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Cina: Chengdu e i panda, meravigliose e buffe creature!

Chengdu è conosciuta come la città dei Panda. Tuttavia ci ha sorpreso anche per altro: il suo aspetto avvenieristico di megalopoli, con grandi grattacieli si mescola con elementi originali, zone tradizionali e aree verdi dove la natura prorompe, e in queste visioni contrapposte emerge la cultura dei suoi abitanti.
Dalle case da tè, alle persone che si fermano in una piazza a fare balli tradizionali, a chi si gode un giro con la barchetta nel laghetto del parco, ai tanti giovani in giro, ai molti ragazzi cosplayer, ovvero vestiti come personaggi di cartoni, film o fumetti, Chendgu è una città vitale, che pullula di gioventù e originalità, che ha subito catturato la curiosità della nostra, quasi, ventenne.
Ma anche noi abbiamo destato curiosità come occidentali, e non è mancato chi ci ha fermato per chiederci di fare una foto insieme, la prima di una lunga serie di richieste!

Chengdu dista 1800 km da Pechino, è raggiungibile con un volo interno o con 7 ore di treno veloce (la nostra opzione) che raggiunge anche i 350 km orari.
Davvero lontano come destinazione per un viaggio di 9 giorni.
Ma sapevo che se avessi proposto di andare a vedere i panda al resto della famiglia, avrei trovato tutti d’accordo. Inoltre nei dintorni, a circa 200 km di distanza, c’era la possibilità di andare a Leshan, e vedere il Budda scavato nella roccia più grande del mondo. Per 2 attrazioni poteva valere la pena il lungo viaggio!!
Quindi, avvisati dello sforzo da sostenere per questa tappa intensa, che per gli orari dei treni avrebbe comportato la visita in una giornata di entrambi i posti, ne ho programmato l’inserimento nell’itinerario: per i panda, questo ed altro!🦝

La città di Chengdu
Peccato aver poco tempo per visitare Chengdu nella regione del Sichuan: oltre all’attrattiva dei panda e dei Budda, la citta è anche considerata la capitale della moda, ha antiche origini ed è rinomata per avere la migliore cucina della Cina.
Arriviamo alla stazione di Chengdu, e prendiamo un taxi per il nostro hotel, e subito ci accorgiamo che è la città dei panda: c’è una concentrazione di statue in 3d, gadget, immagini, cose a forma di panda, davvero esagerata: si vedono panda ovunque!!
Il che è divertente, ma effettivamente un pò eccessivo: il business creato attorno a questi animali è davvero immane. E non solo a Chengdu, perché gadgets dei panda si trovano anche in altre città della Cina, essendo l’animale simbolo del paese



Tianfu square
Tianfu square è la piazza principale della città, ed è la prima sorpresa

La piazza circolare, molto grande, ci accoglie con una meravigliosa rosa al centro, con colori intensi che spiccano sul grigio, e sugli specchi dei grattacieli che la circondano.
Uno strano contrasto, ma che io ho trovato molto affasciante, e un luogo dove con piacere ritornavo, essendo il nostro alloggio molto vicino

A lato di tutta questa modernità, si trova una grande statua di Mao Zedong

La piazza ha anche un piano sotteraneo, in parte aperto, luogo anch’esso di passaggio, di ritrovo, di shopping

La sera, illuminata, è davvero splendida

Il Chengdu People’s Park
Il People’s Park è una sorprendente oasi di verde in mezzo ai palazzi e ai grattacieli di Chengdu. E’ un parco enorme dove si trovano ruscelli, un lago, case da tè e ristoranti caratteristici, mercatini, e soprattutto una vegetazione tropicale stupenda

Sembra di entrare in un altro mondo, dove il rumore del traffico è sostituito dal canto degli uccellini, uno spazio di pace e di bellezza molto rilassante.
Quello che a un certo punto ha catturato la nostra attenzione è stata un area molto grande con vialetti dove si trovano bacheche con annunci, rosa o azzurri

Di primo acchito abbiamo pensato ad annunci immobiliari, ma usando il traduttore abbiamo poi capito che si tratta di annunci per incontri presumibilmente matrimoniali, che vengono appesi: impressiona vederne la quantità, quello che da noi ormai avviene solo via internet, tramite siti d’incontro, qui è tangibile e sotto gli occhi di tutti all’interno di un parco!!

Kuan Zhai Alley
Questa zona comprende i vicoli di Kuan Alley, Zhai Alley, vicolo largo e vicolo stretto, e Jing Alley, strade antiche restaurate con precisione, con case e cortili tradizionali, negozi di cose curiose e da assaggiare, ristoranti e street food

Arrivando dalle grandi arterie della città, piene di grattacieli e strutture moderne, ed entrando in questi vicoli, sembra proprio di fare un salto indietro nel tempo, essendo proprio dentro al centro della città!
Da qui iniziamo, e cio’ prosegue nelle città a venire, a vedere molti negozi in cui le donne possono truccarsi, pettinarsi e vestirsi come da tradizione


Ceniamo in questi vicoletti, in un piccolo locale sulla strada che ci aveva ispirato, dopo essere riusciti a fatica, ma anche con divertimento, ad ordinare: ancora ci ricordiamo il gusto di quanto mangiato, effettivamente qui c’è una gran buona cucina!

Peccato davvero essere rimasti così poco nella città di Chengdu, tutti e 3 avremmo voluto rimanere, vedere le altre cose che ci sarebbero state da vedere, e godercela di più!!

Il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding
I panda sono alcuni degli animali più rari al mondo, e fino a pochi anni fa, rischiavano l’ estinzione.
Sono patrimonio nazionale cinese e si trovano solo in alcune Province della Cina tra cui il Sichuan, dove si trova il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding

Questa riserva è la più vicina alla città, a 10 chilometri di distanza, è un organizzazione senza scopo di lucro, che dal 1987 si occupa di fare ricerca e allevare panda giganti, per garantire la conservazione della specie, ricreando per loro un habitat naturale.
Il centro originariamente ospitava 6 esemplari, con lo scopo di incentivarne la riproduzione: l’obiettivo è stato raggiunto, e secondo quanto dichiarato nel sito, a ottobre 2024, ci sono 244 esemplari di panda gigante, che non è più a rischio estinzione.
Oltre ai panda che conosciamo, con il loro mantello divertente bianco e nero, il centro ospita i panda rossi, o panda minori, molto carini e simpatici (ma nessuno batte i panda bianchi e neri!), anch’essi con una sorta di mascherina sugli occhi, molto più piccoli, con la livrea rossiccia, e la coda ad anelli. Di questi esemplari ce ne sono 160 nel centro. Entrambi questi panda vivono solo in Cina e, anche se carnivori, si nutrono prevalentemente di bambù

Anche il turismo verso i centri, che sicuramente serve per il loro mantenimento, non sembra sempre un turismo etico ed educato. Nel parco che abbiamo, visto gli animali non sembrano disturbati dalle persone per gli spazi ampi in cui vivono e si muovono, ma le orde di turisti che in certi momenti (agosto o le feste cinesi) arrivano, fanno vivere la visita in modo tutt’altro che tranquillo e godibile, a mio avviso.
Noi siamo capitati in un giorno della mid autumn fest, e tanta gente era già presente, come noi in attesa, prima dell’orario di apertura: quando hanno aperto i cancelli, una folla che pareva indemoniata ha cominciato a correre… verso cosa poi? un punto dove la sicurezza radunava le persone in coda, facendole entrare poco alla volta

Biglietti: fatti la sera precedente su Trip, la fila da fare per gli occidentali è quella dei passaporti.

La visita al Research Base of Giant Panda Breeding
La visita può durare anche più di mezza giornata perché il parco è molto bello. Tuttavia i percorsi, sebbene segnalati, non mi sono sembrati molto chiari.
All’apertura le persone hanno cominciato a correre per arrivare ad un punto in cui i guardiani hanno fatto accedere a gruppi, l’inizio del percorso, dove si poteva vedere il primo panda che dormiva

Poi la gente si è sparpagliata per il parco, alla ricerca di altri panda: non è così facile trovarli, perché loro si muovono, e il parco è grande

Cartelli con i nomi, e le caratteristiche di qualche esemplare, si trovano nelle aree dove abitano, ma non è detto che siano visibili, magari sono a dormire o rintanati da qualche parte

Quindi, dopo l’ingresso, parte una ricerca per individuare gli animali

Noi siamo riusciti a vederne 6 o 7 all’aperto, alcuni che mangiavano o giocavano tra di loro, si arrampicavano, e scendevano dagli alberi, e uno che dormiva su un tronco, ma proprio in alto!

Non si vedono da molto vicino, ma abbiamo li abbiamo potuti ammirare a fare tutte le cose buffe che si vedono fare ai panda nei video che si trovano on line
Dopo le 10 del mattino, nelle varie aree è stato messo un cartello con scritto che i panda sarebbero stati visibili in ambienti al chiuso, per l’alta temperatura, cosa di cui eravamo al corrente: durante le estati calde, i panda hanno bisogno di stare in locali refrigerati, per questa ragione è importante arrivare al mattino, all’apertura, nel tentativo di riuscire a vederne qualcuno all’esterno, nel loro habitat naturale

Nelle aree interne i panda si vedono attraverso vetrate, e anche più da vicino

Abbiamo poi visitato l’area dei red panda: questi animali non soffrono il caldo come gli altri, quindi si trovano sempre all’aperto. Ne abbiamo visti parecchi che mangiavano, o dormivano sugli alberi

Il parco è molto bello, la vegetazione è splendida, il caldo umido è un pò debilitante, l’affollamento crea un pò di fastidio: abbiamo saputo poi che la folla era dovuta alla festa di mezz’autunno di 4 giorni, che porta i cinesi a visitare posti come questo (per questa festa al ritorno all’hotel abbiamo trovato in camera dei dolci caratteristici chiamati moon cake, gentilmente offerti)
Dal sito siamo usciti attorno alle 11, per recarci poi a Leshan.
Il nostro hotel a Chengdu
L’hotel che avevo scelto a Chengdu è davvero a pochi passi dalla piazza principale della città, Tianfu square, e comodissimo alla metro (all’andata, dalla stazione Chengdu est, abbiamo preso un taxi, ma conviene usare la metropolitana che evita il traffico, come abbiamo fatto quando dovevamo ritornare in stazione): location formidabile e stanza stupenda ad un prezzo davvero ottimo, 50 euro la tripla di 39 metri quadri: il City Huaguoshan Hotel

Attiguo al gigantesco Celebrity hotel, ha una reception modesta, dove non parlano una parola di inglese; la stanza al decimo piano, con grande vetrata sui grattacieli è veramente bella!

Ha un angolo delizioso per il tè, con tavolino basso, più uno spazio con divano, dalla parte opposta

Il bagno è grande, in dotazione ci sono ciabattine in spugna ricamate, e accapatoi: è stata la migliore sistemazione del nostro viaggio

Conclusioni
La città di Chengdu ci è piaciuta molto. È una grande metropoli moderna e simpatica ma non opprimente, con alti grattacieli ma anche un bel parco e una zona antica e caratteristica, e diverse attrattive: a nostra figlia è piaciuta molto per l’atmosfera giovane e vivace, e tutti e 3 abbiamo convenuto che sarebbe stato bello fermarsi di più in questa città!
I Buddah a Leshan, di cui racconto a parte qui
Cina: escursione da Chendgu a Leshan per vedere i Budda giganti
meritano sicuramente la visita, e anche la riserva dei panda, ma se si avesse più tempo, forse potrebbe valere la pena visitare altre riserve più distanti e meno frequentate, come il Bifengxia Panda Reserve o il Dujiangyan Panda Base.
settembre 2024
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Cina in fai da te: informazioni pratiche

La Cina, un paese così grande, così diverso, ma così affascinante.
In verità non era nella mia lista dei posti da visitare con priorità, e neanche nella mia lista!
L’occasione di un viaggio d’affari, l’esenzione del pagamento del visto d’ingresso concessa quest’anno, il 2024, e il prossimo, e le recensioni entusiaste di chi c’era stato, ci fa decidere di partire, di intraprendere quest’avventura, abbinando a un viaggio di lavoro un bel tour del paese.
Perché chi vuol fare un viaggio in Cina, organizzandolo in autonomia, davvero si imbarca in un’avventura, che comporta giornate di studi e pianificazione.
La prima cosa da considerare riguarda l’itinerario: è un paese immenso, con tantissime cose da vedere, e dopo un pò mi accorgo che più leggo e mi informo, più trovo posti che vorrei includere nel mio giro. Ma, necessariamente, devo fare una scelta, e limitare le destinazioni in base ai pochi giorni che ho a disposizione.
Una volta deciso l’itinerario, con la partenza molto prossima (non è passato molto tempo da quanto ho prenotato il volo a quando siamo partiti) ho voluto rivedere il film “L’ultimo imperatore”, che non ricordavo quasi per nulla, per entrare nell’energia del paese: devo dire che è stata un’ottima idea, che ha alimentato la mia curiosità di vedere la Città Proibita di Pechino, dove per la maggior parte il film è ambientato, e ho potuto così conoscere un pezzo importante della storia della Cina: è stato poi un piacere riconoscere, al momento della visita, i luoghi visti sullo schermo. Ho poi guardato anche “Lanterne rosse”, girato vicino a Pingyao, e non ho resistito a non mettere la cittadina nel mio itinerario.
Mentre scrivo e racconto di questo viaggio
ripercorro le varie tappe con la mente,
tornando ai giorni scorsi.
E mi piace, perché in questo modo sedimento i ricordi,
fisso in un contenitore tutto quello che ho vissuto,
e i dettagli che piano piano la memoria non riuscirà a trattenere..
E ripercorrendo,
e guardando tutto a posteriori,
realizzo che è stato davvero un gran bel viaggio.

