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Collezione di salti dal mondo e posti da Wow!
E’ da poco tempo che ho imparato il trucco per fare le foto con il salto. Ovvero quelle foto in cui, con dietro un panorama meraviglioso, sembra, che si facciano salti altissimi!
Eh si, perchè il trucco c’è! Non penserete che tutti quelli che si vedono saltare nelle foto siano degli atleti: anche quelli non piu’ giovanissimi e allenati come me, che la forza di gravità e la pigrizia poco aiuta ad elevarsi, possono ottenere ottimi risultati!
E da quando l’ho imparato…ho cominciato a farle in tutti i posti in cui mi è venuto da dire: Wow! per la gioia e la meraviglia.
La cosa difficile è trovare qualcuno che abbia la pazienza di fare la fotografia, che spesso non riesce al primo colpo, ma richiede più tentativi. Io di solito finisco per avere il fiatone, a forza di saltare :)


prove di salto
Di seguito le foto col salto che sono riuscita a fare (ne aggiungerò man mano che ne faccio), non tanto per far vedere me che salto (con l’impietosa evidenza, ahimè, del trascorrere degli anni), ma come pretesto per mostrare e ricordare dei posti stupendi.
P.S. il trucco è, per chi fa la foto, mettere il telefono quasi appoggiato a terra per scattare, utilizzare lo scatto multiplo (per chi ne dispone, altrimenti scattare piu’ volte); per chi salta, fare piu’ salti di continuo.

salto a Balos, Creta, luglio 2025

salto triplo nel deserto di Abu Dhabi, marzo 2025

salto a Koufonissi, Cicladi, giugno 2024 (brutta, ma va beh)

salto a Auronzo di Cadore, 2024

salto a Selva di Valgardena, agosto 2023

salto a Elafonisos, Grecia, luglio 2023

salto alle dune di Porto Pino, Sardegna, 2022

salto ad Anse Volbert, Praslin, Seychelles, 2022

salto alla Scala dei Turchi, Agrigento, Sicilia 2022

salto a Cogne, Valle D’Aosta, 2021

salto in Plaza de Espana, Siviglia, Spagna, 2019


Salto a Molveno, Trentino, 2019

salto a Jolly Hall Beach Exuma, Bahamas, 2019

salto a Cocoplum, Exuma, Bahamas, 2019

salto sulle dune di Corralejo, Fuerteventura, Canarie, 2019

salto a Cotillo Lagos Fuerteventura, Canarie, 2019

salto in Piazza degli Eroi, Budapest, Ungheria, 2018

salto a Embudu, Maldive, 2018

salto a Embudu, Maldive, 2018 col brutto tempo

salto a Playa de los Charcos, Fuerteventura, Canarie, 2018

Salto a Cayo Coco, Cuba, 2017

salto in coppia a Cayo Guillermo, Cuba 2017

salto in coppia a Cotillo Lagos, Fuerteventura, Canarie 2017

salto in coppia sulle dune di Corralejo a Fuerteventura, Canarie, 2017
Aggiungo anche la collezione dei miei “WOW!” lo stupore dei posti meravigliosi, che mi venivano spontanei prima, e che mi vengono tuttora, anche dopo aver imparato il salto

Wow!!

Wow a Cracovia, settembre 2025

Wow a Sauris, agosto 2025

Wow a Creta, luglio 2025

Wow a Favignana, Sicilia, marzo 2025

Wow nel deserto di Abu Dhabi, marzo 2025

Wow sulla Grande Muraglia, Cina, settembre 2024

Wow a Carezza, Alto Adige, agosto 2024


Wow a Naxos, Cicladi, 2024

Wow a Cabo da Roca, 2024

Wow a Sintra, 2024

Wow nell’Appennino Tosco Emiliano

Wow a Manerba, Lago di Garda 2024

Wow al lago di Misurina, 2024

Wow al Parco dei laghi di Plitviche, 2023

Wow in Valgardena, rifugio delle Odle, 2023

Wow a Monemvasia, Grecia 2023

Wow a Elafonisos 2023

Wow nel deserto del Wadi Rum, 2023

e altro Wow nel Wadi Rum, 2023

Wow a Petra, Giordania 2023

altri Wow a Petra, 2023


Wow a Jerash, Giordania 2022

Wow a Roma, 2022

Wow ad Anse Volbert, Praslin, Seychelles, 2022

Wow ad Anse Source D’Argent, La Digue, Seychelles, 2022

Wow ad Anse Coco, La Digue, Seychelles, 2022

Wow a Petite Anse, Mahè, Seychelles, 2022

Wow alla Valle dei Templi di Agrigento, Sicilia 2022

Wow sulla ciclabile del Garda, gennaio 2022

Wow sul lago di Garda (Riva del Garda) dicembre 2021

Wow a Matera, dicembre 2021

Wow alle Cascate Lillaz, Val D’Aosta, agosto 2021

Wow all’isola del conigli, Lampedusa 2021

e ancora Wow nel mare di Lampedusa, 2021

doppio Wow in Corsica, Roccapina 2020

Wow Rondinara, Corsica 2020

Wow a Cotillo Lagos, Fuerteventura, Canarie 2020

Wow a Bologna, la mia città, 2019

Wow a Jamaica Beach, Sirmione, Lago di Garda, 2019

Wow a Miami Beach, Florida 2019
qui una serie interminabile di Wow!!

Wow al mare di Exuma, Bahamas 2019

Wow a Tropic of Cancer, Exuma, Bahamas 2019

ancora Wow a Tropic of Cancer, Exuma, Bahamas, 2019

Wow a Jolly Hall, Exuma, Bahamas, 2019

Wow ad Embudu, Maldive, 2018

Wow a Cayo Guillermo, Cuba, 2017

Wow a Cayo Coco, Cuba, 2017

Wow in Repubblica Domenicana, le piscine naturali, 2016

Wow a Formentera, Baleari, 2016

Wow a Koh Tao, Thailandia, 2015

Wow a Fihalohi, Maldive, 2014

Wow a Biyadhoo, Maldive, 2013

Wow a Corralejo, Fuerteventura, Canarie, 2013

Wow in Kenya, Spiaggia dell’Amore, Watamu, 2012

Wow a Zanzibar, 2011

Wow a Mauritius, 2010

Wow a Cayo Largo, Cuba, 2009

Wow Marsa Alam, Egitto 2009

Wow Hurgada, Egitto, 2008

Wow El Alamein, Egitto, 2008

Wow Bora Bora, Polinesia 2003
Gli anni più belli?

