire del 2×1 per l’acquisto dei biglietti di molte attrazioni: ciò significa che in 2 si paga solo 1 biglietto. Per usufruire di questa offerta, occorre sempre portarsi il biglietto cartaceo del treno e stampare il voucher per le attrazioni desiderate. Il mio suggerimento è quello di scegliere prima da casa quelle che interessano e stampare tutti i voucher, per poi decidere quali utilizzare una volta a destinazione, in base ai tempi. Le attrazioni non sono solo ingressi a musei, monumenti o altro, ma anche tour guidati e ristoranti particolari e sono tantissime. Per esempio noi abbiamo utilizzato il voucher per avere lo sconto sull’ingresso al Tower Bridge.
Londra: lo Stansted Express e i biglietti delle attrazioni 2×1
Un consiglio per il volo di ritorno: è opportuno partire dal centro città almeno 3 ore e mezzo prima: i controlli in aeroporto potrebbero prevedere tempi lunghi.
Alloggio a Londra
Tra consigli di amici che erano stati di recente e lo studio sulla mappa delle attrazioni, ho cercato di capire dove fosse logisticamente meglio alloggiare con cosi’ poco tempo e dove mi piacesse di piu’. Mi occorreva una zona comoda per ridurre i trasferimenti, un posto vicino a una stazione della metropolitana e contestualmente in una zona che avremmo voluto visitare. Avrei voluto anche un posto dove, arrivando con la metropolitana, mio marito e mia figlia potessero esclamare “wow!! e capire subito di essere a Londra. Dopo varie ricerche, ho scelto nela zona di Westminster, il Premier Inn County Hall, edificio sul fiume, appena attraversato il Westminster Bridge e a fianco al London Eye, e dove, all’uscita della metropolitana, abbiamo avuto subito la visione del Big Ben e Westminster Houses of Parliament.
Gli hotels della catena Premier Inn, sono una soluzione ottimale per Londra, la maggior parte sono ubicati in pieno centro e vicino ai principali monumenti o punti turistici, e hanno ottime recensioni. Un po’ costosi in alcune date, come le nostre, in considerazione del fatto che si era già in periodo natalizio, ma sicuramente non si corre il rischio, non così poco frequente a Londra, di trovarsi in una sconfortante bettola, anche se solo per una notte (era pur sempre un regalo per il compleanno di nostra figlia!). Altro grandissimo vantaggio che offrono gli hotel della catena è cancellazione gratuita fino alle 13 del giorno di arrivo.

Biglietti per i mezzi pubblici a Londra: Oyster Card e Travel Card
Una volta acquistato il biglietto del transfer dall’aeroporto, è la volta di studiare il tipo di abbonamento da scegliere per i mezzi pubblici. Anche per soli 2 giorni non è conveniente acquistare singoli biglietti, risultano piu’ economici gli abbonamenti chiamati Oyster Card o Travel card. Per capire quale era il piu’ adatto per noi, mi sono affidata a questo comodo schema: https://www.visitbritainshop.com/italia/london-transport-which-ticket-to-buy/#qualsiasi orario
Noi alla fine abbiamo optato per la Oyster Card pay as you go, comprata allo sportello della stazione di Liverpool street, dove siamo arrivati con lo Stansted Express, prima di prendere la metropolitana; la tessera costa 5 sterline (che vengono rimborsate recandosi allo sportello e restituendo la tessera prima della partenza) e si puo’ caricare per l’importo che si presume di spendere. C’’è un limite giornaliero di spesa per cui, dopo 3 corse non si paga più (per bambini e ragazzi le tariffe sono inferiori). Qualora si terminasse il credito, si puo’ ricaricare la tessera agli sportelli automatici presenti in ogni stazione. La tessera funziona semplicemente appoggiandola dove c’è l’apposita figura, prima delle porte di accesso alla metropolitana. Se si è in possesso di una carta di credito contacless, si puo’ anche fare a meno della tessera, caricando quella.