Organizzare un viaggio in Cina fai da te
Organizzare un viaggio in Cina fai da te è molto impegnativo, direi.. complicato: c’è molto da studiare.
Se pianificare un viaggio in autonomia è di per sé un lavoro, per l’impegno che richiede, per la Cina tutto si eleva alla ennesima potenza.
Ho cominciato a cercare ispirazione da itinerari proposti, leggere racconti su blog o siti specifici, consultare guide, ma credo che avrei avuto molte difficoltà se non avessi potuto raccogliere tante informazioni pratiche da un gruppo di viaggiatori su Facebook che riportavano le loro esperienze, problemi e risoluzioni, istruzioni: “Cina fai da te – viaggi, consigli, ispirazione”
Nonostante la complessità organizzativa, una volta arrivati in Cina tutto funziona alla perfezione: hanno un’organizzazione sorprendente, che noi ce la possiamo sognare, con l’ausilio della tecnologia, app, e smartphone. Ecco, senza uno smartphone e una connessione credo che non solo non si possa sopravvivere come turisti, ma forse nemmeno come abitanti!

I pagamenti vengono fatti tramite app, circola pochissimo contante, e le carte di credito sono raramente utilizzate; l’accesso ai mezzi pubblici avviene prevalentemente tramite smartphone (ci sono anche le macchinette automatiche, e da poco si può accedere anche con la carta di credito); i controlli sono capillari e ovunque, stazioni, metro, attrazioni, e sono come quelli degli aeroporti; la rete ad alta velocità dei treni collega le lunghissime distanze, e i treni sono puntualissimi.
A fronte di questa organizzazione pazzesca, pare impossibile credere che nessuna toilette, pubblica o in un posto pubblico, abbia la carta igienica, che non mettano tovaglie o tavagliette sui tavoli, che di turisti occidentali ce ne siano davvero pochi- nel nostro viaggio, a settembre, abbiamo incontrato meno di 10 italiani e pochissimi europei, tanto che la popolazione ci vede come delle rarità, e molti chiedono di fare foto con loro. Ma, soprattutto, stupisce che quasi nessuno parli inglese: anche tra i giovani è raro trovare qualcuno che lo comprenda, e tra coloro che lavorano nei siti turistici, a livello di non sapere cosa significhino parole come “water” o “exit”.
Può risultare pertanto difficile comunicare e farsi aiutare in caso di necessità, per esempio per raggiungere una stazione della metro o un monumento, o per avere consigli su come muoversi, o per capire cosa contiene un piatto.
Poi ci sono le eccezioni: persone che si danno davvero da fare, a volte anche divertendosi, per farsi e farti capire. Di nuovo entra in ballo lo smartphone, col traduttore: si parla o si scrive nel dispositivo, che traduce, ma a volte traduce cose impossibili, bislacche o ridicole, e bisogna rassegnarsi a non riuscire a capire.
I social europei sono vietati dal governo ma tutti hanno una VPN per bypassare il sistema di blocco, quindi evidentemente chiudono un occhio: è un controsenso rispetto a tutti i controlli, e non si capisce come mai (ma per fortuna) sia consentito.
Ma torniamo al nostro itinerario.
Il nostro itinerario di 10 giorni in Cina
La prima non facile decisione da prendere per la pianificazione, come dicevo sopra, è quale scegliere quale itinerario fare: in un paese così grande le cose che suscitano grande interesse e attrazione sono tantissime.
Ho iniziato a leggere itinerari, a chiedere consigli, e dopo avere modificato un primo giro, e rivoltato la sequenza di un secondo, consapevole del tour de force che ne avrebbe comportato l’attuazione, e combinando gli incontri di lavoro pianificati, ho stilato un itinerario che accontentava sicuramente noi 3, tutti, oltre me, il marito e la figlia quasi ventenne, che dopo anni aveva deciso di tornare a viaggiare con noi, attirata da questa destinazione.
Ecco il mio ITINERARIO di 10 notti (più 2 di viaggio, che si riducono, coi trasferimenti, per le visite a poco più di 7 giorni):
3 NOTTI PECHINO
2 NOTTI CHENDGU
2 NOTTI XI’AN
1 NOTTE PINGYAO
2 NOTTI PECHINO
E veniamo ora alle informazioni pratiche, alcune trovate sul web, altre basate sull’esperienza fatta sulla nostra pelle

Cina in fai da te: informazioni pratiche
☎️ SCHEDE TELEFONICHE E CONNESSIONI
Una delle cose più rilevanti per il viaggio è avere una connessione internet, che permette pagamenti, prenotazioni, navigazione. Ho iniziato quindi a cercare informazioni su schede telefoniche e VPN
Non avendo telefoni che supportano esim, molto comode perchè sono sim virtuali che non necessitano di scheda fisica, ho trovato le seguenti alternative:
-acquistare una sim con numero cinese all’arrivo all’aeroporto
-acquistare una sim in Italia, con numero italiano, di un operatore cinese, on line o presso un negozio di cinesi, che fa da rivenditore
La nostra scelta è stata di acquistare in Italia, in un negozio di cinesi trovato sul sito CMlink, 2 schede telefoniche, con 50 minuti di chiamate verso Italia e Cina, e 5 giga, per 1 mese: praticamente sono le sim che usano i cinesi residenti in Italia per chiamare in Cina, o chattare, collegate ad un numero italiano. Per chi ha un telefono dual sim sono l’ideale. Hanno provveduto ad attivarle al negozio dove le abbiamo acquistate, ma ci hanno addebitato 15 euro ognuna (si poteva anche ordinarle on line ma per noi era tardi per riuscire a riceverle) e hanno sempre funzionato. Si può poi acquistare, per 1.99 euro, un numero cinese dal sito da abbinare, ma impiegano 5 giorni per attribuirlo: noi saremmo stati già in Cina, quindi non abbiamo proseguito con l’attivazione, anche perché, poi, per diversificare e per sicurezza, essendo noi in 3, abbiamo deciso di acquistare, all’arrivo all’aeroporto, una SIM China mobile con numero cinese, CHE SI È RIVELATA NECESSARIA per alcune prenotazioni, o per le chiamate dei taxisti Didi per conferma. Purtroppo con questa ultima SIM abbiamo terminato i 5 Giga anzitempo (non abbiamo compreso come, ed inoltre noi avevamo capito di averne 50) e non c’è stato verso di ricaricarla, quindi abbiamo usato l’hotspot CMlink. Il numero cinese comunque ha continuato a funzionare (il Didi chiamava quel numero) e ha funzionato anche Alipay per i pagamenti. La connessione è necessaria per ogni telefono per l’utilizzo dei mezzi di trasporto con Alipay (da pochi giorni si può accedere in metro anche con carta di credito).
Oltre alle SIM, se si vuole navigare su Google o usare i social, incluso Whatsapp (con cui si possono fare chiamate), è neccessario acquistare una VPN per bypassare il firewall cinese (ce ne sono anche di gratuite, ma poichè avevamo letto di problemi di funzionamento abbiamo preferito stare sul sicuro e acquistarne una per uno); le esim spesso le hanno integrate; con Cmlink non servirebbe, ma è utile per usare il wifi e non consumare giga: noi abbiamo scelto LetsVPN, che costa molto poco (5 euro) ed ha sempre funzionato EDIT: controllare il funzionamento perché pare ci siano problemi ed è eventualmente scegliere un ‘altra VPN: sul gruppo Facebook della Cina si possono trovare informazioni aggiornate)
Relativamente ai telefoni, attenzione ai power bank: ci sono dei limiti Wh e se non si leggono le specifiche possono venire sequestrate.
🈯️ LINGUA
La maggior parte delle persone non parla inglese, incluse quelle che lavorano nel turismo (taxisti, addetti alle attrazioni e agli hotel) e non capisce neanche le cose basilari. I taxisti ti parlano in cinese anche se non capisci.
È importante quindi avere un traduttore, o più di uno (Google translate, Papago, ecc.) da usare sia con la traduzione vocale, sia scrivendo, o scansionando le immagini. Ma capita, a volte, che le traduzioni, soprattutto dei menù, non siano comprensibili o inerenti.
🈲️ PAGAMENTI: LE APP ALIPAY E WECHAT
APPLICAZIONE ALIPAY
Alipay è un app fondamentale per i PAGAMENTI, che accettano ovunque.
Occorre inserire i dati del passaporto e di una, o meglio più, carte di credito: genera un qr code, da presentare per il pagamento inserendo la cifra da pagare, o in alternativa, si scansiona il qr code del venditore e viene inserita la cifra. Una volta presa la mano il sistema è molto comodo, simile al nostro Satispay, sempre più diffuso anche in Italia.
ATTENZIONE: non collegare la stessa carta a più telefoni altrimenti Alipay può venire bloccato (a noi è capitato per un doppio inserimento di carta di credito): contattando l’help il problema viene risolto in un paio d’ore, seguendo le istruzioni fornite per il controllo che viene richiesto per riemettere l’autorizzazione all’uso (fare foto, inserire dati e documento, ecc).
Ovviamente per usare l’app occorre una connessione, e spesso occorre togliere la VPN (vedi in seguito) per evitare rallentamenti.
Per il PAGAMENTO DEI MEZZI PUBBLICI occorre generare un qr code per ogni diversa città, dalla sezione trasporti: viene scaricata la mappa della città e devono essere reinseriti i dati del passaporto.
APPLICAZIONE WECHAT
Noi l’abbiamo scaricata per avere un sistema di pagamento alternativo, ma l’abbiamo usata poco. Per i cinesi è anche l’alternativa a whatsapp. È stata necessaria per prenotare Piazza Tienanmen. Per usarla è necessario avere un numero telefonico cinese.
Noi abbiamo utilizzato principalmente Alipay. Tutti, ma tutti, anche la piccola bancarella, e anche per un acquisto di pochi centesimi, l’accettano.
Le carte di credito sono accettate per le attrazioni, per il resto non sono molto in uso. All’arrivo all’aeroporto abbiamo cambiato un po’ di contanti, nel caso di eventuali emergenze, che, avendo installato Alipay su 3 telefoni, non abbiamo avuto.

🈴️ PRENOTAZIONI: TRIP.COM
L’applicazione Trip.com è super utile per fare PRENOTAZIONI di trasporti, hotel ed attrazioni.
Consente anche l’accumulo di euro, e, una volta completato il soggiorno/viaggio, si possono scontare su nuove prenotazioni (io prenotando hotel e attrazioni anche strada facendo, ho scontato diverse decine di euro).
La sezione “I MIEI VIAGGI” contiene tutte le prenotazioni assieme, ed è molto comoda; viene comunque inviata anche una mail, con la conferma.
Per gli HOTEL Trip.com funziona come booking.com, ma ha molte più alternative. Ci sono soluzioni cancellabili anche fino al giorno stesso, e i dettagli delle camere sono molto ricchi.
Attenzione: spesso sono proposte anche stanze senza finestre, personalmente non le amo.
La conferma via mail della prenotazione è inviata anche in lingua cinese, con le indicazioni per il taxista, o per l’hotel.
Per i biglietti delle ATTRAZIONI (tipo Riserva dei panda, Esercito di terracotta, ecc.) occorre selezionare la lingua inglese per poter effettuare l’acquisto.
I biglietti dei TRENI si possono prenotare, ed è meglio farlo appena possibile per mettersi in lista per l’acquisto (l’addebito è immediato) anche se la vendita inizia solo da 15 giorni prima. Se i posti si esauriscono e l’acquisto non va a buon fine, si viene messi in lista d’attesa: meglio controllare alla data di inizio vendita se l’acquisto è andato a buon fine o si è stati messi in coda. Nel secondo caso, Trip tenterà di acquistarli fino alla partenza, ma potrebbe essere opportuno cercare un’alternativa perchè non è garantito l’acquisto (anche se io ho visto che poco prima della partenza spesso tornano disponibili dei biglietti). Meglio ancora è inserire alternative di treno, classe e orario alla prenotazione.
ATTENZIONE alle pluriprenotazioni!!
A me è capitato di non aver messo alternative, e sono finita in coda per un treno: ho acquistato i biglietti di classe superiore (business) mantenendo la coda per vedere se tornavano disponibili biglietti più economici, ma dopo un pò di tempo mi hanno cancellato dalla coda, perché risultava un’altra prenotazione per lo stesso treno (ho dovuto cancellare prima i biglietti più cari e acquistare i biglietti tornati disponibili più economici).
Se si acquista un treno che ha la lista di attesa, mettendo diverse alternative di classe, viene addebitata la cifra più alta, e se riescono ad acquistare la più economica viene effettuato il rimborso della differenza.
Non ho avuto esperienze per l’acquisto di VOLI, ma con questa app mi sono trovata benissimo.. anzi, crea dipendenza!!
Il SERVIZIO CLIENTI contattato via chat risponde subito ed è molto efficiente. Sul sito si trovano, anche in italiano, tutte le condizioni di vendita e di cancellazione, scritte in modo molto chiaro, anche se articolate.
L’addebito delle prenotazioni è immediato, ma se prevista possibilità di cancellazione, rimborsano entro pochissime ore.

