Un adolescente in viaggio
CATANIA, Acitrezza, Acicastello e TAORMINA
Catania

Era la nostra seconda visita a Catania con la famiglia (non per mio marito che ci ha trascorso innumerevoli estati, nella sua infanzia, presso i parenti): eravamo già venuti esattamente 3 anni fa, nello stesso periodo, trovando un meteo non troppo a favore.
A questo link trovate quello che avevamo visto all’epoca in città, inclusa l’imperdibile l‘escursione sull’Etna.
Ecco, rivedere Catania, che mi era comunque piaciuta anche allora, con il sole, me l’ha fatta apprezzare ancora di più.

La prima cosa che abbiamo fatto, all’arrivo in città, è stato fiondarci a far colazione con la granita con brioche piu’ buona mai assaggiata: al Cafè del Duomo, con vista sulla Cattedrale di Sant’Agata e sulla piazza dell’Elefante. La granita di Catania è per me la migliore di tutta la Sicilia!
La Cattedrale barocca, con la luce del sole, assume dei bellissimi toni di azzurro

La sorpresa che abbiamo trovato girovagando per le vie del centro, sono stati i vivaci addobbi nei vicoli, che da edificio ad edificio, colorano strade e palazzi: ombrelli, girandole, cappelli, ecc..


Passando dalla fontana dell’Amenano, abbiamo rivisto il mercato del pesce, e le bancarelle delle vie attigue, dove di nuovo abbiamo comprato origano e condimenti a base di spezie.

Abbiamo piacevolmente passeggiato per via Etnea, la via del passeggio e dei negozi, arrivando fino a piazza Stesicoro, alle rovine dell’anfiteatro teatro romano risalente al II sec. d.c., e facendo anche un giro nel mercato di fronte.

Poco oltre il duomo, si trova il bar Prestipino, in via Etnea, quasi di fronte a Piazza Università, dove vale la pena fermarsi per gustarsi buonissimi cannoli ripieni, e altri dolci dall’aspetto super invitante, o un aperitivo con stuzzichini di arancini o cartocciata. Veramente da sballo!

Catania by night
Il centro di Catania di notte è meravigliosamente illuminato e riempie di fascino la città.

Piazza Bellini, col Teatro illuminato e le vie laterali sono splendide, come le viuzze che si trovano davanti all’improvviso adornate


Per non parlare di via dei Crociferi

Abbiamo avuto anche occasione di ammirare anche il Castello Ursino, vicino al ristorante dove siamo andati a cena.

Cena a Catania
Per la cena siamo andati al ristorante Borgo di Federico, in piazza Federico di Svevia, vivace locale con specialità siciliane, porzioni enormi e ottimi prezzi, dove abbiamo gustato la tipica pasta alla norma e una buona grigliata di pesce.

Segnalo anche, per chi si trovasse a Catania Playa o nelle vicinanze dell’aeroporto, l’ottimo ristorante Lido Arcolbaleno, sulla spiaggia, dove abbiamo mangiato degli ottimi calamari arrosto, fritto misto di pesce e linguinee allo scoglio.
Il nostro alloggio a Catania
A Catania abbiamo alloggiato al bed and breakfast Terrazza Sangiuliano, al quarto piano di un vecchio palazzo, in via Sangiuliano appunto, perpendicolare a via Etnea e molto vicino al duomo, molto elegante e raffinato, con una splendida terrazza vista mare e vista Etna, dove consumare la colazione o andare per un momento di relax.


Le camere sono nuove, la nostra era la suite con vetrata sul bagno con doccia e vasca. Il b&b aderisce al circuito HCR, che garantisce un ottimo riposo su materassi in lattice naturale ecosostenibile.

Per colazione, oltre ai consueti biscotti, fette biscottate e marmellate, si può scegliere, il giorno precedente, tra squisite brioches della pasticceria siciliana, con ripieno di ricotta, pistacchio, crema, o cioccolata. Il proprietario, Vincenzo, è molto attento alla cura del suo b&b, e offre anche servizio di noleggio auto a prezzi concorrenziali, o transfer da e per l’aeroporto.
Il tramonto sulla terrazza è meraviglioso.

A fianco al b&b, si trova Via Rapisardi, un vero e proprio salotto, circondata da bei palazzi, che porta a Piazza Bellini, su cui affaccia l’omonimo teatro, zona stupenda di giorno


e di sera.

All’angolo tra Piazza Duomo e via Etnea, a Catania, si trova la fermata dell’autobus turistico, che percorre tutti i punti più importanti della città, ed arriva fino ad Acicastello ed Acitrezza: abbiamo deciso di prendere questo mezzo della Tourist Dream, che con 10 euro ci ha consentito di vedere zone di Catania che non saremmo riusciti a visitare a piedi, di ammirare anche la bella costa cittadina e di visitare le due stupende località della Riviera dei Ciclopi, che si trovano a pochi chilometri.
Acitrezza e Acicastello
La Riviera dei Ciclopi è il nome di quella parte di territorio che va da Acicastello ad Acireale, caratterizzata da scogliere a picco e formazioni rocciose nel mare, create nei secoli dalle colate laviche dell’Etna. Il nome “Riviera dei Ciclopi” è dovuto alla leggenda secondo la quale i ciclopi avrebbero abitato in queste zone.
Ad Acicastello abbiamo deciso di fare una sosta di un’ora, vedendo all’arrivo il bel panorama dei resti del castello di roccia nera sul mare.

Il castello normanno, risalente al 1076, fatto di roccia lavica, si racconta che un tempo fosse staccato dalla terra, ma che la lava di eruzioni vulcaniche successive l’abbia collegato alla terraferma. Ai giorni nostri è sede del museo civico. Il panorama dalla sua piazza e dalla terrazza sul mare è splendido, come incantevole è girovagare per le strade cittadine.

Acitrezza è un borgo marinaro famoso per essere stato oggetto di ambientazione del romanzo di Verga “I malavoglia”. Qui, abbiamo fatto una sosta di 15 minuti, (ma volendo potevamo anche prendere il bus successivo). Passeggiando sul lungomare, si possono ammirare i faraglioni, che contraddistinguono il suo paesaggio, scogli di roccia lavica che spuntano sul mare. Secondo la leggenda, sarebbero stati scagliati dal ciclope Polifemo contro Ulisse, nel tentativo di bloccare la sua fuga, dopo essere stato acceccato.

Taormina
Un’ora di viaggio con l’autobus delle linee Etna trasporti (qui si possono consultare anche gli orari) e siamo arrivati a Taormina.
Partenza dall’autostazione di via Archimede (e acquisto biglietti nell’adiacente via D’Amico).
A 10 minuti a piedi dal capolinea si giunte a Porta Catania, l’ingresso alla città.
Il tempo purtroppo non era dei migliori.

Abbiamo camminato lungo il Corso Umberto, passando dalla chiesa di Santa Caterina, guardando a destra e a sinistra i bellissimi vicoletti colorati che ci si presentavano

incluso il famoso Vicolo Stretto..che è veramente strettissimo.

Lungo la via, al nr. 75, abbiamo trovato un negozio che vendeva lo stecco artigianale a tutti i gusti possibili, e garantisco che ho mangiato il piu’ buono in assoluto mai assaggiato: gusto fragola, con colata di cioccolato bianco e granella di pistacchi!

La sorpresa arrivando a Piazza IX aprile è una enorme terrazza sul mare, col pavimento a riquadri bianchi e neri e la chiesa di Sant’Agostino, ora adibita a biblioteca.

Qui sembra di essere in un salotto e c’è una vista spettacolare: nonostante il tempo variabile, che ci ha fatto anche tirare fuori l’ombrello, ci è piaciuta veramente tanto.

La chiesa barocca di San Giuseppe, con la doppia rampa di scale, che guarda sulla piazza, corona il paesaggio.

A fianco c’è a Torre dell’Orologio, chiamata anche Porta di Mezzo, uscendo dalla quale si arriva a Piazza del Duomo, e da li’ proseguendo si arriva a Porta Messina e si esce dal centro storico.
Dato il poco tempo a disposizione e il meteo non proprio a favore, non siamo entrati a vedere il teatro di Taormina, abbiamo preferito prendere la funivia per Isolabella. Ecco, questa non è stata una buona idea, perchè, a mio parere, almeno in questa stagione, Isolabella è piu’ bella vista dall’alto, che vissuta dal basso

La spiaggia di sassi (che non amo particolarmente) era troppo affollata, non essendo anche molto grande.

