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Lampedusa: informazioni e suggerimenti per organizzare il viaggio

 

 

Ecco come abbiamo organizzato il nostro viaggio a Lampedusa, spunti che possono essere utili per chi volesse andare!

Lampedusa è un’isola molto piccola, 4 km di larghezza e 12 di lunghezza, fa parte dell’arcipelago delle isole Pelagie e sorge in mezzo al Mediterraneo o Mare Nostrum, come chiamato dagli antichi romani.E’ più vicina all’Africa che all’Italia, da cui dista 100 km, mentre la separano 200 km dalla Sicilia. La Porta d’Europa, il monumento in memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare, lasciando le coste africane, fuggendo dalla guerra o alla ricerca di un futuro migliore, per chi arriva dall’Africa è la prima cosa visibile della terra d’Europa.

 

 

✈️ Come arrivare a Lampedusa

 

Ci sono voli diretti da varie città italiane durante il periodo estivo, di diverse compagnie aeree, come Volotea, Wizzair, Luke Air (del gruppo Blue Panorama), Alitalia, Dat. Spesso sono voli settimanali (solitamente durante il fine settimana), ma in alta stagione vengono aggiunti anche voli infrasettimanali. Purtroppo è successo di frequente quest’anno che le compagnie aeree annullassero alcuni voli (*se non lo sai, leggi la nota in fondo all’articolo per sapere quando si ha diritto a risarcimento), probabilmente perchè troppo vuoti. Una buona soluzione che consente maggiore flessibilità e anche affidabilità, per chi non abita in Sicilia, è prendere un volo per la Sicilia e poi volare a Lampedusa con la compagnia danese Dat, che ha voli giornalieri, e garantisce i collegamenti per i lampedusani anche d’inverno, operando praticamente tutto l’anno.
I voli da e per Lampedusa sono abbastanza costosi, raramente si trovano buone offerte.
Noi abbiamo prenotato quasi all’ultimo momento, la prima settimana di giugno, (per via delle vaccinazioni e dei richiami in ballo), per il periodo 18 – 27 luglio con due diverse compagnie, per restare non solo una settimana, ma 10 giorni.
All’andata abbiamo volato con Volotea, e al ritorno con Luke Air (Blue Panorama), con le dita incrociata affinchè non cancellassero il ritorno, come era stato per tutti i martedì delle settimane precedenti. Entrambe le compagnie ci hanno cambiato l’orario qualche tempo prima, ma i voli sono partiti e arrivati in orario. Il costo dei biglietti si è aggirato sui 250 euro a testa con bagaglio fino a 10 kg, e posto a sedere.
Lampedusa puo’ essere raggiunta dalla Sicilia anche via mare da Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, con traghetto in circa 10 ore o con aliscafo in circa 3 ore

 

 

🏠 Il nostro alloggio: il Bed and Breakfast Paola e Melo a Cala Pisana

 

 

 

E poi ci si innamora..

Ci si innamora di un posto, non perché sia perfetto o il più bello del mondo, ma perché ti fa stare bene. Perché è, e ti da, tutto quello che cercavi; perchè è quello che ti risuona dentro, che ti fa percepire bellezza, verità, e pace.

E’ quello dove crei i tuoi ricordi felici: quelli a cui attingi quando ne hai bisogno, o nei momenti bui, o di attesa.

Unanimainviaggio – Lampedusa, Cala Pisana

 

 

Il bb Paola e Melo è un’oasi a Cala Pisana, e forse in tutta Lampedusa.

Informale, colorato, semplice, in stile etnico. I proprietari ti accolgono all’arrivo all’aeroporto, e ti portano quando arriva il momento di ripartire. Disponibili per tutto, ti mettono a disposizione ombrelloni per la spiaggia, maschere e pinne, borse frigo, teli mare, acqua da tenere nel frigorifero.. a noi hanno messo a disposizione anche n bollitore dietro nostra richiesta!.. e ti prestano perfino i libri della loro ricca libreria!

La nostra scelta è ricaduta su questo posto per vari motivi:

 

-perché è direttamente sulla spiaggia e con una terrazza sul mare, lettini e ombrellone a disposizione, che, dato il periodo di sovraffollamento sull’isola, ci consentiva di avere il nostro spazio, di non stare in spiaggia tra la folla, e contemporaneamente di godere del mare, aprendo semplicemente il cancello per andare a fare un bagno rigenerante. Come mi sono sentita privilegiata rispetto alle persone ammassate sulla spiaggia!

 

 

-per la presenza anche di un grande giardino ombreggiato, con alberi bellissimi, sul retro, dove c’erano anche angoli freschi, e diverse docce per rinfrescarsi

 

 

-perché ci offriva 2 camere con un bagno, cosi’ la nostra sedicenne poteva avere i suoi spazi, e volendo poteva anche rimanere li’, se non desiderava venire con noi in giro per spiagge o altro

 

 

 

-per evitare di incavolarmi perchè al mattino gli altri dormivano e io volevo alzarmi e andare in giro: da lì potevo andare a passeggiare a Cala Pisana e fino a Cala Creta, stare sul terrazzo vista mare, o farmi un bagno quando la spiaggia era ancora deserta

 

 

-non ultimo, le esperienze di coloro che erano già stati: soltanto un’altra volta, quando dovevo prenotare per il Kenya, mi è capitato di trovare una struttura per cui, leggendo le recensioni su Tripadvisor, mi saliva un’emozione e la certezza che fosse il posto per noi!

 

 

Tanti gatti e un cane, che ogni tanto spuntavano, colazioni molto ricche, anche con marmellate e torte fatte in casa, ottime, o prodotti dell’orto del b&b, consumate nel cortile comune, allegro e vivace, pieno di oggetti che trasmettono la personalità dei proprietari, e la creatività di Paola. E, inoltre, punto di socializzazione con gli altri ospiti, soprattutto con Paola e Melo, che ti danno consigli e, sempre se vuoi, ti raccontano qualcosa in più su Lampedusa, della parte che non si vede.

 

 

Il b&b di Paola e Melo è stato sicuramente la scelta giusta per noi e ci ha fatto vivere a pieno l’isola e tante emozioni, quello che cerchiamo visitando un luogo. Siamo davvero grati e felici per tutto quello che ci ha dato, per le comodità e i racconti, per l’accoglienza e la simpatia, e speriamo di tornarci presto.

 

 

🍝 Cibo

 

 

La Sicilia, si sa, ha una cucina da leccarsi i baffi, arancini, caponata, pesce, cannoli, granite, e anche cous cous, per citare qualche specialità, e Lampedusa non è da meno, anzi, l’ho trovata molto fantasiosa nella preparazione di piatti che diventano così caratteristici! 
I ristoranti però sono piuttosto costosi! Un primo di pesce può avere anche un prezzo superiore ai 16 euro, e in proporzione costano meno i secondi piatti, anche a base di pesce.
Noi spesso abbiamo acquistato le specialità nelle gastronomie, trovando una qualità davvero alta e ottima organizzazione, soprattutto a pranzo, consumando sul posto o più di frequente nel patio davanti alla camera del nostro b&b.
Non tutti i ristoranti invece hanno un buon servizio, personale preparato, o cibo buono come ci si aspetterebbe.
Di seguito elenco i posti degni di nota che abbiamo provato:

 

Pescheria Gastronomica Gianni al porto nuovo: enorme varietà di cibo, davvero ottimo e ottima organizzazione. Piacevole anche cenare la sera.
Gastronomia Martorana, in via Roma: ottimo cibo, ci sono spesso code vista la qualità eccellente
Trattoria pescheria azzurra e arancineria, in via Roma: una grande varietà di arancini molto fantasiosi
Comè Sicilian food, di fronte alla fontana Cascella in Piazza Brignone: ottima gastronomia a prezzi contenuti
Ristorante Portun’tony: bellissima e raffinata location, tavoli esterni vista mare nell’omonima baia, ottima cucina a base di pesce
-Molo 112 panini e hamburgher, sulla via Roma: caratteristico pub con hamburgher giganteschi
Trattoria Il ritrovo, via Roma: cucina semplice, casalinga, pochi piatti ma gustosi
bar Cristal, via Roma: gelati e cannoli molto buoni
bar dell’Amicizia, via Vittorio Emanuele: granite, cannoli e dolci in genere, tutto buonissimo!

