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Da Ortisei al rifugio delle ODLE: strepitosi paesaggi per un trekking in VALGARDENA

 

 

Ormai il rifugio delle Odle, o Geisleralm, è diventato cosi famoso che se ne parla un pò ovunque.

Io l’ho conosciuto da un post di Rita del blog Info di viaggi: questo posto bellissimo mi aveva colpito a tal punto da essere messo nella mia lista dei posti da vedere prima o poi.

Il rifugio, che si trova in Val di Funes, solitamente viene  raggiunto partendo dalla malga Zannes e in caso voleste fare questo percorso potete trovare le indicazioni nell’articolo di Rita https://infodiviaggio.it/rifugio-delle-odle-info-di-viaggio/

oppure consultando il sito del rifugio https://www.geisleralm.com/it/estate/escursioni.html#

Noi, soggiornando a Selva di Valgardena, l’abbiamo raggiunto da Ortisei

 

 

Facendo il percorso da Ortisei, passando dalla malga Brogles, per arrivare al rifugio delle Odle, si è verificato per me uno di quei casi in cui si dice che il bello è piu nel cammino che non nella meta: non che non sia bella la vista di quello che viene chiamato ” il cinema delle Dolomiti”, le cime aguzze vicinissime e la roccia che arriva alla vallata, la baita in mezzo al prato con le caratteristiche chaise long in legno è davvero un panorama mozzafiato, ma forse con tutto il parlarne, la folla di turisti che invade il luogo e che vuole fotografarsi, fa perdere un po’ della magia originaria

 

 

Il percorso

Il percorso da Ortisei, da dove parte la funicolare Rasciesa, fino al rifugio delle Odle, è davvero duro: noi eravamo stanchi morti a fine giornata, abbiamo camminato per quasi 8 ore, per circa 17 km, attraversando sentieri di tutti i tipi: strade sterrate, sentieri nel bosco in salita e in discesa, su rocce, radici, terra, sassi, un guado di un fiumiciattolo, grandi prati.

È una parte del sentiero numero 35,  chiamato anche Adolf Munweg, o sentiero delle Odle, che attraversa appunto il parco Puez Odle e che arriva in Val di Funes

 

 

La fatica vale tutta per il percorso fino alle Odle : abbiamo visto panorami da cartolina indimenticabili, prati verde brillante con le meravigliose dolomiti attorno, boschi di pini e abeti col profumo intenso, cespugli di erica, poi rododendri, stelle alpine e altri fiori colorati; abbiamo incontrato mucche al pascolo, abbiamo avuto la fortuna di passeggiare con gli asini, abbiamo visto splendidi cavalli liberi nei prati

 

 

Il sentiero 35 Aldof Munkelweg verso il rifugio delle Odle

Da Resciesa a Malga Brogles

La funicolare, da Ortisei, in 8 minuti porta a monte allo Chalet Resciesa: sedendosi nella parte inferiore si vede il paese di Ortisei diventare sempre più piccolo, mentre il panorama delle montagne, del gruppo Sella, Sassolungo e Marmolada si perde a vista d’occhio

 

 

Il nostro cammino inizia alle 9.30

 

 

La prima parte del sentiero è in mezzo al bosco; dopo circa 5 minuti si giunge alla baita Cason e comincia ad apparire un panorama molto suggestivo

 

 

Da qui partono due strade carrabili consecutive in sasso che si addentrano nel bosco, con una discesa molto ripida, fino alla forcella, che al ritorno con la stanchezza danno il colpo di grazia della giornata

 

 

Al termine del bosco si arriva sull‘altopiano dove la strada prosegue abbastanza pianeggiante, e si apre in una vallata da fare sotto il sole, con a lato la vista del Sassolungo e del Sella

 

 

Proseguendo il cammino si iniziano a vedere le cime aguzze delle Odle

 

 

Questo tratto è meraviglioso e pieno di sorprese: iniziano le mucche al pascolo, i cui  campacci risuonano a valle

 

 

Poco oltre incontriamo un bel gruppo di asini, che hanno voglia di socializzare, si avvicinano, si fanno toccare e abbiamo la fortuna di passeggiare con loro per un po’

 

 

 

Al ritorno vedremo anche dei cavalli bellissimi su questi grandi prati

 

 

Intanto ci avviciniamo sempre più alle Odle, e arriviamo al passo Brogles, a 2119 metri: incontriamo ancora tante mucche, vicine questa volta, mentre la strada comincia a scendere, e in lontananza, in mezzo a un prato verdissimo in uno scenario da cartolina, vediamo la malga Brogles

 

Il contesto è meraviglioso, per me il punto più bello: arrivare qui vale assolutamente il viaggio, e io sono estasiata. Anzi sarebbe stato bello fermarsi anche a pranzo, in questa bella baita, che si raggiunge dal passo in 10 minuti tramite una ripida discesa fatta di lastre di porfido

 

 

Ma possiamo concederci solo una breve sosta, il cartello segnaletico indica un’ora per il rifugio delle Odle, mentre le informazioni avute dall’ufficio del turismo di Selva erano di un tempo totale inferiore alle 3 ore,  e online non si trovano tante indicazioni su questo percorso. Ripartiamo alle ore 12.05.

 

Da Malga Brogles al Rifugio delle Odle (Malga Geisler)

 

 

Riprendiamo il cammino sul sentiero 35 Adolf Munkweg, sotto le Odle, ed è da qui che comincia un trekking non così difficile, ma molto impegnativo nel bosco, tra ripide discese, e risalite, l’attraversamento di un torrente, fino ad arrivare sul fondo delle montagne, proseguendo in una parte sui sassi, per poi risalire in modo ripido addentrandosi di nuovo nel bosco.

Praticamente dobbiamo arrivare a quel prato che si vede nel punto a sinistra della foto, sotto le montagne

 

 

La meta che sembra non arrivare mai e i tempi che si allungano ben oltre l’ora indicata.. i paesaggi che ci si presentano però sono di una bellezza da mozzare il fiato

 

 

È vero che non siamo allenati, ma mentre nella prima parte i tempi ci sono sembrati corretti, anzi abbiamo avuto il tempo di fermarci a godere del panorama, a coccolare gli asini, a fare delle foto, questo tratto è indubbiamente più lento per il forte dislivello

 

 

Quando finalmente si giunge alla vetta, si apre una vallata sorprendentemente enorme, un prato verde brillante che contrasta col bianco grigiastro delle montagne e sul fondo una baita, che non è ancora la nostra meta: è la malga Casnago: siamo arrivati in Val di Funes

 

 

Sono le 13.45, abbiamo impiegato 45 minuti in più rispetto a quanto indicato. Che non sarebbe un problema, se l’ultima funicolare non fosse alle 18, e noi non avessimo ora assolutamente bisogno di una sosta per riposare!!

 

 

 

Cinque minuti più avanti si arriva finalmente al Geisleram, il rifugio delle Odle, il mio obiettivo!! ma bisogna superarlo per vedere di fronte lo spettacolo!

Ci sono le pluri fotografate chaishe long in legno, e soprattutto il rifugio è proprio ai piedi delle Dolomiti, un panorama davvero unico e la vista a 360 gradi su queste montagne: capisco perchè questo posto è chiamato il cinema delle Dolomiti!

 

 

Vediamo subito un bagno di folla, al ristorante c’è una lunga coda di persone che attende: la notorietà acquisita tramite i social toglie un po’ della magia al posto nonostante lo splendido contesto

 

 

Ci fermiamo un pò ad ammirare la nostra meta, raggiunta con fatica e sudore e riusciamo anche a conquistarci una delle famose sedie

 

 

Poi ritorniamo verso la malga Cusnago, ma anche qui c’è gente che aspetta al ristorante, e noi non abbiamo tanto tempo.. decidiamo di metterci all’ombra di un albero a riposare, e a mangiare degli stuzzichini che fortunatamente avevo portato, con del caffè, prima di riprendere il cammino del ritorno

 

 

Ripartiamo alle 14.30, il marito non è tanto fiducioso di farcela ad arrivare prima della chiusura della funicolare, i tratti in salita, anche al ritorno sono tanti, ma io sono speranzosa di poter raggiungere anche questo ulteriore obbiettivo.

Ci fermiamo pochissimo lungo il cammino, per fortuna abbiamo i bastoncini da trekking che aiutano e dopo 1 ora e 45 siamo al rifugio Brogles

 

La salita dopo il rifugio è tremenda, sotto il sole che batte in faccia, ma appena terminata, guardandosi attorno coi colori del pomeriggio il paesaggio è ancora più bello

 

 

Possiamo allungare il passo per la minor pendenza, rincontriamo le mucche, tante, gli asini e più avanti anche dei meravigliosi cavalli che brucano l’erba

 

 

Arriviamo di nuovo alla parte dentro al bosco, e le due salite qui sono ripidissime da fare con la stanchezza che abbiamo alle spalle.. ma poi manca poco.. infatti alle 17.30 arriviamo alla funicolare, addirittura in anticipo e ci sembra un miracolo, abbiamo impiegato un’ora per fare il primo tratto!

 

 

Arriviamo al termine del trekking molto soddisfatti, la bellezza che abbiamo visto non la dimenticheremo: siamo in un luogo che è patrimonio Unesco, abbiamo assaporato ogni passo, ogni panorama spettacolare ed inimmaginabile che ci si è presentato durante il percorso, con l’entusiasmo alle stelle, e nonostante i momenti in cui la stanchezza ci ha fatto dubitare, rallentare, l’insegnamento di aver un obiettivo, lottare per raggiungerlo ed essere ripagati, è stato importante. Siamo esausti ma felici e pensiamo di meritarci un buonissimo strudel, un Hugo e un caffè in una delle migliori pasticcerie di Ortisei, a coronamento di una bellissima giornata!

 

 

Informazioni utili

Parcheggio: Parcheggio Seceda (è consigliabile attivare presto per trovare posto. Prezzo giornaliero 13 euro estate 2023)

Funicolare: Resciesa

Sentiero: 35

Chilometri: 17 circa

Tempo (per non allenati):

fino a Malga Brogles da 1 a 2 ore – facile

da Malga Brogles a Rifugio delle Odle: 1.45/2 ore impegnativo

 

 

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Cercavo un posto dove il verde inducesse un senso di quiete e di relax.

Dove la vista a perdita d’occhio e l’altezza portasse i pensieri oltre l’orizzonte, e sopra al cielo.

Ho trovato un posto dove la sorpresa ti coglie ad ogni passo, e l’entusiasmo divampa, facendoti sentire il battito del cuore. Mettendo tregua tra le parti che discutono continuamente ed inesorabilmente.

Un posto dove la fatica è soppiantata dalla meta da raggiungere, e l’ascolto di sé, e di quel che c’è attorno, mette a tacere il resto. Un luogo dove la bellezza ti assale e ti porta con sé, ti toglie il respiro ma ti dà anche respiro, riempiendo polmoni, occhi, cuore.

Questo posto è la Valgardena.

 

La Valgardena

 

La Valgardena è il cuore delle Dolomiti, in Alto Adige, e dal 2009 è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco. Fare un giro in queste zone fa comprendere il perché.
Cime aguzze grigie, il verde scuro degli alberi che fa risaltare il verde brillante dei prati; se vai in quota vedi un paesaggio dall’alto a perdita d’occhio di monti sulle valli, e il cielo più vicino.. Le vallate che fanno da culla, e sovrastate da quei giganti maestosi che sembrano proteggerti: in questi posti tutta la natura sembra più vicina, e anche tu sei più vicino alla tua natura.
La Valgardena comprende i 3 abitati principali di Ortisei, Santa Cristina, e Selva di Valgardena.

