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LAGO DI GARDA: MALCESINE e PESCHIERA sulla sponda veronese

 

 

Malcesine

Avevo sentito parlare molto bene di Malcesine, un borgo con castello sul Lago di Garda, e da tempo avevo desiderio di andare.

Cosi. dopo essere stata più volte nella mia adorata Sirmione, nel lato bresciano del lago, lo scorso anno a Riva del Garda e Limone sul lato trentino, e un paio di volte già sul lato veronese a Peschiera, quest’anno in occasione del Capodanno, abbiamo deciso, proprio all’ultimo momento, di andare a Malcesine, che si trova anch’esso sulla sponda veronese, nel lato ovest.

 

 

Malcesine ci ha fatto innamorare davvero: in primo luogo per il suo borgo antico medievale caratteristico, con strade di ciottoli, e il suo castello proprio sul lago. Poi per la possibilità, in pochi minuti, di salire ad oltre 2000 metri sul monte Baldo, e trovare tutt’altro paesaggio: qui in caso di neve si può anche sciare, e d’estate praticare trekking, biking e parapendio.

 

Il centro storico e il castello di Malcesine

Il centro storico di Malcesine si sviluppa su un promontorio e il paese è un labirinto di deliziosi vicoletti, alcuni strettissimi

 

 

con voltoni

 

 

case colorate, piazzette, in un saliscendi che offre scorci incantevoli, dal castello al lago

 

 

Il castello scaligero, si erge su uno sperone roccioso nel punto più alto, e con la sua torre si vede anche dalla strada Gardesana

 

 

E’ stupendo ammirare il suo fare da protagonista del paese, salendo con la funivia verso al monte Baldo. Un panorama stupendo.

Stradine e vicoletti per arrivarci sono molto pittoreschi

 

 

Il castello risale al I secolo a.c., o d.c., secondo versioni contrastanti,  ma fu residenza scaligera dal 1300. Gli interni sono visitabili e ospitano il museo di storia naturale.

https://www.visitmalcesine.com/it/il-castello-scaligero-nel-cuore-del-borgo-di-malcesine

L”ultimo giorno dell’anno era chiuso, ma ha comunque un fascino incredibile anche dall’esterno, col suo profilo slanciato verso il cielo e il suo affaccio sul lago.

 

 

gli alberi di arance con i frutti, cresciuti attorno

 

 

la vista dai diversi punti sul lago, e le stradine che portano fin sulle rive del lago

 

 

Con l’illuminazione della sera e i lampioni sui vicoli l’atmosfera è davvero romantica!

 

 

Malcesine, per la sua bellezza, è stato meta di visite e riferimento per artisti illustri, quali Kafka, Goethe e Klimt.

 

 

La funivia e lo skyway per il Monte Baldo

 

 

Il monte Baldo, rilievo appartenente alle Prealpi venete, si raggiunge velocemente attraverso la funivia che si trova appena fuori dal paese di Malcesine, e che merita davvero un viaggio.

 

 

La prima parte arriva alla stazione di San Michele ed è una meraviglia salire e vedere pian pian tutta la zona nella sua interezza, e il paese e il lago diventare sempre più piccoli, come avevo già apprezzato a Molveno

 

 

Dalla prima stazione, dopo essersi goduti il panorama, si può prendere poi lo Skywalk che percorre il secondo tratto, che è proprio come lo Skyway del Monte Bianco, un po’ più piccolo ma con la cabina rotante di 360 gradi, che porta fino a 2000 metri.

Arrivare sulla cima per noi è stato come atterrare in un altro modo!!

 

 

Dall’atmosfera romantica e soleggiata del lago, sembrava di essere approdati nella tundra! Neve (ma non sufficiente perché gli impianti fossero aperti), vento freddo e nebbia con visibilità bassissima.. ma tutto spettacolare!

 

 

All’arrivo stavano festeggiando l’ultimo giorno dell’anno con musica su uno spiazzo con sdraio, che mi hanno fatto subito sentire la voglia di tornare col bel tempo e la neve, per sdraiarmi al sole. Dentro alla struttura dello Skyway c’è un bar ristorante, dove ci siamo gustati un bombardano per scaldarci, prima della discesa!

 

Il lago di Garda

 

 

Il lago di Garda per me è sempre stupendo: in questa zona le montagne gli fanno da contorno e coi riflessi del sole si colorano, creando quadri  meravigliosi.

Le sue acque qui sono sorprendentemente trasparenti.

Il piccolo porto vecchio dona, dal suo moletto belle verdute su Limone, di fronte e Riva del Garda in lontananza, oltre le montagne. Si trova in una bella piazzetta con due statue interessanti di metallo, a cui si arriva dalle strette stradine provenienti dall’alto del borgo.

 

 

Malcesine a Capodanno

In piazza Statuto, la piazza più grande del paese, nel periodo delle feste di Natale c’è un piccolo ma grazioso mercatino natalizio, con bancarelle di manufatti e di cibo, e la pista di pattinaggio. A Capodanno abbiamo avuto la fortuna che ci fossero i festeggiamenti con musica dal vivo, in un’atmosfera molto calda e divertente.

Allo scoccare della mezzanotte dal castello sono stati sparati dei meravigliosi fuochi d’artificio, che abbiamo visto dal porto vecchio, stappando lì sul lago la nostra bottiglia di spumante! Davvero un fine d’anno piacevole!

 

 

Un presepe con statue a grandezza reale, l’albero di Natale e le belle luminarie per il paese, rendono l’atmosfera davvero piacevole.

 

Alloggio e ristoranti 

 

 

Nel periodo invernale non tutti gli alberghi e i ristoranti sono aperti a Malcesine.

Noi abbiamo alloggiato all‘hotel Dolomiti, nel centro del paese, nella zona pedonale, ma non lontano dalla strada Gardesana, e con parcheggio vicino

 

 

L’hotel è molto gradevole nella hall e nella zona colazione

 

 

Le camere sono ben ristrutturate e moderne (anche se nella nostra il bagno stonava un po’ perché non rammodernato, ma era comunque messo molto bene)

 

 

Il personale è gentilissimo e l’hotel offre una ricca colazione, con ottime torte e biscotti fatti in casa e crêpes preparate al momento. Abbiamo prenotato direttamente dal sito per le tariffe e condizioni più convenienti.

Per i pasti mi sento di suggerisce i posti dove siamo stati:

Ristorante pizzeria Nikolas, con una stupenda terrazza direttamente sul lago, piatti gustosi, con ottimo rapporto qualità prezzo

 

 

Ristorante da Pedro, ambiente moderno con soffitti a volta antichi, ottima pizza e personale gentilissimo…. ma ovunque abbiamo trovato persone molto gentili

 

 

La strada per arrivare a Malcesine costeggia il lago ed è molto panoramica, ancora più bella quella fatta al ritorno proseguendo per Riva: davvero sono posti meravigliosi!

 

 

Peschiera del Garda

Una delle  prime cittadine che si incontrano arrivando da Bologna sulla sponda veneta del Basso Garda è Peschiera, in provincia di Verona.

 

 

Comodissima, in quanto molto vicina al casello autostradale dell’A4, circa 2 chilometri, e con la stazione ferroviaria non distante dal centro, Peschiera  è un borgo fortificato davvero suggestivo, collocato tra il lago e il  fiume Mincio, e le cui mura difensive le hanno valso l’inserimento tra i patrimoni Unesco.

All’arrivo si scorgono subito i bastioni della fortezza a forma pentagonale, uno per ogni punta, che di sera danno davvero l’idea di una stella, e al cui interno è racchiuso il centro storico cittadino.

 

 

L’ingresso in città avviene da via Venezia e attraverso Porta Verona, poi percorrendo i giardini di viale Cordigero, si giunge al Canale di Mezzo, tra il lago e il fiume.

Dal lato del fiume troviamo il piccolo porticciolo, dove sono ormeggiate le imbarcazioni dei pescatori, che termina sul Ponte dei Voltoni

 

 

Mentre dalla parte del lago si ha una bellissima vista di uno dei bastioni, con le fioriere che ho visto sempre fiorite e curate che fanno da sfondo

 

 

Da qui si può proseguire per una lunga passeggiata sul lungolago Mazzini, dove si trovano diverse spiaggette di sassi

 

 

Al tramonto le acque del lago assumono stupende tonalità!

 

 

L’accesso alla cittadina può avvenire anche dalla parte occidentale (opposta a Porta Verona), attraverso Porta Brescia, tramite un passaggio pedonale.

