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Pesca al tramonto e notturna alle Maldive

 

 

L’escursione della pesca al tramonto e notturna alle Maldive è proprio una bella eperienza, che è piaciuta molto anche a nostra figlia, sia la prima volta, a 8 anni, che da adolescente, a 13 anni.

La prima volta siamo partiti prima del tramonto dall’isola (Fihalohi http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/ ) con un bellissimo dhoni, l’imbarcazione tradizionale maldiviana. Il tempo era sereno, pertanto navigare con la luce e i colori del tramonto è stato splendido.

 

 

La seconda volta invece, per la pesca notturna, siamo andati con una barca non tradizionale (da Embudu http://www.unanimainviaggio.it/nostri-resort-low-cost-alle-maldive/). Siamo partiti proprio al tramonto e abbiamo visto il cielo farsi scuro, pescando poi anche nel silenzio della notte, sotto il cielo stellato.

 

escursione pesca notturna alle maldive escursione pesca notturna alle maldive

 

Anche in questo caso, è stato incantevole: essere soli in mezzo al mare, al buio, in assenza di rumori, è una sensazione bellissima, che da un grandissimo senso di pace e libertà.

 

 

Le escursioni di pesca alle Maldive si fanno col bolentino, ovvero con una lenza arrotolata a un pezzo di legno, a cui è stato applicato un amo, con un piccolo peso.

 

 

I marinai che accompagnano all’escursione portano del pesce per fare le esche, che spezzettano e attaccano all’amo. Il capitano cerca un punto dove fermare la barca e i marinai danno istruzioni su come fare.

 

 

E’ molto semplice, basta lanciare la lenza e srotolarla un bel po’..e poi attendere cercando di percepire quando il pesce mangia l’esca per dare un bel tirotto e tirare su lenza.

Bisogna armarsi di pazienza e attendere. Ma in questo è anche il bello della pesca, si impara l’attesa, mentre si assapora e si gode del paesaggio e del silenzio.

 

 

A volte si sentono dei movimenti, allora si prova a tirare la lenza, per poi verificare magari che l’esca è stata già mangiata.. e allora i marinari arrivano ad attaccare una nuova esca e si ricomincia di nuovo.

Quando la lenza invece tira molto forte, allora aumenta l’eccitazione e i marinai accorrono ad aiutare …finchè non si vede che cosa ha abboccato..se un corallo, una scarpa, o qualcosa di altro..o proprio un bel pesce.

 

 

Puo’ accadere che durante tutto il tempo, i poveri inesperti pescatori, non riescano a prendere niente.. ma a noi non è capitato, abbiamo sempre preso delle belle prede. Giada, l’ultima volta, ha preso un bel barracuda, ed io un bel pesciolino colorato, mentre il papà.. un corallo!!

 

 

I marinai vengono a staccare i pesci e li mettono in un cesto comune che verrà poi scaricato e consegnato alle cucine. E si rientra all’isola.

 

 

I pesci verranno cucinati e offerti ai partecipanti per cena. 

La prima volta sono riusciti a fare una bella grigliata per tutti, mentre la seconda il nostro bel barracuda e il pesciolino ci sono stati serviti la sera dopo al nostro tavolo, ed è stata una grande soddisfazione mangiare proprio quello che avevamo  pescato.

 

 

Ma soprattutto abbiamo vissuto un‘esperienza assolutamente divertente ed indimenticabile. Pesca alle Maldive, top!!

 

 

ottobre 2018

 

 

Tutti gli articoli e le informazioni sulle nostre Maldive qui

Maldive

 

 

foto by Patty

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Sirmione: meraviglia tra lago, archelogia e terme

 

 

Un suggestivo borghetto medievale dominato dal suo castello, un sito archeologico meraviglioso, acque termali che producono benessere.. e tutto questo sul lago. E’ la penisola di Sirmione, incantevole località sulla sponda meridionale del lago di Garda, che lascia senza fiato da tanta bellezza.

 

 

All’arrivo a Sirmione, bisogna lasciare l’auto in parcheggio, perchè  è consentito l’ingresso soltanto a chi risiede negli alberghi interni. Ho avuto la fortuna di alloggiare all’hotel Sirmione che domina, arrivando, la darsena, con i suoi colori e ti fa desiderare di alloggiare proprio là, sul lago. Di fronte, il castello.

 

 

Oltrepassando il ponte sul lago, si entra nel borgo pedonale e si puo’ vedere da vicino  il Castello Scaligero del tredicesimo secolo, una delle più imponenti fortezze medievali d’Europa. Con le alte mura merlate, circondato dall’acqua su tutti i suoi lati, è subito evidente lo scopo difensivo che ha avuto in passato e di controllo sul porto, che guarda di fronte. Attraverso il ponte levatoio si puo’ accedere per visitarlo e godere di tutta l’atmosfera di un tempo.

 

 

Poi ci si immerge nelle stradine del paese: piazze, palazzi storici, case colorate, archi, negozietti deliziosi e gelati enormi dai colori attraenti per i bambini, e alle due estremità, il lago. Da una parte il panorama degli altri paesini sul lago, dall’altro una serie di spiaggette e camminamenti.

 

 

E la strada prosegue fino alla punta estrema, dove, sul promontorio, si trova un‘area archeologica favolosa, le grotte di Catullo.

 

 

Le grotte di Catullo, raggiungibili anche con un comodo trenino, in realtà sono i resti di una villa risalente al II secolo d.c, con vari ambienti termali, in un’area di circa 2 ettari, che si affaccia sul lago. Inseriti in un contesto di prati ed ulivi, creano uno spettacolo che lascia senza parole.

 

 

Ho avuto occasione di visitarle anche durante la fioritura, a primavera, quando, in lontananza si vedevano ancora le cime innevate dei monti e prati ed alberi erano fioriti… Panorami veramente mozzafiato.

 

 

A Sirmione si trova anche un bellissimo stabilimento termale, l’Acquaria Thermal Spa , con le sue piscine termali e a sfioro, affacciate proprio sul lago, idromassaggi, lettini dove prendere il sole, sauna, e bellissimi ed eleganti spazi relax interni che aumentano la sensazione di benessere. Il tutto ubicato in un bel parco, da cui si gode della vista di indimenticabili tramonti.

 

 

Le terme Acquaria io le ho sperimentate piu’ volte, o come Spa day (sono solo uno stabilimento termale, senza hotel), facendo andata e ritorno da Bologna in giornata, o anche in abbinamento a un soggiorno in hotel (l’hotel Terme Sirmione, che aveva già al suo interno la piscina termale e la Spa ). Sono veramente un balsamo per anima e corpo.