Sono andata a vedere l’ultimo film di Muccino, “Gli anni piu’ belli”, e, per quelli della mia età, (la stessa o quasi dei protagonisti), credo sia inevitabile non ritornare indietro e fare un parallelo con la propria vita: i bilanci possono venire spontanei, e spontaneo chiedersi
E la mia vita?
Com’ero. io, nella mia gioventù?
Quali erano i miei sogni, le mie aspirazioni, quale era il mio modo di essere?
E cosa è stata invece la mia vita? Cio’ che si profilava fin da allora, o qualcosa di diverso?
Cosa è rimasto di quella persona che ero, cosa è rimasto di quegli anni?
Quali conclusioni posso trarre, adesso che la mia vita in gran parte si è compiuta?
Sono le domande di chi si guarda indietro, e si accorge che il tempo è, inesorabilmente, passato.
Talvolta si sfuggono, queste domande; non ci si vuole guardare alle spalle. Si teme di incontrare rimpianti, sogni svaniti, opportunità non colte, errori, fallimenti. Si teme di vedere la propria voglia di spaccare, o anche solo di cambiare il mondo, l’ingenuità, la verginità con cui si andava incontro alla vita, e confrontarle con quel che è stato. Si teme di guardare e di non ritrovarsi piu’.
A volte ci si trova sprofondati in quello che si era senza volerlo. per esempio, quando si hanno figli adolescenti, che riportano indietro nel tempo, ovvero a noi alla stessa età che loro stanno vivendo. Ai vissuti di quel periodo, alle emozioni, che ritornano prepotenti oggi, quasi a voler fare rivivere le tempeste, magari irrisolte, della gioventu’, che ancora giacciono dentro, pronte a farsi sentire forti, ora come allora.
Con le inevitabili, delusioni, disillusioni, frustrazioni, dolori, il bilancio puo’ avere anche segno positivo, e si puo’ essere comunque soddisfatti di come si è arrivati fino ai giorni nostri.
Tante riflessioni e domande, quindi, dopo il film, ma una mi sorge spontanea:
chi, dei protagonisti, alla fine, è piu’ felice?
A mio avviso non chi ha agito con il desiderio di rivincita, di riscatto sociale e famigliare, vendendo l’anima al diavolo, seppur mettendo a frutto le proprie capacità.
Non chi non ha mai avuto i piedi per terra, una sua direzione, perdendosi talvolta nella facilità dei suoi entusiasmi e dei suoi fallimenti. Conseguenze, tutte, della propria storia personale e famigliare.
Il piu’ felice è chi è riuscito a restare integro.
Senza cedere a tanti compromessi.
Chi è rimasto piu’ simile a se stesso, e a contatto con la sua essenza e la sua purezza.
Chi è riuscito ad andare oltre, rispetto a tante cose, nonostante i tempi bui, le ferite, la solitudine.
Chi ha conservato la fiducia nelle cose importanti e nei suoi ideali.
Chi ha atteso, forse inconsapevolmente, magari anche perchè altro non sapeva fare. E non si è arreso alle vicissitudini e alle intemperie. Che, anche se qualcosa è andato male, non tutto è andato male, o è irrecuperabile.
E, oltre a lui, chi ha errato (in tutti i sensi), ma il destino l’ha riportato sulla retta via, è riuscito a riconoscere per tempo quelle che sono le cose importanti, e ha potuto trovare la sua redenzione.
Ma anche chi, alla fine, è riuscito a conquistarsi la sua parte d’amore, ad essere amato e riconosciuto da chi è importante per lui: non sempre tutto è perduto, per tutti c’è la possibilità di un piccolo, o grande, riscatto.

E io, che ne è stato di quella me di allora?
Ho giocato tanti ruoli, sono cambiata e ri-cambiata. Non sapevo bene cosa volevo fare, e mi sono spesso lasciata condurre dalle circostanze, in assenza di grandi passioni trascinanti, che non fossero d’amore, od ambizioni, ma facendo comunque delle scelte.
Dopo aver sperimentato tante cose, essermi buttata, come mio solito, anima e corpo, essermi entusiasmata, aver accumulato delusioni e soddisfazioni, mi ritrovo ancora qui, oggi, senza grandi passioni trascinanti, ma pronta, come sempre, ad infiammarmi.
E spesso a farmi trainare dalla corrente, seguire un’energia; o a ragionare troppo, piuttosto che rischiare. Selezionando accuratamente e rigidamente, soprattutto in campo umano. Come negli anni della mia gioventù, d’altro canto.
E’ come se avessi dato spazio allo sperimentare, ma fossi comunque tornata alla base.
Con maggiore coscienza, e qualche risposta, e con meno insicurezze.
Con le tante cose ancora irrisolte, ma meglio gestite.
Con la mia ambizione a una vita normale, non a una vita spericolata. Degli affetti stabili e autentici, senza avere troppe pene. Quella vita normale che, per tanti anni, mi è parsa sfuggirmi.
Sempre con la paura di non vivere abbastanza e di sprecare il tempo, finito, che abbiamo, o la sua qualità.
Ora che ne ho meno di tempo, come allora vivo con la stessa avidità di emozioni ma una maggior capacità di proteggermi, e un timore cosciente di cio’ che so puo’ ancora farmi male.
Oggi, sì, ho la mia vita normale, me la sono conquistata (a fatica), ho raggiunto quello a cui ambivo. Mi chiedo soltanto, talvolta, come sarebbe stato se avessi potuto avere una passione forte, una forza trascinante, l’ ambizione di arrivare da qualche parte e la volontà di perseguire, che non mi sono appartenute.
Di quegli anni, sicuramente non i piu’ belli, anzi anni travagliati, incerti, tra voli pindarici e cadute a terra, resta che erano gli anni della gioventù, quelli in cui hai la vita davanti; quelli in cui “sei affamato di vita“; quelli in cui ancora tutto era da fare.
Restano i ricordi del tormento, della ricerca, ma anche dei momenti che hanno emozionato e divertito.
Restano le cicatrici che ricordano che si è vissuto.
Restano alcuni amici che hanno resistito al tempo e alle vicissitudini, o che si sono ritrovati; o quelli che si rincontrano ogni tanto e si vedono con piacere.
Resta, (come nei personaggi del film), se si ha la capacità o il coraggio di guardare, se si ha la volontà e la costanza di inseguire cio’ che si è imparato essere importante, la possibilità di recuperare il recuperabile.
La consapevolezza che, con la storia che ci si porta dietro, ognuno fa quel che può, e ciò potrebbe essere sufficiente per non aver rammarico.
Ognuno di noi desidererebbe qualcosa di diverso nella sua vita, ma questo fa parte dell’essere umani.
E se si possono fare dei bilanci senza soccombere o sentirsi vittime, credere ancora, ritrovarsi ancora, nonostante tutto e nonostante il tempo…allora… non è andata cosi’ male. Ci si puo’ ancora incontrare e brindare “alle cose che ci fanno stare bene”.
E soprattutto, si può andarsele a cercare.
febbraio 2020
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Quello che gli adolescenti ascoltano