 

Ortisei

 

 

Ortisei, o St. Ulrich è un paese grande, molto turistico, curato ed organizzato. Entrando nel suo centro elegante ho avuto come la sensazione di essere a Gardaland: hotel fiabeschi, colori pastello, fiori colorati, un salotto, tutto perfetto

 

 

Santa Cristina

 

Santa Cristina sembra di passaggio ma ha un bel centro che si sviluppa nella valle

 

 

Selva di Valgardena

 

Selva, o Wolkenstein, è un paese piccolino, raccolto e per questo l’ho preferito, incastonato nella valle e contornato dai monti del gruppo Sella e Sassolungo. La classica cartolina della montagna ideale, a 1563 metri di altezza

 

 

Soggiorno a Selva di Valgardena

 

Scegliamo di alloggiare a Selva, un pò a sentimento, non conoscendo la zona, e mai scelta fu migliore: da inesperta di montagna ho cercato e ricercato una sistemazione last minute per trascorrere qualche giorno in montagna, nella calda estate del 2023, in agosto, quando ancora, contrariamente al solito, il tempo non si è ancora rotto, volgendo al freddo e al variabile.
Ci attendono delle giornate di pieno sole che ci fanno apprezzare al massimo queste zone

 

 

Nonostante sia la settimana di Ferragosto c’è poca gente in giro a Selva, cosa che apprezzo molto: si trova posto nei ristoranti, non ci sono code agli impianti, e su al rifugio Ciamponei, a 2000 metri, i turisti si contano sulle dita. Non posso essere più contenta.
O forse siamo noi, che evitiamo anche certe situazioni: abbiamo visto arrivando al mattino una bella coda di auto tra Santa Cristina e Ortisei, e noi andavamo nel senso opposto, e il giorno dopo tante auto al passo Sella, dove noi siamo arrivati però quando tutti stavano andando via.

 

Alloggio a Selva: Garnì Morene

 

A Selva di Valgardena all’ultimo minuto non si trovavano molte soluzioni a prezzi ragionevoli, ma a prezzi alti si trova disponibilità eccome!
Io ho trovato il Garnì Morene che, contattato direttamente, mi ha confermato la disponibilità di una camera, che ho subito confermato per i due giorni successivi

 

 

Il Garnì si trova in una posizione incantevole, appena fuori dal paese e un pò in alto, ma non troppo distante da non poterlo raggiungere a piedi, e sotto le montagne. La vista su Selva è questa

 

 

È il classico alloggio caratteristico di montagna, con balconi in legno e adornati con i fiori, e con il privilegio di avere un ruscello che scorre proprio sotto, che delizia in ogni momento con il suo rumore di acqua corrente

 

 

Sul retro, una strada permette di fare una bella passeggiata tra le vallate e le abitazioni tradizionali

 

 

La camera disponibile è molto piccola, anche se rinnovata e arredata con cura, in legno: eravamo stati avvisati di questo, l’unico rammarico è che la finestra da sul parcheggio (ma con vista sul paese e sui monti) e che non ci sia un balcone, come nelle altre camere

 

 

Per questo il prezzo ci è sembrato un pò alto: la differenza con camere più grandi con balcone è davvero poca.
Comunque stiamo molto bene: al mattino spostando le tende posso vedere dalla finestra  la montagna illuminata dal sole

 

 

La colazione è veramente ottima con prodotti buoni e genuini, e la signora Miriam, che gestisce il garnì, è di una gentilezza unica.
Per l’inverno, ha il vantaggio di essere vicinissimo alle piste e di avere un garage coperto.
Un posto in cui ritornerei immediatamente!

 

 

La cittadina di Selva di Valgardena

 

Il centro di Selva è molto grazioso: la piazzetta della chiesa si trova su un’area pedonale, ma la vita vera e propria si svolge sulla strada che la attraversa, il cui punto centrale è piazza Nives, dove affacciano 2 hotel fiabeschi, negozi e bar, e dove si trova anche l’ufficio turistico

 

 

Un plauso alla gentilezza di tutti quelli che lavorano in questa zona, che mi ha davvero sorpreso, della buona organizzazione ero già al corrente.
In paese scorre il Rio Gardena, che prosegue per Santa Cristina e Ortisei: i ponti in legno con i vasi di fiori  che lo attraversano sono deliziosi

 

 

Il primo giorno: Salita al Ciampinoi

 

Dopo esserci procurati materiale sulla zona all’ufficio turistico, decidiamo, nel pomeriggio, di prendere la cabinovia del Ciampinoi, che sale sul monte omonimo a 2248 metri

 

 

E’ stato un pò come tirare ai dadi, scegliere, con tutti gli impianti che ci sono, ma sicuramente la fortuna è stata dalla nostra parte: siamo approdati su una  terrazza con vista stupefacente sulle Dolomiti!

 

 

 

Da qui si possono vedere i 3 centri della Valgardena

 

 

Si può ammirare da vicino il Sassolungo, il Sasso piatto, i monti del gruppo Sella e Puez, e dall’altra parte si vedono i monti austriaci

 

 

 

Qui è presente un rifugio, dove mangiamo un tagliere di salumi e formaggi squisito

 

 

all’interno il rifugio ha degli sgabelli davvero singolari  :)

 

 

Poi ci rilassiamo sugli sdrai, quasi tutti liberi😳, godendo di un panorama esilarante!

 

 

 

Il secondo giorno: camminata da Ortisei al rifugio delle Odle

 

Questo giro, duro ma straordinario, merita un post a parte.
Siamo partiti di buon mattino da Selva verso Ortisei per non trovare traffico, e abbiamo lasciando l’auto nel parking Saceda, da dove, in 10 minuti siamo arrivati alla funicolare Resciesa, nostro punto di partenza per l’escursione.
Il rifugio delle Odle l’avevo addocchiato da tempo: sui social vanno molto di moda le foto con le chaishe lounge in primo piano, il rifugio e le montagne delle Odle dietro. Mi sembrava un posto così straordinario che l’avevo messo nella mia wish list. E finalmente era arrivata l’ora di poter andare!

 

Terzo giorno: relax in baita a Selva e Passo Sella

 

Stanchi del trekking molto faticoso del giorno precedente, vogliamo goderci una giornata di relax, senza prendere costosi impianti.
Andiamo prima a vedere Vallelunga, davvero a pochi minuti dal mostro garnì: una vallata bellissima sotto al monte Stevia

 

 

 

Poi ci dirigiamo verso Santa Cristina in direzione Monte Pana, salendo in auto: arriviamo ma troviamo molta gente, una grande vallata, ma fin troppo grande per i miei gusti. Decidiamo che non fa per noi in questo momento.
Ritorniamo quindi a Selva, alla baita Pra Valentini, dove abbiamo cenato 2 sere prima, che ci aveva colpito per la bella posizione, su un prato verde, sotto le montagne 

 

 

e qui restiamo a leggere, e a rilassarci

 

 

 

ci facciamo anche un aperitivo con vista su Selva, un Hugo, che in queste zone preparano divinamente

 

 

e poi restiamo anche per un gustoso pranzo
 

 

Arriva il pomeriggio e abbiamo ancora poco tempo, e decidiamo di andare al Passo Sella, a pochi chilometri di distanza. Salendo il panorama è magnifico e al passo le Dolomiti le abbiamo tutte intorno e di fronte: una bellezza unica.
Peccato non avere altro tempo per salire con la cabinovia anche su questi monti: riusciamo solo a fermarci un pò ad ammirare delle bellissime mucche, tante, ma tante, che brucano nell’erba verde

 

 

 

Selva di Valgardena: dove mangiare

 

Rifugio Ciampinoi: tagliere di salumi e formaggi per uno, dove si mangia in due, prodotti squisiti, con vista superlativa
Baita Pra Valentini: cena e pranzo. Il menu non è molto ricco ma i piatti sono caratteristici, preparati con prodotti genuini e curati. Abbiamo mangiato un tris di canederli, dei tortelli con rapa rossa ricotta e speck croccante, lo stinco, le tagliatelle di pane con ragù di cervo. Locale caratteristico tutto in legno

 

 

La Stua: cena a base di polenta con fianchi e formaggio, e polenta con gulash, tutto ottimo. Locale molto carino e caratteristico, di montagna.

 

Conclusioni

 

Che dire, pensavo che Cogne e la Val d’Aosta, che ho adorato fosse imbattibile come luogo di montagna, ma ho trovato un posto che regge il confronto! Le Dolomiti sono bellissime!❤❤❤

 

 

 

agosto 2023

 

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Le GROTTE DI FRASASSI: un’altra meraviglia della natura nelle MARCHE

 

Il fascino di entrate nelle viscere della terra, e qui, le formazioni bianche tutte intorno, che pare di essere tra ghiacci.

Spazi immensi e immensi giganti, che rappresentano il trascorrere del tempo, e la sensazione di essere davvero un attimo, -che dico, ancora meno-, nel ciclo di vita della terra.

Alle Grotte di Frasassi, cavità carsiche nell’Appennino marchigiano

 

 

Le Grotte di Frasassi le puntavo da molto tempo. Forse perché sono state scoperte quando ero bambina, e allora fecero molto clamore.

E ci credo! Non posso neanche immagjnare la sorpresa degli speleologi, quando gettarono un sasso dall’alto, e si resero conto della profondità del vuoto dal tempo che impiegò a cadere e a risuonare al giungere sul fondo. E cosa provarono, quando riuscirono a vedere per la prima volta il capolavoro che la natura aveva creato nel tempo!

Era il 1971 (nonostante la prima scoperta  fu nel 1948) quando venne scoperta la Grande Grotta del Vento, e il 1974 quando le grotte vennero aperte al pubblico, affinché il mondo potesse godere di questo spettacolo.

L’accesso alle grotte avviene attraverso una galleria di 200 metri, scavata nella montagna: si arriva all’ingresso tramite un bus, che si attende a qualche chilometro di distanza, in uno spiazzo attrezzato, con parcheggio, bancarelle di souvenir e di cibo, dove è sita la biglietteria

 

 

I visitatori sono affidati a una guida esperta che racconta la storia, spiega i fenomeni geologici che hanno dato vita alle grotte, e comunica i nomi delle sale e delle formazioni, conducendo in un percorso turistico di passerelle e gradini, lungo circa 1.7 km, tra andata e ritorno. Per gli appassionati ci sono altri percorsi prenotabili più complessi con gli speleologi

 

Purtroppo non sono (ancora) organizzati con microfono, e cuffie da fornire ai visitatori, in modo che tutti i partecipanti possano sentire le spiegazioni, per cui le informazioni si ascoltano in modo frammentario, tra restare indietro nella coda, fermarsi a fare foto, o volendo prendersi più tempo per ammirare e farsi avvolgere da tanta bellezza

 

La sensazione di entrare nelle viscere della terra io l’avevo avuta fortissima visitando la Cueva de Los Verdos a Lanzarote, dove mi aveva presa una grande emozione: è stato come rientrare nel ventre materno, fare un percorso e poi uscire di nuovo alla luce

Poi, recentemente ho visitato la bellissima Grotta Gigante a Trieste di cui ho parlato in questo articolo

 

Meraviglie della natura: la Grotta Gigante a TRIESTE

 

Le Grotte di Frasassi sono cavità carsiche al cui interno, in seguito a stratificazioni calcaree avvenute in milioni di anni, attraverso uno stillicidio,– ovvero gocce di acqua che cadono e portano carbonato di calcio sulla roccia-, si sono create delle sculture naturali: stalattiti, colonne che crescono dal soffitto e vanno verso il basso, e stalagmiti, colonne che crescono dal pavimento e vanno verso l’alto

 

 

Le sculture crescono un millimetro all’anno, e vederle rende l’idea di quanto tempo abbiano impiegato a formarsi: quelle più alte qui arrivano fino a 20 metri, anche se non si ha la percezione di queste enormi dimensioni.

 

Il percorso alle grotte di Frasassi

Il percorso turistico dura circa 1 ora e 15 minuti, e le grotte, collegate tra loro, sono 5.

