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Novembre 2017: sei anni di blog

Novembre 2017 – Novembre 2023
📌 6 anni fa, a fine novembre, andava on line questo blog e pubblicavo sulla mia pagina facebook il mio primo articolo
Avevo tanto materiale già pronto, alcuni viaggi nel mondo, e soprattutto viaggi mentali, e mi era venuta la voglia di raccoglierli in uno spazio tutto mio, un luogo dove tornare, dove dar voce ai miei pensieri, dar loro un ordine, fissare alcune riflessioni, e i ricordi di momenti che col tempo sapevo si sarebbero affievoliti.
In questi anni qualche volta mi sono chiesta che senso avesse questo scrivere, raccontare e condividere e ho appurato che far nascere e curare un blog è molto impegnativo. Dallo scrivere (che non mi viene così naturale e continuo a correggere e ricorreggere), al dargli una forma, rispettare certe regole, mettere link, caricare foto, ecc.😓 Qualche volta ho pensato di smettere di pubblicare, e anche di scrivere: mi sono chiesta chi sono io e con che titolo, parlo, scrivo, racconto, pontifico, giudico, domando, informo, e anche condivido. Con il timore di non possedere quella indispensabile, per me, vergogna positiva
“𝘾’𝙚̀ 𝙪𝙣𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙜𝙤𝙜𝙣𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙞𝙩𝙞𝙫𝙖
𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙖𝙥𝙧𝙞𝙧 𝙗𝙤𝙘𝙘𝙖 𝙩𝙞 𝙛𝙖 𝙘𝙝𝙞𝙚𝙙𝙚𝙧𝙚
𝙨𝙚 𝙝𝙖𝙞 𝙫𝙚𝙧𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙩𝙞𝙩𝙤𝙡𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙙𝙞𝙧𝙚
𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙩𝙖𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙙𝙞𝙧𝙚.
𝙀̀’ 𝙡𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙚 𝙖𝙨𝙨𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙨𝙚𝙘𝙤𝙡𝙤”
𝙕𝙚𝙧𝙤𝙘𝙖𝙡𝙘𝙖𝙧𝙚
Poi, quando ho questi pensieri, solitamente, giungo alla conclusione che fa bene a me scrivere e condividere.
Forse è un bisogno di buttar fuori ed avere un luogo, o delle persone che accolgano; di ritrovarmi o ritrovare parti, concetti, o visioni e luoghi che ho vissuto, e che posso aver dimenticato o non ricordare bene.
È vero che potrei farlo comunque, e tenermelo per me; ma poi mi dico che…
- se posso restituire qualcosa al mondo di quel che ho ricevuto, che sia bellezza, gioia, entusiasmo, consapevolezza o anche sofferenza, inquietudine, domande..
- e se poi anche solo una persona si ferma a riflettere, trae spunto o stimolo, da qualcosa che legge nei miei scritti..
allora forse una missione l’avrà avuta anche questo blog.
Quindi.. vado avanti, per ora, -decisione che non è detto che non sia messa in discussione alla prossima crisi,- contenta del mio spazio e dei suoi contenuti, che rappresentano una parte di me che posso andare a rileggere, rivedere, ritrovare quando voglio.
Nutrendomi dell’entusiasmo e dell’energia che genera il momento in cui mi metto a raccontare, o mi viene l’ispirazione per un dato argomento.
Consapevole che molte volte ciò che racconto, o mi racconto, sono viaggi della testa e sfizi piccoli e insignificanti di fronte a ciò che sta accadendo nel mondo, o vicino attorno, e ai problemi grossi…
Ma si deve pur sopravvivere.
“𝙋𝙚𝙣𝙨𝙞𝙚𝙧𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙤𝙡𝙚 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙚 𝙚 𝙫𝙞𝙖𝙜𝙜𝙞.
𝙁𝙚𝙧𝙢𝙖𝙧𝙨𝙞 𝙖 𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙖𝙧𝙚 𝙚 𝙧𝙞𝙛𝙡𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚
i𝙣 𝙪𝙣 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙙𝙤𝙢𝙞𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙧𝙚𝙩𝙩𝙖 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙚𝙛𝙛𝙞𝙢𝙚𝙧𝙤.
𝙋𝙚𝙧 𝙨𝙘𝙤𝙥𝙧𝙞𝙧𝙚 𝙖𝙣𝙘𝙤𝙧𝙖 𝙡𝙖 𝙗𝙚𝙡𝙡𝙚𝙯𝙯𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙢𝙤𝙣𝙙𝙤”
Questa, la presentazione che ho scelto per la mia pagina iniziale, nel 2017.
Che, con le 99920 visite che segna in questo momento il contatore, -non tante, non poche per me, – contraddistingue ancora oggi il mio essere sempre un’anima in viaggio💕

Il villaggio di Rastoke in CROAZIA: mulini, cascate e fate
Rastoke è un delizioso villaggio molto vicino a Plitvice che vale la pena visitare, se si prevede un tour ai laghi: oltre ad esserci 23 deliziose cascate, è il paese del mulini ad acqua e delle fate!
Dove si trova Rastoke
A circa 30 km prima di arrivare a Plitvice, nella provincia di Slunj e nella regione di Karlovac, lungo la strada, si incontra il villaggio di Rastoke: io mi immaginavo un paesino addentrato in un bosco, invece resta proprio sotto la strada principale. Ma quando si entra nel borgo, si dimentica di essere sotto a un ponte e al piano stradale, e si entra in un luogo incantato, pieno di magia, cullato dal sottofondo del rumore dell’acqua, e immerso nel verde della natura.

Dove parcheggiare a Rastoke
Si può accedere dalla strada che scende in direzione Plitvice, svoltando sulla destra, e parcheggiando in strada: si ha subito di fronte il fiume e le case sulla riva opposta. Oppure si può continuare sulla strada, passando il ponte, e dopo pochi metri, sulla sinistra si trova un piccolo parcheggio. Non è consentito ai turisti accedere al paese con l’auto.
Il borgo di Rastoke
Il fiume Slunjčica, che sfocia nel fiume Korana (lo stesso dei laghi di Plitvice), nel borgo di Rastoke forma laghetti e cascate nel travertino, simili a quelli di Plitvice, ma la particolarità del posto è che sono inseriti nel contesto di un villaggio.
Il luogo è davvero suggestivo, con casette sull’acqua caratteristiche, per lo piu fatte in legno e pietra, con ponticelli e passerelle, e un giardino bucolico, dove è stato creato un percorso per visitare alcuni punti idilliaci, sotto il profilo naturalistico: tratti del fiume con cascate, canyon, grotte, un mulino ad acqua, e una parte espositiva con oggetti utilizzati per la macinatura del grano, e altri utilizzati nella vita di tutti i giorni dell’epoca, o per il divertimento

La forza prodotta dall’acqua era utilizzata in passato, dal XIX secolo, per generare energia e far funzionare le pale dei mulini, che servivano per molare il grano. In Italia ho visto un posto simile in provincia di Treviso, dove c’era però un’unica pala, il Molinetto della Croda. mentre in provincia di Verona abbiamo il bellissimo borgo dei mulini di Borghetto sul Mincio

Rastoke e le fate
Lungo il percorso del giardino si trovano sculture fatte con diversi materiali, che rappresentano delle ninfe: in fil di ferro, in legno, in cartapesta, in metallo, in paglia, ecc.; dalle più piccole, quasi invisibili, a quelle a misura d’uomo

La leggenda racconta che queste creature fantastiche facessero la loro comparsa di notte nel paese, girovagando coi cavalli dei mugnai, danzando e giocando!

Per questo motivo è stato dedicato loro uno spazio chiamato giardino delle fate, dove deliziose fate in miniatura, ognuna con un compito diverso, si trovano in mezzo a piante e fiori!

Rastoke, la visita
Abbiamo parcheggiato dopo il grande ponte e siamo scesi a piedi, seguendo l’indicazione verso il borgo.
Un secondo ponte, più in basso, offre il panorama del villaggio dall’alto, e conduce ad un sentiero che costeggia il paese e il fiume, e porta anche all’ingresso di un museo e uno spazio espositivo

Vale la pena percorrere il sentiero fino alla fine del borgo per vedere degli scorci incantevoli, fino ad arrivare sulla riva del fiume

Poco dopo l’inizio di questo sentiero c’è la deviazione che porta all’ingresso del museo e al parco in un giardino davvero bello.
Sul biglietto (attualmente costa 6 o 7 euro, a seconda della stagione) ci sono le indicazioni dei punti da visitare, contraddistinti da numeri.
Il giro inizia dalla visita al mulino, all’interno, dove ci sono gli strumenti di lavoro, e all’esterno, dove ci sono le pale e l’acqua che scorre, e che faceva funzionare il mulino

Nel grande prato del giardino ci sono edifici in legno dove si trovano attrezzi, utensili, oggetti di uso domestico, mobili e macchinari utilizzati per la lavorazione del grano, e anche strumenti musicali fatti con materiale di riuso

E c’è il giardino delle fate… E.. fate, fate, fate ovunque!!