 

 

La porta si può raggiungere in breve anche una volta dentro al paese, da piazzale Bettelani, che si trova all’inizio del lungolago, dove ci si può imbarcare per i tour del lago per raggiungere le altre cittadine. Un incantevole ponte anche qui collega il fiume Mincio al Garda, e offre una bellissima vista sui bastioni di quel lato, con la possibilità di salire sul camminamento di ronda e passeggiare tra due bastioni

 

 

Tornando verso il paese, mentre si ammirano le viuzze e i vicoletti, merita arrivare fino a Piazza Ferdinando di Savoia, detta anche Piazza d’Armi, e percorrere poi la via che costeggia il canale, piena di ristoranti e piacevoli localini, con le barche viste in precedenza dal ponte sul canale stesso

 

 

Noi abbiamo visitato la cittadina anche durante le feste natalizie, quando Piazza d’Armi viene allestita con bancarelle e pista di pattinaggio, e dove, dal ponte sul canale, si può scorgere il presepe costruito sotto le acque del lago.

Fuori dalla cittadella, proseguendo sul lungolago Porto Esterno, si possono raggiungere delle belle spiagge, che offrono una vista incantevole su tutto il lago

 

 

Ovviamente non possono mancare le soste per the, caffè, aperitivi o merenda, in uno dei bei localini del centro, o una cena sul lungolago, o tra i vicoletti del paese..

 

 

Insomma, Peschiera è davvero un altro bel posto da visitare.. e dove tornare, per noi, vista la vicinanza!

 

 

ottobre e dicembre 2022

 

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LAGO di GARDA

Visite: 64

Spiagge incantevoli della Sardegna del sud: la Tueredda, Su Giudeu e Porto Pino

 

 

Quattro giorni in Sardegna, breve vacanza di mare prima della fine dell’estate.

Quattro stupende spiagge visitate nella punta sud ovest della Sardegna, zona Cagliari, Chia, Porto Pino.

Eravamo già stati nell’area sud della Sardegna, in primavera, qualche anno fa, a nord di Cagliari, visitando Villasimius, porto Giunco, Campolongu,(ne ho parlato qui )

 

Sardegna: Cagliari e dintorni, sorpresa inaspettata a primavera

 

Questa volta volevo vedere la parte a sud, in particolare, quelle zone in cui sono presenti le dune, paesaggi caratterisitici che amo particolarmente.

 

Il Poetto, la spiaggia di Cagliari

 

 

L’arrivo è stato con un volo su Cagliari e dopo un giro nel centro città, che trovo sempre bello, con il bus dall’autostazione in piazza Matteotti, che si raggiunge attraversando la via Roma, ho preso uno dei bus con la P, che portano al Poetto, la spiaggia di Cagliari, a circa 6 km di distanza.

Il bus per il Poetto fa varie fermate, la spiaggia  è lunga 9 chilometri, dove si alternano stabilimenti e chioschi/ristoranti a spiaggia libera.

Nella prima parte i ristoranti sono all’inizio della spiaggia, che è molto ampia, vicino alla strada, e gli stabilimenti con gli ombrelloni sono più avanti. Dal capolinea dei bus in poi la spiaggia si accorcia, e  si trovano invece stabilimenti dotati anche di ristorante e più vicini al mare.

Di fronte alla spiaggia ci sono ampi spazi adibiti a parcheggio.

Noi abbiamo scelto il Tagoo beach club, per fermarci a pranzo: davvero uno stabilimento molto bello, e con un ristorante che prepara cibo molto buono e con ottimo servizio.

La giornata era ventosa, quindi il mare non si è mostrato nel suo massimo splendore, ma i colori, la trasparenza e il contesto mi fanno dire che il Poetto è una bella spiaggia cittadina.

Suggerimenti

A Cagliari abbiamo alloggiato nel quartiere Marina (la volta scorsa nel quartiere Villanova), all’Arcobaleno Rooms: palazzo caratteristico in posizione comodissima, in via Sardegna, tra le stradine del centro vicinissime al porto, a via Roma e a largo Carlo Felice

 

 

Le camere sono state ristrutturate ma conservano il fascino delle origini: questa stanza mi ha ricordata quella dove abbiamo alloggiato a L’Havana!

 

 

Le spiagge visitate a Chia: Tueredda e Su Giudeu

Con così pochi giorni a disposizione ho dovuto fare una selezione delle spiagge della zona, cercando di capire quali venivano definite come le più belle. Tueredda spiccava tra queste.

 

La spiaggia TUEREDDA

 

 

La spiaggia Tueredda vanta la particolarità di avere una punta carattestica, circa nel suo centro. Il mare, soprattutto in certe ore della giornata ha un colore azzurro meraviglioso da una parte e sfumature variegate in turchese dall’altra. La sua bellezza però viene esaltata vedendola dall’alto: in certe foto, probabilmente scattate con il drone, il paesaggio è da favola, percorrendola a piedi si vede un bellissimo mare ma non fa lo stesso effetto.

Accesso alla spiaggia

Quest’anno la spiaggia di Tueredda aveva il contingentamento gli accessi, ovvero potevano entrate soltanto poco più di un migliaio di persone, tra spiaggia libera e prenotazioni agli stabilimenti balneari.

Per la spiaggia libera l’ingresso era in ordine di arrivo e sul sito https://tuerredda.spacli.it/ si poteva tenere sotto controllo il numero di posti ancora disponibili.

 

Stabilimenti

Gli stabilimenti presenti sulla spiaggia sono 2: il Poseidon, che si incontra dopo il tratto di spiaggia libera, nella prima parte della spiaggia, che da anche sulla punta, e il Tropico mediterraneo, che segue, mentre l’ultima parte di spiaggia è di nuovo libera.

Il punto più affollato è la spiaggia libera all’ingresso: qui, con il passare delle ore, si riempie davvero di ombrelloni, e si riduce quindi lo spazio per persona. Mentre la parte sul fondo, delimitata da una collina rocciosa, con un mare basso e più digradante e con sfumature stupende, ha un pò d’ombra ed è meno affollata. A mio avviso, da preferire per chi non sceglie lo stabilimento.

 

 

Il primo stabilimento, che guarda sul tratto di mare migliore, è molto bello, con ombrelloni di paglia più grandi dell’altro, ma questo da la sensazione di essere più affollato; ha un bel ristorante, dove abbiamo mangiato bene agli stessi prezzi che si trovano ormai in gran parte ristoranti.

 

 

Il secondo stabilimento, il Tropico mediterraneo, ha prezzi inferiori per il noleggio di ombrelloni e lettini, e non fa servizio ristorante.

Da nessuno dei 2 stabilimenti ho ricevuto risposta ai vari tentativi di prenotazione telefonica. Per cui, lasciata la spiaggia del Poetto, e diretti verso Chia, ci siamo fermati un paio d’ore nel tardo pomeriggio a Tueredda e abbiamo così prenotato di persona un ombrellone con 2 lettini per l’indomani, al Tropico mediterraneo (ombrellone in terza fila, 40 euro a fine agosto😱).

 

 

In definitiva la spiaggia ha un mare davvero molto bello, ed è particolare con la sua punta, ma per me è risultata poco rilassante,  tra prenotazioni, parcheggio e affollamento. E dico che per fortuna l’ingresso è a numero chiuso!!

Suggerimenti

Il momento in cui il mare ha i colori più belli a Tueredda è dalle 14 e il punto migliore con acqua di un azzurro intenso tipo Maldive, è davanti al Poseidon, il primo stabilimento che si incontra.

I primi parcheggi che si incontrano sono i più costosi, 9 euro, ma andando pochi metri avanti si trova a 5 euro al giorno, o 3 al pomeriggio. Sono solo pochi passi in più da fare per cui può valere lo sforzo.

 

Chia: alloggio e ristorante

A Chia ci siamo fermati una notte per arrivare presto, la mattina dopo, alla spiaggia Tueredda. In agosto avevo sentito dire che oltre alle difficoltà per l’ingresso, poteva essere un problema trovare parcheggio per la spiaggia, e che pertanto sarebbe stato meglio arrivare presto. All’ultima settimana d’agosto, e con una prenotazione last minute, non c’erano molte possibilità a prezzi non troppo alti e per solo 1 giorno di soggiorno.

La nostra scelta è caduta sul b&b I colori di Chia, prenotato su booking,com, uno dei pochi disponibili.

 

 

La posizione del b&b è comoda: non è lontana dalla strada principale, ed è vicino a ristoranti raggiungibili anche a piedi. La stanza Lavanda che ci hanno assegnato era arredata con gusto, in stile provenzale e aveva un terrazzo grande panoramico molto bello. La colazione era ricca e la signora Irma è stata molto gentile e professionale. Da segnalare l’assenza di tv, che per noi non è stato un problema, e la mancanza di un bollitore in camera e acqua o qualche bibita nel frigorifero (a pagamento), che suggerirei di mettere come spunto di miglioramento.

