Un adolescente in viaggio
Bratislava, un gioiello intrigante e colorito
Sarà perchè non mi aspettavo tanto da Bratislava, la capitale della Slovacchia (anche se avevo sentito dire che era carina), sarà per le persone che abbiamo incontrato, sarà per la bella stagione in cui l’abbiamo visitata, l’estate, ma per me è stata una vera sorpresa.
Non solo per me e mio marito, ma anche per l’adolescente tredicenne, il che è tutto un dire.
Come si arriva
Noi ci siamo arrivati non per scelta diretta, ma per avere piu’ giorni da trascorrere a Budapest, visto che la compagnia Wizzair con cui eravamo partiti, aveva una combinazione o troppo breve di voli, o in giorni lavorativi, che non ci potevamo concedere. Così ho trovato un ritorno conveniente con Raynair da Bratislava (destinazione Bologna), che avrei raggiunto da Budapest con un economico bus (Rejojet, 6,5 euro a persona, https://www.regiojet.com/, un ottimo modo per girare le città dell’Est) che si è rilevato anche molto comodo, con tanto di hot drink, giornali, visori inclusi nel costo del biglietto.
La compagnia Ryanair ha un paio di voli settimanali da alcune città d’Italia.
Trasferimento in centro a Bratislava e alloggio
All’arrivo, alla stazione dei bus, mi sono resa subito conto che non mi ero informata sul cambio e ho scoperto che la moneta usata in Slovacchia è l’euro.
Abbiamo incontrato subito persone cordiali, che vedendo che eravamo in difficoltà con la ricerca del bus nr. 70, ci hanno offerto spontaneamente di aiutarci, dandoci le informazioni. Non è semplice infatti capire, quando si arriva, dove andare a prendere l’autobus che ci aveva indicato l’host, per raggiungere l’alloggio. Quando finalmente lo troviamo, scopriamo che, per lavori in corso, è stato soppresso. Due gentilissimi ragazzi slovacchi ci dicono che dovremmo prendere un altro autobus, che non ci lascierà pero’ vicino al centro, ma che possiamo seguirli, se vogliamo, perchè loro devono prendere lo stesso mezzo. Quando scendiamo ci accompagnano fino alla zona pedonale, da dove si puo’ arrivare anche a piedi al nostro alloggio.
Visto il poco tempo che avevamo a disposizione, avevo prenotato un appartamento con Booking.com in zona centrale, nel complesso Beethoven Apartaments in Keglevich Palace (74 euro a notte in 3, scesi a 59 con lo sconto Booking).
L’appartamento, oltre che proprio centralissimo sulla via pedonale e vicino alla chiesa di s. Martino, è un delizioso sottotetto con mezzanine (per certe cose potrebbe essere piu’ curato ma è molto gradevole).
Bratislava e il cibo
Attraverso il passaparola di un’amica che era venuta a Bratislava un mese prima, andiamo a prendere il gelato alla Cremeria i Nonni, e qui conosciamo il simpatico Giuseppe Sapone, expat di origini calabresi che, mentre mangiamo il gelato migliore della città, ci racconta della vita a Bratislava e in Slovacchia, della sua esperienza, e ci consiglia un posto per la cena, e ci offre anche il caffè!
Il ristorante consigliato, lo Slovack Pub, https://www.slovakpub.sk/en/, è ubicato fuori dal centro pedonale, in un’area che non avremmo visitato, ma dove vale la pena fare un giretto. Oltre che avere buon cibo tipico slovacco (gnocchetti al formaggio di pecora e bacon arrostito, stinco, anatra, e altri tipi di carne e gulasch -carne, paprika, carote e patate-) è stupendo, sembra di entrare in un museo: nell’atrio ci sono quadri magiari, statue, nelle stanze corna di renna, e anche altri quadri.. merita anche solo un visita. E simpaticamente all’ingresso c’è scritto di sedersi dove si vuole :).
Il giorno seguente, per pranzo, facciamo uno spuntino in un posto, che avevo trovato per caso la sera prima leggendo un blog, che per noi che siamo dei gattari è stato irresistibile: un cat cafè. Ovvero un cafè dove vivono e girano liberi, con i proprietari, 8 bellissimi e coccolosi gatti. Ne parlo qui.
Prima di ripartire torniamo a salutare Giuseppe e a riprendere un altro buon gelato con i nuovi gusti del giorno. E anche a ringraziarlo per i consigli. E’ proprio una persona squisita, quindi vi raccomando di andare a trovarlo se vi trovate a visitare Bratislava http://inonni.sk/.
Bratislava cosa vedere
Il centro storico di Bratislava è un vero gioiello.
Case colorate, strade pulite, statue di bronzo che saltano fuori all’improvviso. Subito all’arrivo nell’area pedonale verso il nostro alloggio, la via Panska vediamo subito Cumil, la statua del un soldato che sbuca da un tombino, simbolo di Bratislava. E’ fortissima e tutti si vogliono fare una foto li’.
Scegliamo poi di iniziare il nostro giro partendo dalle mura che costeggiamo il duomo San Martino.
Visitiamo il duomo, in stile gotico, che con la sua guglia di 85 metri, domina il panorama del centro storico.
Poi girovaghiamo per le deliziose strade interne.
Arriviamo alla strada principale, la Michalska Ulica, che porta alla torre di San Michele con l’omonima porta di accesso alla città, l’unica delle 4 medievali rimaste. Gli edifici sono tutti colorati, il centro cittadino è proprio molto vivace.
Proseguiamo arrivando alla piazza principale, Hlavné Námesti, dove domina il vecchio municipio e dove si incontrano altri bellissimi palazzi.
Lungo la strada troviamo un negozio che vende caramelle, che ha in vetrina un castello tutto fatto di caramello! E’ meraviglioso, ce ne aveva parlato Giuseppe, quindi entriamo e vediamola lavorazione a mano del caramello, fino ad ottenere caramelle e lecca lecca e letteralmente sembra di vedere la famosa trasmissione “Come è fatto”!
Giada impazzisce, assaggiamo anche le caramelle, che sono squisite, meno il personale, non è molto loquace e sorridente (ma molti slovacchi sono cosi’). E ovviamente compriamo delle caramelle!
Durante la passeggiata, incontriamo altre statue di bronzo, caratteristica della città: in piazz,a proprio appoggiato ad una panchina, un soldato napoleonico, di fronte. una guardia, poco piu’ avanti il Bell’Ignazio che saluta col cappello, all’incrocio tra via Radničná e via Laurinská, il paparazzo, e Hans Christian Andersen, alla fine del lungo viale pedonale, contornato di giardini e localini che ricordano la Francia, che parte dalla piazza Hviezdoslav.
Ecco proprio sulla grande piazza Hviezdoslavovo domina il bell’edificio del Teatro Nazionale Slovacco.
In questa stagione ancora calda, ci sono dei refrigeratori sotto cui ci divertiamo a passare, ma ci immaginiamo come puo’ essere tutta questa area di Bratislava durante i mercatini di Natale..e Giada dice già che ci vorrebbe tornare per le feste!
Di fianco scorre il Danubio, sulle cui rive si possono godere magnifiche passeggiate e da cui si vede il castello che domina la città.
Sopraelevata, il Ponte Nuovo, una moderna strada che ha all’estremità un’alta costruzione detta Ufo, perchè sembra una navicella spaziale, dal cui skybar dicono si ammiri un panorama eccezionale.
Purtroppo, ho letto, che il ponte è stato voluto dal regime comunista per finalità propagandistiche e per dare un aspetto di modernità alla città sacrificando il quartiere ebraico e una parte delle storiche mura. Infatti la strada scorre proprio attaccata alla Cattedrale di San Martino, che sembra non ne tragga troppo beneficio a causa dei continui scossoni a cui è sottoposta per il traffico.
Il giorno successivo andiamo a visitare la famosa chiesa di Sant’Elisabetta, fuori dal centro storico. E’ comunemente conosciuta come “chiesa blu” e a vederla sembra fatta di marzapane, deliziosa!
Ci dirigiamo poi verso il castello, salendo a piedi sulla collina. Il castello è bianco, elegante, ben tenuto ed ordinato.
Antico avamposto dell’età romana, completamente ricostruito nel 1993, dopo essere stato distrutto da un incendio,è sede rappresentativa del Parlamento slovacco ed è uno dei simboli di Bratislava.
Non abbiamo visitato l’interno per mancanza di tempo, ma siamo riusciti a vedere un pozzo spettacolare, e gli splendidi giardini, oltre a passeggiare nel parco che gli gira attorno e che permette di vedere la città dall’alto, da tutti i lati.
Al ritorno ci fermiamo a pranzo nel catcafè di cui ho parlato prima.
Lasciamo a malincuore la città, che meriterebbe sicuramente un giorno in piu’. Non siamo riusciti a vedere palazzo Grassalkovich, fuori dal centro e magari sarebbe stato bello arrivare al Castello di Devin, o fare una delle tante belle attività che ci sono, anche per i ragazzi, il viaggio virtuale in 9d, l’adiacente gioco di specchi, entrambi nella via Zámocká, dove c’è anche il catcafè, prendersi un drink all’ice bar, e andare per pub e localini, gremiti di giovani e dall’aspetto invitante!
La città è uno splendore anche di sera, quando è tutta illuminata.
Per concludere, Bratislava è sicuramente una città speciale da visitare! La consiglio veramente a tutti!
Settembre 2018
(foto by Patrizia Pazzaglia)
Mille angolature di Budapest
Perchè mille angolature di Budapest?
Perchè ad ogni angolo in cui mi giravo, a Budapest, ero in preda allo stupore. Perchè ho cercato di vederla, Budapest, proprio da ogni angolo. Perchè la bellezza di ogni angolo mi riempiva di entusiasmo, e sentivo che scendeva e mi scaldava il cuore. Perchè di Budapest mi sono innamorata, e proprio di ogni suo angolo.
Budapest e i suoi ponti sul Danubio, le sue rive romantiche.
Budapest e le viste dall’alto, dal Budapest Eye, dalla chiesa di Santo Stefano, dalla Terrazza dell’hotel President, dall’alto di Buda, dalla Cittadella e dal Castello.
Budapest, i suoi palazzi sontuosi che ti costringono a camminare col naso all’insù. I murales, i ruin pubs, i mercatini e la vivacità del quartiere ebraico. La maestosità della Sinagoga.
Budapest che ti stringe il cuore con i suoi monumenti e contromonumenti in memoria della persecuzione degli ebrei.
Budapest e le sue statue che appaiono all’improvviso camminando, che ti strappano un sorriso, come se incontrassi un amico.
Budapest la goduria e la bellezza delle sue terme, come fare il bagno in un monumento e con vista sulla città.
Budapest e l‘imponenza dei suoi monumenti, il Parlamento, la Piazza degli Eroi, la Statua della Libertà, che domina in alto sulla città.
Budapest e il gulash, la birra Borsodi, i gnocchetti ungheresi e la parika ovunque. I kürtőskalács -camini in italiano-, tipici dolci preparati ancora sulle braci nel quartiere ebraico, e la torta Dobos della pasticceria Gerbeaud.
Budapest e le passeggiate, Vaci Utca, il lungo Danubio, la vista della città dal tram n.2, la meraviglia della linea 1 della metropolitana, rimasta come negli antichi splendori dell’impero austro ungarico.
Budapest e i suoi colori dorati al tramonto.
Budapest ogni angolo ti stupisce, e ti lascia senza parole, appagando i tuoi sensi e scaldandoti l’anima.
Raramente una città mi ha preso e coinvolto cosi’ tanto. Veramente entusiasmante e romantica.
Arrivo a Budapest e alloggio
Ho adorato Budapest non appena arrivata in città, scesa alla fermata del bus 100E, che dall’aeroporto mi ha portato in centro, fermata Kalvin Ter, quartiere Belvaros, consigliato dagli esperti del forum di Tripadvisor.