–🚌 MEZZI DI TRASPORTO
–METRO: Una corsa in metro costa 0,36€, si può pagare con l’app Alipay, selezionando la sezione trasporti che genera un qr code, da passare allo scanner all’ingresso e all’uscita. Oppure ci sono le biglietterie automatiche all’ingresso, ma non ho avuto esperienza di quanto facile sia usarle. Da pochi dovrebbe essere attivo anche il pagamento con la carta di credito.
L’app Metromen è utile per calcolare i percorsi ma occorre sapere il nome della stazione, non basta il luogo: purtroppo io non avevo informazioni di una app che contenesse una mappa con luoghi e stazioni metro integrati, (e neanche un iPhone, che pare ce l’abbia), per cui a volte abbiamo perso tempo sia a trovare la metro, che a cercare il nome della stazione più vicina.
All’ingresso della metro viene controllato il passaporto, le borse vengono passate allo scanner come in aeroporto, si deve passare dalla porta di controllo, e per entrare in metro va passato il qr code nel lettore, dopo aver impostato la città se si paga con Alipay. Spesso si deve camminare parecchio per arrivare al treno o all’uscita, fattore che va considerato nel calcolo dei tempi per gli spostamenti.
–DIDI: Spesso noi abbiamo scelto come mezzo di trasporto il DIDI, un alternativa al taxi, come Uber, o più simile al più economico Bolt di Lisbona, per il costo davvero basso delle corse, e per abbattere i tempi degli spostamenti (essendo in 3 eventuali spostamenti che comportavano metro+pullman per le attrazioni sarebbero costate pochissimo di meno). Qualche esempio: dall’aeroporto al centro di Pechino 7.49 euro, per la Grande muraglia 23 euro, per l’Esercito di terracotta dal centro di Xi’an 6.23 euro, per la tratta più lunga, da Chendgu a Leshan, 200 km, 58 euro.
IMPORTANTE: NEGLI AEROPORTI E NELLE STAZIONI I DIDI SONO NELL’AREA “CAR HAILING” O “E_HAILING” QUINDI VANNO SEGUITE LE INDICAZIONI CHE INDICANO QUESTA DIREZIONE, NON QUELLE PER I TAXI.
ATTENZIONE: ci è capitato chevil Didi non individuasse bene la posizione, non abbiamo capito perchè, visto che noi vedevamo esattamente il suo percorso quando era nelle vicinanze e il tempo di arrivo, quindi quasi sempre il taxista ha chiamato quando è arrivato nei pressi, parlando cinese (ha chiamato anche talvolta in caso di prenotazione). Se non vi trova, si può inviare foto con l’app di qualche riferimento per fargli capire la posizione esatta
🚕 funzionamento
Tramite l’applicazione Didi su Alipay si inserisce la destinazione e appare il costo, il tempo di arrivo, targa, colore e modello dell’auto e alcune alternative di taxi.
Le corse si possono anche prenotare in anticipo, e può essere opportuno farlo per gli orario mattutini (noi abbiamo prenotato la sera precedente il Didi per la Grande Muraglia,per la Riserva dei Panda a Chendgu, e per i trasferimenti in aeroporto.)
Il prezzo sull’applicazione non comprende eventuali pedaggi, che verranno aggiunti in seguito.
È possibile che un pagamento resti in sospeso. Nel caso, alla riapertura dell’app viene segnalato e va fatto il pagamento, pena la mancata possibilità di prenotazioni ulteriori.
–BICI: Abbiamo anche noleggiato bici con Alipay, il funzionamento è come quello del noleggio nelle città in Italia, di sblocco e blocco a fine corsa, il prezzo non lo abbiamo capito😬, ma è irrisorio
–TRENI: sono puntuali e affidabili. La prima classe è ovviamente più comoda della seconda, sedili spaziosi, reclinabili, comodo poggiapiedi, acqua e snack.
Sui treni c’è anche un distributore di acqua calda (nel caso per farsi dei noodles, per loro da bere) e un lavandino esterno, con anche acqua fredda, credo potabile

🚅 STAZIONI DEI TRENI
Le stazioni sono grandi come aeroporti, per questo è importante arrivare 45 minuti/1 ora prima per orientarsi e trovare il gate. I controlli sono gli stessi della metro, passaporto per entrare, scanner, metaldetector. Gli accendini spesso li fanno lasciare.
Il check in apre circa 20 minuti prima della partenza del treno, ci sono lunghe code che il personale riesce però a smaltire in tempo.
Il biglietto comprato su Trip è sempre sul passaporto, e va presentato mettendosi in coda dall’operatore, non dagli scanner.
Alla stazione di Xi’an ci sono i distributori di acqua gratuita.
🚌 BUS: preso solo una volta, a Leshan, il biglietto lo abbiamo fatto a bordo pagando in contanti perché non avevamo cambiato la città su Alipay. Un pò difficile individuare le fermate perché non indicate (non so però nelle grandi città)

🏢 HOTEL
In molti hotel non parlano inglese, noi solo a Pechino abbiamo trovato personale che parlava inglese, ed è una comodità; altrove ci hanno dato solo la chiave, muti.
In tutti (medio livello) abbiamo trovato ciabatte, spazzolini, dentifricio, acqua gratis rifornita, bollitore con te, ombrelli, macchinini antizanzare, in uno accappatoi, in un altro un regalo di benvenuto.
Non in tutti c’è il frigorifero (in estate è utile, magari controllare su Trip, dove è scritto, io ho dimenticato di farlo).
Non abbiamo mai preso la colazione inclusa, perchè nella maggior parte dei casi abbiamo letto che è solo salata: compravamo biscotti o dolciumi nei market e ci facevamo tè o caffè al mattino in camera. Il nescafè lo avevamo portato da casa ma si trova anche nei market.
✔Hotel scelti e prezzi per tripla, a notte
–Pechino: Tangfu boutique hotel Gulou branch – posizione Nanlouguxiang⬆️, hutong pedonale, 80 €
+ 1 notte Junyi Selected hotel, di fronte a stazione Beijng West, 80 €

–Chengdu: Huaghuosan hotel⬆️ – zona Tianfu square, decimo piano con vista, stupendo, 50 €

–Xi’an: Ibis Styles- Bell and Tower, sulla piazza della Torre del tamburo e a fianco a quartiere mussulmano ⬆️, 50 €

–Pingyao: Juxange inn – courtyard hotel, città antica, 22 €⬆️ incluso transfert dalla stazione

-Pechino: di nuovo Tangfu boutique hotel (ci è piaciuta sia la location che l’hotel). Per questo ultimo soggiorno abbiamo avuto un inconveniente alla seconda prenotazione, non ci hanno dato la stanza prenotata ma una di livello inferiore, che ci hanno cambiato il giorno successivo. Le stanze non sono tutte uguali, io avevo scelto quelle al primo e secondo piano che sono rinnovate, non ho idea di come siano le altre, ma comunque questo hotel per location e servizio mi sento di consigliarlo

👮 SICUREZZA e CONTROLLI
In ogni città visitata ci siamo sempre sentiti tranquilli ovunque. A Pechino nelle zone degli hutong (vicoletti con le case antiche) è ben visibile il cartello con la foto e i dati del poliziotto addetto alla sicurezza: noi siamo andati anche col buio.
Nelle piazze principali di Xian e Chendgu è presente un camper adibito alla Polizia.
I controlli ci sono ovunque, agli ingressi delle attrazioni, di stazioni e metropolitane, in entrata e in uscita, dove bisogna passare il passaporto. Più capillari a Pechino in zona Tienanmen e Città proibita: qui anche nelle strade.
All’aeroporto di Pechino in partenza controllano tutto, all’ingresso effettuano anche un controllo esplosivi, e prima dei gate, in caso sospetto, fanno aprire i bagagli per verificare cosa è stato segnalato e se può passare.

💰 COSTO DELLA VITA
–CIBO: mangiare è abbastanza economico, sia nei ristoranti che negli street food, dove abbiamo spesso mangiato, se avevano anche tavolini, così spetavamo di riuscire a capire gli ingredienti, vedendo, cosa ordinare. Abbiamo fatto la spesa nei market per colazione bibite e frutta a costi irrisori (l’acqua da mezzo litro 25 cent)
-🤩 ATTRAZIONI: le attrazioni non sono costose, la più onerosa è la Grande muraglia, 23 euro, e l’Esercito di terracotta, 15 euro, i siti più piccoli si aggirano in media sui 5 euro.
ATTENZIONE: in molti siti gli over 60 hanno biglietto scontato a metà prezzo o non pagano (in alcuni dai 65); anche i bambini hanno sconti o biglietti gratuiti,e gli studenti con tesserino della scuola/università pagano solitamente metà prezzo.
Le attrazioni acquistate su intermediari (tipo Get your guide, Civitas, ecc) sono più costose: meglio comprarle sul sito oppure tramite Trip.com, dove hanno lo stesso prezzo.
Se non è alta stagione si possono acquistare anche il giorno stesso per avere maggiore flessibilità (verificare che per alcune è necessario acquisto il giorno precedente, tipo Piazza Tienanmen)

🚻 BAGNI PUBBLICI
Nelle città ci sono molti e ben segnalati bagni pubblici. Non sono invece presenti nella maggior parte dei ristoranti.
Ho avuto occasione di frequentarli tutti, da quelli degli hutong, nelle attrazioni, nelle stazioni, nei treni e anche nelle hall degli hotel: tranne che sui treni in nessuno c’è la carta igenica, quindi è fondamentale avere fazzolettini sempre con sé.. lascio immaginare la condizione delle toilette in città🤢. Nella maggior parte è indicato se squat toilette, ovvero turca, o water.
👜 BAGAGLI
Consiglio di usare dei trolley non degli zaini: noi avevamo 1 trolley ciascuno + zainetti e mia figlia uno zaino: lei ha fatto una gran fatica perché anche se si prendono taxi o si alloggia vicino a una metro, la strada da percorrere per arrivare ai treni o ai gate delle stazioni solitamente è parecchia.
SUGGERIMENTO IMPORTANTE
Molti, se non tutti, iniziano a programmare volendo vedere il più possibile ed è comprensibile. Ma la Cina non è come altri paesi e inizialmente non si riescono a immaginare le distanza, le dimensioni di città e siti, e gli itinerari pensati sono improponibili. Ci se ne accorge quando si chiede consiglio a persone che ci vivono o che ci sono già state, ed è importante avere l’umiltà di ridimensionare e non farsi sedurre da video su ig di certi influencer, o dalla proposta di tour on line pre programmati, o che per accaparrarsi clienti propongono dei desiderata, salvo non si voglia appunto fare un viaggio solo per vedere di sfuggita, solo per dire “ci sono stato”, come se si dovessero piantare bandierine. Pertanto se ci si possono permettere e piacciono le visite guidate, sicuramente si risparmia tempo e attese e si possono avere utili informazioni sulle attrazioni, ma a mio avviso è sempre importante confrontarsi con chi ha già avuto esperienza, senza cadere nel facile pensiero che si è dei viaggiatori esperti o abituati a macinare km, alzarsi presto, spostarsi, ecc.. la Cina merita e necessita più di un viaggio, de non si hanno tantissimi giorni, è davvero un mondo diverso e magnifico, e soprattutto è un paese dove le dimensioni sono importanti e difficilmente immaginabili.
❗Dettagli e curiosità che mi sono rimasti impressi😳
-I motorini tutti elettrici che non li senti arrivare, e che suonano di continuo
-Il mix di tradizionale e moderno delle città e i quartieri grattacielo nelle periferie, visti dai treni
-Le donne cinesi che amano vestirsi e fotografarsi con abiti tradizionali, e i tanti che chiedono di fare foto con me, bionda, o con tutta la famiglia
-I cinesi che scatarrano e sputano everywhere🤢
-A tavola bevono e servono acqua calda!!
-Sono molto diffusi, soprattutto a Pechino, i posti dove puliscono le orecchie: un addetto suona un campanello, riconoscibile da lontano
-L’avviso più diffuso è “mind your step“😂
-Il People’s park a Chendgu con centinaia di annunci per matrimonio esposti
-Le lagne che si sentono in giro, dagli avvisi registrati e ripetuti con gli altoparlanti ad oltranza😒, o fatti a voce con cantilena continua, dai negozi, alle attrazioni, ai venditori che propongono le merci, al radio taxi sul Didi