 

 

Passeggiare tra le rovine delle grotte di Catullo, fermarsi sulla spiaggia del Lago di Garda, camminare per il paese con tutta la sua atmosfera medievale, cenare in un localino sul lago, godere di panorami incantevoli e delle terme.. 

Sirmione è proprio un posto magico, dove non mi stanco mai di tornare. Ha veramente tutti i requisiti per fare passare anche solo 1 o 2 giornate di stacco dalla routine, o per far godere di un po’ di tempo serenamente, in famiglia o in compagnia. 

 

 

Quindi..ci rivedremo presto!

 

 

ottobre 2018

 

foto by Patty

 

di Sirmione ne parlo anche qui

 

Giornata alle terme con le amiche

Visite: 525

L’altra Romagna: relax al mare a Punta Marina e Marina di Ravenna

 

 

C’è una Romagna balneare diversa da quella che solitamente è frequentata dai turisti e che è nell’immaginario collettivo.

 

Diversa dalle cittadine turistiche sul mare, piene di gente ed attrazioni.

 

                                                                                  

E’ una Romagna dove, chi, come me, cerca un po’ di relax e pace, al mare, a pochi km da casa (Bologna), trova ancora la sensazione di un contatto con la natura, perchè l’uomo non ha ancora invaso e modificato completamente l’ambiente.

E’ la Romagna dei Lidi Sud Ravenna, in particolare, tra Punta Marina e Marina di Ravenna, la zona che per me è diventata un luogo del cuore, prima mio, quando ero single, poi anche della mia famiglia.
                                                                       
Un luogo dove comunque sono presenti divertimenti, happy hour e party al tramonto, o fino a notte fonda, spazi per beach volley e altri sport, ma sono limitati e circoscritti e senza eccessi. Dove ancora ci sono larghi tratti di spiaggia senza ombrelloni e lettini e si possono fare lunghe e tranquille passeggiate. 
                                                                                                                         
Quando avevo qualche anno di meno, ho frequentato alcuni beach bar. dove musica alta e aperetivi,
ad una certa ora, facevano da padroni e dove giovani amavano conoscersi e reincontrarsi sulla spiaggia.
Ho frequentato anche altri posti, piu’ tranquilli, dove il target era di persone con un’età media piu’ alta, che si ritrovavano per fare due chiacchiere, bere qualcosa insieme, o per una cena sul mare. In questi posti, dopo qualche tempo, ritornando, ho trovato lo stesso ambiente e lo stesso genere di persone, coetanee, con famiglia a seguito, mai troppo chiassose.
La zona, che è frequentata per lo piu’ da romagnoli con la casa al mare o che vivono nei dintorni, è rimasta avulsa dal turismo di massa che si è riversato nel resto della Romagna, ed  è popolata dai pendolari del weekend, durante la stagione estiva.  Pertanto, anche in pieno agosto, non è mai troppo affollata e nei giorni infrasettimanali si sta veramente benissimo.
 
La spiaggia ampia e dorata, il mare trasparente e pulito, soprattutto ad inizio stagione, gli stabilimenti balneari gradevoli e non troppo invasivi, l’ assenza di animazione, – solo qualche semplice gioco per i bambini -,  un tratto senza case e paese, la strada che passa in mezzo alla pineta, che sprigiona tutti i suoi profumi: tutto questo è quello che mi piace e mi permette di rilassarmi e trascorrere qualche ora in tranquillità.  
                                                                                                                    
Uno dei principali plus che risconto è che la spiaggia mantiene un fascino selvaggio, in quanto lambita da dune ricoperte di rigogliosa vegetazione, tipica delle cosi’ dette “dune vive,” piante perenni con aspetto di prateria. 
Nella parte priva di stabilimenti balneari  (spiaggia libera),  per proteggere l’ambiente sono state costruite delle gradevoli passerelle sopraelevate alla spiaggia, in legno, che consentano di ammirarlo nella sua bellezza, e permettono l’accesso alla spiaggia senza che il corpo dunoso e la vegetazione vengano calpestati.                                                                                                                                                                                

 

Soprattutto al pomeriggio e, in seguito al tramonto, la luce del sole offre una stupenda atmosfera.

 

A coronare le belle giornate, c’è il classico buon cibo che si mangia in zona, primi e secondi a base di pesce, specialità romagnole, oppure la classica piadina, comprata magari nei chioschetti. con tendone a righe, classici della romagna: una delizia per il palato.

E quando sono capitata anche d’inverno, proprio qui, dove tutto è desolazione,  il fascino particolare di questa zona mi ha comunque colpito, facendomi ancor piu’ desiderare l’arrivo della bella stagione, per la mia visita di abitudine, che ogni anno non puo’ mancare.

 

 

 

giugno 2018

 

Consigli (alcuni gentilmente forniti dall’amica locale Sara Venieri):

Stabilimenti balneari: Ruvido, BB King (vicini alle dune e alla spiaggia libera)

particolarmente adatti ai bambini: Lucciola (con piscina), Coco Loco, Marina Bay

Ristoranti per cena: bagno Coco Loco, bagno Donna Rosa, circolo velico, ristorante Matteo e Alma per cucina romagnola, La Cubana

Locali per aperetivi: bagno La dolce Vita, MO.VA a Marina di Ravenna, bagni Peter Pan, Singita, Lucciola

Cibo da asporto: Irma e Pino (pesce), da Matteo

In zona consigliati anche per aperetivi baretto Lamone a Marina Romea, per cibo da asporto baracchina a Porto Corsini e campeggio Villaggio del sole.

 

 

 

foto by Patty

 

 

 

 

 

 

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Molveno, il suo lago, i suoi monti, i suoi colori

 

 

 

Immaginate il verde tutto attorno che riflette su un lago con una spiaggia di sassolini bianchi..e immaginate di salire su una seggiovia e vedere il paese sul lago diventare sempre piu’ piccolo, confinato tra maestose montagne… Questo è Molveno, in provincia di Trento.

Me ne sono innamorata molti anni fa, quando andai per la prima volta con un’amica. Ci sono tornata piu’ volte, anche con la mia famiglia e.. per me la sua bellezza è imbattibile.

In Trentino, vicinissimo ad Andalo, nelle Dolomiti di Brenta, questo piccolo paesino sembra incantato, e, nel tempo, si è trasformato offrendo tutti i servizi che le famiglie possono desiderare.