Strade ampie, palazzi e chiese, piazzette con bar e tavolini, mezzi di ogni tipo. Stradine con caratteristici localini. Il primo impatto, dalla strada per andare verso quello che sarebbe stato il nostro alloggio, non poteva essere migliore. Scelta assolutamente azzeccata come ubicazione.
Arriviamo al nostro appartamento, affittato tramite Airbnb, in Erkel Utca, una stradina laterale vista Great Market Hall, il grande e bellissimo mercato, traversa della via Raday, ridente e piena di ristoranti dove cenare.

Vicino ai mezzi di trasporto, metro, tram e barche pubbliche, e pochi passi dal meraviglioso Danubio, attraversato dal Ponte della Libertà,

e a una zona di passeggio piena di locali, che arriva fino al Balna, che la notte offre un panorama bellissimo.
Entrando nello stabile, ci aspetta la sorpresa: una tipica casa ungherese con cortile interno, una specie di casa di ringhiera milanese, di colore giallo.
Szilvia, la nostra host, ci attendeva e ci ha mostrato l’appartamento, sala e cucina separata da un un bagno, con un mezzanine composto da due camere, da cui si saliva separatamente, in una dalla cucina e nell’altra dalla sala. La casa è un gioiello, di design, pulita, luminosa, arredata con gusto in tonalità chiare e con attenzione ai particolari. E’ dotata di tutti gli accessori ed elettrodomestici di cui si puo’ necessitare, e anche di piu, inclusi i prodotti per l’igiene personale.

2 città in una
Soltanto prendendo in mano una guida, ho scoperto che Budapest è 2 città in una: Buda e Pest.
Buda è quella dall’altra parte del fiume, quando si arriva, dove c’è la collina, la statua della Libertà che domina la città, il Palazzo Reale e la città vecchia. Pest è il centro, la città interna, piena di edifici storici e monumenti, dove si mescolano gli stili neogotico, barocco e liberty, con i suoi edifici eclettici, ristoranti e caffè, boutique e bancarelle. Entrambe hanno un fascino particolare, ma Pest è molto piu’ vivace, soprattutto la sera. Pertanto il mio consiglio è sicuramente di alloggiare nella zona di Pest.
Budapest al tramonto
La prima cosa che abbiamo fatto all’arrivo a Budapest, grazie anche alla location del nostro appartamento, è stato attraversare il ponte della Libertà ed andare a prendere il battello pubblico per vedere la città dal fiume, proprio nell’ora piu’ bella, il tramonto.
Il battello era abbastanza affollato, ma con il biglietto dell’abbonamento gruppi era compresa la possibilità di salire anche su questo mezzo, non essendo il fine settimana (quando non è compreso), per cui lo volevamo sfruttare. La vista, in una giornata serena come quella, è meravigliosa, soprattutto quando si arriva al palazzo Parlamento, che prende un colore dorato.
Siamo scesi prima dell’isola Margherita; col senno di poi, avrebbe meritato una visita, visto che in seguito non siamo piu’ riusciti a tornarci: è il parco cittadino di Budapest, circa 100 ettari, collegato alla terra ferma da due ponti. Ma purtroppo era tardi e in serata i battelli, poi, si diradano, per cui abbiamo ritenuto piu’ opportuno saltare la sosta.
Per tornare verso la nostra dimora, al Belvaros, abbiamo preso il fantastico tram n.2, che costeggia il Danubio, fino al Ponte della Libertà. Praticamente abbiamo visto la città dal fiume, prima, e il fiume dalla città, poi.
Budapest di sera
Budapest di sera è meravigliosamente illuminata. I suoi ponti, che riflettono sul Danubio, sono qualcosa di spettacolare. Il palazzo del Parlamento è maestoso, come bellissimo è vedere da lontano la zona di Buda, col palazzo reale illuminato. La passeggiata lungo il Danubio, con le orchestrine dal vivo, fino ad arrivare al Balna, ricco di localini, o la Vaci Utca, la strada del passeggio e dei negozi, che pullula di vita, fanno desiderare di passare svegli l’intera notte.
Non abbiamo fatto la crociera notturna, ma senza dubbio ne vale la pena.
La prima sera abbiamo cenato sul Danubio, al Belvaros, in zona Balna (una zona dove c’è un edificio che sembra una balena, pieno di locali), con la vista del ponte della Libertà illuminato – il mio preferito – e di fronte il palazzo Gellert, dove ci sono le omonime terme. Questa resta indubbiamente la zona che mi piace di piu’.
Le altre sere abbiamo cenato, una volta al quartiere ebraico, bellissimo, vivacissimo, nella famosa Godsu Udvar, patria dei ruin pubs, che merita sicuramente, e un’altra sera in un tipico localino in Raday utca.
Budapest dall’alto
Abbiamo visto Budapest dall’alto da piu’ angolazioni. Il primo giorno, per entusiasmare mia figlia, a cui comunque la città è piaciuta tantissimo, siamo salite io e lei, sul Budapest Eye.
Bello vedere la città dall’alto, ma qui non eccezionale. Molto piu’ bello vederla da Buda, dal Palazzo Reale, e dalla collina. Ecco, da li’ ci sono dei panorami meravigliosi. Sei là in alto e hai davanti tutta la Pest.