📌 Cosa mi ha dato fastidio 🙄
-Non poter chiedere informazioni/comunicare quando mi serviva, perché non comprendono l’inglese (dalle indicazioni per strada, al taxista che chiama per la posizione, ecc)
-Le poche indicazioni stradali per metro e/o dentro le attrazioni
-La fatica per capire gli ingredienti della cucina e per ordinare il cibo (pochi menù scritti anche in inglese)
-Il traduttore (di più tipi) che spesso traduce cose impossibili (a volte ci siamo fatti anche delle sane risate)
Conclusioni
🔆 Un viaggio in Cina come questo è piuttosto faticoso, sia per l’organizzazione, che fisicamente, soprattutto con un programma serrato come il mio: è sicuramente consigliabile, se possibile, avere più giorni ma credo sia inevitabile che, nel caso, si diventi voraci e si tenda a voler aggiungere altre tappe e cose da vedere. Più veloce di come ho fatto io è un viaggio fatto di cose viste di sfuggita.
Ma è molto entusiasmante, seppur le tratte in treno siano lunghe, quelle a piedi per le visite stancanti, le giornate intense; c’è da aggiungere che, nel nostro caso, se a Pechino la stagione è stata perfetta, a metà settembre, a Chendgu e Xi’an il caldo era ancora piuttosto asfissiante ed umido, e chi lo soffre molto può essere rallentato. Per contro, credo che ci sia meno folla rispetto ad agosto o alle feste cinesi: il giorno della visita alla riserva dei panda è caduto nei 3 giorni del Mid Autumn Festival e in effetti abbiamo visto la differenza! In compenso in hotel ci hanno fatto trovare dei Moon Cake, il dolce cinese tradizionalmente preparato proprio per la Festa di metà autunno!
E’ importante studiare subito come funzionano le app, una volta capito, tutto fila velocemente che è una meraviglia.
Con pochi giorni se si vogliono vedere le attrazioni principali non possono esserci tempi morti, e ci si deve alzare molto presto, capire come arrivare a un luogo, dove andare per fare i biglietti (o farli online), dove entrare, ecc. Poi, occorre cercare di capire dove e cosa mangiare, farsi capire, -ed essere preparati a rinunciare a capire,- . I tempi sono di solito più lunghi di quel che si può immaginare.
Insomma è un viaggio sicuramente impegnativo, e i tipi ansiosi, o che perdono facilmente la pazienza come me, devono mettere in conto parecchia fatica (e altrettanta a chi deve seguire i miei ritmi).
Alla fine però si resta stupiti dall’organizzazione eccellente, dall’inaspettato che non programmato magari ti trovi di fronte, dal venire a conoscere un mondo così diverso dal nostro, e con grande fascino, e dalla immensa bellezza dei luoghi. Che ti fanno venire voglia di tornare, una volta finito il viaggio, per visitare anche altre zone diverse che, hai capito, saranno di altro incommensurabile splendore.

settembre 2024
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MYKONOS: la fiera della vanità.. ma quanta bellezza!

Certi angoli e panorami di Mykonos appaiono come un quadro.
Confermano la bellezza, immaginata, letta, sentita, o guardata su uno schermo, prima di arrivarci.
E, tuttavia, lasciano senza parole, per la meraviglia, poiché la realtà supera di gran lunga l’immaginazione

Dopo aver trascorso 4 giorni a Naxos e 3 a Koufonissi, ed esserci nutriti di grande bellezza, torniamo a Mykonos, da dove siamo arrivati, per restarci una notte e un giorno, e poi riprendere il volo verso casa

Da Koufonissi a Mykonos
Da Koufonissi a Mykonos prendiamo un costosissimo traghetto, 85 euro a testa, ma veloce: quello pianificato, che ci sarebbe costato molto meno, purtroppo è stato annullato. Ci consoliamo per il fatto che guadagnano un paio d’ore da vivere a Mykonos.
All’arrivo al porto (da cui siamo partiti), prendiamo un bus verso Fabrika, che è la stazione di arrivo, alle porte della zona pedonale di Mykonos, e anche vicinissima al nostro alloggio.
L’alloggio a Mykonos

A Mykonos gli alloggi in piena stagione sono piuttosto cari.
Ho trovato, in seconda battuta, Dimele Rooms (il primo hotel prenotato aveva un buon prezzo ma era ubicato su per una faticosa salita, anche se non distante dal centro), che si è rivelato in una location perfetta, proprio perché vicinissimo alla fermata del bus e alla zona pedonale, e con vista sui famosi mulini di Mykonos: magari non sarà così affascinante come alloggiare dentro al centro, ma ha la comodità di non dover camminare con i bagagli, nella ressa tra gli stretti vicoletti della città (che in alcuni momenti è difficile percorrere anche senza bagagli🥺)

Le camere sono nuove, arredate con gusto, e davvero gradevoli; è presente la macchina del caffè Nespresso, e sono offerti un succo, degli snack dolci, e 2 brioche per la colazione del giorno successivo (anche se la questa non era prevista). Sono inclusi anche i teli mare, e il personale alla reception è davvero disponibile: ci fornisce informazioni per la visita sulla città, e anche una comoda mappa.
Abbiamo scelto una stanza con balcone e il panorama è davvero superbo: vediamo il tramonto sul mare, e ci svegliamo con la vista dei mulini a vento, simbolo di Mykonos

L’hotel ha un ottimo rapporto qualità prezzo.
Oltre al bus per l’aeroporto, alla stessa fermata di Fabrika partono tutti i bus per le spiagge, in un crocevia di traffico di pullman pazzesco, che devono parcheggiare e fare manovra sulla strada che termina, tra il flusso di gente che arriva, cerca di orientarsi, cammina per i negozi, o tra i ristoranti

Arriviamo che manca poco al tramonto.
Prendiamo una delle vie pedonali, per dirigerci proprio verso i mulini, che distano neanche 10 minuti a piedi: cominciamo ad assaporare la bellezza delle vie di porfido bordato di bianco e delle costruzioni candide, i colori vivaci dei serramenti, delle scale, dei fiori, e dei negozi che espongono la loro merce

I mulini di Mykonos e Little Venice
In pochi minuti arriviamo dai famosi mulini, ubicati su una collinetta: c’è tanta gente, la maggior parte intenta a scattare foto, a scattarsi foto, e prevalentemente agghindata come se dovesse partecipare a un matrimonio di quelli in pompa magna,- o come se fosse a ballare in una discoteca di Ibiza, -mi fa notare mio marito: invece è per strada, piena di lustrini, e accessori stravaganti

I mulini, chiamati Kato Myli, risalgono al 1500, e originariamente erano 16: ora ne sono rimasti 7, di cui di uno sono restate poche pietre. Servivano per macinare il grano,e sono indubbiamente molto affascinanti: la location sul mare è straordinaria. Non sono visitabili, solo uno è stato trasformato in museo, ma si possono osservare anche da vicino, andando persino sotto le pale

Poi, sul fondo, in basso, si scorge Little Venice, un insieme di case colorate costruite a pelo sull’acqua, che ricordano quelle di Venezia, da cui viene il nome.. incantevoli!

Il nome originale del quartiere è Alefkandra, indubbiamente ha un fascino seducente!
Vediamo poi anche, in città, una foto di come erano molti anni fa

Ci dirigiamo proprio lì per vederle da vicino. C’è un marciapiede sul mare che le precede, dove ci sono locali bellissimi e stravaganti, alcuni con la musica a palla

La folla che si aggira al tramonto è pazzesca

Infilandosi tra i locali, si sbuca nel dedalo di stradine della chora, strettissime ma fortemente pittoresche, tutte ordinate, curate, e colorate: Mykonos è davvero una “città bomboniera”

La chiesa Panagia Paraportiani
Attraversiamo queste stradine, girando senza meta, e senza accorgercene, salendo, arriviamo ad un’altro dei posti più iconici della città: la chiesa di Paraportiani, fusione di 4 basiliche risalenti dal XV al XVII secolo, che spicca, bianca, tra il cielo azzurro e il mare blu che è ai suoi piedi, e sembra fatta di panna montata, o di zucchero filato.

Ci fermiamo a sedere di fronte a un lato della chiesa guardando la parete candida e la gente passare, per un pò.
Anche in questo angolo di Mykonos partecipiamo alla fiera della vanità, uno spettacolo pazzesco e senza pudore, dove la cosa più importante è farsi una fotografia..
Beh, .. mi ci metto anch’io, e stranamente il marito riesce a fare una gran bella foto😂🤩

Il giorno successivo, al mattino, ripassiamo .. e ancora c’è folla e le persone continuano a far foto, a cercare lo scatto d’effetto, che alla vista ti farà credere quello che non è…

.. ma c’è anche, per fortuna, chi è rilassato, e, incurante, fa l’uncinetto!

Il porto vecchio e la chiesa di Agios Nikolakis
Passando dalle rovine che ci sono attorno alla chiesa, scendendo, si arriva alla zona del porto vecchio, una grande baia che inizia con una minuscola chiesetta col tetto blu, Agios Nikolakis. La via, sul lungomare, ha affacciati negozi e ristoranti, e si può fare una bella passeggiata, passando dalla piccola spiaggetta cittadina, per vedere la baia e la città dal lato opposto

La piazza della chiesa sul porto vecchio è la zona caratteristica per ammirare i famosi e meravigliosi tramonti di Mykonos

Il tramonto a Mykonos
Da poco prima del tramonto Mykonos si trasforma in un bordello pazzesco.
In certi punti, nei vicoli piu stretti, si fa fatica anche a passare, tra le persone che escono per la serata e i croceristi in visita.
Il momento del tramonto richiama davvero tantissima gente, che si mette in attesa che la palla di fuoco scenda nel mare.
Non si può dar loro torto: l’unico tramonto che vediamo è davvero eccezionale. Siamo al porto vecchio, e ci siamo riusciti a conquistare uno spazio vicino al parapetto sul mare. Sembra di essere ad un concerto, in attesa dell’uscita dell’artista: con gli altri aspettiamo che il sole scenda. E ci aspetta una meravigliosa visione!

La chora
Ci rinoltriamo tra i vicoletti della chora, ammirando i balconi e le scale colorati

le chiesette che appaiono di tanto in tanto

le boungaville che scendono e adornano gli edifici

i negozi zeppi di merce variopinta, ed estrosa

Siamo in cerca di un posto per la cena, ubriacati dai locali e con la difficoltà di scegliere, tra i posti per turisti, gli street food, gli eleganti cocktail bar.
Attendiamo un tavolo al ristorantino da Petite Tavern, che ci era stato consigliato dalla reception del nostro alloggio, un posto carino, con buon cibo e servizio cordiale..
L’ultimo giorno in Grecia
L’indomani ci resta ancora la mattinata e buona parte del pomeriggio a Mykonos, prima di lasciare, anche quest’anno, la Grecia.
Facciamo ancora un giro per la Chora. Vediamo anche il povero e inconsueto mezzo dell’immondizia destreggiarsi tra gli stretti vicoletti

Finalmente la mattina presto c’è meno gente in giro, i gatti invece sono sempre tanti 😻

La chora è un tripudio di colori, che sono più accesi con la luce del giorno, esaltandone la bellezza: il caldo torrido estivo però comincia a farsi sentire

Ripassiamo dal porto vecchio e da Agios Nikolakis

Passeggiando, notiamo, stupiti, alcuni sagrati delle chiese occupati dai tavoli dei ristoranti

Ripassiamo da Little Venice, bellissima anche con la luce del giorno, e finalmente meno affollata

e dai mulini

Mykonos non è grande, è tanto turistica, ma è da vedere e rivedere a tutte le ore; una bellezza che si trasforma, e che supera l’impoverimento dell’esaltazione dell’ego alla massima potenza

In spiaggia a Gyalos (Yalos)
Mykonos ha una piccola spiaggetta cittadina, proprio sul lungomare, oltre la chiesa di Agios Nikolakis.
Ma, vicine, raggiungibili con pochi minuti di bus, si trovano parecchie spiagge: una delle più famose è Ornos, poi c’è la chic Psarau, e la modaiola Paradise Beach. Noi decidiamo di andare a Yalos, che è raggiungibile in bus da Fabrika in una decina di minuti.
La spiaggia di Yalos è una piccola baia, con ombrelloni piuttosto fitti (e cari) e molto affollata agli inizi di luglio, e ha un mare cristallino molto bello. Ci sono molti bar e ristoranti, alcuni dei quali con musica alta

Sul fondo, vicino alle rocce, c’è una piccola parte di spiaggia libera, dove decidiamo di fermarci e farci un bel bagno. All’ora di pranzo, passiamo davanti ai ristoranti, ma nessuno ci alletta particolarmente (anche per i prezzi!), per cui decidiamo di tornare a Mykonos per l’ultimo pasto, dove troviamo un grazioso locale che vende prodotti tipici e ha pochi tavoli, proprio tra i mulini e Little Venice, Zorba Delicatessen. Concludiamo quindi in bellezza, con ottimo cibo e una vista da favola.

E poi, è l’ora di andare a recuperare i bagagli all’hotel, e prendere il bus per l’aeroporto.
La nostra vacanza è finita, ma sono certa che non sarà l’ultima alle Cicladi: queste isole sono troppo belle!!

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NAXOS, tutto quello che si può cercare in un’isola greca

L’isola di Naxos non ha soltanto un mare stupendo e grandi spiagge di diverso tipo, ha anche una chora bellissima e vivace, case bianche caratteristiche con porte e finestre colorate, vicoli stretti con la classica pavimentazione in porfido bordato di bianco, che si inerpicano fino al kastro, un castello veneziano risalente al 1200, e i resti di un tempio antico sul mare, che ti ricorda proprio di essere in Grecia

Cosa vale assolutamente la pena fare a Naxos con pochi giorni
Non posso dire quali siano gli “imperdibili“ a Naxos: ci siamo stati troppi pochi giorni, solo 4, e non abbiamo visto tutto.
Ma posso dire cosa vale la pena assolutamente fare:
-un giro tra i vicoletti della chora di giorno e fino alla Portara
-andare alla spiaggia Hawaii beach, fino a poco prima del tramonto
-andare alla spiaggia Mikri Vigla al mattino presto, quando ancora è deserta
-fare una cena al tramonto al ristorante La Rotonda, dove si ha una vista pazzesca delle Cicladi
-visitare Apeiranthos, e anche Filoti
-passeggiare a Plaka la mattina presto
Come arrivare a Naxos
A Naxos si può arrivare:
–con volo da Atene, e poi traghetto o volo interno per Naxos
–con volo da Mykonos, e poi traghetto
–con volo da Santorini, e poi traghetto
Il costo dei traghetti è quello che più incide di più sul budget: ci sono diverse compagnie che fanno la tratta, il prezzo può variare di un pò a seconda degli orari, ma quelli veloci sono costosissimi e quelli lenti, più economici, sono pochi.
Sono frequenti i ritardi delle navi, ma al porto di Mykonos (dove noi siamo arrivati) sono ben organizzati, ci sono ampie aree all’ombra, e fresche col vento, e taverne, dove bere o mangiare qualcosa, oppure semplicemente attendere.
Diciamo che, per una vacanza in queste destinazioni, bisogna prenderla con filosofia: un pò come essere in Sudamerica :) .

