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Pesca al tramonto e notturna alle Maldive

 

 

L’escursione della pesca al tramonto e notturna alle Maldive è proprio una bella eperienza, che è piaciuta molto anche a nostra figlia, sia la prima volta, a 8 anni, che da adolescente, a 13 anni.

La prima volta siamo partiti prima del tramonto dall’isola (Fihalohi http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/ ) con un bellissimo dhoni, l’imbarcazione tradizionale maldiviana. Il tempo era sereno, pertanto navigare con la luce e i colori del tramonto è stato splendido.

 

 

La seconda volta invece, per la pesca notturna, siamo andati con una barca non tradizionale (da Embudu http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/). Siamo partiti proprio al tramonto e abbiamo visto il cielo farsi scuro, pescando poi anche nel silenzio della notte, sotto il cielo stellato.

 

escursione pesca notturna alle maldive escursione pesca notturna alle maldive

 

Anche in questo caso, è stato incantevole: essere soli in mezzo al mare, al buio, in assenza di rumori, è una sensazione bellissima, che da un grandissimo senso di pace e libertà.

 

 

Le escursioni di pesca alle Maldive si fanno col bolentino, ovvero con una lenza arrotolata a un pezzo di legno, a cui è stato applicato un amo, con un piccolo peso.

 

 

I marinai che accompagnano all’escursione portano del pesce per fare le esche, che spezzettano e attaccano all’amo. Il capitano cerca un punto dove fermare la barca e i marinai danno istruzioni su come fare.

 

 

E’ molto semplice, basta lanciare la lenza e srotolarla un bel po’..e poi attendere cercando di percepire quando il pesce mangia l’esca per dare un bel tirotto e tirare su lenza.

Bisogna armarsi di pazienza e attendere. Ma in questo è anche il bello della pesca, si impara l’attesa, mentre si assapora e si gode del paesaggio e del silenzio.

 

 

A volte si sentono dei movimenti, allora si prova a tirare la lenza, per poi verificare magari che l’esca è stata già mangiata.. e allora i marinari arrivano ad attaccare una nuova esca e si ricomincia di nuovo.

Quando la lenza invece tira molto forte, allora aumenta l’eccitazione e i marinai accorrono ad aiutare …finchè non si vede che cosa ha abboccato..se un corallo, una scarpa, o qualcosa di altro..o proprio un bel pesce.

 

 

Puo’ accadere che durante tutto il tempo, i poveri inesperti pescatori, non riescano a prendere niente.. ma a noi non è capitato, abbiamo sempre preso delle belle prede. Giada, l’ultima volta, ha preso un bel barracuda, ed io un bel pesciolino colorato, mentre il papà.. un corallo!!

 

 

I marinai vengono a staccare i pesci e li mettono in un cesto comune che verrà poi scaricato e consegnato alle cucine. E si rientra all’isola.

 

 

I pesci verranno cucinati e offerti ai partecipanti per cena. 

La prima volta sono riusciti a fare una bella grigliata per tutti, mentre la seconda il nostro bel barracuda e il pesciolino ci sono stati serviti la sera dopo al nostro tavolo, ed è stata una grande soddisfazione mangiare proprio quello che avevamo  pescato.

 

 

Ma soprattutto abbiamo vissuto un‘esperienza assolutamente divertente ed indimenticabile. Pesca alle Maldive, top!!

 

 

ottobre 2018

 

 

Tutti gli articoli e le informazioni sulle nostre Maldive qui

Maldive

 

 

foto by Patty

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Sirmione: meraviglia tra lago, archelogia e terme

 

 

Un suggestivo borghetto medievale dominato dal suo castello, un sito archeologico meraviglioso, acque termali che producono benessere.. e tutto questo sul lago. E’ la penisola di Sirmione, incantevole località sulla sponda meridionale del lago di Garda, che lascia senza fiato da tanta bellezza.

 

 

All’arrivo a Sirmione, bisogna lasciare l’auto in parcheggio, perchè  è consentito l’ingresso soltanto a chi risiede negli alberghi interni. Ho avuto la fortuna di alloggiare all’hotel Sirmione che domina, arrivando, la darsena, con i suoi colori e ti fa desiderare di alloggiare proprio là, sul lago. Di fronte, il castello.

 

 

Oltrepassando il ponte sul lago, si entra nel borgo pedonale e si puo’ vedere da vicino  il Castello Scaligero del tredicesimo secolo, una delle più imponenti fortezze medievali d’Europa. Con le alte mura merlate, circondato dall’acqua su tutti i suoi lati, è subito evidente lo scopo difensivo che ha avuto in passato e di controllo sul porto, che guarda di fronte. Attraverso il ponte levatoio si puo’ accedere per visitarlo e godere di tutta l’atmosfera di un tempo.

 

 

Poi ci si immerge nelle stradine del paese: piazze, palazzi storici, case colorate, archi, negozietti deliziosi e gelati enormi dai colori attraenti per i bambini, e alle due estremità, il lago. Da una parte il panorama degli altri paesini sul lago, dall’altro una serie di spiaggette e camminamenti.

 

 

E la strada prosegue fino alla punta estrema, dove, sul promontorio, si trova un‘area archeologica favolosa, le grotte di Catullo.

 

 

Le grotte di Catullo, raggiungibili anche con un comodo trenino, in realtà sono i resti di una villa risalente al II secolo d.c, con vari ambienti termali, in un’area di circa 2 ettari, che si affaccia sul lago. Inseriti in un contesto di prati ed ulivi, creano uno spettacolo che lascia senza parole.

 

 

Ho avuto occasione di visitarle anche durante la fioritura, a primavera, quando, in lontananza si vedevano ancora le cime innevate dei monti e prati ed alberi erano fioriti… Panorami veramente mozzafiato.

 

 

A Sirmione si trova anche un bellissimo stabilimento termale, l’Acquaria Thermal Spa , con le sue piscine termali e a sfioro, affacciate proprio sul lago, idromassaggi, lettini dove prendere il sole, sauna, e bellissimi ed eleganti spazi relax interni che aumentano la sensazione di benessere. Il tutto ubicato in un bel parco, da cui si gode della vista di indimenticabili tramonti.

 

 

Le terme Acquaria io le ho sperimentate piu’ volte, o come Spa day (sono solo uno stabilimento termale, senza hotel), facendo andata e ritorno da Bologna in giornata, o anche in abbinamento a un soggiorno in hotel (l’hotel Terme Sirmione, che aveva già al suo interno la piscina termale e la Spa ). Sono veramente un balsamo per anima e corpo.

 

 

Passeggiare tra le rovine delle grotte di Catullo, fermarsi sulla spiaggia del Lago di Garda, camminare per il paese con tutta la sua atmosfera medievale, cenare in un localino sul lago, godere di panorami incantevoli e delle terme.. 