 

 

🚍 Noleggio Auto

 

 

L’auto caratteristica dell’isola, la più noleggiata dai turisti, è la Mehari: credo che le Mehari di tutta Italia siano finite a Lampedusa!
Girare l’isola con questa auto, respirare l’aria, sentire i profumi, è stato davvero bello,  anche per nostra figlia adolescente (a parte il fatto che appena noleggiata siamo rimasti a piedi in curva, in salita, perchè era finita la benzina, di fronte alla spiaggia della Guitgia, col benzinaio a poche centinaia di metri!).
Noi l’abbiamo prenotata in anticipo da Salsedo autonoleggio, consigliato dal nostro b&b.

 

 

🚤 Escursione giornaliera in barca

 

M/Y Sissy, gita giornaliera intorno all’isola. E’ stata un’impresa scegliere la barca, perché non avendo potuto fare escursioni la settimana precedente per via del vento, molte di quelle consigliate o ben recensite non avevano piu’ posto, e non volevamo andare troppo avanti con la data, per non rischiare che il meteo facesse annullare il tour. Inoltre volevamo evitare barche con troppa gente, o che ospitassero poca gente ma fossero troppo piccole, per mantenere un certo distanziamento, quelle con poca ombra o dove ci fosse musica e casino. Preferivamo poi che non ci fosse il buffet per pranzo, che giustamente dovrebbe essere vietato ma che la maggior parte delle barche offrono, mostrando foto di pranzi luculliani, proprio per stimolare i clienti a sceglierle .. Pertanto girando per il porto nuovo, abbiamo trovato questa bella barca grande, che ospitava massimo 12 persone, con spazi giusti per tutti

 

 

La barca Sissy, il suo capitano Brignone e il figlio, ci ha fatto fare il giro dell’isola e tutte le consuete soste, passando per la Tabaccara, dove vedere le “barche volanti”,

 

 

al largo dell’Isola dei Conigli, di Cala Pulcino, Punta Secca, Acqua di ponente,

 

 

proseguendo verso Capo Ponente, sulla punta ovest, ammirando il bellissimo paesaggio delle falesie, ovvero la costa a picco sul mare chiara, che mi ha ricordato Bonifacio, piena di grotte e meravigliosi scogli 
 

 

fino ad arrivare all’altra punta contraddistinta dal faro di capo Grecale, proseguendo poi per Cala Mar Morto e Cala Creta.
Ovviamente durante le soste abbiamo potuto fare lunghi  bagni in un mare da incanto !!

 

 

Pranzo a base di antipasti siciliani, spaghetti alla ricciola, secondo a base di alici e pomodorini, che mio marito ha apprezzato moltissimo, dolcetti di mandorla e cannella. Durante il percorso abbiamo anche incrociato lo yacht di Claudio Baglioni, conoscenza del nostro capitano, e lo abbiamo visto fare le flessioni in acqua, con tanto di saluto al nostro passaggio!
Il prezzo dell’escursione è uguale per quasi tutte le barche, 50 euro a testa.

 

 

🏝 Isola dei Conigli

 

 

Beh,l’Isola dei Conigli merita un post a parte  ==>  https://www.unanimainviaggio.it/lisola-e-la-spiaggia-dei-conigli-a-lampedusa/

 

Spiagge di Lampedusa

 

Per le spiagge visitate.. ci sto lavorando.. work in progress

 
Se ti interessano altre informazioni, puoi scrivermi e comunque qui trovi tutti gli articoli su Lampedusa ====> https://www.unanimainviaggio.it/lampedusa/
 

Oppure puoi vedere il gruppo Facebook #lampedusatuttalavita che a me si è rivelato molto utile!

 

*quando si ha diritto a risarcimento per volo in ritardo o cancellatoPoichè è capitato spesso di sentire che un volo sia stato ritardato o cancellato e non tutti lo sanno, riporto qui i casi in cui si ha diritto a un RISARCIMENTO:

  • quando un volo viene cancellato, prima di 14 giorni dalla partenza, la compagnia aerea ( se possiede la licenza rilasciata in un Paese dell’Unione Europea e tranne circostanze eccezionali non prevedibili) può offrire sempre un rimborso del biglietto o un volo alternativo
  • quando una cancellazione avviene meno di 14 giorni dalla partenza, si può avere il risarcimento oltre al rimborso del biglietto
  • in caso di ritardo: di due o più ore per tutte le tratte aeree fino a 1500 km; di tre o più ore per tutte le tratte aeree europee ed extra europee comprese tra 1500 e 3500 km; di quattro o più ore per le tratte oltre i 3.500 km al di fuori dell’Unione europea come da schema sotto riportato

Il passeggero ha diritto a un risarcimento per il volo cancellato o ritardato, tra i 250 e i 600 euro, in base al Regolamento (CE) 261/2004

  1. Tratte fino a 1500 km : €250 di risarcimento
  2. Tratte  tra i 1500 – 3500 km: €400 di risarcimento
  3. Tratte superiori ai 3500 km: €600 di risarcimento
Per ulteriori informazioni e per ottenere l’indennizzo è sempre bene rivolgersi ad un avvocato specializzato o alle organizzazioni tipo Rimborso al volo, Air help, ecc. Informazioni dettagliate anche qui  https://www.skyscanner.it/notizie/volo-cancellato-cosa-fare-partire-o-avere-un-rimborso

 


 
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luglio 2021

 

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L’isola e la spiaggia dei Conigli a Lampedusa

 

 

L’isola dei Conigli, la relativa spiaggia e tutto il contesto della zona è davvero uno dei più bei paesaggi di mare mai visti.

Sicuramente la spiaggia primeggia sulle altre di Lampedusa, sabbia bianca, con un mare caraibico.. maldiviano…: sono sempre brutti questi paragoni ma io ho visto anche questi mari e… insomma può competere bene! (come mare intendo, non come paesaggio ).

 

 

Rocce bianche e dorate a gradoni risaltano di fronte alle varie tonalità di azzurro del mare, in particolar modo con la luce del pomeriggio, conferendo al paesaggio un aspetto unico.

 

 

La cosa sorprendente è vedere apparire, scendendo dal sentiero che porta alla spiaggia, facile da percorre sebbene con una certa pendenza, un panorama dall’alto, come da un drone: tutta la baia, con le rocce, la spiaggia candida e il mare, con le sue sfumature di blu e la sua trasparenza: un paesaggio strepitoso che va dalla bellissima Tabaccara fino all’altura della spiaggia dei Conigli

 

 

E direi proprio che si puo’ concordare con Domenico Modugno, che ha definito questo luogo “la piscina di Dio“!

 

Come arrivare alla Spiaggia dei Conigli

 

Per arrivare alla spiaggia dei Conigli si deve prendere la strada di Capo Ponente, la via principale panoramica, che da sud va verso ovest, e poi fa il giro dell’isola costeggiando il nord, in un paesaggio semi desertico stupendo. Il punto dove imboccare il sentiero dista dal centro circa 4 chilometri.
Auto o moto si possono parcheggiare sulla strada (una parte del parcheggio è a pagamento, e possono esserci lunghe code per il biglietto: è bene segnarsi il numero della targa in quanto alla postazione del parcheggio, devono scriverlo sul biglietto, che dev’essere poi posizionato in vista nell’auto).

 

Poco oltre c’è un bar, l’unico della zona, (l’ultima possibilità quindi se non si è preso con sè qualcosa da bere per la spiaggia, dove non c’è alcun servizio) che affitta anche ombrelloni, e poi l’ingresso, presidiato dai volontari di LegaAmbiente: è sotto la loro responsabilità infatti la tutela di questo paradiso, che è Riserva Naturale, tanto bella ma anche preziosa, da dover essere preservata, e spetta loro la vigilanza del rispetto dell’ambiente: personalmente sono molto grata per questo lavoro volto alla sua conservazione.