L’arrivo a Mykonos
Partiamo da Bologna al mattino, destinazione Mykonos, e il volo ha già un ritardo. Poiché ho letto che i ritardi sono frequenti, sia per i voli che per i traghetti, e la nostra prima meta è Naxos, non sapendo se riusciamo a fare il trasferimento in giornata, non ho prenotato né traghetto, né hotel per la notte. Se riusciremo a prendere il traghetto, dormiremo a Naxos, altrimenti ci fermeremo a Mykonos.

Trasferimento a Naxos da Mykonos
Il bus dall’aeroporto parte ogni ora per il porto dove partono i traghetti, e costa 3 euro. Si prende uscendo dagli arrivi, sulla sinistra e il biglietto si fa a bordo. Su internet si possono preventivamente consultare gli orari di partenza.
In alternativa per il porto sì può prendere un taxi, si possono trovare che attendono all’uscita degli arrivi.
Noi riusciamo a prendere il bus, anche se l’orario di partenza è passato: può darsi che attenda quando ci sono ritardi, però, ecco.. non abbiamo bagagli imbarcati, altrimenti non saremmo riusciti.
In una decina di minuti il bus arriva al porto, dove si possono fare i biglietti per il traghetto.
Poichè anche il primo traghetto in partenza è in ritardo, ci sediamo in un bar attiguo alla biglietteria, che già ha l’atmosfera greca: c’è un bel venticello fresco che da sollievo dalla forte calura. La zona di partenza dei traghetti è ben organizzata, ci sono ampi spazi al coperto con aria condizionata, e posti a sedere per attendere, e taverne dove bere o mangiare qualcosa. Ci prendiamo qualcosa da bere e, durante l’attesa, prenotiamo anche l’alloggio per la notte: scegliamo di stare alla chora, cioè nel centro di Naxos, così la vedremo di sera e l’indomani mattina, prima di prendere la macchina noleggiata, e di recarci a Plaka, dove abbiamo l’alloggio per i seguenti giorni.

L’arrivo a Naxos: il nostro primo alloggio, Enalios sunset suites, e la visita alla chora di sera
Naxos ci accoglie al tramonto, con la vista della Portara, il monumento simbolo della città sulla collinetta, e la bianca cittadina, illuminate dal sole calante







Il secondo giorno a Naxos

La Chora







La Portara, o porta di Apollo, è un tempio incompiuto del VI secolo, una porta alta quasi 6 metri e larga oltre 3. Davvero una bella sensazione trovarsi lì, vicino a questo monumento che riporta indietro nel tempo, in alto, col vento forte, e il mare attorno..

Di fronte, si ha una vista splendida di Naxos


Come muoversi a Naxos
Essendo l’isola piuttosto grande, 37 chilometri per 23, è fortemente consigliato il noleggio dell’auto.
Esiste anche un buon servizio di autobus in partenza da Naxos città, ma ovviamente si è soggetti ai loro orari e tempi, e vanno bene per arrivare nelle spiagge limitrofe (tipo fino al Plaka, oltre non so se arrivano, e non lo consiglierei)
Per il noleggio auto, ho trovato sul web Auto tour, comodo al porto, e soprattutto com possibilità di cancellazione fino all’ultimo momento, senza necessità di pagare anticipi o fornire la carta di credito, e ad un buon prezzo: devo dire che abbiamo trovato gentilezza e un buon servizio. Un plus è che sono disponibili a tener i bagagli, in caso di necessità, dopo la riconsegna dell’auto.
Il nostro alloggio a Plaka: Tolakis studios

Dopo pranzo andiamo verso Plaka, dove avevo prenotato l’alloggio presso Tolakis studios, accordandomi direttamente con Jenny via mail e whatsapp. Jenny è una host deliziosa, un grandissimo punto a favore per questa sistemazione.
Gli studios si trovano non nella parte migliore di Plaka, che è una lunga spiaggia di 4 chilometri, bellissima: sono oltre la parte più vivace e piena di locali, in una zona più ventosa e selvaggia, però, per questo, anche poco affollata. Purtroppo attorno stanno edificando molto, non grandi palazzi ma studios a 2 piani in stile cicladico, tipo il nostro, e si vedono quindi parecchi scheletri, che sembrano abbandonati (uno è proprio a fianco agli studios, ma Jenny non ne fa mistero, ha una foto su booking.com che lo mostra). L’alloggio non è sulla strada, e occorre assolutamente un auto per arrivarci, in quanto si deve imboccare una via non asfaltata, in mezzo a cannetti e vegetazione: non è l’unica sistemazione nei dintorni, ce ne sono anche altre più lussuose

I Tolakis studios sono’ formati da alcune classiche palazzine bianche a 2 piani, in stile cicladico: avevo scelto questa sistemazione per la vista mare, perchè la spiaggia si può raggiungere in pochi minuti, e per il prezzo, davvero ottimo, nonché per la disponibilità di Jenny, che ci aveva chiesto solo un piccolo anticipo per la prenotazione.

Il nostro studio è al piano superiore ed ha un terrazzo enorme (ce ne sono di diversi tipi), ha tavolino ed ombrellone, dietro c’è la campagna e davanti il mare.. e al mattino per colazione, e al tramonto è davvero bello

Ha un comodo angolo cottura ben attrezzato

Ha un bagno basico, ed è semplice nell’arredamento, ha qualche tratto vintage e poco curato, ma compensa per me il fatto che sia piuttosto ampio, molto pulito, e per l’affabilità di Jenny, pronta a rispondere alle nostre richieste, e che ci fornisce anche un ombrellone da portare in spiaggia, e acqua fresca giornaliera

La strada verso la spiaggia purtroppo non è molto curata, c’è anche un bar in stato di abbandono; vicini ci sono altri studios, e poco distante, un buon ristorante.
Al mattino presto posso andare a fare le mie passeggiate in solitaria lungo la spiaggia, ed è bellissimo!
Per chi cerca un alloggio con ottimo rapporto qualità prezzo, senza tanti fronzoli, lo posso consigliare!

La sera ci vediamo il nostro primo, splendido, tramonto, sulla spiaggia che abbiamo di fronte

Mentre il giorno dopo mi aspetta la mia consueta passeggiata, con i colori del mattino

I giorni successivi: in giro per spiagge a Naxos

I giorni successivi andiamo in giro per spiagge: non facciamo propriamente vita da mare, stando sdraiati su un lettino tutto il giorno, perchè le spiagge da vedere sono tante, e io almeno qualcuna voglio vederla! Quindi spesso stiamo al mattino in un posto e al pomeriggio in un altro. Le spiagge di sabbia sono prevalentemente sulla costa ovest di Naxos.
Plaka

Plaka è una spiaggia di sabbia bellissima, lunga 4 chilometri. Ha una parte selvaggia, dove alloggiamo noi, poco prima di Orkos, e alcune parti attrezzate, intervallate da tanta spiaggia libera, andando verso Agia Anna, ovvero in direzione Naxos. In questa zona, verso Naxos, una strada la costeggia, e si trovano belle taverne dove fare colazione, pranzo o cena.
Fornisco qualche indicazione pratica per chi volesse andare:
-la parte migliore della spiaggia, per me, è dove si trova l’ultimo cartello per svoltare alla spiaggia dalla strada (zona studios Ploes): qui si trovano studios e locali, ci sono parcheggi, market e Atm, e passa anche il bus

-in zona ristorante Niko e Maria, verso Maragas, dove la spiaggia è larga ed iniziano le dune, ci sono alcune aree con lettini ed ombrelloni ma ben distanziati, fino all’hotel Angeliki. Da qui la spiaggia si restringe, e ombrelloni e lettini sono molto fitti; dietro alla spiaggia ci sono vari complessi abitativi. Dopo quel tratto, la sabbia diventa più grossa, e in seguito si allarga di nuovo, e da Taverna Paradiso, quella con i tavoli sulla sabbia (una delle uniche), inizia una comoda pedana, tra le dune, zona frequentata anche da nudisti non attrezzata

Questa spiaggia si chiama Maragas. Sulla punta, dove la costa svolta, c’è una chiesetta e una parte rocciosa

Proseguendo si arriva alla spiaggia di Agia Anna, che ha un bel porticciolo

Andando dalla parte opposta di Plaka, verso Orkos, ci si trova nella parte più ventosa e selvaggia: prima della termine della spiaggia, c’è un bellissimo punto mare, dove ci sono anche rocce, e dei comodi alberi che fanno ombra

Qui la strada si allontana dal mare, e per raggiungerlo si devono imboccare vie bianche che portano ai vari alloggi e alla spiaggia. Purtroppo questa è la zona dove stanno costruendo moltissimo, e non è molto ben mantenuta, alcuni alloggi sono affiancati o hanno la vista su edifici in costruzione, e le strade per arrivare al mare non sono ben curate.
Plaka è una buona zona per alloggiare.

Agia Anna
Agia Anna si può raggiungere da Plaka, passando da Maragas: dopo la chiesetta si apre una baia col porticciolo e tanti locali piacevoli sulla spiaggia; oppure si può raggiungere, dalla parte opposta, da Agios Prokopios. E’molto stretta e attrezzata: troppo per i miei gusti

Mikri Vigla

Mikri Vigla è una spiaggia bellissima, soprattutto è incantevole il tratto vicino al promontorio, che protegge il mare, e lo rende calmo e con colori stupendi.
Qui però risulta piuttosto affollato e frequentato da famiglie vongole bambino proprio per le sue caratteristiche, ma al mattino, prima delle 10 è deserto e se ne può godere tutta la bellezza.

La spiaggia ha un comodo parcheggio davanti, ed è molto lunga

Ha alcuni alberi sotto cui riparsi, vicino al promontorio, e un’ottima taverna che abbiamo sperimentato. Poco oltre, affittano lettini e ombrelloni, e poi.. c’è un meraviglioso nulla. Una spiaggia da non perdere

Si raggiunge proseguendo la strada di Plaka, dopo Orkos, che è la spiaggia dei surfisti, perchè sempre baciata dal vento. Avevo considerato anche di alloggiare a Mikri Vigla, ma ho avuto la conferma in loco che non ci sono molti servizi, o alloggi comodi
Hawaii beach

Proseguendo oltre Mikri Vigla, in circa un quarto d’ora si arriva ad Aliko, che comprende un insieme di insenature, tra cui Hawaii beach, una spiaggia vergine, naturalisticamente meravigliosa!
Quando l’ho vista dall’alto, mi sono subito innamorata della sua scogliera rossastra e dorata, selvaggia, e del mare verde che la lambisce. Per raggiungerla occorre lasciare l’auto sulla strada, camminare in mezzo alla vegetazione bassa, e scendere da un canyon, dove è stato ricavato un sentiero

Sotto, è una meraviglia: il mare diventa subito profondo dalla spiaggia, e accanto alle zone con la roccia è molto trasparente

Al sopraggiungere del tramonto, quando il sole illumina la roccia, i colori si accendono

Quando si arriva si può scorgere sulla strada il rudere di un edificio incompiuto, pieno di murales: c’è chi ne parla gran bene, ma per me non ha grossa attrattiva, e riserva anche punti pericolosi a cui fare attenzione.
Per me Hawai beach è la spiaggia nr. 1 di Naxos

Agiassos
Agiassos non mi è piaciuta, nonostante avessi letto essere una, se non la più bella spiaggia dell’isola! E’ parecchio lontana da raggiungere da Plaka, e c’è un lungo tratto di strada non asfaltata da fare: all’arrivo abbiamo trovato una spiaggia con sabbia grigia mista a sassi grossi, che sembra più il letto di un fiume, che una spiaggia di mare, con colori niente di che.. Sospetto che non ci fossero le condizioni giuste, ma davvero sono rimasta molto perplessa. Non ci siamo neanche fermati.
Agios Georgios
Agios Georgios è la spiaggia cittadina, si raggiunge anche a piedi dalla chora, è attrezzata, carina, comoda ed ordinata.
Purtroppo non abbiamo potuto vedere altre spiagge, per mancanza di tempo: sicuramente Naxos avrebbe meritato qualche giorno in più, per andare ad Agios Prokopios, una delle più frequentate, Glyfada, Pyrgaki, Panormos, e altre, o per fermarsi in tranquillità a rilassarsi tutta una giornata per godere pienamente del mare e delle singole spiagge. Ma purtroppo avevamo solo 4 giorni!
L’interno di Naxos: il tempio di Demetra, Filoti e Apeiranthos
Girando per l’interno di Naxos si vedono dei gran bei paesaggi.
Colline dorate, in estate, alberi di ulivi, cedri, capre, mandrie che sbucano all’improvviso sulla strada, chiesette sui cucuzzoli.. e viste spettacolari dall’alto, delle Cicladi

Volevamo visitare il tempio di Demetra, a 25 minuti da Plaka, ma lo abbiamo trovato chiuso: purtroppo resta aperto solo fino alle 15.30. Mentre stavamo per riprendere l’auto, una mandria di capre, governata da un pastore in motorino, ha invaso la strada, e circondato la nostra auto: davvero una scena divertente!