Arriva il momento in cui non si riesce piu’ a sapere cosa pensano o cosa sentono i nostri figli adolescenti.
Sembrano avere una sorta di gelosia dei loro pensieri, dei loro sentimenti, delle loro emozioni. O forse è solo pudore. Non sanno ancora bene identificarle e decodificarle, le loro emozioni.
Sicuramente hanno l’esigenza di mettere un muro per non avere intromissioni, e poter completare in pace la loro metamorfosi. Per costruirsi, senza invadenza o condizionamenti, la loro identità.
Quando giunge quel momento, in cui si chiudono nella loro crisalide, la musica che ascoltano puo’ esserci d’aiuto per conoscerli meglio. Diventa cosi’ importante negli anni dell’adolescenza, quando si rifugiano e si isolano con le cuffiette in testa. E puo’ essere per noi una chiave, per capire un po’ di piu’ questi ormai sconosciuti, nati dalla nostra carne. Che vogliono recidere il loro cordone, che hanno la loro ambizione di autonomia, che cercano di trovare la strada del proprio essere, differenziandosi, da noi, dai genitori, dai grandi. Può darci indizi circa come si sentono, e in che cosa si identificano e si riconoscono. Quello che non ci dicono. Tramite le storie che le canzoni che ascoltano raccontano, quello che esternano i loro beniamini, le emozioni che trasmettono, il messaggio che ne esce, quello che sembrano cercare, quello che chiedono.
Possono avere il bisogno di uniformarsi e volere quello che tutti amano, quello che va di moda. Puo’ esserci la ricerca del tradizionale, dei classici, dei miti universalmente riconosciuti nel panorama musicale; o dei ribelli che spaccano, che creano rotture. Oppure possono cercare, seguendo un bisogno di originalità, la voglia di distinguersi, che hanno i loro gruppi o cantanti preferiti. O possono sentire la necessità di qualcosa che sballi e annulli i loro pensieri, a volte troppo pesanti confusi e incomprensibili a quell’età.
Il loro bisogno di provare emozioni, di viverle e di sentire, è preponderante rispetto al capire. Perchè in questo periodo, l’adolescenza, la pancia prevale sul cervello, che non ha ancora raggiunto le funzionalità dell’adulto e spesso non sa ancora come gestirle, le questioni di pancia.
E cosi’ si compie questa fase, e solo un domani, i ragazzi, non piu’ tali, forse potranno decodificare, dare un senso a quel che accadeva, durante la loro adolescenza, a quel sentire a volte incomprensibile e muto. E noi, i genitori, dobbiamo assistere a quel cambiamento, con presenza, ma con molta discrezione. Sapendo che è un passaggio obbligato.
Con i loro sogni o i loro vuoti, con le loro ferite, già subite o che si prospettano all’orizzonte, o la loro verginità e acerbità.
Con il futuro davanti, che si sta delineando e che, a ragione, vogliono prendere nelle loro mani, anche semplicemente iniziando con l’entusiasmo di un concerto, o inseguendo le note e le parole di una canzone.

febbraio 2019
Lassù, oltre le nuvole

Quanta distanza c’è tra me e i miei pensieri soliti, quando prendo un volo?
Quando stacco dalle mie abitudini, per atterrare lontano dalla consuetudine?
Quando posso lasciarle alle spalle, per vivere del momento, di quel che vedo, di quel che sento?
Quanto è il bisogno di lasciare andare tutto, per un po’?

Una corsa rumorosa, un vuoto e poi il mondo si fa man mano piu’ piccolo, dal finestrino.
E cosi’ il mio mondo, dietro.
Per un po’ sono lassù, oltre le nuvole, dove il cielo è sempre blu.
Ne dietro, ne avanti. Sospesa. Nel nulla. Nel qui e ora. In un limbo accogliente e rilassante.
La dolce attesa di un arrivo, sempre sorprendente. Un nuovo entusiasmo, di un nutriente ignoto. Una boccata di aria diversa, cio’ che ancora non ho visto o vissuto.
Mentre tutto è più lontano, per un pò. E io, sono in viaggio.
A volte, prendere il volo, è la cosa migliore, per riavvicinarsi a se stessi.

gennaio 2020
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Quello che non è
Quante volte si incontrano persone che, coscientemente o con incoscienza, vogliono farti credere che le cose siano diverse da quello che sono.
Che cercano di confondere, inviando messaggi contraddittori, con arroganza, pensando di prenderti per stupido o di dartela da bere.
Manipolatori della verità. Che la alterano, a loro uso e consumo, e comodo, per un tornaconto o soddisfazione personale. O magari per salvare se stessi. O non guardarsi la propria parte, arrivando a crederci, a quella realtà, frutto della loro rielaborazione e fantasia.
Quelli che abusano della fiducia, della voglia, o bisogno, di affetto, di relazione, di punti di riferimento.