 

 

Il ristorante scelto per la cena è stato Buiccu, raggiunto a piedi, dove abbiamo mangiato ottima fregola e maialetto.

Il giorno successivo, dopo averlo trascorso alla Tueredda, ci siamo diretti a Porto Pino.

Ma prima di raccontare di Porto Pino, racconto della spiaggia di Su Giudeu, a pochissimi chilometri da Tueredda, che noi abbiamo visitato l’ultimo giorno, tornando da Porto Pino, avendo il volo di ritorno in tarda serata.

 

La spiaggia SU GIUDEU

 

 

La spiaggia di Su Giudeu mi è piaciuta davvero tanto, per la sua ampiezza, per le dune che ci sono sul retro, per i massi da cui è delimitata, per il bellissimo mare, con una temperatura molto piacevole a fine agosto.

 

 

Dall’estremità a sinistra, salendo sulla roccia si può avere la vista di tutta la spiaggia, da una parte, e della spiaggia attigua di Campana Dune dall’altra.

 

 

Nei momenti di bassa marea si riesce a raggiungere a piedi l’isolotto di Su Giudeu, che si trova di fronte, da cui la spiaggia prende il nome.

 

 

Suggerimenti

Le ore con i colori migliori a Su Giudeu sono dalle 12 in poi.

La sabbia in questa zona è dorata.

Il tratto che più ci è piaciuto è quello all’estremità sulla destra, dove ci sono massi che mi hanno ricordato le Seychelles, e tanto spazio dietro allo stabilimento con le dune.

 

 

I parcheggi sono tanti, e in più punti della lunga spiaggia; pertanto, se si vuole raggiungere l’area che ho indicato che più mi è piaciuta, occorre seguire le indicazioni per il parcheggio di Cala Cipolla, pena una lunga passeggiata per arrivarci.

Gli stabilimenti sono sparsi lungo la spiaggia a debita distanza, i prezzi di ombrellone e lettini variano, e in tutti non c’è il servizio ristorante ma vengono serviti solo panini e insalate confezionati provenienti dallo stesso fornitore (la nostra insalata di riso Venere, con pomodorini, Philadelfia, polpa di granchio, avocado, e olive nere, era molto gustosa)

 

PORTO PINO

 

 

Porto Pino l’avevo adocchiata da un po’ di tempo, attratta dalle sue alte dune di sabbia bianca, che non hanno deluso le mie aspettative.

 

 

La zona è quella di Teulada e del paesino di Sant’Anna Arresi-

Una strada panoramica costiera meravigliosa, la SP 71 collega Chia a Porto Pino.

 

Le spiagge di PORTO PINO

 

 

Le spiagge di Porto Pino sono 3: alla prima e alla seconda spiaggia si accede dal centro del paese. Sono presenti tratti con stabilimenti balneari e altri con spiaggia libera. Purtroppo la prima spiaggia quest’anno aveva tanta poseidonia in un tratto, ma appena oltre, il mare aveva una trasparenza incredibile, dovuta probabilmente al peso della sabbia, che alzandosi va subito a depositarsi sul fondo.

Percorrendo tutte le due spiagge si arriva a Is Arenas Biancas, la spiaggia delle dune: è una camminata piuttosto lunga!

 

 

Per fare meno strada a piedi, avendo un auto, si può accedere alla spiaggia da una strada prima di arrivare a Sant’Anna Arresi, dove si trova un parcheggio, dal quale si prende poi un tratto da fare a piedi. In alternativa, in direzione Porto Pino, appena passato il ponte sullo stagno, si trova una strada sterrata che lo costeggia, ed arriva ad un grande parcheggio, da dove, con una breve passeggiata di 10 minuti si arriva agli ultimi stabilimenti e poi alla spiaggia libera, e da lì si raggiungono le dune. Sia la strada in auto, da fare lentamente per godere del paesaggio, che la passeggiata a piedi per la spiaggia, in territorio lagunare, sono naturalisticamente molto belle, specie all’ora del tramonto. Questo territorio è habitat naturale di fenicotteri, gabbiani ed altri uccelli

 

 

Noi abbiamo preso la strada da Porto Pino. molto vicina al nostro alloggio, e ci siamo fermati al primo stabilimento trovato, U recantu. Qui  lettini e ombrellone costano meno che in zona Chia, 25 euro in terza fila (a fine agosto), e anche molto meno che da noi in Romagna!

 

 

Con una passeggiata di una ventina di minuti, si arriva alle dune..

 

 

Il paesaggio è incontaminato e protetto (infatti non si può transitare oltre un certo limite), è area militare e accessibile solo nella stagione estiva.

 

 

E’ davvero bellissim: montagne di sabbia bianca, alte fino a 30 metri, che si sviluppano per un chilometro circa

 

 

Di fronte c’è un mare cristallino e con sfumature azzurro intenso, date dalla sabbia bianca o grigia.

 

 

Io che amo le dune di Fuerteventura, le ho adorate

 

 

La cittadina di Porto Pino non ha un centro vero e proprio, ma pochi negozi, un mercatino serale, e un bel lungo canale, dove sono ormeggiate le barche, purtroppo poco illuminato la sera. Una bella ciclabile scorre tra Porto Pino, lo stagno e Sant’Anna Arresi: in quest’ultima cittadina si puo’ ammirare un nuraghe risalente al 1500 a.c. e uno splendido panorama sugli stagni e sul mare!

 

 

L’alloggio a Porto Pino

A Porto Pino, o meglio nella zona che arriva fino a Sant’Anna Arresi e anche a Teulada, l’offerta di allorggi era più ampia anche all’ultimo minuto rispetto a Chia.

Una buona promozione sul sito dell’hotel Cala dei Pini, che si trova proprio poco prima di  Porto Pino, molto vicino all’ingresso per la spiaggia e proprio sullo stagno, ci ha fatto scegliere questa struttura.

 

 

L’hotel è stato di recente ristrutturato, le camere sono nuove e arredate in stile sardo, ovvero con mobilia in legno verde, hanno un balcone, un bagno un po’ piccolo (il lavandino davvero mignon)

 

 

E’ circondato da un bel giardino che sparge il profumo dei pini tutto attorno; ha una grande piscina, e serve una colazione ricca, con tante torte casalinghe. Ha anche un  ristorante davvero ottimo, arredato gradevolmente, anche se purtroppo non all’aperto, e con un’illuminazione che potrebbe essere migliorata.

Insomma per la cifra pagata e per l’ubicazione si è rivelata un’ottima scelta.

Per arrivare all’hotel si percorre una scenografica strada che attraversa lo stagno.

 

Suggerimenti

Abbiamo gustato un’ottima cena di pesce a Porto Pino al ristorante La Barchetta, proprio sulla strada che porta al centro del paese, vicinissimo all’hotel Cala dei Pini!

 

Alcune informazioni generali

In tutte le spiagge della zona gli stabilimenti non sono in cemento, probabilmente per rispetto all’ecosostenibilità, e per questo i bagni sono solo chimici.

Per spostarsi e arrivare alle spiagge occorre assolutamente un mezzo, auto o moto.

Davanti alle spiagge ci sono parcheggi a pagamento con tariffa giornaliera dai 5 ai 9 euro (2022). Nella stagione di punta è meglio arrivare presto a quello della Tuaredda, pena non trovare posto.

 

La mia classifica di queste 3 spiagge??

Beh, come amante delle dune e come particolarità, al primo posto per me c’è Is Arenas Biancas e i suoi grandi spazi. Al secondo posto metto Su Giudeu, per il contesto, i grandi massi, le dune dorate dietro, e la trasparenza del mare. Metto come terza la più blasonata Tueredda, con un mare maldiviano al pomeriggio e nonostante la sua punta, ma meno particolare e più affollata delle altre

La Sardegna si conferma una bellissima meta per le vacanze, brevi o lunghe che siano!

Per alcuni aspetti questa zona mi ha ricordato la Corsica, dove ho lasciato il cuore!

 

 

agosto 2022

 

 

Visite: 59

Meraviglie della natura: la Grotta Gigante a TRIESTE

 

 

A una ventina di minuti da Trieste, sull’altopiano del Carso, si trova la Grotta Gigante, la più grande d’Europa ad una sola stanza: la sua particolarità infatti è di essere non una galleria da percorrere ma una grande caverna in cui scendere nelle viscere del sottosuolo.

La grotta ha un altezza che arriva a 100  metri, e per giungere al punto più basso occorre scendere 500 gradini, corredati di ringhiere, e farne altrettanti per risalire.

