Italia
GUBBIO, in Umbria: come mai non ci sono stata prima?? (e un salto a SPELLO)

L’Umbria si rivela sempre una regione bellissima, con un’atmosfera mistica e sacra, che mi sorprende e mi fa sentire bene.
Siamo andati ad Assisi per il mio evento del cuore (ne parlo qui), ed è sempre un piacevole ritorno

E’ il giorno del ritorno, e il cielo è grigio, quindi decidiamo di spostarci.
Arriviamo a Gubbio perché a Spello, dove ci siamo fermati ed entusiasmati per il paese dei fiori (racconto sotto), piove. E guardando il cielo, come spesso ci capita, scegliamo la direzione.
A Gubbio ci accogliere il sereno, il temporale è passato.
E chi si immaginava trovare una cittadina così😍 ? ?

Ne avevo sentito parlare di Gubbio per la storia di san Francesco e del lupo da lui ammansuito, e non conoscevo altro, ma già all’arrivo la vista della città che spicca in alto, col colore dell’oro dei campi in estate, mi sorprende

Parcheggiamo a fianco all’area del teatro romano, che visiteremo prima di lasciare la città

Imbocchiamo via Cavour, e la cittadina si presenta al suo ingresso silenziosa e tranquilla; bastano pochi passi perché attiri la mia attenzione un grande porticato: è la loggia dei Tiratori, sede nel 1300 di un ospedale

Si arriva passando da una ariosa piazza ai piedi della città, Piazza dei Quaranta, dove spicca la torre di quello che scopriremo poi essere il Palazzo dei Consoli, sede del Museo archeologico e della Pinacoteca, che si intravede anche salendo dai vicoletti

Le stradine sono quasi deserte, un susseguirsi di case di pietra curate, angoli suggestivi, monumenti bianchi candidi


Si possono immaginare i viandanti di un tempo percorrerli, ed è come se medioevo ci piombasse addosso, qui a Gubbio.
Mi colpisce la chiesa di San Giovanni, che ha davanti una piazza con degli ulivi posati sul cemento

E più in alto, si gira attorno a Palazzo dei Consoli, dove, continuando a salire, finalmente ci si arriva di fronte

Ci troviamo davanti Piazza Grande, e io resto senza fiato

E’ bellissima, davvero enorme, con un immenso balcone sulla vallata

Gubbio ha 2 comodi ascensori gratuiti che portano nelle parti alte del borgo, uno in Piazza Grande e uno dalla Cattedrale, il Duomo dei Santi Mariano e Giacomo, che domina la città, la vallata e le colline

La chiesa principale qui non affaccia su una piazza spaziosa, ma ha un ingresso a ridosso del Palazzo ducale

Il panorama è superbo, attorniato dal silenzio, dagli ulivi e dalla lavanda: una grande bellezza, con i colori dell’estate

Si puo ancora salire, per arrivare in alto, alla cima del monte Igino, tramite sentieri o con una vecchia funivia, ma noi proseguiamo solo un po’, giusto per vedere le antiche mura

Ci sono altri angoli deliziosi dove ammirare il panorama dall’alto, i tetti rossi, i monumenti, e sul fondo la vallata e le colline, che riempiono gli occhi di meraviglia

Ritorniamo in basso con l’ascensore e assaggiamo la famosa crescia eugubina, buonissima.
Scopriamo che qui sono state girate alcune scene della serie ” A un passo dal cielo” con Trrence Hill: alcuni locali hanno esposte delle fotografie.

Scendiamo per la via dei Consoli, tra belle botteghe di ceramica, di sculture, di oggettistica, non cinesate di souvenir, ma opere di bravi artigiani, e negozi che vendono salumi e salami. Qui i coglioni sono quelli di mulo, e non sono davvero una parte del mulo, ma salami di maiale che hanno la forma degli attributi, e per questo ne hanno preso il nome (spinta dalla curiosità ho chiesto in un negozio!!)

E’ bella Gubbio, non è bersagliata dall’overtourism, ha un’atmosfera mistica, regna un gran silenzio nei vicoli, e nelle piazze del centro si ritrovano ancora i ragazzi e i bambini giocano a pallone, e i cittadini che chiacchierano tra di loro sulle panchine

Un giro a Spello
Tra Assisi e Gubbio si trova Spello, un altro bellissimo borgo dell’Umbria.
Ci siamo fermati, il tempo di fare un breve giro per i vicoli, perchè ci ha colto un temporale, pioggia scrosciante per parecchi minuti, che ci ha costretti a ripararci all’interno di una chiesa

Questo non ci ha comunque impedito di apprezzarne la bellezza: la porta d’ingresso alla cittadina del I secolo a.C, Porta Consolare, uno dei varchi della cinta muraria romana che la circonda, ci conduce in una via che annuncia quello che troveremo





Val di Sole: montagna in TRENTINO ad inizio estate

In un caldissimo mese di giugno decidiamo di andare a cercare un po’ di refrigerio in montagna. e scegliamo il Trentino, in particolare la Val di Sole.
Nella Val di Sole si trovano belle vallate, come la Val di Pejo e la Val di Rabbi, che fanno parte del Parco Nazionale dello Stelvio, con torrenti boschi e laghi, e le vette fino a 3000 metri del gruppo Ortles-Cevedale e Adamello Brenta.
Alloggiamo in 2 posti diversi: uno lo abbiamo scelto con una Smartbox che avevamo in regalo, un bell’hotel che si trova sopra Dimaro, fortunatamente non in paese, che è carino ma non rispecchia il caratteristico luogo di montagna che mi piace, ma verso Folgarida, nel tratto di strada che comincia a salire, e diventa panoramica e coperta di boschi

L’altro è poco prima di Madonna di Campiglio, proprio a valle degli impianti di risalita alla cima Grostè.

La Val di Rabbi, il ponte sospeso e il percorso kneipp naturale
Ci spostiamo verso la vicina Val di Rabbi, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, per raggiungere il ponte sospeso, una passerella in acciaio costruita a 60 metri sopra al torrente Rabbies

La vallata è bellissima, prati verde brillante e boschi che si inerpicano sui monti, col torrente Noce che scorre lungo la via

Dopo aver lasciato l’auto a un parcheggio vicino, e aver fatto un tratto di strada nella valle, a un certo punto si intravede su, molto in alto, tra gli alberi, il ponte

Il sentiero nel bosco è bellissimo

E’ ovvio che ci si deve arrampicare un pò, ma all’arrivo ci aspetta una vista spettacolare

Da una parte un’alta cascata che si riversa nel fiume, dall’altra la vallata.. e il ponte, lungo ben 100 metri, collega i 2 punti della montagna


Attraversarlo è emozionante, e il panorama è davvero mozzafiato


Dopo l’esperienza del ponte voglio andare a provare il percorso kneipp, una piccola area di idroterapia all’aperto, creata con l’acqua del torrente: si trova poco distante, in località Valorz, vicino al paese di San Bernardo

L‘ingresso è a pagamento, ma il biglietto ha un costo esiguo: l’esperienza si svolge camminando a piedi nudi nell’acqua gelida del rio, su vari fondi, per permettere un’esperienza sensoriale, e per attivare la circolazione: ghiaia grossa, più sottile, sassi, cortecce, erba.. e l’inizio per me non è dei più felici: l’acqua è così gelata da far quasi male, e i sassi sono molto fastidiosi, per cui non è neanche possibile correre per finire il prima possibile!! Sicuramente fa molto bene alla circolazione, ma l’unico momento rilassante, per me, durante questa esperienza, è stato quando mi sono immersa nell’argilla coi piedi, e me la sono spalmata sulle gambe, per poi andare a sdraiarmi su una chaises long per farla asciugare

Pejo quota 3000
Il giorno seguente ci dirigiamo verso la Val di Pejo, a una trentina di minuti da Folgarida, per salire con cabina e cabinovia fino 3000 metri, e godere del paesaggio delle Dolomiti dall’alto, dimenticando per un pò il caldo torrido che investe le nostre zone

Gli impianti di risalita sono in località a Pejo Fonti, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio: facciamo un abbonamento giornaliero, con uno sconto grazie alla Val di sole Trentino Card che ci ha fornito il nostro hotel

Il percorso è diviso in 2: prima una cabinovia che arriva a quota 2000 metri, poi una cabina che arriva fino 3000, tra le cime dell’Ortles-Cevedale.
A 3000 metri si gode di una vista mozzafiato delle vette più alte delle Alpi Centrali e Orientali: quando il cielo è limpido c’è un bellissimo panorama su tutta la val di Pejo e sui ghiacciai circostanti dello Stelvio.