Dall’altra parte, c’è chi, con ignoranza, incoscienza o superficialità, non si accorge e abbocca. Facendosi illudere da false promesse o dalla presentazione della realtà travisata. O magari soltanto tenta di salire sul carro dei, agli occhi suoi, vincenti. Spinto probabilmente dai suddetti bisogni, o da un bisogno di approvazione o considerazione senza fine. Forse c’è chi è anche cosciente della situazione, e non sta bene, ma chiude un occhio ed incassa, perchè il suo bisogno è piu’ forte.
Credo che in tanti, comunque, restino ancora male di fronte a quella ipocrisia, alla superficialità di chi non guarda e non ascolta anche le ragioni dell’altro, ma solo le sue, e vede solo se stesso; di chi dice o pensa: “ma che problema c’è”, e procede con noncuranza, pur di avere consenso e seguaci; di chi semplifica o sottovaluta, con agghiacciante insensibilità o con calcolata freddezza, per arrivare al suo scopo, qualunque esso sia.
Chi comprende e vede i giochi, consci e inconsci, talvolta magari resta male, è deluso e amareggiato, dal ripetersi e l’allargarsi di questi atteggiamenti, e decide che non ha più voglia di stare a spiegare, di chiedere, di credere, di tentare di far aprire gli occhi, di mostrare l’altra faccia della medaglia. Di cercare di far comprendere le dinamiche, e come le cose non siano sempre come appaiono. Tace e magari si ritrae, e in silenzio va in cerca d’altro, qualcosa di diverso.
Perchè sa che, da qualche parte, c’è, qualcosa di diverso.

dicembre 2019
Non so dove i gabbiani abbiano il nido…

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.”
Vincenzo Cardarelli 1932
Una poesia che ho sempre amato. Che ho conosciuto molti anni fa, quando frequentavo la scuola e che, periodicamente, mi ritorna in mente.
Forse perchè mi riconosco nei gabbiani.
In perpetuo volo e in cerca della quiete, ma balenando spesso in un mare in burrasca.
Con il timore di una vita troppo in superficie, e l’attrazione per le profondità.
Ma, anche in quei gabbiani che, volando nel cielo, possono vedere i colori del mare e delle terre, Quando si calma il moto ondoso.
Godere del vento. Che li investe e li avvolge, durante il loro volo
Quei gabbiani che, dopo aver tanto vagato, tornano verso il nido.
Perchè loro, come me, lo sanno, che un nido dove tornare, tra una burrasca e l’altra, ce l’hanno.

gennaio 2020
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Ghirlande di Natale e come farle

Le tradizioni non sono solo vecchie abitudini che si replicano, o la trasmissione di consuetudini, usi e costumi, di generazione in generazione. Sono anche quei momenti, quelle usanze, che nascono a volte estemporaneamente, e che si ripetono per il piacere di riviverle.
Partecipo alla preparazione delle ghirlande di Natale solo dalla scorso anno. E grazie alle amiche del paese, è diventata già, per me, una tradizione.
E’ un momento in cui ci si ritrova per scambiarsi gli auguri prima di Natale, davanti a una torta, biscottini e un profumatissimo tè dell’Avvento :) .

Un momento di leggerezza, risate, ilarità, in buona compagnia.
Un momento che culmina con tutte noi che ci mettiamo attorno a un tavolo, e che con rami di abete, raccolti dai boschi attorno, bacche rosse, prese dal giardino, e pigne, campanelli, e nastri, con fil di ferro e colla caldo, mettiamo in campo estro e creatività, mentre, in sottofondo, suona una canzone di Natale.

Al termine del lavoro, torniamo a casa soddisfatte, ognuna con la sua ghirlanda, ognuna diversa, come diverse son le nostre personalità.
E non solo con un bel centro tavola, che ravviverà la nostra casa, durante le feste di Natale, ma anche con la gioia dell’incontro e del tempo passato insieme.
Il gusto delle cose semplici e reali, che fa sentire le persone piu’ vicine.

Occorrente per la preparazione della ghirlanda natalizia:
–carta da giornale per fare, arrotolandola, la base tonda della ghirlanda (riutilizzabile negli anni successivi)
-un marito che vada a tagliare i rami di abete
-qualche ramo di bacche rosse donato da qualche giardino dei dintoni
–nastri per fare i fiocchi, campanelli, palline, pigne, anche riciclate, stecche di cannella, fette di arancia esiccate, ortensie seccate o qualsiasi cosa per decorare
–fil di ferro per legare i rami attorno alla base e forbici per tagliarlo
–colla a caldo per fermare i decori

Indispensabile portare buonumore e voglia di stare insieme. Graditi pasticcini e un pensierino di Natale da scambiarsi
Unire il tutto e goderselo.

..e Buon Natale!

ghirlanda di Natale 2018

ghirlanda di Natale 2019

ghirlanda di Natale 2020

ghirlanda di Natale 2021

ghirlanda di Natale 2022
dicembre 2019 e successivi aggiornamenti
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Tre giorni a Siviglia
Il dettaglio del nostro tour di Siviglia in 3 giorni
Tre giorni sono pochi per visitare questa magnifica città, che ne avrebbe meritato almeno altri due. Ma questi avevamo, e come sempre..poco è molto meglio che niente!
Sera dell’arrivo
Siamo arrivati con il bus Ea dall’aeroporto in Avenida Carlo V e attraversando Avenida Fernando, passando dai Jardin de Murillo, che mi hanno impressionato subito per gli alberi con radici enormi, bellissimi e tutta la vegetazione rigogliosa, abbiamo avuto subito una bellissima visione: una piazzetta splendida con il Balcone di Rosina.


Da qui subito ammaliati, abbiamo continuato a naso, seguendo quello che ci piaceva, senza neanche aver posato le valigie, arrivando in Plaza Santa Cruz, per poi tornare indietro e prendere la strada verso il nostro hotel, calle Agua che costeggia le mura dell’Alcazar, e arrivare, ammirando la magia del quartiere, a Plaza Dona Elvira, graziosissima con le sue panchine di ceramica, dove c’era il nostro albergo, l’hotel Dona Lina (dettagli qui) Già in quel tratto ci siamo fatti un’idea della bellezza del Barrio Santa Cruz.


Era ormai tardo pomeriggio, quasi buio, ma la prima cosa che volevo vedere a Siviglia, e che avevo tanto desiderato, era Plaza de España, quindi là siamo andati, rifacendo la strada a ritroso, in quanto è vicinissima alla fermata del bus. E avevo ragione a volerla vedere subito: la piazza illuminata la notte è un vero spettacolo!!!