Abbiamo proseguito per il paesino Filoti

Il paese ha un piccolo centro molto grazioso, case bianche e particolari colorati: qui spiccano le sedie


Ci sono diverse chiesette, dove risaltano i fiori che le attorniano


A Filoti ci siamo fermati per un drink, sulla piazza, all’ombra di un bell’albero, per riprenderci dal caldo pazzesco.
Poi siamo ripartiti verso Apeiranthos.
Lungo la via tra Filoti e Apeiranthos, stupenda al tramonto, con viste superbe, tra mare e monti, arriviamo al ristorante Rotonda, di cui avevo sentito parlare

Qui rimaniamo senza parole .. c’è un belvedere strepitoso sulle Cicladi.. e dietro un mulino..

Decidiamo di fermarci per cena.. fortunatamente hanno un tavolo libero

Mangiamo benissimo, con una vista e un’atmosfera sublime

Questo posto è un must nell’isola! Da fare al tramonto, per godere del contesto meraviglioso (e per chi se lo chiede, i prezzi non sono neanche così esagerati)!

Dopo cena proseguiamo per Apeiranthos, arrivando ormai col buio.
La cittadina è davvero autentica: piazzette e vicoletti tipici greci, tanti locali deliziosi; seduti fuori dai bar, gli uomini che guardano i turisti con sguardo austero.. un’atmosfera che mi è piaciuta davvero molto

L’ultimo giorno a Naxos
Il quarto e ultimo giorno a Naxos, non lo inizio con la mia consueta passeggiata a Plaka, ma godendomi il mio terrazzo vista mare, sorseggiando un succo. Finalmente il vento, che aveva soffiato piuttosto forte nei giorni precedenti, si è placato, e io mi posso godere la pace di essere tra la campagna e il mare

Dopo colazione, decidiamo, per l’ultimo giorno, di tornare alla vicina Mikri Vigla, per godercela senza troppa folla
Infatti arriviamo.. e non c’è quasi nessuno: è davvero un paradiso.

Stiamo qualche ora, mentre la spiaggia piano piano si riempie, e poi ci facciamo un drink alla taverna, che ha una location eccezionale

Ci avviamo poi verso in nostro studio per caricare i bagagli e salutare l’host.
Andiamo verso la Chora per consegnare l’auto e comprare i biglietti per il traghetto che ci porterà a Koufonissi, in meno di u’ora. Visto che abbiamo il tempo, decidiamo di pranzare nel locale che si trova attraversata la strada che conduce alla Portara, Apollon Paradise Cafè: una taverna sugli scogli, con una superba vista sulla cittadina: direi la miglior conclusione del soggiorno a Naxos, con cibo tipico e una bella birra Mytos!

Naxos: dove abbiamo mangiato
Di seguito i locali dove abbiamo mangiato e che mi sento di consigliare:
To Hellenico, Chora
Apanemi town, Chora
Mistrali, Plaka
Liofagos, Mikri Vigla
La Rotonda, Apiranthos
Petrino, Plaka
Niko e Maria Plaka (sulla spiaggia)
Apollon paradise Cafè, Portara
Prezzo medio: 40 euro per una portata a testa, birra e bibita.
Conclusioni
Naxos è un’isola stupenda, come dal titolo ha veramente tutto quello che ci si può aspettare da un’isola greca: paesini caratteristici, alcuni templi, spiagge varie e bellissime, un mare da favola.. insomma, i colori e l’atmosfera della Grecia!

Ora ci aspetta qualcosa che ancora di più ci avrebbe stupito, diverso ma straordinario: l’isoletta di Koufonissi.
i post su facebook
primo giorno a Naxos e la chora
secondo giorno a Naxos e Plaka
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Nessuno si salva da solo

Nessuno si salva da solo.
Anche nel nostro piccolo abbiamo bisogno di qualcuno che ci accompagni.
O che ci prenda per mano.
O che ci dia una spinta.
O che sia un riferimento, da ascoltare, talvolta da emulare.
O di un richiamo.
O di una chiamata.
Questo, si trova, o avviene, se si è alla ricerca, e non si smette di cercare, nonostante tutto.
O se ci si viene a trovare nella condizione di accogliere.
Se, dentro, si sono, consapevolmente o inconsapevolmente, create le condizioni perché ciò avvenga.
UDINE, unica e particolare
Udine è una città particolare.
Non sembra una città: con le sue piazze e molte delle sue strade pedonali di ciottoli, i tanti palazzi storici quattro e cinquecenteschi, le sue chiese singolari, la roggia che scorre per la città, che ti trovi all’improvviso sulla strada e che crea angoli molto pittoreschi, la fa sembrare più un “paesone”, un luogo fermo in un tempo passato. E questa particolarità la rende unica e interessante.
Mi ha ricordato per certi versi Mantova, e la mia Bologna, per i molti portici presenti, e per le acque che scorrono sotto la città, che appaiono all’improvviso, e che qui si chiamano rogge, piccoli corsi d’acqua non fiume, che catturano l’attenzione col rumore della loro acqua corrente, e danno luogo a viste davvero pittoresche.
Assume, talvolta, per i vicoletti e gli angoli, le caratteristiche del borgo, pur presentando accostamenti di edifici e zone di epoche più recenti proprio bruttini.
È bello visitarla così come ho fatto io, senza fretta, leggendo i cartelli dei monumenti, e apprezzandone l’atmosfera

Le principali attrattive di Udine
Piazza della Libertà
La Piazza della Libertà è la piazza più antica: centrale, sorge ai piedi del castello.
Si affacciano su di essa 2 logge: la loggia del Lionello, sede comunale, quattrocentesca in stile veneziano, davvero bellissima. La sera che siamo arrivati ad Udine, nella loggia ballavano il tango, davvero una bella atmosfera

Di fronte, su un terrapieno con piccoli sassi, che conferisce alla piazza un che di campagnolo, c’è la loggia di San Giovanni, che ha al centro la torre dell’orologio con un bellissimo sole dorato su sfondo blu, che risalta sul bianco del resto, e sulla cima i mori che battono le ore: proprio carino vederli in azione a battere i rintocchi

Sulla piazza spiccano le statue di due giganti che guardano la loggia opposta, due alte colonne, e, a lato, la Fontana della Libertà, che guarda via Vittorio Veneto, una delle strade principali del centro.
Via Mercatovecchio
A fianco di piazza della Liberta si trova via Mercatovecchio, che è davvero una bella strada pedonale, elegante per il passeggio, con bellissimi edifici storici colorati, case, in passato di mercanti, che avevano con le loro botteghe lungo i porticati

Piazza Matteotti
Piazza Matteotti è un salotto, davvero grande, con case basse, porticati e locali con tavolini, una fontana del 500 al centro, e la chiesa di san Giacomo apostolo, del 1300, molto particolare. A fianco alla chiesa si trova una cisterna risalente al 1500. Mi è piaciuta davvero molto.

Largo Antonini e Piazzetta Antonini
In pieno centro, molto grazioso è anche Largo Antonini, con due bei palazzi omonimi sede dell’università, e accanto un ad un angolino delizioso dal sapore campestre, piazzetta Antonini, e i resti di una antica porta in sasso

Edificio del mercato del pesce
L’edificio del mercato del pesce, in stile liberty, ha catturato la mia attenzione passeggiando per il centro, per le sue vetrate e il suo stile.
Quello che era la sede del mercato del pesce cittadino oggi ospita esposizioni e mostre

La cattedrale
La cattedrale di Santa Maria Annunziata, del 1236 ha una facciata stupenda romanico gotica, con un campanile a lato a forma ottagonale del 400. Si trova in Piazza Duomo, che ho trovato un po’ sottotono rispetto al resto, in quanto contornata da edifici commerciali anni 50/60, davvero in disarmonia col resto

Il castello di Udine
La strada per il castello, che sorge sul colle, è a fianco della Loggia di San Giovanni, e si imbocca attraverso un arco del Palladio. Salendo dalla breve via sotto al loggione del Lippomano, appare questo edificio bianco, e subito la mente è andata al castello di Bratislava

Il castello medievale originario fu distrutto da un terremoto, e ricostruito nel 1500.
Ma quello che si vede salendo non è che il retro: poco più avanti, la strada porta a un bel piazzale panoramico dove sorge la facciata con un grande scalone. Oggi è sede di musei, biblioteca e fototeca.
A fianco al castello si trova anche la chiesa di Santa Maria in castello, di origine romanica che ha subito più ricostruzioni. Sul campanile si erge un angelo dorato girevole, che indica i venti.
Su un lato del piazzale del castello si trova la Casa della contadinanza, del XVI secolo, sede di un organismo atto, un tempo, a tutelare gli interessi dei contadini friulani

Le rogge di Udine
Le rogge aggiungono ad Udine un fascino bucolico ed idilliaco. Ti accorgi che stai per arrivare nei pressi di una di queste dal rumore forte di acqua corrente. Poi, vedi un paesaggio completamente diverso dal resto della città: le case si affacciano sull’acqua, ristoranti sorgono a fianco, ponticelli di legno le attraversano, a volte per consentire l’accesso a un’attività o ad un altra strada

Gli angoli più belli di questi corsi d’acqua interrati, e portati in superficie, sono in via Molin nascosto, lungo via Zanon, dalla parte del viale, dove alcuni ponticelli portano alla zona centrale della città, ed entrando in borgo Mercatovecchio da via Paolo Sarpi, dove c’è un tratto molto caratteristico

Piazza primo maggio e santuario della Madonna delle Grazie
Questa piazza non ha nulla di particolarmente attraente, si trova accanto a una delle 4 porte di ingresso della città rimaste: la porta Manin, risalente al 1200. È un crocevia di strade e zone e di parcheggio, da cui parte anche un sentiero per salire al castello, e si trova di fronte a due parchi attigui, il parco ellittico Primo Maggio, che ha qualche baracchina per ristoro, e il giardino alberato Loris Fortuna

Spicca a fianco al primo che si incontra il Santuario della Madonna delle Grazie, con una caratteristica facciata composta da 4 enormi colonne, che la fanno assomigliare ad in tempio, e ha a fianco il convento. È qui che rispunta la roggia: siamo infatti in Lungoraggio della roggia

Il nostro alloggio ad Udine
Il nostro alloggio in pieno centro è stato Palazzo Duomo suites, in via Vittorio Veneto, una strada che parte dalla piazza principale, piazza della Libertà, e vicinissima alla Cattedrale, di cui si vede il retro.
Stanze con nomi di città estere, con arredamento e particolari stupendi che le richiamano: la nostra era Malindi, ampia, profumata, con la parete dietro al letto con carta da parati rappresentanti immagini di giraffe, e tanti soprammobili africani, un armadio enorme, bagno con vetrate a vista, davvero un incanto!

Cena e pranzo a Udine
Per cena siamo stati in un locale davvero caratteristico: l’Osteria della ghiacciaia. Posizionata proprio sulla roggia, in un angolo molto suggestivo e pieno di verde, ha i tavoli esterni su un patio con pergolato sul canale, adornato con fiori e sedie colorate. Gli interni conservano gli elementi rustici di un locale del passato. Cibo tipico friulano buonissimo: abbiamo mangiato crostini con prosciutto San Daniele, baccalà mantecato, e pastret, poi cjarson, dei ravioli agrodolci ripieni di ricotta affumicata, uvetta, cannella e frico, una frittata morbida ripiena di formaggio con polenta morbida, e crema fatta in casa con fragole. Atmosfera bucolica e retrò incantevole!