Sirmione è proprio un posto magico, dove non mi stanco mai di tornare. Ha veramente tutti i requisiti per fare passare anche solo 1 o 2 giornate di stacco dalla routine, o per far godere di un po’ di tempo serenamente, in famiglia o in compagnia. 

 

 

Quindi..ci rivedremo presto!

 

 

ottobre 2018

 

foto by Patty

 

di Sirmione ne parlo anche qui

 

Giornata alle terme con le amiche

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L’altra Romagna: relax al mare a Punta Marina e Marina di Ravenna

 

 

C’è una Romagna balneare diversa da quella che solitamente è frequentata dai turisti e che è nell’immaginario collettivo.

 

Diversa dalle cittadine turistiche sul mare, piene di gente ed attrazioni.

 

                                                                                  

E’ una Romagna dove, chi, come me, cerca un po’ di relax e pace, al mare, a pochi km da casa (Bologna), trova ancora la sensazione di un contatto con la natura, perchè l’uomo non ha ancora invaso e modificato completamente l’ambiente.

 

E’ la Romagna dei Lidi Sud Ravenna, in particolare, tra Punta Marina e Marina di Ravenna, la zona che per me è diventata un luogo del cuore, prima mio, quando ero single, poi anche della mia famiglia.
                                                                       
Un luogo dove comunque sono presenti divertimenti, happy hour e party al tramonto, o fino a notte fonda, spazi per beach volley e altri sport, ma sono limitati e circoscritti e senza eccessi. Dove ancora ci sono larghi tratti di spiaggia senza ombrelloni e lettini e si possono fare lunghe e tranquille passeggiate. 
                                                                                                                         
Quando avevo qualche anno di meno, ho frequentato alcuni beach bar. dove musica alta e aperitivi,
ad una certa ora, facevano da padroni e dove giovani amavano conoscersi e reincontrarsi sulla spiaggia.
Ho frequentato anche altri posti, piu’ tranquilli, dove il target era di persone con un’età media piu’ alta, che si ritrovavano per fare due chiacchiere, bere qualcosa insieme, o per una cena sul mare. In questi posti, dopo qualche tempo, ritornando, ho trovato lo stesso ambiente e lo stesso genere di persone, coetanee, con famiglia a seguito, mai troppo chiassose.
La zona, che è frequentata per lo piu’ da romagnoli con la casa al mare o che vivono nei dintorni, è rimasta avulsa dal turismo di massa che si è riversato nel resto della Romagna, ed  è popolata dai pendolari del weekend, durante la stagione estiva.  Pertanto, anche in pieno agosto, non è mai troppo affollata e nei giorni infrasettimanali si sta veramente benissimo.
 
La spiaggia ampia e dorata, il mare trasparente e pulito, soprattutto ad inizio stagione, gli stabilimenti balneari gradevoli e non troppo invasivi, l’ assenza di animazione, – solo qualche semplice gioco per i bambini -,  un tratto senza case e paese, la strada che passa in mezzo alla pineta, che sprigiona tutti i suoi profumi: tutto questo è quello che mi piace e mi permette di rilassarmi e trascorrere qualche ora in tranquillità.  
                                                                                                                    
Uno dei principali plus che risconto è che la spiaggia mantiene un fascino selvaggio, in quanto lambita da dune ricoperte di rigogliosa vegetazione, tipica delle cosi’ dette “dune vive,” piante perenni con aspetto di prateria. 
Nella parte priva di stabilimenti balneari  (spiaggia libera),  per proteggere l’ambiente sono state costruite delle gradevoli passerelle sopraelevate alla spiaggia, in legno, che consentano di ammirarlo nella sua bellezza, e permettono l’accesso alla spiaggia senza che il corpo dunoso e la vegetazione vengano calpestati.                                                                                                                                                                                

 

Soprattutto al pomeriggio e, in seguito al tramonto, la luce del sole offre una stupenda atmosfera.

 

 

A coronare le belle giornate, c’è il classico buon cibo che si mangia in zona, primi e secondi a base di pesce, specialità romagnole, oppure la classica piadina, comprata magari nei chioschetti. con tendone a righe, classici della romagna: una delizia per il palato.

 

 

 

E quando sono capitata anche d’inverno, proprio qui, dove tutto è desolazione,  il fascino particolare di questa zona mi ha comunque colpito, facendomi ancor piu’ desiderare l’arrivo della bella stagione, per la mia visita di abitudine, che ogni anno non puo’ mancare.

 

 

 

giugno 2018

 

Consigli (alcuni gentilmente forniti dall’amica locale Sara Venieri):

Stabilimenti balneari: Ruvido, BB King (vicini alle dune e alla spiaggia libera)

particolarmente adatti ai bambini: Lucciola (con piscina), Coco Loco, Marina Bay

Ristoranti per cena: bagno Coco Loco, bagno Donna Rosa, circolo velico, ristorante Matteo e Alma per cucina romagnola, La Cubana

Locali per aperitivi: bagno La dolce Vita, MO.VA a Marina di Ravenna, bagni Peter Pan, Singita, Lucciola

Cibo da asporto: Irma e Pino (pesce), da Matteo

In zona consigliati anche per aperetivi baretto Lamone a Marina Romea, per cibo da asporto baracchina a Porto Corsini e campeggio Villaggio del sole.

 

 

 

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Una giornata a spasso per Ravenna

 

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Lode al mio mare

 

 

Al mare in Romagna, dopo la quarantena

foto by Patty

 

 

 

 

 

 

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Un paradiso chiamato Mauritius

 

 

L’isola di Mauritius è una meta che ha molto da offrire a chi vuole coniugare una vacanza su spiagge bianche tropicali ad escursioni interessanti dal punto di vista naturalistico e culturale.

Io addirittura ci sono stata 2 volte, da fidanzata, e in seguito con la famiglia, quando mia figlia aveva 5 anni. Con la bambina è stato il nostro prima viaggio intercontinentale in fai da te (https://www.unanimainviaggio.it/viaggiare-risparmiando-come-organizzare-un-viaggio-fai-da-te/), e l’abbiamo scelta come meta proprio perché, essendoci già stati, ci aveva dato un senso di tranquillità, e per la facilità dal punto di vista organizzativo.

Dell’isola ho un ricordo particolare dei meravigliosi tramonti, i bellissimi paesaggi, e i buonissimi noodles!

 

 

Mauritius in estate

Entrambe le volte in cui siamo andati a Mauritius era estate, ad agosto e a fine giugno. C’è chi dice che non sia il periodo migliore, ma per noi è stato un periodo ottimale, in quanto non faceva quel caldo umido che fa durante il nostro inverno, durante il giorno. Alla sera invece faceva abbastanza freddo, un maglioncino di lana ci stava tutto. Qui la carta vincente è stata trovare alloggi con la mezza pensione, per non dover andare troppo in giro.