 

 

Una guida preparata conduce nel sottosuolo e spiega, lungo il percorso di 850 metri, per circa un’ora, la storia della grotta, dalla sua formazione alla scoperta, fornendo alcuni elementi di geologia, mentre con attenzione si scende fino al punto più in basso, la Grande Sala, e poi si risale, con negli occhi la meraviglia. Un’immersione nel centro della terra!

 

 

La grotta è davvero immensa, dicono che potrebbe starci all’interno la basilica di San Pietro!
E’ impressionante vedere il lavorio che l’acqua ha fatto nei millenni sulla roccia calcarea, che si è quindi modellata creando sculture naturali che partono dal basso, le stalagmiti o dall’alto, le stalattiti, bellissime, tra cui una alta 12 metri vere opere d’arte naturali, multicolori:  in base al tipo di minerale e alle luci artificali inserite per mostrare questo splendore, cambia la colorazione per la microvegetazione che nasce.

 

 

E’ inoltre sorprendente pensare come l’uomo abbia potuto lavorare, e in che condizioni, per costruire un sentiero, un sistema di illuminazione, una lunga galleria, al fine di permettere non solo agli speleologi ma a tutti coloro che desiderassero, di entrare nelle viscere del sottosuolo e godere di tale bellezza.

 

 

Milioni di anni fa scorrevano fiumi al suo interno che ne hanno scavato la roccia e creato gallerie, dove sono state trovate testimonianze della presenza degli uomini primitivi. Gli inizi della sua esplorazione risalgono al 1840, l’apertura al pubblico fu dal 1904. La temperatura all’interno della grotta è in ogni stagione di 11 gradi. Mentre si scende si può sentire qualche goccia che arriva sulla testa, proprio una di quelle che andranno a cambiare la forma delle formazioni di questo giardino di roccia

 

 

Al suo interno sono presenti una stazione di ricerca geofisica e attrezzature scientifiche all’avanguardia, come sismografi e come i due tubi di acciaio che dalla sommità arrivano a terra: sono pendoli geodetici che permettono di misurare i movimenti anche impercettibili della crosta terrestre.

L’ultima parte del percorso di risalita avviene attraverso una galleria appositamente costruita.

 

 

All’ingresso del Centro visitatori è presente un Museo Speleologico dove si possono vari reperti, scheletri, minerali, e anche attrezzi e un centro didattico..

Le visite guidate sono a orari prestabiliiti, durano circa 1 ora e vanno prenotate sul sito http://www.grottagigante.it/

La grotta è raggiungibile facilmente in auto, ma anche con i mezzi pubblici da Trieste.

Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.

 

novembre 2022

 

Italia

Visite: 115

Elegante TRIESTE

Arriviamo a Trieste da Gorizia per la strada costiera, che è meravigliosa.

 

 

Il sole sta tramontando sul mare quando giungiamo sul lungomare Barcola, e abbassando il finestrino entra un profumo, per me inebriante, di salsedine..

 

 

La vista del Faro della Vittoria dà il benvenuto in città. Nell’ultima sorprendentemente calda giornata di ottobre, il cielo si tinge di rosa e il mare riflette il cielo

 

 

la luce del tramonto comincia ad illuminare gli eleganti palazzi della capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

 

 

Una delle cose belle della città è che percorrendola in auto si può già avere un assaggio di tutte le sue bellezze, piazze, vie e palazzi: le aree pedonali sono ben alternate a quelle in cui si può circolare. Quindi facendo un giro per cercare il parcheggio vedo già gli highlights e comprendo subito che mi piace!!

Trieste è diversa da tutte le altre città italiane sul mare che ho visto: diversa da Venezia, o Cagliari, o Genova che hanno spiccate caratteristiche marinare mentre lei è imperiale, signorile e composta, per le forti influenze asburgiche; nello stesso tempo è differente dalle altre città mitteleuropee o imperiali, proprio perché è sul mare.

 

 

In certe parti mi ha ricordato Parigi, in altre le città austriache, alcuni palazzi ricordano quelli di Venezia, alcuni monumenti Roma.. ma nell’insieme è una città unica.

 

PARCHEGGIO ED ALLOGGIO

Troviamo posto al Molo 4 parking, praticamente sul mare, poco distante dal nostro alloggio, prenotato su booking.com, che si trova in una vivace strada del centro, via San Nicolò

 

 

Lo raggiungiamo passando dal Canal Grande, che si trova nel Borgo Teresiano, dove è già tempo di aperitivi, ancora all’aperto, e mi ricorda un po’ la zona dei navigli di Milano

 

 

La nostra stanza, al San Nicolo Suites, è più un appartamento che una camera, si trova al terzo piano di un palazzo d’epoca, ed è davvero incantevole

 

 

E’ perfettamente ristrutturata, con parti in pietra a vista sui muri, e arredata in un verde elegante

 

 

Dalle finestre si vedono i palazzi colorati dai toni tenui e il fianco delle colonne di Piazza della Borsa

 

 

dalla parte opposta in lontananza si vede anche il mare

 

 

La posizione è davvero perfettta, in pieno centro, tra il Canal Grande e Piazza Unità d’Italia. Forse solo la strada non è molto tranquilla la sera, essendo piena di locali, al centro della movida. Ma per tanta bellezza, vale la pena un po’ di frastuono la notte.

 

Trieste: cosa vedere in una giornata

 

 

TRIESTE DI SERA

Proprio alla sera, a mio avviso, Trieste da il meglio di sé: la sua piazza principale, singolare perché di fronte al mare, Piazza Unita d’Italia, su cui affacciano meravigliosi e candidi palazzi magnificamenti illuminati, è uno splendore, e la meraviglia è accentuata dalle sue luci che riflettono sull’acqua, guardandola dal Molo Audace.

 

 

La temperatura così gradevole e la festa di Halloween, rende strade e piazze brulicanti di gente e bambini mascherati.

Ci fermiamo a godere della sua bellezza in prima fila su un divanetto rosso dello storico Caffè degli Specchi

 

 

poi andiamo ad ammirarla da lontano dal Molo Audace

 

 

prima di addentrarci nella animata città vecchia lungo la via Cavana

 

 

e raggiungere il ristorante Joia, che avevo prenotato, sul lungomare Riva Tommaso Gulli, un locale davvero carino, dove domina il colore verde acceso, un arredamento moderno e raffinato, e cibo con ottimi sapori e combinazione di ingredienti particolari.

 

 

TRIESTE E I CAFFE’

I caffè a Trieste fanno parte della tradizione e sono stati luoghi della cultura. Frequentati spesso da uomini d’affari e da famosi intellettuali,  per  discutere di letteratura, politica o semplicemente per incontrarsi, sono dei veri e propri salotti che conservano tutto il fascino di altre epoche. Per questo, inserire nella visita a Trieste qualche caffè storico fa parte dell’esperienza.

Alla sera, come già scritto sopra, andiamo al Caffè degli Specchi che si trova in un bellissimo palazzo storico, Palazzo Stratti, proprio in piazza Unità d’Italia: bellissimo all’interno, sedere all’esterno, gustando un aperitivo, un caffè, un cocktail o un dolce, ammirando la meraviglia della piazza, dei palazzi che si affacciano, il viavai delle persone che passeggiano, col mare di fronte, non ha prezzo.

 

 

Al mattino seguente voglio andare a fare colazione in un altro storico caffè dei primi del 900, il Caffè San Marco, un pò più fuori dal centro storico, frequentato in passato da intellettuali quali Svevo, Saba, Joyce. Stendhal, e oggi con una sala adibita a libreria, con anche tavolini dove si può  consumare. La sua fama non tradisce le mie aspettative: entrando nel caffè ci si immerge davvero in un atmosfera di altri tempi, luci basse, mobili antichi, stucchi,  specchi, foto, dipinti, divanetti e arredamenti scuri, e una musica anni 30 che evoca ancor di più l’epoca liberty.

 

 

L’ultimo caffè visitato, (per mancanza di tempo: se ne avessi avuto di più li avrei visitati tutti, i caffè!) è stato il caffè Tommaseo, il più antico di Trieste, risalente al 1825, un locale davvero elegante che fa anche da ristorante, e dove si può scegliere tra una varietà di oltre 100 tipi di caffè. Io prendo un sublime caffè viennese, composto da caffè, cioccolata calda e panna montata, una vera bomba.