All’arrivo della funivia ci troviamo in una terrazza d’alta quota, con residui di neve sui monti: finalmente è fresco da stare in felpa, 14 gradi, che sono un piacere, in confronto ai quasi 40 delle nostre zone. Ci sono parecchie nuvole, che si muovono velocemente, e che in parte coprono il panorama

Ma è comunque bellissimo!

Un piccolissimo laghetto di montagna, una pozza, spicca con la sua acqua verde a pochi metri da noi, e il rumore continuo dell’acqua che scende dal monte, creando un percorso di cascatelle, è un dolce suono per le orecchie

C’è un bar ristorante con un bel terrazzo panoramico, e ci prendiamo un caffè: ci sarebbe una gran bella vista ma si intravede soltanto, poichè il cielo coperto la offusca

Ci fermiamo a lungo comunque, perché si sta molto bene; poi decidiamo di scendere alla tappa intermedia, a 2000 metri, in località Tarlenta, e anche qui è presente un bel punto di ristoro panoramico.
Poco più avanti si può arrivare alla seggiovia che porta a 2400 metri, in un luogo con un rifugio che si chiama Doss dei Cembri, che si trova a lato delle montagne che abbiamo visto a 3000: infatti lo avevamo notato in lontananza dalla cabina

Io che amo prendere la seggiovia, perché sento l’aria sulla pelle, gli odori del bosco, i colori degli alberi e soprattutto il silenzio, e amo non perdermi nulla, salgo da sola perché mio marito soffre di vertigini, e col senno di poi è stato meglio cosi: in alcuni punti, la discesa soprattutto, è stata parecchio impressionante per via dell’altezza!

L’arrivo a 2400 metri è magnifico: appare subito il laghetto incantevole su cui si riflettono alberi e monti

Tutto intorno ci sono alberi verde brillante, e tantissimi fiori rossi, che risaltano a cospetto delle rocce

Mi avvicino un pò al lago senza scendere troppo: è già così tanto bello visto dall’alto

Anche il rifugio è molto bello, ma il marito mi aspetta in fondo, alla partenza; quindi dopo avere assorbito tutta quella bellezza riprendo la seggiovia per scendere, ammirando ancora la meraviglia del posto.
Ci fermiamo a fare un pic nic e a rilassarci all’ombra di un albero, e, poi, visto che il cielo si è aperto e ora è sereno, decidiamo di riprendere la cabina per salire di nuovo a 3000 metri: e facciamo bene perché ci si presenta davanti un panorama pazzesco delle Dolomiti, col cielo terso!

E anche una vista magnifica della vallata sul fondo

prima..

…dopo
Il monte Vioz, dietro, con la luce del sole del pomeriggio è ancora più bello! È meraviglioso godersi il sole e il fresco con la neve, in maniche corte!!

Non vorrei smettere di guardarmi intorno, assaporare quella pace e sentirmi a un passo dal cielo, e lontano dai miei pensieri quotidiani.
Sazi di tutta la bellezza che ci ha regalato questa escursione, scendiamo i due tratti.
Sentiamo ancora addosso il benessere di queste due giornate, che abbiamo sperimentato, la montagna sa darti. E ne siamo grati!

E la dice giusta la frase che era scritta su una lavagna al rifugio Mythe a 3000 metri:

Il nostro giro è poi proseguito in un altro luogo che ci ha incantato: il Lago di Tovel
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Le mille sfumature di verde del LAGO DI TOVEL, in TRENTINO

Le ardenti temperature di fine giugno di quest’anno, e un tempo di attesa delle ferie forzato, ci spingono a cercare un po’ di refrigerio sulle montagne del Trentino. Dopo un giro in Val di Sole arriviamo al lago di Tovel
Poco distante da Trento, nella Val di Non, all’interno del Parco naturale dell’Adamello Brenta, a 1179 metri di altitudine, del lago di Tovel ne avevo letto bene, ma non credevo che avrebbe retto il confronto del poco distante, e mio amato, lago di Molveno.
E invece…è stata davvero una bella sorpresa!

La strada, seguendo le indicazioni per il lago, diventa subito molto scenografica, correndo in mezzo alle alte cime rocciose dei monti e continuando poi contornata dai boschi

Arriviamo nel momento migliore, in un giorno infrasettimanale di giugno, quando la maggior parte delle persone non è ancora in vacanza, e quindi non c’è affollamento, e proprio quando, lavori sul percorso, implicano restrittivi orari di apertura e chiusura della strada che conduce al lago, con il vantaggio pero’ di riuscire a trovare posto nel parcheggio più vicino, e gratuitamente.
L’imbocco del sentiero per arrivare al lago costeggia il fiume, che inizia a deliziare le orecchie col suo suono rilassante

La circonferenza del lago è di 3,8 km, ed è possibile fare un giro ad anello lungo tutto il suo perimetro, incontrando anche deviazioni che portano a diverse malghe

Giungendo al mattino presto, siamo subito estasiati dai riflessi dei monti e della vegetazione sull’acqua, che offrono uno spettacolo impagabile

E pensiamo che sia l’ora piu bella

I riflessi mi ricordano quelli visti ai laghi di Plitvice in Croazia

Ma anche quelli meravigliosi del lago di Carezza in Alto Adige.
In verità scopriremo, nel tardo pomeriggio, che anche a quell’ora, l’acqua verde del lago, fermissima, rispecchia montagne ed alberi creando paesaggi da cartolina, se si è dalla parte opposta del lago, quella della spiaggia bianca

Tra i diversi alberi dentro il bosco, sulle cui foglie si insinuano i raggi del sole, e i riflessi sull’acqua, si crea un contesto incantevole di mille sfumature di verde, come non ho mai visto prima

Prendendo il sentiero dalla parte destra, all’arrivo, il tracciato è largo e pianeggiante, e scorre più alto rispetto sl lago: si incontrano chalet, punti di ristoro, alcune piccole spiagge, e si vedono scorci bellissimi tra la vegetazione

Poco prima di giungere nel punto dove si trovano le spiagge più grandi, un segnale indica una cascata. Il sentiero, che si addentra nel bosco e arriva ad una pietraia, non è molto delineato, ma il rumore dell’acqua ci guida al suo cospetto: è un rivolo d’acqua, la cascata di Risla, ma il salto è imponente e scenografico, e avvicinandosi si sente il fresco che generano gli spruzzi dell’acqua mentre cade a terra fragorosamente

Prendendo il percorso dal lato sinistro, invece, il sentiero è più stretto, e scorre vicinissimo all’acqua, dove alberi con immense radici che paiono mani, li tengono ancorati forte al terreno

Alcuni abeti furbi fan crescere i rami soltanto dove possono prendere il sole, lasciando l’altro lato del tronco spoglio

Nel lago, in questa stagione, centinaia di girini neri neonati nuotano nell’acqua trasparente

Fiori viola risaltano nel verde del bosco- uno dei miei abbinamenti preferiti, -e il profumo di resina e di conifere tutto intorno, riempie i polmoni


Proseguendo, quando il sentiero sale lievemente piu in alto, su scale create nella roccia con pietre e rami, si incontra un tratto panoramico: meraviglia delle meraviglie, si arriva ad un balcone dove appare sul fondo, tra gli alberi, una spiaggia bianca, una lingua di sabbia che spicca tra il verde del lago e dei monti. Una vista davvero paradisiaca

Scopro poi che viene chiamata “i Caraibi del Trentino” e penso che non sia un’esagerazione questo appellativo!