 

 

Fino a poco tempo fa l’accesso era libero e la spiaggia era divisa in 2 parti, una riservata a chi aveva l’ombrellone a seguito, e una a chi aveva solo il telo mare. Alcune frane, la troppa gente, in spiaggia e il luogo spesso meta per la deposizione delle uova da parte delle tartarughe caretta caretta, hanno fatto sì che da quest’anno venissero regolamentati gli accessi.
Dal 15 luglio 2021, infatti l’ingresso è contingentato e diviso in 2 turni, mattino e pomeriggio, (quindi non si può restare tutta la giornata), e si accede solo con prenotazione fatta on line, da esibire ai volontari.
Questa nuova regola, comunicata via social e a mezzo stampa, a mio avviso troppo tardi a stagione inoltrata, ha provocato violente discussioni, e le ire di chi non è riuscito a prenotare, oltre che di chi crede di avere diritti su tutto, con innumerevoli critiche sulla gestione: si poteva fare così, si poteva fare cosa’.. e non vi dico le scene raccapriccianti a cui abbiamo assistito all’ingresso, da parte di chi, in lista d’attesa, pretendeva in ogni modo di poter entrare, anche a numero massimo stabilito raggiunto, e trattava in malo modo i poveri volontari di LegaAmbiente! La cattiva educazione di qualcuno si è resa evidente anche una volta scesi in spiaggia: alcuni si posizionavano nelle aree in cui era presente e segnalato il divieto.

 

Non so se verrà mantenuta questa regola per il futuro ma devo dire, che, per fortuna, sono stati limitati gli ingressi!
Il provvedimento del numero chiuso, con lo scopo della tutela di questo posto ,consentirà anche i nostri figli, e ai posteri, di potere ancora godere della sua bellezza; ha inoltre permesso di rendere la spiaggia più vivibile per le persone, evitando l’effetto “carnaio”, anche se non sempre ne ha garantito la riuscita. Infatti la prima volta che siamo andati, di mattina, abbiamo avuto difficoltà a trovare un posto per posizionare gli asciugamani, per la tanta gente, e non abbiamo compreso come mai, visti i limiti previsti, fossero riuscite ad entrare tante persone. Ma abbiamo potuto immaginare cosa fosse prima che gli accessi fossero limitati!!

 

 

Una volta stabilita la regola dell’ingresso contingentato e il numero di volte in cui, in una settimana si poteva accedere, hanno poi corretto il tiro stabilendo un numero di persone che avrebbero potuto entrare anche senza prenotazione (perchè magari non lo sapevano o non erano riusciti a prenotare), mettendosi in coda a determinati orari, al mattino o al pomeriggio, e facendo il conto di quanti, prenotati, non si erano presentati, per permettere ad altri di scendere. In ogni caso, per chi ha intenzione di andare, consiglio di seguire la pagina facebook della Riserva https://www.facebook.com/riserva.lampedusa

 

Per arrivare alla spiaggia, occorre fare un sentiero di terra battuta molto facile e ben tenuto, ma tutto sotto il sole, e camminare per circa 20 minuti.
Noi ci siamo attrezzati cosi’!!

 

 

Circa a metà strada si comincia ad intravedere il mare..

 

 

A un certo punto appare un paesaggio a dir poco divino!!

 

Una specie di terrazza mostra 2 baie: da una parte si vede il mare e la costa fino alla Tabaccara, la famosa baia in cui il mare è così trasparente da far sembrare le barche volanti, con la loro ombra sull’acqua.

 

 

Dall”altra si vede la baia della spiaggia dei Conigli

 

 

e di fronte l‘Isola dei Conigli! Un paesaggio che lascia senza parole a qualsiasi ora!

 

 

e… chiedimi se ero felice!

 

 

Man mano, scendendo, si avvicina lo spettacolo, si vede la trasparenza del mare, le infinite sfumature di azzurro e la bianca sabbia accecante

 

 

Prima di giungere alla spiaggia, sulla destra, c’è la casa che fu di Domenico Modugno. E’ l’unico edificio presente in questo luogo, in stile dammuso, proprio davanti all’ultimo tratto del sentiero che porta al mare. Una gran bella scelta! Domenico Modugno è vissuto in quella casa ed è morto su questa spiaggia, tanto che hanno faticato per portare la sua salma lungo il sentiero in salita..

 

 

All’arrivo poi… lo spettacolo!

 

 

Il ritorno attorno a mezzogiorno, in salita è piuttosto faticoso

 

 

io devo dire che riempiendomi gli occhi di questo paesaggio magnifico, fermandomi per una foto qua e là, non ho neanche accusato più di tanto la fatica.

 

 

Nel tardo pomeriggio invece si sente meno lo sforzo a salire ed è davvero bellissimo vedere diventare deserta quella spiaggia, col calare del sole,

 

 

vederla popolarsi di gabbiani che camminano sulla sabbia e sul mare.

 

 

La spiaggia e l’ isola dei Conigli

Una volta arrivati alla spiaggia, sull’asciugamano si sta molto poco, quindi la mattinata in cui eravamo tutti ammassati poco ci ha importato: è troppo bello godere di quel mare spettacolare.

 

 

anche solo camminare e guardarsi attorno ...

 

 

io che amo i mari tropicali ero in paradiso!

 

La seconda volta che siamo andati era pomeriggio, attorno alle 15, la discesa è stata meno convulsa, con pochissima gente, la spiaggia era molto meno affollata, i colori erano comunque fantastici

 

 

Dalla spiaggia dei Conigli si può raggiungere a piedi l’isola dei Conigli, che è un piccolo isolotto di roccia di 4 ettari, collegata da un istmo sabbioso, visibile in caso di bassa mare ma sempre con acqua poco profonda

 

 

In questo punto le rocce sono bianche e dorate e col sole si illuminano, sono davvero bellissime!

 

 

Ovviamente è proibito arrampicarcisi, come è vietata la navigazione con le barche nelle vicinanze.

 

Il posto è davvero di incomparabile bellezza, e mi ha stregato!! Non essendo neanche lontano, e in territorio italiano, sono certa che mi rivedrà presto!

 

 

per altre informazioni sulla spiaggia dei Conigli

 

tutti gli articoli su Lampedusa

 

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ritorna tra qualche tempo per leggere gli altri articoli

WORK IN PROGRESS

-Le spiagge di Lampedusa e il resto da non perdere

( sul blog Lampedusa si trova in una voce a parte e anche sotto la voce Sicilia)
luglio 2021

 

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Regale Torino

 

 

Non ero mai stata a Torino e lo stesso la mia famiglia, e con l’uscita dei voucher della regione Piemonte per rilanciare il turismo, dove a fronte di una notte pagata altre 2 erano omaggio, decidiamo di non farci scappare l’occasione (promozione ancora valida https://www.visitpiemonte.com/…/la-nostra-ospitalita-e…)

 

Il covid ci fa rimandare per ben 2 volte il periodo della prenotazione, ma finalmente nei giorni attorno a Ferragosto 2021 riusciamo ad andare a visitare questa città regale ed elegante, che, per certi aspetti, riporta agli antichi fasti della monarchia, e per altri fa piombare come dentro ad uno di quei film anni 50-60 visti in tv, tra caffè e salotti, portici per il passeggio e gallerie, nel pieno periodo del boom economico e nel fermento della cultura e delle innovazioni.

 

 

Torino, l’alloggio

Per la nostra visita scegliamo di alloggiare al Best Western Hotel Piemontese, in zona Porta Nuova, quartiere San Salvario.

 

 

La posizione è buona, per arrivare alla stazione e all’inizio della centrale via Roma, occorrono 10 minuti a piedi, ma Torino è grande quindi per andare in centro e tornare, e non arrivare a sera stanchissimi, consiglio di prendere qualche mezzo pubblico, se si decide per questo hotel (alla stazione Porta Nuova ci sono i distributori di biglietti, che si acquistano anche con l’App GTT).

 

 

Il quartiere è pieno di locali e l’hotel è all’interno di un palazzo d’epoca molto bello,

 

 

Gli spazi comuni sono moderni e gradevoli

 

La nostra camera tripla affaccia sul cortile di una caratteristica casa di ringhiera, con una vista molto carina

 

 

Le camere comfort sono veramente belle, con soffitto di mattoni, un bel bagno spazioso e zanzariera sul letto.

 

Cosa visitare a Torino in 3 giorni

 

 

Tre giorni a Torino non sono sufficienti se si vuole visitare tutto quello che la città offre e con calma. Noi abbiamo visto tante cose ma scarpinando molto, e a volte un po’ troppo frettolosamente, e senza il tempo di tornare nei luoghi che ci sono piaciuti, e viverci tranquillamente la città.