Informazioni su monumenti e attrazioni a Londra
Dall’ultima settimana di novembre Londra ha già gli addobbi natalizi, quindi la città è spettacolare. All’interno di Hyde park viene allestito Winter wonderland, con i mercatini di Natale, ruota panoramica e tantissime attrazioni per bambini. Noi con poco tempo abbiamo visto tutto soltanto passando con il bus . Qui il link http://hydeparkwinterwonderland.com/
Alcune zone delle Houses of Parliament di Westminster e il Big Ben sono in restauro fino al 2021, per cui ci sono parecchie impalcature, il Big Ben, per esempio non si vede quasi, purtroppo.
Il cambio della guardia a cavallo, a cui abbiamo assistito al posto di quello a Buckingham Palace che avviene a giorni alterni e che è sempre molto affollato, viene fatto a Whitehall, subito dopo Downing street 10, nella Parliament street che va da Westminster a Trafalgar. E’ molto suggestivo e ha luogo ogni giorno alle 11. Merita indubbiamente.

Trafalgar square ha sempre il suo fascino, con la National Gallery sul fondo e i classici bus double decker, tipici di Londra che passano di fronte alla piazza.
Picadilly circus in questo momento (novembre 2017) è in restauro e secondo il mio parere ha perso molto del suo fascino rispetto al passato. l’adiacente Leicester square, invece è molto carina, soprattutto con gli addobbi natalizi.
A Buckingham Palace siamo arrivati dal vialone pedonale, partendo dal Wellington Arch, per la Constitution Hill, fiancheggiando St. James park. Qui abbiamo visto i famosi scoiattoli che giravano per il parco e siamo riusciti anche ad avvicinarli. Abbiamo poi proseguito fino a Victoria station, dove dovevamo prendere il pullman che ci avrebbe portato agli Harry Potter studios, di cui parlo in seguito.
Tutto questo percorso l’abbiamo fatto in una mattinata.

Al ritorno dagli Studios, oltre le 20, passati per King Cross, per vedere il famoso binario 9 e 3/4 che è stato un po’ una delusione, perché intanto non è sul binario, ma è un muro a fianco al negozio omonimo che vende articoli di Harry Potter, e poi a una certa ora di sera, il carrello e valigia viene rimosso (mentre durante il giorno c’è la possibilità di fare foto a pagamento). Quando siamo arrivati noi, c’era soltanto il muro e la scritta “Hogwarts”. Vale comunque la pena visitare il negozio, che ha articoli differenti rispetto a quelli dello shop agli studios, dove abbiamo comprato la famosa sciarpa di Griffondoro bordeaux e gialla. King Cross e Saint Pancras anche alla sera, soprattutto con le luminarie sono molto affascinanti.
Covent Garden in periodo natalizio è veramente essere splendida e assolutamente da non perdere. Una colazione, un te, un giro tra i banchetti e per le esibizioni degli artisti di strada che si fermano nella piazzetta sottostante vale assolutamente la pena. Le vetrine adobbate a Natale sono meravigliose, come anche il grande albero della piazza, e nei banchetti si trovano cose molto particolari. Per gli amanti di Harry Potter si possono acquistare felpe e tee shirt belle e di buona qualità, a prezzi molto piu’ bassi di quelle dei negozi specifici.

London Bridge al Tower Bridge, meritano una passeggiata costeggiando il fiume. La zona di Southwark, riqualificata e con tanti elementi di modernità, mi è piaciuta moltissimo. Al Tower Bridge siamo saliti per la visita alle torri acquistando, con il 2×1, il biglietto per il Tower Brigde Exibition. Quello che a me interessava di più era il passaggio che collega le 2 torri, con fondo di vetro. Vedere passare sotto di me, sopra al fiume, a 30 metri piu’ sotto i veicoli sulla strada è stata inizialmente un’esperienza da paura!
Poi, superato il primo momento di vertigine in cui ho appoggiato i piedi sul vetro, è stato super emozionante!!! Con il biglietto si puo’ visitare anche la stanza delle macchine, dove è possibile vedere i bellissimi vecchi motori e ingranaggi che permettevano, in passato, al ponte di alzarsi.
Consiglio: esiste un calendario con le date in cui il ponte si apre, il massimo della spettacolarità sarebbe pertanto trovarsi sul percorso a vetri nel momento in cui i due lati della strada si alzano e passa l’imbarcazione.