La temperatura è costante in tutte le stagioni a 14 gradi. Non c’è lungo il percorso nessuna luce naturale, ma sono illuminate splendidamente solo da luci artificiali

 

 

La prima sala che si incontra è una delle più grandi cavità in Europa e nel mondo, dicono che potrebbe contenere il duomo di Milano: 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e 200 metri di altezza.Qui si trovano pinnacoli e guglie dalle forme più strane, e poi un gruppo di enormi stalagmiti, dette i Giganti, di cui si fatica a rendersi conto della loro dimensione: fino a 20 metri di altezza e 2 metri di diametro, mai viste così grandi!!

 

In questa grotta, oltre a questi giganti, mi ha colpito una colata bianchissima di calcite allo stato puro che si sviluppa in orizzontale, denominata Niagara, come le cascate

 

Guardando tutto il contesto nell’insieme, dalla sala successiva, si vede un panorama spettacolare

 

Proseguendo si trovano formazioni che vanno dall’alto al basso, grandi e piccole, caverne, sale con diversi nomi dati dagli speleologi, in base a ciò che ricordavano loro, e per alcuni ci vuole una bella immaginazione!!

Il castello delle streghe, il gran Canyon, la sala dell’obelisco, la sala delle candeline, -dove quest’anno è stato allestito un presepe-

 

 

la sala dell’orsa, per la presenza di una formazione che assomiglia all’animale

 

 

la sala bianca, che in certi punti mi pareva di essere in mezzo ai ghiacci, come in un cartone di Frozen: una visione meravigliosa!

 

 

In alcuni punti si sono formati dei laghetti, e alcuni si vedono sul fondo, con un’acqua azzurra pazzesca!

 

Terminato il giro, si ritorna allo stesso percorso, quindi si ripassa in tutti i punti, e così ci si può fermare con più calma e meno ressa ad ammirare e fotografare lo splendore (il suggerimento quindi è di fotografare al ritorno così si possono seguire meglio le spiegazioni della guida)

 

 

 

Dove si trovano le Grotte di Frasassi

Le grotte di Frasassi si trovano nell’Appennino marchigiano, a 50 km da Ancona, nell’entroterra, nella località di Genga. Sono raggiungibili anche in treno: la stazione si trova proprio sopra il parcheggio.

Noi ci siamo arrivati in auto, in un’ora da Porto Recanati, il giorno di Capodanno.

Consiglio l’acquisto dei biglietti on line per scegliere l’orario desiderato, poiché ci sono limiti di numero agli accessi: il 1 gennaio al nostro arrivo alle 15, era disponibile l’accesso solo un’ora dopo.

https://www.frasassi.com/

Davvero un posto emozionante, le Grotte di Frasassi, che merita anche solo per se stesso il viaggio!

 

 

 

gennaio 2024

 

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Il nostro Capodanno a PORTO RECANATI (MC) e dintorni

 

 

Dopo l’esperienza dei 2 anni precedenti sul lago di Garda, anche quest’anno sbbiamo deciso di trovare una meta per festeggiare il Capodanno: un’unica notte fuori, per respirare una boccata d’aria lontano da casa, e dare il benvenuto al nuovo anno.

 

Premessa

Lo scorso anno, il 2023, non è stato per me proprio leggero.

Ci sono anni in cui arrivano delle limitazioni, che bloccano la possibilità di varcare i confini fisici che si vorrebbe, in cui non è possibile fare i viaggi nel mondo in paesi presenti nella propria wish list.Periodi in cui situazioni ti obbligano a stare, anziché andare, periodi in cui i viaggi mentali, le ansie e le preoccupazioni prendono il sopravvento.

Sono quei momenti in cui chi ama viaggiare deve imparare a viaggiare vicino, centellinare momenti, ore, giornate, organizzarli e viverli intensamente.Rovistare in fondo alla lista dei desideri, arrivando anche a quella dei “mi piacerebbe” e accorciando tempi e distanze.

 

Approfittando di ogni occasione possibile per prendere una boccata d’aria, che risvegli la passione vitale, riporti in contatto con il proprio sé profondo, e con la bellezza attorno, per ricaricarsi e avere la forza di prendersi quello di cui si ha bisogno.

Quei momenti in cui occorre anche grande umiltà riguardo a sogni e aspettative, rispetto ai confronti, e al mondo che vediamo. Occorre ridimensionare le cose; guardarsi attorno, e soprassedere a ostentazione, narcisismo, voracità; guardare più dentro che fuori.

Silenziare la voglia di essere chissà dove, vedere com’è la vita in certi altrove, ricordarsi di essere grati, e pacificarsi un po’ con se stessi

 

 

Ho salutato l’anno che se n’è andato, non lontano da casa, e non in un posto blasonato: a Porto Recanati, che dista 2 ore e mezzo di viaggio, ma davanti a qualcosa che amo: il mare🌊.Ho dormito con la finestra aperta tutta la notte per sentire il rumore delle sue onde nella risacca, oltre che per piacere, con la speranza che la sua energia fosse un balsamo per la mia anima, spesso stanca, ultimamente

 

 

Ho guardato il sole nascere, e imporsi tra un po’ di nuvole, il primo giorno del nuovo anno.Ho infilato i miei pantaloni rossi e sono andata a respirare l’aria, che pizzicatva sul viso, a stendermi sulla spiaggia, a prendere tutto quel che potevo, a nutrirmi.

 

 

Perché davvero “di fronte al mare la felicità è un’idea semplice”.

Quello di cui, spesso, abbiamo fortemente bisogno.

 

 

 

Porto Recanati

Porto Recanati è stato il mio piano b: il piano originale prevedeva di soggiornare in una delle 5 terre (dove spero di trovare altra occasione per andare presto comunque), ma le previsioni metereologiche erano pessime, davano pioggia per tutto il tempo.

La scelta di Porto Recanati, a 30 km da Ancona, è avvenuta in seguito ad una pubblicità che mi è apparsa,  di un hotel non con vista mare, non dove ci fosse una strada da attraversare per arrivare in spiaggia, ma proprio sulla spiaggia, con una terrazza quasi dentro al mare, cosa che non avevo mai visto nei dintorni! Quindi, il mio amore per il mare, e la prospettiva di svegliarmi, il primo giorno dell’anno, guardando il mare, hanno preso il sopravvento.

 

 

Hanno avuto la meglio anche rispetto al fatto che l’hotel non fosse visibilmente moderno, ma avesse uno stile un po’ demodé, essendo stato in passato una colonia

 

 

L’hotel Brigantino Non dista

L’hotel porta il nome di una barca, il brigantino, e davvero col rumore del mare costante, soprattutto quando l’alta marea fa arrivare le onde a ridosso del terrazzo, o dalla finestra della stanza, oppure dalla vetrata della sala colazioni, che da sul terrazzo, dove la vista delle onde da quasi la sensazione di muoversi, mi sembrava talvolta di navigare in mare su una nave da crociera.

 

“Quanto è distante il mare? Non dista“: questo quanto scritto sul sito dell’hotel e sulle brochure;  di fianco alla struttura ampi spazi di spiaggia dorata, e sul fondo della costa, la vista della bianca scogliera del Monte Conero

 

 

La zona di Scossicci, a pochi chilometri da Porto Recanati, dove è ubicato l’albergo, è priva di grandi alberghi o edifici che inquinano il paesaggio, ma è caratterizzata dalla presenza di campeggi, chalet e ristoranti sul mare

 

L’hotel, come su detto, ha un arredamento un po’ vintage, non adatto a chi cerca un posto lussuoso: tuttavia i divani a righe bianchi e verdi, nel contesto, hanno il loro fascino; le camere e i bagni se fossero rammodernati, o con colori più vivaci, acquisterebbero grande valore. Eppure, i servizi offerti, l’attenzione al cliente, e soprattutto la posizione privilegiata, mettono in secondo piano questo aspetto. E sopratutto, in caso di restyling, il prezzo, vista la location, non resterebbe sicuramente quello offerto!

 

 

Molto simpatiche sono le scritte su pannelli che si trovano nei corridoi e nelle camere, che inneggiano al mare, e anche quelle in rilievo sulle pareti esterne, che si possono leggere riflesse con l’ombra del sole

 

Il brindisi di fine anno, sul terrazzo dell’hotel, cullati dal rumore delle onde, ci ha riservato anche uno spettacolo di fuochi d’artificio, che si accendevano tutto intorno, dal mare alla collina: insomma un ottimo modo per festeggiare il nuovo anno!

 

 

La cittadina di Porto Recanati

La cittadina di Porto Recanati è molto carina: ha un bel lungomare completamente pedonale, molto largo e davvero originale, il lungomare Lepanto, che non assomiglia a nessun posto che io abbia visto finora in Italia. Qui affacciano basse e variopinte case di pescatori, per lo più trasformate in alloggi turistici, o nuovi complessi con colori accesi, di fronte a tratti con ristoranti e stabilimenti balneari alternati alla spiaggia libera. Immagino molto vivace d’estate, in inverno il lungomare è invece molto tranquillo e rilassante, ideale per passeggiare a piedi o in bicicletta, e ha senza dubbio il suo fascino

 

Parallela al lungomare, divisa da vicoletti e viuzze, la via principale, corso Matteotti, l’abbiamo trovata invece animata e ben decorata, soprattutto in prossimità del centro, su cui predomina il Castello Svevo del XIII secolo, costruito con lo scopo di proteggere la zona dall’attacco dei pirati, con la sua torre orologiaia e i gradevoli bar sulla piazza principale.

 

Recanati e le sue splendide decorazioni natalizie

A 12 km da Porti Recanati , verso l’entroterra, si trova Recanati, città natale di Giacomo Leopardi, che viene ricordato in ogni angolo.

Peccato esserci andati di sera, perché il panorama dev’essere davvero notevole, essendo anche denominata “città balcone”: la famosa poesia” L’infinito” scritta da Leopardi, fu ispirata proprio dall”‘ermo colle” che ne prende il nome, il Colle dell’infinito.

Tuttavia in periodo natalizio, la sera abbiamo potuto ammirare le luminare i e gli addobbi, davvero ricchi e belli lungo le vie del paese, che meritano come la visita ad un villaggio di Natale

 

La cittadina, che è stata capitale della cultura nel 2018, ha un centro storico molto interessante: è racchiusa all’interno di mura, a cui si accede attraverso alcune porte, e non è propriamente piccola.Noi siamo entrati da una porta nel borgo fortificato, molto vicina a Piazza Leopardi, il centro cittadino (avendo trovato parcheggio nei dintorni),  sede del palazzo comunale, la torre dell’orologio, dove in questo periodo ci sono le proiezione di videomapping a tema natalizio, e al centro la statua di Giacomo Leopardi

 

Addentrandosi nelle stradine del borgo, seguendo le indicazioni verso il Colle dell’infinito, siamo arrivati alla casa di Leopardi

 

 

e alla attigua piazza del Sabato del villaggio, dove si trova anche la casa della Silvia della famosa poesia

 

Abbiamo percorso le strade quasi deserte, addentrandoci per stradine e vicoli, ammirando palazzi, chiese e case ordinate e addobbate, attirati dalle poesie che di tanto in tanto si leggono su vetrine e souvenir, e da luminarie che erano un incanto.

In particolare ci ha colpito il vicolo degli elfi, dove su ogni finestra o porta si trova un elfo diverso, tra le numerose decorazioni e luci

 

Dal centro del borgo, abbiamo imboccato la strada che scende verso Porta Marina, che aveva attirato la mia attenzione  all’arrivo per la sua bella illuminazione, la principale via di accesso alla città, e qui siamo rimasti sorpresi dai tantissimi addobbi natalizi, quasi uno per ogni negozio, e scene di Natale, quadri, arcate, cortiletti, vicoletti, scalinate di gradini in pietra, con luci e scene natalizie, davvero meravigliosi

 

 

Fino ad arrivare ad un cortiletto dove c’era la casa di Babbo Natale! Il tutto, abbiamo letto, curato del comitato Porta Marina

 

Insomma un posto incantevole che, abbiamo letto, sia anche pieno di iniziative, spettacoli, mostre, giochi pirotecnici, ecc. durante le feste, che merita assolutamente di essere tenuto in considerazione per una visita (magari facendo un tour anche di giorno).