Taormina, a mio parere, vale sicuramente la pena di essere vista: a sorpresa, è stata la città che piu’ è piaciuta in questo tour della Sicilia Orientale a nostra figlia adolescente.

Ahinoi, non avendo un auto a disposizione per questo tour, abbiamo dovuto rinunciare alle Gole dell’Alcantara, per i rari bus che da Taormina portano al sito, e questo mi è dispiaciuto molto! D’altronde mi consolo col fatto che il tempo non era bello per quell’escursione. Vorrà dire che dovremo tornare, visto che mi hanno detto essere splendide!
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La SICILIA orientale: il barocco della Val di Noto, le meraviglie della natura, e le delizie per il palato
La Sicilia orientale mi ha colpito per la sua grande generosità.
La ricchezza delle sue città barocche, diventate patrimonio mondiale dell’Unesco, l’originalità con cui sono costruite, i siti archeologici, a testimonianza del florido passato.
La bellezze dei suoi paesaggi, delle sue coste e del mare, dei siti naturalistici, e dei borghi marinari.
I prodotti del territorio e della cucina, dall’ineguagliabile sapore.
La sensazione di non aver abbastanza tempo per godere di tutto.
L’avidità di voler vedere e gustare, stremante per la spinta a non perdersi nulla, e lo stomaco, sempre troppo pieno, e non abbastanza grande, per contenere quello che ancora mancava da provare.
Le città barocche della Val di noto.
Il barocco della Val di Noto è stato dichiarato dall’Unesco nel 2002 Patrimonio dell’Umanità. Sono state incluse 8 città: Caltagirone, Miltello, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla e Sclicli. Ortigia, la vecchia Siracusa, e Neapolis sono inserite nel patrimonio Unesco dal 2005.
Le città costituiscono un vero e proprio museo a cielo aperto dell’arte tardo barocca, sfoggiano un’eleganza unica e sono ben tenute. Qui, non è che si trova un singolo edificio o una unica chiesa barocca, il cui stile puo’ non essere il preferito, piacere o non piacere, ma l’intero centro storico delle città è popolato di edifici barocchi, risultato della ricostruzione avvenuta in seguito a un terribile sisma, che distrusse l’area nel 1693.
Di queste città, per ragioni di tempo limitato, abbiamo visitato Catania, Caltagirone, Modica, Noto, Ragusa Ibla e anche Grammichele, esclusa dalla scelta, ma con una piazza impressionante.
Un giro meraviglioso, anche se stancante, di 6 giorni, che avrebbe richiesto più tempo, oltre che per dedicarne ai luoghi visitati, per includere quello che è stato lasciato indietro. Ciò significa che si deve tornare!:)
Di seguito le tappe precise del nostro giro:
Catania
Acitrezza e Acicastello
Taormina
Caltagirone
Grammichele
Ragusa
Modica
Noto
La spiaggia del Gelsomineto
La Tonnara di Vendicari
Avola
Marzamemi
Ortigia
Organizzazione e mezzi di trasporto
Abbiamo volato con Ryanair da Bologna a Catania con orari non proprio favorevoli, dopo che Volotea ci ha annullato il volo di andata da Venezia, che aveva per l’andata, prezzi e orari migliori.
Abbiamo noleggiato l’auto con Sixt con cui ci siamo trovati molto bene, gentili e professionali, buon servizio, veloce, auto nuova, prenotazione senza carta di credito. Abbiamo integrato l’assicurazione per le franchigie e per la copertura completa con Worldwide Ensure, già utilizzata, e ad un ottimo prezzo
Ci siamo inoltre spostati con il Bus Interbus da Catania a Taormina, fermata in via D’amico 187 a Catania, acquistando i biglietti alla biglietteria attigua; col bus turistico hip on hip off per visitare Catania, Acitrezza e Acicastello, della compagnia Tourist Dream, acquistando i biglietti alla fermata di Piazza Duomo; col trenino barocco a Modica (presente anche a Ragusa e Scicli) https://www.facebook.com/baroquetrain/ acquistando i biglietti al capolinea in città.
Gli alloggi li ho prenotati su Booking.com, su Airbnb o tramite i siti delle strutture, e li cito in ogni articolo per località, insieme ai ristoranti. Rimando quindi alla lettura degli articoli che trovate qui sotto.
Siete pronti per il tour della Sicilia orientale???










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Insolitamente PISA

Vedere Piazza dei Miracoli semi-deserta sembra un vero miracolo!
Si potrebbe credere quasi che sia finta.
Eppure è cosi’ che mi è apparsa post covid-19, ai primi di luglio. Una Pisa come non l’avevo mai vista, ancora piu’ bella, ancora piu’ raggiante ed estremamente godibile.

A Pisa sono sempre passata all’andata o al ritorno da un viaggio. La prima volta ero di ritorno da uno stage intensivo nell’interno della Toscana. E mi è piaciuta subito. Poi, il vicino aeroporto, comodo soprattutto per le nostre vacanze a Fuerteventura, ci ha riportato spesso nella città, dove adesso ho anche degli amici che vi abitano. Insomma, l’abbiamo visitata in tutte le stagioni: un passaggio nella città non puo’ mancare, per me la città esercita sempre una grandissima attrattiva.

Ci siamo trovati quindi a farci tappa a luglio 2020, andando verso Livorno, per poi imbarcarci per la Corsica. Il lockdown per il covid-19 era finito da poco più di un mese.
Siamo arrivati a piedi all’arco di Porta Santa Maria, dove il prato di Piazza dei Miracoli, verdissimo, faceva risaltare, col sole, il bianco smagliante del Battistero, del Duomo e della Torre pendente. Ma anche l’assenza di gente!

Nessuna bancarella, nessuna calca, nessuno che cercava di farsi la consueta foto dove cerca di tenere in piedi la torre. La piazza si mostrava pulita, in tutto il suo splendore.
Girare attorno ai monumenti, e poterli vedere ed apprezzare coi ritmi rallentati, e con poche distrazioni, è stato un incanto.

Le strade, che di solito pullulano di turisti, ora vuote, offrivano scorci indimenticabili. Senza dubbio un gran danno per l’economia, per tutti coloro che dalle attività del turismo ne traggono sussistenza.

Attraverso le stradine pedonali e i bei palazzi del centro, siamo arrivati a una piazza dei Cavalieri anch’essa deserta, enorme, e stupenda


Da qui, abbiamo proseguito verso il lungarno per attraversare il Ponte di Mezzo e incamminarci verso Corso Italia, una delle vie più rinomate di Pisa, piena di bei negozi da ammirare. Fino ad arrivare al famoso murales Tuttomondo di Keith Haring, un tripudio di colori ed omini dalle forme strane, sulla facciata di un vecchio edificio.

Con la mia amica Fabiana, che ci ha accompagnato (io non lo avevo ancora mai visto), ci siamo divertite a fare uno scatto che ricordasse il nostro incontro nella sua città :)

Ritornando sul lungarno mediceo, dalla parte opposta alla precedente, l’avvicinarsi dell’ora del tramonto, ormai, ci regalava un bellissimo paesaggio, con le case colorate che si rispecchiavano sul fiume, dipingendolo con i loro colori.

E non posso non ricordare la mia chiesetta preferita, sul lungarno, la piccolissima ma assolutamente poetica Santa Maria della Spina, gioiello del gotico, che mi è rimasta impressa sin dalla prima volta che l’ho vista, per la sua bellezza, che a quell’ora veniva ancor più valorizzata dalla luce del tramonto.

E mentre il sole illuminava le meraviglie di questa città, ci apprestavamo a lasciarla, dopo la nostra passeggiata, sicuri che saremmo tornati presto ad onorare il suo splendore, e grati per averla potuta ammirare così. Ma con l’auspicio, per tutti, di rivederla animata di cittadini e turisti, come dev’essere, e senza i timori che conserviamo ancora per questo coronavirus, che ci ha colpito nel corpo e nell’anima e ha desertificato le nostre città.

Per informazioni piu’ appronfondite su Pisa
http://www.aboutpisa.info/it/index.html
https://www.discovertuscany.com/it/pisa/itinerario-di-un-giorno.html
luglio 2020
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In giro per l’Appennino Tosco Emiliano in estate: il monte Cimone e il lago della Ninfa (MO)

In una bella domenica di agosto, con la voglia di montagna che mi è venuta vedendo gli amici in vacanza sui monti, e per sfuggire alla calura estiva, abbiamo fatto un giro al Monte Cimone, prendendo come base il Lago della Ninfa.