Entrambe le volte che siamo andati è piovuto molto poco, e i temporali sono stati di breve durata. Il mare non era caldissimo, ma la bambina ha sempre fatto il bagno, in quella bella acqua azzurra cristallina.

 

 

La spiaggia di Flic e Flac

La prima volta siamo andati ad agosto avevamo scelto un bellissimo hotel, La Pirogue, sulla stupenda e lunga spiaggia di Flic e Flac, nella costa est, consigliata per la probabilità di trovare un tempo migliore, meno piovoso, rispetto alla costa ovest, durante la nostra estate.

Bellissimi bungalow con tetto di paglia in un giardino curato e pieno di uccellini, che davano sulla spiaggia, con mare digradante, e vista in lontananza del promontorio di Le Morne, il posto piu’ bello dell’isola, a mio parere. L’hotel organizzava anche matrimoni, nei suoi bellissimi spazi. Il cibo era molto buono e raffinato. A disposizione degli ospiti c’erano anche pedalo’ gratuiti, ed era bellissimo prenderli per andare al largo, e ammirare i fondali e la costa, dal mare. Se dovessi trovare un difetto, direi che non mi sono piaciute le moto d’acqua, che sfrecciavano talvolta davanti all’hotel.

A Flic e Flac, paese carino, con tutti i servizi e ben servito anche dai mezzi pubblici,  si arriva dopo aver attraversato infiniti campi di barbabietole da zucchero, panorama caratteristico di questa zona dell’isola

 

 

E proprio li’ vicino, si trova il bellissimo Casela Park, un parco naturale inserito in una natura rigogliosa, dove vivono animali in habitat ricostruiti, e all’interno del quale si può anche fare un minisafari e vedere, oltre a panorami meravigliosi, centinaia di animali, come zebre, scimmie, facoceri, antilopi, in libertà. Il Casela Park ci ha entusiasmato moltissimo, ci siamo andati la seconda volta con nostra figlia, in quanto la prima non era ancora stato costruito, e ne ho parlato qui nel dettaglio

 

Casela Park a Mauritius

 

Se dovessi consigliare una zona dove alloggiare a Mauritius, sicuramente suggerirei Flic e Flac, che mi è piaciuta di piu’ rispetto al nord, e che è piu’ vicina alla maggior parte delle attrazioni, e al posto piu’ bello dell’isola: le Morne

 

Le Morne

Le Morne si trova nella parte nord occidentale dell’isola. E’ un promontorio che si alza improvvisamente in verticale, come a formare una T rovesciata,  proprio davanti a un tratto di mare con una spiaggia e una laguna meravigliosa.

 

 

Dall’aereo si ha una vista del promontorio impagabile. Sicuramente da non mancare la visita, sarebbe bellissimo anche alloggiare in zona, ma nella parte piu’ bella  sorgono dei costosissimi resort.

 

 

Il nord di Mauritius

La seconda volta che siamo andati era fine giugno e inizio luglio e abbiamo alloggiato nella parte nord est, molto piu’ caratteristica e mauritiana, ma con mare e spiagge meno belli rispetto a Flic e Flac, e a quelli della parte ovest (non consigliati pero’ nella nostra estate, ma mi hanno detto essere meravigliosi).

In questa zona si trova Grande Baie,che è una grande baia molto turistica e trafficata, gradevole per una passeggiata, una visita ai mercati locali, ma non per passarci una vacanza.

 

 

La spiaggia pubblica piu’ bella della zona secondo me è quella di Trou aux Biches, piena di palme, con alle spalle il paese, ben servito dai mezzi pubblici e sulla quale si affacciano anche dei bei resort o splendidi appartamenti da affittare.

 

 

La spiaggia di Moint Choisy è piu’ selvaggia e meno tropicale, ma ha alle spalle una bella pineta

 

 

Mentre mi è piaciuta meno quella di Pereybere, molto piccola e attaccata alla strada.

 

 

A parte queste spiagge, ce ne sono di molto belle riservate ai resort.

All’estremità nord si trova anche il paesino di Curepipe, con la sua famosa chiesa col tetto rosso: una chicca che merita sicuramente una visita.

 

chiesa di curepipe a mauritius chiesa di curepipe a mauritius

 

Talvolta, passeggiando per strada, si incontrano bellissimi templi indu‘.

 

tempio indu a mauritius

 

Purtroppo non abbiamo fatto l’escursione all’isola chiamata Ilot Gabriel, che dicono essere fantastica.

E’ molto importante, se si decide di alloggiare in questa zona, leggere bene le recensioni relativamente al mare e alla spiaggia, perché non in tutti i punti sono belli come quelli che si immaginano. Noi abbiamo alloggiato in due strutture, una davanti al mare a Point aux Piments, consapevoli che il mare non sarebbe stato molto bello e fruibile, ma la spiaggia e la vista del mare a cena e a colazione ripagava assolutamente questo inconveniente, e durante il giorno ci spostavamo poi nella spiagge con punto mare migliore.

 

mauritius point aux piment

 

L’altra struttura era nella zona di fronte al Coin de Mire, il resort era molto carino, ma si trovava sulla strada e pur essendoci una bella spiaggia di fronte, il mare non era granchè. Entrambe le aree erano pero’ ben servite dai mezzi pubblici, che abbiamo utilizzato per girare tutte le spiagge e le attrazioni limitrofe, Trou aux Biches, e Mont Chosy distavano un quarto d’ora circa di bus, e anche se non erano messi proprio benissimo ed erano vecchiotti, li abbiamo trovati puntuali e capillari.

 

La zona è popolata di ristorantini con ottime specialità mauriziane, e sulle spiagge spesso sono presenti furgoni che preparano street food. Abbiamo mangiato i migliori noodles in questa zona, a prezzi veramente convenienti.

 

 

Se dovessi consigliare dove alloggiare qui, comunque, suggerirei sicuramente il paese di Trou aux Biches, che ha la spiaggia e il mare migliore.

 

 

Per le escursioni più lunghe, abbiamo noleggiato l’auto, per le giornate necessarie, ma attenzione alla guida a sinistra e alla scarsa segnaletica, che ci ha portato a volte dentro a paesini o quartieri, con grosse difficoltà poi ad uscirne fuori,. Inoltre, se si deve passare dalla capitale, bisogna mettere in conto il grande e caotico traffico.

 

 

Le escursioni

Riepilogo insieme le escursioni che abbiamo fatto nelle due volte che siamo stati

 

Taumarine, a vedere i delfini

Con la barca si parte alla ricerca dei delfini:, qualcuno lo abbiamo visto ma non cosi’ vicino per cui l’escursione non è cosi’ spettacolare.