Un altro fantastico punto di vista è l‘hotel President, in Hold utca 3, vicino all’Hold Street Market . Siamo andati a cena, al tramonto prima del calar della sera, dopo aver prenotato, il giorno precedente, un tavolo sul terrazzo sul tetto, dietro consiglio di 2 turiste italiane conosciute durante il tour di Pest. Il panorama da li’, e a quell’ora, è veramente bellissimo, soprattutto perchè, oltre a tutta la città, si puo’ vedere il tetto del piu’ bel palazzo di Budapest, sede del Museo delle arti applicate (Iparmuveszeti Muzeum), che veramente merita e non si vede dalla strada
Tour di Pest con Sfumature di Budapest
Una delle cose migliori che abbiamo fatto, è stato contattare Sfumature di Budapest appena dopo l’arrivo nella città, e prenotare il loro free tour di Pest, per iniziare la nostra visita. In questo modo abbiamo subito avuto un bell’assaggio della città, evitando di perdere tanto tempo a cercare i vari posti con guida e cartina, e abbiamo ricevuto un mare di informazioni storiche, sociali, culturali, molto interessanti. E visto cose che non avremmo mai notato da soli e che non si trovano scritte sulle guide.
Il tour parte dalla piazza Deak Ferenc, nei pressi dell’uscita della metropolitana (qui fermano le Metro 1-2-3), dove c’è Chiesa Luterana bianca senza campanile. Da li’ il tour si dirige verso il Danubio, passando per piazza Vorosmarty, dove ti indicano le pasticcerie in cui mangiare i migliori dolci di Budapest, passeggiando per il bellissimo viale, fino al Ponte delle Catene, proseguendo per piazza Széchenyi ,verso la Basilica di Santo Stefano, fino ad arrivare a piazza Szabadsag, piazza della Libertà, che mi ha veramente colpita e che merita qualche parola in piu’. E’ qui infatti che si trova il monumento contro l’olocausto voluto dal governo. C’è una fontana, dotata di sensori ottici, che la fanno attivare quando ci si avvicina o ci si allontana, davanti a una statua raffigurante l’arcangelo Gabriele – simbolo dell’Ungheria -, che viene soggiogato dall’aquila imperiale tedesca.
Il monumento non mostra pero’ le responsabilità dei nazisti ungheresi e del regime stesso, nella persecuzione degli ebrei. Per questo, davanti ad esso, si puo’ vedere quello che è definito il contro-monumento: un monumento “vivo”, a cui hanno dato vita i cittadini ebrei, portando, e continuando a portare, foto dei loro cari, morti nei campi di concentramento, lettere, oggetti di uso quotidiano appartenuti ai deportati, candele, fiori, le valigie con cui partirono.. insomma la testimonianza dei sopravvissuti o dei parenti, come protesta contro la verità occultata, non evidente nel monumento governativo. (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)
Il tour continua con la vista dei bellissimi giardini e palazzi, nei vari stili, che ci sono intorno, fino ad arrivare al piccolo ponte con la statua di bronzo di Imre Nagy, a Vértanúk tere, andando verso il Parlamento, una vera chicca. Dopo la descrizione del Parlamento, ed alcune curiosità, la passeggiata termina davanti al piccolo mercato coperto, in fronte a quello che è il palazzo piu’ bello di Budapest, con un meraviglioso tetto appena visibile dal basso dai toni di verde chiaro acceso e dorato, che ospita il Museo delle arti applicate.
Ed eccoci qui nella foto di rito, che viene pubblicata per ogni tour da Sfumature di Budapest su Facebook.
Questo tour ci ha affascinato, e ci ha introdotto alla città nel migliore dei modi.
Visitando Budapest
Abbiamo poi proseguito la nostra visita in autonomia, ritornando verso il Parlamento e il Danubio, per raggiungere il memoriale dell’eccidio ebraico, ovvero le scarpe della memoria: su quaranta metri di banchina, 60 scarpe di bronzo arruginito, che ti lasciano in silenzio e con un nodo alla gola, ricordo degli ebrei costretti a togliersi le scarpe e ad annegare nel Danubio. Ancora oggi non trovo le parole per descrivere questo posto, e per dare un nome dall’emozione che ti muove dentro. (http://www.unanimainviaggio.it/per-non-dimenticare-le-scarpe-della-memoria-e-il-monumento-contro-l-olocausto-a-budapest/)

Riporto qui un articolo molto bello che ho trovato, che descrive il luogo:
http://www.succedeoggi.it/2014/04/le-scarpe-della-memoria/
Buda e la zona del Castello
Ci trasferiamo nella zona di Buda, attraversando il Ponte delle Catene. Arriviamo dall’altra parte, dove è possibile prendere la funicolare per raggiungere il castello, oppure l’autobus 16, che è quello che prendiamo noi, per evitare la fila alla Silko (la funicolare) anche perchè il bus è incluso nel nostro biglietto giornaliero (per info si puo’ vedere qui: http://www.unanimainviaggio.it/budapest-informazioni-utili-per-organizzare-il-viaggio/)
L’autobus fa piu’ fermate a Buda, decidiamo di partire dalla visita alla zona del castello e assistiamo anche al lungo giro del cambio della guardia.
Il castello è maestoso, ma soprattutto è fantastico il panorama della città dall’alto.
Ci spostiamo verso la città vecchia, arriviamo alla Chiesa di Mattia, bellissima con le sue guglie gotiche, che non riusciamo a visitare all’interno perchè c’è un matrimonio. Con i Bastioni dei Pescatori, è veramente uno spettacolo: anche qui, da tutti gli angoli, un panorama pazzesco!
Proseguiamo per la città vecchia, che mi sembra un po’ desolata, anche se l’ordine e i palazzi colorati sulle vie, trasmettono una grande serenità.
Torniamo a prendere l’autobus per scendere verso Pest, perchè ormai è tardo pomeriggio. Siamo stanchi morti, perchè in una giornata abbiamo visto veramente tanto!! Come ricompensa per le fatiche della giornata, ci fermiamo alla famosa gelateria Gelarto, a fianco della chiesa di Santo Stefano, dove fanno dei bellissimi gelati a forma di rosa, veramente squisiti! E mentre aspettiamo il gelato, noto su un attestato appeso al muro, che hanno fatto la scuola, da Carpigiani, che è vicino a casa nostra!!!
Le Terme
I 2 giorni successivi iniziamo la giornata andando alle Terme. Noi adoriamo le Terme e non possiamo non provare quelle famose di questa città. La nostra guida di Sfumature di Budapest, ci ha suggerito di andare al mattino per evitare affollamento e trovare una situazione igienica migliore, ed in effetti, arrivando attorno alle 8.30, ce le siamo potute godere a pieno. Ne parlo qui:
Castello Vajdahunyad, Piazza degli Eroi e Viale Andrassy
Usciti dalle terme Széchenyi, che sono in un’edificio bellissimo e in mezzo al verde del Parco Varosliget, percorriamo per un tratto quest’ultimo fino ad arrivare al laghetto artificiale, che è a fianco all’ingresso di un’altra sorpresa, che stava per sfuggirci, in quanto, chissà perchè, non l’avevo tanto considerato: il Castello Vajdahunyad. Invece è proprio bellissimo, un tipico castello medievale, anche se ricostruito di recente, che combina piu stili, dal romanico al gotico, al rinascimentale, al barocco. Quel giorno, l’interno del castello ospitava anche un’evento particolare, quindi c’era tanta gente, bancarelle, confusione, ma questo non ha compromesso l’apprezzamento di questo luogo romantico. Riesco solo a immaginare l’atmosfera da fiaba che puo’ avere d’inverno questo posto, quando il lago di fronte diventa una pista di pattinaggio.
Lasciato alle spalle il castello, arriviamo alla piazza piu’ maestosa di Budapest: Piazza degli Eroi. Enorme. Bellissima. Da camminarci e stare a guardarla per ore.
Il nostro giro prosegue per Viale Andrassy. La prima parte non è niente di che, mentre da metà del viale, quando si comincia ad arrivare nella zona ebraica, comincia ad essere gradevole. E infatti qui ci fermiamo a pranzare, in un ristorantino sul viale alberato.
Il quartiere ebraico
Ci addentriamo nella zona ebraica, arrivando alla famosa strada chiamata Kiraly. Per caso arriviamo proprio davanti al posto dove volevo andare, Gozsdu Udvar, una specie di galleria costruita tra i palazzi, che di giorno ospita un mercatino di cose particolari e deliziose, davanti ai famosi Ruin pubs. Letteralmente “bar in rovina“, i Ruin pubs sono nati negli anni 2000 dall’idea di alcuni imprenditori, che decisero di occupare spazi ed edifici abbandonati, arredandoli con quel che si trovava e trasformandoli in bar. Idea che si è via via sempre piu’ diffusa, creando una zona di luoghi di incontro molto particolare.
Uscendo dalla via, dove torneremo per cenare la sera dopo, per godere della vita notturna di questa zona, andiamo alla ricerca del primo e piu’ famoso Ruin pub: il Szimpla Ker. Il Szimpla è un bar unico, insolito, folle, fantasioso, stravagante, che lascia a bocca aperta. Luogo di incontro, con musica, per mangiare e bere, (o anche solo per ammirarlo) ci si trova di tutto dentro, nel cortile, nelle stanze, attaccato ai muri..L’ho adorato, ho adorato la creatività con cui tutti gli oggetti sono stati pensati e trovati per quel posto, con cui gli spazi sono stati addobbati, e la sensazione di stupore che mi ha lasciato.
Poco piu’ in là troviamo un cortile riservato allo street food, dove ci avevano detto che avremmo trovato i famosi kürtőskalács, camini in italiano, dei coni dolci tipici ungheresi, che si mangiano srotolandoli, e che qui vengono ancora cotti sulle braci.
Proseguiamo per il quartiere ebraico, Aron di Sfumature di Budapest ci aveva detto che ci sono alcuni murales nel quartiere, quindi andiamo alla loro ricerca. E qualcuno riusciamo a trovarlo. Bellissimo.
Troviamo anche questa scultura fantastica.
Usciamo dal quartiere, sulla strada principale, la Dohány utca, e arriviamo alla grande Sinagoga, che è proprio grande e bella..
La nostra giornata termina con una vista meravigliosa, a cena sul terrazzo dell’Hotel President, dove si gode, nonostante il tempo non proprio sereno, di una vista a 360 di Budapest, compreso, finalmente, il tetto del palazzo del Museo delle arti applicate, di cui avevamo solo potuto intuirne la bellezza.
Tour di Buda, castello e collina Gellert
Il giorno successivo ci trasferiamo a Buda. Iniziamo la giornata alle Terme Rudas, che sono proprio sotto la collina e hanno spettacolari panorami su Pest. Nel primo pomeriggio saliamo sulla collina, e il primo incontro è la statua di San Gellert, ben visibile da Pest. Gellert era un vescovo italiano (Gerardo di nome), recatosi a Budapest per convertire gli Ungheresi al cattolicesimo, ma che presto fini’ ucciso, rinchiuso in una botte e buttato nel fiume proprio dal punto dove ora c’è il monumento. Proseguendo per una salita un po’ impervia, ma in mezzo a un bel bosco, si arriva sotto alla statua che domina su tutta la città e che per me ha un fascino straordinario: la Statua della Libertà. Con la sua palma alzata al cielo, altre 2 statue accanto, e ai suoi piedi la città e il Danubio, mi ha veramente trasmesso una grande sensazione di liberazione. Questo punto della città l’ho amato particolarmente.
Ci dirigiamo verso la cittadella, che comprende soltanto le mure, senza possibilità di entrare, e cominciamo a riscendere la collina, trovando lungo la via, anche un fantastico parco giochi.
Arriviamo in fondo, dove si trova l’hotel Gellert, in stile Art Nouveau, che ospita le omonime Terme. Di fianco, la chiesa nella roccia, costruita nel 1926 su modello della chiesa di Lourdes, che andiamo a visitare anche all’interno.
Per concludere la giornata e darci una meritata ricompensa, andiamo alla pasticceria Gerbeaud, in piazza Vorosmarty, per assaggiare i dolci tipici piu’ buoni di Budapest.
Dopo averne sentito la descrizione da Aron, possiamo scegliere tra la torta Gerbeaud, la famosa Sacher e la torta Dobos e la nostra scelta cade su quest’ultima e su un’altra che troviamo sul menu’, la Royal chocolate cake, che è quella che alla fine ci piace di piu’. Questo ci sembra il modo migliore, davanti alle nostre grandi fette di torta, sulla piazza, per concludere la nostra visita alla città, visto che all’indomani partiremo.
In realtà facciamo ancora una lunga camminata nella via del passeggio e dello shopping, la Vaci Utca, per arrivare al nostro appartamento, vicino al mercato centrale.