 

Loreto

Appena si arriva a Porto Recanati spicca, verso la collina, il santuario della Madonna Loreto, che io avevo già in precedenza visitato, e che merita di essere visto, anche se non si è devoti. Illuminato, di notte, ha un grande fascino

 

 

La cittadina è molto piccola ed è improntata sul turismo dei pellegrini alla Basilica della Santa Casa, dove si dice che sia avvenuta la traslazione della casa di Nazareth della Vergine Maria verso Loreto, ad opera degli angeli

 

Siamo arrivati a Loreto, distante solo 6 km da Porto Recanati, per evitare i cenoni del capodanno che vengono proposti ovunque dai ristoranti nelle località costiere, che non ci interessavano: volevamo cenare tranquillamente a la carta, magari con cibo tipico e genuino. Tramite The fork ho prenotato uno dei pochi ristoranti disponibili in zona, poco fuori la cittadella di Loreto, e siamo stati fortunati perchè abbiamo trovato un posto davvero carino, la locanda del Viale, con pochi tavoli e una cucina casalinga ottima, dove abbiamo mangiato 2 portate enormi di pesce di ottima qualità

 

Il borgo di Loreto, pieno di luci di Natale, era ancora più deserto di Recanati se possibile, tranne quando ha aperto la basilica, perché evidentemente ci sarebbe stata poco dopo una funzione.. comunque davvero bella la piazza della Chiesa, con un grande albero a un lato, e sotto un presepe, con statue a grandezza umana 

 

 

Durante il giorno si possono visitare alcuni presepi permanenti, e comprare nei negozi statuine da presepe e oggetti religiosi. Bellissima anche l’installazione di una renna che tira la carrozza di Babbo Natale, passato l’arco di fronte alla Basilica!

 

 

 

Le grotte di Frasassi

Il giorno successivo, primo giorno del 2024, dopo aver fatto colazione vista mare nel nostro hotel e goduto di un po’ di sole, e di aria freschetta sulla spiaggia, abbiamo deciso di dirigerci sulla via del ritorno, verso le grotte di Frasassi, che da tempo volevo vedere, a circa un’ora di distanza da Porto Recanati, verso l’interno. Ma per questo ho fatto un post a parte

 

Le GROTTE DI FRASASSI: un’altra meraviglia della natura nelle MARCHE

 

gennaio 2024

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CESENATICO (FC) d’inverno e il presepe galleggiante della Marineria

 

 

Cesenatico, nella vivace Romagna, mi evoca le estati della mia tenera infanzia trascorse al mare con i nonni.. i giochi con la sabbia, i giri in moscone, o con la motonave Aquila d’oro, le passeggiate serali tra giostrine e spettacoli con i delfini, e al Porto Canale.

Ero affascinata dal suo caratteristico e unico grattacielo, che ancora oggi la contraddistingue tra le località balneari romagnole, che a vederlo oggi, dal mare, in una giornata d’inverno, mi ha fatto ripensare a Miami beach, e che, se avessero continuato con quel tipo di edilizia, a costruirne altri, questa spiaggia avrebbe potuto assomigliarle 😁..

Sono tornata poche altre volte, talora a trovare la nonna che ha continuato ad andare per tutta la sua vita nella sua amata Cesenatico, e che a nessun costo avrebbe rinunciato ai suoi giorni di mare, e qualche altra volta, negli ultimi anni, ma solo d’inverno, per andare a mangiare del buon pesce, in uno dei tanti locali del Porto Canale.

 

 

Il Porto Canale di Cesenatico

Ultimamente avevo sentito molto parlare, all’approssimarsi delle festività natalizie, del presepe galleggiante del Museo della Marineria, unico in Italia nel suo genere, e della sua bellezza. costruito nel 1986 e situato nel Porto Canale.

Un Porto Canale addirittura progettato da Leonardo da Vinci, con le vecchie case di pescatori ristrutturate e rintinteggiate color pastello e le barche che riflettono sull’acqua, sempre animato come in passato, e pieno ora di locali e bei negozi.

 

 

Sono voluta tornare a Cesenatico incuriosita da questo presepe, a pochi giorni dal Natale, in una giornata di caldo anomalo per essere inverno, oltre 20 gradi

 

 

Ovviamente in un giro al mare, per noi non può mancare un pranzo o una cena di pesce: ci siamo fermati proprio in una piazzetta sul Porto Canale, con la fortuna di poter anche mangiare all’esterno, per la mite temperatura.

 

 

Abbiamo passeggiato lungo la banchina del canale per arrivare alla spiaggia e fare un giro in riva al mare, dove, d’inverno, una duna artificiale di sabbia viene creata come protezione dalle mareggiate

 

 

Al calare del sole, lo skyline di Cesenatico dalla spiaggia, col grattacielo ancora protagonista, e i colori hanno offerto una vista di grande fascino

 

 

Dalla parte opposta del canale, le luci del tramonto sul mare, nella una tersa giornata invernale, illuminavano i trabocchi sul canale

 

 

Le sagome delle barche ormeggiate nel porto, poco oltre, si specchiavano sull’acqua con colori mozzafiato

 

 

Il mare d’inverno ha sempre e comunque il suo fascino!

 

Il Porto Canale di Cesenatico è il centro storico della cittadina. E’ lungo un chilometro e si può attraversare in 2 punti attraverso dei ponti, nella parte verso la città, mentre verso il mare, un tradizionale traghetto, che ricordo presente anche quando ero bambina, porta dall’altra parte della sponda per 50 centesimi … emozione di 20 secondi che non ci siamo voluti far mancare😂

 

 

In verità vale la pena per la vista intera dal canale, da entrambe le parti, verso la città e verso il mare 

 

 

Sulle banchine affacciano le vecchie case dei pescatori, rinnovate con gusto, e i numerosi ristoranti, bar e negozi.

Sulla riva destra si trova il Museo della Marineria, di cui una parte è anche in esterno: alcune imbarcazioni storiche, trabaccoli e altre di cui non ricordo il nome, sono in mostra sul canale, e nel periodo di bel tempo ogni giorno vengono ammainate le loro vele colorate.

 

Il presepe galleggiante della Marineria

 

 

Ed è proprio qui, che durante il periodo natalizio, sulle barche in mostra nel canale viene allestito il presepe galleggiante: dalle 7 statue, a grandezza naturale originarie, ogni anno ne sono state aggiunte altre, con abiti a drappeggi costruiti in tessuto e cera, che paiono veri, e personaggi e scene della vita marinara del borgo, come i musicisti, il teatro dei burattini, la piadinara, ecc.

 

 

Con l’arrivo del buio e l‘accensione delle luci lo spettacolo che appare lascia stupefatti: andando oltre il primo ponte che si incontra sul canale, passando la piazza Carlo Pisacane, dove si trova il grande albero di Natale decorato, inizia il presepe: luci che decorano le imbarcazioni, e il perimetro delle vele, riflettono sull’acqua creando effetti stupefacenti

 

 

La chiesa di San Giacomo si specchia tra le imbarcazioni, e una barca dopo l’altra ospita diversi personaggi, fino al ponte successivo e all’ultima barca, dove si trova la sacra famiglia e le persone arrivate per l’evento.. uno spettacolo unico, da godersi avanzando piano piano, stupendosi ad ogni passo, mentre musiche natalizie accompagnano la passeggiata, esaltando ancor di più il fascino del luogo

 

 

L’atmosfera natalizia si respira anche addestrandosi in alcune stradine della riva sinistra, dove si trovano mercatini di Natale, con bancarelle che vendono prodotti artigianali e originali, e casette decorate davvero deliziose

 

 

Nella acciottolata Piazza delle Conserve, ubicata proprio dietro a un suggestivo edificio dell’800, che era ed è tuttora una peschieria, prontamente illuminata, un’altra natività a grandezza umana dentro una ghiacciaia si vede attraverso la porta di un edificio. Le ghiacciaie, dette anche conserve, da cui il nome della piazza, erano grandi pozzi in cui tenere il ghiaccio per conservare il pesce o altri alimentari, ed una molto grande a cielo aperto si trova anche sulla piazza.

 

 

Altri personaggi del presepe presenziano sulla piazza, come i re magi, mentre sulla parallela riva sinistra, le luminarie accese su piazza Ciceruacchio arricchiscono il fascino delle mille luci riflesse sull’acqua, delle case e dei locali di fronte addobbati, e delle barche ormeggiate

 

 

Nella nostra gita fuori porta a Cesenatico, abbiamo potuto godere di spettacoli veramente suggestivi, tra i doni della natura, e la mano e la creatività dell’uomo: una giornata carica di bellezza, in un luogo incantevole che davvero merita una visita, a maggior ragione nel periodo natalizio (il presepe galleggiante solitamente viene allestito prima dell’8 dicembre e si protrae anche oltre la Befana. Per info https://visitcesenatico.it/hmvc_eventi/il-presepe-della-marineria/)

 

 

dicembre 2023

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EMILIA e ROMAGNA

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Il villaggio di Rastoke in CROAZIA: mulini, cascate e fate

 

 

Rastoke è un delizioso villaggio molto vicino a Plitvice che vale la pena visitare, se si prevede un tour ai laghi: oltre ad esserci 23 deliziose cascate, è il paese del mulini ad acqua e delle fate!

 

Dove si trova Rastoke

A circa 30 km prima di arrivare a Plitvice, nella provincia di Slunj e nella regione di Karlovac, lungo la strada, si incontra il villaggio di Rastoke: io mi immaginavo un paesino addentrato in un bosco, invece resta proprio sotto la strada principale. Ma quando si entra nel borgo, si dimentica di essere sotto a un ponte e al piano stradale, e si entra in un luogo incantato, pieno di magia, cullato dal sottofondo del rumore dell’acqua, e immerso nel verde della natura.

 

 

Dove parcheggiare a Rastoke

Si può accedere dalla strada che scende in direzione Plitvice, svoltando sulla destra, e parcheggiando in strada: si ha subito di fronte il fiume e le case sulla riva opposta. Oppure si può continuare sulla strada, passando il ponte, e dopo pochi metri, sulla sinistra si trova un piccolo parcheggio. Non è consentito ai turisti accedere al paese con l’auto.

 

Il borgo di Rastoke

Il fiume Slunjčica, che sfocia nel fiume Korana (lo stesso dei laghi di Plitvice), nel borgo di Rastoke forma laghetti e cascate nel travertino, simili a quelli di  Plitvice, ma la particolarità del posto è che sono inseriti nel contesto di un villaggio.

Il luogo è davvero suggestivo, con casette sull’acqua caratteristiche, per lo piu fatte in legno e pietra, con ponticelli e passerelle, e un giardino bucolico, dove è stato creato un percorso per visitare alcuni punti idilliaci, sotto il profilo naturalistico: tratti del fiume con cascate, canyon, grotte, un mulino ad acqua, e una parte espositiva con oggetti utilizzati per la macinatura del grano, e altri utilizzati nella vita di tutti i giorni dell’epoca, o per il divertimento

 

 

La forza prodotta dall’acqua era utilizzata in passato, dal XIX secolo, per generare energia e far funzionare le pale dei mulini, che servivano per molare il grano. In Italia ho visto un posto simile in provincia di Treviso, dove c’era però un’unica pala, il Molinetto della Croda.  mentre in provincia di Verona abbiamo il bellissimo borgo dei mulini di Borghetto sul Mincio

 

 

Rastoke e le fate

Lungo il percorso del giardino si trovano sculture fatte con diversi materiali, che rappresentano delle ninfe: in fil di ferro, in legno, in cartapesta, in metallo, in paglia, ecc.; dalle più piccole, quasi invisibili, a quelle a misura d’uomo

 

 

La leggenda racconta che queste creature fantastiche facessero la loro comparsa di notte nel paese, girovagando coi cavalli dei mugnai, danzando e giocando!