Se d’inverno il suo fascino è piu’ limitato per lo svuotamento del lago, pur offrendo, i suoi dintorni, 50 km di piste da sci, piste da fondo, possibilità di ciaspolate nel Parco Naturale Adamello Brenta, o la possibilità di divertirsi con gli slittini sulla neve, è d’estate che, a mio parere, offre il suo aspetto migliore.

 

 

La spiaggia del lago è un stupenda, i prati circostanti curati e i dintorni attrezzati per bambini, come un parco giochi.

Per coloro che vogliono godere della natura in movimento ci sono percorsi in mountain bike, ma anche la possibilità di meravigliose semplici passeggiate in mezzo alla natura, sui monti, lungo il lago o risalendo il fiume. Per più sportivi,invece, la possibilità di giocare a tennis, noleggiare imbarcazioni e pedalò, fare un giro in canoa, giocare a golf, nuotare nella vasca olimpionica della piscina, o fare una corsa lungo tutto il perimetro il lago.

 

 

Il piccolo paesino, che si sviluppa dalla chiesa con la sua piazzetta e tutti i vicoletti, con i classici balconi fioriti, è una bomboniera.

 

 

Dal paese, una telecabina permette di arrivare ad una spettacolare terrazza panoramica, dove si trova il rifugio Pradel, a 1350 metri, facendo godere dello spettacolo del paese, col lago, tra i monti, che diventa sempre piu’ piccolo man mano che si sale.

 

 

Dal Pradel si puo’ proseguire a piedi con una bellissima passeggiata nel Parco Naturale Adamello Brenta.

 

 

Merita sicuramente una sosta la fattoria didattica, dove, tanti animali simpatici liberi, completano questo paesaggio bucolico e l’ immersione nella natura.

 

  

 

In alternativa alla passeggiata, si puo’ prendere la seggiovia (a due posti) e arrivare fino alla cima, al rifugio La montanara, dove si avrà la sensazione di essere proprio a fianco della montagne, riconosciute patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

 

 

E anche qui, spazi per i bambini, cibo per appagare anche i palati piu’ esigenti, e la bellezza tutta intorno.

 

 

Sull’altopiano del Pradel si trova anche un Forest Park. Prove di equilibrio e percorsi nella natura tra tronchi di alberi e teleferiche e ponti tibetani, scelti in funzione dell’età e per difficoltà, dove grandi e bambini possono divertirsi, affiancati da istruttori specializzati.

 

Molveno resta proprio la montagna del mio cuore, un posto rilassante dove vorrei sempre tornare, perchè i miei occhi possano riposare e perdersi tra tutte le mille sfumature di verde e di blu.

 

 

http://www.molveno.it/homepage

 

(foto di Patrizia Pazzaglia)

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Quella volta che siamo andati a Disneyland Paris

 

 

 

 

Siamo andati a Disneyland Paris che la nostra piccola Giada aveva 5 anni.

Abbiamo vissuto 3 giorni sorprendenti, vedendo la meraviglia del mondo incantato delle favole nei suoi occhi.

Venivamo da 4 giorni a Parigi. Lasciata la città al mattino, con la Rer siamo arrivati in circa una mezz’oretta alla stazione ferroviaria di Marne-la-Vallée/Chessy, e proprio davanti al parco.

 

 

Avevamo prenotato per 2 notti un’hotel dentro al parco, l’hotel Cheyenne, il secondo piu’ economico, in stile Far west, molto carino, con un’offerta presente sul sito che, con anche i biglietti del parco per 3 giorni, era risultato piu’ conveniente che dormire fuori dal parco e comprare separatamente i biglietti.

 

 

 

Nella scelta del periodo (era aprile), avevamo incrociato le offerte del parco con quelle della compagnia Ryanair, per risparmiare il piu’ possibile.

Appena entrati, è stata subito una grande emozione: Cip (o forse Ciop?) è corso incontro a Giada e l’ha abbracciata con calore. E lei, naturalmente, è rimasta esterefatta!!

 

 

Dopo l’ingresso Giada ha voluto scegliere la prima attrazione, e con cupidigia ha atteso ben 1 ora, in fila senza fiatare, per salire su una banale giostra di Dumbo.. Ma quello era il suo desiderio!!

 

 

Per alcune attrazioni è possibile saltare la coda con un fastpass incluso nel biglietto, le cui modalità di funzionamento potete trovare qui http://www.disneylandparis.it/faq/parchi-tematici/fastpass-e-vip-fastpass/.

La cosa che consiglio è di informarsi, attraverso internet, sulle attrazioni, in modo da selezionare quelle che si preferiscono, quelle adatte per l’età, e quelle da evitare, in modo da arrivare preparati. E se si riesce, anche stabilire un percorso, o almeno farsene un’idea.

Inoltre, altra cosa  importante, quando si arriva, controllare gli orari delle parate, in modo da cercare una posizione favorevole un po’ prima dell’inizio e godersi bene lo spettacolo. Le parate sono la cosa che ci è piaciuta di più‘, tanto è che qualcuna l’abbiamo rivista il terzo giorno..

 

 

Sono carri che girano per il parco, dove i personaggi sono quelli dei cartoni animati Disney, in carne ed ossa e perfettamente somiglianti, con le musiche usate nei rispettivi film!

 

E qui tutto diventa magico, da Winnie the Pooh, alle principesse, ai personaggi di Toys Story, a Remy di Ratatouille, agli animali del Re Leone, e tutti gli altri. Anche lo spettacolo giornaliero conclusivo del pomeriggio, su un grande palco, dove sfilano tutti i personaggi insieme, è veramente da non perdere.

 

 

Poco dopo l’entrata, si scorge il bellissimo castello di Disney, quello che ancora oggi si vede all’inizio dei cartoni animati..Ma qui è quello vero!

 

 

E ci sono le principesse, quelle delle fiabe, dalle tradizionali Cenerentola, Biancaneve, La Bella Addormentata, la Sirenetta, alle piu’ recenti come la principessa Tiana della Principessa e il ranocchio, ecc. ecc. Non vi dico l’espressione di Giada nel vedere la sua preferita, Aurora, con il suo principe!

 

 

L’attrazione adrenalica che ho fatto con mia figlia, è stata la Big Thunder Mountain, una lieve montagna russa, che ho potuto affrontare anch’io che sono spaventata da queste giostre, inserita in uno splendido scenario del  Gran Canyon.

 

 

 

Abbiamo trascorso tutta una giornata al parco e alla sera siamo ritornati al nostro hotel, dove abbiamo cenato in un’atmosfera veramente da Far West. Essendo ancora freddo, è stata la scelta migliore acquistare, col biglietto, anche la mezza pensione, che era in offerta.