La passeggiata lungo la Torre di Londra è veramente piacevole. Da una parte c’è il fiume e dall’altra il castello, che sicuramente meriterebbe, tempo permettendo, una visita al suo interno.
Non lontano dalla Torre di Londra , ci siamo trovati, per caso, nelle stradine del Lendhall market, che diventa un posto magico con gli addobbi natalizi. Abbiamo deciso di fermarci lì per pranzo, avendo la prenotazione per le 15 per lo Sky Garden, l’alto edificio che al 35 piano ha un giardino panoramico con terrazzo a vetrate, con vista a 360 gradi su Londra. Lo Sky garden è gratuito pero’ i biglietti vanno prenotati. Al lunedì escono le disponibilità per le 2 settimane successive, per cui è consigliabile tenere sotto controllo i lunedi per poter trovare la disponibilità del giorno della settimana e dell’orario preferito. Gli ingressi sono a 15 minuti di distanza l’uno dall’altro e il massimo tempo di permanenza è di 1 ora. In caso non si riuscisse a trovare disponibilità, si puo’ decidere di andare e consumare in uno dei bar o ristoranti che sono presenti prenotando gratuitamente on line. Sul sito si trovano anche i menu’.
Nel locale a vetri, con giardino costruito sulle scale, pieno di enormi alberi e piante, è presente anche un bar e un terrazzo esterno. E’ piuttosto freddo restando anche al chiuso, ma la vista su tutta Londra è spettacolare. Attenzione ai controlli per l’accesso perché sono come quelli in aeroporto.
Harry Potter Studios a Londra
Per visitare gli Harry Potter WB Studios è consigliabile prenotare sul sito https://www.wbstudiotour.co.uk/ con notevole anticipo se si vuole trovare posto, scegliendo il giorno e l’orario preferito e spendendo la cifra giusta. Il trasporto, in questo caso, deve avvenire in autonomia ma è molto semplice: dalla fermata della stazione della metropolitana di Euston si prende il treno della National Rail che arriva a Watford Junction. Il treno parte ogni 15 minuti e il viaggio da London Euston a Watford Junction dura 20 minuti e costa 9,5£ circa, andata e ritorno A Watford Junction, sulla destra, all’uscita della stazione c’è un pullman con immagini di Harry Potter, che porta direttamente agli Studios. Il biglietto del pullman costa 2£ andata e ritorno.
Se invece, non si trova piu’ posto sul sito WB, si puo’cercare on line qualche agenzia che venda pacchetti che comprendano il biglietto d’ingresso comprensivo del trasporto (è l’unica alternativa alla prenotazione sul sito WB), e che costano quasi in doppio ma non sono poi male, in quanto il vantaggio è che si sale su un pullman brandizzato, vicino a Victoria (o in alternativa, a Baker street) e si scende comodamente dopo poco piu’ di un’ora di viaggio, agli Studios. Sul bus vengono proiettati i film di Harry Potter. Si hanno a disposizione circa 3 ore e 15, 3 ore e 30, per la visita, tempo sufficiente anche per andare al negozio e fare acquisti e fermarsi a gustare la famosa burro birra, una bibita dolce gasata con sopra una specie di panna montata al caramello !! Attenzione: i biglietti non sono assolutamente rimborsabili.
Le agenzie on line che propongono il tour sono diverse, la mia scelta è ricaduta direttamente dal fornitore che lo propone anche alle altre, che si chiama Golden Tour, da questo sito https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter-con-transfer. Siamo rimasti molto soddisfatti sia dagli Studios, che dal servizio ricevuto, nonostante la maggiorazione di costo.
Tutti i dettagli della visita agli Sudios
Verso la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra
Londra è sicuramente una città che merita sicuramente piu’ dei giorni che le abbiamo dedicato, ma nonostante cio’ con cosi’ poco tempo siamo riusciti ad apprezzarla a pieno!
La buona combinazione degli orari dei voli, partenza al mattino presto e ritorno alla sera tardi, ci hanno fatto godere del tempo a disposizione e fortunatamente tutto è filato liscio, ma occorre tenere ben presente il rischio che si corre per eventuali ritardi che potrebbero compromettere la vacanza!