 

 

Per questo motivo è stato dedicato loro uno spazio chiamato giardino delle fate, dove deliziose fate in miniatura, ognuna con un compito diverso, si trovano in mezzo a piante e fiori!

 

 

Rastoke, la visita

Abbiamo parcheggiato dopo il grande ponte e siamo scesi a piedi, seguendo l’indicazione verso il borgo.

Un secondo ponte, più in basso, offre il panorama del villaggio dall’alto, e conduce ad un sentiero che costeggia il paese e il fiume, e porta anche all’ingresso di un museo e uno spazio espositivo

 

 

Vale la pena percorrere il sentiero fino alla fine del borgo per vedere degli scorci incantevoli, fino ad arrivare sulla riva del fiume

 

 

Poco dopo l’inizio di questo sentiero c’è la deviazione che porta all’ingresso del museo e al parco in un giardino davvero bello.

Sul biglietto (attualmente costa 6 o 7 euro, a seconda della stagione) ci sono le indicazioni dei punti da visitare, contraddistinti da numeri.

Il giro inizia dalla visita al mulino, all’interno, dove ci sono gli strumenti di lavoro, e all’esterno, dove ci sono le pale e l’acqua che scorre, e che faceva funzionare il mulino

 

 

Nel grande prato del giardino ci sono edifici in legno dove si trovano attrezzi, utensili, oggetti di uso domestico, mobili e macchinari utilizzati per la lavorazione del grano, e anche strumenti musicali fatti con materiale di riuso

 

 

E c’è il giardino delle fate… E.. fate, fate, fate ovunque!!

 

 

Dal giardino ci sono diversi brevi sentieri che consentono di vedere le cascate dall’alto e dal basso, e un percorso che, attraverso un canyon, porta in una grotta scavata nella roccia, e in basso fino al fiume Korana

 

 

Un altro bel prato attiguo al precedente ha nel centro un totem in legno (che scopriamo poi essere il ricordo del set cinematografico di un film sugli indiani Apache, e che si chiama totem di Winnetou,) e conduce alla cascata più grande del villaggio

 

 

Terminato il giro, si risale per l’uscita.

Ritornando verso il ponte da cui siamo scesi, andando in direzione opposta, si trovano guesthouse e case caratteristiche in legno, e un bellissimo bar a picco sopra una cascata

 

 

Da qui, tramite un altro ponte, si può attraversare il fiume e proseguire sulla strada, per vedere il villaggio, con il corso del fiume e le cascate dalla riva opposta! Panorami meravigliosi!

 

 

Rastoke è una tappa da fare assolutamente durante la visita ai laghi di Plitvice, un luogo dove assaporare pace, armonia e bellezza: la visita può durare da mezz’ora a due ore, il tempo che gli abbiamo dedicato noi, perchè non volevamo perdere nessun angolo e scorcio di questo luogo magico!

 

 

in abbinamento a

Laghi di Plitvice, CROAZIA: paradiso di cascate e riflessi

 

 

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Laghi di Plitvice, CROAZIA: paradiso di cascate e riflessi

 

I colori verde e azzurro che amo
I riflessi
Il suono fragoroso dell’acqua che scorre
O la pace estrema dove non ci sono cascate
Il bosco e le passerelle
La lentezza della barca e il sollievo del trenino dopo un lungo cammino
Il tempo ideale di fine estate, a volte caldo a volte fresco
I tappeti di ciclamini in mezzo al bosco
La vista dall’alto di tutto il percorso dei laghi superiori, come da drone
La camera in una casa di legno e di sasso, in mezzo ad un prato con mucche e cavalli
Viste idilliache

Bellezza infinita: i laghi di Plitvice.

 

I laghi di Plitvice

Il parco dei laghi di Plitvice,  in Croazia, è un paradiso naturale: una concentrazione di laghi e cascate, in mezzo a boschi, gole e canyon, che rendono il posto di una bellezza incommensurabile. Tanto che è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO nel 1979, dopo che nel 1949 era stato proclamato parco nazionale

 

 

Alcune informazioni sui laghi di Plitvice

In rete si trovano tantissime informazioni sui laghi di Plitvice, dal sito ufficiale ai blog, da cui io stessa ho attinto informazioni per organizzare la visita.

Scrivo di seguito alcune notizie generali e curiosità:

-Il parco è 300 km quadrati, ed è coperto da boschi per l’80%. Il punto più alto è 1278 mt. Il punto più profondo è 368 (il canyon del fiume Korana). La cascata più alta è 78 mt (Veliki slap).

Il territorio è formato da rocce dolomitiche dove, tramite sedimentazione calcarea, hanno avuto origine gole e canyon. I laghi si sono formati dalle barriere create dalle rocce tufacee.

 

 

-I laghi visitabili in tutto sono 16, divisi in 4 inferiori e 12 superiori

-Gli ingressi sono 3:
*ingresso 1 in corrispondenza del laghi inferiori
*ingresso 2 in corrispondenza dei laghi superiori
*ingresso 3 o ingresso Flora, comodo per chi soggiorna a Plitvica Selo, vicino al Lago Kozjak.

Gli ingressi 1 e 2 sono collegati all’interno da un bus elettrico (detto anche trenino- incluso nel biglietto), che, oltre a permettere questo collegamento, effettua tutto il percorso lungo il bosco, fino all’ultimo dei laghi superiori (e viceversa, diventando comodo per scendere dopo averlo raggiunto a piedi)

–2 battelli elettrici circolano sul lago Kozjak (inclusi nel biglietto): uno fa una traversata di pochi minuti nella parte più corta del lago, che, venendo dall’ingresso 2, porta dalla parte opposta dove parte il percorso dei laghi superiori o il battello della tratta lunga (di cui parlo qui –>); l’altro si trova al capolinea dei  laghi inferiori, arrivando dall’ingresso 1, e percorre una bellissima tratta di venti minuti,  fino al punto dove arriva la barca della tratta breve, e viceversa, percorrendo tutta la lunghezza del lago,

-I percorsi del parco sono 8:

4 partono dall’ingresso 1, contrassegnati col colore verde,

4 partono dall’ingresso 2 contrassegnati dal colore arancione

-All’interno del parco ci sono un paio di alberghi (in particolare l’hotel Jezero è molto comodo e gradevole alla vista, con possibilità di non pagare il supplemento per l’ingresso del secondo giorno), mentre all’esterno, nei dintorni, la ricettività è alta, si trovano dagli hotel, agli chalet, alle guesthouse, anche a prezzi davvero economici.

 

 

I laghi inferiori

I 4 laghi inferiori, in prossimità dell’ingresso 1, si trovano in un canyon. Il percorso è quasi tutto in piano, su passerelle o sentieri, che costeggiano i grandi laghi dai colori e riflessi magnifici, alternati a cascate e cascatelle.

La cosa per me più affascinante è stata trovarsi su una passerella, camminando in mezzo al lago, o addirittura proprio sulle cascate.

 

 

Qui si alternano tratti dove continuamente si ode il suono dell’acqua delle cascate, a tratti sui laghi dove regna una pace e un silenzio deliziosi.

Proprio nei laghi inferiori si trova la cascata più alta di tutto il parco, 87 mt, Veliki Slap, che si scorge già dal belvedere appena dopo l’ingresso al parco.

 

 

Il panorama è davvero suggestivo e lascia senza fiato. La cascata si raggiunge passando su passerelle in legno

 

 

attraversando il verdissimo lago Kalunderovac

 

 

Iniziano qui a vedersi splendidi riflessi sull’acqua

 

 

Mentre poi scendendo la gola, appaiono scorci meravigliosi

 

 

Infine si arriva proprio sotto la cascata: una meraviglia che lascia senza fiato

 

 

Per proseguire la visita si deve risalire la gola, per proseguire verso gli altri laghi inferiori, che si alternano a cascate più basse, talune molto estese, come le Velike Kaskade, altre costituite da salti d’acqua più piccoli

 

 

Lungo il percorso si trova anche una grotta: la visita però, una volta consentita, ora è inibita.

 

 

I successivi laghi sono tutti molto grandi: Gavanovac

 

 

Milanovac

 

 

e Kozjak

 

 

La meraviglia di questi laghi sono, oltre ai colori azzurro e verde intensi, i riflessi sull’acqua, della vegetazione e delle rocce carsiche della riva opposta, e le sfumature di colore che questi assumono: strepitose🤩!!. Io non avevo mai visto un tale spettacolo

 

 

Il percorso dei laghi inferiori è molto semplice e davvero piacevole. Al termine si trova un grande spiazzo con vari punti di ristoro e tavoli in legno a disposizione (e i servizi), che sembra di essere in un rifugio montano.

Qui si trova anche il punto di imbarco del battello, la barca elettrica che attraversa la parte più lunga del lago Kozjak in 20 minuti, in alternativa al sentiero a piedi, che gira  attorno al lago, e che arriva nei pressi dell’ingresso 2. Da qui, si può proseguire per i sentieri dei laghi superiori, a seconda del percorso scelto, oppure si può attraversare, con l’altra barca, in pochi minuti il lago, per poter proseguire verso l’uscita dell’ingresso 2, o per la fermata del bus che riporta in direzione dell’ingresso 1

 

 

Dal capolinea del bus occorre camminare per un’altra ventina di minuti in mezzo al bosco per arrivare all’uscita/ingresso 1; e mentre si pensa che ormai si siano viste tutte le meraviglie possibili di questo tratto straordinario, si giunge invece in un punto panoramico dove si possono ammirare tutti i laghi inferiori dall’alto

 

 

e dove compare il panorama piu’ bello di tutti, quello sulla Veliki Slap, la cascata più alta, e su 3 dei 4 laghi: si è davanti alla classica foto dei laghi di Plitvice, che io pensavo fosse stata fatta da un drone.. invece ci si trova questa spettacolare vista davanti ai propri occhi🤩🤩

 

 

 

I laghi superiori

I laghi superiori si trovano in una valle dolomitica, e si raggiungono in parte con sentieri nel bosco, e con passaggi su passerelle: davvero un bel trekking non eccessivamente faticoso, ma di più di quello dei laghi inferiori, più lungo e a tratti con un pò di pendenza.

Qui i laghi sono più piccoli, e sono collegati da cascate più scenografiche rispetto a quelle dei laghi inferiori, che li delimitano.

Si passa una serie di laghetti chiamati Burgeti, per arrivare al lago Gradinsko, e alla prima scenografica cascata Veliki Prstavac

 

 

 

Dopo 10 minuti si incontra un’altra cascata ancora più bella per il contesto e i colori, Mali Prstavci

 

 

Dopo una ulteriore quindicina di minuti si arriva ad un’altra bellissima cascata, larga ma non alta, e con un colore verde brillante Galovacki  Buk

 

 

Salendo e inoltrandosi nel bosco ci si trova davanti ad un altro spettacolo

 

 

I laghi di questa zona si chiamano Galovac, Malo jezero, Veliko Jezero, Okrgljak.. non so se li ho elencati tutti

 

 

Dopo un altro tratto in salita per un sentiero nel bosco, si giunge alle spalle del lago Proskanso dove c’è un punto di ristoro, con tavoli e panche, e dove arriva il bus elettrico per tornare alla base. Il ristorante quando siamo andati non era funzionante, era aperto solo un bar con servizi.

 

 

Questo percorso può essere fatto con il bus elettrico in andata o ritorno. Tuttavia, prendendo il bus all’andata si giunge alle cascate dal retro, per cui può essere meno bello. Il tragitto col bus è in mezzo alla boscaglia quindi scarsamente panoramico: a mio avviso è comodo farlo al ritorno, quando si è stanchi dopo il trekking per la visita ai laghi superiori.