 

 

Il giorno successivo abbiamo visitato gli Studios, che hanno un’ingresso a parte.

 

 

Qui ci sono anche spettacoli molto carini per i piu’ piccoli, in un teatro. Noi abbiamo visto la casa di Topolino, e abbiamo fatto alcune esperienze interattive, oltre alle solite giostre, tra cui quella di Cars.

 

 

Le ambientazioni qui sono bellissime, c’è anche l’urlometro di Monster and co!

 

 

Abbiamo incontrato molti personaggi, Minnie, che ci ha abbracciato, Sullivan di Monster and co. , Lilo e Stich..

 

 

Le giostre piu paurose le abbiamo accuratamente evitate, come la Tower of Terror, un ascensore pericolante che va a velocità vertiginosa.

 

 

L’ultima mattinata l’abbiamo dedicata a rivedere le parate che ci erano piaciute di piu’.

 

 

L’attrazione in assoluto che ho preferito tra tutte è stata “It is a small world“: con una barchetta, si entra in un favoloso mondo colorato di cartapesta, dove bambole, che cambiano tratti ed abiti in base al paese, ballano e cantano sull’aria di un’unica musichetta, “It is a small world” appunto, che varia ritmo e parole a seconda del paese che ci si ritrova davanti. Sul finale ricorda i valori dell’amicizia, del divertimento, della condivisione e dell’uguaglianza.

 

 

Inutile negare che anche a noi adulti siamo stati catapultati nel mondo dei bambini e ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo nel vedere i personaggi della nostra infanzia, o dei cartoni visti con i bambini..

 

La magia resta sempre tale per tutti, a tutte le età, anche se noi adulti abbiamo accantonato quel mondo per diventare grandi.

 

 

Ma ci resta la gioia degli occhi stupiti e felici dei nostri figli e la convinzione che condurli e farci condurre con loro di nuovo nel mondo della fantasia, resta sempre una gran cosa.

 

 

 

 

 

 

aprile 2011

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

qui altri articoli sulla magia

Regalate la magia ai vostri bambini

Dopo Babbo Natale

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La meraviglia di Cayo Largo

 

 

Immagina un mare dalle tonalità che virano dal verde al turchese. Stelle marine arancioni che giacciono sulla riva. Lingue di sabbia su cui passeggiare. Una sabbia che sembra borotalco. Una spiaggia con centinaia di palme. Due spiagge raggiungibili con un trenino stile Gardaland.

Sei a Cayo Largo, un’isola a 177 km. a sud dell’Havana, a Cuba.

 

 

La prima volta l’ho vista in escursione durante un soggiorno di mare a Santiago. Per raggiungerla abbiamo dovuto prendere un aereo anteguerra, alla vista ben poco affidabile, una specie di bus volante con le toppe, sedili sbilenchi, freddo allucinante, lento..un paio d’ore da incubo.

Ma all’arrivo..uno spettacolo. Un giro in catamarano, dove ho mangiato la miglior aragosta della mia vita, cucinata al momento, un po’ di snorkeling, Cayo Iguana e l’approdo a Playa Sirena.

 

 

Ho deciso di tornarci poi con la famiglia. Un last minute, dopo le feste natalizie, volo diretto, alloggio al Resort Playa Blanca.

 

 

A quei tempi avrebbe avuto bisogno di una rinfrescata, ma era comunque molto gradevole, palazzine con camere molto grandi, belle piscine e aree gioco per i bambini, buffet appena sufficiente, ma un ristorante a picco sul mare con pesce fresco per il pranzo che era una favola. Alla sera c’era l’animazione, ma non abbiamo mai assistito, soltanto l’appuntamento fisso era al concertino del gruppo cubano che suonava sempre dopo cena e prima degli spettacoli, i Santa Fe, una meraviglia.

 

 

La spiaggia del resort non era molto larga, forse una delle piu’ strette di tutti i resort, che si trovano tutti su quel lato dell’isola, e il mare era sempre piuttosto mosso perchè dalla parte dell’oceano, ma i colori meravigliosi invitavano a stare comunque li’, vicino alle rocce a guardarlo.

 

 

Con una bella passeggiata si arriva anche alle spiagge degli altri hotel, godendo di paesaggi bellissimi. E’ qui che per la prima volta ho visto un colibri’, con il suo battito di ali velocissimo.

 

 

Le spiagge piu’ belle si raggiungevano con il trenino o con un taxi.

 

 

Playa Sirena e Playa Paraiso. 15 minuti di strada asfaltata, che poi proseguiva entrando in una parte incontaminata. Non ci sono strutture o resort là, solo un paio di bar e ristoranti, perfettamente inseriti nel paesaggio. La prima che si incontra è Playa Sirena.

 

 

Spiaggia enorme, ombrelloni di paglia sotto cui posarsi (gratuitamente), lingue di sabbia su cui passeggiare. Proseguendo  lungo la spiaggia o scendendo alla fermata successiva del trenino, si arriva a Playa Paraiso, dove le tonalità spaziano dal verde, all’azzurro al bianco del mare e dove si trovano decine di stelle marine arancioni. La spiaggia, oltre alla riva, è una distesa di palme dal fusto piccolo, mai viste cosi’ tante.

 

 

Dall’hotel si raggiunge in pochi minuti di bus la Marina di Cayo Largo.

 

 

Si puo’ visitare un ricovero per tartarughe, dove vengono allevate o curate, per poi essere a tempo debito liberate.

 

 

Alla Marina, c’è l’ospedale e una scuola che si puo’ visitare, negozi e un bel parco giochi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E dalla Marina si parte per le escursioni. Noi ne abbiamo fatta una che comprendeva la visita a Cayo Iguana, un’isola abitata solo  da enormi iguane, spesso mimetizzate col terreno che si possono anche vedere a distanza ravvicinata.

 

 

Una sosta per lo snorkeling, e una sosta alla spiaggia delle conchiglie, una sabbia bianca in un mare azzurro senza limiti!

 

 

L’unica cosa che non è stata troppo favorevole è stata la temperatura a gennaio. La settimana piu’ fredda di quell’anno, ci dicevano i cubani. La sera scendeva anche fino a 14 gradi, al giorno a volte si aggirava anche attorno ai 20. Sulla barca durante l’escursione, felpa e kway antivento, ci hanno tenuti caldi, buttarsi in acqua e fare snorkeling è stata dura.