I musei di Torino

 

Museo del cinema

 

 

Il museo del cinema si trova all’interno dell’edificio della Mole Antonelliana, ed è veramente particolare e curioso, per cui vale la pena visitarlo.

 

 

Si puo’ percorrere la storia della nascita del cinema, vedere tante belle ambientazioni, permettersi un giro sul red carpet,

 

 

Sdraiarsi su poltrone rosse in relax e vedere spezzoni di film, percorrere le gallerie con foto bellissime dei divi del cinema..

 

 

Davvero un museo simpatico e divertente!

Attenzione: il biglietto combinato della salita alla Mole + Museo del cinema è più conveniente ma le disponibilità per salire alla Mole sono meno, -non so se solo in questo periodo-, per cui è opportuno prenotare se si vuole salire anche con l’ascensore!

 

 

Museo Egizio

 

 

Il museo egizio di Torino è il secondo museo per importanza dopo quello del Cairo. Avendo poco tempo e avendo già visto quello del Cairo l’intenzione iniziale era di saltarlo, ma poichè un’amica me lo ha fortemente consigliato, con la visita guidata (da prenotare), così abbiamo fatto, ed è stata veramente un’esperienza molto interessante.

 

 

Oltre ad esserci un’ambientazione molto bella e reperti davvero interessanti, la guida ci ha parlato delle scoperte dell‘egittologo Ernesto Schiapparelli, scopritore della tomba di Nefertari, nella Valle delle Regine in Egitto, a cui si devono tanti reperti presenti nel museo (quando ancora si potevano portare via dal luogo dove erano trovati) e ci ha raccontato, a differenza di quanto solitamente si studia o si vede, della vita e della morte di persone diverse dai faraoni. In particolare, mostrandoci i ritrovamenti, ci ha parlato della tomba dell’architetto Kha e degli oggetti di uso quotidiano trovati nelle tombe intatte sua e della moglie.

 

 

Si possono ammirare anche una serie di sarcofagi interessanti, e delle bellissime sfingi, con un gioco di specchi molto affascinante

 

 

Molto interessante venire a conoscenza che, con l’avvento della tecnologia, c’è la possibilità di sottoporre le mummie a Tac per analizzare i resti umani, senza così dover togliere le bende e rovinarli, come è stato fatto per quelle ritrovate di Kha e della moglie .

 

 

Museo dell’automobile

 

 

Neanche al museo dell’automobile avevo molto interesse ad andare, mentre mio marito lo aveva in programma, ma sentendo pareri entusiasti ho deciso di andare anch’io: ed in effetti è un gran bel museo!

 

 

Si può vedere la storia delle automobili, dalle prime create

 

 

a quelle che ricordo della mia infanzia e adolescenza

 

 

 

a quelle viste nei film americani

 

 

e a quelle di ultima generazione.

 

Ci sono anche interessanti informazioni per gli appassionati

 

 

e simpatiche creazioni con l’utilizzo di parti di auto

 

Le altre attrazioni

Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana si trova in una via del centro neanche tanto grande, e non in una piazza come avevo immaginato.

 

 

Essendo il simbolo di Torino ovviamente desta stupore e curiosità

 

 

La salita con l’ascensore, nonostante l’attesa del proprio turno (e se si prenotano i biglietti online si ha l’ingresso preferenziale, senza code, diminuendo l’attesa), è la cosa che più mi è piaciuta perchè si entra proprio dentro alla cupola, e si vede dall’alto la parte centrale del museo del cinema. La vista della città, una volta giunti sulla cima, è bella, ma come dicono alcuni, manca la Mole!!

 

 

Palazzo Reale

Il Palazzo Reale appare nella sua magnificenza, bianco candido, sulla spaziosa Piazza Reale

 

 

Vicino, c’è il bellissimo Palazzo Madama

 

 

La visita del Palazzo Reale, dimora storica della famiglia sabauda e Patrimonio dell’UNESCO, merita per la ricchezza dei saloni barocchi, per l’armeria reale e per l’esposizione di alcuni mezzi di trasporto usati all’epoca.

 

 

Dal Palazzo si accede alla Cappella della Sacra Sindone, patrimonio Unesco, dove un tempo era conservata la Sindone appunto, che fu poi trasferita nel Duomo, in seguito ad un incendio avvenuto nella cappella. Da qui, si può vedere l’interno del Duomo di San Giovanni dall’alto, collegato ma senza accesso.

 

 

Non ultimi, la bellezza della vista da una delle finestre del Palazzo

 

 

e i giardini reali

 

 

Il parco del Valentino e il lungo Po

Il Parco del Valentino, che costeggia la riva del fiume Po, perpendicolare al centro città, è davvero un giardino magnifico. Ospita il Castello del Valentino, anch’esso bianco e stupefacente

 

 

e un borgo medievale perfettamente ricostruito

 

 

oltre che il Giardino roccioso, uno spazio con ruscelli, cascate, piante e aiuole con fiori di numerose varietà,

 

 

e abitato da tanti scoiattoli che saltellano con le loro codone e si godono tanta bellezza.

 

 

Da segnalare anche le numerose installazioni presenti, create con materiale riciclato da Rodolfo Marasciuolo, il così denominato giardiniere-artista. Tra le più famose, che ci siamo divertiti a cercare, i lampioni innamorati

 

 

il pescatore

 

 

il ranocchio

 

 

Il Duomo e la Chiesa della Grande Madre di Dio

Il Duomo, dedicato a San Giovanni Battista, nell’omonima piazza, non mi ha particolarmente colpito, forse perchè ad agosto la piazza era deserta o forse perchè mi è sembrato strano che la chiesa più importante della città si trovasse in un punto quasi secondario, dietro al palazzo Reale. Ha a fianco un campanile romanico, su cui dicono che salendo si ha una gran bella vista della città, ma l’abbiamo trovato deserto, e al suo interno è conservata la Sacra Sindone, non visibile.

 

 

La chiesa della Grande Madre di Dio appare imponente di fronte a Piazza Vittorio, attraversato il Ponte Vittorio Emanuele: è molto singolare, con le sue colonne frontali che fanno ricordare il Pantheon di Roma

 

 

Dalle scale che portano alla chiesa si ha una magnifica vista di Piazza Vittorio

 

 

Villa della Regina

La Villa della Regina si trova oltre la chiesa della Gran Madre di Dio, sulla collina di Torino. Arrivarci a piedi è davvero una gran scarpinata e una gran fatica col caldo di agosto! La villa seicentesca ha dietro dei grandi giardini e a fianco una  vigna, è visitabile con prenotazione ma per mancanza di tempo non siamo riusciti ad ammirare i suoi interni.

 

 

La vista della città dalla collina è indubbiamente spettacolare, anche se, forse, un po’ lontana!

 

 

Più vicino e senza dubbio meno faticoso è salire sul Monte dei Capuccini, a 300 metri dalla riva del Po, sempre dal lato della Chiesa della Grande Madre di Dio.

Non posso esimermi dall’inserire questo scatto che ho colto, in discesa dalla collina della Villa del Regina, del nostro gruppo Vacanze Piemonte, che ho chiamato: “chi erano mai questi Beatles??”  :)

 

 

Porta Palatina

Porta Palatina, si raggiunge superando il Duomo di Torino, risale all’età romana, al I secolo d.c., ed è l’antica porta di accesso alla città, inserita nell’area del parco archelogico che comprende anche il teatro romano.  Passando sotto i suoi archi si ha ancora oggi la sensazione di uscire (o entrare) nella città.

 

 

Da Porta Palatina si arriva a Porta Palazzo, dove è ubicata la grande Piazza della Repubblica, con l’edificio del mercato e il grande mercato all’aperto

 

 

Principali piazze e palazzi di Torino

Piazza San Carlo

Le piazze a Torino sono le cose che più mi sono piaciute. In particolare Piazza San Carlo, immensa e bianca, il salotto di Torino

 

 

apprezzabile a tutte le ore del giorno

 

 

e della notte

 

 

La via al centro città vero e proprio che porta in Piazza San Carlo è piazza CLN, delineata da due edifici, che creano l’effetto di una porta d’ingresso che interrompe la lunga Via Roma. Alla base ci sono due belle fontane con statue che rappresentano il Po e la Dora Riparia, mentre sul retro, affacciate sulla piazza, ci sono 2 chiesette gemelle.