E poi niente è più importante dell’entusiasmo di una tredicenne che dice di aver ricevuto il piu’ bel regalo di compleanno di sempre!
Qui il racconto del vissuto direttamente da mia figlia
Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente
e qui anche l’esperienza di Harry Potter anche a Orlando
https://www.facebook.com/unanimainviaggio/posts/2645080972377862
tutti gli articoli su Londra qui
novembre 2017
Salita sull’Etna, in Sicilia
Per arrivare sull’Etna, partiamo in auto da Nicolosi, dove abbiamo pernottato.
Percorrendo una meravigliosa strada, che attraversa paesaggi formati da pietra lavica, arriviamo a 1923 metri, dove si trova la funivia dell’Etna. Da li’, con una telecabina, si arriva fino a 2500 metri, al rifugio La Sapienza. Siamo pronti per salire sul vulcano piu’ grande d’Europa.
Durante la risalita, vediamo la terra della montagna assumere colori diversi, dal marrone, al rosso, al nero e c’è un silenzio da meditazione. Il paesaggio cambia, c’è anche qualche tratto con vegetazione, sopravvissuta evidentemente alle colate laviche.
Dal rifugio La Sapienza, partono pullman fuori strada che riescono a risalire la montagna di lava, lungo un percorso predefinito.
Ci fermiamo dentro al rifugio per vestirci, perchè là comincia ad essere freddo e soprattutto c’è un gran vento. Per chi non avesse scarpe ed abiti adatti (alcune persone, essendo estate sono arrivate in ciabatte), affittano scarponi, scarpe da trekking, bastoni da trekking, giacche antivento, e per l’inverno, ciaspole e slittini. . Noi comunque siamo saliti con normali scarpe da running e avevamo portato kway antivento.
I pullman ti portano fino ai crateri sommitali. Per salire occorrono circa 20 minuti.
Quando arrivi, lo scenario è veramente spettacolare e suggestivo. Sei a ridosso dei coni sommitali e da li’ godi di una vista, che spazia dal mare sino all’interno della Sicilia.
Con i piedi calpesti la terra lavica, puoi passeggiare sul crinale, guardarti intorno e vedere i crateri, da dove, quando ci sono le eruzioni, esce la lava.
Il terreno è nero, con chiazze rosse dovute al ferro, manganese e zolfo, eruttati e solidificati. Se provi a prendere in mano un po’ di quella terra nera, noti che è leggerissima.
Dal pullman, vieni assegnato ad una guida da seguire, che spiega quel che vedi, ti indica i coni eruttivi, ti racconta la storia delle eruzioni, ti mostra i punti fumanti nel terreno.
Lassu’ il vento è ancora piu’ forte, come si puo’ vedere da questo video.
Il vento non ci ha permesso di restare su quanto sarebbe meritato. La sensazione è proprio di essere a tu per tu con la forza della natura, che ancora una volta, ha saputo stupirmi.
Scesi di nuovo alla stazione di partenza della funivia dell’Etna, è da non perdere l’Etna Experience, un filmato in 7d, che dura solo pochi minuti, ma che fa vivere tutto quello che riguarda un vulcano prima e durante l’eruzione. Una simulazione con movimenti, vibrazioni, rumori, vento, acqua, sensazioni tattili, una delle quali mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla poltrona.
Da fare assolutamente dopo la salita, per evitare di restare traumatizzati dalla paura del crollo della funivia che viene simulato. Un’esperienza davvero terrificante!
https://www.funiviaetna.com/funivia-delletna/
settembre 2017
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(foto di Patrizia Pazzaglia)













































































































































