Molto piu’ piacevole il giro in barca, che porta anche a vedere Cristal Rock, una roccia che sorge in un mare stupendo, con vista del promontorio di Le Morne

 

le morne mauritrius cristal rock e le morne mauritius

 

Gran Bassin

Il gran Gran Bassin è un meraviglioso luogo di culto indù, conosciuto anche con il nome di Gangla Talao. E’ un vasto bacino di acqua, sorto nel cratere spento di un vulcano, contornato da piccoli templi, pieni di offerte, fiori e altro, depositate dai devoti. Non è raro vedere persone che arrivano in pellegrinaggio, e si immergono nelle acque considerate sacre del lago. Il luogo è molto affascinante, sicuramente è da non perdere!

 

Chamarel, le terre dai 7 colori e le cascate

Chamarel è il nome di una regione che ospita una zona dove, un fenomeno geologico di origine vulcanica, ha creato un’area caratteristica per il suolo che sembra formato da onde con la terra di 7 diversi colori.

 

chamarel le terre dai 7 colori mauritius

 

La strada per raggiungere Chamarel è meravigliosa,  attraversa una lussureggiante foresta tropicale. Nei dintorni si trova anche una bella cascata.

 

chamarel mauritius cascata

 

L’isola dei cervi

Sebbene sia un posto molto turistico, e probabilmente lo è diventato ancor di piu’ negli ultimi anni, l’Ile auf Cerfs è una meravigliosa isola disabitata, con una enorme lingua di sabbia nel mare dalle tonalità  verdi e azzurre, difficile da dimenticare. L’isola si trova sulla costa nord orientale, nei pressi di Trou D’Eau Douce, da dove ci si imbarca (le escursioni partono da ogni zona dell’isola), e a mio avviso è imperdibile durante un soggiorno a Mauritius.

 

 

 

Altre escursioni, che noi non abbiamo fatto sono l’orto botanico di Pamplemousses e il Vanilla Natural Park. Un giro nella capitale Port Saint Louis puo’ valere la pena, per vedere il mercato,salire alla fortificazione di Fort Adelaide, conosciuta con il nome de La Citadelle, non entusiasmante, ma che offre un bellissimo panorama sulla citta, e la zona dei centri commerciali denominata Caudan waterfront, piena di negozi e ristoranti, proprio di fronte al mare. Ma attenzione, il traffico a Port Saint Luois è veramente infernale!

In conclusione, Mauritius è un paradiso che vale sicuramente la pena di essere visto, parola di chi ci è andato e ci è anche ritornato!

 

 

 

foto by Patty e Pixabay

 

 

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Molveno, il suo lago, i suoi monti, i suoi colori

 

 

 

Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.

 

 

 

Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.

In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.

Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.

 

 

La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

 

 

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.

 

 

Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.

 

 

Dal paese, una telecabina (ora funivia) permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.

 

 

Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.

 

 

Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.

 

  

 

In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

 

molveno

 

 

E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.

 

 

Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

 

 

E quando viene il tramonto, il paesaggio del lago è ancora più affascinante. Senza poi parlare degli innumerevoli locali dove prendersi un aperetivo o godersi una cena con le specialità trentine.

 

 

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le sue mille sfumature di verde.

 

 

http://www.molveno.it/homepage

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Quella volta che siamo andati a Disneyland Paris

 

 

 

 

Siamo andati a Disneyland Paris che la nostra piccola Giada aveva 5 anni.

Abbiamo vissuto 3 giorni sorprendenti, vedendo la meraviglia del mondo incantato delle favole nei suoi occhi.

Venivamo da 4 giorni a Parigi. Lasciata la città al mattino, con la Rer siamo arrivati in circa una mezz’oretta alla stazione ferroviaria di Marne-la-Vallée/Chessy, e proprio davanti al parco.

 

 

Avevamo prenotato per 2 notti un’hotel dentro al parco, l’hotel Cheyenne, il secondo piu’ economico, in stile Far west, molto carino, con un’offerta presente sul sito che, con anche i biglietti del parco per 3 giorni, era risultato piu’ conveniente che dormire fuori dal parco e comprare separatamente i biglietti.

 

 

 

Nella scelta del periodo (era aprile), avevamo incrociato le offerte del parco con quelle della compagnia Ryanair, per risparmiare il piu’ possibile.

Appena entrati, è stata subito una grande emozione: Cip (o forse Ciop?) è corso incontro a Giada e l’ha abbracciata con calore. E lei, naturalmente, è rimasta esterefatta!!

 

 

Dopo l’ingresso Giada ha voluto scegliere la prima attrazione, e con cupidigia ha atteso ben 1 ora, in fila senza fiatare, per salire su una banale giostra di Dumbo.. Ma quello era il suo desiderio!!

 

 

Per alcune attrazioni è possibile saltare la coda con un fastpass incluso nel biglietto, le cui modalità di funzionamento potete trovare qui http://www.disneylandparis.it/faq/parchi-tematici/fastpass-e-vip-fastpass/.

La cosa che consiglio è di informarsi, attraverso internet, sulle attrazioni, in modo da selezionare quelle che si preferiscono, quelle adatte per l’età, e quelle da evitare, in modo da arrivare preparati. E se si riesce, anche stabilire un percorso, o almeno farsene un’idea.

Inoltre, altra cosa  importante, quando si arriva, controllare gli orari delle parate, in modo da cercare una posizione favorevole un po’ prima dell’inizio e godersi bene lo spettacolo. Le parate sono la cosa che ci è piaciuta di più‘, tanto è che qualcuna l’abbiamo rivista il terzo giorno..

 

 

Sono carri che girano per il parco, dove i personaggi sono quelli dei cartoni animati Disney, in carne ed ossa e perfettamente somiglianti, con le musiche usate nei rispettivi film!

 

E qui tutto diventa magico, da Winnie the Pooh, alle principesse, ai personaggi di Toys Story, a Remy di Ratatouille, agli animali del Re Leone, e tutti gli altri. Anche lo spettacolo giornaliero conclusivo del pomeriggio, su un grande palco, dove sfilano tutti i personaggi insieme, è veramente da non perdere.

 

 

Poco dopo l’entrata, si scorge il bellissimo castello di Disney, quello che ancora oggi si vede all’inizio dei cartoni animati..Ma qui è quello vero!

 

 

E ci sono le principesse, quelle delle fiabe, dalle tradizionali Cenerentola, Biancaneve, La Bella Addormentata, la Sirenetta, alle piu’ recenti come la principessa Tiana della Principessa e il ranocchio, ecc. ecc. Non vi dico l’espressione di Giada nel vedere la sua preferita, Aurora, con il suo principe!

 

 

L’attrazione adrenalica che ho fatto con mia figlia, è stata la Big Thunder Mountain, una lieve montagna russa, che ho potuto affrontare anch’io che sono spaventata da queste giostre, inserita in uno splendido scenario del  Gran Canyon.