Dal giardino ci sono diversi brevi sentieri che consentono di vedere le cascate dall’alto e dal basso, e un percorso che, attraverso un canyon, porta in una grotta scavata nella roccia, e in basso fino al fiume Korana

Un altro bel prato attiguo al precedente ha nel centro un totem in legno (che scopriamo poi essere il ricordo del set cinematografico di un film sugli indiani Apache, e che si chiama totem di Winnetou,) e conduce alla cascata più grande del villaggio

Terminato il giro, si risale per l’uscita.
Ritornando verso il ponte da cui siamo scesi, andando in direzione opposta, si trovano guesthouse e case caratteristiche in legno, e un bellissimo bar a picco sopra una cascata

Da qui, tramite un altro ponte, si può attraversare il fiume e proseguire sulla strada, per vedere il villaggio, con il corso del fiume e le cascate dalla riva opposta! Panorami meravigliosi!

Rastoke è una tappa da fare assolutamente durante la visita ai laghi di Plitvice, un luogo dove assaporare pace, armonia e bellezza: la visita può durare da mezz’ora a due ore, il tempo che gli abbiamo dedicato noi, perchè non volevamo perdere nessun angolo e scorcio di questo luogo magico!

in abbinamento a
Laghi di Plitvice, CROAZIA: paradiso di cascate e riflessi
I colori verde e azzurro che amo
I riflessi
Il suono fragoroso dell’acqua che scorre
O la pace estrema dove non ci sono cascate
Il bosco e le passerelle
La lentezza della barca e il sollievo del trenino dopo un lungo cammino
Il tempo ideale di fine estate, a volte caldo a volte fresco
I tappeti di ciclamini in mezzo al bosco
La vista dall’alto di tutto il percorso dei laghi superiori, come da drone
La camera in una casa di legno e di sasso, in mezzo ad un prato con mucche e cavalli
Viste idilliacheBellezza infinita: i laghi di Plitvice.
I laghi di Plitvice
Il parco dei laghi di Plitvice, in Croazia, è un paradiso naturale: una concentrazione di laghi e cascate, in mezzo a boschi, gole e canyon, che rendono il posto di una bellezza incommensurabile. Tanto che è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 1979, dopo che nel 1949 era stato proclamato parco nazionale

Alcune informazioni sui laghi di Plitvice
In rete si trovano tantissime informazioni sui laghi di Plitvice, dal sito ufficiale ai blog, da cui io stessa ho attinto informazioni per organizzare la visita.
Scrivo di seguito alcune notizie generali e curiosità:
-Il parco è 300 km quadrati, ed è coperto da boschi per l’80%. Il punto più alto è 1278 mt. Il punto più profondo è 368 (il canyon del fiume Korana). La cascata più alta è 78 mt (Veliki slap).
Il territorio è formato da rocce dolomitiche dove, tramite sedimentazione calcarea, hanno avuto origine gole e canyon. I laghi si sono formati dalle barriere create dalle rocce tufacee.

-I laghi visitabili in tutto sono 16, divisi in 4 inferiori e 12 superiori
-Gli ingressi sono 3:
*ingresso 1 in corrispondenza del laghi inferiori
*ingresso 2 in corrispondenza dei laghi superiori
*ingresso 3 o ingresso Flora, comodo per chi soggiorna a Plitvica Selo, vicino al Lago Kozjak.
Gli ingressi 1 e 2 sono collegati all’interno da un bus elettrico (detto anche trenino- incluso nel biglietto), che, oltre a permettere questo collegamento, effettua tutto il percorso lungo il bosco, fino all’ultimo dei laghi superiori (e viceversa, diventando comodo per scendere dopo averlo raggiunto a piedi)
–2 battelli elettrici circolano sul lago Kozjak (inclusi nel biglietto): uno fa una traversata di pochi minuti nella parte più corta del lago, che, venendo dall’ingresso 2, porta dalla parte opposta dove parte il percorso dei laghi superiori o il battello della tratta lunga (di cui parlo qui –>); l’altro si trova al capolinea dei laghi inferiori, arrivando dall’ingresso 1, e percorre una bellissima tratta di venti minuti, fino al punto dove arriva la barca della tratta breve, e viceversa, percorrendo tutta la lunghezza del lago,
-I percorsi del parco sono 8:
4 partono dall’ingresso 1, contrassegnati col colore verde,
4 partono dall’ingresso 2 contrassegnati dal colore arancione
-All’interno del parco ci sono un paio di alberghi (in particolare l’hotel Jezero è molto comodo e gradevole alla vista, con possibilità di non pagare il supplemento per l’ingresso del secondo giorno), mentre all’esterno, nei dintorni, la ricettività è alta, si trovano dagli hotel, agli chalet, alle guesthouse, anche a prezzi davvero economici.

I laghi inferiori
I 4 laghi inferiori, in prossimità dell’ingresso 1, si trovano in un canyon. Il percorso è quasi tutto in piano, su passerelle o sentieri, che costeggiano i grandi laghi dai colori e riflessi magnifici, alternati a cascate e cascatelle.
La cosa per me più affascinante è stata trovarsi su una passerella, camminando in mezzo al lago, o addirittura proprio sulle cascate.

Qui si alternano tratti dove continuamente si ode il suono dell’acqua delle cascate, a tratti sui laghi dove regna una pace e un silenzio deliziosi.
Proprio nei laghi inferiori si trova la cascata più alta di tutto il parco, 87 mt, Veliki Slap, che si scorge già dal belvedere appena dopo l’ingresso al parco.

Il panorama è davvero suggestivo e lascia senza fiato. La cascata si raggiunge passando su passerelle in legno

attraversando il verdissimo lago Kalunderovac

Iniziano qui a vedersi splendidi riflessi sull’acqua

Mentre poi scendendo la gola, appaiono scorci meravigliosi

Infine si arriva proprio sotto la cascata: una meraviglia che lascia senza fiato

Per proseguire la visita si deve risalire la gola, per proseguire verso gli altri laghi inferiori, che si alternano a cascate più basse, talune molto estese, come le Velike Kaskade, altre costituite da salti d’acqua più piccoli

Lungo il percorso si trova anche una grotta: la visita però, una volta consentita, ora è inibita.

I successivi laghi sono tutti molto grandi: Gavanovac

Milanovac

e Kozjak

La meraviglia di questi laghi sono, oltre ai colori azzurro e verde intensi, i riflessi sull’acqua, della vegetazione e delle rocce carsiche della riva opposta, e le sfumature di colore che questi assumono: strepitose🤩!!. Io non avevo mai visto un tale spettacolo

Il percorso dei laghi inferiori è molto semplice e davvero piacevole. Al termine si trova un grande spiazzo con vari punti di ristoro e tavoli in legno a disposizione (e i servizi), che sembra di essere in un rifugio montano.
Qui si trova anche il punto di imbarco del battello, la barca elettrica che attraversa la parte più lunga del lago Kozjak in 20 minuti, in alternativa al sentiero a piedi, che gira attorno al lago, e che arriva nei pressi dell’ingresso 2. Da qui, si può proseguire per i sentieri dei laghi superiori, a seconda del percorso scelto, oppure si può attraversare, con l’altra barca, in pochi minuti il lago, per poter proseguire verso l’uscita dell’ingresso 2, o per la fermata del bus che riporta in direzione dell’ingresso 1

Dal capolinea del bus occorre camminare per un’altra ventina di minuti in mezzo al bosco per arrivare all’uscita/ingresso 1; e mentre si pensa che ormai si siano viste tutte le meraviglie possibili di questo tratto straordinario, si giunge invece in un punto panoramico dove si possono ammirare tutti i laghi inferiori dall’alto

e dove compare il panorama piu’ bello di tutti, quello sulla Veliki Slap, la cascata più alta, e su 3 dei 4 laghi: si è davanti alla classica foto dei laghi di Plitvice, che io pensavo fosse stata fatta da un drone.. invece ci si trova questa spettacolare vista davanti ai propri occhi🤩🤩

I laghi superiori
I laghi superiori si trovano in una valle dolomitica, e si raggiungono in parte con sentieri nel bosco, e con passaggi su passerelle: davvero un bel trekking non eccessivamente faticoso, ma di più di quello dei laghi inferiori, più lungo e a tratti con un pò di pendenza.
Qui i laghi sono più piccoli, e sono collegati da cascate più scenografiche rispetto a quelle dei laghi inferiori, che li delimitano.
Si passa una serie di laghetti chiamati Burgeti, per arrivare al lago Gradinsko, e alla prima scenografica cascata Veliki Prstavac

Dopo 10 minuti si incontra un’altra cascata ancora più bella per il contesto e i colori, Mali Prstavci

Dopo una ulteriore quindicina di minuti si arriva ad un’altra bellissima cascata, larga ma non alta, e con un colore verde brillante Galovacki Buk

Salendo e inoltrandosi nel bosco ci si trova davanti ad un altro spettacolo

I laghi di questa zona si chiamano Galovac, Malo jezero, Veliko Jezero, Okrgljak.. non so se li ho elencati tutti

Dopo un altro tratto in salita per un sentiero nel bosco, si giunge alle spalle del lago Proskanso dove c’è un punto di ristoro, con tavoli e panche, e dove arriva il bus elettrico per tornare alla base. Il ristorante quando siamo andati non era funzionante, era aperto solo un bar con servizi.