 

 

Ma il sole è sempre stato presente, e nonostante la temperatura, abbiamo apprezzato le mille bellezze di quest’isola.

Cayo Largo è un posto per chi ama la vita di mare. Meraviglioso.

Volendo si puo’ fare l’escursione all’Havana, che merita pero’ un viaggio a parte.

Ma questo è un altro viaggio.

 

 

 

tutti gli articoli su Cuba li trovate qui http://www.unanimainviaggio.it/cuba/

(foto Patrizia Pazzaglia)

 

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Cuba

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Verso  la magia …e oltre!!! Visita agli Harry Potter WB Studios di Londra

 

Soddisfare il desiderio di un figlio che ti chiede la magia è una delle cose piu’ belle che puo’ capitare a un genitore.

Perché capita anche ai piu’ piccoli di aver bisogno di trovare un rifugio, nuove speranze e valori in cui credere e la fiducia che possano aprirsi mille possibilità. Che vanno al di là degli abbracci o delle parole consolatorie di chi ti vuole bene, quando che la realtà, anche nel tuo piccolo, non è quella che vorresti.

E allora, fantasia e magia possono correre in aiuto.

Nostra figlia negli ultimi mesi ha sviluppato una vera e propria passione per il maghetto Harry Potter e il suo mondo, ha divorato piu’volte i libri della Rowling, ha visto e rivisto tutti i film, e il giorno del suo compleanno, ha ricevuto quello che da tanto desiderava: una lettera da Howgarts, con insieme un biglietto aereo per Londra e un biglietto di ingresso ai Warner Bros Studios per vedere The making of Harry Potter. Partenza dopo 2 giorni.

 

 

La reazione è stata dapprima di incredulità. Poi, nelle ore successive, di grande eccitazione, per l’esaudirsi del desiderio piu’ grande di questo momento: vedere materializzarsi quello che, con la fantasia aveva immaginato nelle sue letture e visto nei suoi film preferiti.

 

 

Verso la magia …e oltre

E allora, il 28 novembre 2017 alle 13.45 ci presentiamo al luogo dell’appuntamento, vicino a Victoria Station.

Il comodo pullman a due piani di Harry Potter ci attende. In un’ora e mezzo, in compagnia di uno dei film della saga,  arriviamo direttamente agli Studios.

 

 

Arrivare davanti agli Studios di Harry Potter e varcare la soglia, credo che sia per un fan la stessa emozione dell’arrivo ad Hogwarts per i maghetti.

Un enorme albero di Natale illuminato si erge all’ingresso, essendo le festività non lontane, e in alto sono esposte le foto dei volti di tutti i protagonisti dei films.

 

 

Decidiamo di prendere l’audioguida (al costo di 5 sterline) per Giada, che contiene informazioni e curiosità relative alla realizzazione dei films. Purtroppo non avevo letto che c’è anche la possibilità di avere per i bambini un  passaporto, da  timbrare al passaggio tra alcuni  set, con apposite macchinette.

Prima di iniziare il nostro percorso, decidiamo di entrare nello store, per goderci poi tranquillamente la visita, facendo gli acquisti degli articoli che avevamo individuato in precedenza da casa, per perdere meno tempo possibile una volta agli studios.

La  ricostruzione dello stanzino di Harry nel sottoscala anticipa l’ingresso in una sala dove viene dato il benvenuto con la proiezione di un breve filmato.

 

 

Al termine del film  la porta si spalanca davanti alla Sala Grande..e si viene catapultati dentro al film e alla  magia.

 

                 

 

Sul fondo, alcuni albero di Natale innevati illuminati, è Hogwarts in the snow, appositamente creato per la stagione.

 

 

Il percorso continua nelle sale successive, dove sono in mostra costumi originali indossati dagli attori durante le riprese, le scenografie, i quadri, gli oggetti usati nei films.

 

 

Le scenografie piu’ impressionanti, a mio avviso, sono la foresta proibita, dove ci si addentra tra la nebbia, con gli immensi alberi, i ragni giganti che scendono e gli effetti climatici sonori; il treno Howgarts express, dove si puo’ salire e vedere negli scompartimenti vestiti e valigie dei protagonisti; ovviamente la porta del binario 9 3/4; la stupenda ricostruzione della Diagon Alley che sembra veramente reale, con tutti i negozi.

 

    

 

Per i piu’ grandi (mio marito ad esempio), interessantissima la sezione con i disegni esecutivi serviti per la realizzazione delle sceneggiature, i modelli e i progetti delle parti di automazione.

 

 

Nell’ultima sala si trova la magnifica ricostruzione del castello di Hogwarts con la neve, e alcuni visori mostrano come è stato utilizzato nelle varie scene, dove sono stati inseriti digitalmente i personaggi, facendolo sembrare vero durante il film.

Con la  musica di sottofondo, la magia di questa sala diventa molto coinvolgente e ha mosso in me una grande emozione.

 

 

 

Lungo il percorso, ci sono alcune esperienze che da vivere, come vedere e toccare la neve e il fuoco di scena, cavalcare una scopa volante e alzarla con la voce, e si possono fare foto con ambientazione in scene ricostruite.

 

 

Segue una parte all’esterno, dove si trova, tra l’altro, il ponte verso Hogwarts da attraversare, la Ford Angelina su cui si puo’ salire, la casa dei Dursley da visitare, il Nottetempo, e poi un’area pic nic, dove si puo’ consumare anche cibo proprio ed assaggiare la Burrobirra, che ha il sapore di una bibita frizzante dolce, con sopra una specie di panna montata al caramello.

 

   

 

L’ultima sala prima dell’uscita, oltre la quale non è possibile ritornare indietro, è il negozio delle bacchette magiche.

 

 

Alle 19.15 il nostro pullman ci aspetta per lasciare questo mondo magico. Che non puo’ risultare indifferente neanche a chi, come me, si è appena e soltanto avvicinato ad esso.

E salutarlo lascia un po’ di malinconia dentro, come quando si deve partire da un luogo che si è amato e dove si è stati bene.

 

 

Il mondo di Harry Potter: un po’ di analisi

Il mondo di Harry Potter contiene valori importanti come il coraggio, la forza, l’altruismo, la lealtà, il perdono, il desiderio di conoscenza e soprattutto l’amicizia, la solidarietà, l’aiuto reciproco, il senso di appartenenza.

Quelli veri, che durano nel tempo e che è cosi’ raro, oggigiorno trovare tra i ragazzi (e anche tra gli adulti), ma che tutti quanti, in fondo all’anima, possediamo, come bagaglio comune dalla nascita.