 

 

Piazza Vittorio

Altra piazza per me stupenda è Piazza Vittorio Veneto, chiamata dai torinesi solo piazza Vittorio, una delle piazze più grandi d’Europa, con i suoi edifici bianchi e attorniata da portici, che guarda la chiesa della Grande Madre e il lungo Po, e da cui si vede la punta della Mole.

 

 

Piazza Carignano

Piazza Carignano deve la sua bellezza al palazzo omonimo, singolare rispetto agli altri perchè color mattone; sul lato, il bar della Farmacia è l’ideale per un aperitivo all’aperto (o un pranzo nel ristorante stellato) e dando una sbirciatina all’interno, si vedono gli arredi originali dell’antica farmacia dell’800 che ivi risiedeva.

 

 

Palazzo Madama 

E’ uno stupendo Palazzo in Piazza Castello, poco prima di Piazza Reale. patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, e sede del museo civico.

 

 

Sul retro, troviamo il Castello

 

 

Palazzo fetta di polenta

Il vero nome è Palazzo Scarabozzi, è un palazzo curioso che si trova nel trafficato e anche poco attraente Corso S. Maurizio, chiamato cosi’ perchè lungo e stretto e di colore giallo.

 

 

Largo IV Marzo

Questa piazzetta mi è piaciuta particolarmente perchè piena di localini caratteristici dove mangiare, le cosi’ dette “piole”, piccole osterie con cibo locale a buon prezzo, e mi ha ricordato molto le piazzette parigine.. Qui ci siamo fermati a pranzo alla Piola da Cianci.

 

 

Gallerie e portici di Torino

A Torino, come a Bologna se piove non ti bagni: la città ha ben 18 km di portici, bianchi anzichè rossi, a differenza di quelli della mia città.

 

 

I portici in Piazza San Carlo ospitano il famoso Cafè Torino, risalente ai primi del 900, amato dai sovrani e frequentato da ospiti illustri, che ha sul pavimento davanti alla porta d’ingresso l’immagine di un toro rampante che dicono porti fortuna, come quello di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, pestandogli gli attributi.

Molto belli anche i portici della lunga via Po, che sfocia in via Vittorio Veneto

 

 

Ma i miei preferiti sono stati senza dubbio quelli che svoltano a destra alla fine di Via Roma, verso piazza Castello: quando la via fa angolo ci si trova a destra la bellissima ed elegante galleria Subalpina, dove ci sono l’antico Cinema Romano e il caffè Baratti, i più antichi della città.

 

 

Altra bella galleria è la Galleria San Federico, che fu per molto tempo sede del quotidiano La Stampa, al cui interno si trova il cinema Lux, un altro dei cinema più antichi. Si può accedere anche da via Roma.

 

 

Torino di notte

Torino di notte è davvero uno splendore, ogni piazza ed edificio sono illuminati, ha un fascino particolare, che riporta davvero indietro in un tempo in cui magnificenza e regalità facevano da sovrane.

 

 

E non si puo’ lasciare Torino senza aver assaggiato il famoso “Bicerin“. Noi abbiamo provato la versione estiva, che è un vero e proprio dessert, preparato con caffè, cioccolato caldo e crema di latte (o panna montata), da gustare, come ci hanno suggerito, partendo col cucchiaino dal basso e venendo verso l’alto: una vera libidine!!

 

 

Qualche informazione organizzativa: la maggior parte delle attrazioni sono su prenotazione, ma si riesce ad entrare (facendo code e spesso con attese sotto il sole) anche senza. Volendo salire sulla Mole bisogna considerare che difficilmente si trova posto non prenotando. Io ho tenuto sotto controllo i posti disponibili sui siti, e prenotato un po’ all’ultimo momento, dovendo prendere però i pochi orari rimasti.

Regole Covid: Richiesto green pass e documento d’identità in tutti i musei. Purtroppo poi la gente, dopo l’ingresso, non fa attenzione a non creare assembramenti.

Pranzi e cene: Poormanger, tutto a base di patate, Porto di Savona in Piazza Vittorio, Piola da Cianci, Proseccheria di via Bertholet, Bistrot San Salvario e Sora Gina vicini all’hotel, La Piè -piadineria sotto la Mole, buonissima la piadina e anche il bicerin estivo, gelato di Biraghi -gusto unico fiordilatte, sotto i portici di piazza San Carlo.

 

In conclusione: Torino ci è piaciuta molto e sicuramente avrebbero meritato una visita anche a Superga e Venaria, che restano fuori dal centro… ma sarà per una prossima visita!

 

 

agosto 2020

Visite: 334

Accogliente Lampedusa

 

Lampedusa, per me.

 

 

Lampedusa ti apre le braccia per mostrarti la sua parte migliore evidente, la bellezza e il blù prepotente e cristallino del suo mare, la sabbia morbida che lo accoglie, le rocce calde che brillano al sole, la terra brulla che si accende col calore, il suo ricco cibo, non solo nutrimento ma appagamento nella forma più completa del senso del gusto.

Accogliente per chi arriva dal continente o dalle isole, per apprezzare le meraviglie che vengono rivelate con fierezza ed orgoglio.

Lampedusa è punto d’incontro tra Africa ed Europa, passaggio di orario in pochi passi sulla spiaggia più bella dell’isola, una porta che segna il punto più lontano del nostro continente e insieme le tragedie del mare.

 

 

Lampedusa è un utero per le tartarughe che tornano nel luogo natio per deporre le uova, è protezione per loro e cura.

Lampedusa è trovare le tracce delle zampe di un cane, che è passato sul sedile della tua Mehari, durante la notte.

Lampedusa e l’attesa di un tramonto percorrendo le sue strade deserte, o davanti a una roccia a picco sul mare.

 

 

E mentre tu guardi l’immensa bellezza, con gli occhi che brillano e i sensi che battono le mani, succede altro.

Lampedusa non è solo quello che appare. Lampedusa è quello che si vede e quello che non si vede.

 

 

A Lampedusa, in vacanza, se vuoi, puoi tenere gli occhi chiusi e non ti accorgi di niente. Ma se la coscienza ti chiama puoi vedere e ascoltare.

Lampedusa è chiederti, guardando l’orizzonte, se qualcosa sta accadendo in quel mare, a nostra insaputa; è un senso di impotenza, è anche stima per chi ha il coraggio, come un leone, di lasciare tutto, di affrontare quel mare, a volte crudele, e di scegliere di rischiare anche la morte, per il sogno di nuova vita, che possa essere definita tale.

 

 

Lampedusa è l’umanità delle persone che accolgono, che credono ancora nella dignità della vita.

Lampedusa è una nave che va e viene a Cala Pisana; è la barca della guardia costiera piena di persone appena sbarcate, e salve, a bordo; le parole forti e toccanti di chi lavora sulla frontiera, o di chi sente il bisogno di condividere, dolore, morte, rinascita, verità.

 

 

Lampedusa ha 2 facce ma la stessa accoglienza.

Lampedusa ti tocca e ti resta dentro. Ti accoglie e ti avvolge con la sua bellezza, ti stravolge con la sua storia, i suoi racconti.

Lampedusa per me è un cancello sul mare. E’ il b&b di Cala Pisana: un bagno al mattino, quando ancora non c’è nessuno. Camminare sulle rocce che scendono a picco, fino a Cala Creta. Ascoltare i racconti, tragedie e salvataggi. Ammaliarmi con i profumi intensi del mare, delle piante, dei frutti dell’orto, deliziarmi di tutti i colori..

 

 

E’ avere davanti lo spettacolo più bello di sempre, il mare.

Lampedusa è un pensiero: che tutti gli esseri umani desiderano essere accolti.

Lampedusa è un pezzetto d’Italia, in tutto per tutto, in mare d’Africa.

Chi rifiuta

chi accoglie

chi non si arrende.

Chi resta umano.

 

 

luglio 2021

 

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( su questo blog Lampedusa si trova in una voce dedicata sotto Italia e anche sotto Sicilia)

 

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Lampedusa

 

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Bolzano d’estate

 

 

Bolzano  per me

Bolzano gioiello incastonato tra i monti, ma fa più caldo che a Bologna d’estate.