Il comprensorio del monte Cimone, nel Parco del Frignano, chiamato anche Parco regionale dell’Alto Appennino Modenese, offre la possibilità di praticare sport invernali per gli amanti della neve (quando c’è, ovviamente), durante l’inverno, e di fare belle passeggiate a piedi per i boschi e fino ai crinali delle montagne, in estate, oltre ad offrire la possibilità di percorsi da fare con la mountain bike, andare a cercare funghi durante la stagione, per gli appassionati, e divertirsi nel bel parco divertimenti, l’Adventure Park, che d’inverno diventa snowpark, per i bambini e i ragazzi. Le cittadine limitrofe, Sestola, Fanano, Riolunato, Montecreto, Fiumalbo, sono frequentate località di villeggiatura.
Essendo non lontano da casa nostra, poco piu’ di un’ora di strada, il Cimone è la meta che possiamo raggiungere velocemente quando vogliamo fare un’escursione in giornata sulla neve, o, più di frequente, quando abbiamo voglia di montagna per sfuggire al caldo umido della pianura padana, d’estate.
Ricordo l’anno che ero incinta di mia figlia, quando, per trovare sollievo da un torrido caldo partimmo per cercare un po’ di sollievo al fresco. E arrivati al Cimone, trovammo sì il fresco, ma con un tempo da lupi, freddo e grandine, 9 gradi di temperatura!!
All’epoca non c’erano ancora tutte le attrattive che ci sono adesso, non era ancora stato costruito l’Adventure Park, https://www.adventureparkcimone.it/ e la zona era veramente un gioiellino: certo oggi, tutta l’area è ormai coperta da strutture e servizi, ristoranti, bar, chioschetti, tavolini fin sotto gli alberi, che attirano i turisti, per loro fortuna, ma che un po’ hanno fatto perdere il fascino e la tranquillità del luogo.

Siamo poi tornati un’altra volta, sempre ad altro agosto, con la nostra piccolina di 4 anni, che si è divertita tantissimo sui tappeti elastici e venendo giu’ col padre sulla monorotaia, il funbob, mentre la mamma davanti a velocità supersonica, imprecava giurando che mai più sarebbe salita su una attrazione del genere!!

All’epoca avevamo pranzato, nella baita vicina al lago della Ninfa, mangiando dell’ottima carne ai ferri.
Ebbene siamo tornati, questo agosto, con la voglia di verde, del senso di tranquillità e di visione verso l’infinito, che la montagna sa infondere.. voglia che è stata ampiamente appagata, arrivando di mattino presto, prendendo la seggiovia e proseguendo con una bella passeggiata arrivando vicino alla cima del monte.

Io adoro vedere dall’alto i boschi, i monti, il panorama, l’infinito.. e salire in alto..

L’unica nota stonata è stata la musica, lungo il tragitto: si puo’ mettere la radio, tra pubblicità e musica commerciale, in un luogo di pace, dove si dovrebbe ascoltare il silenzio della natura e ammirare il paesaggio??

All’arrivo con la seggiovia, abbiamo preso il sentiero verso il Cimone, un tratto sassoso con bellissimi alti pini, abeti e faggi ai lati, le montagne davanti, di un verde che brillava, col sole del mattino..un po’ ripido verso il punto in cui la strada finisce, ma ne vale la pena.


Siamo arrivati a Pian Cavallaro, a 1880 mt di altitudine, punto di arrivo anche della funivia, che vedevamo passare, proveniente da Passo del Lupo.
Ci siamo fermati ad ammirare il mondo da lassù, e abbiamo fatto un pic nic vicino allo strapiombo, con una meravigliosa temperatura attorno ai 20 gradi (che è costata agli imprevidenti che non si sono messi la crema protettiva una bella scottatura!).

Se cercavamo la pace, lì l’abbiamo trovata: in quel punto, in cui i più si fermano poco, proseguono per arrivare ancora piu’ sù, sulla vetta del Cimone, a oltre 2100 mt di altitudine, che noi ci siamo accontentati di vedere. Abbiamo pranzato in quel luogo, tutto per noi, davanti a un paesaggio mozzafiato!

Pace che non c’era sicuramente nella spianata quando siamo riscesi con la seggiovia: tra il ristorante, la coda alla partenza della monorotaia, persone poco educate che parlavano ad alta voce, e quella maledetta musica. Peccato, perchè il luogo era incantevole, al mattino alle 10.

Ovviamente, al pomeriggio, anche scendendo verso il Lago della Ninfa, i dintorni del lago e l’Adventure Park era molto affollato, non ci aspettavamo che fosse diversamente.. Però uno sdraietto all’ombra, sotto la pineta, l’abbiamo trovato, giusto per rilassarci ancora un po’.
Il consiglio è quindi di arrivare presto al mattino, cosi’ si riesce a trovare parcheggio vicino al lago, senza dover fare troppa strada e prendere subito la seggiovia, godendo per un po’ della pace e della bellezza del luogo.
Il Lago della Ninfa si trova a 1500 mt di altitudine, ed è circondato da boschi di conifere meravigliose: ci si puo’ rilassare sulle sue rive, fare una passeggiata attorno al lago, e anche praticare la pesca. Da qui partono sentieri per diversi trekking nei dintorni.
Devo dire solo che sono rimasta un po’ delusa dal lago, che ho trovato un po’ trascurato, acqua scura e con molte alghe sulla riva..insomma un po’ diverso da come l’avevo visto nel 2008

Ma comunque..posti splendidi!!
Chi si accontenta, gode, .. famiglia, natura, sole, bellezza.. dici poco??

agosto 2020
Panchine giganti in Emilia Romagna: a Prignano (MO) e a Castellarano (RE)
DOZZA, il borgo medievale del muro dipinto e della rocca sforzesca, sulle colline imolesi (BO)
La Pietra di Bismantova: il mondo da un’alta prospettiva (RE)
Cittadine della Corsica del Sud: Portovecchio, Sartene, Propriano
In questo post vi racconto delle cittadine che abbiamo visitato durante la nostra vacanza nella Corsica del Sud, ovvero Portovecchio, Sartene e Propriano.
Portovecchio
Per le nostre vacanze in Corsica, abbiamo deciso di fare base nei dintorni di Porto Vecchio, vivace cittadina turistica, in posizione strategica per le belle spiagge del Sud.
Ho parlato delle spiagge in questo articolo
Siamo andati una sera al tramonto a visitare la cittadina di Porto Vecchio, che è un piccolo e pittoresco borgo di origine genovese, con un bel centro storico e ai suoi piedi, un lungomare e una bella marina col porticciolo turistico, piena di locali, ristoranti e cocktail bar e discoteche, fulcro della vita mondana e notturna della zona.
Abbiamo parcheggiato in uno dei parcheggi a pagamento appena fuori dalla cittadella, e percorrendo la Rue de Giudice di Cinarca , siamo andati verso la haute ville, città alta fortificata, e con una passeggiata di pochi minuti e qualche scala, siamo arrivati in place de l’Hotel de Ville, davanti al municipio. Da qui si entra dentro alle mura, che hanno ai lati bastioni, risalenti al 1539, e si arriva nella bella piazza principale della cittadina, place de La Republique.

A lato della piazza, si trova il retro della chiesa di S. Jean Baptiste, costruita in granito e con un bel campanile, che affaccia su cours Napoleon, la strada principale, che assieme alla parallela Rue Borgo, sono le raffinate vie dei negozi e dei locali, e che conducono verso deliziosi vicoletti interni, contornati di edifici in pietra tipica.

La strada perpendicolare alla chiesa, porta verso l’ingresso principale per la città, l‘antica porta Génoise , da cui si gode uno splendido panorama sul porto.

Dalla cittadella si puo’ scendere con una bella camminata di oltre 10 minuti, al porticciolo o in alternativa, si puo’ usufruire della navetta gratuita che fa la spola dal porto alla città alta (noi l’abbiamo presa al ritorno)
A Porto Vecchio arrivano i traghetti provenienti da Civitavecchia e da Napoli, e quelli provenienti dalla Sardegna, dopo essersi fermati a Bonifacio. Meno frequenti di quelli che arrivano a Bastia, sono comunque una buona alternativa per chi vuole visitare la zona sud
per informazioni dettagliate https://www.moby.it/vacanze/corsica/porto-vecchio/
Sartene
In un pomeriggio col cielo nuvoloso, abbiamo deciso di dirigersi verso Sartene, o Sartena, un altro borgo di origine medievale: ci ha incuriosito aver letto che era considerata la città corsa piu’ corsa di tutta l’isola!