Passando attraverso il Parco Maria Luisa, siamo arrivati al quartiere Arenal, che costeggia il fiume Guadalquivir, e passeggiando, fino a Torre dell’Oro, preso la calle Santander di fronte, per andare al nostro ristorante prenotato con the Fork, Casa Carmen, dove abbiamo festeggiato il compleanno di mia figlia, con un’ottima cena, in un locale raffinato ed elegante.
Dopo aver cenato, abbiamo proseguito per calle Santander fino ad Avenida de la Costitucion, trovandoci davanti a Plaza del Triunfo e alla Cattedrale, e dall’altro lato all’Alcazar. Che abbiamo costeggiato per arrivare nella stupenda Plaza de la Alianza, e da lì ritornare in Plaza Dona Elvira.

1° giorno
L’indomani siamo andati a fare colazione in una pasticceria del Barrio Santa Cruz non lontana Plaza Dona Elvira, Salt and Sugar, col suo patio meraviglioso, anche se un po’ cara.
Abbiamo girato per il Barrio Santa Cruz, da Mateos Gago, arrivando davanti alla bella Iglesias de Santa Cruz


Da li’ abbiamo preso per Calle Santa Maria Blanca, con la sua bella chiesa, Plaza de los Refinadores, e per le stradine arrivando a Plaza las Cruzes. In questo quartiere i colori sgargianti di Siviglia spiccano e ti stupiscono con tutta la loro bellezza.


Siamo arrivati all’Alcazar e abbiamo fatto un giro all’interno delle mura, nel Patio de Banderas, i giardini pieni di alberi di aranci, carichi di frutti in questa stagione. La visita l’avevo prenotata online, per l’indomani, per usufruire della possibilità del biglietto gratuito del lunedi’, dalle 16 in poi (dettagli qui) .

Da Plaza del Triunfo, di fronte all’Alcazar, brulicante di persone, e da cui si gode un ottima vista della Giralda, la torre della Cattedrale, siamo andati verso la cattedrale, sul retro, in Plaza Virgen de Los Reyes, piena di calessi che portano in giro i turisti per la città, che le donano l’atmosfera di altri tempi.


Poi abbiamo imboccato Calle Piacentines, fino a plaza dell’Encarnacion, dove abbiamo trovato un gruppo che si esibiva in una bellissima performance di flamenco sotto un albero gigantesco: ho sentito dentro un’emozione forte, per la bellezza dell’esibizione e per quello che comunicava.

Proprio a pochi metri da li’ c’è il Metropole Parasol, chiamato anche Las Setas, ovvero il fungo, la struttura in legno piu’ grande del mondo, con la sua copertura caratteristica ondulata a nido d’ape, su cui si puo’ salire e vedere il panorama di Siviglia. Bello girarci sotto, attorno, anche andare sopra (il biglietto d’ingresso per la salita costa 3 euro), ma ho preferito il panorama dalla Giralda, nonostante, ahimè, il brutto tempo del giorno successivo, quando siamo andati.


Siamo tornati indietro verso la Cattedrale, prendendo calle Mateos Gago, piena di locali, e abbiamo pranzato alla Cerveceria Giralda, gustando tapas sublimi. Essendo bel tempo, siamo tornati a Plaza de España per vederla di giorno, e di nuovo, lungo la strada, abbiano incontrato una ballerina di flamenco.

Plaza de Espana col sole è una meraviglia, non avrei piu’ voluto andare via. La piazza semicircolare è enorme, 500 metri quadrati ed è circondata da un unico edificio con porticati e due torri. Merita salire le scale dell’edificio, per vederla dall’alto in tutta la sua bellezza. Nell’atrio c’era anche qui uno spettacolo di flamenco, e poi le barche sul fiume, le carrozze dei cavalli, i giardini attorno..insomma magica!!
Poi girando attorno all’Università, prendendo da palazzo Santelmo, bellissimo con le luci del tramonto, fino all’Arenal siamo arrivati sul lungo fiume e Torre dell’Oro. Il lungo fiume al tramonto è strepitoso. Le case e i ristoranti di fronte, dall’altro lato del fiume, nel quartiere Triana, bellissime.
Di nuovo abbiamo preso calle Santander, Cattedrale, Mateos Gago, Calle Rodrigo Caro e siamo passati dall’incantevole Plaza Los Venerables, con tutti i negozietti aperti e caratteristici, fino a Plaza Dona Elvira.
Alla sera siamo andati alla Carbonería in Calle Cespedes, vicino alla chiesa di Santa Cruz, un locale storico, molto spartano, stile circolo studentesco, dove ogni sera si tengono 2 spettacoli di flamenco gratuiti. Vale assolutamente la pena andare per vedere lo spettacolo che dura una mezz’oretta, andando un po’ prima dell’inizio per trovare posto a sedere, ma conviene andare dopo cena, perchè li’ offrono solo piccoli spuntini (anche abbastanza cari e bisogna servirsi da soli), e magari li’ bersi una sangria (anche se non c’è obbligo di consumazione).
2° giorno
Ho concentrato al secondo giorno la visita alla Cattedrale e al Real Alcazar, visto che il tempo previsto era brutto, essendo parte delle visite all’interno.
La mattina è iniziata con la colazione vicino alla cattedrale al bar Mateo, un locale molto carino in calle Mateos Gago. La mattina, d’inverno, è buio fino alle 8 e fino alle 9 si trovano pochi locali già aperti per la colazione: Mateo era uno dei pochi. Dopo colazione abbiamo passeggiato fino alle 11, passando davanti al palazzo dell’ Ayutamiento, di fronte a Plaza Nueva e dietro a Plaza San Francisco, percorrendo Calle Serpes, per arrivare alle 11 alla Iglesias del Divino Salvador, dove dovevamo acquistare i biglietti per l’ingresso nella Cattedrale, che includevano anche la visita alla chiesa stessa. Molto ricca, la chiesa barocca sicuramente vale la visita.

Ci siamo poi diretti verso la Cattedrale, che è enorme, la terza piu’ grande del mondo.



Avendo i biglietti siamo entrati direttamente saltando la lunga coda. La cattedrale è veramente ricca di cose da vedere, probabilmente meriterebbe essere visitata con l’audioguida (o forse si scenderebbe troppo nel dettaglio), mescola piu’ stili, ed include la salita alla Giralda.

Al suo interno è presente anche la tomba di Cristoforo Colombo.

Stupendo il giardino degli aranci, che in questo periodo erano pieni di frutti. Certo col sole sarebbe stato ancora piu’ bello!