La serata la concludiamo al quartiere ebraico, in Godsu Uzdvara, per godere dell’atmosfera vivace notturna, mangiando specialità ungheresi da Spiler.
Budapest, vista e vissuta dalle sue mille angolature è una città veramente straordinaria.
Un riepilogo dei luoghi imperdibili lo trovate qui:
Le informazioni pratiche per organizzare il viaggio qui:
Settembre 2018
(foto by Patty)
Tutti gli articoli su Budapest qui
DUBAI, EMIRATI ARABI in un pomeriggio: visita durante un transito
Di ritorno dalla nostra vacanza alle Maldive con la compagnia aerea Emirates, la possibilità di uno scalo lungo senza supplementi mi è sembrata un’ottima opportunità per una visita a Dubai, non avendo mai visto la città.
L’arrivo era previsto alle 14.00 e la ripartenza il giorno successivo alle 9.00 del mattino. Avevamo un pomeriggio e una sera per girare per la città degli Emiri.
L’aeroporto di Dubai è gigantesco: per spostarsi da un terminal all’altro ci vogliono dai 15 ai 40 minuti con una navetta. Nel nostro caso, addirittura, dal gate all’uscita abbiamo dovuto prendere un treno interno. La cosa importante comunque, è che sia all’aeroporto, che sui biglietti, è indicato il tempo di percorrenza tra un gate e l’altro, quindi ci si puo’ regolare.
Avevamo prenotato una camera all’hotel Premier Inn airport,
https://global.premierinn.com/en/hotel/dubai-international-airport, proprio di fronte all’aeroporto (si vede dalle piste), per essere comodi il giorno successivo per la partenza. Ma anche qui, per arrivarci, occorrono circa 15 minuti con lo shuttle.
La scelta è stata azzeccatissima, la catena Premier Inn, già sperimentata a Londra, si è dimostrata ottima, navetta da e per l’aeroporto gratuita (ad alcuni orari anche per la città), buona organizzazione, personale gentilissimo, camere carine e pulite (uguali in tutti gli hotel della catena), piscina sul tetto aperta fino alle 22, per rinfrescarsi, e un prezzo ottimo (circa 50 euro per una camera tripla, compresa una fantastica colazione al buffet). Qui la mia recensione su tripadvisor:
Alle 15.30 riusciamo ad arrivare con la navetta all’hotel, facciamo il check in, lasciamo quel che non ci serve e ci precipitiamo nella hall dove un addetto ci chiama un taxi. Capitiamo con un taxista simpaticissimo e chiacchierone e concordiamo con lui di portarci a vedere le principali attrazioni di Dubai, prima di andare sul Burj Khalifa.
Lungo il percorso, ci fa tante domande, ma ci spiega anche tante cose, è innamorato della sua città, e in ogni luogo in cui ci porta, si ferma per 10 minuti, affinchè possiamo ammirare e fare le foto, ordinandoci anche dove farle!

Il giro è stato perfetto perchè ci ha consentito proprio di avere un assaggio della città, e renderci conto di quanto l’uomo sia in grado di fare, se ha le possibilità economiche e l’ingenio. Nel giro di pochi anni, dalla scoperta del petrolio negli anni 50 ad oggi, a Dubai hanno saputo rubare terreno al deserto e al mare, e da un piccolo centro che era, hanno trasformato la città in una metropoli moderna, piena di grattacieli scintillanti, opere architettoniche grandiose, e costruzioni moderne, in continua evoluzione (infatti si vedono ovunque cantieri).
La prima tappa che facciamo, è Dubai Marina, il piu’ grande porto artificiale al mondo, su cui si affacciano imponenti edifici residenziale.
Ha una bellissima camminata lungo il canale, sicuramente molto piacevole la sera, o comunque quando il caldo non è intenso come in estate: sembra di essere nel forno!
La seconda tappa è la Palma, Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale fatta a forma di palma, piena di lussuosi hotel. Arrivando, in realtà, non ci si accorge di essere sulla palma. Il nostro amico ci porta proprio davanti all’Atlantis The Palm, lo spettacolare hotel, all’estremo della palma ai confini del mare. Anche qui, pausa foto e si riparte.
Prossima tappa, Burj El arab, di fronte all’unico hotel 7 stelle al mondo, quello fatto a forma di vela. Possiamo solo osservarlo da fuori e il nostro amico ci dice dove dobbiamo metterci per fare la foto di rito!
Lungo il percorso vuole anche che ci facciamo una foto vicino ai cavalli all’ingresso di un altro lussuoso hotel: è proprio un simpaticone, e noi, obbediamo. Vuole convincerci a tornare per restarci piu’ tempo!
Il giro termina quando vediamo apparire il Burj Khalifa, il grattacielo piu’ alto del mondo. Il taxista ci scarica all’ingresso del Dubai Mall alle 18, da dove possiamo andare verso la salita.
Siamo molto soddisfatti e contenti di aver trovato un cicerone cosi’! Il prezzo che ci chiede per questo giro è meno di 50 euro (paghiamo nella nostra moneta) e ci è sembrato un prezzo onesto, ne è valsa proprio la pena!
Entriamo nel Dubai Mall, un centro commerciale enorme, ha circa 1200 negozi: ci sarebbe da perdersi per ore, e poi ci sono anche i saldi!! Ma dobbiamo affrettarci ad andare verso il grattacielo, quindi guardiamo con stupore gli enormi e bellissimi negozi passando anche a fianco all’acquario, che si costeggia per un po’ e di cui si percepisce l’immensità da alcuni “enormissimi” pesci che vediamo.
Vogliamo arrivare sul grattacielo prima che il sole cali, in modo da goderci il panorama con la luce del giorno e anche quella del tramonto. Ci fermiamo a fare i biglietti e, tra conteggi e conversioni varie, sbagliamo a prendere l’orario di salita e scopriamo che purtroppo non c’è piu’ posto per il 125° piano (ma d’altra parte non avremmo potuto rischiare di fare i biglietti prima per l’incertezza degli orari) alle 18.30, ma solo alle 20.30, quindi dobbiamo riconvertirli e salire fino all’ultimo piano, il 148°, moltooo piu’ costoso (sbagliandoci anche a fare il calcolo del cambio, costava di piu’ di quello che avevamo conteggiato!!). Ma siamo li’, vuoi non salire sul grattacielo piu alto del mondo???
(foto pixabay)
Il grattacielo ospita uffici, abitazioni private, le 160 stanze dell’Armani Hotel. Di recente introduzione è l’At The Top SKY, una piattaforma panoramica situata al 148° piano, dove appunto andremo noi.
Facciamo la fila per il controllo prima di salire, ci bloccano perchè mio marito ha un accendino e la sigaretta elettronica, e glieli fanno lasciare in deposito (e lui ha una faccia arrabbiatissima!). Ci raccontano un po’ di come si svolgerà la visita, ci offrono dei dolcetti e poi si va. In effetti la nostra fila è molto piu’ snella di quella di coloro che vanno al 125° piano. L’ascensore, che in 2 trance ci porta fin su, è velocissimo, ma non ci si accorge di niente.
All’arrivo, è uno spettacolo, il sole sta per tramontare e siamo proprio in alto, 828 metri, nel cielo.
Da lassù i grattacieli, che dal basso sembrano enormi, paiono piccolissimi.
Ci offrono un drink, giriamo attorno per vedere il panorama da tutte le angolature, mentre decine di persone sono impegnate a farsi selfie.
Quando siamo sazi, scendiamo al 125° piano. Anche da qui, la vista è uno spettacolo. Scendendo al 124° piano, si puo’ uscire sulla piattaforma esterna. Intanto si sta facendo buio e il panorama è bellissimo anche cosi’.
Andando verso l’uscita si possono leggere le informazioni sulla costruzione del grattacielo e vedere i modellini delle varie fasi. Un‘opera di ingegneria indubbiamente grandiosa che dimostra le sfide che l’uomo accetta di compiere, per superare se stesso. “Challange” è la parola che piu’ si legge in questo posto.
Scendiamo sapendo che ci aspetta un altro spettacolo esilarante. Seguiamo le indicazioni per le fontane, dovendo uscire all’esterno, al caldo ancora soffocante nonostante sia già buio.
Ogni 30 minuti, alla sera dalle 18.00, le fontane danzanti stupiscono migliaia di visitatori.