Sono convinta che bambini e ragazzi che si avvicinano a questa saga si appassionino proprio perché si stanno rendendo conto dell’importanza di tali valori ed anelino a farli propri. La storia funge da consolidamento e motore di fiducia, in un epoca in cui sembra sempre piu’ difficile trovarli.

Lo spazio della magia è uno spazio importante per un bambino o un ragazzo.

E’ uno spazio dove lui “puo’”, che si contrappone alla sensazione di impotenza, che spesso si trova a provare, piccolo in un mondo di grandi.

Uno spazio dove puo’ trovare il coraggio, sperimentare, perché ha il potere – quello buono – dalla sua parte, che gli dà forza, che gli crea autostima, con l’aiuto della solidarietà dei propri simili. Che offre la possibilità di cambiare le cose che non piacciono o che non ritiene giuste, per il principio innato di sana giustizia che hanno i bambini.

 

 

Il personaggio di Harry Potter è intriso di empatia ed è dotato di accoglienza e tramite la sua identificazione, possono venire assorbiti valori quali la tolleranza, il rispetto per chi è diverso e la volontà di combattere contro i  pregiudizi e le ingiustizie.

Come nel mondo reale, nella saga i personaggi positivi hanno subito sofferenze, sono vulnerabili, sono soggetti a momenti di sconforto, ma dotati di qualità personali che li arricchiscono e che vengono valorizzate e che consentono loro di superare gli ostacoli. Viene rafforzato il principio che non tutto è solo quello che appare. Che c’è un senso in quel che accade e una giustizia, che prima o poi si manifesta.

 

 

 

Il mondo dell’ombra, che appartiene a ciascuno di noi, si materializza all’esterno con il cattivo della situazione, nell’eterna battaglia tra il bene e il male. E’ la lotta che viviamo dentro di noi, il  conflitto che ci tormenta fino a quando una  parte ha la meglio sull’altra. Vederlo rappresentato al di fuori, permette di conoscerlo, di sentirsi meno alienati da esso e trovare la forza per combattere.

Insomma piuttosto che prendere come modello l’ultimo youtuber di moda, o il personaggio con fama e successo, o il bulletto della situazione, molto meglio lasciare identificare i nostri figli con il maghetto, che vuole e costruisce per sé un mondo e una vita migliore e densa di significato e di avventura.

 

 

 

 

Per concludere, non ci si aspetti  dagli Harry Potter studios qualcosa simile ad un parco giochi: sono incentrati sulla scoperta della magia che sta dietro alla realizzazione dei films, i backstage, piuttosto che sugli attori o sulla storia.

 

 

Il tutto esercita un enorme fascino, soprattutto per la possibilità di vedere dal vivo oggetti  e ambienti conosciuti e visti nel film..E’ come entrare e appropriarsi un po’ di quella realtà e di quella magia.

 

Harry Potter WB Studios: informazioni pratiche per organizzare la visita

I biglietti si possono acquistare solo on line e non sono rimborsabili.

Si trovano sul sito Warner Bros Studios

https://www.wbstudiotour.co.uk/

ma occorre prenotare parecchio tempo prima. In caso risultino esauriti si possono trovare su varie agenzie online (anche Expedia per esempio), sotto forma di pacchetti che comprendono anche il trasporto fino  agli studios, con un pullman brandizzato di Harry Potter. La maggior parte di queste agenzie li acquista sul sito della Golden Tour

https://it.goldentours.com/warner-bros-studio-tour-london-dietro-le-quinte-di-harry-potter

quindi tanto vale acquistarli direttamente da loro. Si dovrà stampare e portare con sè il biglietto da mostrare alla partenza.

Per rendere un’idea, il costo di un biglietto dal sito WB è di 39 sterline per adulto e 31 per bambino dai 5 ai 15 anni (gratis fino a 4 anni). a cui aggiungere il costo del trasporto del treno da Londra- metro Euston – fino a Watford Junction, piu’ la navetta degli studios (i biglietti si fanno a bordo). Mentre sul sito Golden tour, incluso il trasporto, il costo, variabile, si aggira sulle 70-80 sterline per adulto e 60-70 per bambino.

Il tempo per il viaggio da Londra è lo stesso con entrambe le soluzioni, circa 1 ora 30.

Il tempo per restare all’interno è di circa 3 ore e mezzo se si va col pullman, che è sufficiente per vedere comodamente tutto, è a proprio piacimento se si va autonomamente.

Per l’acquisto di ogni biglietto va selezionato oltre al giorno, anche l’ora preferita di ingresso.

Acquisti

Gli articoli venduti nello store degli studios sono di buona qualità (che puo’ essere testata a differenza di un’eventuale acquisto su internet). Il costo è inferiore a quello del negozio 9 ¾ che si trova a di King Cross

https://www.harrypotterplatform934.com/ 

dove non sono presenti gli stessi articoli (anche quelli dello stesso genere sono diversi). Si trovano comunque articoli e gadget della saga anche in negozi tipo Primark, Hamleys, e in alcuni negozi dell’aeroporto di Stansted. Segnalo inoltre, che si possono trovare felpe e tee shirt anche in alcune bancarelle, per esempio noi ne abbiamo acquistata una molto bella ad ottimo prezzo a Camden Town (15 sterline).

A proposito del binario 9 3/4 che si trova a King Cross, sicuramente è da visitare se ci si trova a Londra e non si va agli studios, ma francamente per me è stata una delusione in quanto non è sui binari,  è una parte di muro a fianco al negozio, dove durante il giorno, facendo lunghe code, si puo’ richiedere di fare una foto a pagamento, mentre la sera, a una certa ora, viene tolto il carrello e la valigia.

 

 

 

Per finire, la lettera di Hogwarts si puo’ trovare on line per la stampa, per esempio su questo sito https://hogwartswords.jimdo.com/la-tua-lettera-da-hogwarts/

 

Se volete leggere un’altra esperienza  sulle location di Harry Potter a Londra, potete vedere qui

Scoprire Londra sulle tracce di Harry Potter: un compleanno molto speciale!

Buona magia a tutti!

(foto by Patrizia Pazzaglia)

 

Volete leggere l’esperienza vissuta scritta direttamente dalla tredicenne? eccola

Harry Potter Studios a Londra: un desiderio che si avvera. Il vissuto di un’adolescente

 

tutti gli articoli su Londra qui

Londra

 

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Repubblica Domenicana, escursione a Saona

 

 

L’isola di Saona, a un’oretta di barca da Bayahibe, offre spiagge meravigliose orlate di palme e un mare incantevole.