La salita alla torre Giralda, non è faticosa, perchè ci sono ampi gradoni, e cammin facendo si possono ammirare angoli bellissimi della città dall’alto.

Giunti alla cima, dove ci sono le campane, si puo’ ammirare Siviglia da ogni parte dall’alto: peccato per il tempo piovoso e la nebbia che appiattiva un po’ il panorama, non mettendo in risalto i colori. Ma la magnificenza e l’immensità della chiesa, erano resi comunque

Al termine della visita, volevo andare a pranzo al mercado Lonja del Barranco, un po’ fuori mano rispetto a dove eravamo visto che poi dovevamo tornare all’Alcazar, ma ne avevo sentito parlare molto bene. E’ un edificio in ferro, opera di Gustav Eiffel, oggi trasformato in un mercato gourmet, bello ed elegante, al contrario di quello che magari ci si aspetta da un mercato. Si trova prima dell’inizio del puente de Triana (o Isabel), e vicinissimo a Plaza de Toros, ci sono tanti chioschi che cucinano al momento tapas e diverse specialità, con alti tavoli e sgabelli per sedersi. Sicuramente un posto ottimo per mangiare, da consigliare!
A fine pranzo, ripassando davanti a Plaza de Toros, ho voluto fare un tentativo per vedere se riuscivamo a prendere i biglietti gratuiti per l’ingresso dalle 18 alle 19, al termine della visita all’Alcazar..ma la fila per l’apertura alle 15 era già lunga alle 14.30, e dovendo essere prima delle 16 all’Alcazar, abbiamo desistito, salvo poi, fare un altro tentativo dopo la visita all’Alcazar, non andato a buon fine perchè i biglietti erano esauriti..Per questo motivo dico che non si riesce a fare piu’ di una visita gratuita il lunedi’ pomeriggio.
Anche la visita all’Alcazar è stata molto bella, forse troppo breve. Perchè purtroppo l’ingresso gratuito è alle 16 e la chiusura è alle 17. Ti fanno restare un po’ di piu’, ma il tempo è comunque poco. I giardini sono meravigliosi, purtroppo, di nuovo, il meteo non ce li ha fatti godere al massimo, ma comunque l’Alcazar è una delle cose piu’ belle che ho visto a Siviglia.

Alla sera avevo prenotato il ristorante Gusto, tramite the Fork, a fianco alle cattedrale, perchè avevo letto ottime recensioni riguardo alla Paella. E in effetti non si sbagliavano! Abbiamo mangiato un’ottima Paella mista di carne, pesce e verdure, in un locale proprio molto carino!
Tornando verso casa, camminando in una stupenda città di notte, in Plaza de la Virgen de los Reyos, abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi che suonano strumenti a fiato..e l’ultima serata si è riempita di magia!
3° giorno (solo mattino)
Siamo andati a far colazione in una pasticceria che avevamo adocchiato il giorno prima, in Avenida de La Costitucion, La Canasta, moderna e con un bell’assortimento di torte e brioche. Tutto molto buono ma purtroppo non sono organizzati benissimo e ci hanno fatto aspettare un po’ per l’ordinazione e per portare quello che avevamo ordinato. In programma c’era da tornare a Plaza de Toros per entrare a visitarla, e questa volta, pagando il biglietto, non abbiamo fatto file. Purtroppo il tempo era ancora brutto, piovigginava, ma la visita è stata molto bella anche se un po’ frettolosa. Forniscono una guida, per seguire il percorso, e una persona ti indica come muoverti e che tasto premere per ascoltare le spiegazioni, non fanno andare sugli spalti e non si puo’ rimanere quanto si vuole perchè tutti devono uscire insieme per il turno successivo. Anche se si è contrari alla tauromachia vale sicuramente la pena visitare questo bel monumento, che fa parte della cultura andalusa.

Terminata la visita, siamo tornati verso il centro città, volevo vedere un’altra piazza di cui mi era apparsa per caso il giorno prima una foto, che rimaneva un po’ nascosta, Plaza del Cabildo. Si trova molto vicino ad Avenida della Costitucion, ma bisogna proprio andarla a cercare, perchè è una piazza chiusa, molto particolare, circolare e contornata da portici, con un paio di entrate da cui entrare. Proprio bella e particolare!

Ormai era rimasto solo poco tempo per pranzare, e poi andare verso l’aeroporto per il volo di ritorno. Abbiamo scelto di andare in un locale a fianco a quello dove siamo stati il primo giorno, in calle Mateo Gago, la Cerveceria Catedral, che si è rivelata ottima per le tapas, abbondanti e gustosissime, con arredamento molto caratteristico.
E poi..è giunto il momento di lasciare la città per ritornare a casa..

Questo è stato il nostro tour di 3 giorni, non proprio razionale, ma aggiustato in base al meteo, che non è stato molto favorevole. E’ rimasta fuori la visita approfondita al quartiere di Triana, e, a parte il Metropol Parasol, tutto il quartiere Macarena.. e anche la possibilità di andare a zonzo solo per godersi l’atmosfera della città! Ma cosi’… mi resta il desiderio di tornarci ancora a Siviglia!

Novembre 2019
qui trovi la mia recensione su Siviglia, informazioni pratiche, culinarie, ecc.
e le 10 cose che mi sono piaciute di piu’
tutti gli articoli su Siviglia
Incantevole Siviglia

I colori bianco e ocra degli edifici
i balconcini delle case e gli azulejos su muri e panchine
le piazzette che spuntano all’improvviso nelle viuzze del casco antiguo
il rumore degli zoccoli dei cavalli sulla strada
gli alberi di arance e quelli enormi con le radici immense
Torre dell’oro e il Guadalquivir al tramonto
Plaza de Espana, immensa e bellissima in ogni momento
l’emozione del flamenco alla Carboneria e per le strade
le calle del Barrio Santa Cruz dove perdersi di notte
il gusto delle tapas, della paella e della sangria
l’immensità e la ricchezza della Cattedrale e il suo giardino degli aranci
il campanile della Giralda e il suo panorama dall’alto
i colori delle ceramiche dell’Alcazar e la bellezza dei suoi giardini
il giallo e il rosso di Plaza de Toros e il racconto della corrida
i colori delle case di Triana, dall’altra parte del fiume,
la circolare Plaza del Cabildo, gioiello nascosto da cercare
la città illuminata di notte e qualcuno che suona e la rende magica.