La cittadina è di origine medievale e si presenta abbarbicata su una roccia, a 300mt di altitudine, con un aspetto molto antico. Le case sono costruite in granito e la vista d’insieme da l’idea proprio del “vecchio”.
La sua piazza principale, Place de la Liberation, ha una bella terrazza, che pero’ non guarda sul panorama che ci si puo’ aspettare.

La bella chiesa settecentesca, Santa Maria Assunta, col campanile, domina sulla piazza, insieme al palazzo del governatore.

A fianco alla chiesa la porta d’ingresso, Passage de Bradi, porta al cuore del centro storico, ben conservato, e pittoresco, dove stradine strette lastricate, vicoletti, scorci che si aprono sulla vallata, e case in granito creano una bella atmosfera.. nonostante i troppi turisti.

Piccolissimo borgo, si visita in poco tempo, e dicono che valga la pena vedere anche il suo museo della Preistoria, ricco di reperti archeologici, che noi non abbiamo visitato. La zona infatti è anche conosciuta per i resti del periodo megalitico: nei poco distanti siti di Cauria e a Paddaghiu sono presenti dolmen e menhir. Purtroppo a causa del poco tempo non siamo andati a visitarli, e mi rammarico anche, avendo poi proseguito per Propriano, di non aver potuto visitare la Filitosa, il più importante sito preistorico della Corsica.
https://www.corsicafrancia.it/sartene/
Propriano
Propiano è una rinomata località balneare, con un porto piuttosto grande pieno di barche e yatch esclusivi, sul lungomare costituito da una lunga strada animata da locali e negozi.

Il centro non è molto intressante, l’unica cosa degna di nota è è la chiesa di Notre Dame de la Misericorde costruita nel 1864. Pertanto, dopo un breve giro a piedi, siamo ripartiti per tornare a Portovecchio.

https://www.andareincorsica.com/scoprire/regioni/corsica-del-sud/propriano-valinco/propriano
Abbiamo scelto di percorrere una strada differente per tornare verso Portovecchio, la D59, che passa per le montagne interne.
Ecco, se penso che valga la pena recarsi in queste due località, soltanto in abbinamento alla visita dei siti megalitici, che mi sembrano molto interessanti, e non solo quindi per le cittadine in sè, se si devono fare parecchi chilometri, posso dire però che i panorami, i piccolissimi borghetti visti sulla strada del ritorno, hanno valso il viaggio. Conclusioni: la Corsica non delude mai!!

luglio 2020
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Bonifacio, Corsica del Sud: imperdibile meraviglia e falesie
Cosa vedere a Bonifacio? Le falesie dal mare, le falesie dall’alto, la citta antica, i vicoli in cui perdersi, la scalinata del Re di Aragona..
Un fiordo sul mare lungo un chilometro e mezzo, nella cui insenatura sorge una città a strapiombo su bianche scogliere, che contrastano con il blù del mare: è la meravigliosa Bonifacio, che lascia senza fiato, sia nella sua visione dall’alto della città, che in navigazione, dal mare.
Arrivando in auto da Portovecchio a Bonifacio, nei pressi della città si scorgono già ai lati le famose bianche rocce calcaree, le falesie.
Dal porto di Bonifacio individuiamo subito il chiosco della SPMB dal quale acquistare il biglietto per il giro in barca per grotte e falesie, ma proseguiamo, imboccando la strada che sale, Avenue Charles De Gaulle, verso la cittadella, per avere subito una visione delle bocche di Bonifacio dall’alto. Il panorama è mozzafiato, alte bianche scogliere, insenature e calette, che contrastano con un mare verde e azzurro.

Bonifacio è soprannominata la città delle falesie, solo 11 chilometri la dividono dalla Sardegna e lo stretto omonimo comprende le isole di Cavallo e Lavezzi, appartenenti alla Francia, e l’arcipelago della Maddalena, in Sardegna. E’ la città più a sud della Corsica, un antico baluardo genovese
Il mare è calmissimo oggi, tuttavia lo stretto puo’ essere molto pericoloso in caso di vento, per il mare mosso e per le forti correnti e gli scogli.
Riscendiamo al porto e andiamo al parcheggio convenzionato con la società SPMB, a pochi minuti a piedi, dove si acquistano i biglietti che includono il parcheggio gratuito (direttamente al parcheggio), anche oltre la durata del tour.
I tour in barca partono ogni mezz’ora e durano 45 minuti. Ci sono tour che comprendono l’isola di Lavezzi, dove si puo’ stare anche l’intera giornata. Noi scegliamo quello delle sole grotte e falesie, per poi visitare con calma la città e fermarci a cena al tramonto, l’ora più bella, per il riflesso del sole sulle bianche falesie.

Usciamo dal porto con la barca. Purtroppo non tutti i turisti portano la mascherina, che sarebbe opportuno nei posti in cui, all’esterno, le distanze di sicurezza non possono essere garantite, come nelle sedute di spalle dell’imbarcazione.
Appena svoltato l’angolo, ci aspetta un paesaggio spettacolare, per il colore del mare e il bianco della roccia.

Usciamo dall’insenatura e giriamo vicino alla costa, vedendo fari e grotte.


La barca si avvicina all’entrata delle grotte, mostrandoci il colore del mare, azzurro e verde abbagliante.


Le falesie dal mare sono un vero spettacolo da non perdersi.

Ci avviciniamo alla città e la vediamo lassù, in alto, in tutto il suo splendore, costruita proprio sulla cima della roccia.

Siamo molto soddisfatti di questo tour con la barca, vale assolutamente la pena.
Al temine del giro, tornati al porto, camminiamo un po’ tra i localini animati sul lungo mare e ci dirigiamo verso la salita di Montée Saint Roch che, con una scalinata, conduce alla porta d’entrata alla cittadella, Porte de Genes, protetta da mura bastionate.


Prima di arrivare all’ingresso, si puo’ vedere il panorama delle scogliere, stavolta dall’alto (dove è stata scattata anche la mia foto di copertina).

Entrando nel cuore della città, non resta che perdersi per i vicoletti



Ci colpisce particolarmente la chiesa di Ste Marie Majeure, di orgine romanica, che ha una facciata con un grande porticato e a fianco negozietti con porte azzurre: un angolo che mi ricorda uno scorcio del centro de L’Havana a Cuba!

Saliamo e scendiamo dalle innumerevoli scale, e io sono colpite proprio da quelle di accesso alle case del centro, così piccole e strette!

Facciamo anche il giro esterno, partendo da Place Manichelle, con panorama sulle falesie di Capo Pertusato, passando da Place du Marchè, la piazza del mercato, e arrivando sul fianco meridionale del promontorio dove si trova la scala del Re D’Aragona, che avevamo visto dal mare, ripidissima che scende attraverso la roccia fino al mare. Mi rammarico che sia chiusa, sono già più delle 18; del resto, col caldo, non so se sarei riuscita a convincere i miei compagni di viaggio a fare quei 187 gradini, ma essere proprio sotto, dentro, la falesia dev’essere davvero un’esperienza eccezionale!

Proseguiamo fino alla chiesa di Saint Dominique de Bonifacio e poi torniamo indietro, avevamo notato per la cena un delizioso localino su Place de Marchè, vista falesie, e siccome l’ora del tramonto si sta avvicinando ci dirigiamo là. Il ristorante La Manichelle, dove mangiamo squisite specialità corse (ne parlo qui), ha di fronte un campo di bocce, e alcuni paesani giocano allegramente, alla vista di quel panorama!!


L’ora del tramonto qui è splendida, non lo penso solo io…infatti… trova le differenze :)

A fine cena scendiamo verso il porto, che ha un’atmosfera da favola!