Bolzano case colorate ma con eleganza e discrezione.

 

 

Angoli di passato che spuntano e si mescolano tra i colori delle strade

 

 

La frutta sui banchi, spezie, fiori e cibarie, lungo Piazza delle Erbe, che piazza non sembra.

 

 

Bolzano e il suo duomo prezioso, il tetto piastrellato, verde, bianco e oro, che spicca

 

 

e il suo bel campanile

 

 

e gli affreschi della scuola di Giotto

 

 

Un incanto di sera

 

 

Bolzano e il Nettuno, fratello minore del nostro a Bologna, che sembra in incognito sulla via

 

 

Bolzano e le strade più belle, via Goethe e via Streiter, le mie preferite

 

 

Bolzano e i negozi dello shopping, dentro a palazzi eleganti, sotto ai suoi portici.

 

Bolzano e il Lungotalvera

 

 

un grande parco di prati ombreggiati e fioriti

 

 

su un fiume impetuoso

 

 

Bolzano, le piste ciclabili e le sue biciclette, tante, ma tante, come a Ferrara, che bisogna fare attenzione a non venire investiti

 

.

Bolzano e le sue piccole piazze, Piazza del Grano, Piazza delle Erbe, Piazza del Municipio

 

 

e poi quella grande, con la statua di Walther, che puoi immaginarla a Natale coi suoi mercatini

 

 

Bolzano e Otzi, l’uomo trovato tra i ghiacci, presente ogni dove, anche in un gusto di gelato

 

 

Bolzano e il centro storico piccolo e raccolto che lo giri in poche ore.

E poi c’è Soprabolzano, un panorama da incanto dalla sua funivia

 

 

Verde boscaglia, vallate dorate

 

 

E quando arrivi, se prendi il trenino del Renon,

 

 

ti porta tra monti, boschi e valli, e ti senti un po’ Harry Potter su quel treno rosso

 

 

Tra paesini da fiaba e balconi fioriti nell’altopiano

 

 

se scendi a Collalbo con una bella passeggiata arrivi alle Piramidi di terra, meraviglia della natura

 

 

Puoi godere di un pranzo su un terrazzo con vista

 

 

e le Dolomiti sullo sfondo

 

 

E se fai una sosta a Costalovara, ti godi silenzio e relax, davanti a un bel lago con attorno il bosco

 

 

Bolzano è una casa accogliente con vista di tetti e sui monti

 

 

 

È l’Hugo, i canederli, lo strudel e un bicchiere di Gerwurztraminer

 

 

 

Bolzano è un viaggio di lavoro, Bolzano è famiglia.. la prima notte fuori, per noi, dopo il lockdown del lungo inverno e di primavera.. Bolzano, per me, è finalmente addormentarsi in un altro letto, svegliarsi in un altro posto, con un altro panorama. Una boccata di aria nuova e fresca :)

 

 

 

informazioni ai link

https://www.bolzano.net/it/duomo.html

https://www.bolzano.net/it/oetzi.html

https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/funivia.html

https://www.ritten.com/it/altipiano/highlight/treno-del-renon.html

biglietto giornaliero funivia e trenino 15 euro (giugno 2021)

 

riferimento alloggio: Coopers apartaments, Via dei Bottai 

gli appartamenti sul sito sono contraddistinti da un numero che corrisponde al piano, quindi alle rampe di scale da fare non essendoci ascensore, ma in palazzo d’epoca bellissimo di fronte a Piazza del Municipio, raffinati e di design in zona pedonale (convenzione con parcheggio non distante)

riferimento ristorante: Vogele, Via Goethe

spazio anche all’esterno sotto ai portici, vista Piazza delle Erbe, gentilezza estrema, consigliata prenotazione

 

 

 

giugno 2021

 

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Italia

Visite: 276

I vulcani dell’Appennino emiliano: le Salse di Nirano (Mo)

 

 

Le Salse di Nirano, nel modenese, non lontano dalla più popolare Maranello, è un luogo davvero particolare, a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Così come non avevo mai sentito parlare del fenomeno  che da origine alle caratteristiche piccole montagne a cono che si vedono, i così detti  “vulcani di fango”, e che si formano, con la fuori uscita e l’accumulo di fango freddo.

 

 

Il sottosuolo qui è ricco di idrocarburi liquidi (petrolio) e gassosi (metano ) e anche di acqua salata, testimonianza di un tempo, circa un milione di anni fa, in cui il mare ricopriva la pianura Padana e anche queste colline. Proprio dall’alto contenuto di sale nelle acque fangose deriva il nome di Salse.

La strada per arrivare, soprattutto in primavera o estate, in mezzo a campagna e colli, è molto bella, i campi verde brillante, o gialli arsi dal sole, si riempiono di balle di fieno, che io adoro!!

 

 

Le Salse sono inserite all’interno di una riserva naturale regionale: all’arrivo, si puo’ lasciare l’auto o il mezzo, nel parcheggio e proseguire per alcuni sentieri contrassegnati, che si inoltrano in un bel bosco, con anche camminamenti e ponti, che attraversano le zone più umide e che conducono alle Salse, oppure si può proseguire per la strada. La passeggiata nel bosco è quella che abbiamo scelto, è semplice e molto piacevole.

 

 

Il parco è anche l’habitat ideale di animali, uccelli, insetti, ranocchi, rettili. Alcune postazioni sono state create per l’osservazione della flora e della fauna del territorio, e alcuni pannelli esplicativi nei punti strategici forniscono interessanti informazioni. Tutto intorno, le belle e verdi colline.

 

 

Prima di arrivare a vedere le salse alla fine del sentiero si trova la Casa Rossa, adibita a museo.

 

 

Poi finalmente giunge alla vista la prima salsa dalla strada.

 

 

Io sono colta davvero dallo stupore!

 

 

Si prosegue poi per un bel sentiero per l’osservazione delle altre.

 

 

Indubbiamente un paesaggio insolito e affascinante

 

 

 

 

Pare che l’attività eruttiva dei vulcani di fango sia piu’ o meno evidente a seconda dei giorni e delle ore, e che ci siano anche lunghi periodi di quiescenza: noi siamo stati fortunati, abbiamo assistito al fenomeno di alcune bolle che fuoriuscivano dal cono, e soprattutto abbiamo potuto sentirne il suono, una specie di “blop” che ne indicava l’uscita.

 

 

Le salse di Nirano sono state utilizzate in passato per l’estrazione di oli con proprietà balsamiche o purganti, e a fini dermatologi e cosmetici, anche per la produzione di maschere e fanghi per le vicine Terme di Salvarola.

Insomma anche questa volta i dintorni della zona dove vivo sono riusciti a sorprendermi!

 

 

giugno 2021

 

nelle vicinanze

In giro per l’Appennino modenese: la cascata del Bucamante

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Emilia e Romagna

 

Visite: 305

In giro per l’Appennino modenese: la cascata del Bucamante

 

 

Una gita fuori porta, alla Cascata del Bucamante, sulle colline modenesi, unisce il piacere del trekking e dello stare in mezzo alla natura, a panorami ormai estivi di meravigliosi campi e calanchi,caratteristici della zona.

 

 

Abbiamo “spianato”, così come si dice a Bologna di una cosa nuova, i nostri nuovi caschi, e siamo partiti alla volta delle colline modenesi.

Siamo saliti per tornanti. fino ad arrivare ad alture dove si vedono panorami pazzeschi, colline ancora verdi a giugno, già colme di balle di fieno dorate, e campi di grano, ancora in attesa della maturazione.

 

 

Gli odori. in moto. si sentono chiaramente, e si sono avvicendati durante il tragitto: il profumo dei tigli, o di altri fiori odorosi, quello di fieno o di erba tagliata, talvolta anche quello di letame, in una giornata calda da fare i sughi (espressione sempre tipica della zona), dentro alle nostre giacche antivento, sbagliate per la temperatura.

Arrivare alla nostra meta è stata un impresa: abbiamo sbagliato più volte la strada, senza un navigatore da moto, e con le scarsissime o assenti indicazioni, ma in compenso abbiamo visto paesaggi entusiasmanti, in mezzo ai calanchi e al giallo delle ginestre, su e giù per i tornanti.