E non solo.
Siviglia non ha tradito le mie aspettative.
E’ una città che ti avvolge e ti scalda, che ti sorprende ovunque guardi, per la sua bellezza. Per la sua capacità di appagare tutti i sensi, e portarti indietro nel tempo e in epoche diverse, e dentro di te, nell’angolo romantico del tuo cuore

Siviglia: qualche informazione utile e consiglio pratico
Volo
Siamo andati a Siviglia a fine novembre, per il quindicesimo compleanno di nostra figlia, comprando un volo Ryanair da Bologna ad agosto, con un’ottima offerta (circa 80 € a testa), orari buoni, partenza il sabato pomeriggio, ritorno il martedì pomeriggio. Prenotando cosi’ in anticipo si possono trovare ottimi prezzi.
Trasporto dall’aeroporto al centro
Il trasferimento dall’aeroporto al centro città è molto comodo con il bus EA, che si prende appena fuori dagli arrivi all’aeroporto, sulla sinistra, e si ferma vicino al casco antiguo e cattedrale, in Avenida Carlos V, Prado San Sebastian. Impiega circa 40 minuti, e costa 4 euro, biglietti da fare sul bus. Per gli orari si puo’ vedere questo link https://reddelineas.tussam.es/?lang=es#
Alloggiare a Siviglia
Il posto migliore dove alloggiare a Siviglia, a mio parere, è il Barrio Santa Cruz, in mezzo alle stradine tipiche e alle piazzette, e vicino ai principali monumenti, Cattedrale ed Alcazar.
Io ho trovato un piccolo hotel molto caratteristico, prenotato su Booking.com ,in un punto fenomenale, Plaza Dona Elvira, modesto, prenotando ad agosto ad un prezzo molto competitivo, 65 € la tripla, dove siamo stati benissimo, l’hotel Dona Lina.


A fine novembre era già addobbato a Natale, una piccola reception, con personale molto gentile.

Le scale e i muri sono decorati con i classici azulejos di Siviglia, e questo fa entrare completamente nell’atmosfera della città.


La nostra camera era fatta in modo strano, ma spaziosa, bagno molto grande, ingresso con scrittoio, bollitore e 3 mele, e una stanza lunga, con letto matrimoniale e singolo appoggiati alle testate, tv in alto sul muro e un balconcino che dava proprio sulla piazza.
Non tutte le camere sono cosi’, sono entrata in una doppia e ho visto che era molto piccola, e ho letto nelle recensioni che alcune hanno la finestra sul patio interno, non da tutti gradito. Io avevo chiesto di avere una stanza con finestra sulll’esterno, Niente lusso, ma ristrutturazione recente: noi abbiamo trovato l’hotel molto gradevole.

Entrate gratuite ai monumenti
Il lunedì è la giornata in cui in molti monumenti è prevista l’entrata gratuita. Ma è molto difficile riuscire ad usufruire di piu’ di un ingresso o due per la sovrapposizione degli orari:
Torre dell’oro ha ingresso gratuito dalla mattina, noi non abbiamo ritenuto prioritario visitarla ma sarebbe stata l’unica che avremmo potuto vedere, in abbinamento ad un altra visita gratuita.

Plaza de Toros de la real Maestranza ha ingresso gratuito dalle 15, i biglietti non si prenotano, ma occorre andare a fare la fila mezz’ora o un’ora prima. Io ho provato ad andare alle 14.30 ma la coda era già lunga e alle 15.30 dovevamo essere all’Alcazar, per cui sono ritornata alle 17.30, ma tutti i biglietti erano già esauriti. Siamo poi tornati il giorno successivo e siamo entrati pagando il biglietto senza fare coda. La visita è piuttosto corta, dura poco piu’ di mezzo’ora, semi-guidata con audioguida (bella perchè fa immedesimare nel torero che deve entrare nell’arena ma senza possibilità di vistarla in autonomia, di visitare gli spalti o fermarsi ulteriore tempo).


Cattedrale e Alcazar sono prenotabili on line, dalle 16 per un’ora o poco piu’ di visita: se dovete scegliere tra cattedrale e Alcazar, consiglio di scegliere la cattedrale (si prenota il venerdì precedente il lunedì della visita, ma bisogna prenotare subito all’apertura per trovare posto, mentre per l’Alcazar si puo’ prenotare in ogni momento), in quanto avendo cosi’ poco tempo, per l’Alcazar che comprende anche i giardini, poco piu’ di un’ora è veramente poco. Il biglietto per la cattedrale comprende anche la visita interna alla chiesa del Divino Salvador, un tesoro barocco spagnolo che vale la pena visitare. Se si decide di andare non con il biglietto gratuito, consiglio o l’acquisto on line, dove pero’ deve essere indicato un orario, o l’acquisto presso la chiesa del Divino Salvador, dove non si fa coda e che consente di andare all’orario che si vuole.


Mangiare a Siviglia
Mangiare a Siviglia è un gran bel viaggio! Pare che proprio qui siano nate le tapas, che sono una prelibatezza. Curioso il modo di dire andare a “tapear”, cioè andare per locali a mangiare tapas! Noi le abbiamo assaggiate qui a pranzo:
Cervecería Giralda, bellissimo locale caratteristico
http://www.cerveceriagiralda.com/

Cerveceria La Catedral, locale bello e particolare, con teste di toro appese alle pareti, per chi apprezza il genere, attiguo al precedente,in calle Mateos Gago, perpendicolare alla cattedrale, prezzi ottimi, tapas fantastiche, porzioni grandi

mercato Lonja del Barranco, vicino al ponte di Triana e sulla sponda del fiume Guadalquivir, un mercato solo gastronomico, bello, elegante con buona varietà e qualità, cibo cotto all’istante, pulito, si mangia dopo aver preso il cibo su tavoli con sgabelli alti. Io ho mangiato delle crocchette magnifiche, scegliendo il gusto, mio marito un polipo alla griglia e mia figlia un hamburger preparato con ottima carne.
https://www.visitasevilla.es/it/mercati-tradizionali/lonja-del-barranco


La colazione, che non avevamo inclusa l’abbiamo fatta:
-alla pasticceria la Canasta Av. de la Costitucion, bel locale, con molta varietà di paste e torte, ma sono un po’ disorganizzati e possono avere tempi lunghi se il locale è affollato