 

I percorsi dei laghi di Plitvice

I percorsi per la visita ai laghi sono 8, contraddistinti da lettere, e vanno dai più semplici e brevi, ai più lunghi e completi.

I percorsi A B C partono dai laghi inferiori, ingresso 1; i pervirsi  F E H K partono dai laghi superiori, ingresso 2.

I percorsi H e C consentono di vedere tutti i laghi in una sola giornata, uno parte dai laghi superiori, e uno dai laghi inferiori.

L’ H (da ingresso 1) parte dall’alto, dai laghi superiori (raggiungibili col bus) e poi la visita è in discesa, fino agli inferiori: ha lo svantaggio che ai laghi si arriva dal retro, non da davanti.

Il percorso C (da ingresso 2) parte dai laghi inferiori, e attraversa il lago Kozjak con la barca elettrica, per poi proseguire per i laghi superiori, con rientro in bus.

Gli altri precorsi sono parti di questi 2 (tranne il K che ha delle parti in più)

 

 

Il percorso che abbiamo scelto per la visita del parco di Plitvice

Ho letto molti blog e report prima di scegliere come strutturare la nostra visita. La maggio parte consigavano  percorsi C da fare in un giorno.

Alla fine, volendo goderci a pieno il giro dei laghi, senza stancarci troppo, e senza fretta, abbiamo scelto di dividere in 2 mezze giornate la visita, che si potrebbe comunque fare anche in un giorno (ma davvero viversela in 2 giorni non ha prezzo, anche perchè il giorno successivo si sa che si gode di nuovo di tanta bellezza): una mezza giornata l’abbiamo dedicata ai laghi superiori e l’altra ai laghi inferiori.

Ho scelto di fare il percorso E il pomeriggio del primo giorno, ovvero quello che fa il giro dei 12 laghi superiori, entrando dall’ingresso 2. Abbiamo preso la barca per il tratto di pochi minuti che attraversa il lago Kozjak, per poi salire a piedi fino al lago Proskanso, dove c’è il punto di ristoro e la fermata del bus per il ritorno

 

 

La mattina del secondo giorno abbiamo seguito il percorso C, entrando dall’ingresso 1, vedendo solo i 4 laghi inferiori, perchè il giro dei superiori (che sarebbero inclusi nel percorso) lo avevamo già fatto il giorno precedente). Abbiamo preso il battello per il giro, della durata di 20 minuti, della parte più lunga del lago Kozjak, che è molto piacevole, e all’arrivo abbiamo preso subito di nuovo la barca, che lo attraversa in larghezza, e in pochi minuti arriva vicino all’ingresso 2. Giunti alla riva opposta abbiamo camminato fino alla fermata del bus elettrico che scende, e che qui si ferma in corrispondenza dell’ingresso 2, per proseguire fino l’ingresso 1 (dove avevamo l’auto).

Sembra molto complicato, lo so: così appariva anche a me mentre leggevo di percorsi, di entrate, di barche e bus elettrici, ma ci ho tenuto a dettagliare per chi, anche sul posto volesse prendere spunto, visto che in questo modo si riescono a vedere tutti i laghi, godendoseli senza fretta

 

 

Abbiamo impiegato 4 ore per fare  entrambi i percorsi: il primo giorno dalle 13.30 alle 17.30, il secondo dalle 9.00 alle 13.00, camminando con calma e facendo soste per le innumerevoli foto e per fermarci a contemplare i punti più belli.

La scelta è stata per noi azzeccatissima: ne è valsa davvero la pena, considerando che il mattino del primo giorno siamo anche riusciti ad andare a vedere Rastoke, un meraviglioso borgo con mulini e cascate, a 30 minuti di auto da Plitvice

 

 

I biglietti per il parco

Gli accessi ai laghi di Plitvice sono contingentati, ma sul sito del parco si possono tenere sotto controllo i posti disponibili per i 2 ingressi principali, in base all’orario.

I biglietti i possono acquistare online, ma non sono rimborsabili e vanno presi per un orario fisso: viene concessa un’ora di tolleranza per l’ingresso.
In alternativa, si possono acquistare alla biglietteria del parco, se ne sono rimasti dalla vendita online.

L’ingresso 1 solitamente è più affollato. La scelta di un ingresso o l’altro, distanti pochi chilometri, può dipendere anche da dove si alloggia. I biglietti per i parcheggi si pagano a parte.

Il biglietto per la vista del parco in 2 giorni

Si può acquistare un biglietto per 2 giorni: il secondo giorno è a metà prezzo  il vincolo di orario, in questo caso è solo per il primo giorno, mentre il secondo si può entrare a proprio piacimento

 

 

Una valida alternativa può essere soggiornare all’hotel Jezero, dentro al parco: in questo caso il secondo giorno (anche quello del check out) è gratuito, per cui tra colazione e parcheggio compresi, può esserci anche convenienza, rispetto ad allogiare fuori dal parco, se si riesce ad arrivare entro il pomeriggio e fare un primo percorso. Ovviamente l’eventuale ulteriore notte non conviene farla in quell’hotel, visti i prezzi, e vista la possibilità di trovare soluzioni carine ed economiche in zona.

 

Laghi di Plitvice: il nostro alloggio, Villa Stone

 

 

Ho cercato parecchio prima di trovare la giusta soluzione per dormire ai laghi di Plitvice: mi sarebbe piaciuto alloggiare in un caratteristico chalet in legno, o in un ranch (ce n’è uno bellissimo, il Ranch Jelov Klanac) ma queste soluzioni erano o non più disponibili, prenotando all’ultimo momento. o troppo costose per noi.

Alcuni alloggi mi sembravano carini esternamente, ma datati all’interno; molti avevano ottime recensioni, alcuni erano davvero economici. Non volevo essere neanche troppo distante da una delle due entrate, per perdere meno tempo possibile, anzi se si fosse potuto arrivare a piedi sarebbe stato meglio. Avevo anche valutato di alloggiare all’hotel Jezero, che pareva un pò old stile internamente, (esternamente è molto gradevole e in posizione stupenda dentro al parco), ma che poteva convenire per il secondo giorno di ingresso gratuito. Ma arrivando alla sera, non avrei potuto sfruttare il primo giorno di accesso.. Insomma, cerca e ricerca mi sono imbattuta in Villa Stone, una bella casa in legno e pietra a 7 chilometri dagli ingressi, nuova, con belle camere arredate in legno, e anche una bella piscina e parcheggio

 

 

Contattando l’alloggio via mail, ho trovato grande disponibilità in Mate, che ci ha fornito utilissime informazioni per arrivare, e ci ha lasciato le chiavi per accedere in autonomia, poichè saremmo arrivati la sera tardi.

La casa si trova nei pressi di Rastovaka, nel borgo di Korana, e ha superato di gran lunga le mie aspettative: è bellissima🤩

Il giardino pieno di lavanda emana un profumo inebriante all’arrivo, e la casa ha spazi esterni di relax splendidi

 

 

Sacchettini di lavanda sono in ogni camera e nei corridoi per profumare gli ambienti; gli spazi comuni e le stanze sono decorate con dettagli d’arredo incantevoli

 

 

La sala per la colazione e la piscina si trovano davanti a un bellissimo prato dove pascolano mucche e cavalli

 

 

L’host ci aveva riservato una camera tripla, al piano superiore, come avevo richiesto, enorme, davvero favolosa, con arredi in legno massiccio e un bel balcone

 

 

Il bagno era molto grande

 

 

Dal balcone si poteva ammirare un paesaggio bucolico che infondeva una pace pazzesca..

 

 

Per chi desiderasse fare colazione in struttura bastava comunicarlo, ma poichè ci è sembrata un po’ cara noi abbiamo scelto di fare diversamente, preparandoci te e caffè col bollitore a disposizione e comprando dei dolci in una vicina bakery, anche perché avevamo poco tempo.

Peccato non esserci potuti fermare oltre le 2 notti, anche solo per rilassarsi e godere di quella splendida casa e location🤩, che non posso far altro che consigliare a chiunque visiti la zona

 

 

Il rapporto qualità prezzo è imbattibile e l’host si è dimostrato dal vivo, come via mail, una splendida persona, fornendoci anche tanti consigli per la cena, il pranzo e per la visita ai laghi.

https://villa-stone.business.site/

 

Pranzi e cene nei dintorni di Plitvice

Alla sera abbiamo cenato al ristorante Degenija

posto bellissimo e cibo ottimo, mentre a pranzo, entrambi i giorni, ci siamo fermati sulla via per Rastoke, in una trattoria sulla strada chiamata Friskas, dove cucinavano maialino al girarrosto e altre specialità croate ottime.

 

Come arrivare arrivare a Plitvice in auto: la strada migliore

La via migliore per arrivare a Plitvice, venendo da Trieste, è passare il confine a Pesek, e prendere la E61 per Fiume, attraversando così la Slovenia, senza pagare la vignetta.

In base alle indicazioni del nostro host, non abbiamo seguito il navigatore, che condurrebbe per una strada impervia, ma abbiamo seguito le indicazioni verso Karlovac, prendendo proprio l’uscita per la città: si percorrono una trentina di chilometri in più, ma di una comoda autostrada, proseguendo poi in direzione Plitivice.

 

Conclusioni

I laghi di Plitviche hanno ampiamente superato le mie aspettative: li avevo in nota da parecchio tempo, ma non credevo che il posto fosse tanto incantevole. Laghi, cascate, riflessi, bosco, natura, sono davvero un paradiso in terra. Sono stata pienamente soddisfatta di questi 2 giorni in terra croata, anche se la zona ne meriterebbe davvero di più!

 

 

Settembre 2023

Elegante TRIESTE

Una sosta a GORIZIA

Visite: 4168

Bellezze naturali della ROMAGNA: la Grotta Urlante e la Cascata della Sega a PREMILCUORE (FC)

 

 

La Grotta Urlante e la Cascata della Sega a Premilcuore, nel Parco delle Foreste Casentinesi, ai confini tra Romagna e Toscana sono delle meraviglie naturali.

In una domenica di quasi metà ottobre, con clima ancora estivo, partiamo in moto in direzione Premilcuore.

Da tempo avevo in nota questa destinazione per una gita fuori porta, nell’Appennino tosco romagnolo, ma durante l’estate, dovendo percorrere un tratto di autostrada che porta verso il mare per arrivarci, l’ho sempre messa da parte, per evitare il traffico e il grande afflusso di gente durante il fine settimana. Il prolungarsi della bella stagione, e la voglia di stare in mezzo alla natura in una bella giornata di autunno, stavolta ci fa decidere di partire

 

 

Premilcuore: come arrivare

Prendiamo l‘autostrada A14, usciamo a Forlì, e andiamo in direzione Predappio, arrivando fino alla cittadina. Dopo ulterioti 35 km di una bella strada in collina, arriviamo a Premilcuore, alle porte del parco nazionale delle foreste Casentinesi, che si riconosce subito dai tanti alberi ad alto fusto che fiancheggiano la strada e circondano la cittadina. Un paesaggio davvero incantevole.

A un paio di chilometri, seguendo le indicazioni verso l’agriturismo Ridolla, arriviamo davanti allo stesso, e troviamo le indicazioni per i sentieri verso la Grotta Urlante e la Cascata della Sega.

Parcheggiamo la moto, e imbocchiamo a piedi il sentiero indicato che conduce alle sponde del fiume Rabbi.

 

La Cascata della Sega

Dopo un centinaio di metri troviamo già il bivio dei sentieri che portano alla Cascata o alla Grotta, segnalato da un cartello

 

 

Imbocchiamo quello più breve di sinistra, verso la Cascata della Sega, camminando su grossi massi separati da grandi parti cave, che in periodi di minor siccità immaginiamo si riempiano di acqua, formando pozze naturali.  Dopo pochi passi, arriviamo davanti a una bella cascata, dove l’acqua scende in 2 punti distinti, ed è verdissima e trasparente

 

 

La mente ritorna subito alla vacanza in Corsica del 2020, ai paesaggi del fiume Solenzara e delle cascate della Purcaraccia, che questo luogo mi ricordano per conformazione e colori

 

 

In verità questi colori li ho visti anche in Italia, in Valle D’Aosta, alle cascate di Lilliac , a Cogne oppure alla cascata del Bucamante, nell’Appennino modenese.