Lungo il tragitto c’è un tratto di mare chiamato “le piscine naturali” dove si puo’ camminare per metri e metri in un acqua bassa verdissima e dove si trovano le stelle marine.

Noi siamo stati a Playa Tao, un beach club fantastico.

Ne parlo qui.

 

****in aggiornamento****

 

 

(luglio 2016)

ecco il link al beach club dove siamo stati a Saona:

http://www.playatao.com/home-ita

(foto di Patrizia Pazzaglia)

 

 

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Koh Tao e Koh Phangan, le isole del golfo della Thailandia

 

 

Durante la nostra estate, le isole della Thailandia piu’ indicate da visitare, dal punto di vista metereologico, sono quelle del golfo del Siam (o golfo della Thailandia, con il nome attuale), in quanto il rischio delle piogge monsoniche è più remoto. L’isola più conosciuta e turistica è Koh Samui, le altre 2 sono Koh Tao e Koh Phangan.

Noi abbiamo scelto di visitare queste due, dopo una prima notte a Bangkok, perché si dice che siano un po’ meno sfruttate turisticamente rispetto a Koh Samui e abbiamo trovato splendide spiagge tranquille, e un modo di vivere molto “easy”. In entrambe le isole c’erano tanti giovani con zaino in spalla: se si hanno poche pretese e ci si adatta, si puo’ fare una vacanza di divertimento in posti stupendi, all’insegna dell’economia.

Sia a Koh Tao che a Koh Phangan, nostra figlia Giada ha incontrato tanti amici pelosi, cani che, sulle spiagge degli alloggi dove eravamo,  gironzolavano tranquillamente, si avvicinavano ai turisti e facevano amicizia, giocavano tra di loro, correvano e facevano il bagno in mare divertendosi: lei ha dato il nome ad ognuno di quelli che ha incontrato ed è stato un diversivo vederli ogni giorno, giocare e divertirsi con loro.

Una cosa invece di cui ho potuto godere io, sono stati i famosi ottimi massaggi Thailandesi, a prezzi strabilianti: 300 bath per 1 ora di massaggio, ovvero con poco più di 8 euro, per avere mani esperte che ti rilassano, ti curano, ti coccolano, ti tirano. E alla fine ti offrono anche un the insieme al loro sorriso.

 

Koh Tao 

Koh Tao è conosciuta e molto frequentata da chi ama fare diving. E’ infatti considerata un paradiso per i subacquei, uno dei luoghi dove vengono sfornati più brevetti nel mondo. Non possiamo dare un’opinione sui fondali. in quanto non abbiamo fatto immersioni e non siamo riusciti a fare neanche snorkelling, poichè il mare è stato sempre piuttosto mosso, nelle giornate in cui eravamo sull’isola.

E’ un’isola di 21 km e la spiaggia principale, per grandezza e centro della vita notturna, è Sairee, dove abbiamo deciso di alloggiare in una piccola strutture chiamata Palm Leaf.

 

Sairee non ha probabilmente il migliore mare dell’isola, ma noi eravamo nel punto spiaggia più bello, all’estremo nord, lontano dal caos dei locali, a mio parere, molto rilassante. Il nostro bungalow era vista mare, con una piccola reception con fiori meravigliosi e una magnifica piattaforma sotto le palme, dove fare colazione.

A piedi si raggiungeva comodamente il vivace paesino con una bella passeggiata, fulcro anche della vita notturna, pieno di bar e ristoranti sulla spiaggia, con musica e spettacoli pirotecnici o intrattenimenti vari: al tramonto cominciava ad animarsi ed era piacevole fermarsi a sorseggiare un aperetivo, in quei posti pieni di cuscinoni davanti al mare.

Non abbiamo purtroppo visto le spiagge che dicono essere le più belle di Koh Tao, come Ao Leuk, Jansom bay, Mango bay, ecc , visitabili magari con un tour giornaliero in barca, in quanto Giada e il papà volevano anche rilassarsi, e i lettini del nostro alloggio sotto le palme erano un’attrazione irresistibile, con la vista dei colori stupendi del mare con la bassa marea. Inoltre spesso il tempo sembrava incerto o cambiava rapidamente e questo ci scoraggiava dal muoverci perché i colori del mare ovviamente non rendono, se la giornata non è limpida e serena. A questo si aggiunga che proprio per questo meteo variabile, il mare era molto spesso mosso e non invitava quindi ai trasferimenti in barca:  avevamo a disposizione soltanto 5 giorni per isola mentre occorrerebbe avere giorni a sufficienza per rilassarsi e a anche per girare.

 La bassa marea non consentiva di fare il bagno davanti al nostro alloggio. Per questo facevamo volentieri una lunga passeggiata sulla spiaggia, fino ad arrivare dalla parte opposta, davanti a un bar-ristorante, IN TOUCH (che ha anche camere ed era la nostra seconda scelta), dove abbiamo gustato anche ottimo cibo.

Le nostre escursioni  sono state:

-Sharks Bay, una bella baia con l’acqua verdissima, raggiungibile in mezz’ora di strada con pick up, per la gioia e il divertimento di Giada, visto che stavamo sulla parte esterna;

-l’isola di Koh Nang Yuan, a 20 minuti di taxiboat dalla spiaggia di Sairee, il posto più bello di tutta la vacanza!!!

L’isola è molto particolare, è formata da 3 isole unite da lingue di sabbia che formano degli istmo, con un mare cristallino, dai colori stupendi, e grossi massi granitici che costeggiano il mare. Appena entrati in mare, c’è un sito favoloso per lo snorkelling, chiamato “giardino giapponese”, pieno di pesci e stupendi coralli.

Essendo un parco naturale ed isola privata, è presente un unico resort, un ristorante e alle 17 tutti  gli escursionisti devono lasciarla. Nei momenti centrali della giornata, quando arrivano le barche, i turisti sono tanti, per questo il mio consiglio è di fare un’escursione privata, arrivare all’apertura e andarsene alla chiusura:l e ultime ore, quando l’isola si svuota, sono impagabili. E comunque, a mio avviso la bellezza del posto fa dimenticare la folla e nostra figlia, fan delle Maldive, ha amato moltissimo questo posto, e questa la dice lunga sulla sua bellezza!