Ed in effetti quando inizia la musica e l’acqua comincia ad uscire dai getti del lago, lo spettacolo supera le aspettative. I getti d’acqua delle fontane, che vanno a tempo di musica, arrivano a toccare anche i 150 metri d’altezza.
Vorrei restare a vedere anche il prossimo spettacolo, ma è molto caldo e siamo molti stanchi, per cui decidiamo di non fermarci neanche a cena, ma di mangiare qualcosa in albergo. Prendiamo un taxi, che con 10 euro ci accompagna in hotel e riusciamo arrivare alle 21, giusto in tempo affinchè nostra figlia Giada riesca a farsi un bagno e un idromassaggio in piscina, prima che chiuda.
Il giorno seguente, partiamo con lo shuttle delle 7, dopo colazione, per imbarcarci alle 9 e tornare a casa.
Siamo passati da un’isoletta senza strade, solo sabbia con un unica struttura ed un unico piccolo negozietto, a un posto pieno di grattacieli, strade a 7 corsie e centri commerciali giganteschi ma.. a me è piaciuto anche quello!!
L’ assaggio di Dubai l’ho molto gradito, mi ha lasciato la voglia di tornare a spenderci qualche giorno in piu’, col clima giusto, per godermi la città. E magari con qualche escursione in altre località degli Emirati Arabi. In conclusione, anche se per poco, ne è valsa comunque la pena. Spero a presto, Dubai!
Luglio 2018
(foto by Patty)
Maldive con un’adolescente
Taluni genitori potrebbero essere preoccupati di portare i figli adolescenti alle Maldive, dove non c’è molto da fare.
Non è il nostro caso. Nostra figlia ha letteralmente adorato le Maldive sin da piccola e le adora tuttora che è adolescente.
Giada, quasi 14 anni, fa parte di quei pochi ragazzi della sua età a cui non interessano tanto i cantanti o gli idoli della loro generazione, mettersi in mostra con trucchi o abiti succinti, andare a feste o in luoghi rumorosi o con troppa confusione. Basta che abbia con se qualche libro, immancabile Harry Potter, il suo e-reader, il necessario per disegnare e un po’ di attenzione da parte nostra, e difficilmente si annoia, se è davanti a un bel mare.
Soprattutto da quando, a 8 anni, ha scoperto le Maldive, dove inizialmente non voleva andare perchè non c’era la piscina :), ha sempre espresso il desiderio di tornarci. Cosi’ dopo la prima volta, ci siamo tornati anche l’anno successivo, e poi quest’anno, a quasi 14 anni, dopo l’esame di terza media, accontentando la sua costante richiesta.

La comunicazione della meta delle vacanze estive è stata accolta quindi con smisurato e quasi incredibile entusiasmo. Incredibile perchè pare impossibile che, una ragazzina della sua età, ambisca a una meta dove non c’è gran che da fare per occupare il tempo.

Scegliamo un resort anzichè una guesthouse, esperienza che avrei voluto fare, soprattutto per avere maggiore varietà di cibo e maggiori spazi in caso di maltempo, dato che andiamo in estate, nella stagione dei monsoni. Resort molto basico, dove non c’è animazione o intrattenimento, se non le bellezze del mare e della natura.
Pochi diversivi, molta tranquillità. Per cui bisogna proprio amarla come meta, per sceglierla, non bisogna aver paura della noia, bisogna avere il desiderio di essere un po’ fuori da tutto, di fermarsi per un po’, di non avere il bisogno di riempire il proprio tempo con cose da fare, con emozioni adrenaliniche.
Di ascoltare il riflesso che gli elementi della natura generano dentro di noi. Magari semplicemente immergersi completamente nella storia di qualcun’altro col sottofondo del rumore del vento e del mare.
O immergersi nel mare per vedere la bellezza dei colori e delle forme delle innumerevoli creature che lo popolano e che ti vengono attorno, scrutandoti, loro, come tu li scruti e li ammiri e vivere per un po’ in un altro elemento, imparando a stare in un ambiente diverso.
E’ cosi che, su un amaca attaccata ad una palma, lei passa il suo tempo, alternando bagni divertenti nel mare con le onde, insieme alla sua ciambella a ruota giocando con suo padre, a snorkeling in barriera per vedere i pesci colorati, all’osservazione delle piccole iguane colorate, degli uccelli che girano per l’isola e di una coppia di chiocce coi pulcini!!
Il tempo scandito dagli orari dei pasti e dai bagni in mare.
Anche quando è brutto tempo, lei sta bene, fa quello che le piace fare, non si annoia mai.
Nel resort ci sono anche altri adolescenti della sua età, anche se stranieri, ma mentre le 2 volte precedenti aveva sempre socializzato con bambine coetanee (italiane pero’), questa volta non sembra particolarmente interessata, e visto che nessuno degli altri è più intrapredente di lei, non fa il primo passo per conoscerli, e preferisce la nostra compagnia (finchè dura!!!).
Oltre ai libri, cartacei e e-book, abbiamo portato con noi un po’ di materiale da disegno, l’mp4 con alcuni film che avevamo scaricato, e il telefono con cui puo’ misuratamente chattare e vedere qualche video.
Nel corso della vacanza, facciamo anche una bellissima escursione in mare, la pesca notturna, partendo al tramonto e pescando alla maniera maldiviana, col bolentino. Viene la notte e sotto il cielo stellato, nel mare, si sta che è una meraviglia.
Giada riesce anche a prendere un bel barracuda, che ci cucinano l indomani per cena! E’ un esperienza che le è piaciuta moltissimo e si è divertita tanto, con la soddisfazione anche del suo bel bottino!
Da bambina piuttosto ghignosa col cibo (mangiava 4 cose in croce), ma mai lamentosa, sta cominciando ad essere ora piu’ curiosa ed assaggiare qualche cibo con sapore diverso, non lamentandosi se il gusto poi non è di suo gradimento e deve tornare al consueto riso o pasta in bianco. Pane e dolci ce ne sono in abbondanza e anche frutta ottima, che a casa solitamente mangia di rado, e compensano alla varietà a cui per il cibo spesso molto piccante o con abbondante curry o altre spezie, deve rinunciare.
La sera, qualche partita a carte con un nuovo gioco imparato (pinacola), che la entusiasma, conclude la giornata, con il gusto di aver trascorso una soddisfacente e tranquilla giornata, in un posto da sogno.
Che non è da sogno solo per noi, tutta questa bellezze contagia lei come noi!
Per concludere, pensavo che questa volta, essendo piu’ grande, Giada potesse apprezzare meno le Maldive. Ma alla fine delle vacanze, le ho chiesto
“Allora ti piace ancora venire alle Maldive?”.
La sua risposta è stata
“Certo! C’è un mare bellissimo e ci si rilassa tutto il giorno..!”
e ha già detto che ci ritornerebbe ancora e ancora… e noi ne siamo ben felici!!
luglio 2018
foto by Patty
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MILANO vicino all’Europa
Milano negli ultimi anni ha cambiato aspetto.
L’ho conosciuta, molti anni fa, attraverso persone residenti nella città, che mi hanno fatto subito apprezzare le bellezze di una città a volte snobbata rispetto alle altre, ma con monumenti e bellezze di prim’ordine. Il duomo, la galleria Vittorio Emanuele, il castello sforzesco, i Navigli, le colonne di San Lorenzo, per dirne qualcuna.
L’ho frequentata in passato per lavoro, quando ci ho vissuto per un breve periodo, tornandoci periodicamente, con grande piacere. E’ vero, c’è il traffico, il grigiume, la nebbia.. ma l’ho sempre trovata una città estremamente affascinante.
Oggi, oltre alle bellezze tradizionali, possiamo godere anche di una Milano moderna, fatta di grattacieli al pari delle grandi città dell’Europa e del mondo.
Piccole zone circoscritte, quindi non troppo invasive per la città, nate in seguito a progetti di riqualificazione di aree ormai in decadenza e talvolta malfamate, che cosi hanno riacquistato valore economico ed architettonico.
Nuove zone per la Milano da bere, che accoglie le centinaia di lavoratori che popolano i suoi grattacieli, ed anche le persone che vengono per passeggiare, fare shopping ed incontrarsi. Ed i turisti, che vengono ad ammirare la Milano moderna.
Sono la piazza Gae Aulenti (zona Porta Nuova Isola), sovrastata dal grattacielo dell’Unicredit, che ha davanti uno spiazzo con un sistema di fontane, dove d’estate i bambini si divertono a giocare con l’acqua, e l’adiacente Bosco Verticale, un edificio composto da due torri alte 110 e 80 metri, dalle cui terrazze sporgono alberi di diverse specie e piante, secondo un progetto di riforestazione urbana molto originale. O la piazza Tre Torri. nel distretto denominato Citylife, dove svetta la Torre Allianz, 50 piani, l’edificio più alto di Milano e d’Italia, con accanto il grattacielo storto, la Torre Hadid, soprannominato appunto “lo Storto”.
Nuove linee della metropolitana sono state create, belle, colorate, come la linea lillà, senza conducente, che se vai al primo posto, pare che sia tu a guidare il treno.
Non voglio spendere troppe parole, lascio spazio alle immagini che ho voluto cogliere, in preda all’entusiasmo del nuovo che avanza e che stupisce, di una Milano sempre piu’ vicina all’Europa, anzi al mondo, con in testa una canzone di Lucio Dalla, che a distanza di anni, resta sempre attuale.