–Mateos Bar in calle Mateos Gago, locale molto carino e tipico, colazione ottima

-Pasticceria Salt and Sugar in Barrio Santa Cruz, Calle Ximénez de Encis, un po’ cara, churros eccessivamente fritti per me, ma buona varietà e con un patio bellissimo


A cena abbiamo mangiato paella al ristorante Gusto a fianco alla Cattedrale (20 € a paella), ottima e locale molto carino


e al ristorante Casa Carmen, Calle Santander, locale moderno e raffinato con cibo ottimo, entrambi prenotati su Tripadvisor con The Fork (che consiglio)


L’altra sera rimanente, a cena, siamo andati alla Carbonería, locale un po’ imbucato in calle Cespedes, consigliato come poco turistico e alla mano e soprattutto per gli spettacoli gratuiti di flamenco. Lo spettacolo di flamenco dura mezz’ora, ce ne sono 3 a serata, partendo dalle 21.30 e merita sicuramente, quello che non consiglio è di cenare nel locale, non ci sono tapas, ma solo prosciutto, formaggio, tonno, pomodoro, tortillas, da prendere al banco, facendo fila, in quanto ci sono poche persone a preparare, si deve prendere e portare al proprio tavolo il cibo, e salumi e formaggi sono consegnati su un pezzo di carta oleata, senza neanche un piatto. Il mio consiglio quindi è di andare per lo spettacolo, arrivando un’ora o mezz’ora prima e bere qualcosa (ma comunque non c’è obbligo di consumazione), l’unico inconveniente è che se si arriva all’ultimo momento si rischia di vedere lo spettacolo in piedi.

https://casacarmenrestaurant.com/
http://lacarbonerialevies.blogspot.com/
Da visitare:
Oltre ai monumenti sopra citati ovviamente c’è lei, quella che per me è la regina, Plaza de Espana. Merita vederla sia di giorno che di notte e girarla in ogni suo angolo, salire sulle scale dove si vede interamente nella sua grandezza, passeggiare sui suoi ponti, magari concedersi un giro con la barca (che i miei compagni non hanno voluto fare, 6 euro 35 minuti). E godersi anche i giardini che ha attorno, il parco Maria Luisa.




Il Metropol Parasol detto anche Las Setas, ovvero il fungo, è bello da vedere, in Plaza de la Encarnation, una struttura moderna molto particolare in legno, ma se avete poco tempo si può fare a meno anche di salire: la vista è molto più bella dalla cattedrale.

Ma li’ sulla piazza è presente un albero gigantesco meraviglioso: ecco, la vegetazione, gli alberi e i giardini che ci sono a Siviglia, mi hanno colpito per la loro grandezza e magnificenza. Sotto all’albero abbiamo assistito a un’emozionante spettacolo di flamenco.

Il Barrio Santa Cruz è una meraviglia, tutto pedonale, stradine strette, case tipiche dai toni bianco, ocra e arancio, che sbucano spesso in piccole piazzette deliziose, e tanti negozietti






Da non perdere la nascosta Plaza de Cabildo, non lontana dalla Cattedrale, dietro Avenida de la Costitucion, molto particolare.

Avenida de la Costitucion e calle Serpes sono molto belle per passeggiare, sono le vie dello shopping ma sono anche piene di palazzi stupendi; molto carina anche calle Piacentines e le stradine attigue, alcune delle quali dedicate specificatamente alla vendita di determinati prodotti (per esempio ne abbiamo trovata, per caso,dove vendevano esclusivamente abiti da sposa e da cerimonia).

Oltre il fiume, le case colorate che si vedono sono quelle del quartiere Triana, che si raggiunge attraversando il ponte omonimo, chiamato anche ponte Isabel II, o da Puente de Santelmo, vicino Torre dell’Oro. Subito dopo il ponte Triana, si trova il Castello s. Jorge, il mercato coperto, che merita un passaggio, piazza Altozano, tutto vicinissimo, ed è piacevole passeggiare sul lungofiume di calle Betis, con le sue case colorate. Merita vedere la chiesa di Santa Ana, da cui siamo passati, e sicuramente un giro per le strade del quartiere, che non siamo riusciti a fare.


Al tramonto i colori sui palazzi sono meravigliosi, e col bel tempo merita sicuramente arrivare all’Arenal, per fare un giro lungo il Guadalquivir, scendendo anche proprio sulle rive del fiume, nei pressi di Torre dell’Oro.



In tre giorni non pieni e tre notti non siamo riusciti a vedere altro. Ma mi riprometto di tornarci a Siviglia, per me una città incantevole.
Il nostro tour di 3 giorni a Siviglia nel dettaglio lo trovi qui
tutti gli articoli su Siviglia
Le 10 cose che piu’ ho amato a Siviglia

Siviglia l’ho amata tutta, dal primo istante, e qui riporto le 10 cose che più mi sono piaciute, nei 3 giorni scarsi avuti a disposizione
1 Plaza de España


immensa e bella da togliere il fiato, ad ogni ora del giorno e della notte
2 il flamenco



all’improvviso in una piazza, in una strada, o nei locali dedicati, suoni, canto, danza che mi hanno smosso sempre un’ emozione
3 il Real Alcazar


Residenza reale composta da vari edifici di epoche differenti, stupendi ambienti, azulejos e giardini da favola
4 la città di notte


romantica, con un’illuminazione che fa risaltare ogni angolo, e le carrozze che portano in viaggio nel tempo
5 Plaza de toros


con le sue tonalità rosso ed ocra e le sensazioni dei toreri quando stanno per entrare ed affrontare il toro
6 le case giallo e ocra nel Barrio Santa Cruz


combinazione meravigliosa, ed io, con gli occhi all’insù ad ammirare la bellezza
7 la cattedrale


la piu’ grande cattedrale gotica del mondo, bella in ogni sua angolazione, con la Giralda che spicca, e dalla cui cima si gode un panorama superbo
8 le piazzette


che compaiono all’improvviso nelle vie o si nascondono, veri gioielli da ammirare
9 la vegetazione


lussuriosa, alberi enormi con enormi radici, alberi di aranci in ogni dove e bellissimi giardini
10 le tapas


deliziosi assaggi di specialità del luogo, con sapori intensi, una delizia per il palato, in localini stupendi !!
Questa è la mia Siviglia, ma non solo, c’è ancora tanto e molto di più..
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