Bonifacio mi ha proprio incantata, ad ogni ora, è una città stupenda, che merita il viaggio! Ovunque siate, in Corsica, ma anche al Nord della Sardegna, andate a visitarla!

luglio 2020
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Un giro per Bastia, Corsica
Nel nostro giro nella Corsica del Sud abbiamo visitato Bastia, all’arrivo col traghetto, Portovecchio, visto che alloggiavamo vicino, Bonifacio, perchè mi era stata fortemente consigliata e avevo visto foto stupende, Sartena e Propiano in una giornata in cui il tempo in spiaggia era nuvoloso.
Bastia

Bastia è la città del porto di arrivo in Corsica ed è la seconda piu’ importante della Corsica. Merita sicuramente una visita.
All’arrivo con il traghetto, alle 12, abbiamo cercato un parcheggio (a pagamento) proprio di fronte al porto, a fianco a Place Saint Nicolas, dove si trova anche l’ufficio del turismo. Avendo poco tempo abbiamo deciso di vedere la città con il trenino che effettua il circuito turistico, che parte ogni ora e porta fino alla cittadella in un tour della durata di 45 minuti. I biglietti si acquistano all’ufficio del turismo, al prezzo di euro 7,50 (scontati per i bambini).
https://www.bastia-tourisme.com/it/que-faire/petit-train-touristique-2/
Abbiamo quindi acquistato i biglietti e siamo andati, nell’attesa, a pranzare in uno dei bar- ristoranti sulla piazza (2 croques e mounsier e una grande insalata e una birra euro 39).
Place Saint Nicolas è una bella piazza grande rettangolare, luogo di incontri ed eventi, la piu’ grande di Bastia ma anche la piu’ grande della Francia, con al centro una statua di Napoleone e un monumento ai caduti, attorniata da begli edifici e cafè da un lato, e da alberi su tutto il perimetro.

Il trenino turistico passa sul lungo mare e si addentra nei bei vicoletti che mostrano interessanti scorci, costeggia le mura all’esterno, e si ferma all’ingresso della cittadella. Poi il tour prosegue a piedi con una guida che conduce nei posti principali.

Alla cittadella si accede attraverso la porta Luigi XVI e ci si trova subito di fronte alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, che è interessante visitare.

Uscendo a lato, si puo’ andare verso il piccolo e nascosto Oratorio di Santa Croce. Nell’oratorio è custodito un Cristo nero in legno, ritrovato in mare da pescatori. Nell’oratorio si tengono anche i concerti dei canti polifonici, canti della tradizione corsa, tramandati di generazione in generazione.

Ci siamo diretti poi verso il Palazzo dei governatori, che domina una bella piazza, e alla cui destra si apre una straordinaria vista sul porto vecchio.

La stradina che continua è piena di locali carini e va verso il mare offrendo un panorama meraviglioso.


Di ritorno, verso l’uscita dalle mura, si passeggia per i pittoreschi vicoletti.

Ripreso il trenino, questi prosegue passando per il porto vecchio prima di ritornare alla base.

Direi che con poco tempo, questa soluzione è stata l’ideale per visitare i punti piu’ importanti della città, ed è stato anche divertente!
L’unica cosa che ho da appuntare è che dovrebbe essere rispettato l’obbligo di indossare la mascherina, non garantendo i sedili del trenino il metro di distanza quando si è seduti di spalle: nonostante ciò fosse previsto, non tutti osservavano questa regola (e nessuno si è preoccupato di farla rispettare).
Un po’ di informazioni sulla città si possono trovare qui
e qui:
https://www.moby.it/vacanze/corsica/guida-bastia/
…continua
work in progress
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Fiumi, monti e cascate della Corsica del Sud: Solenzara, cime di Bavella e Purcaraccia

La Corsica non è solo mare, e noi, durante la nostra vacanza nella Corsica del Sud, abbiamo fatto un’escursione sui monti e lungo i fiumi, ammirando spettacolari panorami di montagna, simili alle Dolomiti, percorso sentieri, e visto cascate con acqua verde cangiante.
Partiamo da Portovecchio prendendo la strada T10, fino a Sari-Solenzara, dove si trova il bivio che porta verso il Col di Bavella, nella regione dell’Alta Rocca.
L’alta Rocca è una zona montuosa che arriva fino a 2100 metri di altitudine, che collega la costa orientale a quella occidentale, nel Parco regionale della Corsica. La regione è nota per le sue piscine naturali, cascate, montagne e foreste.
La strada comincia a salire ed è bellissima, orlata ai bordi conifere: abeti, pini, larici, lecci, ecc. In lontananza si vedono già le cime aguzze delle montagne.

La nostra prima tappa è all’altezza del bar ristorante URUSMARINU, dove c’è un parcheggio e, attraverso l’ingresso nel giardino del ristorante, c’è l’accesso al fiume Solenzara. E’ ancora presto, non sono neanche le 10 del mattino e ci sono pochissime persone.
Scendo subito sul fiume attraversando una passerella per esplorare il posto.

Lo spettacolo che ci si presenta davanti è magnifico


Nel fiume, verdissimo, che contrasta con i sassi bianchi, una famiglia sta facendo il bagno.

Passeggiamo un po’, sui sassi, alcune spiaggette con la sabbia inviterebbero a rimanere e godere di questa bellezza, e penso alla fortuna di chi ha deciso di fermarsi nel campeggio proprio sopra il fiume a godere dello spettacolo, alzandosi la mattina. E penso che voglio tornarci e dormire proprio li’!

Ci fermiamo per un caffè al bar ristorante, anche far colazione o pranzare con questa vista, non ha prezzo..

Ripartiamo in direzione cascate di Purcaraccia, costeggiando il fiume Solenzara e salendo. Dalla strada, qualche scorcio mostra persone che fanno il bagno, in uno scenario mozzafiato.
La strada passa attraverso una vegetazione bellissima pini altissimi e fitti. Arriviamo ad un parcheggio sulla strada, in un punto contrassegnato come Col di Larone e decidiamo che, poichè il nostro mezzo è piuttosto grande, e c’è posto, meglio fermarsi qui e proseguire a piedi.

Il paesaggio che abbiamo davanti, svoltata la curva, è questo.

Qualche altra curva e troviamo una famiglia di mucche sul ciglio della strada che dormono comodamente! (al ritorno una si era proprio messa in centro alla strada)


Mi rendo conto, con il navigatore, che abbiamo superato il punto d’ingresso del sentiero, che non è segnalato, quindi torniamo indietro, ma è stata comunque una bella passeggiata. Mi accorgo dove dobbiamo andare perchè vedo una persona inoltrarsi nel bosco, c’è anche qui un piccolo parcheggio, e un’auto è proprio davanti al buco dell’ingresso, che non potevamo di certo vedere!

La prima parte è un bel sentiero in mezzo al bosco, con un profumo inebriante di pini, poi in certi punti si apre, e tutto intorno ci sono queste bellissime montagne aguzze ..su una delle quali, ci rendiamo conto, ci stiamo arrampicando!!!


Proseguendo, la cosa si fa difficile..Avevo letto che questo percorso era fattibile, ma qualcuno diceva anche che era abbastanza pericoloso e dissestato..e in effetti!! In certi tratti a fianco c’è lo strapiombo, bisogna chinarsi e tenersi con le mani alle rocce o ai tronchi degli alberi per farsi forza e spostarsi, e fare attenzione a mettere i piedi in un punto saldo! Sicuramente l’esperienza non è indicata a chi soffre di vertigini..tensione e anche fatica tremenda!!

Il pezzo peggiore è stato questo, passare su sassi scivolosi, ma ci siamo fatti forza del fatto che altre persone con bambini fossero davanti a noi, e piano piano l’avessero passato: qui abbiamo comunque avuto seri dubbi sul proseguire!

Ma lo spettacolo continua :)

Andando oltre, anche in altri punti abbiamo dubitato di farcela, e di nuovo ci hanno incoraggiato le altre persone che vedevamo passare. Si, perchè nonostante il sentiero impervio, il percorso è abbastanza frequentato, e spesso ci si deve fermare per passare uno alla volta. Ci vuole oltre un’ora di cammino, e meno male che il cielo era un po’ coperto, che almeno non abbiamo patito caldo, per cominciare a sentire il rumore dell’acqua , delle cascate e cominciare a scendere. Verso la fine ero anche sconfortata per il lungo e difficoltoso tragitto, ma alla vista delle prime pozze, l’entusiasmo mi ha fatto dimenticare gli sforzi.

Il fiume, tra grandi massi bianchi, forma pozze e cascate incantevoli.