Questo percorso può essere fatto con il bus elettrico in andata o ritorno. Tuttavia, prendendo il bus all’andata si giunge alle cascate dal retro, per cui può essere meno bello. Il tragitto col bus è in mezzo alla boscaglia quindi scarsamente panoramico: a mio avviso è comodo farlo al ritorno, quando si è stanchi dopo il trekking per la visita ai laghi superiori.
I percorsi dei laghi di Plitvice
I percorsi per la visita ai laghi sono 8, contraddistinti da lettere, e vanno dai più semplici e brevi, ai più lunghi e completi.
I percorsi A B C partono dai laghi inferiori, ingresso 1; i pervirsi F E H K partono dai laghi superiori, ingresso 2.
I percorsi H e C consentono di vedere tutti i laghi in una sola giornata, uno parte dai laghi superiori, e uno dai laghi inferiori.
L’ H (da ingresso 1) parte dall’alto, dai laghi superiori (raggiungibili col bus) e poi la visita è in discesa, fino agli inferiori: ha lo svantaggio che ai laghi si arriva dal retro, non da davanti.
Il percorso C (da ingresso 2) parte dai laghi inferiori, e attraversa il lago Kozjak con la barca elettrica, per poi proseguire per i laghi superiori, con rientro in bus.
Gli altri precorsi sono parti di questi 2 (tranne il K che ha delle parti in più)

Il percorso che abbiamo scelto per la visita del parco di Plitvice
Ho letto molti blog e report prima di scegliere come strutturare la nostra visita. La maggio parte consigavano percorsi C da fare in un giorno.
Alla fine, volendo goderci a pieno il giro dei laghi, senza stancarci troppo, e senza fretta, abbiamo scelto di dividere in 2 mezze giornate la visita, che si potrebbe comunque fare anche in un giorno (ma davvero viversela in 2 giorni non ha prezzo, anche perchè il giorno successivo si sa che si gode di nuovo di tanta bellezza): una mezza giornata l’abbiamo dedicata ai laghi superiori e l’altra ai laghi inferiori.
Ho scelto di fare il percorso E il pomeriggio del primo giorno, ovvero quello che fa il giro dei 12 laghi superiori, entrando dall’ingresso 2. Abbiamo preso la barca per il tratto di pochi minuti che attraversa il lago Kozjak, per poi salire a piedi fino al lago Proskanso, dove c’è il punto di ristoro e la fermata del bus per il ritorno

La mattina del secondo giorno abbiamo seguito il percorso C, entrando dall’ingresso 1, vedendo solo i 4 laghi inferiori, perchè il giro dei superiori (che sarebbero inclusi nel percorso) lo avevamo già fatto il giorno precedente). Abbiamo preso il battello per il giro, della durata di 20 minuti, della parte più lunga del lago Kozjak, che è molto piacevole, e all’arrivo abbiamo preso subito di nuovo la barca, che lo attraversa in larghezza, e in pochi minuti arriva vicino all’ingresso 2. Giunti alla riva opposta abbiamo camminato fino alla fermata del bus elettrico che scende, e che qui si ferma in corrispondenza dell’ingresso 2, per proseguire fino l’ingresso 1 (dove avevamo l’auto).
Sembra molto complicato, lo so: così appariva anche a me mentre leggevo di percorsi, di entrate, di barche e bus elettrici, ma ci ho tenuto a dettagliare per chi, anche sul posto volesse prendere spunto, visto che in questo modo si riescono a vedere tutti i laghi, godendoseli senza fretta

Abbiamo impiegato 4 ore per fare entrambi i percorsi: il primo giorno dalle 13.30 alle 17.30, il secondo dalle 9.00 alle 13.00, camminando con calma e facendo soste per le innumerevoli foto e per fermarci a contemplare i punti più belli.
La scelta è stata per noi azzeccatissima: ne è valsa davvero la pena, considerando che il mattino del primo giorno siamo anche riusciti ad andare a vedere Rastoke, un meraviglioso borgo con mulini e cascate, a 30 minuti di auto da Plitvice

I biglietti per il parco
Gli accessi ai laghi di Plitvice sono contingentati, ma sul sito del parco si possono tenere sotto controllo i posti disponibili per i 2 ingressi principali, in base all’orario.
I biglietti i possono acquistare online, ma non sono rimborsabili e vanno presi per un orario fisso: viene concessa un’ora di tolleranza per l’ingresso.
In alternativa, si possono acquistare alla biglietteria del parco, se ne sono rimasti dalla vendita online.
L’ingresso 1 solitamente è più affollato. La scelta di un ingresso o l’altro, distanti pochi chilometri, può dipendere anche da dove si alloggia. I biglietti per i parcheggi si pagano a parte.
Il biglietto per la vista del parco in 2 giorni
Si può acquistare un biglietto per 2 giorni: il secondo giorno è a metà prezzo il vincolo di orario, in questo caso è solo per il primo giorno, mentre il secondo si può entrare a proprio piacimento

Una valida alternativa può essere soggiornare all’hotel Jezero, dentro al parco: in questo caso il secondo giorno (anche quello del check out) è gratuito, per cui tra colazione e parcheggio compresi, può esserci anche convenienza, rispetto ad allogiare fuori dal parco, se si riesce ad arrivare entro il pomeriggio e fare un primo percorso. Ovviamente l’eventuale ulteriore notte non conviene farla in quell’hotel, visti i prezzi, e vista la possibilità di trovare soluzioni carine ed economiche in zona.
Laghi di Plitvice: il nostro alloggio, Villa Stone

Ho cercato parecchio prima di trovare la giusta soluzione per dormire ai laghi di Plitvice: mi sarebbe piaciuto alloggiare in un caratteristico chalet in legno, o in un ranch (ce n’è uno bellissimo, il Ranch Jelov Klanac) ma queste soluzioni erano o non più disponibili, prenotando all’ultimo momento. o troppo costose per noi.
Alcuni alloggi mi sembravano carini esternamente, ma datati all’interno; molti avevano ottime recensioni, alcuni erano davvero economici. Non volevo essere neanche troppo distante da una delle due entrate, per perdere meno tempo possibile, anzi se si fosse potuto arrivare a piedi sarebbe stato meglio. Avevo anche valutato di alloggiare all’hotel Jezero, che pareva un pò old stile internamente, (esternamente è molto gradevole e in posizione stupenda dentro al parco), ma che poteva convenire per il secondo giorno di ingresso gratuito. Ma arrivando alla sera, non avrei potuto sfruttare il primo giorno di accesso.. Insomma, cerca e ricerca mi sono imbattuta in Villa Stone, una bella casa in legno e pietra a 7 chilometri dagli ingressi, nuova, con belle camere arredate in legno, e anche una bella piscina e parcheggio

Contattando l’alloggio via mail, ho trovato grande disponibilità in Mate, che ci ha fornito utilissime informazioni per arrivare, e ci ha lasciato le chiavi per accedere in autonomia, poichè saremmo arrivati la sera tardi.
La casa si trova nei pressi di Rastovaka, nel borgo di Korana, e ha superato di gran lunga le mie aspettative: è bellissima🤩
Il giardino pieno di lavanda emana un profumo inebriante all’arrivo, e la casa ha spazi esterni di relax splendidi

Sacchettini di lavanda sono in ogni camera e nei corridoi per profumare gli ambienti; gli spazi comuni e le stanze sono decorate con dettagli d’arredo incantevoli

La sala per la colazione e la piscina si trovano davanti a un bellissimo prato dove pascolano mucche e cavalli

L’host ci aveva riservato una camera tripla, al piano superiore, come avevo richiesto, enorme, davvero favolosa, con arredi in legno massiccio e un bel balcone


Il bagno era molto grande

Dal balcone si poteva ammirare un paesaggio bucolico che infondeva una pace pazzesca..

Per chi desiderasse fare colazione in struttura bastava comunicarlo, ma poichè ci è sembrata un po’ cara noi abbiamo scelto di fare diversamente, preparandoci te e caffè col bollitore a disposizione e comprando dei dolci in una vicina bakery, anche perché avevamo poco tempo.
Peccato non esserci potuti fermare oltre le 2 notti, anche solo per rilassarsi e godere di quella splendida casa e location🤩, che non posso far altro che consigliare a chiunque visiti la zona

Il rapporto qualità prezzo è imbattibile e l’host si è dimostrato dal vivo, come via mail, una splendida persona, fornendoci anche tanti consigli per la cena, il pranzo e per la visita ai laghi.
https://villa-stone.business.site/
Pranzi e cene nei dintorni di Plitvice
Alla sera abbiamo cenato al ristorante Degenija
posto bellissimo e cibo ottimo, mentre a pranzo, entrambi i giorni, ci siamo fermati sulla via per Rastoke, in una trattoria sulla strada chiamata Friskas, dove cucinavano maialino al girarrosto e altre specialità croate ottime.
Come arrivare arrivare a Plitvice in auto: la strada migliore
La via migliore per arrivare a Plitvice, venendo da Trieste, è passare il confine a Pesek, e prendere la E61 per Fiume, attraversando così la Slovenia, senza pagare la vignetta.
In base alle indicazioni del nostro host, non abbiamo seguito il navigatore, che condurrebbe per una strada impervia, ma abbiamo seguito le indicazioni verso Karlovac, prendendo proprio l’uscita per la città: si percorrono una trentina di chilometri in più, ma di una comoda autostrada, proseguendo poi in direzione Plitivice.
Conclusioni
I laghi di Plitviche hanno ampiamente superato le mie aspettative: li avevo in nota da parecchio tempo, ma non credevo che il posto fosse tanto incantevole. Laghi, cascate, riflessi, bosco, natura, sono davvero un paradiso in terra. Sono stata pienamente soddisfatta di questi 2 giorni in terra croata, anche se la zona ne meriterebbe davvero di più!