 

 

IL BORGO TERESIANO, IL CANALE, LE STATUE IN BRONZO, PIAZZA BORSA E I VIALI PEDONALI

Per arrivare al Caffè San Marco passiamo dal Ponte Rosso sul Canal grande e non possiamo fare a meno di scattare una foto con la statua dello scrittore James Joyce, vissuto a lungo a Trieste

 

 

In città si trovano parecchie di queste statue in bronzo, da Svevo in via Cavana, che abbiamo visto alla sera, a D’Annunzio in piazza Borsa, all inventore dell’elica nautica sul lungomare..statue simili le avevo viste per la prima volta a Bratislava

Altre due statue in bronzo molto belle si trovano appena oltre il Molo Audace, di fronte a Piazza Unità, sulla scalinata della Riva Caduti per l’italianità di Trieste: un bersagliere che sale le scale con la bandiera in mano, e le “Ragazze di Trieste“, sedute sul muro mentre cuciono

 

 

Fossero state rappresentate ai nostri tempi, invece di ago e filo avrebbero avuto in mano il cellullare!

 

 

Da Riva Tre Novembre, la strada che costeggia il mare, e prendendo le perpendicolari del Canal Grande, dove si possono ammirare i bellissimi palazzi che riflettono sull’acqua, ci si addentra nel Borgo Teresiano, quartiere fatto costruire dagli imperatori nel settecento; si giunge al Ponte Rosso e alla piazza omonima, che al momento della nostra visita è occupata da bancarelle, fino al punto in cui il canale termina interrato, a Piazza Sant’Antonio Nuovo con l’omonima chiesa con colonnato, che si può ammirare in lontananza sul fondo, quando si imbocca il Canal Grande.

 

 

Lungo la strada che fiancheggia il canale si incontra la Chiesa serbo ortodossa di San Spiridione, con le sue cupole rotonde azzurrate

 

 

Da qui, prendendo la via omonima si arriva in Piazza Borsa, col suo edificio imponente neoclassico con colonnato greco, sede ora della camera di commercio, e davanti la fontana del Nettuno e la statua di D’Annunzio seduto su una panchina. Siamo a pochi passi dal bellissimo palazzo Tergesteo e da Piazza Unità d’Italia

 

 

Proseguendo invece da piazza Sant’Antonio ci si addentra in vie piene di caffè, e ancora chiese ed edifici storici, fino ad arrivare sui bei viali triestini.

I viali triestini sono molto eleganti con i loro palazzi liberty, neoclassici o eclettici,  ma  capita talvolta di vedere che accanto ad essi siano stati costruiti orribili palazzi risalenti al dopoguerra, in disarmonia con il loro stile e la loro bellezza.

Nel nostro cammino sono attratta da una via pedonale alberata, piena di locali ai lati, che mi è piaciuta molto e di cui non avevo letto niente, viale Venti Settembre

 

 

Mi ha ricordato in piccolo la Rambla di Barcellona

 

 

Proprio in una parallela ci fermiamo per pranzo in una trattoria con le tovaglie a quadri bianche e rossi, frequentata per lo più dai triestini, dove si mangia pesce, l’Osteria de Scarpon.

 

 

PIAZZA UNITÀ D’ITALIA, IL MOLO AUDACE E LE RIVE

Dopo averla ammirata con le luci della sera, al mattino dopo colazione ripassiamo a vedere Piazza Unità d’Italia, davvero un elegante salotto, sui cui 3 lati affacciano scenografici palazzi: il municipio, con al centro la torre dell’orologio, fa da protagonista, ma non meno belli sono il palazzo del Governo, sede della Prefettura, con la sua bella balconata, il palazzo Stratti, che ospita il Caffè degli Specchi, il Gran hotel Duca D’Aosta, il Palazzo della Regione del Lloyd triestino e Palazzo Pitteri. Davanti al municipio si erge la bella fontana dei 4 continenti (il quinto all’epoca in cui è stata costruita non era ancora conosciuto).

 

 

Il quarto lato si affaccia sul mare del golfo di Trieste. Di piazza Unità d’Italia ne parlano come il salotto della città ed è proprio questo che si sente camminando lungo la piazza, con la sensazione di tornare indietro ai tempi imperiali, godendo nell’insieme di una visione davvero spettacolare.

 

 

Di fronte alla piazza,  come già descritto sopra, si allunga per 246 metri il molo Audace, una vera e propria passerella sul mare, dove passeggiare con l’acqua sui 2 lati, respirare la brezza marina e vedere la meraviglia della piazza per intero dal mare.

 

 

I viali che costeggiano il mare a Trieste si chiamano Rive, e sono bellissimi punti di vista dei palazzi che li popolano, passeggiando davanti al golfo, di giorno e con l’illuminazione della sera.

 

LA PARTE SULLA COLLINA: LA CATTEDRALE DI SAN GIUSTO IL FORO ROMANO, IL CASTELLO

Su una collina che domina Trieste, il colle San Giusto, luogo in cui si è sviluppato nell’antichità il centro storico della città, si trovano la cattedrale e il castello, dove ci dirigiamo nella seconda parte della  mattinata. Avevo letto che esiste un ascensore che risparmia la salita, sito al parcheggio San Giusto, così in un  battibaleno raggiungiamo la nostra destinazione.

 

 

Il contesto è molto bello, la statua che guarda sulla città mi ricorda quella sulla collina Gellert di Budapest.

 

 

La cattedrale, unione di 2 chiese romaniche, col campanile, ha sulla facciata un bel rosone gotico, e al suo interno dei bei mosaici. Accanto si trovano i resti dell’antico foro romano, alcune parti di colonne e capitelli e a fianco il castello, fatto costruire dagli imperatori austriaci, con bastioni e mura, risalente alla fine del 1400.

 

 

Scendiamo a piedi dalla collina, passando per l‘arco di Riccardo, porta romana del I sec. a.c., che appoggia a una recente casa gialla

 

 

e passiamo per il teatro romano, molto ben conservato, ma che ha a fianco un edificio degli anni 50/60 proprio brutto

 

 

La città vecia, ovvero la città vecchia, che rimane sotto la collina, costituita da vicoli e botteghe, l’abbiamo percorsa la sera, e purtroppo non abbiamo il tempo di rivederla con la luce del giorno.

 

continuando la giornata..

L’incredibile giornata di sole e del pomeriggio prima e della mattinata, lascia il posto a un tempo nuvoloso e grigio. Decidiamo quindi si rimandare a una prossima visita il castello di Miramare e di dirigerci verso un posto dove non importa se ci sia o meno il sole: la Grotta Gigante.

Un escursione che davvero merita dalla vicina Trieste.

Rimandiamo anche ad una prossima volta per mancanza di tempo la visita alla Risiera del Sabba, testimonianza dell’unico campo di concentramento in Italia, che ci sarebbe interessata molto.

Trieste, che ho trovato una città stupenda, merita sicuramente più tempo di quello che abbiamo potuto dedicargli, e un ritorno, per assaporare di nuovo la sua bellezza e vedere ciò che abbiamo dovuto tralasciare, magari ampliando il giro in altre località del Friuli Venezia Giulia, che sono certa che abbia tanto da offrire.

 

 

novembre 2022

 

articoli sulla nostra Bella Italia

Italia

 

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Una sosta a GORIZIA

 

 

Gorizia, città friulana sul confine tra Italia e Slovenia, mi accoglie con una fisarmonica su Corso Italia, che mi catapulta subito nell‘atmosfera mitteleuropea della città

 

 

Mi colpiscono subito i suoi curati palazzi ottocenteschi, bassi, al massimo a 3 o 4 piani, dai colori pastello.

 

 

Corso Italia prosegue col nome di Corso Giuseppe Verdi. Lungo la via si incontrano i bei giardini pubblici e il mercato coperto cittadino, che meritano entrambi una sosta

 

 

L‘anima mitteleuropea si respira tutta nella sua piazza principale, Piazza della Vittoria, dalla forma insolita: non ho mai visto una piazza a forma triangolare!

 

 

Al centro della piazza si trova la fontana del Nettuno, che qualcuno dice assomigli a quella di Bologna: e io da bolognese dico, manco per idea! Sulla piazza affacciano bei palazzi colorati, e la chiesa barocca di Sant’Ignazio, che si trova dall’altra parte della strada, non la sovrasta ma è imponente e caratteristica con i suoi due campanili a cipolla, tipici delle chiese del centro Europa.

 

 

Da qui, accendo google maps per arrivare a Piazza della Transalpina, dove si trova il confine tra Italia e Slovenia, a circa 2 km fuori dal centro.

Piazza della Transalpina è la cosa che più mi ha emozionato a Gorizia, e ne parlo qui

Linee di confine

 

Fino al 2004 la piazza era divisa da una rete e un muretto che segnava il confine tra Italia ed Est Europa, e la città, nella parte italiana e slovena.