Salendo ancora, arriviamo alla bella cascata della Purcaraccia.

e poco piu’ su, la meraviglia: enormi massi e un’acqua verde smeraldo :)

Un angolo di splendore ineguagliabile dove potersi fermare, anche per un bagno tonificante, non per noi che siamo dei freddolosi, ma i piedi a bagno, dopo un lungo cammino si rigenerano, nell’acqua ghiacciata.

Intanto le nubi hanno ingrigito il cielo, sentiamo anche qualche goccia, scioccamente non abbiamo portato cibo con noi oggi, e siamo affamati, e col pensiero della lunga camminata che ci aspetta per il ritorno.
Non andiamo oltre quindi, soddisfatti di tanta bellezza.

Dopo la meritata sosta, riprendiamo la via del ritorno, che ci pare meno impervia, forse perchè la conosciamo già.
Siamo stati oltre 3 ore e mezza in giro, sono le 14.30 quando raggiungiamo di nuovo la nostra auto. Vorrei tanto fermarmi anche poco oltre, dove c’è il Canyon de la Vacca, altro punto segnalato con canyon, pozze e cascate dove tuffarsi, ma è piuttosto tardi e siamo stanchi e la fame si fa sentire. Proseguiamo quindi verso Bavella, dove c’è un piccolo paesino con qualche casa costruita in modo molto particolare e un paio di ristoranti, a andiamo ancora piu’ in alto, proprio sulla cima, fino ad arrivare ad avere di fronte le guglie che stagliano verso il cielo, le Aiguilles de Bavella appunto, con un tempo un po’ da lupi!!

Ma che spettacolo! Alberi dalle strane forme, erba e fiori giallo brillante che contrastano, di nuovo lo stupore negli occhi !!

Ci fermiamo al ristorante che c’è proprio qui, vicino alla collinetta con la statua della madonna, una vista da paura dal terrazzo, nonostante la pioggia. Mentre mangiamo crepes e specialità corse a base di carne, buonissime, arrivano le nubi a ricoprire le cime dei monti.

Anche qui ci sarebbe stata la possibilità di fare un bel trekking per i monti, ne sarebbe valsa la pena, ha anche smesso di piovere, ma siamo stanchi. Iniziamo quindi a scendere, continuando il giro ad anello per l’interno, andando verso Zonza, un delizioso paesino di montagna, per la strada D268.
Poco oltre c’è un altro punto che merita una tappa, le cascate di Piscia Gallo (Piscia du Ghjaddu), con il loro salto di 60 metri, dopo il bivio sulla D368. Ci fermiamo nel parcheggio, gradevoli locali invitano a farsi un drink. Il trekking per arrivare alle cascate scopriamo che dura un’ora, non ce la sentiamo di farlo, nostra figlia sta dormendo in macchina, ma ci incamminiamo per vedere un po’ la zona. E’ un ottimo punto in piano per vedere le montagne circostanti!

Entriamo un po’ nella foresta di pini faggi e larici e vediamo alcune pozze che fa il fiume. Anche solo qui il paesaggio è magnifico.

Soddisfatti comunque della sosta, riprendiamo la strada, passando per la foresta di Ospedale, che dicono di essere una delle piu’ belle della Corsica. Montagne piene zeppe di pini, e in alcuni tratti, maiali o cinghiali liberi per il bosco, e un bel bacino artificiale con l’acqua verdissima.
Strada stupenda!

Siamo a mezz’ora da Porto Vecchio, Ospedale (U Spidali) è a 900 metri sul livello del mare e deve il nome all’ospedale della zona che un tempo era lì. Dopo una curva si arriva a un punto panoramico bellissimo sul golfo!


Ormai mancano una ventina di chilometri per arrivare a casa, è stata una giornata intensa, ma bellissima, straconsigliata: se tornassi indietro, sicuramente farei una tappa in queste zone, dormendo anche una notte, esplorandole tutte con calma, perchè ne vale proprio la pena!
Anche questo aspetto della Corsica mi ha folgorato!

luglio 2020
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Corsica del Sud: informazioni pratiche e utili
Arrivare in Corsica in traghetto dall’Italia.
Il punto di partenza più vicino a noi, che abitiamo in Emilia, per la Corsica è Livorno, con arrivo a Bastia, operato da Moby Lines e Corsica Ferries. Gli orari si equivalgono quindi abbiamo scelto la compagnia Moby Lines, che risultava piu’ economica, e con possibilità di cambio data fino alle 4 ore precedenti la partenza. Il sito consente di vedere i prezzi nelle diverse giornate e quindi, per chi ha flessibilità, offre la possibiltà di scegliere la giornata col prezzo più basso (ovviamente le partenze infrasettimanali sono meno costose, mentre per il ritorno il prezzo era buono anche di domenica). Inclusa nel biglietto c’è anche una comoda assicurazione, la copertura sanitaria è soltanto di 5000 euro, e noi per questo abbiamo comunque fatto anche un’altra assicurazione con massimale piu’ alto, perchè in Francia il 20% delle spese sanitarie sono a carico del paziente. Con l’assicurazione del traghetto sono coperti gli inconvenienti con l’auto e rimpatrio, quindi l’assicurazione supplementare puo’ essere quella di base, meno costosa.

La traversata da Livorno dura circa 4 ore, non è necessario quindi prendere una cabina, e noi non abbiamo acquistato neanche le poltrone: sulla nave, all’aperto (che in questo momento è anche più salutare) ci sono panchine e sdrai a disposizione. Arrivare un’ora e mezza prima al porto è stato sufficiente per fare comodamente le operazioni di imbarco e trovare dei posti buoni sul ponte.

Probabilmente a causa del periodo post covid-19, non c’era molta gente e devo dire che comunque le regole (mascherina, gel, distanziamento), sono rispettate. Per noi non è stato particolarmente impegnativo o ansiogeno l’uso della mascherina durante imbarco e sbarco o all’interno della nave. Io me la sono goduta, un po’ al sole e un po’ all’ombra, il mare era calmissimo, e devo dire che è stato proprio bello iniziare cosi’ la vacanza.
Ne parlo qui:
Il nostro alloggio nella Corsica del sud: Les Pavillons du Belvedere

Visto che la Corsica era nella mia wish list da un pò, sapevo già dove avrei voluto alloggiare, una volta deciso di andare: alcune amiche erano state, anche piu’ di una volta, in un residence che mi descrivevano come favoloso, ed io, era li’ che volevo andare.
Pertanto, dopo aver prenotato il traghetto, ho contattato il residence tramite il loro sito, dove ho trovato Laure, gentilissima, che, in italiano, mi ha risposto, sempre velocemente e con professionalità, riuscendo anche a trovarmi le soluzioni migliori in base alle mie richieste.
La stessa cortesia e disponibilità l’ho trovata in loco. Ecco il sito del Les Pavillos du Belvedere:
Les Pavillons du Belvedere si trova non lontano dalla cittadina di Portovecchio, non è troppo all’interno, come altri alloggi che ho visto in zone belle ma meno comode, è vicino ai supermercati o agli imbocchi delle strade per raggiungere le spiagge.

E’ costituito da un insieme di casette in muratura in tipico stile corso, che si raggiungono da una strada in salita, costeggiata ai lati da bellissime piante fiorite di oleandro.


E’ tutto estremamente curato e nel punto piu’ alto, dove si trova la reception, e dove era collocato il nostro studio, si gode di un panorama di una bellezza indescrivibile, sul golfo, Cala Rossa e Saint Cyprien.

Ogni appartamento ha una veranda o un terrazzo, ci sono studios monolocali, camere, o appartamenti con piu’ stanze, alcuni sono vista mare, (ma si può scegliere durante la prenotazione e varia anche il costo, non di molto pero’), alcuni sono sulla cima, ed altri piu’ in basso, a vari livelli sulla collinetta che li ospita.

Noi avevamo appunto uno studio monolocale vista mare.


Gli appartamenti sono dotati di una doccia esterna privata (a parte i monolocali che ne hanno una per tutti) e un bel barbecue. E’presente anche la lavanderia.


Lo studio l’abbiamo trovato molto pulito, abbiamo potuto portare le nostre lenzuola e asciugamani, come misura precauzionale contro il Covid-19. Diversamente possono venire affittate. Era perfettamente attrezzato con stoviglie, forno a microonde, bollitore, tostapane e addirittura aveva la macchina Nespresso.

Il residence ha anche una spiaggetta privata, raggiungibile scendendo un sentiero verso il mare, non di sabbia ma con i tipici sassi rossi di Corsica, intima e deliziosa, con un piccolo pontile ed alcuni lettini per rilassarsi.