Siamo al punto del sentiero dove dietro c’è la cascata, e questa è la via più corta per arrivare alla grande spiaggia; si raggiunge in poco più di una ventina di minuti, mentre percorrendo la strada dall’altra parte, sulla destra, occorre circa mezz’ora, passeggiando lentamente.
In questa mattinata la splendida spiaggia bianca non è per niente affollata, ci si può stendere all’ombra di alcuni alberi, o fare il bagno, in un’acqua neanche così fredda come mi aspettavo (ma attenzione che diventa profonda velocemente ed è soggetta a correnti), e stare ad ammirare un panorama di una bellezza disarmante

Tutto intorno si vedono alberi fitti, in basso, e poi solo monti, cime aguzze e rocce, che si stagliano verso il cielo: mi pare di essere in un piccolo mondo a parte, intriso di magia e bellezza, che ha un effetto disintossicante, dà sollievo dal caldo torrido dei giorni scorsi, e che trasmette un tale splendore da farmi sentire nutrita, gioiosa, in pace

Tanto che decidiamo poi di cambiare i nostri piani, -che erano di restare soltanto la mattina-, e di prolungare queste sensazioni, fermandoci a pranzo in uno dei ristori del lago, e per tutta la giornata: il più possibile, vista la funzione rigenerante di questo luogo.
E mentre il mio corpo si rinfresca con l’acqua del lago,
assorbe il calore e l’energia della terra,
disteso sui bianchi sassolini appuntiti,
e le mie orecchie sentono le voci in lontanza delle persone,
ma odono in prevalenza il canto del vento e degli uccelli,
e le montagne intorno mi proteggono da tutte le interferenze e rumori molesti, togliendo il campo ai telefonini,
i miei occhi guardano la bellezza che hanno davanti e attorno:
si nutrono di quelle mille sfumature di verde,
del lago, dei monti, degli alberi;
si riempiono di meraviglia, di stupore
e accolgono con gratitudine
i regali di questa meravigliosa natura.

giugno 2026
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Suggestiva CEFALÙ fuori stagione, perla della Sicilia occidentale

Resto senza fiato, quando arrivo a Cefalù, scorgendo la rupe imponente, ai cui piedi si raccoglie la città. Nel panorama spicca, il duomo normanno dorato, e le sue torri.
L’ora del tramonto, la più bella, per me, per arrivare in una città, e qui fa risaltare il colore verde azzurro del mare, il marrone della sabbia, e illumina le case bianche che vi si affacciano: un meraviglioso spettacolo

Visitare Cefalù fuori stagione
E’ una giornata di fine inverno, il mare è agitato, con onde lunghe e rumorose, che fanno quasi sparire completamente la spiaggia a ridosso della cittadina di Cefalù, arrivando fino alle case

Ci aspetta un alloggio proprio in una di queste abitazioni a picco sulla spiaggia, un posto che me ne ricorderà altri, dove il mare pareva entrasse nella stanza, e il cui suono mi aveva cullato tutta notte

Mi piace visitare posti generalmente molto affollati fuori stagione, così come è stato per la costiera Amalfitana a fine febbraio, le Cinque terre a capodanno, o il lago d’Iseo, Civita di Bagnoregio in inverno, il lago di Bled in autunno: si riesce a godere dell’essenza del luogo, ad apprezzare con calma ogni angolo, ad assaporarlo, con la sua anomala e piacevole solitidine.
Qui a Cefalù, in diverse occasioni vedo gli abitanti impegnati a ristrutturare, lavorare, sistemare, per la stagione calda che arriverà, e alcune attività sono anche chiuse. La spiaggia è deserta, o quasi, qualche barca è tirata a riva, e al posto della distesa di ombrelloni e gente, che ho visto in alcune foto, c’è una pace e un fascino incredibile. Il mare è impetuoso in questi giorni, l’acqua si schianta sulle rocce attorno al Porto Vecchio, ma mi trasmette una tale vitalità e forza che sono grata per questo

Panorama suggestivo all’arrivo a Cefalù
Cefalù non è come me la aspettavo: è più grande di come immaginavo; è contornata da una grande rupe che mi riporta coi ricordi al Monte Monaco di San Vito lo Capo, che ho adorato; e anche allo sperone roccioso del Montirone di Matera, sotto cui sorge la chiesa dell’Idris.

Qui, invece, sotto la rupe svetta il duomo, e di sera la suggestione, con la croce sulla roccia illuminata, è molto simile

Arriviamo dal lungomare Giardina, dove da ottobre a marzo è consentito parcheggiare nelle righe blu gratuitamente. La passeggiata per arrivare in centro è piacevole, soprattutto si gode di un panorama molto suggestivo del borgo, prima nella sua interezza, dalla rupe, la rocca, sotto il duomo, fino al vecchio molo

Poi, man mano che ci si avvicina, il Duomo resta nascosto tra le case, e in primo piano ci sono le antiche case dei pescatori, affacciate alla piccola spiaggia

Il centro storico di Cefalù
La strada del lungomare finisce in una importante e caratteristica strada di ciottoli del centro, via Bagni Cicerone, che diventa poi via Vittorio Emanuele: qui si trova l’antico lavatoio medievale, in un contesto davvero suggestivo

Poco più avanti sorprende all’improvviso Porta Pescara, un arco gotico, da cui si scorge il mare

La curiosità mi spinge subito a varcarlo ed arrivare sulla spiaggetta del paese, che termina col molo del vecchio porto

Due arcate affiancate mostrano le onde del mare che si infragono sulla costa rocciosa, in Largo degli eroi del mare: la visione è come di un quadro dipinto sia al tramonto

che con la luce del giorno e i colori del mare

Dal molo si ha la vista più suggestiva delle antiche case dei pescatori, che affacciano a picco sul mare

Imboccando la via che affianca il mare e si inoltra nel paese, piena di locali che posso immaginarla d’estate brulicare di gente, si incontra, in quella che pare una via traversa, una piccola piazzetta che guarda il mare, Piazza Francesco Crispi

Sul fondo si trova la chiesa dell’Itria, che ha una scala a fianco, che conduce su uno spiazzo, da cui si ha la vista sulla costa fino al faro di Cefalù sulla destra

E di notte è uno spettacolo divino.
Mentre nelle giornate terse, oltre alla bellezza dei colori del mare e delle rocce scure, si possono scorgere all’orizzonte le isole Eolie.
La passeggiata su questo lato, prosegue sulla via della Giudecca, l’antico quartiere ebraico, sorprende per gli scorci panoramici
Si incontra anche un iconico punto che porta ad un passaggio pedonale aperto nelle mura megalitiche che fortificavano la città: infatti una sorgente di acqua dolce sgorga a livello del mare ed era raggiungibile attraverso una scala sulla scogliera e consentiva agli abitanti di approvvigionarsi

Il panorama sugli scogli è mozzafiato, La Postierla, così si chiama questo punto, è davvero imperdibile a Cefalu’, e noi lo abbiamo trovato per caso passeggiando

Da qui si può passeggiare anche fino al faro, uscendo dalla zona pedonale

Addentrandosi invece per le vie del centro, vivaci, piene di chiese e palazzi storici, e coi numerosi negozi di ceramiche siciliane, è difficile non arrivare in corso Ruggero davanti alla piazza del Duomo

La cattedrale, patrimonio Unesco in stile Arabo Normanno, sorprende da vicino come da lontano per la sua imponenza e il suo colore dorato, di giorno come di notte

All’esterno a partire dalla sua scalinata, come all’interno, per la sua immensità e per il mosaico del Cristo Pantocratore

Il Duomo si può visitare anche seguendo diversi percorsi programmati, tra cui la salita sulle torri per un panorama di Cefalù dall’alto.
La piazza su cui si affaccia è elegante

Anche il moderno palazzo del municipio di fronte alla cattedrale è straordinariamente in armonia nella sua essenzialità.
Sulle viuzze del centro, che inerpicano in salita, tra cui è bello perdersi e farsi attrarre da particolari, spiccano balconi, molti dei quali con panni stesi, belle chiese, o scalinate addobbate con i caratteristici vasi delle ceramiche siciliane

E tanti gatti, quanti, abbiamo visto per il paese!