“Milano vicino all’Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro
un ole’ da torero
Milano che quando piange
piange davvero
Milano Carabinieri Polizia
che guardano sereni
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
che quando passa piange
e ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio
zucchero e catrame
Milano ogni volta
che mi tocca di venire
mi prendi allo stomaco
mi fai morire
Milano senza fortuna
mi porti con te
sotto terra o sulla luna
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano piovuta dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano lontana dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero”
Writer(s): Lucio Dalla
giugno 2018
(foto by Patty)
L’altra ROMAGNA: relax al mare a PUNTA MARINA e MARINA DI RAVENNA
C’è una Romagna balneare diversa da quella che solitamente è frequentata dai turisti e che è nell’immaginario collettivo.
Diversa dalle cittadine turistiche sul mare, piene di gente ed attrazioni.
E’ una Romagna dove, chi, come me, cerca un po’ di relax e pace, al mare, a pochi km da casa (Bologna), trova ancora la sensazione di un contatto con la natura, perchè l’uomo non ha ancora invaso e modificato completamente l’ambiente.


Soprattutto al pomeriggio e, in seguito al tramonto, la luce del sole offre una stupenda atmosfera.
A coronare le belle giornate, c’è il classico buon cibo che si mangia in zona, primi e secondi a base di pesce, specialità romagnole, oppure la classica piadina, comprata magari nei chioschetti. con tendone a righe, classici della romagna: una delizia per il palato.

E quando sono capitata anche d’inverno, proprio qui, dove tutto è desolazione, il fascino particolare di questa zona mi ha comunque colpito, facendomi ancor piu’ desiderare l’arrivo della bella stagione, per la mia visita di abitudine, che ogni anno non puo’ mancare.
giugno 2018
Consigli (alcuni gentilmente forniti dall’amica locale Sara Venieri):
Stabilimenti balneari: Ruvido, BB King (vicini alle dune e alla spiaggia libera), Singita.
particolarmente adatti ai bambini: Lucciola (con piscina), Coco Loco, Marina Bay
Ristoranti per cena: bagno Coco Loco, bagno Donna Rosa, circolo velico, ristorante Matteo e Alma per cucina romagnola, La Cubana
Locali per aperitivi: bagno La dolce Vita, MO.VA a Marina di Ravenna, bagni Peter Pan, Singita, Lucciola
Cibo da asporto: Irma e Pino (pesce), da Matteo. Piada, in qualsiasi baracchina!
In zona consigliati anche per aperitivi baretto Lamone a Marina Romea, per cibo da asporto baracchina a Porto Corsini e campeggio Villaggio del sole.

Puoi abbinare anche a:
L’ARGINE DEGLI ANGELI (RA-FE), la ciclopedonale sospesa sul Delta del Po
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foto by Patty
DOZZA, il borgo medievale del muro dipinto e della rocca sforzesca, sulle colline imolesi (BO)
Fuerte vado o non vado: 10 motivi per non andare a Fuerteventura
Nei giorni scorsi abbiamo fatto una toccata e fuga a Fuerteventura.
Ancora una volta.
Abbiamo fatto il pieno di bianco e dorato delle spiagge, di azzurro e verde del mare, di nero delle rocce vulcaniche.. Sazi?? Ancora una volta no.
Saremo rimasti ancora e ancora, oltre quei 5 giorni, e abbiamo ancora la voglia di tornarci, che aumenta ogni volta che andiamo.
Abbiamo trovato nuovi angoli con mare meraviglioso dalle 1000 sfumature di blu, e dietro, il deserto, le dune.
Ci siamo deliziati del pesce alla plancia, della paella, del formaggio di capra, della carne alla griglia, del mojo con pane caldo, patate canarie, del ron miel a fine pasto.
Abbiamo visto tramonti fuoco.
Fuerte o la ami o la odi.
Pertanto riflettete prima di andare. O potreste rovinarvi la vacanza. O innamorarvene.
Non andate se siete tipi che sono infastiditi dal vento o se pensate che il vento vi faccia venire il mal di testa o vi innervosisca. Se invece lo tollerate, sappiate che a volte dovrete passeggiare per un po’ imbaccucati, ma potrete trovare un corralito che vi riparerà e starete al caldo, anche troppo, del sole.
Non andate se pretendete di stare in un posto: a volte occorre spostarsi per trovare il bel tempo o il posto meno ventoso.
Non andate se vi fa impazzire trovarvi pieni di sabbia, di cui non riuscirete a liberarvi. Se siete tipi che guai al telo insabbiato, o guai alla sabbia nei capelli o nella borsa. Andate solo se non vi importa trovarvi con i capelli come una capretta e se non siete tipi iperattivi, che vogliono sempre trovare qualcosa da fare.
Non andate se siete quelli che vogliono spiagge animate e attrezzate: qui c’è solo pace, rumore del vento e del mare.
Fuerteventura è un’isola semplice.
Andate se amate perdervi nei paesaggi deserti e ammirare la forza della natura che crea paesaggi diversi, divertendosi con la sabbia e le maree.
Se amate i contrasti vicini: il bianco della sabbia con il nero delle rocce vulcaniche sulla stessa spiaggia; il mare calmo turchese e trasparente delle lagune e quello potente e burrascoso delle spiagge con le grandi onde adatte al surf, nello stesso paese; le cittadine sviluppate con urbanizzazione selvaggia e tutti i servizi e le comodità, e i grandi spazi deserti o i piccoli paesini, a pochi km di distanza.
Andate se amate fuori misura il pesce, le tapas, ma non se cercate la pasta.
Andate se potete accettare di stare riparati dal vento tra le rocce laviche, ma non dal sole e di mettervi il maglioncino, quando vi alzate dal vostro riparo, talvolta, e quando uscite la sera.
Se vi puo’ piacere il deserto nel mare e il mare nel deserto.
Se vi piace la natura selvaggia e gli scoiattolini.
Non andate se le vostre domande sono: c’è molto vento? Si puo’ fare il bagno? C’è qualcosa da vedere? Non andate se avete incertezze. Dovete tornare amandola, Fuerte, non tornare dicendo che non è bella oppure: “bella, peccato il vento”, oppure “non c’è niente”
Se i Caraibi fossero vicini.. allora sarebbe tutto facile.
Per tutto il resto c’è Fuerventura! (noi Fuerteventura addicted)
10 motivi per non andare a Fuerteventura
Di seguito, in conclusione, i 10 motivi per non andare a Fuerteventura:
Non andate se non tollerate:
1 il vento
2 di avere sempre sabbia ovunque, nei capelli nelle orecchie, appiccicata addosso, nonostante le docce
3 di non poter fare il bagno per l’acqua fredda
4 di non avere spiagge attrezzate
5 di non avere molto da vedere oltre il mare (attrazioni a carattere storico, musei e altro)
6 di doversi spostare talvolta per cercare zone con cielo sereno o poco vento
7 i nudisti (frequentemente si vedono culi e tette al vento e anche altro)
8 il mojo, che lascia sempre un alito fetido per l’aglio contenuto, ma che crea dipendenza
9 l’urbanizzazione selvaggia (di Costa Calma, Caleta de Fuste, Morro Able, ma anche in parte Corralejo)
10 km e km di nulla
Se pensate di non riuscire a sopportare tutto cio’, non andate a Fuerteventura, potreste rovinarvi la vacanza o tornare dicendo che è un brutto posto. Ma se invece tutto cio’ non vi ha spaventato, o vi rimane la curiosità, di seguito riepilogo, di nuovo, i motivi per cui troverete Fuerte un paradiso.
10 motivi per andare a Fuerteventura
Andate se vi attira/no:
1 il mare in tutte le sue espressioni: lagune con acqua bassa e mare dalle mille sfumature di blu, paesaggi che cambiano con le maree, mare mosso con le onde
2 le spiagge selvagge, la sabbia bianca con contrastanti rocce nere vulcaniche, o la sabbia dorata delle dune e delle grandi spiagge
3 la facilità di trovare tempo bello anche nelle nostre stagioni intermedie e in inverno, variabile per via del vento, che spazza eventuali nuvole
4 la possibilità di ripararsi dal vento nei corraliti e lo stare sotto il sole
5 i vasti spazi deserti
6 la buona cucina, pesce, tapas, paella, ma anche carne, patate canarie, il caratteristico ed irresistibile mojo canario servito prima del pasto, il ron miel a fine pasto
7 tutti gli sport da fare con le onde e/o il vento: surf, kite surf, wind surf e anche far volare aquiloni
8 la possibilità di fare un’escursione nella vicina Lanzarote (mezz’ora di traghetto)
9 l’Oasis park, per vedere un meraviglioso parco zoologico in un orto botanico di piante grasse
10 l’atmosfera “easy” dell’isola
E, aggiungo, se tutto cio’ vi attira, cercate di andare prima che l’incremento del turismo possa cambiare i connotati dell’isola!
Per quel che riguarda il soggiorno con bambini, ho sempre visto molte famiglie a Fuerteventura. Con tendine parasole, sulle spiagge delle lagune, dentro ai corraliti, sulle dune con i figli che, magari come la mia, si divertivano da impazzire a rotolare giu’. Troverete locali attrezzati, personale gentile e ben disposto, playground frequenti, e nonostante il mare gelido, tante volte ho visto proprio i bambini fare il bagno quando io non l’avrei mai fatto!
E sappiate anche che, in ogni stagione in cui sono andata, sono tornata abbronzata!
Per noi, Fuerte forever!
marzo 2018
(foto di Patrizia Pazzaglia)
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MOLVENO (TN), il suo lago, i suoi monti, i suoi colori
Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.


Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.
In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.
Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.
La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.
Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.
Dal paese, una telecabina (ora funivia) permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.
Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.
In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.


E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.
Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

E quando viene il tramonto, il paesaggio del lago è ancora più affascinante. Senza poi parlare degli innumerevoli locali dove prendersi un aperetivo o godersi una cena con le specialità trentine.

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le sue mille sfumature di verde.

http://www.molveno.it/homepage
(foto di Patrizia Pazzaglia)
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Londra a 360 gradi dallo Sky Garden
La meraviglia di vedere tutta Londra dal 36° piano dello Sky garden, un grattacielo di specchi dalla forma strana e, per di piu’, gratis.
Questo è lo Sky garden: “sky” perchè si ha la sensazione veramente di essere in cielo, “garden” perchè al suo 36° piano si è all’interno di un bellissimo giardino, un vero e proprio parco pubblico, con giganteschi alberi di varie specie e piante, reso florido da tutte le vetrate dell’edificio.
Alto circa 160 metri, è situato poco oltre la Torre di Londra, nel quartiere della City, è un grattacielo commerciale, anche chiamato “The Walkie Talkie” .
All’ingresso i controlli sono molto serrati, come quando si è in aeroporto vengono controllate borse e zaini: un velocissimo ascensore conduce al 36° piano, dove si trova un bar e alcuni tavoli per chi volesse fermarsi a colazione o bere un caffè. La temperatura è quasi come all’esterno quindi purtroppo d’inverno è freddino.
Dalle aperture sulle vetrate si puo’ accedere al terrazzo esterno. Dal piano dove ti lascia l’ascensore si puo’ salire ulteriormente, con un scalinata al 37° piano, dove è presente anche un ristorante, e girare tutto attorno.
Visto che la salita è su prenotazione, non c’è mai troppa gente per cui si puo’ godere della meravigliosa vista di Londra dall’alto, potendo restare fino ad un ora al massimo, che è un tempo sufficiente.
Le date e gli orari per le prenotazioni escono ogni 15 giorni di lunedi, e finiscono abbastanza in fretta, pertanto conviene tener d’occhio il lunedì, per assicurarsi il giorno e l’orario preferito.
Dicono che l’ora piu’ bella sia il tramonto. Noi, per esigenze di tempo, siamo andati nel primo pomeriggio di una giornata non proprio serena. Il panorama è comunque spettacolare.
Se non si riuscisse a trovare posto con l’ingresso gratuito, è possibile prenotare, on line, uno dei bar o dei ristoranti presenti e godere comunque del paesaggio.
Pare che lo Sky garden si contenda il primato di miglior visione spettacolare di Londra con il grattacielo Shard (zona Southfork) a forma di scheggia, il piu’ alto in Europa, 310 metri, che si trova in linea d’aria proprio di fronte allo Sky garden. Lo Shard è un’opera di Renzo Piano, e si puo’ salire fino al 72 piano, ma a un costo di circa 30 sterline per adulto.
Lo Sky garden, comunque, vale proprio la pena, per godere la bellezza di Londra anche da un’altra prospettiva.
https://skygarden.london/sky-garden
(foto Pixabay e Patrizia Pazzaglia)
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Sicilia: 6 giorni tra mare, città, natura e templi
La nostra vacanza di 6 giorni in Sicilia: Catania e L’Etna, Palermo, Trapani, Segesta San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro
Catania