La stazione slovena che si affaccia sulla piazza è davvero bella

 

 

All’interno è tutto chiuso, ma le biglietterie mi ricordano lo stile della metropolitana di Budapest

 

 

Lungo la va del ritorno, la cosa che mi colpisce è che il cartello che definisce l’ingresso in Slovenia è pulito e ordinato

 

 

mentre quello dalla parte opposta, venendo dalla Slovenia in Italia è appoggiato a terra, contro un albero, sporco, quasi precario.. non è un gran bel biglietto da visita, vorrà dire qualcosa?!?

 

 

Ritornando verso Piazza della Vittoria, sulla strada si incontra Il Palazzo Attems Petzenstein, risalente alla prima metà del Settecento, in sile barocco e rococò, sede di musei e pinacoteca

 

 

Dalla base del triangolo di Piazza della Vittoria, parte la strada più antica di Gorizia, via Rastello, che termina in un angolo con abitazioni molto caratteristiche, e la strada in salita che conduce verso il castello, via Crocevia, con all’angolo la statua in bronzo di un filosofo goriziano, Carlo Michelstaedter.

 

 

Il duomo lo incontro per caso, entrando da un arco che indica il Palazzo della Questura. Una bella piazzetta si apre con case con muri dai bei colori, di fronte a un edificio bianco con una meridiana, che scopro, andando avanti, essere una parete della cattedrale neoclassica dei santi Ilario e Tiziano. La trovo davvero strana, per essere un duomo cittadino. La piazza, tranne che per un bar molto discreto, è per lo più deserta.

 

 

Pochi passi oltre si trova Piazza Sant’Antonio, una piazza non piazza: in realtà è l’area adiacente ad un chiostro (di un convento francescano del XIII secolo) aperto con 3 bei porticati sui lati e il quarto con vista sul castello, e di fronte al Grand hotel, di un giallo acceso che spicca. Peccato che il lunedì tutti i locali sotto i portici, che appaiono molto caratteristici, siano chiusi. Ma fare un giorno diverso qualcuno no?

 

 

Per mancanza di tempo non riesco ad andare a Borgo Castello, quartiere un tempo abitatato dai nobili e dai loro servitori, dove si trova appunto il Castello, su un’altura, da cui si dice si veda anche un bel panorama. Mi devo accontentare di vederlo guardando in alto da Piazza della Vittoria, apprezzare le belle case all’inizio della salita di via Crocevia,  e vedere il verde del borgo da Piazza Sant’Antonio: mi consola sapere che attualmente è chiuso, quindi non potrei comunque visitarlo.

Ritornando verso il centro, percorrendo via Mazzini, arrivo in Piazza del Municipio, un incrocio di strade dominato da un basso palazzo molto mitteleuropeo con un orologio al centro.

 

 

Da qui si rientra nella zona pedonale di via Garibaldi e arrivo nel punto in cui è iniziato il mio tour, in Corso Italia, dove subito ero stata colpita dal dehor del cafè del Teatro Giuseppe Verdi, storico bar risalente al 1781, che conserva arredi originali e atmosfera di un tempo, e che si trova appunto a fianco del Teatro Giuseppe Verdi.

 

 

Gorizia sarà capitale della cultura nel 2025, è una graziosa città a cui sono stata contenta di aver dedicato qualche ora andando verso Trieste.

 

ottobre 2022

 

Visite: 180

Linee di confine

 

 

Ho una strana attrazione per i confini. Forse  perché ho lavorato tanto sui miei, fragili, a volte troppo indefiniti, che mi hanno indotto, talvolta, ad immedesimarmi in modo camaleontico con altro da me.

I confini hanno il loro senso perché identificano e ci identificano. E una volta riconosciuti e fortificati, il bello è poterli varcare, ovvero superare ciò che ci confina, -appunto,- per conoscere altro.

Trovandomi a Gorizia, città di confine, non ho potuto fare a meno di seguire il desiderio di arrivare a Piazzale della Transalpina, dove dall’Italia si passa in Slovenia.

Avevo letto che al centro del Piazzale c’è un punto che divide le due nazioni, e la città stessa, che da un lato si chiama Gorizia, dall’altro Nova Gorica.

 

 

E’ una linea che un tempo era un muro di difficile valico, vecchio confine tra Italia e Jugoslavia, abbattuto nel 2004, quando la Slovenia entrò a far parte dell’Europa di Schengen, e che ha lasciato il posto a uno strano monumento: un cerchio sulla piazza che definisce il passaggio tra i due paesi.

 

 

Qui, si può passare da uno stato all’altro, ci si può cimentare nell’essere da una parte o dall’altra, come fanno i tanti che si fermano e fanno questo gioco, scattandosi foto. Ma si può anche sperimentare, non solo fisicamente ma anche metaforicamente, il confine, e fare qualche riflessione, attivando la consapevolezza: qua ci sono io, là ci sei tu, qui sono nella mia terra e lì sono in terra straniera. Si può superare il confine, e vedere cosa accade dentro di noi.

 

 

Cammino con curiosità su una strada poco affollata, dal centro di Gorizia, e mi avvicino a quel confine.

 

 

Ascolto quello che sento.

Penso che in fondo la città è la stessa, vista da una diversa angolazione, con diverse peculiarità, lingua, cultura, storia. E che, forse, anche noi siamo tutti esseri umani, simili, con diverse peculiarità, lingua, storia e cultura.

Mi dirigo verso il punto indicato dove deve esserci il Piazzale. Arrivo nei pressi, e mi accorgo che cammino per un pò proprio sulla linea di confine.

 

 

Mi sento un po’ spaesata: non capisco bene dove mi trovo; perdo la strada, e mi accorgo di averlo varcato il confine, per un pò non so più se incedo da una parte o dall’altra, nella mia terra o in terra straniera.

Sono confusa, mentre constato che cambiano le insegne, la lingua diventa da italiano a sloveno.. e poi vedo apparire un edificio elegante, che ricorda le archittetture dell’impero austro ungarico, bellissimo,

 

 

Davanti c’è una grande piazza: è Piazzale della Transalpina, e l’edificio è la stazione ferroviaria Jesenice-Trieste, in Slovenia.

 

 

E poi ci arrivo, in quel punto ben definito, nel mezzo del piazzale, dove basta un piccolo passo per restare, o per andare da un’altra parte.

 

 

Lascio la mia terra e sono in terra straniera..sono sempre io ma qualcosa cambia in me.

Posso passare da una parte all’altra restando me stessa, mantenendo salda la mia identità, con la curiosità verso posti e spazi nuovi che mi appartiene; cambiare punto di vista; andare verso qualcosa a me ignoto, aumentando le possibilità di conoscenza di quel che sento, di quel che vedo.

E penso che a volte abbiamo paura di varcarli, i confini. Che a volte è semplice, basta un passo, mentre a volte ci perdiamo; a volte i confini sono solo nella nostra testa, altre volte sono muri di protezione da abbattere, da trasformare in linee di definizione. E il frutto del lungo lavoro fatto su me stessa, mi dice che solo quando li abbiamo ben chiari e delineati, i nostri confini, possiamo sapere dove andare, e possiamo trascenderli, restando noi stessi, senza perderci, senza rischiare di diventare qualcos’altro, qualcun’altro. Come l’acqua che resta tale dentro a una bottiglia, ma diventa fango se versata nella terra.

E subito mi è chiaro il concetto: che i confini, solo quando li hai definiti, sai dove sei e sai chi sei.

 

 

ottobre 2022

 

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Impressioni di LUCCA, in Toscana

 

 

Non ero mai stata a Lucca ma la puntavo da un po’, così questo ferragosto (2022), abbiamo deciso di trascorrerlo nella città.

Lucca fuori dalle mura ti riporta anzitempo a un tempo passato

 

 

Lucca e la sua cinta muraria su cui passeggiare

 

 

che nasconde grandi gioielli, da osservare di sbieco, godendo della vista dal suo rilassante viale alberato

 

 

Lucca e l‘anfiteatro romano, ora splendida piazza ellittica, sorpresa all’entrata da un piccolo arco per la sua vastità e la vivacità dei colorati palazzi, dei bar e ristoranti

 

 

Impressionante girare attorno nella sua parte convessa, che fa ancor di più immaginare l’arena di un tempo

 

 

Lucca la città dalle 100 chiese: giri l’angolo e ne scorgi una maestosa, come il duomo imponente e bicolore

 

 

come San Michele, che domina la grande piazza

 

 

o semplicemente bella, come San Frediano, coi suoi mosaici sulla facciata

 

 

 o bicromica, come San Giusto, e la facciata bianca e nera

  

 

Lucca i suoi palazzi e le sue torri, che ti fanno girare col naso all’insù

 

 

Lucca e i negozi che conservano le insegne delle antiche botteghe, e le danno un  fascino molto retro

 

 

Lucca e le sue forme, tonde, quadrate, rettangolari, ampie, e le righe, i colori. Lucca è stupore.