Io adoro vedere cosa si trova oltre a una visione che ha catturato la mia curiosità; quindi quando scorgo l‘aspra rupe da una stradina, nella sua parte più cava, molto originale, mi faccio trascinare per una salita

E qui, oltre a vedeela meraviglia della roccia, i suoi colori, la vegetazione, mi si apre a un certo punto un panorama stupendo della città dall’alto, e fino al mare


Poi la via mi riconduce, scendendo, dietro alla cattedrale. Vicolo della grotta, mi pare si chiami, cerco di lasciare riferimenti precisi perchè io non ne ho trovati molti e certi punti meritano davvero di essere visti

Esiste anche la possibilità di salire fino alla cima del promontorio, chiamato dai cefaludesi “u’castieddu”,a 268 metri di altezza, per vedere il Tempio di Diana e i resti del castello medievale, oltre che un panorama a 360° che dicono essere stupendo.. ma vogliamo risparmiarci una quaratina di minuti a piedi in salita, ci accontentiamo di tutta la bellezza, non da meno, che vediamo

Cefalù e il mare in una stanza.. di nuovo
Alloggiare a Cefalù, in una delle case con vista, che affaccia sul mare, nella città vecchia, è uno spettacolo nello spettacolo

Esperienza che ho già vissuto a Gerolimenas, nel Peloponneso, o, più vicino, a Porto Recanati, un capodanno, dove la sensazione è stata proprio di dormire NEL mare, all’hotel Non Dista, o come in una barca, nelle floating house sperimentate a Rimini e Giulianova

Ce ne sono parecchi di alloggi sulla spiaggia del vecchio molo. Il nostro, Balcone sulla spiaggia, mi aveva colpito subito dalle foto per l’arco con balconcino sul mare: in effetti, seppur la stanza fosse semplice, e anche piuttosto spartana, la vista e la sensazione stando su quel balcone era…. impagabile!

Le onde del mare agitato arrivavano a colpire il fondo della casa, e la cosa che mi è apparsa singolare è che dall’ingresso, alcuni gradini scendevano per entrare, e parevano portare ad un seminterrato, mentre invece ci trovavano a diversi metri in alto dal suolo!

Il panorama è mozzafiato, allo spuntar del giorno, come al tramonto

Ma soprattutto il suono del mare è costante; ti culla, ti accarezza, ti cura; e aprendo la vetrata faticavano a sentirci tra di noi, con le onde del mare!

Il cibo siciliano
Per finire non posso tralasciare qualcosa di aspettato, invece, motivo per cui varrebbe la pena venire in Sicilia anche solo per una giornata: il cibo. Anche qui cannoli, pasta alla norma, o comunque pasticciata al forno, le arancine, panelle e cazzilli, caponata, di melanzane, pesce cucinato con fantasia e anche molta carne .. e la pasta tradizionale, la pasta a taianu, di orgine araba, servita in tegame di coccio.

Cefalù merita il viaggio in Sicilia, anche per visitare solo la cittadina, arrivando da Palermo, da cui dista solo un’ora (ovviamente con più disponibilità di tempo si può abbinare alla visita a Palermo e Monreale, non è lontana da Trapani e dalla meravigliosa San Vito Lo Capo, e non è neanche particolarmente lontana da Catania e dalla zona orientale, -circa 2 ore mezza- . La Sicilia comunque resta sempre una garanzia: è un tuffo nella bellezza, nella storia, nel buon cibo, nel calore, ed è sempre una gran buona idea!

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CIVITA DI BAGNOREGIO, la città con un’anima fragile viva e vibrante

Civita di Bagnoregio, nella regione della Tuscia, in provincia di Viterbo, è conosciuta come “la città che muore”, poiché sorge su una rupe di tufo in un terreno argilloso, che nel tempo si sta lentamente sgretolando.
Ma, come nelle cose della vita, è proprio questa sua fragilità, e idea di fugacità,-oltre alla sua posizione su uno sperone che domina una stupenda valle di calanchi,- che la rende attraente: è tipica di ciò che sentiamo caduco e che, per questo, viviamo con intensità, e che ci ancora al presente.

Svegliarsi dentro il borgo di Civita
Mi alzo di soppiatto per non svegliare il marito, nel giorno del suo compleanno, lasciando un biglietto di auguri sul tavolo: il mio regalo per lui è il soggiorno in questa strepitosa dimora, “L’incanto di Civita”, che. davvero, lascia incantati!!

Esco sul terrazzo, che ha una vista meravigliosa sui calanchi; i raggi del sole, appena sorto, si intrufolano tra le nuvole, illuminando fasci di nebbia bassa qua e là, e rendono il paesaggio ovattato, e l’atmosfera pressochè surreale

Quasi nascosta in un angolo del terrazzo, una buia scala in pietra pare condurre in un posto segreto, preceduta da quello che sembra un piccolo altare sulla parete

I gradini portano ad una minuscola grotta, e proseguono verso una suggestiva finestra naturale, che guarda sulla vallata e sui calanchi: un tavolo e 2 sedie rosse sono un richiamo ad accomodarsi, per ammirare l’immensa bellezza

Il sole nel frattempo si alza, e le nubi si spostano: sembra di vivere momenti senza tempo. Che invece inesorabilmente passa, seppur contrastando il desiderio di fermarlo, e di prendere, assorbire, tutto il nutrimento per l’anima e per i sensi, che offre questa visione

Al doveroso ritorno dall’angolo segreto, riesco a vedere e sentire particolari che prima non avevo notato: la rugiada sulle foglioline di edera attaccate al cemento, le bacche scure dei rovi arrampicati sui bordi delle rocce, il canto degli uccelli, che pure loro probabilmente si stanno risvegliando… E piano piano odo anche altri suoni lontani: le campane di qualche paese nei dintorni, i campanacci di qualche animale probabilmente al pascolo, il verso strano di qualche altro uccello

Rientro in camera, osservando ancora una volta i particolari curati di questo bellissimo alloggio, rammaricandomi di non poter fermarmi di più

Sveglio il marito, che ancora sta dormendo: una panchina ci attende, di fronte alla vetrata della stanza, dove ci possiamo sedere, per gustare tè e caffè con quella vista, per iniziare la giornata

Adoro svegliarmi altrove, quando l’altrove che scelgo sono posti così ricchi di fascino e poesia.. in particolare ho preso l’abitudine, e il gusto di farlo, per il giorno del compleanno di mio marito (in sequenza negli anni scorsi siamo stati a Venezia,dormendo in una residenza che fu della famiglia di Marco Polo, a Borghetto sul Mincio, alloggiando in un ex mulino, al lago di Misurina, con una nevica pazzesca facendo un giro in motoslitta, in Costiera Amalfitana dormendo in una stanza con vista sul golfo.. e oggi qui, a Civita): mi sembra di buon auspicio iniziare così un nuovo anno: in bellezza!!!.. e alla fine è un regalo anche per me!!
La visita a Civita
Ho scelto Civita, quest’anno, perché siamo di passaggio, di ritorno da un viaggio di lavoro a Roma, in una giornata infrasettimanale di un periodo di bassa stagione, a fine febbraio.
In realtà l’avevo già considerata come opzione per lo scorso Capodanno, quando ho optato poi per il lago d’Iseo.
Questa volta lo stimolo a fermarmi è stato anche il fatto che ho appena terminato di vedere un k-drama, una serie coreana, dove alcune scene sono state ambientate proprio a Civita

Cosi, arriviamo nella Tuscia, tra gli alberi di ulivo e le mimose in fiore, che vediamo lungo la strada.
Giungendo con la luce del primo pomeriggio da Bagnoregio, giungendo sul Belvedere Civita sembra sospesa tra terra e cielo, regina incontrastata dorata, che risalta accanto al colore chiaro dei calanchi dalle forme spigolose, che irresistibilmente attraggono l’occhio, tra il verde delle colline circostanti, e il cielo azzurro,- o grigio che sia

Il ponte pedonale di cemento, lungo 300 metri, costruito nel 1965, è l‘unica via di accesso nel borgo antico di oltre 2000 anni, e lo collega al resto del mondo: la strada e il ponte precedente, essendo il terreno argilloso e soggetto a fenomeni sismici, sono crollati nel tempo

L’ultima parte della salita è molto ripida, ma varcato l’ingresso, dalla porta Santa Maria, sembra proprio di rinchiuderlo fuori, il mondo, e di entrare in uno spazio al di là dal tempo e dalle consuetudini.
Ci addentriamo nel borgo per i suoi vicoli e sul suo perimetro, da dove appare lo spettacolo dei calanchi

I turisti, sono pochi, per la maggior parte asiatici, che con l’aria stupita e i volti sorridenti e simpatici, fotografano tutto, (come la sottoscritta eh!!!)

E potrei scommettere che anche loro sono giunti qui dopo aver visto la serie “Can this love be translated? “, dove la protagonista, Cha Moo Hee, cammina nell’ultimo ripido tratto del ponte di ingresso alla cittadina, lamentandosi delle scomode scarpe col tacco!