Settembre 2023
Bellezze naturali della ROMAGNA: la Grotta Urlante e la Cascata della Sega a PREMILCUORE (FC)

La Grotta Urlante e la Cascata della Sega a Premilcuore, nel Parco delle Foreste Casentinesi, ai confini tra Romagna e Toscana sono delle meraviglie naturali.
In una domenica di quasi metà ottobre, con clima ancora estivo, partiamo in moto in direzione Premilcuore.
Da tempo avevo in nota questa destinazione per una gita fuori porta, nell’Appennino tosco romagnolo, ma durante l’estate, dovendo percorrere un tratto di autostrada che porta verso il mare per arrivarci, l’ho sempre messa da parte, per evitare il traffico e il grande afflusso di gente durante il fine settimana. Il prolungarsi della bella stagione, e la voglia di stare in mezzo alla natura in una bella giornata di autunno, stavolta ci fa decidere di partire

Premilcuore: come arrivare
Prendiamo l‘autostrada A14, usciamo a Forlì, e andiamo in direzione Predappio, arrivando fino alla cittadina. Dopo ulterioti 35 km di una bella strada in collina, arriviamo a Premilcuore, alle porte del parco nazionale delle foreste Casentinesi, che si riconosce subito dai tanti alberi ad alto fusto che fiancheggiano la strada e circondano la cittadina. Un paesaggio davvero incantevole.
A un paio di chilometri, seguendo le indicazioni verso l’agriturismo Ridolla, arriviamo davanti allo stesso, e troviamo le indicazioni per i sentieri verso la Grotta Urlante e la Cascata della Sega.
Parcheggiamo la moto, e imbocchiamo a piedi il sentiero indicato che conduce alle sponde del fiume Rabbi.
La Cascata della Sega
Dopo un centinaio di metri troviamo già il bivio dei sentieri che portano alla Cascata o alla Grotta, segnalato da un cartello

Imbocchiamo quello più breve di sinistra, verso la Cascata della Sega, camminando su grossi massi separati da grandi parti cave, che in periodi di minor siccità immaginiamo si riempiano di acqua, formando pozze naturali. Dopo pochi passi, arriviamo davanti a una bella cascata, dove l’acqua scende in 2 punti distinti, ed è verdissima e trasparente

La mente ritorna subito alla vacanza in Corsica del 2020, ai paesaggi del fiume Solenzara e delle cascate della Purcaraccia, che questo luogo mi ricordano per conformazione e colori

In verità questi colori li ho visti anche in Italia, in Valle D’Aosta, alle cascate di Lilliac , a Cogne oppure alla cascata del Bucamante, nell’Appennino modenese.
Imbocchiamo una scala in pietra con una ringhiera, che porta in basso, proprio sul fiume, da dove abbiamo un’altra bellissima vista delle cascate. Alcune persone stanno godendo del sole, distese sui massi, proprio sopra la cascata

Deliziati da questa bella visione, torniamo indietro per prendere l’altro sentiero, quello che conduce alla Grotta Urlante.
Il ponte Nuovo
Il sentiero si addentra nel bosco, è molto semplice da percorrere e ben delineato, ed è molto bello

Dopo circa 800 metri, sulla destra, non segnalata, c’è la deviazione che porta in basso, sulla riva del fiume, ma noi inavvertitamente la passiamo, arrivando al Ponte Nuovo: un ponte in pietra, costruito attorno al 1600, a schiena d’asino, chiamato anche Ponte Romano, che mi ricorda quello di Castel del Rio, anche se è un po’ più piccolo e che attraversa il fiume Rabbi, e sovrasta la Grotta Urlante

Lo attraversiamo per vederlo da tutte le angolazioni, anche da sotto

A fianco si trova un bellissimo edificio, anch’esso in pietra, che pare un tempo fosse adibito alla lavorazione della lana e dei tessuti

La Grotta Urlante.. poco :)
Dal punto più alto del ponte guardiamo verso la cascata nella grotta, ma non riusciamo a renderci conto di come sia fatta, il fiume ha davvero poca acqua. E tra l’altro..la grotta non è neanche tanto urlante come si può immaginare.. evidentemente l’afflusso di acqua, in questo periodo di piogge scarse, è limitato, per cui il rumore, dato dall’acqua che si inalvea, formando la cascata, e amplificato mentre si riversa nella grotta dalle rocce che la circondano, è, diciamo, quello consueto che si può sentire in una cascata (o forse il mio recente viaggio a Plitviche, con le sue cascate, vizia il mio giudizio?)
Torniamo verso il sentiero che porta giù al fiume, e lo costeggiano per un po’: ha un colore verde bellissimo

Arriviamo ad un punto dove ci appaiono 2 grandi pozze..delle piscine naturali con acqua di colore verde più scuro dato dalla profondità ma trasparente sulla riva dove è più bassa

Tutt’intorno ci sono lastroni di rocce bianca levigata dal tempo, alcune cave, con percorsi che avvicinano alle pozze, e alla grotta sul fondo, dove si vede scendere la cascata d’acqua, facendo un bel salto: è quella che vedevamo dal ponte che infatti, si intravede guardando in alto!

L’acqua è gelida ma alcuni temerari si tuffano e fanno il bagno: noi ci accontentiamo di girare sul lastrone di roccia, avvicinandoci più possibile alla grotta, per ammirarla da tutte le angolazioni

Per ammirare l’acqua che scende, e le pozze che forma, la vegetazione che risalta sul bianco e sul verde, e i riflessi

Ci troviamo un posticino per fare il nostro pick nick, col suono dell’acqua e immersi nella bellezza

Premilcuore
Dopo essere stati per un po’ a godere della vista, a fotografare, a leggere e a rilassarci, risaliamo il sentiero e riprendiamo la nostra moto, davanti all’agriturismo Ridolla, un pò rammaricati di non esserci fermati lì a pranzo, perché è un posto davvero delizioso. Ma avevano proprio voglia di immergerci subito nella natura, e assaporarla il più possibile, godendo degli ultimi momenti di sole e di caldo della stagione.
Ci fermiamo a Premilcuore: il borgo ha origini medievali, e sorge sul fiume Rabbi, e in mezzo al verde, dove spiccano soprattutto gli edifici in pietra e alcune stradine strette e ripidissime. Proprio oggi si tiene la sagra dei marroni, cosi ci troviamo a mangiare le caldarroste in canottiera, davvero una cosa insolita!!
Torniamo verso l’autostrada con le belle luci del tramonto, ma con un pò di ansia: dobbiamo fare rifornimento e il borgo ha un’unica stazione servizio dove la benzina è terminata e la stazione successiva si trova a Predappio, a 35 chilometri: rischiamo di rimanere senza carburante! Giusto al limite ce la facciamo ad arrivare, meno male! mantenendo così solo buoni ricordi di questa giornata piena di bellezza!

ottobre 2023
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Le tappe del nostro tour in Grecia di luglio, nel Peloponneso, più visita ad Atene, della durata di 11 giorni sono state le seguenti:
PELOPONNESO
Canale di Corinto, visita dal ponte al canale
Monemvasia 1 notte
Elafonisos chiamata anche Cervi 7 notti
Gythio, giro sul lungomare dove ci sono i polpi appesi, poi penisola del Mani, Peloponneso sud orientale (secondo “dito”)
PENISOLA DEL MANI
Limeni, visita con pranzo alla Taverna O Takis con vista tartarughe
Areopoli, visita al tramonto con cena
Gerolimenas 1 notte
ATENE
Atene centro, visita città 2 notti