 

 

 

Abbiamo trascorso tutta una giornata al parco e alla sera siamo ritornati al nostro hotel, dove abbiamo cenato in un’atmosfera veramente da Far West. Essendo ancora freddo, è stata la scelta migliore acquistare, col biglietto, anche la mezza pensione, che era in offerta.

 

 

Il giorno successivo abbiamo visitato gli Studios, che hanno un’ingresso a parte.

 

 

Qui ci sono anche spettacoli molto carini per i piu’ piccoli, in un teatro. Noi abbiamo visto la casa di Topolino, e abbiamo fatto alcune esperienze interattive, oltre alle solite giostre, tra cui quella di Cars.

 

 

Le ambientazioni qui sono bellissime, c’è anche l’urlometro di Monster and co!

 

 

Abbiamo incontrato molti personaggi, Minnie, che ci ha abbracciato, Sullivan di Monster and co. , Lilo e Stich..

 

 

Le giostre piu paurose le abbiamo accuratamente evitate, come la Tower of Terror, un ascensore pericolante che va a velocità vertiginosa.

 

 

L’ultima mattinata l’abbiamo dedicata a rivedere le parate che ci erano piaciute di piu’.

 

 

L’attrazione in assoluto che ho preferito tra tutte è stata “It is a small world“: con una barchetta, si entra in un favoloso mondo colorato di cartapesta, dove bambole, che cambiano tratti ed abiti in base al paese, ballano e cantano sull’aria di un’unica musichetta, “It is a small world” appunto, che varia ritmo e parole a seconda del paese che ci si ritrova davanti. Sul finale ricorda i valori dell’amicizia, del divertimento, della condivisione e dell’uguaglianza.

 

 

Inutile negare che anche a noi adulti siamo stati catapultati nel mondo dei bambini e ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo nel vedere i personaggi della nostra infanzia, o dei cartoni visti con i bambini..

 

La magia resta sempre tale per tutti, a tutte le età, anche se noi adulti abbiamo accantonato quel mondo per diventare grandi.

 

 

Ma ci resta la gioia degli occhi stupiti e felici dei nostri figli e la convinzione che condurli e farci condurre con loro di nuovo nel mondo della fantasia, resta sempre una gran cosa.

 

 

 

 

 

 

aprile 2011

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

qui altri articoli sulla magia

Regalate la magia ai vostri bambini

Dopo Babbo Natale

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La meraviglia di Cayo Largo

 

 

Immagina un mare dalle tonalità che virano dal verde al turchese. Stelle marine arancioni che giacciono sulla riva. Lingue di sabbia su cui passeggiare. Una sabbia che sembra borotalco. Una spiaggia con centinaia di palme. Due spiagge raggiungibili con un trenino stile Gardaland.

Sei a Cayo Largo, un’isola a 177 km. a sud dell’Havana, a Cuba.

 

 

La prima volta l’ho vista in escursione durante un soggiorno di mare a Santiago. Per raggiungerla abbiamo dovuto prendere un aereo anteguerra, alla vista ben poco affidabile, una specie di bus volante con le toppe, sedili sbilenchi, freddo allucinante, lento..un paio d’ore da incubo.

Ma all’arrivo..uno spettacolo. Un giro in catamarano, dove ho mangiato la miglior aragosta della mia vita, cucinata al momento, un po’ di snorkeling, Cayo Iguana e l’approdo a Playa Sirena.

 

 

Ho deciso di tornarci poi con la famiglia. Un last minute, dopo le feste natalizie, volo diretto, alloggio al Resort Playa Blanca.

 

 

A quei tempi avrebbe avuto bisogno di una rinfrescata, ma era comunque molto gradevole, palazzine con camere molto grandi, belle piscine e aree gioco per i bambini, buffet appena sufficiente, ma un ristorante a picco sul mare con pesce fresco per il pranzo che era una favola. Alla sera c’era l’animazione, ma non abbiamo mai assistito, soltanto l’appuntamento fisso era al concertino del gruppo cubano che suonava sempre dopo cena e prima degli spettacoli, i Santa Fe, una meraviglia.

 

 

La spiaggia del resort non era molto larga, forse una delle piu’ strette di tutti i resort, che si trovano tutti su quel lato dell’isola, e il mare era sempre piuttosto mosso perchè dalla parte dell’oceano, ma i colori meravigliosi invitavano a stare comunque li’, vicino alle rocce a guardarlo.

 

 

Con una bella passeggiata si arriva anche alle spiagge degli altri hotel, godendo di paesaggi bellissimi. E’ qui che per la prima volta ho visto un colibri’, con il suo battito di ali velocissimo.

 

 

Le spiagge piu’ belle si raggiungevano con il trenino o con un taxi.

 

 

Playa Sirena e Playa Paraiso. 15 minuti di strada asfaltata, che poi proseguiva entrando in una parte incontaminata. Non ci sono strutture o resort là, solo un paio di bar e ristoranti, perfettamente inseriti nel paesaggio. La prima che si incontra è Playa Sirena.

 

 

Spiaggia enorme, ombrelloni di paglia sotto cui posarsi (gratuitamente), lingue di sabbia su cui passeggiare. Proseguendo  lungo la spiaggia o scendendo alla fermata successiva del trenino, si arriva a Playa Paraiso, dove le tonalità spaziano dal verde, all’azzurro al bianco del mare e dove si trovano decine di stelle marine arancioni. La spiaggia, oltre alla riva, è una distesa di palme dal fusto piccolo, mai viste cosi’ tante.

 

 

Dall’hotel si raggiunge in pochi minuti di bus la Marina di Cayo Largo.

 

 

Si puo’ visitare un ricovero per tartarughe, dove vengono allevate o curate, per poi essere a tempo debito liberate.

 

 

Alla Marina, c’è l’ospedale e una scuola che si puo’ visitare, negozi e un bel parco giochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

E dalla Marina si parte per le escursioni. Noi ne abbiamo fatta una che comprendeva la visita a Cayo Iguana, un’isola abitata solo da enormi iguane, spesso mimetizzate col terreno che si possono anche vedere a distanza ravvicinata.

 

 

Una sosta per lo snorkeling, e una sosta alla spiaggia delle conchiglie, una sabbia bianca in un mare azzurro senza limiti!

 

 

L’unica cosa che non è stata troppo favorevole è stata la temperatura a gennaio. La settimana piu’ fredda di quell’anno, ci dicevano i cubani. La sera scendeva anche fino a 14 gradi, al giorno a volte si aggirava anche attorno ai 20. Sulla barca durante l’escursione, felpa e kway antivento, ci hanno tenuti caldi, buttarsi in acqua e fare snorkeling è stata dura.

 

 

Ma il sole è sempre stato presente, e nonostante la temperatura, abbiamo apprezzato le mille bellezze di quest’isola.