 

 

La Cascata del Bucamante,  si trova in un borgo chiamato Granarolo, non è segnalata lungo la strada in direzione Serramazzoni, che è quella che abbiamo fatto noi e che risale le belle colline, e neanche le mappe di google indicano il punto preciso dove, giunti al paese di Ricco‘, si deve svoltare in direzione Pazzano. E scesi a valle, l’indicazione, sulla sinistra, non è visibile, se non venendo dalla direzione opposta, ovvero da Maranello andando in direzione Pavullo (e qui la svolta è sulla destra). Giunti al borgo, un cartello indica la strada da imboccare per la cascata, accompagnato da un divieto di accesso, ma si può proseguire fino al parcheggio.

 

 

Dall’area di sosta inizia il sentiero per raggiungere la cascata: una prima parte è in salita, in certi punti piuttosto ripida, tra gli alberi, con una strada in parte di cemento, poi prosegue nel bosco.

 

 

Ci sono due diversi sentieri per la cascata, cosa che io non avevo capito leggendo le indicazioni al parcheggio:  noi abbiamo preso il secondo. che ha un bel cartello che lo indica, non so dire se sia stata la scelta la migliore, non avendo visto l’altro. La camminata nel bosco diventa in discesa, ma ciò significa che al ritorno è in salita.  Il bosco ha alberi di tante tipologie, che incantano.

 

 

Dopo circa una ventina di minuti in totale si comincia a sentire il rumore della cascata: il rio Bucamante, affluente del torrente Tiepido forma la cascata, che in questo tratto fa un salto di svariati metri

 

 

Poi l’acqua prosegue tra sassi ed alberi nella boscaglia.

 

 

Quando ho visto la cascata, mi sembrava un po’ di essere tornata a questa estate in Corsica!

 

 

E’ una veduta veramente spettacolare!

 

 

Con un pò di attenzione, camminando sui sassi, si può arrivare fin sotto la cascata.

 

 

Il percorso è stato faticoso: ci siamo accaldati prima, durante il viaggio in moto, con quelle giacche che non servivano, poi ci ha stancato il percorso per giungere fino a lì.. Ci meritavamo un pò riposo al fresco!!

 

 

Mi è venuta proprio voglia di togliermi le scarpe e mettere i piedi a bagno nell’acqua, che immaginavo fosse gelida, come era in realtà.

 

 

Abbiamo goduto del refrigerio, dell‘ombra e della temperatura fresca che c’è qui, e perfetta nonostante la giornata calda, e poi abbiamo ripreso il sentiero. Di nuovo salita e discesa, per ritornare dal nostro bolide d’epoca.

 

 

Al ritorno abbiamo fatto una strada diversa, la fondovalle provinciale verso Maranello, che costeggia il torrente Tiepido, fiancheggiando da vicino i calanchi, che ho sempre visto in lontananza: queste formazioni geomorfologiche, caratteristiche dell Appennino tosco-emiliano (e pare della Basilicata), sono montagne brulle prive di vegetazione, con scanalature prodotte dall’erosione di agenti atmosferici e dell’acqua nel tempo, su terreni ricchi di argilla. Visti da vicino fanno una certa impressione!

Abbiamo concluso la nostra gita fuori porta fermandoci in un gradevole chioschetto trovato sulla strada, poco prima del paese di Spilamberto, ordinando gnocco fritto e salsiccia alla griglia, accompagnato da pignoletto dei colli bolognesi

 

 

Quale migliore conclusione per due anime in viaggio in moto, trapiantate vicino al territorio modenese?

 

 

 

Ma qualcuno conosce altri posti cosi’, nei dintorni, da raggiungere magari in moto??

 

giugno 2021

 

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Due anime in viaggio in moto.. alle grotte di Labante (Bo)

 

 

 

In una giornata di primavera, con la voglia di andare in giro, inforchiamo la moto e ci dirigiamo verso una meta da me conosciuta fin da bambina, essendo zona della mia infanzia, ma che non avevo mai visitato: le Grotte di Labante.

L‘appassionato motociclista tira fuori la sua Bmv, ormai moto d’epoca avendo superato i trent’anni, senza dimostrarlo, tirata a lucido e si parte in direzione Casteld’Aiano, sull’Appennino bolognese.

 

 

La giornata tende al nuvoloso, ma questo non ci ferma, le previsioni non prevedono pioggia e la voglia di sentire l’aria addosso e vedere sfreggiare il panorama dalla moto è tanta.

La strada per arrivare è in mezzo al verde, tornanti, salite, discese, senza traffico, con una vegetazione rigogliosa che cambia velocemente.

 

 

Le grotte di Labante rimangono in una località che si chiama san Cristoforo, nella Valle dell’Aneva.

Come riferimento si può prendere la chiesa settecentesca di San Cristoforo: da lì si vede dalla strada il parco che le ospita, rimane più basso del livello stradale ma si può notare comunque, facendo attenzione, la bellissima formazione a sperone di roccia, da cui una piccola cascata d’acqua precipita per molti metri fino ad arrivare a terra.

Alimentata da un’antica sorgente, utilizzata ancor oggi per l’acquedotto dei comuni limitrofi,  ricca di calcare e anidride carbonica, l’acqua che in parte si incanala qui, e sgorga da una piccola fessura, per la differenza di temperatura ha dato origine nel tempo ad incrostazioni e alla formazione del travertino, che si presenta pieno di muschi: l’impatto appena si arriva è mozzafiato!

 

 

Da una parte, la sorgente da vita a un piccolo laghetto con acqua verde azzurro splendida, posto sotto a una caverna, accessibile per un pò internamente tramite una scaletta in legno.

 

 

A fianco, poco oltre, è presente un’altra grotta, chiamata Grotta dei tedeschi, chiusa da un cancello ma che si può ammirare illuminata premendo un pulsante, dove durante il periodo natalizio viene fatto un presepe, che sicuramente dev’essere molto suggestivo!

 

 

Sul retro della formazione rocciosa sono ben visibili le cavità naturali che consentono l’accesso alle grotte, contornati dai tipici bellissimi fiori di roccia.

 

 

Agevolati da alcuni bastoni che consentono di tenersi, mentre si sale sui gradini di roccia scivolosi, si può entrare all’interno

 

 

dove ci sono cunicoli, pertugi e finestre, alcune delle quali consentono una vista del territorio fuori stupefacente

 

 

mentre le pareti interne evidenziano l’azione naturale esercitata dall’acqua, che nel tempo le ha modellate creando forme strane.

 

 

Grotte come queste, cosi dette primarie, di origine carsica, sono rare, tanto che pare che siano tra le più grandi del mondo, sicuramente d’Italia, nel loro genere.

 

 

In passato sono state utilizzate come cave, fin dal V secolo a.C. , per ricavare materiale per la costruzione di edifici nelle vicine località etrusche. All’interno di alcune grotte sono state ritrovati anche reperti che fanno pensare che fossero utilizzate anche come luoghi di culto.

 

 

Per gli amanti del trekking dalle grotte partono diversi sentieri per i boschi.

Non c’è tanto altro altro da raccontare sulle Grotte di Labante, soltando andare, guardare, e lasciarsi stupire e pervadere da una bellezza inaspettata e poco conosciuta, … tra l’altro è a pochi chilometri da casa nostra!

 

 

Quindi, entusiasti, dopo avere girato e rigirato attorno a questo splendore, rimontiamo in sella alla moto, e proseguiamo per le strade di questa parte di Appennino emiliano, scendendo tra alberi secolari e boschi, risalendo e vedendo dall’alto lo spettacolo di tutta la zona: il paese di Vergato, le vallate dei dintorni, i monti tutti intorno, mentre le pareti e le alture che costeggiamo sono piene di ginestre gialle e di fiori rosa e viola, che spiccano nel verde. La natura è sempre spettacolare!

 

 

 

Come arrivare alle Grotte di Labante
Dall’autostrada uscita Sasso Marconi, si prosegue per la Porrettana in direzione Marzabotto e poi Vergato. Da qui si segue la SP68 in direzione Castel D’Aiano. Poco prima di arrivare alla frazione di San Cristoforo, a sinistra appare il dosso roccioso con la sua cascata.

https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/labante

 

maggio 2021

 

 

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Cereglio e baci

 

 

Sull’Appennino bolognese c’è un borghetto, una frazione della cittadina di Vergato, che si chiama Cereglio, dove ogni anno, il primo sabato e domenica di agosto, si tiene la festa del borgo di Suzzano.