 

Koh Phangan

Koh Phangan è diventata famosa negli anni 80 come meta del turismo hippy e ancora oggi nell’isola si respira questa atmosfera. E’ conosciuta  per i suoi full moon party, la festa della luna piena, che raccoglie ogni mese centinaia di ragazzi che vanno a  festeggiare sulla spiaggia di Haad Rin. Le altre spiagge non sono toccate dall’evento, per cui restano tranquille mete anche con la famiglia.

Piu’ grande di Koh Tao, da cui dista 45 km da Koh Tao, ci ha stupito subito nel trasferimento dal porto al nostro alloggio, per la bellezza della sua natura, le verdissime palme da cocco, e il suo aspetto rilassante.

Qui abbiamo scelto una piccola struttura sulla bella e grande baia di Haad Yao, i Seaboard bungalows, gestita da italiani e con cuoca italiana, per la felicità di nostra figlia Giada, che ha avuto talvolta difficoltà a trovare cibo che le piacesse, mentre qui ha trovato sempre cibo di suo gradimento

Il posto è molto informale, si puo’ godere di tutti gli spazi, i salottini vista mare, le amache appese, i tappeti con cuscini che mettono sulla spiaggia per un drink al tramonto, e siccome siamo veramente in pochi nella struttura, ci è sembrato di essere a casa nostra. Il mare, quando c’è il sole, è veramente cristallino soprattutto se ci si posta di pochi passi all’estremità della spiaggia, vicino alla roccia. Al mattino ha bellissimi colori, mentre al pomeriggio quando arriva la marea è più mosso.

Anche a Koh Phangan, per le stesse ragioni che a Koh Tao, non ci siamo spostati molto, a maggior ragione perché la spiaggia dove eravamo, dicono che sia una delle più belle dell’isola.

Abbiamo fatto un’escursione a  Bottle beach, in quanto è definita la spiaggia più bella, raggiungibile agevolmente soltanto via mare: ha un’acqua verdissima, almeno noi l’abbiamo vista cosi’, col cielo leggermente velato (ma ho visto foto che la mostravano di un celeste maldiviano), ed ha un paio di resort e ristorantini sulla spiaggia particolari, tra cui uno dove ci fermiamo a mangiare ottimo cibo Thai..

Per arrivare all’imbarco per Bottle beach, abbiamo percorso un po’ di entroterra e ci siamo goduti il paesaggio, che è proprio bello. Anche qui mi rammarico di non averla potuta girare di piu’..Bisognerebbe proprio restare piu’ giorni!!! Mentre invece, durante il viaggio di ritorno in barca, ci coglie un terribile temporale, per cui, tra la pioggia e le onde che ci mandano tutta l’acqua addosso, siamo arrivati completamente bagnati (e poveretti quelli con cellulari e macchine fotografiche non al sicuro!), tra le risa del barcaiolo, che probabilmente era abituato a queste scene.

ALLOGGI

La nostra scelta è stata di alloggi di prezzo medio, dando priorità al fatto di essere in strutture sulla spiaggia e un minimo caratteristiche: a Koh Tao stavamo in un bungalow tutto in legno con tetto di paglia, e a Koh Phangan, in un posto dove abbiamo dimenticato anche di avere le ciabatte e camminato sempre a piedi nudi, tranne quando dovevamo andare sulla strada.

 

COME ARRIVARE

Il viaggio per arrivare alle isole è piuttosto lungo e non cosi’ easy invece!! I mezzi sono ben organizzati ma il tempo che impiegano è comunque molto, anche optando per un volo interno i tempi di attesa e di trasferimento sono notevoli.

Per arrivare in una delle 2 isole con l’aereo, si puo’ prendere un volo dall’aeroporto secondario di Bangkok, Don Muang, fino a Koh Samui, oppure arrivare vicino alla costa (come abbiamo fatto noi per il ritorno) e da li’ occorre prendere un traghetto.

In alternativa, ci sono dei combo (ovvero combinazioni di piu’ mezzi) offerti dalle compagnie low cost, e noi  abbiamo sperimentato entrambe le soluzioni:

-all’andata, bus della società Lompraya, fino al porto di Chumpon e catamarano per Koh Tao.

-al ritorno da Koh Phangan, traghetto per Donsak, prosecuzione in bus fino all’aeroporto di Surat Thani (ma ci sono partenze anche da Nakhon Si Thammarat) e volo Air Asia per Bangkok (il tutto organizzato da Air Asia).

Dire cosa è meglio è difficile.. Nel secondo caso, aggiungendo i taxi di partenza e arrivo, abbiamo preso quasi tutti i mezzi di trasporto disponibili!! E’ un modo per variare un po’ e con i bambini potrebbe non essere male, ma è comunque un viaggio lungo. Nel primo caso, avendo la possibilità di viaggiare di notte, che abbiamo preferito, diciamo che marito e figlia, non se ne sono neanche accorti!

Prezzi

Come citato per gli alloggi, in queste isole si puo’ decidere quanto spendere in base al proprio budget. Anche per il cibo, si trovano ristoranti per tutti i gusti, noi abbiamo privilegiato quelli lungo le spiagge, spesso avevamo addirittura quasi i piedi a bagno. Talvolta vengono messi in mostra i cibi crudi, pesce o carne e si può scegliere quello che si preferisce che venga cotto e servito, a prezzi molto buoni. Insomma c’è da approffittare per farsi delle scorpacciate di pesce, per chi piace.

Discorso a parte invece sono i trasporti, veramente molto cari, e che, bisogna tenere presente, incidono molto sul budget. A Koh Tao ci si puo’ muovere in taxi boat, da una spiaggia all’altra o in taxi tipo pick up, ma in entrambi i casi non c’è molto margine di trattativa in quanto evidentemente è stato fatto cartello per i prezzi da richiedere. Molto utilizzato anche il motorino, soprattutto dai giovani, per chi viaggia in famiglia, sia per le strade parecchio dissestate, che per il modo di guidare degli abitanti, oltre che perchè non ho mai visto un casco, io non lo consiglio. A Koh Phangan, che è molto piu’ grande rispetto a Koh Tao, i prezzi dei taxi sono ancora piu’ alti.

 

Conclusioni

Queste isole, oltre che essere molto belle, si possono contraddistinguere con la parola “easy” come dicevo all’inizio dell’articolo. Ovvero, una volta arrivato, ti puoi rilassare, mollare tutte le sovrastrutture e ti fanno venire la voglia di vivere in modo molto molto semplice, senza tanti problemi e ..ti fanno sentire anche più giovane! Mia figlia si è subito adattata al loro spirito ..e già me la immagino ritornare con gli amici, tra qualche anno…

 

 

luglio 2015

 

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Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

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