Imbocchiamo una scala in pietra con una ringhiera, che porta in basso, proprio sul fiume, da dove abbiamo un’altra bellissima vista delle cascate. Alcune persone stanno godendo del sole, distese sui massi, proprio sopra la cascata

 

 

Deliziati da questa bella visione, torniamo indietro per prendere l’altro sentiero, quello che conduce alla Grotta Urlante.

 

Il ponte Nuovo

Il sentiero si addentra nel bosco, è molto semplice da percorrere e ben delineato, ed è  molto bello

 

 

Dopo circa 800 metri, sulla destra, non segnalata, c’è la deviazione che porta in basso, sulla riva del fiume, ma noi inavvertitamente la passiamo, arrivando al Ponte Nuovo: un ponte in pietra, costruito attorno al 1600, a schiena d’asino, chiamato anche Ponte Romano, che mi ricorda quello di Castel del Rio, anche se è un po’ più piccolo e che attraversa il fiume Rabbi, e sovrasta la Grotta Urlante

 

 

Lo attraversiamo per vederlo da tutte le angolazioni, anche da sotto

 

 

A fianco si trova un bellissimo edificio, anch’esso in pietra, che pare un tempo fosse adibito alla lavorazione della lana e dei tessuti

 

 

La Grotta Urlante.. poco :)

Dal punto più alto del ponte guardiamo verso la cascata nella grotta, ma non riusciamo a  renderci conto di come sia fatta, il fiume ha davvero poca acqua. E tra l’altro..la grotta non è neanche tanto urlante come si può immaginare.. evidentemente l’afflusso di acqua, in questo periodo di piogge scarse, è limitato, per cui il rumore, dato dall’acqua che si inalvea, formando la cascata, e amplificato  mentre si riversa nella grotta dalle rocce che la circondano, è, diciamo, quello consueto che si può sentire in una cascata (o forse il mio recente viaggio a Plitviche, con le sue cascate, vizia il mio giudizio?)

Torniamo verso il sentiero che porta giù al fiume, e lo costeggiano per un po’: ha un colore verde bellissimo

 

 

Arriviamo ad un punto dove ci appaiono 2 grandi pozze..delle piscine naturali con acqua di colore verde più scuro dato dalla profondità ma trasparente sulla riva dove è più bassa

 

 

Tutt’intorno ci sono lastroni di rocce bianca levigata dal tempo, alcune cave, con percorsi che avvicinano alle pozze, e alla grotta sul fondo, dove si vede scendere la cascata d’acqua, facendo un bel salto: è quella che vedevamo dal ponte che infatti, si intravede guardando in alto!

 

 

L’acqua è gelida ma alcuni temerari si tuffano e fanno il bagno: noi ci accontentiamo di girare sul lastrone di roccia, avvicinandoci più possibile alla grotta, per ammirarla da tutte le angolazioni

 

 

Per ammirare l’acqua che scende, e le pozze che forma, la vegetazione che risalta sul bianco e sul verde, e i riflessi 

 

 

Ci troviamo un posticino per fare il nostro pick nick, col suono dell’acqua e immersi nella bellezza

 

 

Premilcuore

Dopo essere stati per un po’ a godere della vista, a fotografare, a leggere e a rilassarci, risaliamo il sentiero e riprendiamo la nostra moto, davanti all’agriturismo Ridolla, un pò rammaricati di non esserci fermati lì a pranzo, perché è un posto davvero delizioso. Ma avevano proprio voglia di immergerci subito nella natura, e assaporarla il più possibile, godendo degli ultimi momenti di sole e di caldo della stagione.

Ci fermiamo a Premilcuore: il borgo ha origini medievali, e sorge sul fiume Rabbi, e in mezzo al verde, dove spiccano soprattutto gli edifici in pietra e alcune stradine strette e ripidissime. Proprio oggi si tiene la sagra dei marroni, cosi ci troviamo a mangiare le caldarroste in canottiera, davvero una cosa insolita!!

Torniamo verso l’autostrada con le belle luci del tramonto, ma con un pò di ansia: dobbiamo fare rifornimento e il borgo ha un’unica stazione servizio dove la benzina è terminata e la stazione successiva si trova a Predappio, a 35 chilometri: rischiamo di rimanere senza carburante! Giusto al limite ce la facciamo ad arrivare, meno male! mantenendo così solo buoni ricordi di questa giornata piena di bellezza!

 

 

ottobre 2023

 

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Visite: 6845

Peloponneso ed Atene: organizzare la vacanza

 

 

Le tappe del nostro tour in Grecia di luglio, nel Peloponneso, più  visita ad Atene, della durata di 11 giorni sono state le seguenti:

 

PELOPONNESO

Canale di Corinto, visita dal ponte al canale

Monemvasia 1 notte

Elafonisos chiamata anche Cervi 7 notti

 

Gythio, giro sul lungomare dove ci sono i polpi appesi, poi penisola del Mani,  Peloponneso sud orientale (secondo “dito”)

 

PENISOLA DEL MANI

Limeni, visita con pranzo alla Taverna O Takis con vista tartarughe

Areopoli, visita al tramonto con cena

Gerolimenas 1 notte

 

ATENE

Atene centro, visita città 2 notti

 

 

 

✈Volo

Ryanair da Bologna ad Atene.

Più breve il viaggio per Elafonisos sarebbe con volo su Kalamata, che ha partenza solo in estate da Bergamo (noi abbiamo preferito viaggiare in Grecia piuttosto che in Italia😄)

 

Percorso

Da Atene ci sono 4 ore di auto fino a Monemvasia e un’altra ora per Elafonisos –

Da Kalamata ci sono poco più di 3 ore di auto per Elafonisos (naturalmente in questo caso si salta Corinto e Monemvasia)

 

Mezzi

Autonoleggio

Grekostar, (uno dei pochi che consente trasferimenti in ferry ed isole e senza supplementi..Attenzione perché la maggior parte delle persone non sa che non si possono traghettare le auto a noleggio sulle isole o non si è coperti; oppure spesso in caso di possibilità deve essere richiesta autorizzazione per scarico responsabilità o supplementi)

noleggio 9 giorni, da Atene aeroporto, riconsegna ad Atene centro (hotel Ederlezi)

Traghetto

da Pounta a Elafonisos, durata 10 minuti, frequenza ogni mezz’ora/ora, non occorre prenotare

 

Alloggi

 

–> Monemvasia o Malvasia, 1 notte da Kellia guesthouse, all’interno del castro, in piazzetta vista mare, camera caratteristica, set di cortesia, Malvasia offerto in camera, con super colazione. Prenotato dal sito

 

–> Elafonisos, 7 notti da Domatia Me Thea, monolocale nei pressi di Simos Beach con vista mare Simos e spiaggia di Lefki. Funzionale ed arredato con mobili di pregio e particolari deliziosi, cambio lenzuola e asciugamani ogni 2 giorni, host gentilissimo, che ama il suo lavoro, con grande attenzione per il cliente

Da qui la spiaggia è raggiungibile anche a piedi in una ventina di minuti, la cittadina di Elafonisos e la spiaggia di  Kato Nisi sono a 4 km di auto. Prenotato via mail

Elafonisos ha un mare davvero con colori caraibici. L’isola è solo 20 km, ha 4 spiagge, e una cittadina col porto molto carina.

Le spiagge distano 4 km dalla cittadina (e viceversa😆).

 

–> Girolimenas, 1 notte da Laoula luxury guesthouse, balcone proprio sul mare, camera ampia e bellissima con particolari di pregio, ottima colazione con prodotti fatti in casa, lettini a disposizione sulla roccia e scaletta privata di accesso al mare. Prenotato via mail

Il Peloponneso mi ha stregato, non avrei immaginato, ho anche pensato che mi piacerebbe ritirarmi lì (quando si dice: voglio scappare su un’isola deserta😄, in quel senso), una gran pace con la sua natura aspra e selvaggia.

 

–> Atene, 2 notti, Ederlezi boutique hotel, zona Psirri/Ermou, camera bella e spaziosa con mobili in legno, ottima insonorizzazione, bottiglia di vino come benvenuto, terrazzo sul tetto. Molto supporto dall’host per informazioni su parcheggio, ristoranti, prenotazione taxi. Prenotato via mail

Atene ovviamente è stupenda con la sua storia e i suoi monumenti, ma c’è un gran caos, è molto vivace, con locali bellissimi in ogni angolo!

 

PREZZI

La Grecia ormai non è più la meta economica che era in passato.

In questo viaggio incide molto la spesa del noleggio auto.

I prezzi degli alloggi non sono bassi ma rispetto alla qualità sono molto meglio di quelli in Italia.

I prezzi per mangiare nelle taverne non sono bassi ma sono inferiori a quelli in Italia, anche nelle location più belle vicino o sul mare. Quelli dei market sono leggermente superiori a quelli in Italia.

Costo di ombrelloni e lettini a Elafonisos: 30 euro a Simos, 20/25 a Kato Nisi.

Noi abbiamo poi optato per l’acquisto di spiaggine a 20 euro l’una, visto che l’host ci ha prestato un ombrellone, e in questo modo potevamo metterci dove c’era davvero poca gente, o a volte nessuno

 

Segnalo che in Grecia c’è un’ora in più rispetto all’ Italia

 

 

Luglio 2023

 

 

tutti gli articoli sulla vacanza in Grecia

Grecia: Peloponneso e Atene

 

 

 

 

 

 

 

Visite: 4417

In giro per la calda e caotica ATENE

 

 

Atene, città viva, tanta storia, tanto da vedere e tanto da vivere.

La nostra è stata una visita superficiale, col poco tempo che avevamo a disposizione, un giorno e mezzo, e il grande caldo di fine luglio: volevamo vedere le cose principali e camminare anche senza meta per le sue strade dove ogni angolo è un pezzo di storia, assaporandone l’atmosfera, senza troppo impegno.

Tuttavia girare per Atene non è così semplice. Seguire la guida Lonely Planet, tra il caldo e la difficoltà ad orientarsi con i nomi complicati delle strade, è risultato davvero ostico🥺.

È una città incasinata: perché c’è traffico, perché c’è tanta gente, perché le distanze sono più grandi di quelle che sembrano dalla mappa, perché non è facile trovare i nomi delle vie, e quando si trovano spesso sono scritti con l’alfabeto greco, o sono difficili da memorizzare per noi..

 

 

L’atmosfera che si respira è più di una città mediorientale, che europea. Soprattutto quando si arriva a Piazza Monastiraki, il fulcro di Atene, con la visione dell’Acropoli che domina sulla collina, le persone che si accalcano vicino a qualche artista di strada, la bella chiesa ottomana, e il punto da dove partono le stradine dei mercati e dei ristoranti, e in direzione dei monumenti più importanti

 

 

Nel pomeriggio della giornata che ci siamo fermati in città, dopo aver trascorso la mattinata all’Acropoli, abbiamo dovuto fare una siesta, per non soffocare per la calura, e non giungere a sera sfiancati.

 

Arrivo ad Atene

Arriviamo ad Atene nel tardo pomeriggio, dopo aver attraversato i diversi paesaggi che si sono avvicendati durante il viaggio, e una bella autostrada per gran parte del percorso: veniamo da una settimana trascorsa ad Elafonisos e un breve giro nel Mani, in Peloponneso, dove abbiamo visitato le cittadine di Limeni, Areopoli e Gerolimenas.

Fortunatamente abbiamo accordi con il rent a car per lasciare l’auto in città all’arrivo (e non all’aeroporto dove l’abbiamo prelevata), nei pressi del nostro hotel, visto che non ci servirà per girare in centro: infatti ci rendiamo conto subito del traffico convulso di Atene, passando da una delle sue vie principali, Ermou.