✈Volo
Ryanair da Bologna ad Atene.
Più breve il viaggio per Elafonisos sarebbe con volo su Kalamata, che ha partenza solo in estate da Bergamo (noi abbiamo preferito viaggiare in Grecia piuttosto che in Italia😄)
Percorso
Da Atene ci sono 4 ore di auto fino a Monemvasia e un’altra ora per Elafonisos –
Da Kalamata ci sono poco più di 3 ore di auto per Elafonisos (naturalmente in questo caso si salta Corinto e Monemvasia)
Mezzi
Autonoleggio
Grekostar, (uno dei pochi che consente trasferimenti in ferry ed isole e senza supplementi..Attenzione perché la maggior parte delle persone non sa che non si possono traghettare le auto a noleggio sulle isole o non si è coperti; oppure spesso in caso di possibilità deve essere richiesta autorizzazione per scarico responsabilità o supplementi)
noleggio 9 giorni, da Atene aeroporto, riconsegna ad Atene centro (hotel Ederlezi)
Traghetto
da Pounta a Elafonisos, durata 10 minuti, frequenza ogni mezz’ora/ora, non occorre prenotare
Alloggi
–> Monemvasia o Malvasia, 1 notte da Kellia guesthouse, all’interno del castro, in piazzetta vista mare, camera caratteristica, set di cortesia, Malvasia offerto in camera, con super colazione. Prenotato dal sito
–> Elafonisos, 7 notti da Domatia Me Thea, monolocale nei pressi di Simos Beach con vista mare Simos e spiaggia di Lefki. Funzionale ed arredato con mobili di pregio e particolari deliziosi, cambio lenzuola e asciugamani ogni 2 giorni, host gentilissimo, che ama il suo lavoro, con grande attenzione per il cliente
Da qui la spiaggia è raggiungibile anche a piedi in una ventina di minuti, la cittadina di Elafonisos e la spiaggia di Kato Nisi sono a 4 km di auto. Prenotato via mail
Elafonisos ha un mare davvero con colori caraibici. L’isola è solo 20 km, ha 4 spiagge, e una cittadina col porto molto carina.
Le spiagge distano 4 km dalla cittadina (e viceversa😆).
–> Girolimenas, 1 notte da Laoula luxury guesthouse, balcone proprio sul mare, camera ampia e bellissima con particolari di pregio, ottima colazione con prodotti fatti in casa, lettini a disposizione sulla roccia e scaletta privata di accesso al mare. Prenotato via mail
Il Peloponneso mi ha stregato, non avrei immaginato, ho anche pensato che mi piacerebbe ritirarmi lì (quando si dice: voglio scappare su un’isola deserta😄, in quel senso), una gran pace con la sua natura aspra e selvaggia.
–> Atene, 2 notti, Ederlezi boutique hotel, zona Psirri/Ermou, camera bella e spaziosa con mobili in legno, ottima insonorizzazione, bottiglia di vino come benvenuto, terrazzo sul tetto. Molto supporto dall’host per informazioni su parcheggio, ristoranti, prenotazione taxi. Prenotato via mail
Atene ovviamente è stupenda con la sua storia e i suoi monumenti, ma c’è un gran caos, è molto vivace, con locali bellissimi in ogni angolo!
PREZZI
La Grecia ormai non è più la meta economica che era in passato.
In questo viaggio incide molto la spesa del noleggio auto.
I prezzi degli alloggi non sono bassi ma rispetto alla qualità sono molto meglio di quelli in Italia.
I prezzi per mangiare nelle taverne non sono bassi ma sono inferiori a quelli in Italia, anche nelle location più belle vicino o sul mare. Quelli dei market sono leggermente superiori a quelli in Italia.
Costo di ombrelloni e lettini a Elafonisos: 30 euro a Simos, 20/25 a Kato Nisi.
Noi abbiamo poi optato per l’acquisto di spiaggine a 20 euro l’una, visto che l’host ci ha prestato un ombrellone, e in questo modo potevamo metterci dove c’era davvero poca gente, o a volte nessuno
Segnalo che in Grecia c’è un’ora in più rispetto all’ Italia

Luglio 2023
tutti gli articoli sulla vacanza in Grecia
In giro per la calda e caotica ATENE

Atene, città viva, tanta storia, tanto da vedere e tanto da vivere.
La nostra è stata una visita superficiale, col poco tempo che avevamo a disposizione, un giorno e mezzo, e il grande caldo di fine luglio: volevamo vedere le cose principali e camminare anche senza meta per le sue strade dove ogni angolo è un pezzo di storia, assaporandone l’atmosfera, senza troppo impegno.
Tuttavia girare per Atene non è così semplice. Seguire la guida Lonely Planet, tra il caldo e la difficoltà ad orientarsi con i nomi complicati delle strade, è risultato davvero ostico🥺.
È una città incasinata: perché c’è traffico, perché c’è tanta gente, perché le distanze sono più grandi di quelle che sembrano dalla mappa, perché non è facile trovare i nomi delle vie, e quando si trovano spesso sono scritti con l’alfabeto greco, o sono difficili da memorizzare per noi..

L’atmosfera che si respira è più di una città mediorientale, che europea. Soprattutto quando si arriva a Piazza Monastiraki, il fulcro di Atene, con la visione dell’Acropoli che domina sulla collina, le persone che si accalcano vicino a qualche artista di strada, la bella chiesa ottomana, e il punto da dove partono le stradine dei mercati e dei ristoranti, e in direzione dei monumenti più importanti

Nel pomeriggio della giornata che ci siamo fermati in città, dopo aver trascorso la mattinata all’Acropoli, abbiamo dovuto fare una siesta, per non soffocare per la calura, e non giungere a sera sfiancati.
Arrivo ad Atene
Arriviamo ad Atene nel tardo pomeriggio, dopo aver attraversato i diversi paesaggi che si sono avvicendati durante il viaggio, e una bella autostrada per gran parte del percorso: veniamo da una settimana trascorsa ad Elafonisos e un breve giro nel Mani, in Peloponneso, dove abbiamo visitato le cittadine di Limeni, Areopoli e Gerolimenas.
Fortunatamente abbiamo accordi con il rent a car per lasciare l’auto in città all’arrivo (e non all’aeroporto dove l’abbiamo prelevata), nei pressi del nostro hotel, visto che non ci servirà per girare in centro: infatti ci rendiamo conto subito del traffico convulso di Atene, passando da una delle sue vie principali, Ermou.
Il nostro alloggio ad Atene
Alloggiamo molto vicino al centro storico, all’Ederlezi boutique hotel, che avevo prenotato prendendo accordi tramite mail e WhatsApp: l’ho scelto, oltre che per la posizione, perché mi piaceva il suo stile moderno, e l’arredamento in legno

e per il bel terrazzo a disposizione degli ospiti, sul tetto

Si è rivelata un un’ottima scelta per entrambe le cose: il centro si raggiunge a piedi, anche se c’è un po’ di strada da fare, e la stanza è davvero bella e arricchita con dettagli di pregio, con tutto ciò che serve, bollitore, macchina del caffè, bottigliette d’acqua, e una buona bottiglia di vino in frigorifero come benvenuto; è ottimamente insonorizzata, il che è importante per il rumore proveniente dai locali di notte.
L’hotel si trova precisamente nel quartiere Psirri, una zona molto vivace e piena di locali per la maggior parte particolari e stravaganti, a 15 minuti da Monastiraki e quindi dal centro storico, in una strada chiamata Lepeniotou, poco distante dalla via Ermou

Il nostro tour nel centro di Atene
In una giornata (dal tardo pomeriggio alla sera successiva) siamo riusciti a vedere:
I giorno
dalle 18
Monastiraki
Biblioteca di Adriano
Visita dell’antica Agorà
Cattedrale
Piazza Syntagma con cambio della guardia
Plaka
II giorno
Mattino
Visita dell’Acropoli
Viale Dionysiou Areopagitou e Apostolou Pavlou
Pomeriggio
Mercatini di Monastiraki e zone limitrofe
Torre dei venti e Agorà romana
Anafiotika
Plaka
La visita e i monumenti
Arrivati nel tardo pomeriggio, ci dirigiamo, attraverso le vivaci stradine del quartiere Psirri, a piazza Monastiraki, da dove ci appare in alto la vista sulla collina dell’Acropoli

Piazza Monastiraki
Piazza Monastiraki è sempre affollata, soprattutto la sera; se non è affollata, è brulicante.
Si affacciano su di essa la bella moschea di Tzistarakis, la chiesa bizantina di Pantanassa e l’edificio particolare della stazione della metro.
Da qui si può prendere la strada che conduce all’Agorà, girare per le vie del mercato delle pulci, e per i negozi di souvenir turistici, andare verso la cattedrale, e fino a piazza Syntagma, o addentrarsi per le stradine pedonali verso il quartiere Plaka.

L’antica agorà
Dopo aver ammirato la biblioteca di Adriano, proprio all’angolo di Monastiraki, un sito archeologico dove spicca un tempio con colonne ben conservate e altre rovine, poco oltre ci troviamo davanti all’antica Agorà. Decidiamo di visitarla, approfittando del caldo attenuato dal tramonto, e della poca coda per acquistare i biglietti. Il tempo per visitarla è limitato perché alle 21 in punto chiude, mentre noi avremmo voluto fermarci ancora per vedere con calma il bellissimo tempio, ottimamente conservato, di Efesto che è rimasto per ultimo.