Il riverbero del tramonto acuisce i toni del giallo e illumina lo sperone di tufo su cui è costruita Civita.
Poi, quando giunge la sera, in questo periodo dell’anno, fine febbraio, la città si svuota, e non resta aperto neanche un locale.
Ma che ci importa a noi!!! Abbiamo un nido romantico che è il posto più bello dove godersi le luci dell’imbrunire!!!



Possiamo cenare a lume di candela, tra archi, travi ai soffitti, e muri spessi di tufo

Contornati da vivaci ceramiche, e oggetti della tradizione, e una splendida cucina

C’è anche un focolare in camera, che chissà, un giorno, in passato, forse scaldava la casa

E’ un posto da sogno davvero..ma non stiamo sognando, stiamo vivendo un incanto che, seguendo il nostro cuore, abbiamo trovato, e neanche così distante da casa!
Cose da fare a Civita
– intrufolarsi nelle viuzze, e in ogni angolo, attraversare la piazza cittadina, su cui affaccia il duomo di San Donato, ammirare le case fatte di blocchi di tufo, le scalette e gli archi, gli scorci che si aprono sulla vallata, e cercare il punto migliore per godere della vista sui calanchi

– fermarsi a coccolare i tanti gatti che scorazzano tra le case o sui muretti, incuranti dell’altezza, che vengono incontro, o che si presentano col muso davanti alla vetrata di casa…


– ammirare gli asini di ceramica, o di stoffa esposti nei negozi, in memoria di quelli che in passato caricavano merci e persone per salire nel borgo

fermarsi ad odorare l’Acqua di Civita, e magari a mangiare in una grotta ipogea, assaggiando le specialità del territorio, oppure all’aperto su una piazzetta, o in un angolo nascosto…

– guardare le fotografie della Civita del passato, esposte un pò ovunque, lasciarsi incuriosire dalla storia del borgo e magari visitare il museo delle frane

– entrare in uno spazio dove il tempo si ferma, ed abbandonarsi alle emozioni; ascoltare il silenzio della notte, e accogliere un nuovo giorno con la gratitudine e la consapevolezza di essere in luogo di pace e silenzio, per assaporare la vita

Civita è un borgo antico e romantico a cui augurare lunga vita, affinchè si possa beneficiare ancora del suo fascino; ha un anima viva e vibrante che rimane indelebile nei ricordi di chi l’ha scorta da lontano stagliarsi nella vallata, ha percorso il ponte, varcato la soglia della sua porta, e ha potuto entusiasmarsi e godere di tutta la sua, si spera, non fugace bellezza

Tips: L’auto va lasciata al parcheggio prima del Belvedere e da qui si raggiunge in una decina di minuti il ponte di accesso: soggiornando nel borgo si hanno agevolazioni sul prezzo del parcheggio e non si paga il biglietto d’ingresso, che attualmente ammonta a 5 euro a persona.
(sottolineo inoltre di nuovo che la situazione vissuta si riferisce ad un periodo in cui l’afflusso di turisti è ridotto al minimo: non so se la stessa magia possa essere vissuta nei periodi di alta stagione, e consiglio comunque il soggiorno all’interno del borgo per godere dei momenti in cui la maggior parte dei turisti se ne sono andati)
febbraio 2026
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Cartoline dal LAGO D’ISEO

Al lago d’Iseo, per capodanno.
Le punte innevate dei monti all’estremità del lago e i primi raggi di sole che sbucano tra le nuvole sull’acqua, la prima mattina di un nuovo anno


Iniziare in bellezza.
I ricordi dei fuochi d’artificio sulle sponde di fronte del lago, botti e riflessi, sotto gli alberi illuminati dalle lucine di Natale, di fronte alle proiezioni colorate sulle case

Un brindisi al freddo, ma con amore, semplicità e senza tante pretese.
Terminare in bellezza
Gratitudine 💝

Il sentiero che da Riva di Solto costeggia il lago, tra gallerie e lastroni di roccia a strapiombo fino alla baia del Bogn, è selvaggio e suggestivo; di fronte, le pareti aguzze, illuminate dal sole ormai al tramonto. del monte Corna Trentapassi

La strada, sulla sponda bergamasca, che porta all’Alto lago di Iseo, corre stretta attaccata alla montagna, e a filo dell’acqua: si deve rallentare all’incrocio di vetture nel senso opposto, ma è spettacolare

Case dai colori vivaci sulla via principale di Lovere, splendide e ricche decorazioni Natalizie: meraviglia il lungo lago e le sue passerelle, le torri e i vicoletti interni al borgo

Il giro del lago, sulla sponda bresciana, percorrendo la litoranea, tra tunnel e magnifiche viste, passa per paesini pittoreschi, come Pisogne e Marone

Piu’ avanti si giunge ai punti di imbarco di Sale Marasino e Sulzano, per Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Italia

E poi, sul fondo, fino all’elegante Iseo, con lo splendido lungolago, le grandi piazze e i vicoli del borgo medievale, suggestivi, e splendidamente decorati a festa

Bellezza 💖
Cartoline dal lago di Iseo

iseo

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marone

lovere

baia del bogn

riva di solto

lovere

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monte isola

monte isola

31 dicembre 2025-1 gennaio 2026
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LIGURIA: MANAROLA, RIOMAGGIORE E VERNAZZA, 3 delle CINQUE TERRE fuori stagione
SAURIS in FRIULI VENEZIA GIULIA: una montagna di fiori, legno, pace, e un lago verde cobalto

Sauris, in Friuli, nelle Alpi Carniche, scelta al buio e per caso, senza conoscere nulla della zona, per trascorrere il ferragosto in montagna, dove si ha l’impressione di meno folla perché la gente si disperde di più.
È qualche anno che facciamo questa scelta: il primo siamo stati in Val d’Aosta, quello successivo in Valgardena, lo scorso a Carezza in Alto Adice, e quest’anno a Sauris appunto, sconosciuto ai più a cui avevo chiesto, ma con recensioni entusiaste scritte da chi ci era stato. E dove, oltre ai monti, valore aggiunto per me, c’è un lago

Un posto, Sauris, non così facile da raggiungere e che per questa difficoltà in passato ha dovuto sviluppare un’economia di autosufficienza, e valorizzare le possibilità che offriva il territorio; ha mantenuto viva la lingua arcaica degli abitanti che si insediarono attorno al 1200, provenienti da Tirolo e Carinzia, e un dialetto germanico, chiamato saurano, che oggi insegnano anche a scuola.
Ha saputo mantenere inoltre l‘architettura tradizionale, fatta di edifici di pietra e legno chiamati stavoli, senza inquinare minimamente il paesaggio con altri stili

A Sauris non c’è un distributore di benzina vicino: il primo è a più di mezz’ora di strada, e d’inverno, quando c’e la possibilità di sciare in tranquillità, fare ciaspolate nelle neve, o sci di fondo e giri in motoslitta, arrivarci può non esser così facile.
Dove si trova Sauris e la strada per arrivare
Sauris si trova in Val Lumei, nella provincia di Udine, una zona montana delle Alpi Carniche, al confine delle Dolomiti del Cadore.

Per arrivare ci sono 2 alternative: una è prendere la direzione Cadore, svoltando prima di Auronzo, dove poi si devono percorrere, raggiunto il passo Pura, ben 8 tornanti: 8, numerati, in folle discesa, con paesaggi strepitosi, tra cui un tratto dove sul fondo, lontano lontano, si scorge il lago. L’altra è la direzione Udine-Tolmezzo, dove alcune gallerie si insinuano in mezzo a montagne che formano strette gole, con l’interno in pietra grezza che pare ci si addentri nelle viscere della terra, e con fondo stradale fatto di sanpietrini, che acuiscono il suono del motore al passaggio.. strada un pò inquietante ma molto affascinante!