Ho amato follemente questo posto dal primo momento che sono arrivata. Dal mio studio, un monolocale con tre letti e un angolo con cucina, vedevo il mare, aprendo gli occhi la mattina dal letto:

Le luci dell’alba, la palla rossa che saliva da dietro le colline, la baia contornata dai fiori del mio balcone.. spesso uscivo, per sentire i profumi e il silenzio di quell’ora, e stupirmi di meraviglia!


Al tramonto, le luci illuminavano la baia, i fiori e le pietre, e la notte, nel cielo, quante stelle che ho visto!!

Attenzione: ai il lettori del Blog Un’anima in viaggio che prenoteranno un soggiorno presso il residence Les Pavillons du Belvedere, i proprietari forniranno gratuitamente la biancheria, lenzuoli ed asciugamani!
Mangiare in Corsica: spesa e cibo
Mangiare al ristorante in Corsica è piuttosto costoso, non credo di aver visto un piatto con un prezzo inferiore ai 14 euro (se non dei croque and monsiuer, semplici toast a 8 euro o panini fatti con le baguette, in qualche cafè o locale sulla spiaggia), e le bevande sono molto costose, la birra corsa Pietra, per esempio, costa 4,50 euro la bottiglietta.

Ci sono, in alcune zone, rosticcerie e furgoni con cibo da asporto. Per esempio, una volta abbiamo preso un pollo arrosto di oltre un kg e mezzo a 11 euro. Talvolta si trovano, sulla strada anche piccoli negozi che vendono frutta e verdura. Noi solitamente abbiamo fatto la spesa negli ipermercati, in particolare nella zona dove alloggiavamo, c’era un grandissimo Geant, fornito di tutto, pane, bibite, frutta e verdura cibi freschi e anche preparati. I prezzi discostano di poco, appena un po’ piu’ alti, da quelli, già abbastanza oltre la media, che trovo nei supermercati emiliani. Si trovano anche supermercati a marca E-Leclerc e alcuni Despar, chiamati Spar, o Carrefour market. Da consigliare i formaggi, buonissimi e gli ottimi vini corsi, inoltre le salse tipiche e le marmellate locali.
Avendo il barbecue nel nostro studio, abbiamo comprato qualche volta la carne accompagnandola da un buon vino rosè corso e da un panorama da favola.

Per il pranzo, di frequente ho preparato insalata di pasta, di riso o di farro, accompagnandole anche con pomodorini, formaggio o prosciutto cotto a dadini, conservandole nella borsa frigo con frigorini ghiacciati, e mangiandole con gusto sulla spiaggia. Per le bevande, le borracce termiche di ultima generazione sono il top, mantengono benissimo le bevande fresche, o il caffè caldo per moltissime ore. L’accorgimento di prepararci noi da mangiare, e pranzare o cenare di rado fuori, oltre che per ragioni economiche è stata per noi anche una ragione di sicurezza per il Covid-19.

I Corsi preparano delle insalate molto appetitose ed enormi, condite con la classica vinagrette. Di particolare ho assaggiato le melanzane (che adoro) alla bonifacienne, una specie di melanzana alla parmigiana, ma con formaggio di capra, al ristorante-brasserie La Manichelle a Bonifacio, molto consigliato. Ottimo anche il pesce che abbiamo assaggiato, orata e gamberoni, e i dolci (prezzo 77 euro)


La versione delle melanzane alla parmigiana, ma non con il formaggio di capra, comunque l’ho trovata ovunque nei ristoranti della Corsica del Sud.
Sulle montagne di Bavella abbiamo assaggiato crepes, buonissime, con grano integrale e un piatto unico con carne, specialità corsa, al ristorante, che consiglio, Les Aguilles de Bavella, che ha anche una strepitosa vista sulle guglie. Ecco il menu’:

Non abbiamo provato i ristoranti sulla spiaggia, che comunque avevano tutti un aspetto molto gradevole ed invitante, spesso anche elegante.
Strade, spiagge e camping
Le strade della Corsica del sud sono per la maggior parte belle e non pericolose, spesso larghe e ben tenute e a volte molto panoramiche. Vale la pena girare sia nelle zone interne, che sulle strade litoranee, anche solo per vedere i paesaggi. Nessun problema quindi a circolare anche con auto ingrombranti, come il nostro Trafic, o con i camper, neanche per le strade di montagna.


Una cosa a cui fare attenzione nelle strade di montagna: non correre troppo perchè si possono trovare animali lungo la strada, mucche o cinghiali! Questa era una bella famiglia di 4 mucche che se ne stava beatamente a riposare sul ciglio della strada!

Talvolta, le strade per arrivare in spiaggia possono essere sterrate, come quella terribile per arrivare a Roccapina e quella in migliori condizioni per Rondinara. Altre spiagge si raggiungono dal parcheggio attraverso sentieri piu’ o meno impervi, ma in queste non siamo andati. Quelle che abbiamo visitato erano abbastanza agevoli, con parcheggi gratuiti o a pagamento (circa 5 euro per l’intera giornata) e arrivando presto si puo’ trovare un posto comodo e vicino. Per lo piu’ sono attrezzate in alcuni punti, dove sono presenti ristoranti o paillotes, oppure i servizi (come alla Palombaggia), e a volte anche i servizi di noleggio di canoe, pedalo’, barche, ecc. (come a Santa Giulia). Non tutte le spiagge pero’ hanno i servizi, a Roccapina, per esempio, non c’è nulla.
Un utile sito per trovare tutte le informazioni sulle spiagge è questo:
https://it.plages.tv/spiagge/b-corsica
Per la descrizione e le informazioni sulle spiagge che ho visto, ho scritto qui qui
I camping, disseminati sulla costa e all’interno, sotto pinete o in mezzo al verde, invitano a tornare con un camper e vivere una vacanza a contatto con la natura . In particolare segnalo il parcheggio “i Pini” sulla spiaggia della Palombaggia, dotato anche di docce all’aperto, che consente di restare a dormire per 10 euro.

Clima
Non so se è stata fortuna, ma a luglio abbiamo goduto di un clima eccezionale. Caldo ma non umido, senza fastidio quindi, a volte all’ombra sulla spiaggia, era quasi freddino, la sera era fresco.. Essendoci vicine le montagne di Bavella, qualche volta ci sono delle nuvole in transito: abbiamo preso pioggia proprio quando siamo andati ad Aguilles de Bavella, ma appena scesi c’era già il sole, e il pomeriggio di un’altra giornata, in cui il cielo si è ingrigito e ha fatto pioggia, per poi terminare, la giornata, con un tramonto meraviglioso con cielo terso.

I corsi
Avevo letto da più parti che il popolo corso non era particolarmente affabile, soprattutto con gli italiani. Per la nostra esperienza, non possiamo che dissentire: abbiamo trovato persone molto gentili, dai proprietari del nostro alloggio, al gommista che ci ha sostituito immediatamente le gomme a Bastia, per un chiodo conficcato nel pneumatico, al gestore della paillot alla Palombaggia, che si diceva contento che ci fossero gli italiani in vacanza, ai camerieri e proprietari di ristoranti e negozi, tutti.
In Corsica con un’adolescente
Non è facile una vacanza con un’adolescente.
Non è sempre facile e non lo è probabilmente soprattutto per lui /lei..ma anche per i genitori. Perchè non sono condivisi gli entusiasmi, le mete, perchè hanno il loro nuovo modo di vivere le cose, e soprattutto perchè non hanno dei coetanei, i loro amici, vicini.

Bisogna solo sperare che vengano in qualche momento rapiti dalla bellezza, che trovino il loro modo di goderne.
Fortunatamente la nostra adolescente, tra libri da leggere, la sua musica, podcast da ascoltare, disegni da fare, assieme ai momenti di pigrizia, di ribellione e musi lunghi, inevitabili credo a quest’età, è riuscita spesso a trovare dei suoi spazi, in solitaria, magari all’ombra di un albero sulla spiaggia, e ad apprezzare, e anche a stupirsi..la sua frase: “Anche quest’anno siamo riusciti a trovare un bel mare!” , ovviamente mi ha riempito di gioia:) .

A volte è dura, a volte è scontro, ma penso al poco tempo ancora che abbiamo per godere della sua presenza e delle nostre vacanze a tre..e sono comunque felice di questi momenti!