 

 

Lucca che ti stimola a prendere una bicicletta o un risciò e fare il giro delle mura o della città pedalando

 

 

Lucca città d’arte, città di Puccini

 

 

delle statue di carta per piazze e vie, del Lucca comics, che ogni anno prende vita per le strade

 

 

Lucca piena di angoli deliziosi e viste inaspettate.

 

 

Una giornata intensa per le sue vie.. Lucca è un arrivederci sicuro.

 

 

 

Agosto 2022

 

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Italia

Visite: 217

Un due tre.. per le vie di ROMA

 

 

Sono stata più volte nella nostra capitale, l’ultima nel 2015 ad un udienza di Papa Francesco, e in in occasione di una trasferta di lavoro, sono andata con l’intento di godere della città, ripassando a vedere le cose principali, o altre in precedenza sconosciute.

Un giro ad inizio ottobre che è stato un sorprendente e gradito tuffo di nuovo nell’estate, che avevo già salutato, rassegnata, nei miei lidi della Pianura Padana.

 

 

Questo articolo non vuole parlare della storia di Roma o descrivere come o cosa vedere nella città, non ne ho le competenze né la conoscenza approfondita. Ma vuole essere una raccolta di immagini catturate in questo giro, che ne mostrano la bellezza, alcune scontate, altre meno.. ma del resto, la bellezza non è mai “scontata”, anzi! ha un valore inestimabile e il potere di risvegliare l’anima e i sensi.

 

 

(Sul fondo il suggerimento di un tour di 2 giorni, con alloggio e ristoranti consigliati)

 

Quanto sei bella Roma..

 

..quando c’è il sole..

 

Il Tevere e il cupolone

 

Fori Imperiali

 

Piazza Quattro Fontane

 

il Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli

Il Mosè

 

Caravaggio a San Luigi dei Francesi

 

Palazzo Doria Pamphili, via del Corso

Interno

 

Galleria ALberto Sordi, via del Corso

soffitto galleria

 

Piazza Navona

 

 

Fontana di Trevi

 

Piazza di Spagna

 

Trinità dei Monti

 

Pantheon

 

uno dei miei monumenti preferiti

 

sua maesta, Er Colosseo

 

Grazie Roma, che ci fai ridere e sentire ancora…

 

Piazza Venezia

Altare della Patria

salita all’Altare della Patria

terrazza panoramica Altare della Patria

 

Fori Romani

 

Piazza del Popolo

 

via dello Scalone

 

il Colle

 

Palazzi del Potere

 

Castel Sant’Angelo

 

Piazza San Pietro

via della Conciliazione

 

 

Roma non fa la stupida stasera

 

.. un friccichio de luna tutta per noi..

 

Piazza del Popolo

 

.. e sò più vivo, e sò più bono..

 

Roma capoccia..

 

..pe’ mondo en..fame!

 

 

Alloggio a Roma

Cercando un alloggio mi sono accorta che i prezzi a Roma sono davvero lievitati! A parte il fatto che nel weekend tante strutture risultavano piene, il prezzo di hotel o b&b per posti anche non troppo belli e vetusti erano davvero alti! In effetti c’erano tantissimi turisti in città, la metropolitana era molto affollata, con relative code ai distributori di biglietti: questa immagine ne è testimonianza

 

via Condotti

 

Con un colpo di fortuna, dopo varie ricerche, ho trovato posto in una guesthouse che si è rivelata poi in posizione bella e strategica e che consiglio:

Tinker Bell guesthouse https://www.tinkerbellroma.com/

 

 

La guesthouse è davvero gradevole, stanze recenti, ampie e arredate con gusto.

 

 

Bagni con doccia e cromoterapia

 

 

A disposizione degli ospiti c’è una bella sala comune con una cucina attrezzata, tavoli, microonde, tostapane, caffettiera, bollitore, the e caffè a disposizione, comoda per chi vuole consumare i pasti (non è prevista colazione).

 

 

Vicina ai musei vaticani, è comoda anche per chi arriva in treno: da Termini, prendendo la metro rossa direz. Battistini, fermata Ottaviano, percorrendo poi un pezzo del bel viale Giulio, Cesare in un quarto d’ora a piedi si raggiunge. Per chi arriva in auto, nei dintorni ci sono parcheggi sulle strisce bianche o blu (non si paga il sabato e la domenica) o si trovano garage a pagamento vicini in zona.

L’host si è dimostrata estremamente disponibile: abbiamo prenotato direttamente con lei tramite WhatsApp.

 

 

Mangiare

Colazione

Bar pasticceria Giselda sul viale Giulio Cesare, vicino alla metro Ottaviano: ottime paste pizze e focacce

Cena

Baja -river experience

 

 

Si tratta di un ristorante in un barcone ormeggiato sulle rive del Tevere.

Caratteristico, tavoli a lume di candela, servizio preciso e attento, noi abbiamo mangiato benissimo: un flan di zucchine, stracciatella e pomodorini confit, delizioso, cavatelli all’amatriciana, bigoli vongole e bottarga e un divino pesce spada accompagnato da saporite verdure cotte e crude.

 

 

Prezzi in linea con gli altri ristoranti. Abbiamo cenato all’interno perché ormai all’esterno non era più possibile ma deve essere ancor più suggestivo. Dal nostro tavolo vedevano scorrere il Tevere le barche che facevano le crociere notturne.

 

Roma reggeme er moccolo stasera..

 

Lungotevere Arnaldo da Brescia, vicinissimo a piazza del Popolo, dal nostro alloggio si arriva con una  passeggiata di una mezz’oretta da viale delle Milizie o viale Giulio Cesare, fino al fiume.

 

 

Pranzo

zona Piazza Navona

Animae in via Santa Maria dell’anima 14: qualche lacuna nel servizio, ma gentilezza e cibo ben preparato e saporito, saltimbocca e pollo alla romana davvero buoni, ci è piaciuto molto.

zona Fori imperiali

Ristorante Imperiale, largo Corrado Ricci 37: buon servizio, abbiamo mangiato supplì vari e carbonara molto buoni, prezzi nella norma.

 

Suggerimento per un giro di 2 giorni a Roma

Primo giorno

Vaticano

via della Conciliazione

Castel Sant’Angelo

Piazza Navona

Campo De Fiori

San Luigi dei Francesi  (3 dipinti del Caravaggio-gratuto)

Palazzo Madama

Palazzo Chigi e Montecitorio

Fontana di Trevi

Quirinale

Piazza di Spagna

Metro per Ottaviano

Sera

Lungo Tevere Arnaldo da Brescia

Piazza del Popolo

Metro Ottaviano per Tinkerbell

 

Secondo giorno

Metro per Piazza del Popolo

Via del Corso

Galleria Alberto Sordi

Piazza Venezia (visita altare della Patria)

San Pietro in Vincoli (Mose’ di Michelangelo – gratuito)

Fori imperiali

Colosseo

Via del Corso

Via Condotti

Piazza di Spagna

Metro per Ottaviano

 

Roma.. sempre una meraviglia!

 

 

settembre 2022

 

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Italia

Visite: 275

La bianca SCALA DEI TURCHI, perla della Sicilia

 

Il bianco candido della Scala dei Turchi, che spicca nell’azzurro del mare, e in un territorio dove prevale il dorato del tufo, ci ha lasciato senza fiato.

Per arrivare alla Scala dei Turchi occorre giungere in località Realmonte, a neanche una mezz’ora da Agrigento.

Abbiamo parcheggiato l’auto dal Belvedere, che è un po’ lontano per la discesa, ma offre una vista che merita, dall’altro lato della scala e sulle Secche, prima di Capo Rossello.

 

 

Da qui si può ammirare anche la bellissima vegetazione della zona, ancor più bella in seguito alla stagione primaverile.

In alternativa si può parcheggiare sulla strada o nei parcheggi a pagamento più vicini.

 

 

Con dieci minuti di camminata da lì si raggiunge l’ingresso segnalato per la baia, passando dal ristorante Lido della Scala dei Turchi, dove ci siamo fermati a pranzare con una vista meravigliosa.

 

 

 

 

E abbiamo mangiato divinamente!

 

 

Scendendo poi una scala si arriva alla spiaggia: qui il mare è bellissimo, in un punto sono presenti lastroni di pietra chiara stupendi che consentono di vedere la Scala dei Turchi da lontano.

Avvicinandosi si può ammirare la sua bellezza, i gradoni ondulati sono di  marna e irregolari, di un bianco candido. Il suo nome deriva dal fatto che la parete così fatta consentiva ai pirati saraceni, denominati Turchi dalla popolazione locali, un facile approdo. 