Cayo Largo è un posto per chi ama la vita di mare. Meraviglioso.

Volendo si puo’ fare l’escursione all’Havana, che merita pero’ un viaggio a parte.

Ma questo è un altro viaggio.

 

 

 

tutti gli articoli su Cuba li trovate qui http://www.unanimainviaggio.it/cuba/

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Cuba

 

 

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Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

 

 

 

Soddisfare il desiderio di un figlio che ti chiede la magia è una delle cose piu’ belle che puo’ capitare a un genitore.

Perché capita anche ai piu’ piccoli di aver bisogno di trovare un rifugio, nuove speranze e valori in cui credere e la fiducia che possano aprirsi mille possibilità. Che vanno al di là degli abbracci o delle parole consolatorie di chi ti vuole bene, quando che la realtà, anche nel tuo piccolo, non è quella che vorresti.

E allora, fantasia e magia possono correre in aiuto.

Nostra figlia negli ultimi mesi ha sviluppato una vera e propria passione per il maghetto Harry Potter e il suo mondo, ha divorato piu’volte i libri della Rowling, ha visto e rivisto tutti i film, e il giorno del suo compleanno, ha ricevuto quello che da tanto desiderava: una lettera da Howgarts, con insieme un biglietto aereo per Londra e un biglietto di ingresso ai Warner Bros Studios per vedere The making of Harry Potter. Partenza dopo 2 giorni.

 

 

La reazione è stata dapprima di incredulità. Poi, nelle ore successive, di grande eccitazione, per l’esaudirsi del desiderio piu’ grande di questo momento: vedere materializzarsi quello che, con la fantasia aveva immaginato nelle sue letture e visto nei suoi film preferiti.

 

 

Verso la magia …e oltre

E allora, il 28 novembre 2017 alle 13.45 ci presentiamo al luogo dell’appuntamento, vicino a Victoria Station.

Il comodo pullman a due piani di Harry Potter ci attende. In un’ora e mezzo, in compagnia di uno dei film della saga,  arriviamo direttamente agli Studios.

 

 

Arrivare davanti agli Studios di Harry Potter e varcare la soglia, credo che sia per un fan la stessa emozione dell’arrivo ad Hogwarts per i maghetti.

Un enorme albero di Natale illuminato si erge all’ingresso, essendo le festività non lontane, e in alto sono esposte le foto dei volti di tutti i protagonisti dei films.

 

 

Decidiamo di prendere l’audioguida (al costo di 5 sterline) per Giada, che contiene informazioni e curiosità relative alla realizzazione dei films. Purtroppo non avevo letto che c’è anche la possibilità di avere per i bambini un  passaporto, da  timbrare al passaggio tra alcuni  set, con apposite macchinette.

Prima di iniziare il nostro percorso, decidiamo di entrare nello store, per goderci poi tranquillamente la visita, facendo gli acquisti degli articoli che avevamo individuato in precedenza da casa, per perdere meno tempo possibile una volta agli studios.

La  ricostruzione dello stanzino di Harry nel sottoscala anticipa l’ingresso in una sala dove viene dato il benvenuto con la proiezione di un breve filmato.

 

 

Al termine del film  la porta si spalanca davanti alla Sala Grande..e si viene catapultati dentro al film e alla  magia.

 

                 

 

Sul fondo, alcuni albero di Natale innevati illuminati, è Hogwarts in the snow, appositamente creato per la stagione.

 

 

Il percorso continua nelle sale successive, dove sono in mostra costumi originali indossati dagli attori durante le riprese, le scenografie, i quadri, gli oggetti usati nei films.

 

 

Le scenografie piu’ impressionanti, a mio avviso, sono la foresta proibita, dove ci si addentra tra la nebbia, con gli immensi alberi, i ragni giganti che scendono e gli effetti climatici sonori; il treno Howgarts express, dove si puo’ salire e vedere negli scompartimenti vestiti e valigie dei protagonisti; ovviamente la porta del binario 9 3/4; la stupenda ricostruzione della Diagon Alley che sembra veramente reale, con tutti i negozi.

 

    

 

Per i piu’ grandi (mio marito ad esempio), interessantissima la sezione con i disegni esecutivi serviti per la realizzazione delle sceneggiature, i modelli e i progetti delle parti di automazione.

 

 

Nell’ultima sala si trova la magnifica ricostruzione del castello di Hogwarts con la neve, e alcuni visori mostrano come è stato utilizzato nelle varie scene, dove sono stati inseriti digitalmente i personaggi, facendolo sembrare vero durante il film.

Con la  musica di sottofondo, la magia di questa sala diventa molto coinvolgente e ha mosso in me una grande emozione.

 

 

 

Lungo il percorso, ci sono alcune esperienze che da vivere, come vedere e toccare la neve e il fuoco di scena, cavalcare una scopa volante e alzarla con la voce, e si possono fare foto con ambientazione in scene ricostruite.

 

 

Segue una parte all’esterno, dove si trova, tra l’altro, il ponte verso Hogwarts da attraversare, la Ford Angelina su cui si puo’ salire, la casa dei Dursley da visitare, il Nottetempo, e poi un’area pic nic, dove si puo’ consumare anche cibo proprio ed assaggiare la Burrobirra, che ha il sapore di una bibita frizzante dolce, con sopra una specie di panna montata al caramello.

 

   

 

L’ultima sala prima dell’uscita, oltre la quale non è possibile ritornare indietro, è il negozio delle bacchette magiche.

 

 

Alle 19.15 il nostro pullman ci aspetta per lasciare questo mondo magico. Che non puo’ risultare indifferente neanche a chi, come me, si è appena e soltanto avvicinato ad esso.

E salutarlo lascia un po’ di malinconia dentro, come quando si deve partire da un luogo che si è amato e dove si è stati bene.

 

 

Il mondo di Harry Potter: un po’ di analisi

Il mondo di Harry Potter contiene valori importanti come il coraggio, la forza, l’altruismo, la lealtà, il perdono, il desiderio di conoscenza e soprattutto l’amicizia, la solidarietà, l’aiuto reciproco, il senso di appartenenza.

Quelli veri, che durano nel tempo e che è cosi’ raro, oggigiorno trovare tra i ragazzi (e anche tra gli adulti), ma che tutti quanti, in fondo all’anima, possediamo, come bagaglio comune dalla nascita.

Sono convinta che bambini e ragazzi che si avvicinano a questa saga si appassionino proprio perché si stanno rendendo conto dell’importanza di tali valori ed anelino a farli propri. La storia funge da consolidamento e motore di fiducia, in un epoca in cui sembra sempre piu’ difficile trovarli.

Lo spazio della magia è uno spazio importante per un bambino o un ragazzo.

E’ uno spazio dove lui “puo’”, che si contrappone alla sensazione di impotenza, che spesso si trova a provare, piccolo in un mondo di grandi.