Viaggiare post covid-19
Fortunatamente la prima nostra vacanza post covid-19 non ci ha generato troppa ansia, nonostante in Corsica le misure non siano sempre attuate, richieste od osservate.
Sui traghetti, mascherina obbligatoria all’imbarco, sbarco e all’interno e la regola veniva osservata. Durante la gita in barca e sul trenino, richiesta mascherina all’imbarco e allo sbarco, ma durante la gita alcuni posti non rispettavano chiaramente la regola del metro di distanza, e le mascherine non venivano portate da tutti i turisti. Fuori da ogni negozio invece era sempre presente il gel, e commesse e camerieri portavano le mascherine. Diciamo che le inosservanze erano soprattutto dei turisti! Nel supermercato le mascherine non erano obbligatorie, è comparso solo un cartello negli ultimi giorni, che attestava l’obbligatorietà da agosto, quando magari si aspettano maggiore afflusso di turisti. Frutta e verdura potevano venire prese senza guanti, e questo mi ha lasciata molto perplessa!!
Tutto sommato ci siamo sentiti abbastanza tranquilli e abbiamo vissuto serenamente la nostra vacanza.

Conclusioni
Il sud della Corsica è molto bello, ha mare caraibico, montagne dolomitiche e fiumi spettacolari.
Dicono che tutta la Corsica abbia queste grandi bellezze: è un’isola che offre davvero tanto e con una bellissima atmosfera.
Attenzione: la vacanza cosi’ come l’abbiamo concepita noi non è per tutti! Abbiamo scelto di alloggiare in un residence e prepararci spesso noi da mangiare per contenere i costi, pranzando sulla spiaggia e la sera a casa (davanti ad un panorama incantevole, che non ci ha fatto certo rimpiangere il ristorante!). Il nostro residence, come sopra descritto, aveva anche una spiaggetta privata, stupenda, al termine di una bella discesa (che poi al ritorno diventava salita!), ma non a livello delle altre belle spiagge visitate, le quali, per essere raggiunte richiedono l’auto, e a volte anche dei tratti a piedi. Le spiagge sono libere, tranne alcuni piccoli tratti dove sono attrezzate con la presenza di paillot o ristoranti , anche molto belli ed eleganti, dove vengono affittati lettini ed ombrelloni, o strutture per il noleggio di attrezzature per il divertimento in acqua, lo snorkelling o le immersioni. Noi ci eravamo attrezzati con ombrellone e spiaggine e di frequente, andando presto, abbiamo trovato anche punti ombreggiati. Insomma, abbiamo fatto una vacanza itinerante per spiagge.

Chi ha voglia quindi di fare una vacanza estremamente riposante, deve cercare uno dei tanti hotel o residence, alquanto costosi, vicino ad una delle belle spiagge (proprio sulla spiaggia non ne ho visti), che non sono all’interno di borghi o cittadine, ma piuttosto isolati nella natura, anche se sulla strada, e noleggiare lettini ed ombrellone in uno dei locali in riva al mare. Oppure stare in città, a Porto Vecchio o a Bonifacio, dove sono presenti tanti locali e tutti i servizi, e spostarsi per raggiungere la spiaggia.
Durante il mese di luglio, e in periodo post Covid-19, abbiamo trovato condizioni di traffico e parcheggio accettabili, non so dire pero’ la situazione nel mese di agosto.
Per noi, vacanza top!!
luglio 2020
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Le spiagge della Corsica del sud
La Corsica del Sud ha tante belle spiagge, con un mare azzurro meraviglioso dalle mille sfumature.
In questo post vi racconto quelle che ho visto, consapevole che ce ne sono tantissime altre bellissime, che abbiamo rinunciato a vedere, per ragioni di tempo, o per scelta, perchè non troppo comode (viaggiando con un’ adolescente :) ) .
Per individuare le spiagge migliori del Sud della Corsica, ho utilizzato questo sito molto utile, che ha catalogato tutte le spiagge francesi:
https://it.plages.tv/spiagge/b-corsica
Selezionando “Corsica del sud” appare un elenco con tutte le informazioni, viene descritto anche il tragitto per arrivare e il tipo di strada, con le eventuali difficoltà. E’ presente anche una comoda mappa interattiva riepilogativa di tutte le spiagge.

La spiaggia più bella della Corsica del sud?



E partiamo con la descrizione delle spiagge.
Santa Giulia

Santa Giulia è una grande baia, con un mare azzurro intenso meraviglioso, e in alcuni tratti enormi massi che si alternano alla sabbia, e che creano piccole baie, raggiungibili con brevi sentieri interni.


Santa Giulia è veramente una spiaggia spettacolare e indimenticabile.
Palombaggia

Spiaggia bianca, ampia, mare azzurro cristallino, e alcuni pini che fanno ombra nella zona centrale, sotto cui ripararsi e stare freschi.







Tamaricciu


Il mare della spiaggia di Tamaricciu, che si profila davanti, è meraviglioso, acqua bassa per parecchi metri e lentamente digradante, in questo punto.







Rondinara

La spiaggia di Rondinara è quasi un cerchio con una piccola apertura.




Roccapina

Per la spiaggia di Roccapina non è stato amore a prima vista. Forse per la strada, molto dissestata per oltre 2 km, che mi ha messo ansia (si fa anche senza fuori strada, ma le buche nel primo tratto sono veramente profonde, e bisogna andare molto piano e fare molta attenzione), forse anche perché la prima parte era invasa dalle alghe.

Eppure, arrivando, già dalla strada, ci sono alcuni punti panoramici dove si vede la baia, acqua blu, tra il verde delle montagne attorno.

Dominano ai lati le bellissime rocce rosse di Corsica, e sulla cima, a destra della montagna, la sagoma di quello che dicono essere un leone.
Per Roccapina non è stato amore a prima vista, ma è stato amore poi, proseguendo, e arrivando ad un tratto di mare, nel centro della spiaggia, meraviglioso, dove ho camminato a lungo guardando con stupore tanta bellezza.

Fino ad arrivare sotto la parete del leone, un angolo incantevole dove godere della vista di tutta la baia e passeggiare e fare il bagno, restando senza parole.

Durante la giornata i colori diventano sempre più accesi e di una bellezza da levare il fiato. Ci siamo goduti la giornata sul bordo del mare, sotto il nostro ombrellone, con un clima perfetto e questa vista sublime, senza troppo affollamento, probabilmente per via della strada (molte persone decidono di scendere camminando a piedi, ma la strada è veramente tanta).

Sulla spiaggia non c’è nessun servizio, una staccionata la delimita, come in quasi tutte le spiagge, per protezione di dune e vegetazione. Poca ombra si può trovare ai lati della spiaggia.
Pinarellu

Pinarello, o U Pinarellu, come viene chiamata dai corsi (tutti i cartelli sono in doppia lingua), è una spiaggia ancora diversa, in una grande baia di sabbia bianca, con acqua bassa e trasparente per molti metri dalla riva, nella parte sud.

Ha una splendida ed enorme pineta alle spalle ed è comoda, a pochi metri dalla strada, dove ci sono anche molti posti auto. Per queste caratteristiche è molto frequentata da famiglie con bambini (ma direi che tutte le spiagge che ho visto sono frequentate da famiglie).

E’ molto bella, ha però meno il fascino delle spiagge selvagge precedenti, a mio parere. All’estremità nord l’abbiamo trovata piena di alghe, mentre la parte che abbiamo preferito è stata proprio l’estremità sud, dove ci siamo ricavati un angolo tranquillo,vicino alla roccia.
Tutte queste spiagge, ad eccezione di Roccapina, hanno una piccola parte attrezzata, dove si trovano ristoranti, lettini ed ombrelloni. Quindi, volendo fare una vacanza piu’ comoda, si possono noleggiare e si puo’ mangiare in spiaggia senza portarsi sdraiette, lettini, cibo o altro. Sicuramente in questo modo il budget si alza parecchio. Non ho visto invece strutture con alloggi direttamente sulla spiaggia.
Altre spiagge delle zona le abbiamo viste sulla strada litoranea venendo da Bastia, Conca, Favone, Figa, e nonostante vicine alla strada, sembrava valesse la pena una visita.
Conclusioni
Che dire..le spiagge e il mare della Corsica del Sud hanno superato di gran lunga le mie aspettative, non mi hanno fatto sentire la mancanza dei miei amati mari tropicali!!!

luglio 2020
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