Ma quando arriviamo lì, ci comunicano che è orario di chiusura e che bisogna uscire subito e a malincuore dobbiamo obbedire.
L’antica Agorà è il luogo dove si svolgevano la vita politica e le trattative commerciali nell’antica Grecia, e anche dove si parlava di filosofia: merita assolutamente di essere visitata.
Con la bella luce del tramonto sui monumenti, la vista della collina dell’Acropoli che domina, e tutti i gatti che camminano sulle rovine, è davvero bellissima.
Spicca in modo particolare, già prima dell’ingresso, la maestosa e bianca Stoa’ di Attalo, risalente al I secolo, a.c. ma ricostruita negli anni 50, un enorme edificio porticato di 116 metri, a 2 piani, con tantissime colonne: era un “polo commerciale”, quindi va immaginato pieno di botteghe, di artisti e anche di filosofi che tenevano i loro discorsi. All’interno ci sono statue, pannelli esplicativi della storia, e un museo, ed è molto affascinante percorrere questo monumento, si ha molto la sensazione di essere nell’antica Grecia.

A fianco all’Agora’ passa una bella strada pedonale, Adrianou, molto animata e piena di locali per mangiare e bere, e da cui partono tutti i vicoletti dei mercatini.
Piazza Syntagma
Tornati a Monastiraki, dopo la visita all’Agorà, ci vogliamo dirigere verso piazza Syntagma per vedere il cambio della guardia, che si tiene ogni ora: sono quasi le 21 e l’idea è ottima, perché col caldo che fa ancora a quest’ora, non oso immaginare attendere e guardare questa curiosa cerimonia tradizionale, che dura una decina di minuti sotto il sole. “Curiosa” in quanto i passi dei militari, e le scarpe indossate, sono davvero, oserei dire, strambi🤪 e rumorosi: questo cambio della guardia è molto diverso da quello di Londra, e merita sicuramente di essere visto

Piazza Syntagma, che in greco significa Piazza della Costituzione, è la sede del parlamento, è molto grande e si trova in mezzo a 2 larghe vie di circolazione, e al termine di Ermou.
La cattedrale
Prima di arrivare a piazza Syntagma, passiamo anche per la piazza della Cattedrale dell’Annunciazione, una chiesa greco ortodossa del 1800, che ha a fianco la minuscola chiesa di Agios Eleftherios, del VII secolo: la piazza non è maestosa ma le due chiese sono molto belle.

Plaka
Da Piazza Syntagma ci dirigiamo verso il vivacissimo quartiere Plaka: qui, come ovunque ad Atene, ad ogni angolo c’è una taverna, un cocktail bar, dei negozietti, gente che fa musica.. c’è insomma una bella atmosfera, ed è piacevole camminare per le strade, nonostante la confusione. Per cenare c’è l’imbarazzo della scelta, e noi scegliamo un locale, così, a sentimento, caratteristico e gradevole, e risulta una buona scelta perché mangiamo molto bene.
L‘Acropoli domina, dalla collina, illuminata, sulla città, offrendo un magnifico spettacolo

L’Acropoli
L’indomani ci svegliamo presto per essere all‘Acropoli all’apertura, visto il caldo.
La strada per arrivarci è ovviamente in salita e abbastanza lunga: come dicevo, dalla mappa sembra tutto molto più vicino.
Saliamo dalle vie che ci indica il navigatore per l’ingresso principale, anche se i suggerimenti dicono di entrare dall’ingresso laterale per trovare meno coda, ma questo ingresso, da cui poi usciremo, che è vicino al museo dell’Acropoli, avrebbe allungato troppo la strada.
Avendo fatto i biglietti online la sera prima, saltiamo la coda alla biglietteria, c’è comunque fila ai tornelli per i controlli, ma scorre abbastanza velocemente.
La cosa che più mi è piaciuta dell’Acropoli è l’ingresso dal Propilio, che è l’accesso a tutto il sito: è l’unico monumento che si attraversa e si percorre un tempio, mentre gli altri templi si guardano da lontano, ed è una grande emozione

Il Partenone, in perenne ristrutturazione, è maestoso ed emozionante, proprio come ricordavo di averlo visto molti anni fa

Altra cosa che ho adorato è l’Eretteo

in particolare le colonne con le cariatidi, i cui originali sono conservati al Museo dell’Acropoli

Non poteva mancare la foto con .. le doppie cariatidi!!

Dall’Acropoli poi si ha una meravigliosa vista su Atene a 360 gradi

Nonostante comunque il grande afflusso di gente, che segue il nostro ingresso al mattino, riusciamo a goderci il sito, e senza patire troppo caldo.
Scendiamo poi dalla parte opposta a quella di entrata, passando per il teatro di Dionisio

Arriviamo al Museo dell’Acropoli, che non visitiamo per mancanza di tempo. Ci godiamo comunque il grande viale pedonale che lo circonda, Dionysiou Areopagitou, con la vista della collina e del Partenone da un lato diverso, e qualche musicista che suona, creando una bella atmosfera

È ora di pranzo, e abbiamo una sete bestia, quindi ci fermiamo a bere e mangiare una bella insalata, in un bar ristorante sul viale, nel quartiere Thisseio, che costeggia la collina in alto, e l’Agorà in basso, ed è proprio sopra al tempio di Efesto. Da qui abbiamo una meravigliosa vista dell’Acropoli

Ci guardiamo le varie bancarelle sul largo viale pedonale, che mi piace, molto dirigendoci verso l’hotel per fare una siesta nelle ore più calde, o sappiamo che non arriveremo a sera.
Verso le 17.30 ci rimettiamo in moto per le viuzze della nostra zona, Psirri

Alcuni locali sono davvero belli e ricercati, altri più caratteristici o a tema, finché ce ne appare uno esagerato: è il Little Kook, un bar pasticceria a tema Alice nel paese delle meraviglie

E’ terribilmente tutto esagerato, ma sembra di essere in un parco giochi, e io mi diverto come una bambina a girare nella croce di vie occupate dal locale, a sbirciare carte, personaggi, angoli assurdi..

Perfino i camerieri sono vestiti da personaggi di Alice: è uno spasso non solo per i grandi ma anche per i bambini!

La sera ci ripassiamo, e tutto è illuminato che pare di essere a Las Vegas.. sarà pure kitsch ma è un posto pazzesco!!

L’agorà romana
Ci dirigiamo verso la Torre dei venti, poco distante anch’essa da Monastiraki, che fu meridiana e stazione metereologica

A fianco si trova l’Agorà Romana, sede dei commerci ateniesi in epoca romana, con la bellissima porta di Atena, ottimamente conservata

Anafiotika
Cerchiamo, girando per Plaka, il quartiere Anafiotika, vedendo vicoli deliziosi, case colorate o bianche con bouganville fiorite.
Assolutamente da non perdere è la via chiamata Miniskelous: una scalinata dove affacciano caffè e ristoranti, adornata di fiori, cuscini, sedie colorate, davvero pittoresca

Nei dintorni ci sono angoli davvero incantevoli, si sale e si scende, e in basso si trovano le vie animatissime di Plaka, dove abbiamo consumato la nostra ultima cena greca, in compagnia di musica tradizionale
La nostra visita ad Atene finisce a Piazza Monastiraki, dove è iniziata, con la folla e il trambusto della notte, sotto un’Acropoli illuminata, oltre che dalle luci, da una bella luna piena.

L’indomani abbiamo il taxi prenotato molto presto, che ci porterà in aeroporto.
Ho scritto tanto nonostante la breve visita, ma davvero ad Atene ogni angolo è da descrivere, e anche una visita superficiale vale davvero la pena!!

luglio 2023
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La vita è bella… ad AREZZO!

La vita non è bella solo ad Arezzo, ma ad Arezzo, è stata girata una parte del pluripremiato e grandioso film di Roberto Benigni “La vita è bella”: per un impegno ci troviamo in città, e facciamo questa piacevole scoperta!
Non era mia intenzione scrivere un articolo, perché ci saremmo fermati solo qualche ora, per cui non avrei potuto dare informazioni approfondite, ma anche senza entrare nelle sue bellissime chiese, o vedere le opere di importanti artisti come Piero Della Francesca e Cimabue, o visitare i musei di Casa Vasari e Casa Petrarca, o la Fortezza Medicea, in cima al colle, dal breve giro fatto per il centro, e per la particolarità che vengono ricordate le scene del film nelle vie cittadine dove sono state girate, devo dire che la città e l’atmosfera mi sono piaciute molto, e quindi non riesco a fare a meno di scriverne e condividere qualche foto.

Forse un po’ oscurata dalla fama delle altre città toscane, Firenze, Siena, Pisa, e anche Lucca, o forse poco sponsorizzata in passato dalla gente del luogo, come ci raccontava un locale con cui ci siamo fermati a chiacchierare, per la prevalenza di altri interessi diversi dal turismo, ad Arezzo spesso ci si va, così come abbiamo fatto noi, per caso, o perchè si è di passaggio, o essendo di strada per visitare un’altra città.. Ma sembra che negli ultimi tempi le cose stiano cambiando, un pò in seguito alla notorietà data dal film di Benigni, e anche, per esempio, per i mercatini di Natale, che pare siano molto belli, e che contribuiscano ad attirare tantissimi turisti.
Dopo quanto visto, io penso che Arezzo meriti proprio una visita apposita, per molto più tempo rispetto a quello che gli abbiamo dedicato, per cui consiglio moltissimo la visita.
In giro per Arezzo
L’interesse del centro storico è, secondo me, indiscutibile, e girovagando per le sue strade si ha proprio la sensazione di essere in una città della Toscana, con un’atmosfera dove bellezza e arte hanno la capacità di ammaliare.
Il centro antico della città sorge su un colle: arrivando si può subito individuare da lontano la cittadina medievale, il suo duomo, e l’alto campanile, che domina la vista, e le case e gli altri monumenti, che si raccolgono attorno.
Corso Italia, l’elegante e caratteristica via pedonale del centro, conduce alla Chiesa romanica di Santa Maria della Pieve, ma è prendendo la strada sulla destra, via Seteria, che salendo, si arriva alla bellissima Piazza Grande

La piazza è stranamente in pendenza e davvero grande

Si affacciano su di essa gli antichi palazzi con balconcini in legno, che a piano terra, da vecchie botteghe sono diventate negozi di souvenir o ristoranti, e che conservano ancora elementi del passato. Alle finestre e ai balconi sono appesi gli scudi, ovvero stemmi e bandiere che rappresentano i quartieri, le casate nobiliari, le istituzioni medievali, che danno un tocco di colore e di passato..