Il nostro alloggio ad Atene

Alloggiamo molto vicino al centro storico, all’Ederlezi boutique hotel, che avevo prenotato prendendo accordi tramite mail e WhatsApp: l’ho scelto, oltre che per la posizione, perché mi piaceva il suo stile moderno, e l’arredamento in legno

 

 

e per il bel terrazzo a disposizione degli ospiti, sul tetto

 

 

Si è rivelata un un’ottima scelta per entrambe le cose: il centro si raggiunge a piedi, anche se c’è un po’ di strada da fare, e la stanza è davvero bella e arricchita con dettagli di pregio, con tutto ciò che serve, bollitore, macchina del caffè, bottigliette d’acqua, e una buona bottiglia di vino in frigorifero come benvenuto; è ottimamente insonorizzata, il che è importante per il rumore proveniente dai locali di notte.

L’hotel si trova precisamente nel quartiere Psirri, una zona molto vivace e piena di locali per la maggior parte particolari e stravaganti, a 15 minuti da Monastiraki e quindi dal centro storico, in una strada chiamata Lepeniotou,  poco distante dalla via Ermou

 

 

Il nostro tour nel centro di Atene

In una giornata (dal tardo pomeriggio alla sera successiva) siamo riusciti a vedere:

I giorno

dalle 18

Monastiraki

Biblioteca di Adriano

Visita dell’antica Agorà 

Cattedrale

Piazza Syntagma con cambio della guardia

Plaka

 

II giorno

Mattino

Visita dell’Acropoli

Viale Dionysiou Areopagitou e Apostolou Pavlou

Pomeriggio

Mercatini di Monastiraki e zone limitrofe

Torre dei venti e Agorà romana

Anafiotika

Plaka

 

La visita e i monumenti

Arrivati nel tardo pomeriggio, ci dirigiamo, attraverso le vivaci stradine del quartiere Psirri, a piazza Monastiraki, da dove ci appare in alto la vista sulla collina dell’Acropoli

 

 

Piazza Monastiraki

Piazza Monastiraki è sempre affollata, soprattutto la sera; se non è affollata, è brulicante.

Si affacciano su di essa la bella moschea di Tzistarakis, la chiesa bizantina di Pantanassa e l’edificio particolare della stazione della metro.

Da qui si può prendere la strada che conduce all’Agorà, girare per le vie del mercato delle pulci, e per i negozi di souvenir turistici, andare verso la cattedrale, e fino a piazza Syntagma, o addentrarsi per le stradine pedonali verso il quartiere Plaka.

 

 

L’antica agorà

Dopo aver ammirato la biblioteca di Adriano, proprio all’angolo di Monastiraki, un sito archeologico dove spicca un tempio con colonne ben conservate e altre rovine, poco oltre ci troviamo davanti all’antica Agorà. Decidiamo di visitarla, approfittando del caldo attenuato dal tramonto, e della poca coda per acquistare i biglietti. Il tempo per visitarla è limitato perché alle 21 in punto chiude, mentre noi avremmo voluto fermarci ancora per vedere con calma il bellissimo tempio, ottimamente conservato, di Efesto che è rimasto per ultimo.

 

Ma quando arriviamo lì, ci comunicano che è orario di chiusura e che bisogna uscire subito e a malincuore dobbiamo obbedire.

L’antica Agorà è il luogo dove si svolgevano la vita politica e le trattative commerciali nell’antica Grecia, e anche dove si parlava di filosofia: merita assolutamente di essere visitata.

Con la bella luce del tramonto sui monumenti, la vista della collina dell’Acropoli che domina, e tutti i gatti che camminano sulle rovine, è davvero bellissima.

Spicca in modo particolare, già prima dell’ingresso, la maestosa e bianca Stoa’ di Attalo, risalente al I secolo, a.c. ma ricostruita negli anni 50, un enorme edificio porticato di 116 metri, a 2 piani, con tantissime colonne: era un “polo commerciale”, quindi va immaginato pieno di botteghe, di artisti e anche di filosofi che tenevano i loro discorsi. All’interno ci sono statue, pannelli esplicativi della storia, e un museo, ed è molto affascinante percorrere questo monumento, si ha molto la sensazione di essere nell’antica Grecia.

 

 

A fianco all’Agora’ passa una bella strada pedonale, Adrianou, molto animata e piena di locali per mangiare e bere, e da cui partono tutti i vicoletti dei mercatini.

 

Piazza Syntagma

Tornati a Monastiraki, dopo la visita all’Agorà, ci vogliamo dirigere verso piazza Syntagma per vedere il cambio della guardia, che si tiene ogni ora: sono quasi le 21 e l’idea è ottima, perché col caldo che fa ancora a quest’ora, non oso immaginare attendere e guardare questa curiosa cerimonia tradizionale, che dura una decina di minuti sotto il sole. “Curiosa” in quanto i passi dei militari, e le scarpe indossate, sono davvero, oserei dire, strambi🤪 e rumorosi: questo cambio della guardia è molto diverso da quello di Londra, e merita sicuramente di essere visto

 

 

Piazza Syntagma, che in greco significa Piazza della Costituzione, è la sede del parlamento, è molto grande e si trova in mezzo a 2 larghe vie di circolazione, e al termine di Ermou.

La cattedrale

Prima di arrivare a piazza Syntagma, passiamo anche per la piazza della Cattedrale dell’Annunciazione, una chiesa greco ortodossa del 1800, che ha a fianco la minuscola chiesa di Agios Eleftherios, del VII secolo: la piazza non è maestosa ma le due chiese sono molto belle.

 

 

Plaka

Da Piazza Syntagma ci dirigiamo verso il vivacissimo quartiere Plaka: qui, come ovunque ad Atene, ad ogni angolo c’è una taverna, un cocktail bar, dei negozietti, gente che fa musica.. c’è insomma una bella atmosfera, ed è piacevole camminare per le strade, nonostante la confusione.  Per cenare  c’è l’imbarazzo della scelta, e noi scegliamo un locale, così, a sentimento, caratteristico e gradevole, e risulta una buona scelta perché mangiamo molto bene.

L‘Acropoli domina, dalla collina, illuminata, sulla città, offrendo un magnifico spettacolo

 

 

L’Acropoli

L’indomani ci svegliamo presto per essere all‘Acropoli all’apertura, visto il caldo.

La strada per arrivarci è ovviamente in salita e abbastanza lunga: come dicevo, dalla mappa sembra tutto molto più vicino.

Saliamo dalle vie che ci indica il navigatore per l’ingresso principale, anche se i suggerimenti dicono di entrare dall’ingresso laterale per trovare meno coda, ma questo ingresso, da cui poi usciremo, che è vicino al museo dell’Acropoli, avrebbe allungato troppo la strada.

Avendo fatto i biglietti online la sera prima, saltiamo la coda alla biglietteria, c’è comunque fila ai tornelli per i controlli, ma scorre abbastanza velocemente.

La cosa che più mi è piaciuta dell’Acropoli è l’ingresso dal Propilio, che è l’accesso a tutto il sito: è l’unico monumento che si attraversa e si percorre un tempio, mentre gli altri templi si guardano da lontano, ed è una grande emozione

 

 

Il Partenone, in perenne ristrutturazione, è maestoso ed emozionante, proprio come ricordavo di averlo visto molti anni fa

 

 

Altra cosa che ho adorato è l’Eretteo

 

 

in particolare le colonne con le cariatidi, i cui originali sono conservati al Museo dell’Acropoli

 

 

Non poteva mancare la foto con .. le doppie cariatidi!!

 

 

Dall’Acropoli poi si ha una meravigliosa vista su Atene a 360 gradi

 

 

Nonostante comunque il grande afflusso di gente, che segue il nostro ingresso al mattino, riusciamo a goderci il sito, e senza patire troppo caldo.

Scendiamo poi dalla parte opposta a quella di entrata, passando per il teatro di Dionisio

 

 

Arriviamo al Museo dell’Acropoli, che non visitiamo per mancanza di tempo. Ci godiamo comunque il grande viale pedonale che lo circonda, Dionysiou Areopagitou, con la vista della collina e del Partenone da un lato diverso, e qualche musicista che suona, creando una bella atmosfera

 

 

È ora di pranzo, e abbiamo una sete bestia, quindi ci fermiamo a bere e mangiare una bella insalata, in un bar ristorante sul viale, nel quartiere Thisseio, che costeggia la collina in alto, e l’Agorà in basso, ed è proprio sopra al tempio di Efesto. Da qui abbiamo una meravigliosa vista dell’Acropoli

 

 

Ci guardiamo le varie bancarelle sul largo viale pedonale, che mi piace, molto dirigendoci verso l’hotel per fare una siesta nelle ore più calde, o sappiamo che non arriveremo a sera.

Verso le 17.30 ci rimettiamo in moto per le viuzze della nostra zona, Psirri

 

 

Alcuni locali sono davvero belli e ricercati, altri più caratteristici o a tema, finché ce ne appare uno esagerato: è il Little Kook, un bar pasticceria a tema Alice nel paese delle meraviglie

 

 

E’ terribilmente tutto esagerato, ma sembra di essere in un parco giochi, e io mi diverto come una bambina a girare nella croce di vie occupate dal locale, a sbirciare carte, personaggi, angoli assurdi..

 

 

Perfino i camerieri sono vestiti da personaggi di Alice: è uno spasso non solo per i grandi ma anche per i bambini!

 

 

La sera ci ripassiamo, e tutto è illuminato che pare di essere a Las Vegas.. sarà pure kitsch ma è un posto pazzesco!!

 

 

L’agorà romana

Ci dirigiamo verso la Torre dei venti, poco distante anch’essa da Monastiraki, che fu meridiana e stazione metereologica

 

 

A fianco si trova l’Agorà Romana, sede dei commerci ateniesi in epoca romana, con la bellissima porta di Atena, ottimamente conservata

 

 

Anafiotika

Cerchiamo, girando per Plaka, il quartiere Anafiotika, vedendo vicoli deliziosi, case colorate o bianche con bouganville fiorite.

Assolutamente da non perdere è la via chiamata Miniskelous: una scalinata dove affacciano caffè e ristoranti, adornata di fiori, cuscini, sedie colorate, davvero pittoresca

 

 

Nei dintorni ci sono angoli davvero incantevoli, si sale e si scende, e in basso si trovano le vie animatissime di Plaka, dove abbiamo consumato la nostra ultima cena greca, in compagnia di musica tradizionale

La nostra visita ad Atene finisce a Piazza Monastiraki, dove è iniziata, con la folla e il trambusto della notte, sotto un’Acropoli illuminata, oltre che dalle luci, da una bella luna piena.

 

 

L’indomani abbiamo il taxi prenotato molto presto, che ci porterà in aeroporto.

Ho scritto tanto nonostante la breve visita, ma davvero ad Atene ogni angolo è da descrivere, e anche una visita superficiale vale davvero la pena!!

 

 

luglio 2023

 

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Patrizia Pazzaglia, Patty dopo un po’.

Sono versatile, camaleontica e un po’ nevrotica. 

Una come tante.  Nessuna grande passione, ma so appassionarmi.

Prendo tutto molto sul serio e in tutto quello che faccio, se mi interessa, ci metto impegno e dedizione.

Scarsamente tecnologica, diversamente social.

Mi piace condividere, mi piace ascoltare, esprimermi, se è il caso, e stupirmi.

Mi piace vivere intensamente e andare in profondità delle cose che mi interessano e lasciare andare ciò che non mi serve (anche se con difficoltà).

Mi piace lasciarmi contagiare dalla bellezza e dalle emozioni e..naturalmente viaggiare, fuori e dentro di me, col corpo e con la mente (ma anche con lo spirito).

Perchè la vita è un gran bel viaggio.