 

 

E’ una manifestazione molto sentita dai paesani, dove molti volontari, insieme alla proloco, prestano il loro lavoro, con coinvolgimento e passione, e tutti gli abitanti partecipano, anche soltanto mettendo un po’ di fiori ai balconi.

 

 

Ci sono aree gastronomiche, dove si trovano cibi tipici montanari, crescentine, tigelle, crema fritta, pasta e fagioli, friggione e carne alla griglia, – e un tempo anche mio zio contribuiva alla preparazione, – che sono luoghi di ritrovo di amici e conoscenti, o di visitatori, in cui godere della buona gastronomia casareccia, “alla buona”, mangiando in tavoloni lunghi di legno, o in una bella aia allestita per l’occasione.
Ci sono mercatini dell’artigianato e dei prodotti montanari, musica, balli della tradizione, rievocazioni storiche, antichi mestieri, mostre, attività per i piccoli.. e vicoletti agghindati a tema.. il tutto in una cornice deliziosa, tra il verde dei monti, in una zona boscosa sul crinale.

 

Il borghetto rurale è piccolissimo ma delizioso, e conserva antichi edifici dell’epoca medievale, molte case sono in sasso, ed affacciano su stretti vicoletti o piccole piazze.

 

 

 

Un bellissimo antico lavatoio si trova all’ingresso del borgo

 

 

Cereglio è anche la località da dove proviene la famosa acqua Cereglia, qui prelevata dalla fonte omonima, imbottigliata e spedita in Italia e nel mondo.

 

E’ anche il luogo dove è nata mia mamma, dove risiedevano zii e cugini, e dove mi piace tornare per la festa del borgo, per godermi la sua splendida e genuina atmosfera.

 

 

Ogni anno il tema proposto per agghindare il vicoletto principale è diverso, ma il mio preferito è stato quello a tema “baci“.

 

 

Le pareti di questo stretto vicoletto contenevano bellissime foto e decorazioni di baci

 

 

Baci ovunque, che donavano al borghetto una cornice molto romantica!

 

 

E poi c’è un angolino che non ti aspetti, che è il mio preferito, curiosa vado a vedere come è stato addobbato perchè è sempre molto bello: questa volta contiene l’immagine del famoso bacio di Klimt!

 

 

E allora… arrivederci alla prossima festa del borgo di Suzzano a Cereglio!

 

Informazioni utili

Cereglio si trova ad un altitudine di oltre 600 mt, fa parte del comune di Vergato da cui dista circa 16 chilometri, in provincia di Bologna.

Come arrivare: proveniendo da Bologna, CEREGLIO si raggiunge dalla Strada Statale 64 “Porrettana” fino a Vergato, girando poi a destra sulla Strada Provinciale 25 e seguendo le indicazioni.

 

agosto 2019

 

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In una bella domenica di maggio, decidiamo di fare un giro verso l’Appennino tosco romagnolo, nella valle del Santerno, direzione Moraduccio.

 

 

Dall’uscita dell’autostrada di Imola, percorrendo la provinciale “Montanara“, che dalla città sale verso il passo della Futa, la nostra prima sosta è, dopo 25 chilometri, a Castel del Rio. Lungo la via, le colline in questo periodo assumono un colore verde brillante magnifico.

Castel del Rio è una borgo montano con al centro del paese un bel castello, sede anche del Museo della Guerra e della Linea Gotica, che attraversava questi territori.

Ma la cosa che ci interessava vedere era il Ponte Alidosi sul Santerno, monumento nazionale, che, con un’arcata di 42 metri a forma di schiena d’asino, è considerato capolavoro dell’ingegneria civile rinascimentale.

 

 

La sua costruzione, commissionata dalla famiglia da cui prende il nome, nel 1499, duro’ 20 anni. A lato del ponte si vede una porticina che conduce a cinque stanze interne, adibite un tempo alla riscossione del pedaggio e all’incarcerazione dei prigionieri.

https://emiliaromagnaturismo.it/it/localita/castel-del-rio

 

 

Il ponte è bellissimo da lontano, ma, attraversandolo, la sua prospettiva è spettacolare.

 

 

Proseguendo oltre Castel de Rio per poco più di 6 chilometri, arriviamo a Moraduccio. All’altezza del ristorante La Cascata, c’è un parcheggio, ma è piuttosto piccolo, per cui è facile trovare auto che sostano anche lungo la strada. Dal parcheggio si deve percorrere la via a piedi per circa 200 metri, scendendo per arrivare al fiume, ma già dalla strada si sente il rumore della cascata.

Della stupenda cascata di Moraduccio, ho parlato qui:

 

Moraduccio, natura travolgente sul fiume Santerno e la cascata delle meraviglie

 

Attraversando il ponte da cui si vede la cascata, e proseguendo il sentiero per un chilometro in salita,  è possibile raggiungere il borgo fantasma di Castiglioncello, un paese ora disabitato. Noi non ci siamo andati ma dicono meriti una visita

https://www.appenninoromagnolo.it/borghi/castiglioncello.asp

Ritornati alla nostra auto, abbiamo continuato la strada statale montanara imolese, passando per il paese di Firenzuola, che ha un centro storico molto grazioso.

Proseguendo ancora in direzione Mugello, la strada inizia a salire, e costeggia una fitta foresta di alberi verdissimi e profonde vallate, che pare di essere in alta montagna, fino ad arrivare al crinale, e al valico chiamato Passo del Gioco.

 

 

Una sorpresa inaspettata, non essendomi documentata, ad un’altitudine di 882 metri! Qui siamo già in provincia di Firenze e da questo punto il panorama dell’Alto Mugello è incantevole.

 

 

Dal Passo del Giogo abbiamo visto che partono numerosi sentieri da percorrere a piedi o in mountain bike: è sicuramente un posto che merita tempo e un giro approfondito.

Nel parcheggio del passo, abbiamo notato un cartello che pubblicizzava la cittadina di Scarperia, poco distante da lì, come uno dei borghi più belli d’Italia: abbiamo quindi deciso di farci una sosta.

 

 

A soli 30 chilometri da Firenze, il castello e le mura di Scarperia appaiono in tutta la loro bellezza, in alto, già dalla strada. 

Camminare per la strada che porta alla piazza è molto piacevole

 

 

Il borgo risale al 1300 e nella sua piazza il Palazzo dei Vicari ricorda molto lo stile della vicina Firenze

 

 

 

Il palazzo ha anche un cortile interno molto bello

 

 

Si puo’ girare tutto attorno, restando dentro alle mura

 

 

mentre uscendo appena fuori si gode di un panorama stupendo. della valle ai piedi del borgo e delle montagne attorno.

 

 

Di fronte al Palazzo dei Vicari, sulla piazza, si trova la chiesa del 1300 dei santi Jacopo e Filippo.

 

 

Grazie alla sua posizione strategica, lungo la strada del Giogo tra Bologna e Firenze, Scarperia ha visto fiorire le attività commerciali e artigiane, in particolare quelle della lavorazione del ferro e della produzione di utensili. Tuttora il borgo è uno dei luoghi più rinomati in Italia e in Europa per la produzione dei coltelli: nella cittadina infatti ci sono numerosi i negozi!

 

 

A 18 chilometri da Scarperia, passando per il lago di Bilancino, che ci ripromettiamo di visitare al più presto, c’è Barberino del Mugello. E poichè si è fatta ora di cena, vuoi non fermarti ad assaggiare una bella bistecca alla fiorentina, tipica del luogo?? Impossibile resistere, soprattutto quando, per svariati mesi, non hai messo piede in un ristorante in seguito al lockdown!!

Eccoci quindi davanti alla nostra fiorentina, accompagnata da buon vino rosso toscano, in uno dei locali presenti sulla strada del ritorno, con spazio all’aperto, il Ristorante Cosimo De Medici, che ha soddisfatto in pieno l’eccitazione del nostro palato!!

 

 

Si conclude qui il nostro giro, pieno di sorprese e di posti stupefacenti, di cui non conoscevamo neanche l’esistenza!!!

 

 

maggio 2021

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

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Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

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