Su un lato della piazza spicca un lunghissimo porticato con archi, il Loggiato del Vasari, dove chi vuole mangiare fronte piazza, può scegliere uno dei tanti ristoranti, godendo di una gradevole atmosfera. A fianco si trova il Palazzo della Fraternità dei Laici, uno dei monumenti più importanti, un edificio in stile gotico e rinascimentale, che ha una torre con l’orologio, e che attualmente è sede di un museo. Attaccato, a fianco, segue l’abside circolare della chiesa di Santa Maria

Proprio all’angolo opposto delle logge, si trova Piaggia San Martino, il vicolo dove Roberto Benigni, nella prima parte del film “La vita è bella“, inforcava la sua bicicletta e, caricando la famiglia, se ne andava per la piazza 😍

All‘apprezzamento per la bellezza di questo posto, si aggiunge l‘emozione al ricordo dell’amore e della tenerezza capace di sprigionare uno dei più bei film della nostra cinematografia. Chi tra noi donne non vorrebbe sentirsi salutare con quell’indimenticabile
“Buongiorno Principessa“
e sentire quell’emozione che si legge negli occhi della protagonista, Dora, a quelle parole??
Quelle parole che contengono la capacità dell’amore di travolgere, di lottare per costruirsi una vita insieme, e tutta la fiducia, – che si trasforma in forza e coraggio -, per affrontare le sfide della vita

In città, in ogni punto dove è stata girata una scena del film, è esposta una locandina, con le foto e con i dialoghi abbinati

La troviamo anche sulla bella Piazza della Libertà, dove affaccia il palazzo della provincia con la sua alta torre

precisamente nell’angolo dove si trova la scalinata che porta alla cattedrale dei santi Pietro e Donato

il punto in cui Guido, il Benigni de La vita è bella, stende un tappeto rosso per la sua principessa durante un temporale..

A fianco scorre via Ricasoli, che da un lato scende in pendenza, e ci ha incuriosito per la statua che si vede all’incrocio, alla fine della via, e il panorama

mentre dall’altro, fiancheggia la Cattedrale con il suo alto campanile, e conduce verso il bel giardino del Passeggio del prato

Da qui, volendo, attraverso una scalinata ci si ritrova di nuovo in Piazza Grande

Poco distante da Piazza Grande, c’è via Cavour: nel film si vedono i due fidanzati passeggiare, di fronte alla Basilica di San Francesco, sulla omonima piazza, che è mozzafiato quando appare alla vista, in stile gotico italiano, e nota soprattutto per gli affreschi di Piero della Francesca

Proprio poco oltre la piazza, ci fermiamo per pranzo al Covo dei briganti, di cui avevo letto buone recensioni: il ristorante si trova all’interno di un palazzo storico che era una farmacia, ci racconta l’host, e ha mantenuto le caratteristiche del locale di altri tempi, i pavimenti, i soffitti e alcune simpatici cartelli ai muri; ha 2 sale al primo piano con vista giustappunto sulla via Cavour

L’atmosfera è davvero gradevole, ci viene assegnato un tavolo proprio davanti alla finestra,

e con questa bella giornata di sole, il buon cibo locale, dei tortelli fatti in casa con ragù toscano, scelti dall’esposizione nel bancone all’ingresso, la sala per gran parte del tempo tutta per noi, e mio marito accanto, ho la fortuna di sentirmi anch’io… una principessa!
Sulla via del ritorno non riesco a fare a meno di comprarmi una tee shirt con l’immagine e il titolo del film: oltre che come ricordo di questa visita, anche per tenere sempre ben a mente che, anche nei momenti bui.. la vita è bella..

Ripassiamo da Piazza Sant’Agostino, sulla via del ritorno, la prima che abbiamo visto all’arrivo in città, anche questa in pendenza, e con la splendida chiesa omonima che domina sulla via, e che ci ha colpito subito

Lasciamo Arezzo, canticchiando nella nostra testa l’aria della canzone de La vita è bella, contenti di aver visto anche questa città.
Che ci ha contagiato con la sua arte, la sua cultura, la sua atmosfera affabulatrice, e che, come ogni viaggio, lungo o breve che sia, ci ha arricchito ed emozionato.
Che ci ha fatto sentire, in mezzo a tanta bellezza,- fonte di entusiasmo, ispirazione, e nutrimento,- .. che …
la vita è proprio bella!


settembre 2023
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GEROLIMENAS: il mare in una stanza
Gerolimenas è per me impossibile da dimenticare: un piccolo villaggio pittoresco e caratteristico nella penisola del Mani, in Peloponneso, che, come va di moda dire, mi ha rubato il cuore.
Gerolimenas è bellezza allo stato puro, sensazione di essenziale ed autentico.
E’come essere arrivati al nocciolo, al cuore.
Poco importa se ci sono anche case diroccate, in certi punti un pò di disordine per strada, un unico hotel che stona perché non fatto di pietra come invece tutti gli altri edifici… A camminare per Gerolimenas sembra di essere in un luogo dall’altra parte del mondo.. invece siamo in un paese del profondo sud del Mani, dove un cartello segnala l’ultima gas station a chi vuole andare oltre.
Cittadina deserta d’inverno, ci dicono, perché soggetta ad un vento impossibile, ma balsamo per l’anima durante la calda estate, e le giornate come questa che stiamo trascorrendo.
Da una parte, un promontorio che si butta nel mare, che si scorge all’arrivo, togliendo le parole: una scogliera che sembra un fiordo, che fa entrare l’acqua nella sua baia lunga e stretta; dall’altra il paesino, ex villaggio di pescatori: poche case, poche barche, una spiaggetta, piccola, di sassi bianchi rotondi, grossi. Un mare cristallino dalle sfumature verdi e blu, che diventa bianco a pochi metri dalla riva. Un posto di poche parole, di pochi pensieri, di pochi fronzoli, che emerge tra montagne brulle, che svettano e risaltano nel cielo blu.
Un porto. Un punto d’arrivo dopo il deserto, e prima di altro deserto. Dove l’anima si posa e riposa.
Ho conosciuto questo luogo, sono rimasta poche ore, ma quelle poche mi hanno fatto pensare che se un giorno avessi bisogno di mettermi in pace col mondo, è qui che vorrei tornare

Una giornata a Gerolimenas
Arriviamo da Limeni, una mezz’ora di strada pressoché deserta, qualche edificio a torre, un paesino o due, tra ulivi e monti aspri, che al tramonto, coi raggi del sole che rendono dorate le montagne spoglie, mi fa letteralmente impazzire

Avvicinandosi a destinazione, la strada scende, e appare il mare, con un promontorio di roccia enorme che si scorge all’improvviso, cogliendo di sorpresa.
Arriviamo all’ingresso del paese, che non si mostra ancora, e parcheggiamo a fianco a una chiesetta: in questa zona le chiese di pietra sono piccole e davvero graziose

Il nostro boutique hotel è poco oltre, sulla strada verso il villaggio, che ancora non vediamo, in una torre ristrutturata: lo individuo prima di arrivare perché c’è un vicoletto col suo nome, ornato di fiori, da cui si vede mare

Entriamo alla Laoula guesthouse, che ho trovato per caso un giorno, dopo aver prenotato e disdetto altri 2 posti meravigliosi, come tutti in questa zona: avrei voluto andare ovunque, perché ogni posto credo che meritasse, per location o per le sue caratteristiche; ma questo a Gerolimenas era imperdibile, proprio nel villaggio, tappa che non volevo perdere, e sul mare

Aggeliki mi aveva prenotato la stanza deluxe Tersichori libera per quella notte, via mail, rispondendomi prontamente e con una gentilezza che mi aveva colpito.Ci conduce al nostro alloggio attraverso un corridoio con i muri di pietra: mi sento avvolta da un’energia pazzesca e mi sembra di entrare in un altro secolo, mi prende anche una grande emozione

Apre la porta della camera e..abbiamo di fronte a noi il paradiso! Il mare in una stanza!

La camera è bellissima, ampia, tutta in pietra e con particolari ricercati e di pregio

Ha una terrazza sul mare con vista sulla scogliera di fronte che è impagabile. Siamo davvero sull’acqua!