 

 

Purtroppo al momento vige  il divieto di salire sulla Scala dei Turchi, oltre che per la salvaguardia di questo maestosa opera della natura, anche per pericolo crolli, e per i recenti episodi di vandalismo avvenuti (delle persone hanno rovesciato vernice rossa, che è stata prontamente rimossa).

 

 

Nonostante sia presente una rete e un presidio di persone per evitare l’accesso, ovviamente i soliti furbetti dopo che i guardiani se ne sono andati, salgono comunque per fare delle foto, mettendo a repentaglio una così grande bellezza: a tutti penso piacerebbe andare sui gradoni, perchè dal basso non si riesce a cogliere al meglio la sua bellezza, ma se vengono messe regole dovrebbero essere valide per tutti!

 

 

Quando viene il tramonto i colori creano un paesaggio strepitoso

 

 

La Scala dei Turchi è stata candidata a diventare Patrimonio Unesco, e ci sono tutti i presupposti vista la sua bellezza ed unicità!

Nonostante non siamo riusciti ad ammirarla da tutte le sue prospettive, come si può vedere in certe foto stupende, scattate dal mare di fronte o da sopra i suoi gradoni, vale assolutamente la pena venire a vedere questo meraviglioso capolavoro della natura!

 

 

maggio 2022

 

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Agrigento, la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi: fascino greco e meraviglie siciliane

 

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Sicilia

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Scoprendo AGRIGENTO

 

 

Con la città arroccata sul colle dei Girgenti, Agrigento, non è stato amore a prima vista. La sua edilizia anni 50 e 6,0 fatta di palazzoni chiari tutti uguali, non risulta particolarmente interessante dall’esterno.

Un saliscendi di strade, già arrivando in auto, spesso strettissime, un dedalo in cui è facile perdersi.. ma quando si giunge ad imboccare la pedonale via Atenea, che taglia la città, ed è la via principale del centro storico, ecco che la percezione cambia, e i palazzoni restano solo come contorno esterno, si entra nell’atmosfera medievale e barocca, e si vede una città ricca e interessante, con una magnifica vista sui templi che restano di fronte.

 

 

È strana, Agrigento, anomala, diversa da altre quali Noto, Modica, Ragusa, pur somigliando nei colori dorati della pietra di tufo, e per certi aspetti nello stile. Non ha come queste ampie piazze, qui sono davvero piccole, e la maggior parte dei luoghi di interesse si sviluppa attorno alla via Atenea (la maggior parte, non tutti, il duomo, il monastero e altre chiese importanti non sono ubicate qui), che si collega alla via Empedocle, una strada che termina con un balcone panoramico sulla vallata, dove  si trova la sagoma di Domenico Modugno che ammira il blu del cielo e del mare a braccia aperte …e nella mente si immagina che stia cantando “Volare oh oh”.

 

 

È una città di origine araba, in cui è bello perdersi nelle viuzze e vicoletti, che si intrecciano; in cui guardare col naso all’insù i terrazzini barocchi o i cornicioni dei portoni, o il mare nelle fessure tra gli edifici.

 

 

In cui si trovano anche palazzi sventrati, cosi sgaruppati che mi sono chiesta talvolta se non fossi stata catapultata all‘Havana!

 

 

Il centro di Agrigento

La città si chiamava in origine e Girgenti, come il nome della collina che la ospita.

L’ingresso alla via Atenea, la strada principale, è da Porta di Ponte, antico punto di accesso medievale al centro città, dove una volta era presente anche un ponte levatoio, mentre ora restano solo i lati della porta ricostruiti senza l’arco.

La strada è piena di locali carini, si incontrano edifici interessanti, ed è intersecata da vicoli con scalinate, splendidamente valorizzate con colori, scritte, disegni.

 

 

Come quella della stupenda Via Neve, la via dell’arte

 

 

che ha anche murales su porte e muri

 

 

o quella a fianco in cui i gradini diventano un pianoforte

 

 

Sulla via Atenea spiccano la Chiesa di San Lorenzo detta del Purgatorio, in una minuscola piazzetta,

 

 

il neoclassico palazzo della Camera di Commercio, detto anche dell’Orologio, in piazza Gallo,

 

 

la Chiesa di San Giuseppe, del 1700, che di sera è un incanto,

 

 

che ha di fronte la piazza con lo strano teatro neoclassico, con basse colonne, dedicato a Pirandello,

 

 

e alcune interessanti installazioni, come l‘albero della fortuna

 

 

Proseguendo, alla fine di via Atenea, c’è piazza Pirandello, col busto dello scrittore e il bellissimo municipio, un palazzo barocco, che la sera illuminato risalta ancor di più.

 

 

La strada inizia a scendere e fa una curva e ci si trova sul belvedere Modugno, con la sagoma del cantante, di fronte a un panorama sulla valle molto suggestivo.

 

 

Nell’estremità più alta della città, davvero in alto, si trova la bellissima cattedrale di San Gerlando, un mix di stili tra il normanno il gotico e l’arabo e il chiaromontano, davvero particolare, dai colori dorati, e raggiungibile da una grande e candida scalinata.

 

 

La posizione è bellissima, abbiamo avuto la fortuna di andare quando era deserta, anche se purtroppo fuori dagli orari di visita. Dal piazzale il contesto è suggestivo in quanto il duomo domina su tutta la zona, anche se la parte a valle edificata, no, non è bella per niente.

 

 

Girando attorno alla cattedrale ci si rende conto che è enorme. Imboccando la strada laterale si può scendere verso il centro, ammirando la struttura della città. Si può passare dalla Chiesa di Santa Maria dei Greci, che purtroppo abbiamo trovato chiusa.

Dicono davvero che meriti anche il monastero di Santo Spirito che non abbiamo visto.

La città mostra la sua dedizione ai suoi scrittori, in primis Pirandello, il cui busto si trova nella Piazza a lui dedicata, e le frasi dei suoi libri su molti muri e sulle vetrate lungo le strade,

 

 

o Andrea Camilleri, il celebre scrittore di Montalbano a cui è stata data la cittadinanza onoraria, e la cui statua in bronzo si trova nella Piazzetta degli Scrittori.

 

 

E gli agrigentini?

Che posso dire, abbiamo trovato solo persone gentilissime, cordiali e squisite!

 

 

e anche con un grande senso dell’ironia, come si puo’ vedere

 

dalla serie Breaking bad

 

La spiaggia di Agrigento

La spiaggia di riferimento della citta è il lido di San Leone, a pochi chilometri dal centro. Ha un bel lungomare di palme, ma la spiaggia non mi è piaciuta molto, molto meglio spostarsi piu’ avanti in località Le dune, o andare verso i lidi attigui alla Scala dei Turchi.

 

Informazioni utili

 

Parcheggi:

Noi abbiamo lasciato l ‘auto nel parcheggio della stazione ,che ha prezzi contenuti e da lì, con qualche passo un po’ in salita, si arriva alla Porta Ponte punto di accesso a via Atenea, al centro citta. Abbiamo cercato anche qualcosa di più vicino tramite il pratico parkopedia, ma il dedalo di strade della città, molto strette, e la mancata conoscenza mi fa dire che questo sia davvero il posto più comodo per chi arriva. Per andare a visitare la cattedrale, che si trova nel punto più alto, per fare meno salita abbiamo provato, col navigatore, ad avvicinarci, imboccando le stradine proposte, strette ed in salita,  trovando poi parcheggio vicino alla chiesa di San Giorgio, in via Oblati, non tanto distante. Davanti alla piazza dove si affaccia il Duom è presente comunque un parcheggio per chi azzarda arrivare!

 

😋Pranzi e cene:

Sulla cucina siciliana non ho parole da spendere, è semplicemente deliziosa e non nascondo che noi veniamo in questa regione anche per questo!

Ad Agrigento città abbiamo mangiato:

-U’ strittu di Sant’Anna, in via Atenea, di fronte al palazzo dell’orologio, ottimo pesce e grande cortesia

-Il Re dei Girgenti, che si trova sulla strada prima di arrivare in città, un posto davvero strepitoso, arredamento tipico siciliano bellissimo all’interno e una favolosa veranda con vista sui templi, cucina raffinata e squisita

 

 

-L’ambasciata di Sicilia, sulla Via Atenea e inizio di Via Giambertoni, che ha un terrazzo con vista fantastica e piatti di pesce strepitosi

 

 

Alloggio:

Dell’alloggio al Doric Boutique hotel ne parlo nell’articolo sulla Valle dei Templi

 

La Valle dei Templi di Agrigento: fascino, storia e bellezza

 

La bianca Scala dei Turchi, perla della Sicilia

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.