Sauris: 2 borghi e un lago
Il borgo non è uno, ma due: Sauris di sopra e Sauris di sotto.
Divisi da alcuni tornanti, ma raggiungibili per sentieri che tagliano anche a piedi, i 2 borghi di Sauris di sopra e Sauris di sotto hanno ognuno la loro chiesetta, Sant’Osvaldo, sopra, San Lorenzo, sotto, le loro produzioni caratteristiche, quella del birrificio Zahre, sopra, -Zahre come il nome del borgo in lingua originale-, e il prosciuttificio Wolf, sotto, che produce un particolare prosciutto col sapore di affumicato diverso però dallo speck.
I borghi hanno mantenuto la loro autenticità, non ci sono eccessi o forzature, le persone sono cordiali, i prezzi accessibili, e tutto è valorizzato


L’amore per le tradizioni è palpabile, e viene voglia di approfondire la conoscenza: ad esempio visitando il centro etnografico che parla della storia e della geografia del luogo, a Sauris di sopra, oppure cercando materiale e informazioni, anche sui sentieri da percorrere, presso l’ufficio informazioni di Sauris di sotto.
Sauris ha indubbiamente un paesaggio diverso da quelli di montagna del Trentino dell’Alto Adige o del Veneto. Ha una energia, una personalità a sé, fuori dal comune, e trasmette un grande senso di pace.
Il borgo di sopra è ad un altezza che supera i 1400 metri


Ha una chiesetta spostata dal centro del paese, quasi a picco sul monte

Non si ha la sensazione di essere in alta montagna, e i paesaggi sono più dolci, nonostante si trovino pochi prati in piano, a parte quello enorme di fronte al paese

Il borgo di sotto ha più la struttura del paese, con abitazioni e vicoletti che si snodano per il suo centro, curatissimo e pieno di fiori

Proprio in centro, in alto rispetto al paese, si trova la chiesa

Ci sono vari sentieri che partono dai 2 borghi, e permettono di fare delle belle passeggiate, in mezzo al bosco o su sentieri ghiaiosi

Consentono di salire e di vedere dall’alto bellissimi paesaggi

Qua e là compaiono isolati gli stavoli, che in mezzo a prati verdi, ricordano l’immaginario dei paesaggi di montagna, e generano un senso di quiete

Gli edifici dei 2 paesi sono quasi tutti antichi stavoli originali, ovvero case in legno e pietra, che avevano sotto la stalla per il bestiame, sopra il fieno, lasciato ad asciugare nei terrazzi recintati, e al piano sopra ancora l’abitazione

Molti sono stati sapientemente restaurati con grande cura, altri sono rimasti tali e quali a un tempo, come fossero monumenti storici da ammirare

Anche il resto dell’architettura riprende gli edifici in legno e pietra: insomma a Sauris niente stona.
Ogni casa sotto alle finestre o accanto, ha la sua riserva di legna, tronchi piccoli ordinati e tagliati tutti uguali, che coi fiori sui balconi, e le molteplici e fantasiose sculture in legno contribuiscono a dare un grande senso estetico armonioso

Il lago di Sauris
Percorrendo alcuni tornanti, sul fondo, dopo Sauris di sotto, in località La Maina si trova il lago: è un lago artificiale, delimitato da una diga, progettata dallo stesso ingegnere di quella del Vajont, Carlo Semenza

Il lago non è molto fruibile, si può girare in parte a piedi e in parte inoltrandosi nel bosco; solo in pochi punti si può scendere sulla sponda. Passeggiando per il bosco che lo circonda si possono vedere alcuni tratti che formano cascatelle e orridi

Il suo colore, arrivando dalla strada, tra gli alberi, e quando si riesce ad intravedere è verde o blu cobalto, o smeraldo, quei colori che ti fanno dire: ohhhh😍.
Noi siamo riusciti ad arrivare in un tratto lambito da un pò di prato, e a sdraiarci e rilassarci ammirando la bellezza del contesto, e da lontano coloro che, con la zipline, sicuramente godevano di un paesaggio privilegiato del lago dal cielo🤩

Avrei voluto farci un giro, su quel lago così tranquillo anche nella settimana di ferragosto, magari col pedalò, ma il tempo è stato poco: seppur piccolo questo borgo, merita di restarci più delle nostre 3 giornate, perché qui si può rallentare, stare ore a guardare il panorama, lasciare liberi i pensieri, camminare, fermarsi in un rifugio a bere uno sciroppo di menta fatto in casa o un liquore, assaggiare ognuna delle specialità culinarie offerte, che non sono tante e diverse, -il frico, i gnocchi di pane, le tagliatelle ai funghi, il gulash, le costine, lo stinco, o il tagliere di salumi e formaggi – ma tutte saporite e appetitose.

Il nostro alloggio a Sauris, l’Albergo Neider
La scelta dell’alloggio a Sauris, prenotato con grande anticipo su Booking, è caduta sul Neider hotel, che aveva eccellenti recensioni e un ottimo rapporto qualità prezzo per il periodo.
L’hotel si trova a Sauris di sopra in un bellissimo contesto


E’ stato ristrutturato di recente nelle parti comuni, molto belle, tutte in legno e ha anche un ottimo ristorante specializzato in carne argentina, vista la provenienza del gestore. La colazione è ottima, con prodotti del territorio.
Le stanze non sono ristrutturate, ma sono anch’esse tutte in legno, comode

Ed io ho adorato soprattutto la vista dalle mie 3 finestre!!
Le Cose che ho amato di Sauris
-la vista dalla stanza del mio albergo

-i tanti balconi con i fiori colorati

-il fascino degli stavoli in legno

-il grande prato e la cima del monte Bivera che domina Sauris di sopra (e noi con le consuete sdraiette a goderci il luogo) e gli altri prati verdi

-i cavalli liberi nel prato

-i colori del paese quando il sole lo raggiunge la mattina presto

-la passeggiata in mezzo al bosco per arrivare al monte Ruke e quella verso rifugio Eimblatribn

-le sfumature verdi e blu del lago

-i sentieri nel bosco e i panorami sublimi

-i tanti tornanti, impauriscono a percorrerli ma offrono panorami spettacolari

-le gallerie scavate nelle montagne lasciate rustiche

-il cibo,il prosciutto di Sauris a colazione, i frutti di bosco e il loro sugo sul gelato e sui dolci, mangiare o bere con splendide viste

-gli alberi fitti sulle montagne

-le passeggiate che permettono di vedere i paesi da lontano

-le chiesette che dominano i 2 paesi


-girare per le stradine dei 2 borghi e vedere gli angoli deliziosi che appaiono davanti

-il legname accatastato ed ordinato contro le pareti delle case

-trascorrere lì il ferragosto!!

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LIGURIA: MANAROLA, RIOMAGGIORE E VERNAZZA, 3 delle CINQUE TERRE fuori stagione

Da qualche anno decidiamo di partire il 31 dicembre e trascorrere l’ultimo giorno dell’anno e il Capodanno fuori casa, in qualche posto non distante da Bologna: nel 2021 siamo stati a Riva del Garda, nel 2022 a Malcesine, sempre sul Lago di Garda, nel 2023 a Porto Recanati .. ed è stato sempre molto bello!!
Nel 2024, abbiamo deciso per un borgo delle 5 Terre, in Liguria, da cui poi se ne potesse visitare qualcuna delle altre, evitando la calca di una visita nei periodi primaverili o estivi, dove questi luoghi sono invasi da troppi turisti.
Le 5 terre io le avevo visitate molti molti anni fa; più di recente, con la famiglia avevamo visitato in zona il bellissimo Golfo dei Poeti, Portovenere, cittadina del mio cuore, la cosiddetta sesta terra, ovvero Tellaro, e La Spezia.
Manarola
Stavolta abbiamo scelto Manarola, ma avremmo potuto tirare a sorte perchè io non ricordavo praticamente nulla, motivati dalla curiosità di vedere l’originale presepe luminoso, creato da Mario Andreoli, nel 1976, che da allora viene acceso nel periodo delle feste natalizie, sulla collina del borgo

Abbiamo cosi brindato al 2025 ammirando i fuochi d’artificio e il presepe illuminato di Manarola dal terrazzino del nostro affittacamere

La camera da noi scelta dell’affittacamera 5 terre Pelagos, era costruita dentro una grotta scavata nella montagna: dietro al letto aveva una caratteristica parete a vetri, da dove si vedeva la roccia

Un terrazzino comune, ci ha consentito consumare la nostra prima colazione dell’anno come piace a me, guardando il mare