Per pranzo, ho assaggiato dei crostini e del prosciutto San Daniele, tipico della zona, all‘Osteria del Fagiano, poco fuori dal centro, che ha un gradevole spazio esterno

Conclusioni
Di Udine si sente parlare raramente: invece è stata davvero una sorpresa, una piacevole sosta prima di raggiungere, una volta ancora, la bella Trieste!
Settembre 2023
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Sono stata a vedere ieri sera, a Modena, lo spettacolo di teatro civile di Corrado Formigli e Stefano Massini:
“TITANIC, IL PIANETA AFFONDA MA L’ORCHESTRINA CONTINUA A SUONARE”
Informazione, storie, racconti, di ciò che non si sa e si dovrebbe, o di cui si ha ricordi sbiaditi; di ciò che non viene neanche commemorato, mentre sarebbe importante averne memoria; o di quello che è risaputo, ma su cui si preferisce far calare il silenzio. Quello che non si vuole vedere, per non intaccare l’avanzamento di un inarrestabile progresso, che potrebbe compromettere un mondo di apparente benessere..
Monologhi e dialoghi per far riflettere, per incentivare scelte, e magari per riuscire a far cambiare qualcosa, qualche comportamento. Una goccia nell’oceano, -si può pensare,- ma ricordiamo: sono le gocce che formano gli oceani.
Prendere coscienza, anche attraverso uno spettacolo, un’artista, un giornalista: questa è LA CULTURA. E’ ciò che “mette in luce“, tra tutto lo scontato, il dimenticato, l’ignorato, tra il fare senza pensare alle conseguenze, -ovvero l’irresponsabilta‘.
Ciò che riporta all’attenzione, e fa smuovere le coscienze.
Ciò che amplia la propria visuale, che spesso è ridotta ad un presente senza visione del futuro.
Ciò che, attraverso la conoscenza e il sentire, mette in grado di prendere posizioni.
Quando tutto è cominciato?
E’ una delle domande.
Quando l’uomo ha iniziato a mettere in primo piano il potere, rispetto alla sopravvivenza dell’ambiente, quindi di noi esseri umani. Quando hanno acquistato più valore piaceri effimeri e denaro, rispetto al valore della vita delle persone.
Quando l’uomo ha cominciato a negare, non voler vedere, quello che gli era scomodo seppur nocivo; e da Sapiens si è trasformato in Homo Potents, volto a sovrastare, col potere, le leggi di una natura, che inevitabilmente si ribella, e le leggi dell’etica. A disinteressarsi del futuro, nonostante genitore di figli, che si ritroveranno in eredità devastazioni, squilibri, irreversibilita’.

E come l’orchestrina del Titanic ha continuato a suonare mentre avveniva la tragedia, ci si ritrova a vivere in mezzo al disastro annunciato, magari guardando con ammirazione chi può permettersi un cocktail raffreddato da cubetti di ghiaccio provenienti dagli iceberg della Groenlandia.
Da Greta Thunberg a Rockfeller, dalla grande carestia cinese al più grande disastro ambientale mai avvenuto, in India nell’84, che ha causato, solo all’inizio, 5000 morti, a Bohpal, -me lo ricordo bene, ero una ragazzina-, dalla nostra vicina Ilva, ex Italsider, con i morti che ancora si contano, all’esplosione della piattaforma petrolifera nel golfo del Messico del 2010 (che, chi si ricorda più??), e i danni irreversibili con il riversarsi del petrolio nel mare e nell’aria che respiriamo …
Con la solita incisività, capacità di raccontare e collegare fatti e ragionamenti, Formigli e Massini, ieri sera a Modena, nel caldo torrido di piazza Roma, ci hanno riportato a questi drammi, spesso dimenticati, ai personaggi che hanno tentato di aprire gli occhi all’opinione pubblica, a quelli che hanno avuto delle responsabilità, e a quelli senza scrupoli, con l’obiettivo di sensibilizzare e diffondere.
Riproponendo a noi, alla nostra coscienza, la fatidica domanda
“Che cosa lasceremo ai nostri figli”?
e la riflessione riguardo a se non vale la pena chiederci di che cosa abbiamo realmente bisogno, o di che cosa possiamo fare a meno, e se non sia necessario un cambio di rotta: interrompere l’orchestrina e pensare davvero alla salvezza, per evitare il tragico naufragio, finché siamo in tempo.
Perché, come dicono i nostro eroi, è sempre una questione di scelte.
Bravissimi, Formigli e Massini, per la passione con cui hanno portato questi argomenti, per la passione per l’inchiesta, la ricerca e la condivisione della verità; per l’impegno nel trasmettere l’importanza di fare la propria parte, sempre, e comunque, al di là della propria professione e di conservare la dignità come esseri umani

17.07.2024
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KOUFONISSI, la perla blu dell’Egeo

Koufonissi o Koufonisia, o come la si vuol chiamare. Gioiello prezioso delle Cicladi, isola greca che più greca non si può.
Case bianche con porte e finestre blu, alcune azzurre o viola, gialle, o arancio, che risplendono su un mare verde azzurro dalle molteplici striature.
Bouganville fucsia, che risaltano sul bianco candido e abbagliante, selciati chiari e lisci, gatti, tanti gatti, che vi camminano, o si arrampicano, e abitano in questa deliziosa armonia.
All’interno, terra brulla, caprette di tanto in tanto, cespugli di fiori selvatici.
Profumo di mare e di origano, sapori intensi, un vento che quando soffia non ti accarezza ma ti spettina, o addirittura ti porta via, alza la sabbia, che pizzica sulla pelle. E nonostante questo, allevia dal calore e accende a suo modo i colori.

Le barchette che vanno e che vengono dalle spiagge, i paesaggi incantevoli ovunque si guardi, il trekking sul mare, le rocce dorate a picco, e le grotte; i colori sgargianti che lasciano senza fiato, il bar del mulino e il mulino hotel, le panchine colorate disseminate, e quelle in fila sulla spiaggia del porto; i colori e la magia del tramonto, l’incanto di sera dei bar sul mare, il suono delle onde, sempre ed ovunque.
La strada che dal porto diventa una spiaggia, le poche auto, solo degli abitanti, la confusione nelle spiagge poco profonde, ma stupende col silenzio del mattino.
E un rifugio per noi, la nostra casa, la Casa del pescatore. Che quasi dispiace muoversi da quella vista, e che fa desiderare il ritorno, a pranzo, la sera, o una prossima volta.
Quando sono arrivata al porto di Koufonissi o Koufonisia, o come la si vuol chiamare, ho pianto, davanti a tanta bellezza

Koufonissi: dove si trova e la storia
Koufonissi fa parte delle piccole Cicladi, nel mar Egeo. E’ un’isola di 4 chilometri quadrati, con 5 spiagge di sabbia non attrezzate, e altre di sassi e di roccia incontaminate, una bella campagna dorata d’estate, fiori e piante selvatici, profumo di timo, paesaggi brulli e selvaggi all’interno, che arrivano fino alla costa

A fianco si trova l’isola più grande ma disabitata di Kato Koufonissi, che può essere raggiunta con il servizio delle barche dal porto. Insieme formano l’arcipelago di Koufonisia.
Koufonissi è stata abitata dall’età del Bronzo e poi ha fatto parte dell’impero bizantino; in seguito, è stata rifugio per i pirati del mare, e territorio di conquista di veneti e turchi. Durante la seconda guerra mondiale è stata occupata dai nazisti, e, dopo la fine della guerra, molti degli abitanti se ne sono andati, in cerca di un’occupazione altrove, e migliori condizioni.
Le comunicazioni erano difficili, come gli spostamenti, i rifornimenti giungevano tramite una nave, che arrivava solo ogni 8 giorni. In alternativa ci si doveva muovere con piccole imbarcazioni. Era presente soltanto un medico che si occupava di tutte le 4 piccole Cicladi. La luce a Koufonissi è arrivata solo nel 1984.
Oggigiorno i residenti sono meno di 500, nonostante i collegamenti siano regolari e il turismo sia esploso sull’isola, che si presenta curata come una bomboniera. Koufonissi dipende per gran parte dei rifornimenti da Naxos: il giorno che non sono arrivati i traghetti, a causa del vento, non c’era pane fresco sull’isola. D’inverno c’è un’unica nave che raggiunge le piccole Cicladi, che durante tutto l’anno trasporta la merce di cui le isole hanno bisogno: è l’Express Skopelitis, che fin dagli anni 50 è diventata salvezza e istituzione per questi luoghi. La barca trasporta anche i turisti durante l’estate, ed è estremamente economica (8 euro da Koufonissi a Naxos contro i 34 ed oltre degli altri traghetti) ma impiega quasi 4 ore per percorrere la tratta, contro poco più di un’ora delle altre imbarcazioni.
A Koufonissi si possono ancora vedere le signore anziane greche vestite tutte di nero. Non tanti parlano l’inglese, e gli abitanti non sono particolarmente loquaci. Ma le poche volte che sono entrata in contatto con loro, ho percepito un enorme calore e dolcezza.
Arrivo a Koufonissi

L’arrivo a Koufonissi in traghetto è un colpo al cuore: l’azzurro intenso del mare che mi accoglie mi ricorda quello di La Digue, alle Seychelles, e anche qui mi emoziono, come allora.
Turchese, bianco e blu, e dietro il giallo dorato dell’erba secca d’estate, sulle basse colline. La prima vista😍.
La Casa del pescatore ci aspetta a pochi metri, oltre la spiaggia cittadina, e ci avrebbe lasciato senza parole: una bellezza autentica, nel suo essere vintage, una vista dal terrazzino sul mare senza uguali. Io… piena di gioia🥰

Il nostro alloggio a Koufonissi: la Casa del pescatore
Ad aprile non si trovano già molte alternative di alloggio a Koufonissi, almeno a buon prezzo. Su Booking.com o altri portali, c’è ben poco, bisogna cercare le strutture sul sito di Koufonissi, e scrivere per chiedere prezzi e disponibilità. Non tutte rispondono.
Oppure ci si può rivolgere a qualche intermediario: io ho trovato Grecia Mia che aveva ancora alcune disponibilità, tra cui la Casa del pescatore.
La Casa del pescatore mi ha colpito subito per la sua posizione proprio sul mare, e per il nome: ho immaginato che fosse davvero la vecchia casa di un pescatore, comoda al mare e al ritorno dalla pesca. L’interno non era molto attraente dalle foto, pareva un po’ datata, e non si trovavano recensioni on line.. ma a noi ispirava, e il prezzo era davvero conveniente: così abbiamo prenotato.
Prima di giungere al porto di Koufonissi, avevamo preallertato l’host dell’orario di arrivo, e avevamo ricevuto un messaggio che diceva di chiedere al porto di lui: sì, ma a chi??
Così, sbarcati, cerco qualcuno che mi sembri un locale e chiedo.. e infatti lo chiama subito!!
Facciamo pochi metri in auto, attraversando la spiaggia della cittadina, finchè da spiaggia la strada diventa pedonale e costeggia il mare .. ed ecco arrivati alla casa
.. vedendola, mi emoziono subito 💙

Ha in comune l’ingresso e il patio con i proprietari, ed è lì, prima linea sul mare..

Varchiamo quel cancelletto blu, ed entriamo nel posto che ho tanto immaginato in questi mesi, e che ero certa mi sarebbe piaciuto: l’esterno, ma anche l’interno è più bello che nelle foto!
Il blu risalta sul bianco, e un bel fiore celeste è disegnato sul pavimento del patio; un tavolino azzurro ci attende sotto il piccolo pergolato, con la panca in muratura

Ha ben due porte che guardano sul mare, e anche una finestra da cui si vede… mare, mare, mare everywhere: un sogno!

L’interno è tinteggiato di fresco. Vediamo subito il quadro che già ci aveva causato ilarità dalle foto, “Il bevitore” di De Curtis, che rappresenta un anziano con la faccia sorridente e simpatica, e una bottiglia di vino sul tavolo, che un tempo si trovava in molte osterie, o nei bar dell’Arci, e che era nell’ingresso della casa di infanzia di mio marito!! Divenuto famoso per le citazioni di Ezio Greggio al Drive in, negli anni ottanta, attribuito dallo stesso ad un inventato Teomondo Scrofalo, la riproduzione del quadro, diventò, diremo oggi, virale, all’epoca

Davvero un particolare vintage, assieme ad un piccolo altarino sul muro, con un immagine del Cristo, emblematicamente tra due barche. A me il fatto di alloggiare in una vecchia casa di pescatori mi piace proprio🤩

Cucinetta, armadio e bagno non proprio moderni, ma super attrezzati, casa accogliente e tutto sommato spaziosa; ma soprattutto c’è il mare, dalle tante sfumature di azzurro, con la vista sul porto e sulla spiaggia principale..

Aprire la porta con questa vista, davvero per noi non ha eguali!
Su una mensola c’è un liquore di benvenuto nella caratteristica bottiglia di vetro, fatto dalla madre dell’host, gentilmente offertaci, buonissimo, che per me diventerà una droga, da bere sulla panca vista mare

Inutile dire quanto siamo stati bene alla Casa del pescatore: alzarsi al mattino con quella vista, fermarsi a leggere, pranzare, cenare, vedere il tramonto, e restare anche col buio, col suono del mare perennemente nelle orecchie, notte e giorno.. non ha prezzo. Ho amato tutto di quel posto, pure Teomondo Scrofalo :)


Koufonissi per me è la Casa del pescatore, che è diventato un luogo del mio cuore💙, dove spero, presto, di poter tornare!

Ovvio, la casa non è adatta a chi cerca il lusso, ma a chi vuole vivere in un’atmosfera autentica, e predilige al design la location sul mare. Noi più volte abbiamo deciso di mangiare a casa perchè.. era il posto per pranzare o cenare con la vista migliore dell’isola!
Girando comunque abbiamo visto tanti alloggi davvero belli: ci sono pochi hotel e tante casette o studios, alcuni in spettacolare posizione vista mare.. che vorresti provarli tutti!! Il mio suggerimento è di cercare qualcosa non troppo lontano dalla chora, e vista mare, in modo che, in caso di vento forte, o di difficoltà a stare sotto il sole, si possa avere rifugio, magari in un patio all’ombra, e per godersi a pieno l’incanto dell’isola


Muoversi a Koufonissi
A Koufonissi non ci sono noleggi auto, perché l’auto non serve: è possibile noleggiare motorino o bicicletta (ma quest’ultima non è molto pratica per arrivare alle spiagge), e a mio avviso si può fare a meno tranquillamente di mezzi.
Tutte le spiagge si possono raggiungere a piedi. La più lontana è Pori che dista 4 km, ma il percorso per arrivare, costeggiando il mare, è bellissimo. Dicono che anche la strada all’ interno, più corta, lo sia altrettanto

Esiste un eccezionale servizio di barche hop on hop off per tutte le spiagge, con frequenza ogni ora/mezz’ora, davvero pratico, ed è anche molto gradevole il giro in mare, che dura da 10 minuti, per la prima spiaggia, a mezz’ora, per raggiungere quella più lontana, al costo (attuale) di 5 euro per tutto il giorno.