Uno spazio dove puo’ trovare il coraggio, sperimentare, perché ha il potere – quello buono – dalla sua parte, che gli dà forza, che gli crea autostima, con l’aiuto della solidarietà dei propri simili. Che offre la possibilità di cambiare le cose che non piacciono o che non ritiene giuste, per il principio innato di sana giustizia che hanno i bambini.

 

 

Il personaggio di Harry Potter è intriso di empatia ed è dotato di accoglienza e tramite la sua identificazione, possono venire assorbiti valori quali la tolleranza, il rispetto per chi è diverso e la volontà di combattere contro i  pregiudizi e le ingiustizie.

Come nel mondo reale, nella saga i personaggi positivi hanno subito sofferenze, sono vulnerabili, sono soggetti a momenti di sconforto, ma dotati di qualità personali che li arricchiscono e che vengono valorizzate e che consentono loro di superare gli ostacoli. Viene rafforzato il principio che non tutto è solo quello che appare. Che c’è un senso in quel che accade e una giustizia, che prima o poi si manifesta.

 

 

 

Il mondo dell’ombra, che appartiene a ciascuno di noi, si materializza all’esterno con il cattivo della situazione, nell’eterna battaglia tra il bene e il male. E’ la lotta che viviamo dentro di noi, il  conflitto che ci tormenta fino a quando una  parte ha la meglio sull’altra. Vederlo rappresentato al di fuori, permette di conoscerlo, di sentirsi meno alienati da esso e trovare la forza per combattere.

Insomma piuttosto che prendere come modello l’ultimo youtuber di moda, o il personaggio con fama e successo, o il bulletto della situazione, molto meglio lasciare identificare i nostri figli con il maghetto, che vuole e costruisce per sé un mondo e una vita migliore e densa di significato e di avventura.

 

 

 

 

Per concludere, non ci si aspetti  dagli Harry Potter studios qualcosa simile ad un parco giochi: sono incentrati sulla scoperta della magia che sta dietro alla realizzazione dei films, i backstage, piuttosto che sugli attori o sulla storia.

 

 

Il tutto esercita un enorme fascino, soprattutto per la possibilità di vedere dal vivo oggetti  e ambienti conosciuti e visti nel film..E’ come entrare e appropriarsi un po’ di quella realtà e di quella magia.

 

Harry Potter WB Studios: informazioni pratiche per organizzare la visita

I biglietti si possono acquistare solo on line e non sono rimborsabili.

Si trovano sul sito Warner Bros Studios

https://www.wbstudiotour.co.uk/

ma occorre prenotare parecchio tempo prima. In caso risultino esauriti si possono trovare su varie agenzie online (anche Expedia per esempio), sotto forma di pacchetti che comprendono anche il trasporto fino  agli studios, con un pullman brandizzato di Harry Potter. La maggior parte di queste agenzie li acquista sul sito della Golden Tour

https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter

quindi tanto vale acquistarli direttamente da loro. Si dovrà stampare e portare con sè il biglietto da mostrare alla partenza.

Per rendere un’idea, il costo di un biglietto dal sito WB è di 39 sterline per adulto e 31 per bambino dai 5 ai 15 anni (gratis fino a 4 anni). a cui aggiungere il costo del trasporto del treno da Londra- metro Euston – fino a Watford Junction, piu’ la navetta degli studios (i biglietti si fanno a bordo). Mentre sul sito Golden tour, incluso il trasporto, il costo, variabile, si aggira sulle 70-80 sterline per adulto e 60-70 per bambino.

Il tempo per il viaggio da Londra è lo stesso con entrambe le soluzioni, circa 1 ora 30.

Il tempo per restare all’interno è di circa 3 ore e mezzo se si va col pullman, che è sufficiente per vedere comodamente tutto, è a proprio piacimento se si va autonomamente.

Per l’acquisto di ogni biglietto va selezionato oltre al giorno, anche l’ora preferita di ingresso.

Acquisti

Gli articoli venduti nello store degli studios sono di buona qualità (che puo’ essere testata a differenza di un’eventuale acquisto su internet). Il costo è inferiore a quello del negozio 9 ¾ che si trova a di King Cross

https://www.harrypotterplatform934.com/ 

dove non sono presenti gli stessi articoli (anche quelli dello stesso genere sono diversi). Si trovano comunque articoli e gadget della saga anche in negozi tipo Primark, Hamleys, e in alcuni negozi dell’aeroporto di Stansted. Segnalo inoltre, che si possono trovare felpe e tee shirt anche in alcune bancarelle, per esempio noi ne abbiamo acquistata una molto bella ad ottimo prezzo a Camden Town (15 sterline).

A proposito del binario 9 3/4 che si trova a King Cross, sicuramente è da visitare se ci si trova a Londra e non si va agli studios, ma francamente per me è stata una delusione in quanto non è sui binari,  è una parte di muro a fianco al negozio, dove durante il giorno, facendo lunghe code, si puo’ richiedere di fare una foto a pagamento, mentre la sera, a una certa ora, viene tolto il carrello e la valigia.

 

 

 

Per finire, la lettera di Hogwarts si puo’ trovare on line per la stampa, per esempio su questo sito https://hogwartswords.jimdo.com/la-tua-lettera-da-hogwarts/

 

Buona magia a tutti!

(foto by Patrizia Pazzaglia)

 

Volete leggere l’esperienza vissuta scritta direttamente dalla tredicenne? eccola

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

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Londra

 

L’esperienza di Harry Potter agli Studios di Orlando

La programmazione dell'ennesima maratona dei film di #harrypotter durante questa quarantena per il #coronavirus, ha…

Pubblicato da Un'anima in viaggio – Travel & Soul Blog su Mercoledì 8 aprile 2020

 

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Repubblica Domenicana, escursione a Saona

 

L’isola di Saona, a un’oretta di barca da Bayahibe, offre spiagge meravigliose orlate di palme e un mare incantevole.

Lungo il tragitto c’è un tratto di mare chiamato “le piscine naturali” dove si puo’ camminare per metri e metri in un acqua bassa verdissima e dove si trovano le stelle marine.

Noi siamo stati a Playa Tao, un beach club fantastico (http://www.playatao.com/home-ita)

Il posto è costruito con un progetto superecologico, in un contesto rilassante e nel rispetto dell’ambiente, dove godere della bellezza della spiaggia e del mare su un’amaca o su un lettino di legno con baldacchino con un  ottima cucina.

Partiamo dal porto di Bayahibe, assieme al nostro capitano Pasqual, siamo solo noi e questo è bellissimo e ci dirigiamo verso Saona. Navighiamo vicino alla costa, passiamo davanti a tutti i resort di Dominicus e costeggiamo il parco National dell’Este, di cui fa parte anche l’isola di Saona. Passiamo in una zona di mangrovie, vediamo la costa orlata da migliaia di palme che arrivano alla riva, bellissime, fino alla zona delle piscine naturali, con colori strabilianti.