Manarola è davvero bella, piccolina e contenuta; il suono fragoroso del fiume che scorre, talvolta evidente talvolta sotterraneo, si sente scendendo dalla strada principale, via Discovolo
Le case colorate, una a fianco all’altra, arroccate alla montagna, fino al mare, offrono uno spettacolare colpo d’occhio

Il paese di Manarola non termina proprio nel mare come Riomaggiore o Vernazza, ma su una specie di terrazza, sotto cui scorre il torrente che, con una cascata, si getta in un tratto di mare delimitato da grandi scogli
All’ingresso del paese, si trova la piazza con la chiesa su un’altra terrazza, da cui si possono osservare tramonti sul mare davvero fantastici

Salendo poi nel paese, da via Belvedere o dalla collina opposta, ci sono punti panoramici mozzafiato.
Riomaggiore
Riomaggiore è la prima delle 5 terre che si incontra, a un quarto d’ora d’auto da La Spezia, o a 8 minuti di treno.
Noi ci siamo arrivati tramite il sentiero della via Beccara, che parte da Manarola appunto, poiché la famosa strada dell’Amore, che collega i 2 paesi correndo sulla costa, era chiusa: abbiamo visto solo il primo tratto illuminato di notte, e l’abbiamo intravista dall’alto.
Dai ripidissimi gradini del sentiero, si scorge il paese di Manarola diventare sempre più piccolo, con lo sfondo del mare, e di Corniglia e Monterosso all’orrizzonte, altre 2 delle 5 terre, oltre a tutto il presepe sulla collina: un trekking davvero bello anche se faticoso e un panorama mozzafiato

Giunti alla cima della collina, si comincia a scendere verso Riomaggiore

Qui, a differenza di Manarola, la strada principale, via Colombo, finisce dentro al mare, formando una V; non c’è spiaggia come invece a Vernazza, e le barche a riposo, d’inverno, occupano gran parte della via, che si allarga, creando un contesto davvero pittoresco

E’ un imbuto su cui affacciano case colorate ai 2 lati, e scalini, speroni di roccia, punti panoramici da esplorare, perdendosi in ogni dove.
Salendo sulla sinistra, guardando il mare, parte un sentiero meraviglioso, che ridiscende accanto alla roccia e costeggia il mare: uno dei punti che più mi è piaciuto, che termina alla piccola e deliziosa spiaggia di sassi di Riomaggiore che, con le luci del tramonto è una favola

L’ultima cena dell’anno l’abbiamo fatta qui, a Riomaggiore, in uno dei pochi ristoranti aperti, che avevamo precedentemente prenotato, da Dulin, gustosi piatti della cucina ligure, a base di pesto e pesce, spendendo meno che in tanti posti meno turistici. Siamo ritornati a Manarola col treno, con un viaggio di soli 3 minuti.
Vernazza
Vernazza l’abbiamo raggiunta in 7 minuti di treno da Manarola, il primo giorno dell’anno: la ferrovia che attraversa le 5 terre scorre sul mare ed è incantevole

Vernazza, eccezionalmente, non ha la ferrovia sul mare ma dentro al paese.
La strada principale, via Roma è più larga delle altre e finisce su una piccola spiaggia dove affaccia una piazzetta da un lato, piazza Marconi, con la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, e dall’altro le case colorate e le rocce a picco sul mare. Quello che mi è piaciuto qui sono i numerosi vicoletti, caratteristici dei borghi medievali, con le scale strette, che salgono tra le case, e che conducono a viste sorprendenti

È qui che abbiamo fatto il primo pranzo dell’anno, con 2 buonissime focacce genovesi, seduti sugli scogli in riva al mare, col sole che ci scaldava pelle e cuore.
Il tempo è stato variabile nei 2 giorbi che siamo rimasti, ma ci ha regalato anche momenti di sole, che hanno messo in risalto la bellezza di questi posti. E io… non potevo pretendere altro di più per salutare l’anno vecchio ed iniziare quello nuovo!

gennario 2025
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TRAPANI ERICE e MARSALA: chi dice che per vedere i mulini a vento occorre andare in Olanda??

Nelle vicinanze di Trapani, dove eravamo già stati in precedenza, ci sono cose molto interessanti da vedere: noi abbiamo scelto di visitare, avendo ancora una giornata di tempo, il borgo medievale di Erice, a 8 km, e a 750 metri sul livello del mare, e le saline di Marsala, (tra l’altro vicinissime all’aeroporto).
Prima del ritorno, dopo aver trascorso 4 notte a Favignana, ci restava infatti una notte da spendere in Sicilia, con un Boscolo gift che avevamo ricevuto in regalo.
Abbiamo quindi affittato un auto al porto, da Sicily by car, con riconsegna in aeroporto.
Avevo trovato una struttura tra Trapani ed Erice, per il soggiorno di 1 notte, I mulini resort, che si è rivelato essere un posto meraviglioso: una ex casa salinara riconvertita in resort

Nella casa ci sono 2 mulini, di cui uno sulla spiaggia, con davanti una splendida piscina

Con le fioriture della primavera il contesto era davvero meraviglioso

Cenare e fare colazione davanti al mare e al mulino è stato incantevole

La nostra camera aveva l’accesso dall’interno del mulino, dove si potevano ammirare le pale e gli ingranaggi

Poiché era anche il mio compleanno, svegliarsi e camminare sulla spiaggia al mattino, in quel contesto è stato un meraviglioso inizio

Il giorno seguente, al mattino, abbiamo raggiunto Erice
Erice
Salendo ad Erice si gode un panorama stupendo del trapanese: in lontananza si intravedono anche le Egadi; in primavera, poi, è tutto fiorito

Dalla zona esterna al borgo, dove si trova il Castello di Venere, si può ammirare la costa fino a San Vito Lo Capo

Qui c’è anche un punto in cui l’architettura e il contesto mi hanno ricordato il palazzo Quinta de la Regaleira di Sintra

Inoltrandosi per le strade acciotolate del borgo, si torna indietro nel tempo: si incontrano le mura, chiese stupende, tra cui il Duomo, la chiesa Matrice, – meraviglioso-

un terrazzino dove si affacciò Garibaldi

poi piazzette, stradine, vicoletti, negozi di ceramiche e di paste di mandorle, e tanti ristoranti, in una splendida atmosfera, dove i buttadentro invitano a mangiare le specialità siciliane … buonissime

Abbiamo pranzato gustando ancora una volta questa cucina Da Michele.
Nonostante il tempo fosse un pò nuvoloso e con qualche goccia di pioggia, abbiamo apprezzato molto questa cittadina gioiello.
Le saline di Marsala

Prima del tramonto, e del nostro volo, ci siamo spostati a Marsala, precisamente nella Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone, alle saline Ettore e Infersa: chi l’ha detto che bisogna andare in Olanda per vedere i mulini a vento???

Qui si trovano, infatti, parecchi mulini per la lavorazione del sale, disseminati nella laguna

In particolare spicca il più vicino, risalente al XVI secollo, perfettamente restaurato e funzionante, che racconta la storia e il duro lavoro nelle saline

Ovviamente l’abbiamo visitato, arrivando fin sotto le pale e godendo del panorama dall’alto

all’imbrunire i riflessi del sole sulle saline sono qualcosa di spettacolare

Meno interessante invece il giro in barca attorno all’isola fenicia di Mozia.
Un’altra giornata piena di bellezze, a distanza di pochi chilometri nel territorio trapanese.

maggio 2025
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Era aprile che già pensavo che il ferragosto non avrei voluto trascorrerlo a casa.
Di solito facciamo le vacanze tra giugno e luglio per cui ad agosto non siamo in giro. Ma da qualche anno ho preso l’abitudine di fare un giro nei dintorni: lo scorso anno siamo andati in Valgardena, quello prima a Lucca, quello prima ancora eravamo a Torino..
Quindi ad aprile ho prenotato un alloggio al Lago di Carezza, in Alto Adige, nella Val D’Ega, tra il passo Costalunga e il paese di Nova Levante

Del lago di Carezza me ne aveva parlato mia figlia diciannovenne entusiasta dopo esserci stata lo scorso anno, e per questo mi aveva a incuriosito. Quindi esattamente il 15 di agosto partiamo in direzione Bolzano.
L’alloggio a Carezza

Guardando su Booking.com trovo un posto che mi ispira da subito dalle foto: Carezza Lake and River, con recensioni non troppo recenti ma tutte entusiaste.
Scopro poi che l’hotel, che in origine si chiamava “SIMHILD b&b”, ha appena riaperto, ha una bella storia sin dal 1925, che si può leggere sul nuovo sito
https://lakeriverland.eu/
Nel 2024 è gestito dalla energetica signora Oui e il suo staff di gentilissime ragazze, thailandese, che scopriamo aver vissuto anche a Koh Tao, dove siamo stati qualche anno fa, e che propone cucina thailandese: abbastanza anomalo mangiare tai in alto Adige, ma la location è così invitante, su un bel terrazzo con vista sul monte Latemar, che assaggiamo il pad tai una sera e il wok di verdure e riso l’altro, e sono davvero squisiti.