Il mare e le spiagge a Koufonissi

Le spiagge di sabbia a Koufonissi sono 5, ma per chi non ama la sabbia ci sono tante piccole insenature di sassi e sassolini, con acqua cristallina, e rocce meravigliose, su cui fermarsi.
Il mare è strepitoso, come in pochi luoghi vicini l’ho trovato, con tante sfumature, e di colori diversi, dal verde, all’azzurro al celeste, al blu

Anche qui, come a Lampedusa, si può vedere il fenomeno delle barche volanti: l’ombra delle imbarcazioni, sul mare trasparente, le fa sembrare sospese!

A fare risaltare le sfumature del mare sono le geometrie dei monti delle altre isole, che si vedono all’orrizzonte

Nessuna spiaggia è attrezzata, ma in ognuna, tranne Italida, c’e almeno una taverna, che ha qualche lettino da affittare, o dove ci si può riparare per un pò dal sole. Le spiagge, a parte quella cittadina, sono poco profonde e con pochissima ombra, solo qualche albero basso, o muretto, sotto cui ripararsi, ma per conquistarsi lo spazio si deve arrivare presto, non oltre le 9.30.
Parecchie persone usano tende, o ombrelloni, già in traghetto vedevamo alcuni averli con sé, inutilizzabili però in caso di vento.
Il mare non è caldo come a Elafonisos, dove siamo stati lo scorso anno, ma è comunque una delizia fare il bagno.
Ammos, la spiaggia cittadina

Ammos è la spiaggia cittadina: appena dopo il porto la strada diventa di sabbia, e una lunga fila di panchine di fronte all’ampia spiaggia guardano il mare

Un mare che, al contrario di quello che si può pensare, è davvero fantastico: per me è la seconda spiaggia più bella dell’isola!

Sul bordo, verso il porto, alcuni alberi fanno ombra, delimitati da un muretto, per cui arrivando presto si può trovare posto riparato. La spiaggia nelle ore centrali è piuttosto affollata, ma al mattino, deserta, è uno splendore con quel mare!

In alternativa, di fronte, oltre la strada di sabbia, un bar-ristorante affitta comodi lettini ed ombrelloni, per un costo indicativo di 30 euro (2 lettini e 1 ombrellone)

Finika

Finika è la seconda spiaggia che si incontra, con una bella passeggiata di una decina di minuti, dopo Ammos, e dopo alcune piccole baie di sassi con mare bellissimo, e un piccolo molo dove attracca la barca

La spiaggia all’inizio è molto stretta, tanto che tende a scomparire talvolta con le onde, poi si allarga leggermente, e c’è un pò di vegetazione bassa. Proprio sul mare si trova una taverna

Fanos

Poco oltre Finika, si trova Fanos, anch’essa stretta, delimitata da una taverna e da muretti: di fronte però il mare è meraviglioso

Qui una mattina siamo riusciti a conquistarci un bellissimo spazio sotto un albero

È la spiaggia che ho preferito tra le 3 vicine.
Italida

Più avanti si trova Italida. Prima di arrivarci c’è una parte di rocce dorate incantevoli, con grotte e mare verde chiarissimo. Il punto dove attracca la barca che fa il giro delle isole è meraviglioso, taluni ci fanno anche i tuffi
Questa spiaggia è più ampia delle altre ma per questo molto affollata, piena di tende, famiglie con bambini, ragazzi che giocano a racchettoni.. insomma regna parecchia confusione

Ma il mare davanti anche qui è un incanto

Pori, la spiaggia più lontana

Proseguendo, nel caso a piedi, per un altro paio di chilometri, si costeggia il mare e si incontrano insenature e grotte marine con un acqua azzurissima

C’è anche una piscina nella roccia, chiamata l’occhio del diavolo,

Piccole dune piene di vegetazione selvatica e fiori di timo, che odorano in maniera pazzesca.. e poi si giunge a Pori

La spiaggia di Pori è un lungo semicerchio, di sabbia: un tratto piano la divide dall’altra parte del mare con rocce a picco color ocra

Quando siamo andati noi, la prima volta, era impetuoso e si infrangeva con irruenza sulle rocce, dando vita ad uno spettacolo esilarante: dovevo fare attenzione però che il vento non mi portasse via!!

Questa parte è molto selvaggia, e per questo bellissima. Il mare, da entrambi i lati, ha tonalità dal celeste al blu, al verde spettacolari

La parte di sabbia è dolcemente digradante con trasparenze caraibiche



Abbiamo avuto la fortuna di vederla quasi deserta, una volta per il vento forte, arrivando a piedi nel pomeriggio, e la seconda giungendo al mattino con la prima barca delle 9.30

In questo modo abbiamo potuto godercela nella maniera migliore, vuota, e nel suo massimo splendore.

Sulla spiaggia ci sono due taverne, l’ideale per fermarsi dopo una lunga passeggiata

Il meltemi, il vento della Grecia
Nel periodo che siamo rimasti a Koufonissi è soffiato il meltemi molto forte per 2 giornate, tanto che in una di queste i traghetti non hanno potuto viaggiare. Una fortuna essere partiti da Naxos il giorno prima del fermo. Il consiglio è di guardare sempre lo stato dei venti sulle app apposite, come Windfinder, e informarsi sulle partenze presso gli uffici che vendono biglietti, in caso di previsto vento forte.
A noi, amanti del vento, (non saremmo andati tante volte a Fuerteventura) non ci ha troppo infastidito, anzi, poiché il secondo giorno nemmeno le barchette navigavano per andare alle spiagge, abbiamo raggiunto a piedi la spiaggia di Pori, 4 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno, con una passeggiata di una bellezza stravolgente, cosa che senza vento forse non avremmo fatto.
Un aspetto negativo è che col vento non si riescono a tenere aperti gli ombrelloni.
Mangiare a Koufonissi
Per mangiare non ho molti suggerimenti perché.. il ristorante con miglior vista era casa nostra!
Quindi spesso abbiamo fatto la spesa e mangiato sotto il nostro piccolo pergolato, feta, olive greche, pomodori, tonno, due volte abbiamo preso asporto moussaka e pita gyro. Sull’isola ci sono un paio di supermarket ben forniti, uno di fronte al porto, l’altro prima di entrare nella chora, a prezzi più o meno come i nostri.
L’offerta comunque è vasta, ci sono tanti ristoranti caratteristici nella chora, e taverne sul mare e sulle spiagge, oltre a locali dove bere qualcosa al tramonto: il più caratteristico è Mylos, il mulino poco oltre il porto, e i localini sul lungomare a fianco a casa nostra, dove allestiscono sugli scogli, o a bordo acqua, e dove, la sera, fanno anche musica.
I ristoranti che abbiamo testato sono stati:
–Mixalios ottimo per la carne, i souvlaki migliori del viaggio
–Souvlaki Sti Strofi, lungo una delle stradine piu belle e colorate della chora, dove si ordina e distribuiscono il cibo da una finestrella. Ha alcuni tavoli fuori e fa anche take away: noi abbiamo preso un buon pita gyros e pita soouvlaki da mangiare sul nostro terrazzino. Apre alle 17.30, e si riconosce dalla coda delle persone che attendono

-il ristorante Rouchounas, all’inizio della chora, dove abbiamo preso mousaka di capra da portare via, buonissimo
–tavern greca, di fronte al porto, dove abbiamo pranzato prima di partire, ottimo polipo e saganaki (formaggio fritto)
I prezzi non sono tanto diversi da quelli che si trovano da noi, lievemente inferiori in quanto in queste isole non caricano il coperto (ma il pane si).
Cosa vedere a Koufonissi: la chora e i mulini

La chora, ovvero il centro del paese resta su una collinetta, si accede quindi da una stradina in salita, ed è bella, ordinata ed elegante, con la classica pavimentazione in porfido grigio bordato di bianco. Le case sono bianche con porte e finestre colorate, prevalentemente di blu

Sono spesso adornate di fiori, un tripudio di bouganville

O sono arricchite con particolari colorati: il tutto in classico stile cicladico, con muri candidi, dagli angoli arrotondati

Nel centro si trovano bei negozi e ristoranti, che solitamente hanno le sedie colorate (le avevo già viste ad Areopoli lo scorso anno)

Anche la chiesa della chora è bianca e azzurra: la domenica mattina sono stata attratta dalla messa in greco, che si udiva per tutta la chora

La strada che prosegue oltre il porto conduce, salendo, ad un mulino trasformato in un bar, il Mylos Koufonisia, da cui si gode un bel panorama, e molto popolare al tramonto

Resta in alto e quindi ne vedevamo la sagoma anche da casa nostra

Scendendo, si può proseguire dalla parte opposta per una bellissima strada lastricata, che offre splendidi panorami delle rocce a picco sul mare

Di fronte si trova un altro mulino, che si può raggiungere con una piccola salita, e ho scoperto, arrivandoci, che è un hotel: chissà che spettacolo dormire lì!

A fianco c’è una chiesetta col cimitero.
Dalla parte opposta della chora, una piazza divide dalla spiaggia cittadina

Dopo la spiaggia, la strada si biforca, a sinistra si sale verso l’interno, e verso la zona dove ci sono splendide strutture in affitto, sempre in stile calcidico. Alcune sembrano fatte di zucchero!

A destra c’è la zona sul mare dove si trova la Casa del pescatore, con locali per bere e ascoltare musica la sera, e ristoranti

Come arrivare a Koufonissi
Si può raggiungere Koufonissi:
–volando su Myknos o Santorini e poi con traghetto che fa sosta anche a Naxos
–volendo su Atene e poi con traghetto

I traghetti sono molto costosi, diciamo che è la spesa che più incide sul budget; tuttavia ci sono alcuni traghetti lenti, poco frequenti (come Ekaterini o lo Skopelitis) che servono le Cicladi: impiegano oltre il doppio del tempo, ma sono molto economici. Potrebbe essere conveniente non fare il diretto da Koufonissi, ma cambiare traghetto a Naxos, e prendere una coincidenza per Mykonos o Santorini, dove si possono trovare opzioni più convenienti. Insomma il transfer va studiato un pò!
Per consultare le combinazioni e gli orari dei traghetti si possono consultare siti come Ferryhopper.
I biglietti si possono fare anche in loco, presso le agenzie o biglietterie: quella di Koufonissi è al centro della chora. Io avevo letto on line che non era necessario prenotare (ma in caso per agosto meglio informarsi bene), così abbiamo potuto decidere al momento quale traghetto prendere (e rivedere i nostri piani precedenti).
Spesso traghetti e i voli per le isole greche hanno dei ritardo. Anche per questo noi non avevamo prenotato traghetti. Alle biglietterie, comunque, nel caso, è possibile, con un piccolo supplemento, cambiare l’orario, o stampare il biglietto acquistato on line.
Escursioni da Naxos a Koufonissi
Da Naxos è possibile anche fare escursioni in giornata a Koufonissi..Oppure organizzarsi coi traghetti veloci, e poi, una volta arrivati visitare la chora e le spiagge con le barchette (io consiglio questa opzione). Il mio suggerimento comunque è di restare qualche giorno, anche più dei 3 giorni che siamo stati noi, per godere a pieno di questa isola, della bellezza, dei ritmi lenti… e rigorosamente non in agosto. Ma nel caso.. anche una giornata è meglio che niente, per toccarne la bellezza!

Conclusioni

Quando sai di avere poco tempo, vivi più intensamente ogni momento.
E allora il tempo si dilata, e anche pochi giorni ti sembrano tantissimo💙
La mattina non vedevo l’ora di svegliarmi, alla Casa del pescatore, godermi qualche attimo da sola, o andare a passeggiare quando poche persone erano ancora in giro, e poi tornare per fare colazione, sul tavolo blu, con un tè e semplici fette di pane tostato e marmellata, ma davanti alla vista più bella. E magari mettermi un pò a leggere, con il suono delle onde e il canto dei gabbiani

La sera, o a pranzo tornavamo a casa, con la gioia di godere del nostro spazio; e in caso di troppo sole in spiaggia o troppo vento.. a noi che importava, potendo stare davanti al mare?

Non me la aspettavo così bella, Koufonissi, nonostante l’entusiasmo di tutti quelli che c’erano stati. Avevo visto decine di foto, ma le foto, neppure le mie, rivedendole, rendono i colori, e soprattutto l’atmosfera, e ora non so quale preferire, tra lei e la meravigliosa Elafonisos dello scorso anno
In ogni caso, Koufonissi me la porto nel cuore.

Venivano da Naxos
e abbiamo proseguito per Mykonos, tappa di passaggio per il ritorno
per foto e racconti puoi seguire la pagina
https://www.facebook.com/unanimainviaggio
e i post
alcuni scatti alcuni scatti
la casa del pescatore a Koufonissi
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Sentire l’attimo.
Cercare quiete.
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Accorgermi della meraviglia.
E gioirne.
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