Dal lato opposto finalmente vediamo il paese e la piccola spiaggia cittadina, di ciottoli bianchi

Stesi sul letto possiamo vedere la TV e il mare.. ma che ce ne importa della tv, con tutta questa bellezza attorno!
Al mattino mi sveglio presto, con la scogliera di fronte, passo minuti, ore, a guardare il mare, a scrivere, a riempirmi gli occhi di tanta bellezza

Sotto la nostra camera, c’è una spiaggia rocciosa con gli scogli, ci sono sedie, lettini ed ombrelloni a disposizione, e un accesso in acqua per il bagno tramite una scaletta, in un mare verde brillante

I cani dei proprietari si divertono a saltare sugli scogli, e a giocare con una palla, a recuperarla dal mare, indubbiamente felici

Andiamo a visitare il paese: case, hotel e ristoranti sono tutti costruiti in pietra, con rarissime eccezioni. Ci sono parecchi turisti, soprattutto greci.
Arriviamo alla spiaggia. In genere non amo le spiagge non di sabbia, ma questa è impossibile non amarla, anche se di sassi, nonostante occorrano le scarpette per camminare senza avere fastidio

Facciamo un bagno, prima che il sole si sposti dietro la roccia e lasci la spiaggia in ombra, l’acqua diventa subito alta ma è una meraviglia!!
Nel piccolo porticciolo ci sono poche barche; sulla spiaggia affacciano bei locali, e da lì vediamo il nostro hotel sul mare, con la pietra caratteristica, che ormai è diventata dorata sotto il sole calante

Ci prepariamo per andare a visitare l’ultimo posto che ci è rimasto, Areopoli, e al ritorno troviamo la scogliera illuminata in alcuni punti, la luna che riflette sul mare nero, e una barca ormeggiata, sotto il cielo stellato… e quel mare con la sua voce dolcissima..🤩 Non stiamo sognando, è tutto vero, ci sentiamo un tutt’uno col mare! Ed è una sensazione bellissima!

La notte dormiamo con la porta finestra aperta (e la zanzariera chiusa), col rumore delle onde che ci culla.
L’indomani un’ottima colazione ci aspetta in una sala con un panorama strepitoso…anche quella sul mare!

Restiamo a goderci il più possibile questo posto che genera quiete, i suoi profumi, le sue luci. A me sorge anche l’idea che mi piacerebbe proprio condurre questo b&b, qui a Gerolimenas..nella lentezza, in pace col mondo!

Non proseguiamo oltre, nel Mani: magari potessimo avere più tempo, per vedere davvero cosa ci sia oltre il cartello che dice “Last gas station”!!!

E peccato anche non potersi fermare di più qui, a me piace da impazzire, si è capito! Ma purtroppo dobbiamo lasciare il Peloponneso per la nostra ultima tappa in Grecia: la città di Atene.

Gerolimenas resta uno dei ricordi più belli di questa vacanza nel Peloponneso!
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Limeni, nella penisola del Mani, in Peloponneso, appare dall’alto, scendendo i tornanti dai monti verso il mare.
Il panorama è bellissimo.
La piccolissima cittadina è il porto di Areopoli, che si trova all’interno, a 4 chilometri di distanza, e che visiteremo nel pomeriggio. Ha la caratteristica architettura del Mani, ovvero gli edifici sono a forma di torre, in pietra chiara.
Un’unica strada stretta a senso unico attraversa il villaggio.
Noi ci fermiamo prima dell’ingresso in paese, parcheggiando sulla strada, appena vista l’insenatura, con le case a torre in pietra bianca che affacciano su un mare dal colore blu, che sfuma in un verde brillante verso la riva.
Ci avviamo a piedi, sotto il sole cocente e accecante di luglio, che riflette su tutto quel bianco

Già alla prima curva verso la cittadina il panorama è spettacolare, con le poche barche ormeggiate che sembrano volare: in tanti si stanno godendo un bagno, nel primo tratto, dove, tramite una piattaforma di scogli, ci si può buttare in quel mare splendido. La cittadina raccoglie molti turisti.
Ai due lati della stretta strada, ristoranti, piccoli hotel e affittacamere fanno desiderare di restare, di fermarsi magari anche una notte, per godere a pieno di tanta bellezza

I colori dei fiori e dei serramenti risaltano regalando viste deliziose

Dopo aver percorso tutta la breve via del paese, non resistiamo ad un pranzo di pesce in una taverna sul mare: i polipi appesi a Gythio ci hanno solleticato parecchio

Nella taverna O’ Takis, c’è un pescatore seduto a bordo del mare che sta pulendo il pesce, a poca distanza dal nostro tavolo.
Questo attrae una delle tartarughe che risiede in forma stabile a Limeni, una carretta – carretta stupenda: non piccola eh.. bella grande!

Arriva volteggiando, tira fuori la sua testina, va e viene addentando i resti che il pescatore, compiaciuto dalla sua presenza e da quella dei turisti estasiati dalla vista, gli butta nel mare..

Sembrano proprio amici! … e all’arrivo di altri 2 esemplari suoi simili, la tartaruga si affretta a scacciarli, per difendere il suo territorio e il suo bottino

La scena è spettacolare, staremmo ore a guardare questa meraviglia della natura!

Ma terminato il nostro pranzo, dobbiamo partire verso la prossima meta, il posto dove passeremo la notte: un altro villaggio di pescatori, ancora più a sud, nel profondo Mani: Gerolimenas.
luglio 2023
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Peloponneso, penisola del Mani: una Grecia straordinaria fuori dall’ordinario

Durante la programmazione della vacanza ad Elafonisos, ho aggiunto una giornata dedicata ad un giro in Peloponneso.
Il Peloponneso non è cosi tanto meta di vacanze, direi che lo conosciamo più o meno tutti per aver studiato a scuola le vicende delle guerre tra Atene e Sparta, per il canale di Corinto, ed è anche la regione dove si trovano i conosciuti siti di Micene, Edpidauro, e la bella cittadina di Nauplia, che io ho già visitato durante un viaggio ad Atene molti anni fa.
Ma il Peloponneso si estende fin più a sud, e qui si suddivide, nella sua parte meridionale, in 3 ulteriori penisole, volgarmente denominate “dita” perchè hanno la forma di tre dita rovesciate, (indice, medio e anulare), chiamate rispettivamente Messenia, Mani e Laconia, dove si trova Sparta (in realtà c’è anche un quarto dito nella parte est, chiamato Argolide, dove si trovano Micene, Epidauro e Nauplia) .
La regione dell’isola di Elafonisos, nostra meta di mare che vogliamo raggiungere è la Laconia, e prima di arrivare ad Elafonisos c’è un’altra tappa giudicata imperdibile dai più, dove decidiamo di fermaci una giornata e una notte, il borgo di Monemvasia ad appena un’ora da Elafonisos

Al ritorno ho messo in programma di fare una deviazione e visitare le principali cittadine della penisola del Mani, il dito centrale: non che fossi attratta da questa zona, ma tutti ne parlavano benissimo, e nonostante non avesse il genere di spiagge e paesaggi che io preferisco, una strana attrazione mi pervadeva leggendo di questi territori aspri, selvaggi, tortuosi e deserti, dove le case erano di pietra e a forma di torre, le coste frastagliate, con piccoli porticcioli, e divenuti patria dei discendenti degli spartani: si diceva che il popolo maniota avesse mantenuto un grande spirito combattente, che non si fosse mai sottomesso ai dominatori del luogo, rimanendo indipendente e geloso della sua libertà
Forse riconosco qualche similitudine .. e da questa probabilmente ne subivo l’attrazione☺

Non mi sarei certo aspettata di essere travolta dalla bellezza caratteristica di questi paesaggi, fatti di monti brulli e deserti, radi paesini, scogliere a picco sul mare, ed insenature con minuscoli villaggi; dall’energia di questa asprezza, intervallata dalla vivacità dei fiori delle colorate bougamville e degli oleandri, dalle distese di ulivi; dal carattere selvaggio che trasmette integrità di questi territori; dalla particolarità e il fascino dello stile architettonico, le torri di pietra bianca, solitarie o in piccoli gruppi, che compaiono qua e là, ristrutturate o diroccate, abitazioni o strutture turistiche, risalenti al XVII secolo, che rendono unico il soggiorno. Le torri erano le fortezze della famiglie che si contendevano le poche terre coltivabili, e venivano prese d’attacco, con l’obiettivo di distruggerle per la supremazia, attraverso anche lo sterminio dei membri maschili

Nella mia ricerca dell’alloggio per l’unica notte che ci abbiamo trascorso, ho cambiato varie volta la struttura, con il dispiacere di non poter andare in ognuna di quelle individuate, ognuna con la sua particolarità

Mai avrei pensato che tali asprezze risuonassero con la mia anima; ma forse non è poi cosi strano: in mezzo a tanta asprezza, essenzialità, a queste rocce potenti che si uniscono al mare e lo delimitano, rendendo il posto unico, emerge un’infinita bellezza
Ecco questi posti meravigliosi
In giro per il Peloponneso: AREOPOLI, torri e colori, GYTHIO e i polipi appesi
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