L’hotel è in una posizione incantevole, come dice il nome, è sul torrente Pukelin, il cui suono dello scorrere accompagna sin dal mattino appena svegli, e per tutto il tempo, e pare proprio ai piedi del Latemar, che amo gUardare a lungo al mattino E al tramonto quando il sole fa risplendere la sua roccia grigia e le sue cime aguzze

La nostra camera è al secondo piano, è spaziosa e appena ristrutturata, e con un delizioso angolino con tavolo e panche, un bagno invece ancora vecchio stile, e un delizioso balconcino che ho adorato❤.

La colazione viene servita ai tavoli in una sala con finestroni con vista sui monti, è ricca e di qualità, e ho apprezzato la scelta di non fare il buffet per contenete lo spreco.
L’hotel su trova sulla Promenade che conduce in 10 minuti al lago di Carezza e ha di fronte uno grande prato verde dove si trovano stupendi cavalli e mucche al pascolo.

L’hotel ha un parcheggio per gli ospiti. Inoltre, di fronte al lago si trova un parcheggio a pagamento, ma prendendo la via Bellavista (promenade), poco oltre l’hotel Lake and river c’è un parcheggio gratuito non molto frequentato.
Escursioni a Carezza
Giro del lago di Carezza
Dall’hotel a piedi abbiamo raggiunto il lago di Carezza, con il Sentiero 6 in direzione del Lago di Carezza. Dopo un centinaio di metri ci troviamo ad attraversare un piccolo ponte tibetano

Il lago, che Si trova a 1500 metri di altezza, lo abbiamo visto a diverse ore nei 3 giorni che siamo rimasti: ha una attrattiva talmente grande che ogni volta ci catturava per la sua bellezza.
Le diverse tonalità di verde, i riflessi degli alberi e delle cime del monte Latemar e del Catinaccio sulle sue acque, i fiori e la vegetazione: le dolomiti si guardano allo specchio.

Per fare il giro del lago, addentrandosi nel sentiero nel bosco che lo circonda, e che culmina con una piattaforma con pannelli esplicativi, si impiega una ventina di minuti. Il lago è piuttosto piccolo e durante l’estate l’acqua si riduce ma non è mai secco in quanto alimentato da sorgenti sotteranee e può raggiungere anche i 22 metri di profondità.
Tips: a Carezza non c’è un vero e proprio centro, l’edificio più centrale e storico è il bellissimo Gran hotel Carezza, enorme, costruito in sasso e con le finestre blu, meta di soggiorni di personaggi famosi come la principessa Sissi e Churchill, oggi hotel e residence, e nei dintorni c’è un minimarket e qualche ristorante.

La cittadina più vicina è Nova Levante, distante pochi chilometri, ma che resta comunque molto più in basso rispetto a Carezza.
Escursione con la seggiovia Paolina all’Aquila di Christomannos e al rifugio Roda de Vaiolet

Poco oltre il Gran hotel di Carezza si arriva ad un altro agglomerato, dove c’è la stazione della seggiovia Paolina ( è presente un parcheggio), che porta al rifugio omonimo, a 2125 metri di altezza (raggiungibile anche a piedi tramite sentieri dal passo Costalunga, o dalla partenza della seggiovia). Il percorso con la seggiovia sorvola prati meravigliosi arrivando a un terrazzo ai piedi del monte Catinaccio

Siamo già in territorio di Vigo di Fassa e da qui si può ammirare la Val d’Ega, il gruppo del Latemar, le Pale di San Martino e la Marmolada.
All’arrivo ci sono diversi sentieri. Io mi ero posta come obiettivo l‘aquila di Christomannos, una scultura in bronzo del 1912 che rappresenta un’aquila appunto, dedicata a Theodor Christomannos (1854 -1911). Importante politico per lo sviluppo del turismo in sudtirolo e grande appassionato, fu artefice dell’ampliamento della rete stradale, in particolare della Strada delle Dolomiti che conduce da Nova Levante a Cortina

Per arrivarci, dalla seggiovia, occorre camminare per circa mezz’ora, il sentiero è il 539 ed il percorso è poco in salita

Il percorso prosegue con splendidi paesaggi

Poco oltre il monumento, sul sentiero 549, in mezz’ora circa di cammino si arriva al Rifugio Roda de Veal a 2283 metri di altitudine, e alla Baita Marino

Il paesaggio in questo tratto, che è un continuo saliscendi ma non troppo impervio, è davvero incantevole

Qui ci siamo fermati a bere qualcosa, in compagnia di tanta bellezza prima di fare il sentiero al contrario, incontrando pochissima gente seppur fosse ferragosto


Escursione con la cabinovia al rifugio Coronelle
Di buon ora, una mattina, siamo partiti con l’auto in direzione Malga Frommer Alm, dove c’è la stazione della cabinovia Re Laurino,per raggiungere il Rifugio Fronza alle Coronelle (2337 m) o Kolner Hutte, che si trova ai piedi del Monte Catinaccio. E’ raggiungibile anche a piedi, volendo, dalla malga Frommer, o dal rifugio Paolina, in circa un’ora.
Il percorso in cabinovia è diviso in 2 parti, al primo stop si trova un prato con una montatura enorme di occhiali.

Giunti a monte, la cabinovia entra proprio dentro la montagna: salendo per andare al rifugio ci si rende conto di essere proprio sotto ai monti.

Per salire ulteriormente bisogna scalare ed essere ben attrezzati, quindi ci siamo fermati qui, ad ammirare da una bella terrazza il panorama

a godere della vista dei monti

E di un buon pranzo al rifugio.
Al ritorno abbiamo, in un tratto fatto a piedi prima di prendere la seconda funivia, abbiamo visto anche qui il “cinema delle Dolomiti”, come quello del rifugio delle Odle delle scorso anno

Abbiamo quindi camminato poco quel giorno. E quando siamo stati sazi, abbiamo ripreso la cabinovia per scendere.
Passeggiata da Carezza alla baita Häusler Sam
Un giorno abbiamo dedicato una bella passeggiata da Carezza alla Häusler Sam: mia figlia mi aveva detto che là c’erano alcuni lama.. ed io ero troppo curiosa di vederli.
La passeggiata è lunga 6,5 km, occorrono un paio d’ore, e il percorso è prevalentemente in piano, con sentieri in mezzo al bosco e a corsi d’acqua, passando per bellissimi prati.

Si arriva anche in un punto dove ci sono tanti cavalli

Alla baita ci siamo fermati a pranzo, c’era moltissima gente, ma sono riusciti a trovarci velocemente posto e a servirco velocemente: abbiamo gustato degli ottimi canerderli.
Davanti alla baita c’è un bel prato dove ci si può rilassare, aci sono anche degli sdario ma erano tutti occupati

E poi, poco più in là.. ecco i lama assieme ad alcuni somarelli. Mi fanno un po’ pena sinceramente, perché sono costretti a stare sotto il sole, con le mosche che gli girano attorno: spero non soffrano troppo. Comunque sono davvero carini!
Tramonto ed alba sul Latemar
Una delle cose più belle di questo giro è stato ammirare alba e tramonto sul monte Latemar.
Svegliarsi di prima mattina e vedere il sole illuminare la roccia della montagna di fronte. Ascoltare i suoni, il ruscello, gli uccelli le foglie mosse dal vento.
E poi, il tramonto: la luce splendente fino al giungere della notte

E il monte lì, con la sua magnificienza, con la sua eternità.

Ho amato questi posti, amo le Dolomiti, e per fortuna che sono vicine, perchè sicuramente ci voglio tornare!

e questa meraviglia mi ha ispirato questo post
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