E’ la prima settimana di settembre, voliamo su Catania, terra d’origine della famiglia di mio marito.
Dopo aver affittato un auto all’aeroporto arriviamo in centro città. Parcheggiamo in Piazza Dante e scendiamo per via Teatro Greco. Reduce da un viaggio a Cuba, mi sembra che alcune strade di Catania somigliano vagamente a quelle dell’Havana.
Prendiamo la via dei Crociferi, patrimonio mondiale dell’UNESCO, dove in soli 200 metri si trovano 4 chiese barocche, la Chiesa di San Francesco Borgia, il Collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano e il Convento delle Benedettine e l’arco di San Benedetto ad esso collegato.
E ci immergiamo nella vita catanese svoltando per la strada del mercato, dove frutta, verdura spezie, fanno da padroni.
Arriviamo allo storico mercato del pesce, “La pescheria”, dove tra odori, banchetti colorati, pieni di ogni tipo di pesce fresco, e le “abbanniate”, le grida, dei pescivendoli che cercano di attirare l’attenzione sulle loro merci, assaporiamo tutto il folclore e la tradizione della città.
Sono disorientata, mi guardo intorno curiosa, in mezzo a tutta quella gente e quei pesci, di ogni forma e colore.
Pochi gradini e si arriva in Piazza Duomo, passando a fianco alla bellissima fontana dell’Amenano, dal nome del fiume sotteraneo da cui prende le acque.
Decidiamo di goderci la piazza seduti in un bar mentre ci gustiamo la specialità del luogo: la granita siciliana con brioche. Una prelibatezza!
La piazza col Duomo è una meraviglia, a lato si trova la fontana dell’Elefante “O Liotru”, che è il simbolo della città, sul suo obelisco, e a fianco al Duomo barocco, la Badia di Sant’Agata, sulla cui cupola vediamo muoversi delle persone: voglio andare anch’io a vedere la piazza dal “balcone sul barocco di Catania“, come viene chiamato!
Una volta saliti, dall’alto del cupolone, oltre alla piazza, vediamo i tetti e i campanili del centro storico, il porto e l’Etna. La città appare in tutta la sua bellezza.
Scesi dalla Badia, andiamo a zonzo per le strade del centro, in particolare percorriamo la via Etnea, piena di palazzi e chiese che sfoggiano un meraviglioso barocco siciliano, fino ai Giardini di villa Bellini, che non siamo riusciti a vedere perchè ci ha colto un grande acquazzone.
L’Etna
Per il nostro secondo giorno a Catania, vogliamo salire sull’Etna. Abbiamo raggiunto e dormito a Nicolosi e fatto colazione alla straordinaria pasticceria Bonanno, proprio nel centro del paese. I nostri parenti, che abitano proprio li, vogliono che assaggiamo tutte le specialità, dalle fantastiche granite, alle paste di mandorla, ai cannoli siciliani, agli arancini, che proprio non ci stanno piu’ nella pancia e che teniamo quindi per cena.
Il racconto della salita sull’Etna lo trovate qui: http://www.unanimainviaggio.it/salita-sulletna-sicilia/
Dopo la nostra escursione, lasciamo Catania per dirigerci verso la nostra meta balneare: San Vito Lo capo.
Lungo la strada, i paesaggi cambiano, ma sono tutti una meraviglia, con il sole che li fa risaltare.
San Vito Lo Capo
Arriviamo a San Vito nell’ora piu’ bella: il tramonto. A quell’ora infatti il monte Monaco, col riflesso del sole, assume un colore dorato splendido. Abbiamo affittato su airbnb un appartamento, che si rivela delizioso, in una casetta bianca tipica, a ridosso della zona pedonale, con un cortiletto interno dove si puo’ mangiare e cucinare, perchè ha anche una cucina esterna, e una meravigliosa doccia all’aperto. Ci possiamo lavare guardando il cielo.
ecco il link dell’appartamento: appartamento San Vito Lo capo
Il paesino di San Vito mi è piaciuto molto, tutto bianco, con un bel lungomare e una spiaggia ampia e bianca.
Bellissima molto presto al mattino o quando non c’è bel tempo, ma ancora eccessivamente affollata (è la prima settimana di settembre) col bel tempo, quando praticamente si trasforma riempiendosi di ombrelloni uno attaccato all’altro: comprendo chi consiglia di andare a giugno o dopo il cous cous festival (che si tiene il 15 settembre) per godere di quello che è senza tanta folla.
Il mare è veramente caraibico, ad eccezione di quando c’è vento, perchè allora perde la sua spettacolarità. Nei giorni che siamo rimasti, un’insolita perturbazione ci ha fatto godere del mare calmo e cristallino soltanto per una mezza giornata. Nelle altre giornate, vento forte o nuvole ci hanno indotto a dirigerci altrove. D’altronde la zona offre talmente tanta bellezza!
Un problema di San Vito sono i parcheggi. Innanzitutto c’è da dire che gran parte della zona vicino al mare è pedonale, per cui non è consentito l’accesso. Fuori dalla zona pedonale, i parcheggi sono a pagamento, tranne che 2 grandi parcheggi gratuiti, ai lati del paese, che non è poi cosi’ piccolo, per cui potrebbero non essere cosi’ vicini e comodi, pertanto sono da mettersi in conto delle belle scarpinate. Gli altri anni il comune pare avesse messo a disposizione un bus-navetta dai parcheggi gratuiti, ma quest’anno cio’ non è avvenuto. In alcuni casi, la struttura dove si alloggia mette a disposizione un pass per il parcheggio e in questo caso il problema è risolto.
Dal punto di vista culinario, San Vito Lo Capo vanta la tradizione del cous cous, che abbiamo assaggiato una sera in un dei ristoranti del centro, ed era veramente particolare e buonissimo. Un’altra cosa assolutamente da provare è il famoso gelato “caldo-freddo”, che ha base di pan di spagna, panna montata, gelato a scelta e una colata di cioccolato caldo sopra: una bomba, ma anche una delizia!
I dintorni di San Vito
A 3 chilometri da San Vito, passato il Monte Monaco, si arriva alla Tonnara del Secco, ovvero quel che resta dell’antico edificio dove in passato, dopo aver catturato i tonni, si facevano le mattanze e le lavorazioni del pesce. I resti della costruzione sulla costa selvaggia ricca di rocce e insenature rendono il paesaggio incantevole.
Abbiamo proseguito in nostro giro verso la zona della Riserva dello Zingaro. La strada, che costeggia il mare e si eleva mostrando tutta la costa dall’alto, è molto bella, e vale la pena il giro anche solo per percorrerla. Purtroppo in alcuni punti sono evidenti i danni fatti dagli incendi, che hanno devastato la vegetazione. In una ventina di minuti siamo arrivati all’ingresso della Riserva, ma non siamo entrati per il poco tempo che avevamo a disposizione (il percorso a piedi sarebbe di 7 chilometri), ma già dall’inizio della strada si vedeva sul fondo la bellissima cala di Tonnarella dell’Uzzo.
Prima di arrivare a San Vito, dopo la frazione di Castelluzzo, c’è un altro punto panoramico spettacolare, ovvero il golfo che dal Monte Cofano arriva fino alle falesie di Cala Mancina. In questa zona ci sono alcune spiagge rocciose, non proprio comode, ma con un mare spettacolare, anche se poco comode e balneabili per i sassi e calde quando picchia il sole.
Visto che il tempo un po’ nuvoloso e ventilato non rendeva gradevole restare in spiaggia, abbiamo convertito la nostra vacanza, che doveva essere prevalentemente balneare, in una vacanza di visite ai dintorni. Cosi’, un pomeriggio abbiamo deciso di andare a visitare il parco archeologico di Segesta, ad un’ora di distanza da San Vito Lo Capo.
Segesta

Segesta l’ho trovata meravigliosa. Un sito archeologico in cui spiccano un tempio dorico e un’anfiteatro perfettamente conservati sulla sommità di un monte, a 400 metri sul livello del mare, in mezzo al nulla.
Al sito si accede con un pullman, che parte dal parcheggio dove si deve lasciare l’auto.
Arrivando al tempio, sembra veramente di immergersi in un altra epoca.
Per andare all’anfiteatro si deve salire ancora a piedi o con un pullman, per un paio di chilometri. Noi l’abbiamo fatta a piedi ed è una gran sfaticata, ma la vista del tempio da lontano e la bellezza del teatro all’arrivo, viene ampiamente ripagata.
Palermo
In un’altra giornata poco adatta alla spiaggia, in un’ora e 45 minuti, da San Vito Lo Capo siamo arrivati a Palermo.
Parcheggiata l’auto in un parcheggio a fianco al tribunale, con una cartina alla mano, siamo entrati nel centro storico cercando la cattedrale. Il primo impatto con la città è stato..strano. Vicoli e vicoletti, dall’aspetto poco rassicurante. Non ci sono degli spazi ampi, anche la cattedrale non si trova in una piazza grande e aperta, nonostante sia meravigliosa, all’interno di un bellissimo giardino.
Proprio li’ girando attorno alla cattedrale, vediamo passare un bus hip on hip off e lo fermiamo: decidiamo di salire per riuscire a vedere il piu’ possibile di questa città con il poco tempo che abbiamo. A posteriori devo dire che è stata un’ottima soluzione, che, con 10 euro ci ha permesso di vedere i principali monumenti che non saremmo riusciti a vedere a piedi, facendo tutto il percorso senza mai scendere visto il tempo limitato. Avendo piu’ tempo, si puo’ utilizzare il bus per scendere ed ammirare con calma tutti i punti strategici..il Teatro Massimo, il Teatro Politeama, il Palazzo dei Normanni, Piazza Quattro Canti e la favolosa Piazza Bellini, che è stata quella che ho preferito.
Poi tutte le vie piene di palazzi storici, le vie dello shopping, fino ad arrivare alla strada che costeggia il mare e che arriva al porto, passando per la rotonda dove si trova il monumento ai caduti nella lotta contro la mafia.
Una cosa particolare che abbiamo visto sono state le luminarie in piena estate, come se fosse Natale! l’autista del bus ci ha poi detto che erano dovute a una delle tante feste religiose e che in città ci sono sempre occasioni per festeggiare!
Palermo è veramente bella e ricca di cose da vedere, sicuramente merita molto piu tempo rispetto alla visita superficiale e improvvisata che abbiamo fatto noi.
La nostra coscienza non ci ha permesso di andarcene pero’ senza rendere omaggio a due luoghi particolari: l’albero della vita di via D’Amelio e il monumento ai caduti alla strage di Capaci, visibile quest’ultimo, ma neanche tanto, dall’autostrada verso casa. All’albero della vita di Borsellino ho dedicato un articolo, con le mie emozioni, che potete leggere qui: http://www.unanimainviaggio.it/lalbero-della-pace-di-via-damelio-a-palermo/
Cosi’ si conclude il nostro giro in Sicilia, breve ma intenso.
In cosi’ pochi giorni abbiamo visto tantissime cose e… mangiato tantissime cose..
La promessa a noi stessi è di tornarci presto, perchè è una regione veramente bellissima!
Voglio spendere, al termine, due parole riguardo alla Sicilia con adolescenti.
E’ stata nostra figlia che, da un po’, ci chiedeva di andare in Sicilia.
Era attratta principalmente dal mare bello, dall’Etna e dal desiderio di assaggiare tutte le prelibatezze della cucina siciliana, dagli arancini ai dolciumi, tanto decantati dai parenti. Oltre che, credo, dall’inconscio o meno desiderio di conoscere il paese d’origine della famiglia di suo padre.
E’ rimasta entusiasta, oltre che da tutto questo, che ha ampiamente ripagato le sue aspettative, anche dal vedere i templi greci e le città barocche che aveva studiato a scuola, e anche molto colpita dal venire a conoscenza della storia e della vita di uomini d’onore. Con cosi’ alti valori, che hanno dato la loro vita per il nostro paese, per cio’ in cui credevano, la giustizia, per combattere il fenomeno della mafia.
Pertanto, è una meta super consigliata!
settembre 2017
(foto di Patrizia Pazzaglia)
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