 

 

Non ci fermiamo ora a fare il bagno, faremo tappa al ritorno. Arriviamo all’isola di Saona dopo circa un’ora di navigazione. Prima di arrivare a destinazione, a Playa Tao costeggiamo l’isola e vediamo alcuni aree con strutture e spiagge piene affollatissime di sdraio, tutte attaccate… ecco dove non vorrei proprio andare!

Invece noi arriviamo in un paradiso.

 

 

Tantissime palme, bar e cucina sulla spiaggia, tavoli sulla sabbia, musica discreta in sottofondo..mi ricorda molto le Maldive..

 

 

Iniziamo con un cokctail, poi ci rilassiamo, mia figlia con un libro su un’amaca, mio marito su un lettino..e io con gli occhi a cuore a guardarmi intorno.. Piano piano arrivano altri ospiti, noi siamo stati i primi e intanto vengono apparecchiati  i tavoli sulla spiaggia.

 

 

Per pranzo, gustiamo ottima ceviche di marlin e aragosta, e carne per Giada, non possiamo volere di meglio, a tavola, con i piedi sulla sabbia, sotto le palme, vista mare. Finiamo con l’assaggio del tipico liquore Mamajuana

Intanto il tempo volge al brutto, viene un tipico temporale caraibico, ma a noi che ci importa!!! ci ripariamo al bar finchè non smette di piovere, e quando dobbiamo riprendere la barca finalmente ritorna il sole.

Tornando ci fermiamo alle piscine naturali: un tratto di acqua bassa verde-azzurro in mezzo al mare, dove ci sono anche tante stelle marine, e a quell’ora non c’è neppure tanta gente, quindi possiamo fare un bellissimo bagno.

Risaliamo sulla barca e ripartiamo  in direzione Bayahibe…Saona, le piscine naturali, Playa Tao, che meraviglia!

 

 

 

(luglio 2016)

ecco il link al beach club dove siamo stati a Saona:

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

 

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Repubblica Domenicana, escursione nell’entroterra

 

 

 

Durante la nostra vacanza in Repubblica Domenicana (spesso chiamata Santo Domingo) abbiamo fatto un escursione bellissima nell’entroterra. Le piantagioni di canna da zucchero, Higuey e il Rio Chavon.

L’escursione si chiama Safari Adventure, e si svolge nell’entroterra della regione di Altagracia, e consente di avere una visione dei paesaggi e della cultura domenicana.

Per l’escursione ci siamo affidati all’agenzia Bayatour, di un simpatico italiano di Pescara, Stefano, che da sposato una domenicana e vive appunto a Bayahibe e che cerca di promuovere un turismo responsabile ed ecosostenibile, utilizzando risorse e soggetti locali come guide,  privilegiando natura e popolazione e che valorizzino l’aspetto informativo e culturale.

La partenza è al mattino con  Francisco, un ragazzo domenicano molto simpatico, preparato e disponibile, che ci ha dato tantissime informazioni sui luoghi visitati. Il mezzo è una bellissima camionetta stile safari.

 

 

 

Dopo un breve tratto di strada, arriviamo nella zona delle piantagioni di canna da zucchero, dove grandi proprietari terrieri possiedono 10000 ettari di terra, che vengono lavorati dagli haitiani (coabitanti dell’isola hispaniola) in cambio di alloggio, istruzione e sanità e un misero stipendio. Vediamo alcuni villaggi e ci rendiamo conto delle misere condizioni in cui vivono…

 

 

 

Arriviamo ad un punto di pesatura e carico della canna, la bilancia è proprio particolare! Possiamo assaggiare anche un pezzo di canna da zucchero che ci tagliano ..e ovviamente è molto dolce e  buona!!

 

 

L’escursione prosegue con la visita ad una fabbrica artigianale di sigari, dove vediamo la lavorazione del tabacco, la costruzione manuale i sigari, che vengono aromatizzati con tutti i gusti, e i locali dove li mantengono.

 

 

Qui dove ci fermiamo vediamo anche i galli da combattimento, allevati per le scommesse.

Prossima tappa Higuey, la capitale della regione dove è ubicata anche  Bayahibe. Higuey è  una tipica cittadina domenicana, col suo mercato colorato con odori forti, che si snoda tra le vie interne.

 

 

Visitiamo anche un piccolo orto botanico, dove abbiamo possiamo vedere  piante caratteristiche della regione nel loro habitat naturale, come la pianta del caffè, quella del tabacco, il  cacao, il banano, il mango ecc., prima di percorrere paesaggi meravigliosi in mezzo alle colline e arrivare  al rancho di Stefano per il pranzo. Qui conosciamo la moglie e i suoi due figli, che ha cucinato per noi piatti tipici domenicani.

Nel pomeriggio ripartiamo per il fantastico Rio Chavon.

Che era fantastico io lo sapevo già, perchè  l’avevo visto durante una vacanza precedente a Punta Cana, in un’escursione che comprendeva anche da Altos de Chavon, un paese particolare arroccato sul fiume Chavon appunto, costruito in stile medievale. Nel suo anfiteatro in stile greco, sono venuti a suonare artisti come Sting, Gloria Estefan, Shakira, Julio Iglesias, Duran Duran.

Per costruire il paese sono state utilizzate le pietre di scarto di una montagna scavata durante la costruzione di una strada.  Per il suo suggestivo paesaggio, il Rio Chavon è stato set cinematografico di film come Apocalypse Now, Rambo 2 e Anaconda. Il posto per me è meraviglioso!

Nell’escursione precedente avevamo navigato con una barca che ricordano quelle a ruota che si vedono nel fiume Missisippi . Questa volta invece saliamo su una grande zattera e rivedo quel paesaggio straordinario.

Il letto del fiume all’interno di uno spettacolare canyon, e le rive sono ricoperte da una selva tropicale ricchissima e verde intenso..

 

 

Arriviamo in un punto dove la zattera accosta e su un ramo di un albero è appesa una liana: chi vuole puo’ tuffarsi dalla liana nel fiume!!

 

 

Mia figlia si prepara entusiasta, io sono combattuta, ho una gran paura… il resto lo racconto qui

 

Tuffo da una liana nel Rio Chavon-Repubblica Domenicana

 

Il Rio Chavon, ancora una volta, mi ha suscitato delle bellissime emozioni!

Si torna sulla zattera carichi di adrenalina a ballare il merengue, e volendo a bere rhum, prima di raggiungere la nostra camionetta e fare ritorno.

Meravigliosa escursione e meravigliosa Repubblica Domenicana!

 

 

(luglio 2016)

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Chi sono

Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.

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